Ancelotti e il no all’Italia, poi la marcia indietro: «Qualcuno si è allargato»

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Italia, il nome del nuovo c. t. adesso diventa un giallo: l’agente di Ancelotti prima rifiuta la panchina azzurra, poi fa un passo indietro e precisa. FIGC spazientita: l’ex Milan prende tempo, ma Tavecchio barcolla

Carlo Ancelotti sì, Carlo Ancelotti no, Carlo Ancelotti forse. Al termine della giornata di ieri l’unica certezza sul futuro della panchina dell’Italia era che certezza in realtà non c’è. Sì, perché nessuno al momento scommetterebbe su Ancelotti come nuovo commissario tecnico della Nazionale, ma nemmeno il contrario. Dopo le parole (parecchio improvvide) dell’agente ed amico Giovanni Branchini a Radio Deejay che avevano fatto presagire un netto rifiuto dell’ex allenatore del Milan alla proposta della Federazione  (leggi anche: Italia, Ancelotti rifiuta. Branchini: «Non sono questi i suoi piani»), in serata sarebbe arrivata una mezza smentita per bocca dello stesso Branchini, uno di quelli che solitamente parla poco (e male): «Il mio non era un annuncio – ha specificato il procuratore lombardo, come riportato stamane pure da Il Giornale . Non ho parlato con Carlo: ho espresso un pronostico, una convinzione». Tradotto: Ancelotti con Branchini evidentemente non ha mai parlato delle proprie intenzioni in vista del futuro e tutto è ancora in ballo.

Anche da Roma, uffici federali, fanno sapere: «Qualcuno si è allargato». Come a dire che le parole fuori luogo del procuratore-amico, non supportate per il momento da alcun fatto concreto, potevano assolutamente essere evitate. Qual è la situazione ad oggi, allora? Il giornalista Franco Ordine riporta di un momento di evidente riflessione da parte di Ancelotti. L’ex Bayern Monaco ha promesso di tornare entro fine novembre in Italia (al momento si trova all’estero): per allora, molto probabilmente, arriverà la risposta definitiva alla proposta della FIGC. Nel mentre però, già lunedì, il presidente Carlo Tavecchio dovrà affrontare il Consiglio Federale in cui gli verrà chiesto subito conto del prossimo commissario tecnico dell’Italia per il dopo-Giampiero Ventura. Senza certezze per lui sarà dura, se non impossibile, rimanere in sella e per fine novembre, quando Carletto dovrebbe dire finalmente la sua, molto (se non tutto) potrebbe essere cambiato sul fronte politico in Federazione.