La rivelazione di Ancelotti: «Vicino per due volte al ritorno al Milan…»

La rivelazione di Ancelotti: «Vicino per due volte al ritorno al Milan…»
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In una lunga intervista stamane il tecnico del Napoli Carlo Ancelotti ha parlato, tra le altre cose, dei contatti avuti negli ultimi anni col Milan e poi del dominio della Juventus in Italia

Tornanto in Italia dopo circa un decennio di peregrinazioni (e vittorie) in giro per l’Europa, Carlo Ancelotti ha trovato un campionato decisamente molto diverso da come lo aveva lasciato. A partire dal suo Milan, in crisi da anni ormai, a cui negli ultimi anni l’allenatore di Reggiolo era stato più volte nuovamente accostato. Tutto vero? Nel corso di una lunga intervista al Corriere della Sera stamane, l’attuale tecnico del Napoli ha svelato alcuni retroscena in proposito… «Se sono stato vicino al ritorno al Milan? Due volte. Quando sono andato via dal Real, Adriano Galliani è venuto a caccia a Madrid, ma dovevo riprendermi da un problema alla cervicale. E poi un’altra volta con Marco Fassone c’è stato un mezzo tentativo, dopo il Bayern Monaco». Tentativo però a quanto pare fallito…

Niente da fare comunque, ed ora sulla panchina rossonera c’è il suo allievo Gennaro Gattuso, di cui Ancelotti parla così: «Lui è molto coinvolto, all’inizio è così: hai meno certezze, ti fidi poco degli altri, cerchi di fare tutto tu. Poi capisci che è fondamentale dedicare un po’ di tempo a te stesso. Quando ho iniziato stavo ventiquattro ore al giorno sul pezzo, era il 1996 e ho detto: “Nel 2000 smetto”. Siamo nel 2018…». E oggi al comando del calcio italiano, in una sorta di dittatura incontrastata, c’è la Juventus: un problema per tutto il movimento? Non secondo Carletto, che ha le idee molto chiare: «Il dominio bianconero non abbassa la passione degli altri tifosi per la propria squadra, anzi… Vedo segnali di crescita del nostro calcio, in campionato c’è una buona qualità di gioco; la Nazionale ha inserito giovani interessanti; c’è un nuovo presidente della Federazione con idee chiare. Il movimento è destinato a crescere. Certo, se ci fosse un incentivo a fare stadio nuovi e a migliorare la cultura anche dentro…».