Futsal, Falcao e Orange Asti insieme per Norcia

Una leggenda del calcio a cinque, il giocatore universalmente riconosciuto quale migliore della storia: Alessandro Rosa Vieira, più noto come Falcao, è tutto questo e molto di più

Un onore e un privilegio poterlo ammirare per la prima volta in Italia, grazie all’intuizione e alla passione del presidente Claudio Giovannone e di tutto lo staff dell’Orange Asti. Si tratta di Alessandro Rosa Vieira, noto nel mondo del calcio a cinque con il nome di Falcao, che sarà il testimonial dell’evento “Falcao, Orange Futsal e Luparense insieme per Norcia”, quando il team campione d’Italia dell’Orange Futsal ospiterà al Palasanquirico la Luparense, per un evento di beneficenza in favore del Comune di Norcia, colpito dal terremoto nel Centro Italia. Falcao vestirà dunque la maglia degli Orange nell’evento che si terrà venerdì 27 gennaio ad Asti e questa mattina ha fatto la sua prima apparizione ufficiale nella conferenza stampa indetta presso il Comune di Asti, occasione in cui il Sindaco Fabrizio Brignolo gli ha consegnato il sigillo della città. Le prime parole dell’asso brasiliano del Futsal, Falcao, non hanno tradito le attese: «Ringrazio innanzitutto la città di Asti: viaggio tantissimo in giro per il mondo, ma come mi hanno fatto sentire le persone che ho incontrato qui in questi giorni è difficile da descrivere. Un’emozione unica, mi sono sentito immediatamente come se fossi a casa mia. E ringrazio di cuore Claudio Giovannone: io sono cresciuto senza un padre, l’amore e l’affetto che mi ha dimostrato mi hanno commosso e ora mi viene da dire che, forse, ho trovato un papà qui ad Asti…». Legame con la città del Palio che promette di durare a lungo, se è vero che «selezionerò personalmente il ragazzo più promettente del settore giovanile dell’Orange e gli darò la possibilità di giocare nella mia squadra in Brasile».

Falcao è personaggio che stupisce per umiltà, determinazione e chiarezza di obiettivi, come quello di continuare e essere sempre più icona planetaria del calcio a cinque: «Ho fatto 20 anni di esperienza mondiale con la nazionale brasiliana, sempre cercando di migliorarmi ma rimanendo ancorato alle mie origine e al mio paese. Non ho mai voluto lasciare il Brasile, perché la mia immagine è legata profondamente a esso e l’idea di giocare in Europa o da altre parti non mi hai mai sfiorato più di tanto. Ora però mi sento ambasciatore del futsal e spero che anche qui in Italia la mia presenza possa essere una spinta decisiva per la crescita continua e stabile del movimento». Tra un aneddoto e l’altro, Falcao ha poi anche ripercorso i suoi primi passi da giocatore: «Come tutti i bambini brasiliani amavo giocare in qualsiasi modo a calcio, spesso anche accartocciando fogli di carta o altro per creare un pallone. A 12 anni ho avuto l’opportunità di giocare a calcio a 5 in un club, e durante quei cinque mesi un osservatore del Corinthians mi vide e quello fu il momento della svolta». Non solo per Falcao, ma per la storia del calcio a cinque.

Sandro Dall’Agnol