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Italia bella e impenetrabile: a Euro 2020 si può davvero sognare

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italia insigne immobile

L’ultimo briefing pre Euro 2020 esalta ancora una volta l’Italia di Roberto Mancini: travolta la Repubblica Ceca, sognare non è proibito

Ragazzi che Italia! A una settimana dall’atteso esordio contro la Turchia agli Europei la nostra Nazionale mette in mostra l’ennesima prestazione esaltante. Se il comodo successo contro San Marino era prevedibile, che anche la Repubblica Ceca venisse schiantata dagli Azzurri era tutt’altro che scontato.

Eppure non ci sarebbe da stupirsi più di tanto perché la formazione di Mancini continua a infilare record su record, su tutti la gara numero 27 senza sconfitte e l’ottavo match consecutivo senza subire reti al passivo. Numeri pazzeschi e, senza troppi giri di parole, da grande squadra.

La solidità difensiva, d’altronde, è uno storico marchio di fabbrica della nostra cultura calcistica. Ben diverso è però l’approccio che questo gruppo ha verso la fase d’attacco. Spettacolare, divertente, propositiva, in tutto e per tutto dalla vocazione europea. E anche contro Jankto e compagni la produzione è stata da prima pagina, con il tridente Insigne-Immobile-Berardi capace di griffare il tabellino dei marcatori e regalare giocate d’alta scuola.

Non c’è dubbio che il destino del nostro Euro 2020 possa passare moltissimo, in particolare, dal numero 10 e dal numero 9. Perché la struttura di squadra, l’equilibrio e il palleggio sono già di prim’ordine. Se Lorenzo Insigne, neo trentenne, manterrà quest’aura di magia su di sé potrebbe davvero arrivare il momento della consacrazione internazionale. Ma al tempo stesso sarà necessaria la continuità in zona gol dei nostri centravanti: che sia Ciro, Belotti o il jolly Raspadori, che li segni tutti uno o che si dividano gli onori poco importa onestamente.

Insomma, questa Italia fa sognare ed è logico arrivare con sicurezza e consapevolezza all’appuntamento dell’anno. Senza sollevare troppo i piedi da terra, ma con la ragionevole tranquillità che siano davvero poche, pochissime, le squadre più attrezzate della nostra.