Monchi si presenta: «Spalletti? Voglio trattenerlo. E sarà l’ultimo anno di Totti…»

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Il nuovo direttore sportivo della Roma è stato presentato a stampa e tifosi. Ecco le parole di Monchi: «Avanti con De Rossi, ultimo anno per Totti»

Giornata speciale a Roma. Il club giallorosso ha presentato ufficialmente Monchi, il nuovo direttore sportivo. L’ex ds del Siviglia ha parlato tra presente e futuro: «Io sono ambizioso e sono qui per colmare il gap con la Juventus. Conosco il potenziale della Juventus, io sono ambizioso ma non significa vendere fumo. Non è facile colmare il gap ma non è impossibile. Avevo anche altre offerte, anche da altri grandi club ma  Nella rosa attuale ci sono ottimi argomenti per il futuro, non ricominceremo da zero. Avevo altre ambizioni, altre offerte è vero, ho lasciato Siviglia ed è stato difficile, ho avuto le idee chiare scegliendo la Roma, c’è un margine di crescita molto grande. Razzismo in Italia? Ho parlato con Rudiger, soffre per questo, dobbiamo stargli vicino. Non esiste una formula magica per vincere, la mia risposta è poco originale: serve il lavoro. Lavoro non è solo concludere degli acquisti. I tifosi della Roma meritano che i propri sogni vengano realizzati ma tutti dobbiamo contribuire ad aiutare il club perché tutti dobbiamo remare nella stessa direzione, proprio come fatto a Siviglia. Il mio messaggio è questo: ‘i tifosi meritano di veder realizzati i propri sogni e io sono qui per questo’. Spalletti? Voglio raccontare un segreto. La prima volta che ho ricevuto una chiamata per la Roma mi sono fermato a riflettere sui pro e sui contro, i contro erano sostanzialmente pochi, anzi uno: il maggiore quello di lasciare Siviglia, casa mia. Tra i pro c’era Luciano Spalletti, tecnico molto importante per me. Io voglio trattenerlo ma ora non possiamo distrarci perché adesso sono importanti Milan, Juve, Chievo e Genoa ma credo e spero che possa rimanere a Roma».

AVANTI CON DE ROSSI, ULTIMA STAGIONE PER TOTTI – Prosegue il ds: «E’ la prima volta che esco da Siviglia in tutti i sensi e all’inizio si ha paura dell’ignoto. Neanche nei miei sogni migliori avrei potuto immaginare un’accoglienza migliore e tutto questo ha reso più semplice questa traversata. Il futuro di Totti e De Rossi? Daniele e la Roma vogliono continuare insieme e dovremo essere particolarmente imbranati per non riuscire a raggiungere un accordo e cercheremo di raggiungere questo obiettivo comune. Francesco? C’è già un vecchio accordo che prevedeva un ultimo anno da giocatore, questo, e un inizio da dirigente. Io voglio che Francesco sia il più possibile vicino a me per imparare cos’è la Roma, ovviamente se lo vorrà, e se riuscirò a imparare solo l’1% mi riterrò fortunato. Sto facendo 3 corsi qui: uno di italiano, uno conoscere tutti i nomi delle persone che lavorano qui, l’altro è di ambizione. La Champions vuol dire tanto, non è solo per una questione di denaro ma la Champions aumenta il prestigio del club, il denaro non è tutto. A Siviglia avevamo una strategia ben precisa, una strategia necessaria per raggiungere gli obiettivi. Abbiamo fatto buoni numeri a livello economico ma abbiamo anche vinto dei titoli. Qui alla Roma cercheremo di raggiungere gli stessi successi sportivi. Cessioni? Il problema non è vendere ma comprare male, questo vale per tutti, e tutti insieme lavoreremo per raggiungere dei successi. Non ci sono giocatori incedibili, in tutto il mondo, ma esistono giocatori importanti e meno importanti. Non c’è un cartello ‘si vende’, il cartello è ‘si vince’. Se ci saranno delle buone offerte, le valuteremo. Credete che sia venuto qui, lasciando casa mia, per non vincere?! Metodo Monchi? Non c’è abbastanza tempo per spiegare come lavoriamo. Acquisti? A me piace lavorare con i giovani. Io voglio acquistare giocatori forti e che abbiano voglia di vincere, poco importa l’età. Kessié? E’ un buon giocatore, che conoscevo, che è seguito dal club, è una possibilità ma siamo solo all’inizio».