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Mourinho umiliato e offeso, Sarri oscura i big: Roma e Lazio sui carboni ardenti

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La scadente serata europea infuoca gli ambienti Roma e Lazio, con Mourinho e Sarri sul banco degli imputati

La Capitale maledice l’Europa League e la Conference League, o forse meglio, sono Mourinho e Sarri a detestare un freddo giovedì di ottobre.

Glaciale, in tutti i sensi, è stata la serata della Roma che in Norvegia ha visto esplodere tutti i bubboni che evidentemente covavano sotto traccia da tempo. L’umiliazione subita dal Bodo Glimt è storica per dimensioni e rischia di creare una falla tremendamente pericolosa nel progetto del tecnico portoghese. Il quale a fine gara ci ha messo la faccia, assumendosi le responsabilità, ma al contempo ha instillato il germe del dubbio sulle “seconde linee” e di conseguenza sul lavoro di chi ha costruito la squadra.

Che poi dubbio sarebbe un eufemismo, se consideriamo la frase shock: “Il Bodo aveva più qualità di noi nel primo tempo”. Bomba. Già, per lo Special One, i campioni di Norvegia (valore della rosa circa 14 milioni di Euro complessivi, secondo Transfermarkt) sarebbero superiori a una squadra che schierava Kumbulla ed El Shaarawy, Borja Mayoral e Rui Patricio. Surreale.

Insomma, la frattura con i comprimari è sempre più palpabile e soprattutto cresce quella con Tiago Pinto, l’architetto di questa Roma che evidentemente non soddisfa il suo illustre connazionale.

Ma non è che sull’altra sponda del Tevere sorrida il sole più di tanto, anzi. Lo scialbo pareggio contro il Marsiglia complica il discorso qualificazione per la Lazio, ma sono ancora una volta le parole di Sarri a tenere banco.

Il Komandante ha chiaramente espresso ciò che avevamo già intuito da qualche settimana: «Al momento non possiamo permetterci Luis Alberto e Milinkovic assieme. Abbiamo visto che Luis è più adatto quando i ritmi si abbassano. Poi quando miglioreremo in fase difensiva si potranno fare delle valutazioni». Apriti cielo biancazzurro. I due fuoriclasse e leader della vincente era Inzaghi messi brutalmente in discussione e, a rotazione, sacrificati sull’altare dell’equilibrio.

Per José Mourinho e Maurizio Sarri la Capitale non è mai stata così difficile da conquistare.