Pagina 1081 – Calcio News 24

Palladino si sfoga: «Non mi piace questa situazione! Esonero? Ho parlato con Commisso e…»

Palladino, allenatore della Fiorentina, ha voluto rilasciare queste dichiarazioni in conferenza stampa in vista della gara contro il Lecce

In conferenza stampa, l’allenatore della Fiorentina Palladino ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista della gara contro il Lecce.

ESONERO E COMMISSO – «Non sono stati giorni piacevoli, gli ultimi. Quando perdi in quel modo fa male, bisogna analizzare tutto, il perché c’è stata la sconfitta e del trend negativo. Insieme ai ragazzi abbiamo analizzato e discusso, ci siamo confrontati sotto ogni punto di vista. E abbiamo lavorato in campo. Vogliamo uscire da questa situazione con tutte le forze, l’energia e le armi che abbiamo. Sono sicuro che i ragazzi venerdì metteranno tutto quello che hanno per uscire da una situazione che non fa piacere. Le sconfitte, però, devono renderti più forte dentro. E questo mi interessa. Sul presidente no, non l’ho sentito, sono stato concentrato con i ragazzi vista la settimana corta. Sicuramente però avrò modo di sentirlo»

KEAN E ZANIOLO – «Ha avuto un trauma cranico: lui sta meglio ma ha bisogno di un po’ di riposo. Nei prossimi giorni saranno fatte le dovute valutazioni su quando ricomincerà ad allenarsi. Se ne occupa però il dottore, noi speriamo di recuperarlo prima possibile. Ho provato varie soluzioni: Zaniolo è una di queste, come Beltran e Caprini. Domani c’è un altro allenamento, sceglieremo la cosa più idonea per il momento»

ACCUSE – «Sinceramente potrei rispondere in tante maniere ma non mi va di smentire, perché io non leggo e non mi faccio toccare da queste cose. Sono venuto qua perché è giusto che io metta sempre la faccia, per il bene della Fiorentina. Dobbiamo contestualizzare tutto quanto è stato fatto in questi mesi. Quest’anno è stata fatta un po’ una rivoluzione: in estate abbiamo cambiato al 50%. E le difficoltà le abbiamo avute ad agosto e settembre, uscendone poi col lavoro e trovando grandi risultati insieme. Le altre difficoltà le abbiamo avute ora, dopo un’altra mini-rivoluzione a gennaio. Bisogna capire che non è che arrivano i nuovi, li metti dentro e tutto funziona: ci vuole tempo, lavoro nella settimana e pazienza per inserirli. Stiamo indubbiamente riscontrando delle difficoltà, è un dato oggettivo. Però fino a 20 giorni fa avevamo vinto 3-0 con l’Inter e sembrava tutto rose e fiori. Mi pare che ci siano critiche e pessimismo esagerati nei confronti della squadra, che negli ultimi 5 anni non è mai stata sesta alla 26^ giornata, o mai ha avuto numeri difensivi del genere. Questa negatività… Le critiche le accettiamo, non dico che c’è da fare festa, ma bisogna prendere tutto: il percorso che stiamo facendo e dove potremmo arrivare. È un peccato buttare via tutto senza guardare alle cose positive. Questo mi dispiace. Io so dove può arrivare la Fiorentina e quanto lavoro ci mettiamo: ci fa male perdere, io sono il primo a starci male, ma va dato un po’ di tempo alla squadra. In questo momento abbiamo anche tanti infortunati, comunque vogliamo uscirne»

Manna su Napoli Inter: «Risultato importante, ma non decisivo. Meritiamo di vincere, e su Ausilio dico…»

Il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, risponde a Piero Ausilio sullo scudetto e su quello che sarà il match contro l’Inter

Intervistato da Sport Mediaset, il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, ha parlato anche della sfida di sabato contro l’Inter rispondendo a tono alle dichiarazioni di Ausilio.

IL PERCORSO DEL NAPOLI – «Il percorso che stiamo facendo ci sta dicendo che siamo in una posizione di classifica vantaggiosa. Ce la siamo meritati e guadagnati partita dopo partita ed è con la stessa mentalità che vogliamo affrontare quest’ultima parte di stagione. Concentrati day by day, lavorando partita dopo partita, sapendo sempre quello che dobbiamo fare, senza però precluderci nulla. Essere in vetta non è stato un nostro obiettivo, la squadra e l’allenatore sono stati bravi ad arrivare in una posizione che ora vogliamo tenere. Ma non bisogna essere disfattisti nel caso questo non accada, anzi bisogna essere propositivi perché possiamo gettare le basi per un futuro importante. Bisogna essere leggeri e orgogliosi del percorso che stiamo facendo e che abbiamo fatto».

SU NAPOLI INTER – «Affrontiamo una squadra forte e costruita per vincere, ma perché è un dato di fatto, non perché vogliamo scaricare pressione sull’Inter. Arriviamo da un percorso diverso e siamo un club diverso, ma ci siamo guadagnati la possibilità di poter giocare questa partita con passione e determinazione. Sapendo che nulla è perduto e che nulla distruggerà quanto fatto di buono finora».

AUSILIO FIRMEREBBE PER LO SCUDETTO AL NAPOLI E LA CHAMPIONS ALL’INTER? – «Lui ci firma, magari noi mercoledì tifiamo l’Inter sperando che faccia un percorso importante in Champions come anche le altre italiane ancora impegnate in Europa. L’importante che facciano un percorso virtuoso per il bene del calcio italiano».

Antony Real Betis, accolto il ricorso della squadra dopo il rosso: espulsione revocata, ci sarà contro il Real Madrid

Antony Real Betis, la federcalcio ha accolto il ricorso dei biancoverdi contro l’espulsione del brasiliano: contro il Real Madrid ci sarà!

Clamoroso in Spagna: la Federcalcio ha deciso di accogliere il ricorso del Real Betis per l’espulsione di Antony contro il Getafe. La Commissione disciplinare della Federcalcio spagnola ha accolto il ricorso del club biancoverde, in particolare dopo che nel referto arbitrale del direttore di gara Alberola Rojas ha riferito all’episodio come un intervento da dietro portato con forza eccessiva, che però a rivedere le immagini non sembra.

Per questo motivo il calciatore brasiliano, finito nel mirino della Juve, tornerà a disposizione per il prossimo impegno della squadra di Siviglia contro il Real Madrid.

Mourinho, alle accuse di razzismo del Galatasaray risponde Drogba: «Lo conosco da anni, è come un padre per me, come fa a essere razzista?» – SOCIAL

Didier Drogba, ex calciatore del Galatasaray, a difesa del suo ex tecnico Jose Mourinho dopo le accuse di razzismo: «Lo conosco da anni e…»

Didier Drogba sui social ha parlato delle ultimissime polemiche scoppiate in Turchia dopo le parole di Jose Mourinho contro la panchina del Galatasaray (squadra in cui ha giocato l’attaccante ivoriano), accusata dal tecnico del Fenerbahce di «Saltare come scimmie», parole ritenute razziste dai giallorossi. Di seguito le sue parole in difesa del tecnico portoghese, con cui ha diviso molti anni al Chelsea.

«Caro Galatasaray, sai con quanto orgoglio ho indossato il giallorosso della tua maglia e ho amato il club più vincente di turchia. Sappiamo quanto accese e appassionate possono essere le rivalità nel calcio e io ho avuto la fortuna di viverla in prima persona. Ho visto le ultime notizie e commenti su Jose Mourinho. Fidatevi quando vi dico che, conoscendolo da anni, non è mai stato un razzista e la sua vita, passata e presente, è lì a dimostrarlo. Concentriamoci sulle partite, sosteniamo i nostri ‘leoni’ e vinciamo il campionato per avvicinarci alla quinta stella. Come fa mio ‘papà’ ad essere un razzista? Dai, ragazzi!»

Sticchi Damiani Lecce: «Rigore dell’Udinese e espulsione di Payero? Mi sono confrontato con l’AIA, diretto e franco»

Le parole di Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, dopo la sconfitta contro l’Udinese e le polemiche arbitrali che ne sono seguite

Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, ha parlato al portale PianetaLecce.it: di seguito le sue parole sulla partita contro l’Udinese e molto altro.

NUOVO STADIO – «Si va spediti, siamo riusciti ad intercettare quel finanziamento di 36 milioni in cui l’Unione Sportiva Lecce ha avuto un ruolo importante. Adesso però siamo nella fase da spettatori”. E poi: “Il consolidamento delle strutture, quello economico del club, che vuol dire essere sempre più strutturati, avere uno zoccolo duro di oltre ventimila tifosi fissi, abbonati, in casa e 3-4000 fuori casa, sono tutti concetti che se pensati dieci anni fa, sembravano lontani anni luce».

RIGORE UDINESE – «Non credo si possa chiedere uno sforzo interpretativo che il tifoso non può ragionevolmente seguire, che risulta incomprensibile. Per cui ci sta che il calcio debba tornare ad una lingua un po’ più popolare. C’è di base un problema di procedura e protocollo: era una situazione vista dall’arbitro. Non vedo però perché il VAR non debba intervenire se scopre qualcosa di clamoroso, ma segnalare qualcosa che non è nemmeno un rigorino, è proprio il nulla… Mettendo insieme questo episodio con la mancata espulsione di Payero tutti sono andati in tilt. Ora però le nostre vicende arrivano a livello nazionale, in passato subivamo torti ma non se ne parlava nemmeno. Aver riconosciuto l’errore è un tema enorme, credo sia la prima volta si faccia per il VAR, considerato strumento supremo di giustizia. Non è una consolazione, i punti non ce li restituisce nessuno, ma ha un valore e ci aiuta a voltare pagina. Non dobbiamo fare ragionamenti di sistema, di malafede. Ho avuto confronti con l’AIA: diretti, franchi e senza sconti. Però sono leale e questo comporta non massacrare l’arbitro di turno. Il fatto che si rendano pubblici gli audio del VAR, poi, lo leggo come messaggio di trasparenza».

PRESTAZIONE AL DI LA’ DEGLI ERRORI ARBITRALI – «La squadra secondo me era un po’ stanca, venivamo da tre grandi prestazioni. Alla quarta di fila, dopo cinque giorni, non siamo stati i soliti. La squadra aveva colto l’importanza della partita ma ha pagato il prezzo delle ultime prestazioni super dispendiose”. Ora arriva la sfida alla Fiorentina, venerdì: “Il Verona contro di loro ha fatto una buonissima gara, sul piano della voglia di fare risultato. Hanno letto il momento di difficoltà grave della Fiorentina e sono stati cattivi nel portare a casa il risultato. Anche noi in passato lo abbiamo fatto. Con la rosa attuale abbiamo tante opportunità: oggi per ogni ruolo abbiamo tante scelte, e questo deve essere la nostra forza nel finale di campionato. Noi abbiamo una delle rose in questo momento più complete e lunghe. Ed è uno strumento”. Il presidente del Lecce si avventura in una panoramica sulla lotta salvezza: “A inizio campionato si diceva che il Parma potesse puntare all’Europa, ora è sotto di noi, ma ci sono realtà come il Monza, che tutti sappiamo quali giocatori avesse fino a gennaio. Tutto questo per dire che retrocederanno tre squadre forti e attrezzate».

JOAN GONZALEZ – «Lo sento perché è un ragazzo che comunque va sostenuto. La sua situazione è purtroppo non banale, ed oggi non posso rispondere a questa domanda non perché non voglio ma perché in questo momento la risposta è impossibile. Speriamo tutti che il suo percorso migliori, intanto mi fa piacere saperlo sereno e che stia compiendo gli studi economici in Spagna. Se il destino deciderà che potrà tornare a giocare a calcio ne saremo felicissimi, altrimenti sono sicuro che troverà altre strade e sarà comunque felice».

Pulisic Milan, passi avanti per il rinnovo, le cifre per blindare l’americano: le ultime

Pulisic Milan, importanti passi in avanti per il rinnovo del calciatore a stelle e strisce con i rossoneri: le cifre e quando si può chiudere

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il Milan sta continuando la propria campagna legata ai rinnovi di contratto dei big della rosa rossonera. Nelle ultime ore è stato infatti trovato l’accordo anche con Christian Pulisic.

L’esterno americano, 12 gol in stagione finora, prolungherà fino al 2028 con opzione per il 2029 passando dagli attuali 4 milioni di euro a 5 più bonus. A marzo prevista l’ufficialità.

Alena Seredova: «Che orgoglio Louis convocato con la Repubblica Ceca, con il cognome Buffon dovrà dare sempre il doppio»

Alena Seredova ha parlato della convocazione con la nazionale Under 18 in Repubblica Ceca di suo figlio Louis Buffon: «Un orgoglio»

Alena Seredova ha parlato a La Stampa della convocazione del figlio Louis Buffon, calciatore del Pisa avuto con l’ ex portiere e leggenda della Juve e della nazionale, con l’Under 18 della nazionale ceca. Di seguito le sue parole.

LA SODDISFAZIONE PER LA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE – «Sono molto orgogliosa di mio figlio, ma so anche che è un tema che si presta a molte polemiche ed è l’unica cosa che non voglio né creare né alimentare.»

LA REAZIONE ALLA CHIAMATA DELLA REPUBBLICA CECA – «Felice per lui che gioca a calcio da quando era un bambino. Me l’aspettavo anche, perché qualche tempo fa mi avevano contattato direttamente i vertici della Federcalcio ceca. I tecnici stanno monitorando una serie di prospetti con doppia cittadinanza e Louis è uno di loro. Per evitare false illusioni, ho preferito tacere fino alla comunicazione ufficiale.»

LA SCELTA DI ACCETTARE LA CHIAMATA DELLA NAZIONALE CECA – «Louis si è confidato con me e confrontato con suo padre. Io l’ho lasciato libero di scegliere, anche se dentro di me speravo tanto che accettasse. L’ho visto come il primo traguardo importante per i sacrifici che sta facendo.»

IL PESO DEL COGNOME BUFFON NEL CALCIO – «Lo sa da sempre, come anche suo fratello David, che avrebbe avuto una vita non semplice. Dovrà sempre dimostrare più degli altri che si merita tutto quello che gli capita. Io glielo ripeto da tempo: sarà valutato in modo diverso dai suoi coetanei, dovrà impegnarsi il doppio, essere più bravo sempre. Il cognome Buffon nel calcio non perdona.»

LE CRITICHE SUI SOCIAL – «Essere chiamato ‘raccomandato’ è sgradevole. Un accanimento stupido su un ragazzo così giovane. Ho consigliato a Louis di non dargli peso, di non leggere quelle cattiverie.»

QUANDO HA CAPITO CHE LOUIS VOLEVA FARE IL CALCIATORE – «Ha iniziato a giocare in squadre dilettantistiche e vedevo che le qualità le aveva. Perché io capisco di calcio. Alla Cbs è cresciuto, poi è arrivata la chiamata del Pisa. Lì la svolta.»

I SACRIFICI PER IL CALCIO – «Ha lasciato le comodità, le amicizie, l’ambiente scolastico. I sacrifici sono raddoppiati. Però vedo che gli piace, è convinto e adesso questa soddisfazione della Nazionale Under 18.»

IL FUTURO NEL CALCIO – «Non tutti ce la fanno a proseguire la carriera o ottenere un contratto da professionista. Per questo l’esperienza al Pisa è importante, lo aiuterà a maturare.»

IL RAPPORTO CON IL FRATELLO DAVID – «Si stuzzicano a forza di battutine, sono molto legati, si sentono al telefono spesso. Più di quanto Louis non chiami me… Anche David gioca e credo si sentirà stimolato a fare bene.»

L’IDEA DI AGGIUNGERE IL COGNOME SEREDOVA – «Uhhhhuuu, no mai. Penso alla fatica mia quando in America dovevo dimostrare con documenti che ero la mamma dei miei figli e avevo un cognome dell’Est. E poi i codici fiscali da cambiare, tutta burocrazia che è più un ostacolo che un favore.»

10 anni fa il Torino sbancava il San Mames, Quagliarella: «Una sfida epica, peccato sia stata un’eccezione, credevo potesse rimanere in zona Coppe»

Le parole di Fabio Quagliarella sulla storica vittoria del Torino in Europa League al San Mames contro l’Athletic Bilbao: «Pensavo avrebbe continuato a giocare in Europa, ma…»

10 anni fa il Torino vinceva al San Mames il ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League contro l’Atheltic Bilbao, una delle partite più epiche della storia recente granata. A La Stampa ne ha parlato uno dei protagonisti, Fabio Quagliarella, autore del primo gol della partita, finita poi 2-3 per il Toro. Di seguito le sue parole.

IL RICORDO DI SAN MAMES – «Il fischio finale dell’arbitro: fu come una liberazione. Eravamo obbligati a vincere e sembrava impossibile in quello stadio, ma venne fuori una sfida epica. E non solo perché diluviò per tutti i 90 minuti.»

COME NACQUE L’IMPRESA – «Sapevamo che sarebbe stato difficile vincere a Bilbao, ma eravamo sereni e consapevoli di essere una buona squadra con le giuste idee di gioco. Sbloccammo subito la partita e questo aiutò.»

IL RIGORE SEGNATO AL MINUTO 16 – «Il portiere quasi parò il rigore perché indovinò l’angolo, ma io calciai forte e segnai. Poi fu una partita rocambolesca, piena di emozioni e con il Toro sempre in vantaggio.»

L’ACCOGLIENZA AL RITORNO A TORINO – «Nel cuore della notte, migliaia di persone ci fecero una festa pazzesca. Fu bella e intensa, anche perché solitamente vengono a prenderti quando le cose vanno male… (ride).»

IL TORO NON PIÙ COMPETITIVO IN EUROPA – «Pensavo che negli anni potesse crescere di più e giocarsi ogni anno l’accesso alle coppe… Invece è stata un’eccezione, peccato… Quest’anno il Toro era una bella squadra e poteva essere la sorpresa.»

IL SEGRETO DI QUEL TORO – «Eravamo compatti, davamo fastidio a tutti e c’era l’agonismo giusto quando non ci arrivavamo con la tecnica. Eravamo una squadra operaia: senza qualità eccelse, ma tutti sapevano che cosa fare.»

DERBY O VITTORIA A BILBAO, EMOZIONI PIÙ FORTI? – «Stesse forti emozioni.»

IL TORO ASPETTA ANCORA UNA VITTORIA NEL DERBY – «Dieci anni sono tanti, ma noi battemmo la Juve dopo vent’anni di attesa. Quella squadra dominava in Italia e andò a giocare la finale di Champions a Berlino. Ricordo che la gente piangeva dalla gioia.»

L’ARRIVO AL TORO DALLA JUVE – «Volevo chiudere un cerchio, ero cresciuto nel vivaio granata e nel 2005 svanì tutto per il fallimento. Ma allo stesso tempo volevo essere protagonista, meritandomi le cose sul campo.»

IL PRIMO GOL CON IL TORO IN EUROPA – «Lo stadio era pieno, nonostante fosse pieno agosto, e ho rotto subito il ghiaccio.»

IL CASO LOOKMAN E LUCCA – «Gasperini poteva evitare quelle frasi, visto che hanno dato il pallone a Lookman. Su Lucca, invece, ha sbagliato lui: non c’è nessuno più grande della squadra e le gerarchie si rispettano. Il tecnico, togliendolo, ha dato un segnale forte.»

UN SUO EPISODIO SIMILE A QUELLO DI LUCCA – «Una sola volta, proprio nel Toro. Giochiamo contro il Sassuolo e Cannavaro fa fallo su di me: prendo il pallone e lo cedo a Sanchez Mino, un compagno in difficoltà perché non riusciva a segnare. Eravamo sullo 0-0 e volevo aiutarlo, ma il suo tiro viene respinto e alla fine perdiamo con un gol all’87’. Ventura mi urlò di tutto contro e così sono passato da eroe a cogl… (ride).»

Convocati Juve, contro l’Empoli sette assenze per Motta: torna Adzic e altri due dalla Next Gen

Convocati Juve, le scelte di Thiago Motta per la sfida di Coppa Italia contro l’Empoli: sette assenti, tre Next Gen in prima squadra

È stata resa nota la lista dei convocati da Thiago Motta per il match che la Juve giocherà questa sera contro l’Empoli in Coppa Italia. Tante le assenze in casa bianconera: out i lungodegenti Bremer, Milik e Cabal, oltre agli infortunati Kalulu, Renato Veiga, Douglas Luiz e Savona. Sono arrivate le decisioni su Cambiaso, che è recuperato, ed Adzic. Il gioiello montenegrino torna in Prima Squadra dopo le tre presenze con la Next Gen. Salgono dalla formazione Under 23 anche il difensore Gil Puche e Pietrelli, alla prima convocazione con la Prima Squadra.

Portieri: Perin, Pinsoglio, Di Gregorio
Difensori: Alberto Costa, Gatti, Kelly, Cambiaso, Rouhi, Gil Puche
Centrocampisti: Locatelli, Koopmeiners, McKennie, Thuram, Pietrelli
Attaccanti: Conceicao, Vlahovic, Yildiz, Nico Gonzalez, Adzic, Kolo Muani, Weah, Mbangula

Palermo, Pierozzi: «Ci è mancata la mentalità. Dionisi contestato? Noi pesiamo al campo, sul mio trasferimento…»

Le parole di Niccolò Pierozzi, terzino del Palermo, sulla stagione del club rosonero in Serie B con risultati altalenanti. I dettagli

Niccolò Pierozzi ha parlato a La Repubblica della stagione del Palermo in Serie B.

PRIMO GOL – «Un’emozione bellissima. Segnare per il Palermo, in una piazza con una risonanza così ampia, è qualcosa di speciale. Era un gol che cercavo e che volevo, ora spero di trovare continuità anche sotto l’aspetto realizzativo. È una gioia che voglio rivivere il prima possibile».

RITORNO ALLA VITTORIA – «Era fondamentale dare un segnale a noi stessi e all’ambiente. Dovevamo riscattarci dopo alcuni risultati negativi. Ci eravamo detti che dovevamo invertire la tendenza e per fortuna è arrivata una vittoria netta e meritata».

DARE CONTINUITA’ – «Forse finora ci è mancata solo la giusta mentalità. Nessuno può dire che durante la settimana non lavoriamo bene, ma adesso dobbiamo fare quel passo in più per raccogliere più punti possibile. La continuità è l’unica strada, anche se facile a dirsi e difficile a farsi».

TRASFERMENTO – «Con De Sanctis avevo un ottimo rapporto, è stato lui a volermi a Palermo e non posso che essergli grato. Osti è molto esperto, trasmette tranquillità al gruppo e forse questa è la sua forza. Dare stabilità e serenità all’ambiente è stata la sua mossa vincente, insieme alla sua capacità di dire le cose in faccia».

DIONISI – «Si sente e si legge tutto, e ovviamente ne parliamo anche tra di noi. Ma bisogna dare il giusto peso alle parole e non farsi condizionare dalle voci esterne. Sappiamo qual è la realtà, cosa ci manca e cosa abbiamo. Rispettiamo le opinioni e il lavoro di tutti, ma il nostro obiettivo è restare concentrati e uniti per raggiungere i risultati che vogliamo».

Salernitana, Cerri: «Non vogliamo retrocedere. Breda? Quelle voci sono vergognose…»

Le parole di Alberto Cerri, attaccante della Salernitana, sul momento complicato della squadra campana in Serie B. Tutti i dettagli

Alberto Cerri ha parlato al Corriere dello Sport del momento della Salernitana.

COSA SERVE ORA – «Lavoro, compattezza, identità e leadership, che tutti dobbiamo mettere di più in campo. Sappiamo dove stiamo sbagliando, ma stiamo provando a rimediare col lavoro e daremo risposte».

PERCHE’ QUESTA SITUAZIONE – «Contro il Frosinone non siamo stati bravi ad adattarci al momento della gara. Ma nella ripresa abbiamo avuto una grande reazione. C’era il rischio di crollare. Noi, invece, alla fine avremmo meritato di vincere. È fondamentale leggere ogni momento della partita e interpretarlo nel modo più giusto. Col Frosinone, all’inizio abbiamo finito per fare la gara per loro, ma siamo stati bravi a non subire il 2º gol. Poi siamo riusciti a mettere a posto delle cose, come andarli a prendere più alti con coraggio».

PRENDERE IN MANO LA SQUADRA – «Non c’è un solo leader, tutti devono esserlo, io in primis. Ci sono tante partite da giocare e tanti punti in palio. Siamo arrabbiati e possiamo farcela. È vero, ho un certo carattere, mi piace raccogliere le sfide con entusiasmo e positività. Per questo sono qui: la classifica non mi ha spaventato. Non mollo. E penso di parlare a nome di tutti».

RAPPORTO CON BREDA – «Pulito, normale. È vergognoso che circolino voci incontrollate su una presunta disarmonia col mister. Se fosse così, certe reazioni di squadra non ci sarebbero. Queste cose fanno male all’ambiente Salernitana e ci fanno sorridere. Siamo uniti e compatti».

CREDETE ALLA SALVEZZA? – «Da non dormirci la notte. Nessuno di noi vuole retrocedere, una macchia in carriera».

Triplete Inter, quali altri club possono riuscirci quest’anno?

La lista dei club europei ancora in corsa per il triplete con l’Inter di Simone Inzaghi. Tutti i dettagli in merito al club nerazzurro

Simone Inzaghi come José Mourinho? L’Inter è in corsa per un altro Triplete. La strada è naturalmente lunghissima e i primi ostacoli per centrare l’impresa sono il Napoli nel match verità in Serie A, il Feyenoord negli ottavi di finale di Champions League e il doppio derby con il Milan in Coppa Italia.

Quali altri club in Europa possono fare altrettanto con speranze realistiche? Tutte e 3 le big spagnole: Real e Atletico Madrid e il Barcellona, impegnate in ogni competizione in una gara anche di reciproca eliminazione: in Liga sono al vertice, in Champions ci sarà il derby Simrone-Ancelotti e in Copa del Rey solo una passerà tra colchoneros e blaugrana dopo il 4-4 dell’andata. C’è poi il Psg, praticamente già certo del trionfo in Ligue 1 e con buonissime possibilità di aggiudicarsi anche la Coppa nazionale, ma per riuscire nella straordinaria impresa del tris deve superare il Liverpool in Europa, l’avversario peggiore che potesse capitargli (e che a sua volta deve mangiarsi le mani per come si sia fatto eliminare in FA Cup da un club, il Plymouth, che sta rischiando di retrocedere nell’equivalente della nostra Serie C. Infine, c’è il Benfica, impegnato su tre fronti: sarebbe davvero incredibile riuscissero la squadra che ha maledizione della Champions dagli anni ’60 a centrare il Triplete…

Bologna, i convocati per il Milan: la scelta su Odgaard, ci sono due assenze pesanti!

Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, ha diramato la lista dei giocatori convocati in vista del match di Serie A contro il Milan

Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, ha diramato la lista dei giocatori convocati in vista del match di Serie A contro il Milan. Torna a disposizione Odgaard, mentre restano fuori Holm e Pedrola. Di seguito l’elenco completo.

I CONVOCATI – Bagnolini, Ravaglia, Skorupski; Beukema, Calabria, Casale, De Silvestri, Erlic, Lucumi, Lykogiannis, Miranda; Aebischer, El Azzouzi, Fabbian, Ferguson, Freuler, Moro, Pobega; Cambiaghi, Castro, Dallinga, Dominguez, Ndoye, Odgaard, Orsolini.

Como, Diao: «Non mi aspettavo questo impatto. Ho scelto questo club per un motivo»

Le parole di Assane Diao, attaccante spagnolo del Como, sul suo straordinario impatto con la Serie A. Tutti i dettagli in merito

Assane Diao ha parlato ai canali ufficiali del Como del suo straordinario impatto con la Serie A.

IMPATTO – «Non mi aspettavo di partire così bene. Ovviamente era quello che volevo e speravo, ma ero consapevole che avrei affrontato un campionato complicato e che i primi passi sarebbero stati difficili. Grazie ai miei compagni di squadra e allo staff tecnico, però, mi sono adattato molto bene fin da subito».

PERCHE’ COMO – «Ho parlato con Fàbregas, che mi ha spiegato il progetto, la visione e cosa avesse in mente per me e per il corretto sviluppo della squadra. È stato molto importante parlare direttamente con lui; dopo quella chiacchierata, non ho più avuto dubbi e ho scelto il Como».

CRITICHE DALLA SPAGNA – «Credo che chiunque abbia avuto l’opportunità di vedere una partita sia rimasto colpito dallo stile di gioco e, anche questo, genera un forte interesse».

CONCORRENZA DAVANTI – «Alla fine, credo che il progetto del Como sia chiaro. Il club vuole crescere e, per farlo, serve il contributo di tutti. Sono felice di avere compagni forti come loro. La concorrenza aiuta a migliorare e a raggiungere gli obiettivi. Serie A? Competitiva. Devo ringraziare i miei compagni e i dirigenti che mi hanno aiutato ad ambientarmi in un contesto nuovo, sono felice ed onorato di essere in Italia».

Salernitana, Valentini: «Fiducia in Breda, smentisco le voci! Le difficoltà dipendono da questo fattore. Sul futuro…»

Le parole di Marco Valentini, direttore sportivo della Salernitana, sul momento della squadra campana in Serie B. Tutti i dettagli

Marco Valentini, direttore sportivo della Salernitana, ha parlato a Il Mattino del momento della squadra campana in Serie B.

MOMENTO – «Stiamo seguendo un percorso, come un paziente in cura: ci sono alti e bassi, nella norma. L’unica partita che mi è davvero rimasta sullo stomaco è stato il primo tempo contro la Carrarese».

PERCHE’ TANTE DIFFICOLTA’ – «L’80% delle squadre di Serie B sono le stesse dell’anno scorso. La Salernitana, invece, è stata rivoluzionata in estate e trasformata di nuovo a gennaio. I passaggi a vuoto dipendono dalla mancanza di amalgama. Contro il Frosinone, nel primo tempo loro sono stati superiori ma hanno concretizzato con un solo gol e un’altra occasione. Noi, nel secondo tempo, abbiamo segnato e tirato molte volte. La nostra non è stata solo una reazione di nervi e orgoglio, ma anche di lucidità e idee. La squadra corre tanto: è un buon segno».

VOCI SU BREDA – «Smentisco tutto, è solo gossip. Il gruppo è sano, compatto, si aiuta. Gli ostacoli sono gli avversari e i nostri errori. Durante una partita ce ne sono più d’una: conta sapersi adattare».

BREDA – «Smentisco tutto, è solo gossip. Il gruppo è sano, compatto, si aiuta. Gli ostacoli sono gli avversari e i nostri errori. Durante una partita ce ne sono più d’una: conta sapersi adattare. Ripeto: non è mia abitudine sparare a zero. Gli do fiducia e lo proteggo. Bisogna togliersi dalla testa l’idea che un nuovo allenatore significhi vittorie automatiche. A Breda non è stato chiesto questo. Il nostro obiettivo è arrivare freschi e salvi il 9 maggio».

CLASSIFICA E FUTURO – «Siamo a tre punti dalla salvezza diretta. Il 2 gennaio, quando siamo arrivati, eravamo ultimi. Io ho firmato per sei mesi, senza clausole. Ho un accordo verbale con la proprietà, che per me vale più di mille firme».

Paramatti: «Quando il Dall’Ara cantava per me… Mazzone a Bologna è stato grandissimo, con Baggio era facile giocare. Una volta ho difeso Zidane in questo modo…»

Le parole di Michele Paramatti, ex calciatore di Bologna e Juve, sui suoi ricordi legati alle esperienze con la maglie dei due club

Michele Paramatti è stato una bandiera del Bologna, un giocatore amatissimo dal popolo rossoblu, con un’appendice di carriera anche nella Juventus. Oggi su La Gazzetta dello Sport c’è il racconto della sua vita.

I CORI PER LUI – «Mi vengono ancora i brividi, trentamila persone al Dall’Ara a cantare: momenti di felicità pura, che danno il senso a tutta una carriera».
MAZZONE – «Il calcio di Mazzone era semplicità, intesa come un valore. Giocavamo liberi di testa. Nel 1998-1999 facemmo una stagione strepitosa. Semifinale di Coppa Italia con la Fiorentina, semifinale di Coppa Uefa con il Marsiglia e a fine campionato spareggio vinto con l’Inter per la qualificazione in Europa l’anno successivo».
COM’ERA GIOCARE CON BAGGIO – «Facilissimo. Tu correvi e sapevi che il pallone ti sarebbe arrivato con i giri perfetti. Una volta, contro l’Empoli, segnai di testa su corner di Robi: una capocciata tremenda, ma il gol era già dentro la sua parabola. Venne da me e cominciò a darmi pacche sulla testa, come si sfrega la lampada di Aladino. Robi è una persona speciale».
ZIDANE – «Con il pallone tra i piedi era mostruoso: sembrava un ballerino. Le racconto questa: partita di Champions, Zizou reagisce ad un fallo e si fa espellere, ogni tanto gli capitava. Vado dall’arbitro e gli faccio: “Mandi fuori me, ma non Zidane, è un peccato per il calcio”. Si mise a ridere».
COL FIGLIO NELLO SPOGLIATOIO JUVE – «Era un bambino e quel simpaticone di Tudor gli disegnava i baffi con il pennarello indelebile e poi lo portava davanti allo specchio e rideva come un matto. Pippo Inzaghi invece gli girava peluche e cioccolatini che gli regalavano le sue fans».
LA SUA VITA OGGI – «Sono ricchissimo… (ride ndr) di tempo libero, però. E guardi, il tempo è la ricchezza più grande. Quando ho smesso ho fatto un po’ di investimenti immobiliari e ora li gestisco. Pensi che in tv il calcio non mi entusiasma più. Vedo ’sti ra gazzi che giocano, ma ho la sensazione che potrebbero fare qualsiasi altra cosa. E mi chiedo: ma ce l’hanno la passione? Ce l’hanno il fuoco dentro?».

Stadio Roma, sarà fatto entro il 2028? Ecco il motivo che non rende ottimisti

Le ultime sul possibile nuovo stadio della Roma, con l’annuncio della fine dei lavori per il 2028. Tutti i dettagli in merito ai giallorossi

A che punto è lo stadio della Roma? Su La Gazzetta dello Sport si fa il punto della situazione che non è ottimistica per una serie di ragioni. Il progetto del ponte ciclopedonale su via Livorno è al centro di un acceso dibattito, essendo considerato un’opera fondamentale per la concessione della pubblica utilità. Nonostante alcune voci di corridoio abbiano suggerito che il ponte potesse essere “cancellato” dal progetto della Roma, queste informazioni non hanno trovato conferma nelle sedi ufficiali. Il ponte, insieme ad altre infrastrutture come quelli previsti per la stazione Tiburtina e su via dei Monti Tiburtini, è essenziale, nonostante il costo elevato.

La Roma, pur avendo la possibilità di rinunciare a queste opere, è comunque spinta a presentare il progetto al più presto. Le autorità comunali sperano che la documentazione definitiva possa essere pronta entro la primavera, idealmente già nel mese di aprile. Tuttavia, il completamento delle scoperte archeologiche, che sono un prerequisito per la presentazione del progetto, sta subendo dei ritardi. Gli scavi sono attualmente fermi a causa delle avverse condizioni meteorologiche e delle recenti problematiche legali, come il ricorso accolto dal TAR del Lazio relativo a un’autodemolitrice in via degli Aromi. Se tutto dovesse procedere senza ulteriori intoppi e gli scavi potessero riprendere a breve, ci vorrebbe almeno un mese per completare questa fase. Solo dopo la definizione del progetto e il via libera per l’iter amministrativo si potrà procedere con la posa della prima pietra. Questo porta molti a ritenere che la scadenza del 2028 per la realizzazione del ponte sembri, al momento, una chimera.

Under 21, Nunziata: «Abbiamo un gruppo ampio, se Spalletti convoca i nostri vuole dire che lavoriamo bene. Casadei al Toro ci serve e con Ricci è una bella coppia»

Le parole di Carmine Nunziata, Commissario Tecnico dell’Italia Under 21, sul futuro dei calciatori azzurri più promettenti

Carmine Nunziata è il Commissario Tecnico dell’Italia Under 21. A La Gazzetta dello Sport ha espresso i suoi convincimenti su una serie di ragazzi del giro azzurro.

IL GRUPPO DELL’UNDER 21 – «Il gruppo è sempre stato sui 30-32 giocatori, nelle due amichevoli di marzo contro Olanda e Danimarca vediamo se può esserci qualcuno che non è mai venuto, per provarlo, ma in linea di massima il gruppo sarà formato da quelli che sono sempre stati chiamati nell’ultimo anno e mezzo. Sono contento perché è un gruppo abbastanza ampio, di buona qualità».
NDOUR E CASADEI IN SERIE A – «Mi fa piacere perché così posso seguirli meglio. Vederli dal vivo è un’altra cosa, rispetto a farlo al video. E poi nel caso di Cesare, veniva da un periodo in cui stava giocando poco al Chelsea, mentre ora è tornato qui e sta pure giocando con continuità. Quindi siamo tutti contenti».
CASADEI LO CONOSCE BENE – «Fin dall’Under 17 azzurra, quindi sono almeno cinque o sei anni. Sono stato fortunato, perché con i 2003 come lui di solito succede che lasci un biennio e ne prendi un altro, cambi spesso giocatori. Invece Cesare e tanti altri li guido da quattro o cinque anni, si tratta di un gruppo abbastanza nutrito».
LA DIFFERENZA – «Alla fine conta tutto, la qualità dei giocatori, la loro condizione fisica, ma quello che fa la differenza è l’obiettivo comune che ha lasquadra. E questi ragazzi negli ultimi anni veramente hanno dato sempre tutto e forse anche qualcosa di più, basta vedere i risultati».
IL TORO CON LA COPPIA CASADEI-RICCI – «Molto ben assortita. Con Ricci stanno bene perché sono due giocatori diversi. Ricci è più regista, è quello che detta i tempi, Cesare ha sempre avuto invece questa sua grande qualità che è l’inserimento. Per un centrocampista non è poco. Ha dimostrato, soprattutto nelle giovanili azzurre, di saper segnare tanto. Per uno che gioca nel suo ruolo il gol è davvero un valore aggiunto».
SPALLETTI – «Con Spalletti ci sentiamo spesso, c’è un rapporto intenso. Noi siamo contenti quando un ragazzo che frequenta per tanti anni le Under arriva in prima squadra. Vuol dire che “sotto” stiamo facendo un lavoro importante».

Calciomercato Juve, c’è l’alternativa ad Hancko: Giuntoli si muove per il talento

Le ultime sulle mosse della Juve in difesa per la prossima stagione, con un possibile colpo da parte di Cristiano Giuntoli

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio a Sky Sport, la Juve starebbe già iniziando a muoversi per il prossimo calciomercato estivo. Nelle ultime ore Cristiano Giuntoli avrebbe infatti già bloccato un colpo per cautelarsi in caso di mancato rinnovo di Gatti o arrivo di Hancko.

Il nome in questione è quello di Cristian Mosquera, difensore classe 2004 del Valencia ed in scadenza di contratto nel 2026. Una situazione che faciliterebbe i bianconeri, che puntano ad un accordo tra i 25 e i 30 milioni di euro.

Gineitis boom, Ludergnani: «Ecco come siamo riusciti a portarlo in Italia. Talento enorme, ci ha convinto subito anche per il carattere»

Le parole di Ruggero Ludergnani, oggi direttore del vivaio del Torino, sull’impatto di Gvidas Gineitis sul club granata. I dettagli

Gvidas Gineitis è l’uomo del momento in casa Toro dopo che il suo diagonale ha portato alla vittoria dei granata sul Milan. Su La Gazzetta dello Sport ne parla Ruggero Ludergnani, oggi direttore del vivaio del club, che lo ha scoperto quando lavorava alla Spal, nel 2019.

L’ARRIVO IN ITALIA – «Gvidas ha in calendario un po’ di provini con club in Germania, destinazione che mi dicono preferire. Non sono convinti di venire in Italia, ma a noi piace tanto. Troppo. Facciamo di tutto per prenderlo, alla fine in estate ci riusciamo per una cifra irrisoria, circa 40.000 euro».
LE PRIME IMPRESSIONI – «Mi ha colpito sin dal primo giorno con noi. È arrivato in grande silenzio, senza tutto il seguito familiare che di solito accompagna questi ragazzi e senza fare domande. Era partito dalla Lituania con uno zaino: grande serietà, umiltà ed educazione. E un talento enorme: ci siamo innamorati».

Inter, clamoroso Lautaro: indagine ancora aperta dalla Figc per la bestemmia, c’è il rischio squalifica

Le ultime sul caso che vede coinvolto Lautaro, attaccante e capitano dell’Inter, dopo la presunta bestemmia contro la Juve

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero, la Figc avrebbe aperto un fascicolo per la la presunta bestemmia di Lautaro Martinez dopo Juve-Inter.

CASO LAUTARO- «Altro che caso chiuso. Lautaro rischia ancora la squalifica per la presunta bestemmia pronunciata al termine della partita persa contro la Juve. Il giudice sportivo non si è pronunciato in assenza di prove ma la procura federale ha aperto un’indagine e dopo 10 giorni, pochi lo sanno, è ancora in corso. Al momento a via Campania hanno ricevuto solo un video con il labiale, ma è caccia all’audio (esistente) per capire se Martinez dice “Zio” o “Dio”. Il pm Chiné deve avere la certezza, oltre ogni ragionevole dubbio, per deferire l’argentino e portarlo a processo. La buona notizia per l’Inter è che un eventuale giudizio non inciderà sulla sfida con tro il Napoli, in programma sabato 1 marzo».

Liverpool-Newcastle: dove vederla, orario e probabili formazioni

Ad Anfield Road la sfida di Premier League Liverpool-Newcastle: le ultimissime di formazione con orario e dove vederla in tv

Ad Anfield Road a Liverpool si giocherà la gara valevole per la 27ª giornata di Premier League tra Liverpool-Newcastle. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Liverpool (4-2-3-1): Alisson; Alexander-Arnold, Konate, Van Dijk, Robertson; Gravenberch, Mac Allister; Salah, Jones, Diaz; Gakpo. Allenatore: Slot.

Newcastle (4-3-3): Pope; Livramento, Schar, Burn, Hall; Willock, Guimaraes, Tonali; Murphy, Isak, Gordon. Allenatore: Howe.

Orario e dove vederla in tv

Liverpool-Newcastle si gioca alle ore 21:15 di mercoledì 26 febbraio per la 27ª giornata di campionato di Premier League. Verrà trasmessa in esclusiva su Sky Sport Calcio. La partita sarà visibile in streaming per i clienti Sky su Sky Go o per i clienti NOW TV sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Retegui capocannoniere, Ganz: «Brava l’Atalanta a prenderlo subito, bravo lui a segnare in tutti i modi. Vi dico quanti gol potrà fare. E lo scudetto a Bergamo è possibile…»

Le parole di Maurizio Ganz, ex storico bomber dell’Atalanta, sulla stagione di Mateo Retegui con i nerazzurri. Tutti i dettagli

In passato l’Atalanta ha avuto grandi bomber. Maurizio Ganz è stato uno di questi e oggi osserva con attenzione la squadra di Gasperini lottare per lo scudetto e Mateo Retegui in testa alla classifica cannonieri. Ecco cosa pensa della situazione attuale in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

UN GRANDE CLUB – «Mi permetta di dire innanzitutto una cosa: per l’ennesima volta la società ha lavorato benissimo sul mercato. In pochi giorni hanno individuato e acquistato Retegui dal Genoa dopo l’infortunio di Gianluca Scamacca. E solo un grande club ha queste capacità».
I GOL DI RETEGUI – «Mi sorprendo che stia facendo così bene!Perché che fosse forte lo si sapeva già. Ma così forte è uno step ulteriore. A Bergamo storicamente tutti gli attaccanti fanno bene perché il sistema di gioco aiuta lo sviluppo e la conclusione. Ma Retegui sta andando oltre».
SUPERERA’ I 24 GOL DI PIPPO INZAGHI – «Penso che andrà anche oltre, superando quota 30 gol. Ai tempi di Inzaghi c’era un calcio diverso e non c’era la Var. Inoltre i difensori marcavano in maniera diversa, erano più aggressivi e ci si “menava” anche da fermi (ride, ndr). Mateo è migliorato anche tecnicamente in questi mesi all’Atalanta e penso che abbia ancora margini di miglioramento. E ha dimostrato di saper segnare di testa, di sinistro e di destro. Non è monocorde, sa sfruttare ogni occasione».
IPOTESI SCUDETTO – «E’ tutto aperto, certo. Sarebbe fantastico anche per l’intero Paese vedere l’Atalanta campione d’Italia come fecero in passato squadre come Cagliari, Verona Sampdoria e Leicester in Premier League. Perché no? Ci sta che l’Atalanta possa vincerlo. Sarebbe meraviglioso anche per tutto il lavoro svolto in questi anni dalla famiglia Percassi».

Manchester United-Ipswich: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Old Trafford la sfida di Premier League Manchester United-Ipswich: le ultimissime di formazione con orario e dove vederla in tv

All’Old Trafford di Manchester si giocherà la gara valevole per la 27ª giornata di Premier League tra Manchester United-Ipswich. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Manchester United (3-4-3): Onana; Yoro, De Ligt, Maguire; Dalot, Casemiro, Ugarte, Dorgu; Zirkzee, Obi, Fernandes. Allenatore: Amorim.

Ipswich Town (4-2-3-1): Palmer; Tuanzebe, O’Shea, Greaves, Davis; Morsy, Cajuste; Philogene, Hutchinson, Szmodics; Delap. Allenatore: McKenna.

Orario e dove vederla in tv

Manchester United-Ipswich si gioca alle ore 20:30 di mercoledì 26 febbraio per la 27ª giornata di campionato di Premier League. Verrà trasmessa in esclusiva su Sky Sport Calcio. La partita sarà visibile in streaming per i clienti Sky su Sky Go o per i clienti NOW TV sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Tonali: «Mai accettato l’idea di andare all’Inter, Maldini ha cambiato tutto. Oggi sto vivendo una seconda vita, le scommesse…»

Le parole di Sandro Tonali, centrocampista del Newcastle, sul suo passato ed il caso scommesse che lo ha coinvolto. I dettagli

Sandro Tonali, centrocampista del Newcastle, ha parlato a La Repubblica del caso scommesse e del suo passato con il Milan.

SECONDA VITA – «No, non è esagerato parlare di una prima e di una seconda vita. Il mio stile di vita era negativo. Ero chiuso con tutti e questo mi faceva cambiare comportamento: anche con le persone che mi volevano bene e alle quali volevo bene. Ero così sia al campo di allenamento sia a casa, con amici e familiari. Oggi, per fortuna, sono diverso. Non ricordo la prima scommessa. È diventata un’abitudine a 17-18 anni. E la normalità quando ha cominciato a prendermi tanto tempo. Il fatto che fosse online mi oscurava da tutto, mi chiudevo nel mio guscio. Se ho mai avuto la consapevolezza che stesse diventando una dipendenza? Credo in realtà di non averla mai avuta. Quando una persona si ritrova in una situazione del genere, è difficile chiederle se è malata. Ti dirà sempre di no. Anche se sente che non è così. Non può pensare di avere quel problema, quindi tende a nasconderlo».

SQUALIFICA – «Nei mesi lontano dal campo ho passato tanto tempo con lo psicologo. Il suo lavoro era farmi capire come ci ero caduto. Di solito lo si capisce nel momento in cui si perde qualcosa: famiglia, lavoro, stipendio. Invece nel mio caso la disponibilità economica non mi ha fatto accorgere della serietà della cosa. È stato un lavoro di recupero difficile. Non potevo prendere farmaci specifici, perché col 95% di quelli sarei risultato positivo all’antidoping, così è stato tutto un percorso mentale: durato mesi, con psicologo e psichiatra. Nei primi due mesi ero staccato da tutti, poi rientrando nella vita, allenandomi tutti i giorni senza avere la partita, ho capito che pagavo per quello che avevo fatto».

NEWCASTLE – «Compagni e allenatore mi hanno sempre tenuto dentro, come staff e dirigenza. I tifosi del Newcastle e quelli avversari non mi hanno mai giudicato. Qui rispettano i problemi di tutti, non calcano la mano e cercano di aiutarti. L’aiuto più grande me l’hanno dato il professore Gabriele Sani, primario del reparto di psichiatria dell’ospedale Gemelli di Roma, i miei familiari, Giulia, Andrea Romeo e la sua famiglia che sono qui accanto a me, i miei procuratori Marianna Mecacci e Giuseppe Riso. Questa situazione ha rinsaldato il rapporto. Come sono stati i primi mesi della squalifica? l primo mese ero in viaggio tra Italia e Inghilterra. Non ho mai sfiorato la depressione, perché ho lavorato subito su me stesso. Tre colloqui a settimana online e uno in presenza ogni mese. Non ne ho saltato uno. Si parlava sempre del giorno prima, con tre lavori specifici: uno sulla mia persona, l’altro sul gioco d’azzardo e l’ultimo era il compendio. I 16 incontri organizzati dalla Figc li ho fatti in Italia: dopo i primi 6 mesi della squalifica, sono stato a Bari, Roma, Firenze, Milano, Verona».

TRA INTER E MILAN – «Mi è capitato di pensare a quando potevo andare all’Inter. Non l’ho mai accettato: non perché non sia una squadra forte, ma non mi reputavo felice al 100%. Ogni giorno se ne parlava. Sentivo il mio procuratore e i dubbi erano grandi. La montagna che non volevo scavalcare. La chiamata di Paolo Maldini ha cambiato tutto, mi ha fatto felice e ho detto: “O vado al Milan o resto al Brescia”. Me l’ha trasmesso mio papà, questo legame col Milan. Facevo colazione con la tazza rossonera di Gattuso e quando si è rotta ho costretto mia mamma a sistemarla pezzettino per pezzettino. Quando il trasferimento si è concretizzato, ho chiesto a Rino il permesso di indossare la sua n° 8».

Brentford-Everton: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Gtech Community Stadium la sfida di Premier League Brentford-Everton: le ultimissime di formazione con orario e dove vederla in tv

Al Gtech Community Stadium di Londra si giocherà la gara valevole per la 27ª giornata di Premier League tra Brentford-Everton. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Brentford (4-2-3-1): Flekken; Ajer, Collins, Pinnock, Lewis-Potter; Janelt, Norgaard; Mbeumo, Damsgaard, Schade; Wissa. Allenatore: Frank.

Everton (4-2-3-1): Pickford; O’Brien, Tarkowski, Branthwaite, Mykolenko; Garner, Gueye; Lindstrom, Doucouré, Harrison; Beto. Allenatore: Moyes.

Orario e dove vederla in tv

Brentford-Everton si gioca alle ore 20:30 di martedì 26 febbraio per la 27ª giornata di campionato di Premier League. Verrà trasmessa in esclusiva su Sky Sport Calcio. La partita sarà visibile in streaming per i clienti Sky su Sky Go o per i clienti NOW TV sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Voti Inter-Lazio, Inzaghi e Baroni si comportano meglio dei loro giocatori. Simone è ingordo, Marco comanda il gioco ma in difesa ha seri problemi

Voti Inter-Lazio, il giudizio su Simone Inzaghi e Marco Baroni dopo la vittoria dei nerazzurri per 2-0. Tutti i dettagli in merito

Inter–Lazio è stato un altro capitolo della sfida tra i due tecnici. Al di là del risultato, 2-0 per i nerazzurri, in quali proporzioni e sulla base di quali elementi Simone Inzaghi ha sconfitto Marco Baroni? Ecco voti e giudizi di due quotidiani.

SIMONE INZAGHI – La Gazzetta dello Sport premia la sua condotta con un 7 in pagella, mezzo voto in più di quanto attribuito alla prestazione della squadra. Ecco la motivazione: «Rivincita con il Milan voluta e conquistata, anche con i giusti ragionamenti di turnover in ottica Napoli. Squadra mai in vera sofferenza: aprile diventa un mese intasato, ma un top team ragiona così». Stesso voto da parte del Corriere della Sera: «Contro il suo passato ottiene il pass per le semifinali e per altri due derby. L’ingordo Simone vuole tutto».
MARCO BARONI – Anche nel suo caso secondo il quotidiano sportivo l’allenatore è meglio del comportamento dei suoi giocatori. La Lazio prende 5,5, il tecnico viene salvato con la sufficienza: «La Lazio gioca per tutta la gara alla pari con l’Inter, mettendola anche in difficoltà. Il piano partita era giusto. La squadra paga certe fragilità difensive che sono però una (brutta) costante di questa stagione». Non è d’accordo il giornale politico, che lo abbassa al 5,5: «La Lazio per lunghi tratti comanda il gioco però sbatte su Martinez. E sul rigore lascia troppo spazio all’ex Correa».

Tottenham-Manchester City: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al New White Hart Lane la sfida di Premier League Tottenham-Manchester City: le ultimissime di formazione con orario e dove vederla in tv

Al New White Hart Lane di Londra si giocherà la gara valevole per la 27ª giornata di Premier League tra Tottenham-Manchester City. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Tottenham (4-3-3): Vicario; Spence, Gray, Danso, Udogie; Kulusevski, Bentancur, Bergvall; Johnson, Tel, Son. Allenatore: Postecoglou.

Manchester City (4-2-3-1): Ederson; Lewis, Khusanov, Aké; Gvardiol; De Bruyne, Nico Gonzalez; Savinho, Foden, Doku; Marmoush. Allenatore: Guardiola.

Orario e dove vederla in tv

Tottenham-Manchester City si gioca alle ore 20:30 di mercoledì 26 febbraio per la 27ª giornata di campionato di Premier League. Verrà trasmessa in esclusiva su Sky Sport Calcio. La partita sarà visibile in streaming per i clienti Sky su Sky Go o per i clienti NOW TV sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Pandev: «Scudetto? Spero nelle mie ex squadre. C’è un calciatore in Serie A in cui mi rivedo»

Le parole di Goran Pandev, ex attaccante macedone con un passato in Serie A, sulla sfida scudetto in vista di Napoli-Inter

Goran Pandev ha parlato a Il Mattino in vista della sfida scudetto tra Napoli-Inter.

NAPOLI-INTER – «Sono sicuro che fino alla fine la lotta sarà aperta e spero che vinca una delle due. È arrivato un allenatore vincente come Conte, uno che ha un carattere forte e mi dispiace che abbia avuto tantissimi infortuni. Poi hanno venduto il giocatore chiave come Kvara che poteva fare la differenza nel 4-3-3. Diciamoci la verità: Kvara poteva vincere le partite da solo. Pensavo che il mercato potesse aiutare la squadra ma la società lavora sempre in questo modo, segue questa linea oramai da anni. L’Inter è l’Inter e se giochi con quella maglia sai che devi vincere sempre. Hanno la squadra più forte con ricambi di qualità in tutti i ruoli. È vero che hanno avuto un piccolo calo, ma restano sempre la squadra da battere. Sono abituati a vincere e sanno cosa vogliono».

SCUDETTO – «L’Atalanta può entrare nella lotta. Dopo che è uscita dalla Champions e dopo aver visto la prestazione di Empoli si deve per forza metterla dentro nella corsa al titolo. Gasperini ha una rosa ampia e sta recuperando tanti calciatori».

IN CHI SI RIVEDE – «Raspadori mi ricorda tantissimo, perché anche a me piaceva agire dietro la prima punta. Sta facendo bene, anche se mi rendo conto sia stato difficile per lui trovare lo spazio giusto. È stato condizionato un po’ dai moduli. Ma campioni così al Napoli servono sempre».

Nottingham Forest-Arsenal: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al City Ground la sfida di Premier League Nottingham Forest-Arsenal: le ultimissime di formazione con orario e dove vederla in tv

Al City Ground di Nottingham si giocherà la gara valevole per la 27ª giornata di Premier League tra Nottingham Forest-Arsenal. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Nottingham Forest (4-2-3-1): Sels; Ola Aina, Milenkovic, Murillo, Williams; Nico Dominguez, Anderson; Elanga, Gibbs-White, Hudson-Odoi; Wood. Allenatore: Espirito Santo.

Arsenal (4-3-3): Raya; Timber, Saliba, Gabriel, Calafiori; Odegaard, Partey, Rice; Nwaneri, Merino, Trossard. Allenatore: Arteta.

Orario e dove vederla in tv

Nottingham Forest-Arsenal si gioca alle ore 20:30 di mercoledì 26 febbraio per la 27ª giornata di campionato di Premier League. Verrà trasmessa in esclusiva su Sky Sport Calcio. La partita sarà visibile in streaming per i clienti Sky su Sky Go o per i clienti NOW TV sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

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