Pagina 1773 – Calcio News 24

Calciomercato Inter, RIVOLUZIONE IN ATTACCO: ecco come cambia il reparto offensivo di Inzaghi

Tra possibili acquisti e cessioni, ecco come potrebbe cambiare l’attacco dell’Inter campione d’Italia di Inzaghi

Interessante il focus di calciomercato.com sulla rivoluzione in casa Inter per quanto concerne l’attacco di Simone Inzaghi. Gli unici sicuri titolari, come ovvio che sia, sono Lautaro Martinez e Thuram.

Chi invece si aggiungerà è Taremi, arrivato a zero dal Porto, mentre i ritorni dai prestiti di Carboni dal Monza e Correa del Marsiglia aprono scenari. Stesso discorso su chi già c’era, ma probabilmente ancora per poco come Arnautovic e Sanchez. Insomma, quattro possibili addii che aprirebbero nuove idee di mercato.

Milan, SPRINT DECISIVO per Zirkzee: c’è la volontà del club e del giocatore. Trattativa in corso tra le due società

Il Milan accelera e non poco su Josuha Zirkzee. Avvisato il Bologna: c’è la volontà dei rossoneri di pagare la clausola

Arrivano aggiornamento importantissimi sulla trattativa Zirkzee–Milan. Secondo Fabrizio Romano, i rossoneri hanno avvisato il Bologna dicendo di essere intenzionati di sborsare i 40 milioni della clausola.

La trattativa si può considerare in corso dato che le due società stanno discutendo in questo momento cruciale della saga di mercato. A giocare un ruolo decisivo sarà senza dubbio la volontà dell’attaccante di restare in Serie A e vestire la maglia del Milan.

Inter, Thuram: «Quando guardi i trofei in bacheca pensi A QUESTA COSA. Il mio gol più importante? Non c’è dubbio…»

Marcus Thuram ha archiviato la sua prima stagione all’Inter con la conquista del campionato numero venti della storia del club

Marcus Thuram, attaccante dell’Inter, ha parlato a Campioni del Made In Italy di alcuni argomenti interessanti sui neroazzurri, il primo anno in Serie A e tanto altro.

MILANO – «Milano è una città speciale, ci sono molto legato. Ciò che mi ha stupito è l’enorme quantità di persone ovunque, le strade e le piazze sono sempre piene. La città ha una profonda passione per il calcio, è un sogno. Una gioia, incarna la mia vita. Fin da quando ero bambino, ho respirato calcio grazie a mio padre. Ora ho seguito le sue orme. Da bambino non avrei mai immaginato di diventare calciatore, mi piaceva semplicemente giocare. Quando avevo 8-9 anni ho capito che mio padre si guadagnasse da vivere col calcio, fino a quel momento non avevo capito bene la sua professione. Crescendo ho capito che potesse diventare un lavoro anche per me, e visto che è la cosa che amo di più perché non renderla il mio mestiere?». 

ORGINI ITALIANE – «Sono nato a Parma, poi ho trascorso cinque anni a Torino, quindi ci siamo trasferiti a Barcellona e siamo rimasti lì per due anni prima di tornare in Francia. Sono cresciuto in Italia, quindi è vero che ho molte abitudini italiane, ero immerso nella vostra cultura. Ho imparato quasi contemporaneamente il francese e l’italiano da piccolo. Il mio legame con Milano è già profondamente forte pur vivendo qui da solo un anno. Ho sempre desiderato vivere in una metropoli vivace, Milano è la soluzione perfetta. E’ una grande città, internazionale, ricca di culture diverse. Ma conserva il tipico fascino italiano. E’ un mix speciale, sono molto legato. Un quartiere che adoro è Brera, perché quando arrivi ti immergi nella città. Sembra di entrare nell’anima intima della città. Invece posti come Via Monte Napoleone, dove vado spesso, sono pieni di turisti e negozi, trasudano lusso ma mancano di spessore storico».

DISTRETTO ELETTRONICO MILANO –«Ne ho sentito parlare, so che c’è una grande fiera della tecnologia. Nel calcio rappresenta qualcosa di nuovo la tecnologia, lo abbiamo visto col Var che oggi è una parte integrante del gioco. In allenamento vengono introdotte nuove macchine per aiutarci nel nostro recupero fisico e migliorare le nostre prestazioni. Ormai la tecnologia è profondamente radicate nelle nostre vite». 

AMICI – «Ne ho di amici, Dimarco è il milanese per eccellenza. Ho un aneddoto su di lui, probabilmente era il mio primo mese a Milano. Andai a mangiare in un ristorante, la mattina dopo, arrivato all’allenamento, Dimarco mi chiese perché fossi andato lì. Rimasi sorpreso dal fatto che sapesse che ero andato lì, poi mi rispose: ‘Questa è la mia città, so tutto quello che succede qui’. Il mio rapporto con Lautaro si è sviluppato in modo molto naturale, sapevo già che è un grande attaccante. Non vedevo l’ora di giocare al suo fianco una volta arrivato all’Inter, sapevo che avremmo potuto fare grandi cose insieme.Sono rimasto piacevolmente sorpreso perché si è dimostrato molto gentile con me. Anche se in campo può sembrare serio, qualche volta anche un po’ arrabbiato e cattivo, fuori scherza sempre. E’ un super capitano». 

TIFOSI – «Penso che ogni città abbia il suo carattere distintivo. Ho giocato in club situati in città più piccole di Milano, una città che ti fa sentire il peso della aspettative con i suoi tifosi. Che tu stia cenando o semplicemente camminando per strada, hai la sensazioni di essere osservato. Ad esempio, se vai in un ristorante qualcuno potrebbe chiederti ‘Sei pronto per la partita?’. E subito, quando scendi in campo, senti che la città è alle tue spalle. I giorni delle partite sono come i giorni degli spettacoli, un po’ come i concerti per i cantanti. E’ il giorno in cui incontriamo i tifosi allo stadio, San Siro è uno stadio come nessun altro con 75mila persone che tifano fa sicuramente la differenza. Se dovessi scegliere il mio giorno preferito della settimana, direi il giorno della partita».

SALA TROFEI INTER – «Quando vedi questi trofei pensi alla storia dell’Inter, è evidente che sono approdato in un club pieno di storia. che ha visto giocatori forti come Adriano e Ronaldo lasciare il segno. Quando indossiamo la maglia dell’Inter, capiamo che rappresentiamo molto di più che noi stessi, incarniamo un’eredità e una storia». 

MADE IN ITALY – «A Parigi, quando se ne parla, si pensa all’eleganza e all’artigianalità. In Italia c’è un clima piacevole, persone gentili e un cibo delizioso».

GOL PIU’ IMPORTANTE – «Il gol contro il Milan, quello dell’andata. Molto speciale anche il secondo gol del ritorno ma ormai la stagione era quasi finita e la gente mi conosceva già. Ma prima del primo gol si cercava ancora di capire chi fosse realmente Marcus Thuram, quanto fosse forte. Segnare così presto nella stagione, e in quella partita in particolare, ha creato un forte legame tra me e tifosi. Quando sono arrivato qui, mi è stato subito detto che l’obiettivo era vincere il campionato. Abbiamo avuto una stagione fantastica, abbiamo sentito la gioia che abbiamo portato ai tifosi, è quello per cui giochiamo. Quando abbiamo vinto lo scudetto, c’è stata la parata su un autobus scoperto, non avevo mai visto tanta gioia in città, è stato incredibile. Così si alimenta il nostro desiderio di lottare per i tifosi. Per alcuni siamo dei supereroi, siamo consapevoli di avere questa responsabilità di restituire qualcosa ai tifosi».

Como, IMPORTANTI novità sulla panchina: ecco la situazione riguardante FABREGAS e il suo FUTURO

Dopo la promozione in Serie A con il Como, sono giorni importanti per capire meglio il futuro di Cesc Fabregas

Il progetto Como continua con Cesc Fabregas. L’ex centrocampista di fama mondiale, ora allenatore dei comaschi, ha trascinato la squadra in Serie A con il secondo posto ottenuto alle spalle del Parma.

Secondo Fabrizio Romano, la volontà del club sarebbe quella di offrire a Fabregas un contratto a lungo termine per dare seguito alla grande stagione passata e con l’obiettivo minimo di consolidare la presenza del Como in Serie A.

Premier League, ecco l’esito UFFICIALE del voto per il Var: i club del massimo campionato inglese hanno DECISO

Il Var ha fatto molto discutere in questi anni in Inghilterra, tanto da dover decidere se tenerlo o meno nel corso di queste settimane

Con una votazione democratica tra tutti i club di Premier League, il massimo campionato inglese, si è deciso di mantenere il Var. Le continue critiche alla tecnologia, dunque, non hanno preso realmente il sopravvento.

Si è pero deciso, secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, che i miglioramenti del Var dovranno essere apportati a beneficio del gioco e dunque anche dei tifosi.

Monza, VICINISSIMO l’arrivo di NESTA: sarà il prossimo allenatore, sostituirà Palladino

Il Monza è pronta ad accogliere il nuovo allenatore: sarà infatti Alessandro Nesta a sostituire Raffaele Palladino

Il valzer delle panchine è quasi terminato. Con Thiago Motta alla Juventus che libera la strada ad Italiano al Bologna e che a sua volta fa spazio a Palladino alla guida della Fiorentina, a Monza ci andrà Nesta.

L’ex difensore di Lazio e Milan , secondo Sky Sport, sarebbe ad un passo dal Monza con cui firmerà un contratto di una stagione con opzione per un altro anno.

Juventus, NESSUNA TOURNÉE FUORI DALL’EUROPA: ecco il motivo della decisione presa dalla società bianconera

La Juventus non prenderà parte a nessuna tournée fuori dall’Europa, come invece era successo più volte negli ultimi anni

A differenza delle ultime stagioni, la Juventus non andrà a fare nessuna tournée fuori dall’Europa. A spiegare il motivo è Tuttosport che racconta del perché la società ha deciso così.

La volontà della Juve è di non esagerare con il calendario dunque non impegnare in modo eccessivo la squadra, considerando che la prossima stagione avrà ben cinque competizione tra cui il Mondiale per Club.

Il ritiro comincerà verosimilmente il 10 luglio al JMedical, dopodiché trasferimento da Torino a Norimberga, in Germania, per continuare la preparazione nel centro sportivo dell’Adidas, sponsor bianconero.

Venezia, Niederauer: «Ecco chi spero che RIMANGA DA NOI. La mia volontà è la STESSA dei tifosi, ci hanno spinto verso il GRANDE SOGNO»

Duncan Niederauer, presidente del Venezia, è intervenuto in conferenza stampa per parlare della promozione in Serie A e del futuro

Il presidente del Venezia Duncan Niederauer ha parlato in conferenza stampa qualche giorno dopo la promozione in Serie A tramite playoff. A riportare le dichiarazioni è tuttoveneziasport.it.

STAGIONE – «E’ stata una grande stagione, voglio ringraziare innanzitutto la squadra, l’allenatore e tutto lo staff per le sfide che hanno dovuto affrontare e hanno superato egregiamente. Ringrazio anche i nostri partner e i nostri fornitori per il sostegno che ci hanno dimostrato, solo grazie all’impegno di tutti siamo riusciti a conquistare la Serie A. Infine, voglio ringraziare tutti i nostri tifosi, 18 mesi fa eravamo in una situazione molto difficile e forse non meritavamo nemmeno il loro sostegno. E’ incredibile pensare a quanta strada è stata fatta da allora, quest’anno i tifosi ci hanno sostenuto e spinto verso il grande sogno che si è avverato per tutti noi»

SERIE A – «Quello che vogliono i tifosi è la stessa volontà che ho io, siamo stati molto chiari, l’idea è quella di mantenere intatta gran parte della rosa che abbiamo a disposizione. Nella seconda metà della stagione abbiamo giocato con il 3-5-2 che è stato uno dei nostri punti di forza grazie al ritorno di chi non stava bene come Idzes o Svoboda. Siamo tutti d’accordo nel voler mantenere il nucleo che ha consentito alla squadra di ottenere questo risultato, poi chiaramente questo dipenderà da tanti fattori, ci piacerebbe trattenere ragazzi come Pohjanpalo, Altare, Joronen, Tessmann e Busio e penso sia anche la loro volontà. Pensiamo che questo nucleo di giocatori sia più pronto rispetto a quello con cui siamo andati per la prima volta in Serie A. Per quanto riguarda la questione Vanoli è evidente che dobbiamo fare un passo alla volta, è un grande allenatore e ha fatto un grande percorso con noi, la rosa era forte ma vincere i playoff e la B non è facile ma lui è riuscito ad ottenere questo risultato»

CALCIOMERCATO – «La speranza di tutti è che possa rimanere, anche i giocatori hanno piacere che rimanga, così come il sottoscritto, ritengo che la Serie A sia una grandissima opportunità, i tifosi sono con noi, c’è uno stadio che sta nascendo, abbiamo una bellissima sede. Sono al corrente dei rumors di mercato intorno al suo nome, ha ancora due anni di contratto, un contratto che reputo equo rispetto al grande lavoro che ha svolto. Sapete che c’è una clausola, ma questa clausola non è oggetto di negoziazioni, inutile parlare di contropartite tecniche o riduzioni, la clausola è chiara, nel caso dovrà essere rispettato quel genere di accordo preso, questo è chiaro. Abbiamo sempre detto il suo pensiero sul mister, ora dovrà prendere una decisione anche lui, ci farebbe piacere che lui e il suo staff rimanessero»

Calciomercato FIORENTINA: perché Palladino pensa a COLPANI. Cosa dimostrano i suoi gol a MONZA: in viola non esistono giocatori in grado di fare queste COSE

Tutto sull’interesse di mercato della Fiorentina per Andrea Colpani, centrocampista del Monza. I dettagli in merito

Si parla molto in ottica mercato di Andrea Colpani. Soprattutto per quanto mostrato nella prima parte della stagione, dove ha fatto la fortuna del Monza e anche dei fantacalcisti che hanno avuto l’intuizione di puntare su di lui. A 25 anni la sensazione di essere un giocatore pronto per un salto in avanti in carriera è più che giustificata. E non sorprende che Raffaele Palladino faccia un pensiero a portarselo appresso in viola, conoscendone le caratteristiche, le qualità e lo score. Colpani è stato bel Monza 2023-24 colui che ha segnato di più (8 volte) e che in campionato ha confezionato più assist (4, quota che tocca anche Dany Mota considerando però anche la Coppa Italia).
Cosa può regalare alla Fiorentina che non ha in termini realizzativi l’ex squadra di Vincenzo Italiano? Proviamo a incrociare un po’ di dati.

1) Le conclusioni da fuori. Colpani ha realizzato 2 reti dalla distanza. Si è presentato alla seconda giornata in Monza-Empoli 2-0 ricevendo una sponda di Birindelli che ha trasformato in rete capolavoro grazie a un dribbling utile a creargli lo spazio per un tiro di collo che è finito sotto la traversa. Meno bello, ma che dimostra la sua prontezza nell’inquadrare la porta, quello siglato al Toro. La Fiorentina ha messo a segno 9 reti da fuori, tutt’altro che poche: aggiungere una risorsa in più non è male.
2) Le azioni personali. Anche in questo caso, sono 2 i gol inventati da solo, sempre davanti al pubblico amico. Uno alla Salernitana, un altro al Napoli. Tra doppipassi e finte, Andrea è sempre bravo a preparare il momento in cui va a scoccare il tiro anche in azioni che partono da lontano. Nella Fiorentina un giocatore così, almeno in questa annata, non si è visto, anche se i gol di Biraghi al Genoa o di Nzola al Napoli hanno avuto queste caratteristiche.
3) I gol dalla fasce. Centrocampista in grado di inserimenti, Colpani ha colpito due volte sfruttando cross dalla fascia: è successo con l’Udinese e il Sassuolo, gol pesanti che sono valsi la conquista di 4 punti. Anche sotto questo profilo in viola manca uno così bravo nel timing e nella capacità di impattare il pallone senza indugi.

Kings League da RECORD, Piqué: «In Italia ascolti SUPER, a tutti piace vedere LEGGENDE come Totti…»

Le parole di Gerard Piqué, ex difensore del Barcellona, sul Mondiale della Kings League. Tutti i dettagli in merito

Gerard Piqué, ex difensore del Barcellona, ha parlato a Sport del Mondiale della Kings League attualmente in corso.

PAROLE – «Uno spettacolo, sta andando molto meglio del previsto. A livello di audience, nei primi due giorni, abbiamo avuto più di un milione di dispositivi collegati, ad un certo punto ci siamo avvicinati ai due milioni, senza contare le televisioni, ma solo a livello digitale. Paesi come Francia, Giappone, Italia e Arabia Saudita stanno facendo registrare ascolti incredibili. E per quanto riguarda il pubblico abbiamo già il tutto esaurito per le Final Four di Monterrey. Ci stiamo espandendo in molti altri paesi. Abbiamo annunciato l’Italia e a breve ne annunceremo altri. E per realizzare questa espansione è necessario un sostegno finanziario. Ci saranno miglioramenti anche per i giocatori negli stipendi, anche per le squadre, ecc… Il segreto del successo di questo gioco sta nel fatto che è veloce e dinamico e soprattutto alla gente piace tanto veder giocare, leggende del calcio come Totti o Hazard che vengono qui per divertirsi così come altri che preferiscono avere il ruolo di presidente del club come Ferdinand o Neymar».

Europei 1984: 5 motivi per ricordare l’edizione vinta dalla FRANCIA

Il ricordo dell’edizione del 1984 degli Europei, vinta dalla Francia di Platini nella finale contro la Spagna

La settima edizione del campionato europeo viene vinta dalla Francia che batte in finale la Spagna. Ecco 5 motivi per ricordare cos’è successo.

1) L’Italia non c’è. Giustamente, quando si rievocano gli anni ’80, si parla della Serie A come del campionato più bello del mondo. Vero, i fuoriclasse stranieri popolano le nostre domeniche e le squadre italiane nelle coppe si comportano più che bene. Ma la Nazionale azzurra, dopo l’exploit del Mondiale del 1982, si perde. Segnali in tal senso si hanno già alla prima gara dopo il trionfo del Bernabeu, dove non si va oltre un 2-2 con la Cecoslovacchia. Poi, non riusciamo addirittura a qualificarci per l’Europeo. Una cosa inconsolabile, non basta certo a lenire l’amarezza la constatazione che siamo in buona compagnia con gli inglesi, anche loro costretti a starsene a casa a guardare la manifestazione in tv. E che il dolore sia forte lo testimonia una dichiarazione finale del Ct Enzo Bearzot, che al termine dei giochi dirà: «Una rassegna come questa avremmo potuto vincerla anche noi». In realtà, da quella Francia trionfatrice eravamo piuttosto distanti e lo misurammo due anni dopo in Messico, quando ci eliminarono agli ottavi di finale senza eccessiva fatica.
2) La quasi rivincita della Spagna. Uscita scornata dal Mondiale organizzato in casa, la nazionale iberica si qualifica in modo rocambolesco: per accedere alla fase finale deve battere Malta con 11 gol di scarto e l’operazione riesce con un clamoroso 12-1. Arriverà fino alla finale, facendo scrivere a Marino Bartoletti sul Guerin Sportivo: «La Spagna di Munoz, giovane come anagrafe e concepimento (è nata dalle ceneri del 1982) ha fatto vedere un gioco modernissimo e antichissimo a seconda delle necessità, nella finale ha riesumato la più accanita difesa a uomo del decennio)».
3) Lo score di Platini. Il trascinatore della Francia non può che essere Michel. É lui a rendere i Blues una nazionale fantastica. Del resto, in una squadra spesso molto bella ma incline al narcisismo, lui inserisce quella mentalità vincente appresa in Italia. E che nel 1984 lo porta all’Europeo forte dello scudetto e della Coppa delle Coppe conquistati con la Juventus. Davanti al suo pubblico fa cose incredibili. La gara d’esordio è Francia-Danimarca. I padroni di casa la spuntano solo a dodici minuti dal termine, con un tiro da fuori area del numero dieci deviato da un difensore. Fino a quel momento Michel era stato ben controllato da Klaus Bergreen, giocatore del Pisa. L’Europeo prosegue con una goleada. Con uno schieramento spregiudicato, un centrocampo di piedi buoni con Platini, Tigana, Giresse e Genghini («4 numeri 10», secondo Le Roi), la Francia supera il Belgio per 5-0. Michel si diverte a superare Jean-Marie Pfaff in tutti i modi: di sinistro; dagli undici metri; di testa. Platini si ripete anche nella terza partita del girone. Stavolta l’avversario è meno arrendevole, la Jugoslavia chiude in vantaggio il primo tempo ma nulla può fare al cospetto di colui che in quel momento è il giocatore più in forma del pianeta. In poco più di un quarto d’ora Michel inventa tre gol sullo stile di quelli con i quali ha abituato il pubblico italiano. Le difficoltà si presentano in semifinale. La Francia ha ragione del Portogallo solo un minuto prima che la contesa si decida ai rigori. A siglare il punto del 3-2, tanto per cambiare, è ancora lui.
4) Il paradosso della finale. Il calcio è strano perché presenta situazioni ogni volta impensabili. La finale Francia-Spagna viene decisa da una punizione di Platini tutt’altro che imparabile, la papera di Arconada è macroscopica. Dei suoi 9 gol sarebbe il più trascurabile, se non fosse il più importante, anche se poi arriva la rete di Bellone al novantesimo a rendere più importante il divario tra le due squadre.
5) L’italien. «Sappiamo bene che in Italia i francesi non sono amati. C’è stima per la loro cultura, c’è rispetto per il loro ruolo nella storia, c’è ammirazione per il loro senso dello Stato; ma non una briciola di simpatia a livello popolare. Del resto questo “non sentimento” è perfettamente ricambiato, seppure con diversa visuale. Ebbene Michel Platini per le due settimane del campionato d’Europa è riuscito a far tifare gli italiani per la Francia. Questa sì, è un’impresa storica. Meriterebbe un’altra grande coppa. E penso che Pertini e Mitterrand sarebbero felici di dividersi la spesa»: è l’editoriale di Candido Cannavò su La Gazzetta dello Sport, che spiega cosa riesca a fare un grande campione dello sport per il rapporto tra due popoli.

Per il ruolo di VICE Scamacca l’Atalanta pensa a Simeone: 15 MILIONI per il centravanti del Napoli

Calciomercato Atalanta, Simeone fortemente nel mirino dei nerazzurri per quanto riguarda il ruolo di vice Scamacca

L’Atalanta vuole un vice Scamaccca, e sta cominciando a sondare il terreno sia europeo che Nazionale: un centravanti finito fortemente nel mirino è Giovanni Simeone del Napoli.

Il ragazzo era già nel mirino della Dea da 2 anni (vecchio pupillo di D’Amico), ma questa volta, considerando la volontà odierna del Napoli di cederlo, ci sono buone possibilità di trattare.

Secondo quanto raccolto, i partenopei vogliono 15 milioni di euro per Simeone: cifra che l’Atalanta proverà ad abbassare.

Torino, FATTA per Vanoli: ecco le CIFRE e la DURATA del contratto

Le ultime sul nuovo allenatore del Torino, con l’accordo raggiunto con Paolo Vanoli. Tutti i dettagli in merito

Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, il Torino avrebbe raggiunto un accordo con Paolo Vanoli per diventare il nuovo allenatore. L’ormai ex Venezia firmerà un contratto fino al 2026 con opzione per il 2027 a 1 milione di euro all’anno.

Per liberarlo dal club veneto, i granata hanno inoltre pagato la clausola rescissoria che è salita ad 1 milione di euro dopo la promozione in Serie A.

Pier Silvio Berlusconi ANNUNCIA: «Ritorno della Champions League su Mediaset? La decisione DEFINITIVA è QUESTA»

Le parole di Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, sul possibile ritorno della Champions League

Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, ha parlato a margine di un evento del possibile ritorno della Champions League sull’emittente televisiva.

PAROLE – «La scelta pesa, nell’arco della stagione intera, a seconda delle partite trasmesse, tra il mezzo punto e il punto intero in meno di share, ma lo sport è diventato un contenuto principalmente da pay-tv: costa tantissimi soldi. Pagare tanto non è segno di ricchezza ma di difficoltà delle pay-tv. Oggi riescono a vendere, per fare abbonati, solo i grandi eventi. Rappresenta un modello di business abbastanza fragile, diverso dalla nostra mentalità. Fino alla primavera 2027 abbiamo i diritti di Coppa Italia e Supercoppa italiana, ne siamo ben felici. Futuro? Staremo molto attenti a cogliere le occasioni che si presenteranno. Siamo pronti ad acquisire pezzi di competizioni. Ma oggi la Champions è tutta Sky».

Capello: «Conte PERFETTO per il Napoli, Oriali sarà DECISIVO»

Le parole di Fabio Capello, ex allenatore, sull’arrivo di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Tutti i dettagli

Fabio Capello ha parlato dell’arrivo di Antonio Conte sulla panchina del Napoli a La Gazzetta dello Sport.

CONTE – «Se c’era bisogno di una scossa, Antonio Conte è l’uomo giusto. Il Napoli è una squadra da ricostruire. Credo che l’ex allenatore di Intere Juventus sia il profilo adatto per riportare nei campioni d’Italia 2022-23 quella voglia di vincere e quella determinazione necessarie per tornare a competere dopo un’annata in cui hanno perso buona parte delle loro certezze. Nella stagione che è appena terminata i giocatori del Napoli si sono adagiati, pensavano di poter dimostrare di essere bravi, di vincere senza lottare».

ORIALI – «Importante sarà la figura di Oriali, che Conte ha voluto fortemente. Per intervenire con testa e moderazione su momenti di poco equilibrio e lucidità da parte dello stesso allenatore oppure del presidente. Una squadra vincente si ricostruisce anche così».

Italia U17, Gravina si PRENDE i meriti: «Il MIO modello è un esempio nel Mondo, guardate i RISULTATI»

Le parole di Gabriele Gravina, presidente della FIGC, sulla vittoria dell’Europeo dell’Italia Under 17. Tutti i dettagli in merito

Gabriele Gravina ha parlato ai canali ufficiali della FIGC della vittoria dell’Europeo dell’Italia Under 17.

PAROLE – «L’Under 17 di Favo ha compiuto un’impresa storica. Per la prima volta l’Italia scrive il suo nome nell’albo d’oro nella competizione europea di categoria, a conferma di come bisogna dare fiducia ai nostri giovani. Sento parlare spesso di modelli stranieri, ma dopo questo straordinario successo, insieme all’argento al Mondiale Under 20 e il successo continentale dell’Under 19 dello scorso anno, il modello di riferimento in Europa è quello italiano».

Barcellona, Laporta: «ADDIO Xavi? Vi SPIEGO la scelta. Flick può darci QUESTA cosa in più»

Le parole di Joan Laporta, presidente del Barcellona, sulla scelta di cambiare allenatore. Tutti i dettagli

Joan Laporta, presidente del Barcellona, ha parlato al Mundo Deportivo della scelta di esonerare Xavi per Flick.

ESONERO XAVI – «Credevamo che la cosa migliore per questa squadra fosse un nuovo allenatore, che credesse in questo gruppo, convinto che con questi giocatori si possa battere chiunque. Sapendo che avevamo un’alternativa come Hansi Flick, che sa molto più di noi, abbiamo portato a termine l’operazione. Lui ci ha dato molta fiducia partendo dalla rosa attuale. Abbiamo visto un allenatore con esperienza, con senso di responsabilità, e anche sul tipo di gioco da mettere in campo: pressione, possesso palla».

FLICK – «È un uomo serio, responsabile, maturo. Non è un uomo che esterna molto, ma sembrava molto emozionato. Ci ha trasmesso fiducia rassicurandoci che andrà molto bene. Flick preparerà molto bene fisicamente i giocatori, sia quelli che giocano che quelli che non giocano… Abbiamo chiesto a Flick di vincere e lui ci ha detto che può ottenere molto dalla squadra attuale».

Inter, Marotta presidente: ecco quali saranno i TEMPI per il RINNOVO di INZAGHI. Le prime 3 MOSSE da fare sul CALCIOMERCATO

Le ultime sulle prossime mosse di calciomercato dell’Inter dopo la nomina di Beppe Marotta come nuovo presidente

Il Corriere della Sera presenta oggi quali saranno i tempi per un’importante firma:

«La tabella di marcia verrà rispettata. Dopo l’assemblea degli azionisti, la prima dell’era Oaktree, e la nomina di Beppe Marotta a presidente dell’Inter, arriva il momento di formalizzare il prolungamento del matrimonio fra Simone Inzaghi e il club nerazzurro. Oggi all’allenatore campione d’Italia spetterà il doveroso riconoscimento dopo una stagione trionfale: l’agente del tecnico Tullio Tinti discuterà gli ultimi dettagli necessari per arrivare poi alla firma sul nuovo contratto che implicherà lo spostamento della scadenza dal 2025 al 2027 e l’aumento dell’ingaggio fino a 6,5 milioni più bonus. Poi sarà il momento di pianificare il mercato, pensando in primis al vice-Sommer (Bento?), al destino di Dumfries e a un centrale per alternarsi agli ultra-rodati Acerbi e De Vrij».

Milan-Theo Hernandez: salta il trasferimento al BAYERN? I tedeschi pensano a una CONFERMA e lavorano per il PROLUNGAMENTO di un CONTRATTO, Real Madrid in attesa

Le ultime sull’interesse di mercato del Bayern Monaco per Theo Hernandez, terzino di proprietà del Milan. I dettagli

Secondo Sky Germania, il Bayern è ancora cautamente ottimista circa la possibilità di raggiungere presto un accordo con Alphonso Davies e il suo management per un nuovo contratto a lungo termine che vada oltre il 2025. Per quanto riguarda la questione salariale, entrambe le parti si stanno avvicinando. Il Bayern migliorerà la propria offerta iniziale e non si registrano ancora rilanci da parte del Real Madrid.

Se Davies dovesse prolungare il suo contratto, ovviamente il trasferimento di Theo Hernández in Germania non sarebbe più all’ordine del giorno.

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Calciomercato Juve, fissato il PREZZO per Chiesa: addio più VICINO, mezza Europa lo OSSERVA

Le ultime sul futuro di Federico Chiesa, attaccante della Juventus, in vista dell’inizio del calciomercato. I dettagli

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna di Tuttosport, la Juventus sarebbe sempre più convinta di procedere con la cessione di Federico Chiesa per finanziare il mercato. Il club bianconero avrebbe infatti fissato il prezzo di almeno 40 milioni di euro per il cartellino.

Una cifra che ha attirato gli interessi di varie squadre anche in Serie A, dove non c’è solo la Roma. Da monitorare infatti anche le possibili mosse di Napoli, Milan e Liverpool.

Verona, CONTATTI con Sottil per il nuovo allenatore: sarà un DUELLO

Le ultime sul possibile nuovo allenatore del Verona, con i contatti con l’ex Udinese Andrea Sottil. I dettagli

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio di Sky Sport, continua la ricerca del Verona per il nuovo allenatore dopo l’addio di Baroni. L’ultima idea del club gialloblù porta all’ex Ascoli e Udinese Andrea Sottil.

Ci sarebbero già stati contatti tra le parti, con il tecnico che è entrato nel casting insieme a Paolo Zanetti. Una decisione definitiva verrà presa nei prossimi giorni.

Genoa, Ottolini: «Diamo continuità con Gilardino. CESSIONE Gudmundsson? Rispondo COSì»

Le parole di Marco Ottolini, direttore sportivo del Genoa, sulle mosse di calciomercato dei rossoblù. I dettagli

Marco Ottilini, direttore sportivo del Genoa, ha parlato a Il Secolo XIX del futuro dei rossoblù.

IDEA GILARDINO– «Dalla voglia di dare continuità, puntando su un allenatore giovane e con le idee chiare. Portarlo dalla Primavera in prima squadra si è rivelata una scelta azzeccata, un rischio calcolato che si è rivelato vincente. Si è meritato il rinnovo, la volontà di andare avanti c’era da parte di entrambi. Abbiamo in questi mesi delineato una strategia comune, definito una comunione di intenti indispensabile soprattutto quando ci saranno da affrontare insieme le difficoltà».

CALCIOMERCATO– «Dietro, con l’arrivo di Marcandalli, siamo a posto, in mezzo abbiamo 5 centrocampisti di proprietà, davanti anche siamo ben messi. Poi vedremo cosa accadrà sul mercato».

CESSIONI– «Arriverà il momento in cui magari potremo trattenere tutti i giocatori, non è ancora quel tempo. Dobbiamo assecondare il percorso di crescita dei calciatori e sono dell’idea che quando arriva un’offerta debba essere presa in considerazione. Poi il club farà le sue valutazioni».

SPENCE E VITINHA– «Stiamo parlando con i club e con i giocatori, l’idea è quella di tenerli qui. Spence ha qualità da Champions e un potenziale ancora inespresso. Vitinha ha bisogno di una stagione per rilanciarsi e il Genoa è il posto giusto per farlo».

L’Atalanta OSSERVA Iling Junior valutando le OFFERTE per Koopmeiners. La situazione di calciomercato

Calciomercato Atalanta, uno dei giocatori osservati dai nerazzurri è Iling Junior. La situazione nei confronti dell’esterno della Juve

Difesa, centrocampo, ma soprattutto quegli esterni che servono per alzare notevolmente il livello del gioco di Gasperini. Questo è l’obiettivo dell’Atalanta sul mercato, e sulla situazione Koopmeiners, la Dea è fortemente interessata ad un giocatore della Juve: ala sinistra bianconera dotata di una qualità offensiva molto interessante.

Secondo quanto recepito dalla nostra redazione, il ragazzo è nel mirino dei nerazzurri e non è da escludere che i bianconeri possano inserirlo per poter arrivare a Teun Koopmeiners, ma dall’altra parte la concorrenza non manca: soprattutto in ottica Premier League.

Juve, RIMPIANTO Bremer: «Potevamo vincere lo SCUDETTO. Allegri? NON mi aspettavo finisse COSì, ora il FUTURO…»

Le parole di Gleison Bremer, difensore della Juventus, sulla sua esperienza in bianconero. Tutti i dettagli in merito

Gleison Bremer ha parlato a Marca del suo futuro con la Juve.

ULTIMA STAGIONE – «Questa stagione è stata un po’ atipica. Sono due giocatori di altissimo livello e due persone importanti che apprezzo. Pogba, anche se non era al 100%, ogni volta che giocava è stato un aiuto importante. Non so cosa sia successo, ma purtroppo è risultato positivo ed è stato punito. Qualcosa di simile è successo con Fagioli. Per me è come un ‘fratello’, abbiamo passato tanto tempo insieme e, per fortuna, ha potuto giocare di nuovo nell’ultima parte della stagione. È un peccato perché con tutto il gruppo a disposizione non posso dire che saremmo campioni… ma avremmo lottato per lo scudetto».

ADDIO ALLEGRI – «Nessuno poteva aspettarsi, nemmeno lui, che andasse via così. Forse potevo sentire che sarebbe venuto fuori, ma non così. E’ una cosa che non sta a noi giocatori giudicare. Siamo lavoratori, dobbiamo rispettarlo e guardare avanti. Ho solo parole di gratitudine per lui perché ha chiesto il mio acquisto e mi ha aiutato molto a crescere e a fare una stagione molto buona. Quando sono arrivato mi hanno detto che il club era in “ricostruzione”… ma non sono molti i club che sono in quel processo che riescono a vincere un titolo. Lo abbiamo raggiunto e penso che siamo sulla strada giusta».

FUTURO – «C’è stato solo un cambio di allenatore e dirigente, abbiamo tutto per continuare a crescere. Tra 2-3 anni lotteremo per lo scudetto con tutte le garanzie. Dal Napoli è arrivato Cristiano Giuntoli  e, al suo primo anno, abbiamo vinto la Coppa. Siamo una buona squadra, ma ci mancano alcuni tasselli fondamentali. Abbiamo giovani e abbiamo bisogno di calciatori più esperti. Penso che la prossima stagione, giocando in Champions League, la società farà rinforzi importanti e questo ci aiuterà a lottare per il titolo».

PROSSIMA STAGIONE – «La prossima stagione sarà molto impegnativa e dovremo fare una buona preparazione. L’anno scorso, quando sono arrivato, ho sofferto molto giocando ogni tre giorni, ma mi sono già adattato e so cosa mi aspetta. Sono preparato fisicamente e mentalmente. Sono concentrato per dare il massimo. Penso di poter migliorare molto in tutto. Allegri è stato un ottimo allenatore difensivamente e d’altra parte penso che al prossimo allenatore piacerà molto il possesso palla. Sarà una nuova sfida».

NUOVO ALLENATORE – «Tutti ne parlano, ma io non ne so ancora nulla. Vedremo chi verrà. Siamo la Juventus, quindi sarà sicuramente un buon allenatore. Spero che avremo una buona stagione». 

REAL O BARCELLONA NEL FUTURO – «Sì, ci sono club come il Madrid o il Barcellona che sono ai vertici del mondo. Inoltre LaLiga, Serie A e Premier sono i migliori campionati al mondo, quindi un giorno mi piacerebbe provarci, ma insisto, alla Juventus mi trovo bene».

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Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio di Sky Sport, un club dell’Arabia Saudita avrebbe messo sul piatto un contratto triennale a cifre molto importanti per Massimiliano Allegri.

L’ex Juve non sembra però convinto della destinazione, anche per la durata del contratto. Il toscano non sarebbe interessato alla panchina della Lazio, mentre quella del Milan non è un’opzione per l’arrivo di Fonseca. Il desiderio di Allegri sarebbe quindi quello di aspettare la Premier League, con una possibile offerta che potrebbe arrivare da Manchester United o Tottenham.

Ravanelli: «Nel nuovo Napoli tanta JUVENTINITA’. Conte può vincere subito lo SCUDETTO, ecco COME»

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NAPOLI JUVENTINO – «Credo che si apra una nuova era per il Napoli con tanta juventinità. Credo che sarà un Napoli aggressivo, con tanta cattiveria e determinazione in campo, quella determinazione che ha sempre contraddistinto le sue squadre. Penso che il Napoli prendendo Conte possa essere una delle squadre candidate a vincere lo Scudetto per il prossimo anno».

SCELTA CONTE – «Sotto questo punto di vista, vado controcorrente perché altrimenti non dovrebbe più allenare e fare il suo lavoro. Credo che sia giusto che lui prenda la sua strada, anche se chiamato da un club antagonista della Juventus. Magari vincerà anche a Napoli, come ha fatto in altre piazze».

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Lukaku CHIAMA Conte: «Il MIGLIORE al mondo. Futuro in Arabia Saudita? Rispondo COSì…»

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Romelu Lukaku ha parlato a VTM del suo futuro in vista del calciomercato.

RIFIUTO ARABIA SAUDITA – «È stato davvero intenso in quel momento. Per due settimane. Per due giorni di seguito ho pensato: ‘Sì, vado’, ‘No, non vado’. Ho avuto paura per un momento, tutti sono andati lì solo dopo che avevo declinato l’offerta. Ho parlato spesso con Yannick della vita lì. Vive in un complesso, ma lì hai davvero tutto. Ritorno all’Anderlecht? Accadrà. E molto prima di quanto molti pensino. Ho lasciato il Belgio quando avevo diciotto anni, lo sai. Mi mancano mia madre e i miei figli».

FUTURO – «A molte persone piace parlare, forse perché non ho un agente. Ma deciderò. Ho il controllo della mia situazione. Farò una scelta e una volta che la spiegherò, tutti saranno d’accordo con me. Guarda, ogni volta che ho deciso di restare o di andare via da qualche parte, alcuni fattori, ad esempio il mio rapporto con l’allenatore, si sono rivelati la scelta giusta. E’ come avere una relazione con una donna. Se non facciamo più clic, perché stare insieme?».

MIGLIOR ALLENATORE – «Antonio Conte».

Koopmeiners alla Juve per 40 milioni più Soulé? Ecco il PENSIERO dei TIFOSI dell’Atalanta sui social

L’opinione dei tifosi dell’Atalanta su Koopmeiners e sull’offerta della Juve: 40 milioni più Soulé. Cosa pensa il popolo nerazzurro?

Dopo le parole di Koopmeiners in ottica calciomercato, è chiaro che le opzioni per l’Atalanta cominciano ad allargarsi tanto: seppur in Premier League possano soddisfare le richieste economiche dei nerazzurri, dall’altra la Juve ha messo sul piatto 40 milioni più il cartellino di Soulé. Offerta giusta? Ecco cosa ne pensano i tifosi orobici.

Tramite un sondaggio fatto su Instagram, raccogliendo un campione di 667 utenti nerazzurri, i risultati sono abbastanza chiari: il 73% rifiuta l’offerto pretendendo sul piatto almeno 70 milioni di euro; il restante 27% accetterebbe di gran lunga l’offerta dei bianconeri.

ITALIA UNDER 17, il capolavoro del Ct FAVO. Camarda, Liberali e Mosconi: che prestazioni!

Le valutazioni degli azzurrini per la prestazione nella finale dell’Europeo Under 17 contro il Portogallo. I dettagli

Gol di Coletta e doppietta di Camarda: in 50 minuti l’Italia Under 17 ha travolto il Portogallo e per la prima volta conquistano l’Europeo di categoria. Ecco secondo La Gazzetta dello Sport chi sono stati i giocatori meritevoli di un voto dall’8 in su, con un giudizio altrettanto favorevole per il mister che li ha guidati.
CAMARDA – voto 9: «Il gol del 2-0 è già virale: fuga, dribbling, destro sul primo palo. Il 3-0 è freddezza pura. Lui, una perla rara».
LIBERALI – voto 8: «Utile quando arretra per l’inizio-azione, delizioso nei lancio d’esterno che porta al 3-0. Il 10 sulle spalle gli dona: aveva iniziato la partita con una ruleta…».
MOSCONI – voto 8: «Corsa e tecnica: prodigioso l’assist per il tris di Camarda, meriterebbe il gol sfiorato due volte».
FAVO – voto 8: «L’Italia gioca da grande e la finale è dominata: prima con l’aggressione in avanti e la tecnica, poi quando le forze diminuiscono proteggendosi a cinque. Azzurri imbattuti. bravo il c.t.».

Shevchenko: «Tanti stadi crollati, ma L’UCRAINA resiste. Milan, Fonseca è bravo. La priorità è trovare un FORTE ATTACCANTE dopo GIROUD. Lukaku scelta giusta? Penso che…»

Le parole di Andriy Shevchenko, ex attaccante ucraino del Milan, sul calcio nel suo Paese e sul futuro dei rossoneri

Presidente della federazione dell’Ucraina che si appresta a partecipare all’Europeo, Andriy Shevchenko ha parlato con La Gazzetta dello Sport. Inevitabile trattare l’argomento Milan per uno come lui.

L’ANNO DELL’UCRAINA – «Un bellissimo anno. Abbiamo concluso due campionati nonostante la guerra che dura da due anni e mezzo, per la prima volta la nostra nazionale si è qualificata anche per l’Olimpiade. Abbiamo tanti stadi crollati, ma resistiamo, e ci sono persone che investono ancora nel calcio. Per noi l’espressione “non ce la facciamo” non esiste. Mandiamo un messaggio forte: l’Ucraina vuole vivere e va oltre, non pensa soltanto a resistere».
PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE – «Sto imparando un mestiere nuovo. Mi interessa creare un sistema, monitoriamo i nostri giovani dappertutto. Serve uno staff attento a tutto. La cosa che mi rende più orgoglioso è la crescita di tutte le squadre anche a livello giovanile. Adesso molti dei nostri ragazzi giocano fuori dall’Ucraina, condizione che li ha fatti crescere».
L’IMPORTANZA DEI TECNICI STRANIERI – «Molto. Per noi è stato un beneficio. Poi il grande miglioramento è stato fatto quando tanti dei nostri sono andati a giocare all’estero. Anche se quando si tratta di affrontare campionati complicati come quello italiano bisogna andarci cauti, soprattutto se si è molto giovani».
FONSECA AL MILAN – «Non so se sia ufficiale oppure no, posso dire che Paulo in Ucraina ha lavorato bene e ha lasciato un segno. È una persona competente e per bene. Una persona seria. Poi non so che piani abbia il Milan e quali siano i suoi. Ne parleranno, presumo».
LA NECESSITA’ DI UN FORTE 9 – «Mi pare logico dopo l’addio di Giroud. Il francese, una prima punta vera, ha fatto cose favolose anche al Milan. Sostituirlo non sarà facile. Senza di lui servirà un’altra punta vera, in grado di garantire 16-17 gol. Il problema della squadra negli ultimi tempi è stato quello degli attaccanti che segnano poco».
LUKAKU POSSIBILE ACQUISTO – «Conosciamo le caratteristiche di Lukaku. Come ho detto, dipende da come intende giocare l’allenatore».

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