Pagina 1876 – Calcio News 24

La SCELTA di Carolina Morace: «Ho allenato la nazionale parlamentari e abbiamo vinto. Adesso scendo in campo alle elezioni europee perché credo in un leader»

Le parole di Carolina Morace, icona del calcio femminile italiano, sulla sua decisione di candidarsi per le europee

Carolina Morace ha fatto la storia del calcio femminile in Italia. Calciatrice prima e allenatrice poi, ha deciso di scendere nel campo della politica come capolista del M5S nella circoscrizione Centro. Ne ha parlato al Corriere della Sera.

CANDIDATA – «Siamo nel 2024 e con questo governo stiamo facendo passi indietro sui temi dei diritti civili e sociali. Non posso più stare a bordo campo. L’Europa può aiutarci molto».

LA SCELTA DEL M5S – «Mi sono iscritta al M5S nel dicembre del 2022, convinta della leadership impressa da Giuseppe Conte. Con lui e i dirigenti del M5S ci conosciamo da tempo e mi ha lusingato la loro proposta che ho accettato con convinzione».

L’ESPERIENZA CON CIVATI – «É stata positiva. Condividevo le loro posizioni progressiste incarnate oggi dal Movimento».

LA NAZIONALE DEI PARLAMENTARI – «Quando sono arrivata negli spogliatoi mi sono subito resa conto che non avevano nessuna tenuta atletica. Così ho cambiato tattica: anziché la marcatura uomo a uomo a cui erano sempre stati abituati, li ho schierati a zona e abbiamo vinto 6-0 con la nazionale dei cantanti a Benevento. Ho portato il merito nel mondo della politica e ha funzionato».

IL CALCIO – «Il calcio è il mio secondo amore, dopo mia moglie (sorride, ndr). Al Parlamento europeo c’è l’Intergroup sport, ne faceva parte la capodelegazione uscente Tiziana Beghin. Prendeò il testimone da lei e se qualcuno a Bruxelles vuole qualche lezione di calcio sono a disposizione».

Calciomercato Inter, ecco il terzo colpo: dopo Taremi e Zielinski c’è un nuovo rinforzo, le ULTIME

Calciomercato Inter, dopo Taremi e Zielinski i dirigenti nerazzurri preparano il terzo colpo della prossima sessione

Gli uomini del calciomercato dell’Inter si preparano a piazzare il terzo colpo per la prossima stagione, dopo gli arrivi a parametro zero di Taremi e Zielinski. In arrivo Bento! Il portiere dell’Athletico Paranaense, stando a quanto riferisce il Corriere dello Sport, avrebbe già detto sì, accettando la meta nerazzurra e mettendo la beneamata in cima alle sue priorità. Lo aveva fatto già la scorsa estate, quando poi il club di Curitiba si oppose per trattenerlo per un’ulteriore stagione.

La voce è giunta alle orecchie dei dirigenti ad Appiano Gentile, così il club nerazzurro prepara le proprie mosse da usare quando si siederà al tavolo con i dirigenti del club brasiliano. Si farà leva proprio sulla volontà dell’estremo difensore per cercare di abbassare le richieste, portandole ad una cifra attorno ai 20 milioni di euro o meno, con l’aggiunta di qualche bonus più o meno raggiungibili.

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BOLOGNA CHAMPIONS, Tomas Locatelli: «Una squadra che dà del tu al pallone. Zirkzee gioca come all’oratorio. L’erede di Thiago Motta? Io dico che…»

Le parole di Tomas Locatelli, ex calciatore del Bologna, sull’obiettivo qualificazione Champions League dei rossoblù

Tomas Locatelli era in campo quando il Bologna nel 2002 affrontò il Fulham in Intertoto. É l’ultima volta che in città si è visto il calcio europeo. Oggi l’ex rossoblu parla al Corriere dello Sport delle prospettive della squadra di Thiago Motta.

LA NUOVA ATALANTA – «Sono estremamente felice, da dieci anni cerchiamo di fare il percorso dell’Atalanta. Arrivavamo sempre lì, sempre lì, sempre lì, e poi niente salto. Con una società così stabile, com’è possibile? Ecco, finalmente ci siamo riusciti».

DIVERTIMENTO – «Il calcio per un periodo non è che mi piacesse più di tanto, devo essere sincero. Adesso è diverso. Questo Bologna e i suoi protagonisti danno del tu al pallone. Per me il calcio è così: deve essere divertimento».

ZIRKZEE – «Quanto è bello vederlo? Dico una cosa: sembra che giochi all’oratorio. Mi spiego: ha la spensieratezza di uno che si diverte. É bellissimo. Cercavo di farlo anch’io all’epoca, mi divertivo e volevo divertire. Sono le cose che vedo in questo ragazzo».

THIAGO MOTTA – «L’ho incontrato sui campi da calcio, era già tosto. Ha dato un’identità di gioco diversa dal calcio attuale. Questa identità fa la differenza. Per dire: un difensore che va a centrocampo e gestisce la palla: quelle sono dinamiche preparate, sono costanti. È il gioco che ha fatto la differenza».

IL MISTER RESTERA’ – «Non lo sa nessuno. L’esempio che mi viene è quello di Xavi Alonso: ha vinto il campionato con il Leverkusen. Sembrava avesse già le valigie in mano… La speranza dei bolognesi è che Motta resti. Se dovessi decidere io: lo tengo subito. E penso sia la stessa idea di Saputo».

UN ALTRO ALLENATORE – «Non ci sono due allenatori uguali. Non è solo allenamento o gioco in campo, c’è anche la gestione: più vai in alto e più gestisci. Inzaghi all’Inter è bravo con quelli che non fa mai giocare. Fa in modo che tutti siano felici, e anche Motta lo fa».

VOTI Genoa Cagliari: l’apoteosi di Gilardino, le difficoltà di Ranieri. Retegui non segna più, ma serve per una cosa

Le pagelle di Genoa-Cagliari: Gilardino batte Claudio Ranieri, i voti dei migliori e dei peggiori del posticipo del lunedì sera

Un verdetto netto, un 3-0 che certifica come il Genoa sappia vivere partite al massimo livello e il Cagliari debba ancora attraversare qualche sofferenza per proclamarsi salvo. Ecco i giudizi più significativi tratti da La Gazzetta dello Sport.

I DUE MISTER – Tre gol di differenza producono 2 punti e mezzo tra Gilardino e Ranieri. Il padrone di casa viene premiato con un 7,5: «Non fa esperimenti e fa bene, perché in una notte memorabile regala l’essenza del suo calcio». L’ospite viene bocciato col 5: «Deve reinventare la difesa, ma la squadra è senza certezze pure a centrocampo. Stavolta non fa la magia con i cambi».

I MIGLIORI – Per il Genoa è Thorsby, autore dell’1-0, con un bel 7,5: «Segna, crossa, recupera palloni, si lancia palla al piede, svetta in difesa. Che partita. Prova pure un assist di petto per Retegui». Nel Cagliari Gaetano si salva col 6: «L’ex napoletano lotta su ogni pallone ed è il solo a tentare qualcosa in avanti, ma non trova mai sponde».

I PEGGIORI – Nel Genoa non ci sono insufficienti, ma Retegui non va oltre il 6: «Continua il digiuno di gol, fa sempre la sua parte di “legna”». Nel Cagliari molti 5, tra i quali spicca quello di Hatzidiakos come il più colpevole: «Si fa sovrastare da Thorsby nel gol dell’1-0».

Il Leicester torna in Premier, Maresca: «Vardy un simbolo, spero che resti! Festeggiato con una pizzata, per il futuro serve chiarezza»

Le parole di Enzo Maresca, tecnico del Leicester, dopo la promozione delle Foxes in Premier League dopo la retrocessione dell’anno scorso

Nello scorso week-end, con la vittoria contro il Preston il Leicester di Enzo Maresca è tornato in Premier League. Di seguito le parole del tecnico, ex centrocampista della Juve, riportate dal Guardian.

VARDY – «La mia sensazione è che resterà. Se fosse stata una mia decisione, resterebbe. Jamie Vardy è il Leicester, Jamie Vardy ha sempre segnato gol e anche quando avrà 45 anni segnerà gol. I gol sono nel suo sangue».

FESTA PROMOZIONE – «Ho guardato una partita delle giovanili e e poi ho invitato lo staff tecnico dopo la partita del Leeds per una pizzata. I giocatori sono arrivati ​​a casa mia alle 2 di notte quindi la festa è stata un po’ più lunga. Si sono goduti gli ultimi due giorni, ma ho detto loro che devono godersi questi momenti della loro carriera perché lavoriamo duro ogni giorno per questo».

FUTURO – «Sono l’uomo più felice del mondo in questo momento, ma poiché sono a capo di questo club come allenatore, ho bisogno che le cose funzionino bene. In questa stagione sono successe cose che non mi sono piaciute e ho bisogno di chiarezza».

Lazio, Provedel non è INCEDIBILE, ma Mandas e l’età spingono: Lotito fissa il prezzo

Lazio Provedel, i biancocelesti ragionano sul futuro: c’è un prezzo per la cessione del portiere ex Spezia

Come riferito dal Corriere dello Sport, la Lazio ha preso una decisione precisa sul futuro di Ivan Provedel, fresco di adeguamento dell’ingaggio e con un contratto in scadenza nel 2027.

Per Lotito e Fabiani, complice anche l’ottimo rendimento di Mandas, l’ex Spezia non è incedibile ma per concedere il via libera alla partenza servirà un’offerta intorno ai 30 milioni di euro. Forse troppi per un portiere di 30 anni.

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Sassuolo, con Ballardini non si balla: e ora? Ancora fiducia al tecnico o torna Dionisi?

Il Sassuolo in zona retrocessione: la cura Ballardini non ha funzionato e la dirigenza medita se confermargli la fiducia

Il Sassuolo sperava che affidare la squadra a Ballardini, un esperto di salvezze, fosse la mossa giusta, ma dopo due mesi la situazione non è migliorata. A quattro partite dalla fine del campionato la zona salvezza è lontana cinque punti e nelle ultime quattro giornate ha incassato 12 reti.

Come riportato da Tuttosport, nel prossimo turno i neroverdi affronteranno l’Inter, fresca di Scudetto: la sfida d’andata aveva visto la vittoria della squadra di Dionisi, con Berardi protagonista (unica sconfitta dei nerazzurri). Adesso però Dionisi in panchina non c’è più e Berardi ai box e la dirigenza medita: andare avanti confermando la fiducia a Ballardini o richiamare Dionisi in queste ultime giornate.

FANTACALCIO: MALUS AL CUORE – Il flop della giornata 34: Sam Beukema

Ardimentosamente, CN24 individua il giocatore più deludente del fantacalcio per ogni giornata di Serie A. Oggi tocca a lui: Sam Beukema.

«Fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore. Ci sarà un giorno in cui il coraggio dei rossoblù cederà, in cui abbandoneremo l’alta classifica e spezzeremo ogni legame di fratellanza con i tifosi, ma non è questo il giorno! Ci sarà l’ora delle altre grandi pretendenti, come la Roma, come l’Atalanta o la Lazio, quando l’era dei felsinei arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo… Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, vi invito a resistere! Uomini del centro Italia!».

Non sempre gli eroi vengono riconosciuti come tali.
Anzi, spesso i veri eroi, per realizzare fino in fondo il loro atto di eroismo, devono operare nel silenzio, senza che alcuno si accorga della loro presenza, e senza, di conseguenza, essere celebrati per ciò che essi hanno eroicamente compiuto.
Poi, ancora oltre, ci sono gli eroi che per portare in fondo la loro missione devono comportarsi addirittura come degli antieroi. Operare in maniera apparentemente incauta, errata o dannosa, affinché da quegli atti scaturiscano conseguenze inaspettate e trasformative. Atti che determinino reazioni positive, queste sì riconosciute come meritevoli e acclamate per il loro impatto proficuo. Ma sono reazioni che devono la loro origine ad azioni negative realizzate da chi ha saputo leggerne lo sviluppo contrario, dunque buono e vantaggioso.
Questi eroi, quasi sempre, non sentono di esserlo.

Nell’anno 2024 del calendario degli umani, durante la battaglia tra Bologna e Udinese, qualcosa tra i padroni di casa inizia a complicarsi.
La fazione favorita, la più motivata e la più forte delle due, quella che lotta per un traguardo storico per la città intera e per la sua gente, va in svantaggio al tramonto del primo tempo.
Improvvisamente, ombre funeste tolgono spazio alla luce magica di un sogno. La paura si insinua tra le pieghe di scenari di gloria solo immaginati. Il terrore avvolge le menti e i corpi dei giovani uomini dalla casacca blu e rossa.
Cosa fare ora? Come reagire?
Qualcuno lo sa.
Serve un colpo quasi letale, che risvegli lo spirito combattivo che risiede in quei candidi cuori.
Ecco allora il sacrificio eroico. L’atto estremo di valore.
Il rosso. Il colore del sangue. Questo può risvegliare il combattente. Può spronarlo, rianimarlo, rivitalizzarlo.
Sam Beukema fa quello che c’è bisogno di fare.
E il suo gesto scuote fortemente l’animo dei suoi fratelli, che resistono e si salvano da una disfatta ormai annunciata.

L’importanza di quello stesso gesto sfugge agli stranieri. Uomini che non sanno guardare oltre, che giudicano, che si fermano, che non combattono mai.
Ma è lui a conoscere la verità, e tanto gli basta.
Per i suoi compagni, per il suo gruppo, Beukema avrebbe fatto di tutto. Pur di portare i suoi amici nella terra della Champions, ha compiuto l’atto estremo di sacrificio.
E lo rifarebbe altre cento volte.
Per la sua compagnia.
La compagnia della Champions.
Onore a te, Samwise Beukema.

Marsiglia Atalanta, invasione nerazzurra in Francia per la semifinale d’Europa League

Invasione dei tifosi nerazzurri in vista di Marsiglia Atalanta d’Europa League: una grande unione per scrivere la storia

Marsiglia Atalanta è appuntamento con la storia per la Dea, e anche nei confronti dei tifosi nerazzurri che stanno vivendo una grandissima annata tra campionato ed Europa League. Il risultato? Una bella invasione in Francia.

Infatti in quel di Marsiglia saranno presenti ben 2779 tifosi orobici pronti ad inseguire un sogno chiamato finale a Dublino. Si prospetta sicuramente una grande atmosfera da entrambe le parti.

Roma, De Rossi studia le mosse contro il Bayer Leverkusen: pressione su Xhaka e sfruttare le corsie – la STRATEGIA

La Roma prepara la semifinale di Europa League contro il Bayer Leverkusen: la strategia di De Rossi per battere i tedeschi

Giovedì sera la Roma scende in campo in semifinale di Europa League con il non facile compito di fermare il Bayer Leverkusen. La squadra di Xabi Alonso arriva alla sfida fresca di vittoria del Meisterschale e soprattutto vicina a chiudere la stagione da imbattuta.

Per questo motivo Daniele De Rossi sta lavorando con attenzione alla strategia dei giallorossi. La Gazzetta dello Sport individua due aspetti chiave per poter superare i tedeschi: il primo è cercare di fermare Xhaka. Il centrocampista è il principale motore di gioco delle aspirine e andrà pressato, cercando il raddoppio ogni volta che è possibile, andando a prenderlo in ogni posizione del campo. Il secondo aspetto è quello di sfruttare gli spazi sugli esterni. Le ali del Leverkusen sono pericolosissime, ma possono concedere spazio alle loro spalle: verticalizzare subito e cercare il cross potrebbe essere una mossa chiave.

La CONFESSIONE Luciano Spalletti: «Lippi, De Laurentiis, De Rossi Baggio, Totti, Buffon, Gravina: vi racconto tutto. Il calcio NON É SEMPLICE. Ecco cosa farò dopo la Nazionale»

Le parole di Luciano Spalletti, ct della nazionale italiana: «Lippi e Sacchi i miei modelli, il calcio non è semplice e non ho dogmi»

Il Corriere dello Sport, attraverso il suo direttore Ivan Zazzaroni, propone oggi un’intervista esclusiva al Ct azzurro Luciano Spalletti. Ecco alcuni estratti tra i più significativi.

LA VITTORIA – «L’altro giorno mi hai detto che ti piacciono quelli che vincono. Ma così si perde l’essenza, sia la vittoria che la sconfitta sono lo stesso impostore. Perdere induce a riflettere, a ragionare sugli errori commessi per tentare di non ripeterli più. Vincere può distrarti dall’obiettivo, dalle cose che succedono durante il percorso. Le cose dell’anima, i sentimenti… Se il giorno dopo ti fermi alla vittoria non migliori, non cresci. Non è detto, poi, che, facendo le stesse cose, si possano ottenere identici risultati. Decisivo è il modo in cui riesci a relazionarti con i giocatori e i collaboratori, quanto sei in grado di renderli doppiamente forti e parte della stessa storia: uno più uno più uno al cubo insomma. Abbracci, sentimenti, solidarietà, capacità di coinvolgimento, tanto dipende da come si vivono i differenti momenti. Il calcio è semplice, ma non è semplice».

GIORNALISTI – «A volte il calcio assume i connotati di chi lo complica. Anche voi giornalisti avete delle responsabilità, talvolta per sufficienza».

LA COSTRUZIONE DAL BASSO – «Io non ho dogmi di niente. Voglio essere pratico nella profondità: non conosco un solo modo di vivere, sono per le aperture e la conoscenza di più realtà e modi di pensare e fare. Da sempre considero Marcello Lippi una fonte di ispirazione: lo seguivo con attenzione, guardavo come si comportava, l’ho voluto incontrare per farmi spiegare il mondo azzurro nel profondo. Ma allo stesso tempo guardo a Sacchi come a un modello».

DE LAURENTIIS – «Io ho due orecchie e una bocca. So ascoltare e al momento giusto parlare. De Laurentiis ha una grande comunicativa, un linguaggio scorrevole. E poi dipende sempre dal De Laurentiis che ti ritrovi di fronte, ne esistono almeno quattro o cinque. Con l’intelligenza artificiale potrebbero provare a inventarne altri».

DE ROSSI – «Credo di conoscerlo molto bene. Penso che il principale merito di Daniele, per quanto sta dando alla Roma, derivi dal fatto che fin dal primo giorno non si è voluto approfittare dell’immenso amore che i tifosi nutrono nei suoi confronti. Ha capito subito che quello poteva essere un vantaggio-boomerang e l’ha messo da parte per investire totalmente nel lavoro sul campo. Sa bene che le idee possono portare allo stadio in festa solo attraverso gli allenamenti settimanali. Non so se Daniele abbia qualcosa di me, ogni tanto però mi ricorda Mazzone, quando gli scoppia la vena ha atteggiamenti che appartenevano al grande Carletto».

QUATTRO 10 MONDIALI – «Mi piacerebbe portare a Coverciano, quando ci ritroveremo per la preparazione agli Europei, quattro 10 mondiali, Baggio, Del Piero, Totti e Antognoni. Ne ho già parlato con Gravina. Pensa se quel 40 assistesse a un nostro allenamento: spingerebbe i ragazzi a elevare la prestazione… Presto partirà l’invito ufficiale della Federazione. Se vuoi posso parlarti anche di un 10 tra i pali e non solo».

BUFFON – «Conoscevo Buffon come grande portiere, uomo di calcio e leader di spogliatoio, ma in questo periodo insieme ho capito che è anche un grande amico e che il dirigente sarà all’altezza del campione che è stato. Dimostra di possedere qualità e conoscenze anche in un ruolo completamente nuovo… E se le parole non arrivassero basterà guardarlo per comprendere dove vogliamo andare». 

GRAVINA TI AVEVA CONTATTO PRIMA DELLE DIMISSIONI DI MANCINI – «Chi racconta una fesseria del genere dimentica che fu Mancini a rassegnare le dimissioni e le diede all’improvviso. Incontrai il presidente per la prima volta nei giorni seguenti e posso dire di averlo visto in grande difficoltà».

DOPO LA NAZIONALE – «Vivo sempre come se all’ultimo istante potessi cambiare il mio destino».

Bologna, Champions e rinnovo Motta: Saputo vuole tutto!

Dopo l’aritmetica qualificazione del Bologna alle prossime coppe europee Saputo alza la posta in palio: Champione e rinnovo di Motta

Il Bologna giocherà in Europa la prossima stagione: a dirlo è la matematica, che conferma che i rossoblù torneranno a giocare le coppe europee che mancano dalla stagione 1999/2000. Non solo però, perchè l’obiettivo grosso della Champions League è altrettanto vicino e l’obiettivo fa gola alla squadra e al presidente Saputo.

La volontà della proprietà americana, che come riportato da la Gazzetta dello Sport, ormai è di casa sotto le due torri (Luca Saputo lavora nello scouting e l’altro figlio, Jesse, è nell’Under 17) è quella di aprire un ciclo e di avere Thiago Motta a guidarlo. Nonostante il tecnico sia in scadenza e abbia molte richiesta, Juve su tutti, con la qualificazione alla Champions (che porta in dote 35 milioni), Saputo cercherà di convincerlo a sposare la causa rossoblù con un nuovo contratto biennale.

Juve Rabiot, incontro con la madre-agente per il rinnovo: c’è l’OFFERTA, ma il francese prende tempo!

La Juve incontra la madre e agente di Adrien Rabiot per discutere il rinnovo: l’offerta bianconera e la posizione del cenrocampista

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, sabato a margine della partita contro il Milan, Cristiano Giuntoli ha incontrato la mamma-agente di Adrien Rabiot, Veronique. La Juve, però, non ha ancora presentato una vera e propria offerta per il rinnovo e la trattativa è ancora in stand by.

Per il club bianconero sarà difficile ripetere l’ultima operazione da circa 7,5 milioni di euro netti all’anno per più stagioni. E Rabiot stavolta non si accontenterà di un annuale. La palla passa ora al giocatore.

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Platini diventa un giocatore della Juventus – 30 aprile 1982 – VIDEO

Il 30 aprile 1982 la Juventus si aggiudica il talento del Saint-Etienne Michel Platini, che farà le fortune del club bianconero

Nel 1982, il regolamento della Serie A impone alle squadre di schierare in campo non più di un calciatore straniero. Regola che, a partire dalla stagione seguente, subirà una modifica che porterà le società a tesserarne fino a due. La Juventus, che vincerà lo Scudetto al termine di quella stagione, vanta nelle sue fila l’irlandese Liam Brady e si è già assicurata per l’anno successivo il talento di Zbigniew Boniek.

Benitez: «Napoli, ecco cosa serve in panchina. Inter, con Inzaghi può essere come City e Real»

Le parole di Rafa Benitez, ex tecnico di Napoli e Inter: «Inzaghi, la sua squadra può competere con City e Real»

Rafa Benitez in Italia ha seduto sulle panchine di Napoli e Inter, le due squadre che in questa stagione si sono passate lo scudetto: dal petto dei partenopei a quello dei nerazzurri. Lo spagnolo, in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, ha parlato dei suoi due ex club e del calcio italiano a 360°. Di seguito le sue parole.

STAGIONE NEGATIVA DEL NAPOLI – «A un certo punto servono spessore ed esperienza. Ecco, gli infortuni dei giocatori chiave diventano troppo condizionanti se la qualità media della rosa non è così elevata. Inoltre, sostituire Spalletti sarebbe stato complesso per chiunque, per risultati ed empatia».

NON E’ PARTITO IL CICLO – «Il punto è che se ogni risultato negativo è paragonato allo scorso anno, i calciatori perdono fiducia e si innesca un circolo vizioso. Nel pari con la Roma si è visto un buon spirito di gruppo e tanta sfortuna».

FUTURO ALLENATORE – «Ne occorre uno molto bravo, non necessariamente giovane. Resto sempre dell’idea che ogni tecnico debba essere in grado di pensare il proprio sistema in base alla squadra. Si parte da un’idea e si modella sui giocatori. Non è una questione di 4-3-3 o 3-5-2: i tifosi vogliono vedere intensità, competitività, attaccamento. Sapersi adattare all’avversario va bene, saper imporre il proprio calcio è molto meglio».

LOPETEGUI – «Non conosco così a fondo le dinamiche del club e i criteri che stanno guidando la scelta, ma posso garantire per Julen: è un ottimo allenatore. Non sarà facile ereditare la panchina di Pioli perché ha portato un titolo. Subentrare a chi ha vinto è ancor più impegnativo».

POCHI TECNICI SPAGNOLI IN SERIE A – «La Serie A è molto equilibrata ed è più tattica della Liga. Quindi per avere successo in Italia bisogna sentirsi molto preparati sotto questo aspetto, a cui poi bisogna aggiungere l’adattamento a tempi, cultura e lingua e il fatto che la preparazione generale degli allenatori italiani sia di rilievo».

INTER – «Credo che abbia messo d’accordo tutti: è la più forte in Serie A. Ha assolutamente meritato lo scudetto ed è sempre una grande impresa, anche se sei la squadra migliore. Anzi, in quel caso ancor di più perché devi riuscirci. Faccio i complimenti ai nerazzurri».

COSA LE SERVE PER RAGGIUNGERE CITY E REAL – «C’è ancora margine ma non così tanto. L’Inter può affrontare qualsiasi avversario. Oggi City e Real hanno accumulato una certa esperienza ed è questo, a mio avviso, che fa la differenza quando si compete a livelli così alti. Ma la squadra di Inzaghi può raggiungerli».

ATALANTA E ROMA – «I bergamaschi mi hanno impressionato contro il Liverpool, mi piace come Gasperini li allena e hanno concrete possibilità di vincere il torneo. D’altro canto anche De Rossi sta facendo un lavoro grandioso, la sua Roma gioca bene, sarà interessante il
duello col Bayer Leverkusen che è ancora imbattuto. Potremmo vederle in finale
».

GAP CON LE BIG EUROPEE – «Esclusa l’Inter, per le altre formazioni servirà più tempo per accorciare le distanze nei confronti dell’élite continentale. Personalmente, ritengo che il
calcio italiano si sta dirigendo verso una nuova epoca d’oro, il potenziale è in crescita
».

EUROPEI – «Spalletti punta al successo. Con un c.t. che sappia trasmettere questo dna e una rosa di spessore, la inserisco tra le favorite della competizione insieme a Inghilterra, Germania, Portogallo e Spagna».

PROGETTI FUTURI – «La parola “progetto” è sempre più rara nel calcio di oggi, ma in
questi periodi di transizione l’unica cosa che si può fare è attendere la chiamata giusta e intanto aggiornarsi, analizzare le squadre, studiare. Ho osservato il Bologna, il Bayer Leverkusen e la Real Sociedad, stili interessanti e differenti
».

Bayern Monaco Real Madrid: dove vederla, orari e probabili formazioni

All’Allianz Arena andrà in scena la semifinale d’andata Champions League tra Bayern Monaco Real Madrid: le ultimissime e dove vedere il match

All’Allianz Arena andrà in scena la semifinale d’andata di Champions League tra Bayern Monaco e Real Madrid. Entrambe le squadre hanno ottenuto l’accesso alla semifinale con eliminando le due inglesi rimanenti in coppa: i tedeschi con l’Arsenal, mentre gli spagnoli eliminando il Manchester City. Andiamo a scoprire le ultime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida. 

Le probabili formazioni

BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, De Ligt, Dier, Mazraoui; Goretzka, Laimer; Sané, Musiala, Raphael Guerreiro; Kane. All. Tuchel.

REAL MADRID (4-3-1-2): Lunin; Carvajal, Tchouameni, Rudiger, Mendy; Valverde, Camavinga, Kroos; Bellingham; Vinicius Junior, Rodrygo. All. Ancelotti.

Orario e dove vederla

Bayern Monaco Real Madrid gara delle ore 21.00 di martedì 29 aprile. Verrà trasmessa su Sky Sport Uno, Sky Sport 4K, Sky Sport (251) e in chiaro su Canale 5. Per vedere la partita in streaming, per gli abbonati Sky c’è a disposizione la piattaforma Sky Go. La partita sarà visibile anche su Now TV e su Mediaset Infinity e sul sito di Sportmediaset.

Dumfries, cani, topi, gamberetti e tori: quando l’esultanza è un autogol

Inter, l’esultanza di Dumfries, con lo striscione in cui tiene al guinzaglio Theo Hernandez, è finita nel mirino della Lega: i precedenti

Durante la festa dell’Inter per il tricolore non è sicuramente passata inosservata l’esultanza di Denzel Dumfries, che ha mostrato uno striscione (preso dal gioco GTA e passatogli da un tifoso), in cui porta al guinzaglio Theo Hernandez. Un immagine che non è piaciuta alla Lega che, nonostante le scuse immediate dell’olandese, ha aperto un fascicolo nei suoi confronti.

Non si tratta ovviamente di un caso unico: la Gazzetta dello Sport odierna ha raccolto alcuni precedenti in cui le esultanze più “calde” sono diventate un autogol per i loro autori. Il cane infatti è l’ultimo ingresso in quel bestiario di esultanze: recentemente c’era stato il topo – in campo biancoceleste – sventolato da Mancini dopo la vittoria della Roma al Derby. Sempre nel derby capitolino, quando in occasione della vittoria della Conference League Zaniolo si era unito ai cori contro Zaccagni e sulla paternità del bambino avuto con la Nasti, quest’ultima aveva chiuso il discorso parlando di “un gamberetto“. Infine difficile da dimenticare il toro di Maresca, esultanza beffa durante un derby della mole.

Panchina Milan, la piazza respinge Lopetegui: i dirigenti pensano ad un’ALTERNATIVA

Panchina Milan, cambiano in corsa i piani della dirigenza rossonera dopo la netta protesta della tifoserie a su Lopetegui

La piazza spaventa la dirigenza del Milan e cambiano i piani per la panchina rossonera. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il no secco della tifoseria nei confronti di Lopetegui – favorito di Cardinale – ha costretto i dirigenti a riaprire i casting per trovare il sostituto di Stefano Pioli.

I nomi principali ora sembrano essere due: Paulo Fonseca e Roberto De Zerbi. Entrambi conoscono la Serie A e sono apprezzati per il loro saper lavorare con i giovani: il portoghese alla Roma aveva infatti lanciato giocatori come Bove, Zalewski e Calafiori in prima squadra. Per quanto riguarda il tecnico italiano, a suo favore c’è anche l’esperienza nei settori giovanili rossoneri e il fascino della sua proposta di gioco.

Le prime pagine sportive nazionali – 30 aprile

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, La Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport

La Gazzetta dello Sport, il Corriere dello Sport e Tuttosport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati di calcio (e non soltanto). Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente.

Barcellona, Lewandowski stende il Valencia: tripletta da URLO

Il Barcellona vince contro Valencia in Liga grazie ad una straordinaria triplette di Robert Lewandowski. I dettagli

Il Barcellona supera per 4-2 il Valencia nel posticipo del 33° turno de LaLiga. Partita a dir poco rocambolesca a Montjuic, dove i blaugrana si erano portati in vantaggio con Fermin Lopez al 22′, prima della rimonta firmata da Hugo Duro al 27′ e Pepelu su rigore al 38′.

Ci ha pensato poi Lewandowski con una tripletta a ribaltare il match tra il 49′, l’82’ e il 93′, riportando i catalani al secondo posto con due punti di vantaggio sul Girona.

Genoa, Gilardino: «Miglior partita dell’anno, siamo STRAORDINARI»

Le parole di Alberto Gilardino, allenatore del Genoa, dopo la sfida di Serie A contro il Cagliari. I dettagli

Alberto Gilardino ha parlato a Dazn nel post partita di Genoa-Cagliari, terminata…

GENOA – «Oggi la miglior squadra della stagione, stasera abbiamo giocato come avevo chiesto ai ragazzi. Questo gruppo lavora forte e ha la mentalità da squadra vera. Oggi Thorsby ha fatto una gara incredibile».

STAGIONE – «Per come è iniziata quest’anno era difficile pensare ad un’annata come questa, eravamo in costruzione e dovevamo mettere a posto alcune cose. Passo dopo passo, gara dopo gara, abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Merito dei ragazzi, avevo chiesto loro di continuare a lavorare ed è arrivata oggi la risposta».

GILARDINO – «Fino ad un anno e mezzo fa ero in Primavera, ora ho fatto passi da gigante, merito di chi lavora con me, merito della squadra, è stato un percorso positivo. Ranieri? Lo ringrazio, grande competenza ed esperienza, fanno piacere i suoi complimenti».

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Alberto Zangrillo, presidente del Genoa, ha parlato a Dazn nel post partita della gara contro il Cagliari.

SALVEZZA – «L’importante è non fare troppi voli, essere aderenti alla realtà. Sono molto felice, questa serata di grande coesione è stata estremamente importante e significativa. Adesso posso allargarmi e dire che sono tranquillo da due mesi, come non capitava da anni. Sono molto orgoglioso, ora dovremo programmare per gli anni a venire».

GILARDINO – «Il merito di questa bella stagione è totalmente attribuibile a lui e alla squadra, oggi in tribuna c’era Spors che è un grande talento che ha saputo costruire una straordinaria squadra. Io voglio bene a Gilardino, quando c’è stato da tutelarlo l’ho fatto in prima persona, sono dalla sua parte ma è una materia delicata. Bisogna sentire la sua volontà, la squadra stasera ha giocato con e per lui, ha saputo creare un grande gruppo. Sarebbe doloroso perderlo, credo ci siano tutte le condizioni per programmare con lui».

Cagliari, Ranieri: «Peccato, ma per la SALVEZZA dobbiamo…»

Le parole di Claudio Ranieri, allenatore del Cagliari, dopo la sfida dei rossoblù contro il Genoa. I dettagli

Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni di DAZN dopo Genoa-Cagliari, terminata 3-0.

GARA – «Il Genoa ha meritato, ha giocato bene. Peccato, volevamo fare almeno un punto ma quando sono più bravi bisogna fare i complimenti».

CAGLIARI – «La nostra forza era l’aggressività e oggi non ci siamo riusciti, loro hanno fatto una grande gara. Thorsby mossa di Gilardino».

MINA – «Mancava lui come Dossena, mancavano parecchi che fanno giocare bene la squadra. Abbiamo fatto quanto abbiamo potuto, non molto onestamente. Complimenti a Gilardino che ha fatto giocare bene i suoi».

SALVEZZA – «Il campionato è bellissimo, difficile dire quanti punti servano direi 36/37 ma non sono sicuro. Dobbiamo stare svegli, abbiamo uno scontro diretto alla prossima con il Lecce e dobbiamo fare quanti più punti possibili».

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Pagelle Genoa-Cagliari, i voti ai protagonisti del match

I voti, i TOP e i FLOP ai protagonisti del match valido per la 33esima giornata di Serie A 2023/24: pagelle Genoa-Cagliari

Le pagelle dei protagonisti del match tra Genoa e Cagliari, valido per la 33esima giornata del campionato di Serie A 2023/2024.

TOP: Frendrup

FLOP: Obert

VOTI:

GENOA (3-5-2): Martinez 6; Vogliacco 6, De Winter 6, Vasquez 6.5 (28’st Cittadini 6); Sabelli 6.5 (19’st Spence 6), Frendrup 7.5, Badelj 6.5 (28’st Bohinen 6), Thorsby 7, Martin 6 (19’st Haps 6); Retegui 6, Gudmundsson 7 (33’st Vitinha 6). Allenatore: Gilardino 7.

CAGLIARI (3-4-1-2): Scuffet 5.5; Hatzidiakos 5.5 (1’st Zappa 6), Wieteska 5, Obert 5; Di Pardo 5.5 (1’st Nandez 6), Deiola 5, Prati 5.5, Augello 6 (40’st Kingstone sv.); Gaetano 5.5; Oristanio 6 (1’st Lapadula 6), Shomurodov 5.5 (28’st Azzi 6). Allenatore: Ranieri 5.5.

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Moviola Genoa-Cagliari, l’episodio chiave del match

L’episodio arbitrale chiave del match valido per la 33a giornata di Serie A 2023/24: moviola Genoa-Cagliari

L’episodio chiave della moviola del match tra Genoa–Cagliari, valido per la 33ª giornata della Serie A 2023/24. Dirige la sfida l’arbitro Dionisi.


L’EPISODIO CHIAVE DEL MATCH

Nessun episodio da segnalare, con l’arbitro che ha condotto in maniera corretta la gara.

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Nuovo San Siro, l’assessore di Milano: «Perso troppo tempo, spero che…»

Le parole di Gianluca Comazzi, assessore al Territorio della Regione Lombardia, sul possibile nuovo stadio di Milan ed Inter

Gianluca Comazzi, assessore al Territorio della Regione Lombardia, ha parlato a Il Giorno del possibile nuovo stadio di Milan ed Inter.

RISTRUTTURAZIONE – «lI futuro dello stadio di San Siro? Il Comune ha perso molto tempo e non ha saputo cogliere l’opportunità offerta da Milan e Inter per riqualificare l’intera area. La possibilità di ristrutturare l’attuale stadio c’è, ma mi pare che manchi la volontà di Milan e Inter di farlo. Ripeto: è stato perso troppo tempo, la Giunta Sala si è fatta condizionare dalle divisioni nel centrosinistra sul progetto dei club per un nuovo impianto a San Siro. Quello portato avanti ora dal sindaco sul restyling dello stadio sembra un tentativo più mediatico che concreto».

SAN DONATO – «Entro giugno la Giunta regionale approverà l’accordo di programma. Io spero che Milan e Inter, se dovessero lasciare San Siro, trovino un accordo per realizzare un unico nuovo stadio. C’è il rischio che San Siro diventi un museo inutilizzato a cielo aperto. Ho sentito della prospettiva di utilizzare la struttura solo per i concerti, ma mi pare difficilmente perseguibile. Di concerti a San Siro se ne possono fare una ventina all’anno, non molti di più, perché è uno stadio senza copertura e riempirlo non è facile per gli artisti».

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Barcellona-Valencia, follia di Ter Stegen: la papera è clamorosa – VIDEO

Il clamoroso errore di Marc André Ter Stegen, portiere del Barcellona, nella sfida contro il Valencia. I dettagli

Ha dell’incredibile quanto combinato da Marc Andre Ter Stegen, il portiere tedesco del Barcellona, che nella partita contro il Valencia regala agli ospiti il gol dell’1-1 in un modo davvero surreale.

Follia dell’estremo difensore che esce fuori dalla propria area di rigore per andare ad anticipare un avversario, decide di farlo con una finezza di piede, un tocco sotto per eludere il rivale, ma colpisce male la sfera che dunque sfugge al suo controllo e consente a Duro di segnare a porta vuota.

Rinnovo Maignan, le richieste restano da TOP: spunta la valutazione del Milan

Le ultime sul futuro di Mike Maignan, portiere del Milan, sul suo futuro in rossonero. Tutti i dettagli in merito

Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, Mike Maignan non avrebbe alcuna intenzione di abbassare le sue richieste per il rinnovo di contratto con il Milan nonostante le ultime deludenti prestazioni.

I rossoneri non sarebbero disposti ad accettare la sua richiesta e ora riflettono anche su una possibile cessione nella prossima sessione di calciomercato estiva.

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Genoa, Sabelli: «L’assist era un tabù, nel secondo tempo…»

Le parole di Stefano Sabelli, difensore del Genoa, sul primo tempo della squadra rossoblù contro il Cagliari. I dettagli

Stefano Sabelli, difensore del Genoa, ha parlato a Dazn al termine del primo tempo contro il Cagliari. Il difensore è stato decisivo nel servire l’assist a Thorsby per il gol del momentaneo 1-0.

LE PAROLE – «Era diventato quasi un tabù. L”importante è aver raddoppiato dopo averla sbloccata e adesso ci aspettano altri 45 minuti di fuoco».

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