Pagina 300 – Calcio News 24

Henry stregato dal Bodo Glimt: «Parliamo di soldi, parliamo di nomi, ma niente vale quanto una squadra. Se hai un collettivo vero, allora crei problemi a chiunque!»

Henry, ex attaccante francese, ha parlato a CBS della vittoria del Bodo Glimt che ha portato all’eliminazione dell’Inter dalla Champions

L’impresa del Bodø/Glimt contro l’Inter non è solo un risultato sportivo, è una dichiarazione d’intenti che sta facendo il giro del mondo. Dopo il 2-1 di San Siro (5-2 complessivo), la formazione norvegese ha strappato un pass storico per gli ottavi di finale, attirando le lodi di uno dei più grandi di sempre: Thierry Henry.

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La lezione di “Titi” Henry

Intervenendo su CBS Sports Golazo, l’ex fuoriclasse francese, oggi quarantottenne e stimato consulente, ha voluto sottolineare come l’organizzazione tattica e lo spirito di sacrificio dei norvegesi abbiano annichilito i milioni e il blasone nerazzurro. «Parliamo di soldi, parliamo di nomi, ma niente vale quanto una squadra. Se hai un collettivo vero, allora crei problemi a chiunque. Se non hai una squadra, non mi importa di quanti soldi hai. È esattamente quello che fanno loro: attaccano e difendono insieme, sono una vera squadra».

Il calcio oltre le individualità

Il messaggio di Henry è stato un richiamo ai valori primordiali di questo sport, troppo spesso offuscati dalle logiche del mercato:
Identità: il Bodø/Glimt gioca con la stessa filosofia a prescindere dall’avversario.
Sincronia: la capacità di muoversi come un unico blocco in entrambe le fasi.
Esempio: una lezione per chi pensa che basti accumulare campioni per vincere.

«Dovremmo ricordarci tutti che questo è uno sport di squadra», ha concluso Henry. «È una lezione per chiunque guardi il calcio: ecco cos’è una squadra». Mentre l’Inter riflette sui propri errori, il club situato a nord del circolo polare artico si gode il meritato posto tra le grandi d’Europa.

Barcellona, passi avanti per il riscatto di Rashford ma…Il Manchester United continua a fare muro su questo aspetto! Ultimissime

Barcellona, si avanza per il riscatto di Rashford ma…Il Manchester United fa muro su questo aspetto! Ultimissime

Il calciomercato internazionale si accende con una trattativa che potrebbe delineare in modo significativo gli equilibri offensivi europei in vista della prossima stagione estiva. Al centro dei riflettori c’è il futuro di Marcus Rashford. Il suo passaggio a titolo definitivo al Barcellona starebbe prendendo forma, ma resta da superare un rigido ostacolo economico imposto dal club proprietario del cartellino.

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L’accordo con il giocatore e la volontà di Flick

Stando a quanto riportato nelle scorse ore da Fabrizio Romano la dirigenza blaugrana ha compiuto sostanziali passi in avanti nei dialoghi con l’entourage del giocatore. L’intesa sui termini personali del contratto per un trasferimento permanente in estate sembra ormai a un passo.

Il Barcellona ha espresso la chiara volontà di trattenere l’attaccante britannico in Catalogna. Il tecnico lo considera infatti una pedina fondamentale per arricchire di imprevedibilità ed esperienza il proprio tridente offensivo.

Niente sconti: la ferma posizione del Manchester United

Nonostante il grande ottimismo sul fronte del giocatore, la vera sfida per il club spagnolo si gioca sul tavolo delle trattative tra le due società. Il Manchester United ha infatti eretto un muro invalicabile riguardo alle cifre dell’operazione.

La dirigenza dei Red Devils è stata categorica: non verrà concesso alcun tipo di sconto o agevolazione sulla clausola relativa all’opzione di acquisto. Per far sì che Rashford diventi a tutti gli effetti un giocatore del Barcellona, servirà versare l’intera cifra pattuita, fissata a 30 milioni di euro.

Nelle prossime settimane bisognerà capire se i blaugrana riusciranno a reperire la liquidità necessaria per soddisfare le rigide pretese inglesi e chiudere definitivamente l’affare.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 27ª giornata. Ecco la scelta per Roma Juve

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 27ª giornata. Chi è stato scelto per Roma Juve

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 27ª giornata di Serie A.

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PARMA – CAGLIARI    Venerdì 27/02 h. 20.45

MASSIMI

PRETI – BARONE

IV:      COLLU

VAR:     GIUA

AVAR:      MAZZOLENI

COMO – LECCE     Sabato 28/02 h. 15.00

FOURNEAU

VECCHI – MASTRODONATO

IV:      MARCENARO

VAR:      MARINI

AVAR:      MANGANIELLO

H. VERONA – NAPOLI    Sabato 28/02 h. 18.00

COLOMBO

DEI GIUDICI – ROSSI M.

IV:       BONACINA

VAR:      GARIGLIO

AVAR:       DI BELLO

INTER – GENOA    Sabato 28/02 h. 20.45

FABBRI

ZINGARELLI – BERCIGLI

IV:      PERRI

VAR:     MAGGIONI

AVAR:     GUIDA

CREMONESE – MILAN     h. 12.30

MASSA

MELI – ALASSIO

IV:       AYROLDI

VAR:      GUIDA

AVAR:    MAGGIONI

SASSUOLO – ATALANTA     h. 15.00

MARCHETTI

CIPRESSA – POLITI

IV:     MUCERA

VAR:     NASCA

AVAR:     DOVERI

TORINO – LAZIO     h. 18.00

ABISSO

IMPERIALE – CAVALLINA

IV:     TREMOLADA

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:     PATERNA

ROMA – JUVENTUS     h. 20.45

SOZZA

COSTANZO – LO CICERO

IV:     SACCHI J.L.

VAR:     DI BELLO

AVAR:       DI PAOLO

PISA – BOLOGNA    Lunedì 02/03 h. 18.30

FELICIANI

BACCINI – BELSANTI

IV:       MARINELLI

VAR:     DI PAOLO

AVAR:     DI VUOLO

UDINESE – FIORENTINA    Lunedì 02/03 h. 20.45

PAIRETTO

PASSERI – MONDIN

IV:     RAPUANO

VAR:    PATERNA

AVAR:      DOVERI

La Penna ‘retrocesso’ in Serie B: ecco per quale partita è stato designato dopo gli errori di Inter Juve! La nota ufficiale

La Penna è stato ‘retrocesso’ in Serie B dopo gli errori di Inter Juve: ecco per quale partita è stato designato il direttore di gara

Le scorie e le roventi polemiche scaturite dall’ultimo, accesissimo Derby d’Italia continuano a farsi sentire, portando a conseguenze tangibili sulle decisioni dell’Associazione Italiana Arbitri. L’arbitro Federico La Penna è pronto a tornare a fischiare in campo, ma non calcherà i palcoscenici del massimo campionato. Dopo aver scontato un turno di stop, il direttore di gara ripartirà infatti dalla Serie B.

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L’errore fatale: il caso Kalulu-Bastoni

Alla base di questa “retrocessione” temporanea c’è la discussa e controversa direzione di gara nel big match tra Inter e Juventus. Durante la delicatissima sfida, La Penna si è reso protagonista di un abbaglio che ha pesantemente condizionato l’andamento del match: l’espulsione comminata a Pierre Kalulu.

Il cartellino rosso è scaturito da un’evidente simulazione di Alessandro Bastoni. Un errore di valutazione grave sul rettangolo verde, che ha scatenato le ire della dirigenza juventina e che è costato a La Penna una momentanea sospensione dalle prestigiose designazioni di Serie A.

Il ritorno in campo: le designazioni per Sudtirol-Venezia

Scontata la pausa forzata ai box, i vertici arbitrali guidati dal designatore Gianluca Rocchi hanno deciso di far riprendere confidenza al fischietto romano affidandogli un match del campionato cadetto. La Penna scenderà in campo allo Stadio Druso per dirigere l’incontro tra Sudtirol e Venezia, in programma sabato alle ore 15:00. Un banco di prova fondamentale per ritrovare serenità, autorevolezza e la giusta concentrazione dopo la recente ondata di pressione mediatica.

Di seguito, la squadra arbitrale completa designata per la sfida di Serie B:

  • Arbitro centrale: Federico La Penna
  • Assistenti di linea: Laudato e Regattieri
  • Quarto Ufficiale (IV uomo): Di Marco
  • VAR: Santoro
  • AVAR: Giua

Ma quale Carnesecchi: il sostituto di Di Gregorio è già della Juventus

Nel giorno della sfida di ritorno di ritorno dei playoff della Champions League, tiene sempre banco il futuro della porta bianconera

Mancano ormai poche ore al fischio d’inizio di Juventus-Galatasaray, sfida da dentro o fuori per la squadra di Luciano Spalletti in Champions League. Servirà un’impresa dopo il pesantissimo 5-2 patito all’andata a Istanbul, ma, come detto dallo stesso allenatore in conferenza stampa, i suoi ragazzi di proveranno fino alla fine. In campo andrà, con ogni probabilità, la migliore formazione possibile, anche se qualche dubbio resta, soprattutto tra i pali.

Le ultime prestazioni di Michele Di Gregorio sono state decisamente insufficienti a partire dal gol del momentaneo 1-0 contro l’Inter, con un goffo tentativo di respingere con i piedi un tiro di Luis Henrique deviato da Andrea Cambiaso. Poi, le cinque reti subite in coppa, alcune delle quali evitabili. Infine, la papera contro il Como di Cesc Fabregas dello scorso turno del campionato di Serie A su una conclusione decisamente parabile dell’ex Torino Vojvoda. Dunque, si vocifera che questa sera possa partire dal primo minuto il secondo portiere, Mattia Perin. Ma si ragiona anche sul futuro.

I possibili sostituti di Di Gregorio: uno è già a Torino

Tanti i nomi che circolano, in primis quello di Marco Carnesecchi, protagonista con la maglia dell’Atalanta. I nerazzurri, però, sono da sempre una bottega cara e valutano il proprio estremo difensore non meno di 40 milioni di euro. In seconda battuta ecco Guglielmo Vicario che potrebbe lasciare il Tottenham. Sulle sue tracce c’è anche l’Inter che dovrà sostituire Yann Sommer. È di ieri, invece, l’indiscrezione che vorrebbe la Juve interessata ad Alisson del Liverpool, portiere che Spalletti conosce bene per averlo avuto alla Roma.

Ma c’è anche una quarta ipotesi che porta direttamente al settore giovanile. Giovanni Daffara, 21 anni, si sta disimpegnando ottimamente ad Avellino, in Serie B, e la dirigenza segue con attenzione la sua evoluzione. Cresciuto nel vivaio, si è trasferito in prestito con diritto di riscatto e controriscatto a favore del club piemontese l’estate scorsa. Da molti considerato il ‘nuovo Buffon‘, Daffara potrebbe davvero essere l’opzione giusta per dare fiducia ad un ragazzo che da sempre ha militato nella Juve e appare pronto anche per grandi palcoscenici. Tutto, dunque, è in ballo, ma adesso testa al campo e al Galatasaray. Del resto, se ne parlerà tra qualche settimana.

Gardi confessa: «C’è stato il rischio che Osimhen sfumasse. Volevo portare Yildiz al Galatasaray e incontrai la Juve. Ecco cos’è successo con Lookman»

Gardi ha rilasciato un’intervista nel giorno di Juve Galatasaray, parlando così di Osimhen, Lookman e Yildiz. Le sue parole

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Juve Galatasaray. Se il Galatasaray è diventato una corazzata capace di attrarre stelle mondiali, il merito è in gran parte di un fiorentino di 44 anni: George Gardi. l’uomo che ha tessuto le trame per portare a Istanbul campioni del calibro di Icardi, Osimhen, Torreira e Leroy SanéTuttosport lo ha intervistato a Torino, dove assisterà alla sfida con la Juventus per accedere agli ottavi di finale di Champions League.

KENAN YILDIZ «Il turco all’epoca era un teenager, un quasi maggiorenne che giocava nella Primavera della Juventus incominciando a fare capolino nella Next Gen. Formidabile talento, però non ancora del tutto sbocciato. Andai a Torino a incontrare la Juventus per intavolare la trattativa a fine gennaio 2023. Ci furono divergenze sulle cifre: il club bianconero chiedeva 7 milioni, ma l’agente non dette apertura. Riprovai anche nell’estate 2023, a quel punto però l’opinione del giocatore all’interno della società era cresciuta, così com’erano cresciute esponenzialmente le richieste della Juve».

L’AFFARE LOOKMAN «Quando si trattano giocatori, soprattutto di alto livello, ci sta che qualche affare alla fine non vada in porto. Per un’infinità di variabili e di circostanze. Ci ho provato con Lookman dopo che era sfumato l’accordo con l’Inter l’estate scorsa, volevo provare a emulare l’operazione Osimhen: prestito con diritto di riscatto. Ma loro non volevano cederlo. Idem a gennaio, questa volta perché le richieste del club bergamasco erano troppo onerose. Qual è il mio segreto? Un po’ di follia. Ma lucida follia».

IL GIALLO OSIMHEN «Il rischio che sfumasse c’era eccome. Specialmente il primo anno quando arrivò in prestito. Il tempo passava inesorabilmente. È stato un “puzzle” complicatissimo: problemi, firme che non arrivavano, lista Uefa che chiudeva il giorno successivo… Ricordo le ore passate all’aeroporto di Napoli a trattare al telefono mentre c’erano già migliaia di tifosi turchi a quello di Istanbul ad aspettare e io pensavo: “Se ora qualcosa va storto”… ».

JUVE-GALATASARAY «È un match complicatissimo, il passaggio del turno è uno snodo importante per tutti i club sia in termini sportivi che economici. Talmente importante che tre gol di vantaggio rappresentano un margine, ma non mettono al riparo dall’essere considerata una partita chiusa. Il mister saprà quali tasti toccare perché non ci sia una sottovalutazione. Spero che il Galatasaray possa riuscire a segnare per rendere la gara più gestibile. Nessuno scorda la pesante e cocente sconfitta di Francoforte: suona ancor oggi come un monito nello spogliatoio. Guai a ripetere quegli errori».

L’INTERVISTA COMPLETA A GARDI

Cessione Lazio: comunicato ufficiale del club biancoceleste! La verità sulla presunta vendita di Claudio Lotito

Cessione Lazio: comunicato ufficiale dei biancocelesti! La verità sulla possibile vendita di Claudio Lotito del club

Nelle ultime ore, la Lazio ha diffuso un perentorio comunicato ufficiale per mettere a tacere le insistenti voci relative a una presunta cessione del club. I vertici dirigenziali hanno voluto chiarire in modo inequivocabile la solidità e la continuità dell’attuale assetto societario.

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La nota ufficiale: nessuna trattativa in corso

Di fronte al proliferare di notizie su presunti acquirenti, la società capitolina ha ribadito la totale infondatezza di tali scenari: «La Società Sportiva Lazio non è in vendita». Il comunicato specifica in maniera netta che non è stata recapitata alcuna offerta formale o informale, né esistono negoziazioni o manifestazioni d’interesse in corso con soggetti italiani o esteri. Si tratta della seconda smentita diramata nel giro di pochi giorni, resasi necessaria per arginare una speculazione mediatica sempre più pressante.

Il progetto Flaminio e il boom in Borsa

Ad alimentare il fermento attorno all’ambiente biancoceleste, oltre al mercato, è stata la recente presentazione dell’ambizioso progetto per la riqualificazione dello Stadio Flaminio.

Questa iniziativa ha generato un impatto dirompente sui mercati finanziari. Come evidenziato dagli analisti di Calcio e Finanza, il titolo della Lazio in Borsa ha registrato un clamoroso balzo del 39% nel solo mese di febbraio, toccando i massimi da giugno 2020. Fisiologico, dunque, il lieve ritracciamento odierno del 3,75% (con assestamento a quota 1,41 euro per azione), legato a normali dinamiche di prese di profitto da parte degli investitori.

Tolleranza zero sull’aggiotaggio: pronte azioni legali

La dirigenza laziale ha infine lanciato un severo monito contro la manipolazione del mercato. Il club ha ricordato che la diffusione di informazioni false su una società quotata in Borsa può configurare il grave reato di aggiotaggio informativo. Per tutelare i propri azionisti e i propri interessi, la Lazio si riserva il diritto di segnalare alle autorità competenti qualsiasi condotta illecita, richiamando tutti gli organi di stampa a un rigoroso rispetto della correttezza professionale e alla puntuale verifica delle fonti.

Manchester United, le tre mosse che hanno svoltato la stagione. Così Carrick ha riportato i Red Devils ai vertici e ha cancellato il drammatico passato

Manchester United, le mosse che hanno cambiato la stagione dei Red Devils. Così Carrick ha riportato la squadra ai vertici

«Era finalmente l’ora». Inizia così l’articolo che su La Gazzetta dello Sport Stefano Agresti dedica a uno dei club più importanti al mondo. Dopo quella che è sembrata un’attesa infinita, la sensazione è che il Manchester United stia finalmente tornando a recitare il ruolo che gli compete per storia, fatturato, fama e investimenti. Almeno in Premier League.

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Un miliardo di delusioni

I numeri degli ultimi dieci anni raccontano una gestione ai limiti del paradossale. I Red Devils sono stati il club che ha speso di più al mondo per rafforzare l’organico: il disavanzo tra entrate e uscite ha superato la cifra mostruosa di un miliardo e cento milioni di euro. Un’enormità, se si considera la scarsa qualità dei risultati prodotti.

Dalla stagione 2016-17 — quella delle tre coppe con Mourinho, che pure si concluse con un sesto posto — il club ha raccolto solo briciole e collezionato delusioni cocenti, “bruciando” un numero imprecisato di talenti e carriere.

La svolta di Carrick

Tutto sembra essere cambiato a metà gennaio 2026, quando la squadra è stata affidata a Michael Carrick. Da quel momento, il mondo United ha imboccato la strada giusta:
Rendimento: 4 vittorie nelle ultime 5 partite di Premier League.
Big Match: Successi pesantissimi nel derby e contro l’Arsenal.
Classifica: Un quarto posto che oggi profuma di rinascita.

Dalla polvere alla zona Champions

In una società con questo blasone, l’attuale posizione in classifica dovrebbe rappresentare la normalità; anzi, lo United dovrebbe essere ancora più in alto. Ma se guardiamo a ciò che è successo a Old Trafford nelle ultime stagioni — culminate nel drammatico 15° posto dello scorso anno — c’è di che rimanere esterrefatti. Il ritorno dei Diavoli Rossi nelle zone nobili della classifica non è solo una notizia per i tifosi, ma un riequilibrio necessario per l’intero sistema calcio inglese.

Kalulu torna sull’espulsione di Inter Juve: «In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta. Meglio lasciarmi tutto alle spalle»

Kalulu, intervistato da L’Equipe, è tornato a parlare dell’espulsione di Inter Juve: queste le parole del difensore francese

Pierre Kalulu è stato intervistato da L’Equipe. Ecco cosa ha detto sull’espulsione rimediata in Inter Juve.

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PRESSIONE «È una stagione ricca, come è normale nei grandi club, ci sono grandi speranze e ci viene chiesto di essere sempre all’altezza. Ma è una cosa che sogniamo fin da quando siamo ragazzini. Poi in questo mestiere ci sono obiettivi e si vedrà a fine stagione» 

CRITICHE «Sono stato anch’io tifoso e so come funzionano le critiche. Sul momento c’è la frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire. Anche se ti criticano come persona, non va preso come qualcosa di personale. Mi dico sempre che se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene. Non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no» 

SULL’ESPULSIONE «Ho spento il telefono per non alimentarla. In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta. Meglio lasciarmi tutto alle spalle. Ma non credo che questo abbia influito sulla partita con il Galatasaray. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita» 

L’INTERVISTA COMPLETA A KALULU

Inter, la puntura di Sacchi dopo l’eliminazione dalla Champions col Bodo Glimt: «Verdetto clamoroso se si considera il valore di spese e fatturato dei due club!»

Inter, Arrigo Sacchi ha commentato così l’eliminazione dalla Champions col Bodo Glimt: le sue dichiarazioni

L’inaspettata e dolorosa uscita di scena dell’Inter dalla massima competizione europea per mano dei norvegesi del Bodø/Glimt ha scosso profondamente l’intero panorama calcistico italiano. A commentare il tracollo nerazzurro è intervenuto Arrigo Sacchi.

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L’analisi spietata: “I nerazzurri si sono complicati la vita”

Dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, il “Profeta di Fusignano” ha espresso tutto il suo enorme stupore per un risultato che definisce senza mezzi termini come “clamoroso“. A lasciare interdetto l’ex commissario tecnico è soprattutto l’abisso esistente tra i due club in termini di tasso tecnico, fatturato complessivo e investimenti sul mercato.

Secondo Sacchi, c’erano tutte le premesse strutturali affinché la compagine meneghina, peraltro reduce dalla prestigiosa finale della scorsa edizione, superasse l’ostacolo scandinavo. A favore dei padroni di casa giocavano la spinta incessante del pubblico del Meazza e la grande tranquillità derivante dal solido vantaggio di dieci punti accumulato in campionato sulle inseguitrici. Eppure, la logica del pronostico è stata ribaltata sul rettangolo verde. «Resto convinto che l’Inter si sia complicata la vita da sola», ha sentenziato l’ex tecnico, puntando il dito contro le tre letali sconfitte consecutive che hanno inspiegabilmente vanificato un inizio di torneo che sembrava perfetto. Sacchi avverte che il livellamento del calcio internazionale non può assolutamente rappresentare un alibi credibile per un organico di questa caratura.

Obiettivo Scudetto: la delicata missione di mister Chivu

Archiviata l’enorme amarezza, il focus deve ora spostarsi rapidamente e obbligatoriamente sulla rincorsa in Serie A, per evitare che un pericoloso contraccolpo psicologico possa rovinare i sacrifici dei mesi scorsi. La palla passa tra le mani di Cristian Chivu.

L’allenatore romeno è chiamato alla difficile impresa di ritemprare un gruppo apparso improvvisamente svuotato di energie fisiche e mentali. Come sottolineato dallo stesso Sacchi a chiusura del suo intervento, il rassicurante margine in classifica da difendere per la conquista dello Scudetto rappresenta un tesoretto vitale, ma le scorie e i fantasmi di questa clamorosa notte europea rischiano di pesare come macigni sull’intero prosieguo della stagione.

Mondiale 2026: «mai gestito nulla di simile, potrebbe esserci un impatto catastrofico». L’allarme a soli 4 mesi dall’inizio della competizione!

Mondiale 2026: «mai gestito nulla di simile, potrebbe esserci un impatto catastrofico». Cosa sta succedendo a soli 4 mesi dall’inizio

A soli 107 giorni dal fischio d’inizio del Mondiale 2026, l’entusiasmo di Miami si scontra con la dura realtà dei bilanci. Ray Martínez, direttore operativo del comitato organizzatore locale, ha lanciato un avvertimento che suona come un ultimo appello: senza i fondi promessi dal governo federale entro i prossimi 30 giorni, il celebre Fan Fest di Miami potrebbe essere cancellato.

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Un blackout finanziario inaspettato

Nonostante il progetto di legge approvato lo scorso anno dall’amministrazione Trump sia stato presentato come il più grande stanziamento di sempre per un evento sportivo, i soldi sono rimasti incastrati negli ingranaggi della FEMA (l’Agenzia federale per la gestione delle emergenze).

Martínez, intervenuto martedì in un’audizione al Congresso, è stato categorico: “Senza questo denaro, la nostra pianificazione e il coordinamento potrebbero subire un impatto catastrofico. Non abbiamo mai gestito nulla di simile.”

Super Bowl vs Mondiale: una sfida senza precedenti

L’esperienza di Martínez non è in discussione — ha già gestito il Super Bowl LIV nel 2020 — ma la portata di un Mondiale è su un altro pianeta. Mentre un Super Bowl è un evento di pochi giorni, il Fan Fest previsto nel centro di Miami e al City Park dovrebbe durare 23 giorni.
L’obiettivo: Offrire un luogo di ritrovo a centinaia di migliaia di tifosi che non hanno il biglietto per lo stadio.
Il rischio: Perdere l’anima popolare dell’evento e l’opportunità di gestire l’ordine pubblico in zone controllate.

Una crisi che attraversa gli Stati Uniti

Miami non è sola in questa trincea burocratica. Anche rappresentanti di New Jersey e Kansas City hanno espresso profonda preoccupazione. Nelli Pou, rappresentante del New Jersey, ha definito “inaccettabile” il ritardo del DHS (Dipartimento della Sicurezza Interna): “Il Mondiale è un palcoscenico globale. Dobbiamo agire come se fossimo pronti, ma il tempo sta finendo.”

Allerta sicurezza

Oltre ai maxischermi e alla musica, il problema è la sicurezza nazionale. Mike Sena, presidente della NFCA, ha avvertito che il rinvio dei pagamenti ostacola il coordinamento tra le agenzie federali e locali, necessario per prevenire minacce durante il torneo. La situazione è chiara: la macchina organizzativa americana è potente, ma senza carburante (economico) rischia di restare ferma ai box proprio mentre il mondo sta per arrivare.

Real Madrid Benfica, non si placano le polemiche Prestianni-Vinicius: silenzio Mourinho, Rui Costa fa ricorso! Cos’è successo alla vigilia

Real Madrid Benfica, ancora polemiche sul caso Prestianni-Vinicius: non parla Mourinho, Rui Costa fa ricorso! Cos’è accaduto alla vigilia

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Real Madrid Benfica. Il Santiago Bernabéu si prepara a una notte di Champions League che va ben oltre il verdetto del campo. Nonostante lo 0-1 dell’andata (firmato da una prodezza di Vinicius) lasci il discorso qualificazione apertissimo, l’attenzione mondiale è tutta sul caso Vinicius-Prestianni. Quella che doveva essere una sfida tra nobili del calcio europeo si è trasformata in una trincea diplomatica e legale dopo le accuse di razzismo rivolte al talento argentino del Benfica.

Il muro del Benfica: “Nessuna prova”

A Lisbona regna un clima di assedio. In sala stampa, la società lusitana ha imposto la linea del silenzio assoluto sul caso, con il capo della comunicazione che ha sbarrato la strada a ogni domanda indiscreta. José Mourinho, espulso all’andata, ha preferito non parlare, lasciando il microfono al vice João Tralhão. Quest’ultimo, pur seguendo il copione, ha lanciato una frecciata velenosa alla terna arbitrale: «Ci sono giocatori che domani saranno in campo e non dovrebbero esserci. Speriamo che il direttore di gara usi lo stesso criterio per entrambi».
Il presidente Rui Costa, prima di imbarcarsi per Madrid, è stato ancora più netto nel difendere Prestianni: «Abbiamo presentato ricorso perché non è stato provato nulla. Prestianni è tutto tranne che razzista. Se lo fosse, non rappresenterebbe il Benfica: non permetterei mai a un razzista di indossare questa maglia».

La replica del Real: “Punto di svolta”

A Valdebebas, la sponda blanca chiede giustizia esemplare. Alvaro Arbeloa ha ribadito che questa è l’occasione per la UEFA di dare un segnale che non sia solo uno slogan: «Vini ha segnato un gol pazzesco e nulla può giustificare un atto di razzismo».

Durissimo il portiere Thibaut Courtois, che non ha risparmiato critiche al suo ex allenatore Mourinho: «Se siamo rimasti in campo all’andata è solo perché lo ha deciso Vinicius, altrimenti ce ne saremmo andati. Mi ha deluso Mourinho: ha cercato di usare l’esultanza di Vini come scusa, ma non si può giustificare il razzismo con una celebrazione».

Verso il calcio d’inizio

Mentre si attende l’esito del ricorso d’urgenza, Gianluca Prestianni si è regolarmente allenato sul prato del Bernabéu. Il giovane argentino vive ore sospese: potrebbe finire in tribuna accanto allo squalificato Mourinho o scendere nell’arena, consapevole di essere il bersaglio annunciato degli 80.000 del tempio madridista. Stasera, il calcio prova a giocare, ma il clima è quello delle grandi rese dei conti.

Juventus Galatasaray: perché i bianconeri devono credere nella rimonta. Lo insegna la storia, ecco i precedenti che possono far sperare

Juventus Galatasaray: i motivi per i quali i bianconeri possono credere nella rimonta. I precedenti che possono far sperare

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Juve Galatasaray. È il calcio, bellezza. Anzi: è il calcio ed è bellezza. Una distinzione sottile che racchiude un messaggio potentissimo per la Juventus di Spalletti: la rimonta è possibile. É questa la tesi, o se volete la speranza, che Tuttosport propone per leggere la gara di stasera. Più che un obiettivo sportivo, il passaggio del turno contro il Galatasaray sarebbe una medicina miracolosa per una squadra impantanata da tempo, la prima pietra per ricostruire una credibilità internazionale ormai scalfita. È una sfida durissima, ed è proprio per questo che è bellissima.

I fantasmi di Cristiano e il peso della storia

Per capire come fare, bisogna sfogliare l’album dei ricordi. C’è una pagina luminosa: stagione 2018-2019, quando i bianconeri ribaltarono lo 0-2 di Madrid contro l’Atletico grazie a una tripletta di Cristiano Ronaldo. Oggi quel CR7 non c’è più, e non ne è rimasta nemmeno la scia. La Juve attuale è diversa, ha già salutato i sogni scudetto a gennaio e deve aggrapparsi all’Europa per dare un senso alla stagione.

C’è però anche un ricordo amaro, quello del 2018 al Bernabéu: la Juve di Allegri riuscì nell’impresa di recuperare tre gol al Real Madrid, salvo poi veder sfumare tutto al 93′ per il rigore glaciale del solito Ronaldo dopo il contatto Benatia-Vazquez. Recuperare tre gol sarebbe una novità assoluta per la storia bianconera, un’impresa che statisticamente rasenta l’impossibile: nella storia della competizione, solo 4 volte su 49 una squadra è riuscita a ribaltare uno scarto di tre o più gol.

Le imprese epiche da cui trarre ispirazione

Se Spalletti cerca motivi per crederci, il calcio europeo ne offre di leggendari:
Deportivo La Coruña – Milan (2003-2004): Dall’1-4 dell’andata al 4-0 del ritorno.
Barcellona – PSG (2016-2017): Il celebre 6-1 dopo lo 0-4 subito a Parigi.
Roma e Liverpool contro il Barcellona: Altre due “remuntade” che hanno segnato l’epoca moderna.

Il precedente del 1983: l’urlo di Platini

Esiste però un precedente tutto italiano che profuma di leggenda: la finale di Coppa Italia 1983. All’andata il Verona di Bagnoli vinse 2-0, lasciando la Juve stordita. Al ritorno, Paolo Rossi aprì le danze dopo 8 minuti, Platini pareggiò i conti a 9 dal termine e ancora “Le Roi” firmò il 3-0 al 119′. Fu il trionfo del Trap, il riscatto di un gruppo che non aveva smesso di pregare e lottare. Oggi come allora, la base di partenza non cambia: dare tutto. Che sia “Fino alla fine” o “Oltre la fine”, la Juventus deve mostrare la sua vera natura. Il resto sarà solo una meravigliosa conseguenza.

Sassuolo, Pinamonti si racconta: «L’Italia è un obiettivo. Giocare per una big? Solo così potrei riuscirci. Sul rapporto con Grosso posso dirvi questo»

Sassuolo, Andrea Pinamonti si è raccontato attraverso questa intervista. Le dichiarazioni dell’attaccante neroverde

Andrea Pinamonti sta vivendo la sua stagione della maturità. L’attaccante del Sassuolo ha trovato un equilibrio magico che si riflette sul campo: 6 gol in 6 partite e un ruolo da leader silenzioso ma implacabile. Ecco la sua intervista al Corriere dello Sport:

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SODDISFATTO «Lo sono perché miglioro negli anni. Analizzo le mie prestazioni per crescere, oltre alle statistiche di gol e assist sono contento di quanto riesco a dare alla squadra e perché so stare dentro la partita. Sono l’uomo più felice del mondo quando arriva il gol e spero di farne tanti».

IL GOL PIÙ BELLO E QUELLO PIÙ IMPORTANTE «A Bergamo all’andata contro l’Atalanta per l’azione e la giocata. Conta tanto quello al Bentegodi col Verona perché ha portato 3 punti in una sfida difficile».

IL SOGNO AZZURRO «È normale, ce l’ho in testa come obiettivo. Mi piace competere per un grande obiettivo. Voglio migliorarmi giorno per giorno per arrivarci».

UN MESSAGGIO PER IL CT GATTUSO «No, cerco di allenarmi e giocare come se ogni partita fosse la più importante della mia carriera per arrivare all’azzurro. Più di migliorarmi non posso fare. Penso che sia realizzabile, non posso dire la tempistica».

IL NONO POSTO DEL SASSUOLO «Da neopromossa non era per niente scontato, nessuno poteva immaginarlo. Siamo soddisfatti, ma non ci accontentiamo e proviamo a salire. Mi piace l’umiltà di capire ciò che siamo, non ci siamo dati un traguardo. Guardiamo a ogni singola gara per poi tirare le somme, consapevoli di quanto sia difficile. Contenti di dove stiamo e del margine dietro, ma questa Serie A resta difficile e imprevedibile. Andiamo avanti, poi si vedrà».

IL RAPPORTO CON FABIO GROSSO «Si è creato un ottimo rapporto fin dall’estate. Mi ha sempre parlato, mi ha dato consigli utili. Mi è vicino e per un giocatore vuol dire molto. Mi ha sempre difeso e l’ho ringraziato più volte. È importante avere il supporto dell’allenatore e dei compagni. Mi fa stare sereno, mi ha sostenuto continuamente magari anche per il lavoro che ho sempre fatto per la squadra».

L’EFFETTO DEL PICCOLO ADAM SULLE PRESTAZIONI «Sicuramente. Il calcio è il mio lavoro, ma c’è anche famiglia. Mio figlio ha portato serenità, c’è nei momenti difficili e me li fa dimenticare. Se sono triste, lui comunque sorride. Da quando è arrivato mi fa vivere ogni cosa con maggiore tranquillità, accanto alla responsabilità. In campo penso anche a lui, affinché sia orgoglioso del suo papà».

L’AMBIZIONE DI APPRODARE IN UNA BIG «Sfido chiunque a non pensarci. È legittimo voler giocare in futuro in una piazza grande e importante. So che per riuscirci devo lavorare, crescere, impegnarmi e dimostrare di meritarlo. Solo così potrei un giorno riuscirci».

COSA MANCA PER IL SALTO DI QUALITÀ DEFINITIVO «Difficile dirlo, per come sono fatto io manca un po’ di tutto. Cerco in allenamento di migliorare dove so e penso di poter migliorare. Il discorso è troppo complesso, con i sacrifici si può migliorare e quindi ambire al meglio».

IL VANTAGGIO DI GIOCARE AL FIANCO DI BERARDI «Assolutamente sì. Lo conosciamo tutti, a Sassuolo ha fatto la storia di questa società. Quando scende in campo porta la qualità e l’esperienza in più che fanno giocare meglio tutti e pure io che gli sto al fianco. Si porta via gli avversari e agevola tutti».

I DIFENSORI PIÙ FORTI INCONTRATI IN CARRIERA «Negli ultimi anni, Koulibaly quando stava a Napoli. Quest’anno il livello è molto alto e si trovano difensori più forti. Ogni partita è una battaglia. Penso che contro Mancini della Roma non sia mai facile».

Capello fa le carte alla Serie A: «Quanti punti servono per entrare in Champions. Così la situazione potrebbe farsi complicata per questa squadra!»

Capello, ex allenatore, ha analizzato la lotta in Serie A per un posto in Champions League. Queste le sue dichiarazioni

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Atalanta Borussia Dortmund. Fabio Capello, dall’alto della sua esperienza, analizza le crepe e le potenzialità delle pretendenti in un’intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport.

LA QUOTA CHAMPIONS A 74 PUNTI «Penso che alla fine ne basteranno meno. Anche perché, con tanti scontri diretti, tutte lasceranno per forza qualcosa. La sconfitta con il Parma ci ha detto che il sogno scudetto era un’utopia, adesso il Milan deve stare attento a chi sta dietro. Vero, però spesso si distrae contro le piccole. Io credo che il Milan abbia speso comunque tanto a livello mentale per cercare di restare attaccato all’Inter e ora c’è il pericolo di subire il contraccolpo nella testa. In più, ha due difetti evidenti: mancano un difensore di grande livello e un centravanti da schierare titolare, visto che Allegri usa Füllkrug solo a partita in corso».

LEAO «Per me semplicemente non è un centravanti. Lasciamo stare il numero dei gol, ma il portoghese non riesce a essere un punto di riferimento per i compagni, ormai possiamo dirlo con cognizione di causa. Non credo sia un problema di calendario. Il campionato del Milan ci ha raccontato fin qui una squadra che fatica di più con le piccole che con le grandi. Un andamento imprevedibile, quasi pazzarello».

ROMA-JUVENTUS «Sarà una partita già decisiva per la Signora, meno per i giallorossi. Sembrava che Spalletti fosse sulla giusta via, ma il secondo tempo di Istanbul contro il Galatasaray e la brutta sconfitta con il Como di settimana scorsa hanno fatto ripiombare i bianconeri nelle difficoltà. Perdere a Roma vorrebbe dire scivolare probabilmente a -7 dalla zona Champions, se il Napoli vincesse a Verona. La situazione si farebbe molto complicata».

GASPERINI E L’EUROPA LEAGUE «Da una parte è una nota di merito e un’opportunità, perché Gasperini può lottare sul serio per vincere il trofeo. Impresa che ha già fatto con l’Atalanta. Dall’altra, essere l’unica con il doppio impegno settimanale può essere un piccolo fardello nella corsa al quarto posto, è innegabile. Dovrà essere bravo il Gasp a dosare uomini ed energie, anche se la sua Roma mi pare in grande crescita».

GLI INFORTUNI DI CONTE «Conte continua a pagare i troppi infortuni. Nelle ultime partite, per esempio, l’assenza di McTominay si è sentita tutta, soprattutto in area avversaria: lo scozzese non è solo uno che segna, ma la sua presenza è fondamentale per liberare i compagni. Sa, è diverso se su di un cross ho da marcare McTominay o se posso concentrarmi solamente su Hojlund… Perché abbiamo dovuto aspettare gli infortuni per vedere all’opera un ragazzo italiano come Vergara? Comunque il Napoli non può che migliorare man mano che Conte recupererà pedine importanti. O almeno, così mi aspetto».

COMO E ATALANTA «Direi di sì, entrambe stanno facendo bene e devono quantomeno credere alla rimonta. Contro Milan e Juve mi ha stupito Fabregas, che ha cambiato pelle al suo Como, adattandolo ai punti deboli dell’avversario di turno, a costo di rinunciare a certi principi di gioco. Significa che Cesc non legge un libro solo, ma ha una bella libreria da cui prendere spunto. L’Atalanta? Il cambio di passo si vede tutto e non solo nei risultati. Rispetto al passato, la Dea gioca un po’ più col fisico, ma secondo me per acciuffare un posto per la prossima Champions saranno essenziali i recuperi di De Ketelaere e Raspadori, gli uomini di qualità».

Torino, il caos continua: cosa è successo nel confronto con Cairo! Tutti i retroscena che hanno agitato (ancora di più) le acque granata

Torino, è sempre più caos: cosa è successo nella conferenza stampa con Cairo! Tutti i retroscena in casa granata

L’editoriale di Andrea Pavan su Tuttosport fotografa un momento di rottura definitiva tra la piazza granata e la presidenza di Urbano Cairo. Non sono i risultati del campo a far notizia, stavolta, ma un confronto dialettico che ha assunto i contorni di una liberazione collettiva per la tifoseria del Toro.

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Il “mezzogiorno di fuoco” di Marco Bonetto

Il cuore della riflessione di Pavan è la mole di ringraziamenti che la redazione sta ricevendo dopo la conferenza stampa in cui il giornalista Marco Bonetto ha incalzato il patron granata. Un evento definito significativo per due ragioni: la prima riguarda il valore del giornalismo che, quando onora il mestiere, torna a fare notizia; la seconda riguarda lo stato d’animo dei tifosi.
«I tifosi del Toro non ne possono talmente più di Cairo da vivere come un momento di esultanza, di rivalsa, di riscatto (con diritto) non già le vittorie – ehm – della squadra quanto le rare circostanze in cui il suo ventennale proprietario viene sconfessato in pubblico da una critica non compiacente se non in tutto asservita».

Secondo Pavan, le domande di Bonetto sono state percepita come un gol: un quarto d’ora di domande precise, basate su numeri e fatti, che hanno mandato in crisi il “muro di gomma” presidenziale. Cairo, apparso disarmato, ha tentato invano di svicolare, persino sulla questione stadio, finendo zittito da una replica fulminante: «Sta dunque dicendo che il sindaco ha mentito?».

La fine del Toro “pulsante”

L’editoriale colpisce duro sulla gestione ventennale, smontando la narrazione del “salvatore della patria” che Cairo ha spesso alimentato citando i tempi del fallimento. «Di sicuro non ha salvato IL TORO, che con Cairo ha da tempo smesso di esistere, nel senso di pulsare, di esprimere sé stesso, i suoi valori, le sue prerogative, come corpo unico, pugno chiuso e sedia al cielo».

L’impatto su D’Aversa e il futuro

In questo scenario di tensione, Pavan osserva anche la figura del nuovo tecnico D’Aversa, spettatore quasi attonito di un ambiente in cui la «stucchevole retorica granatista» non ha più alcun potere anestetico. La conclusione dell’editoriale è una sentenza su un’epoca che sembra giunta al suo crepuscolo morale: «Il re non è ancora nudo, ma il velo di protezione e (ingiustificata) riverenza, e a volte di ignoranza, si sta vieppiù sollevando. Lasciando intravedere le vergogne».

Infortunio Soulé: la verità sul problema fisico dell’attaccante della Roma. La rivelazione sulle sue condizioni e i tempi di recupero

Infortunio Soulé: Fabio Conta ha parlato così del problema fisico dell’attaccante della Roma, avendo seguito Montella in passato

La pubalgia tormenta Matias Soulé. Ma l’incubo dell’argentino non è una novità assoluta a Roma: prima di lui, Vincenzo Montella riuscì a trasformare questo infortunio in un fastidio gestibile. Fabio Conta, il fisioterapista e osteopata che ha curato l’attuale CT della Turchia per anni, propone questa analisi sul Corriere dello Sport.

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PERCHÉ IL DOLORE PERSISTE «Perché spesso il problema non è la forza, ma il controllo neuromuscolare. Molti atleti non sono deboli, i calciatori di Serie A sicuramente non lo sono, però hanno perso precisione, il timing di contrazione tra addominali, adduttori e bacino non è più ottimale e il sistema diventa meno efficiente e più “disordinato”. Insomma, si altera la centralina. E il carico che si aggiunge a un sistema che non controlla bene il movimento può rinforzare l’errore».

LE CAUSE SCATENANTI DELLA PUBALGIA «Può succedere quando l’atleta non riesce a gestire bene i carichi di lavoro».

L’INTERVENTO SPECIFICO DEL FISIOTERAPISTA «Io ho sempre utilizzato tecniche manuali, non solo manipolazioni o massaggi, ma stimolazioni che prevedono la partecipazione attiva del paziente mediante esercizi sul lettino che richiamano il sistema nervoso ad allenare la coordinazione. Una gamba spinge da una parte e una dall’altra, ad esempio, per simulare il tiro. Questi esercizi saranno sempre più complessi ma via via verranno svolti con maggiore qualità. È come se aprissimo una finestra terapeutica».

I TEMPI DI RECUPERO CLINICO «Dipende dalla gravità. Con un trattamento conservativo in 2-3 mesi si passa dal dolore alla gestione».

L’EFFETTO DEI CARICHI DI LAVORO SU SOULÉ «Non conosco il caso, ma se hai una zona deficitaria e non hai modo di proteggerti facendo allenamenti specifici è normale essere più esposti».

IL RISCHIO DI INFORTUNI CORRELATI IN ALTRE ZONE «Non vedo la correlazione tra avere la pubalgia e stirarsi un flessore. Ma può succedere che allenandosi poco a causa della pubalgia, ci si possa far male».

IL CASO MONTELLA «Quando l’ho conosciuto ai tempi del Genoa, la sera dopo la partita non riusciva nemmeno a sedersi. Con lui queste finestre terapeutiche diventavano sempre più ampie, quindi col passare del tempo non c’era più bisogno di essere così assidui nel lavoro di stimolazione neuromuscolare. Tenevamo la pubalgia sotto controllo e con due sedute a settimana mantenevamo l’abilità nel controllare bene la zona del pube mediante l’esercizio fisico».

Inter, è crollato il muro difensivo contro il Bodo Glimt: Chivu ‘tradito’ dai suoi uomini di maggiore fiducia. L’analisi dopo il KO

Inter, contro il Bodo Glimt è crollato il muro difensivo: Chivu è stato ‘tradito’ dai suoi uomini di maggiore fiducia. L’analisi post eliminazione

“Tu quoque, Manuel?”. È questo il pensiero ricorrente tra i tifosi interisti dopo l’inaspettata debacle europea. Il passo falso di Manuel Akanji ha letteralmente indirizzato la sconfitta dell’Inter contro il Bodo Glimt e la conseguente eliminazione dalla Champions League. Questa l’analisi di Gazzetta.

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L’incredibile scivolone di Akanji e il pressing di Knutsen

Il centrale ex Manchester City ha regalato, con un eccesso di leggerezza in fase di impostazione, un pallone sanguinoso ad Andreas Blomberg. Quest’ultimo non si è fatto pregare e ha innescato l’azione dell’1-0, finalizzata con freddezza da Jens Petter Hauge.

Un errore non da lui, figlio del pressing asfissiante orchestrato alla perfezione da Kjetil Knutsen. A pagare dazio è stato Cristian Chivu, costretto ad assistere all’ennesima grave sbavatura di una stagione iniziata proprio nel tentativo di limare questi pericolosi cali di tensione.

I numeri di una difesa vulnerabile in Champions League

In campionato, Akanji si era dimostrato il più quadrato del reparto, partendo titolare in 22 gare su 24. Tuttavia, in Champions League la tenuta difensiva dell’intera squadra è drammaticamente collassata. Il ruolino di marcia è stato preoccupante: un gol subìto dal Kairat, due dall’Atletico Madrid, uno dal Liverpool, tre dall’Arsenal e ben cinque dal Bodø/Glimt tra andata e ritorno.

Una debacle costellata da errori da matita rossa. Su tutti, pesa anche l’uscita a vuoto di Francesco Acerbi all’Aspmyra Stadion durante la gara d’andata, che aveva spianato la strada al primo vantaggio scandinavo.

Le disattenzioni di Bisseck: croce e delizia

La serataccia di San Siro è stata completata dal ritardo in marcatura di Yann Bisseck. Il suo mancato intervento sul taglio di Håkon Evjen ha causato la seconda rete ospite.

Bisseck ha confermato la sua natura bifronte: propositivo e pericoloso sulla trequarti avversaria per avviare l’azione, ma letargico nel momento clou in area di rigore. Ora mister Chivu deve resettare la mente del gruppo: blindare la difesa e ritrovare la concentrazione è l’unico modo per far ripartire la stagione interista.

Marchisio fiducioso: «La Juve deve crederci, l’unico a ribaltare il Galatasaray può essere Yildiz! Osimhen in bianconero avrebbe fatto la differenza»

Marchisio, ex centrocampista della Juve, ha parlato così verso il match di Champions League contro il Galatasaray. Le sue parole

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Juventus Galatasaray. Claudio Marchisio, il “Principino”, di battaglie europee e rimonte ne ha vissute tante. Dal Galatasaray a tutte le vicende da casa Juve, ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport:

LA SCOMMESSA SULLA QUALIFICAZIONE «Io non punto mai nulla, nemmeno le pizze con gli amici. Sarà dura recuperare tre gol senza subirne. Soprattutto per il periodo difficile che sta attraversando la squadra di Spalletti. Però la Juventus deve crederci, è Champions League. In questo momento è favorita la Roma, però domenica c’è il big match con la Juventus. Può succedere ancora di tutto».

IL DISCORSO DA FARE NELLO SPOGLIATOIO «Punterei sull’importanza della concentrazione. Del tipo: dobbiamo recuperare, ma per riuscirci dobbiamo essere perfetti quando avrà la palla il Galatasaray. La penso come Spalletti: a volte basta un gol nel primo tempo per cambiare l’umore in campo».

L’UOMO CHIAVE «È Yildiz l’unico che può ribaltare il Galatasaray e la qualificazione. Kenan vale il 50 per cento della Juventus. Purtroppo lo hanno capito anche gli avversari, che lo marcano sempre con più uomini. Saranno preziosi anche gli inserimenti di McKennie. Per una serata così, l’uomo ideale sarebbe Tevez. Spalletti avrebbe bisogno della scossa di Carlos».

LA SPINTA DELL’ALLIANZ STADIUM «Si spera sempre che i tifosi spingano i giocatori, ma stavolta deve essere la squadra a trasmettere energia sugli spalti affinché si crei l’atmosfera giusta. La rimonta è tanto difficile quanto importante, però l’aspetto determinante è un altro…».

RITROVARE L’ANIMA OLTRE IL RISULTATO «In questa serata di Champions League va ritrovata l’anima, lo spessore e il carattere da Juve. Conta più di qualsiasi altra cosa, anche della qualificazione. È indispensabile per riprendere quel cammino che si è interrotto contro il Como. Sabato ero allo stadio e sono mancate le qualità fondamentali per indossare la maglia bianconera: la personalità e la comprensione dei momenti. Non ho sentito nessuno che urlasse ai compagni: “svegliamoci, ci giochiamo la stagione”. Il crollo visto nel secondo tempo di Istanbul e la sconfitta col Como mi hanno preoccupato: questione di mentalità».

IL PESO DI OSIMHEN E IL RIMPIANTO SUL MERCATO «Sicuramente avrebbe fatto la differenza. L’Osimhen che stiamo ammirando nel Galatasaray è tutto tranne che un attaccante andato in Turchia per svernare. All’andata ha dimostrato una cattiveria pazzesca, quella che spesso è mancata alla Juventus sotto porta».

IL CASO KALULU E L’ALIBI DEGLI ERRORI «Un episodio non può essere un alibi per la stagione. Può dare fastidio, d’accordo, ma quale club non ha dovuto fare i conti con un errore arbitrale o del Var? Una grande squadra non si attacca a queste cose».

LA RICOSTRUZIONE «La qualificazione alla prossima Champions League sarà fondamentale per il mercato. Io non credo alle rivoluzioni. Le grandi squadre, anche per esperienza personale, nascono aggiungendo un paio di pezzi forti ogni estate. Due colpi veri e non 7-8 medi. La Juventus deve ricostruire lo zoccolo duro di campioni italiani. Donnarumma mi sembra irraggiungibile, si è appena trasferito al Manchester City. Tonali pare più fattibile: sarebbe un ottimo punto di partenza, però servirà pazienza».

Juventus, è la notte della (possibile) impresa col Galatasaray: le mosse di Spalletti, può sorprendere tutti con queste scelte! Novità importanti

Juventus, le probabili formazioni contro il Galatasaray: quali sono le possibili mosse di Spalletti per il match di Champions League

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Juventus Galatasaray. Questa sera, alle ore 21:00, i riflettori dell’Allianz Stadium si accenderanno per illuminare l’attesissimo match di ritorno. Sotto la guida di Luciano Spalletti, l’obiettivo primario è tentare una storica rimonta dopo il doloroso 5-2 incassato nella gara di andata in terra turca. L’attesa è altissima tra i tifosi, pronti a gremire gli spalti per spingere il gruppo verso un’impresa sportiva clamorosa.

Le scelte tattiche: equilibrio e spinta offensiva

Per scardinare la retroguardia avversaria, servirà una partita perfetta. Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la probabile formazione titolare bianconera presenta scelte mirate per affrontare al meglio le insidie del match, con un assetto tattico estremamente flessibile.

A difendere i pali ci sarà Mattia Perin. La linea difensiva a quattro vedrà operare come coppia centrale Federico Gatti affiancato da Kelly. Sulle fasce agiranno Pierre Kalulu e Weston McKennie, pronto a stringere la posizione per infoltire la mediana in fase di ripiegamento.

Il centrocampo e l’attacco per il ribaltone

Le chiavi della manovra a centrocampo saranno affidate alla fisicità di Khephren Thuram e alle geometrie di Manuel Locatelli. Il loro compito sarà duplice: garantire equilibrio e spezzare le trame offensive ospiti. Insieme a loro si muoverà Teun Koopmeiners.

Sulle corsie esterne offensive spazio alla fantasia: agiranno Francisco Conceição e Kenan Yildiz. L’unica punta, incaricata di finalizzare la manovra e scardinare la difesa ospite, sarà Jonathan David.

Riforma arbitri, oggi l’incontro Gravina Rocchi: tutti i dettagli del nuovo progetto e cosa cambierà davvero. Ultimissime

Riforma arbitri, oggi andrà in scena l’incontro tra Gravina e Rocchi: i dettagli del nuovo progetto e cosa può succedere. Ultimissime

Le continue polemiche sulle decisioni arbitrali, alimentate recentemente anche dai duri sfoghi mediatici di Cristian Chivu, hanno spinto la Federazione ad accelerare i tempi. Parte ufficialmente oggi, con un vertice tecnico in via Allegri, il progetto fortemente voluto da Gabriele Gravina (presidente della FIGC) per istituire una classe arbitrale d’élite. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

All’incontro inaugurale parteciperanno i vertici arbitrali, tra cui il designatore Gianluca Rocchi, in attesa di coinvolgere nei prossimi tavoli anche i rappresentanti di Lega Serie A e Serie B.

La rivoluzione: una società di diritto privato

L’obiettivo della riforma, strutturata su una bozza iniziale di 15 punti, è innalzare drasticamente la qualità tecnica delle direzioni già dalla prossima stagione sportiva. Il piano prevede la creazione di una società di diritto privato, partecipata al 100% dalla FIGC, con un budget operativo stimato tra i 17 e i 18 milioni di euro (finanziato dalla Federazione e, in quota parte, dalle Leghe).

La gestione sarà affidata a un Consiglio di Amministrazione composto da tre membri completamente indipendenti, slegati dalle logiche politiche di club e AIA. Il neonato CdA nominerà un direttore tecnico (responsabile delle designazioni) e un direttore amministrativo (per contratti e sponsor).

Meritocrazia e contratti: i numeri dell’élite

Il vero snodo cruciale è la separazione netta tra merito sportivo e politica associativa. All’AIA resterà la formazione dei giovani e la gestione dei fischietti fino alla Serie C. La nuova élite del calcio maggiore sarà invece composta da un numero chiuso:

  • 40 arbitri
  • 66 assistenti
  • 24 VMO (Video Match Officer)

Questi professionisti verranno inizialmente retribuiti a gettone per poi, una volta superato il vaglio del designatore, essere assunti con solidi contratti a tempo determinato, garantendo stabilità e tutele.

I tempi di approvazione

La FIGC punta a definire una bozza condivisa entro un mese, per poi sottoporla al voto del Consiglio federale. Nonostante si preveda una fisiologica resistenza da parte dell’AIA (che dovrà modificare il proprio regolamento interno), la Federazione è pronta a imporre le proprie direttive, spingendosi fino all’estrema ipotesi del commissariamento pur di garantire al calcio italiano questa necessaria svolta epocale.

Inter, Chivu nel post gara: «Ci abbiamo provato in tutti i modi. Purtroppo in Champions non siamo riusciti ad essere competitivi»

Inter, Chivu ha commentato la sconfitta rimediata in Champions League contro il Bodo Glimt: le sue parole

Intervenuto nel postpartita di Inter‑Bodø/Glimt, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha analizzato il ko per 1‑2 maturato nel playoff di ritorno di Champions League, risultato che sancisce l’eliminazione dei meneghini dalla competizione.

Ai microfoni di Sky Sport, l’allenatore ha commentato la prestazione della squadra, soffermandosi sulle occasioni mancate e sull’atteggiamento mostrato in una serata amara per tutto l’ambiente nerazzurro.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

COSA E’ MANCATO? – «Ci abbiamo provato in tutti i modi dall’inizio, abbiamo affrontato una squadra molto ben organizzata con blocco basso. Probabilmente il nostro non riuscire a sbloccarla gli ha creato anche un confort mentale nel fare determinate cose, sapendo che eravamo costretti a fare due gol per andare ai supplementari. Non hon nulla da rimproverare ai ragazzi, hanno fatto di tutto per farcela con quelle che erano le nostre energie, probabilmente loro nel secondo tempo ne avevano di più di noi. Abbiamo dato tutto. Nel secondo tempo sono riusciti a creare qualcosa e ci hanno fatto due gol. Oggi abbiamo affrontato una squadra organizzata e con più energie di noi, sono venuti qui a fare ciò che dovevano dato che erano in vantaggio per 3 ad 1, lo hanno fatto con determinazione ed energia. Bisogna fargli i complimenti, meritano il passaggio del turno».

PRIMO OBIETTIVO IL CAMPIONATO, COME DICA BARELLA? – «No, l’obiettivo è essere competitivi. Lo abbiamo sempre dichiarato, non avevamo mai l’intensione di pensare a cose troppo lontane che non possiamo controllare. Purtroppo in Champions non siamo riusciti ad essere competitivi. Avevamo iniziato bene vincendo 4 partite di fila, poi purtroppo abbiamo perso qualche punto nonostante le buone prove fatte. In Champions il livello è alto, se non riesci a trovare concretezza trovi avversari che ti puniscono al primo errore».

GIOCO LENTO A CENTROCAMPO E POCHI CAMBI DI CAMPO – «Abbiamo forzato un po’ le giocate, soprattutto quando abbiamo guadagnato campo, forzando la palla diretta sulle mezzali. E’ quello che ho chiesto loro, di avere più pazienza e giocare la palla più veloce fino al quinto per poi ritornare, per provare a destabilizzare il loro 4-4-2 veramente organizzato, con energia e corse. Non riuscivamo a fare se non qualche cross, abbiamo cercato di fare qualche tiro. Le poche volte che siamo andati in arra abbiamo avuto anche occasioni importante, abbiamo battuto tanti calci d’angolo, probabilmente con più lucidità potevamo sbloccarla. Ci abbiamo provato in tutti i modi, con i nostri limiti e i nostri pregi. Peccato, perché se avessimo segnato l’1 a 0 avremmo messo più pressione a loro».

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Hauge festeggia: «Per noi è stato incredibile. Abbiamo fatto una grande partita in casa e oggi abbiamo difeso bene»

Hauge, attaccante dell’Inter, ha celebrato ai microfoni di Sky Sport la storica qualificazione del Bodo Glimt agli ottavi di Champions

Al termine della battaglia di San Siro, l’attaccante del Bodø/Glimt Jens Petter Hauge ha analizzato ai microfoni di Sky Sport il passaggio del turno ottenuto dalla squadra norvegese. L’ex Milan ha riconosciuto l’intensità e la pressione imposta dall’Inter di Cristian Chivu per tutta la gara.

Nonostante l’assedio nerazzurro, il Bodø/Glimt è riuscito a difendere il 3‑1 dell’andata, mostrando solidità e lucidità nei momenti chiave. Un risultato che certifica la maturità europea del gruppo e che Hauge ha definito frutto di compattezza e sacrificio.

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PAROLE – «Per noi è stato incredibile. Sapevamo che sarebbero state molto dure contro l’Inter che è una squadra fantastica e ha esperienza in questo tipo di gare. Abbiamo fatto una grande partita in casa e oggi abbiamo difeso bene. Ora sono molto contento a Bodo, abbiamo fiducia in questo progetto. Veniamo dall’estremo nord e sono felice di far parte di questo percorso. Siamo molto umili e orgogliosi, lavoriamo tanto uno per l’altro».

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Barella deluso: «Almeno gli ottavi? La delusione c’è, non ci nascondiamo. Nel girone siamo usciti per un punto e per un rigore al 90esimo…»

Barella svela: «Almeno gli ottavi? La delusione c”è. Nel girone siamo usciti per un punto e per un rigore al 90esimo»

Al termine della sfida di San Siro contro il Bodø/Glimt, Nicolò Barella ha analizzato la prestazione dell’Inter ai microfoni di Sky Sport. Pur non nascondendo l’amarezza per il risultato dell’andata, il centrocampista ha voluto evidenziare la reazione e la solidità mostrate dalla squadra di Cristian Chivu.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Davanti ai 70.441 spettatori presenti, Barella ha sottolineato come il gruppo abbia saputo mantenere intensità e carattere, elementi che secondo lui dovranno rappresentare la base da cui ripartire in vista del ritorno europeo.

PAROLE – «Oggi non ci hanno messo in difficoltà, l’errore individuale capita, oggi è toccato ad Akanji, altre volte a me. Complimenti al Bodo, hanno vinto due partite e hanno meritato il passaggio del turno. Almeno gli ottavi? La delusione c’è, non ci nascondiamo, vogliamo lottare su tutti i fronti, ci abbiamo provato, questa è la differenza quando per un punto non passi tra le prime 8 perché ti danno un rigore contro al 90′, questa è il calcio e questa è la nuova Champions.

Testa al campionato? Il pensiero era arrivare in fondo in tutti i fronti, ci abbiamo provato ogni anno. Una volta siamo usciti con l’Atletico e abbiamo vinto lo scudetto, quest’anno siamo a +10 e siamo usciti col Bodo, l’obiettivo scudetto era già da inizio anno».

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Pagelle Inter Bodo Glimt, clamoroso ko dei nerazzurri! Akanji da incubo, Barella e Thuram flop

Pagelle Inter Bodo Glimt, ecco i TOP e FLOP della sfida valida per il playoff di ritorno di Champions League 2025/2026. I voti

I Top e i Flop della sfida Inter Bodo Glimt. Ecco le valutazioni per la partita valida per il playoff di ritorno di Champions League 2025/26:

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INTER – Sommer 6,5; Akanji 4, Bisseck 6 (81′ Dumfries sv), Bastoni 6,5; Luis Henrique 5,5 (62′ Diouf 6), Zielinski 6,5 (62′ Sucic 6), Barella 5, Frattesi 6,5 (62′ Bonny 5,5), Dimarco 6 (81′ Carlos Augusto sv); Thuram 5, Pio Esposito 6

BODO GLIMT – Haikin 6,5; Sjovold 6,5, Bjortuft 7, Gundersen 6,5, Bjorkan 6,5 (85′ Alesaami sv); Evjen 7 (82′ Saltnes sv), Berg 6, Fet 6; Blomberg 5,5 (77′ Maatta 6), Hogh 5,5 (77′ Helmersen 6), Hauge 7,5.

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Moviola Inter Bodo Glimt, l’episodio chiave della sfida di ritorno di Champions League: i dettagli

Moviola Inter Bodo Glimt, l’episodio arbitrale chiave del match valido per il playoff di ritorno di Champions League 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Inter Bodo Glimt , valido per il playoff di ritorno di Champions League 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Hernández.

MOVIOLA

Nel finale di primo tempo non mancano gli episodi dubbi. Su un cross di Frattesi, il pallone colpisce il fianco di Berg e non il braccio, come confermato dal replay, escludendo così qualsiasi ipotesi di rigore per l’Inter. Poco dopo, al 43’, un nuovo traversone dell’ex Sassuolo trova ancora l’opposizione del difensore del Bodø/Glimt: anche in questo caso la sfera impatta chiaramente sul corpo e non sull’arto largo.

Allo scadere dei 45 minuti è invece Barella a finire al centro delle proteste. Il centrocampista nerazzurro viene contrastato in area da Hogh, ma per l’arbitro Hernandez l’intervento è giudicato pulito: scivolata sul pallone e nessuna irregolarità. Una decisione immediata, confermata anche dalla dinamica dell’azione.

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Tonali Juventus, nuovo segnale dall’Europa: il centrocampista segna in Newcastle‑Qarabag e rilancia la candidatura

Tonali Juventus, nuovo segnale dalla Champions: il gol del centrocampista in Newcastle‑Qarabag rilancia le ambizioni bianconere

Il mercato della Juventus non conosce pause e, anche a sessioni chiuse, gli uomini di dirigenza continuano a monitorare con attenzione la Premier League. Tra i nomi tornati prepotentemente d’attualità c’è quello di Sandro Tonali, ex regista del Milan oggi al Newcastle, protagonista di una serie di prestazioni europee che hanno riacceso l’interesse bianconero. Il centrocampista sembra aver ritrovato brillantezza proprio nel momento più caldo della stagione internazionale, alimentando le voci su un possibile assalto estivo.

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Mentre la Juventus valuta come rinforzare la mediana di Spalletti in vista del prossimo anno, Tonali ha mandato un segnale forte e chiaro dall’Inghilterra. Accostato ai bianconeri sia in estate che nell’ultima finestra invernale, l’azzurro ha confermato di non aver perso la sua caratteristica più preziosa: l’inserimento offensivo. La notizia del giorno riguarda infatti il suo primo gol nell’edizione 2025/2026 della Champions League, una rete pesantissima che ha sbloccato il ritorno dei playoff contro il Qarabag dopo appena quattro minuti, certificando una condizione fisica in netta crescita e una lucidità sotto porta che lo rendono un profilo ideale per il salto di qualità richiesto a Torino.

Nonostante l’impatto europeo, il rendimento in Premier League resta sotto osservazione. Tonali non ha ancora trovato il gol in campionato, ma ha davanti a sé dieci giornate per interrompere il digiuno e consolidare la sua rinascita. Intanto, alla Continassa, il suo nome continua a circolare con insistenza: un segnale che la pista, oggi più che mai, resta viva.

Infortunio Mbappé, il Real Madrid perde il suo fuoriclasse: il francese salterà il ritorno dei playoff di Champions contro il Benfica

Infortunio Mbappé, il francese non ci sarà nella sfida di ritorno dei playoff di Champions League contro il Benfica

Brutte notizie per il Real Madrid alla vigilia del ritorno dei playoff di Champions League contro il Benfica. I blancos dovranno infatti fare a meno di Kylian Mbappé nella sfida del Bernabeu, un’assenza pesante che arriva nel momento decisivo della stagione.

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Il francese ha accusato un nuovo fastidio al ginocchio sinistro, lo stesso problema che lo aveva già limitato nelle scorse settimane. Come riportato da L’Équipe, Mbappé ha abbandonato l’allenamento di questa mattina, martedì 24 febbraio, proprio a causa del dolore riacutizzato, rientrando subito negli spogliatoi per poi sottoporsi a controlli più approfonditi nel pomeriggio.

Gli esami medici hanno confermato la necessità di fermarsi: riposo obbligato e niente convocazione per il match europeo. Una decisione prudente ma inevitabile, che priva Ancelotti del suo uomo più atteso nella sfida che vale l’accesso alla fase successiva della Champions League.

Sneijder choc: «Prestianni Vinicius? Ho ricevuto 4.000 minacce di morte dall’Argentina, ecco perchè»

Sneijder svela a sorpresa: «Prestianni Vinicius? Ho ricevuto 4.000 minacce di morte dall’Argentina, ecco il motivo»

Il caso che coinvolge Gianluca Prestianni e Vinicius Jr resta delicato e tutt’altro che risolto. Il Benfica ha infatti presentato ricorso contro la giornata di squalifica inflitta dalla UEFA al giovane argentino e ha voluto mandare un segnale forte: Prestianni è stato portato a Madrid insieme alla squadra, salendo regolarmente sull’aereo e partecipando alla seduta di allenamento sul campo del Real.

Un gesto che testimonia la volontà del club di difendere il proprio talento, come confermato anche dalle parole del presidente Manuel Rui Costa. L’ex fuoriclasse portoghese, intervenuto sulla stampa nazionale, ha preso posizione a favore del ventenne, respingendo con decisione le accuse di razzismo e ribadendo la fiducia totale nelle sue qualità umane e professionali.

La vicenda, però, resta aperta e continua a tenere banco sia in Portogallo che in ambito UEFA.

RUI COSTA – «Prestianni viene definito razzista ovunque, ma posso garantirvi che non lo è affatto. Non so esattamente cosa sia stato detto, ma ci fidiamo della parola di Prestianni. Conosciamo ognuno dei nostri giocatori come le sue tasche»

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L’ex trequartista, protagonista in carriera con Ajax, Inter, Real Madrid e Galatasaray, è intervenuto per commentare l’episodio avvenuto al Da Luz durante Benfica‑Real Madrid, gara d’andata dei playoff di Champions League. L’olandese aveva già espresso il suo punto di vista nell’analisi post‑partita dagli studi di Ziggo Sport, dove aveva approfondito quanto accaduto e le possibili conseguenze.

SNEIJDER «Se fossi un suo compagno di squadra, sarei furioso con lui in questo momento. Non credo che finirà presto. Anche i suoi compagni sono convinti che Vinicius non se lo stia inventando. Si vedeva la paura negli occhi di Prestianni. Si vedeva già che sapeva di aver commesso un errore enorme, credo che ci saranno delle conseguenze»

MINACCE DI MORTE – «Prestianni non lo ammetterebbe mai se l’avesse detto. Ma è un argomento terribile. Ho ricevuto 4.000 minacce di morte dall’Argentina la scorsa settimana perché ho espresso la mia opinione. Ognuno ha diritto alla propria opinione. Anche le persone che mi minacciano hanno un’opinione. Anch’io ho un’opinione basata su ciò che vedo».

PORTARE PRESTIANNI A MADRID – «Penso che il Benfica avrebbe dovuto già pensare: non portiamolo. Credo che la UEFA abbia pensato la stessa cosa, proteggerlo e poi indagare ulteriormente, ma questo non li porterà molto lontano. Ha tutto contro di lui, ma non si possono fornire prove concrete».

Mercato Milan, Goretzka diventa un obiettivo concreto a zero! Furlani prova l’affondo nonostante la concorrenza

Mercato Milan, Goretzka libera un’occasione d’oro a parametro zero: Furlani prepara la strategia per battere la concorrenza

Mentre il campo chiede una reazione dopo il pareggio con il Parma, il calciomercato del Milan si accende con una suggestione internazionale di primissimo livello. Secondo Calciomercato.com, i rossoneri si sono inseriti con decisione nella corsa a Leon Goretzka. Il centrocampista tedesco ha già comunicato al Bayern Monaco la volontà di non rinnovare il contratto in scadenza nel 2026, aprendo di fatto un’asta europea per assicurarselo a parametro zero.

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La strategia del Milan e l’ombra dell’Arsenal

La dirigenza rossonera si è mossa con largo anticipo: Furlani e Tare sono in contatto costante con la Roof, l’agenzia che cura gli interessi del giocatore e che segue anche Füllkrug. Un canale privilegiato che potrebbe favorire il Milan, anche se la concorrenza è di altissimo livello. Goretzka, oggi concentrato sulla corsa al Triplete con il Bayern, sogna un’esperienza all’estero: la Premier League, con l’Arsenal in prima fila, e l’Atletico Madrid restano le alternative più credibili.

Il Milan, però, resta in corsa a precise condizioni. La prima è la qualificazione alla prossima Champions League, requisito indispensabile per convincere il tedesco. La seconda riguarda l’ingaggio: Goretzka chiede oltre 5 milioni netti a stagione, più bonus e commissioni importanti. Infine, l’eventuale arrivo del centrocampista non è legato al futuro di Modric: il club vuole comunque aggiungere un profilo di spessore internazionale per alzare il livello della mediana.

La decisione finale non arriverà prima di giugno 2026, dopo la finale di Champions e con il Mondiale alle porte. Il Milan, però, è presente e vigile, pronto a sfruttare i rapporti con l’entourage del giocatore per provare a regalare ad Allegri un rinforzo di caratura mondiale.

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