Pagina 299 – Calcio News 24

Allenamento Milan, personalizzato per Gabbia: cosa filtra sul suo rientro

Allenamento Milan, lavoro personalizzato per Gabbia: cosa filtra sul rientro del difensore. Le ultime dalla seduta odierna a Milanello

Il Milan non ha tempo per piangersi addosso dopo il pesante ko interno rimediato contro il Parma a San Siro. La formazione guidata da Massimiliano Allegri mette immediatamente nel mirino la prossima decisiva trasferta allo stadio Zini contro la Cremonese. Per voltare subito pagina e difendere il prezioso piazzamento valevole per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, la squadra ha ripreso intensamente i lavori a Milanello. Nel corso della giornata odierna sono andate in scena due faticose sedute di allenamento per preparare al meglio la sfida. Durante la mattinata il gruppo ha svolto un importante lavoro in palestra per potenziare adeguatamente i carichi fisici. Nel pomeriggio, invece, i calciatori si sono trasferiti sul campo verde per dedicarsi esclusivamente alla tattica e ai nuovi schemi di gioco.

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Tuttavia, come appreso e confermato dalla redazione di Milannews24, Massimiliano Allegri deve ancora fare i conti con diverse pesanti assenze all’interno dell’infermeria. Oltre ai noti lungodegenti Loftus-Cheek e Santiago Gimenez, a destare enorme preoccupazione sono soprattutto le attuali condizioni di Matteo Gabbia. Il tesserato ha svolto anche nella giornata di oggi un mirato e attento lavoro personalizzato a parte. L’obiettivo primario è smaltire definitivamente il fastidioso problema muscolare accusato ai flessori della coscia destra. Questo imprevisto si è manifestato durante la fase di riscaldamento precedente alla partita giocata domenica scorsa.

Al momento, la sua effettiva presenza nella lista dei convocati per l’importante gara contro la Cremonese resta in fortissimo dubbio. Lo staff medico non ha la minima intenzione di correre rischi inutili che potrebbero compromettere pesantemente il finale di annata calcistica. I preparatori atletici stanno valutando attentamente un piano di recupero graduale per evitare qualsiasi possibile ricaduta. Le prossime 48 ore saranno totalmente determinanti per capire se ci sarà reale margine per rientrare o se l’assenza sarà confermata. I tifosi attendono aggiornamenti costanti dal centro sportivo per affrontare le ultimissime cruciali sfide in programma con l’intera rosa a disposizione.

Formazioni ufficiali Juve Galatasaray, le scelte di Spalletti e Buruk in vista della sfida di Champions League

Formazioni ufficiali Juve Galatasaray, gli schieramenti scelti da Spalletti e Buruk per la partita valida per i playoff di Champions

Le formazioni ufficiali Juve Galatasaray , match delle 21:00 e valido per la il ritorno dei playoff di Champions League 2025/2026. Ecco le scelte di Spalletti e Buruk:

FORMAZIONI UFFICIALI JUVE GALATASARAY

Juventus (4-3-3): Perin; Kalulu, Gatti, Kelly, McKennie; Thuram, Locatelli, Koopmeiners; Conceicao, David, Yildiz. All. Spalletti

Galatasaray (4-2-3-1): Cakir; Sallai, Sanchez, Bardakci, Jakobs; Lemina, Torreira; Yilmaz, Gabriel Sara, Lang; Osimhen. All. Okan.

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Bad Bunny omaggia Pelé, la storica giacca indossata durante il concerto: cos’è successo

Bad Bunny omaggia Pelé, la storica giacca indossata durante il concerto: l’accaduto durante l’esibizione dal vivo andata in scena a San Paolo

Il Re del calcio e la stella della musica si sono incontrati sul palco dell’Allianz Parque di San Paolo. Durante il suo atteso concerto sold out, l’artista portoricano Bad Bunny ha regalato al pubblico brasiliano un tributo indimenticabile a Pelé, esibendosi dal vivo indossando la storica giacca portata da O Rei durante la Coppa del Mondo del 1966.

Il tributo non si è limitato alla scelta del guardaroba. Bad Bunny ha modificato il testo della sua celebre hit Monaco. Il verso originale, che citava Messi e Maradona, è stato trasformato inserendo il riferimento a Pelé, infiammando immediatamente tutti i presenti.

Dietro questa iconica apparizione si nasconde un lavoro frenetico, risolto in meno di 24 ore. L’idea è nata dallo stilista Marvin Linares. La ricerca ha condotto il team da Cassio Brandao, proprietario del negozio Alambrado Futebol e Cultura e possessore di numerosi cimeli legati all’idolo del Santos. La collaborazione ha rischiato di saltare subito. Al primo tentativo, lo staff del cantante ha trovato la saracinesca del locale abbassata.

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NEGOZIO CHIUSO – «Venerdì sono passati dal negozio, ma avevo dato il giorno libero a tutta la mia squadra dopo la faticosa uscita del mio libro»

Grazie al rapido passaparola tra i collezionisti, il team ha rintracciato il proprietario sabato mattina per un incontro. Insieme hanno selezionato i capi sportivi, rispettando due rigide condizioni. È stato vietato l’uso di maglie autografate per la paura della pioggia. Inoltre, la giacca è stata prestata gratuitamente in cambio di un pass Vip. A fine serata, il prezioso cimelio è stato regolarmente restituito.

RESTITUZIONE CIMELIO – «Completamente sudato, ma in condizioni impeccabili»

Repice svela: «Ho parlato con Gattuso di Pio Esposito, mi aspetto anche quella convocazione in Nazionale. Se penso al Napoli mi viene in mente una domanda»

Il noto giornalista Francesco Repice ha detto la sua su diversi temi legati al calcio italiano e al campionato di Serie A

Intervenuto sulle frequenze di Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un Calcio alla Radio”, il giornalista e noto radiocronista, Francesco Repice, si è espresso così su diversi temi legati alla Serie A e alla Nazionale.

ATALANTA E ROMA – «L’Atalanta per la questione Champions ha un organico di qualità superiore del Como e non solo. Ha giocatori davvero forti. La Roma era la squadra maggiormente migliorabile nel mercato di gennaio. Grazie a Gasp, Malen, Venturino e Vaz hanno alzato la qualità del reparto offensivo. Ma l’Atalanta ha tanta qualità e esperienza da vendere. Bernasconi sta facendo benissimo; Scalvini è una realtà nazionale e internazionale. Mi ricorda quello che sta accadendo con Vergara e Pisilli. Quando gli italiani sono forti, giocano».

CHI CI VA AI PLAYOFF? – «Palestra me lo aspetto. Ho parlato con Gattuso di Pio Esposito. È in tutte le azioni; quando Hojlund ha la palla lunga, difficilmente viene anticipato dai difensori alle spalle. Quando c’è un centravanti, la squadra gioca bene. Con Malen la Roma è cambiata».

CALCIO ITALIANO DI BASSO LIVELLO? – «La partita Italia-Irlanda del Nord è importante. Buffon mi riproverebbe, non vogliono la pressione, ma capite perché è importante? Pio Esposito e Scamacca sono forti forti, senza considerare Retegui».

A CHE LIVELLO E’ IL NAPOLI? – «Premesso che gli errori arbitrali contano il giusto, fanno parte del gioco. Ma se io penso a tutto quello che ha avuto il Napoli quest’anno, mi domando: è giusta la posizione che ha in classifica? Sì, anzi. Ha fatto tanto».

SE PENSO AL MILAN? – «Sì, il secondo posto è giusto. Ci dobbiamo mettere in testa che la squadra è fatta di calciatori. Servono i calciatori. Se alla Juventus levi Bremer, togli tanto. Ha subito 16 gol nelle ultime sei partite, ma il problema è il centravanti?».

Infortunio Addai, che tegola per il Como! Problema in allenamento e stagione finita! L’esito degli esami

Infortunio Addai, che tegola per il Como! Problema in allenamento e stagione finita! L’esito degli esami e il comunicato del club

Arrivano pessime notizie per Addai. Durante l’allenamento odierno ha riportato una severa lesione del tendine d’Achille della gamba sinistra. La società ha confermato ufficialmente la diagnosi in seguito ai consueti accertamenti medici.

Nelle prossime ore avverrà l’operazione chirurgica. Una grave tegola per Cesc Fabregas, che perde definitivamente il giocatore per gli ultimi mesi di campionato. La sua stagione è di fatto già terminata.

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IL COMUNICATO – «La società Como 1907 comunica che, nel corso della seduta di allenamento odierna, il calciatore Jayden Addai ha riportato una lesione del tendine d’Achille della gamba sinistra. Il giocatore è stato sottoposto agli accertamenti clinici e strumentali di rito che hanno confermato la diagnosi. Nelle prossime ore verrà programmato l’intervento chirurgico».

Come vedere Juventus-Galatasaray gratis: le info per lo streaming free

Tra le partite di oggi, che chiudono il quadro dei playoff di Champions, c’è anche Juventus-Galatasaray. La possibilità concreta che la squadra di Spalletti non riesca a passare il turno c’è: il 5-2 subìto in Turchia richiede una vera e propria impresa.

I bianconeri devono credere nella rimonta: bisogna innanzitutto sbloccare la gara e poi il fattore pubblico potrebbe essere decisivo per rimettere in pari la qualificazione. Certo è che serve una gara perfetta, senza alcuna sbavatura.

Nelle prossime righe ecco tutte le info su dove vedere la Champions in TV e nella fattispecie il match Juventus-Galatasaray. Spoiler: c’è una buona notizia per i tifosi della Signora.

Guarda Juventus-Galatasaray gratis su Prime Video

Juventus-Galatasaray: come vederla gratis

Per chi non è ancora iscritto ad Amazon Prime, c’è la possibilità di guardare gratuitamente la partita grazie al periodo di prova di 30 giorni incluso per i nuovi utenti. La prova, usufruibile dai nuovi clienti. permette anche di accedere all’intero catalogo di Prime Video, con migliaia di film, serie e contenuti esclusivi.

Ecco passaggio per passaggio cosa bisogna fare per attivare la prova gratuita:

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Al termine dei 30 giorni, l’utente può scegliere tra abbonamento mensile a 4,99€, abbonamento annuale a 49,90€ oppure disattivare il rinnovo.

Le probabili formazioni di Juventus-Galatasaray

Il momento della Juventus è complicato. Dopo il pesante ko rimediato pochi giorni fa a Istanbul, è arrivata anche la sconfitta contro il Como, un risultato che ha ulteriormente aumentato la pressione sull’ambiente bianconero. La prossima gara rappresenta però un’occasione importante per voltare pagina e ritrovare fiducia, sia dal punto di vista del morale sia per dare una direzione diversa alla stagione. La squadra guidata da Luciano Spalletti è chiamata a reagire con una prestazione convincente per rimettersi in carreggiata.

Dall’altra parte il Galatasaray arriva a questo appuntamento con sensazioni contrastanti: la recente battuta d’arresto in Super Lig non ha scalfito la posizione di vertice in classifica e il gruppo continua a credere nel proprio percorso, forte anche del successo ottenuto tra le mura amiche contro la Juventus.

Per quanto riguarda la formazione, Yildiz e Bremer si sono allenati e saranno della partita. Tra i convocati per la partita contro il Galatasaray ci sono infatti anche loro due. Con le mosse di Spalletti a centrocampo potrebbero partire dal primo minuto McKennie e Kostic insieme a Locatelli e Thuram, in un assetto pensato per dare equilibrio tra copertura e spinta offensiva. In difesa Gatti resta una soluzione concreta qualora Bremer non dovesse recuperare in tempo.

Nel reparto avanzato dovrebbero trovare spazio Yildiz e David, con il compito di garantire velocità e imprevedibilità negli ultimi metri. L’obiettivo è aumentare la pericolosità offensiva e provare a sbloccare una fase realizzativa che nelle ultime uscite è apparsa meno incisiva del previsto.

La formazione di Istanbul, pur reduce da una sconfitta in campionato, mantiene un clima positivo all’interno dello spogliatoio. Il primato nella Super Lig alimenta le ambizioni europee e il successo casalingo contro i bianconeri ha dato ulteriore slancio alle convinzioni del gruppo. E la convocazione di Osimhen, reduce da alcune noie fisiche, non è in discussione.

Grande attenzione dovrà essere rivolta soprattutto al reparto offensivo dei giallorossi, dove spiccano profili di esperienza e qualità come lo stesso Victor Osimhen e Noa Lang, giocatori già conosciuti nel calcio italiano e capaci di incidere in qualsiasi momento della partita.

Ecco quali sono le probabili formazioni:

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Gatti, Kelly; McKennie, Thuram, Locatelli, Kostic; Conceicao, Yildiz; David. All. Luciano Spalletti.

GALATASARAY (4-2-3-1): Cakir; Sallai, Sanchez, Bardakci, Jakobs; Sara, Torreira; Yilmaz, Akgun, Lang; Osimhen. All. Okan Buruk.

Blatter durissimo: «Che cos’è la FIFA oggi? Si riassume nel suo presidente, Infantino. La FIFA è una dittatura!»

Blatter punge: «Che cos’è la FIFA oggi? Si riassume nel suo presidente, Infantino. La FIFA è una dittatura!». Le sue parole

A 89 anni, Sepp Blatter non ha alcuna intenzione di usare la diplomazia, specialmente se il bersaglio delle sue dichiarazioni è il suo successore, Gianni Infantino. In un’intervista al vetriolo rilasciata al quotidiano tedesco Bild, l’ex numero uno del calcio mondiale ha lanciato accuse pesantissime sull’attuale gestione della FIFA, delineando un quadro a tinte fosche in vista dei Mondiali del 2026.

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Un regno assoluto e senza contrappesi
Le parole dello svizzero non lasciano spazio a interpretazioni: la FIFA odierna avrebbe perso ogni parvenza di democrazia interna. “Che cos’è la FIFA oggi? Si riassume unicamente nel suo presidente, Infantino. La FIFA è una dittatura!”, ha tuonato Blatter, sottolineando come l’attuale Consiglio, composto da circa quaranta membri, sia stato di fatto svuotato di ogni reale potere decisionale, permettendo a Infantino di regnare come sovrano incontrastato.


L’asse con Trump e le ombre sul Mondiale 2026
Il vero nodo del contendere è la stretta e opaca vicinanza tra Infantino e l’amministrazione statunitense.
Blatter ha stigmatizzato aspramente la decisione di conferire a Donald Trump un controverso “Premio per la pace” alla fine dello scorso anno. “Trump sta orchestrando una gigantesca operazione pubblicitaria e per farlo ha bisogno del suo nuovo amico Infantino. Anche se il termine ‘complice’ sarebbe decisamente più appropriato”, ha attaccato l’ex dirigente.


Minneapolis peggio del Qatar, ma “no” al boicottaggio
Le preoccupazioni di Blatter si estendono al clima politico degli Stati Uniti, criticando le politiche discriminatorie (come i divieti di visto per alcune nazioni qualificate) e la delicata situazione legata alla sicurezza interna.
In un passaggio fortissimo, ha tracciato un paragone che farà discutere: “Ciò che è accaduto a Minneapolis è peggio di qualsiasi cosa sia successa in Qatar nel 2022”.


Tuttavia, nonostante questo scenario descritto come esplosivo, Blatter ha frenato nettamente sull’ipotesi di diserzione del torneo: “Sono contrario a un boicottaggio. Gli attori più importanti restano i giocatori, e loro desiderano ardentemente scendere in campo per la Coppa del Mondo”. La speranza ultima è che, al fischio d’inizio, il pallone riesca ancora una volta a silenziare la politica.

Gabriel Jesus Milan: tra il ‘canale’ Branchini e il nodo ingaggio, ecco le sensazioni verso giugno

Gabriel Jesus Milan, l’assist di Branchini e il problema ingaggio. Le ultime di calciomercato verso giugno

Il Milan continua a faticare in zona gol e l’estate 2026 si profila come quella della grande rivoluzione offensiva. Secondo Calciomercato.com, il nuovo nome sul taccuino di via Aldo Rossi è quello di Gabriel Jesus. L’attaccante brasiliano, ormai stanco del ruolo marginale ricoperto all’Arsenal dopo il rientro dal grave infortunio al ginocchio, sarebbe pronto a lasciare la Premier League per un progetto che lo rimetta al centro del gioco.

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Gabriel Jesus–Milan: l’incrocio con Allegri

L’operazione si intreccia con dinamiche di mercato particolari, soprattutto sul fronte dei procuratori. Gabriel Jesus è infatti tornato sotto la gestione della Branchini Associati, la stessa agenzia che cura gli interessi di Massimiliano Allegri. Un dettaglio che potrebbe agevolare il Milan, impegnato a ricostruire un reparto offensivo in cui nessuno — da Leao a Pulisic — appare oggi davvero incedibile.

I dettagli dell’operazione

Secondo quanto riportato:

  • Costo del cartellino: l’Arsenal valuta il brasiliano intorno ai 20 milioni di euro, cifra tutto sommato accessibile per un giocatore del suo livello, con contratto in scadenza nel 2027.
  • Ingaggio elevato: il vero nodo è lo stipendio. Gabriel Jesus guadagna circa 14 milioni lordi a stagione (265 mila sterline a settimana), numeri da top della Premier che richiederebbero un forte sacrificio economico o una spalmatura pluriennale.
  • Desiderio di cambiare aria: nonostante l’interesse del West Ham, il giocatore preferirebbe un’esperienza all’estero. In Serie A, oltre al Milan, anche la Juventus osserva la situazione.

Atalanta, Percassi nel pre gara: «La nostra gente stasera dimostrerà quanto vuol bene alla Dea»

Atalanta, Percassi ha rilasciato alcune dichiarazioni nel pre partita della sfida di Champions contro il Borussia Dortmund

Intervenuto nel nel pre partita di Atalanta Borussia Dortmund, gara dei playoff di ritorno di Champions League il dirigente nerazzurro Luca Percassi ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Le sue parole:

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

LE SUE PAROLE

PAROLE «C’è una grande passione, lo si vede in tutti i gesti di accompagnamento. La nostra gente stasera dimostrerà quanto vuol bene all’Atalanta. Annullamento pranzo UEFA? La speranza era che cogliessero l’apertura da parte nostra per dialogare. Non c’è stata, andiamo avant

PARTITA «Questa sarà una partita molto difficile, ma sappiamo quanto la Champions sia competitiva. Già esser qui è qualcosa di straordinario, ci godremo questa sfida con lo spirito dell’Atalanta e con la speranza di fare bella figura e di non avere rimpianti.

Ogni stagione quando si riparte noi non cambiamo mai il nostro approccio, che è quello di raggiungere il prima possibile la salvezza. Non è una frase fatta ma quello che pensiamo noi. In questi anni la capacità d’investimento fa ben sperare, ma vediamo tutti i giorni che i risultati sportivi non vanno di pari passo con gli investimenti. La verità è che gli investimenti ti permettono di arrivare a giocatori più importanti, ma noi devono portare a dei risultati sportivi e questo è quello che ci ha gratificato. La speranza è quella di fare meno errori possibili, poi l’ambizione di tutti è quella di far bene»

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Infortunio Solet, problema muscolare per il calciatore dell’Udinese: ecco l’esito degli esami

Infortunio Solet, lesione muscolare per il difensore dell’Udinese: ecco l’esito degli esami e il comunicato

Brutte notizie per l’Udinese sul fronte dell’infortunio di Solet. Il difensore bianconero ha riportato una lesione muscolare all’adduttore durante la gara di lunedì contro il Bologna e dovrà restare ai box per circa due settimane. Gli esami strumentali hanno confermato l’entità del problema e il giocatore ha già iniziato il percorso di recupero.

Solet salterà quindi le sfide contro Fiorentina e Atalanta, con l’obiettivo di tornare a disposizione per il match di metà marzo contro la Juventus.

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COMUNICATO – Udinese Calcio comunica che Oumar Solet ha riportato una distrazione al muscolo pettineo dell’adduttore. Il calciatore ha iniziato l’iter riabilitativo e sarà a disposizione nel giro di un paio di settimane.

Bologna, parla Italiano: «Speriamo di superare questo playoff, perché ci teniamo tantissimo. Su Zaniolo…»

Bologna, Italiano svela: «Speriamo di superare questo playoff, perché ci teniamo tantissimo. Su Zaniolo…». Le parole

Il Bologna arriva al ritorno dei playoff di Europa League forte dello 0-1 dell’andata, un risultato che vale più del singolo gol e che si somma a una striscia di tre vittorie consecutive capace di riaccendere l’entusiasmo attorno alla squadra. Al Dall’Ara i rossoblù di Vincenzo Italiano ospiteranno il Brann con l’obiettivo di chiudere il discorso qualificazione.

Alla vigilia della sfida, come di consueto, l’allenatore è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per presentare il match, soffermandosi sulle scelte di formazione e su diversi aspetti legati alla gara.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

CALCIO NORVEGESE «Sta crescendo, loro vanno rispettati al massimo. In vista di domani noi siamo in vantaggio di un gol, ma bisogna confermarlo contro una squadra organizzata e con qualità che cercherà di metterci in difficoltà. Dovremo farci trovare pronti a controbattere sperando di produrre e creare per cercare di fare gol»

SVOLTA SQUADRA «È cresciuta un po’ l’attenzione nel non possesso e la voglia di concedere meno. È chiaro che nei momenti di difficoltà bisogna trovare le soluzioni e ne abbiamo parlato tutti insieme. Abbiamo ora un atteggiamento giusto e corretto che ci ha permesso di vincere le ultime partite»

«Speriamo di superare questo playoff, perché ci teniamo tantissimo ad andare avanti in Europa. Sappiamo che se dovessimo superare questo scoglio inizierà un cammino dove si potranno affrontare squadre di grandissima qualità, però concentriamoci su domani perché sappiamo a cosa andiamo incontro. Poi abbiamo anche il campionato, dove abbiamo ricominciato a pedalare; penso sia cresciuta autostima nei miei ragazzi e spero si possa vedere domani»

CASTRO E BERNARDESCHI «Ho sempre detto che le partite le stappano i calciatori di qualità. Nelle ultime Castro ha tirato fuori delle giocate decisive, mentre Berna finalmente è stato decisivo per noi. Giochiamo ogni 3 giorni, la fatica si fa sentire e perdiamo qualche pezzo, si può migliorare nell’intesa da parte di tutti»

OBIETTIVO – «L’obiettivo iniziale era rimanere dentro tutte le competizioni intorno a marzo-aprile, abbiamo ancora l’Europa League. In campionato eravamo partiti fortissimo e abbiamo avuto una flessione, ma ancora ci sono tante partite. Vediamo dove arriveremo, tutto è ancora in essere: se dovessimo confermare questa crescita può accadere di tutto. Zaniolo? Mi era dispiaciuto perché aveva il naso sanguinante e si era fatto male, in primis volevo dirgli che i calciatori del Bologna non sono maliziosi ed è successo per caso, e poi che ho grande stima di lui, che è un patrimonio del calcio italiano. Può ancora mostrare le qualità che ha».

Formazioni ufficiali Atalanta Borussia Dortmund, le scelte di Palladino e Kovac in vista della sfida di Champions League

Formazioni ufficiali Atalanta-Borussia Dortmund, gli schieramenti scelti da Palladino e Kovac per la partita valida per i playoff di Champions

Le formazioni ufficiali Atalanta-Borussia Dortmund , match delle 18:45 e valido per la il ritorno dei playoff di Champions League 2025/2026. Ecco le scelte di Palladino e Kovac:

FORMAZIONI UFFICIALI ATALANTA BORUSSIA DORTMUND

ATALANTA (3-4-2-1) Carnesecchi; Scalvini, Hien, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino.

BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1) Kobel; Anton, Can, Bensebaini; Ryerson, Nmecha, Bellingham, Svensson; Beier, Brandt; Guirassy. Allenatore: Nico Kovac

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Infortunio Rovella, il chirurgo che ha operato il centrocampista biancoceleste svela i tempi di recupero! I dettagli

Infortunio Rovella, il chirurgo che ha operato il centrocampista della Lazio rivela i tempi di recupero: le ultime

Nicolò Rovella è stato sottoposto a un intervento chirurgico per ridurre e stabilizzare la frattura alla clavicola. L’operazione, durata circa 45 minuti, si è conclusa con successo. A confermarlo è il dottor Giovanni Di Giacomo, che ha eseguito l’intervento, sottolineando come, pur trattandosi di una procedura di routine, non sia particolarmente comune nel mondo del calcio.

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PAROLE – «Per noi è un intervento di routine, ma nel calcio è meno frequente, dovranno essere rispettati i tempi biologici necessari per un infortunio di questo tipo. Tempi di recupero? In linea generale si parla di circa tre mesi. Il ritorno agli allenamenti in gruppo è previsto intorno al secondo mese, mentre servirà un ulteriore periodo prima di poter tornare a giocare e affrontare i contrasti in partita».

Infortunio Rovella: tempi di recupero e prospettive

Nicolò Rovella dovrà portare un tutore alla spalla per circa 25 giorni, fino al 19 marzo. Terminata questa fase iniziale, il centrocampista inizierà un percorso riabilitativo seguito dallo staff fisioterapico della Lazio, che applicherà un protocollo specifico per accompagnarlo verso il pieno recupero.

PAROLE DOTT. DI GIACOMO – «Sono professionisti molto esperti, e abbiamo già concordato un protocollo specifico che prevede lavoro in palestra, in piscina e altre fasi progressive. Il calcio è uno sport di contatto, ma le problematiche più comuni sono legate a ginocchia e caviglie, mentre le fratture di clavicola sono circostanze più rare».

Calhanoglu Galatasaray, il vice presidente dei turchi: «Non abbiamo mai nascosto il nostro interesse. C’è stato un confronto con i dirigenti dell’Inter…»

Calhanoglu Galatasaray, il vice presidente del club turco: «Non abbiamo mai nascosto il nostro interesse». I dettagli

In vista della sfida europea contro la Juventus, il vicepresidente e direttore sportivo del Galatasaray, Abdullah Kavukcu, ha rilasciato a La Gazzetta dello Sport un’intervista carica di ambizione. Il dirigente ha ribadito che il club turco è pronto a puntare con decisione all’Europa, ma la vera notizia riguarda il mercato e, in particolare, l’Inter.

Nonostante Hakan Calhanoglu sia un perno assoluto nello scacchiere di Cristian Chivu e l’Inter stia dominando la Serie A con 64 punti, il Galatasaray ha tentato un nuovo assalto già nello scorso gennaio. L’obiettivo dichiarato è riportare il centrocampista a Istanbul per innalzare il livello internazionale della squadra. I nerazzurri hanno respinto l’offerta, ma sul futuro non ci sono certezze.

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PAROLE – «I calciatori che arrivano dal campionato sono perfetti per lo stile di gioco del Galatasaray. Okan Buruk, il nostro allenatore, ha giocato per tre anni nell’Inter, guarda tutte le partite di Serie A e ha delle idee molto… italiane. Per questo motivo veniamo spesso a Milano. Sì, abbiamo fatto un altro tentativo per lui. C’è stato un confronto con i dirigenti dell’Inter, ma ci è stato detto che Hakan non sarebbe partito durante il mercato invernale. La scorsa estate la trattativa è andata avanti per un po’? Non abbiamo mai nascosto il nostro interesse. Hakan è un’icona della nazionale turca e tifa Galatasaray.

Non so quando, ma sono certo che un giorno lo vedremo giocare per noi. Con l’Inter abbiamo un bel rapporto, anche se non abbiamo ancora concluso nessun affare. Quanto al Napoli, l’acquisto di Osimhen è stato complicato, ma è normale quando si parla di cifre così alte: De Laurentiis aveva fissato il prezzo e, quando ci siamo fatti avanti, voleva essere sicuro che saremmo stati in grado di versare tutti quei soldi. Esserci riusciti è motivo di grande orgoglio, perché abbiamo dimostrato a tutti il potere del nostro club».

Benfica, respinto il ricorso per Prestianni: l’UEFA conferma la squalifica e l’argentino salterà la sfida contro il Real Madrid

Benfica, niente via libera per Prestianni: l’UEFA respinge il ricorso e ufficializza l’assenza del talento argentino al Bernabeu

Gianluca Prestianni non sarà a disposizione per la sfida del Benfica contro il Real Madrid. Il ricorso presentato dal club portoghese per schierare l’argentino al Bernabeu è stato respinto dall’UEFA, confermando così la sua assenza.

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Nonostante avesse viaggiato con la squadra e partecipato regolarmente all’allenamento della vigilia, l’esterno non potrà scendere in campo. La squalifica era arrivata dopo il presunto episodio di razzismo nei confronti di Vinicius Junior, un caso che ha attirato grande attenzione mediatica.

Sul tema è intervenuto anche l’allenatore del Real Madrid, Álvaro Arbeloa, che ha ribadito la sua posizione: «L’ho già detto la scorsa settimana: la UEFA ha una grande opportunità se vuole continuare a lottare contro il razzismo. Non credo ci sia altro da aggiungere».

 Per il Benfica, aveva parlato Rui Costa«Prestianni viene etichettato come razzista, ma è tutto fuorché razzista. Posso garantirlo. Parlo a una settimana di distanza dal fatto ed è facile da spiegare».

COMUNICATO «Decisione dell’AB relativa alla sospensione provvisoria del calciatore dello SL Benfica Gianluca Prestianni. L’Organo di Appello UEFA ha adottato oggi la seguente decisione: Il ricorso presentato dallo SL Benfica è respinto. Di conseguenza, è confermata la decisione dell’Organo di Controllo, Etica e Disciplina UEFA del 23 febbraio 2026. Il sig. Gianluca Prestianni rimane provvisoriamente sospeso per la prossima partita della competizione UEFA per club alla quale avrebbe altrimenti diritto di partecipare».

Bernardeschi svela: «Una rimonta è un qualcosa che devi sentire dentro. Il giocatore più determinante di questa Juve è Yildiz»

Bernardeschi spiega: «Una rimonta è un qualcosa che devi sentire dentro. Il giocatore più determinante di questa Juve è Yildiz». Le parole

Federico Bernardeschi, intervistato da Prime Video, è tornato sulla storica notte del 2019 in cui la Juventus ribaltò l’Atletico Madrid, offrendo spunti di riflessione e motivazione in vista della sfida imminente contro il Galatasaray.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

RIMONTA 2019 – «Una rimonta è un qualcosa che devi sentire dentro, ci devi credere tanto devono succedere tanti fattori, ma la prima cosa secondo me è la consapevolezza di doverci credere. Dopo la partita c’era rabbia, c’era rancore, c’era quella ferita d’orgoglio anche giusta, una sana ferita d’orgoglio ti fa tirare fuori quel qualcosa in più. Sembrava veramente un’escalation tutti non vedevamo l’ora di giocare, di andare in campo e levarci questa cosa che avevamo dentro. Sai che io non l’ho mai percepita la paura di fallire in quella circostanza là. Più si avvicinava il momento e più mi sentivo vivo, mi sentivo che che c’era quella fiamma, quella consapevolezza di poterla ribaltare, perché quando ti pizzicano nell’orgoglio, una squadra fatta di campioni viene fuori».

PAROLE – «E abbiamo anche messo paura un po’ a loro, c’è stata proprio questa riaggressione feroce della palla subito, abbiamo dato proprio quella sensazione che: ‘stasera la giochiamo noi la partita’. La difficoltà secondo me era sbloccare la partita, dopo che l’avevi sbloccata avevi la serenità di dire: ‘ok adesso te la puoi portare avanti, puoi fare gol negli ultimi cinque minuti, puoi fare goal all’ultimo minuto».

YILDIZ – «Il giocatore secondo me più determinante di questa Juventus è Kenan. Kenan è quello che può determinare e può far fare quella cosa in più. Ognuno dei protagonisti, secondo me, deve avere la consapevolezza di potercela fare e mettere in campo veramente tutto quello che ha dentro e metterlo a disposizione per se stesso, ma soprattutto per tutti gli altri».

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Eziolino Capuano non ha dubbi: «Il ‘VAR a chiamata’ non ha motivo di esistere, ecco il motivo»

Eziolino Capuano non ha dubbi: «Il ‘VAR a chiamata non ha motivo di esistere, ecco il motivo». Le sue dichiarazioni

Eziolino Capuano, allenatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli sul Var e arbitri. Le sue parole:

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PAROLE – «Il ‘VAR a chiamata’ non ha motivo di esistere, perché ci sono poche telecamere a disposizione e quindi mancano gli strumenti per avere immagini realmente decisive. Su 300 chiamate solo in poche occasioni l’arbitro cambia idea perché dispone di un quadro chiaro dell’episodio. Il discorso sarebbe diverso in Serie A o in Serie B, dove il supporto tecnologico è nettamente superiore.

Io resto legato al calcio di una volta, ma se proprio deve esserci il VAR, allora in Serie A può avere un senso perché ci sono mezzi adeguati per rendere le decisioni più veritiere rispetto a quanto accade in Serie C. Inoltre, quando un arbitro viene richiamato al monitor è inevitabilmente condizionato. Penso a Milan-Parma: l’arbitro è a un metro dall’azione, valuta due infrazioni e annulla il gol. In quel caso il VAR non dovrebbe intervenire, perché si tratta di una decisione presa sul campo. Lo stesso discorso vale per l’episodio di Hojlund a Bergamo. Per me, allo stato attuale, il VAR è un fallimento».

Bodo Glimt, dov’era la squadra norvegese quando l’Inter alzava al cielo la Champions League nel 2010?

Bodo Glimt, un salto nel passato: la situazione del club norvegese quando l’Inter conquistò la Champions 2010

Nel 2010, mentre l’Inter alzava al cielo la Champions League completando uno storico Triplete, il Bodø/Glimt annaspava al sesto posto della seconda divisione norvegese. Sedici anni dopo, la geografia del calcio europeo si è clamorosamente capovolta. L’eliminazione dei nerazzurri per mano dei “salmonari” impone però di accantonare la pigra retorica del miracolo sportivo: dietro questo trionfo non c’è fortuna, ma una lezione di programmazione.

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La lucida analisi del New York Times
A certificarlo è un approfondimento del New York Times, che inquadra perfettamente le proporzioni dell’impresa. Bodø è una cittadina artica di 40.000 anime, che entrerebbero comodamente in un solo anello di San Siro.
Tuttavia, in campo non si è visto il classico copione della “piccola” che beffa un gigante in declino. L’Inter domina la Serie A a +10 e vanta due finali di Champions nelle ultime tre stagioni: semplicemente, è stata battuta sul piano tattico e atletico. Il Bodø ha martellato all’andata e ha gestito a Milano: nonostante il 29% di possesso palla e i soli 7 tiri (contro i 30 interisti), i norvegesi “non sono mai sembrati in pericolo di vita”.


Il paradosso della condizione e la ricetta Knutsen
Il dato più sconvolgente è che il Bodø sta giocando fuori stagione.
Il campionato norvegese è terminato a novembre, ribaltando il dogma secondo cui per competere a questi livelli serva il ritmo settimanale. Il merito non è di uno sceicco multimilionario, ma di una crescita organica: il calcio ad altissima intensità di Kjetil Knutsen si sposa con uno scouting geniale, capace di scovare talenti grezzi scartati dalle big ma dotati di un “Fattore X” funzionale al sistema.


Un appuntamento con la storia
I dati Opta rendono l’impresa leggendaria: per trovare una squadra esterna alle top 5 leghe europee capace di vincere quattro gare consecutive contro formazioni dei campionati d’élite in Coppa dei Campioni, bisogna tornare all’Ajax del 1972 (che poi vinse il trofeo). Dopo aver umiliato la Roma per 6-1 nel 2021, il Bodø ha mietuto un’altra vittima illustre. Ora, agli ottavi, toccherà a Sporting o Manchester City affrontare la “Cenerentola” che fa tremare l’Europa,

Piqué pronto a stupire tutti per lanciare la nuova stagione della Kings League: ecco cosa è successo

Gerard Piqué sorprende tutti per il lancio della nuova stagione della Kings League: ecco cosa è accaduto

Gerard Piqué non ha perso il vizio di stupire e, soprattutto, di provocare. Per lanciare la nuova stagione della Kings League, che prenderà il via domenica 1° marzo a Barcellona, l’ex difensore blaugrana ha scelto un colpo di teatro in pieno stile “Laporta”: una gigantografia pubblicitaria nel cuore di Madrid con un messaggio tutt’altro che velato rivolto ad Álvaro Arbeloa.

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“No somos tan CONOcidos”: il gioco di parole che scotta
Il cartellone, apparso tra le strade della capitale spagnola, recita testualmente: “No somos tan CONOcidos, pero lo seremos” (Non siamo così conosciuti, ma lo saremo). Il riferimento è evidente: quel “CONO” scritto in maiuscolo richiama il soprannome sprezzante — el cono — con cui i detrattori (Piqué in primis ai tempi delle loro sfide sul campo) etichettavano l’attuale allenatore del Real Madrid per la sua presunta staticità difensiva.


Non è solo una mossa di marketing, ma una dichiarazione d’intenti. Piqué ha voluto ribadire che la Kings League è tornata e lo ha fatto con lo spirito irriverente e votato allo spettacolo che l’ha resa un fenomeno globale.

Le novità della stagione 2026
Dopo il grande successo mediatico del Mondiale per Nazioni in Brasile, la competizione torna alle origini con il formato per club. Ecco i punti salienti di questa nuova edizione:
• Il ritorno dei 12 club: la lega ritrova la sua struttura classica, con i presidenti pronti a darsi battaglia sulla sedia della “Cupra Arena”.
• Lamine Yamal superstar: il giovane fenomeno del Barcellona è la nuova punta di diamante del progetto, vestendo i panni di presidente della Capital FC.
• Leggende al comando: confermata la presenza di pilastri storici come Iker Casillas (1K) e Marcelo (Skull FC), garantendo continuità alla rivalità tra ex stelle del calcio mondiale.
Un brand in cerca di consolidamento


La Kings League sta attraversando una fase cruciale. Dopo il boom iniziale e una successiva fluttuazione dei numeri, l’obiettivo di Piqué è consolidare il brand attraverso il “format club”, cercando di capitalizzare l’entusiasmo generato dall’ultimo torneo internazionale. La provocazione lanciata a Madrid serve proprio a questo: riaccendere la fiammarella del dibattito, coinvolgendo non solo i giovanissimi fan del web, ma anche il mondo del calcio tradizionale.
Il messaggio è chiaro: che piaccia o no, lo show di Piqué non ha intenzione di fermarsi.

Chelsea, lo sfogo di John Terry: «Escluso dallo staff tecnico ad interim, sono frustrato»

Chelsea, lo sfogo del difensore inglese John Terry: «Escluso dallo staff tecnico ad interim, sono frustrato». Le parole


L’ex leggendario capitano e bandiera del Chelsea, John Terry, non ha nascosto la propria amarezza per non essere stato coinvolto nello staff tecnico ad interim dei Blues lo scorso gennaio.
Una parentesi di transizione durata appena sei giorni, resasi necessaria per colmare il vuoto tra l’esonero di Enzo Maresca e la successiva nomina del nuovo allenatore Liam Rosenior.

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La delusione e l’esclusione
Attualmente impiegato due giorni al mese come mentore nell’Academy del club londinese, il quarantacinquenne ex difensore si aspettava una chiamata. A guidare la squadra in quei giorni burrascosi è stato invece Calum McFarlane, tecnico dell’Under-21, successivamente promosso ad assistente in prima squadra proprio da Rosenior.


Intervenuto sul canale YouTube “Golf Life”, Terry ha vuotato il sacco: “Non direi che sono infastidito, ma sicuramente frustrato. Facevo parte di quel gruppo dell’Under-21 che è stato selezionato per la transizione. Anche senza assumere la guida tecnica in prima persona… Calum ha preso le redini, ha fatto un lavoro eccellente e ha ottenuto un buon risultato, ma sento che avrei dovuto farne parte anche io”.


Il paradosso dei patentini UEFA
La ferita brucia ancora di più se si analizzano le qualifiche. Come sottolineato dalla BBC, l’ex centrale della Nazionale inglese ha completato l’intero percorso formativo, ottenendo la massima Licenza UEFA Pro e un diploma UEFA in leadership
. Al contrario, McFarlane possiede “solo” la Licenza UEFA B, ma è stato scelto dalla dirigenza per via del suo stretto legame lavorativo con Maresca.


Un dettaglio che Terry fatica a digerire: “Evidentemente la dirigenza, o i direttori sportivi che hanno preso queste decisioni, hanno detto ‘no’ alla mia inclusione. Non so per quale motivo”.


Un sogno già accantonato

Questo sfogo rappresenta l’ennesimo capitolo amaro nel rapporto tra Terry e la panchina. Già nell’agosto dello scorso anno, sfiancato dalla continua mancanza di opportunità concrete, l’ex difensore aveva annunciato pubblicamente la sua intenzione di rinunciare in via definitiva all’idea di intraprendere la carriera da primo allenatore.

Infortunio Miranda: le condizioni dell’esterno del Bologna e il comunicato ufficiale del club

Infortunio Miranda, come sta l’esterno del Bologna? Il comunicato del club e le ultimissime notizie

Brutte notizie per il Bologna: l’infortunio di Juan Miranda si è rivelato più serio del previsto. L’esterno sinistro dovrà restare ai box per circa tre settimane, saltando così il ritorno degli spareggi di UEFA Europa League contro il Brann e anche alcuni dei prossimi impegni di campionato.

Il difensore si era fermato lunedì nella gara contro l’Udinese e gli esami hanno confermato uno stop non breve. Sul fronte infermeria arrivano però anche segnali positivi: Heggem è già recuperato e sarà disponibile per la sfida europea di domani, mentre Lykogiannis rimane ancora indisponibile.

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COMUNICATO “Gli esami cui è stato sottoposto Juan Miranda hanno evidenziato una lesione di primo grado dell’ileopsoas destro, con tempi di recupero di tre settimane”. 

Fiorentina, Vanoli svela: «L’esempio del playoff di agosto insegna: la gara di ritorno non va mai presa alla leggera»

Fiorentina, Vanoli sicuro: «L’esempio del playoff di agosto insegna: la gara di ritorno non va mai presa alla leggera». Le parole

Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di UEFA Conference League contro lo Jagiellonia. Il tecnico ha analizzato il momento della squadra e l’importanza dell’impegno europeo, soffermandosi sulle sensazioni della vigilia e sulle aspettative per la gara.

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PAROLE «Il primo obiettivo resta ovviamente il passaggio del turno, ma voglio vedere anche l’atteggiamento di una squadra determinata a chiudere il discorso dopo aver vinto l’andata. L’esempio del playoff di agosto insegna: la gara di ritorno non va mai presa alla leggera. All’andata lo Jagiellonia ha gestito bene il possesso palla. Vincere aiuta a vincere: dal punto di vista mentale sarà una prova molto significativa»

PARTITA «Ogni situazione è utile per fare passi avanti. Tutte le squadre hanno pregi e difetti. Noi dobbiamo continuare a crescere, soprattutto nella gestione dei finali di partita. Stiamo migliorando, ma serve ancora tanto lavoro: contro il Pisa, ad esempio, Fazzini ha sbagliato al 94’ e subito dopo i nerazzurri hanno avuto un’occasione. Dobbiamo proseguire nel nostro percorso di crescita. I limiti non si eliminano in una sola partita»

CONVOCATI «La volta scorsa è stata una decisione legata a diversi fattori. Stavolta sono tutti disponibili, a parte chi è fuori dalla lista Uefa. Abbiamo programmato un’amichevole per permettergli di giocare e arrivare più pronto alla trasferta di Udine. Per il resto, il gruppo è al completo. Gudmundsson? Sì, è in ripresa. Era già in panchina contro il Pisa. Domani spero di concedergli qualche minuto perché per noi è un elemento fondamentale”»

DIFESA «Non conta solo la fase difensiva: quando si difende e quando si attacca bisogna farlo da squadra. Su questo stiamo migliorando, anche dal punto di vista atletico i difensori stanno crescendo: prima erano più esposti alle corse ad alta intensità. Il percorso può richiedere tempo, ma siamo sulla strada corretta»

CALCIO ITALIANO – «Ogni campionato ha caratteristiche proprie, ma stanno emergendo molte realtà competitive. Ho lavorato in diversi Paesi e mi sorprende chi tende a sottovalutare altri contesti. Domani affronteremo una squadra molto ben organizzata. La crescita della Premier League è stata favorita da tecnici di grande valore come Guardiola, Conte e Klopp. C’è una certa tendenza a non dare il giusto peso agli altri campionati».

Juve e Atalanta, l’arte della rimonta: una vittoria per riscrivere il destino europeo. Le storie (quasi) impossibili

Juve e Atalanta sfidano la storia per ribaltare Dortmund e Galatasaray. Ecco le storie delle rimonte impossibili (o quasi)

Il calcio, si sa, è l’unica religione che non ammette sentenze definitive prima del triplice fischio. Se l’andata dei playoff ha lasciato ferite profonde, la storia recente ci insegna che il ritorno non è mai una semplice passerella, ma un territorio dove la logica si inchina alla follia. Per l’Atalanta, chiamata a ribaltare lo 0-2 di Dortmund, e per la Juventus, che deve risorgere dopo lo scivolone di Istanbul contro il Galatasaray, il sentiero è stretto, ma già tracciato da altri “folli” che hanno trasformato il baratro in gloria.

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Non serve sfogliare almanacchi in bianco e nero per trovare ispirazione. Basta chiudere gli occhi e tornare alla notte di Anfield 2019, quando il Liverpool, senza Salah e Firmino e sotto di tre gol contro il Barcellona di Messi, schiantò i catalani con un 4-0 che resta scolpito nel mito. O ancora, l’incredibile “Remontada” del Barcellona contro il PSG nel 2017: quel 6-1 finale, arrivato dopo uno 0-4 all’andata, ha dimostrato che tre gol di scarto non sono un verdetto, ma una sfida al cronometro. Sono imprese nate dalla pressione asfissiante e da stadi trasformati in catini ribollenti, esattamente ciò che Palladino e Spalletti chiederanno ai propri tifosi.

L’impresa richiede però un equilibrio sottile tra cuore e ghiaccio nelle vene. Non si rimonta per inerzia, ma per strappi. Lo sa bene la Roma, che nel 2018 cancellò il Barcellona con un 3-0 perfetto all’Olimpico, o il Real Madrid dei miracoli del 2022, capace di segnare due gol in un minuto al Manchester City quando tutto sembrava perduto. Per l’Atalanta di Palladino servirà l’elettricità di Scamacca; per la Juve, la fame di Yildiz. Il Borussia e il Galatasaray arrivano in Italia con il vantaggio del risultato, ma con il terrore psicologico di chi sa che, in queste notti, un solo gol subito nei primi quindici minuti può far crollare anche il più solido dei muri.

Oggi il testimone passa alle italiane. Il Gewiss Stadium e l’Allianz Stadium sono pronti a vestirsi da arene d’altri tempi. La storia delle coppe europee è una collezione di “notti magiche” nate da situazioni disperate. Atalanta e Juve hanno novanta minuti (o forse centoventi) per smettere di essere vittime e diventare, ancora una volta, gli architetti dell’impossibile.

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Torino, panchina granata bollente: la storia dei subentri e la nuova scommessa D’Aversa

Torino e la sindrome del cambio in panchina: da De Biasi a D’Aversa, vent’anni di esoneri nell’era guidata da Cairo

L’esonero di Marco Baroni e il contestuale arrivo di Roberto D’Aversa non sono solo una scelta tecnica, ma l’ennesimo capitolo di una storia che si ripete. Con questo ribaltone, la gestione di Urbano Cairo tocca quota 14 cambi in panchina (tra esoneri e dimissioni) in poco più di vent’anni di presidenza. È un cerchio che si riapre, richiamando alla mente fantasmi del passato e speranze di rinascita che hanno segnato l’era moderna del Torino.

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Dalle origini ai ritorni: il valzer di De Biasi e Novellino

La cronistoria dei “ribaltoni” granata inizia paradossalmente con l’uomo della rinascita, Gianni De Biasi, esonerato a tre giorni dall’inizio della Serie A 2006/07 per far posto ad Alberto Zaccheroni, solo per poi essere richiamato a fine stagione per centrare la salvezza. Quello fu l’inizio di un periodo turbolento caratterizzato dal dualismo tra De Biasi e Walter Novellino: un continuo botta e risposta di esoneri e ritorni che evidenziò, fin dai primi anni della presidenza Cairo, la difficoltà di dare continuità a un progetto tecnico nei momenti di crisi.

La parentesi della stabilità e il ritorno all’incertezza

Dopo anni di caos, il Torino sembrò trovare la sua oasi di pace con Giampiero Ventura, capace di restare in sella per cinque stagioni consecutive. Tuttavia, una volta chiuso quel ciclo, la “scure” del presidente è tornata ad abbattersi regolarmente. Dall’esonero di Mihajlović nel 2018 (dopo un derby di coppa), passando per il traumatico addio di Mazzarri nel 2020 a seguito dello 0-7 contro l’Atalanta, fino alla sfortunata parentesi di Marco Giampaolo. Ogni cambio ha cercato di rispondere a una crisi d’identità, spesso con soluzioni d’emergenza come quelle di Longo o Nicola.

Il presente: Baroni, D’Aversa e la ciclicità del tempo

L’allontanamento di Baroni oggi ricalca dinamiche già viste: una squadra che perde certezze, una classifica che inizia a fare paura e la necessità di un “normalizzatore”. Come accadde con De Biasi nell’anno della fondazione o con Nicola nel momento più buio della pandemia, a D’Aversa viene chiesto di spegnere l’incendio. La storia granata sotto Cairo dimostra che il cambio in corsa è una medicina usata spesso, ma dai risultati alterni: un cerchio che si chiude e si riapre, tra la ricerca di un’identità perduta e l’imperativo categorico di difendere la Serie A.

Nuovo Stadio Flaminio, l’architetto Casamonti svela: «Senza interventi il rischio è che faccia la fine del Ponte Morandi»

Nuovo Stadio Flaminio, l’architetto Casamonti a sorpresa: «Senza interventi il rischio è che faccia la fine del Ponte Morandi». Le parole

Il futuro dello stadio Flaminio, individuato come la possibile nuova casa della Lazio, è appeso a un filo. L’architetto Marco Casamonti ha lanciato un monito pesantissimo, definendo lo stato della struttura “una vera e propria emergenza”. Secondo l’esperto, l’impianto romano si trova in una condizione di estrema vulnerabilità che mette a rischio la sua stessa tenuta.

Il paragone utilizzato da Casamonti è drammatico: la situazione del Flaminio è stata accostata a quella del Ponte Morandi di Genova. Il problema risiede nel cemento armato, materiale che compone l’opera e che, a causa del tempo e della mancata manutenzione, starebbe subendo un processo di degrado irreversibile. Il materiale si sta letteralmente sgretolando, rendendo il recupero dello stadio non solo una sfida architettonica, ma una corsa contro il tempo per la sicurezza pubblica

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PAROLE «Senza interventi il rischio è che lo stadio faccia la fine del Ponte Morandi. I lastroni di cemento del Flaminio sono vuoti dentro e negli anni l’acqua è entrata nelle giunture, andando a corrodere l’acciaio. Se non ci sarà un intervento crollerà».

Il piano Lotito per il Flaminio: tra sogno sportivo e nodi strutturali

Nonostante il pesante allarme sulla tenuta della struttura, la Lazio non arretra. Il presidente Claudio Lotito conferma la volontà di trasformare il Flaminio nella nuova “casa” biancoceleste, perseguendo l’obiettivo di restituire alla squadra un impianto storico nel cuore della Capitale. Il progetto rimane una priorità strategica, ma la criticità dei materiali emersa nelle ultime ore trasforma l’ambizione del club in una complessa operazione di ingegneria estrema.

Il percorso verso il nuovo stadio si preannuncia tuttavia in salita. Il piano di recupero, che include l’ambizioso ampliamento della capienza, dovrà essere necessariamente rivisto per integrare interventi di consolidamento strutturale d’urgenza. Senza un massiccio piano di investimenti e un cronoprogramma tempestivo per contrastare il degrado del cemento, il sogno di Lotito rischia di scontrarsi con pesanti ritardi burocratici e costi di messa in sicurezza che potrebbero far lievitare sensibilmente il budget iniziale del progetto.

Sampdoria, parla Brunori: «La Samp è stata la mia prima scelta. Una cosa che sognavo, che volevo. Ecco l’obiettivo»

Sampdoria, Brunori svela: «La Samp è stata la mia prima scelta. Una cosa che sognavo, che volevo. Ecco il nostro obiettivo»

Matteo Brunori si è già preso la Sampdoria. L’attaccante classe ’94, colpo di punta del mercato invernale, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport dove ha espresso tutto il suo entusiasmo per la nuova avventura sotto la guida di Angelo Gregucci. Il bomber umbro ha sottolineato la grande motivazione che lo spinge a diventare il trascinatore di un gruppo apparso rigenerato dai rinforzi di gennaio.

L’innesto di Brunori rappresenta la chiave di volta per il progetto salvezza dei blucerchiati: con la sua energia e il suo senso del gol, la Samp ha cambiato marcia, alzando sensibilmente il livello delle prestazioni. In una stagione delicata, Brunori è pronto a caricarsi il peso dell’attacco sulle spalle per condurre il club verso l’obiettivo prefissato.

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OCCASIONE SAMP – «La Sampdoria è stata la mia prima scelta. Una cosa che sognavo, che volevo. La cosa principale è arrivare il prima possibile a raggiungere la salvezza. Da parte nostra, i nuovi arrivati, ci si aspetta un aiuto».

TITOLARITA’ – «Mi sento bene. Naturalmente ci voleva un attimo per rimettermi in condizione. Venivo da spezzoni di partite. Sto trovando continuità e affinità coi compagni».

BEGIC – «Begic è un ragazzo che si applica, si impegna molto. Con lui c’è intesa, certo. Ma c’è affinità con tutti. Un gruppo che mi ha accolto benissimo».

MAGIA MODENA – «Il gol di Modena è servito per sbloccare tutto. E’ arrivato in modo molto bello. Speravo di fare un primo gol così. L’emozione di segnare a Marassi è difficile ritrovarla in altri campi. Un boato incredibile. Mi manca il gol sotto la gradinata Sud ora. Arriverà presto».

MAGLIA 99 – «Ho visto la lista dei numeri disponibili e mi sono permesso di scrivere un messaggio ad Antonio. Volevo prendere quel numero, sapevo l’importanza di questa maglia per questo club e per il giocatore che l’ha indossata. Cassano è stato veramente top, mi ha dato una carica incredibile».

BARI – «E’ giusto che i tifosi possano sognare. Ma noi ad oggi dobbiamo pensare a partita dopo partita. Sono arrivato che eravamo penultimi. Quando sei sotto non è facile tirare fuori la testa. Ora siamo un po’ fuori, serve la lucidità di capire come eravamo in quel momento. Bisogna uscirne il prima possibile. Si, col Bari è uno scontro diretto».

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Chivu Inter, ancora insieme? Ecco il piano di Marotta per blindare il tecnico nerazzurro

Chivu inter, il club prepara il blindatissimo rinnovo contrattuale per il giovane tecnico nerazzurro. I dettagli

Nonostante la brusca uscita dall’Europa per mano del Bodø/Glimt, il legame tra l’Inter e Cristian Chivu è destinato a consolidarsi. Secondo le indiscrezioni di mercato di Nicolò Schira, la società nerazzurra ha deciso di blindare il tecnico romeno, trasformando la delusione europea in un nuovo punto di partenza.

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I dettagli dell’accordo

Il progetto tecnico ruota attorno alla conferma dell’allenatore, con cifre e scadenze già delineate:

  • Scadenza: Contratto fino al 2028.
  • Opzione: Possibilità di estensione fino al 2029.
  • Ingaggio: Previsto un adeguamento salariale verso l’alto, premio per i 64 punti conquistati finora in campionato.

La filosofia di Marotta: continuità e giovani

Il Presidente Marotta e la dirigenza hanno premiato la capacità di Chivu di dare un’identità chiara alla squadra, anche nei momenti di emergenza (come l’assenza di Lautaro Martinez). Tra i meriti principali figurano:

  • La gestione del gruppo e la valorizzazione dei talenti emergenti, su tutti Pio Esposito.
  • La solidità della classifica nonostante i passi falsi nelle coppe.

Prospettive future

L’Inter sceglie dunque la stabilità. Il rinnovo non è solo una conferma formale, ma il segnale della volontà di dare seguito a un percorso di crescita a lungo termine, puntando su un allenatore che conosce profondamente l’ambiente nerazzurro.

Convocati Juventus per il Galatasaray, le scelte di Spalletti: presenti Bremer e Yildiz! Ben cinque gli assenti, la lista

Convocati Juventus per la sfida contro il Galatasaray, buone notizie per Spalletti: presenti Bremer e Yildiz! Cinque gli assenti

La Juventus ha ufficializzato la lista dei giocatori che prenderanno parte alla sfida decisiva di Champions League contro il Galatasaray. Una situazione non facile per Luciano Spalletti, costretto a fare i conti con una rosa pesantemente condizionata da infortuni e squalifiche.

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Infermeria e Squalifiche

Il reparto offensivo è quello più colpito dalle assenze fisiche: non saranno della partita Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik (già escluso dalla lista UEFA), oltre al difensore Emil Holm. La situazione si complica ulteriormente in difesa, dove pesano le squalifiche di Juan Cabal e Andrea Cambiaso.

Spazio ai Giovani

Per colmare i vuoti in organico, il tecnico ha deciso di puntare sulla linea verde, convocando due giovani talenti alla loro prima chiamata assoluta nella massima competizione europea:

  • Niccolò Rizzo (dalla Primavera)
  • Javier Gil Puche (dalla Next Gen)

Lo spirito di gruppo

Nonostante le rotazioni ridotte, la Juventus si affida ai suoi pilastri per tentare la rimonta. La presenza di leader come Bremer in difesa e il talento di Yildiz in avanti saranno fondamentali per mantenere la compattezza necessaria a ribaltare il risultato.

LA LISTA

1 Perin

3 Bremer

4 Gatti

5 Locatelli

6 Kelly

7 Conceicao

8 Koopmeiners

10 Yildiz

11 Zhegrova

13 Boga

15 Kalulu

16 Di Gregorio

17 Adzic

18 Kostic

19 Thuram

20 Openda

21 Miretti

22 McKennie

23 Pinsoglio

30 David

41 Gil Puche

50 Rizzo (inserito in Lista B UEFA).

Como, l’Europa adesso non è più un sogno: la rivoluzione tattica che sta incantando la Serie A

Il modello Como: ecco perché la squadra di Cesc Fàbregas esprime il miglior calcio d’Italia. E adesso l’Europa…

Il progetto del Como 1907 rappresenta un unicum nel panorama calcistico italiano, dove la solidità finanziaria della famiglia Hartono si fonde con l’irresistibile richiamo internazionale del Lago di Como. Non si tratta solo di calcio, ma della costruzione di un brand globale capace di attrarre investitori, icone della moda e del cinema, trasformando lo stadio Sinigaglia in un palcoscenico d’élite. La proprietà più ricca d’Italia sta dimostrando che, con una visione lungimirante, una piazza storica può evolversi in un polo d’attrazione mondiale, senza però perdere il legame viscerale con la propria terra.

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Il cuore pulsante di questa rivoluzione è il “Fàbregas-ismo”, una filosofia di gioco che riflette l’eleganza e la visione del suo mentore, Cesc Fàbregas. Il tecnico spagnolo ha imposto un’identità chiara: possesso palla proattivo, coraggio nella costruzione dal basso e una ricerca costante della bellezza tattica. Grazie al suo carisma, il Como è riuscito a portare in riva al Lario profili che fino a poco tempo fa sembravano utopia: dal genio cristallino di Nico Paz, capace di illuminare la trequarti, all’esperienza internazionale di Sergi Roberto. È un mix di gioventù sfrontata e saggezza tattica che rende i lariani una delle squadre più intriganti da osservare in questa stagione.

L’obiettivo immediato resta il consolidamento in Serie A, inteso però non come un semplice traguardo di sopravvivenza, ma come il primo mattone di un futuro europeo. L’entusiasmo della piazza è alle stelle: i tifosi hanno riabbracciato la massima serie con una maturità e una passione che alimentano il sogno di vedere, nel giro di pochi anni, le grandi notti delle coppe internazionali riflettersi nelle acque del lago. Il Como non vuole essere una meteora, ma una nuova potenza del calcio italiano pronta a riscrivere le gerarchie del pallone con stile e ambizione. E la Champions adesso non è un più così lontana…

Atalanta Borussia Dortmund, missione “Remontada”: Palladino a caccia dell’impresa contro il muro giallonero

Atalanta Borussia Dortmund, l’Anima della Dea contro l’impossibile: la notte in cui Bergamo vuole fare la storia

L’Atalanta di Raffaele Palladino si appresta a vivere una delle notti più complicate della sua recente storia europea. Il pesante 2-0 subìto al Westfalenstadion nell’andata dei playoff di Champions League obbliga i nerazzurri a una vera e propria missione impossibile: per staccare il pass per gli ottavi, servirà una vittoria con tre gol di scarto senza subirne alcuno. Nonostante il passivo, l’ambiente bergamasco crede nella rimonta, affidandosi al calore del proprio pubblico e a quella capacità di ribaltare i pronostici che ha reso la “Dea” una realtà temuta in tutto il continente.

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I precedenti tra le due formazioni non sorridono ai bergamaschi, evocando ricordi agrodolci. Il confronto più celebre risale ai sedicesimi di Europa League 2017/18, quando l’Atalanta sfiorò l’impresa contro i gialloneri. Dopo il 3-2 per il Dortmund in Germania, al ritorno a Reggio Emilia i nerazzurri rimasero in vantaggio fino a pochi minuti dal termine grazie a Josip Iličić, prima che un gol beffardo di Schmelzer spegnesse i sogni di gloria. Quella sfida segnò l’inizio della dimensione internazionale della Dea, che oggi cerca una rivincita storica contro la compagine della Ruhr.

In una sfida che promette scintille, i riflettori saranno puntati sui due “uomini copertina” capaci di cambiare l’inerzia del match in un istante. Per l’Atalanta, il pericolo numero uno è senza dubbio Scamacca: la sua capacità di saltare l’uomo e la sua freddezza sotto porta saranno fondamentali per scardinare la difesa tedesca fin dai primi minuti. Sul fronte opposto, il Borussia Dortmund risponde con la potenza fisica e il senso del gol di Serhou Guirassy, un attaccante letale negli spazi aperti che potrebbe punire ogni minimo sbilanciamento della retroguardia di Palladino.

Tatticamente, la sfida sarà una partita a scacchi ad alta velocità. Palladino dovrà trovare il perfetto equilibrio tra l’esigenza di attaccare con ferocia per colmare il gap e la necessità di mantenere una difesa impermeabile contro le ripartenze fulminee del Dortmund. Se i tedeschi cercheranno di gestire il ritmo sfruttando l’esperienza di giocatori chiave, l’Atalanta punterà tutto sulla pressione alta e sulla qualità dei suoi esterni. Servirà la “partita perfetta” per trasformare una serata di sofferenza in una leggendaria cavalcata europea.

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