Pagina 818 – Calcio News 24

De Bruyne si presenta ai tifosi del Napoli: «Odio perdere, è sempre stato così; voglio dare il mio contributo per vincere»

Le parole di Kevin De Bruyne, nuovo rinforzo del Napoli di Conte: «Qui c’è il progetto giusto per me, sono entusiasta»

https://www.calcionews24.com/napoli/Kevin De Bruyne ha parlato ai canali ufficiali del Napoli dopo il suo arrivo nella squadra campione d’Italia. Di seguito le sue parole.

AMBIZIONI – «Io e il Napoli condividiamo la stessa ambizione. Penso che sia il progetto giusto per me e mi impegnerò affinché possa dare il mio contributo per vincere. Dopo 10 anni in Inghilterra, questa per me è un’esperienza nuova. Io e la mia famiglia siamo entusiasti e non vediamo l’ora di iniziare a viverla».

COMPETIZIONE – «Sono sempre stato così. Odio perdere. La squadra ha vinto lo Scudetto l’anno scorso ed è in Champions League. Penso che potremo fare grandi cose insieme. La squadra vuole vincere, è ambiziosa, è una bella squadra. Era un bel progetto per me e spero di poter aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi».

IMPRESSIONE DEI TIFOSI NAPOLETANI – «Ricordo che i tifosi erano rumorosi, un po’ pazzi. Ma va bene così. Credo di capire un po’ Napoli, come la città sostiene la squadra. Era qualcosa di cui volevo far parte. Forse bisogna abituarsi un po’ all’inizio. Ma se tante persone sostengono la squadra, ci sarà una bella atmosfera e noi dovremo portare a casa dei risultati».

LUKAKU – «Conosco Romelu da quando avevo 13 anni. Ha parlato molto bene della squadra, della città. Non vedo l’ora di fare qualcosa insieme. Romelu e Dries conoscono molto bene la città, possono spiegarmi come funziona, come sono le persone, com’è vivere qua. Certo, devo abituarmi. Devo imparare un po’ di italiano. Sono entusiasta, è qualcosa di nuovo per me. Sono stato 10 anni in Inghilterra. Ma penso che sarà una bellissima esperienza per la mia famiglia e per me. Non vedo l’ora».

SALUTO AI TIFOSI – «Cari tifosi, sono qui per vincere. Forza Napoli!».

Mondiale per Club, chi si rivede! Ecco gli ex Serie A protagonisti fuori dall’Europa

Mondiale per club, tantissimi i volti noti che parteciperanno: ecco gli ex calciatori di Serie A che parteciperanno fuori dall’Europa

Il Mondiale per Club 2025 negli Stati Uniti sarà l’occasione per rivedere in campo volti noti della Serie A, oggi protagonisti in squadre extra-europee. Tra questi spiccano giocatori come Edinson Cavani e Sergio Romero, entrambi al Boca Juniors, che tornano sotto i riflettori dopo anni in Sudamerica. C’è poi Olivier Giroud, trasferitosi ai Los Angeles FC e pronto a condividere l’attacco con Ebobisse, e Thiago Silva, di nuovo al Fluminense dopo una lunga carriera tra Milan, PSG e Chelsea. Il Botafogo porta in campo Allan e Alex Telles, mentre il Flamengo si affida a un blocco ex Juventus con Alex Sandro e Danilo, oltre al centrocampista Gerson. Tutti nomi noti ai tifosi italiani, protagonisti di percorsi diversi ma accomunati da una nuova sfida mondiale.

Anche l’Arabia Saudita sarà ben rappresentata, con Sergej Milinkovic-Savic pronto a ritrovare Simone Inzaghi all’Al-Hilal dopo gli anni alla Lazio. E non mancano altri volti familiari: Jorginho, Pulgar, Martinez Quarta, German Pezzella, Rui Patricio, Cancelo, Koulibaly e Felipe Anderson arricchiscono una lista di ex Serie A oggi sparsi tra Asia, Sudamerica e MLS. In particolare, il Palmeiras schiera Gustavo Gomez, meteora al Milan e ora leader del club brasiliano. Tra nostalgie e nuove ambizioni, il torneo si conferma ricco di intrecci e rimandi, con l’aggiunta di un montepremi da un miliardo di dollari che alimenta l’interesse. Tra chi applaude l’ampliamento del torneo e chi critica il calendario affollato, il Mondiale per Club si propone come un crocevia globale, dove anche i grandi ex italiani si ritagliano un’ultima, suggestiva ribalta.

Milan, nuovo profilo per il centrocampo: si cercano giocatori esperti, ecco l’ultimo nome

Il Milan alla ricerca di rinforzi: a centrocampo Allegri chiede un giocatore che abbia qualità ed esperienza: ecco il nome che piace a Tare

Dopo la cessione di Reijnders e in attesa delle visite mediche di Luka Modric, il Milan è attivamente alla ricerca di un nuovo centrocampista per completare il reparto per Massimiliano Allegri. Tra i nomi valutati ci sono Ardon Jashari del Club Bruges e Javi Guerra del Valencia, ma il profilo che affascina di più sia il tecnico toscano che il direttore sportivo Igli Tare è quello di Granit Xhaka. Il centrocampista svizzero, reduce da una stagione dominante con il Bayer Leverkusen, è ritenuto l’ideale per portare esperienza e personalità a una mediana in evoluzione. I contatti tra le parti proseguono e l’interesse del giocatore per il progetto rossonero è concreto: a 32 anni, Xhaka sarebbe intrigato dalla prospettiva di un’ultima grande sfida in Serie A.

Intanto, a margine della Milano Football Week, Marcos Cafu ha commentato ai giornalisti presenti i movimenti di mercato del Milan, sottolineando l’importanza di fare acquisti funzionali all’idea di gioco di Allegri. In particolare, l’ex terzino rossonero si è espresso positivamente su due brasiliani nel mirino del club per la fascia destra: Dodò, protagonista di una grande stagione con la Fiorentina, e Wesley, giovane talento del Flamengo. Entrambi sono ritenuti giocatori di personalità e qualità, anche se il giudizio definitivo sul secondo potrebbe arrivare dopo il Mondiale per Club. Il Milan, dunque, si muove su più fronti, alla ricerca di equilibrio tra esperienza e futuro, consapevole che ogni scelta dovrà essere coerente con l’identità tattica del nuovo corso.

Milan, la rivelazione di Galeone su Allegri: «Prima di dire sì ai rossoneri ha aspettato quella squadra»

Le parole di Giovanni Galeone sull’arrivo di Massimiliano Allegri: il mentore del tecnico rossonero ha rivelato un retroscena sulla sua decisione

Giovanni Galeone, intervistato dal Messaggero Veneto, ha svelato un curioso retroscena sulla scelta di Allegri prima di firmare col Milan. Il tecnico livornese aveva due opzioni importanti sul tavolo, ma fu una telefonata decisiva a cambiare tutto a favore dei rossoneri. Di seguito le sue parole.

«Penso che Max abbia aspettato fino all’ultimo una chiamata dell’Inter. Aveva un accordo con il Napoli, prima che Conte decidesse di rimanere, ma per quanto ne so io è da sei mesi che Inzaghi si era promesso al club arabo. Strano che Marotta, che aveva avuto Allegri alla Juve, non lo abbia preso. Con tutto il rispetto per Chivu, un club che ha giocato due finali di Champions nelle ultime tre stagioni non può prendere un tecnico con 13 presenze in serie A».












Mercato Napoli, tutto fatto per il rinnovo di Meret: adeguamento dell’ingaggio, le cifre e tutti i dettagli

Mercato Napoli, ci siamo per il rinnovo di Alex Meret: adeguamento dell’ingaggio, le cifre e tutti i dettagli in casa partenopea

Manca solo l’annuncio ufficiale: Alex Meret è pronto a proseguire la sua avventura con il Napoli. Il portiere friulano rinnoverà il contratto con il club partenopeo la prossima settimana, estendendo l’attuale accordo fino al 2027.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il nuovo contratto garantirà a Meret un ingaggio da 2,5 milioni di euro netti a stagione. Una conferma di peso per il Napoli, che intende ripartire da certezze solide anche tra i pali.

Nell’ultima stagione, Meret ha collezionato 35 presenze tra Serie A e Coppa Italia, subendo appena 25 reti e mantenendo la porta inviolata in 18 occasioni. Statistiche che testimoniano la sua affidabilità e che hanno convinto la dirigenza a puntare ancora su di lui come pilastro della squadra.

Calciomercato PSG, accordo raggiunto con Zabarnyi! Il club inglese crolla e abbassa il prezzo: i retroscena dell’affare

Calciomercato PSG, c’è l’accordo con Zabarnyi! Il club inglese crolla e abbassa quindi il prezzo per lui: i retroscena e le ultimissime

Il Paris Saint-Germain accelera per rinforzare la propria difesa e sembra aver individuato l’obiettivo principale per il reparto arretrato: Illia Zabarnyi. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti dalla Francia, il club parigino avrebbe già raggiunto un’intesa di massima con il talentuoso difensore centrale ucraino per un contratto a lungo termine, valido fino a giugno 2030.


L’accordo con il giocatore rappresenta un passo fondamentale, ma la vera novità che riaccende la trattativa riguarda il club di appartenenza, il Bournemouth. Dopo una fase di stallo, dovuta a una richiesta economica iniziale ritenuta eccessiva dal PSG, il club inglese avrebbe ammorbidito la propria posizione. Le fonti riferiscono che il Bournemouth è ora “più ragionevole” sul prezzo del cartellino, un cambiamento che ha permesso la ripresa immediata dei dialoghi tra le due società.


Classe 2002, Zabarnyi è considerato uno dei difensori più promettenti del panorama europeo. Affermatosi come un pilastro del Bournemouth in Premier League dopo il suo arrivo dalla Dynamo Kyiv, ha dimostrato grande maturità, forza fisica e ottime qualità nell’impostazione del gioco, diventando un punto fermo anche della nazionale ucraina.
Il suo profilo giovane e dal potenziale enorme si sposa perfettamente con la linea tracciata dal tecnico Luis Enrique e dalla dirigenza del PSG, intenzionata a costruire una squadra solida per il futuro. L’accordo definitivo tra i club non è ancora stato siglato, ma il raggiungimento di un’intesa con il giocatore e la nuova disponibilità del Bournemouth rendono l’operazione decisamente in discesa. Le prossime ore saranno decisive per la fumata bianca.

Messico-Repubblica Dominicana: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al SoFi Stadium andrà in scena la sfida tra Messico-Repubblica Dominicana: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al SoFi Stadium di Los Angeles si giocherà la sfida di Gold Cup tra Messico-Repubblica Dominicana. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Messico (4-4-2): Malagon; Lara, Montes, Orozco, Chavez; Alvarado, C. Rodriguez, Lira, Huerta; Gimenez, Raul Jimenez. Ct: Aguirre.

Orario e dove vederla in tv

Messico-Repubblica Dominicana si gioca alle ore 04:15 di domenica 15 giugno per una sfida di Gold Cup. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT (canale 253) e in streaming su SKY GO e NOW.

Venezia Stroppa, il tecnico svela: «Sicuramente è una delle possibilità, la si sta prendendo in considerazione…»

Venezia Stroppa, il tecnico a sorpresa rivela: «Sicuramente è una delle possibilità, la si sta prendendo in considerazione…»

Intervistato ai microfoni di Sky Sport durante la “Milano Football Week”, Giovanni Stroppa, reduce dalla separazione con la Cremonese dopo aver conquistato la promozione in Serie A, ha commentato anche le prospettive per il proprio futuro. Tra le ipotesi sul tavolo, si fa largo quella di una possibile panchina al Venezia, che si prepara a salutare Eusebio Di Francesco, sempre più vicino al Lecce in vista della prossima stagione.

PAROLE – «Sicuramente è una delle possibilità, la si sta prendendo in considerazione. Vediamo strada facendo se arriverà questa opportunità oppure no».

Fiorentina, scelto il nuovo allenatore. E con lui arriva un bomber. Ma il vero sogno è a centrocampo e una telefonata è già partita…

Fiorentina, ecco il nuovo allenatore, la scelta è ricaduta su di lui. E con lui arriva un bomber. Ma il vero sogno è a centrocampo…

La Fiorentina ha scelto il suo nuovo condottiero: sarà Stefano Pioli a guidare la squadra viola nella prossima stagione. L’ex tecnico del Milan, il cui nome era circolato anche per la panchina della Nazionale dopo l’esonero di Spalletti, ha deciso di tornare in Italia dopo la sua esperienza in Arabia Saudita con l’Al Nasr. La firma è attesa nelle prossime ore, non appena verrà formalizzata la risoluzione del suo attuale contratto. La società ha puntato con decisione su di lui dopo le dimissioni di Raffaele Palladino, affidandogli il compito di aprire un nuovo ciclo ambizioso.


E le ambizioni sono chiare fin da subito, con il calciomercato che si accende di nomi altisonanti. Per l’attacco, l’obiettivo numero uno sembra essere Edin Džeko. Il centravanti bosniaco, desideroso di lasciare il Fenerbahçe per tornare in Serie A, avrebbe già dato la sua disponibilità al progetto viola. La Fiorentina è in pole position, superando l’interesse del Bologna, e i contatti sono in fase avanzata.


Ma il vero sogno, il “colpaccio” che Pioli starebbe tentando in prima persona, porta il nome di Sergej Milinković-Savić. Secondo le indiscrezioni riportate da La Nazione, sia l’area tecnica del club che lo stesso allenatore si sarebbero già mossi per sondare la volontà del “Sergente” di considerare un clamoroso ritorno in Italia, con Firenze come possibile destinazione. I tifosi viola possono iniziare a sognare in grande.

Postecoglou, l’Arabia Saudita a un passo. L’accordo è vicino, ma spunta un rivale che può cambiare tutto: ecco chi è in ballottaggio con l’ex Tottenham

Postecoglou, l’Arabia Saudita è vicinissima. L’accordo è vicino, ma spunta un rivale che può cambiare tutto: le ultimissime

Appena terminata la sua avventura al Tottenham, l’allenatore australiano Ange Postecoglou potrebbe essere vicino a una nuova e ricca destinazione. Secondo quanto riportato dal giornalista David Ornstein, il tecnico è oggetto di un forte interesse da parte del club saudita Al-Ahli e le trattative tra le parti starebbero progredendo molto rapidamente.


La carriera di Postecoglou al Tottenham è stata un vero paradosso. Da un lato, ha compiuto un’impresa storica, portando gli Spurs a vincere l’Europa League (battendo in finale il Manchester United di Ruben Amorim) e conquistando così il primo trofeo del club dopo 17 anni di digiuno. Dall’altro, il suo trionfo europeo è stato oscurato da una disastrosa stagione in Premier League, conclusa con una salvezza ottenuta per un soffio, che gli è costata la panchina. Il Tottenham ha già annunciato il suo successore, Thomas Frank, che ha firmato fino al 2028.


L’Al-Ahli, che vanta una rosa di stelle come Roberto Firmino, Riyad Mahrez, Ivan Toney e l’ex Porto Galeno, è attualmente guidato dal tedesco Matthias Jaissle. Nonostante la vittoria della Champions League Asiatica nella passata stagione, Jaissle ha rifiutato le offerte di rinnovo del suo contratto in scadenza nel 2026, spingendo il club a cercare un nuovo allenatore. La corsa per la panchina saudita, però, non è a senso unico. Oltre a Postecoglou, tra i candidati figura anche un nome di primissimo piano come la leggenda ed ex allenatore del Barcellona, Xavi Hernandez, rendendo la scelta finale ancora incerta.

Red Bull Salisburgo, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Red Bull Salisburgo, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Red Bull Salisburgo è inserito nel girone H del Mondiale per Club insieme a Real Madrid, Al-Hilal e Pachuca.

Salisburgo: la fabbrica dei talenti Red Bull

Fondato nel 1933 come SV Austria Salzburg, il club viola visse la sua prima età dell’oro negli anni ’90, raggiungendo una storica finale della Coppa UEFA nel 1994, poi persa contro l’Inter. Quella squadra, guidata dal carismatico portiere Otto Konrad, sorprese l’Europa e rimase nel cuore dei tifosi storici.

Lo spartiacque arriva nel 2005, quando Red Bull rileva il club, cambiandone radicalmente l’identità: nome, stemma e colori (dal viola al bianco-rosso). Mentre una parte della vecchia tifoseria fondava un nuovo club per preservare la tradizione, il Red Bull Salisburgo diventava una macchina da titoli in Austria e un modello di business calcistico globale. Grazie a una rete internazionale che include club come il Red Bull Leipzig, è diventato un incubatore di talento mondiale.

Da Salisburgo sono passati campioni come Sadio Mané ed Erling Haaland, acquistati giovani e rivenduti a cifre astronomiche. Il club è oggi sinonimo di un DNA “Red Bull” ben preciso: calcio aggressivo, verticale e ad altissima intensità. Nonostante le controversie legate alla multiproprietà, il club ha raggiunto traguardi importanti anche in Europa, come la semifinale di Europa League nel 2018 e gli ottavi di Champions League nel 2022.

Il giocatore che ci farà innamorare: Dorgeles Nene

Il giocatore chiave del RB Salisburgo è l’attaccante maliano Dorgeles Nene (classe 2002). Ha avuto un finale di stagione 2024/2025 sensazionale, sfiorando il titolo di capocannoniere del campionato austriaco. Nene è un’ala dinamica con grande velocità, dribbling e un istinto innato per il gol. La sua capacità di tagliare verso l’interno e di concludere a rete lo rende una minaccia costante. Il suo talento sarà cruciale per le ambizioni del Salisburgo nel Mondiale per Club, dove cercherà di replicare le sue ottime performance.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giovane più interessante: Edmund Baidoo

Tra i tanti giovani talenti che il RB Salisburgo scopre e lancia, un nome molto interessante è Edmund Baidoo (ala destra/attaccante, classe 2006). Baidoo si è messo in luce come “super sub” nella stagione 2024/2025, dimostrando grande impatto dalla panchina con gol decisivi. È un attaccante versatile e rapido, con buone capacità di dribbling e un’età che lo rende un prospetto futuribile di primissimo livello. Il Mondiale per Club sarà una vetrina ideale per questo giovane ghanese per mostrare il suo enorme potenziale.

L’allenatore: Thomas Letsch

Per guidare la sua giovane e talentuosa squadra, il Salisburgo ha scelto un uomo che conosce perfettamente la filosofia Red Bull: il tedesco Thomas Letsch. Nominato a inizio 2025, per lui si tratta di un ritorno nell’universo Red Bull, avendo già allenato in passato il FC Liefering, la squadra satellite del Salisburgo. Questa esperienza lo rende l’interprete ideale del DNA calcistico del club: pressing alto, verticalità e un gioco ad altissima intensità. Dopo le esperienze in Olanda con il Vitesse e in Germania con il Bochum, Letsch è tornato per garantire continuità al progetto, valorizzando i giovani talenti e portando avanti un sistema di gioco collaudato e riconoscibile. È l’uomo “di sistema” scelto per massimizzare il potenziale della rosa sul palcoscenico più importante.

Il punto più alto della loro storia: la finale UEFA e il dominio moderno

Il punto più alto nella storia del RB Salisburgo ha due facce. La prima, legata all’identità storica, è la finale di Coppa UEFA raggiunta nel 1993/1994, quando il club si chiamava ancora Casino Salisburgo. La seconda, simbolo dell’era moderna, è il dominio quasi ininterrotto nel campionato austriaco, con ben 14 titoli vinti negli ultimi 18 anni, inclusa una striscia di 10 consecutivi. Questo testimonia una leadership nazionale assoluta e una filosofia di sviluppo dei talenti unica in Europa.

QUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Dove può arrivare

Nel Mondiale per Club 2025, il RB Salisburgo è inserito in un girone difficile con Real Madrid, Al-Hilal e Pachuca. L’obiettivo primario sarà superare la fase a gironi, sfruttando il loro calcio aggressivo e ad alta intensità. Il Salisburgo è abituato a mettere in difficoltà avversari più blasonati. Il torneo sarà una vetrina eccezionale per i loro giovani, che cercheranno di mettersi in mostra. Possono realisticamente ambire a un posto tra le prime otto, lottando con Pachuca e Al-Hilal per il secondo posto dietro al Real Madrid.

Calciomercato, Roony Bardghji: sfuma il sogno francese! Il suo futuro è ora nelle mani di un solo club, ma il tempo stringe e c’è un ostacolo quasi insormontabile…

Calciomercato, Roony Bardghji: sfuma il sogno francese! Il futuro è ora nelle mani di un solo club, ma il tempo stringe e…

Le dinamiche del calciomercato possono cambiare radicalmente nel giro di poche ore, e la situazione di Roony Bardghji ne è la prova lampante. Secondo le ultime notizie riportate dalla testata danese Tipsbladet, il club francese dell‘Olympique Marsiglia ha improvvisamente fatto marcia indietro, ritirandosi dalla corsa per assicurarsi il talento svedese dell’FC Copenhagen.


Solo venerdì, la stessa fonte aveva rivelato come il club della Ligue 1 fosse sul punto di formalizzare un’offerta per il diciannovenne. Tuttavia, in un repentino cambio di strategia, il Marsiglia ha deciso di abbandonare la trattativa, costringendo il giovane attaccante a dire “au revoir” a un possibile futuro sulla costa mediterranea, almeno per il momento.


Ma chi è Roony Bardghji? Considerato uno dei più grandi talenti della sua generazione, è nato in Kuwait da una famiglia di origine siriana, prima di trasferirsi in Svezia da bambino. Mancino puro che ama partire dalla fascia destra per accentrarsi e concludere, è esploso nell’FC Copenhagen dopo essere cresciuto nel Malmö. Con il club danese ha infranto ogni record di precocità, debuttando e segnando in prima squadra a soli 16 anni. La sua fama internazionale è decollata nel novembre 2023, quando ha segnato il gol della storica vittoria per 4-3 contro il Manchester United in Champions League, un momento che ha acceso su di lui i riflettori dei top club europei.

Pachuca, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Pachuca, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Pachuca è inserito nel girone H del Mondiale per Club insieme a Real Madrid, Al-Hilal e Red Bull Salisburgo.

achuca: i pionieri del calcio messicano

Il Club de Fútbol Pachuca è uno dei club più affascinanti e antichi del Messico. Fondato nel 1901 da minatori inglesi, è considerato il club più antico del paese ancora in attività. Dopo decenni vissuti lontano dai riflettori, la svolta arriva a fine anni ’90, con la conquista a sorpresa del primo titolo nazionale nel 1999 da neopromossa.

Da quel momento, il Pachuca è diventato un modello di gestione. Nel 2001 ha fondato la Universidad del Fútbol y Ciencias del Deporte, un caso pressoché unico al mondo: un’istituzione accademica di proprietà di un club che forma professionisti in ogni ambito dello sport. Questa visione ha permesso al club di costruire un ecosistema virtuoso, basato sulla valorizzazione dei giovani e su uno scouting intelligente.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

La consacrazione internazionale arriva nel 2006 con la vittoria della Copa Sudamericana, diventando la prima e unica squadra della CONCACAF a sollevare un trofeo CONMEBOL, un’impresa storica. A questo si aggiungono i sei titoli continentali nella CONCACAF Champions League, che ne fanno una delle squadre più vincenti e rispettate della regione, capace di trasformare il piccolo stadio Hidalgo in una fortezza.

Il giocatore che ci farà innamorare: Salomón Rondón

Il giocatore chiave del Pachuca è l’esperto attaccante venezuelano Salomón Rondón. Nonostante abbia superato i 30 anni, Rondón si conferma un bomber prolifico e potente, il capocannoniere della sua nazionale. La sua leadership, la sua fisicità in area di rigore e la capacità di finalizzare le azioni sono fondamentali per il gioco offensivo del Pachuca. Ha guidato la squadra alla vittoria della Concacaf Champions Cup 2024, conquistando anche il titolo di capocannoniere e miglior giocatore. La sua esperienza internazionale sarà vitale per i messicani nel Mondiale per Club.

Il giovane più interessante: Emilio Rodríguez

Tra i giovani emergenti del Pachuca, il nome più promettente è quello di Emilio Rodríguez (esterno d’attacco/trequartista, classe 2003). Nonostante la giovane età, si è già messo in mostra vincendo il premio di “Miglior Giovane” nella Concacaf Champions Cup 2024. È un giocatore rapido, tecnico e capace di creare superiorità numerica, con un buon dribbling e una propensione all’assist. Il Pachuca lo sta facendo crescere con attenzione e il Mondiale per Club sarà una vetrina ideale per la sua definitiva consacrazione.

QUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

L’allenatore: Jaime Lozano

Per l’assalto al Mondiale, il Pachuca ha messo a segno un colpo a sorpresa, affidando la panchina a Jaime “Jimmy” Lozano. Ex CT della nazionale messicana, con cui ha vinto la Gold Cup 2023, e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo 2020 con l’Under 23, Lozano è uno degli allenatori più rispettati del paese. La sua nomina è una scelta strategica: è un tecnico che eccelle nei tornei brevi e intensi e che ha una comprovata abilità nel lavorare con i giovani talenti, una filosofia che si sposa alla perfezione con quella della “Universidad del Fútbol” del Pachuca. Il suo calcio è organizzato, flessibile e capace di creare un forte spirito di gruppo. È l’uomo giusto per guidare una squadra ambiziosa su un palcoscenico globale.

Il punto più alto della loro storia: la conquista del Sudamerica

Il punto più alto nella storia del Pachuca è la vittoria della Copa Sudamericana nel 2006. Questo trionfo li ha resi la prima e finora unica squadra non affiliata alla CONMEBOL a vincere un suo torneo continentale, un’impresa storicae irripetibile. A questo si aggiungono le sei Coppe dei Campioni CONCACAF/Champions Cup vinte (l’ultima nel 2024), che li rendono il club messicano più titolato nella competizione, simbolo della loro supremazia regionale.

Dove può arrivare

Nel Mondiale per Club 2025, il Pachuca è inserito in un girone molto impegnativo con il Real Madrid, l’Al-Hilal e il Salisburgo. Nonostante la forza degli avversari, ha dimostrato di essere una squadra temibile, capace di giocare un calcio offensivo e dinamico. L’obiettivo primario sarà cercare di superare la fase a gironi, puntando sul proprio calcio rapido e sull’esperienza di Rondón. Una buona prestazione contro il Salisburgo e un’impresa contro l’Al-Hilal potrebbero permettere loro di sognare un piazzamento tra le prime otto.

Inter Miami-Al Ahly: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Hard Rock Stadium va in scena la sfida del Mondiale per Club Inter Miami-Al Ahly: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Hard Rock Stadium di Miami si giocherà la gara valevole per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club tra Inter Miami-Al Ahly. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Inter Miami (4-4-2): Ustari; Allen, Martinez, Falcon, Fray; Segovia, Redondo, Busquets, Allende; Messi, Suarez. Allenatore: Mascherano.

Orario e dove vederla in tv

Inter Miami-Al Ahly si gioca alle ore 02:00 di domenica 15 giugno per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, sarà disponibile su DAZN per gli abbonati tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Al-Hilal, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Al-Hilal, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

L’Al Hilal è inserito nel girone H del Mondiale per Club insieme a Real Madrid, Pachuca e Red Bull Salisburgo.

Al-Hilal: il “Capo” d’Asia

Fondato nel 1957 a Riyad, l’Al-Hilal è oggi il club più prestigioso dell’Arabia Saudita e una potenza emergente del calcio globale. Il suo nome, che significa “la mezzaluna”, fu scelto per volere del re Saud, segnando fin da subito il legame con le alte sfere del potere. Soprannominati Al-Za’eem (“Il Capo”), i biancoblù hanno dominato il panorama nazionale e continentale, diventando il club più titolato dell’Asia con quattro AFC Champions League in bacheca.

La storia del club è legata a leggende come Sami Al-Jaber, simbolo del calcio saudita, ma ha subito una trasformazione radicale con la Saudi Vision 2030. L’Al-Hilal è diventato uno dei club più attivi al mondo sul mercato, ingaggiando stelle come Ruben Neves, Kalidou Koulibaly, Sergej Milinković-Savić e, soprattutto, Neymar Jr. nel 2023. Questa campagna acquisti ha sancito il suo ingresso nell’élite del calcio mondiale.

Sotto la guida di Jorge Jesus, nella stagione 2023/24 il club ha stabilito un record mondiale di 34 vittorie consecutive, dimostrando una dominanza assoluta. La tifoseria, guidata dagli Ultras Blue Power, infiamma lo stadio King Fahd International, specialmente durante il sentitissimo Riyadh Derby contro l’Al-Nassr. Oggi l’Al-Hilal è il simbolo del nuovo corso del calcio saudita: un gigante che punta al tetto del mondo.

Il giocatore che ci farà innamorare: Aleksandar Mitrović

Aleksandar Mitrović è senza dubbio l’uomo copertina dell’Al-Hilal. L’attaccante serbo è una vera macchina da gol, un centravanti classico e implacabile. La sua presenza fisica imponente, il colpo di testa letale e la freddezza sotto porta lo rendono il principale riferimento offensivo della squadra. La sua capacità di convertire le occasioni in reti è cruciale per le ambizioni dell’Al-Hilal. In un torneo come il Mondiale per Club, dove le difese sono di altissimo livello, la sua efficacia sarà fondamentale per sbloccare le partite.

Il giovane più interessante: Marcos Leonardo

Tra i giovani talenti dell’Al-Hilal, Marcos Leonardo (attaccante, classe 2003) è un nome da tenere d’occhio. Arrivato dal Benfica nel 2025, questo attaccante brasiliano ha già dimostrato un notevole fiuto del gol e un’ottima capacità di movimento. È veloce, tecnico e sa come farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. La sua giovane età e il potenziale ancora inespresso lo rendono un investimento importante per il futuro del club. Il Mondiale per Club sarà una vetrina ideale per vederlo all’opera contro avversari di calibro mondiale.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

L’allenatore: Simone Inzaghi

Per l’assalto al mondo, l’Al-Hilal ha scelto uno dei migliori allenatori italiani dell’ultimo decennio: Simone Inzaghi. Dopo aver vinto tutto in Italia con l’Inter ed essere arrivato a un passo dalla Champions, il “Re di Coppe” ha lasciato Milano per sposare l’ambizioso progetto saudita. Il suo marchio di fabbrica è il 3-5-2: un sistema basato su un gioco organizzato, corale, sullo sfruttamento delle fasce e sul dialogo tra le due punte. Inzaghi porta una cultura tattica europea di altissimo livello, e la sua sfida sarà implementare i suoi principi in un contesto nuovo, valorizzando le stelle a sua disposizione. La sua nomina è la prova che l’Al-Hilal non vuole solo vincere, ma farlo con un’identità chiara e moderna.

Il punto più alto della loro storia: dominio continentale e record mondiale

Il punto più alto nella storia dell’Al-Hilal è duplice. Da un lato, il record mondiale di 34 vittorie consecutive stabilito nella stagione 2023/2024, un’impresa che ha fatto il giro del mondo e ha dimostrato una dominanza assoluta. Dall’altro, le quattro AFC Champions League vinte, che li rendono il club più titolato d’Asia. Questi successi simboleggiano la loro leadership continentale e la costante ricerca dell’eccellenza, unita alla capacità di attrarre talenti di fama mondiale.

QUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Dove può arrivare

Nel Mondiale per Club 2025, l’Al-Hilal si presenta come un competitore credibile. Con una rosa ricca di stelle internazionali e sotto la guida del nuovo tecnico Simone Inzaghi, hanno la qualità per sorprendere. Inseriti in un girone difficile con il Real Madrid, l’Al-Hilal cercherà di superare la fase a gironi e puntare a un piazzamento nelle semifinali. L’organizzazione tattica di Inzaghi, unita alla qualità dei singoli, potrebbe permettere loro di fare un percorso storico per una squadra asiatica.

Real Madrid, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Real Madrid, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Real Madrid è inserito nel girone H del Mondiale per Club insieme ad Al-Hilal, Pachuca e Red Bull Salisburgo.

Chi è il Real Madrid: i Re d’Europa

Quando nel 1902 un gruppo di studenti fondò il Madrid Football Club, nessuno poteva immaginare che quella squadra sarebbe diventata il club più vincente della storia. Il nome “Real”, concesso da re Alfonso XIII nel 1920, e i colori sociali – il bianco puro de Los Blancos – ne definirono subito l’identità: un’istituzione legata al prestigio e al potere.

La svolta epocale avvenne negli anni ’50 con la presidenza di Santiago Bernabéu, che trasformò il club in una potenza planetaria. Portò a Madrid il più grande di tutti, Alfredo Di Stéfano, e costruì una squadra leggendaria che vinse le prime cinque edizioni della Coppa dei Campioni (1956-1960). Fu proprio Bernabéu, insieme al giornale L’Équipe, a spingere per la creazione di un torneo continentale, legando per sempre il DNA del Real alla sua competizione feticcio. Per il Madrid, la “Orejona” non è un trofeo, ma una religione.

Dopo la freschezza della Quinta del Buitre negli anni ’80, il club è stato rilanciato dall’era dei veri Galácticos di Florentino Pérez, con campioni come Zidane, Figo e Ronaldo, culminata nella magia della rovesciata di Zidane nella finale del 2002. Più recentemente, le gesta di Sergio Ramos e Cristiano Ronaldo hanno portato a un’altra era di dominio, con tre Champions consecutive. Il Real Madrid non è una squadra, ma uno stato d’animo: l’ossessione per la vittoria, la convinzione di essere i più grandi e la mistica delle “remontadas”.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

I giocatori che ti faranno innamorare: Vinicius e Bellingham

Vinicius, con la sua velocità abbagliante, il dribbling imprevedibile e la capacità di decidere le partite, è un’ala che incanta e terrorizza le difese avversarie. La sua progressione da giovane talento a superstar mondiale è stata fulminea. Bellingham, dal canto suo, ha ridefinito il ruolo del centrocampista moderno. Con la sua onnicomprensività tattica, la capacità di segnare gol pesanti e una leadership da veterano nonostante la giovane età, Jude è il motore e il cervellodella squadra. Insieme, questi due fuoriclasse rappresentano la forza motrice del Real Madrid, capaci di creare magia e proiettare il club verso nuovi trionfi.

Il giovane più interessante: Dean Huijsen

Al Mondiale per Club inizierà un nuovo ciclo per le Merengues, guidato da Xabi Alonso e con una rosa piena di campioni come Vinicius, Bellingham e Mbappé. L’ultimo nome ad inserirsi è Dean Huijsen. Difensore olandese – ma che ha scelto la nazionale spagnola – è passato per l’Italia: cresciuto nelle giovanili della Juve, per 6 mesi alla Roma e poi la cessione al Bournemouth, dove si impone come il miglior giovane difensore al mondo, prima di passare al Real per 60 milioni. A vederlo, con il suo fisico lungo e dinoccolato, non sembra nemmeno adatto al pallone, ma in campo si trasforma: è un difensore moderno, a tutto campo e perfettamente a suo agio con il pallone tra i piedi.

QUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

L’allenatore: Xabi Alonso

Per iniziare la sua nuova era, il Real Madrid ha scelto l’erede designato, il figliol prodigo tornato a casa: Xabi Alonso. Leggenda del club da giocatore e architetto del miracolo Bayer Leverkusen da allenatore, rappresenta l’unione perfetta tra l’identità madridista e la tattica moderna. Il suo calcio è elegante, intelligente e dominante, basato sul controllo del gioco e su una fluidità che esalta la qualità dei singoli. Dopo aver vinto tutto in Germania, la sua nomina sulla panchina più prestigiosa del mondo è vista come un passo naturale. È l’uomo giusto per gestire uno spogliatoio di stelle e per dare una garanzia di continuità vincente, ma con un’impronta di gioco ancora più definita e autoriale.

Il punto più alto della loro storia: un’egemonia senza tempo

Il punto più alto nella storia del Real Madrid è la sua assoluta egemonia in Coppa dei Campioni/Champions League. Non si tratta di un singolo momento, ma di due epoche di dominio incontrastato. La prima fu negli anni ’50, con la vittoria delle prime cinque edizioni consecutive della Coppa dei Campioni (1956-1960), un’impresa irripetibile guidata da Di Stéfano. La seconda, più recente, è stata la conquista di quattro Champions League in cinque anni (2014-2018), inclusi tre successi consecutivi, un record nell’era moderna. Questo dominio costante è ciò che definisce il club come il Re d’Europa.

Dove può arrivare

Il Real Madrid è una squadra costruita per vincere. È la padrona incontrastata del suo girone e una delle favorite assolute per il titolo. Il percorso sarà difficile già ai quarti, con una tra Juve e City, ma le Merengues, orfane di un trofeo internazionale in questa stagione, vogliono chiudere l’anno con il botto e iniziare la nuova era di Xabi Alonsonell’unico modo che conoscono: vincendo.

Al-Ain, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Al-Ain, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

L’Al-Ain è inserito nel girone G del Mondiale per Club insieme ad Manchester City, Juventus e Wydad.

Al-Ain: il “Leader” viola degli Emirati

Fondato nel 1968 da un gruppo di giovani locali e medici sudanesi, l’Al-Ain Football Club è oggi una delle società più prestigiose degli Emirati Arabi Uniti e di tutto il mondo arabo. Il nome “Al-Ain” significa “la sorgente” e riflette le radici della città-oasi. Sostenuto fin da subito dalla famiglia reale di Abu Dhabi, il club si è rapidamente imposto come il più titolato del paese.

La sua fama globale è esplosa durante la Coppa del Mondo per Club FIFA del 2018, quando, come squadra ospitante, ha raggiunto una storica finale contro il Real Madrid dopo aver eliminato il River Plate in semifinale. I colori sociali sono il viola e il bianco, una scelta inusuale che simboleggia nobiltà e ambizione. Il simbolo del club è la fortezza di Al-Jahili, monumento storico della città.

La tifoseria, nota come “Zaeem Nation” (La Nazione del Leader), è una delle più appassionate del Golfo e riempie le tribune dell’ultramoderno Hazza bin Zayed Stadium. Il club ha visto passare campioni come Asamoah Gyan e il fantasista emiratino Omar Abdulrahman, e continua a essere un punto di riferimento per il calcio della regione, sempre all’altezza del suo soprannome: “il Leader”.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giocatore che ci farà innamorare: Soufiane Rahimi

Il faro della squadra è senza dubbio Soufiane Rahimi, attaccante esterno classe 1996, già decisivo in campo internazionale. La sua velocità, l’istinto sotto porta e la capacità di accendersi nei momenti chiave lo rendono il leader tecnico della squadra. Dopo essere stato protagonista anche con la maglia del Marocco alle recenti Olimpiadi di Parigi, Rahimi ha dimostrato di poter brillare su palcoscenici globali. Con lui in forma, l’Al-Ain può sognare in grande. Atteso dagli osservatori internazionali, sarà uno dei nomi da segnare in rosso tra i protagonisti più pericolosi di questa edizione del Mondiale per Club.

Il giovane più interessante: Matías Palacios

Matías Palacios, argentino di 23 anni, è un trequartista con grandi doti tecniche e una visione di gioco raffinata. È in grado di creare occasioni da gol per i compagni e di inserirsi per concludere a rete. La sua capacità di dettare i ritmi offensivi e la sua versatilità nel giocare dietro le punte o come mezzala offensiva lo rendono un elemento cruciale per il gioco dell’Al-Ain. Il Mondiale per Club sarà una grande opportunità per lui di mostrare il suo talento su un palcoscenico globale e consolidare il suo status come uno dei talenti emergenti nel calcio asiatico.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

L’allenatore: Vladimir Ivić

Per affrontare il palcoscenico mondiale, l’Al-Ain ha scelto un “sergente di ferro” dalla comprovata esperienza internazionale: il serbo Vladimir Ivić. Arrivato a febbraio 2025, Ivić è un tecnico noto per la sua disciplina tattica ferreae per la capacità di costruire squadre estremamente organizzate e solide difensivamente. Ha vinto titoli in Israele con il Maccabi Tel Aviv e ha allenato in piazze esigenti come Watford e PAOK. Il suo approccio è l’opposto di un calcio puramente offensivo: Ivić punta a creare una squadra compatta, difficile da battere e letale nelle ripartenze. La sua nomina è una scelta di pragmatismo, con l’obiettivo di rendere l’Al-Ain un avversario ostico e preparato a soffrire contro i top club mondiali.

Il punto più alto della loro storia: la Champions asiatica del 2003

Un momento epocale nella storia del club arriva nel 2003, quando l’Al-Ain vince la AFC Champions League, diventando il primo e finora unico club emiratino a sollevare il massimo trofeo continentale. Il trionfo fu costruito grazie a una squadra compatta e a una campagna straordinaria che culminò nella finale contro i thailandesi del BEC Tero Sasana. Quel successo è rimasto un punto di riferimento storico, il momento che ha messo l’Al-Ain sulla mappa del calcio asiatico.

Dove può arrivare

Per gli emiratini vale il discorso fatto per il Wydad Casablanca: City e Juve sono irraggiungibili. Quello che possono provare a fare è metterle in difficoltà, provare a strappare qualche punto e poi sperare in un passo falso. In termini più realistici, la lotta sarà con i marocchini per il terzo posto nel girone.

Mondiale per Club: Reijnders, Huijsen, Sucic e i grandi acquisti che debuttano negli Stati Uniti. Spese premature o colpi decisivi per vincere?

Mondiale per Club: Reijnders, Huijsen, Sucic e tutti i top acquisti che debuttano negli Stati Uniti. Spese premature o colpi decisivi? L’analisi

Il countdown per il Mondiale per Club 2025 è ormai agli sgoccioli, e l’attesa per questa nuova, faraonica edizione è palpabile. Il torneo, con il suo formato ampliato e il montepremi stratosferico, non sarà solo una vetrina per i grandi campioni affermati, ma si configurerà come un vero e proprio banco di prova per i volti nuovi e i grandi ritorni, protagonisti di una sessione di calciomercato di giugno appositamente pensata per preparare le squadre a questa sfida globale. Molti di loro si troveranno di fronte al loro primo esame di portata mondiale, con la pressione di giustificare investimenti milionari e di dimostrare immediatamente il proprio valore.


Tra i colpi più fragorosi e attesi, spicca senza dubbio il passaggio di Tijjani Reijnders dal Milan al Manchester City. Per 70 milioni di euro, i Citizens si sono assicurati un centrocampista dinamico, con visione di gioco e capacità di inserimento. Per l’olandese, il Mondiale per Club sarà un battesimo di fuoco. Dopo aver brillato in Serie A, si troverà a misurarsi con i ritmi e l’intensità del calcio inglese, e subito dopo, con le migliori squadre del mondo. La sua capacità di dettare i tempi e di essere decisivo in fase offensiva sarà cruciale per Guardiola, che si affida a lui per aggiungere ulteriore qualità a un centrocampo già stellare. Reijnders avrà il compito non facile di non far rimpiangere nessuno in una squadra abituata a vincere tutto.


Il Real Madrid, sempre in prima linea sul mercato, ha puntato forte sulla difesa con l’arrivo di Trent Alexander-Arnold dal Liverpool per 10 milioni di euro e il giovanissimo Dean Huijsen dalla Roma per quasi 60 milioni, rendendolo il difensore più costoso della storia della Liga. Alexander-Arnold, seppur non giovanissimo in termini anagrafici per un “nuovo acquisto”, rappresenta un’evoluzione per la corsia destra dei Blancos, portando una visione di gioco e una capacità di cross uniche. Per Huijsen, invece, l’impatto sarà immediato e fortissimo: difensore centrale dal futuro assicurato, dovrà dimostrare di essere all’altezza di un investimento così oneroso e della pressione di giocare nel club più blasonato al mondo. Entrambi si troveranno subito immersi in un torneo dove ogni errore può essere fatale.

Anche l’Inter si è mossa sul mercato, puntando su giovani talenti. L’arrivo del centrocampista croato Petar Sucic e dell’esterno brasiliano Luis Henrique rappresenta una scommessa sul futuro, ma anche una mossa per dare profondità e nuove soluzioni a Mister Chivu. Per questi ragazzi, il Mondiale per Club sarà un’opportunità unica per mettersi in mostra su un palcoscenico globale, dimostrando di poter competere ai massimi livelli e di essere pronti a ritagliarsi un ruolo importante in una squadra ambiziosa come quella nerazzurra. La loro freschezza e voglia di stupire potrebbero rivelarsi armi preziose.


Non solo nuovi acquisti. Il Mondiale per Club sarà anche il palcoscenico per giocatori rientrati dai prestiti o che hanno avuto meno spazio in passato e ora si giocano una chance. La Juventus, ad esempio, ha riscattato Pierre Kalulu dal Milan e ha confermato in rosa Randal Kolo-Muani e Francisco Conceicao, con i rientri di Filip Kostic e Daniele Rugani. Per questi ultimi, in particolare, il torneo può rappresentare una seconda giovinezza o l’occasione per riaffermarsi, dimostrando a Tudor di poter essere pedine fondamentali nel nuovo progetto.


Il Chelsea, fresco vincitore della Conference League, ha rinforzato la rosa con Liam Delap, Mamadou Sarr e Dario Essugo, tutti giovani talenti che Maresca cercherà di inserire gradualmente ma che potrebbero trovare spazio nel corso del torneo. Allo stesso modo, il Borussia Dortmund ha riportato in Germania Jobe Bellingham, fratello minore di Jude, un investimento importante per il futuro che potrebbe avere la sua occasione per farsi conoscere al mondo.


Questo Mondiale per Club, quindi, sarà più di un semplice torneo estivo. Sarà un crocevia per molte carriere, un trampolino di lancio per giovani promesse e un banco di prova per gli affari milionari. Le prime partite saranno cruciali per questi volti nuovi e ritrovati, chiamati a lasciare il segno fin da subito e a dimostrare che l’investimento fatto su di loro era non solo giustificato, ma necessario per puntare alla gloria mondiale. La pressione è alta, ma l’opportunità è ancora più grande.

Wydad, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Wydad, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Wydad è inserito nel girone G del Mondiale per Club insieme ad Manchester City, Juventus e Al-Ain.

Chi è il Wydad Casablanca: amore, resistenza e passione rossa

Fondato nel 1937 a Casablanca, il Wydad Athletic Club – o WAC – è una delle istituzioni sportive più gloriose del Marocco. Nato in pieno Protettorato francese, fu un simbolo di orgoglio nazionale e resistenza culturale, essendo uno dei primi club interamente gestito da marocchini. Il nome “Wydad”, che significa amore in arabo, fu ispirato da un film egiziano.

Nel corso dei decenni, il WAC è diventato la squadra più titolata del Marocco e una potenza continentale, vincendo 3 CAF Champions League (1992, 2017, 2022). La sua storia è ricca di episodi epici, come la controversa finale del 2019contro l’Espérance, segnata da problemi con il VAR. I suoi colori sociali sono il rosso e il bianco, e il suo stemma è un’iconica rappresentazione calligrafica del nome del club.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

La tifoseria, nota come Winners 2005, è una delle più ferventi e spettacolari d’Africa, trasformando lo stadio Mohammed V in una bolgia con coreografie imponenti. Il derby di Casablanca contro il Raja è una delle rivalità più intense del mondo arabo. Il Wydad non è solo una squadra, ma una bandiera di dignità e appartenenza per un intero popolo.

Il giocatore che ci farà innamorare: Mohamed Rayhi

Il giocatore da tenere d’occhio nel Wydad è senza dubbio Mohamed Rayhi, attaccante esterno olandese che ha avuto un impatto immediato. Nei primi due mesi del 2025, ha messo a segno una rete ogni 76 minuti, numeri che raccontano il suo peso nell’attacco. Cresciuto nel vivaio del PSV Eindhoven, si distingue per dribbling secco, intelligenza tattica e capacità di inserirsi con tempismo letale. Nonostante sia al suo debutto nelle competizioni africane per club, si è adattato con sorprendente naturalezza. La sua ambizione è chiara: trascinare il WAC anche sul palcoscenico internazionale.

Il giovane più interessante: Moubarik

Nonostante abbia 24 anni, Moubarik è ancora considerato un giovane con grande potenziale. Rientrato da un prestito all’Al Ain, si sta affermando come un mediano dinamico e promettente. Le sue qualità principali sono la capacità di garantire sia energia che equilibrio al centrocampo. È un giocatore che sa recuperare palloni, ma anche impostarel’azione con intelligenza. La sua presenza è cruciale per la fase di transizione e sarà un elemento da tenere d’occhio per capire il suo definitivo impatto a livello internazionale.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

L’allenatore: Amine Benhachem

Per guidare la squadra nell’importante appuntamento mondiale, il Wydad ha scelto un uomo che conosce a fondo il calcio marocchino: Amine Benhachem. Nominato a fine maggio 2025, Benhachem è un tecnico esperto del campionato locale, la Botola Pro, avendo allenato diverse squadre come FUS Rabat e Chabab Mohammédia. La sua nomina rappresenta una scelta basata sulla conoscenza dell’ambiente e sulla capacità di gestire la pressione della piazza di Casablanca. Non è un allenatore dal grande nome internazionale, ma un tattico flessibile e un buon gestore del gruppo, in grado di adattare la squadra all’avversario. Il suo compito sarà quello di compattare il gruppo e prepararlo a una sfida tatticamente complessa, cercando di sfruttare l’orgoglio e la grinta del DNA Wydad per sopperire al gap tecnico con le corazzate europee.

Il punto più alto della loro storia: la Champions africana del 2017

Il momento più alto nella storia del Wydad è la vittoria della CAF Champions League nel 2017, dopo un’attesa di 22 anni. Guidati da giocatori chiave come Walid El Karti e Ayoub El Kaabi, i “Reds” sconfissero in finale l’Al Ahly, il colosso egiziano, in una serie avvincente che consacrò il club come una delle potenze del calcio africano e consolidò il suo legame passionale con una delle tifoserie più calde del continente.

Dove può arrivare

Gli ottavi di finale sono un obiettivo sostenibile per il club marocchino? Il gap con Manchester City e Juve è troppo ampio, anche se le due europee non arrivano dalla loro migliore stagione. Riuscire a strappare un punto a una delle due grandi d’Europa sarebbe già un’impresa storica e un obiettivo realistico per una squadra orgogliosa e ben organizzata come il Wydad.

Mondiale per Club: il grande giorno è arrivato, si parte! Il debutto di Messi, l’indifferenza locale, Boca Juniors e River Plate che sperano nel “disimpegno” europeo

Mondiale per Club: ci siamo, si parte! Il debutto di Leo Messi, l’indifferenza locale, Boca Juniors e River Plate… Le ultime

È arrivato il giorno. Il Mondiale per Club FIFA 2025 inizia questa notte a Miami con la partita inaugurale tra l’Inter Miami e gli egiziani dell’Al Ahly. Un incontro che di per sé non direbbe molto, se non fosse che nella squadra statunitense gioca un certo Lionel Messi. Il numero 10, che ha lasciato l’Europa per accasarsi nella MLS, dovrà mettersi nuovamente alla prova, a quasi 38 anni, non solo contro i mostri che affrontava in Champions League, ma anche contro le più grandi squadre sudamericane, tra cui Boca Juniors e River Plate. Sarà un mese di partite su partite, 63 in totale. Eppure, in terra yankee, per ora, l’unica febbre mondiale è quella portata dai tifosi argentini che iniziano a farsi sentire. Al di fuori di questo, il clima è pesante, e non solo per i 30-35 gradi che caratterizzano ogni giornata. Molto interessante ciò che scrive il quotidiano Clarin sulle sensazioni di questo inizio


Un clima teso: immigrazione e timori nell’America di Trump
Gianni Infantino, presidente della FIFA dal 2016, è l’artefice di questo evento inedito che riunisce molte delle migliori squadre del mondo, tutte qualificate per meriti sportivi ad eccezione della discussa inclusione “per nomina diretta” della squadra capitanata da Messi. Business is business, come è tatuato su questa terra che l’anno prossimo ospiterà il Mondiale per nazionali. E così, i giocatori in maglia rosa scenderanno in campo in un Hard Rock Stadium che vedrà dirigenti e celebrità nei suoi palchi, ma anche molti vuoti sugli spalti. Il grande pubblico non si lascia coinvolgere e coloro che lo fanno, in maggioranza latini, sanno che ai tempi di Donald Trump ci sono rischi che è meglio non correre. Il presidente, che proprio oggi compie 79 anni, si era dichiarato felice lo scorso dicembre «perché il calcio sta conquistando gli Stati Uniti», mentre avviava una delle politiche anti-immigrazione più feroci della storia, promettendo di deportare un milione di residenti illegali all’anno.


Miliardi di dollari e le stelle d’Europa
A Los Angeles, una delle dodici sedi, si sono registrati gravi incidenti e vige il coprifuoco. Nelle altre città, e specialmente a Miami, il timore è stato alimentato dalla conferma che nei dintorni degli stadi ci saranno agenti delle forze ICE e CBP, focalizzate rispettivamente sull’immigrazione e sul controllo delle frontiere. Di fronte alle voci di retate e arresti, le autorità hanno dovuto chiarire che si tratta di un’operazione di routine per la sicurezza. I turisti se la cavano meglio, ma la raccomandazione è di non separarsi mai dai passaporti. A Miami Beach, la zona più glamour, i tifosi argentini arrivati per vedere il Boca (che gioca lunedì contro il Benfica e venerdì contro il Bayern Monaco) si chiedono se si trovino biglietti per Messi. «Già che ci siamo…», riassume Román, un ragazzo di 22 anni di Córdoba, mentre fa sentire un audio in cui un amico dice che regalano i biglietti per la scarsa domanda. Nonostante le voci, il biglietto più economico costa 70 dollari, anche se i prezzi potrebbero scendere con l’avvicinarsi del fischio d’inizio.


Speranze sudamericane contro i giganti europei
D’Europa, poco o nulla, se non la presenza dei migliori giocatori e allenatori, che hanno mostrato una certa resistenza a mescolarsi con il “Terzo Mondo” del calcio, almeno fino a quando la FIFA non ha svelato l’entità dei premi: circa un miliardo di dollari, distribuiti in base ai risultati ma non in modo equo, rispettando il blasone di ciascun club, come se alcuni fossero protagonisti e gli altri semplici comparse. È molto probabile che nella finale del 13 luglio nel New Jersey arrivino i favoriti secondo l’Intelligenza Artificiale, le scommesse e il buon senso: il Real Madrid di Kylian Mbappé, rinnovato dall’arrivo di Xabi Alonso in panchina, il Manchester City di Guardiola e Haaland, che vuole chiudere con un sorriso una stagione terribile, il maestoso PSG di Luis Enrique o l’Atlético Madrid del Cholo Simeone. Le possibilità di un titolo per Boca e River sembrano remote. Eppure, tra i tifosi, la paura di una figuraccia lascia spazio all’illusione di un miracolo. «E se gli europei arrivassero stanchi? Se non la prendessero sul serio come noi?». Domande che sono desideri, alla ricerca di un’impresa storica. I tifosi… la cosa migliore e più genuinamente calcistica che si veda in questi giorni nel paese a stelle e strisce.

Manchester City, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Manchester City, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Manchester City è inserito nel girone G del Mondiale per Club insieme ad Al-Ain, Juventus e Wydad.

Manchester City: dalla working class al tetto del mondo

Il Manchester City nasce ufficialmente nel 1894, ma le sue radici affondano nel cuore della working class inglese. Per decenni è stato il club di Maine Road, nel quartiere operaio di Moss Side, con una tifoseria autoironica e fedele. Dopo un’epoca d’oro negli anni ’60 e ’70 con campioni come Colin Bell, Francis Lee e Mike Summerbee, il club visse un declino doloroso, fino a scivolare nella terza serie inglese nel 1998. Questa sofferenza ha però forgiato un legame indissolubile con i suoi tifosi, tra cui spiccano i fratelli Liam e Noel Gallagher, volti degli Oasis.

La svolta epocale arriva nel 2008 con l’acquisto da parte dello sceicco Mansour. Una campagna acquisti senza precedenti porta a Manchester campioni come Yaya Touré, David Silva e Sergio Agüero. È proprio l’argentino a scrivere la storia con il celebre gol al 93:20 contro il QPR nel 2012, che regala al club il primo titolo dopo 44 anni.

L’era della dominazione totale inizia nel 2016 con l’arrivo di Pep Guardiola. Sotto la sua guida, i Citizens diventano la squadra più dominante d’Inghilterra, culminando nella Champions League vinta nel 2023 che completa uno storico Treble. Nonostante il trasferimento nel moderno Etihad Stadium e la trasformazione in un brand globale, il club non ha dimenticato la sua anima popolare, rappresentando una delle più incredibili evoluzioni del calcio moderno. I suoi colori, l’azzurro cielo e il bianco, e il suo stemma con la nave e la rosa del Lancashire, restano simboli di una profonda identità cittadina.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giocatore che ci farà innamorare: Rodri

Se esiste un “regista” capace di farti innamorare del calcio nella sua essenza più pura, quello è Rodri. Il faro del Manchester City, anche dopo un grave infortunio al legamento crociato, sta recuperando con una determinazione ammirevole, puntando al Mondiale per Club 2025 da protagonista. Non è un calciatore appariscente, ma la sua bellezza sta nell’efficienza chirurgica: ogni passaggio è al posto giusto, ogni recupero palla è vitale. Rodri è il cervello che orchestra il gioco, la diga che protegge la difesa e l’architetto che costruisce le azioni. Il suo ritorno è un promemoria di come l’intelligenza e la dedizione possano rendere un giocatore maestro del proprio ruolo, un vero piacere per ogni appassionato.

Il giovane più interessante: Rayan Cherki

Il Manchester City è una parata di campioni: Haaland è il miglior numero 9 del mondo, Rodri ha appena vinto il Pallone d’Oro 2024. Ma se tra tutti c’è un giocatore da tenere sotto controllo è l’ultimo arrivato: Rayan Cherki. Passato ai Citizens dal Lione per 40 milioni, è uno di quei talenti purissimi sfornati dal vivaio dell’OL. È una seconda punta dalla tecnica sopraffina, un giocatore che per anni è stato un rimpianto per molti top club. Ora avrà la possibilità di esplodere definitivamente sotto gli ordini di Guardiola.

L’allenatore: Pep Guardiola

Sulla panchina del City siede il filosofo che ha cambiato il calcio moderno: Pep Guardiola. È l’architetto della dominazione del club, l’uomo che ha trasformato una squadra di stelle in una macchina perfetta. La sua religione calcistica, basata su possesso palla, gioco posizionale e pressing asfissiante, ha raggiunto il suo apice con la conquista della tanto attesa Champions League nel 2023. Guardiola è un maestro nell’elevare il livello dei suoi giocatori, con un’ossessione per la perfezione tattica che non ha eguali. La sua sola presenza in panchina è una garanzia di competitività e rende il Manchester City uno dei favoriti d’obbligo in qualsiasi competizione.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Il punto più alto della loro storia: l’urlo di Agüero nel 2012

Il momento più alto della storia del Manchester City resta il 13 maggio 2012, quando il club vinse la Premier League in modo epico. Sotto 2-1 al 90’ contro il QPR, il City ribaltò il risultato con i gol di Džeko e soprattutto Agüero, autore di una rete leggendaria al 93:20 che consegnò il titolo dopo 44 anni. Il boato dell’Etihad e il commento “Agüerooooo!” divennero iconici. Quell’istante non fu solo una vittoria, ma il simbolo della rinascita del club e l’inizio della sua nuova era di dominio.

Dove può arrivare

Il Manchester City viene da una stagione difficile, finita senza titoli in bacheca e con momenti di grande crisi. Tuttavia, la qualità della squadra è tale che la mettono tra le favorite per la vittoria finale. Nel girone sarà decisivo lo scontro con la Juve: in stagione le due squadre si sono affrontate e ad uscirne vincitrice è stata la Vecchia Signora, ma nel momento di maggiore crisi dei Citizens.

La JUVE vola in America per il Mondiale per club: le CURIOSITA’ da Caselle, i ritorni e il MERCATO – Video di Andrea Bargione

La JUVE è volata in America oggi per il Mondiale per club: le ultime CURIOSITA’ da Caselle, il MERCATO e molto altro – Video di Andrea Bargione

La Juventus nella giornata di oggi è partita per gli Stati Uniti d’America in vista della nuovissima competizione: il Mondiale per Club. I bianconeri sono arrivati all’aeroporto di Torino intorno alle 10:45 e, per JuventusNews24, c’era l’inviato Andrea Bargione.

Dall’aeroporto di Caselle, ci ha parlato delle ultimissime notizie prima che i bianconeri prendessero il volo, prossimi ma soprattutto pronti per cominciare la“missione” a stelle e strisce. Aspettiamo i vostri commenti sotto al video e le vostre senzazioni su questa nuova competizione.

Mamelodi Sundowns, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Mamelodi Sundowns, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

I Mamelodi Sundowns sono inseriti nel girone F del Mondiale per Club insieme a Borussia Dortmund, Ulsan HD e Fluminense.

Mamelodi Sundowns: i “Brasiliani” d’Africa

Il Mamelodi Sundowns Football Club, noto come “The Brazilians” per i suoi colori giallo e blu ispirati alla nazionale brasiliana, è oggi la squadra più dominante del calcio sudafricano. Fondato nel 1970 nel township di Mamelodi, il club si è trasformato da realtà locale a potenza continentale, vincendo numerosi titoli nazionali e una storica Champions League africana nel 2016.

Il soprannome “The Brazilians” riflette anche un’identità di gioco precisa: il famoso stile “shoeshine and piano”. Questa filosofia, che incarna un calcio elegante, fluido e basato sulla tecnica, è un marchio di fabbrica del club. Sullo stemma campeggia il motto “The Sky is the Limit” e la frase “Ubuntu-Botho”, un principio filosofico africano che sottolinea l’importanza della solidarietà e dell’umanità condivisa, creando un forte senso di fratellanza all’interno del club.

Nel contesto storico e sociale del Sudafrica post-apartheid, il club è un simbolo per i township e le comunità circostanti, rappresentando un’opportunità di riscatto e orgoglio. Negli ultimi otto anni ha vinto consecutivamente la Premier League sudafricana, un record che dimostra una supremazia assoluta a livello nazionale e una fame di successi che ora punta a farsi valere anche sulla scena mondiale.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giocatore che ci farà innamorare: Themba Zwane

Themba Zwane è la bandiera vivente di Mamelodi Sundowns. Cresciuto nel township di Tembisa, è il giocatore più decorato della storia di Sundowns, con nove titoli nazionali al suo attivo. La sua storia è un esempio di resilienza e talento. Incarna alla perfezione lo stile “shoeshine and piano”: è un giocatore intelligente, elegante, che sa sempre cosa fare con il pallone. La sua presenza in campo è un equilibrio perfetto di talento e umiltà. Dopo aver superato un grave infortunio, è tornato più forte di prima, determinato a continuare a scrivere la storia del club e a ispirare la prossima generazione di talenti dei township.

Il giovane più interessante: Siyabonga Mabena

Siyabonga Mabena, classe 2007, è il gioiello del settore giovanile del Mamelodi Sundowns e un vero prodigio del calcio sudafricano. Ha debuttato in prima squadra a soli 16 anni e nel 2024 il prestigioso The Guardian lo ha inserito tra i 60 migliori giovani talenti mondiali. È un’ala sinistra dotata di velocità fulminante, dribbling eccellente e visione di gioco. Sebbene il suo impiego sia ancora limitato, il club punta forte su di lui per il futuro. Il Mondiale per Club potrebbe essere la sua prima, grande vetrina per mostrarsi su un palcoscenico globale.

L’allenatore: Miguel Cardoso

Alla guida dei Sundowns c’è il tecnico portoghese Miguel Cardoso, arrivato a fine 2024 per portare una mentalità da élite europea. Il suo stile è descritto come un mix di Guardiola (precisione tecnica), Mourinho (forza motivazionale) e Arteta (creatività tattica). Cardoso non è un rivoluzionario, ma un perfezionatore: il suo compito è elevare una squadra già dominante. È noto per la sua attenzione maniacale ai dettagli, l’uso di strumenti visivi per spiegare i suoi concetti e un approccio pragmatico. È stato scelto per gestire la pressione di un club che deve vincere sempre e per portare i Sundowns a un livello superiore sulla scena internazionale.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Il punto più alto della loro storia: la conquista dell’Africa nel 2016

Il momento più alto nella storia del Mamelodi Sundowns è arrivato nel 2016 con la conquista della CAF Champions League. Guidati dal carismatico tecnico Pitso Mosimane, i “Brazilians” superarono lo Zamalek nella doppia finale, con un 3-0 all’andata che mise in cassaforte il titolo. Fu un trionfo storico: il primo per il club e il secondo in assoluto per una squadra sudafricana nella competizione. Quel successo portò il club a partecipare al Mondiale per Club, consacrandolo come una potenza continentale stabile e ambiziosa.

Dove può arrivare

Vale il discorso fatto per l’Ulsan HD: il livello è troppo più basso rispetto a Borussia Dortmund e Fluminense. Gli ottavi sarebbero un’impresa, la lotta più realistica è per il terzo posto nel girone contro la squadra coreana, in uno scontro che si preannuncia equilibrato e interessante.

Mercato Lazio, c’è il nome nuovo in difesa! Ecco l’identikit del prossimo colpo dei biancocelesti

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La Lazio guarda al futuro con ambizioni rinnovate e punta a rafforzare la rosa per tornare ai vertici della Serie A. Tra i profili monitorati spicca il nome di Federico Bonini, difensore di proprietà della Virtus Entella, squadra appena promossa in Serie B.

Il centrale classe 2001 si è messo in luce nella passata stagione al Catanzaro, realizzando ben 8 gol e servendo 5 assist: numeri impressionanti per un difensore. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il direttore sportivo Fabiani e il presidente Lotito stanno valutando attentamente il possibile innesto, ma la decisione finale spetterà a mister Sarri, che dovrà capire se Bonini può essere un valore aggiunto per la sua squadra.

Ulsan HD, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

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L’Ulsan HD è inserito nel girone F del Mondiale per Club insieme a Borussia Dortmund, Mamelodi Sundowns e Fluminense.

Ulsan HD: le tigri di Corea

Fondato nel 1983 come Hyundai Horang-i, il club di Ulsan nasce sotto l’ala della celebre casa automobilistica, con il nome “Horang-i” che significa “tigri” in coreano, un soprannome che riflette l’aggressività e la forza della squadra. Oggi noto come Ulsan Hyundai FC, il club si è affermato come uno dei protagonisti del calcio coreano, con la consacrazione internazionale arrivata con la conquista della AFC Champions League nel 2012.

I colori ufficiali sono il blu e l’arancione, e il simbolo del club è una tigre, fiera e agile. Questa identità è portata con orgoglio dalla sua tifoseria, una delle più affascinanti d’Asia. Conosciuti anche loro come i “Horang-i,” i tifosi creano un’atmosfera unica nello stadio Munsu, con la curva di casa soprannominata “Tifone Blu” per la sua incredibile potenza. Il loro tifo incessante, fatto di cori, tamburi e spettacolari coreografie, è considerato un fattore determinante nelle partite casalinghe.

La storia del club è legata a figure leggendarie come il tecnico Kim Ho, che portò i primi successi, e il portiere Lee Woon-jae, simbolo della nazionale. Lo stadio Munsu, noto come “Big Crown Stadium” per la sua architettura, è il tempio dove le “tigri” hanno scritto le pagine più importanti della loro storia.

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Il giocatore che ci farà innamorare: Jo Hyeon-woo

Dopo il debutto al Daegu FC nel 2013, Jo Hyeon-woo si è affermato come uno dei migliori portieri della Corea del Sud. La sua fama è esplosa ai Mondiali di Russia 2018, dove ha brillato con parate decisive. Trasferitosi all’Ulsan Hyundai nel 2020, è diventato un pilastro fondamentale per la conquista di tre titoli consecutivi della K League, un’impresa che mancava da 15 anni. Jo ha giocato un ruolo chiave anche nelle competizioni continentali, portando il club al Mondiale per Club. A 33 anni, è ancora il portiere titolare della nazionale sudcoreana, un leader silenzioso e un portiere spettacolare tra i pali.

Il giovane più interessante: Yoon Jae-seok

Yoon Jae-seok è stato un acquisto significativo per l’Ulsan HD nel 2025 dal Jeonnam Dragons. Nonostante la sua giovane età (21 anni), ha già dimostrato grande potenziale, tanto da essere stato nominato per il “Giovane Giocatore dell’Anno” della K League 2. Yoon è un’ala nota per il suo dribbling dinamico, la capacità di sfruttare gli spazi e una notevole etica del lavoro. È considerato una delle principali “under-22” dell’Ulsan e si prevede che avrà un ruolo importante, anche grazie alle regole della K League che favoriscono l’impiego dei giovani.

L’allenatore: Kim Pan-gon

Alla guida delle Tigri c’è uno stratega con una vasta esperienza internazionale: il sudcoreano Kim Pan-gon. Nominato a fine luglio 2024, il suo profilo è diverso da quello di molti suoi colleghi: ha costruito la sua reputazione allenando le nazionali di Hong Kong e della Malesia, portando quest’ultima a una storica qualificazione in Coppa d’Asia. È conosciuto per essere un tecnico moderno, meticoloso e data-driven, che implementa un calcio ad alta intensità e basato su un pressing aggressivo. Il suo arrivo a Ulsan segnala la volontà del club di adottare un approccio più europeo e scientifico per competere sul palcoscenico globale. È un allenatore che chiede il massimo ai suoi giocatori, sia fisicamente che tatticamente, e la sua sfida sarà applicare questi principi contro le migliori squadre del mondo.

Il momento più alto della loro storia: la rimonta epica del 2012

Il momento più iconico della storia di Ulsan Hyundai è la vittoria della AFC Champions League 2012. La finale contro l’Al-Ahli Dubai fu una doppia sfida: dopo la pesante sconfitta per 3-0 all’andata, pochi credevano nella rimonta. Ma al ritorno, il Munsu Stadium si trasformò in una bolgia, dando vita al famoso “il tifone”: un vortice di tifo che spinse la squadra. Con una prestazione leggendaria, l’Ulsan rimontò lo svantaggio, vincendo 3-0 e trionfando ai rigori. Quel giorno, il “Tifone Blu” dimostrò di essere il dodicesimo uomo in campo, spingendo la squadra a uno dei più grandi successi della sua storia.

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Dove può arrivare

Ulsan potrà essere una di quelle squadre che fanno simpatia, ma difficilmente potrà andare oltre alla fase a gironi. Borussia Dortmund e Fluminense sono ad un livello nettamente superiore. Lo scontro con i sudafricani del Sundowns è aperto per il terzo posto, che rappresenterebbe già un risultato di prestigio per le Tigri coreane.

Borussia Dortmund, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Borussia Dortmund, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Borussia Dortmund è inserito nel girone F del Mondiale per Club insieme a Fluminense, Mamelodi Sundowns e Ulsan HD.

Borussia Dortmund: il Muro Giallo e l’anima della Ruhr

Il Borussia Dortmund, nato nel 1909 come club di giovani operai, è un simbolo della città di Dortmund e della regione industriale della Ruhr. La sua identità è inscindibilmente legata alla sua tifoseria e al mitico “Muro Giallo” (Die Gelbe Wand), la curva sud del Westfalenstadion (Signal Iduna Park), che con oltre 25.000 tifosi in piedi è la più grande d’Europa e crea un’atmosfera unica e terrificante per gli avversari.

La storia del club è segnata da momenti drammatici, come la resistenza di alcuni membri contro il regime nazista, che portò alla loro esecuzione, e da rinascite, come quella dopo la profonda crisi finanziaria dei primi anni 2000, superata grazie alla mobilitazione dei suoi stessi tifosi. Questo legame viscerale è un marchio di fabbrica, celebrato prima di ogni partita dal coro “You’ll Never Walk Alone”.

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La storia sportiva è caratterizzata da grandi rivalità. La più antica è il Revierderby contro lo Schalke 04, uno scontro passionale tra due città vicine. La più moderna è Der Klassiker contro il Bayern Monaco, una sfida che rappresenta lo scontro tra due filosofie: la potenza dell’establishment bavarese contro l’anima popolare e operaia del BVB. Sotto la guida di allenatori come Jürgen Klopp, il club ha sviluppato un’identità di gioco aggressiva e spettacolare, lanciando talenti eccezionali e diventando una delle squadre più amate del calcio mondiale.

Il giocatore che ci farà innamorare: Karim Adeyemi

Karim Adeyemi è un attaccante chiave del Borussia Dortmund, noto per la sua velocità esplosiva e la capacità di rompere le difese avversarie. Sotto la guida del nuovo tecnico Niko Kovač, ha ritrovato smalto, contribuendo con gol e assist importanti, come dimostrano i suoi 12 gol e 9 assist in 35 presenze stagionali (2024/25). La sua progressione palla al piede e la sua abilità nel concludere le azioni lo rendono una minaccia costante, sia partendo dall’ala che come seconda punta. Il BVB confida nel suo potenziale e, nonostante l’interesse di altri club, Adeyemi ha espresso il desiderio di restare, evidenziando il suo ruolo centrale nel progetto futuro dei gialloneri.

Il giovane più interessante: Jobe Bellingham

Il BVB ha lanciato tanti talenti, tra gli ultimi in ordine cronologico c’è Jude Bellingham. Arrivato dal Birmingham City giovanissimo, è esploso con i gialloneri per poi diventare una stella al Real Madrid. È chiaro quindi che l’hype sia molto alto dopo che, qualche giorno fa, la squadra ha messo sotto contratto il fratello minore di Jude, Jobe Bellingham. Arrivato dal Sunderland per una cifra record, è un giocatore più difensivo del fratello, ma la fiducia che il DNA sia lo stesso è forte per il club tedesco, che ha scommesso ancora una volta su un giovanissimo talento britannico.

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L’allenatore: Niko Kovač

Per dare l’assalto ai trofei, il Borussia Dortmund ha scelto un “sergente di ferro“: il croato Niko Kovač. Ex allenatore di Eintracht Frankfurt e Bayern Monaco, Kovač è noto per la sua filosofia basata su disciplina, intensità fisica e organizzazione tattica. Il suo arrivo rappresenta una svolta rispetto al passato: non è un allenatore da “gegenpressing” romantico, ma un tecnico che esige una mentalità vincente e pragmatica, costruendo squadre solide e difficili da affrontare. La sua sfida è quella di unire la sua solidità con l’anima offensiva che il Muro Giallo pretende. È l’uomo scelto per trasformare il talento del BVB in una macchina da guerra competitiva ai massimi livelli.

Il punto più alto della loro storia: la Champions League del 1997

Il punto più alto della storia del Borussia Dortmund è senza dubbio la conquista della Champions League nel 1997. A Monaco, contro ogni pronostico, i gialloneri guidati da Ottmar Hitzfeld batterono 3-1 la Juventus, all’epoca una vera corazzata europea. Indimenticabili i gol di Karl-Heinz Riedle (doppietta) e il magico pallonetto di Lars Ricken, che entrò dalla panchina e segnò al suo primo tocco di palla. Quel trionfo consacrò il Borussia tra le grandi d’Europa e rimane il simbolo dell’orgoglio giallonero.

Dove può arrivare

Il primo posto nel girone sembra sicuro, così come gli ottavi contro il River Plate. I quarti sono l’obiettivo minimo, da lì in poi tutto quello che arriverà sarà di guadagnato, con la consapevolezza di poter infastidire chiunque grazie alla spinta del Muro Giallo e alla solidità portata da Kovač.

PSG-Atletico Madrid: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Rose Bowl va in scena la sfida del Mondiale per Club PSG-Atletico Madrid: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Rose Bowl di Pasadena si giocherà la gara valevole per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club tra PSG-Atletico Madrid. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

PSG (4-3-3): Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha, Fabian Ruiz; Doué, Dembélé, Kvaratskhelia. Allenatore: Luis Enrique.

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Marcos Llorente, Gimenez, Lenglet, Galan; G. Simeone, Koke, Barrios, Gallagher; Alvarez, Griezmann. Allenatore: D. Simeone.

Orario e dove vederla in tv

PSG-Atletico Madrid si gioca alle ore 21:00 di domenica 15 giugno per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, sarà disponibile su DAZN per gli abbonati tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Fluminense, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Fluminense, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Fluminense è inserito nel girone F del Mondiale per Club insieme a Borussia Dortmund, Mamelodi Sundowns e Ulsan HD.

Fluminense: eleganza, guerrieri e storia del Brasile

Fondata il 21 luglio 1902 nel quartiere di Laranjeiras, la Fluminense Football Club è una delle società più antiche e prestigiose del Brasile. Nata grazie a Oscar Cox, che importò il calcio dalla Svizzera, fu la prima squadra di Rio a dedicarsi esclusivamente a questo sport, costruendo nel 1919 lo storico Estádio das Laranjeiras. I suoi colori – granata, verde e bianco – e la sua maglia a strisce verticali sono tra i più eleganti del calcio mondiale. È proprio nel suo stadio che nacque il termine torcedores per definire i tifosi brasiliani, ispirato dalle signore eleganti che “torcevano” i guanti per l’emozione.

La Fluminense non è solo storia, ma anche identità culturale. A lungo associata alle classi più agiate, vive una rivalità storica e sociale con il Flamengo, nel derby noto come Fla-Flu. Nonostante questa fama aristocratica, il club ha saputo diventare una squadra di lottatori, guadagnandosi l’appellativo di “time de guerreiros” (squadra di guerrieri). Questa fama nacque durante il periodo più buio della sua storia, quando tra il 1996 e il 1997 sprofondò fino alla Série C, per poi risalire eroicamente.

La storia del club è un’altalena di emozioni: dalle epoche d’oro, come quella degli anni ’80 con campioni come Rivellino e la vittoria del campionato brasiliano nel 1984, ai successi più recenti. Il Brasileirão del 2010, con un giovane Thiago Silva e campioni come Fred, Deco e Conca, e quello del 2012 hanno riportato il club ai vertici. Ma la vetta assoluta è stata raggiunta nel 2023, con la storica vittoria della prima Copa Libertadores della sua storia, un trionfo che ha consacrato una generazione e ha riaffermato il ruolo della Fluminense nel calcio continentale.

Il giocatore che ci farà innamorare: Thiago Silva

Se esiste un giocatore capace di farti innamorare – o innamorare di nuovo – del calcio, quello è Thiago Silva. “O Monstro“, come lo chiamano, è tornato al Fluminense nel 2024, il club che lo ha lanciato, dopo una carriera stellare in Europa. A 40 anni, Thiago Silva è molto più di un difensore: è un maestro di eleganza e leadership. La sua capacità di leggere il gioco, la precisione negli interventi e la tranquillità con la palla al piede sono ineguagliabili. Vederlo comandare la difesa e impostare l’azione con la naturalezza di un ventenne è una gioia per gli occhi. Il suo ritorno a casa, per chiudere il cerchio, è una storia di pura passione, un simbolo di attaccamento ai colori che va oltre l’età e che incanta ogni amante del calcio.

Il giovane più interessante: Riquelme

Occhio a Riquelme. Di nome Felipe, con un cognome ingombrante, è un classe 2007 passato in prima squadra a gennaio. Ala destra dal dribbling ubriacante, ricalca in pieno quel tipo di giocatore funambolico amato dal calcio carioca. In stagione ha già giocato 17 partite e cerca ancora il primo gol: chissà che non arrivi proprio nella vetrina del Mondiale per Club, consacrando il suo talento di fronte al mondo.

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L’allenatore: Renato Gaúcho

Sulla panchina della Fluminense siede uno dei personaggi più iconici, carismatici e vincenti del calcio brasiliano: Renato Gaúcho (noto anche come Renato Portaluppi). Per lui si tratta di un ennesimo ritorno al club, chiamato nell’aprile del 2025 per guidare la squadra verso il Mondiale. Renato è l’antitesi del tattico dogmatico: è un gestore di uomini e un grande motivatore, un allenatore che basa il suo calcio sulla libertà di espressione dei suoi talenti e su un gioco spiccatamente offensivo e verticale. Leggenda del Grêmio, con cui ha vinto la Libertadores da giocatore e da allenatore, porta con sé un’aura da vincente e una personalità straripante. La sua filosofia è semplice: mettere i giocatori di qualità nelle condizioni di fare la differenza. Con una rosa che include Thiago Silva, Marcelo e Ganso, la sua nomina è una promessa di calcio spettacolare e senza paura.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Il punto più alto della loro storia: la prima, storica Copa Libertadores (2023)

Il momento più alto della storia della Fluminense è arrivato il 4 novembre 2023, con la conquista della prima Copa Libertadores. Dopo decenni di attesa, il “Tricolor Carioca” ha finalmente toccato il cielo battendo il Boca Juniors per 2-1 nella finale giocata al Maracanã. Decisivo il gol di John Kennedy nei supplementari, esploso come idolo della torcida. Guidati dal carismatico Fernando Diniz e ispirati dal talento di Germán Cano e Marcelo, tornato a casa per chiudere il cerchio, la Fluminense ha scritto la pagina più gloriosa della sua storia, coronando una cavalcata epica con un titolo che mancava da sempre.

Dove può arrivare

Gli ottavi di finale sono ampiamente alla portata della Fluminense. Il Borussia Dortmund è la favorita del girone, ma i coreani del Pohang Steelers e i sudafricani del Mamelodi Sundowns non sembrano al livello della squadra di Rio, che appare destinata a finire seconda. Lì l’avversario, secondo il tabellone, dovrebbe essere l’Inter: un quarto di finale che per i brasiliani avrebbe il sapore dell’impresa.

Monterrey, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Monterrey, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Monterrey è inserito nel girone E del Mondiale per Club insieme a Inter, Urawa Reds e River Plate.

Monterrey: la storia dei Rayados

Il Monterrey nasce il 28 giugno 1945. Dopo un esordio difficile, segnato da una tragedia (un incendio sul pullmandella squadra) e da un ritiro temporaneo, il club rinasce nel 1952 in Seconda Divisione. Da qui nasce il soprannome “Rayados”. Nel 1960 torna stabilmente in Prima Divisione, vincendo il primo Clásico Regio contro i Tigres e consolidando la propria identità.

Negli anni ’60, con il tecnico uruguaiano Roberto Scarone, vive la sua prima grande era, guadagnandosi il soprannome “La Pandilla”. Gli anni ’70 sono decisivi: grazie alla presidenza di Alberto Santos de Hoyos, il club riesce nell’impresa di fare del calcio lo sport più amato in una città storicamente dominata dal baseball. Il primo campionato arriva nel 1986.

Gli anni ’90 sono un’altalena di emozioni, tra trionfi (la prima Coppa nazionale e il primo titolo internazionale) e crisi. La vera rinascita avviene negli anni 2000, con l’arrivo del gruppo FEMSA al comando. Sotto la guida di tecnici come Passarella e Vucetich, il Monterrey domina in Messico e a livello continentale, vincendo tre Champions CONCACAF consecutive (2011-2013). L’inaugurazione del moderno Estadio BBVA nel 2015 simboleggia l’inizio di una nuova era da superpotenza del calcio nordamericano.

Il giocatore che ci farà innamorare: Sergio Canales

In una squadra piena di nomi altisonanti e di guerrieri come Sergio Ramos, la luce che illumina il gioco dei Rayados è quella di Sergio Canales. Mancino purissimo, è il classico fantasista spagnolo che tratta il pallone con eleganza e intelligenza superiore. Non è un giocatore di velocità, ma di pensiero. È la sua visione di gioco periferica a fare la differenza, la sua capacità di trovare corridoi per i compagni che gli altri non vedono. Cresciuto come un predestinato nel Real Madrid e diventato una bandiera di club come Real Sociedad e Betis, ha scelto il Messico per esportare la sua classe. È il leader tecnico indiscusso della squadra: i suoi 18 gol e 12 assist stagionali non sono solo numeri, ma la prova di un giocatore totale, capace sia di rifinire che di finalizzare. È da un suo assist o da una sua invenzione che nasceranno le speranze del Monterrey.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giovane più interessante: Fidel Ambriz

Sebbene sia un acquisto recente dal Club León, Fidel Ambriz, classe 2003, è considerato uno dei centrocampisti più completi e promettenti del calcio messicano. Ha già accumulato esperienza significativa, vincendo la Concacaf Champions League con il León nel 2023, dove è stato premiato come “Miglior Giovane Giocatore” della competizione. Ha anche esordito con la nazionale maggiore messicana, e le sue qualità includono visione di gioco, capacità di recupero palla e un ottimo tiro dalla distanza.

L’allenatore: Domènec Torrent

Sulla panchina dei Rayados siede un uomo la cui carriera è indissolubilmente legata al nome più influente del calcio moderno: Pep Guardiola. Domènec Torrent è stato per un decennio il braccio destro e l’analista tattico di Guardiola, seguendolo nelle avventure vincenti di Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City. Dopo aver intrapreso la carriera da primo allenatore (con esperienze al New York City, al Flamengo e al Galatasaray), è arrivato a Monterrey con una missione chiara: portare un’identità di gioco basata sul possesso palla e sul calcio posizionale. Il suo è un vangelo calcistico esigente e complesso, che rappresenta una sfida affascinante per un gruppo di veterani come Ramos e Canales. La sua nomina, arrivata a fine maggio, rende il Monterrey una delle più grandi incognite tattiche del torneo: se riuscirà a trasmettere i suoi principi in così poco tempo, i Rayados potrebbero giocare un calcio spettacolare e sorprendere tutti.

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Il punto più alto della loro storia: la doppia impresa del 2019

Il punto più alto della storia del Monterrey è arrivato nel 2019. In quell’anno i Rayados non solo conquistarono la CONCACAF Champions League battendo i rivali del Tigres in una storica finale, ma brillarono anche al Mondiale per Club. In Qatar, sfiorarono l’impresa contro il Liverpool di Klopp, allora campione d’Europa, giocando alla pari e cedendo solo nei minuti di recupero. Chiusero poi al terzo posto, battendo l’Al-Hilal ai rigori. Quella stagione consacrò il Monterrey come una delle potenze del continente.

Dove può arrivare

Inter e River Plate si giocano il primo posto, ma il Monterrey, che aprirà il girone contro i nerazzurri, non parte battuto. Con una rosa così ricca di esperienza e un allenatore come Aguirre, può sfruttare ogni minima occasione. Gli ottavi sono difficili da raggiungere, ma non impossibili.

Urawa Reds, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Urawa Reds, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Gli Urawa Reds sono inseriti nel girone E del Mondiale per Club insieme a Inter, Monterrey e River Plate.

Urawa Reds: storia di un colosso giapponese

Gli Urawa Red Diamonds, noti anche come Urawa Reds, sono una delle squadre più prestigiose e popolari del calcio giapponese, con una storia che risale al 1950. Nati come sezione calcistica del circolo sportivo delle industrie pesanti Mitsubishi a Kōbe, nel 1965 furono una delle partecipanti fondatrici della Japan Soccer League, la prima lega nazionale. Durante gli anni Settanta si confermarono una delle formazioni di punta, raggiungendo il culmine nel 1978 con un prestigioso treble domestico (campionato, Coppa dell’Imperatore e Coppa di Lega).

Con la nascita della J.League nel 1992, il club assunse il nome di Urawa Red Diamonds e iniziò a rafforzare la rosa con giocatori come i tedeschi Uwe Bein e Guido Buchwald. Dopo una retrocessione nel 1999 e un’immediata risalita, dagli anni 2000 i Reds tornarono a competere ai vertici, instaurando anche un raro e significativo gemellaggio con il Bayern Monaco. Il decennio fu glorioso: il campionato nazionale nel 2006 aprì le porte dell’AFC Champions League, vinta da esordienti l’anno successivo. Il club ha continuato a collezionare successi, vincendo altre due Champions asiatiche nel 2017 e nel 2022, sempre contro i sauditi dell’Al-Hilal.

Il colore distintivo è il rosso, simbolo di passione, mentre lo stemma rappresenta un diamante rosso con due rose di Sakuraso, fiore tipico della prefettura di Saitama. La tifoseria è tra le più calorose e numerose del Giappone. Dopo gli eccessi dei “Crazy Calls” negli anni ’90, la curva si è riorganizzata attorno agli “Urawa Boys”, noti per la loro passione spettacolare. Il derby di Saitama contro l’Omiya Ardija è il più sentito, ma forti rivalità sono nate anche con Gamba Osaka e Kashima Antlers.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giocatore che ci farà innamorare: Shūsaku Nishikawa

Shūsaku Nishikawa è l’icona della squadra: portiere di grande esperienza, a 38 anni il Mondiale per Club sarà la sua ultima vetrina internazionale. Arrivato ai Red Diamonds nel 2014, ne è diventato in fretta capitano e leader, presente in campo in occasione di entrambe le Champions League vinte nel 2017 e 2022. La sua affidabilità tra i pali e la sua leadership silenziosa sono un punto di riferimento per tutta la squadra.

Il giovane più interessante: Takuya Ogiwara

Guardando a un giocatore più di prospettiva, occhio al giovane Takuya Ogiwara, terzino classe 1999 che in questa stagione ha giocato anche in Europa alla Dinamo Zagabria. Finito nel tabellino dei marcatori dei croati nella clamorosa sconfitta 9-2 contro il Bayern Monaco, per lui questa può essere una vetrina per tornare in Europa e dimostrare il suo valore su un palcoscenico globale.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

L’allenatore: Maciej Skorża

Con una mossa a sorpresa, sulla panchina degli Urawa Reds è tornato l’uomo dei trionfi recenti: il polacco Maciej Skorża. Dopo aver guidato il club alla vittoria della AFC Champions League nel 2022 e aver lasciato a inizio 2024, Skorża è stato richiamato nel settembre dello stesso anno per preparare la squadra all’assalto del Mondiale per Club. È un tecnico metodico, un grande stratega noto per la sua capacità di organizzare le squadre in modo impeccabile, soprattutto in difesa. Il suo calcio non è forse il più spettacolare, ma è di una solidità ed efficacia straordinarie. Conosce perfettamente il gruppo e l’ambiente, un vantaggio fondamentale in una competizione così prestigiosa. Il suo ritorno è una chiara dichiarazione d’intenti: gli Urawa non vanno al Mondiale per partecipare, ma per competere con organizzazione e intelligenza tattica, le armi che il loro condottiero polacco sa affilare meglio di chiunque altro.

Il punto più alto della loro storia: la prima Champions asiatica (2007)

Il punto più alto della storia degli Urawa Red Diamonds è arrivato nel 2007, quando il club vinse la AFC Champions League battendo il Sepahan nella doppia finale. Fu la prima squadra giapponese a trionfare nella competizione dopo l’introduzione del nuovo formato. Quel successo accese l’entusiasmo dei tifosi e portò Urawa a partecipare al Mondiale per Club FIFA, dove chiuse al terzo posto. Il Saitama Stadium esplose di passione e orgoglio, consacrando i Reds come simbolo del calcio nipponico moderno e club pioniere a livello continentale.

Dove può arrivare

Inter e River Plate sono troppo più avanti rispetto ai giapponesi. L’ipotesi più plausibile è che se la giochi con i messicani del Monterrey per il terzo posto nel girone. Riuscire a strappare un punto a una delle due big sarebbe già un’impresa memorabile.

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