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River Plate, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

River Plate, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il River Plate è inserito nel girone E del Mondiale per Club insieme a Inter, Monterrey e Urawa Reds.

Chi è il River Plate: storia, miti e leggende di un gigante

Il River Plate nasce il 25 maggio 1901 nel quartiere La Boca di Buenos Aires. Il nome, insolito, deriva dall’iscrizione “The River Plate” trovata su casse di merci nel porto, che i giovani fondatori trovarono suonasse elegante e internazionale. La caratteristica fascia rossa diagonale sulla maglia bianca, uno dei simboli più iconici del calcio mondiale, nacque quasi per caso, quando durante un carnevale alcuni tifosi rubarono un nastro rosso da un carro e lo appuntarono sulla camicia.

Il River condivideva il quartiere di La Boca con il Boca Juniors, dando origine al celebre Superclásico. Nel 1938 il club si trasferì a Núñez, dove costruì lo stadio Monumental. Negli anni ’30 divenne noto come Los Millonarios per i suoi acquisti milionari, come quello di Bernabé Ferreyra, un attaccante dal tiro leggendario. Un capitolo fondamentale riguarda le relazioni con il Grande Torino: prima della tragedia di Superga, i due club instaurarono un legame di amicizia, e dopo il disastro aereo il River mostrò una commovente solidarietà organizzando una partita di beneficenza in memoria delle vittime.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il club è stato la culla di fenomeni come Alfredo Di Stefano e Omar Sivori, che dopo aver lasciato il River fecero la storia del calcio europeo con Real Madrid e Juventus. Con i soldi delle loro cessioni, il club ampliò il Monumental, intitolando le due curve proprio a loro. Negli anni ’40, il River compose La Máquina: un quintetto offensivo (Muñoz, Moreno, Pedernera, Labruna, Loustau) considerato uno dei migliori attacchi di tutti i tempi, precursore del calcio totale. Uno dei suoi uomini simbolo è Ángel Labruna, miglior marcatore nella storia del club e del Superclásico.

Dopo un periodo d’oro negli anni ’80, con la prima Copa Libertadores nel 1986 vinta da campioni come Enzo Francescoli, il club ha vissuto il suo momento più buio nel 2011, quando retrocede per la prima volta nella sua storia. Tuttavia, si è rialzato subito, inaugurando un ciclo vincente sotto la guida di Marcelo Gallardo, culminato nella storica vittoria della Copa Libertadores 2018 proprio contro il Boca Juniors.

Il giocatore che ci farà innamorare: Franco Mastantuono

Il Mondiale per Club sarà l’ultima occasione per vedere Franco Mastantuono con la storica maglia bianca con la banda rossa. A 17 anni è considerato il nuovo grande numero 10 del calcio argentino e ha già firmato con il Real Madrid, che ha superato il PSG in un’asta a colpi di rilanci milionari: 60 milioni per giocare dalla prossima stagione al Bernabeu. Qualità cristallina, capacità di saltare l’uomo nello stretto, saluterà il River dopo 62 presenze, 11 gol e 7 assist.

Il giovane più interessante: Kevin Castaño

Un altro giocatore da seguire da vicino è Kevin Castaño, centrocampista classe 2000 colombiano: arrivato dal Krasnodar ha saputo imporsi come giocatore bravo nelle due fasi. Abile nel recupero di palla, ma anche nella manovra: dribblatore di qualità e molto bravo nel palleggio, come dimostrano i 12 assist in carriera.

L’allenatore: Marcelo Gallardo

In una mossa che ha scosso il calcio mondiale, sulla panchina del River Plate è tornato il suo condottiero più grande: Marcelo Gallardo. Dopo la parentesi all’Al-Ittihad e un anno di gestione Demichelis, “El Muñeco” è tornato a casa nell’agosto del 2024 con una missione chiara: preparare la sua squadra per l’assalto al Mondiale per Club. Il suo ritorno non è solo un cambio tecnico, è una scossa emotiva e una dichiarazione di guerra al mondo. Gallardo non è solo un allenatore; è l’anima del River moderno, l’architetto di un decennio di trionfi basati su un calcio aggressivo, tecnico e una mentalità spietata. Con lui in panchina, il River non partecipa: compete per vincere. La sua capacità di potenziare i giocatori, la sua ossessione per i dettagli tattici e la sua aura da leader carismatico trasformano immediatamente i Millonarios in uno degli avversari più temibili del torneo. Il suo ritorno è la carta che rimescola l’intero mazzo del Mondiale: con Gallardo, sognare di battere i colossi europei non è più un’utopia, ma un obiettivo concreto.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Il punto più alto raggiunto nella sua storia: la Libertadores di Madrid (2018)

Il punto più alto della storia del River Plate è senza dubbio la vittoria nella finale di Copa Libertadores 2018 contro il Boca Juniors, giocata a Madrid: un trionfo epico, storico e carico di significato, che ha consacrato il club come dominatore eterno del Superclásico e del Sudamerica. La finale fu talmente carica di tensione da diventare unica. Dopo l’1-1 dell’andata, il ritorno al Monumental fu sospeso perché il pullman del Boca fu assaltato da alcuni tifosi del River. La CONMEBOL prese una scelta senza precedenti: spostare la finale a Madrid, nello stadio Santiago Bernabéu. Fu un evento mondiale, surreale. Il River vinse 3-1 ai supplementari, con il gol di Gonzalo “Pity” Martínez a porta vuota che suggellò una delle notti più leggendarie del calcio.

Dove può arrivare

Il River Plate si trova a giocare nel girone dell’Inter: i nerazzurri sono i grandi favoriti, ma gli argentini sono subito alle loro spalle. Il finale di stagione deludente di Lautaro e compagni potrebbe alimentare le speranze dei Millonarios a puntare al primo posto. Con uno dei primi due posti quasi garantiti e, soprattutto, con il ritorno di una leggenda come Gallardo in panchina, l’asticella si alza: puntare alle semifinali non è un’utopia.

Mancini elogia Gasperini: «Mister forte che ci darà una grande mano. Claudio Ranieri mi ha aiutato su quella cosa»

Gianluca Mancini, difensore della Roma, ha voluto parlare di Gian Piero Gasperini. Ecco le dichiarazioni

Il difensore della Roma Gianluca Mancini è intervenuto ai microfoni di Sky Sport in occasione dell’evento «Matti di te», una giornata speciale dedicata al ricordo di Mattia Giani, giovane calciatore tragicamente scomparso lo scorso anno a causa di un malore improvviso durante una partita.

Durante l’intervista, Mancini ha espresso grande entusiasmo per l’arrivo di Gian Piero Gasperini sulla panchina della Roma. «Il Mister è forte e in questi anni ha dimostrato il proprio valore. L’Atalanta ha fatto qualcosa di unico e ora siamo felici di averlo con noi», ha affermato il centrale giallorosso, sottolineando anche il rapporto personale che lo lega al tecnico. «È stato il mio primo allenatore in Serie A, gli sarò sempre grato perché mi ha insegnato tantissimo. Sono contento che ora sia il nostro allenatore: si lavora con tutti, ma con lui ancora di più. Il suo è un calcio intenso: sarà un ritiro tosto, ma siamo pronti».

Mancini, che conosce bene Gasperini (ex Inter) per averlo avuto all’Atalanta, sa che l’allenatore richiede il massimo da ogni giocatore, soprattutto dal punto di vista fisico e mentale. Il suo stile di gioco ad alta intensità, fatto di pressing, aggressività e automatismi precisi, rappresenta una sfida stimolante per l’intera rosa romanista. E proprio da questa nuova guida tecnica, Mancini si aspetta un cambio di passo deciso.

Quando gli viene chiesto quale sia l’obiettivo stagionale, il difensore non si nasconde: «La Champions deve essere un obiettivo, ma non solo a parole. Dev’essere un obiettivo concreto, dimostrato con i fatti». Una dichiarazione chiara, che riflette la mentalità di un giocatore esperto e ormai leader dello spogliatoio.

Mancini ha anche voluto elogiare la figura di Claudio Ranieri, tornato nella famiglia giallorossa con il ruolo di senior advisor. «Mister Ranieri ha fatto qualcosa di unico nel suo percorso, e per noi sapere che è rimasto in società ci dà serenità. Speriamo che tutto vada per il meglio, abbiamo tanta voglia di lavorare».

Il nome Mancini è ormai un punto fermo nella Roma, dentro e fuori dal campo. Difensore grintoso, uomo spogliatoio e ora anche simbolo di un gruppo che vuole cambiare marcia. Con Gasperini in panchina e Ranieri a supporto, il club giallorosso vuole voltare pagina. E Mancini sarà, come sempre, in prima linea.

Club León, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Club León, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Club León è inserito nel girone D del Mondiale per Club insieme a Flamengo, Chelsea e ES Tunis.

Club León: orgoglio operaio e l’anima de La Fiera

Il Club León è una delle squadre più storiche e amate del Messico, un club che rappresenta l’orgoglio della città di León e dello stato di Guanajuato. Fondato nel 1944, il León si impose subito come una forza dominante, vincendo quattro campionati nei suoi primi dieci anni di vita e guadagnandosi lo status di “Campeonísimo“. Il suo soprannome più noto è La Fiera, un tributo a uno stile di gioco storicamente grintoso, aggressivo e indomabile. Un altro soprannome, molto più curioso, è Panzas Verdes (Pance Verdi). L’origine è legata ai conciatori di pelli, l’industria principale della città. I lavoratori, maneggiando i prodotti chimici per la concia, si macchiavano spesso le pance (panzas) di verde. Il soprannome, nato per identificare la classe operaia della città, è diventato un simbolo di identità e di appartenenza.

Dopo un periodo di declino che li ha visti sprofondare per dieci lunghi anni nella seconda divisione, il León è tornato in Liga MX nel 2012, aprendo un nuovo ciclo di successi. Una “cosa che non puoi sapere” è che il club ha rischiato di rimanere “senza casa” nel 2020. A causa di una complessa disputa legale, la proprietà dello stadio, l’Estadio León, è passata a un imprenditore privato che ha sfrattato la squadra. Per alcune partite, il León fu costretto a giocare in un’altra città, prima che si trovasse un accordo. Questo episodio ha rafforzato ancora di più il legame tra la squadra e i suoi tifosi, che si sono mobilitati in massa per sostenere il club. Il León è noto per un calcio tradizionalmente offensivo e per aver avuto tra le sue fila grandi giocatori, tra cui il leggendario portiere Antonio “La Tota” Carbajal, il primo calciatore ad aver partecipato a cinque Coppe del Mondo.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giocatore che ci farà innamorare: Rodrigo Echeverría

Nel centrocampo del Club León che si presenta al Mondiale per Club, c’è un guerriero che incarna l’anima del calcio sudamericano: il cileno Rodrigo Echeverría. Soprannominato il “Pitbull” per la sua tenacia, è molto più di un semplice mediano di rottura. È un leader silenzioso, un motore instancabile che unisce una straordinaria grinta a insospettabili doti offensive, diventando il cuore pulsante della sua squadra e della nazionale cilena.

Echeverría è il classico “volante mixto” sudamericano, un centrocampista totale. La sua dote principale è un’aggressività agonistica fuori dal comune: è un maestro nel recupero palla, un giocatore che non toglie mai la gamba e che pressa incessantemente per tutti i novanta minuti. Ma a questa “garra” cilena unisce una notevole pericolosità in attacco. È dotato di un tiro potente e secco dalla lunga distanza e, grazie alla sua forza fisica, è un saltatore temibile sui calci piazzati, come dimostrano i suoi numerosi gol di testa in carriera.

Cresciuto in Cile tra Universidad de Chile ed Everton, la sua carriera ha avuto una svolta decisiva con il prestito in Argentina all’Huracán. Lì è esploso, diventando un idolo dei tifosi e uno dei migliori centrocampisti del campionato, guadagnandosi la chiamata fissa nella nazionale cilena e il successivo trasferimento al Club León. Al Mondiale per Club arriva nel pieno della sua maturità calcistica, pronto a dimostrare il suo valore su un palcoscenico globale.

Il giovane più interessante: Sebastian Santos

Nel cuore del Club León che si affaccia sul palcoscenico del Mondiale per Club, cresce un talento nato e cresciuto in casa: Sebastián Santos. A 22 anni, questo centrocampista dinamico non è una stella esotica, ma il simbolo dell’identità del club, un giocatore che unisce l’appartenenza alla maglia con le qualità del calciatore moderno. Dopo essersi affermato come un elemento importante della squadra, il torneo mondiale è la sua grande occasione per mostrarsi al di fuori dei confini messicani.

Santos è un centrocampista box-to-box, un giocatore di grande corsa e applicazione tattica. La sua forza risiede nella capacità di coprire ampie porzioni di campo, fungendo da collante tra la difesa e l’attacco. Non è un regista puro né un trequartista di fantasia, ma un elemento di equilibrio, abile nel recuperare palloni e nel riproporsi subito in avanti con inserimenti veloci. Pur non essendo un goleador, sa essere pericoloso quando si spinge nell’area avversaria, come dimostrano i suoi gol decisivi nel campionato messicano.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

A differenza di molti talenti, la carriera di Santos è legata a doppio filo con la sua città. Dopo un’esperienza nel settore giovanile del Pachuca, è tornato al Club León nel 2021 per completare il suo percorso di crescita. Ha debuttato in prima squadra nel 2023, guadagnandosi progressivamente sempre più spazio fino a diventare una pedina importante dello scacchiere de La Fiera. La sua ascesa, culminata con le presenze nella nazionale messicana Under 23, lo rende un esempio per i giovani del vivaio e un beniamino dei tifosi.

L’allenatore: Eduardo Berizzo

Sulla panchina del Club León siede un uomo che non è semplicemente un allenatore, ma un apostolo. Un discepolo fedele di una delle religioni calcistiche più affascinanti e dogmatiche del mondo: il “Bielsismo“. L’arrivo di Eduardo “Toto” Berizzo in Messico è una dichiarazione d’intenti, la scelta di un’identità precisa, senza compromessi. Con lui, La Fiera ha abbracciato una filosofia fatta di corsa, aggressività e un calcio verticale che non conosce pause, con l’obiettivo di presentarsi al Mondiale per Club con un volto riconoscibile e temibile.

Il calcio di Berizzo è un’eredità diretta del suo maestro, Marcelo “El Loco” Bielsa, di cui fu assistente nella nazionale cilena. I suoi principi sono scolpiti nella pietra: pressing asfissiante e uomo su uomo a tutto campo, recupero palla immediato e verticalità ossessiva. Guardare una squadra di Berizzo al suo meglio è un’esperienza mozzafiato; i giocatori non gestiscono, attaccano. L’intensità fisica richiesta è estrema, al limite dello sfinimento, ma il risultato è un calcio coraggioso, che non specula mai e che cerca sempre di imporre il proprio gioco, contro qualsiasi avversario.

Ma dietro la lavagna tattica c’è un uomo forgiato da battaglie ben più dure. La sua carriera è un manifesto di resilienza, la stessa che chiede ai suoi giocatori. La sua lotta contro un cancro alla prostata, affrontata e vinta durante il suo periodo al Siviglia, ha mostrato al mondo la sua “garra“, la sua tempra indomabile. È questa forza interiore che trasmette alla squadra, chiedendo ai suoi uomini non solo sudore, ma anche un cuore enorme e la capacità di non arrendersi mai.

La sua carriera è stata un saliscendi, come è tipico per gli allenatori con idee così radicali. Ha raggiunto l’apice in Spagna con il “EuroCelta” Vigo, una squadra che ha incantato l’Europa con il suo gioco spettacolare, arrivando a un passo dalla finale di Europa League. Ha vinto uno storico titolo in Cile con l’O’Higgins, ma ha anche faticato nelle sue esperienze da commissario tecnico di Paraguay e Cile, a dimostrazione che forse il suo vangelo calcistico necessita della dedizione quotidiana di un club per essere assimilato. Con Berizzo, il León non ha scelto una guida, ma un destino. La sfida per i giocatori sarà enorme, ma la ricompensa potenziale è un’identità di gioco che può esaltare i tifosi e sorprendere il mondo.

Il punto più alto raggiunto nella sua storia: la conquista della CONCACAF Champions League 2023

Sebbene il club abbia vinto otto campionati messicani, il vertice della sua storia a livello internazionale è stato raggiunto nel 2023 con la vittoria della sua prima CONCACAF Champions League. Per anni, i club messicani avevano dominato la competizione, ma il León non era mai riuscito a vincerla. Quell’anno, sotto la guida del tecnico Nicolás Larcamón, La Fiera compì un percorso straordinario. Dopo aver eliminato avversari ostici, arrivò in finale contro il Los Angeles FC, una delle squadre più forti e ricche della MLS. Contro ogni pronostico, il León vinse la gara d’andata in casa per 2-1 e poi andò a espugnare Los Angeles per 1-0 nella partita di ritorno, con una prestazione di grande intelligenza tattica e sacrificio. Quella vittoria non solo ha spezzato un tabù, ma ha qualificato il club a questo Mondiale per Club, regalandogli il palcoscenico più prestigioso della sua storia.

Dove può arrivare

Il Club León arriva al torneo come un’incognita. La Liga MX è un campionato di alto livello, e le squadre messicane sono sempre competitive. Saranno un avversario molto più ostico di quanto si possa pensare per le big. Il loro obiettivo sarà quello di lottare con l’Espérance de Tunis per il terzo posto, ma hanno le qualità per provare a fare lo sgambettoa una tra Flamengo e Chelsea. Molto dipenderà dalla loro capacità di adattarsi al livello e all’intensità del calcio europeo e sudamericano.

Chelsea, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Chelsea, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Chelsea è inserito nel girone D del Mondiale per Club insieme a Flamengo, ES Tunis e León.

Chi è il Chelsea: da club “maledetto” a superpotenza globale

Il Chelsea Football Club è una delle squadre più iconiche di Londra, un club dalla storia singolare, segnata da una trasformazione radicale che lo ha proiettato nell’élite del calcio mondiale. La sua fondazione, nel 1905, è già un aneddoto: l’imprenditore Gus Mears acquistò lo stadio di Stamford Bridge con l’intenzione di affittarlo al vicino Fulham. Al rifiuto di questi, decise di fondare una propria squadra per giocarci. Nacque così il Chelsea. Il suo primo soprannome fu The Pensioners (I Pensionati), un riferimento ai celebri veterani del vicino Royal Hospital Chelsea, la cui immagine comparve sul primo stemma del club. Solo negli anni ’50 il soprannome più noto, The Blues, divenne quello ufficiale. Per gran parte della sua storia, il Chelsea è stato un club affascinante ma “maledetto”, capace di attrarre star e di giocare un calcio spettacolare, ma raramente vincente.

Tutto è cambiato nel 2003 con l’arrivo del magnate russo Roman Abramovich. La sua iniezione di capitali senza precedenti trasformò il Chelsea da un club di alta borghesia a una superpotenza globale, capace di acquistare i migliori giocatori del mondo e di competere alla pari con i giganti storici. Una “cosa che non puoi sapere” è che il colore blu fu adottato per rispecchiare i colori delle corse ippiche del Visconte Chelsea, l’allora presidente del club. Un aneddoto che descrive bene l’eccentricità che a volte ha circondato il club riguarda l’ex presidente Ken Bates, che negli anni ’80, per combattere il problema degli hooligans, propose seriamente di installare recinzioni elettrificate a bassa tensione intorno al campo di Stamford Bridge, un’idea che fu fortunatamente bloccata dalle autorità. Oggi, sotto la nuova proprietà americana di Todd Boehly, il club sta cercando di aprire un nuovo ciclo, continuando a investire cifre enormi sui giovani talenti.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giocatore che ci farà innamorare: Reece James

In un’era di calciatori-mercenari e di rose costruite a suon di miliardi, Reece James è il cuore pulsante del Chelsea. È “one of our own“, uno di noi, un ragazzo cresciuto nel settore giovanile del club fin dall’età di sei anni che ha realizzato il sogno di diventare capitano della prima squadra. James è l’archetipo del terzino moderno: una forza della naturafisicamente, dotato di una velocità devastante e di una potenza quasi inarrestabile. Ma è la sua qualità tecnica a renderlo speciale. Il suo piede destro è un’arma letale, capace di sfornare cross tesi e precisi che sono un invito a nozze per gli attaccanti. È un leader nato, un giocatore che trascina i compagni con l’esempio, lottando su ogni pallone e non arrendendosi mai. La sua carriera è stata purtroppo tormentata da diversi infortuni, ma ogni volta è tornato più forte di prima, e la sua devozione alla maglia è incrollabile. Il suo legame con i tifosi è viscerale: in lui vedono l’incarnazione dello spirito del Chelsea, un mix di talento, forza e attaccamento ai colori del club.

Il giovane più interessante: Mamadou Sarr

Tra i volti nuovi che il Chelsea di Enzo Maresca presenterà al Mondiale per Club, uno dei più attesi è senza dubbio Mamadou Sarr. Appena approdato a Londra in seguito a un importante investimento che lo ha prelevato dallo Strasburgo, il difensore francese classe 2005 rappresenta l’ennesima scommessa sul talento del futuro. Un gigante di quasi due metri, Sarr non è solo un marcatore fisico, ma un centrale moderno, elegante e abile nell’impostazione, cresciuto nell’acclamata accademia del Lione.

Il suo acquisto da parte dei Blues alza notevolmente le aspettative. Il Mondiale per Club non sarà più per lui una semplice vetrina, ma un vero e proprio banco di prova per dimostrare di essere pronto per i massimi livelli. Sarà la sua prima, grande occasione per convincere Maresca e l’ambiente del Chelsea che il suo posto è a Stamford Bridge fin da subito, e non in uno dei tanti prestiti che caratterizzano la politica del club. La pressione di un cartellino da circa 20 milioni di euro si farà sentire. Le sue qualità, che lo hanno visto trionfare con la Francia Under 17, verranno messe alla prova contro attaccanti di calibro mondiale. La sua tranquillità palla al piede e la sua abilità nel gioco aereo saranno fondamentali. Per Sarr, il torneo è un’audizione: una grande prestazione potrebbe aprirgli le porte della prima squadra per la stagione successiva, mentre un’esperienza in ombra potrebbe significare un inevitabile prestito per continuare il suo percorso di crescita. Il suo futuro immediato al Chelsea passa da questo esame globale.

L’allenatore: Enzo Maresca

Enzo Maresca conquista l’Europa al suo primo anno sulla panchina del Chelsea, alzando al cielo la Conference League. Un trionfo che vale molto più del trofeo stesso: è la consacrazione del suo calcio di possesso, ispirato a Guardiola, e la prova della sua validità ai massimi livelli dopo la promozione col Leicester.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Per un Chelsea giovane e in piena ricostruzione, questa coppa rappresenta il primo, fondamentale mattone di un nuovo ciclo vincente. È un’iniezione di fiducia e mentalità per un gruppo di talento, oltre a garantire un posto nella prossima Europa League. Un successo che non è un punto d’arrivo, ma la solida base da cui ripartire. La sua filosofia di gioco l’ha espressa a Paolo Condò, citando Johan Cruijff e la sua frase sui calciatori che vanno giudicati negli 87 minuti nei quali non hanno la palla: «L’ho fatta scrivere due estati fa sui muri dello spogliatoio del Leicester, e abbiamo vinto la Championship. Naturalmente l’ho fatto anche al Chelsea, e non è andata male nemmeno quest’anno».

Il punto più alto raggiunto nella sua storia: La Champions League del 2012

Il Chelsea ha vinto la Champions League due volte, ma la prima, nel 2012, rimane un’impresa leggendaria, una delle favole più incredibili nella storia del calcio. Quella squadra era data per finita. L’allenatore, André Villas-Boas, era stato esonerato e sostituito dall’inesperto vice, Roberto Di Matteo, un ex giocatore del club. La “vecchia guardia” – Drogba, Lampard, Terry, Čech – sembrava al capolinea. Eppure, contro ogni pronostico, compirono un miracolo dopo l’altro. In semifinale eliminarono il Barcellona di Guardiola, considerato la squadra più forte di tutti i tempi. La finale, a Monaco di Baviera, contro il Bayern Monaco nel loro stadio, sembrava una missione impossibile. Sotto 1-0 a due minuti dalla fine, Didier Drogba trovò un colpo di testa imperioso che portò la partita ai supplementari. Poi, ai calci di rigore, fu sempre Drogba a segnare il tiro decisivo che consegnò al Chelsea la sua prima, agognatissima Coppa dei Campioni. Fu il trionfo della resilienza, del cuore e di un gruppo di leggende che si rifiutarono di arrendersi.

Dove può arrivare

Come tutte le big europee, il Chelsea parte con l’ambizione di vincere il torneo. La rosa è estremamente talentuosa, anche se molto giovane. Molto dipenderà dalla capacità di Maresca di aver dato alla squadra un’identità di gioco solida e riconoscibile. Se i giovani talenti come Enzo Fernández e Cole Palmer saranno in forma e se la difesa troverà la giusta solidità, i Blues hanno le carte in regola per arrivare fino in fondo.

ES Tunis, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

ES Tunis, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

L’ES Tunis è inserito nel girone D del Mondiale per Club insieme a Flamengo, Chelsea e León.

ES Tunis: storia, simboli e identità nazionale

L’Espérance Sportive de Tunis, o semplicemente ES Tunis, è il club più antico, titolato e prestigioso della Tunisia, un’istituzione che va ben oltre il calcio. Fondato nel 1919, il suo nome, “Espérance” (Speranza), fu scelto in un periodo di grande fermento nazionalista sotto il protettorato francese, a simboleggiare la speranza di un futuro indipendente. I suoi colori, il rosso e il giallo, gli valgono il soprannome di Taraji, una parola araba che significa “speranza”, o più comunemente, Sang et Or (Sangue e Oro). Il soprannome più particolare e denso di significato è però Mkachkha. La leggenda narra che durante una partita, un tifoso avversario, vedendo l’incredibile passione dei sostenitori dell’Espérance, esclamò che erano così fanatici da sembrare “Mkachkhine”, un termine che in dialetto tunisino si riferisce a chi ha le orecchie rosse per la rabbia o l’eccitazione. L’insulto fu adottato come un vanto, simbolo di una passione ardente e senza limiti.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Una “cosa che non puoi sapere” è il ruolo cruciale che il club ha avuto nella lotta per l’indipendenza della Tunisia. L’Espérance è stato un baluardo dell’identità nazionale, un luogo di aggregazione per i patrioti e un simbolo di resistenza contro il potere coloniale francese. Molti dei suoi dirigenti e giocatori erano attivamente coinvolti nel movimento nazionalista. Per questo motivo, l’ES Tunis non è visto solo come un club sportivo, ma come un pezzo fondamentale della storia e della cultura tunisina. Un aneddoto che ne descrive la grandezza risale alla finale della Coppa dei Campioni araba del 1993 contro i rivali del Muharraq Club del Bahrain. Allo stadio, per sostenere la squadra, era presente l’allora leader palestinese Yasser Arafat, che al termine della vittoria dell’Espérance scese in campo per congratularsi, sottolineando il ruolo del club come simbolo per tutto il mondo arabo.

Il giocatore che ci farà innamorare: Yassine Meriah

In una squadra tradizionalmente basata sulla forza del collettivo, il difensore centrale Yassine Meriah si erge a leader carismatico e tecnico. Non è un giocatore di pura fantasia, ma incarna le qualità che i tifosi del Taraji amano di più: grinta, intelligenza, leadership e un’eleganza quasi anomala per un difensore. Meriah è il classico centrale moderno: forte fisicamente, abile nel gioco aereo, ma soprattutto dotato di un’ottima capacità di impostazione. È lui il primo regista della squadra, capace di avviare l’azione con passaggi precisi che rompono le linee di pressione avversarie. Dopo un’esperienza in Europa con l’Olympiacos e in Turchia, è tornato all’Espérance per diventarne il capitano e il pilastro difensivo. La sua calma olimpica, la sua abilità nel leggere il gioco e la sua leadership silenziosa ma efficace lo rendono un punto di riferimento insostituibile per i compagni e un idolo per i tifosi.

Il giovane più interessante: Mohamed Wael Derbali

Prodotto del vivaio del club, il centrocampista Mohamed Wael Derbali è considerato uno dei talenti più promettentidel calcio tunisino. Classe 2003, è un mediano completo, capace di abbinare una grande intensità in fase di interdizione a una notevole qualità nel palleggio. Nonostante la giovane età, gioca con la sicurezza di un veterano, dimostrando grande maturità tattica. Derbali è un recupera-palloni instancabile, ma una volta riconquistata la sfera, ha la lucidità e la visione per scegliere sempre la giocata più giusta, sia essa un passaggio semplice per dare respiro alla manovra o una verticalizzazione per innescare gli attaccanti. Il suo percorso di crescita è stato costante, e ora è diventato un elemento importante nelle rotazioni della prima squadra. Il Mondiale per Club sarà per lui un’occasione d’oro per confrontarsi con i migliori centrocampisti del mondo e per dimostrare di essere pronto per un futuro da protagonista, sia nel club che nella nazionale tunisina.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

L’allenatore: Maher Kanzari

Dopo una stagione complessa che ha visto alternarsi diversi tecnici, nel marzo 2025 la dirigenza dell’Espérance ha scelto di andare sul sicuro, affidando la squadra a una figura storica e di grande esperienza: Maher Kanzari. Per lui si tratta di un ritorno, l’ennesimo, sulla panchina del club che lo ha visto protagonista prima da giocatore e poi in più occasioni da allenatore. Kanzari è “l’uomo delle missioni difficili“, un tecnico che conosce profondamente l’ambiente e sa come gestire la pressione che circonda il club.

Il suo approccio non è legato a un dogma tattico specifico, ma si basa su pragmatismo, solidità difensiva e sulla capacità di tirare fuori il massimo dal potenziale dei suoi giocatori, soprattutto dal punto di vista mentale. È un grande motivatore, che punta a ricreare un gruppo unito e combattivo, incarnando i valori di grinta e attaccamento alla maglia che i tifosi del Taraji pretendono. La sua nomina ha avuto l’obiettivo di dare stabilità e preparare la squadra nel miglior modo possibile all’appuntamento storico con il Mondiale per Club, affidandosi a un uomo che garantisce competenza e un profondo legame con i colori “Sangue e Oro”.

Il punto più alto raggiunto nella sua storia: La Champions League del Centenario (2019)

L’Espérance ha vinto la CAF Champions League quattro volte, ma la vittoria più dolce e simbolica è stata senza dubbio quella del 2018-19. Quell’anno il club celebrava il suo centenario, e vincere il trofeo continentale più prestigioso era l’obiettivo dichiarato. Il percorso fu lungo e controverso. La finale di ritorno contro i marocchini del Wydad Casablanca è entrata nella storia del calcio. Dopo l’1-1 dell’andata, l’Espérance stava vincendo 1-0 in casa quando il Wydad segnò un gol che fu annullato. Gli ospiti protestarono veementemente, chiedendo l’intervento del VAR, che però si scoprì non essere funzionante. Il Wydad si rifiutò di riprendere il gioco, e dopo oltre un’ora di interruzione, l’arbitro assegnò la vittoria a tavolino all’Espérance. La CAF inizialmente ordinò di rigiocare la partita, ma dopo un lungo ricorso al TAS di Losanna, il titolo fu definitivamente assegnato al club tunisino. Fu una vittoria sofferta, polemica, ma per questo ancora più celebrata, il coronamento perfetto per i cento anni di storia del club.

Dove può arrivare

Per l’Espérance de Tunis, la qualificazione in un girone con Chelsea, Flamengo e León è un’impresa quasi impossibile. Il divario tecnico ed economico con i club europei e sudamericani è notevole. Tuttavia, la squadra tunisina porterà la sua grande organizzazione tattica, la sua intensità fisica e l’orgoglio di rappresentare un intero continente. L’obiettivo realistico è quello di lottare con il Club León per il terzo posto nel girone. Una vittoria contro i messicani sarebbe già un grande successo.

Calciomercato Pisa, rivoluzione totale in vista del campionato di Serie A. Ecco la lista dei nerazzurri

Calciomercato Pisa, parte la rivoluzione tra panchina e rinforzi. Quali sono gli obiettivi della squadra nerazzurra?

Il Calciomercato Pisa entra nel vivo, e lo fa con l’ormai consueto cambio in panchina. Dopo la promozione sfiorata nella stagione passata, anche questa volta il tecnico protagonista dell’annata saluta: Filippo Inzaghi, infatti, ha deciso di accettare la proposta del Palermo, restando in Serie B. Una scelta che obbliga i toscani a ripartire da zero sul piano tecnico, ma non certo sulle ambizioni.

In cima alla lista dei possibili sostituti per la panchina nerazzurra c’è Alberto Gilardino. Il profilo dell’ex attaccante campione del mondo convince la dirigenza pisana: giovane, preparato, con una mentalità vincente e in grado di lavorare bene con i giovani. La trattativa è in fase avanzata, e potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni.

Il Calciomercato Pisa non si limita alla panchina: la dirigenza è attivissima anche sul fronte giocatori, con l’obiettivo di rinforzare ogni reparto in vista della prossima stagione. In difesa, il nome caldo è quello del polacco Pawel Dawidowicz, classe 1995, in scadenza di contratto con l’Hellas Verona. La sua esperienza in Serie A e la disponibilità a rimanere in Italia lo rendono un profilo appetibile. Sempre in difesa piace anche il brasiliano Mateus Lusuardi, nato nel 2004 e attualmente al Frosinone: giovane, duttile e con margini di crescita, potrebbe rappresentare un investimento per il futuro.

A centrocampo il Calciomercato Pisa guarda all’estero: interessa il turco Isak Vural, classe 2006 del Frosinone, considerato uno dei talenti emergenti del calcio europeo. A lui si aggiunge il marocchino Oussama Targhalline, centrocampista classe 2002 di proprietà del Feyenoord, che ha già mostrato buone doti tecniche in Eredivisie.

Ma è in attacco che il calciomercato Pisa sta valutando le opzioni più interessanti. Tra i nomi seguiti c’è Gennaro Borrelli, classe 2000, reduce da un’annata importante con il Brescia. Piace anche Antonio Sanabria, attaccante paraguaiano del Torino, che cerca maggiore continuità e potrebbe rilanciarsi in Toscana. Suggestiva la pista che porta a Giovanni Simeone, classe 1995 del Napoli: suo padre, Diego Pablo Simeone, ha vestito proprio la maglia del calciomercato Pisa nei primi anni ’90, durante l’ultima apparizione del club in Serie A con il leggendario presidente Romeo Anconetani.

In alternativa, si valutano anche Lorenzo Colombo del Milan, reduce da un prestito all’Empoli e seguito anche dalla Cremonese, e Alessio Zerbin, esterno offensivo classe 1999 anch’egli di proprietà del Napoli, nell’ultima stagione al Venezia. Zerbin piace anche al Lecce, quindi la concorrenza sarà serrata.

Il Calciomercato Pisa si annuncia dunque molto intenso, con obiettivi chiari e una volontà evidente di costruire una rosa competitiva per puntare alla promozione. La società vuole regalare al nuovo allenatore – che con ogni probabilità sarà Gilardino – una squadra in grado di giocarsela fino in fondo. Tra sogni, ritorni storici e giovani di talento, Pisa vuole tornare grande. E il mercato sarà il primo passo.

Flamengo, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Flamengo, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Flamengo è inserito nel girone D del Mondiale per Club insieme ad ES Tunis, Chelsea e León.

Flamengo: una nazione, non solo un club

Il Clube de Regatas do Flamengo non è una semplice squadra di calcio, è un’entità che trascende lo sport. Fondato nel 1895 come club di canottaggio (il calcio fu introdotto solo nel 1911), il Flamengo è diventato un fenomeno di massa, tanto da vantare, secondo diverse stime, la più grande tifoseria del mondo, con oltre 40 milioni di sostenitori. Questa immensa base di fan è conosciuta come la Nação Rubro-Negra (la Nazione Rosso-Nera), un termine che non definisce solo i tifosi, ma un popolo unito da una fede incrollabile. Il soprannome più comune è Mengão, un accrescitivo affettuoso di “Flamengo”. Un altro, più particolare, è Urubu (Avvoltoio). Nato negli anni ’60 come insulto razzista da parte delle tifoserie rivali per denigrare i numerosi tifosi afro-brasiliani del club, fu genialmente riappropriato. Durante una partita del 1969, un gruppo di tifosi del Flamengo liberò in campo un avvoltoio, che volò sopra il prato del Maracanã. La squadra vinse e da quel giorno l’Urubu divenne la fiera mascotte del club, un simbolo di resilienza e orgoglio delle proprie radici popolari.

La storia del Flamengo è un susseguirsi di ere gloriose e momenti di profonda crisi, un’altalena di emozioni che ne alimenta la mistica. Il club ha sempre avuto un rapporto speciale con i numeri 10, i fantasisti, i geni del calcio. Il più grande di tutti, Zico, è considerato una divinità laica a Rio de Janeiro. Una “cosa che non puoi sapere” è che il Flamengo, pur essendo il club più popolare del Brasile, ha dovuto attendere fino al 1980 per vincere il suo primo campionato brasiliano, molto più tardi rispetto ai suoi rivali. Questo ritardo ha reso la fame di vittorie ancora più acuta. Un aneddoto che definisce la passione dei suoi tifosi risale al 1995, l’anno del centenario. Il club ingaggiò Romário, fresco campione del mondo e Pallone d’Oro, per formare “l’attacco dei sogni” con Sávio ed Edmundo. Nonostante le enormi aspettative, la squadra perse la finale del campionato Carioca contro il Fluminense con un famoso gol di pancia di Renato Gaúcho. Quella sconfitta è ancora oggi ricordata come una delle più dolorose, a testimonianza di come nel DNA del Flamengo la sofferenza sia indissolubilmente legata all’estasi della vittoria.

Il giocatore che ci farà innamorare: Giorgian De Arrascaeta

In una squadra piena di stelle, l’uruguaiano Giorgian De Arrascaeta è il maestro d’orchestra, il giocatore la cui eleganza fa innamorare. Non è un atleta straripante o un bomber implacabile; è un artista del calcio. Il suo stile di gioco è una carezza per gli occhi: controllo di palla vellutato, visione di gioco a 360 gradi e una capacità quasi telepatica di trovare i compagni con passaggi che nessuno aveva immaginato. De Arrascaeta è il classico enganche sudamericano, il numero 10 che gioca con la testa alta e il cui ritmo compassato detta i tempi di tutta la squadra. La sua specialità sono gli assist, spesso serviti con l’esterno del piede, un gesto tecnico di una difficoltà e di una bellezza estreme che è diventato il suo marchio di fabbrica. Ma è anche un finalizzatore letale, capace di inventare gol con tiri a giro o inserimenti a sorpresa. Ciò che lo rende così amato, oltre alla sua immensa classe, è la sua capacità di essere decisivo nei momenti che contano. Nelle finali, nelle partite più tese, è quasi sempre lui a inventare la giocata che sblocca il risultato. È un leader silenzioso, un idolo che parla con la lingua universale del talento puro.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giovane più interessante: Lorran

Il settore giovanile del Flamengo, il “Ninho do Urubu” (il Nido dell’Avvoltoio), è una delle fucine di talenti più prolifiche del Sud America. L’ultimo gioiello di questa collezione è Lorran, un trequartista mancino classe 2006 che ha già fatto il suo debutto in prima squadra, diventando il più giovane marcatore nella storia del club. Lorran è un concentrato di talento, fantasia e sfrontatezza. Nonostante la giovanissima età, gioca con la personalità di un veterano. È un dribblatore nato, abile a saltare l’uomo nell’uno contro uno e a creare superiorità numerica. Il suo sinistro è potente e preciso, sia nel tiro che nei calci piazzati. Dopo aver dominato nelle categorie giovanili, il club lo sta inserendo gradualmente in prima squadra, proteggendolo dalla pressione ma consapevole di avere tra le mani un potenziale fuoriclasse. Il Mondiale per Club 2025 potrebbe essere la sua prima grande vetrina internazionale, un’occasione per mostrare sprazzi del suo enorme talento e per far capire al mondo perché club come Real Madrid e Chelsea lo seguono da tempo.

L’allenatore: Filipe Luís

In una delle mosse più audaci e romantiche del calcio brasiliano recente, la panchina del Flamengo è stata affidata a Filipe Luís. La nomina è recentissima, avvenuta a fine maggio, poco prima dell’inizio del torneo, a seguito dell’esonero del più esperto Tite. La dirigenza ha deciso di scommettere sul suo ex giocatore, un idolo della tifoseria che si era ritirato dal calcio giocato solo un anno e mezzo prima. Non è una scelta casuale: dopo il ritiro, Filipe Luís ha subito iniziato la sua carriera da tecnico nelle giovanili del club, guidando la squadra Under-20 a importanti successi e mostrando un talento e una visione di gioco fuori dal comune.

Considerato un “allenatore in campo” già negli ultimi anni della sua carriera da calciatore, Filipe Luís è una delle menti più brillanti della sua generazione. Avendo giocato per anni ai massimi livelli in Europa (soprattutto con l’Atlético Madrid di Diego Simeone) e essendo stato un pilastro del Flamengo iper-offensivo di Jorge Jesus, la sua filosofia è un mix unico di rigore tattico europeo e di creatività brasiliana. Predica un calcio basato sul possesso palla, sulla superiorità numerica e su un’organizzazione difensiva meticolosa. La sua nomina, a poche settimane dal Mondiale per Club, è un enorme attestato di fiducia ma anche un rischio calcolato: affidare una corazzata a un tecnico così giovane e con poca esperienza in prima squadra è una scommessa che potrebbe rivelarsi un colpo di genio o un azzardo fatale. Sarà lui la variabile più intrigante del torneo per il Mengão.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Il punto più alto raggiunto nella sua storia: il 1981

Nonostante la vittoria della Copa Libertadores nel 2019 sia un ricordo vivido e glorioso, il vertice assoluto, il momento che ha consegnato il Flamengo alla leggenda, è la conquista della Coppa Intercontinentale del 1981. A Tokyo, il Flamengo di Zico, Júnior, Leandro e Adílio affrontò il Liverpool, dominatore del calcio europeo. Quella che doveva essere una partita equilibrata si trasformò in un monologo rubro-negro. Il Flamengo impartì una lezione di calcio ai campioni d’Europa, vincendo 3-0 in una delle prestazioni più scintillanti e dominanti mai viste in una finale intercontinentale. Zico fu nominato miglior giocatore della partita, ma fu tutta la squadra a giocare una sinfonia perfetta. Quel trionfo non fu solo una vittoria sportiva; fu un’affermazione culturale, la dimostrazione che il calcio bailado e tecnico del Brasile poteva surclassare la potenza fisica del calcio europeo. Quella squadra è ancora oggi considerata la più forte nella storia del club e un modello di gioco irripetibile.

Dove può arrivare

Il Flamengo arriva al Mondiale per Club come una delle potenze non europee più credibili. La rosa è ricca di talento e di esperienza internazionale. L’obiettivo minimo è superare il girone e raggiungere la fase a eliminazione diretta.

Auckland City, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Auckland City, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

L’Auckland City è inserito nel girone C del Mondiale per Club insieme ad Boca Junior, Bayern Monaco e Benfica.

L’Auckland City Football Club è un’anomalia affascinante nel panorama del calcio globalizzato. Fondato solo nel 2004, non è un club con una lunga tradizione, ma un’entità nata da un’esigenza pratica: creare una squadra abbastanza forte da poter competere e vincere la OFC Champions League, il torneo continentale dell’Oceania. Missione compiuta, si potrebbe dire, visto che i Navy Blues (i Blu Marino) hanno instaurato un dominio quasi tirannico, vincendo il trofeo un numero record di volte e diventando i rappresentanti quasi esclusivi della loro confederazione sul palcoscenico mondiale. La loro storia è quella di un gigante in un contesto calcistico piccolo, quello neozelandese, che li rende automaticamente dei pesci minuscoli quando si affacciano nelle acque internazionali del Mondiale per Club.

La vera essenza dell’Auckland City risiede nella sua natura semi-professionistica, un concetto quasi alieno nel calcio di vertice. Per anni, la rosa è stata composta da un mix di pochi professionisti a tempo pieno e una maggioranza di giocatori con un “day job“, un lavoro quotidiano. Immaginate la scena: un avvocato, un muratore, un commesso e uno studente universitario che si allenano la sera, dopo una giornata di lavoro, per poi prendere un aereo e andare a marcare i multimilionari del Real Madrid o del Bayern Monaco. Questo dualismo ha sempre generato aneddoti incredibili. Il difensore spagnolo Ángel Berlanga, una leggenda del club, per anni ha lavorato come commesso in un negozio di abbigliamento di Auckland. Storie come la sua definiscono l’ethos del club: umiltà, sacrificio e un amore per il giocoche va oltre la fama e il denaro. Questa natura “operaia” è la loro forza e il loro limite, ciò che li rende simpatici a tutti ma, al tempo stesso, strutturalmente incapaci di competere alla pari con le superpotenze. Una “cosa che non puoi sapere” è che, nonostante il loro dominio, il calcio in Nuova Zelanda resta uno sport di secondo piano, molto meno seguito del rugby. L’Auckland City vive quindi in un paradosso: è un club di fama mondiale (per le sue continue partecipazioni al torneo) ma con un seguito locale relativamente modesto.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Il giocatore che ci farà innamorare: Nathan Lobo

Nathan Lobo è il simbolo della nuova generazione dei Navy Blues: un giocatore moderno, dinamico e con un profilo internazionale. Terzino sinistro di grande spinta, Lobo è uno degli elementi chiave nel sistema di gioco di Albert Riera, unendo disciplina tattica a una notevole qualità in fase di spinta. La sua crescita è stata costante, tanto da renderlo un titolare inamovibile sulla corsia mancina e uno dei giovani più interessanti del calcio neozelandese.

La sua storia è quella di un talento globale: nato e cresciuto in Nuova Zelanda da genitori di origine indiana, ha avuto anche un’esperienza formativa nel calcio universitario statunitense con i Seattle University Redhawks, prima di tornare e imporsi definitivamente con la maglia dell’Auckland City. Questa varietà di esperienze ha forgiato un giocatore maturo e versatile.

Nathan Lobo è un terzino sinistro completo. Dotato di un’ottima capacità di corsa, è in grado di percorrere tutta la fascia per 90 minuti, garantendo un apporto costante sia in fase difensiva che offensiva. Il suo piede mancino è educato, capace di sfornare cross precisi per gli attaccanti. È un giocatore aggressivo in marcatura ma corretto, e la sua velocità gli permette di essere efficace nel recuperare la posizione. Nonostante il ruolo di difensore, partecipa attivamente alla costruzione del gioco, dialogando con i centrocampisti e offrendo sempre una soluzione di passaggio sicura. Ha rappresentato la Nuova Zelanda a livello giovanile (U23), confermando di essere uno dei prospetti più validi del paese nel suo ruolo. Al Mondiale per Club, il suo duello sulla fascia contro gli esterni di Bayern, Boca e Benfica sarà un test fondamentale per misurare le sue qualità a livello globale.

Il giovane più interessante: Nathan Garrow

All’interno della rosa dell’Auckland City, ricca di veterani e giocatori di grande esperienza nel contesto oceanico, Nathan Garrow rappresenta uno dei volti più giovani e promettenti. È un portiere che si sta facendo strada nel competitivo ambiente del club, con l’obiettivo di diventare il titolare del futuro e l’erede dei portieri che lo hanno preceduto.

La sua carriera si è sviluppata interamente in Nuova Zelanda, passando attraverso club come Manukau United, Bay Olympic e Auckland United, prima di compiere il grande passo e unirsi ai dominatori del calcio oceanico. La sua inclusione nella rosa per il Mondiale per Club 2025 è un’enorme opportunità di crescita e un segnale della fiducia che il club ripone nelle sue capacità, offrendogli la possibilità di allenarsi e misurarsi con alcuni dei migliori attaccanti del pianeta.

Nathan Garrow è un portiere che unisce una buona struttura fisica a riflessi notevoli. Nonostante la giovane età, dimostra una discreta sicurezza nelle uscite e una buona reattività tra i pali. Il suo percorso nelle massime competizioni neozelandesi e nella OFC Champions League lo sta forgiando, permettendogli di accumulare esperienza preziosa in partite ad alta pressione. Il suo ruolo nel Mondiale per Club sarà probabilmente quello di secondo o terzo portiere, ma l’esperienza di far parte di un evento di tale portata sarà fondamentale per il suo sviluppo. Lavorare a stretto contatto con l’allenatore Albert Riera e con compagni più esperti gli permetterà di accelerare il suo processo di maturazione tecnica e mentale, preparandolo a raccogliere in futuro l’eredità della porta dei Navy Blues.

L’allenatore: Albert Riera

La presenza di un tecnico come Albert Riera sulla panchina dell’Auckland City è un’ulteriore testimonianza dell’unicità del club. Ex calciatore di alto livello, con una carriera che lo ha visto indossare maglie prestigiose come quelle del Liverpool, del Manchester City, del Bordeaux e dell’Udinese, Riera ha portato una cultura del lavoro e una visione tattica tipicamente europee in un contesto completamente diverso. La sua sfida non è solo tecnica, ma culturale: deve plasmare un gruppo di giocatori semi-professionisti secondo i principi del calcio moderno. Sotto la sua guida, l’Auckland City non è più una squadra che si limita a difendersi e lanciare palla lunga. Cerca di costruire dal basso, di mantenere il possesso palla e di applicare un pressing organizzato. Certo, farlo contro dilettanti delle Isole Salomone è un conto, provarci contro il centrocampo del Bayern Monaco è un altro. Riera è un allenatore pragmatico ma coraggioso, che chiede ai suoi di giocare a calcio senza paura, indipendentemente dall’avversario. Il suo lavoro consiste nel preparare la squadra a essere tatticamente perfetta, perché sa che l’organizzazione è l’unica arma che hanno per provare a colmare l’enorme divario tecnico e fisico.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Il punto più alto raggiunto nella sua storia: il miracolo del 2014

Il Mondiale per Club del 2014, disputato in Marocco, non è solo il punto più alto della storia dell’Auckland City, ma una delle favole più belle del calcio moderno. Partiti, come sempre, da perfetti sconosciuti, i Navy Blues compirono un autentico miracolo. Iniziarono battendo i padroni di casa del Moghreb Tétouan ai rigori. Poi, nei quarti di finale, superarono i campioni d’Africa dell’ES Sétif. In semifinale, si trovarono di fronte il San Lorenzo, campione della Copa Libertadores, resistendo fino ai tempi supplementari prima di cedere. Ma non era finita: nella finale per il terzo posto, contro i messicani del Cruz Azul (campioni CONCACAF), vinsero ancora ai rigori, conquistando una storica medaglia di bronzo. Un gruppo di semi-professionisti sul podio del mondo. Quell’impresa, guidata dal tecnico Ramon Tribulietx, dimostrò che con l’organizzazione, il cuore e un po’ di fortuna, anche i sogni più impossibili possono diventare realtà. Resta un risultato ineguagliato e probabilmente ineguagliabile, il momento in cui i dilettanti d’élite mostrarono al mondo intero di che pasta erano fatti.

Dove può arrivare

In un girone con Bayern, Boca e Benfica, l’obiettivo dell’Auckland City non può realisticamente essere la qualificazione. Il divario è semplicemente troppo ampio. Il loro Mondiale si giocherà su altri traguardi: evitare imbarcate, dimostrare la validità del lavoro tattico di Riera, riuscire a segnare un gol. Una vittoria contro una delle tre grandi sarebbe uno dei più grandi shock nella storia del calcio. Un pareggio sarebbe già un’impresa leggendaria. L’obiettivo più concreto è giocare con dignità, fare esperienza e, magari, approfittare di un eventuale passo falso di una delle big.

Mastour, l’ex talento del Milan riparte da una destinazione molto particolare. Ecco l’indiscrezione

Mastour riparte dalla Virtus Verona: una nuova sfida in Serie C da parte dell’ex fuoriclasse del Milan

Mastour, il talento che aveva incantato il mondo da giovanissimo con la maglia del Milan, torna in Italia per rilanciarsi nel calcio professionistico. Dopo un lungo peregrinare tra club e paesi diversi, il trequartista italo-marocchino ha firmato con la Virtus Verona, club di Serie C che gli offre un’occasione concreta per rimettersi in gioco. Il contratto prevede un accordo annuale con opzione per la stagione successiva, segno che il club crede ancora nella sua capacità di fare la differenza.

Classe 1998, Hachim Mastour è stato per anni il simbolo del talento precoce: dribbling fulminanti, tecnica sopraffina, giocate da fuoriclasse che a soli 15 anni lo avevano trasformato in un fenomeno mediatico. Cresciuto nelle giovanili del Milan, Mastour era stato indicato come uno dei migliori prospetti europei della sua generazione, tanto da esordire in Nazionale maggiore con il Marocco a soli 16 anni. Tuttavia, il salto tra le promesse e il calcio dei grandi non è mai stato semplice, e nel suo caso si è rivelato particolarmente complesso.

Negli anni, il nome di Mastour è spesso tornato alla ribalta più per le sue potenzialità inespresse che per quanto mostrato in campo. Dopo il Milan, ha provato fortuna in Spagna con il Malaga, in Olanda con lo Zwolle, e in Grecia con il Lamia, senza però trovare la continuità necessaria. Anche il ritorno in Italia, con Reggiana, Reggina e Carpi, non ha portato alla svolta attesa. A questi si sono aggiunte esperienze in Marocco, con Renaissance Zemamra e Union Touarga, dove ha militato fino al gennaio scorso.

L’ultima apparizione pubblica del fantasista è stata nella Kings League, il campionato di calcio a 7 ideato da Gerard Piqué. Con l’FC Zeta di Cristian Brocchi, ex tecnico del Milan, Mastour ha ritrovato campo e serenità, lontano dalle pressioni del professionismo. Ora, con la Virtus Verona, ha un’altra possibilità per tornare protagonista nel calcio italiano.

Per Mastour, la Serie C potrebbe essere l’ambiente ideale: competitivo ma meno stressante, più adatto per ricostruire fiducia e forma fisica. A 26 anni non è troppo tardi per scrivere nuove pagine di una carriera che molti davano già chiusa. La sua storia, fatta di sogni, cadute e ripartenze, resta un esempio di quanto sia difficile gestire il talento precoce. Ma è anche un racconto di resilienza, che può ancora sorprendere.

La Virtus Verona scommette su di lui, e molti appassionati di calcio sperano che Mastour riesca finalmente a trasformare il potenziale in concretezza. Perché ogni ritorno, se fatto con cuore e impegno, può essere l’inizio di qualcosa di grande.

Romania-Montenegro U19: dove vederla e orario

All’Arena Nationala pole andrà in scena la sfida tra Romania-Montenegro U19: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

All’Arena Nationala di Bucarest, Romania-Montenegro U19 si affrontano nella prima giornata della fase a gironi degli Europei di categoria.

Orario e dove vederla

Romania-Montenegro U19 si gioca venerdì 13 giugno 2025 alle ore 17:00. La partita sarà trasmessa in in streaming gratis per tutti su UEFA.TV.

Gattuso Nazionale, Montolivo dubbioso: «Gode la mia stima per questo percorso, però sul futuro…»

Gattuso Nazionale: le parole dell’ex centrocampista rossonero Riccardo Montolivo dividono l’opinione pubblica. Ecco perché

Il nome di Gennaro Gattuso è tornato prepotentemente al centro del dibattito calcistico italiano. Dopo una carriera da giocatore leggendaria e una gavetta importante da allenatore, l’ex centrocampista campione del mondo nel 2006 sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Una notizia che ha scatenato reazioni contrastanti, soprattutto tra chi lo ha conosciuto da vicino. Tra questi c’è Riccardo Montolivo, ex capitano del Milan e ora opinionista per Sky Sport, che non ha risparmiato parole forti sul possibile futuro del tecnico calabrese.

Montolivo e Gattuso hanno condiviso l’esperienza al Milan, ma non tutto è filato liscio. I rapporti tra i due, come noto, si sono incrinati proprio durante l’esperienza di Gattuso sulla panchina rossonera. In un’intervista rilasciata a Sky Sport, Montolivo ha dichiarato senza mezzi termini: «Diciamo che non è una persona che gode della mia stima, però mi auguro che faccia bene sulla panchina della Nazionale. Non vedere l’Italia per la terza volta consecutiva ai Mondiali sarebbe straziante.»

Un’affermazione che ha subito acceso i riflettori sul rapporto personale tra i due ex compagni di squadra, ma che riporta anche l’attenzione su un tema fondamentale: il futuro della Nazionale italiana. Dopo le delusioni recenti, culminate con la mancata qualificazione ai Mondiali del 2018 e del 2022, la FIGC ha valutato chi possa guidare il gruppo azzurro verso una nuova era. In questo contesto, il nome «Gattuso Nazionale» inizia a diventare più che una suggestione.

Gattuso, attualmente senza squadra dopo l’ultima esperienza in Francia con il Marsiglia, è considerato un profilo energico, carismatico e fortemente legato ai valori azzurri. Da calciatore ha sempre incarnato lo spirito di sacrificio e attaccamento alla maglia, qualità che in molti vedono ideali per risollevare le sorti della Nazionale. Il possibile approdo di Gattuso alla guida dell’Italia rappresenterebbe un ritorno all’essenza più grintosa del calcio italiano.

Le parole di Montolivo, se da un lato evidenziano frizioni personali, dall’altro mostrano anche un certo realismo. Pur senza stimare l’uomo Gattuso, l’ex centrocampista della Fiorentina e dell’Atalanta ha riconosciuto quanto sia cruciale, per il bene del calcio italiano, che il prossimo ciclo della Nazionale sia finalmente positivo. L’eventualità di fallire ancora la qualificazione a un Mondiale sarebbe devastante non solo per la FIGC, ma anche per l’intero movimento calcistico italiano.

Il dibattito su «Gattuso Nazionale» è solo agli inizi. Mentre la Federazione valuta le alternative – tra i tanti anche i nomi di De Rossi, Cannavaro e Spalletti – Gattuso resta in pole. La sua candidatura divide, ma al tempo stesso attira attenzione e riflessioni sul tipo di guida di cui l’Italia ha davvero bisogno.

In attesa di una decisione ufficiale, il nome di Gattuso resta al centro della scena. E se sarà lui a sedersi sulla panchina azzurra, si tratterà di una sfida senza precedenti: non solo rilanciare la Nazionale, ma anche dimostrare che il suo nome può unire un Paese intero, nonostante le polemiche.

Pioli-Fiorentina, fumata bianca vicina per il grande ritorno dell’allenatore a Firenze. Ecco i dettagli

Pioli-Fiorentina: ritorno alle origini e progetto ambizioso in costruzione. Cosa risulta in termini di trattative?

Il binomio Pioli-Fiorentina si fa sempre più concreto e promettente. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, Stefano Pioli è pronto a chiudere la sua esperienza all’Al Nassr per tornare in Italia, e ripartire proprio dalla Fiorentina, club che conosce bene e con il quale ha già scritto pagine significative tra il 2017 e il 2019. Ora, a distanza di cinque anni, l’allenatore emiliano ex Milan è pronto a iniziare un nuovo ciclo in viola, con un progetto tecnico completamente rinnovato e ricco di ambizioni.

Pioli-Fiorentina non è solo un ritorno nostalgico, ma una scelta strategica da parte del club toscano, deciso a ripartire con un profilo esperto e capace di dare identità a una squadra che, negli ultimi anni, ha alternato buone prestazioni a momenti di stallo. Dopo l’addio di Palladino all’insegna delle polemiche, il club gigliato ha deciso di puntare su un tecnico di esperienza internazionale.

Stefano Pioli, reduce da quattro stagioni al Milan coronate dallo scudetto vinto nel 2022 e dall’esperienza in Arabia, è pronto a rimettersi in gioco in un ambiente che conosce bene, dove il calcio è passione quotidiana e dove potrà costruire un nuovo gruppo a sua immagine e somiglianza. A confermare la direzione intrapresa è stato proprio Romano, uno dei giornalisti di mercato più autorevoli, che ha annunciato: “Decisione presa. Pioli sarà il nuovo allenatore della Fiorentina”.

Il nuovo ciclo Pioli-Fiorentina avrà una chiara impronta tecnica e caratteriale. Il primo tassello del progetto riguarda il mercato, e in particolare l’attacco. Il nome che circola con insistenza nelle ultime ore è quello di Edin Dzeko, esperto centravanti bosniaco, attualmente in forza al Fenerbahçe. Pioli conosce bene Dzeko, lo stima profondamente e sarebbe felice di affidargli le chiavi dell’attacco viola. L’arrivo dell’ex Roma e Inter, nonostante l’età (38 anni), rappresenterebbe un colpo di grande esperienza e carisma per guidare il nuovo corso.

Il progetto Pioli-Fiorentina non si limiterà, tuttavia, a colpi d’esperienza. Il tecnico vuole costruire una squadra equilibrata, con giovani di talento da valorizzare e veterani capaci di fare da guida. La dirigenza è al lavoro per consegnargli una rosa competitiva in tempi brevi, così da iniziare la preparazione estiva con un gruppo già solido e funzionale al suo gioco.

Oltre a Dzeko, la Fiorentina valuterà anche altri innesti in difesa e a centrocampo, con particolare attenzione ai giocatori abituati ai ritmi europei. Pioli, dal canto suo, ha fatto sapere di voler tornare a lottare per l’Europa, e non si accontenterà di un campionato anonimo. Il suo obiettivo è rendere la Fiorentina una delle protagoniste della Serie A 2025/26.

Il legame Pioli-Fiorentina, dunque, è pronto a riaccendersi. Non si tratta solo di un ritorno, ma di una sfida nuova, in un contesto familiare ma con rinnovate ambizioni. Firenze è pronta ad accoglierlo, e Pioli ha tutta l’intenzione di scrivere una seconda, grande storia in viola.

Chiesa Napoli, Conte spinge per fare il grande colpo azzurro! La situazione sulla trattativa con il Liverpool

Chiesa Napoli: la Serie A nel futuro dell’esterno del Liverpool. La situazione tra trattativa e voglia di fare la differenza

Il futuro di Federico Chiesa sembra sempre più lontano da Liverpool e sempre più vicino all’Italia. L’esterno offensivo italiano, reduce da una stagione tutt’altro che brillante con la maglia dei Reds, sta valutando l’addio al club inglese. Ed è proprio il Napoli, sempre guidato da Antonio Conte, ad aver mostrato il maggiore interesse per il talento ex Juventus. La possibile operazione sta già accendendo i riflettori sul calciomercato estivo, con il binomio Chiesa Napoli che inizia a prendere corpo.

La stagione appena conclusa è stata piuttosto deludente per Chiesa. Solo 466 minuti giocati in tutte le competizioni, con 2 gol e 2 assist a referto. Numeri modesti per un giocatore che, appena qualche anno fa, era tra i protagonisti dell’Europeo vinto dall’Italia e tra i nomi più chiacchierati del calcio europeo. A frenarlo sono stati diversi fattori: infortuni ricorrenti, condizione fisica mai davvero ritrovata e, soprattutto, le scelte tecniche dell’allenatore Arne Slot, che lo ha spesso lasciato in panchina.

Trasferitosi al Liverpool nell’estate 2023 per circa 12 milioni di euro, dopo l’addio alla Juventus, Chiesa sperava in una rinascita in Premier League. Ma il sogno si è presto trasformato in una realtà difficile da accettare. A partire dall’infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro, subito nel gennaio 2022, l’esterno non è più riuscito a esprimersi ai livelli che lo avevano consacrato tra i top d’Europa. E ora, a 27 anni compiuti, sente il bisogno di ripartire, di trovare una squadra in grado di dargli spazio, fiducia e minuti.

Secondo quanto riportato dal noto esperto di mercato Fabrizio Romano, Chiesa ha già espresso la volontà di lasciare Liverpool per tornare in Serie A. Non per problemi di ambientamento – anzi, i rapporti con staff e compagni a Liverpool sono rimasti ottimi – ma per la necessità di giocare con continuità. E qui entra in scena il Napoli, che sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione. Conte, da sempre grande estimatore del giocatore, avrebbe già dato il suo benestare all’operazione.

Il progetto tecnico del Napoli di Conte è ambizioso e punta consolidarsi ai vertici. In questo contesto, l’arrivo di un esterno di qualità e esperienza come Chiesa potrebbe rappresentare un tassello fondamentale. Il tecnico salentino vuole calciatori pronti, che conoscano il campionato e che abbiano fame di riscatto: l’identikit corrisponde perfettamente a quello di Chiesa.

Il binomio Chiesa Napoli potrebbe dunque diventare una delle trattative chiave del calciomercato estivo. Resta da capire la posizione del Liverpool, che potrebbe liberare l’azzurro a fronte di un’offerta congrua. Il valore di mercato del giocatore si aggira sui 15-18 milioni, ma non si esclude una formula con prestito e diritto di riscatto.

Quel che è certo è che Federico Chiesa è pronto a ripartire. E se il Napoli riuscirà a chiudere l’operazione, si ritroverà in rosa un calciatore che, con la giusta continuità, può ancora fare la differenza. Il binomio Chiesa Napoli potrebbe essere la sorpresa dell’estate.

Calciomercato Bologna, Beukema rimane in rossoblu? Quella mossa ha sorpreso tutte le rivali

Calciomercato Bologna, un vero e proprio muro sul difensore rossoblu Beukema. Il club emiliano alza la posta

Il calciomercato Bologna entra in una fase cruciale. Secondo La Repubblica di Bologna, il club rossoblù ha rispedito al mittente la prima offerta del Napoli per Sam Beukema. I partenopei avevano messo sul piatto 30 milioni di euro, oltre a un contratto quinquennale da 3 milioni netti all’anno per il difensore olandese. Ma la risposta è stata netta: trenta milioni non bastano. Il Bologna, forte della qualificazione in Europa League e deciso a non smantellare il gruppo, ha alzato la valutazione a 40 milioni, mettendo un punto fermo sulla trattativa.

Il messaggio è chiaro: a Casteldebole non c’è fretta di vendere. Il club intende monetizzare al massimo e, al contempo, mantenere un’identità solida in vista della prossima stagione. Secondo fonti vicine alla dirigenza, nella peggiore delle ipotesi, solo uno tra Beukema e Dan Ndoye – altro nome seguito con insistenza dal Napoli e da Antonio Conte in particolare – potrebbe lasciare Bologna in questa sessione estiva. Non entrambi.

Il calciomercato Bologna si muove così su un doppio binario: da un lato resistere agli assalti per i suoi talenti più richiesti, dall’altro costruire una rosa competitiva in vista del debutto europeo. Il reparto difensivo è attualmente il focus principale. Dopo aver confermato due pedine esperte come Lykogiannis e De Silvestri – che fungeranno da alternative ai giovani Holm e Miranda – la dirigenza rossoblù è al lavoro per valutare la situazione dei centrali.

Nicolò Casale, nonostante l’interesse del Verona, dovrebbe restare a disposizione del tecnico. Diverso invece il discorso per Erlic, che sembra destinato a cambiare maglia. La società è intenzionata a operare scelte selettive, mantenendo equilibrio tra entrate e uscite, senza snaturare l’ossatura della squadra costruita nell’ultima stagione.

Nel frattempo, il calciomercato Bologna guarda anche al reparto offensivo. Il nuovo nome sul taccuino degli osservatori felsinei è quello di Ez Abde Ezzalzouli, esterno marocchino classe 2001 di proprietà del Betis Siviglia. Il giocatore piace per la sua velocità, tecnica e capacità di giocare sia a destra che a sinistra nel tridente. Potrebbe rappresentare una valida alternativa o un rinforzo vero e proprio, qualora si concretizzasse la partenza di Ndoye.

Le prossime settimane si preannunciano decisive per delineare il futuro del Bologna. I dirigenti stanno lavorando con pazienza e fermezza, consapevoli che questa finestra di mercato è forse la più importante degli ultimi anni. L’obiettivo è chiaro: trattenere i pezzi pregiati o, nel caso in cui dovessero partire, ottenere il massimo valore possibile per reinvestire in maniera intelligente.

Il calciomercato Bologna non sarà un mercato di “saldi”, ma di scelte strategiche. Il club ha già dimostrato di saper programmare con lungimiranza e l’accesso all’Europa League ha dato forza a una politica improntata sulla crescita. Il muro alzato per Beukema ne è la prova: a Bologna, oggi, nessuno parte senza una valida contropartita.

Theo Hernandez, continua la “telenovela” sul terzino rossonero. Quella squadra vuole chiudere, ma…

Theo Hernandez, un rompicapo sempre più intricato per il Milan. Come andrà a finire la questione legata al terzino rossonero

Il futuro di Theo Hernandez continua a tenere banco nel calciomercato Milan, diventando uno dei dossier più complessi dell’estate rossonera. Dopo aver rifiutato un’offerta clamorosa da parte dell’Al Hilal, che avrebbe garantito al Milan circa 30 milioni di euro, il terzino francese sembrava destinato a tornare a Madrid, sponda Atletico. Un accordo tra i due club era dato per imminente, con la trattativa che sembrava prossima alla conclusione. Tuttavia, con un colpo di scena inaspettato, l’Atletico Madrid ha interrotto ogni dialogo con la dirigenza milanista, lasciando Theo Hernandez e il Milan in una situazione di stallo.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la posizione di Theo Hernandez si è notevolmente complicata a Milanello. A differenza di Mike Maignan, che resterà un punto fermo nonostante il contratto in scadenza nel 2026, il terzino francese non rientrerebbe più nei piani tecnici del club. Una decisione forte, che mette Theo in una posizione scomoda, proprio alla vigilia di una stagione importante anche in ottica Mondiali. L’esclusione dal progetto tecnico potrebbe infatti compromettere le sue possibilità di convocazione in Nazionale.

Nel tentativo di sbloccare la trattativa con l’Atletico Madrid, l’agente di Theo Hernandez, Manuel Garcia Quilon, ha provato nelle ultime ore a riaprire i contatti con il club spagnolo. Il giocatore, dal canto suo, sembrerebbe prendere in considerazione soltanto la pista Atletico, rifiutando altre proposte arrivate nelle scorse settimane. In via Aldo Rossi, sede del Milan, si attende con impazienza una risposta positiva dalla capitale spagnola, o quantomeno segnali di apertura da parte del suo entourage.

Ufficialmente, lo stallo tra Milan e Atletico Madrid è stato motivato da divergenze economiche. Il club rossonero chiede una cifra vicina ai 35 milioni per lasciar partire Theo Hernandez, mentre i Colchoneros si sono fermati a una valutazione inferiore. Tuttavia, dietro lo stop improvviso si nasconderebbero ragioni meno finanziarie e più emotive: parte della tifoseria dell’Atletico Madrid non ha mai perdonato al giocatore il suo trasferimento al Real nel 2017, visto come un tradimento. Questo malumore ambientale potrebbe aver indotto la dirigenza a congelare la trattativa.

Calciomercato Roma, carta bianca per Gian Piero Gasperini. Ecco i nomi che vuole il tecnico giallorosso

Calciomercato Roma, le prime mosse della nuova era Gasperini. Sarà carta bianca per l’ex tecnico nerazzurro

Il calciomercato Roma entra nel vivo con l’inizio della nuova era targata Gian Piero Gasperini. Dopo l’ufficialità del tecnico ex Atalanta, i piani per la costruzione della squadra stanno prendendo forma, e stavolta con un’impronta chiara dell’allenatore. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport-Stadio, le strategie di mercato non saranno solo frutto di opportunità estive o esigenze di bilancio, ma partiranno dalle idee tattiche e tecniche di Gasperini stesso. Una condizione richiesta espressamente dal tecnico prima della firma sul contratto triennale, sostenuta anche da Claudio Ranieri nel suo nuovo ruolo di senior advisor della famiglia Friedkin.

Il primo punto da cui partire nel calciomercato Roma riguarda i reparti da rinforzare. La rosa giallorossa necessita almeno di un difensore centrale affidabile, due esterni (uno per fascia), un centrocampista con dinamismo e un attaccante che possa completare il reparto offensivo. Ovviamente, le eventuali cessioni influenzeranno le entrate: il nuovo direttore sportivo Florent Ghisolfi è al lavoro per piazzare alcuni esuberi e liberare spazio salariale.

Tra i nomi che emergono con maggiore insistenza spicca quello di Matt O’Riley, centrocampista danese classe 2000, cresciuto calcisticamente in Inghilterra. Il suo nome era già stato associato all’Atalanta, proprio su indicazione di Gasperini, prima che il Brighton lo acquistasse per circa 30 milioni. O’Riley è considerato un centrocampista moderno, completo e duttile: sa abbinare struttura fisica e visione di gioco, ma anche inserimenti offensivi e gol (13 reti e 11 assist con il Celtic due stagioni fa). Il Brighton lo valuta attorno ai 25 milioni, ma la Roma potrebbe puntare su un prestito oneroso con diritto di riscatto dilazionato, una formula compatibile con i vincoli imposti dal settlement agreement UEFA.

Sulle corsie laterali, prioritarie nel sistema di gioco di Gasperini, i nomi più caldi sono Maxim De Cuyper e Giorgos Vagiannidis. Il primo, esterno mancino del Club Brugge, ha una valutazione di circa 20 milioni di euro. Si tratta di un profilo che Gasperini conosce bene, avendolo seguito già ai tempi della sua avventura a Bergamo. Vagiannidis, invece, è un terzino destro del Panathinaikos, meno costoso (10-12 milioni) ma seguito anche da club come lo Sporting Lisbona. La Roma sta valutando attentamente i margini di trattativa.

Altro nome da tenere d’occhio nel calciomercato Roma è quello di Nadir Zortea, reduce da un’ottima stagione con il Cagliari, impreziosita da 6 gol. Zortea è un vecchio pupillo di Gasperini, che lo ha già allenato e ne conosce potenzialità e limiti. Potrebbe rappresentare un’alternativa interessante e più accessibile per completare il pacchetto degli esterni.

Con la nuova guida tecnica e una chiara direzione sportiva, il calciomercato Roma si preannuncia finalmente coerente con una visione tattica definita. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva, con giocatori funzionali alle idee di Gasperini e in grado di rilanciare le ambizioni del club giallorosso, sia in Serie A che in Europa.

Kossounou, prima pietra per costruire un’Atalanta vincente. La retroguardia nerazzurra riparte da lui

Kossounou è stato acquistato dall’Atalanta: il primo grande colpo per costruire una squadra ancora più forte (investendo bene)

Una grande operazione di mercato che non poteva mancare considerando sia una stagione all’altezza della situazione che, soprattutto, un concetto chiave: per costruire una squadra competitiva occorre sempre consolidare le proprie basi, puntando su coloro che si sono meritati l’onore e la responsabilità di vestire la maglia dell’Atalanta.

Kossounou è molto più di un semplice acquisto con tanto di 20 milioni di euro messi sul tavolo, bensì si tratta della prima pietra di quella che sarà la squadra 2025-2026: cambierà anche l’allenatore, ma non sicuramente il progetto ambizioso che l’Atalanta vorrà mantenere.

Un difensore che in un anno a Bergamo si è dimostrato, utilizzando una metafora in puro stile Ben 10, un guerriero difensivo con la forza fisica di 2×2 e la velocità di XLR8: un braccetto giovane, talentuoso, esperto e soprattutto completo in entrambe le fasi. Nel cosiddetto “periodo d’oro” con l’Atalanta prima in classifica lui era un titolare inamovibile in grado anche di compensare certe assenze (su tutti quella di Kolasinac).

Dubbi? Non tecnici, bensì fisici dove l’infortunio agli adduttori ha condizionato la stagione. Certo, dopo il suo ritorno si è riscontrato qualche comprensibile problema di condizione con alcuni errori d’impostazione, ma ciò non ha sbiadito la sua immagine agli occhi della Dea, attuando ovviamente l’acquisto nonostante determinate sirene.

Un grande punto di partenza per l’Atalanta, dimostrando che se si fa tesoro della “mentalità vincente” degli ultimi nove anni si può continuare a rimanere in alto, aspetto che la Dea non vuole esentarsi questa estate: seppur la concorrenza sia diventata molto agguerrita.

Kossounou sarà il punto fermo su cui ricostruire una grande difesa per un beneficio a lungo termine, aspettando quelli che saranno i prossimi colpi in entrata (senza mai sedersi sugli allori).

Mastantuono al Real Madrid, anche Mascherano (ex Barcellona) promuove l’acquisto: «L’ho allenato, è incredibile»

Mastantuono al Real Madrid, Mascherano (ex Barcellona) promuove l’acquisto. Le dichiarazioni dell’attuale allenatore dell’Inter Miami

Nelle ultime ore è arrivata l’ufficialità del Real Madrid per l’acquisto di Franco Mastantuono, talento appena 17enne del River Plate, che ha impreziosito il campionato Argentino nell’ultima stagione e pronto ad arrivare in Europa per mettersi in mostra.

Tra i pochi allenatori ad aver avuto il privilegio di vedere da vicino il Mastantuono, anche Javier Mascherano, ex difensore del Barcellona, allenatore dell’Inter Miami di Leo Messi, dopo l’esperienza in Under 20 della Nazionale Albiceleste dove ha consciuto l’ala.

Proprio Mascherano ha commentato l’acquisto del giocatore, per una cifra che si aggira attorno ai 63.2 milioni di euro compresi di bonus e spese accessorie, alla vigilia dall’esordio al Mondiale per Club della sua squadra, che inaugurerà il torneo.

DICHIARAZIONI – «Sta facendo un grande passo. Si trova in una delle migliori squadre in cui puoi essere al mondo, come il River, ma quando club come il Real Madrid o il Barcellona ti vengono a cercare, è difficile dire di no»

UNDER 20 – «L’ho allenato nella Sub 20 dell’Argentina quando ero commissario tecnico della Nazionale. È un giocatore incredibile, con molte qualità e una mentalità molto importante. Ha tutte le caratteristiche per avere successo in Europa. Dipenderà da lui, col tempo, mantenere il suo livello e dimostrare il suo valore».

Serie A, è già Bologna Fiorentina: duello di calciomercato per riportare in Italia Edin Dzeko. La situazione

Serie A, è già Bologna Fiorentina: duello di calciomercato per riportare in Italia Edin Dzeko. La situazione

Con il calciomercato estivo in arrivo la Serie A 2025/2026 potrebbe accogliere nuovamente uno dei protagonisti più amati degli ultimi anni: Edin Dzeko. Dopo due stagioni in Turchia con la maglia del Fenerbahce, il centravanti bosniaco è al centro di un vero e proprio derby dell’Appennino, con Bologna e Fiorentina pronte a contenderselo per rinforzare il reparto offensivo.

Dzeko, attualmente 38enne, non ha mai nascosto il suo affetto per la Serie A, vissuta indossando le maglie di Roma e Inter, collezionando 150 gol complessivi tra tutte le competizioni e diventando uno dei punti di riferimento in entrambe le avventure.

Il Bologna, fresco di qualificazione in Europa League, grazie alla vittoria della Coppa Italia, è il primo club ad aver mosso passi concreti.

Secondo fonti vicine alla dirigenza felsinea, è stata proposta a Dzeko un’offerta di contratto annuale con opzione per il secondo anno, che scatterebbe al raggiungimento di specifici obiettivi individuali e di squadra. L’idea di affiancare l’esperienza del bosniaco alla freschezza dei giovani talenti rossoblù intriga particolarmente Vincenzo Italiano.

Tuttavia, la Fiorentina non intende restare a guardare. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il club viola sta valutando un’accelerata nelle prossime ore per provare a superare il Bologna nella corsa sull’attaccante. Il direttore sportivo Pradè è al lavoro per presentare un’offerta convincente l’ex Roma e Inter, puntando anche sulla possibilità di offrirgli un ruolo da leader in un progetto europeo ambizioso.

Con il mercato in fermento, il ritorno di Edin Dzeko in Serie A è tutt’altro che un sogno lontano. Tra Bologna e Fiorentina, si preannuncia una sfida entusiasmante per assicurarsi un attaccante che, nonostante l’età, continua a garantire gol, carisma ed esperienza internazionale.

Calciomercato Juventus, l’Atletico Madrid fa sul serio per Cambiaso. È lui l’alternativa a Theo Hernandez per Simeone

Calciomercato Juventus, l’Atletico Madrid fa sul serio per Cambiaso. È lui l’alternativa a Theo Hernandez per Simeone

Il calciomercato della Juventus entra nel vivo e uno dei nomi più chiacchierati in uscita è quello di Andrea Cambiaso. L’esterno bianconero in costante crescita, ha attirato l’attenzione di numerosi club europei e dopo i sondaggi di Milan e Manchester City ora anche l’Atletico Madrid sembra pronto a inserirsi nella corsa al giocatore.

I Colchoneros sono alla ricerca di un nuovo esterno sinistro e, dopo la fumata nera per Theo Hernandez del Milan, l’obiettivo si è spostato su Cambiaso. Il profilo del classe 2000 piace molto a Diego Simeone per la sua duttilità tattica, la capacità di coprire l’intera fascia e la crescente esperienza in un club di alto livello come la Juventus.

Secondo quanto riportato da fonti vicine al club, l’Atletico potrebbe presto tentare l’assalto, ma la posizione della Juventus resta chiara: Cambiaso è considerato un elemento chiave per il futuro, tanto che è già stato avviato il dialogo per un rinnovo di contratto. Il giocatore stesso, inoltre, ha fatto sapere che la sua priorità è restare alla Juve, bloccando momentaneamente qualsiasi trattativa.

Juve pronta a blindare Cambiaso

L’intenzione della società bianconera è chiara: rinnovare e blindare Cambiaso, che ha dimostrato qualità tecniche, personalità e margini di crescita importanti. Per la Juventus il terzino resta incedibile, almeno di offerte importanti che potrebbero farla titubare.

Tuttavia, nel calciomercato estivo tutto può cambiare rapidamente. Se l’Atletico Madrid dovesse presentare un’offerta significativa, la Juventus potrebbe valutare la situazione, anche alla luce di eventuali esigenze di bilancio.

Calciomercato estero, il Bayer Leverkusen pesca in Premier. Ten Hag mette nel mirino McAtee per il dopo Wirtz

Calciomercato estero, il Bayer Leverkusen pesca in Premier e mette nel mirino McAtee per il dopo Wirtz

Dopo una stagione di transizione con il ritorno al successo del Bayern Monaco, il Bayer Leverkusen prepara importanti cambiamenti per la stagione 2025/26. Con Erik Ten Hag nuovo allenatore sostituto di Xabi Alonso, nuovo allenatore del Real Madrid, il club tedesco punta a rafforzare la rosa per tornare a puntare al titolo in Bundesliga.

Tra i nomi seguiti dalla dirigenza rossonera, emerge quello di James McAtee, talento classe 2002 del Manchester City, trequartista hce nelle idee tattiche potrebbe andare a sopperire alla mancanza di Wirtz, ceduto dalle Aspirine al Liverpool in questi giorni.

Secondo quanto riportato da Sky Sports UK, infatti, il Bayer Leverkusen starebbe valutando l’ingaggio di James McAtee, trequartista cresciuto nel settore giovanile del City e già ben noto a Ten Hag, che lo ha affrontato più volte nei derby di Manchester durante la sua esperienza allo United. Il centrocampista offensivo è considerato uno dei talenti più promettenti del calcio inglese, dotato di visione di gioco, dribbling e ottima capacità di inserimento.

Numeri e crescita sotto Guardiola

Nella stagione 2024/25, McAtee ha accumulato 27 presenze ufficiali tra Premier League, Champions League, FA Cup, EFL Cup e Community Shield, per un totale di 936 minuti giocati e 7 gol segnati. Un bottino interessante per un giocatore ancora in piena fase di crescita, che ha avuto modo di apprendere i principi del calcio propositivo di Pep Guardiola.

Un colpo di qualità e prospettiva per il Bayer

L’eventuale arrivo di McAtee al Bayer Leverkusen rappresenterebbe un colpo in ottica futura ma anche immediata. Con l’impronta tattica di Ten Hag, che ama lavorare con giovani talenti offensivi, il centrocampista inglese potrebbe trovare spazio e responsabilità in un contesto ideale per la sua evoluzione.

Il calciomercato del Bayer 2025 si apre dunque con una pista intrigante: James McAtee potrebbe diventare il nuovo faro del centrocampo rossonero.

Massimo Mauro ricorda Grande Stevens: «Professionista di altissimo profilo, uomo meraviglioso. Nessuno come lui»

Massimo Mauro ricorda Grande Stevens: «Professionista di altissimo profilo, uomo meraviglioso. Nessuno come lui»

Intervistato da Tuttosport, Massimo Mauro ha parlato di Franzo Grande Stevens, storico avvocato di Gianni Agnelli, scomparso nella giornata di ieri, per ricordare la sua figura al mondo del calcio.

L’ex centrocampista della Juve, lo aveva conosciuto durante l’esperienza in bianconero tra il 1985 e il 1989. Quattro anni resi indimenticabili dalla persona.

DICHIARAZIONI – «Era un professionista di altissimo profilo – ha esordito -. E di lui sono stati in tanti ad avere bisogno, anche in Vaticano, ma in generale tutti i grandi gruppi imprenditoriali passavano dal suo ufficio.

L’ho conosciuto bene e alla fine gli davo del tu me l’aveva chiesto comprendendo la mia emozione al suo cospetto. Ha amato tanto la famiglia e mi piace ricordare sua moglie, Giuliana Greco. Com’è che si dice? Dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna. Sì, loro erano un esempio di tutto ciò.

Era un uomo meraviglioso, e lo ricordo nei momenti magari più nostri. Quelli in cui mostrava una profonda ironia, una tendenza al divertimento, a far stare bene. Una persona incredibile. Oggi c’è un altro Franzo Grande Stevens? Non c’è. Non mi viene in mente. Nel suo lavoro, almeno. Figuriamoci nel calcio. Descriverlo con un’immagine? L’amore per la famiglia. E per sua moglie. Era uno spettacolo vederli insieme e io ho avuto quest’enorme fortuna. È stato un forte privilegio aver condiviso un pezzo di strada».

Calciomercato estero, l’Arsenal cerca il colpo da novanta in attacco e si inserisce nella corsa per Gyokeres! Questa l’offerta

Calciomercato estero, l’Arsenal cerca il colpo in attacco e si inserisce per Gyokeres! Questa l’offerta

L’Arsenal è pronto a fare sul serio in vista della nuova stagione. Dopo aver sfiorato per due anni consecutivi la conquista della Premier League, il club londinese punta in alto e vuole rinforzare l’attacco con un colpo di livello internazionale. Il nome cerchiato in rosso da Mikel Arteta è quello di Viktor Gyokeres, centravanti svedese dello Sporting Lisbona, reduce da una stagione a dir poco straordinaria.

Offerta da 46,8 milioni di sterline per Gyokeres

Secondo quanto riportato dal quotidiano portoghese Record, l’Arsenal avrebbe presentato una prima offerta ufficiale da 46,8 milioni di sterline (circa 55 milioni di euro), a cui si aggiungerebbero 8,5 milioni di sterline in bonus legati a obiettivi individuali e di squadra. Resta ora da capire se lo Sporting Lisbona accetterà la proposta o tenterà di trattenerlo per una cifra superiore, considerando anche la clausola rescissoria del giocatore, fissata a oltre 80 milioni di euro.

Numeri da capogiro per Gyokeres nella stagione 2024/25

Il profilo di Gyokeres è tra i più richiesti d’Europa. Su di lui, oltre allo United, anche la corte della Juventus che però deve prima vendere Vlahovic per incassare un tesoretto che potrebbe convincere i portoghesi.

L’attaccante svedese ha numeri spaventosi ed ha chiuso la stagione con 54 gol in 52 partite tra campionato e coppe, dimostrando una capacità realizzativa fuori dal comune. In Liga Portugal, il dato è ancora più impressionante: 39 gol in 33 presenze, numeri da vero top player che lo hanno fatto competere per la scarpa d’oro pur avendo un malus nel coefficente nazionale più basso rispetto a Mbappé.

Arteta vuole il colpo per la Premier

Mikel Arteta vede in Gyokeres il profilo ideale per completare il reparto offensivo e dare all’Arsenal quella spinta decisiva per tornare a vincere la Premier League, assente in bacheca dal 2004. I Gunners vogliono chiudere presto l’affare per iniziare la stagione con una rosa già completa e competitiva su tutti i fronti.

Calciomercato Udinese, si cerca il sostituto di Lucca. Occhi su Catamo dello Sporting. Le cifre dell’accordo

Calciomercato Udinese, si cerca il sostituto di Lucca. Occhi su Catamo dello Sporting. Le cifre dell’accordo

Con Lorenzo Lucca sempre più vicino all’addio, l’Udinese si muove con decisione sul mercato per rinforzare il reparto offensivo. Il nome caldo è quello di Geny Catamo, esterno offensivo classe 2001, nazionale del Mozambico e attualmente in forza allo Sporting Lisbona.

Secondo quanto riportato da UdineseBlog, la trattativa tra i friulani e il club portoghese sarebbe in fase molto avanzata. L’accordo prevede una clausola del 15% sulla futura rivendita del giocatore, dettaglio che conferma l’attenzione posta dalle due società sulla crescita del talento africano. Il trasferimento è ormai a un passo dalla chiusura ufficiale.

Geny Catamo: numeri e carriera

Valutato circa 15 milioni di euro, Catamo è considerato uno dei profili emergenti del calcio europeo. Nell’ultima stagione in Liga Portugal, ha totalizzato 5 gol e 2 assist, dimostrando progressi costanti e buone doti tecniche.

Con la maglia dello Sporting Lisbona ha collezionato 90 presenze e 13 gol, completando anche la sua trafila nel settore giovanile del club biancoverde. Ha inoltre accumulato esperienza in altre realtà portoghesi, con 10 presenze al Vitoria Guimaraes e 11 al Maritimo, dove ha anche trovato la via del gol.

Un rinforzo per l’attacco bianconero

L’arrivo di Catamo all’Udinese rappresenta un’operazione importante sia in ottica presente che futura. Il club friulano, da sempre attento a valorizzare giovani talenti internazionali, punta sull’estro del giocatore mozambicano per rinforzare le corsie offensive e colmare il vuoto lasciato da Lucca.

In attesa dell’annuncio ufficiale, l’Udinese Calcio si prepara ad accogliere un nuovo protagonista per la stagione 2025/2026, con l’obiettivo di tornare competitiva in Serie A grazie a giovani promesse dal grande potenziale.

Chelsea, Maresca vuole essere protagonista: «Al Mondiale per Club per vincere. Mentalmente stiamo benissimo»

Chelsea, Maresca vuole essere protagonista del Mondiale per Club. Le dichiarazioni del tecnico italiano

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Enzo Maresca, attuale allenatore del Chelsea, ha parlato di come arriva al Mondiale per Club, che partirà nella notte tra il 14 e il 15 giugno con il match tra gli egiziani dell’Al Ahly e gli statunitensi dell’Inter Miami,e che vedrà tra le partecipanti anche i Blues, neo campioni della Conference League.

DICHIARAZIONI – «Mentalmente ci arriviamo benissimo. Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi anche se nel corso dell’anno sono cambiati, visto che abbiamo anticipato di un anno il ritorno in Champions. In più abbiamo vinto la Conference. Quando sei al Chelsea però devi provare a giocare ogni competizione per vincerla».

DUBBI – «Affrontiamo formazioni di paesi lontani, con cui non c’è una relazione come per le altre squadre di Premier o in Europa. Ci prepariamo cercando di guardare più partite possibili degli avversari, analizzandoli nel minimo dettaglio. Giocheremo in America, in stadi e ambienti diversi: è tutta una novità, non solo per noi».

I SUOI TALENTI – «Sono tre talenti. Delap l’ho allenato nell’Under 21 del City: ha già esperienza di Premier, è retrocesso con l’Ipswich ma ha fatto 12 gol. Ed è un ragazzo forte. Gli altri due avranno bisogno di tempo: sono entrambi classe 2005, dovremo capire quando saranno pronti ma in prospettiva sono giocatori molto forti».

Mondiale per Club, incassi milionari per tutti. Infantino: «Previsti 250 milioni di euro ai club non partecipanti di tutto il mondo»

Mondiale per Club, incassi per tutti. Infantino. Le dichiarazioni del Presidente della Fifa, in un messaggio ai tifosi di tutto il mondo

Giovanni Infantino, presidente della FIFA, apre la sua lettara ne Il Messaggero dedicata al mondilae con il motto «Football Unites The World (Il calcio unisce il mondo)», per inaugurare l’inizio del Mondiale per Club, che si aprirà nella notte, e che vedrà protagoniste 32 squadre del mondo, italiane comprese: Inter e Juventus.

MESSAGGIO – «Un torneo mondiale con 32 squadre, fra cui le italiane Inter e Juventus. È una manifestazione nuova, globale, impegnativa, i cui proventi verranno reinvestiti tutti nel calcio. Tutti! Sarà il nostro amato sport a guadagnarci.

Abbiamo previsto un fondo di solidarietà fino a 250 milioni di dollari, destinato ai club che non ci saranno. Club del mondo intero, non solo dei Paesi più importanti, anzi. Non lasciamo indietro nessuno, d’altronde non l’abbiamo mai fatto. Per tutti, anche per i 26 Campioni del Mondo al via della manifestazione, dalla A di Acuna (Argentina, River Plate) alla R di Ramos (Spagna, Monterrey), in stretto ordine alfabetico. Loro, aggiungeranno prestigio a prestigio. […] Sarà divertente. Sarà bello. Sarà uno spettacolo. Sarà il paradiso dei tifosi. Sarà una festa lunga un mese. Sarà una magnifica storia, da raccontare nei prossimi decenni»

Calciomercato Milan, Allegri vuole riportare un bomber in Serie A! Concorrenza alla Fiorentina

Calciomercato Milan, Allegri vuole riportare Immobile in Serie A! Concorrenza alla Fiorentina

Ciro Immobile, storico goleador del calcio italiano, potrebbe tornare presto a calcare i campi della Serie A. Dopo l’esperienza all’estero, il centravanti campano è finito nel mirino di Fiorentina e Milan, pronte a sfidarsi per garantirsi le prestazioni di uno dei bomber più prolifici dell’ultimo decennio. A rilanciare l’indiscrezione è il Corriere dello Sport, che parla di una trattativa aperta e in evoluzione.

In cerca di un attaccante esperto e affidabile, la Fiorentina avrebbe già avviato contatti concreti per portare Immobile a Firenze. Il club viola intende rinforzare il reparto offensivo con un giocatore capace di garantire gol ed esperienza, due qualità che sono mancate nelle ultime stagioni. La dirigenza gigliata sta lavorando per convincere il giocatore con un progetto tecnico ambizioso, facendo leva anche sulla possibilità di un ruolo da protagonista.

Anche il Milan si è inserito nella corsa a Immobile. I rossoneri, alla ricerca di un rinforzo offensivo pronto all’uso, vedono nell’attaccante napoletano un profilo ideale per affrontare le sfide della prossima stagione. La recente visita del suo agente, Marco Sommella, a Casa Milan ha alimentato le voci su un possibile accordo. Il club di via Aldo Rossi punta su Immobile per garantire qualità e gol, elementi cruciali per una rosa che ambisce a tornare competitiva a livello nazionale ed europeo.

La trattativa si preannuncia complessa, con diversi fattori in gioco: progetto tecnico, ambizioni del club, aspetti economici e il desiderio personale di Immobile di chiudere la carriera in Italia. Il ritorno in Serie A sarebbe un’opportunità per rilanciarsi e dimostrare ancora una volta la propria efficacia sotto porta.

Con Fiorentina e Milan pronte a duellare, il futuro di Ciro Immobile è uno dei dossier più caldi del calciomercato estivo 2025.

Italia, Gattuso il nuovo CT della Nazionale! Sarà lui a sostituire Spalleti, manca solo la firma

Italia, Gattuso il nuovo CT della Nazionale! Sarà lui a sostituire Spalleti, manca solo la firma

È quasi ufficiale: Gennaro Gattuso sarà il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale Italiana. Dopo l’esonero di Luciano Spalletti, deciso dalla FIGC a seguito di risultati deludenti e tensioni interne, il presidente Gabriele Gravina ha scelto l’ex centrocampista campione del mondo come guida della nuova Italia. Lo riporta il Corriere dello Sport, anticipando un annuncio previsto per inizio settimana, non appena sarà formalizzata la firma sul contratto.

Gattuso, noto per la sua grinta e per l’approccio diretto con i giocatori, è stato scelto per portare rinnovato entusiasmo e determinazione in vista delle qualificazioni ai Mondiali 2026. L’ex tecnico di Milan, Napoli e Valencia è chiamato a ricostruire un gruppo coeso e competitivo, puntando su giovani emergenti ma anche sull’esperienza di alcuni senatori.

Parallelamente all’annuncio del nuovo CT, la FIGC lavora alla definizione dello staff tecnico. In pole per affiancare Gattuso ci sarebbero due ex compagni di nazionale: Leonardo Bonucci e Andrea Barzagli, entrambi considerati profili ideali per apportare competenza, spirito di gruppo e conoscenza dello spogliatoio azzurro.

Grande attenzione sarà rivolta anche alla filiera giovanile del calcio italiano. Il progetto prevede un ruolo centrale per figure come Gianluca Zambrotta, Simone Perrotta e Cesare Prandelli, destinati a diventare punti di raccordo tra Settore Giovanile e Scolastico, Settore Tecnico e Club Italia. L’obiettivo è quello di costruire un percorso di crescita solido e strutturato per i futuri talenti della Nazionale.

Con Gattuso in panchina e una squadra di collaboratori esperti, la Nazionale Italiana apre un nuovo capitolo, all’insegna della passione, dell’identità e della voglia di tornare protagonista nel calcio internazionale.

Calciomercato Milan, Modric c’è il sì: accordo confermato, si fissa la data delle visite mediche! Ecco quando

Calciomercato Milan, Modric c’è il sì: accordo confermato, ecco quando si faranno le visite mediche!

Il calciomercato del Milan entra nel vivo con una notizia che fa sognare i tifosi: Luka Modric è sempre più vicino a vestire la maglia rossonera. L’accordo tra il centrocampista croato e il club di via Aldo Rossi è confermato, ma le visite mediche, inizialmente previste per metà giugno, sono state rinviate.

A fare chiarezza è stato il giornalista Matteo Moretto, intervenuto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, uno dei punti di riferimento assoluti per il mercato internazionale. Secondo Moretto, il ritardo è dovuto alla ferma volontà di Modric di concentrarsi esclusivamente sul Real Madrid fino alla fine del Mondiale per Club.

«Modric vuole dare massimo rispetto e priorità al Real Madrid fino all’ultimo giorno della sua esperienza», ha spiegato Moretto, escludendo categoricamente qualsiasi rischio sull’esito della trattativa.

Nonostante il temporaneo rinvio, l’accordo tra Modric e il Milan è totale. Le due parti si sono già strette la mano e si sono promesse reciprocamente a operazione conclusa con il club spagnolo. L’arrivo del Pallone d’Oro 2018 rappresenterebbe un colpo di altissimo profilo per la mediana del Milan 2025, portando con sé esperienza, qualità e leadership.

L’attesa durerà ancora qualche settimana, ma i tifosi rossoneri possono stare tranquilli: l’operazione non è a rischio. Il Milan si è mosso con discrezione e determinazione, e Modric ha manifestato apertamente la volontà di unirsi al progetto tecnico rossonero.

Con la fine del Mondiale per Club, Modric si sottoporrà alle visite mediche e firmerà il suo nuovo contratto con il Milan. Il countdown è ufficialmente partito: Luka Modric al Milan è solo una questione di tempo.

De Bruyne al Napoli, Bergomi sicuro: «Altro che vecchio, colpo straordinario! Nel nostro campionato ci stanno bene»

De Bruyne al Napoli, Bergomi sicuro: «Altro che vecchio, colpo straordinario!». Le dichiarazioni dell’ex difensore

Giuseppe Bergomi, ex difensore dell’Inter e della Nazionale italiana, ha parlato negli studi di Sky Sport riguardo all’acquisto ufficializzato dal Napoli di Kevin De Bruyne, commentando le critiche relative all’età del centrocampista.

DICHIARAZIONI – «Penso che sia un colpo straordinario. In passato pensavo che i giocatori oltre i 33-34 anni potessero far fatica, ma nel nostro campionato, invece, ci stanno molto bene. Perché vedi i quattro anni che ha fatto l’Inter con giocatori di quell’età lì che hanno fatto un grandissimo percorso. Ha doti tecniche, entra in una squadra collaudata con un metodo ben preciso, ti può dare veramente tanto. Per il nostro campionato va bene anche Modric».

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