Pagina 833 – Calcio News 24

Portogallo-Spagna: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Allianz Arena andrà in scena la sfida tra Portogallo-Spagna: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Allianz Arena di Monaco si giocherà la sfida di Nations League tra Portogallo-Spagna. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Portogallo (4-3-3): Diogo Costa; Dalot, Antonio Silva, Ruben Dias, Nuno Mendes; Vitinha, Joao Neves, Bruno Fernandes; Neto, Cristiano Ronaldo, Rafa Leao. Ct: Martinez.

Spagna (4-2-3-1): Unai Simon; Pedro Porro, Le Normand, Huijsen, Cucurella; Pedri, Zubimendi, Fabian; Lamine Yamal, Morata, N. Williams. Ct: De la Fuente.

Orario e dove vederla in tv

Portogallo-Spagna si gioca alle ore 21:00 di domenica 8 giugno per la finale di Nations League. Verrà trasmessa in diretta in streaming e gratis per tutti sulla piattaforma UEFA Tv. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Kolo Muani svela: «Sono molto contento alla Juve, spero di continuare lì. Andrò con loro al Mondiale per Club»

Kolo Muani non ha più dubbi: «Sono molto contento alla Juventus, spero di continuare lì. Andrò con loro al Mondiale per Club». Le parole

Dopo Germania Francia terminata con il risultato di 2-0 per le Blues e valida per la finale 3/4 posto di Nations League, l’attaccante Kolo Muani ha svelato la sua volontà di rimanere alla Juventus anche nel prossimo futuro. Ecco le sue parole:

KOLO MUANI – «Sono molto contento di aver potuto giocare ancora un po’, sia con la nazionale che con il mio club. Sono molto contento alla Juventus, spero di continuare lì, mi hanno accolto bene, mi diverto. Andrò con loro al Mondiale per Club».

Formazioni ufficiali Portogallo-Spagna, le scelte

Formazioni ufficiali Portogallo-Spagna, le scelte degli allenatori per il match valido per la Nations League. Tutti i dettagli

Alle 21:00 la sfida valida per la finale di Nations League tra Portogallo-Spagna. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

PORTOGALLO (4-3-3) – Diogo Costa; Nuno Mendes, Gonçalo Inacio, Ruben Dias, Joao Neves; Vitinha, Bruno Fernandes; Bernardo Silva, Conceiçao, Pedro Neto; Cristiano Ronaldo. Commissario tecnico: Roberto Martinez.

SPAGNA (4-3-3) – Unai Simon; Mingueza, Le Normand, Huijsen, Cucurella; Fabian Ruiz, Zubimendi, Pedri; Yamal, Oyarzabal, Nico Williams. Commissario tecnico: Luis de la Fuente

IN ATTESA

Bellingham al Borussia Dortmund! C’è l’accordo col Sunderland per il fratello Jobe! Le ultimissime

Bellingham al Borussia Dortmund! C’è l’accordo col Sunderland per il fratello Jobe! Le ultimissime

Due anni dopo il passaggio di Jude Bellingham al Real Madrid, il Borussia Dortmund si prepara ad accogliere il fratello Jobe. Il club tedesco ha trovato l’accordo con il Sunderland per un trasferimento da 33 milioni di euro più 5 di bonus, includendo una commissione di rivendita del 15%.

Questo affare rappresenta un significativo aumento rispetto all’offerta iniziale del BVB e segna la cessione più remunerativa nella storia del Sunderland. Se i bonus saranno pagati, Jobe diventerà l’acquisto più costoso del Borussia Dortmund, superando Ousmane Dembélé. Un trasferimento che potrebbe rivelarsi strategico per il futuro della squadra giallonera. Lo riporta  riporta Sky Sports UK.

Inter, parla Dumfries: «Addio di Inzaghi uno shock. Una stagione senza trofei è dura da accettare»

Inter, parla Dumfries: «Addio di Inzaghi uno shock. Una stagione senza trofei è dura da accettare». Le dichiarazioni del nerazzurro

Il difensore dell’Inter, Denzel Dumfries è stato intervistato da Algemeen Dagblad a margine di Finlandia Olanda. Ecco un bilancio sulla stagione appena finita e ha commentato così l’addio di Inzaghi. Le parole:

L’ADDIO DI INZAGHI – «Siamo arrivati ​​all’Inter nello stesso periodo, quattro anni fa: con tutto lo staff, l’allenatore e i giocatori abbiamo formato una famiglia. Non ho più visto di persona Inzaghi da allora, non c’è stato spazio per farlo in tutta quella confusione, ma ci siamo sentiti. L’ho ringraziato per la collaborazione. È stato un po’ uno shock, ma a volte le cose vanno così. Si entra in una nuova fase con un nuovo allenatore. Speriamo di rifarci in questa stagione e di vincere qualche trofeo».

UN BILANCIO SULLA STAGIONE CONCLUSA – «Personalmente, sono soddisfatto perché penso di aver fatto una buona annata. Credo di essere cresciuto come giocatore, anche mentalmente. Ma certamente questo epilogo di squadra non era nei piani. Una stagione senza trofei è dura da accettare. A volte ti svegli e pensi: ‘cosa è successo’?».

LEGGI ALTRE NOTIZIE SU INTERNEWS24

Spalletti Juventus, Zazzaroni a sorpresa: «Esonerato da Gravina, ora i bianconeri hanno risolto il problema allenatore»

Spalletti Juventus, Zazzaroni: «Esonerato da Gravina, ora i bianconeri hanno risolto il problema allenatore». Le parole:

Sul suo profilo Instagram, Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha condiviso il suo pensiero sul futuro di Spalletti dopo l’esonero dalla guida della Nazionale italiana. Secondo il giornalista, si fa sempre più concreta l’ipotesi di un possibile approdo di Spalletti alla Juventus. Le parole:

SPALLETTI – «Oggi abbiamo assistito a qualcosa di grottesco: la conferenza stampa di Spalletti mi ha lasciato veramente perplesso, quasi imbarazzato. Un ct della Nazionale che dichiara di essere stato esonerato prima di una partita, mi chiedo: cosa è successo? Perché non dopo? Per quale motivo non gli è stato comunicato dopo? O probabilmente gli è stato comunicato e gli è stato detto di dirlo dopo la partita. Siamo in una situazione davvero assurda, la Nazionale oggi è diventata una squadretta, da questo punto vista anche in termini d’immagine. Per quanto riguarda la decisione del presidente federale, credo che sia condivisa da gran parte degli italiani. Perché fino a stamattina tutti volevano il cambio, il cambio c’è stato, in maniera traumatica, vedremo chi arriverà dopo. Certamente non sarà risolutivo se non cambieranno le cose, sicuramente noi non possiamo tornare al settore giovanile, ai giovani, al vivaio e ad altre cose che ipotizziamo da tantissimi anni, ci vuole una soluzione d’emergenza. Speriamo che questa situazione d’emergenza sia centrata, perché al momento non lo è stata. Per quanto riguarda Spalletti, sappiamo tutti che è stato un grande allenatore, ma che deve giocare giorno dopo giorno per entrare nella testa dei giocatori, come ct ha sicuramente fallito».

FUTURO – «Esonerato da Gravina. Domani in panchina, poi l’addio. La Juve ha risolto il problema dell’allenatore».

LEGGI ALTRE NOTIZIE SU JUVENTUSNEWS24

Caso Brescia, De Zerbi attacca: «Cellino? Chi era lo aveva già ampiamente dimostrato…»

Caso Brescia, il tecnico dell’OM De Zerbi non ci sta: «Cellino? Chi era lo aveva già ampiamente dimostrato…». Le dichiarazioni

La situazione del Brescia resta incerta: il club ha tempo fino al 24 giugno per completare l’iscrizione, ma il mancato pagamento dell’ultimo bimestre entro il 6 giugno complica la loro posizione. La penalizzazione ricevuta per la scadenza del 17 febbraio, da scontare nella stagione 2024-25, ha riscritto la classifica e rende improbabile la partecipazione delle Rondinelle alla prossima Serie C.

Roberto De Zerbi, allenatore dell’Olympique Marsiglia e originario di Brescia, ha espresso il suo parere sulla situazione del club, come riportato da tuttoc.com, citando il Giornale di Brescia. De Zerbi, che ha avuto una breve esperienza con le Rondinelle nel 2008.

PAROLE – «Fatico a trovare le parole. Sono incavolato nero. Cellino chi era lo aveva già ampiamente dimostrato. Non è degno di una sola parola. Anzi, a proposito di parole. Ci tengo a dire che non credo a una sua sola parola quando dice di essere stato imbrogliato o di essere una vittima. La sua storia dimostra in maniera esaustiva che non solo non può essere stato raggirato, ma che anzi lui ha sempre cercato di raggirare tutti».

Al-Khelaifi torna su PSG Inter: «Quasi non riuscivo a credere alla vittoria per 5-0 contro l’Inter»

Al-Khelaifi torna su PSG Inter di Champions League: «Quasi non riuscivo a credere alla vittoria per 5-0 contro l’Inter». Le parole

Nasser al- Khelaifi, presidente del PSG, ha rilasciato un’intervista al canale Al Kass, in cui ha ripercorso la vittoria in Champions League contro l’Inter per 5-0. Le dichiarazioni:

PAROLE – «Luis Enrique mi aveva detto prima della partita contro l’Arsenal che avremmo vinto la Champions League. Ero estasiato da ogni gol in finale; quasi non riuscivo a credere alla vittoria per 5-0 contro l’Inter. Questo club è diventato un motivo di orgoglio per il Qatar e la Francia, è ormai conosciuto in tutto il mondo. Dopo questo incredibile traguardo, il club ora sta realizzando profitti incredibili: in sole tre ore dopo la finale, abbiamo venduto 5 milioni di maglie. Luis Enrique è il miglior allenatore quando si tratta di sviluppo dei giocatori. Il suo genuino interesse per i giocatori è uno dei motivi principali del nostro successo. Nessuno pensava che avremmo vinto il titolo. Abbiamo affrontato la Champions League passo dopo passo. La partita di Anfield ci ha dato fiducia. Certo, la presenza di giocatori di punta nel corso degli anni ha contribuito enormemente alla popolarità globale del Paris Saint-Germain: ora abbiamo accademie in tutto il mondo, ma abbiamo scelto Luis Enrique perché crediamo nel calcio d’attacco e nel giocare con gioia».

MESSAGGIO A MBAPPE’ ? – «È più facile segnare gol nella Liga che in Ligue 1. Luis Enrique ha rappresentato con orgoglio la Ligue 1 e l’ha difesa contro i tifosi della Premier League che la chiamavano Farmers League. Abbiamo finito per battere Arsenal, Manchester City, Liverpool e Aston Villa in Champions League questa stagione».

PALLONE D’ORO – «Ousmane Dembélé merita il Pallone d’Oro, non solo per le sue capacità tecniche, ma anche per la sua personalità. Si impegna al massimo dentro e fuori dal campo».

Calciomercato Milan, c’è l’interesse di una big europea su Leao ma una notizia tranquillizza i tifosi

Calciomercato Milan, interesse di una big europea su Rafael Leao ma una notizia tranquillizza i tifosi rossoneri. I dettagli

Il Bayern Monaco, dopo una stagione deludente, cerca un esterno offensivo di qualità. Rafael Leao del Milan è tra i giocatori monitorati, ma non è ancora una priorità e non ci sono offerte ufficiali. Il Milan valuta Leao oltre 100 milioni di euro e non vuole venderlo. Il Bayern esplora anche altre opzioni per evitare pressioni negoziali.

Moretto sottolinea un aspetto fondamentale che smorza, almeno per il momento, gli entusiasmi dei tifosi e degli addetti ai lavori che sognano di vedere Leao in Baviera. L’interesse del Bayern, pur essendo reale e concreto, non si è ancora tradotto in una trattativa calda. La trattativa potrebbe evolversi nei prossimi giorni, ma al momento il Milan mantiene una posizione ferma.

Italia, adesso impazza il toto-ct: contatti con Ranieri ma la sua idea è chiara! Le ultimissime

Italia, adesso è caccia al prossimo ct dopo Spalletti: contatti con Ranieri ma la sua idea è chiara! Le ultime in casa azzurra

Dopo la decisione di esonerare Luciano Spalletti, la Nazionale italiana è alla ricerca di un nuovo commissario tecnico. I principali candidati per il ruolo sono Stefano Pioli e Claudio Ranieri, con quest’ultimo particolarmente apprezzato dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Tuttavia, Ranieri sembra intenzionato a continuare il suo percorso con la Roma, rispettando la parola data al club.

Domenica 8 giugno, il tecnico ha incontrato Florent Ghisolfi, direttore sportivo della Roma, e Gian Piero Gasperini, nuovo allenatore giallorosso. Dall’incontro non è emerso alcun segnale di un possibile addio da parte di Ranieri, che rimane legato al progetto della famiglia Friedkin. Nonostante l’onore dell’interessamento della Nazionale, la sua risposta sarebbe quindi negativa. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

Osimhen dice no! Respinta l’offerta dell’Al-Hilal: il futuro resta incerto. L’indiscrezione

Victor Osimhen non ci sta! Rifiutata l’offerta dell’Al-Hilal: il futuro adesso resta incerto. L’indiscrezione di Pedullà

Victor Osimhen, attaccante nigeriano di proprietà del Napoli, ha deciso di non accettare la proposta economica avanzata dall’Al-Hilal. Il club saudita, che ha recentemente ingaggiato Inzaghi come allenatore, aveva messo sul piatto un ingaggio da 26 milioni di euro più bonus a stagione, ma il giocatore ha declinato l’offerta. Le ultime sull’attaccante di Alfredo Pedullà:

L’INDISCREZIONE – Osimhen non accetta proposta Al Hilal.

Vieira annuncia: «Rinnovare con il Genoa era naturale, il nostro obiettivo sarà questo. Orgoglioso del nostro percorso»

Le parole di Patrick Vieira, allenatore del Genoa, dopo il rinnovo di contratto con il club rossoblù. Tutti i dettagli in merito

Patrick Vieira ha parlato ai canali ufficiali del Genoa dopo il rinnovo di contratto di Patrick Viera. Il francese era stato anche nel mirino dell’Inter.

LE PAROLE – «È stato un periodo molto intenso da quando sono arrivato a Genova lo scorso novembre. Siamo riusciti a garantire al Genoa la permanenza in Serie A e a terminare la stagione con orgoglio e determinazione, come questo club merita. Sono molto orgoglioso di ciò che abbiamo costruito e raggiunto, tutti insieme. Dopo l’ultima partita a Bologna siamo sempre stati in contatto con il club e i direttori per analizzare questa stagione e prepararci adeguatamente per la prossima. Sto bene al Genoa e a Genova. Prolungare il nostro rapporto è stata la cosa più naturale da fare, non ci è voluto molto per trovare un‘intesa e completare le formalità burocratiche. Ora è il momento di godersi un po’ di vacanze, ma continueremo a lavorare dietro le quinte per prepararci all’inizio della prossima stagione».

Formazioni ufficiali Georgia-Capo Verde, le scelte

Formazioni ufficiali Georgia-Capo Verde, le scelte degli allenatori per il match valido per la sfida amichevole. Tutti i dettagli

Alle 18:00 la sfida valida amichevole nazionali tra Georgia-Capo Verde. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

Georgia (4-1-4-1): Mamardashvili; Kakabadze, Kashia, Dvali, Lochoshvili; Kiteishvili; Davitashvili, Mikautadze, Chakvetadze, Kvaratskhelia; Zivzivadze. Ct: Sagnol.

Capo Verde: Vozinha; Moreira, Lopes, Almeida, L. Cabral; Duarte, A. Tavares; Mendez, Timas, H. Tavares; J. Cabral.

Genoa, ufficiale il rinnovo di Vieira: il comunicato e la durata

Il Genoa ha ufficializzato il rinnovo di contratto di Patrick Viera come allenatore. Tutti i dettagli e il comunicato in merito all’operazione

Il Genoa ha ufficializzato il rinnovo di contratto di Patrick Viera. Il francese era stato anche nel mirino dell’Inter.

COMUNICATO GENOA – «Il Genoa CFC comunica di aver esteso il contratto dell’allenatore Patrick Vieira fino al 30 giugno 2027.

“Siamo felici e orgogliosi di proseguire questo percorso insieme a Patrick – il commento del CEO Andres Blazquez – insieme vogliamo andare avanti a migliorare con stabilità e continuità. Ciò che il mister ha saputo trasmettere alla squadra in questi mesi rispecchia appieno il DNA del Genoa”.

“Siamo felici per questo rinnovo con Patrick, una naturale conseguenza di quanto vissuto insieme e dei progressi compiuti negli scorsi mesi – il commento del Direttore Sportivo Marco Ottolini – Condividiamo visione e obiettivi, e siamo determinati a portare avanti il percorso di crescita per il Genoa”.

Insieme. Ensemble. Together».

5 allenatori che all’Atalanta sono stati rigenerati dopo annate disastrose (aspettando Juric)

Juric e l’Atalanta: cinque allenatori che grazie alla Dea sono stati completamente rigenerati

Ivan Juric arriva all’Atalanta per riscattarsi dopo una stagione disastrosa. Per quanto sia una grande sfida, non è la prima volta che la Dea rigeneri mister di questo tipo

1 – STEFANO COLANTUONO (2010) – Dall’addio polemico con l’Atalanta nel 2007 ad un vero e proprio calvario. La convivenza con Zamparini (esonerato dopo una giornata) e l’annata turbolenta al Toro mancando la promozione. Ritorna a Bergamo e si rilancia tra promozione in Serie A, trascinatore durante le penalizzazioni e nuovi record alla Dea.

2 – GIGI DELNERI (2007) – L’uomo del miracolo Chievo stava vivendo un momento simile a Ivan Juric l’anno scorso. Disastrosa l’esperienza al Porto, altrettanto quella alla Roma dove venne esonerato: nel mezzo un ritorno a Verona con tanto di retrocessione. Arriva a Bergamo dove si riscatta alla grande tra bel gioco, ambizione e un’Atalanta che fa del Comunale il suo fortino. Dopo la Dea (andato via per colpa del mercato di gennaio) riceverà la chiamata della Samp e poi la Juve.

3 – OTTAVIO BIANCHI (1981) – Il mister bresciano stava vivendo una normale carriera in Serie C, ma quando arrivò un’Atalanta disastrata per risollevarsi dopo la retrocessione, Ottavio prese questo treno al volo. Una promozione dalla C alla B e poi una salvezza lanciando molti giovani. Una grande prova di maturità che lo portò poi 2 anni dopo ad allenare Maradona.

4 – MARCELLO LIPPI (1992) – L’esonero al Cesena e solo l’ottavo posto in Serie B, poi arriva Antonio Percassi e l’Atalanta che vede in lui un potenziale importante considerando anche le ottime basi. Catenaccio, ripartenza e una Dea che al comunale non perde neanche una gara: ottavo posto a due punti dal quinto. Una trampolino di lancio per Marcello che diventerà nel 2006 mister Campione del Mondo.

5 – DELIO ROSSI (2005) – Delio Rossi sembrava il classico mister “vorrei ma non posso” con un ritmo alterno tra esoneri e annate da subentrato. L’Atalanta ultima in classifica lo chiama in corsa e lui compie un mezzo miracolo avvicinandosi alla salvezza. Sarà retrocessione, ma nonostante ciò quel grande girone di ritorno rilanciò completamente la sua carriera in Serie A (diventando uno dei migliori).

Spalletti allo scoperto: «Ho dato quello che potevo. Mi sono incontrato con Gravina e mi ha detto questo»

Dimissioni Spalletti, ecco le parole dell’ex CT della Nazionale sulle motivazioni dietro la scelta

Dimissioni Spalletti. L’ormai ex allenatore dell’Italia ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Sky Sport.

RETROSCENA -《Ieri sera siamo stati col Presidente Gravina un bel po’ e mi ha comunicato che sarò sollevato dall’incarico di ct della Nazionale. Io non avevo nessuna intenzione di mollare e continuare a fare il mio lavoro》

RESPONSABILITÀ-《Questo ruolo l’ho sempre interpreto come servizio alla patria quindi agevolerò e farò la risoluzione del contratto. Mi assumo le responsabilità che ho. La FIGC mi ha dato tutto supporto possibile. Ma i risultati sono questi. Vincere e convincere domani sera sarebbe perfetto per chi sostituirà. Mi ha fatto male perché non ho tirato fuori il meglio. Sono dispiaciuto di me stesso. Accettando sapevo che c’era qualcosa di complicato. E non ci sono riuscito. Nella partita dell’altra sera. Siete stati gentili nel commentarla. Meritavamo di peggio. Ho creato dei problemi al movimento con i miei risultati. Ero convinto di poter fare diversamente》

《》

《》

《》

《》

《》

Italia, il problema è la formazione: la passione c’è ancora, ma sui vivai siamo in ritardo rispetto all’Europa

Italia, ancora una volta bisogna fare i conti con il problema dei vivai: il sistema italiano è molto in ritardo rispetto alle altre nazioni europee

L’Italia del calcio si ritrova a fare i conti con una crisi tecnica profonda, emersa con forza nel confronto con la Norvegia: Donnarumma a parte, il talento sembra oggi più presente tra gli avversari che tra gli azzurri. Haaland e Odegaard rappresentano una generazione norvegese in ascesa, mentre in Italia si fatica a trovare calciatori offensivi capaci di saltare l’uomo o cambiare il ritmo. Il confronto con le generazioni passate – Del Piero, Totti, Cassano – fa ancora più male, soprattutto se oggi, davanti, non c’è quasi nulla. La preoccupazione è diffusa: il rischio di un terzo Mondiale consecutivo senza l’Italia è reale, e la crescita di altri sport, come il tennis grazie a Sinner, accende dubbi sulla centralità del calcio nel Paese.

Eppure, i numeri parlano ancora di una grande passione: oltre 1,4 milioni i tesserati Figc, circa 4,5 milioni gli italiani che praticano il calcio, con dati tornati in crescita dopo il Covid. Il problema è la formazione: come riportato da Tuttosport rispetto a Inghilterra, Germania e Francia, in Italia si investe meno e senza un piano strategico condiviso. Le altre nazioni hanno costruito modelli solidi per la crescita dei giovani, mentre l’Italia ha mosso i primi passi solo di recente, con la riforma Zola per i vivai. I giovani ci sarebbero anche, ma non vengono valorizzati: l’età media della Nazionale è bassa solo perché molti calciatori hanno tra i 22 e i 25 anni, mentre gli under 21 sono appena il 2,2%. E nei ranking internazionali dei talenti emergenti, gli italiani sono pochi e poco utilizzati. Serve un progetto, altrimenti il talento continuerà a sfuggirci.

Napoli, in molti con la valigia: Simeone, Raspadori e Ngonge cercano più spazio

Napoli, in tanti i giocatori con la valigia in mano, specialmente in attacco: Simeone, Raspadori e Ngonge cercano più spazio

Il Napoli si prepara a rinnovare parzialmente la propria difesa, nonostante i numeri straordinari della scorsa stagione: 27 gol subiti in 38 partite, miglior dato nei cinque principali campionati europei. Tuttavia, come riportato da la Gazzetta dello Sport, il mercato impone scelte e rotazioni. Il club è in attesa di chiarimenti su Chalobah e Beukema, possibili rinforzi, mentre in uscita si registrano voci su Rrahmani, attratto da offerte arabe. Tra i confermati figurano Buongiorno, Di Lorenzo, Juan Jesus, Marianucci, probabilmente anche Mazzocchi e Spinazzola. Rafa Marin resta nel mirino del Villarreal. Il rinnovo di Alex Meret, invece, è nell’aria da tempo ma ancora non ufficializzato. Il portiere dovrebbe restare, ma l’attesa logora e il club continua a muoversi con prudenza, valutando ogni scenario senza strappi.

In attacco, il Napoli potrebbe cambiare volto. Giovanni Simeone sembra vicino all’addio: l’argentino, amato per grinta e affidabilità, ha espresso in passato il desiderio di giocare in Spagna, vicino al padre Diego ma non nel suo Atletico. Voci insistenti lo spingono nella Liga, rendendo plausibile una partenza. Anche Giacomo Raspadori è seguito con interesse, ma il suo prezzo e il contratto da top player lo rendono appetibile solo a pochi. A gennaio fu tentato dal Marsiglia di De Zerbi, che potrebbe tornare alla carica. Ngonge, infine, non ha trovato spazio né continuità, ma a 25 anni conserva appeal sul mercato grazie al ricordo positivo lasciato a Verona. Il d.s. Manna per ora osserva e ascolta, senza ansie: la stagione è lontana e il mercato vero deve ancora decollare. La priorità è valutare le cessioni e cogliere le occasioni giuste, al momento giusto.

Italia, Spalletti si dimette? La decisione del CT Azzurro, ecco cosa sta succedendo

Italia, il ct Luciano Spalletti ha deciso di dimettersi? Le ultime sul futuro della panchina della nazionale italiana

L’avventura di Luciano Spalletti alla guida della Nazionale italiana sembra ormai vicina al capolinea. Dopo la pesante sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, che rischia di compromettere seriamente la qualificazione al prossimo Mondiale, l’ipotesi dimissioni prende sempre più quota. Alla vigilia del match contro la Moldavia, decisivo per il futuro degli Azzurri, cresce la sensazione che il ct sia pronto a farsi da parte. L’entusiasmo iniziale si è spento in fretta, travolto da prestazioni deludenti e da una squadra apparsa senza identità. Un altro cambio in panchina potrebbe essere imminente.

Come riportato da Gianluca Di Marzio, in queste ore la situazione potrebbe avere una accelerata, nelle prossime ore si farà maggiore chiarezza.









Calendario Serie A, derby a Torino e Roma in concomitanza con le ATP Finals e l’Internazionale di Roma: è caos

Calendario Serie A, è caos: a Torino e Roma i derby si giocano in concomitanza con altri eventi sportivi internazionali

La pubblicazione del calendario della Serie A 2025-26 ha acceso le polemiche per alcune pesanti sovrapposizioni con altri eventi sportivi internazionali ospitati in Italia. La scintilla è scattata con la concomitanza, il 17 maggio, tra il derby Roma-Lazio e la finale degli Internazionali d’Italia al Foro Italico, ma altri casi critici emergono, come la stracittadina di Torino tra Juve e Toro fissata proprio all’inizio delle ATP Finals, il 9 novembre. Episodi che mettono in luce la mancanza di coordinamento tra le varie istituzioni sportive e che rischiano di compromettere l’efficacia, l’impatto e la sicurezza degli eventi. La Lega ha giustamente tenuto conto delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, evitando l’uso di San Siro in quei giorni, ma ha trascurato altri appuntamenti internazionali, creando un pericoloso cortocircuito organizzativo.

Diverse voci autorevoli, riportate dalla Gazzetta dello Sport, chiedono ora la creazione urgente di una cabina di regia nazionale per la pianificazione degli eventi sportivi. Diego Nepi (Sport e Salute) denuncia la mancanza di visione d’insieme e invita a seguire l’esempio della Francia, che costruisce un sistema attorno ai suoi eventi principali. Paolo Bellino (RCS Sport & Events) propone un Osservatorio per la calendarizzazione, che tenga conto della priorità da assegnare agli eventi dipendenti da federazioni internazionali, coinvolgendo anche i comuni. Il presidente della FITP Angelo Binaghi sottolinea la necessità di creare sinergie, non conflitti. Infine, il ministro per lo Sport Andrea Abodi appoggia la proposta: serve una piattaforma condivisa per armonizzare luoghi e tempi, evitando sovrapposizioni dannose. Solo così, conclude, si potrà smettere di navigare a vista.

Theo Hernandez all’Al-Hilal? Il terzino rossonero non ha ancora dato l’ok ai sauditi

Rallenta la trattativa tra Milan e Al-Hilal per Theo Hernandez: accordo raggiunto tra le due società, mentre il calciatore non ha ancora dato l’ok

Il mercato tra Serie A e Arabia Saudita è sempre più caldo, soprattutto dopo l’arrivo di Simone Inzaghi sulla panchina dell’Al Hilal. Il club saudita ha messo gli occhi su diversi profili italiani, ma la trattativa più avanzata — quella per Theo Hernandez — sta incontrando ostacoli. Come riportato da Fabrizio Romano, nonostante l’accordo già raggiunto tra Milan e Al Hilal sulla base di 30 milioni più 5 di bonus, il terzino francese non ha ancora dato il suo assenso. Il club saudita, scrive Romano, «aspetta ancora una risposta dal giocatore ma ora con un po’ di nervosismo»: le parti non hanno trovato un’intesa sulle condizioni contrattuali e al momento Theo non ha dato il via libera. Il rischio, sempre più concreto, è che l’Al Hilal decida di virare su altri obiettivi.

Nel frattempo i rossoneri osservano con attenzione i movimenti di mercato, anche in ottica difensiva. Uno dei nomi circolati nelle ultime ore è quello di Kim Min-jae del Bayern Monaco, ma secondo Matteo Moretto l’ipotesi di un suo ritorno in Italia appare remota. Il difensore coreano, reduce da una stagione complicata in Germania, preferirebbe una nuova esperienza fuori dalla Serie A. Moretto sottolinea che la pista Kim-Milan è da ritenersi «molto bassa». Sul fronte offensivo, inoltre, si segnala un interessamento del Bayern Monaco per Rafael Leao, inserito nella lista degli esterni monitorati dal club bavarese. Tuttavia, precisa Moretto, non ci sono ancora offerte concrete e la pista non è calda. In attesa di sviluppi, il Milan valuta alternative e si prepara a un’estate di trattative complesse.

Italia ko, Claudio Gentile: «Stupito e infelice, vanno cambiate le regole; dimissioni Spalletti? Ecco cosa ne penso»

Le parole di Claudio Gentile, ex campione del mondo con l’Italia nel 1982, dopo la sconfitta contro la Norvegia degli Azzurri

Claudio Gentile ha parlato a La Stampa dopo la sconfitta dell’Italia contro la Norvegia. Di seguito le parole della bandiera di Juve e della Nazionale Azzurra, con cui ha vinto il mondiale del 1982.

SCONFITTA DRAMMATICA – «Sì, purtroppo. Sono stupito, infelice e anche sconvolto: questo 3-0 va oltre l’inimmaginabile, è una delusione drammatica».

NESSUNA REAZIONE – «Non ha funzionato nulla. La squadra, tutta la squadra, non ha dato niente. C’era il rischio di perdere a Oslo, ma non si può subire così. Oltre al pessimo risultato e alla mancata prestazione, non c’è stata neanche una reazione d’orgoglio e il primo tiro in porta è arrivato al 92’…».

MONDIALE A RISCHIO – «È un incubo da scongiurare. Una Nazionale che ha vinto 4 Mondiali non può restare così a lungo fuori dalla coppa più importante. Speriamo che si possa ancora recuperare, che il ct possa trovare un organico per rimontare».

SPALLETTI DEVE RESTARE – «No, deve arrivare alla fine. Anche perché non sono sicuro che cambiando l’allenatore si possa riottenere l’Italia che abbiamo sempre avuto: il ct non ha molta disponibilità. Ora ci sarà tensione e tanto decideranno i dirigenti federali: la delusione è stata pazzesca, c’è gente che mi ferma e mi chiede perché non c’è più l’Italia…».

CONFERME NEGATIVE – «Pensavamo che le sconfitte nei playoff con Svezia e Macedonia del Nord fossero macchie sulla nostra storia, ma ormai stanno diventando una bruttissima conferma».

TROPPI STRANIERI – «La Nazionale è lo specchio di un sistema e il nostro non funziona più. Il motivo è semplice: siamo stati invasi dai giocatori stranieri. Così gli italiani non trovano spazio nei club e non possono dimostrare di essere da Nazionale, mentre il ct deve scegliere da un gruppo sempre più ristretto. È come un cane che si morde la coda».

CAMBIARE LE REGOLE – «Obbligando i club a schierare un numero fisso di italiani o trovando un modo per valorizzare i nostri vivai: so che le regole sono cambiate e indietro non si può tornare, come quando vennero chiuse le frontiere, ma ora ci vorrebbe una profonda analisi della situazione. Ci sono troppi stranieri, con squadre che schierano uno o al massimo due italiani: come si può costruire una Nazionale? Così non si può andare avanti».

IL BLOCCO DELLA CRESCITA – «Le giovanili azzurre in questi anni hanno ottenuto ottimi risultati a tutti i livelli, ma poi quando devono fare il salto di qualità questi ragazzi non trovano spazio perché chiusi da stranieri che spesso non sono più forti di loro, anzi. Quanti calciatori dell’Under 20, vice campione del mondo nel 2023, stanno giocando stabilmente in Serie A? Pochissimi».

EURO 2021, UN’ISOLA FELICE – «È stata l’ultima grande prestazione del calcio italiano».

DIFFICILE UNA REAZIONE COME NEL 1982 – «Lo spero, ma temo sia difficile. In Spagna c’erano giocatori di qualità oltre ad un gruppo eccezionale, che poteva attaccare e difendere allo stesso modo».

IL CASO ACERBI – «Non è un semplice rifiuto quello di chi non vuole vestire la maglia azzurra, ma in ogni caso si poteva gestire diversamente».

DIFESA IN CRISI – «Non ci sono più i marcatori e prendiamo reti incredibili. Bisognerebbe ripartire dalle basi nei nostri vivai, imparando a marcare in difesa e a dribblare in attacco. Se rifondiamo, forse tornerà anche l’Italia».

Gravina non si dimette: «Se lo facessi sarebbe solo un danno»

Gabriele Gravina non si dimette: le parole del presidente della FIGC dopo la sconfitta degli Azzurri contro la Norvegia

Gabriele Gravina, nel corso del Festival della Serie A, in corso di svolgimento a Parma, ha ribadito la volontà di non volersi dimettere dal ruolo di presidente della FIGC dopo la sconfitta dell’Italia contro la Norvegia che rischia di compromettere la qualificazione al mondiale. Di seguito le sue parole.

NO ALLE DIMISSIONI – «Assolutamente, come quasi il 99% dei delegati federali che mi ha dato fiducia mesi fa. Non vedo possibilità di mollare in un momento così delicato. Se dovessi immaginare ipotesi alternative possano dare un contributo innovativo e stravolgente lo farei, ma sono convinto del contrario: potrei generare un ulteriore danno. Abbiamo obiettivi, dobbiamo portare avanti il lavoro condiviso in particolare con la Serie A: erano anni che non avevamo modalità di dialogo e di collaborazione come in questo periodo, fondamentale per il sistema».

Brescia e SPAL: niente Serie C per le due squadre: il calcio italiano perde due piazze storiche

Brescia e SPAL non prenderanno parte alla prossima Serie C: il racconto parallelo di due piazze storiche che rischiano di ripartire dai dilettanti

Il calcio italiano perde due piazze storiche: Brescia e SPAL non prenderanno parte alla Serie C 2025-26. A fare loro compagnia nella discesa agli inferi anche la Lucchese, destinata all’Eccellenza dopo l’ennesimo fallimento. È il frutto di una riforma FIGC entrata in vigore a inizio stagione: chi viene escluso da un campionato professionistico dovrà ripartire da due categorie più in basso. Come riportato da La Gazzetta dello Sport le due squadre vivono un momento cupo, fatto di stipendi non pagati, fideiussioni mancate e crisi gestionali. Il Brescia, travolto dai problemi economici e dalle inchieste legate ai crediti d’imposta fittizi, non ha onorato gli obblighi fiscali ed è stato abbandonato dal patron Cellino, che ha rinunciato a cercare una soluzione. Ora resta in vita solo per le azioni legali ancora in corso. Il sindaco di Brescia incontrerà nei prossimi giorni i club provinciali per provare a garantire una continuità calcistica alla città, eventualmente anche ripartendo dall’Eccellenza. A sorpresa, il capitano Dimitri Bisoli si è detto pronto a restare: «Davanti a un progetto serio resto, per amore del Brescia».

Non meno clamorosa la caduta della SPAL, che nel 2020 era in Serie A e ora si ritrova fuori da tutto. La società di Joe Tacopina, reduce da due retrocessioni in tre stagioni, ha presentato una domanda d’iscrizione incompleta, mancando i pagamenti dovuti. Il presidente ha ammesso le difficoltà a trovare investitori, ma la FIGC non ammette deroghe: sarà il sindaco a indicare un nuovo soggetto cui affidare il nome Spal e lo stadio Mazza. Ferrara, come Brescia, si prepara così a ripartire dal basso. E il calcio italiano perde altri due simboli della sua storia recente.

Torino, Taibi è sicuro: «Baroni è quello giusto, è uno dei migliori in Italia e lo ha dimostrato e sa compattare l’ambiente»

Le parole di Massimo Taibi, ex portiere del Torino, sulla scelta dei granata di affidare la panchina a Marco Baroni

Massimo Taibi ha parlato a Tuttosport di Marco Baroni, nuovo tecnico del Torino. L’ex portiere ha promosso al 100% la scelta dei granata di affidarsi al tecnico ex di Lecce, Verona e Lazio. Di seguito le sue parole.

BARONI È QUELLO GIUSTO – «Sì, Baroni è uno dei migliori tecnici in Italia, lo ha dimostrato in tutti questi anni. È molto preparato e bravo nel leggere le partite».

SCELTA MATURATA – «Mi aveva colpito che conosceva già alcuni giovani che avevamo e che fino a quel momento non avevano mai giocato».

CONTINUITÀ SUI GIOVANI – «Con i giovani ha sempre lavorato, è molto bravo. Con noi ad esempio Amione è diventato subito titolare grazie alla sua fiducia».

MANIACALE E METODICO – «Il suo modo di lavorare mi colpì subito: due ore prima degli allenamenti era già chiuso a prepararli nei minimi dettagli».

CRESCITA UMANA – «È sempre stato preparato, ma ora è migliorato anche nel rapporto con i giocatori: ha un carattere forte ma è empatico, ha fatto tesoro degli errori».

GUIDA AUTOREVOLE – «È molto diretto, non fa differenze tra giovani e meno giovani: per lui nello spogliatoio sono tutti uguali».

UNIRE L’AMBIENTE – «Alla Lazio e alla Reggina era riuscito a ricompattare l’ambiente, penso possa farlo anche a Torino. Ma servono i risultati».

UN TECNICO DA TORO – «Per capacità, carattere e mentalità è un allenatore da Toro. Alcuni tecnici bravi non sono adatti a questa piazza, lui sì».

MILINKOVIC CRESCIUTO – «Io l’ho sempre difeso, è strutturato, reattivo e fortissimo coi piedi. A Torino hanno fatto bene ad aspettarlo».

PRONTO PER UNA BIG? – «Ma il Torino è già una big, io ci penserei due volte prima di lasciarlo. Ha le potenzialità per andare in Europa».

Fiasco Italia in Norvegia, Capello: «Mi ero vergognato dopo la Svizzera, lo stesso ora; una volta ci si dimetteva»

Le parole di Fabio Capello dopo la brutta sconfitta dell’Italia contro la Norvegia: «Quando ci facciamo gli esami di coscienza è sempre troppo tardi»

Fabio Capello ha parlato a la Gazzetta dello Sport dopo la debacle dell’Italia contro la Norvegia, analizzando il momento critico della nazionale azzurra dopo la sconfitta che compromette la qualificazione ai mondiali. Di seguito le sue parole.

DELUSIONE AZZURRA – L’ITALIA NON CAMBIA MAI – «Io dissi che mi ero vergognato dopo la netta sconfitta con la Svizzera e posso ribadirlo ora. Eppure Luciano Spalletti aveva ammesso gli errori fatti e qualcosina sembrava essere migliorato nel post Europeo. Invece, rieccoci qui, un’altra volta caduti in basso. E quando ci facciamo gli esami di coscienza è sempre troppo tardi».

SPALLETTI IN BILICO – «Credo sia normale considerarlo almeno in una posizione difficile. Una volta in Italia, quando facevi male una grande competizione, che fosse il Mondiale o l’Europeo, andavi a casa. Ora, invece, nessuno dà più le dimissioni».

GRAVINA NON È IL PROBLEMA – «Anche, sebbene io non pensi che i risultati della Nazionale dipendano dal presidente federale. E poi Gravina a febbraio è stato riconfermato dall’Assemblea elettiva con quasi il 99% dei voti, quindi di che parliamo?».

I VIVAI NON FORMANO TALENTI – «Non mi stupisce. Se nei settori giovanili, al posto di incentivare qualità e fantasia, si chiede ai ragazzi di seguire gli schemi, tenere il possesso palla, appoggiarsi al portiere, ma dove vogliamo andare… Abbiamo preso il lato peggiore del “guardiolismo”. I nostri centrocampisti non si girano mai verso la porta avversaria, mentre gli altri guardano sempre in avanti e hanno una velocità di esecuzione che noi ci sogniamo. Ce lo ha detto anche la finale di Champions…».

SOLUZIONE: GIOVANI ITALIANI IN CAMPO – «Cambiare mentalità nei vivai, perché la povertà di talento è preoccupante e non può essere solo un problema generazionale, ma di metodo. E poi far giocare di più i nostri giovani in prima squadra. Fosse per me, obbligherei le squadre di Serie A a schierare almeno tre italiani nell’undici titolare in tutte le partite».

UNA NAZIONALE SENZA ORGOGLIO – «Dalla Serie C alla B ci sono due gradini, dalla B alla A quattro e dalla A alla Nazionale addirittura sei. La maglia azzurra è diversa da quella di un club. Rappresenti un intero Paese. Io ho visto una squadra senza senso di appartenenza, senza amor proprio. Non so se i nostri giocatori sentano o meno l’orgoglio nazionale, ma di sicuro non riescono a metterlo bene in campo. E poi non ho gradito certe defezioni e rifiuti…».

IL CASO ACERBI – «Non mi è piaciuta la vicenda Acerbi. Ok, Spalletti ha sbagliato a dire certe cose in pubblico, ma un giocatore non può rifiutare la Nazionale. Doveva andare per dimostrare al c.t. che aveva bisogno di un “vecchietto”. Invece ha detto no, ed è un brutto segnale».

IL MISTERO CALAFIORI – «In azzurro giochi anche non al top, è questione di responsabilità».

Ventura attacca: «Il problema dell’Italia è il sistema, forse ora qualcuno lo capirà. Io ho perso due partite in due anni…»

Le parole di Gian Piero Ventura, ex allenatore, sul momento dell’Italia dopo la sconfitta contro la Norvegia. Tutti i dettagli

Gian Piero Ventura ha parlato a La Repubblica del momento dell’Italia e delle voci sull’addio di Spalletti.

SCENARIO POSSIBILE – «Nessuno si sarebbe aspettato una caduta simile, non così. Io, comunque, continuo a pensare che il calendario possa permetterci una goleada contro la Moldova, una vittoria contro Israele e la possibilità di battere bene la Norvegia a novembre, quando il nostro calcio di solito corre più che a giugno. Però, di scontato non c’è nulla».

NESSUN PARAGONE CON IL 2017 – «Noi perdemmo due partite in due anni, e una di queste contro la Spagna che era la nazionale più forte del pianeta. E purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di raddrizzare il cammino. Inoltre, per la prima volta nella storia si qualificava solo la vincente del gruppo. Eppure, la nostra eliminazione venne vissuta come una catastrofe».

EUROPEO A PARTE, UN DECLINO – «Il problema è di sistema: prima o poi qualcuno lo capirà. In Italia non si allevano più i talenti, è come se avessero vietato il dribbling, nessuno salta più l’uomo. Se non andiamo ai Mondiali da due edizioni, se l’anno scorso abbiamo disputato il peggior Europeo della nostra storia e se siamo riusciti a prendere tre gol in Norvegia, il guasto è più profondo».

SUL LAVORO DI SPALLETTI – «Luciano è un amico, è stato anche un mio giocatore all’Entella e allo Spezia e gli auguro di riprendersi presto. Mi fa ridere sentire commenti tipo “il ct doveva mettere qualcuno migliore nell’uno contro uno”. Ma chi? Forse l’unico a saperlo fare è Orsolini. A dire certe cose sono le stesse persone che ci spiegavano come il football fosse diventato fluido».

RISULTATO INASPETTATO – «Sinceramente no».

FUTURO AZZURRO – «Non potranno essere sereni, però il calendario non è drammatico. Noi italiani sappiamo esaltare e distruggere in un attimo, siamo catastrofisti per natura: mi sembra grottesco. Magari qualcuno adesso dirà che è colpa mia anche questo tre a zero, oppure l’eliminazione contro la Macedonia del Nord…».

NON È LO STESSO PROBLEMA – «No, i nerazzurri erano soprattutto stremati».

CAMPIONATO DELUDENTE – «Non ricordo neppure una partita davvero bella, ha dominato la noia».

ADDIO AZZURRO – «Sono sereno, è tutto passato, anche se qualche comportamento scorretto nei miei confronti si poteva evitare. La nostra eliminazione venne considerata un fatto epocale, e quattro anni dopo solo un incidente di percorso. Non potevo dire di no all’azzurro, sono nato con la cultura della Nazionale, ricordo persino chi mi stava accanto la sera di Italia-Germania 4-3, e la gioia che provai la sera di Berlino. Va bene così. Ho vissuto di calcio, ho avuto la vita che volevo e che mi ha reso felice».

Pagliuca sicuro: «Il calcio del Bologna di Italiano è uno dei migliori in Europa. Inter? Non sembrava una finale di Champions…»

Le parole di Gianluca Pagliuca, ex portiere, sulla sfida di Serie A, sulla stagione di Bologna ed Inter. Tutti i dettagli in merito

Gianluca Pagliuca ha parlato a La Gazzetta dello Sport della stagione di Inter e Bologna.

ITALIANO, SCELTA GIUSTA – «Certo, perché a differenza di qualcun altro ha capito che qui si può costruire e che il futuro può partire da qui».

MILAN? NO, MEGLIO BOLOGNA – «Andare al Milan sarebbe stato come ripartire da zero, ma Vincenzo ha capito che qui c’è tutto per salire, per pianificare. E ha scelto Bologna».

BRAVURA TATTICA – «Ha imposto il proprio sistema-calcio senza buttare via ciò che la squadra aveva imparato prima. Il suo è uno dei giochi più europei che io abbia visto quest’anno».

COPPA ITALIA DA BRIVIDI – «L’esaltazione di vederla vincere a Bologna dopo 51 anni è stata un’emozione enorme, per una città che se la merita».

PRONTO PER L’EUROPA – «Ha un gioco continentale e valorizza i giocatori. Beukema e Lucumi a Firenze non li aveva, ma qui ha trovato elementi perfetti per il suo modulo».

DA MOTTÀ A ITALIANO – «Thiago è stato bravissimo, ma Vincenzo ha vinto al primo colpo. E ora vedo gente che sale sul carro che prima non sapevo nemmeno dove fosse…».

SUL MERCATO – «Preferisco sempre il giovane già forte a un vecchio volpone. La linea del club è chiara: giovani, bravi e da valorizzare».

NESSUNA PAURA DI PERDITE – «La società sa cosa fare. Se qualcuno dovesse andare via, arriverà qualcun altro di forte: la storia recente lo insegna».

FUTURO DI SKORUPSKI – «Ha fatto una grandissima annata. Davanti a certe opportunità sono scelte personali, ma ha fatto cose super».

INTER E NAZIONALE – «Non è quasi sembrata una finale di Champions. L’Italia? Malissimo. Non voglio pensare che sia questa, non ci voglio credere».

LA SUPERCOPPA… – «Beh, la Supercoppa in Arabia, in due gare secche, si può anche vincere no?».

Calciomercato Torino, Baroni chiama Noslin e Ngonge: sono i due obiettivi, si punta a questa offerta

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Torino, con il doppio obiettivo per Tijjani Noslin e Tijjani Noslin. I dettagli in merito

Il Torino comincia a progettare il futuro con l’intenzione di alzare l’asticella delle ambizioni. Dopo una stagione conclusa a metà classifica, il presidente Urbano Cairo ha scelto di voltare pagina affidando la panchina a Marco Baroni, che prende il posto di Paolo Vanoli dopo appena un anno. L’ex tecnico della Lazio sarà chiamato a guidare una squadra profondamente rinnovata, anche dal punto di vista tattico, con il passaggio al modulo 4-2-3-1. Il direttore sportivo Davide Vagnati si muoverà sul mercato alla ricerca di giocatori offensivi in grado di agire alle spalle della punta.

Tra i nomi più caldi c’è Tijjani Noslin, già allenato da Baroni sia a Verona che alla Lazio: il suo profilo intriga e potrebbe arrivare in prestito con diritto di riscatto. Un’altra opzione è Cyril Ngonge, fresco vincitore dello scudetto con il Napoli di Conte. Le prossime settimane saranno decisive per capire quali saranno i rinforzi granata.

Georgia-Capo Verde: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Boris Paichadze andrà in scena la sfida tra Georgia-Capo Verde: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Boris Paichadze di Tbilisi si giocherà la sfida amichevole tra Georgia-Capo Verde. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Georgia (4-1-4-1): Mamardashvili; Kakabadze, Kashia, Dvali, Lochoshvili; Kiteishvili; Davitashvili, Mikautadze, Chakvetadze, Kvaratskhelia; Zivzivadze. Ct: Sagnol.

Capo Verde: Vozinha; Moreira, Lopes, Almeida, L. Cabral; Duarte, A. Tavares; Mendez, Timas, H. Tavares; J. Cabral.

Orario e dove vederla in tv

Georgia-Capo Verde si gioca alle ore 18:00 di domenica 8 giugno per la sfida amichevole. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su SKY SPORT e in streaming su NOW TV e SKY GO.

×