Pagina 834 – Calcio News 24

Calciomercato Torino, Baroni chiama Noslin e Ngonge: sono i due obiettivi, si punta a questa offerta

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Torino, con il doppio obiettivo per Tijjani Noslin e Tijjani Noslin. I dettagli in merito

Il Torino comincia a progettare il futuro con l’intenzione di alzare l’asticella delle ambizioni. Dopo una stagione conclusa a metà classifica, il presidente Urbano Cairo ha scelto di voltare pagina affidando la panchina a Marco Baroni, che prende il posto di Paolo Vanoli dopo appena un anno. L’ex tecnico della Lazio sarà chiamato a guidare una squadra profondamente rinnovata, anche dal punto di vista tattico, con il passaggio al modulo 4-2-3-1. Il direttore sportivo Davide Vagnati si muoverà sul mercato alla ricerca di giocatori offensivi in grado di agire alle spalle della punta.

Tra i nomi più caldi c’è Tijjani Noslin, già allenato da Baroni sia a Verona che alla Lazio: il suo profilo intriga e potrebbe arrivare in prestito con diritto di riscatto. Un’altra opzione è Cyril Ngonge, fresco vincitore dello scudetto con il Napoli di Conte. Le prossime settimane saranno decisive per capire quali saranno i rinforzi granata.

Georgia-Capo Verde: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Boris Paichadze andrà in scena la sfida tra Georgia-Capo Verde: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Boris Paichadze di Tbilisi si giocherà la sfida amichevole tra Georgia-Capo Verde. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Georgia (4-1-4-1): Mamardashvili; Kakabadze, Kashia, Dvali, Lochoshvili; Kiteishvili; Davitashvili, Mikautadze, Chakvetadze, Kvaratskhelia; Zivzivadze. Ct: Sagnol.

Capo Verde: Vozinha; Moreira, Lopes, Almeida, L. Cabral; Duarte, A. Tavares; Mendez, Timas, H. Tavares; J. Cabral.

Orario e dove vederla in tv

Georgia-Capo Verde si gioca alle ore 18:00 di domenica 8 giugno per la sfida amichevole. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su SKY SPORT e in streaming su NOW TV e SKY GO.

Gravina: «Non voglio pensare a un’Italia senza Mondiale. La Norvegia è più forte, noi siamo stremati…». Poi l’annuncio su Ranieri e Spalletti

Le parole di Gabriele Gravina, presidente della Figc, sul momento dell’Italia dopo la sconfitta contro la Norvegia. Tutti i dettagli in merito

Gabriele Gravina ha parlato in conferenza stampa del momento dell’Italia dopo le voci sul futuro di Spalletti.

SCONFITTA NORVEGIA – «La Norvegia ha avuto crescita esponenziale, ora è tra le più forti in senso assoluto. Oggi rappresenta qualità straordinarie. In questo momento è più forte di noi. Si può anche perdere però bisogna capire come si perde».

MOTIVI SCONFITTA – «Bisogna capire come si perde. Il nostro campionato ci ha consegnato giocatori stremati. Molti giocatori sono arrivati pochi giorni prima della partenza, non si può preparare una partita contro una corazzata in così poco tempo».

MONDIALE SENZA ITALIA – «È evidente che se perdi giocatori per infortunio su cui avevi lavorato in avvicinamento alla qualificazione al mondiale se la partita non è stata sentita come avremmo dovuto è un problema. Non voglio nemmeno pensare a un’Italia senza Mondiale. La maglia azzurra non è un colore, è un’eredità e questo dobbiamo far capire ai ragazzi. È un’eredità storica. Quando indossi quella maglia porti addosso il peso, orgoglio di milioni di cittadini. Ed è una maglia che non ti appartiene, te la prestano. Quella maglia te la prestano i bambini che ti guardano perché sognano di indossarla, te la prestano quelle persone che quando cadi vogliono vedere nei giù occhi la voglia di volerti rialzare. Quando la indossi sei un popolo, se noi non facciamo capire questo…».

CASO ACERBI HA ROTTO LO SPOGLIATOIO? – «Non credo, ho parlato a lungo con il ragazzo e in queste ultime ore con Spalletti. Non c’è spaccatura, c’è non molta lucidità dovuta a stanchezza fisica e a progettualità innovative che non abbiamo mai vissuto. I vecchi campioni non hanno mai vissuto l’intensità di questo calendario: l’11 diversi calciatori partono per il nuovo Mondiale per club, è una novità assoluta. Non c’è spazio per le competizioni, e la sommatoria di tutti questi elementi ha generato stanchezza fisica. Quando non sei molto brillante non sei molto lucido, c’è anche tanta amarezza: se pensate che l’ambiente viva questo con grande distacco, sbagliate. Non è così. Leggo cose stravaganti, anche di chi non conosce il regolamento: ho sentito commenti così negativi sulla nostra competizione, di gente che già celebrava la mancata qualificazione al Mondiale come se fosse già eliminata. È la prima di otto partite, non tutti sanno che non valgono gli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti, ma la differenza reti: giochiamo! Noi dobbiamo andare al Mondiale, non piangersi addosso e cogliere l’occasione per attivare movimenti di critiche soggettive legate a uno o all’altro».

SPALLETTI – «Stiamo parlando: con grande senso di responsabilità dobbiamo trovare un modo di rilancio domani sera e poi dobbiamo arrivare nelle migliori condizioni per affrontare le ultime sei partite, sapendo che la Norvegia arriverà poi in Italia. Non c’è un appuntamento fissato per martedì, c’è un continuo contatto. Io parlo tantissimo con Luciano, abbiamo parlato ieri sera fino a tardi. Lui è una persona molto responsabile, gli faccio i complimenti. Oggi continueremo a parlare e poi vedremo cosa verrà fuori. Noi abbiamo avuto diversi allenatori di campo, devi scegliere tutti con le proprie prerogative: Luciano ha particolarità, ma ha una nobiltà d’animo straordinaria. È la persona più bella che ha incontrato nel mondo del calcio».

RANIERI – «Un abbraccio, sia Claudio sia sua moglie sono persone straordinarie. Dopo tanti anni di sacrifici, di tensioni, di soddisfazioni ha deciso di scegliere un altro percorso. Se è un nome? Ci sono tanti nomi, ma non è il momento dei nomi: è il momento di rispettare il nostro commissario tecnico».

LOTITO – «Non posso rispondergli, lui più volte tende a portare i discorsi a livelli molto bassi e lì è imbattibile, non accetto la sfida su questo terreno. Non si può affrontare un tema così delicato con il rancore che ha sempre distinto la sua attività nei miei confronti. L’etimologia di rancore porta al rancido: è qualcosa che non mi appartiene. Lascio a lui quelle espressioni. Gli attacchi di certi soggetti, come questo personaggio: sono l’emblema di un immobilismo che abbiamo ereditato, ma che dobbiamo rivoluzionare. Sono strumentali e inutili. Mi ha dato fastidio una scarsa informazione dei temi reali, un attacco a una persona che io stimo, perché è la persona più corretta che abbia mai incontrato nel mondo del calcio. È una persona straordinaria, di animo nobile: gli attacchi che sta subendo in questo momento sono immeritati. Lo dico con amarezza e morte nel cuore: è una persona per bene, davvero. Lui al calcio serve, fa bene, ed è un grande signore: io in queste ore ho parlato a lungo con lui, e gli lascerò alcune considerazioni che continueremo a fare. Ha subito un attacco mediatico immeritato».

Zazzaroni sull’Italia: «Ranieri non è il mago Oronzo, sarebbe solo una speranza. Lancerebbe questi calciatori»

Le parole di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, sul possibile arrivo di Claudio Ranieri sulla panchina dell’Italia. Tutti i dettagli

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha parlato del momento dell’Italia e del possibile arrivo di Claudio Ranieri.

FUTURO ITALIA – «Mettiamoci il cuore in pace: siamo talmente in crisi dal punto di vista tecnico, gestionale e politico da riuscire a ipotizzare un’unica soluzione: il mago. Non posso prevedere cosa uscirà dall’incontro di dopodomani tra Gravina e Spalletti: riesco a immaginarlo, ma preferisco attenderne l’esito per evitare di commettere errori di presunzione (io, così modesto). So però che il tifoso della Nazionale oggi chiede la testa del ct e la sua sostituzione con Claudio Ranieri che a 73 anni è stato capace di aggiustare la Roma giunta a un passo dalla zona salvezza portandola fino a 13 punti dallo scudetto».

RANIERI – «Ovviamente Ranieri non può essere definito ‘il mago Oronzo’: è uno degli allenatori più esperti, competenti e vincenti dell’ultimo mezzo secolo, che ha frequentato per intero. Rappresenta più banalmente la speranza di un popolo che non si riconosce nella squadra che ama e che tante gioie gli ha dato. Sospetto tuttavia che, dopo aver dato un senso a Celik e Shomurodov, potrebbe estrarre sani dal cilindro Kean, Chiesa, Zaccagni, Pellegrini, Calafiori, Cambiaso, Politano, Gatti, Fagioli, Buongiorno. E anche Acerbi. E lanciare, che so, Pio Esposito».

Delusione Italia, Capello fulmina Spalletti: «Una volta quando facevi male andavi a casa, adesso invece…»

Delusione Italia, Capello fulmina Spalletti. Le dichiarazioni alla Gazzetta dello sport dell’ex tecnico di Milan, Juve e Real Madrid

A qualche ora dal pessimo debutto nelle Qualificazioni ai Mondiali 2026 dell’Italia, con la sconfitta per 3-0 in casa della Norvegia all’esordio nel girone I, Fabio Capello ha commentato alla Gazzetta dello Sport le voci sul possibile esonero di Luciano Spalletti da ct della nazionale Azzurra, non andando per il sottile.

DICHIARAZIONI – «La mancata qualificazione per il terzo anno di fila? Sarebbe un nuovo record. Ma non ci voglio nemmeno pensare a un altro Mondiale senza azzurri. E per giunta dopo un Europeo che definire sotto tono è un eufemismo. Spalletti? Credo sia normale considerarlo almeno in una posizione difficile. Una volta in Italia, quando facevi male una grande competizione, che fosse il Mondiale o l’Europeo, andavi a casa. Ora, invece, nessuno dà più le dimissioni. Io sono solito ripetere che dalla Serie C alla B ci sono due gradini, dalla B alla A quattro e dalla A alla Nazionale addirittura sei. La maglia azzurra è diversa da quella di un club. Dà una certa responsabilità, perché rappresenti un intero Paese. E invece io ho visto una squadra senza senso di appartenenza, senza amor proprio. Non so se i nostri giocatori sentano o meno l’orgoglio nazionale, ma di sicuro non riescono a metterlo bene in campo».

Calciomercato Milan, due giocatori nelle richieste di Allegri alla società: questi gli innesti necessari alla rosa. I dettagli

Calciomercato Milan, due giocatori nelle richieste di Allegri alla società: questi gli innesti necessari alla rosa. I dettagli

Non c’è più tempo da perdere. Nonostante la stagione calcistica 2025/2026 non sia ancora ufficialmente iniziata, l’imperativo in casa Milan è uno solo: agire. Il ricordo amaro dell’annata precedente, culminata con un deludente ottavo posto in classifica, è una ferita che la dirigenza rossonera non intende assolutamente riaprire. Un piazzamento così basso è inaccettabile per un club della statura del calciomercato Milan, e proprio per questo l’aria che si respira a Milanello è di totale e immediata concentrazione sul futuro.

A guidare questa rifondazione anticipata è Massimiliano Allegri, il cui ritorno sulla panchina rossonera lo vede già completamente immerso nella sua nuova realtà. L’obiettivo primario del tecnico livornese è chiaro: preparare ogni singolo dettaglio in vista del raduno pre-campionato, fissato per il prossimo 7 luglio. Ogni sessione di allenamento, ogni decisione tattica, ogni scelta di mercato deve essere improntata alla massima efficacia e alla costruzione di una squadra immediatamente performante.

In questo contesto di urgenza e ambizione, il Corriere dello Sport ha titolato questa mattina con un’espressione che riassume perfettamente la filosofia allegriana: “Allegri progetta l’instant Milan”. Un’intuizione giornalistica che coglie nel segno l’intenzione del tecnico: non si tratta di un progetto a lungo termine con fasi di rodaggio, ma di assemblare una squadra “pronta nello spirito e nel pedigree”. L’obiettivo è quello di avere fin da subito un undici titolare capace di imporsi, con giocatori che abbiano già nelle loro corde il DNA della vittoria e la mentalità necessaria per affrontare le sfide del calcio di alto livello.

E proprio in quest’ottica si inseriscono le prime mosse significative sul fronte mercato. Il Corriere dello Sport sottolinea come le attenzioni si siano concentrate in particolar modo su due nomi altisonanti per il centrocampo: Luka Modric e Adrien Rabiot. Non è un caso che Allegri miri a rinforzare proprio il cuore del gioco, lì dove nasce e si sviluppa ogni manovra offensiva e difensiva. L’esperienza, la visione di gioco e la capacità di dettare i ritmi di un veterano come Modric, unita alla dinamicità, alla fisicità e alla qualità di Rabiot, rappresenterebbero un iniezione di qualità e personalità fondamentale per il nuovo Milan.

Entrambi i giocatori, con le loro carriere di successo e la loro abitudine a calcare i palcoscenici più importanti del calcio europeo, incarnano perfettamente quel “pedigree” di cui Allegri ha bisogno. L’idea è quella di costruire una mediana in grado di fornire solidità, creatività e leadership, elementi che lo scorso anno sono venuti spesso a mancare. L’urgenza di invertire la rotta è massima, e con Allegri al timone, il Milan sembra intenzionato a non lasciare nulla al caso, puntando su innesti mirati e di provata efficacia per un “instant Milan” subito protagonista.

Udinese inizio di stagione movimentato, tra cessione del club della famiglia Pozzo e i primi movimenti di calciomercato

Udinese inizio di stagione movimentato, tra cessione del club della famiglia Pozzo e i primi movimenti di calciomercato

L’Udinese è al centro di un’estate che potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro del club friulano, sia sotto il profilo societario che sul fronte calciomercato. La trattativa per l’ingresso del fondo americano – che, secondo le indiscrezioni più insistenti, dovrebbe essere Guggenheim Partners – è ancora in corso. Nonostante l’operazione stia procedendo con ritmi più lenti rispetto a quanto previsto inizialmente, c’è la netta sensazione che qualcosa di molto importante stia per accadere. A confermarlo è stato lo stesso Giampaolo Pozzo, che ha espresso la volontà di restare comunque all’interno della società, collaborando attivamente con la futura nuova proprietà.

Parallelamente, Gino Pozzo e Gianluca Nani sono già al lavoro per costruire la squadra in vista della stagione 2025/26. Il tempo stringe e il calciomercato dell’Udinese entra nel vivo, con diverse situazioni da monitorare. In particolare, i casi legati a Bijol, Solet e Lucca sono centrali: le loro eventuali cessioni potrebbero portare risorse preziose, ma rappresenterebbero anche perdite pesanti per la struttura tecnica di Runjaic, vista l’importanza dei tre nel recente campionato.

Anche altri elementi della rosa attendono chiarezza sul proprio futuro. Kabasele, in scadenza di contratto, potrebbe restare con un ingaggio ridotto, mentre per Giannetti e Brenner si prospetta un ritorno in Sud America. Situazioni in divenire anche per Lovric ed Ehizibue, oggetto di interesse da parte di altri club.

In entrata, si registra il primo nome concreto: Nicolò Bertola, difensore classe 2003 in scadenza con lo Spezia. Il giovane centrale ha attirato l’attenzione di diverse squadre di Serie A, ma l’Udinese sembra aver mosso i primi passi concreti. In caso di rivoluzione nel reparto arretrato, l’ex aquilotto rappresenterebbe un profilo interessante sia in prospettiva che per l’immediato presente.

Calciomercato Bologna, flirt tra Ndoye e il Napoli. Il giocatore spaventa i tifosi: «Quando ti vuole un allenatore come Conte…»

Calciomercato Bologna, flirt tra Ndoye e il Napoli. Le dichiarazioni dell’attaccante dei rossoblù che spaventano i tifosi

Nella preparazione verso i Mondiali del 2026, la Svizzera ha affrontato il primo test amichevole estivo di giugno realizzando 4 reti nel 4-2 al Messico.

Un successo che ha visto tra i protagonisti dell’incontro anche Dan Ndoye, attaccante esterno del Bologna, nome caldo del calciomercato, fortemente corteggiato dal Napoli, che ha ricambiato il flirt ai microfoni di RSI con delle dichiarazioni che fanno preoccupare un po’ i tifosi emiliani che lo vorrebbero ancora in rossoblù.

DICHIARAZIONI – «Dove giocherò a settembre? Questo non lo so, nel calcio non si sa mai, al momento penso solo alla Nazionale e dopo avrò un po’ di vacanze e vediamo. Certo, quando una squadra vince lo Scudetto e un allenatore come Conte ti vuole è sempre una cosa bella. Però al momento sono al Bologna e gioco per la Nazionale, voglio pensare solo a questo».

Il procuratore Andrea D’Amico: «Le dinamiche di mercato sono cambiate. Le società hanno capito una cosa. E su Yildiz…»

Il procuratore Andrea D’Amico: «Le dinamiche di mercato sono cambiate. Le società hanno capito una cosa. E su Yildiz…»

Intervistato da Tuttosport, nell’edizione odierna del giornale si possono leggere le parole del procuratore Andrea D’Amico, che ha commentato la situazione di Kenan Yildiz, attaccante della Juventus, e dell’evoluzione generale del calciomercato.

DICHIARAZIONI – «Le dinamiche di mercato sono evidentemente diverse. Di fronte a determinate proposte prima si poteva resistere, oggi c’è una gestione dinamica del parco giocatori. Si cerca di ottimizzare le cessioni e di andare su giocatori che possano fare bene, anzi meglio. Credo che la Juventus possa valutare le offerte a seconda del valore ed eventualmente cercherebbe alternative di livello.

Ha ancora senso legarsi a un giocatore? Secondo me, sì. Perché alcune cose sono anche un po’ da riscoprire. E perché adesso tutto sembra sostituibile. Le società hanno però compreso quanto i brand debbano avere valori importanti. Ormai hanno dimensioni mondiali.

C’è bisogno di un simbolo? Come Messi all’Inter Miami. O Cristiano Ronaldo proprio in bianconero: non ci fosse stato il mondo frenato dal Covid… Adesso il Barcellona ha Yamal, il Real Madrid vende oltre un milione di maglie. Yildiz può reggere il peso della storia? Ogni volta si fanno inevitabilmente dei paragoni. Ai tempi di Del Piero c’era Baggio, con Baggio c’è stato Platini. È accaduto a Dybala e Fagioli. Dipenderà molto dall’evoluzione del calciatore»

Calciomercato estero, Schick dice addio al Bayer Leverkusen? L’attaccante apre: «Vediamo come va il domino di attaccanti»

Calciomercato estero, Schick dice addio al Bayer Leverkusen? L’attaccante apre: «Vediamo come va il domino di attaccanti»

Approdato in Germania nel 2019, ma accasato dal Bayer Leverkusen dall’estate del 2020, Patrick Schick, ex di Roma e Sampodria, ha parlato del suo possibile futuro lontano dalla Bundesliga, dopo una stagione conclusa con 21 gol in 31 partite di campionato e 27 in 45 totali.

A Sport, l’attaccante ceco ha infatti annunciato che con l’addio di Xabi Alonso e l’arrivo di Ten Hag, potrebbe guardarsi intorno e cercare nuove avventure.

DICHIARAZIONI – «Sono arrivato a un punto in cui aspetto solo di vedere come cadono le tessere del domino sul mercato, guardando gli attaccanti. Non sono il primo anello della catena, ma conosco il mio posto. È difficile prevedere ora come andrà l’estate e dove sarà il mio futuro. Ho già una data in mente, fino a quando sarò pronto ad aspettare e valutare un possibile trasferimento. Se non sarò sicuro entro quella data, probabilmente resterò al Leverkusen»

Calciomercato Juve, clamoroso dalla Continassa: può partiere anche Nico Gonzalez! Cifre e pretendenti sull’argentino

Calciomercato Juve, clamoroso dalla Continassa: può partiere anche Nico Gonzalez! Cifre e pretendenti sull’argentino

Il calciomercato Juve si preannuncia molto movimentato nella sessione estiva del 2025. La dirigenza bianconera è al lavoro per costruire una rosa più competitiva in vista della prossima stagione, e per farlo sarà necessario finanziare nuovi acquisti attraverso alcune cessioni mirate. Gli aggiornamenti di queste ore sono, in un certo senso, sorprendenti: tra i nomi destinati a lasciare Torino potrebbe esserci anche Nico Gonzalez.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, infatti, la Juventus starebbe valutando seriamente la possibilità di cedere l’esterno argentino, arrivato solo un anno fa per una cifra intorno ai 33 milioni di euro. Nonostante il suo impegno e alcune buone prestazioni, Nico Gonzalez non è riuscito a imporsi come titolare fisso e il club bianconero starebbe ora considerando l’idea di monetizzare dalla sua cessione.

La valutazione attuale del giocatore si aggira sui 26-27 milioni di euro, una cifra che permetterebbe alla Juve di recuperare buona parte dell’investimento iniziale. Sulle tracce dell’ex Fiorentina ci sarebbero almeno tre club: in Premier League si sono fatti avanti Brentford e West Ham, mentre anche il Galatasaray avrebbe mostrato interesse concreto.

La Juventus, dal canto suo, intende fare spazio a nuovi innesti di qualità, e la partenza di Gonzalez potrebbe aprire le porte a un esterno offensivo più adatto al nuovo progetto tecnico. Il mercato Juventus estate 2025 si muove dunque anche sul fronte delle uscite, un passaggio fondamentale per garantire sostenibilità economica e margini di manovra.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’argentino saluterà davvero Torino. In ogni caso, il calciomercato Juve è appena iniziato e non mancheranno nuovi sviluppi.

Italia pronta per gli Europei Under 21, Luca Koleosho sogna in grande: «Spero di segnare e di aiutare la squadra a vincere la coppa»

Italia pronta per gli Europei Under 21, Luca Koleosho sogna in grande. Le dichiarazioni dell’attaccante del Burnley

Partono oggi, direzione Slovacchia, gli Azzurrini, in vista dell’esordio di mercoledì 11 giugno nell‘Europeo Under 21. Italia che aprirà il suo cammino contro la Romania, in un girone che racchiudere gli Azzurri con i padroni di casa e la Spagna.

A parlare alla vigilia della partenza, uno dei giocatori di maggior talento della nazionale di Carmine Nunziata, Luca Warrick Daeovie Koleosho, reduce della promzione in Premier League con il Burnley.

PUNTI DI FORZA – «Il mio punto di forza è il dribbling – racconta nell’intervista rilasciata al sito della FIGC – ma so che devo migliorare sotto tanti aspetti, ad esempio nell’ultimo passaggio e nella finalizzazione. Mi piacerebbe fare i primi gol in Slovacchia per aiutare la squadra a vincere il Campionato Europeo».

SOGNI – «Da piccolo ho giocato a football americano e calcio. I miei idoli erano Ronaldo il Fenomeno, Neymar e Messi. Se mi piacerebbe diventare forte come loro? Beh in questo momento il mio livello è un po’ più basso… Sono orgoglioso di indossare questa maglia, è per me un grande privilegio. A Malta – dove ha vinto l’Europeo Under 19 – ho vissuto un’esperienza bellissima, spero di fare due su due e vincere anche l’Europeo Under 21. Nel tempo libero mi piace giocare a basket e ascoltare musica, in particolar modo rap, soul e afrobeat. Amo anche i videogiochi, Call of Duty e Fortnite sono i miei preferiti».

Spagna, Oyarzabal sicuro sul futuro di Yamal: «Arriveranno i momenti brutti, ma sarà lì che crescerà ancora»

Spagna, Oyarzabal sicuro sul futuro di Yamal. Le dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia della finale di Nations League contro il Portogallo

Alla vigilia di Portogallo Spagna, finale della Nations League, ha parlato al fianco di Luis De La Fuente in conferenza stampa, l’attaccante della Real Sociedad Mikel Oyarzabal.

Il giocatore ha così potuto dire la sua sul talento dell’17enne esterno del Barcellona che sta stupendo il mondo intero.

SULLA PARTITA – «La percezione interiore non è quella di essere la squadra migliore, piuttosto, abbiamo la sicurezza di poter battere chiunque Ho una certa versatilità per il ruolo? Sono disponibile a fare tutto ciò che l’allenatore mi chiede. De la Fuente? Padroneggia alla perfezione tutto ciò che non è visibile a voi, dietro le quinte»

SU YAMAL – «Se posso aiutarlo, anche solo per l’1%, ben venga. Ci sorprende tutti, sia in campo che fuori. È molto sicuro di sé. Finora, tutto è stato positivo. Gli succederanno anche cose brutte, e questo lo farà crescere come persona. Perché prende tutto con molta calma».

POSSIBILE BIS – «Cerco di prendere tutto con calma. Sono stato fortunato a vivere quei momenti. Spero che possiamo ripetere quello che abbiamo fatto l’anno scorso»

Calciomercato Parma, l’Inter vuole fare un regalo a Chivu per il Mondiale per Club. Accelerata decisiva dei nerazzurri per Bonny!

Calciomercato Parma, l’Inter vuole fare un regalo a Chivu per il Mondiale per Club. Accelerata decisiva dei nerazzurri per Bonny!

Gli uomini del calciomercato Inter provano in tutti i modi a fare un altro regalo a Cristian Chivu prima dell’inizio del Mondiale per Club. I nerazzurri hanno avviato una trattativa con il Parma per l’acquisto dell’attaccante Ange-Yoan Bonny e puntano a chiudere in tempi brevissimi, ovvero entro martedì, con l’obiettivo di mettere a disposizione di Cristian Chivu un nuovo rinforzo offensivo in vista del Mondiale negli Stati Uniti. La dirigenza interista intende sfruttare la possibilità di inserire l’eventuale operazione nel bilancio che si chiuderà il 30 giugno. Dopo i ricavi ottenuti con il percorso in Champions League, i conti del club sono previsti in attivo, consentendo ulteriore margine di manovra sul mercato. Bonny si aggiungerebbe così agli acquisti già definiti di Sucic e Luis Henrique, costati complessivamente 37 milioni di euro. A parlarne è la Gazzetta dello Sport.

CALCIOMERCATO INTER – «L’impresa non è semplice, ma l’Inter ci sta provando. Il Parma valuta Bonny 25 milioni di euro, va trovata una quadratura sulla formula dell’operazione. Di sicuro i nerazzurri sono scattati in pole position, rispetto agli interessamenti di Juventus e Napoli. La strada per l’attaccante francese classe 2003 sembra tracciata. E lo è anche in virtù degli ottimi rapporti tra Parma e Inter, peraltro consolidati anche dalla questione Chivu, in cui le due società non sono mai entrate in conflitto, nonostante proprio il club emiliano stesse trattando il rinnovo del tecnico quando è arrivato l’affondo di Marotta. Chivu sarebbe ovviamente felice di riabbracciare un suo ex giocatore, che l’Inter aveva comunque messo nel mirino già da tempo. Domani sarà il giorno della rescissione di Chivu con il Parma, passaggio necessario per consentirgli di allenare il suo nuovo club prima del 30 giugno. Ma potrebbe essere anche giorno di un contatto ufficiale tra i due club proprio per Bonny»

Calciomercato Milan, tutto fatto per l’addio di Maignan! Indiscrezione pesante, cessione ormai dietro l’angolo

Calciomercato Milan, tutto fatto per l’addio di Maignan! Indiscrezione pesante, cessione ormai dietro l’angolo

Stando a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’avventura di Mike Maignan con la maglia del Milan è giunta ai titoli di coda. Salvo clamorosi e imprevedibili colpi di scena, il talentuoso portiere francese si unirà al Chelsea, con l’accordo che si preannuncia questione di ore. I Blues, infatti, hanno tutta l’intenzione di chiudere l’operazione in tempi brevissimi per poter includere Maignan nella lista dei convocati per il prossimo Mondiale per Club, un torneo che rappresenta una vetrina di altissimo livello e che il club londinese vuole affrontare con la massima ambizione.

Dopo un lungo e faticoso tira e molla, durato settimane e condito da indiscrezioni e smentite, il calciomercato Milan ha finalmente ceduto. La decisione, seppur dolorosa per i tifosi rossoneri, è stata dettata in larga parte dalla ferma volontà di Maignan di trasferirsi a Londra. Un desiderio così forte da spingere il club di Via Aldo Rossi ad accettare un’offerta inferiore alle proprie richieste iniziali. I dettagli economici dell’affare verranno definiti tra oggi e domani, ma le cifre anticipate parlano di un incasso per il Milan che si aggira intorno ai 18 milioni di euro. Una somma significativa, certo, ma comunque al di sotto della valutazione che il Diavolo aveva inizialmente attribuito al suo numero uno.

Dietro a questo addio si celano però anche delle ruggini e delle profonde delusioni da parte del giocatore. La Gazzetta dello Sport sottolinea come Maignan sia rimasto profondamente amareggiato dall’epilogo delle trattative per il rinnovo del suo contratto con il Milan. Le parti avevano raggiunto un’intesa di massima per un nuovo accordo che avrebbe legato il portiere al club fino al 2029, con un ingaggio da 5 milioni di euro all’anno. Tuttavia, a sorpresa, la dirigenza rossonera avrebbe fatto marcia indietro. La motivazione di questa inversione di rotta sarebbe da ricercarsi nelle recenti prestazioni e, soprattutto, nelle condizioni fisiche del portiere, che nell’ultima stagione ha dovuto fare i conti con alcuni infortuni.

Un epilogo amaro anche per Massimiliano Allegri, il tecnico che, secondo la Gazzetta dello Sport, avrebbe voluto a tutti i costi trattenere Maignan tra i pali della sua squadra. Il tentativo del mister, però, non è andato a buon fine, segno evidente di come la volontà del giocatore e le dinamiche societarie abbiano prevalso su ogni altra considerazione. L’addio di Maignan segna dunque la fine di un’era per il Milan e l’inizio di una nuova avventura per il portiere francese, destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per il Chelsea, mentre i rossoneri dovranno ora cercare un degno sostituto per la loro porta.

Calciomercato estero, futuro di Donnarumma? Parla Enzo Raiola: «Ritorno in Italia? Lo escludo, al Psg sta bene»

Calciomercato estero, futuro di Donnarumma? Le dichiarazioni dell’agente del portiere italiano Enzo Raiola

Le dichiarazioni di Enzo Raiola, agente di Gianluigi Donnarumma, pronto a smentire le voci di un possibile ritorno in Italia del portiere del Paris Saint-Germain, neo campione d’Europa.

Ai microfoni di Stile Tv, l’agente ha commentato così le voci: «Al momento non c’è nessuna porta aperta in Italia e non credo neanche sia il momento di ritornare. Al Psg si trova bene, ci sono alcune situazioni contrattuali da definire, ma escludo qualsiasi ritorno di Donnarumma, almeno nel breve termine».

LUIS ENRIQUE E PSG – «È un ottimo allenatore, ma questo già lo sapevamo, è a livello umano che credo abbia fatto la differenza. Lui è molto vicino ai ragazzi, ha fatto di tutto per far sentire i ragazzi a proprio agio, lavora su ogni giocatore. Il suo metodo è diverso perché più si giocava e più faceva riposare la squadra. Dopo una gara vinta, concede 2 giorni di riposo e la cosa inusuale è far stare i ragazzi a casa anche nel giorno della partita. Nella giornata tipo, i ragazzi facevano colazione al centro sportivo, poi andavano a casa dalla famiglia e si ritrovano alle 18 per la partita».

ITALIA – «Dopo un campionato così lungo e una Champions League intensa, i giocatori avevano bisogno di vacanza e invece tra allenamenti di Nazionale e partite importantissime non è facile riposare. È vero che i calendari sono ristretti, ma giocare partite così importanti a fine stagione non fa bene agli atleti, è pesante. Purtroppo la prima gara con l’Italia non è andata benissimo, ma la prossima partita si deve vincere. Ieri sera ho sentito Donnarumma ed era concentrato e determinato: vuole vincere la prossima gara per poi rimandare tutto a settembre. Però, questo pessimismo non fa bene, è vero che il risultato non è positivo, ma il calcio è bello perché si può ribaltare ogni situazione. Sicuramente i ragazzi daranno il massimo».

Ternana, delusione per Liverani dopo la sconfitta ai play-off: «Meritavamo un epilogo migliore. Difficile guardare avanti»

Ternana, delusione per Liverani dopo la sconfitta ai play-off. Le dichiarazioni del tencico nel post partita

L’allenatore della Ternana, Fabio Liverani, ha parlato nella conferenza stampa post partita, al termine della finale dei play-off persa solo ai rigori, contro il Pescara, che ha sancito la promozione degli abruzzesi. Le sue parole riportate da TMW.

DICHIARAZIONI – «Faccio i complimenti al Pescara, perché chi vince merita i complimenti. Poi per come è andata la partita si fa fatica ad accettare questo risultato. Fra andata e ritorno la Ternana ha creato tanto e a conti fatti usciamo sconfitti da un tiro deviato, quello di Letizia all’andata. A livello calcistico questa è una bella botta, sono state costruite tantissime palle gol che purtroppo non siamo riusciti a concretizzare. Plizzari ha fatti almeno 5-6 parate clamorose, parliamo di una finale dove veramente abbiamo subito pochissimo.

Ai miei calciatori posso solamente dire grazie per questi due mesi insieme. Meritavano un epilogo migliore. Sottolineo però i meriti che vanno fatti al Pescara. I rigori non li conto perché sono una lotteria. La Ternana ha fatto una grandissima partita, di livello e qualità. I tifosi della Ternana sono delusi come me, come noi. Ma credo che possano essere orgogliosi dei calciatori. I miei due mesi equivalgono a due anni. Ho tre anni di contratto, ma oggi per me è difficile guardare avanti. Ho bisogno di qualche giorno per capire, poi ci vedremo con la società»

Pescara, Baldini festeggia la promozione e la dedica: «È la vittoria di Sebastiani, di Foggia e della squadra»

Pescara, Baldini festeggia la promozione e la dedica. Le dichiarazioni in conferenza stampa del tecnico degli abruzzesi al termine del play-off

Il tecnico del Pescara, Silvio Baldini, è intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria in finale play-off contro la Ternana ai calci di rigore, che ha regalato la promozione in Serie B alla squadra abruzzese. Le parole riportate da TMW.

PAROLE – «La Ternana ha fatto una grande partita, guardando i rigori pensavo che il nostro mestiere è fatto di dettagli o episodi. Dedico questa vittoria a tutti quelli allenatori che purtroppo non sono riusciti a compiere il loro lavoro, comprendo le loro ferite. E questa è la vittoria di Sebastiani, che mi ha difeso quando tutti mi criticavano e volevano cacciarmi. So che il Presidente sta sulle scatole a tutti ma va ringraziato. Così come va ringraziato Pasquale Foggia, un ragazzo cresciuto fra le difficoltà. Lui non mi ha nemmeno scelto, mi ha scelto Delli Carri che però è andato via prima che iniziasse l’avventura con il Pescara. Mi spiace per chi ha contestato Sebastiani, ora però siamo in B. Lui e Foggia sono stati determinanti insieme alla squadra.

Io ho solo messo dei punti e delle regole per raggiungere questo traguardo. I miei calciatori hanno mandato mogli e fidanzate a casa dal 7 maggio. Una regola che ho messo io. Dico questa cosa a ruota libera perché si danno meriti a chi non li ha. Delli Carri a mezzogiorno si era dimesso, e non mi ha chiamato per tre giorni. Va detto che io sono stato anche a cena con lui per chiarirci. Quando si dimise ho detto che andava bene perché avremmo vinto il campionato. Questa è la vittoria di Sebastiani, Foggia e della squadra»

Qualificazioni ai Mondiali: vincono Inghilterra, Olanda e Austria, bene anche la Bosnia. Pari tra Albania e Serbia. I risultati

Qualificazioni ai Mondiali: i risultati dei gironi G, H e K, scesi in campo nella serata di sabato 7 giugno

Nella serata di sabato sono scese in campo le nazionali dei gironi G, H e K, nelle qualificazioni ai mondiali, che hanno visto le vittorie di Inghilterra, Olanda e Austra rispettivamente contro Andorra, Finlandia e Romania.

Battuto di misura da un gol di Dzeko il San Marino contro la Bosnia, con Albania e Serbia che si dividono la posta pareggiando 0-0. Ma vediamo i risultati nel dettaglio.

Gruppo G

Nel gruppo G, pareggio per 0-0 tra Malta e Lituania, con le due squadre che attualmente occupano gli ultimi due posti del girone con 3 partite giocate e 2 punti la Lituania e 1 il Malta.

Sono 3 i punti dell’Olanda, invece, che all’esordio nel girone supera 2-0 la Finlandia in trasferta con le reti di Depay e Dumfries.

Con 6 punti, a comandare il Girone G c’è la Polonia, in vetta nonostante sole 2 partite giocate.

Gruppo H

Girone H che si apre nel primo pomeriggio con la vittoria già citata, di misura, della Bosnia contro San Marino, in casa.

La nazionale balcanica si porta così in vetta con 9 punti in 3 gare giocate, avanti a Romania e Cipro, con 3 punti in 3 partite, ma anche all’Austria, che all’esordio nella competizione supera proprio la Romania, per 2-1, grazie alle reti di Gregoritsch e Sabitzer. Per la Romania, inutile il gol di Tanase nel recupero.

Ultimo posto del girone con 0 punti in 3 gare disputate per San Marino.

Gruppo K

Nel terzo e ultimo girone sceso in campo nella giornata di sabato, 1-0 sporco, ma efficace, dell’Inghilterra di Tuchel che supera di misura l’Andorra in trasferta e vola a 9 punti in 3 partite nel girone

Quello di Kane è anche il solo gol realizzato dal girone in questa serata nel gruppo K, che ha visto anche l’Albania pareggiare contro la Serbia all’esordio del girone, portandosi al secondo posto con 4 punti.

3 punti per la Lettonia, 3a in classifica con 2 gare e a riposo in questo turno, 1 per la Serbia, ancora 0 per Andorra.

Le prime pagine sportive nazionali – 8 giugno

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Playoff Serie C: il Pescara è in Serie B: sconfitta indolore nei 120′, ai rigori Plizzari ne para tre

Il Pescara vince la finale dei playoff Serie C e torna in Serie B dopo 4 anni. Gli abruzzesi dopo la vittoria all’andata perde 1-0 nei 90′ e dopo mezzora dei supplementari si va ai rigori, dove il protagonista è il portiere del Pescara Plizzari: nonostante un infortunio alla gamba sinistra para tre rigori.

Dopo l’1-0 per i rossoverdi – vantaggio umbro firmato da De Boer – nei 90 minuti, la partita si è protratta fino ai supplementari, dove il Delfino, in dieci uomini per l’espulsione di Dagasso, ha resistito strenuamente. Protagonista assoluto il portiere Alessandro Plizzari, autore di numerosi interventi decisivi durante il match e di ben tre rigori parati nella lotteria finale, nonostante un infortunio. L’eroe della serata regala così al Pescara una promozione meritatissima.











Ribery contro Cristiano Ronaldo, al francese brucia ancora il Pallone d’Oro 2013: «Bisogna vincre la Champions per vincerlo?»

Franck Ribery risponde a Cristiano Ronaldo: al francese non va giù ancora adesso la mancata vittoria del Pallone d’Oro del 2013 dopo il tiplete

Franck Ribéry torna a far parlare di sé, e lo fa riaprendo una vecchia ferita mai del tutto rimarginata: il Pallone d’Oro del 2013. Dopo le recenti dichiarazioni di Cristiano Ronaldo sui criteri con cui si dovrebbe assegnare il prestigioso premio individuale, l’ex esterno del Bayern Monaco ha colto l’occasione per lanciare una frecciata al portoghese, alimentando il dibattito e sottolineando ancora una volta l’ingiustizia che ritiene di aver subito.

Nel 2013, Ribéry fu protagonista assoluto della stagione: trascinò il Bayern a uno storico triplete (Bundesliga, Coppa di Germania e Champions League), ma arrivò solo terzo nel Pallone d’Oro, dietro a Lionel Messi e al vincitore Cristiano Ronaldo. Il francese ha sempre sostenuto che quella decisione fu dettata da logiche politiche e non sportive, e oggi, più di dieci anni dopo, ribadisce la sua posizione in risposta a Ronaldo, che ha recentemente minimizzato il valore degli awards individuali, affermando che chi vince la Champions dovrebbe essere il favorito. Una dichiarazione che, per Ribéry, sa di ipocrisia, considerando che nel 2013 proprio CR7 trionfò pur non avendo vinto nulla con il Real Madrid. Di seguito le sue parole sui social.

CRISTIANO RONALDO – «Non credo molto nei premi individuali, perché so cosa succede dietro le quinte. Chi si distingue e vince la Champions dovrebbe vincere. Ma non c’è consenso.»

FRANCK RIBÉRY – «Quindi DEVI vincere la Champions League per vincere il Pallone d’Oro?»

Real Madrid, rivoluzione Xabi Alonso? Ecco tutti i punti del mercato delle Merengues

Real Madrid, ecco le mosse di calciomercato per le Merengues: serve un 9 e qualcuno deve fare spazio; Rodrygo o Vinicius…

Il Real Madrid di Xabi Alonso si muove con decisione sul mercato estivo 2025, puntando a rinnovare e alleggerire il reparto offensivo per fare spazio al giovane talento Franco Mastantuono. Dopo aver sistemato l’allenatore basco, ingaggiato il difensore ex Juve Dean Huijsen e acquistato Trent Alexander-Arnold come nuovo “Galáctico“, la squadra deve ancora compiere alcune mosse cruciali per competere con Barcellona in Liga e PSG in Champions League. Come riportato da Goal.com L’attacco è troppo affollato: con Mbappé, Vinicius Jr e Rodrygo, i blancos devono liberarsi almeno di un esterno sinistro per ritrovare equilibrio tattico. Rodrygo, non perfetto come esterno destro, è considerato il principale candidato alla cessione, con l’Arsenal come possibile destinazione. Anche Vinicius potrebbe ricevere offerte, ma il Real è riluttante a privarsene, salvo offerte straordinarie dalla Saudi Pro League.

Sul fronte giovani, il club valuta di cedere in prestito Endrick, punta di grande talento ma ancora troppo acerba per la pressione e la competizione del Madrid. A 19 anni, ha bisogno di minuti per crescere e imparare, cosa difficile da ottenere in una rosa così competitiva. Inoltre, il Real intende rinforzare il lato sinistro della difesa: il giovane Alvaro Carreras, 22 anni del Benfica, è un obiettivo concreto per garantire continuità e atletismo al reparto. Infine, la squadra cerca un vero centravanti di riserva, un “nove” che possa garantire presenza fisica e capacità realizzative, con Patrik Schick del Bayer Leverkusen come profilo ideale per il sistema tattico di Alonso.

Il grande colpo in vista potrebbe essere proprio Mastantuono, promettente centrocampista argentino classe 2007, seguito da vicino anche dal PSG. La clausola rescissoria di 33 milioni di euro rende l’operazione accessibile, e il giovane preferirebbe il Real rispetto ai francesi. Nel caso l’affare non andasse in porto, il club punterebbe sul ritorno di Nico Paz, centrocampista creativo e già in orbita Madrid, attualmente in prestito al Como e che piace anche all’Inter. Con queste mosse, il Real Madrid cerca di costruire una squadra equilibrata e pronta a tornare ai vertici del calcio europeo.

Cristiano Ronaldo con Messi? La risposta di CR7: «Mai dire mai, ho molto affetto per gli argentini»

Cristiano Ronaldo e Lionel Messi insieme in campo? CR7 apre alla suggestione di vedere le due stelle insieme a Miami

Cristiano Ronaldo ha lasciato intendere la possibilità di giocare insieme a Lionel Messi prima della fine delle loro carriere straordinarie. La stella portoghese è al centro di diverse speculazioni di mercato, dopo che è stato accostato a un possibile addio all’Al-Nassr in vista del Mondiale per Club negli Stati Uniti nel 2025. Ronaldo ha ammesso di aver ricevuto più offerte per giocare nel torneo e, interrogato sulla possibilità di raggiungere Messi all’Inter Miami, non ha escluso nulla. Nonostante stia valutando le sue opzioni, ha confermato l’intenzione di continuare a giocare fino almeno al Mondiale 2026 e forse oltre.

POSSIBILITÁ DI GIOCARE CON MESSI – «Sai che ho molto affetto per l’Argentina, mia moglie (Georgina Rodríguez, ndr) è di lì (…) Mi hanno già invitato a giocare al Mondiale per Club. Mai dire mai… il tempo c’è. Ho già 40 anni, ma non si sa mai. Però credo sia molto difficile. Non sono mai stato in Argentina, voglio andarci, ho molto affetto per gli argentini».

Parma, ufficiale l’arrivo di Nahuel Ordonez: ecco chi è l’argentino classe 2004 nuovo acquisto dei ducali

Parma, ecco il primo rinforzo per la prossima staggione: in arrivo dal Velez Sarsfield il classe 2004 Nahuel Ordonez

Il Parma ha ufficializzato l’acquisto di Christian Nahuel Ordonez, giovane centrocampista argentino classe 2004 proveniente dal Vélez Sarsfield. Ordonez, già noto nel panorama sudamericano, si unisce così alla squadra emiliana, pronta a rilanciare la propria rosa dopo la recente salvezza conquistata. Il centrocampista è stato definito dal club gialloblu come un talento dotato di grande personalità, capace di contribuire sia in fase offensiva che difensiva: con il Velez ha segnato un gol e fornito sei assist, distinguendosi soprattutto per la capacità di vincere duelli e contrasti, con numeri che lo rendono il più efficace tra i calciatori nati nel 2004 o successivamente nelle competizioni in cui ha giocato.

La trattativa, avviata a gennaio con l’acquisto e il contestuale prestito del giocatore al Velez, si è conclusa definitivamente con la salvezza del Parma in Serie B. La società ha versato nelle casse argentine 8,5 milioni di euro per il trasferimento a titolo definitivo. Ordonez ha firmato un contratto quinquennale che lo legherà al Parma fino al 30 giugno 2030, rappresentando una scommessa importante per il club, che punta a costruire un progetto a lungo termine con giovani di talento. L’arrivo del centrocampista si inserisce in un momento di rinnovamento per i ducali, che sono alla ricerca di un nuovo allenatore dopo la partenza di Cristian Chivu.

Como, ecco il regalo dal mercato per Fabregas dopo il no all’Inter: si tratta di Baturina

Como, il nuovo rinforzo per Cesc Fabregas è Marko Baturina: ecco il calciatore che piace ai lariani per il centrocampo

Marko Baturina è vicino a un trasferimento che potrebbe vederlo rinforzare la trequarti del Como, guidata dall’esperienza di Cesc Fabregas. Il giocatore si inserirebbe in un reparto già di ottimo livello, dove spicca Nico Paz, talento emergente seguito dal Real Madrid che potrebbe riscattarlo per una cifra di circa 12 milioni di euro. La presenza di questi elementi testimonia l’ambizione del club lombardo di costruire una squadra competitiva e creativa nel reparto offensivo.

La posizione ideale di Baturina sarebbe quella di trequartista centrale nel modulo 4-2-3-1, un ruolo che gli garantirebbe ampia libertà di movimento per esprimere al meglio le sue qualità tecniche e tattiche. Al momento non è ancora certo se il giocatore resterà al Como o tornerà invece alla Dinamo Zagabria, club di appartenenza, ma la decisione verrà presa a breve, come riportato dalle ultime indiscrezioni sportive. Sarà interessante vedere se Baturina riuscirà a ritagliarsi uno spazio importante e contribuire in modo decisivo alla stagione del Como.

Juve, Chiellini si racconta: «Il mio nuovo ruolo? Diverso dal campo, altri ritmi e una pressione diversa»

Giorgio Chiellini, nuovo Director of Football Strategy della Juve, si è raccontato a 360° in un podcast: ecco le sue parole

Il nuovo Director of Football Strategy della Juve, Giorgio Chiellini, ha parlato a The Excellent Leadership Podcast, raccontando tanti retroscena della sua carriera e il suo nuovo ruolo. Di seguito le parole del dirigente bianconero.

LA SERIE B CON LA JUVE – «All’epoca avevo 22 anni, ero appena arrivato in Juventus ed era un momento per me anche di prendere più responsabilità, per diventare più importante nella squadra. Le persone che dovevano essere menzionate all’epoca erano Buffon, Del Piero, Trezegueti, Nedved, Camoranesi, quei giocatori che hanno deciso di rimanere, che avevano già vinto la Coppa del Mondo.  Ho fatto un sacco di cose per Juventus dopo loro, ma all’epoca per me era piuttosto facile. Un anno in Serie B, inizio a giocare come titolare, inizio a prendere più responsabilità, e cerco di imparare da loro cosa significa essere un capitano della Juventus, un giocatore importante».

DIFFERENZE CON BUFFON – «Sulla capacità di essere leader nei momenti difficili, Chiellini ha fatto l’esempio di Buffon: “Gigi è stato in grado di trovare le parole che arrivano più profondamente nel tuo cuore in modo da cambiare questi tipi di momenti; di tirare fuori qualcosa che non aspetti di avere e di portare la squadra di nuovo sulla strada giusta. Non penso che abbia questa capacità, sono diverso e cerco di farlo in un altro modo».

DIFFERENZE TRA JUVE E ALTRE SQUADRE – «Quando arrivi a Juventus per almeno 6 mesi non capisci dove sei. Non è perché è migliore, ma è diverso, e poi devi iniziare a capire come funziona, e poi capisci cosa è diverso rispetto a quello a cui sei abituato. Il club è davvero l’elemento che ti fa vincere titoli, o a volte anche la ragione per cui un club non vince un titolo».

SU CONTE E ALLEGRI – «I due allenatori migliori che ho avuto nella mia carriera, con cui ho passato più anni sono Conte e allegri. Erano molto diversi, ma penso che siano gli allenatori che mi hanno insegnato il più. Conte ha completamente cambiato l’idea del mio calcio, non solo nel difendere, ma anche nell’essere un giocatore più completo. Abbiamo iniziato a giocare molto più con il pallone, e non solo senza il pallone. Allegri ci ha dato un senso di libertà e responsabilità, che erano molto importanti per me».

RETROSCENA SUL REAL MADRID – «Ero vicino a Real Madrid. Quanto più vicino o meno non è facile capire. Ho avuto alcuni discorsi anche con le squadre di Manchester nello stesso periodo».

SULLA VITA DA DIRIGENTE – «E’ molto diverso dal campo, dal gioco, un ritmo diverso, una responsabilità diversa, una pressione diversa, non più grande o più piccola, ma diversa, sicuramente. E la maggior differenza che ho trovato è che non dipende da me. E’ molto diverso».

SU IBRAHIMOVIC – «Ibrahimovic è stato il mio miglior avversario durante la mia carriera, all’inizio eravamo compagni e poi abbiamo giocato contro molte volte, e ora ci siamo incontrati, e ho una buona relazione con lui. Tutti e due a Los Angeles? Lui non ha vinto, io ho vinto. E’ un buon punto».

La SPAL non si iscrive alla prossima Serie C? Il comunicato della proprietà: «Non possiamo iscriverci, ma non siamo falliti»

La SPAL non si iscrive alla prossima stagione di Serie C: il comunicato della società estense sulla situazione attuale del club

La SPAL non si iscriverà al prossimo campionato di Serie C 2025-2026. Il club ferrarese, dopo numerosi tentativi di trovare soluzioni per garantire la continuità, ha annunciato tramite un comunicato ufficiale che le condizioni attuali non permettono di proseguire nella terza serie. Negli ultimi quattro anni la proprietà ha investito 50 milioni di euro senza però ottenere risultati sportivi soddisfacenti. La società valuta ora la possibilità di iscriversi a una categoria inferiore, ma conferma di non essere fallita. Di seguito il comunicato.

COMUNICATO – «Con grande rammarico, la proprietà della SPAL comunica ufficialmente che il club non disputerà il prossimo campionato di Serie C 2025–2026. Si tratta di un epilogo doloroso maturato dopo numerosi tentativi di individuare soluzioni concrete che potessero garantire la continuità del progetto sportivo e societario. Purtroppo, le condizioni attuali non lo rendono possibile

Negli ultimi quattro anni, la proprietà ha compiuto significativi sforzi economici, investendo 50 milioni di euro in liquidità reale (12 milioni solo nell’ultima stagione) nel tentativo di rilanciare la SPAL, con l’obiettivo di restituire alla città di Ferrara una squadra all’altezza della sua storia e della sua passione.

Tuttavia, nonostante l’impegno totale e il coinvolgimento dei soci, i risultati sportivi ottenuti non hanno soddisfatto le aspettative né sono stati proporzionati al livello degli investimenti effettuati. Inoltre, è diventato sempre più difficile reperire nuovi capitali e attrarre soggetti esterni disposti a sostenere un progetto così impegnativo, nonostante le numerose trattative e gli sforzi per aprirsi a collaborazioni o passaggi di proprietà.

Uno dei partner che aveva manifestato l’intenzione di entrare nella compagine societaria con un investimento significativo ha cambiato idea dopo un episodio preoccupante, in cui alcuni “tifosi” hanno aggredito fisicamente e con violenza i giocatori della SPAL durante un allenamento, alcuni mesi fa.

Per essere chiari, la proprietà della SPAL resta tale e, nonostante alcune notizie errate e dichiarazioni infondate, non siamo “falliti” e il club non ha presentato istanza di fallimento.

Nei prossimi giorni valuteremo le opzioni disponibili, tra cui l’iscrizione del club, di cui siamo ancora pienamente proprietari, a una categoria inferiore».

Sampdoria, la furia della tifoserie dopo il servizio delle Iene: «Basta ladri dirigenti»

Sampdoria, dopo il servizio delle Iene sui dirigenti del settore giovanile che accettavano mazzette per promuovere certi giocatori, ecco la risposta dei tifosi

La Sampdoria continua a navigare in acque turbolente, alle prese con problemi che coinvolgono sia il campo sia la gestione societaria. Negli ultimi giorni è tornato il caos in casa blucerchiata a seguito delle conseguenze dell’inchiesta delle Iene, che aveva denunciato un sistema nel calcio italiano dove alcuni giovani calciatori vengono favoriti in base a pagamenti effettuati dai loro genitori a determinate società. Nel mirino della vicenda sono finiti Luca Silvani, responsabile del settore giovanile, e Tommaso Mattioli, segretario dello stesso settore, entrambi sospesi dalle loro funzioni. Questo episodio rappresenta un’ulteriore scossa in un momento già delicato per la Samp, che deve ancora affrontare i play-out contro la Salernitana per cercare di evitare la retrocessione in Serie B.

Il clima di malcontento si riflette anche nella tifoseria, che, come riportato dal Secolo XIX, ha espresso la propria rabbia affiggendo uno striscione in Via del Piano con la scritta «Basta ladri dirigenti». Un messaggio chiaro e diretto contro una proprietà e una dirigenza ormai sempre più osteggiate dai sostenitori, esasperati da continui scandali e risultati deludenti. Nel frattempo, per cercare di ridare stabilità al settore giovanile, Matteo Manfredi ha assunto la carica di direttore ad interim, con l’obiettivo di guidare un’area cruciale per il futuro del club in una fase estremamente critica.

Adriano Inter: «Champions? Spiace per come abbiamo perso; Chivu spero possa fare bene»

Le parole di Adriano, ex attaccante dell’Inter, dopo la sconfitta in finale di Champions League e sull’arrivo di Chivu in panchina

Intervistato da Fantacalcio.it in occasione del Festival della Serie A a Parma, l’ex attaccante dell’Inter, Adriano, ha parlato così della sconfitta dei nerazzurri in finale di Champions League contro il PSG e dell’avvicendarsi sulla panchina del club meneghino da Simone Inzaghi a Cristian Chivu.

COM’È TORNARE A PARMA? – «Tornare a Parma è per me un piacere, qui ho imparato tantissimo a giocare a calcio davvero, per me è stata una scuola. Sono molto emozionato e grato per tutto»

DISPIACIUTO PER LA SCONFITTA DELL’INTER IN FINALE CI CHAMPIONS? – «Sono un po’ dispiaciuto per l’Inter per la finale di Champions League, abbiamo perso in quel modo… peccato! Purtroppo il calcio è così»

CHIVU È L’UOMO GIUSTO? – «Mi sa di sì. Io guardo poco le partite in Italia perché sono un po’ lontano, ma spero per l’Inter che Chivu possa fare bene».

CHI PREFERISCO TRA LAUTARO E LUKAKU? – «Lukaku».

TRA LUKAKU E RETEGUI? – «Lukaku».

LUKAKU O GIMENEZ? – «Lukaku».

LUKAKU O KEAN? – «Kean».

TRA KEAN E DOVBYK? – «Kean».

KEAN O VLAHOVIC? – «Vlahovic».

VLAHOVIC O ADRIANO? – «Adriano!».

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