Pagina 835 – Calcio News 24

Sampdoria, la furia della tifoserie dopo il servizio delle Iene: «Basta ladri dirigenti»

Sampdoria, dopo il servizio delle Iene sui dirigenti del settore giovanile che accettavano mazzette per promuovere certi giocatori, ecco la risposta dei tifosi

La Sampdoria continua a navigare in acque turbolente, alle prese con problemi che coinvolgono sia il campo sia la gestione societaria. Negli ultimi giorni è tornato il caos in casa blucerchiata a seguito delle conseguenze dell’inchiesta delle Iene, che aveva denunciato un sistema nel calcio italiano dove alcuni giovani calciatori vengono favoriti in base a pagamenti effettuati dai loro genitori a determinate società. Nel mirino della vicenda sono finiti Luca Silvani, responsabile del settore giovanile, e Tommaso Mattioli, segretario dello stesso settore, entrambi sospesi dalle loro funzioni. Questo episodio rappresenta un’ulteriore scossa in un momento già delicato per la Samp, che deve ancora affrontare i play-out contro la Salernitana per cercare di evitare la retrocessione in Serie B.

Il clima di malcontento si riflette anche nella tifoseria, che, come riportato dal Secolo XIX, ha espresso la propria rabbia affiggendo uno striscione in Via del Piano con la scritta «Basta ladri dirigenti». Un messaggio chiaro e diretto contro una proprietà e una dirigenza ormai sempre più osteggiate dai sostenitori, esasperati da continui scandali e risultati deludenti. Nel frattempo, per cercare di ridare stabilità al settore giovanile, Matteo Manfredi ha assunto la carica di direttore ad interim, con l’obiettivo di guidare un’area cruciale per il futuro del club in una fase estremamente critica.

Adriano Inter: «Champions? Spiace per come abbiamo perso; Chivu spero possa fare bene»

Le parole di Adriano, ex attaccante dell’Inter, dopo la sconfitta in finale di Champions League e sull’arrivo di Chivu in panchina

Intervistato da Fantacalcio.it in occasione del Festival della Serie A a Parma, l’ex attaccante dell’Inter, Adriano, ha parlato così della sconfitta dei nerazzurri in finale di Champions League contro il PSG e dell’avvicendarsi sulla panchina del club meneghino da Simone Inzaghi a Cristian Chivu.

COM’È TORNARE A PARMA? – «Tornare a Parma è per me un piacere, qui ho imparato tantissimo a giocare a calcio davvero, per me è stata una scuola. Sono molto emozionato e grato per tutto»

DISPIACIUTO PER LA SCONFITTA DELL’INTER IN FINALE CI CHAMPIONS? – «Sono un po’ dispiaciuto per l’Inter per la finale di Champions League, abbiamo perso in quel modo… peccato! Purtroppo il calcio è così»

CHIVU È L’UOMO GIUSTO? – «Mi sa di sì. Io guardo poco le partite in Italia perché sono un po’ lontano, ma spero per l’Inter che Chivu possa fare bene».

CHI PREFERISCO TRA LAUTARO E LUKAKU? – «Lukaku».

TRA LUKAKU E RETEGUI? – «Lukaku».

LUKAKU O GIMENEZ? – «Lukaku».

LUKAKU O KEAN? – «Kean».

TRA KEAN E DOVBYK? – «Kean».

KEAN O VLAHOVIC? – «Vlahovic».

VLAHOVIC O ADRIANO? – «Adriano!».

Bijol avvisa sul’Udinese: «Mi sento pronto per uno step in avanti, nel calcio non si sa mai»

Jaka Bijol, difensore dell’Udinese, è pronto per uno step in avanti: Juve, Milan e Roma lo cercano in Serie A, anche in Premier ha richieste: le sue parole

Intervistato dai microfoni di gianlucadimarzio.com, Jaka Bijol, difensore dell’Udinese ha parlato in questi termini di un suo possibile passaggio in un top club italiano. Juve, Milan, Roma e Premier League, sono state “avvisate” così: di seguito le sue parole.

RESTARE IN SERIE A – «Mi vuole il Milan? Parliamo di una squadra veramente grande. Però adesso non voglio parlarne, il mio focus va sulla partita con la Bosnia. Sono solo voci e in Italia ce ne sono sempre tante. Ma è anche vero che mi sento pronto per questo step successivo, vediamo se già da questa estate. Nel calcio non si sa mai. Sono grato all’Udinese che mi ha dato veramente tanto e a Udine sono felice. Però mi piacerebbe fare il salto».

PREFERENZE? – «No, non ce l’ho. Chissà magari a fine estate sarò ancora un giocatore dell’Udinese. Vediamo quello che succederà, nel calcio non c’è niente di scontato».

Spalletti Italia è già finita? A breve un incontro faccia a faccia con Gravina

Spalletti a rischio sulla panchina dell’Italia dopo la sconfitta contro la Norvegia: a breve un incontro con Gravina per decidere

Luciano Spalletti rischia seriamente la panchina della Nazionale azzurra, come riportato in prima pagina dall’edizione online de La Repubblica. Il quotidiano anticipa che martedì si terrà un incontro decisivo tra il ct e il presidente della FIGC Gabriele Gravina, un faccia a faccia che già suona come un momento “dentro o fuori” per l’allenatore. Dopo la pesante sconfitta contro la Norvegia, con il primo posto nel girone compromesso, la pressione su Spalletti si è intensificata, costringendo la squadra a una difficile rincorsa verso i playoff mondiali.

Il ct, consapevole delle nubi che si addensano sulla sua guida tecnica, si sente nuovamente in discussione, esattamente come accadde dopo gli Europei di Germania. Spalletti avrebbe voluto anticipare l’incontro con Gravina per discutere subito del futuro, ma per motivi organizzativi il confronto è stato posticipato a martedì, concedendo a entrambe le parti una breve pausa di riflessione. La priorità ora è tornare rapidamente alla vittoria per evitare un “tragico tris” di eliminazioni, ma il destino del commissario tecnico appare appeso a un filo.

Direttore Sportivo Juve, la rivelazione di Balzarini: «Ho questa sensazione»

La Juve sta ancora cercando un direttore sportivo: la rivelazione del giornalista di Sportmediaset Gianni Balzarini

Il giornalista di Mediaset Gianni Balzarini ha parlato così del tema nuovo DS Juve, affermando come ci sia un nome che stia balenando nella testa dei vertici societari bianconeri: parliamo dell’ex uomo mercato del Milan, Ricky Massara. Ecco le parole appartenenti al video pubblicato sul proprio canale You Tube.

PAROLE – «Attenzione, la Juve non può contare ancora su un direttore sportivo. Come si fa a non avere ancora un direttore sportivo? Pare che Massara stia scalando velocemente delle posizioni. A mio giudizio la Juve avrà un direttore sportivo e anche a breve. Così vado a sensazione».

ter Stegen verso l’addio al Barcellona? La società valuta questa soluzione

ter Stegen saluterà il Barcellona? La società ha preso Joan Garcia in porta e deve ridurre il numero di estremi difensori

Marc-André ter Stegen potrebbe lasciare il Barcellona questa estate a causa delle difficoltà finanziarie del club. Secondo il quotidiano catalano Sport, la dirigenza blaugrana sarebbe disposta a offrire al portiere tedesco un risarcimento per risolvere anticipatamente il contratto in scadenza nel 2028. Questa scelta nasce dalla necessità di ridurre il numero di portieri “senior” nella rosa, soprattutto con l’arrivo imminente di Joan Garcia dall’Espanyol per 25 milioni di euro. Intanto, Wojciech Szczesny, inizialmente ingaggiato come riserva a causa dell’infortunio di Ter Stegen dopo l’addio momentaneo al calcio e alla Juve, ha conquistato la fiducia dell’allenatore Hansi Flick e dovrebbe rimanere al Barcellona per un’altra stagione, creando un’ulteriore pressione sul tedesco.

Nonostante la situazione, Ter Stegen si è mostrato determinato a riconquistare il suo ruolo da titolare e a restare al Barcellona. In conferenza stampa ha dichiarato: «So che sarò al Barcellona l’anno prossimo. Nessuno mi ha parlato. Il Barcellona è uno dei club più importanti e la competizione è normale. Sono molto eccitato per la prossima stagione, abbiamo una squadra molto giovane, dinamica ed entusiasta. Lo abbiamo visto quest’anno. E ora, con l’esperienza che ho maturato, spero che avremo ancora più successo». Il portiere resta dunque concentrato sul futuro e pronto a mettersi in gioco, nonostante le difficoltà e le tensioni legate alla gestione del reparto portieri.

Napoli, accordo raggiunto con l’Al-Hilal per Osimhen: ecco quanto incassano i partenopei

Napoli, accordo raggiunto con l’Al-Hilal per Osimhen: maxi offerta dei sauditi che hanno soddisfatto le richieste dei partenopei

È ormai vicinissima la chiusura dell’accordo tra il Napoli e l’Al-Hilal per la cessione definitiva di Victor Osimhen, dopo l’ultima stagione da protagonista in Turchia con il Galatasaray. Secondo quanto riportato da Sky, la trattativa si era arenata per una differenza di circa 5 milioni di euro: la società saudita aveva offerto 70 milioni più bonus, mentre il Napoli ne chiedeva 75, cifra corrispondente alla clausola rescissoria del giocatore. Come spiegato da Matteo Moretto, questa clausola, ridimensionata con il rinnovo firmato lo scorso anno in occasione del prestito secco di Osimhen al Galatasaray, sembra ora destinata a essere rispettata, con l’Al-Hilal pronta a versare l’intera somma per assicurarsi l’attaccante nigeriano.

Dal punto di vista contrattuale, Osimhen ha già dato il suo assenso alla proposta dell’Al-Hilal, che prevede un contratto quadriennale fino al 2029 con un ingaggio da 35 milioni di euro più bonus a stagione. Questa offerta, come sottolineato dalle fonti giornalistiche, rappresenta un pacchetto economico molto generoso, segno della volontà della società saudita di puntare forte sul centravanti. A questo punto manca solo l’ultimo passo formale per il trasferimento, che appare imminente e sancirà la fine dell’avventura azzurra di Osimhen, che dopo il prestito in Turchia non farà più ritorno al Napoli.

Formazioni Ufficiali Pescara Ternana, le scelte tecniche la finale dei Playoff di Serie C

Formazioni ufficiali Pescara Ternana, le scelte dei due allenatori per il match valido per la finale dei Playoff di Serie C

Alle 21.15 la sfida valida per la finale di ritorno dei Playoff di Serie C Pescara Pesaro. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

PESCARA (4-3-3): Plizzari; Pierozzi, Lancini, Letizia, Moruzzi; Meazzi, Kraja, Dagasso; Bentivegna, Ferraris, Cangiano. All. Baldini

TERNANA (3-4-2-1): Vannucchi; Maestrelli, Capuano, Martella; T.Casasola, Aloi, Donati , Tito; Curcio, Cicerelli; Cianci. All. Liverani

Italia, contro la Moldavia Spalletti cambia l’11 dopo il ko con la Norvegia

Italia, dopo la brutta sconfitta contro la Norvegia Spalletti ridisegna la formazione in vista del prossimo impegno contro la Moldavia

Dopo il tracollo di Oslo contro la Norvegia, l’Italia di Luciano Spalletti cerca un pronto riscatto nella sfida contro la Moldavia, in programma lunedì a Reggio Emilia. Con le speranze di primo posto nel girone I già in bilico, il commissario tecnico è chiamato a rivedere l’undici titolare. Tra le possibili novità, il ritorno dal primo minuto di Cambiaso e Dimarco sugli esterni, tenuti inizialmente a riposo nella disfatta norvegese. Entrambi potrebbero rilevare Zappacosta e Udogie, apparsi in difficoltà. Anche in attacco si profila un possibile cambio: Lorenzo Lucca, autore dell’unico tiro in porta contro la Norvegia, insidia Retegui per una maglia da titolare. Più defilate, invece, le opzioni Orsolini e Kean (non convocato).

La difesa resta in emergenza, con poche alternative a disposizione: Di Lorenzo, Coppola e Bastoni – nonostante prestazioni deludenti – sembrano destinati alla conferma. A centrocampo si scalda Samuele Ricci come regista, in un ruolo che né Rovella né Barella hanno saputo interpretare con continuità a Oslo. Davide Frattesi potrebbe invece prendere il posto di Raspadori o dello stesso Barella, in un reparto che ha sofferto sia in costruzione che in interdizione. Spalletti è chiamato a compiere scelte decise e a trasmettere un nuovo slancio alla squadra in vista di una partita da vincere a ogni costo. Il 3-5-2 rimane il modulo di riferimento, ma con interpreti diversi e una pressione crescente per reagire subito dopo una delle pagine più buie della storia recente della Nazionale.

ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Di Lorenzo, Coppola, Bastoni; Cambiaso, Barella (Frattesi), Ricci, Tonali, Dimarco; Raspadori, Retegui (Lucca). Ct. Spalletti

Davide Ancelotti, la decisione dopo il passaggio del padre sulla panchina del Brasile: nuovo percorso o ancora con Carletto?

Il futuro di Davide Ancelotti dopo l’addio al Real Madrid con il padre Carlo: tante offerte, ecco la sua decisione per la prossima stagione

Davide Ancelotti ha deciso di seguire ancora una volta il padre Carlo e farà parte dello staff tecnico del Brasile, ricoprendo il ruolo di vice-allenatore. Come riportato da The Athletic, il tecnico 35enne ha rifiutato diverse offerte – tra cui una concreta da parte dei Rangers – per accompagnare il padre in una nuova sfida storica: Carlo Ancelotti è infatti il primo allenatore non brasiliano nella storia a guidare la Seleção. Il suo incarico è cominciato a fine maggio, dopo l’esonero di Dorival Junior, e arriva al termine dell’esperienza al Real Madrid. Nonostante le tante proposte ricevute, Davide ha deciso di restare al fianco del padre, come fa ormai da oltre un decennio.

Il percorso professionale di Davide Ancelotti si è sviluppato interamente al fianco di Carlo: iniziato nel 2011 al Paris Saint-Germain come preparatore atletico, è poi passato a ruoli tecnici sempre più rilevanti tra Real Madrid, Bayern Monaco (dove ha ottenuto il ruolo di vice nel 2016), Napoli, Everton e di nuovo Madrid, dal 2021. In Brasile lo attende una nuova sfida, in un contesto nazionale e non più di club: il primo test sotto la guida di Ancelotti si è chiuso con uno 0-0 deludente contro l’Ecuador, che ha già sollevato qualche mugugno tra i tifosi. Il prossimo impegno sarà contro il Paraguay, e Davide avrà un ruolo chiave nella preparazione della squadra. Con il Mondiale del 2026 alle porte e una posizione non ancora sicura nel girone sudamericano (Brasile attualmente quarto), l’obiettivo sarà tornare a convincere sia nel gioco che nei risultati.

Pulisic salta i prossimi impegni degli USA, Chris Richarda: «Un’occasione per trovare nuovi leader»

Christian Pulisic salterà i prossimi impegni della nazionale statunitense: secondo il difensore Chris Richards è una possibilità per la squadra

Secondo quanto riportato da CBS Sports Golazo America, il difensore del Crystal Palace Chris Richards ha commentato l’assenza di Christian Pulisic, stella del Milan e capitano della nazionale statunitense, in vista della Gold Cup 2025. Richards ha sottolineato come questa situazione rappresenti un’opportunità preziosa non solo per lui, ma per l’intero gruppo, chiamato a colmare il vuoto lasciato da una figura chiave sia in campo che nello spogliatoio. La leadership, ha fatto intendere, dovrà ora emergere in forme nuove, distribuite tra più elementi del gruppo. Di seguito le sue parole.

PULISIC – «Sì, come è stato detto, è un’occasione per me per farmi avanti, una cosa su Christian è che non è un leader vocale, ma uno che guida con l’esempio. Quindi penso che questa sia una chance non solo per me, ma per tutti, per fare un passo avanti, che sia con le prestazioni o con le parole».

LEADERSHIP – «So che molti di noi sono pronti e disponibili ad assumersi questo ruolo. Personalmente, è qualcosa che vorrei fare. Come ho detto, Christian ha lasciato un vuoto, ma credo che ci siano molti ragazzi qui pronti a riempirlo».

Pasquale Bruno: «Il Torino di Cairo non mi rappresenta. Vanoli? Dispiaciuto per come è stato esonerato» – ESCLUSIVA 

Pasquale Bruno non usa giri di parole, le dichiarazioni sull’esonero di Vanoli e l’arrivo di Baroni al Torino, ma anche l’operato del club e le proteste dei fan

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Filadelfia). A vederlo così, a bordo campo dello Stadio Filadelfia, il tempo sembra quasi tornare indietro. Eppure sono trascorsi oltre trent’anni da quando Pasquale Bruno – era il 1993 – diceva addio al Torino. O meglio, ‘al Toro’, come l’ex calciatore ha avuto modo di ripetere più volte prima, durante e dopo l’edizione de ‘La partita della Leggenda’ targata 2025 che si è svolta ieri nel centro sportivo un tempo di Valentino Mazzola e compagni. 

Netta la presa di posizione del classe ’62 nei confronti dell’operato dell’attuale patron del Torino Fc Urbano Cairo (che non nomina mai direttamente). Ma nelle dichiarazioni rilasciate da Bruno a CalcioNews24 c’è molto di più. C’è un sincero sentimento di rispetto e onore verso quella che è stata la sua esperienza col club calcistico piemontese. Oltre una sincera devozione alla causa per la quale la serata è stata organizzata: portare il Museo del Grande Torino proprio al Filadelfia. 

Buonasera Pasquale Bruno, cosa si prova a tornare nuovamente al Filadelfia?

«Totalmente diverso, io ricordo il vecchio Filadelfia…la bellezza di quel vecchio stadio. Ma anche questo merita. E’ un posto leggendario, ogni volta che lo vedo mi vengono in mente tanti ricordi. Sono stati anni favolosi, la gente ancora si ricorda di noi e questo vuol dire che abbiamo lasciato il segno. Anche perché quella era una squadra degna di rappresentare il Grande Torino e la storia del Toro».

Per chi quel Filadelfia non l’ha vissuto per questioni anagrafiche diventa anche difficile immaginarlo…

«Sì, difficile. Anche perché l’attuale società rinnega il passato, quindi per i giovani non è facile. Però basta andare su Internet per vedere cos’era il vero Toro. Questo invece è un ‘Torino Fc’ che non ci rappresenta».

Dunque il Torino Fc di oggi è diverso dal suo Toro?

«Sì, è diverso dal Toro. Il Toro Toro vero era diverso».

Passiamo alle questioni di campo. Fuori Vanoli dentro Baroni dalla Lazio, sorpreso?

«Mi è dispiaciuto tanto il modo con cui il personaggio che non ci rappresenta (Urbano Cairo, ndr) ha mandato via Vanoli. Era un buon allenatore, come è un buon allenatore Baroni. In venti anni abbiamo cambiato più di venti allenatori, anche di un certo nome come Ventura e Zaccheroni o Mihajlovic, però i risultati sono sempre stati quelli: decimo posto, nono posto…due volte in Europa per demerito degli altri. Quindi…»

Dica…

«Quindi la colpa di chi è? Della società. Una società inesistente. Io non mi sento per niente, per niente, rappresentato da questo personaggio».

Il quadro descritto non è dei più ottimistici, ma al suo interno riesce a trovare un barlume di speranza? A cosa possono appellarsi i tifosi del Toro?

«Bisogna rifare queste marce! Io penso che in 25mila solo il Torino possa fare una cosa del genere (il riferimento è al corteo organizzato dai tifosi granata lo scorso 4 maggio, ndr). Serve a far capire che il Toro siamo noi, il Torino Fc è del proprietario. Il Toro è dei tifosi, di quelli che sono al Fila questa sera, il Toro è della gente. Quindi sta a noi tenere sempre queste radici vive, perché le radici del Toro stanno piano piano morendo, invece noi dobbiamo essere bravi a tenerle in vita».

Si ringrazia Pasquale Bruno per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.

Bayer Leverkusen: ten Hag cerca rinforzi nel Manchester United, ecco chi ha messo nel mirino

Bayer Leverkusen, ten Hag ha fatto la sua prima richiesta sul mercato: si tratta di un suo ex calciatore del Manchester United

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, Erik ten Hag avrebbe chiesto informazioni per riportare Alejandro Garnacho sotto la sua guida, stavolta al Bayer Leverkusen. Il giovane esterno argentino è finito ufficialmente sulla lista dei partenti del Manchester United, e l’attuale tecnico Ruben Amorim gli avrebbe detto di «pregare» per trovare una nuova squadra. A quanto pare, quella preghiera potrebbe essere stata ascoltata: Ten Hag, ora allenatore delle Asprine, conosce bene Garnacho dopo averlo allenato per due stagioni a Old Trafford, con un bilancio di 98 presenze, 20 gol e 15 assist. Il Leverkusen ha già effettuato un primo sondaggio, ma la concorrenza non manca: anche Chelsea e Napoli sono interessati, e proprio il club partenopeo aveva già manifestato interesse concreto per Garnacho nello scorso mercato di gennaio, senza però riuscire a chiudere l’operazione.

Il rendimento del classe 2004 è drasticamente calato sotto la gestione Amorim: appena quattro reti e sei assist in 40 presenze in una stagione da incubo per i Red Devils, chiusa con un quindicesimo posto in Premier League e la sconfitta in finale di Europa League contro il Tottenham. Lo stesso Garnacho aveva definito la stagione «una m***a», chiaro segnale del malcontento interno allo spogliatoio. A soli 20 anni, però, l’argentino ha ancora tutto il tempo per rilanciare la propria carriera in un ambiente più stabile e ambizioso. Un trasferimento in Bundesliga, sotto la guida di un allenatore che ha sempre creduto in lui, potrebbe rappresentare l’occasione giusta per ripartire. Resta da capire se il Manchester United accetterà di cederlo a titolo definitivo o preferirà una formula diversa, ma il futuro di Garnacho sembra ormai segnato: sarà lontano da Old Trafford.

Mbappé: «Vittoria della Champions del PSG? La cosa non mi tocca, felice per loro»

Kylian Mbappé parla della vittoria di Champions League da parte del PSG dopo il suo addio: ecco le parole del francese del Real Madrid

Kylian Mbappé ha rotto il silenzio dopo la storica vittoria in Champions League del PSG, assicurando di non provare alcun rimpianto per il suo trasferimento al Real Madrid. Nonostante il club francese abbia conquistato il trofeo proprio nella stagione successiva alla sua partenza, il fuoriclasse francese si è detto sereno e soddisfatto delle sue scelte, sottolineando come il suo ciclo al PSG fosse ormai giunto al termine. I parigini hanno dominato la finale con un clamoroso 5-0 sull’Inter, firmando la vittoria più larga nella storia di una finale di Champions. Guidati da uno strepitoso Ousmane Dembélé – ormai tra i favoriti per il Pallone d’Oro – hanno completato uno storico “triplete“. Nel frattempo, Mbappé ha chiuso la sua prima stagione con il Real Madrid senza titoli. Eppure, il 26enne ha espresso ammirazione e affetto per la sua ex squadra, congratulandosi pubblicamente anche sui social. Di seguito le sue parole a ESPN.

TRASFERIMENTO – «Sono stato felice, se lo meritavano. Hanno vissuto tanti problemi, li ho vissuti anch’io. Ho attraversato ogni fase della Champions League, tranne vincerla. Sono stati la squadra migliore d’Europa. Non ricordo di averli mai visti andare sul 5-0. È una vittoria meritata al 100%, stanno diventando la squadra da battere».

LO TOCCA LA VITTORIA DELLA CHAMPIONS DEL PSG – «Il fatto che il PSG abbia vinto la Champions senza di me non mi tocca. È una cosa positiva. Tutti affrontiamo sfide nelle nostre carriere. Io sono spesso nell’occhio del ciclone, e mi sta bene così. Ho sempre amato queste situazioni, ora sta a me lavorare. Ho già ribaltato molte situazioni nella mia carriera, mi sono scrollato di dosso tante etichette».

ANDATO VIA TROPPO PRESTO – «Sono andato via troppo presto? No, la mia storia era finita, doveva finire. Non c’era amarezza, avevo esaurito tutto».

Tottenham, si cerca il sostituto di Postecoglou: tutti i nomi nel mirino degli Spurs

Tottenham, dopo l’addio di Ange Postecoglou gli Spurs cercano il suo successore: si sogna il ritorno di Pochettino, ma non solo

Dopo l’addio di Ange Postecoglou, esonerato nonostante il trionfo in Europa League e la qualificazione alla prossima Champions League, il Tottenham è alla ricerca di un nuovo allenatore. Il club londinese ha diverse opzioni sul tavolo, ma tra le candidature – come riportato da Goal.com – emergono in particolare tre profili: Thiago Motta, Marco Silva e soprattutto un potenziale clamoroso ritorno di Mauricio Pochettino. L’argentino, attuale CT degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato di voler tornare un giorno a Londra, definendo il Tottenham «un club speciale» per lui. Il feeling tra Pochettino e i tifosi non si è mai spento, e l’argentino ha dimostrato in passato di poter trasformare gli Spurs in una squadra di vertice, portandoli a una finale di Champions e stabilmente tra le prime del campionato. Il nodo è rappresentato dalla clausola con la federazione statunitense, che comporterebbe un alto costo di rescissione: una spesa importante che il presidente Levy potrebbe essere restio ad affrontare, anche per non ammettere implicitamente l’errore di averlo allontanato nel 2019.

Un altro nome caldo è quello di Thiago Motta, reduce da un’esperienza fallimentare alla Juventus ma ancora considerato uno dei tecnici emergenti più interessanti in Europa. Dopo aver portato il Bologna in Champions League con risorse limitate, il suo profilo è tornato d’attualità per molti club. Per il Tottenham potrebbe rappresentare una scommessa affascinante, benché rischiosa, vista la mancanza di esperienza in Premier League. Più “pronto” sembra Marco Silva, che con il suo Fulham ha ottenuto risultati solidi e un gioco brillante, grazie anche a un’impostazione tattica offensiva e a un ottimo lavoro sul mercato. Silva conosce bene il campionato inglese, ha ricostruito la propria reputazione dopo il flop all’Everton, e potrebbe portare stabilità e pragmatismo. Tra nostalgia, innovazione e solidità, la scelta del prossimo tecnico sarà cruciale per il futuro degli Spurs.

Chivu Inter, lungo incontro con la dirigenza: si lavora per l’estate e il mercato, ecco cosa si sono detti

Chivu Inter, lungo incontro tra il tecnico e la dirigenza nerazzurra: 8 ore di discorsi sul mondiale per club e il mercato

Cristian Chivu è il nuovo allenatore dell’Inter. Dopo giorni di attesa, l’ex difensore rumeno ha firmato un contratto biennale da 2 milioni di euro netti a stagione, più bonus. L’annuncio ufficiale è atteso per lunedì, giorno in cui Chivu dirigerà anche il suo primo allenamento alla Pinetina. Già da ieri, però, il tecnico si è immerso pienamente nel nuovo ruolo: come riportato da Tuttosport ha trascorso circa otto ore nella sede nerazzurra per confrontarsi con i dirigenti Ausilio e Baccin e Marotta. In questi incontri si è discusso non solo del contratto ma anche della tournée estiva negli Stati Uniti in vista del Mondiale per club, nonché della pianificazione della preparazione precampionato, che sarà più breve rispetto al solito. Chivu ha già iniziato a contattare alcuni giocatori per iniziare a costruire un primo rapporto diretto.

Parallelamente, si è aperto anche il capitolo mercato. L’Inter ha l’obiettivo di rinforzare la rosa con innesti mirati, in particolare nel reparto offensivo. Dopo gli arrivi di Sucic e Luis Henrique, la società è al lavoro per aggiungere almeno due nuovi attaccanti, cercando però di operare con oculatezza data la necessità di bilanciare investimenti e sostenibilità. Durante la tournée americana verranno valutati anche i rientri dai prestiti, con attenzione particolare ai giovani promettenti come Valentin Carboni e Pio Esposito. La sensazione è che Chivu, forte della conoscenza del settore giovanile nerazzurro, voglia integrare gradualmente alcuni talenti della Primavera nel gruppo della prima squadra, mantenendo però l’equilibrio necessario per restare competitivi ai massimi livelli fin dall’inizio della stagione.

Cambiaso Juve, possibile cessione del terzino al Milan? Ecco la situazione dell’esterno

Cambiaso Juve, continuano le voci sul suo addio ai bianconeri: la ricostruzione sul futuro dell’esterno Azzurro

Il futuro di Andrea Cambiaso sembra sempre più legato alla Juve, almeno secondo quanto riportato da Giovanni Albanese de La Gazzetta dello Sport. Nonostante alcune voci di mercato che lo accostano al Milan, al momento non ci sarebbero stati contatti concreti tra i rossoneri e il giocatore. La Juventus, dal canto suo, considera il terzino un punto fermo su cui costruire e sta cercando di definire una rosa con elementi affidabili e di prospettiva. Cambiaso, dal canto suo, è intenzionato a proseguire il suo percorso a Torino e non sembra attratto da un trasferimento nel breve termine.

Il giornalista ha anche rivelato che a gennaio scorso si era parlato di un possibile interessamento del Manchester City, con voci su una potenziale offerta da 60 milioni di euro veicolata tramite intermediari. Tuttavia, l’interesse concreto del club inglese non si è mai realmente manifestato e l’operazione non è andata oltre alcune indiscrezioni. In sintesi, la situazione attuale appare piuttosto chiara: Cambiaso vuole restare alla Juventus, dove si vede anche nel futuro, mentre eventuali alternative come il Milan sembrano al momento ipotesi deboli e prive di fondamento.

Sarà Napoli Inter anche nel calciomercato. I partenopei in vantaggio nella sfida su Bonny del Parma: ecco perché

Sarà Napoli Inter anche nel calciomercato. Un dettagli favorisce i partenopei sui nerazzurri nella sfida per Bonny

Il Napoli accelera sul mercato per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione. Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, il club partenopeo ha avviato i primi contatti concreti per due profili ben precisi: Ange-Yoan Bonny del Parma e Kang-In Lee del Paris Saint-Germain.

Bonny, attaccante francese classe 2003, è reduce da un’ottima stagione in Serie B culminata con la promozione dei ducali in A. Il suo rendimento ha attirato l’attenzione anche dell’Inter, ma il Napoli si è mosso per primo, avviando colloqui con il Parma e con l’entourage del giocatore, rappresentato dal gruppo Pastorello, lo stesso che cura gli interessi del portiere azzurro Alex Meret.

Parallelamente, il club azzurro guarda anche al mercato internazionale. In particolare, piace molto Kang-In Lee, trequartista sudcoreano del PSG ed ex Mallorca. Il classe ’01 unisce qualità tecnica e visione di gioco, ed è ritenuto un profilo ideale per aumentare il tasso creativo a centrocampo e sulla trequarti.

Ma non è solo una questione di campo: l’arrivo di Kang-In Lee al Napoli avrebbe un impatto strategico anche sul fronte marketing internazionale, aprendo nuovi scenari commerciali in Asia, dove il giocatore gode di ampia popolarità.

Con il futuro di alcuni attaccanti in bilico, il Napoli si prepara a rinnovare profondamente il reparto offensivo. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva che possa rilanciare il progetto tecnico, dopo una stagione deludente e senza qualificazione europea.

Zola a tutto tondo: «Chivu? Ha un grosso vantaggio all’Inter. A Camarda manca qualcosa. Napoli? Ecco che fare»

Milano Football Week, Zola a tutto tondo. Le dichiarazioni dell’ex attaccante sull’attualità del calcio italiano

A margine della “Milano Football Week” a Milano, l’ex calciatore Gianfranco Zola ha parlato ai microfoni dei altri media presenti, affrontando i temi attuali del calcio italiano.

NORVEGIA ITALIA 3-0 – «Non sono la persona adatta per dire ciò che va fatto nell’immediato, io posso semmai continuare a dare il mio contributo nella sensibilizzazione delle generazioni future. Dobbiamo offrire un percorso migliore ai giovani rispetto a quello che stiamo facendo ora. Oggi abbiamo carenza a livello qualitativo ed è una cosa anomala, visto che la qualità nel calcio italiano c’è sempre stata. Piange il cuore vedere la Nazionale in questo modo».

ALLENATORE SERIE A CHE LO INCURIOSISCE – «Mi incuriosiscono un po’ tutti… Vorrei vedere un Napoli che si riconferma ai livelli dell’anno scorso e che magari fa bene anche in Champions. Quello che più suscita curiosità forse è Chivu, che è un giovane, o meglio un quasi esordiente, chiamato a far bene in una squadra così forte come l’Inter. Il fatto di conoscere bene i nerazzurri aiuterà, conoscere l’ambiente è uno dei passaggi chiave. In questo senso Chivu all’Inter ha un grosso vantaggio».

CAMARDA – «Non so perché non ha giocato in Under 21. Camarda ha fatto delle presenze importanti, ma serve anche più continuità. Ha giocato, poi non ha giocato per un po’ di tempo, poi ha giocato in Lega Pro. Ai giovani serve giocare con continuità, purtroppo con Camarda questa continuità si è vista poco. La riforma Zola punta a stimolare i club a investire nei giovani. La speranza è che i risultati ci diano ragione».

SECONDE SQUADRE – «Le seconde squadre possono aiutare in questo. Ai miei tempi, sono passato dalla C1 al Napoli e non dico che ero prontissimo, ma ero già in grado di fare il mio lavoro. La C è un campionato che ti aiuta, quindi le seconde squadre offrono un percorso che può aiutare i più giovani».

Calciomercato Bologna, tutti pazzi per Beukema. In Serie A ben quattro squadre sul centrale olandese: la situazione

Calciomercato Bologna, tutti pazzi per Beukema. In Serie A ben quattro squadre sul centrale olandese: la situazione

Il nome di Sam Beukema infiamma il calciomercato. Il difensore olandese classe ’98, protagonista di una stagione solida al fianco di Lucumí nel Bologna di Vincenzo Italiano, è finito nel mirino di diversi top club italiani, tra cui Napoli, Inter, Roma e Milan. Ma non solo: anche alcune squadre della Premier League hanno acceso i riflettori sul centrale rossoblù.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il Bologna si trova ora davanti a un bivio: blindare Beukema, come auspicato dall’allenatore, oppure valutare eventuali offerte di mercato che potrebbero garantire un’importante plusvalenza economica.

Il contratto del difensore è valido fino al 2027, ma il club emiliano non ha la forza economica per respingere ogni proposta, soprattutto se dovessero arrivare offerte importanti. Molto dipenderà anche dalle richieste dell’entourage del giocatore e dall’evoluzione del mercato, in particolare per altri elementi chiave come Lucumí (che ha una clausola rescissoria) e Ndoye, entrambi molto richiesti.

La tifoseria bolognese faticherebbe ad accettare la cessione di uno dei pilastri del nuovo progetto tecnico, specie dopo una stagione che ha portato entusiasmo e il sapore della vittoria grazie alla conquista della Coppa Italia. Tuttavia, il presidente Joey Saputo potrà fare affidamento su una struttura dirigenziale competente e sulla leadership di Italiano, tecnico stimato anche da club come il Milan prima dell’ufficialità di Allegri.

Il futuro di Beukema sarà deciso nelle prossime settimane, ma una cosa è certa: trattenere il centrale olandese significherebbe dare continuità a un progetto ambizioso, mentre una sua cessione segnerebbe l’inizio di una nuova fase per il Bologna.

Legendary Coach, Alberto Zaccheroni racconta l’esperienza al Milan: «Berlusconi mi chiese di smettere di essere comunista. Con Galliani…»

Legendary Coach, Alberto Zaccheroni racconta l’esperienza al Milan: «Berlusconi mi chiese di smettere di essere comunista. Con Galliani…»

Dal palco del panel “Legendary Coach”, nell’ambito del Festival della Serie A di Parma, Alberto Zaccheroni, allenatore campione d’Italia con il Milan nel 1999, è intervenuto riguardo la sua esperienza nella Milano rossonera.

CARRIERA – «Fare l’allenatore mi è sempre piaciuto, a 9-10 giocavo con le figurine. Le mettevo in campo e cambiavo ruolo. Poi ho iniziato per caso, avendo un albergo non avevo tempo per allenarmi: al campo sportivo c’erano due amici che allenavano i bambini, hanno litigato e uno dei due ha mollato. L’altro era il panettiere dell’albergo, mi ha chiesto di dargli una mano. Da lì in poi, è stata una malattia».

BERLUSCONI – «Le uniche squadre che ho allenato dall’inizio in A sono Udinese e Milan. Dopo non ho più allenato dall’inizio: io dico sempre che c’è un perché se succedono le cose. Sono arrivate al Milan che ero etichettato come Zac il comunista. Berlusconi era al governo, i media hanno indagato sulla mia vita e i miei compaesani dissero che avevo una cognata comunista».

CONFERENZE STAMPA PER SMENTIRLO – «Me l’ha chiesto il presidente. Gli ho detto che mi aveva chiamato per fare l’allenatore di calcio, per cercare di migliorare le prestazioni della squadra, non per parlare di politica. Siamo partiti male: quando parti male è difficile arrivare bene. E infatti non abbiamo chiuso male: abbiamo chiuso malissimo».

GALLIANI E RINNOVO – «No, è stata una decisione del presidente: mi ha chiamato di notte e mi ha detto che voleva cambiare. Venni etichettato come un tecnico del 3-4-3, e poi nelle squadre successive mi chiedevano sempre quando avremmo iniziato a giocare 3-4-3. Io devo capire che giocatori ho a disposizioni: a Maldini disse semplicemente che non lo volevo più vedere nella metà campo avversaria. A Costacurta dissi che non lo volevo vedere troppo indietro, non si girava più bene. Non ho inventato niente, gli ho ridotto il campo d’azione chiedendo qualità e non quantità.Ci tengo a precisare che io e Adriano non abbiamo mai parlato di calcio. Non ho mai fatto campagna acquisti, io mi limitavo a dare pareri: Berlusconi mi chiese di andare a vedere Shevchenko contro l’Arsenal. Mi portai il mio assistente, vedemmo la partita e tornammo a casa, presentai una relazione scritta e dettagliata, in fondo gli scrissi da prendere, in stampatello subito, sottolineato cinque volte. Non so se a livello economico sia stato un affare, a livello sportivo sì. Oggi mi chiama papà: solo lui e Stankovic mi chiamano così, li considero dei figli».

SCUDETTO – «Forse è colpa mia, io non sono mai stato mediatico. Non ho mai cercato le prime pagine, non davano la formazione ai media: il telefono suona, non la davo mai. Qualcuno ha pensato che ci fosse un giornalista, con cui ci trovavamo spesso allo stesso ristorante: Marco Treves, indovinava la formazione. Ma io dovevo gestire i giocatori, non i giornalisti. E non ho mai avuto tanto spazio mediatico, perché non mi premeva».

WEAH – «Sempre goliardico, sempre positivo. Poche parole, ma giuste, col tono di voce giusto. Era un compagnone, io gli volevo un bene infinito e gliene voglio tutt’ora. È chiaro che l’arrivo di Bierhoff gli ha dato fastidio, il ruolo era quello e lui non aveva più l’energia di poter gestire uno spazio più ampio con qualità. Le gambe si erano assottigliate».

Calciomercato estero, Tah sarà al Mondiale per club! Il Bayern Monaco paga al Leverkusen un indenizzo per anticipare l’addio

Calciomercato estero, Tah sarà al Mondiale per club! Il Bayern Monaco paga al Leverkusen un indenizzo per anticipare l’addio

Jonathan Tah sarà ufficialmente un giocatore del Bayern Monaco già prima del 1° luglio, pronto a partecipare al Mondiale per Club 2025. Secondo fonti affidabili dalla Germania, i bavaresi e il Bayer Leverkusen hanno raggiunto un accordo anticipato per il trasferimento del difensore centrale.

Il Bayern Monaco verserà al Leverkusen una cifra iniziale di 800.000 euro come compenso per la risoluzione anticipata del contratto di Tah, che sarebbe scaduto il 30 giugno. L’importo potrebbe salire fino a 1 milione di euro in base ai risultati del club al prossimo FIFA Club World Cup. Un’operazione economicamente vantaggiosa, considerando che inizialmente si stimava un costo di 7-8 milioni.

Il trasferimento anticipato permetterà al nuovo tecnico Vincent Kompany di avere Tah a disposizione sin da subito per la preparazione estiva. Il difensore tedesco ha firmato un contratto quadriennale con il Bayern, che si farà carico del suo intero ingaggio.

L’operazione è stata guidata da Max Eberl, responsabile dell’area sportiva del Bayern, che ha ottenuto condizioni favorevoli rispetto a trattative simili. Ad esempio, il Real Madrid ha pagato ben 10 milioni di euro al Liverpool per assicurarsi subito Trent Alexander-Arnold, inserendolo in rosa per la nuova stagione sotto la guida di Xabi Alonso.

Con questa mossa, il Bayern Monaco si garantisce un rinforzo difensivo di alto livello in vista di un’estate impegnativa e della prestigiosa competizione internazionale. Un colpo strategico che rafforza la rosa e conferma le ambizioni europee e mondiali del club bavarese.

Calciomercato estero, Coman può lasciare il Bayern Monaco. Interessi in Liga e in Premier, ma una squadra resta in pole

Calciomercato estero, Coman può lasciare il Bayern Monaco. Il Newcastle prova interesse per l’attaccante, ma l’Al-Hilal è in pole

Il Newcastle United è alla ricerca di un nuovo attaccante in vista della stagione 2025/26, che vedrà i Magpies nuovamente protagonisti in Champions League. Tra i profili valutati dalla dirigenza inglese c’è anche quello di Kingsley Coman, esterno offensivo del Bayern Monaco, in uscita dal club bavarese dopo anni ricchi di trofei.

Tuttavia, secondo quanto riportato dalla BILD, il trasferimento al St James’ Park non sarebbe al momento la priorità del 28enne francese. Coman sarebbe infatti più orientato a una destinazione fuori dall’Europa: il suo obiettivo sarebbe un trasferimento in Arabia Saudita, dove l’Al-Hilal si è già mostrata concretamente interessata.“Le voci su un possibile passaggio al Barcellona sono infondate – scrive il quotidiano tedesco –. Il club catalano non può permettersi l’ingaggio di Coman. Al contrario, l’opzione saudita è attualmente la più concreta”. Secondo la stampa tedesca, l’Al-Hilal avrebbe già avviato i primi contatti, pronta a mettere sul piatto un’offerta economicamente vantaggiosa, in linea con le recenti operazioni milionarie della Saudi Pro League.Il Newcastle, che ha manifestato un “interesse moderato”, resta dunque in secondo piano nelle preferenze dell’esterno francese, che privilegerebbe un ricco contratto in Medio Oriente. Il Bayern Monaco, intanto, è in attesa di ricevere un’offerta ufficiale e non si opporrà alla cessione, purché arrivi una proposta adeguata al valore del giocatore.Per il Newcastle si complica così una pista che sembrava interessante per rafforzare il reparto offensivo in vista della Champions League. I Magpies dovranno valutare rapidamente alternative, mentre Coman potrebbe diventare l’ennesima stella europea a sbarcare nella Saudi Pro League.


Chi vincerà il Pallone d’Oro? Mbappé dice la sua: «C’è davvero bisogno di spiegazioni? Per me è chiarissimo»

Chi vincerà il Pallone d’Oro? In conferenza stampa Mbappé dice la sua. Ed ha una motivazione ben precisa

In conferenza stampa con la sua nazionale, quella francese, Kylian Mbappé ha detto la sua su chi vincerà il Pallone d’Oro. Una lotta che al momento sembra essere ristretta a soli due candidati, che si sono affrontati due giorni fa nella semifinale di Nations League: Yamal o Dembele.

Ecco il parere dell’attaccante francese del Real Madrid: «C’è davvero bisogno di spiegazioni? Al momento stiamo parlando di Yamal e Dembélé. Per me è chiarissimo: voto per Ousmane, non ho bisogno di dare spiegazioni”, ha dichiarato l’ex attaccante del PSG e amico intimo proprio di Dembélé. Le cose si stanno evolvendo molto rapidamente e gli ultimi vincitori lo hanno dimostrato. Ci sono giocatori di cui non parlavamo che si sono fatti valere. Da qui a settembre succederanno molte cose ma oggi parliamo di Ousmane e Lamine».

Calciomercato Roma, Gasperini punta forte su Kossounou come alternativa a Lucumi! Il prezzo del Bayer Leverkusen

Calciomercato Roma, Gasperini punta forte su Kossounou come alternativa a Lucumi! Il prezzo del Bayer Leverkusen

Con l’ufficialità di Gian Piero Gasperini come nuovo allenatore della Roma, inizia una nuova era per il club giallorosso. Il tecnico ex Atalanta, noto per il suo gioco aggressivo e le richieste precise sul mercato, ha ricevuto dalla dirigenza la promessa di una rosa all’altezza delle ambizioni europee. E il primo tassello da sistemare sarà la difesa, reparto che necessita di rinforzi affidabili accanto a Gianluca Mancini e Evan N’Dicka.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la Roma starebbe valutando due nomi già noti a Gasperini: Odilon Kossounou e Jhon Lucumí. Il primo, centrale ivoriano classe 2001, è di proprietà del Bayer Leverkusen ma ha giocato in prestito all’Atalanta. Sebbene i problemi fisici ne abbiano limitato l’impiego, Gasperini ne apprezza le doti difensive e il potenziale. L’Atalanta sembra orientata a non riscattarlo, e i 25 milioni richiesti dal Leverkusen potrebbero aprire una trattativa con la Roma, magari includendo Mario Hermoso come contropartita tecnica per abbassare il prezzo.

Anche Kossounou avrebbe espresso il desiderio di restare in Serie A e ritrovare il tecnico che lo ha valorizzato a Bergamo, aprendo quindi alla possibilità di un trasferimento nella Capitale.

L’altro profilo seguito con attenzione è Jhon Lucumí, difensore colombiano classe 1998 attualmente al Bologna. Roccioso e affidabile, Lucumí sarebbe un innesto di qualità nella retroguardia romanista. Tuttavia, la clausola rescissoria da 28 milioni di euro rappresenta un ostacolo per le casse del club. Nonostante ciò, il giocatore avrebbe già manifestato interesse a proseguire la sua carriera in Serie A, e la Roma potrebbe inserirsi nella corsa al suo cartellino.

Con Gasperini alla guida della Roma, il calciomercato giallorosso entra nel vivo. E i nomi di Lucumí e Kossounou sono solo l’inizio di una rivoluzione tecnica che punta a riportare il club ai vertici del calcio italiano ed europeo.

Cristiano Ronaldo svela: «Mondiale per Club? Ecco perché non partecipo. Ritiro? Non ho più molti anni». Poi i commenti su Yamal e Messi

Nella conferenza stampa che anticipa la finale della Nations League ha parlato Cristiano Ronaldo. Di seguito alcune delle sue dichiarazioni

Nella conferenza stampa che anticipa la finale di Nations League tra Spagna e Portogallo, Cristiano Ronaldo, capitano e leader dei portoghesi, ha parlato di diversi aspetti della carriera e del match da giocare e che potrebbe regalargli un nuovo trofeo nel palmares.

RITIRO – «La mia mentalità è vivere giorno per giorno. Non ho ancora molti anni da giocare… ma mi godo il momento. Non c’è un giorno stabilito per la mia pensione. Sono felice, sono qui per godermela e andare avanti fino al giorno in cui mi piacerà».

MONDIALE PER CLUB – «È quasi deciso che non parteciperò al Mondiale per Club nonostante abbia ricevuto molti inviti e proposte. Ci sono stati colloqui, contatti… ma bisogna pensare al breve, medio e lungo termine».

PARTITA – «Ogni partita è una storia diversa. Abbiamo battuto la Germania e speriamo che domani sia un giorno felice per il Portogallo. Le finali sono così: la Spagna non perde da 24 partite, ma anche il Portogallo ha i suoi punti di forza e scendiamo in campo pensando che andrà tutto bene».

SPAGNA – «Parte della mia famiglia è spagnola e nutro un affetto speciale per loro. La Spagna è sempre stata una delle migliori squadre al mondo; è una squadra molto forte, con centrocampisti eccezionali come Pedri. Tutta la giovane generazione sta emergendo, incluso l’allenatore, che sta portando tutti ad alti livelli. Ho giocato contro la Spagna molte volte e spero che sia una partita divertente e che il Portogallo possa vincere».

MARTINEZ – «Se un allenatore arriva in finale è perché ha fatto un lavoro eccellente. Metterlo in discussione mi confonde. Se arrivi in ​​finale e vieni contestato, immagina gli altri… C’è stata una mancanza di rispetto su questo tema. Parlare degli altri allenatori è una grande mancanza di rispetto. L’allenatore ha fatto un lavoro straordinario, ma questo fa parte del calcio: i pappagalli che sono a casa danno la loro opinione. Noi siamo molto contenti del lavoro dell’allenatore: è arrivato, ha parlato subito la nostra lingua, canta il nostro inno, vediamo la passione quotidiana… Questo è ciò che apprezzo di più. Ciò che conta sono i risultati, e anche quelli sono stati positivi. Per me non ha senso»

TROFEI – «Voglio sempre sollevare trofei, è vero. Ma ci sono anni in cui non si vince; fa parte del calcio; non si può sempre vincere. L’ultima occasione della stagione è domani; sarà una partita difficile, ma è possibile».

YAMAL – «Sta facendo molto bene, in un club e in una nazionale che lo sostengono molto. È in un ambiente favorevole per mettere in mostra le sue qualità. Ma per poterci godere un giocatore così, dobbiamo lasciarlo crescere con calma e togliergli la pressione. È molto talentuoso. Qualche consiglio per Lamine? Darò consigli a chiunque ne abbia bisogno, ma solo in privato. Paragoni? Parliamo di generazioni diverse, una inizia e l’altra finisce. Dovrebbero paragonare Lamine a Vitinha, che sono più vicini. Quello che voglio di più è che il Portogallo giochi a un buon livello e vinca, contro una squadra che è probabilmente la migliore al mondo».

PALLONE D’ORO – «I premi individuali hanno perso un po’ del loro valore. Non posso dire nulla su chi dovrebbe vincere. Secondo me, chi si distingue e vince la Champions League dovrebbe vincere. Ma non c’è unanimità. Non credo molto nei premi individuali perché so cosa succede dietro le quinte. Lamine potrebbe vincere, come Dembélé o Vitinha, altri giocatori emergenti… Ma i premi individuali sono irrilevanti».

MESSI – «Nutro affetto per Messi. Siamo stati rivali per molti anni, come ho già detto siamo stati in quella situazione per 15 anni. Ricordo che prima non parlava inglese, non so se lo faccia ora, e gli ho tradotto quando ci hanno spiegato cosa dovevamo fare a un gala. Mi ha sempre trattato bene e mi ha sempre rispettato, come io rispetto lui. Trovo molto difficile giocare con lui, ma non si sa mai”. Poi rivela: “Sono già stato invitato a giocare nel Mondiale per Club con un club argentino. Ho già 40 anni, ma non si sa mai, però penso che sia molto difficile. Non sono mai stato in Argentina, vorrei andarci».

Calciomercato estero, Wirtz oltre i record di prezzo di Bundesliga e Premier League. Ecco la cifra che spenderà il Liverpool

Calciomercato estero, Wirtz oltre i record di prezzo di Bundesliga e Premier League. Ecco la cifra che spenderà il Liverpool

Il calciomercato estivo 2025 si prepara a scrivere una pagina storica con il trasferimento record di Florian Wirtz dal Bayer Leverkusen al Liverpool. Secondo fonti autorevoli del panorama sportivo tedesco, il club inglese e i vice-campioni della Bundesliga avrebbero ormai raggiunto un accordo definitivo sul prezzo del giocatore, colmando la differenza iniziale di 20 milioni di euro.

Il fantasista tedesco, classe 2003, è pronto a diventare il protagonista del trasferimento più costoso nella storia sia della Premier League che della Bundesliga. Il costo complessivo dell’operazione si aggira intorno ai 150 milioni di euro, tra parte fissa e bonus facilmente raggiungibili, legati a prestazioni e successi individuali e di squadra. Wirtz è attualmente sotto contratto con il Bayer Leverkusen fino al 2027, ma l’offerta irrinunciabile del Liverpool ha convinto il club tedesco a lasciarlo partire.

Con questa cifra, il passaggio di Florian Wirtz supera il precedente record della Bundesliga, detenuto dal trasferimento di Ousmane Dembélé dal Borussia Dortmund al Barcellona nel 2017 (105 milioni di euro), e anche il record della Premier League, stabilito da Enzo Fernández nel 2022, acquistato dal Chelsea per 121 milioni di euro.

L’arrivo di Wirtz ad Anfield rappresenta un investimento strategico per i Reds, intenzionati a inaugurare un nuovo ciclo vincente attorno a uno dei talenti più promettenti del calcio europeo. Con una visione di gioco superiore alla media e una maturità tattica rara per la sua età, il giovane trequartista tedesco promette di diventare il fulcro della manovra offensiva del Liverpool.

Questo trasferimento non è solo un colpo mediatico, ma anche un segnale chiaro: la Premier League continua a dominare il mercato, attirando i migliori talenti con cifre sempre più elevate.

Bosnia-San Marino: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Bilino Polje andrà in scena la sfida tra Bosnia-San Marino: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Bilino Polje di Zenica si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Bosnia-San Marino. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Bosnia (4-3-3): Vasilj; Dedic, Radelijc, Barisic, Kolasinac; Hajradinovic, Tahirovic, Sunijc; Gigovic, Demirovic, Malic. Ct: Barbarez.

San Marino (4-3-3): Amici; G. Benvenuti, M. Cevoli, T. Benvenuti, Tosi; Golinucci, Capicchioni, Zannoni; Giocondi, Contadini, Nanni. Ct: R. Cevoli.

Orario e dove vederla in tv

Bosnia-San Marino si gioca alle ore 15:00 di sabato 7 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT CALCIO e in streaming su SKY GO e NOW.

Pioli nuovo CT dell’Italia? Arriva una clamorosa ipotesi in caso di esonero di Spalletti

Pioli nuovo CT dell’Italia? Arriva una clamorosa indiscrezione su quello che dovrebbe essere il futuro degli azzurri

L’Italia si trova ad affrontare un momento decisivo nel cammino verso i prossimi Mondiali. La pesante sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, maturata con i gol di Sorloth, Nusa e Haaland, ha complicato in modo significativo la lotta per il primo posto nel girone di qualificazione. Ma il risultato ha avuto effetti anche fuori dal campo, alimentando il dibattito sul futuro della guida tecnica della Nazionale.

Il clima attorno agli Azzurri è teso e carico di incertezza. Dopo il ko, sono aumentate le pressioni su Luciano Spalletti, il commissario tecnico che, nonostante l’impegno e l’esperienza, sembra non essere riuscito a imprimere una svolta chiara al progetto azzurro. Le riflessioni sono in corso, e un primo snodo cruciale arriverà martedì 10 giugno, data in cui è previsto un faccia a faccia tra Spalletti e il presidente della FIGC, Gabriele Gravina.

Secondo quanto riferito da Gianluca Di Marzio, non sono in programma cambi immediati prima della prossima partita contro la Moldova, segnale che la Federazione vuole evitare reazioni impulsive. Tuttavia, il confronto tra allenatore e dirigenza sarà determinante per il futuro. Nel mezzo anche la possibilità che possa arrivare Stefano Pioli.

Juric è l’allenatore giusto per l’Atalanta dopo Gasperini? Ecco l’opinione dei tifosi nerazzurri sui social

Juric è l’allenatore giusto per l’Atalanta dopo Gian Piero Gasperini? Ecco l’opinione dei tifosi nerazzurri sui social

L’Atalanta ha scelto Ivan Juric come nuovo allenatore della squadra nerazzurra. Aspettando quelli che saranno i risultati sul campo, ecco l’opinione dei tifosi orobici sui social dopo l’annuncio di ieri.

Tramite un sondaggio fatto su Instagram, raccogliendo un campione di 1302 utenti nerazzurri, i risultati sono abbastanza chiari: il 59% dei tifosi nerazzurri pensa che serva aspettare prima di giudicare; il 27% pensa che Juric non sia all’altezza; il restante 14% porta Ivan sul palmo della mano.

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