Pagina 836 – Calcio News 24

Gudmundsson rimarrà alla Fiorentina? L’attaccante islandese chiarisce la situazione

Gudmundsson rimarrà alla Fiorentina? Arriva l’indiscrezione tramite le parole dell’attaccante islandese della squadra viola

Dopo la recente partita della nazionale islandese, Albert Gudmundsson, calciatore di proprietà della Fiorentina, ha rilasciato un’intervista ai microfoni del portale footbolti.net, esprimendo le sue sensazioni sulla gara e facendo chiarezza sul suo futuro.

NAZIONALE – «È stato davvero divertente indossare la maglia della nazionale è sempre un’emozione speciale, e lo è ancora di più quando si riesce a vincere».

A chi gli ha chiesto se la prestazione dell’Islanda sia stata superiore rispetto alle ultime uscite, Gudmundsson ha risposto con convinzione: «Sì, oggi abbiamo giocato molto meglio, sia in fase offensiva che difensiva. Le prime due partite non devono essere considerate negative: stavamo semplicemente imparando un nuovo sistema tattico che il mister Arnar ci sta trasmettendo. Anche se i risultati non sono stati dalla nostra parte nell’ultima finestra internazionale, avevo la sensazione che stavamo comunque crescendo. E oggi ne abbiamo avuto la conferma sul campo».

Nonostante il match contro la Scozia fosse un’amichevole, l’Islanda ha dimostrato grande determinazione. Gudmundsson ha sottolineato l’importanza di dare sempre il massimo: «Ogni partita conta, anche se è solo un’amichevole. Quando entri in campo, non pensi a un semplice allenamento, ma vuoi vincere, sempre. Questo è lo spirito giusto».

Infine, l’attaccante islandese ha parlato del suo futuro nel calcio professionistico, ancora incerto dopo la parentesi alla Fiorentina: «Non so ancora dove giocherò nella prossima stagione, davvero. Credo che la Fiorentina prenderà una decisione definitiva entro il 15 giugno. A quel punto, saprò se resterò lì o se il mio percorso proseguirà altrove».

Con il calciomercato alle porte, le parole di Gudmundsson lasciano aperta ogni possibilità. Nel frattempo, il giocatore continua a concentrarsi sulla nazionale, mostrando voglia, impegno e qualità.

Calciomercato Bologna, rischio di perdere l’intera difesa titolare. Una big prova a fare il grande colpo

Calciomercato Bologna, rischio per i rossoblu di perdere l’intera difesa titolare. Una big pronta ad acquistare

Il calciomercato Bologna rischia seriamente di perdere entrambi i suoi difensori centrali titolari. La situazione si complica attorno a Sam Beukema e Jhon Lucumí, entrambi finiti nel mirino di club importanti. Sul primo si sta muovendo con forza il Napoli (prima anche l’Inter), che avrebbe già presentato offerte concrete per portarlo alla corte del nuovo allenatore. Le cifre messe sul tavolo dagli azzurri sono considerate rilevanti e stanno attirando l’attenzione della dirigenza rossoblù.

Ma la vera novità riguarda Lucumí, il difensore colombiano che potrebbe lasciare Bologna a un anno dalla scadenza del contratto. Fino a oggi si parlava di un possibile addio come ipotesi legata al mercato, ma adesso è emerso un dettaglio cruciale che potrebbe cambiare tutto: nel contratto del giocatore è presente una clausola rescissoria da 28 milioni di euro. La notizia è stata rivelata dal quotidiano Stadio e rilanciata dal giornalista Claudio Beneforti, che ha sottolineato come questa clausola possa togliere margine di manovra al Bologna in caso di un’offerta diretta da parte di un club disposto a pagarla.

Questo significa che, anche nel caso in cui il club emiliano decidesse di cedere Beukema e trattenere Lucumí, non avrebbe il pieno controllo della situazione. Qualora un’altra società – come ad esempio la nuova Roma di Gasperini, che ha già mostrato interesse – decidesse di attivare la clausola, il Bologna sarebbe obbligato a lasciarlo partire.

Uno scenario simile rappresenterebbe un colpo durissimo per Italiano, che rischierebbe di vedere smantellata la coppia difensiva titolare in una sola sessione di mercato. E per la dirigenza rossoblù si aprirebbe l’urgenza di ricostruire il reparto arretrato quasi da zero, cercando soluzioni all’altezza in tempi molto stretti. Il rischio concreto è che, a fronte di due operazioni importanti in uscita, il Bologna debba ripartire da capo nel cuore della sua difesa.

Leao lascia il Milan? Quel retroscena fa scatenare il panico tra i tifosi rossoneri. Ecco l’indiscrezione

Leao rischia di lasciare il Milan? Spunta fuori un retroscena clamoroso sul fuoriclasse rossonero. Le ultime novità

Un fulmine scuote il calciomercato Milan: Rafael Leão sarebbe furioso con il Bayern Monaco. Secondo il quotidiano tedesco BILD, l’attaccante portoghese avrebbe visto sfumare in modo improvviso e inspiegabile la trattativa che lo avrebbe potuto portare a vestire la maglia dei campioni di Germania. Un retroscena clamoroso che rischia di avere ripercussioni sul futuro del giocatore e sugli equilibri del mercato estivo.

Stando a quanto riportato, i contatti tra il Bayern e l’entourage di Leão sarebbero stati intensi e prolungati. Il club bavarese, alla ricerca di un rinforzo di primo livello in attacco, aveva individuato nel talento del Milan il profilo ideale. Per settimane il suo nome è stato accostato ai tedeschi, alimentando sogni tra i tifosi dell’Allianz Arena e timori tra i sostenitori rossoneri.

Tuttavia, tutto si sarebbe bruscamente interrotto. A prendere la decisione di porre fine ai negoziati sarebbe stato il direttore sportivo del Bayern, Max Eberl. Nessuna spiegazione ufficiale, solo un repentino cambio di rotta che ha lasciato spiazzato lo stesso Leão. Secondo fonti vicine al giocatore, la delusione è grande: il portoghese si sarebbe sentito tradito, convinto che l’accordo fosse ormai a un passo.

Le motivazioni di questo passo indietro non sono ancora chiare. Potrebbero esserci ragioni economiche – forse legate alle alte richieste del Milan o all’ingaggio desiderato dal calciatore – oppure considerazioni tecniche interne al club tedesco. Non è escluso che la complessità dell’operazione abbia semplicemente scoraggiato i dirigenti bavaresi.

Ora il Milan si trova a gestire una situazione delicata. Leão, che ha rinnovato di recente fino al 2028 con una clausola rescissoria molto alta, potrebbe aver maturato il desiderio di cambiare aria. E, come spesso accade, la volontà del giocatore potrebbe rivelarsi determinante, a prescindere dai vincoli contrattuali. La società rossonera dovrà trovare il modo di ricucire il rapporto e confermare Leão come perno del progetto futuro.

Juric all’Atalanta per riscattarsi, la società tra responsabilità e un grande dovere: costruire in estate una Dea competitiva

Juric all’Atalanta per riscattarsi, ma tutto passa dal mercato: per rimanere in alto servono garanzie estive per potenziare ulteriormente l’attacco

L’inizio di un nuovo ciclo è sempre particolare, soprattutto quando si fanno scelte tanto curiose quanto delicate: si tratta pur sempre di un’Atalanta terza della classe, in Champions League e una panchina che scotta come il sole.

La scelta di prendere Ivan Juric è stata sorprendente tra i candidati osservati (dove spiccavano certi nomi), le aspettative e ovviamente l’ultimo trascorso di un tecnico che ha accettato una sfida molto difficile seppur a Bergamo si lavora con più tranquillità. Gli elementi in comune con Gasperini non mancano essendo di natura uno dei suoi cosiddetti “discepoli”: solito modulo (3-4-1-2), stessa aggressività e anche un carattere fumantino che lo spinge a cercare sempre qualcosa in più (al Torino famosa fu la conferenza stampa con la frase “Io voglio l’Europa se no cosa sto a fare qua“).

Tuttavia la poca esperienza europea, l’annata disastrosa tra Roma e Premier League seppur arrivato a stagione in corso, non nascondono molti dubbi che solo il tecnico avrà modo di scacciare via. Gli errori ci saranno, così come la fame di risollevare la sua carriera.

La sliding doors però sta tutta nella società e nel calciomercato che farà. Già, perché seppur fare qualche errore sia un diritto (a patto di risollevarsi), dall’altra la proprietà ha il dovere di mantenere lo stesso programma: grandi e precise garanzie sul mercato per costruire un’Atalanta più competitiva e forte.

Percassi, Pagliuca fino a Tony D’Amico (fondamentale la sua intesa con Juric) hanno preso le loro responsabilità (come hanno sempre fatto) nella scelta del mister, ora però serve lo step più importante: portare elementi tecnici per far si che l’Atalanta, proprio come doveva essere per Gasp prima dell’addio, giochi per tutto.

Andrà bene la stagione? Lo si scoprirà solo vivendo, ma come direbbe un certo Homer Simpson: l’Atalanta (società, mister, giocatori) è sempre la causa e la soluzione a tutti i suoi problemi. Questione di mentalità vincente.

Bianchi: «L’obiettivo del Torino deve essere l’Europa, non è impossibile. Sorpreso dall’addio di Vanoli, serviva una cosa»

Le parole di Rolando Bianchi, ex attaccante del Torino, sulla stagione dei granata dopo l’addio di Vanoli e l’obiettivo Europa

Rolando Bianchi, ex attaccante del Torino ha parlato a Tuttosport del momento dei granata.

COSA SERVIREBBE – «Dare continuità è fondamentale, un aspetto basilare anche per sostenere i risultati del campo. Il grande Milan, mi piace sempre portare questo esempio, in gruppo aveva calciatori che conservavano e spiegavano cosa volesse dire in quegli anni vestire la maglia rossonera. Non so quali siano gli obiettivi dell’attuale società granata, ma posso dire che confermare elementi che già conoscano il Toro sarà fondamentale per raggiungerli».

OBIETTIVO EUROPA? – «Difficile sì, ma visto che il campionato italiano si sta livellando raggiungere le prime sei, sette posizioni non sarà impossibile».

SORPRESO DALL’ADDIO DI VANOLI – «Francamente sì, per me il lavoro di Vanoli è stato buono, poi non so esattamente cosa sia successo nel finale di stagione. Torno al discorso fatto prima: per la mia esperienza dare continuità è necessario, mentre cambiando sempre si fa evidentemente più fatica a tracciare una strada».

Calciomercato Juve, il Fenerbahce piomba su Vlahovic: offerta questa cifra, i bianconeri sparano alto!

Le ultime sulle mosse di calciomercato della Juve, con l’interesse del Fenerbahce per Dusan Vlahovic. Tutti i dettagli in merito

Il futuro di Dusan Vlahovic resta avvolto nell’incertezza. Nonostante la Juve abbia centrato in extremis la qualificazione alla prossima Champions League, l’attaccante serbo ha vissuto una stagione al di sotto delle aspettative. Con 15 reti in 41 presenze, Vlahovic ha raggiunto la doppia cifra ma senza mai davvero trascinare la squadra. Ora, con il Mondiale per Club alle porte e una società che chiede di tornare a lottare per lo scudetto, il suo destino è in bilico.

Secondo La Gazzetta dello Sport, il Fenerbahce è pronto a farsi avanti con un’offerta da 30 milioni di euro e un ricchissimo contratto da 10 milioni l’anno per il giocatore. Una proposta allettante anche per il calciatore, anche se la richiesta dei bianconeri rimane di 45 milioni di euro.

Calciomercato Genoa, nuovo colpo in arrivo per la prossima stagione: arriva Toljan a parametro zero!

Calciomercato Genoa, nuovo colpo in arrivo per la prossima stagione: arriva Toljan a parametro zero!

Il calciomercato del Genoa comincia a prendere forma con un’operazione importante in vista della prossima stagione di Serie A. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il club rossoblù ha praticamente chiuso l’accordo per l’ingaggio di Jeremy Toljan, esterno destro classe 1994, attualmente in scadenza di contratto con il Sassuolo.

Dopo un campionato da protagonista in Serie B con la maglia neroverde — 34 presenze e ben 7 assist — Toljan è pronto a rilanciarsi nel massimo campionato italiano, indossando la maglia del Genoa. La sua esperienza, la duttilità tattica e la capacità di spinta sulla fascia lo rendono un innesto di qualità per la rosa ligure, che punta a consolidarsi in Serie A.

Il tecnico Patrick Vieira, confermato sulla panchina del Grifone anche per la stagione 2025/2026 salvo clamorosi colpi di scena, avrà così a disposizione un profilo esperto e affidabile. Toljan, cresciuto calcisticamente in Germania e con esperienze anche in Bundesliga e in Europa League, può offrire tanto sia in fase difensiva che offensiva, adattandosi perfettamente ai moduli moderni richiesti dal calcio di oggi.

Con l’arrivo del laterale ex Sassuolo, il Genoa lancia un segnale chiaro: la volontà è quella di iniziare il mercato con scelte mirate e funzionali al progetto tecnico. L’acquisto a parametro zero rappresenta anche un’operazione economicamente intelligente, confermando la linea di gestione sostenibile del club.

L’ufficialità è attesa nelle prossime ore, ma l’accordo tra le parti è ormai definito. Il Genoa si prepara così a vivere un’estate da protagonista sul fronte calciomercato, e Jeremy Toljan potrebbe essere solo il primo tassello di un progetto ambizioso.

Roma, i Friedkin caricano la piazza: «Grati a Ranieri, Gasperini è l’uomo giusto. Obiettivo chiaro, ci aspettiamo questo»

Le parole di Dan e Ryan Friedkin, proprietari della Roma, sulla stagione appena conclusa e sull’arrivo in panchina di Gasperini

Dan e Ryan Friedkin, proprietari della Roma, hanno pubblicato un messaggio attraverso i canali ufficiali del club.

STAGIONE – «Cari tifosi della Roma, è stata una stagione definita dal carattere. Con orgoglio, resilienza e unità, la Roma ha raccolto la sfida e ha ricordato al mondo cosa rappresenti questo Club. Lottiamo insieme! A nome della famiglia Friedkin, vogliamo esprimere la nostra più profonda gratitudine a voi, i tifosi, il cui cuore pulsante è l’anima stessa della Roma. La vostra lealtà, passione e amore per i colori giallorossi hanno reso quest’anno indimenticabile… e la sua conclusione, un motivo d’orgoglio. Quando la Roma ha avuto bisogno di chiarezza e leadership, abbiamo preso una decisione strategica, scegliendo qualcuno che incarnasse davvero i valori di questo Club. La nomina di Claudio Ranieri non è stata solo una risposta al momento, ma ha riflesso la nostra convinzione nella stabilità, nell’identità e nel legame con la nostra storia».

RANIERI E GASPERINI – «Siamo sinceramente grati a Claudio per aver risposto alla chiamata con tanta integrità e professionalità, e per una seconda parte di stagione di cui i tifosi della Roma, ovunque si trovassero, possono essere fieri. Il percorso della Roma prosegue con la nomina di Gian Piero Gasperini come nuovo allenatore. Un tecnico di grande esperienza, personalità e visione. La sua filosofia calcistica, la profonda cultura del lavoro e la capacità di valorizzare il talento si allineano perfettamente con l’identità e le ambizioni dell’AS Roma. Crediamo che sia il Mister giusto per questo momento e il leader giusto per ciò che verrà. Affiancato dalla preziosa consulenza di Claudio, che resterà con noi come dirigente fidato e senior advisor della Proprietà, siamo fiduciosi che Gasperini guiderà il Club verso un futuro entusiasmante e vincente. Siamo anche impazienti di celebrare con tutti voi la nuova stagione il 22 luglio, una data radicata nel cuore di generazioni di romanisti. Avvicinandoci al Centenario, vogliamo riaffermare il nostro impegno nell’onorare la storia, le tradizioni e l’identità della Roma. Il rispetto che dobbiamo ai padri fondatori è pari al rispetto che dobbiamo al sentimento dei nostri tifosi. Per questo, pienamente consapevoli del valore storico e del significato del 7 giugno 1927 quale fondazione dell’AS Roma, abbiamo deciso che il 22 luglio costituirà il nostro speciale giorno di festa: una pietra miliare annuale e un anniversario per tifosi e Società, uniti nel segno dell’orgoglio e dell’affetto per lo straordinario patrimonio storico dell’AS Roma. Inoltre, siamo orgogliosi di annunciare la progressiva riappropriazione dello storico stemma ASR, un simbolo che incarna l’anima di questo Club. Questa decisione, presa con profondo rispetto per la nostra tradizione e in risposta ai desideri più profondi dei nostri tifosi, è un tributo all’identità della Roma. Riflette la nostra convinzione che i simboli di un Club contino, e che onorare le nostre radici sia essenziale per costruire il nostro futuro».

OBIETTIVI – «L’impegno della nostra famiglia nei confronti della Roma non è mai stato così forte. È un impegno verso l’eccellenza, l’organizzazione e un’identità chiara. Ma soprattutto, è un impegno verso il futuro di questo Club, un futuro che comprende un nuovo stadio: una casa degna dei nostri tifosi, un’eredità per le prossime generazioni, e un dono del Club a questa Città Eterna. Un nuovo Colosseo maestoso, che promettiamo di realizzare. Siamo davvero onorati di essere i custodi dell’AS Roma. Un onore che ci vincola, un impegno totale e una dedizione fedele alla salvaguardia di tutto ciò che rende questo Club e questa città i migliori al mondo. Insieme, come una squadra, continueremo a crescere, a combattere, a sognare e a vincere. Grazie di cuore. E sempre forza Roma».

Calciomercato Inter, ufficiale l’arrivo di Luis Henrique: il comunicato

L’annuncio ufficiale dell’Inter sull’arrivo di Luis Henrique nel club nerazzurro dal Marsiglia. Tutti i dettagli sull’operazione

L’Inter, tramite un comunicato ufficiale, ha annunciato l’arrivo di Luis Henrique dal Marsiglia.

COMUNICATO INTER –«João Pessoa è una città dello stato di Paraíba, in Brasile. Fondata nel 1585 in occasione delle celebrazioni di un patto di pace tra portoghesi e indigeni, la città sorge sulla Punta di Seixas, il punto più orientale di tutto il Sudamerica, sull’Oceano Atlantico. Un luogo che parla di unione e concordia tra popoli e culture, che unisce America ed Europa, città che si protende verso il Vecchio Continente. Qui il 14 dicembre 2001 è nato Luis Henrique Tomaz de Lima.

Una storia di connessioni antiche, che si rispecchiano anche nella carriera del brasiliano. Come ogni bambino nato in questa parte del Mondo il suo sogno è quello di giocare a calcio: viene notato dal Botafogo e la sua vita cambia, si trasferisce a Rio de Janeiro. Esordisce il 4 dicembre 2019 nel Brasileirão, giocando 33’ in una partita contro l’Atlético Mineiro.

Giovanissimo sente il richiamo dell’Europa, dopo 21 presenze e 2 gol complessivi con il Fogão: un vento impetuoso lo porta fino a Marsiglia in Francia a luglio 2020, dove vive una nuova avventura a soli 18 anni. Un’avventura piena di ostacoli, difficili da affrontare per un ragazzo brasiliano di João Pessoa, lontanissimo da casa e dai suoi affetti. Con l’Olympique Luis Henrique gioca 49 partite e segna un gol (in Coppa di Francia contro il Cannet Rocheville) in due stagioni, durante la quale esordisce anche in Champions League nell’ottobre 2020. A Marsiglia però Luis inizia a sperimentare una sensazione nuova: avverte ancora una volta il soffio del vento, racchiuso nelle vibrazioni e nel tremito del Vélodrome ogni volta che l’idolo di casa Dimitri Payet tocca il pallone.

Luis Henrique ricorderà a lungo questa sensazione e la porterà con sé anche durante una nuova traversata: il brasiliano torna a casa sua, alla ricerca di maggior fortuna e minutaggio. L’esterno torna in prestito al Botafogo a luglio 2022, a Rio de Janeiro, e la sua carriera cambia. Tra campionato brasiliano, campionato carioca, coppa del Brasile e coppa Sudamericana Luis gioca 69 partite e segna due reti: abbastanza perché il vento torni a soffiare ancora più forte, riportandolo a Marsiglia.

Torna all’Olympique a fine 2023, ma deve aspettare il nuovo anno per poter scendere di nuovo in campo. Nella seconda parte del 2023/24 colleziona 24 presenze e segna il suo primo gol in Ligue 1 contro il Clermont. Luis però riesce a dare il suo meglio in Europa League, competizione dove il Marsiglia arriva fino in semifinale, turno in cui viene eliminato dall’Atalanta vincitrice del trofeo.

La stagione 2024/25 è quella della definitiva rivincita: finalmente Luis sperimenta per sé quel tremito che i tifosi marsigliesi avevano riservato a Payet durante la sua prima avventura francese. Il brasiliano diventa un punto fermo della formazione di Roberto De Zerbi, tecnico che diventa come un secondo padre per Luis. Il brasiliano gioca 35 partite, segna 9 gol e fornisce 10 assist tra campionato e coppa di Francia. Il Marsiglia arriva secondo in Ligue 1, ritrovando la Champions League e vive una stagione decisamente positiva, trascinata anche dall’esterno brasiliano. “Non volevo andarmene da qui senza aver dimostrato chi sono veramente”: missione compiuta per Luis, cresciuto tantissimo a livello tecnico e mentale, rasserenato anche dalla nascita dei suoi due figli, come ha dichiarato in passato.

Giocatore tra i più veloci della Ligue 1, Luis Henrique ha raggiunto la velocità massima di 36,98 KM/H nella stagione appena conclusa. Esterno destro rapido e tecnico, abile nel dribbling, il brasiliano può ricoprire diverse posizioni, giocando da ala o da quinto, sia a destra che a sinistra. Il vento alle sue spalle continua a soffiare forte e ora lo spinge fino a Milano, dove diventa il 36° brasiliano della storia dell’Inter. Per Luis Henrique inizia una nuova avventura, un’avventura in cui correrà alla massima velocità».

Messico-Svizzera: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Banorte Stadium andrà in scena la sfida tra Messico-Svizzera: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Banorte Stadium di Città del Messico si giocherà la sfida amichevole tra Messico-Svizzera. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Messico: Malagón; Huescas, Montes, Vásquez, Gallardo; Rodríguez, Álvarez; Gutiérrez, Romo, Vega; Jiménez. Allenatore: Aguirre.

Svizzera (3-4-2-1): Kobel; Elvedi, Akanji, Rodriguez; Widmer, Freuler, Xhaka, Aebischer; Ndoye, Amdouni; Embolo. Ct: Yakin.

Orario e dove vederla in tv

Messico-Svizzera si gioca alle ore 22:00 di giovedì 7 giugno per una sfida amichevole. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT (canale 253) e in streaming su SKY GO e NOW.

Napoli scudetto, Mertens: «Me lo sono goduto da lontano in diretta. Conte sa cosa si deve fare per continuare a vincere. Arriva De Bruyne? Posso dire solo questo…»

Le parole di Dries Mertens, ex attaccante belga del Napoli, sulla stagione degli azzurri terminata con la vittoria dello scudetto

Ci sono storie di calcio che trascendono il rettangolo di gioco, trasformandosi in leggende popolari, in racconti di appartenenza che si tramandano con l’orgoglio riservato ai figli più illustri. Quella di Dries Mertens e della città di Napoli è, senza dubbio, una di queste. Non è semplicemente la cronaca di un calciatore di successo, ma la narrazione di un’adozione reciproca, profonda e viscerale, culminata in un atto che sancisce l’eternità di questo legame: la nomina a cittadino onorario di Napoli. Un onore che formalizza ciò che il popolo partenopeo aveva già decretato da tempo nel proprio cuore, trasformando un talentuoso “folletto” belga arrivato in sordina nel 2013 in “Ciro”, un nome che a Napoli non è mai banale, ma un’investitura, un’autentica dichiarazione di appartenenza La cittadinanza onoraria, quindi, non è un premio alla carriera, ma il giusto riconoscimento a un uomo che per nove anni ha onorato la maglia e, soprattutto, ha amato la città come un napoletano vero. Dries “Ciro” Mertens è la prova vivente che si può nascere in Belgio e rinascere all’ombra del Vesuvio, diventando un simbolo eterno di una delle piazze più passionali del mondo. La Gazzetta dello Sport ha raccolto le sue parole.

IL GOL PIU’ BELLO DEI 148 – «A Marassi contro il Genoa, lancio di Diawara, controllo di suola con il destro, rasoiata di sinistro. Ne ricordo uno con la Fiorentina: tunnel al difensore, palla ad Hamsik che tira ed io irrompo. Poi i due pallonetti, quello di Roma contro la Lazio e a Napoli contro il Torino. Però voto il primo».
DE BRUYNE A NAPOLI – «Le cose possono cambiare… Sarebbe bello se venisse, ma della vicenda non parlo. È una questione che riguarda il club e il mio amico Kevin ed è giusto che io resti defilato».
NON HA VINTO LO SCUDETTO – «Però ho vissuto la festa in diretta, perché mi ha chiamato Tommaso Starace e m’ha fatto godere tutto. E vedere il pullman scoperto sul lungomare è stato toccante. Forse questo successo è persino più emozionante del primo».
2018: L’ANNO DEI 91 PUNTI – «È stato l’anno più bello e più divertente. In genere si vince lo scudetto ma la Juve fu superiore».
SE SARRI LO VOLESSE ALLA LAZIO – «In Italia c’è solo Napoli per me…».
ANTONIO CONTE – «Conte è un uomo intelligente, sa come si apre un ciclo. E vuole che la società e la squadra crescano. Il trionfo rappresenta un passo importante. In società ci sono gli uomini giusti nei ruoli giusti. Ora non si gioca più una volta a settimana e dunque il progetto va allargato. Con lui è un bel futuro».

Brescia, l’incubo fallimento ora è reale: Cellino nel mirino dei tifosi, la decisione fa discutere

Le ultime sul caso Brescia, ad un passo dal fallimento dopo la penalizzazione e la conseguente retrocessione in Serie C. Tutti i dettagli

Massimo Cellino ha deciso: il Brescia chiude i battenti. Dopo 114 anni di storia, la società rischia di scomparire dal calcio professionistico. Il presidente non pagherà gli stipendi né rispetterà la scadenza per iscrivere il club alla prossima Serie C, dopo il caso che ha visto protagonista anche la Sampdoria.

Tre milioni di euro — cifra abbordabile per un imprenditore come Cellino — bastavano per evitare il disastro, ma la rottura con la città è totale. Salvo miracoli, il Brescia verrà escluso dai campionati. Il club che ha visto campioni come Pirlo, Guardiola, Baggio e Hubner, esce di scena nel silenzio amaro della sua proprietà. L’unica promozione dell’era Cellino, nel 2019, è un ricordo sbiadito davanti alla retrocessione imminente e alla rabbia di una città ferita, che resta senza la sua squadra di calcio mentre brilla in pallanuoto e basket. Il futuro? Tutto da ricostruire.

Colorado Rapids-Austin: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Dick’s Sporting Goods Park va in scena la sfida di MLS Colorado Rapids-Austin: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Dick’s Sporting Goods Park di Commerce City si giocherà la gara valevole per la 18° giornata di MLS tra Colorado Rapids-Austin. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Colorado Rapids: Defreitas; Cannon, Maxso, Awaziem, Travis; Larraz, Atencio; Cabral, Mihailovic, Bassett; Yapi.

Austin: Stuver, Biro, Hine-Hikes, Svatok, Gallagher; Sabovic, Sanchez, Wolff; Uzuni, Vazquez, Bukari.

Orario e dove vederla in tv

Colorado Rapids-Austin si gioca alle ore 03:30 di domenica 8 giugno per la diciottesima giornata di campionato americano. Verrà trasmessa in esclusiva su APPLE TV. Per vedere la partita in streaming, APPLE permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Materazzi: «Inter, eravamo i più forti e abbiamo buttato via due scudetti. Fabregas era una bella idea, ma Chivu farà bene perché ha queste caratteristiche»

Le parole di Marco Materazzi, ex difensore dell’Inter, sulla stagione dei nerazzurri e l’arrivo di Cristian Chivu in panchina

Marco Materazzi e l’Inter: un rapporto che va oltre il semplice calcio, diventando un legame viscerale e di sangue. Per dieci anni “Matrix” non è stato solo un difensore, ma l’anima guerriera della squadra, un leader carismatico capace di incarnare alla perfezione lo spirito interista. Le battaglie in campo, i gol decisivi e l’apoteosi del Triplete lo hanno trasformato in un’icona immortale, un simbolo di appartenenza totale amato follemente dal suo popolo. Oggi su La Gazzetta dello Sport commenta gli ultimi avvenimenti nerazzurri.

CHIVU – «Il fatto che sia lui l’allenatore è una gran cosa per tutti gli interisti».
ERA CERTO CHE A PARMA SAREBBE ANDATO BENE – «Non ho dubbi e lo ribadisco anche stavolta: assolutamente sì. Ha aspettato il momento giusto e afferrato il suo sogno con le mani. Negli anni, anche nelle giovanili, ha avuto diverse richieste, ma ha avuto l’intelligenza di saper cogliere l’attimo e soprattutto l’occasione. Per me è l’uomo giusto per guidare l’Inter in questo momento, e farà bene».
L’ADDIO DI INZAGHI – «Non entro nel merito delle scelte, ma dico due cose. La prima è che bisogna ringraziare Simone per ciò che ha fatto in quattro anni, per lo scudetto della seconda stella e per aver fatto giocare l’Inter in un certo modo, ma è anche vero che poteva fare di più. Abbiamo buttato via due scudetti con la squadra più forte del campionato».
LA FINALE DI MONACO – «Sono rimasto seduto fino alla fine per rendere omaggio ai giocatori e a tutti quelli che hanno permesso la seconda finale in due anni. Era il minimo, non sarei mai andato via».
L’IDEA FABREGAS PIACEVA – «Molto, in effetti. Cesc è nato per allenare e avrebbe stravolto tutto. Inoltre, dopo un inizio un po’ così, ha portato il Como a vincere sei partite delle ultime otto e ad avere un’identità. Ma Cristian è l’uomo perfetto per ricaricare un ambiente deluso da una finale persa 5-0. Chi meglio di lui, un interista campione d’Europa, d’Italia e del mondo in nerazzurro, per poter dare una scossa all’ambiente. Ad Appiano serviva un po’ di sano interismo».
L’INTER RESTA LA PIU’ FORTE DEL CAMPIONATO – «Senza dubbio. E Chivu è l’uomo giusto».

Chivu Inter e quelli prima di lui: chi sono gli allenatori del Parma che hanno fatto il salto in una big. Sono tutti nomi grandissimi!

Chivu Inter, tutti i precedenti degli allenatori arrivati in una big di Serie A dopo un’esperienza al Parma. I dettagli in merito

L’idea di vedere Cristian Chivu, ex tecnico della Primavera dell’Inter, promosso in prima squadra, evoca un percorso che nel calcio italiano ha una tradizione nobile e suggestiva. Sebbene Chivu non arrivi direttamente da Parma come allenatore, la sua storia da calciatore – che lo vide protagonista all’Ajax prima del grande salto alla Roma e poi all’Inter – accende i riflettori su un fenomeno ricorrente: la panchina del Parma come eccezionale trampolino di lancio. Prima di lui, una stirpe di allenatori ha trasformato l’esperienza ducale nel passaporto per i vertici, cementando la reputazione del club come una delle più formative palestre d’Italia. I nomi sono di quelli che hanno scolpito la storia del calcio: Arrigo Sacchi, Nevio Scala, Carlo Ancelotti e Cesare Prandelli.

Il genesi del fenomeno, il vero profeta che diede inizio a tutto, fu Arrigo Sacchi. A metà degli anni ’80, il suo Parma militava in Serie B, ma giocava un calcio avveniristico, fatto di pressing, fuorigioco sistematico e un’organizzazione mai vista. La leggenda si compì negli ottavi di finale della Coppa Italia 1986-87, quando il suo Parma eliminò il Milan di Silvio Berlusconi, vincendo sia all’andata che al ritorno. Berlusconi non rimase colpito solo dal risultato, ma folgorato dalla modernità di quel gioco. Contro ogni scetticismo, fece la scommessa che cambiò la storia del calcio: prelevò quel tecnico semisconosciuto dalla provincia per affidargli la guida dei rossoneri. Da Parma, Sacchi spiccò il volo per creare gli “Immortali”, la squadra che avrebbe dominato il mondo. La sua fu la prima, e più rivoluzionaria, consacrazione.
Sulle fondamenta gettate da Sacchi, Nevio Scala edificò il “Grande Parma”. Fu lui l’architetto della squadra che tra la fine degli anni ’80 e la metà dei ’90 sbalordì l’Italia e l’Europa. Partendo dalla Serie B, costruì un ciclo memorabile vincendo Coppa Italia, Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea e Coppa UEFA. Il suo calcio organizzato e spettacolare non passò inosservato. Terminato il suo ciclo nel 1996, il suo “salto” fu internazionale: lo chiamò il Borussia Dortmund, un colosso tedesco con cui vinse la Coppa Intercontinentale. Scala dimostrò che il modello Parma non era un caso isolato, ma una fucina di credibilità internazionale.
Dopo di lui, toccò a Carlo Ancelotti. “Carletto” prese in mano un Parma fortissimo, portandolo a sfiorare lo Scudetto nel 1996-97, conteso punto a punto con la Juventus. Quel secondo posto, ottenuto gestendo campioni assoluti, fu la sua laurea definitiva. La Juventus non esitò e nel 1999 lo scelse per aprire un nuovo ciclo. Anche se l’esperienza a Torino fu complessa, il passaggio diretto da Parma a una delle panchine più prestigiose d’Italia consacrò Ancelotti, proiettandolo verso la sua leggendaria carriera. Parma fu il suo esame di maturità, superato a pieni voti.
Infine, in un contesto storico completamente diverso, fu la volta di Cesare Prandelli. Arrivato a Parma nel 2002, in un momento delicato che precedeva il crac Parmalat, ottenne due quinti posti consecutivi. La sua capacità di fare calcio di qualità in condizioni difficili fu la sua più grande referenza. La Roma lo scelse nel 2004 e, dopo la parentesi alla Fiorentina che lo portò in Champions, arrivò alla guida della Nazionale. Anche per lui, Parma fu la tappa cruciale che lo rilanciò ai massimi livelli.

Albania-Serbia: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Air Albania Stadium andrà in scena la sfida tra Albania-Serbia: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Air Albania Stadium di Tirana si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Albania-Serbia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

ALBANIA (4-3-3): Strakosha; Balliu, Ajeti, Djimsiti, Aliji; Laci, Asllani, Shehu; Broja, Manaj, Hoxha. All. Sylvinho.

SERBIA (3-4-2-1): Rajkovic; Erakovic, Milenkovic, Pavlovic; Zivkovic, Gudelj, Maksimovic, Terzic; Samardzic, Lukic; Vlahovic. All. Stojkovic.

Orario e dove vederla in tv

Albania-Serbia si gioca alle ore 20:45 di sabato 7 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT (canale 252) e in streaming su SKY GO e NOW.

DC United-Chicago Fire: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Audi Field va in scena la sfida di MLS DC United-Chicago Fire: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Audi Field di Washington si giocherà la gara valevole per la 18° giornata di MLS tra DC United-Chicago Fire. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

DC United: Barraza; Antley, MacNaughton, Peltola; Herrera, Servania, Enow, Schnegg; Badji, Benteke, Kijima.

Chicago Fire: Brady; Dean, Rogers, Elliott, Gutman; Oregel, Pineda, Acosta; Zinckernagel, Cuypers, Bamba.

Orario e dove vederla in tv

DC United-Chicago Fire si gioca alle ore 01:30 di domenica 8 giugno per la diciottesima giornata di campionato americano. Verrà trasmessa in esclusiva su APPLE TV. Per vedere la partita in streaming, APPLE permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Disastro Italia contro la Norvegia, Zazzaroni: «Il problema è che il nostro problema non ha una soluzione rapida»

Disastro Italia contro la Norvegia, Zazzaroni: «Il problema è che il nostro problema non ha una soluzione rapida»

Nel corso del suo fondo per l’edizione odierna del Corriere dello Sport, il direttore del quotidiano Ivan Zazzaroni, ha analizzato la debacle dell‘Italia in Norvegia nel tentativo di ricercare le soluzioni al problema che da qualche anno affligge la Nazionale Azzurra.

PAROLE – «Il problema non è l’assenza di Acerbi. Il problema è la mancanza di tanto altro, di tutto il resto. Ad esempio di un giocatore del 2005 in grado di saltare l’uomo come fa Antonio Nusa, norvegese, non brasiliano, né argentino o spagnolo. Il problema è l’assenza di qualità. Da anni la meniamo con la tattica, la strategia, gli scorrimenti, gli adanismi, le marcature preventive, i tagli e le frattaglie: ma i piedi?, la testa?, la visione?, il dribbling?, la fantasia? Sì, la fantasia (…).»

«Il problema è che continuiamo a elencare inutilmente i nostri errori e quando dico nostri intendo anche dei media che – sottolineo – sono stati capaci di presentare Inter-Psg come se partissero alla pari. Il problema è che il nostro problema non ha una soluzione rapida. In panchina abbiamo un allenatore molto bravo, tra i migliori, uno che i risultati li ottiene quando riesce a entrare nella testa dei giocatori.

Il problema è che il ruolo di ct non gli consente nemmeno di avvicinarle, le teste, e poi è il selezionatore di un calcio che non contempla l’eccellenza: abbiamo dei ragazzi bravi, sono quelli ottimi a mancare, la mamma italiana non li fa più. Il problema è che pensavamo di risolverla col gioco. Ridicoli».

Andorra-Inghilterra: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al RCDE Stadium andrà in scena la sfida tra Andorra-Inghilterra: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al RCDE Stadium di Barcellona si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Andorra-Inghilterra. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Andorra (5-4-1): I. Alvarez; Borra Font, San Nicolas, Christian Garcia, Iann Oliveira, Marc Garcia; Vales, Pau Babot, Teixeira, Cervos; Cucu. Ct: K. Alvarez.

Inghilterra (4-2-3-1): Pickford; Alexander-Arnold, Chalobah, Colwill, Lewis-Skelly; Gallagher, Rice; Saka, Bellingham, Madueke; Kane. Ct: Tuchel.

Orario e dove vederla in tv

Andorra-Inghilterra si gioca alle ore 18:00 di sabato 7 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT UNO e in streaming su SKY GO e NOW. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Sassuolo, Carnevali non convinto dalla Serie A: «Lotta salvezza fra 7 o 8 squadre, bisognerebbe alzare il livello»

Sassuolo, Carnevali non convinto dalla Serie A. Le dichiarazioni del direttore generale rimbombano dopo la sconfitta dell’Italia

Il direttore generale del Sassuolo Giovanni Carnevali ha parlato ai canali ufficiali del club neroverde in occasione del sorteggio dei calenadari di Serie A della stagione 2025-2026, avvenuta a Parma.

Dichiarazioni che però rimbombano soprattutto a seguito della sconfitta della Nazionale italiana in casa della Norvegia per 3-0 nella serata di ieri, che hanno scatenato le preoccupazioni nel mondo del calcio italiano, almeno quello di appassionati, tifosi e opinionisti, riguardo la possibile non qualificazione ai mondiali della formazione Azzurra allenata dal Ct Luciano Spalletti.

DICHIARAZIONI – «Ci aspetta una Serie A difficile e diversa rispetto a quella lasciata un anno fa. Ci saranno 7-8 squadre che lotteranno per non retrocedere e tre che inevitabilmente retrocederanno. In questo contesto dobbiamo essere bravi ad alzare il livello e prepararci nel miglior modo possibile. Giocare la prima giornata contro i Campioni d’Italia ci pone subito davanti una sfida difficile quanto affascinante, lavoreremo per farci trovare pronti».

Vaciago commenta la disfatta in Norvegia dell’Italia: «Investiamo male. C’è un problema di vocazione al calcio delle nuove generazioni»

Vaciago commenta la disfatta in Norvegia dell’Italia: «Investiamo male. C’è un problema di vocazione al calcio delle nuove generazioni»

Nell’edizione odierna di Tuttosport, nel corso del suo articolo di fondo, Guido Vaciago ha analizzato la sconfitta per 3-0 in Norvegia della Nazionale italiana, cercando di analizzare da dove nasce il profondo periodo buio degli azzurri alla ricerca di una soluzione.

PAROLE – «E adesso facciamocela una bella settimana a dire che investiamo troppo poco nei settori giovanili e che abbiamo troppi stranieri nel campionato. (…).

Quindi, forse, il problema è che investiamo male. E forse abbiamo un problema di vocazione al calcio delle nuove generazioni. La Norvegia ha 5,2 milioni di abitanti, l’Italia 59. La federazione norvegese ha 350mila giocatori tesserati, la Figc poco più di un milione (…).

Ma un sistema come il nostro è disabituato alla complessità, preferisce le scorciatoie del capro espiatorio (l’allenatore, gli stranieri o, perché no, un presidente di club che vince troppo), invece di avviare un’analisi multiforme: preferisce chiacchierare (di giovani, di regole finanziarie, di stadi) e guarda quasi con sospetto i pochi che fanno qualcosa di concreto (stadi, seconde squadre, settori giovanili efficienti). Meno male che c’è Sinner, veniva da dire ieri sera e chissà quanti hanno cambiato canale. Ma Sinner e Musetti e tutti gli altri ci sono perché un sistema ha avuto il coraggio di cambiare radicalmente, in certi casi quasi brutalmente. Il nostro calcio, dai vertici della Figc in giù, ce l’ha questo coraggio?»

Calendario Serie A, Capello: «Il Milan deve approfittare di una cosa. Chivu è intelligente, sa cosa fare. E la Juve di Tudor ha questo vantaggio…»

Calendario Serie A, Capello: «Il Milan deve approfittare di una cosa. Chivu è intelligente, sa cosa fare. E la Juve di Tudor ha questo vantaggio…»

Fabio Capello, uno dei nomi più autorevoli e vincenti del calcio italiano, ha trasformato con successo la sua leggendaria carriera da allenatore in un’influente seconda vita come opinionista televisivo e editorialista.

Dopo aver guidato al trionfo club prestigiosi come Milan, Real Madrid, Roma e Juventus, “Don Fabio” ha appeso la lavagnetta al chiodo nel 2018 per dedicarsi all’analisi e al commento del mondo del calcio.

Oggi, Capello è uno dei volti di punta di Sky Sport, dove, con il suo stile diretto, la sua profonda conoscenza tattica e la sua ineguagliabile esperienza, arricchisce le discussioni nei pre e post-partita dei principali eventi calcistici, in particolare della Serie A e della UEFA Champions League.

La sua capacità di leggere le partite e di offrire spunti mai banali lo rende una delle voci più rispettate e ascoltate nel panorama mediatico sportivo. Parallelamente, collabora con La Gazzetta dello Sport, per la quale firma editoriali e analisi puntuali sui temi più caldi del campionato e del calcio internazionale.

Attraverso i suoi scritti, Capello continua a condividere la sua visione del gioco, unendo aneddoti del passato a lucide interpretazioni del presente, consolidando il suo status di figura di riferimento per appassionati e addetti ai lavori. E proprio sul quotidiano oggi analizza il nuovo calendario di Serie A uscito ieri.

IL MILAN HA LE BIG DALLA QUINTA GIORNATA IN POI – «Un tour de force, ma con un vantaggio. I rossoneri non avranno le coppe, mentre le dirette rivali proprio in quel periodo saranno impegnate spesso e volentieri in Europa. Allegri dovrà fare un grande lavoro, il Milan ha chiuso all’8° posto, quindi le cose da sistemare sono parecchie».

INTER-TORINO ALLA PRIMA – «Un ricordo ancora fresco per i tifosi dell’Inter, che ritroveranno subito Baroni e potranno pensare male (ride ndr). A parte questi scherzi del calendario, io penso che la partita sia più complicata per il Toro, perché Baroni è un allenatore che vorrà dare un’impronta, un po’ come ha fatto alla Lazio, e il tempo a disposizione in estate è sempre poco. Chivu, invece, lo conosco bene: è estremamente intelligente e io penso lo sarà anche da erede di Inzaghi, ripartendo dalle certezze che Simone ha dato all’Inter in questi anni. Perciò, non mi aspetto abbia tutti questi problemi in avvio».

LA JUVE HA SUBITO INTER, ATALANTA E MILAN – «Non è di sicuro un inizio in discesa, ma Igor può sfruttare il vantaggio di conoscere già i suoi, a differenza della maggior parte dei suoi colleghi sulle panchine delle big. E, come detto, può arrivare sull’onda del Mondiale per club e partire forte. É chiaro che una mano al tecnico croato deve arrivare dal mercato, ma è un discorso che vale un po’ per tutti».

Juve, Kolo Muani resta per il Mondiale per club? La scelta di cuore dell’attaccante! Si lavora per l’accordo con il Psg

Juve, Kolo Muani resta per il Mondiale per club? La scelta di cuore dell’attaccante! Si lavora per l’accordo con il Psg

Importanti sviluppi sul fronte calciomercato Juventus: secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la società bianconera è a un passo dal raggiungere un nuovo accordo con il PSG per il prolungamento del prestito di Randal Kolo Muani almeno fino al prossimo Mondiale per Club. L’attaccante francese, nonostante diverse voci sul suo futuro, ha deciso di restare a Torino, pronto a mettersi a disposizione del nuovo tecnico Igor Tudor una volta concluso il ritiro con la Nazionale francese.

L’operazione sembra destinata a concretizzarsi nelle prossime settimane, con la Juventus intenzionata a confermare Kolo Muani come punto fermo del reparto offensivo. Una scelta dettata non solo dal valore tecnico del giocatore, ma anche dalla volontà del club di avere una rosa già competitiva in vista della partecipazione al prestigioso FIFA Club World Cup 2025.

Dal punto di vista economico, si possono ipotizzare costi simili a quelli sostenuti nella stagione appena conclusa: circa 18 milioni di euro lordi per l’ingaggio e 7 milioni tra il costo del prestito e gli oneri accessori. Un investimento significativo, ma ritenuto sostenibile e strategico per il progetto sportivo del club.

L’eventuale conferma di Kolo Muani rappresenterebbe un segnale forte da parte della dirigenza juventina, che punta a costruire una squadra solida e competitiva a livello europeo. Il francese, autore di buone prestazioni e con ancora margini di crescita, è considerato il profilo ideale per integrarsi nel sistema di gioco di Tudor.

In attesa dell’ufficialità, l’accordo tra Juventus e PSG per Randal Kolo Muani sembra ormai definito. Un’operazione che potrebbe dare continuità al lavoro iniziato e lanciare segnali importanti in ottica calciomercato estivo.

Adani, nuova frecciata a Caressa durante Norvegia Italia. L’ex difensore in telecronaca: «Chi racconta il calcio in maniera seria, sa e sapeva»

Adani, nuova frecciata a Caressa durante Norvegia Italia. Le parole dell’ex difensore di Fiorentina e Inter in telecronaca

Nel corso di Norvegia Italia terminata con la vittoria per 3-0 dei padroni di casa sulla nazionale azzurra allenata da Luciano Spalletti, in telecronaca con la Rai, non si è fatto mancare una frecciatina verso l’ex collega a Sky Sport Fabio Caressa l’ex difensore di Fiorentina, Inter e Lazio e attuale opinionista sportivo Daniele ‘Lele’ Adani.

In una fase di palleggio, verso il finale di partita, infatti, l’opinionista ha calcato le dichiarazioni che subito dopo il sorteggio erano state fatte da Fabio Caressa a sminuire la formazione norvegese «Se adesso dobbiamo avere paura anche della Norvegia», evidenziando ancora una voltà le qualità della formazione scandinava, forte di tante individualità.

Nello specifico, queste le parole di Adani: «Andiamo verso la fine di una brutta lezione. Noi sapevamo… chi conosce il calcio in maniera seria, conosce i campionati, ha rispetto del gioco e controlla, anche per professione, no? i valori dei calciatori… sa, e sapeva, che era una sfida difficile. Mai avrei pensato 3-0, e mai, mai e poi mai avrei pensato…»

Il calcio italiano dice addio alla SPAL. Il sindaco di Ferrara, Fabbi: «Ci avevano assicurato che non ci fossero problemi»

Il calcio italiano dice addio alla SPAL. Il sindaco di Ferrara, Fabbi: «Ci avevano assicurato che non ci fossero problemi»

Prosegue il momento buio del calcio italiano che come ogni anno, in prossimità delle iscrizioni ai nuovi campionati, diventa protagonista di importanti addii al calcio di club storici del paese.

Questa volta è il caso della SPAL, club fondato nel 1907 e con 24 apparizioni in massima serie, che nella giornata di ieri, e nel corso di queste ore, potrebbe salutare definitivamente il calcio professionistico.

A commentare la situazione, sul proprio profilo Facebook, è stato il sindaco della città di Ferrara, sede della SPAL, con questo messagio.

«Quella che stiamo vivendo è sicuramente una delle pagine più tristi e amare della nostra storia sportiva.

Non sono abituato a raccontare tutti i passaggi fatti fino a poco fa per evitare tutto questo, soprattutto quando si tratta di un tema estremamente delicato che richiede calma, lucidità e tempestività. In ogni caso sono abituato a uscire pubblicamente solo quando ho delle certezze, nel bene e nel male.

Ci abbiamo sperato fino all’ultimo con diverse chiamate alla proprietà, che non hanno però trovato rassicurazioni. Infatti è notizia di poco fa che la SPAL non giocherà in Serie C: una ferita profonda per tutta la città, di cui la SPAL rappresenta identità, bandiera e orgoglio.

Questa notizia arriva come un fulmine a ciel sereno anche per noi. Insieme all’assessore allo sport Francesco Carità , nelle scorse settimane avevamo già incontrato la dirigenza, dopo l’ennesima stagione che — pur tra mille sofferenze — ci aveva regalato sul campo la possibilità di restare tra i professionisti. Proprio per questo avevamo chiesto sincerità e garanzie sul futuro del club.

Voglio essere chiaro: ci è sempre stato assicurato, a più riprese, che non ci sarebbero stati problemi per l’iscrizione.

Oggi però dobbiamo prendere atto che la proprietà non ha avuto il rispetto che la città e la storia di questi colori meritavano, con una straordinaria tifoseria, che non ha mai mollato neanche nei momenti di maggiore sconforto. Non si gioca con il cuore di una città intera.

Questo è il tempo della delusione, della rabbia, ed è giusto che sia così per chiunque abbia a cuore le nostre radici e la nostra storia.
Ma è anche il tempo di non perdersi d’animo. Come sindaco, e come cittadino, sento il dovere di mettermi da subito in campo con la mia squadra, insieme a chi vorrà esserci, per costruire un nuovo percorso per la SPAL.

Dispiace aggiungere all’amarezza altra amarezza, per la solita parte politica d’opposizione che ha voluto strumentalizzare, anche oggi, un tema che avrebbe dovuto tenerci tutti uniti nella speranza, scaricando invece su di me la colpa del fallimento di una società privata. Lo fanno forse per un pugno di voti, che comunque non sarebbero arrivati, perché i ferraresi, anche i più arrabbiati, riescono a distinguere bene le responsabilità, riconoscendo che il Comune non può fare nulla, se non cercare un dialogo con la proprietà. Cosa che abbiamo sempre fatto, sia con la proprietà che con la tifoseria, anche se non lo raccontiamo pubblicamente.

#Ferrara non può e non deve restare senza la sua squadra. Serve unità, serve l’impegno di tutti: istituzioni, imprenditori, tifosi. Sarà dura, ma dobbiamo provarci, per rispetto di noi stessi, per il futuro dei nostri ragazzi che hanno creduto in un sogno, per non perdere un pezzo della nostra anima.

In questo momento, il mio pensiero e la mia solidarietà vanno anche ai tanti dipendenti della società, alle famiglie che hanno appena appreso di non avere più un lavoro. A loro dico che non saranno dimenticati e che come amministrazione ci impegneremo per cercare ogni possibile forma di sostegno e di attenzione.

Con dignità e con coraggio, come abbiamo sempre fatto, a testa bassa ci rialzeremo, guardando avanti»

Calciomercato estero, Brozovic già stanco dell’Arabia. Pronto il ritorno in Europa, un club sogna il colpo

Calciomercato estero, Brozovic già stanco dell’Arabia. Pronto il ritorno in Europa, il Trabzonspor sogna

Potrebbe essersi già conclusa l’avventura in Arabia Saudita di Marcelo Brozovic. Il centrocampista croato sogna il ritorno in Europa e secondo quanto raccontato dal Fanatik, il Trabzonspor starebbe trattando con l’Al Nassr per il trasferimento del trentaduenne ex Inter.

Lontana dai livelli di Galatasaray e Fenerbache nella lotta al titolo, il club turco punta a rafforzare la rosa per avvicinarsi già dalla prossima stagione, per farlo, serviranno giocatori di spessore e il nome dell’ex Inter è il primo della lista.

I contatti tra le due parti sarebbero stati avviati da molto tempo e negli ultimi giorni sarebbero iniziate anche le trattative con l’Al Nassr per il Trabzonspor. Il club saudita chiede cinque milioni di euro, ma il vero ostacolo resta l’elevato stipendio del giocatore, che ha un contratto valido per un altro anno e guadagna circa 15 milioni di euro a stagione.

Brozović è arrivato all’Al Nassr dall’Inter all’inizio del 2023 per poco meno di 16 milioni di euro e ha giocato 84 partite, segnando sette gol e fornendo 18 assist, ma non ha mai vinto un trofeo nella squadra capitanata da Cristiano Ronaldo, un altro che potrebbe fare le valigie e lasciare la società di Riyadh.

Norvegia, Thorsby chiede attenzione dopo il 3-0 all’Italia: «Vittoria storica, ma la qualificazione è ancora dura»

Norvegia, Thorsby chiede attenzione dopo il 3-0 all’Italia. Le dichiarazioni del centrocampista del Genoa ai microfoni di Rai Sport

Il centrocampista del Genoa e della Norvegia Morten Thorsby ha parlato ai microfoni di Sky Sport, dopo il match contro la Italia vinto 3-0 e valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2026.

Un risultato importante per gli scandinavi che hanno inflitto agli Azzurri la loro peggior sconfitta nella competizione e che grazie a questo successo li vedono conquistare il primo posto, prendendo il largo a 9 punti.

DICHIARAZIONI – «Non ce lo aspettavamo, siamo molto contenti. Vittoria storica, la qualificazione è ancora dura ma è stato uno step importante stasera. Abbiamo fatto bene, con tanta energia. Sappiamo che abbiamo giocatori forti davanti, siamo contenti e ora vediamo le prossime partite. Partita storica, siamo molto contenti e vogliamo crescere ancora. E’ ancora lunga, vediamo le prossime partite. Due squadre possono andare, non è facile qualificarci da secondi. Dobbiamo continuare come stiamo facendo».

Norvegia Italia, Barella fiducioso: «Cammino per il Mondiale ancora lungo. Il calcio è strano, dobbiamo essere positivi»

Norvegia Italia, Barella fiducioso. Le dichiarazioni del centrocampista dell’Inter ai microfoni di Sky Sport e Rai Sport nel post partita

Il centrocampista dell’Italia Nicolò Barella, nonché uno dei leader del gruppo di Spalletti, ha parlato ai microfoni di Sky Sport, dopo il match contro la Norvegia perso 3-0 e valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2026.

Un risultato scoraggiante per gli Azzurri, alla loro peggior sconfitta nella competizione e al primo match di un girone che vede la Norvegia prendere il largo a 9 punti, ma che non colpisce Barella, pronto a crederci fino alla fine.

RISULTATO – «Questa è una sconfitta che fa male perché è arrivata in una gara importante. C’è però ancora tempo e tante gare da affrontare prima della fine delle qualificazioni. Daremo il massimo per centrare l’obiettivo. Non mi aspettavo una prestazione simile: abbiamo dato troppo spazio alle loro ripartenze e sono stati letali. Nel secondo tempo abbiamo gestito noi il gioco ma con spazi così chiusi era difficile».

MONDIALE – «Dispiace non averlo mai giocato, ma c’è ancora tempo perché può succedere ancora di tutto. Non dobbiamo essere negativi: dobbiamo lavorare perché possiamo migliorare. Dobbiamo essere positivi. L’Italia di oggi come l’Inter in finale di Champions League? Non sono preoccupato, ma c’è da riflettere. Sono situazioni simili ma di sicuro sono due gare dove non è andato bene niente. L’unico modo in ambo i casi è uscirne col lavoro».

Barella ha poi parlato anche ai microfoni di Rai Sport e mantenendo la fiducia verso una possibile rimonta.

RISULTATO – «Valutazione sicuramente negativa. Abbiamo lasciato troppo spazio alla Norvegia, dobbiamo rimboccarci le maniche perché la strada è ancora lunga».

ASSENZA DI REAZIONE – «Dopo il 3-0 loro si sono abbassati e noi abbiamo avuto difficoltà a trovare le nostre giocate».

SECONDO POSTO – «Il calcio è strano, possono succedere tante cose. Dobbiamo essere positivi, cercheremo di impegnarci al massimo e poi vedremo cosa succederà».

Le prime pagine sportive nazionali – 7 giugno

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Calciomercato Milan, Simone Inzaghi chiama Theo Hernandez in Arabia. In giornata il tentativo, ecco la risposta

Calciomercato Milan, Simone Inzaghi, nuovo tecnico dell’Al Hilal, ha avuto oggi un contatto telefonico con Theo Hernandez

Il calciomercato Milan non smette mai di regalare colpi di scena e intrecci inaspettati, specialmente quando si tratta di un derby, anche solo dialettico. Le ultime indiscrezioni, riportate dal giornalista Daniele Longo, accendono i riflettori su un possibile scenario clamoroso che vede protagonista Theo Hernandez, il formidabile terzino sinistro del Milan, e Simone Inzaghi, l’allenatore dell’Inter. Si sarebbe infatti verificato un contatto telefonico diretto tra i due, un’iniziativa forte e decisa da parte del tecnico nerazzurro per sondare la disponibilità del giocatore.

La notizia assume contorni ancora più rilevanti se inserita nel contesto della situazione contrattuale di Theo Hernandez. Il laterale francese, pilastro del Milan e tra i migliori interpreti nel suo ruolo a livello mondiale, è in scadenza di contratto con i rossoneri nel 2026. Non solo, ma le trattative per il rinnovo, che per diverso tempo sembravano avviate, sono attualmente ferme. Questa fase di stallo ha aperto la strada a speculazioni e interessi da parte di numerosi top club europei, tutti consapevoli della qualità del giocatore e della possibilità, sempre più concreta, di strapparlo al Milan.

Il contatto diretto di Simone Inzaghi con Theo Hernandez rappresenta un passo significativo e audace da parte dell’Inter. Il tecnico nerazzurro, evidentemente, ha voluto illustrare personalmente al giocatore il progetto tattico dell’Inter, il ruolo che Theo potrebbe ricoprire all’interno della squadra e le ambizioni del club, che nelle ultime stagioni ha dimostrato di essere una forza dominante in Italia e competitiva in Europa. L’idea di vedere Hernandez con la maglia nerazzurra, seppur difficile da digerire per i tifosi milanisti, sarebbe un colpo di mercato che avrebbe del sensazionale, non solo per il valore intrinseco del giocatore ma anche per il suo significato simbolico nel derby di Milano.

La reazione di Theo Hernandez, secondo quanto riportato da Daniele Longo, è stata quella di “chiedere tempo per riflettere”. Questo suggerisce che la proposta di Inzaghi non è caduta nel vuoto. La riflessione del giocatore potrebbe essere influenzata da diversi fattori: l’affetto e la lealtà verso il Milan, il desiderio di valutare attentamente il progetto nerazzurro rispetto alle prospettive rossonere, le sue ambizioni personali di continuare a giocare ad alti livelli in Champions League e, non ultimo, le eventuali altre offerte che potrebbero arrivare da club fuori dall’Italia.

Per il Milan, la situazione è estremamente delicata. Con il rinnovo bloccato e un giocatore chiave come Theo Hernandez che entra nell’ultimo biennio di contratto, l’interesse di un rivale diretto come l’Inter mette il club di fronte a un bivio: affrettare la trattativa per il rinnovo con un’offerta economica e progettuale convincente, valutare la cessione a fronte di una proposta irrinunciabile per evitare di perderlo a parametro zero, oppure rischiare di vederlo finire proprio nella sponda nerazzurra della città. La saga Theo Hernandez si arricchisce di un nuovo, intrigante capitolo, destinato a infiammare il mercato estivo.

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