Prandelli, ave Cesare: «La rinascita dopo anni bui: mi è successo di tutto»

Prandelli, ave Cesare: «La rinascita dopo anni bui: mi è successo di tutto»
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Cesare Prandelli si racconta nel corso di una lunga intervista concessa a Walter Veltroni sulla Gazzetta dello Sport

Cesare Prandelli ha accettato la proposta del presidente Preziosi ed è il nuovo allenatore del Genoa da poche settimane. Il tecnico, terza guida tecnica stagionale per il Grifone, è tornato in Serie A dopo 8 anni. L’ex ct ha parlato della sua nuova avventura al Genoa e della sua carriera alla Gazzetta dello Sport, intervistato da Walter Veltroni: «Quattro anni con la Nazionale ti fanno uscire da certi giochi, da certe dinamiche delle società. Non avendo avuto rapporti con direttori sportivi, presidenti ecc. è chiaro che tutto è più difficile. L’importante però è essere tornato. E con uno spirito positivo. Fuori dalla nebbia, nel sole». Il tecnico ha spronato i club a puntare di più sui giovani italiani e ad affinare la tecnica e ha rivissuto la sua carriera: «Ovrebo nella partita con il Bayern, Suarez che morde al collo Chiellini e l’altra sera il rigore negato sono state tre situazioni incredibili, non mi sono fatto mancare nulla. Con la Fiorentina saremmo potuti andare ai quarti di Champions. Il morso a Chiellini ai Mondiali è stato per me il momento più drammatico professionalmente. Tutto il paese ne ha sofferto. E l’altra sera c’è stato solo un errore tecnico, non c’è stato nessun complotto, niente di questo tipo, nessuno ce l’ha con noi. C’è stato soltanto un grave errore tecnico».

Prandelli ha poi parlato dell’esperienza con il Genoa: «Cercherò di far capire che ab­biamo dei concetti di gioco, nella fase difensiva, che devono coin­volgere tutta la squadra. Se la di­fesa entra sempre in prima battu­ta è perdente. Tutte le difese, an­che le più forti del mondo, vanno in difficoltà così. Devo far capire, specie ai più giovani, che la fase difensiva bisogna farla tutti. L’obiettivo è quello di arrivare in una zona meno pericolosa e di fare un campionato in cui emergano le basi per un progetto tecnico di qualità. Sono le parole del mio presidente. So che quando si par­la di progetto nel calcio è sempre meglio toccare ferro. Spesso pre­vale l’emotività, la pressione esterna. Il presidente del Genoa, che per questo mi ha chiamato e gliene sono grato, vuole andare in questa direzione».