Under pro-Erdogan? La smentita turca: «Solo un gesto di solidarietà» – ESCLUSIVA

cengiz under roma
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Polemiche sull’esultanza di Cengiz Under ieri in Roma-Benevento: il saluto militare dell’attaccante rivolto al presidente turco Erdogan? C’è chi dice no e specifica: «Un gesto di vicinanza a chi combatte»

Un, due, tre… la polemica è servita. Al terzo gol in maglia giallorossa, ieri contro il Benevento, Cengiz Under è finito al centro delle critiche dei tifosi (e anche di una parte della stampa) per l’esultanza mostrata al pubblico subito dopo la rete. L’attaccante si è infatti esibito in un vero e proprio saluto militare, riferimento indiretto, secondo moltissimi, a Recep Erdogan, discusso presidente turco di recente in visita anche nel nostro Paese tra l’altro (leggi anche: ROMA: UNDER AL CENTRO DEL MIRINO PER LA PROPRIA ESULTANZA). Gran parte della comunità internazionale rimprovera da mesi al “sultano”, così come viene chiamato all’estero per i presunti metodi dispotici, di aver di fatto ridotto i margini di democrazia in Turchia soffocando il dissenso interno a suon di carcere e censura. Politica e calcio tornano ancora a mischiarsi, insomma, secondo un pezzo consistente dell’opinione pubblica italiana. Non secondo tutti però.

Fonti turche, contattate in esclusiva dalla nostra redazione, hanno infatti voluto specificare meglio a cosa facesse riferimento Under ieri sera con il saluto militare rivolto al pubblico romanista e, soprattutto, a favore di telecamera. «Quanto scritto in Italia non è propriamente vero – ha affermato una fonte di stampa di Ankara che ha preferito rimanere anonima – . L’esercito turco sta infatti intraprendendo un’operazione militare nel nord della Siria dal nome in codice “Ramoscello d’Ulivo”. Il saluto di Under voleva riferirsi ai militari che combattono dalle parti di Afrin, nel nord-est siriano appunto». Un saluto ai militari che combattono sul fronte dunque e non un gesto di accondiscendenza diretta alla politica di Erdogan? «Erdogan è semplicemente il presidente della Turchia, un qualsiasi capo di stato, ma il saluto militare non è riferito esattamente a lui: è un saluto militare e basta, di sicuro riferito ai soldati come anche nel vostro Paese». Critiche superflue? C’è chi dice sì e c’è chi dice no. Noi diciamo… boh.