Sconcerti: «I calciatori guidino la rifondazione: ma con quali idee?»

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mario sconcerti
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Il commento di Sconcerti all’indomani delle dimissioni di Tavecchio che apre un periodo di transizione fino alle prossime elezioni FIGC

Per il calcio italiano da più parti viene auspicato un cambiamento dirigenziale che tenga conto anche dei grandi ex calciatori del passato. Basteranno a invertire il quadro generale? Se lo chiede anche il giornalista Mario Sconcerti, all’indomani delle dimissioni presentate da Carlo Tavecchio come presidente della FIGC in seguito alla debacle del mancato Mondiale e dopo aver perso l’appoggio in Consiglio federale dagli esponenti della LND.

Ne ha parlato Sconcerti nel suo articolo pubblicato sul Corriere della Sera: «Ho cercato di dare le mie risposte, ora aspetto quelle dei calciatori. Il calciatore deve farsi manager e capire le proprie responsabilità. Deve guidare il movimento e accettarne i rischi. Sento tutti parlare di rifondazione necessaria e sono d’accordo, ma non ho ancora sentito, nemmeno dai grandi ex, due idee consecutiva su che cosa questo possa significare».

Prosegue e conclude il giornalista: «Tocca ora ai giocatori non discutere solo di ingaggi ma anche di come si può migliorare il prodotto. Se questo è il loro mondo, ci dicano loro cosa serve e dove serve per farli rendere al meglio. Perché è la loro inadeguatezza che ci ha portato a essere ultimi nel 2010 e nel 2014 e ora addirittura esclusi. Si facciano avanti, scelgano loro i propri uomini, ma facciano finalmente un programma, portino luce nel mondo dei Tavecchio. Bene, siamo all’anno zero, tocca ai grandi ex. Ma dove sono? Perché non parlano? E avranno il coraggio delle idee?»