Zapata è inarrestabile, ma solo due anni fa ecco cosa Delneri diceva di lui

Zapata è inarrestabile, ma solo due anni fa ecco cosa Delneri diceva di lui
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Con il poker ai ciociari Zapata sale a 14 reti stagionali. Eppure, solo due anni fa ecco cosa dicevano di lui a Udine

L’Atalanta vince ancora con una prova superlativa, affonda il modesto Frosinone e vola verso la conquista di un posto in Europa. L’arma segreta della Dea è la confidenza con il gol di tutti i suoi giocatori, difensori compresi. Ma è soprattutto grazie ad alcuni singoli di valore assoluto se possono lottare addirittura per un posto in Champions League.

Oltre a Ilicic e Gomez, quest’anno un altro diamante grezzo si è aggiunto alla banda che suona la melodia del gol. Si tratta di Dùvan Zapata, acquistato la scorsa estate dalla Sampdoria. Il colombiano ha cominciato a rallentatore, sbloccandosi solo all’undicesima giornata contro il Bologna. È quindi tornato al gol nella sconfitta casalinga contro il Napoli per 2-1 e da lì non si è più fermato. Con il poker rifilato ai ciociari si è portato momentaneamente in vetta alla classifica marcatori con 14 reti, tredici dei quali nelle ultime 7 gare in cui è sempre andato a segno. Zapata sta stupendo tutta l’Italia per questa improvvisa esplosione che sta rendendo la sua esperienza in nerazzurro la più prolifica della sua carriera.

E pensare che, solo due anni fa, l’allora allenatore dell’Udinese Gigi Delneri commentava così l’addio dell’attaccante, trasferitosi all’ultimo respiro in casa Samp: «Se al presidente chiedevano 25 milioni tra acquisto e ingaggio per confermare Zapata, che doveva fare? Un giocatore che peraltro qui veniva spesso indicato come uno “scarpone”. Non l’ha ripreso e ha fatto bene». Il tecnico friulano all’epoca non sembrava particolarmente fiducioso nelle qualità del giocatore. Adesso, a distanza di poche stagioni, forse potrebbe ricredersi.

Ad ogni modo, una cosa è certa: Dùvan Zapata sta trovando a Bergamo l’ambiente ideale per il salto di qualità definitivo della sua carriera calcistica. E forse qualche merito lo deve anche al suo allenatore Gasperini, che da quando allena la Dea sembra capace di trasformare in autentiche gemme tutti i giocatori che mette in campo.