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Bologna, pronfondo rosso: troppe espulsioni in poche partite

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infortunio gastaldello

Profondo rosso per il Bologna di Donadoni: in sette partite quattro espulsioni. E Gastaldello rischia tre giornate

Il match tra Bologna e Genoa è stato caratterizzato anche delle espulsioni che hanno fortemente condizionato la squadra di Donadoni. Non è un unicum per la squadra emiliana che sta collezionando cartellini rossi di giornata in giornata. Due settimane per ripartire e pensare alla Lazio, prossimo avversario, tenendo conto di squalifiche e infortuni.

GASTALDELLO RISCHIA TRE GIORNATE – Sette giornate, quattro rossi. E una miniera di imprecazioni da parte dei tifosi rossoblù (e di chi al fantacalcio ha puntato sul Bologna). Krafth con il Napoli per aver interrotto una chiara occasione da gol. Con il Cagliari, Di Francesco per gioco falloso. Gastaldello, contro il Genoa, per condotta antisportiva. E Dzemaili, sempre nell’ultima partita, per gioco falloso. Gastaldello rischia anche la squalifica a due giornate per la condotta antisportiva, avendo tenuto con ufficiali di gara un atteggiamento irriguardoso. Si legge all’art.19, comma 4, lettera A: «…due giornate in caso di condotta gravemente antisportiva e in caso di condotta ingiuriosa o irriguardosa nei confronti degli ufficiali di gara». Potrebbe perfino salire a tre giornate il computo della squalifica, infatti Gastaldello ha l’aggravante di essere il capitano del Bologna. Per questo motivo la squadra rossoblù non pensa di fare ricorso a meno che le giornate non siano superiori alle tre preventivate, come riporta il Corriere dello Sport. Scatterà comunque la multa al giocatore da parte della società, l’ex blucerchiato si è scusato con tutti i compagni e con l’allenatore.

L’UOMO DIETRO AL CALCIATORE – Atteggiamento strano quello di Gastaldello non noto per intemperanze del genere nel suo recente passato. Ma forse una motivazione, che non giustifica il nervosismo e l’atteggiamento, in questo caso è presente. Il giorno prima del match era mancato Vittorio Scantamburlo, l’uomo che si era accorto di Daniele quando ancora giocava nel Padova. I due erano molto legati e il capitano del Bologna aveva spesso fatto visita, anche recentemente al suo vecchio maestro. Una chiave di lettura, quella legata all’aspetto più umano del giocatore che non è una macchina priva di sentimenti, che potrebbe spiegare l’eccesso di nervosismo dimostrato sul campo che gli varrà la squalifica.