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Champions League e gli esordi: Manchester City, ti conviene il pareggio…

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Prende il via questa sera l’edizione 2022-23 della Champions League: ecco una carrellata di curiosità e coincidenze sulle gare d’esordio

Oggi comincia la Champions League 2022-23 e la gara d’esordio rientra tra le più attese dai tifosi, tutti – a eccezione di quelli del Real Madrid – intenzionati a portare via la coppa dalle grandi orecchie ad Ancelotti e Benzema. Da stasera si inizierà a far calcoli, ci si sentirà già sulla buona strada in caso di acquisizione dei 3 punti o si dormirà male temendo il peggio se si sarà usciti sconfitti.

Ma guardando più in là di martedì e mercoledì e volgendo lo sguardo all’indietro, la gara d’esordio riesce davvero a fornire qualche segnale sulla Champions che sarà? Ecco alcune piccole regole seguendo vincitrici e finaliste delle ultime 6 edizioni.

1 – A Guardiola conviene il pareggio. Stasera il Manchester City farà il suo debutto a Siviglia, in un girone che li vede decisamente favoriti per il primo posto (Borussia Dortmund e Copenaghen le altre avversarie). Vittoria più che probabile? Sì, ma sarebbe meglio che Guardiola riportasse in Inghilterra un solo punto. Vediamo il perché. La Juventus che arriva fino a Cardiff inizia con il Siviglia allo Stadium e viene fermata sullo 0-0. L’anno dopo anche il Liverpool, altro finalista sempre con il Real Madrid, parte con un 2-2 in casa contro gli spagnoli (sbagliando pure un rigore con Firmino). Infine, il Chelsea del 2020-21, che poi avrebbe battuto in finale proprio Guardiola, si comporta come Allegri di 4 anni prima e non va oltre lo 0-0 con il Siviglia. Con commenti tutt’altro che felici per quanto visto a Londra.

2 – Quando c’era Lui. Lui era Cristiano Ronaldo, il grande assente della Champions League. Ne ha vinte tante e tante le ha cominciate benissimo. Il Real Madrid che batte la Juve in finale parte con un soffertissimo 2-1 sullo Sporting Lisbona. A un minuto dal termine, CR7 evita la sconfitta e al quinto di recupero Morata determina i primi 3 punti per i blancos. L’anno dopo, l’ultimo del portoghese a Madrid, il Real esordisce con un secco 3-0 sull’Apoel e Ronaldo realizza una doppietta. La garanzia CR7 non c’è più. E bisogna ammetterlo: il calcio è cambiato, lui è invecchiato, ma da stasera un vuoto lo sentiremo.

3 – L’assassino è alla prima scena. Capita in molti film, ma è difficile accorgersene. Nel caso della Champions 2019-20, il Bayern inizia con un 3-0 sulla Stella Rossa. Il primo gol è di Coman: sarà lui “l’assassino” della finale con il Psg, con un gol che vale il trofeo. E detto per inciso, i francesi esordirono con il botto: 3-0 sul Real Madrid, nientemeno, con doppietta di Di Maria che stasera la Champions la guarda in tv. Anche l’anno prima il Psg ha una parte nel film europeo: il Liverpool trionfante alla fine debutta con un 3-2 sui francesi, in una delle gare più spettacolari dell’intera edizione, risolta al minuto 92 da un exploit personale di Firmino.

4 – La finale 2023 non sarà Bayern-Salisburgo. Sono le due squadre che affronteranno Inter e Milan e se per i tedeschi è ipotizzabile una Champions da protagonisti, per gli austriaci è più problematico pensare a un miracolo. Lo strano accostamento viene in mente pensando all’ultima Champions League: le due finaliste sono state esattamente quelle che hanno sconfitto Pioli e Inzaghi alla prima giornata: il Real Madrid vincendo in extremis a San Siro sull’Inter (gol di Rodrygo); il Liverpool piegando il Milan 3-2 ad Anfield, nonostante i rossoneri abbiano chiuso il primo tempo in vantaggio con l’uno-due firmato Rebic-Diaz. Ipotizzare che si possa ripetere un evento di questo genere è alle soglie dell’impossibile. Piuttosto, a Istanbul si potrebbe vedere un Liverpool-Psg (le avversarie di Napoli e Juventus di domani)…

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