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Champions League al via, le italiane scritturate da semplici comparse

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Il grande giorno è arrivato, riparte la Champions League: per le quattro italiane sarà durissima non recitare da banali comparse

Puntuale come in ogni metà settembre, ecco il sogno Champions League far capolino alle nostre latitudini. Scatterà stasera ufficialmente il lungo viaggio che terminerà il 26 maggio a San Pietroburgo, laddove le quattro italiane in concorso sperano di atterrare.

Obiettivo non difficile, di più. Al limite quasi dell’impossibilità. Se non fosse che il calcio spesso è preda dell’imponderabile ci sarebbe di che gioire già solo per un ruolo da protagoniste o da co-protagoniste. Perché anche le quote dei bookmakers appaiono impietose.

Paris Saint Germain, Manchester City, Bayern Monaco, Chelsea, Liverpool, Manchester United e Real Madrid davanti alla Juventus nell’ipotetica griglia di partenza. Anche Atletico Madrid, Barcellona e Borussia Dortmund privilegiate rispetto a Inter, Milan e Atalanta.

Insomma, se per la truppa di Max Allegri l’obiettivo credibile sono i quarti di finale, per le tre formazioni lombarde superare la fase a gironi equivarrebbe di fatto a cogliere il risultato atteso nelle previsioni. Quantomeno sulla carta.

E allora tanto vale non perdersi d’animo e affrontare la campagna europea con entusiasmo e irriverenza da outsider. Che potrebbe alla lunga rivelarsi un vantaggio per le nostre squadre. Prendete i bianconeri, per esempio: senza più Cristiano Ronaldo il peso di dover “obbligatoriamente” arrivare fino in fondo è di fatto svanito. Certo, le prime settimane del nuovo ciclo sono state tutt’altro che convincenti, dunque la trasferta di Malmoe è già sostanzialmente un appuntamento da non fallire per evitare di scivolare in un pericoloso buco nero.

Senza pressioni sarà anche la Champions League dell’Inter: dopo aver perso due top player del calibro di Hakimi e Lukaku, nessuno oserà chiedere i miracoli a Simone Inzaghi. Ma la qualificazione agli ottavi sì, senza affanni e turbamenti. Così come è auspicabile che l’undici più europeo tra i nostri, ovvero quello di Gian Piero Gasperini, possa ripetersi ad altissimi livelli malgrado un inizio di Serie A piuttosto ondivago e balbettante.

Così, al netto di un girone apparentemente tremendo, riscopriamo i rossoneri di Stefano Pioli come jolly da smazzare sul tavolo. Freschezza, aggressività e organizzazione sono argomenti sensibili sul suolo continentale, chissà che per il prossimo quarantenne Ibrahimovic non possa arrivare finalmente la gloria da Champions. Anche perché di recitare da comparsa, Zlatan non ne ha la benché minima intenzione.