De Biasi e la sua Albania: «Vogliamo crescere. Pellè? Ci vuole rispetto»

Il tecnico che ha portato l’Albania nel calcio che conta parla del momento dei suoi, primi nel girone di qualificazione ai mondiali: «Ci è andata proprio male nel girone con Italia e Spagna. Ma siamo partiti bene e vogliamo crescere. Pellè? Hanno fatto bene a mandarlo a casa»

Si dice che la scuola degli allenatori italiani sia la migliore al mondo. Certamente si tratta di un’asserzione difficilmente verificabile in modo oggettivo, ma alcuni risultati parlano da soli: prendiamo, ad esempio, Claudio Ranieri e il miracolo sportivo del Leicester City. Oppure prendiamo Gianni De Biasi e l’impresa, altrettanto miracolosa, di portare l’Albania per la prima volta a giocare un Europeo. Non una cosa da poco. In primavera e poi successivamente in estate a Tirana e dintorni è scoppiata una De Biasi-mania, una sorta di adorazione per l’allenatore che ha dato lustro internazionale ad un paese che prima contava assai poco nel panorama calcistico internazionale.

OTTIMA PARTENZA – L’Albania di De Biasi è inoltre, in questo momento, prima nel girone G di qualificazione ai mondiali in Russia: la vittoria contro il Liechtenstein e il contemporaneo pareggio fra Italia e Spagna ha regalato giovedì la vetta del girone alle Aquile. Insomma De Biasi e i suoi ragazzi non sembrano aver intenzione di smettere di stupire: «Siamo partiti bene – ha chiosato il tecnico nel corso di un’intervista al Corriere dello Sport, ma dobbiamo affrontare ancora le due squadre più forti del nostro gruppo. Siamo capitati proprio male, con gli azzurri e gli spagnoli. Ci sono altri gironi molto meno complicati del nostro». Diversi giocatori mancheranno però per la prossima partita con le Furie Rosse: «Rispetto all’Europeo non abbiamo più Cana, il nostro capitano, che ha chiuso con la Nazionale. E anche contro la Spagna ci mancheranno Ajeti, il migliore in campo contro la Macedonia, e Sadiku, l’attaccante che in Francia aveva segnato il gol storico contro la Romania».

CRESCITA – Certamente un girone con la contemporanea presenza di Italia e Spagna non consente di cullare troppi sogni di qualificazione, ma il tecnico veneto guarda oltre: «Credo che possiamo continuare a crescere. Conosciamo le difficoltà che ci aspettano, ma vorrei anche ricordare che solo pochi mesi fa abbiamo battuto il Portogallo poi campione d’Europa e la Francia poi vice campione d’Europa». Naturalmente De Biasi non ha perso l’occasione di vedere Italia – Spagna per studiare i suoi prossimi avversari: «La Spagna ha giocato un primo tempo sbalorditivo, aveva sempre la palla e se per caso la perdeva, la recuperava in un attimo. E’ una grande squadra, di una qualità superlativa, come gioco è la migliore d’Europa. Mi sembra tornata la Nazionale del 2008 e del 2010, ha ritrovato lo spirito e una solida organizzazione».

CASO PELLE’ – Un gesto che non è passato assolutamente inosservato, durante la partita di Torino, è stato quello del mancato saluto di Graziano Pellè al tecnico Giampiero Ventura. Un comportamento inaccettabile per qualsiasi allenatore, soprattutto a livello di Nazionale, team nel quale dovrebbe regnare un certo codice etico: «Ho visto il gesto, e se lo hanno mandato a casa hanno fatto bene. E’ ora che qualcuno stabilisca il rispetto dei ruoli. Capisco il momento, lo sconforto, la delusione per la sostituzione, ma ormai questi ragazzi sono grandicelli, non sono più dei bambini e quel gesto non è bello nei confronti dell’allenatore, dei compagni e della maglia che indossi». Di certo per Ventura subentrare dopo l’ottima impressione lasciata da Conte non è semplice: «Non lo è per nessun ct, lo sappiamo, non c’è il tempo per lavorare. Ma l’Italia ha un grande carattere e una grande forza interiore».