Napoli-Juventus: spettatore interessato è Inter o Roma?

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Napoli-Juventus, meno uno: lo scontro diretto di altissima classifica porta in dote considerazioni anche per le altre concorrenti, Inter e Roma su tutte

NapoliJuventus, snodo cruciale del campionato per gli uomini di Sarri e per quelli di Allegri. E non solo: il faccia a faccia tra l’attuale capolista del campionato di Serie A ed i campioni in carica da oramai sei anni apre scenari interessanti per la diretta concorrenza. Lì dove s’intende in primis l’Inter, staccato di sole due lunghezze dal Napoli e reale sorpresa del torneo, appena dopo la Roma che – dopo una convincente serie di vittorie – ha frenato al Marassi sul campo del Genoa. Il quesito è il seguente: quale delle due antagoniste può realmente ambire al ruolo della spettatrice interessata? Nel senso: chi tra Inter e Roma ha le credenziali necessarie per rappresentare una credibile alternativa al successo di Napoli o Juventus?

La situazione pre Napoli-Juventus

O meglio riavvolgiamo il nastro e riportiamoci al sole dell’estate: gli addetti ai lavori si esponevano all’unisono per la vittoria finale di una tra Juventus e Napoli. I bianconeri, candidati al successo per forza di cose, per pregresso vincente e per valori attuali, quelli a livello individuale ancora più alti della kermesse, i partenopei forti di un modello calcistico brillante e della continuità garantita dal pluriennale lavoro di Maurizio Sarri. Oltre che da un livello dell’organico decisamente elevato. Dopo quattordici giornate di campionato, un lasso di tempo sufficientemente consistente da fornire elementi significativi, la classifica recita come segue: Napoli 38, Inter 36, Juventus 34 e Roma 31 (con una gara da recuperare sul campo della Sampdoria). Troppo agevole indicare l’elemento di rottura: l’Inter di Spalletti. Lecito aspettarsela in alto, non così in alto. Senza ancora aver perso una partita che sia una. Più di un dubbio ineriva anche alla Roma di Eusebio Di Francesco: allenatore nuovo e senza esperienza in termini di squadre top, da valutare la perdita tecnica di interpreti del calibro di Salah e Rudiger, oltre alla successione emotiva del post-Totti. Punti interrogativi che i giallorossi stanno fugando con una certa autorevolezza, anche internazionale se vogliamo, alla luce dell’ottimo cammino riscontrato nella fase a gironi della Champions League.

La situazione post Napoli-Juventus

Comunque la si giri Napoli-Juventus nello scenario del San Paolo finirà per togliere punti all’una o all’altra e di questo c’è certezza: così come dei compiti relativamente agevoli che attendono Inter e Roma. Se ambisci allo scudetto del resto non puoi certo fermarti in casa rispettivamente contro Chievo e Spal. I nerazzurri avrebbero addirittura l’occasione – in caso di mancata vittoria del Napoli – di balzare al comando della classifica: una situazione che andrebbe a gonfiare l’ego e mettere qualche mattone in più sul già vertiginoso percorso di crescita che i meneghini stanno vivendo sotto la gestione dell’abile Spalletti. La Roma ha la chance per ridurre il divario da una o da entrambe le avversarie, rilanciarsi in termini di punti e preparare il terreno: sì, perché nelle prossime giornate entrambe le outsider – se così possono essere chiamate due squadre del calibro di Inter e Roma – affronteranno a loro volta la Juventus. Nel tentativo, o meglio nel sogno, di infonderle la spallata decisiva e di fare i primi in chiusura del girone d’andata. Si ragiona così fortemente in termini di scontri diretti perché la sensazione racconta di un campionato che proprio in base a questi troverà la sua determinazione: i punti persi dalle squadre d’altissima classifica contro le realtà di medio-bassa levatura non sono molti, ragion per cui i passi falsi nelle sfide dirette pesano esponenzialmente.

Perché l’Inter e perché la Roma

Non ci resta che rispondere alla domanda originaria: è l’Inter di Luciano Spalletti o la Roma di Eusebio Di Francesco la reale antagonista di Napoli e Juventus? La spettatrice interessata più credibile di Napoli-Juventus? Sotto il profilo del livello dell’organico verrebbe da rispondere Roma: diversa la qualità, diversa la profondità. Si somigliano nel senso che entrambe presentano nella difesa il settore meno forte a livello individuale, ma il centrocampo e l’attacco della Roma si lasciano preferire per somma di talento e per varietà nelle alternative. Del resto lo raccontano in pieno i risultati delle ultime stagioni: Roma in altissima classifica a dare fastidio alla Juventus, Inter disperata fino a non centrare neanche l’accesso in Europa League. Per dare il senso del tutto, rispetto al blasone che contraddistingue un club di tale portata. Due ragioni invece spingono la risposta in direzione Inter: due nomi, quelli di Luciano Spalletti e Mauro Icardi. L’allenatore della Roma – l’ambizioso Eusebio Di Francesco – si sta rivelando al di sopra di tante aspettative ma certo non può vantare l’esperienza a certi livelli oramai accumulata dall’attuale tecnico nerazzurro, peraltro in buona parte proprio al timone della Roma nelle due esperienze vissute all’ombra del Colosseo. Non solo più navigato, ma probabilmente di status superiore fino a prova contraria. L’altro nome è quello argentino: abbiamo detto che nel complesso, per varietà di talento e soluzioni, l’attacco giallorosso si lascia preferire a quello nerazzurro. Al netto di quel ragazzo che di nome fa Mauro e di cognome Icardi: quello la Roma non ce l’ha. Ce l’hanno in pochi ad onor del vero. Un centravanti i cui numeri parlano da sé, dotato di un killer instinct che lo porta a vincere le partite da solo. Con Icardi – meglio, con un Icardi finalizzatore di una squadra che funziona e che non si perde al primo bivio – dovranno fare i conti tutti: la Roma, la Juventus, il Napoli. A giovarne è la crescente – ed a questi livelli ritrovata – competitività della tanto bistrattata Serie A.