Pagina 1113 – Calcio News 24

Malagò sulla Mafia nel calcio: «Dato di fatto che la Curva sia frequentata da gente con dei precedenti, ma…»

Le parole di Giovanni Malagò, presidente del CONI, sulla possibilità che il Maradona ospiti partite degli Europei. Tutti i dettagli

Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie (in particolar modo nel mondo del calcio).

LE PAROLE – «l fatto stesso che sia stata avviata questa indagine testimonia l’importanza del fenomeno calcio nella nostra società, anche chi mi ha preceduto ha ricordato la sua funzione sociale. Il rischio di infiltrazioni mafiose che sembra emergere da recenti inchieste giudiziarie è un segnale da cogliere con tempismo: il calcio sta svolgendo la sua parte, adeguandosi e prevedendo regole aggiornate perché le manifestazioni sportive possano svolgersi in sicurezza e serenità. Il Coni è certamente al fianco della Figc, come di tutte le federazioni, non solo per il suo ruolo naturale di confederazione. Voglio rassicurarvi che è un’assoluta priorità, sia per il valore sociale sia per il danno, anche solo di immagine, che eventuali infiltrazioni infliggono all’intero mondo sportivo. Il calcio è sicuramente parte lesa, ma è chiamato a una nuova assunzione di responsabilità. Che le curve siano state in passato frequentate da persone che avevano qualche precedente, e forse è un eufemismo, di carattere penale in altri contesti è una cosa notoria al grande pubblico. Questa vicinanza, per non dire complicità, con la ‘Ndrangheta, ci ha sorpreso non poco. Interventi? A me risulta di situazioni dove c’è un allenatore che ha avuto precedenti per mafia e che è stato assunto come collaboratore di una società non importante, dilettantistico, che ha un contatto con i ragazzi. Bisogna che qualcuno scriva una norma e dica che queste persone non possono più entrare, bisogna che qualcuno certifichi: io non voglio dire che la società non lo sapesse, perché non ne sono a conoscenza, ma sicuramente avrebbe avuto un elemento in più. La collaborazione con le procure è fondamentale, si gioca tutto sulle tempistiche: nel caso di alcune società di calcio, se ci fosse stata una dinamica similare a quella che abbiamo noi con il nostro sistema di giustizia sportiva, voglio sperare che qualche dirigente avrebbe evitato di avere rapporti con questi soggetti».

Djimsiti nella storia dell’Atalanta: 274 presenze nerazzurre e superato il “capitano dei capitani” Glenn Stromberg

Djimsiti sempre più nella storia dell’Atalanta: 274 presenze con la maglia nerazzurra, superata una leggenda come Glenn Stromberg

Berat Djimsiti sempre più leggenda nerazzurra, e non soltanto per quello che trasmette in campo, ma anche sotto il profilo dei numeri registrati in campo: raggiunta quota 274 presenze con la maglia dell’Atalanta.

Con la partita disputata contro il Club Brugge ha superato capitan Glenn Stromberg (273): scritta la storia nella storia, e il caro Berat ha scritto un’altra pagina importante

Torino, Ilic Spartak salta? Giocatore in città, le parole di Vanoli e quanto tempo c’è per chiudere coi russi

Torino, Ilic allo Spartak Mosca verso il naufragio? Il giocatore in città, le parole di Vanoli, la situazione e quanto tempo c’è per chiudere col club russo

Un nuovo tassello del giallo che si sta delineando intorno al trasferimento di Ivan Ilic dal Torino allo Spartak Mosca è arrivato. A fornire il pezzo mancante del quadro – capace ora di mostrare per intero i propri dettagli e la sua natura – ci ha pensato Paolo Vanoli, intervenuto questo pomeriggio nella conferenza di presentazione della gara contro il Bologna. 

Dopo aver rifiutato le avances della Lazio, il serbo come avranno ben modo di ricordare i supporters granata si era imbarcato con un volo di sola andata verso la capitale russa. Lì, avrebbe dovuto incontrare il connazionale Stankovic (attuale tecnico dello Spartak), con un assegno da poco meno di 20 milioni di euro pronto a compiere il percorso inverso. Già, ‘avrebbe’ appunto, perchè per ragioni ancora non del tutto note l’operazione non è (per il momento) andata a buon fine. Così negli scorsi giorni Ilic ha fatto ritorno nella sua abitazione torinese, in attesa di scoprire cosa gli avrebbe riservato il futuro.

Ilic
Ilic Torino

«È rimasto sapendo che c’è un mercato aperto e una trattativa aperta, per quanto ne so io» ha spiegato Vanoli oggi, confermando quindi il rientro di Ilic a Torino. E ancora: «Il ragazzo è tornato, il suo problema è superato e stiamo facendo l’ultimo passo per la riabilitazione». Il riferimento è ad alcune noie muscolari accusate dall’ex Verona versò metà gennaio. Poi la chiosa sulla possibile permanenza all’ombra della Mole: «Se rimane è un valore in più per noi».

Che siano quindi le condizioni atletiche del giocatore ad aver intimorito i compratori? Probabile, anche se va ricordato come lo stesso Ilic (prima di partire) era stato sottoposto già ad alcuni accertamenti del caso in una clinica in Piemonte. Tra cessione – allo Spartak come altrove – e l’ipotesi di un prolungamento del proprio soggiorno in granata, le possibilità sembrano ora dopo ora ‘favorire’ sempre più questa seconda prospettiva. D’altronde il calciomercato invernale in Russia chiuderà il 20 febbraio ed il novero di paesi dove è ancora possibile effettuare trattative si riduce di giorno in giorno.

Un coup de théâtre inaspettato quanto infelice potrebbe quindi consumarsi tra le mura del Filadelfia e la ‘cancelleria’ dello Spartak. Per il Torino (che in caso contrario difficilmente riuscirà a ri-vendere il suo tesserato ad una tale somma di denari), quanto per Ilic (già con mente e corpo pronto ad una nuova avventura, ora rientrante alla base dove affronterà la concorrenza spietata degli ultimi acquisti del club).

GUARDA QUI URBANO CAIRO COMMENTA LA SITUAZIONE ILIC ALLO SPARTAK MOSCA, IL VIDEO DA TORINO

Allenamento Inter, novità importanti per Thuram: bandiera bianca in vista della sfida con la Juve? Le ultime

Allenamento Inter, giungono novità da Appiano Gentile in merito a Thuram in vista del big match contro la Juventus. Riuscirà a recuperare il giocatore?

Per l’Inter la priorità è una: recuperare a tutti i costi il miglior Thuram. Secondo quanto riportato da Sky Sport, durante l’allenamento odierno ad Appiano Gentile il francese ha svolto una seduta di lavoro personalizzato in seguito alla contusione alla caviglia subita contro la Fiorentina.

Nonostante ciò, Inzaghi filtra grande ottimismo sul suo recupero contro i bianconeri. Staremo a vedere come si evolverà la situazione.

Cagliari, senti Pavoletti: «Accetto la squadra per amore di questi colori. Voglio raggiungere a tutti i costi quell’obiettivo»

Leonardo Pavoletti, attaccante del Cagliari, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sulla squadra rossoblu. Le ultime novità

Il capitano del Cagliari, Leonardo Pavoletti , ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Radio Serie A. Ecco le dichiarazioni rilasciate dal numero 30 rossoblù, riprese da CagliariNews24, che ha parlato di uno dei suoi obbiettivi. Le sue parole:

BANDIERA – «Sono qui da 8 anni, la prospettiva è quella. Non voglio trascinarmi troppo. Accetto di stare in panchina, ma non lo accetto completamente. Vorrei comunque fare il calciatore perché mi sento un calciatore. Sento ancora il fuoco dentro che non mi fa andare a letto tranquillo se non do’ tutto quello che voglio dare. Una motivazione? Vincere il premio di MVP a fine partita. Lo voglio vincere almeno una volta. Se non incido non mi piace, devo stare sul pezzo. La testa è sempre lì: fame e voglia di giocare. Deve essere però tutto naturale. Voglio essere utile e prendermi delle gioie personali perché vuol dire che “sono nella squadra”».

Italiano carica il Bologna: «Le ultime partite ci hanno dato queste consapevolezze. Su Odgaard, Ferguson e Orsolini…»

Le parole di Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista della gara contro il Torino

Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista della gara contro il Torino in conferenza stampa.

PARTITA CONTRO IL LECCE – «Lascia che okay va bene il valutare cosa fa l’avversario, intensità e compattezza, però secondo me sia a Lecce che a Empoli ci abbiamo messo del nostro. Eravamo reduci da sforzi di coppa e nel momento in cui continuiamo a ricevere palla nel piedi, poco dinamici, diamo la possibilità agli altri di non esprimerci al massimo delle nostre potenzialità, l’avversario ti limita. Un po’ del nostro ce l’abbiamo messo. In futuro spero che troveremo maggiori alternative, poi però sia ad Empoli che a Lecce nel finale siamo venuti fuori… a Lecce per un parastinco non l’abbiamo vinta. Abbiamo concesso poco in entrambi le partite, ma se vogliamo prendere il risultato pieno davanti dovremo essere più lucidi».

ASSENZE – «Odgaard, Ferguson e orsolini sono assenze pesanti per noi, abbiamo usato Fabbian ma con caratteristiche diverse, Fabbian è un centrocampista che sale sulla linea degli attaccanti, Odgaard di fatto è un attaccante. Dobbiamo essere padroni del nostro destino, giochiamo in casa, sfruttare il tifo della nostra gente, sfruttare il momento positivo per aggiungere punti importanti alla nostra classficia. Rispetto enorme per il Torino che subisce poco, ha giocatori importanti, ha due assenze importanti ma è una squadra viva. Dovremo essere più mobili e dinamici, le partite si vincono facendo gol, creando e producendo. Quando gente come Benjamin, Ndoye e Cambiaghi arrivano davanti… si mi sono piaciuti nel finale a Lecce, però dobbiamo calciare in porta, tirare essere più efficaci, far valere quella qualità tecnica che in tante partite ha fatto la differenza. Arrivavamo da uno sforzo incredibile a Bergamo, la potevamo vincere nei minuti finali nonostante che non siamo stati brillantissimi. Dobbiamo essere più scaltri e pratici nel cercare la giocata vincente per portare a casa più punti».

ORSOLINI – «Si, Orso è al secondo allenamento con la squadra, non al massimo dello sforzo ma me lo porto dietro in panchina, vediamo come si svolgerà la gara. Importante che passì quel dolore per riavere Orso al 100%».

DALLINGA – «Molto più svelgio, più dentro le partite, dopo quel primo gol ha segnato in Champions e di nuovo in campionato… cambiare paese non è mai semplice, ci ha messo un po’ ma sta bene ed è un Thijs diverso rispetto a quello che abbiamo visto all’inizio».

Infortunio Cambiaso, ci sarà per Juve Inter? Tutto dipenderà da quell’aspetto in vista del Derby d’Italia

Infortunio Cambiaso, le novità in vista di quella che sarà Juve Inter. Ci sarà il terzino bianconero oppure riscontrato ancora qualche problema?

La Juventus di Thiago Motta è tornata in campo questa mattina alla Continassa per preparare il derby d’Italia. Domenica sera, all’Allianz Stadium, arriva l’Inter di Simone Inzaghi. La domanda però sorge spontanea: ci sarà Cambiaso nonostante l’infortunio?

Secondo quanto riportato da Juventusnews24.com, Andrea Cambiaso ha svolto un lavoro differenziato sul campo a tre giorni dal match. Il suo recupero per Juve–Inter di domenica sera rimane in dubbio. Tutto dipenderà da quelli che saranno gli ultimi allenamenti.

Allenamento Atalanta, Kolasinac pronto al recupero? Le ultime novità da Zingonia dopo la sessione

Allenamento Atalanta, miglioramenti nerazzurri per Kolasinac. Ecco le ultime novità dopo la sessione al Centro Bortolotti di Zingonia

Novità molto importanti in casa Atalanta dopo la sessione odierna al Centro Bortolotti di Zingonia: Kolasinac oggi si è allenato individualmente insieme a Lookman. Terapie per Maldini, Scalvini, Scamacca e Kossounou.

Oggi allenamento mattutino completo per chi non ha giocato o giocato poco a Bruges; seduta di “scarico”, invece, per chi è stato impiegato ieri sera con un buon minutaggio.

Un rigore che “non è calcio”, ma è il calcio (quello dell’Atalanta) la miglior vendetta da servire contro il Brugge al ritorno

Un’Atalanta che esce tra le polemiche dietro un calcio di rigore inesistente, ma ora servirà tirare fuori la grinta giusta

“Arbitro da ufficio inchieste! Non è calcio! La Corazzata Potemkin della Champions League! Un rigore che non sta in piedi”. Frasi che sono circolate inevitabilmente dopo la gestione assai discutibile dell’arbitro Meler durante Club Brugge Atalanta: autore di una direzione gara non all’altezza, dando al 90′ un penalty che meriterebbe la stessa esclamazione di Fantozzi dopo aver visto l’opera.

Non ci ha pensato Paolo Villaggio, lo ha fatto l’Atalanta tra giocatori e mister Gian Piero Gasperini: il contatto tra Hien e Nilsson è presente tanto quanto la neve a Miami, rovinando un pareggio meritato per entrambe le squadre.

Nelle ultime ore sono circolate considerazione all’insegna del “questo non è calcio”, e se da una parte è vero considerando che con il VAR certi episodi non ci dovrebbero essere (il problema non è lo strumento, ma il “come” lo si utilizza), dall’altra è il calcio, quello dell’Atalanta, la soluzione a tutto.

La vendetta dell’Atalanta dovrà basarsi sulla trasformazione di questa rabbia in una grande energia e carica in modo che martedì si faccia la partita perfetta: dare tutto quello che i nerazzurri non sono riusciti a dare all’andata. Vero il “torto arbitrale”, ma la Dea in casa del Club Brugge ha giocato una gara al di sotto delle aspettative, sbagliando anche tanto: non è colpa (solo) dell’arbitro se Posch, Palestra, Hien e Samardzic hanno commesso degli errori.

Un piatto che va servito con tutti gli ingredienti necessari: un pubblico nerazzurro (quello atalantino) infernale sugli spalti, una squadra compatta, maggior concretezza e, citando l’allenatore di Rocky Balboa Tony Burton, “Devono avere l’impressione di essere stati travolti da un treno in corsa!”

Torino, Vanoli in conferenza pre Bologna: «Tameze fuori per un po’, Ilic? Se resta valore aggiunto. A Sanremo tiferò…»

Vanoli in conferenza stampa pre Bologna Torino, ecco le dichiarazioni del tecnico alla vigilia del match valido per la giornata numero 25 di Serie A

Altra settimana che si avvia alla conclusione, altro weekend di Serie A in arrivo. Domani, ad aprire le danze alla giornata numero 25 del massimo campionato italiano, ci penserà Paolo Vanoli, chiamato in campo alle 20e45 in occasione di Bologna Torino. Proprio in previsione della gara che si disputerà tra le mura dello Stadio D’Allara contro la compagine allenata da Vincenzo Italiano, il tecnico granata interviene oggi in conferenza stampa. Vediamo quindi le dichiarazioni dell’allenatore varesino alla vigilia della sfida, così Vanoli presenta il match dal ventre del Grande Torino. La conferenza stampa di Bologna Torino raccolta Live da Calcionews24 a partire dalle 12.30.

Vanoli Torino

Vanoli in conferenza stampa prima di Bologna Torino:

Buongiorno mister Vanoli. Come sta Tameze e come sta il Torino?

«Abbiamo fatto una buona settimana, anche se è stata corta. Tameze è stata l’unica pecca di questa settimana. Aveva riportato una botta nella settimana precedente e lavorando sopra e ha avuto una piccola lesione al soleo che ce lo porta fuori per un pochettino, lo vedremo giorno per giorno. Gli altri sono a disposizione»

Che partita serve a Bologna? Sono gli ultimi ad avervi battuto…

«Serve una grande partita perché affrontiamo una grande squadra. E’ cresciuta ulteriormente, ha fatto buoni innesti durante il mercato e si è consolidata. Ha superato l’Atalanta in coppa Italia scrivendo un record dopo 26 anni. Anche in Champions sono cresciuti dopo essere partiti naturalmente con un po’ di inesperienza, poi hanno capito il torneo e nelle ultime due hanno fatto bene. Hanno una rosa di qualità, una rosa importante.

Con un allenatore bravo (Italiano, ndr) che sta eguagliando il punteggio dell’anno scorso mi sembra, ma con una partita in meno. Serve una grande gara di atteggiamento e personalità, sapendo che tutte le squadre di Italiano in casa partono forte nei primi tempi perché vogliono impostare il loro gioco e la loro intensità. Su questo dovremo stare attenti»

A Sanremo tiferete Willy Peyote?

«Assolutamente! Sono un fan del festival, facevo zapping con le partite. Mi ha emozionato e ne approfitto pubblicamente per fargli un grande in bocca al lupo a lui. Posso dire che mi ha fatto venire la pelle d’oca: ennesima testimonianza della fortuna e dell’orgoglio ad allenare questo club. Bellissime le coriste vestite di granata, belle le scarpe – non so se ha il mio numero (ride, ndr) – e bella anche la canzone. So che è un super tifoso e viene sempre in curva, proveremo a dargli soddisfazioni come lui ce le sta dando.

Quale canzone associo al Torino? Non sono un amante di questo, mi piace vedere e ascoltare. Un po’ che come con mia moglie…abbiamo gusti diversi. A volte le canzoni che non pensi poi alla radio diventano importanti. ‘Vita spericolata’? Sì, può essere la mia canzone (ride, ndr)…»

Domani Biraghi o Casadei possono partire titolari?

«Ho sempre detto che chi parte per Bologna,è un potenziale titolare. Non ho riserve, sono un allenatore che lavora su tutto il gruppo e su tutti i giovani. Devono essere tutti a disposizione, soprattutto nei centrocampisti abbiamo fuori Ilic e Tameze, c’è bisogno degli altri al 200%»

Ci spiega la situazione con Ilic? E’ a Torino? Cosa succede?

«No no! E’ rientrato sapendo che ancora un mercato aperto e una trattativa che io sappia ancora aperta. Devo dire che ormai il suo problema è superato, è all’ultimo passo di riabilitazione. Quando si chiuderà il mercato, se farà parte della rosa sarà un valore aggiunto»

Mister Vanoli dove colloca Casadei in questo Torino?

«Tutti quelli arrivati hanno portato entusiasmo, professionalità e voglia di dare un contributo. E’ un aspetto bello, li vedo tutti i giorni che spingono per conquistarsi un posto. Casadei è un giocatore di prospettiva, può giocare a due e può fare anche la mezzala. Deve completarsi, è giovane e sa che gli manca un po’ il ritmo gara: la serie A è nuova per lui, ma sono convinto che abbia portato entusiasmo.

E nell’arco della partita ci saranno momenti stagnanti ma può far vedere qualità. Ha tempi d’inserimento, ci dà una grossa mano nel gioco aereo perché è di struttura. Siamo felici di lui»

Sanabria sembrava diversa durante la sfida contro il Genoa?

«Beh…Sanabria ha qualità importanti e anche lui inconsciamente è stato destabilizzato dal mercato. Ma è sempre uno che in settimana dà il 110%. Io pretendo molto, abbiamo cambiato sistema ma non posso escludere di giocare con due punte. Sapete quanto mi piaccia giocare con due punti, l’ho fatto con il Genoa: quelli che abbiamo preso sono duttili per tornare al 3-5-2.

Lo ha dimostrato Sanabria quando è entrato, questo deve essere lo spirito: lo pretendo dal giovane e dal meno giovane. Lui lo sta dimostrando, se non fosse stato per l’arbitro magari lui si sarebbe preso i titoli dei giornali. E questo mi fa piacere da un mio giocatore»

Hai parlato bene di Casadei e Biraghi, possono già partire dall’inizio?

«Vi ho già informato quando sono arrivato sulle loro condizioni fisiche. Dico sempre la verità e tra chi è arrivato e come ho detto quello più indietro è Elmas. Ma sono convinto che lui sia il giocatore che possa farci fare una salto qualitativo di mentalità. Biraghi è un grande professionista, anche se ha avuto qualche problema alla Fiorentina sono convinto che si è sempre allenato bene. Il bello di avere questa sfida qua dentro una squadra è anche un motivo di crescita. Ed è anche una difficoltà per l’allenatore scegliere.

Casadei…anche lui si è presentato bene, a Casadei manca il ritmo partita. Ma questo non vuol dire che non possono partire dall’inizio. Dobbiamo capire all’interno di una partita, specialmente contro il Bologna, che è una squadra fisica e fa sprecare tante energie: devi essere pronto. Quindi…quanto dureranno non lo so. Ma possono partire dall’inizio»

Le prossime due sono Bologna e Milan…possono dare una spinta o tornare nel limbo?

«Ti ripeto, abbiamo cambiato…sai benissimo il trend e quante difficoltà abbiamo superato. Però oggi il bello di vedere questa squadra è che vuole provare a continuare quello che sta facendo. Sappiamo benissimo che incontriamo il Bologna – vado di partita in partita perché due sono troppe (dopo il Bologna il Torino affronterà il Milan, ndr) – che è una squadra tecnicamente superiore. Quindi dobbiamo usare la testa.

In questo percorso positivo abbiamo trovato alcune buone squadre superiori a noi. Penso alla Fiorentina, come alla Juventus o l’Atalanta. Ma con l’organizzazione ed il lavoro che abbiamo fatto, siamo sempre riusciti a superare questi ostacoli. A volte attraverso l’organizzazione, altre volte attraverso lo spirito. E questo è ciò che ci deve contraddistinguere. In questi match voglio valutare di partita in partita…ho detto che siamo sulla strada giusta e voglio vedere anche i nuovi che soluzioni possano darci. Ma devo dire che adesso siamo focalizzati sulla partita col Bologna»

Vinicius Arabia Saudita, proseguono sotto traccia le trattative? Le cifre del possibile affare

Vinicius in Arabia Saudita? Prosegue la trattativa con la lega saudita per convincerlo: i dubbi del calciatore e l’offerta degli arabi

Nonostante abbia ribadito la sua volontà di rimanere al Real Madrid dopo la vittoria contro il Manchester City, secondo quanto riportato da Marca proseguono le trattative tra il campionato saudita e Vinicius. L’agente del calciatore avrebbe incontrato a Praga il vicepresidente della Saudi Pro League, Saad Al Lazeez. Il progetto è ancora quello di averlo come testimonial in vista del mondiale del 2034.

Offerta per un quinquennio per 1 miliardo di dollari, 200 milioni a stagione. Quello che sembra frenare il brasiliano e il danno di immagine: non vorrebbe andarsene solo per denaro e l’assist potrebbe darglielo La Liga, visti i ripetuti episodi di insulti razzisti nei suoi confronti – oltre alle critiche eccesive, sempre secondo il giornale spagnolo – potrebbero spingerlo ad accettare, libero da obblighi “morali”. Ancora dubbi su che squadra mandarlo: se a Gedda nell’Al-Ahli o nell’Al-Hilal orfano di Neymar. Nei prossimi mesi possibili nuovi sviluppi.

Lazio Napoli, la sfida del cuore per Reja: «Le mie squadre per un decennio: una sfida imperdibile per chi ama il calcio»

Le parole di Edy Reja, doppio ex di Lazio Napoli, sulla sfida dell’Olimpico: «Ecco chi saranno i calciatori chiave della partita»

Edy Reja, doppio ex della sfida Lazio Napoli, ha parlato della partita di sabato pomeriggio all’Olimpico. Di seguito le sue parole a la Gazzetta dello Sport.

PARTITA DEL CUORE – «Poco meno d’un decennio della mia carriera l’ho vissuto con quei club ai quali mi legano sentimenti veri. A Napoli dalla C alla A e poi in Uefa; alla Lazio, arrivando in Europa League».

DE LAURENTIIS E LOTITO – «Caratteriali, decisi e visionari. Hanno creato società straordinarie, protagoniste, capaci di vincere, di essere riferimento progettuale. Hanno ereditato situazioni a dir poco complicate, hanno ricostruito e vedete cosa hanno fatto e dove sono».

PARTITA IMPERDIBILE – «Lo è per chi ama il calcio, una di quelle sfide a cui non puoi rinunciare. Ci sono anime distinte ma vere, organizzazioni tattiche, talenti, ambizioni».

NAPOLI CONTRO L’UDINESE – «Ogni volta che vengono in Friuli, sono allo stadio. E vale pure per la Lazio. Fu una bella partita, in rimonta, con un Neres incontrollabile. C’era anche Kvara in organico, però era infortunato quel giorno, e adesso si può dire che senza il georgiano e il brasiliano, c’è qualcosa in meno. Ma la garanzia resta Conte».

DEBOLE PER BARONI – «Dissi proprio alla Gazzetta, quando venne ingaggiato, che gli era dovuto, per quello che aveva realizzato al Lecce e al Verona, per la sua carriera. L’ho conosciuto, persona meravigliosa, tecnico pieno di contenuti, come dimostra l’andamento della squadra. Li ho visti contro il Monza, corrono, divertono e si divertono».

VALORE DELLA SFIDA «É un pomeriggio a cui non si può rinunciare. È una sfida alla pari, non ci sono favoriti, 50 di possibilità per ognuno, poi dipende da come si mette: Conte ha perso tanto senza quei due lì ma resta l’unica che può togliere lo scudetto all’Inter; Baroni ha uomini in fiducia. Uno ha fisicità ed esperienza che abbondano, l’altro forse maggior tecnica».

QUANTO VALGONO LE DUE VITTORIE DELLA LAZIO IN STAGIONE – «Un pochino un segno l’hanno lasciato. E comunque sottolineano che il Napoli, cioè la capolista, è andato in difficoltà sia in casa propria che fuori».

UOMINI CHIAVE – «McTominay mi piace un sacco, forse perché – e lo dico in assoluta modestia – mi ricorda il calciatore che sono stato per intensità e generosità. Poi ci aggiungo Anguissa che ha ritmi incontrollabili, va dentro al campo, lo spacca in due. E per la Lazio, non ci sono parole per Nuno Tavares, una forza della natura, ti travolge, ti crea la superiorità, mette gli attaccanti in condizione di segnare,fa la differenza. Però anche Castellanos è un portento, l’assist per Pedro, nel successo contro il Monza, appartiene solo a chi ha un senso del calcio verticale».

Az-Galatasaray: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’AFAS Stadium andrà in scena la sfida di Europa League Az-Galatasaray: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’AFAS Stadium di Alkmaar si giocherà la gara valevole per l’andata del playoff di Europa League tra Az-Galatasaray. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

AZ: Owusu-Oduro; Kasius, Goes, Penetra, Wolfe; Clasie, Koopmeiners; Addai, Mijnans, Lahdo; Parrott. Allenatore: Martens.

Galatasaray: Muslera; Ayhan, Cuesta, Bardakci, Kutlu; Sara, Demirbay; Sallai, Mertens, Yilmaz; Morata. Allenatore: Borku.

Orario e dove vederla in tv

Az-Galatasaray si gioca alle ore 21:00 di giovedì 13 febbraio per l’andata del playoff di Europa League. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Ferencvaros-Viktoria Plzen: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Ferencvaros Stadion la sfida di Europa League Ferencvaros-Viktoria Plzen: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Ferencvaros Stadion di Budapest si giocherà la gara valevole per l’andata del playoff di Europa League tra Ferencvaros-Viktoria Plzen. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Ferencvaros (3-5-2): Varga; Gartenmann, Cisse, Civic; Makreckis, Abu Fani, Maiga, Toth, Traore; Varga, Ben Romdhane. Allenatore: Keane.

Viktoria Plzen (3-4-2-1): Jedlicka; Dweh, Markovic, Jemelka; Cadu, Cerv, Kalvach, Havel; Vydra, Sulc; Adu. Allenatore: Koubek.

Orario e dove vederla in tv

Ferencvaros-Viktoria Plzen si gioca alle ore 18:45 di giovedì 13 febbraio per l’andata del playoff di Europa League. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Venezia, ore decisive per chiudere Ben Yedder: a breve la decisione sul tesseramento, cosa rallenta la trattativa

Ben Yedder Venezia, ore decisive per il suo tesseramento con i lagunari: il calciatore ha superato le visite mediche, ma ci sono ancora alcuni dubbi

Ben Yedder aveva assistito alla partita del Venezia contro la Roma sugli spalti del Penzo: l’attaccante francese svincolatosi dal Monaco potrebbe presto approdare in laguna, ma ci sono ancora alcuni dubbi.

Come riportato dall’ANSA sono ore decisive per gli arancioneroverdi stanno decidendo in queste ore: superate le visite mediche, il nodo etico sta rallentando la trattativa: il calciatore infatti era stato accusato e condannato per guida in stato di ebrezza e violenze domestiche alla compagna. Il calciatore aveva ammesso il tutto, dicendo che a causa dell’alcool però non ricordava la vicenda.

Midtjylland-Real Sociedad: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al MCH Arena andrà in scena la sfida di Europa League Midtjylland-Real Sociedad: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al MCH Arena di Herning si giocherà la gara valevole per l’andata del playoff di Europa League tra Midtjylland-Real Sociedad. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Midtjylland (4-3-3): Lossl; Gabriel, Diao, Bech Sorensen, Paulinho; Castillo, Andersson, Sorensen; Osorio, Buksa, Simsir. Allenatore: Thomasberg.

Real Sociedad (4-4-2): Remiro; Aramburu, Zubeldia, Aguerd, Lopez Carballo; Kubo, Zubimendi, Osagasti, Barrenetxea; Oyarzabal, Brais Mendez. Allenatore: Alguacil.

Orario e dove vederla in tv

Midtjylland-Real Sociedad si gioca alle ore 18:45 di giovedì 13 febbraio per l’andata del playoff di Europa League. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Fenerbahce-Anderlecht: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Ulker Stadium andrà in scena la sfida di Europa League Fenerbahce-Anderlecht: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Ulker Stadium di Istanbul si giocherà la gara valevole per l’andata del playoff di Europa League tra Fenerbahce-Anderlecht. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Fenerbahce (3-4-1-2): Egribayat; Skriniar, Diego Carlos, Mercan; Aydin, Amrabat, Fred, Kostic; Szymanski; En-Nesyri, Dzeko. Allenatore: Mourinho.

Anderlecht (4-3-3): Kikkenborg; Foket, Simic, Augustinsson, Maamar; Leoni, Dendoncker, Rits; Nilson, Vazquez, Degreef. Allenatore: Hubert.

Orario e dove vederla in tv

Fenerbahce-Anderlecht si gioca alle ore 18:45 di giovedì 13 febbraio per l’andata del playoff di Europa League. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Vlahovic Juve, può fare la differenza partendo dalla panchina? Il consiglio di Altafini: «Da fuori puoi capire certe cose dalla partita»

Le parole di Jose Altafini, ex attaccante della Juve, per consigliare Dusan Vlahovic: «Entrano dalla panchina si può fare la differenza, ecco come»

Jose Altafini in una intervista a La Stampa ha parlato in vista di Juve Inter, in particolare dando alcuni consigli a Dusan Vlahovic su come può continuare a fare la differenza entrando a partita in corso: nei suoi anni in bianconero, arrivato a 34 anni, infatti l’attaccante brasiliano aveva messo a segno 37 gol, facendone ben 13 da sostituto. Di seguito le sue parole.

SPECIALISTA DEI GOL DALLA PANCHINA – «Erano i primi anni che si giocava con la possibilità di effettuare dei cambi. Non è semplice da accettare il fatto di partire dalla panchina, ma è vero che si può fare la differenza anche così».

COME – «Capendo l’importanza di seguire la partita da fuori. Chi subentra ha l’opportunità di capire in che direzione sta andando la gara, come poter mettere in difficoltà gli avversari dopo averli studiati. Non è solo una questione di freschezza, fondamentale è saper leggere la partita».

GLI ALLENATORI DICONO CHE NON CI SONO DISTINZIONI TRA TITOLARI E RISERVE – «Magari qualcuno lo pensa sinceramente. Io però credo che ci siano dei giocatori che non andrebbero mai sostituiti se non per infortunio, mi riferisco a quei centravanti che magari non toccano un pallone per 89 minuti e poi gli basta un lampo per cambiare una partita. Penso a centravanti come Lukaku e Vlahovic. Lo diceva pure Leonidas, una leggenda del calcio brasiliano, quando da commentatore parlava anche di me».

TROPPE 5 SOSTITUZIONI – «Non lo so, forse ora è giusto così considerando quante partite si giocano e i pochi giorni a disposizione per rifiatare. Una volta bastavano un portiere, un difensore e un attaccante in panchina, ora ci sono quindici giocatori. Diciamo che sono altri i fattori che proprio non mi vanno giù del calcio moderno».

VAR – «La gestione del Var, soprattutto a proposito del fuorigioco. Come si fa a pensare che un tacchetto o una mano possano far scattare il fuorigioco Il vantaggio per chi attacca c’è solo se tutto il corpo è davanti all’ultimo difensore, si dovrebbe fare la foto come nell’ippica se proprio si vuole ricorrere alla tecnologia. Poi serve chiarezza, una volta non si parlava di posizione passiva o attiva, con un giocatore oltre la linea era sempre fuorigioco. Ed era tutto più chiaro».

Fiorentina, giovedì da spettatrice: occhi ai possibili scontri, il Panathinaikos la squadra da evitare

Fiorentina, giovedì da spettatrice interessata: in campo i playoff di Conference League, ecco le due partite da visionare per i viola

Giovedì di playoff in Conference League, unica competizione in cui non ci saranno italiane a questo round perchè la Fiorentina si è qualificata tra le top 8 del girone in terza posizione e quindi per la Viola sarà un turno da spettatrice interessata, in particolare su due sfide: gli islandesi del Vikingur con il Panathinaikos e bosniaci del Borac Banja Luka contro l’Olimpia Lubiana. Queste sono le possibili squadre che la squadra di Palladino troverà al sorteggio per gli ottavi, con i greci la squadra da evitare.

VIKINGUR (4-2-3-1): Jonsson; Atlason, Ekroth,Fjoluson, Ibrahimagic; Andrason, Hafsteinsson; Agnarsson, Thandarson, Ingimundarson; Djuric. All. Ottesen.

PANATHINAIKOS (4-2-3-1): Lodygin; Kotsiras, Palmer-Brown, Ingason, Max; Siopis, Cerin; Tete, Bakasetas, Djuricic; Ioannidi. All. Rui Vitoria

BORAC BANJA LUKA (4-2-3-1): Manojlovic; Kvrzic, Meijers, Carolina, Herera; Grahovac, Zoric; Vokovic, Savic, Kulasin; Despotovic. All. Zizovic.

OLIMPIA LUBIANA (4-2-3-1): Vidovsek; Silva, Pedreno, Lasickas, Sualehe; Ratnik, Blanco; Pinto, Doffo, Brest; Florucz. All. Sanchez.

Sanremo Massimo Ranieri: «Pazzo per il Napoli: adoravo Krol, Maradona un artista, un peccato non averlo conosciuto. Ma nel cuore ho anche il Toro: dal Grande Torino a Meroni»

Le parole di Massimo Ranieri, in gara a Sanremo con ‘Tra le mani un cuore’, sulla sua passione per il calcio: dal Napoli di Maradona a quello di oggi

Massimo Ranieri è tra i cantanti in gara a Sanremo con Tra le mani un cuore e nel suo cuore c’è anche molto spazio per il calcio, Napoli ovviamente, ma non solo. Di seguito le sue parole a Tuttosport.

AMORE PER IL NAPOLI – «Certo! Un amore immenso. Tra le altre cose, poi, Diego cantava spesso “Perdere l’amore”. Mi sono arrivati tanti di quei filmati… Questa cosa mi riempiva di gioia. Il mio dispiacere, semmai, è che non l’ho potuto conoscere. Stringere la mano a questo piccolo grande uomo sarebbe stato un onore. Non era solo un giocatore immenso come Pelé, come Di Stefano, come Cruijff: lui era, oserei dire, un artista».

MASSIMO RANIERI COME CALCIATORE – «Io giocavo a Roma quando organizzavamo cantanti contro discografici. Sfide bellissime. Ero un’ala destra. Ho smesso perché all’epoca, parliamo del 1969-70, ero fragilino e accadde un episodio che mi fece riflettere. In un contrasto sulla fascia laterale un ragazzone mi diede una spinta in velocità e mi fece volare a terra così rovinosamente che mi ruppi il polso. Capii che non potevo più giocare e rischiare di farmi male visto che ero già entrato nella dimensione teatrale. Era una questione di responsabilità e rispetto verso la compagnia di cui facevo parte: se mi fermavo io, si fermavano le famiglie intere. Dunque con grande dolore ho dovuto rinunciare alla mia grandissima passione».

GLI PIACE QUESTO NAPOLI – «No, non mi piace… Di più! Mi piace tanto, tanto, tanto! Certo, alla prima partita abbiamo beccato tre gol dal Verona ed è stato un po’ umiliante, ma poi questo signore che si chiama Conte ha preso confidenza con la squadra e con l’ambiente, dunque ha reso il Napoli una cosa pazzesca: la squadra più bella che c’è in Italia, per come gioca. Un bel duello col Napoli di Spalletti. Dei giocatori mi piace tantissimo Anguissa: lui sfiora l’erba, è una piuma. E ora, grazie ad Antonio che l’ha messo quasi centravanti, fa anche i gol. Non aveva mai segnato così».

UNA PARTITA DEL NAPOLI CHE GLI É RIMASTA NEL CUORE – «La più grande tenerezza è stata quella che mi ha trasmesso il popolo napoletano quando abbiamo vinto lo Scudetto per la prima volta. Una gioia immensa. Una festa che più festa non si può. E con che squadra! Careca, Giordano, Maradona, Carnevale… Tra i miei azzurri preferiti c’è anche Ruud Krol: un altro gigante del calcio! Ci mancava solo che si mettesse in porta, per il resto giocava in tutti i ruoli. Partiva da dietro e andava a fare pure gol. Però le dico che oltre al Napoli, di cui ovviamente sono pazzo, c’è un’altra squadra mitica, del passato, che mi suscita grandi emozioni».

GRANDE TORINO E MERONI – «Il Torino. Meglio, il Grande Torino. Della tragedia di Superga mi parlava sempre mio padre. Piangeva, mentre mi raccontava di quegli eroi. I campioni su quell’aereo per lui erano dei miti. Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Grezar… Mazzola. Lui la conosceva a memoria, quella rosa. L’ha insegnata anche a me. E poi ho amato follemente Gigi Meroni: uno che dice no alla Nazionale pur di non tagliarsi i capelli, ma vi rendete conto?».

Beukema suona la carica: «Bologna, a San Valentino di regaliamo i tre punti! Siamo una famiglia e un corpo unico e vogliamo tornare in Europa»

Bologna, le parole di Sam Beukema in vista della prossima partita contro il Torino: «San Valentino? Regaliamo tre punti ai tifosi»

La 25ª giornata di Serie A si apre a San Valentino con la sfida Bologna Torino: al Dall’Ara i rossoblù cercano una vittoria per continuare ad inseguire l’obiettivo di tornare in Europa. Di seguito le parole di Sam Beukema a la Gazzetta dello Sport.

COSA VUOLE PER SAN VALENTINO – «Vado al sodo: tre punti per i nostri tifosi e noi. E magari anche un gol mio, che mi manca un bel po’: non importa come arriverà, mi piacerebbe arrivarci dopo due traverse prese (contro Aston Villa e Benfica, ndr). Forse ci siamo vicini, speriamo…».

PERCHÉ BISOGNA CREDERE NEL BOLOGNA – «Perché siamo una famiglia. Un corpo unico. E se giochiamo con umiltà, beh, sappiamo che possiamo fare tutto contro tutti».

COME DESCRIVERE LO SCORSO ANNO – «Amicizia. Si era creata un’alchimia fra noi, che ancora oggi esiste, enorme. Unica. Vede, abbiamo avuto Motta e ora Italiano: abbiamo fatto una grandissima stagione l’anno scorso e siamo lì anche quest’anno. Quindi… Valori forti. Qui è come una famiglia. Vuole sapere una cosa inerente al nostro spogliatoio?».

DISCORSI DI DI LORENZO E SKORUPSKI – «Anche, belli perché provengono dal cuore, pieni di significati. Ma non dimentico che l’anno scorso, prima della gara contro la Juve, nello spogliatoio ci hanno mostrato un video confezionato dall’ufficio stampa. C’erano tutti i famigliari, genitori, amici, mogli, fidanzate che ci salutavano con complimenti e amore. Ho ancora i brividi se ripenso ai miei genitori che dicono di essere orgogliosi di me».

PREVISIONI DI INIZIO ANNO E SETTIMO POSTO – «È stata difficile, ma è normale. Allenatore nuovo dopo un anno rimasto negli occhi e nella testa di tutti, cessioni importanti anche di amici, nuovi arrivi e concetti di gioco pure diversi. Ma anche Italiano è stato bravo: con passione e idee. Serviva tempo. E in più con quella splendida manifestazione, la Champions, in mezzo. Se è vero che Italiano parla molto? Moltissimo (sorride, ndr), a volte urla pure: non c’è mai il tasto stop. Ma a noi piace così. È giusto».

COSA LASCIA LA CHAMPIONS – «L’intensità da tenere. Quando, dopo aver giocato in Champions, ci siamo rimessi in campionato, abbiamo sempre tenuto un ritmo continuo, tosto. Poi a volte non sempre ti riesce tutto, ma se in A porti l’intensità della Champions hai più probabilità di vincere».

INTERESSE DELLE BIG – «Mio papà è il mio agente assieme a un’altra persona, a loro ho sempre detto: quando c’è qualcosa di concretissimo, parliamone. Sennò, niente. Ecco: non ne abbiamo mai parlato di mercato ma ripeto, io sono innamorato di Bologna, una città speciale, gente educata e tifosi passionali. Sarà che ho vissuto tante estati da piccolo a Riccione, lì abbiamo un appartamento: di questo territorio mi piace tutto».

Union SG-Ajax: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stade Joseph Marien andrà in scena la sfida di Europa League Union SG-Ajax: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stade Joseph Marien di Forest si giocherà la gara valevole per l’andata del playoff di Europa League tra Union SG-Ajax. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

UNION SAINT GILLOISE (3-5-2): Moris; Mac Allister, Burgess, Sykes; Niang, Khalaili, Vanhoutte, Sadiki, Machida; Ivanovic, Fuseini.

AJAX (4-3-3): Pasveer; Gaaei, Sutalo, Baas, Rugani; Klaassen, J. Henderson, K. Taylor; B. Traoré, Brobbey, Berghuis.

Orario e dove vederla in tv

Union SG-Ajax si gioca alle ore 18:45 di giovedì 13 febbraio per l’andata del girone di Europa League. Verrà trasmessa in diretta in esclusiva su Sky Sport. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Lazio Napoli, sfida a specchio tra Baroni, quanti duelli nella partita: scontro tra capitani in fascia, al centro Guendo sfida Zambo

Lazio Napoli, quanti duelli in campo sabato pomeriggio: Zaccagni e Di Lorenzo scontro tra capitani sulla fascia, in mediana Guendo e Zambo danno corsa, gioco e spirito

Lazio Napoli è una sfida che la Gazzetta dello Sport presenta come una partita con tanti duelli al suo interno: in particolare i più suggestivi sono quelli che si svolgeranno sulle fasce e in mediana.

Il primo vede Baroni e Conte contare molto rispettivamente sulla catena di sinistra il primo e di destra il secondo. Su quella fascia quindi sarà interessante la sfida tra Zaccagni e Di Lorenzo: i due partiti dalla provincia sono riusciti ad imporsi in una big e sabato si affronteranno con la fascia al braccio. A centrocampo invece la sfida di muscoli, grinta e qualità tra Mateo Guendouzi e Frank Zambo Anguissa: il primo aveva dominato all’andata come playmaker, il secondo invece, al netto di qualche fatica nelle ultime giornate, è diverso come stile, ma altrettanto utile per il tecnico, in particolare per la sua capacità innata di inserirsi e trovare il gol.

Juve Inter, derby in casa Thuram: Khephren contro Marcus. Benarrivo: «Che bello rivederli, a Marcus ho insegnato tutto io, Lilian come padre ha fatto un ottimo lavoro»

Juve Inter è la sfida dei fratelli Thuram: Marcus contro Khephren. Le parole di Benarrivo sul ricordo che ha dei due quando erano bambini a Parma

Juve Inter sarà una sfida speciale in casa Thuram, con il bianconero Khephren che affronta il fratello maggiore Marcus, elemento imprescindibile dell’attacco nerazzurro. E se il padre Lilian ha fatto capire chiaramente che al netto dell’affetto paterno, ma lui nel derby d’Italia tifa per il suo passato e quindi la Vecchia Signora, è sempre stato al fianco del figlio maggiore nell’anno dello scudetto della seconda stella, indossando anche la maglia dell’Inter (ma rimanendo coi piedi ben piantati a terra al coro ‘Chi non salta è juventino‘). Dei due fratelli Thuram ne ha parlato a la Gazzetta dello Sport anche Antonio Benarrivo, ex compagno del padre a Parma e che a Marcus ha insegnato anche i primi rudimenti del calcio. Di seguito le sue parole.

PAPÁ LILIAN – «É stato un autentico fuoriclasse in campo, un vero signore della difesa, e anche un grande genitore. Se non hai valori morali importanti, ai quali ti affidi nei momenti di difficoltà, non puoi nemmeno trasmetterli: lui li aveva e li ha dati in dono ai suoi figli che, guarda caso, grazie a quegli insegnamenti, sono diventati pure loro dei campioni. Non è un caso».

MARCUS DA BAMBINO – «Con il primo ho giocato. Mi divertivo, quando Lilian lo portava al campo, a farlo calciare, gli spiegavo come doveva mettere il piede… Poi io facevo il portiere e regolarmente lui mi faceva gol… Marcus era simpaticissimo, la vera mascotte della squadra».

KHEPHREN ANCORA NEONATO – «Eh sì, perché poi nell’estate del 2001 Lilian è stato venduto alla Juventus assieme a Gigi Buffon, e tutta la famiglia si è trasferita a Torino. A quattro anni, però, vi posso garantire che Marcus era già un bell’attaccante…».

IL PALLONE NEL DESTINO DI MARCUS – «Sto scherzando, ovviamente. Però il pallone non lo mollava mai, era il suo unico divertimento. Mentre noi ci allenavamo, sui campi della Certosa o al centro sportivo di Collecchio, c’erano i massaggiatori e i magazzinieri che lo facevano giocare. E poi veniva al Tardini a vedere le partite, e alla fine era sempre negli spogliatoi in mezzo a noi».

ANNI A PARMA – «Fu un periodo meraviglioso, per noi giocatori così come per le nostre famiglie. E Marcus era uno di noi. Si divertiva come un matto. So che anche in casa non si staccava mai dal pallone: Lilian aveva allestito una specie di piccolo campo nella taverna, con tanto di porta, e il piccolino giocava fino allo sfinimento assieme alla babysitter. Il suo idolo era Di Vaio. Quando faceva gol urlava sempre: “Di Vaio! Di Vaio!”. Sono davvero contento che questi due ragazzi si siano fatti strada nel mondo del calcio».

HA SENTITO LILIAN DI RECENTE – «Ogni tanto ci vediamo quando ci sono le ricorrenze di qualche vittoria a Parma. Con lui, però, non ho mai parlato di Marcus o di Khephren. Ma io li seguo con attenzione, quei ragazzi, perché attraverso di loro torno indietro nel tempo e mi sento di nuovo un giocatore».

CHI É IL FRATELLO MIGLIORE – «Hanno ruoli differenti, è impossibile dirlo. Marcus è alla seconda stagione in Italia emi pare che sia diventato un elemento insostituibile dell’Inter che, a mio avviso, è la squadra più forte del campionato. Si muove con intelligenza, fa gol, è bravo di piede e di testa. Insomma, gli ho insegnato bene, no? Khephren è giovane ed è appena arrivato alla Juventus, bisogna dargli il tempo di adattarsi. Però mi sembra che il ragazzo abbia tutte le qualità che un centrocampista deve possedere: grinta, spirito di sacrificio e visione di gioco».

Bayern Monaco, ecco il primo successo in trasferta, Kane senza limiti: 29 gol in 29 partite

Bayern Monaco, Olise e Kane confezionano la prima vittoria in Champions League in trasferta per i bavaresi: l’inglese è in media gol perfetta 29 su 29 partite

Il Bayern Monaco vince il primo round del playoff di Champions League contro il Celtic. I bavaresi erano alla ricerca del primo pieno successo in trasferta in questa edizione e arriva ai danni degli scozzesi. Apre Olise, raddoppia Kane e poi nel finale Maeda trova il gol che tiene i Bhoys in bilico nella speranza dell’impresa all’Allianz Arena.

La scena però se la prende, come sempre, Harry Kane. Il raddoppio arriva con una deviazione al volo su angolo, dove l’inglese si libera dalla marcatura e mette alle spalle di Schmeichel. Sono 29 le reti realizzate in 29 partite con una media perfetta di un gol a gara. Sabato i bavaresi affrontano il Bayer Leverkusen in un’altra trasferta: in caso di vittoria l’attaccante sarà un passo più vicino a mettere in bacheca il primo trofeo della sua carriera.

Capello Milan: «Forse hanno sottovalutato la partita, la qualità te la puoi permettere se comandi il gioco, non se corri all’indietro; per ora di gioco con Conceicao ne ho visto poco»

Le parole di Fabio Capello, ex tecnico del Milan, dopo la sconfitta dei rossoneri nel playoff d’andata di Champions League contro il Feyenoord

Fabio Capello a la Gazzetta dello Sport ha commentato la sconfitta del Milan in Champions League contro il Feyenoord. Di seguito le sue parole.

SCONFITTA – «Sapevo che il Feyenoord in casa è avversario ostico. Squadra che corre, ha discreta qualità e sa occupare bene il campo, trascinato pure da un pubblico molto caldo. Non era una trasferta facile e il Milan l’ha sofferta, offrendo una brutta prestazione. Lasciatemelo dire: forse in Italia è stata un po’ sottovalutata alla vigilia la sfida».

COSA É MANCATO IERI AL MILAN – «La partita è stata indirizzata e complicata dal clamoroso errore di Maignan dopo appena tre minuti. Da lì in poi il piano tattico ha sorriso al Feyenoord, che ha potuto chiudersi per ripartire in velocità, sfruttando anche il naturale disequilibrio di un Milan schierato con quattro giocatori offensivi più Reijnders. La qualità la puoi mettere quando comandi il gioco e apri spazi, ma se invece le tue stelle sono obbligate a correre più all’indietro che in avanti, allora vanno in difficoltà».

SI PUO’ RIBALTARE AL RITORNO – «Ovviamente sì. Ma servirà innanzitutto più rabbia. Il Milan di Rotterdam è stato troppo morbido quando c’era da battagliare. A San Siro mi aspetto una prova ben differente, però servirà stare molto attenti al contropiede degli olandesi. E in particolare a quell’Igor Paixao, che ha messo in seria difficoltà un veterano come Walker, che alla fine se l’è pure cavata, perché ha esperienza e intelligenza. Di tutti i calciatori offensivi in campo al De Kuit, il brasiliano del Feyenoord è stato di sicuro il più brillante».

LEAO – «Forse è l’unico che ha provato a fare qualcosa di concreto, ma anche nelle rare volte in cui è riuscito a superare un avversario, poi ha sempre sbagliato la scelta, il tocco o il cross, non incidendo alla fine».

JOAO FELIX – «Per lui vale lo stesso discorso di Pulisic. Se calciatori di grande qualità, ma leggerini, sono costretti a rincorrere più che a giocare la palla, poi soffrono. In particolare, Pulisic ha faticato anche nei rientri, mettendo a sua volta in difficoltà Fofana, Reijnders e soprattutto Walker, che spesso e volentieri si è trovato contro due uomini, di cui uno era sempre il bravo Paixao».

GIMENEZ – «Ritorno infelice, ma non so quanto sia colpa sua. Di sicuro il messicano non è stato brillante, ma quanti palloni utili a un centravanti come lui gli sono arrivati? Zero… Per un attaccante con le sue caratteristiche i rifornimenti sono indispensabili e a Gimenez non ne sono arrivati».

PAVLOVIC – «Solido, concreto. Sì, Pavlovic in difesa ha sbrogliato due o tre situazioni pericolose, perché il Feyenoord quando ripartiva lo faceva sempre in velocità e con una certa convinzione. Per fortuna il serbo ci ha messo più di unapezza e in generale la difesa ha retto. Pure Walker, che aveva a che fare con un Paixao in grande forma, di riffa o di raffa l’ha un po’ contenuto».

CENTROCAMPO – «La mediana a due Fofana-Reijnders è andata in difficoltà perché ha sofferto lo squilibrio generale di squadra. Non direi che è colpa di un singolo o dell’altro, ma dell’impianto collettivo».

IMPRONTA DI CONCEICAO – «Conceiçao qualche risultato l’ha fatto, come la vittoria della Supercoppa in Arabia o il passaggio del turno in Coppa Italia contro la Roma, ma io di gioco ne ho visto ancora poco. La squadra resta legata più che altro alle giocate dei singoli e fatica a muoversi come un blocco unico. Ma così diventa dura trovare continuità di rendimento…».

Milan, strike due per Conceicao in Champions League, anche con i fab four stecca con il Feyenoord – le pagelle

Conceicao, le pagelle del tecnico del Milan dopo la seconda sconfitta in Champions dei rossoneri con il portoghese in panchina

Il Milan perde il primo round dei playoff di Champions League contro il Feyenoord, secondo ko su due partite per Sergio Conceicao in Europa. Ieri a Rotterdam mette i big four: Leao e Pulisic all’ala e Joao Felix dietro a Santiago Gimenez, un attacco pesante che però non paga. Il gol preso a freddo con l’errore di Maignan non aiuta, ma manca completamente la reazione dei rossoneri. Di seguito le pagelle del tecnico.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 5 – «Sceglie il modulo offensivo. L’approccio è sbagliato e il gioco non è efficace. Subisce un tempo il Feyenoord: così non va».

CORRIERE DELLO SPORT 5 – «Manda in campo i fantastici quattro dall’inizio ma il gioco del suo Milan latita. Primo tempo regalato all’avversario, nella ripresa non c’è nemmeno la reazione».

TUTTOSPORT 5 – «Doveva fare meglio di Zagabria, invece il Milan è ancora un budino e i Fan Four là davanti sembrano i Take That della reunion senza Robbie Williams».

CORRIERE DELLA SERA 5 – «I Fab Four sono un lusso difficile da permettersi sotto la pioggia battente: il discorso qualificazione è rinviato a San Siro».

LA REPUBBLICA 5 – «Ogni volta che ritrova il Milan, lo riperde subito».

Porto Roma, Ranieri aspetta i gol di Dybala e mette in campo tutti i big, la probabile formazione

La Roma scende in campo questa sera contro il Porto: l’obiettivo è la vittoria e Ranieri si affida ai big e aspetta i gol di Dybala: la Joya cerca il primo gol in trasferta

La Roma scende questa sera in campo all’Estadio do Dragao contro il Porto nel playoff d’andata di Europa League. La coppa europea rimane l’ultimo obiettivo dei giallorossi con la corsa Champions in campionato molto compromessa e l’eliminazione in Coppa Italia. Per questo motivo Ranieri si affida a tutti i big questa sera – compreso Pellegrini – per cercare la vittoria e in particolare Paulo Dybala: la Joya in Europa League non ha ancora segnato in trasferta e questa sera vuole lasciare il segno. Davanti a Svilar difesa a tre con Mancini, Hummels e Ndicka; sugli esterni Saelemaekers e Angelino e in mediana Koné e Paredes. In attacco Dovbyk e dietro di lui l’argentino e capitan Pellegrini.

ROMA (3-4-2-1): Svilar, Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Kone, Paredes, Angelino, Dybala, Pellegrini; Dovbyk. All. Ranieri.

Rigore Hien, la reazione di Henry: «Non ci credo, sul serio lo hanno fatto?» – VIDEO

Rigore Hien, anche Thierry Henry come Gasperini ha commentato negativamente la scelta dell’arbitro e del VAR di concedere il penalty – VIDEO

Il rigore fischiato a Hien per un contatto che ha fatica si può chiamare tale su Nilsson ha scatenato la reazione di Gasperini che nel posto partita di Brugge Atalanta tuona che: «io le regole non le conosco più e sicuramente non mi piace». Non è il solo perchè il penalty concesso dall’arbitro turco Meler e confermato dal VAR van Boekel non ha convinto nessuno. Ecco come Thierry Henry alla CBS ha commentato la decisione.

«No, assolutamente no e poi no! Volete dirmi che sono andati a vederlo e lo hanno dato lo stesso? Non ci credo, sul serio?».

Gasperini, la rabbia a fine partita per il rigore è legittima, ma a Bruges serviva comunque qualcosa in più

Le pagelle di Gasperini dopo la sconfitta contro il Brugge: la sconfitta arriva in modo immeritato, ma dalla Dea ci si aspetta di più

A fine partita, dopo la sconfitta dell’Atalanta contro il Brugge Gasperini è una furia – legittimamente – con l’arbitro Meler e il VAR van Boekel per il rigore fischiato contro Hien che costa la sconfitta alla Dea e ora costringe i bergamaschi all’impresa in casa la settimana prossima. Detto questo è vero che il pareggio era il risultato più giusto, ma da una squadra come i nerazzurri era legittimo anche aspettarsi qualcosa in più e i giornali questa mattina rimandano il tecnico alla partita di ritorno. Di seguito le sue parole.

LA GAZZETTA DELLO SPORT 5.5 – «Giuste le scelte di invertire i terzi di difesa e le punte, ma la Dea non svolta, neppure nella ripresa. E stavolta i cambi non pagano».

TUTTOSPORT 6 – «Il pareggio era ampiamente meritato, ma l’inesistente rigore nel finale condanna la Dea alla sconfitta. E martedì serviranno due gol di scarto».

CORRIERE DELLA SERA 5.5 – «L’Atalanta non è brillante ma cresce nel finale. Il pari è più giusto e il rigore sembra una beffa. Ora serve qualcosa di più».

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