Pagina 1236 – Calcio News 24

Lazio, Gila verso la convocazione con la sua Nazionale? De La Fuente segue il difensore da vicino!

Lazio, Gila verso la convocazione con la sua Nazionale? De La Fuente segue il difensore da vicino! Le ultimissime

Le prestazioni del difensore biancoceleste Gila in questa prima parte di stagione lo hanno messo legittimamente tra i migliori difensori della nostra Serie A e, come riferito dal Corriere dello Sport, non sono decisamente passate inosservate.

Secondo il quotidiano già citato, il calciatore e difensore della Lazio è finito infatti nel mirino di Luis De La Fuente, commissario tecnico della Spagna, che a marzo potrebbe dargli una chance con le Furie Rosse. Staremo a vedere i prossimi mesi in biancoceleste…

Osimhen Juventus, Longari rivela: «Sogni ambiziosi ma il progetto bianconero lo è altrettanto» Le ultime

Osimhen Juventus, Longari rivela: «Sogni ambiziosi ma il progetto bianconero lo è altrettanto» Le ultime in casa bianconera

A Sportitalia.com, Gianluigi Logari, ha parlato così dell’interesse del mercato Juve nei confronti di Victor Osimhen. L’attaccante nigeriano non rientrerà al Napoli, che dovrà cederlo in maniera definitiva, e tra i club interessati in fila ci sarebbero anche i bianconeri. L’analisi e le ultime:

L’ANALISI – «Gli sviluppi riguarderanno anche gli altri reparti, attacco compreso. I sogni sono ambiziosi, come raccontato da Oshimen in giù, ma il progetto bianconero lo è altrettanto».

Cagliari, Pastore non ci sta: «Lasciare in panchina Marin e Viola e preferire altri è un peccato. Ecco perchè»

Cagliari, Pastore commenta: «Lasciare in panchina Marin e Viola e preferire altri è un peccato». La spiegazione e il motivo

Nel corso di Fontana di Trevi, programma di Cronache di Spogliatoio, il giornalista e autore Giuseppe Pastore ha parlato della stagione del Cagliari in Serie A con un focus su Marin e Viola. Le dichiarazioni:

PAROLE –  «Il Cagliari va a giocarsi uno scontro diretto a Venezia, che ha tutte le carte in regola per vincere, perché insomma, il Cagliari è più forte del Venezia. E si presenta con un 3-5-1-1 in cui i centrali di centrocampo sono Adopo, Makoumbou e Deiola. »

«Va bene tutto però, lasciare in panchina Razvan Marin, che è un signor regista per quel livello di classifica, lasciare in panchina Nicolas Viola, che sarà anche un giocatore discontinuo ma ha la qualità tecnica, anche per i calci piazzati, per le soluzioni balistiche, e invece andare a infoltirsi di muscolari che peraltro inaridiscono il gioco del Cagliari è un peccato».

Blob Calcio 2024: il mese di giugno. Ancelotti boom, il rimpianto di Ranieri, le speranze della Nazionale e un’Italia shock all’Europeo

Blob Calcio 2024, tutto quello che c’è da sapere e gli eventi più importanti nel mondo del calcio per il mese di giugno

Blob Calcio 2024, tutto quello che c’è da sapere e gli eventi più importanti nel mondo del calcio per il mese di giugno.

Beppe Severgnini: «La vittoria in Champions League di Carlo Ancelotti — la terza con il Real Madrid, la settima in totale (conteggiando le due da calciatore con il Milan)  — ha spinto il Financial Times a lodarne la saggezza spensierata. «Il valore dell’età di Ancelotti non è la prudenza. È quasi il contrario: una sfida alle convenzioni, nata dal fatto di non preoccuparsi più della propria reputazione. Parte della sua spensieratezza è innata, senza dubbio. Ma è cresciuta, non diminuita, con il tempo».
Claudio Ranieri: «Rimpianti? Non aver vinto lo scudetto con la mia Roma. Oggi posso dirlo: l’avrei volentieri scambiato con il titolo del Leicester»
Jorginho: «Fagioli vede il gioco, ma magari deve lavorare un po’ sull’impatto, ma arriverà col tempo. Lui ha qualità tecnica, vede bene le giocate. Cosa gli ho detto? Di mantenere l’intensità che è importante per la nostra squadra. E di dare ritmo, che stava scendendo, per rimanere più compatti».
Fabio Caressa: «Bisogna vedere l’inserimento di Chiesa un po’ più dentro il gioco sia da esterno che seconda punta. Il doppio playmaker Jorginho-Fagioli ad una intensità più alta non so se possa essere così interessante. Non ho dubbi che debba giocare Cambiaso, ho dubbi su Fagioli che piace molto a Spalletti».
Cesare Prandelli: «Scamacca è molto migliorato negli ultimi mesi, una crescita che lascia ben sperare. Però deve far gol. L’Europeo è la sua grande occasione».
Federico Bernardeschi: «Manca fantasia all’Italia? No, penso che ci siano molti giocatori di qualità. Basta guardare la formazione anti Albania: Jorginho fa girare la squadra, Barella si è affermato a livello internazionale, ha fatto un grande salto anche grazie alla finale di Champions, dietro ci sono Bastoni e Calafiori che impostano e Di Lorenzo che spinge, Chiesa salta l’uomo e Pellegrini lega le due fasi, in attacco Scamacca è diventato quello che tutti ci aspettavamo, perché le qualità le ha sempre avute. Dimarco è più un attaccante che un quinto e in porta c’è Gigio, uno piccolino… miglior giocatore dell’Europeo e quest’anno semifinale di Champions. Forse non ci sono tanti giocatori che possono creare superiorità numerica, ma la qualità non manca».
Francesco Calzona: «Italia-Spagna? Io sposo per intero quello che dice Spalletti. Intendo dire che l’Italia è una squadra che non si deve distrarre, non può permettersi cali d’attenzione. Si parla tanto del palleggio degli spagnoli, il palleggio è nella loro cultura, ma non è che a noi la palla scotti. Barella sa giocarla, Jorginho, Cristante e Pellegrini anche. Gli esterni pure e i due centrali Bastoni e Calafiori non hanno paura di trattarla. Per non parlare di Di Lorenzo e Dimarco. Chi può garantire che, se abbiamo la palla noi, ce la portino via? Abbiamo qualità, l’uno contro uno, sappiamo giocare nello stretto».
Igor Tudor: «È stato sorprendente, difficile da motivare. La Spagna è fortissima, ma tutti si aspettavano qualcosa in più dall’Italia. Sulle motivazioni tattiche non entro, ma sono convinto che la differenza vista in campo tra le due formazioni non sia reale».
Luciano Spalletti: «L’esperienza di Brozovic, Modric e Perisic sicuramente potrà incidere. Quando si ha a che fare con questi totem bisogna prenderli sull’intensità e sulla vivacità. Sono dei grandissimi calciatori».
Daniele Dallera: Una nazionale che in un Europeo riesce a battere a fatica solo l’Albania per diritto divino e si salva all’ultimo secondo contro la Croazia strappando un pareggio che ci ha portato a questo ottavo di finale e a una verità amara e inaccettabile: Nazionale di scarsa qualità, così piccina che la Svizzera è sembrata il Real Madrid»
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La serenità dell’Empoli: un attacco da retrocessione, una difesa da scudetto. E le big guardano con interesse a Ismajli…

La serenità dell’Empoli: attacco da zona retrocessione e settore difensivo da scudetto. E le big osservano Ismajli…

Con 19 punti in 17 giornate l’Empoli può certamente essere molto soddisfatto dell’impronta che Roberto D’Aversa sta dando alla stagione. Il tecnico ha ampiamente supportato con i fatti quel desiderio di riscatto che durante l’estate aveva pronunciato. E i numeri gli stanno dando ragione attraverso un’apparente contraddizione, che nel saldo della differenza reti trova la giusta misura. L’Empoli segna poco, anche se le sue punte stanno funzionando, chi più chi meno (e peccato che Pellegri sia andato incontro a un infortunio che lo escluderà a lungo).

Con 16 gol ha esattamente la cifra del Cagliari e uno in meno del Venezia, due club in questo Natale virtualmente retrocessi. Ma dietro, i toscani solo 19 reti, la stessa cifra di chi sta conducendo il campionato. Se il reparto si comporta come quello dell’Atalanta è perché anche alcune individualità stanno spiccando. Su tutti Ismajli, che potrebbe anche ricevere la proposta per entrare a far parte di una big. Sarà la Juve la più accreditata della sua possibile destinazione?

Sampdoria, ecco la strategia ed il budget per il calciomercato: Manfredi parla con gli investitori

Sampdoria, c’è la strategia ed il budget per il calciomercato: Manfredi parla con gli investitori. Le ultime in casa blucerchiata

Sampdoria, scatta l’ora del calciomercato. Come riferito da Il Secolo XIX, il Presidente blucerchiato Manfredi è certo: servono rinforzi al neo tecnico Leonardo Semplici in vista della sessione invernale per il proseguo di questo campionato di Serie B.

Manfredi sarebbe in continuo colloquio con gli investitori ed in particolare con il rappresentante della cordata di Singapore Joseph Tey. Il primo obiettivo chiaro è avere chiarezza sul budget da investire sul calciomercato, ma non solo in vista di gennaio, bensì con una prospettiva a medio termine per il futuro prossimo del club blucerchiato.

Calciomercato Milan, decisione presa per gennaio! Chukwueze in uscita, può lasciare Milanello

Calciomercato Milan, decisione presa per la finestra di gennaio! Chukwueze in uscita, può lasciare Milanello. I dettagli

Nicolò Schira, noto esperto di mercato, sul proprio profilo di X ha fortino questo aggiornamento sul calciomercato Milan in uscita. Le ultime in casa rossonera:

PAROLE – «Samuel Chukwueze potrebbe lasciare il Milan come rivelato due mesi fa. Le sue prestazioni non hanno soddisfatto il Milan, che ha aperto le porte alla sua cessione. Alcuni club stranieri (inglesi e sauditi) hanno già chiesto informazioni per l’ala nelle ultime settimane. Ancora nessuna offerta».

Cagliari, Pastore non ha dubbi: «Nicola è un grandissimo specialista di salvezze però…»

Cagliari, Pastore non ha nessun dubbio: «Nicola è un grandissimo specialista di salvezze però…». Le dichiarazioni

Nel corso della trasmissione Fontana di Trevi, sui canali di Cronache di Spogliatoio, il giornalista Giuseppe Pastore ha fatto un’analisi della stagione del Cagliari in Serie A. Le sue parole:

PAROLE – «Davide Nicola è un grandissimo specialista di salvezze: 5 volte quartultimo con 5 squadre diverse. Il Cagliari di Nicola è terzultimo, squadra che non è da terzultimo posto, c’è molto di peggio del Cagliari, come rosa e come allenatore visto anche il curriculum. »

«Però si sta inabissando, da qualche settimana, in una strana voglia di antico testamento: una squadra penitenziaria, una squadra che deve soffrire, perché il suo allenatore, che è bravissimo a dare un elettroshock a squadre in crisi, basta pensare alla Salernitana o all’Empoli lo scorso anno, ha questo approccio molto sui nervi, sull’impeto, sull’agonismo e non molto sulla qualità del gioco. »

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SU CAGLIARINEWS24

Mercato Inter, occhi su Bertola dello Spezia. I nerazzurri seguono con attenzione il difensore

Mercato Inter, obiettivo chiaro per la difesa: Bertola dello Spezia. I nerazzurri seguono con attenzione il difensore. Le ultime

Il nome di Bertola resta nel taccuino dei dirigenti del mercato Inter, che sono alla ricerca di nuovi innesti per la difesa della prossima stagione. Secondo Il Secolo XIX, non si è trovato l’accordo tra lo Spezia l’agente del giocatore Tinti. È praticamente certo quindi che il difensore a gennaio si trasferirà.

Il giocatore, stando alle richieste del tecnico D’Angelo resterà aggregato alla squadra fino a fine stagione, poi i piani del club prevedono una cessione entro i primi di febbraio e la volontà di ricavare una cifra vicina agli 1,2 milioni. L’Inter, già sulle tracce del difensore da tempo, resta alla finestra.

Juve-Fiorentina, Di Natale avvisa: «La Fiorentina ha idee e non guarda in faccia a nessuno, con Palladino può aprire un ciclo»

Juve-Fiorentina, Di Natale avvisa i bianconeri in vista della prossima sfida: «La Fiorentina ha idee e non guarda in faccia a nessuno»

L’ex calciatore dell’Udinese, Antonio Di Natale ha parlato al Corriere Fiorentino della Fiorentina, prossima avversaria della Juventus in Serie A. Ecco le parole dell’ex giocatore in vista della sfida in programma domenica 29 dicembre allo Stadium:

PAROLE – «La Fiorentina in zona Champions è una sorpresa fino a un certo punto, ha grandi giocatori, ma il segreto è Palladino. Ha idee e non guarda in faccia a nessuno, con lui la Fiorentina può aprire un ciclo. Per rimanere lassù saranno determinanti le ultime 10 partite»

Calciomercato Lazio, concorrenza sempre più folta per Belahyane! Ci sono anche loro sulle: le ultime

Calciomercato Lazio, concorrenza sempre più folta per Belahyane! Ci sono anche loro sulle: le ultime in casa biancoceleste

Nonostante manchino ancora dei giorni alla prossima sessione invernale di mercato, la Lazio e le squadre europee sono già a lavoro per assicurarsi i rinforzi per il proseguo della stagione. Secondo il Corriere dello Sport, i biancocelesti stanno seguendo con particolare attenzione Belahyane del Verona, per cui Setti chiede come base di offerta 20 milioni di euro.

Tale richiesta però prosegue il giornale romano, complicherebbe la trattativa visto che il club veronese è in procinto di cambiare la proprietà societaria. Oltre alla Lazio inoltre ci sono ben tre squadre sul calciatore ossia Inter, Napoli e Milan.

Le salvezze si costruiscono con vittorie al momento giusto: il caso del Como di Fabregas

Como, con tre vittorie Fabregas è sopra la zona retrocessione: l’analisi dei successi e soprattutto di quando, come e con chi sono arrivati

Per capire profondamente il significato di un campionato per un club, si possono ovviamente usare tante lenti interpretative. E se certamente la continuità dei risultati ha un suo peso rilevante, non di meno è considerare l’importanza di alcune gare che possono rappresentare una svolta. Come dire: vincere in certi momenti o contro certi avversari ha un peso specifico che va ben oltre la mera conquista dei 3 punti. Il caso del Como è tra i più significativi in tal senso. Fabregas è riuscito a conquistare finora 3 successi, che insieme a 6 pareggi collocano la squadra giusto un punto sopra la zona caldissima. Pensare che il primo acuto sia arrivato a Bergamo, contro quella che oggi è la capolista, fa una certa sensazione.

La carica di quest’impresa ha generato nella gara successiva il primo successo guadagnato davanti al proprio pubblico, in uno scontro diretto con il Verona. Infine, c’è stato il 2-0 imposto alla Roma nei minuti di recupero con l’uno-due firmato da Gabrielloni e Nico Paz, che ha permesso di ritrovare motivi per festeggiare dopo ben 9 giornate d’assenza. Se non ci fosse stato, il Natale dell’allenatore sarebbe stato più problematico, anche se la panchina non è mai stata oggetto di ipotesi di sostituzione.

Il Cagliari ha un problema: Nicolas Viola non è più lui. E i suoi gol mancano alla squadra…

Cagliari, Nicolas Viola non gira come faceva la scorsa stagione: a Davide Nicola manca il suo contributo, il paragone con la scorsa stagione

Al Cagliari sta mancando proprio lui e non è una notizia da poco. Non ci riferiamo meramente al calcolo delle presenze, ma al contributo che Nicolas Viola è in grado di fornire e che quest’anno ancora non si è manifestato pienamente. Ovvio, il contesto e il mister sono diversi, ma resta il fatto che di questi tempi nel 2023-24 aveva già illuminato due partite in maniera totale: il 4-3 con il Frosinone, dove si era rivelato decisivo nel trascinare la squadra; la gara appena successiva, quella contro il Genoa, vinta 2-1 anche grazie alla sua rete, che aveva fatto parlare di lui come del “talismano” del Cagliari.

Con Davide Nicola non si sta ripetendo quanto si era visto. Finora il fantasista ha veramente brillato in una sola circostanza, contro il Torino. Dove oltre ad avere siglato il suo tredicesimo gol nella massima serie, ha dimostrato ampiamente che quando è in giornata è il più fastidioso dei suoi. Di contro, non sono mancati alcuni passaggi a vuoto, persino in una gara come quella all’Allianz Stadium dove pure i sardi sono tornati a casa con un punto importantissimo. L’anno scorso ha chiuso il campionato con 5 reti. Riuscirà a ripetersi?

Buffon: «Mi piace questa A combattuta, il nostro calcio è cambiato; Motta? Massima stima, e basta con quel paragone»

Le parole di Gigi Buffon sulla lotta Scudetto, l’Atalanta in vetta alla Serie A e l’arrivo di Thiago Motta sulla panchina della Juve

Gigi Buffon ha parlato anche della Lotta Scudetto in Serie A in questo momento, di Thiago Motta alla Juve e dell’Atalanta nella sua intervista a La Stampa. Di seguito le sue parole.

LOTTA SCUDETTO MOLTO INCERTA – «Il nostro calcio è cambiato, dopo la Premier inglese ci siamo noi. Siamo cambiati nella testa e penso alla rivoluzione culturale di tanti allenatori: ora ci si diverte a vedere le partite di serie A».

ATALANTA – «L’effetto Atalanta fa bene a tutti: non sono sorpreso perché nel pallone come nella vita non si improvvisa niente se vuoi arrivare a certi livelli. La società della famiglia Percassi è un progetto lungimirante in piedi da un bel po’».

JUVE E MOTTA – «Per Thiago ho una grandissima stima e sono molto fiducioso su ciò che sta costruendo. Quando si interviene così in profondità ci vuole tempo. Motta è un allenatore meticoloso, preparato, abituato a certi livelli: lo conosco come compagno di squadra, devono dargli tutti una mano. Ai tempi di Lippi ci fu il passaggio a Foggia: via col tridente e la stagione decollò».

PARAGONE CON ALLEGRI – «Non scherziamo: basta con il paragone tra Motta e Allegri, non sta né in cielo né in terra. Uno ha vinto tanto, Thiago sta cominciando ora, chi li mette a confronto è spinto dalla volontà di infastidire l’ambiente».

20 ANNI DOPO IL SUO PRIMO LIBRO COSA É CAMBIATO ADESSO CHE ESCE IL SECONDO – «La percezione che hanno gli altri di me, soprattutto quando sono all’estero. E avevo già 40 anni suonati. Allegri mi diceva spesso: sei così perché non ti accorgi che cosa rappresenti per gli altri. Io l’ho scoperto con profondo candore».

Bologna: Italiano ha motivi per sorridere al futuro. A partire dall’intesa tra Castro e Orsolini, è l’argentino a creare occasioni per l’italiano

Bologna, uno dei segreti della squadra di Italiano è l’intesa tra Orsolini e Castro: l’argentino inventa, Orso finalizza

Il Bologna di Vincenzo Italiano è in un ottimo momento. Nelle ultime 4 gare ha ottenuto 3 vittorie e in queste occasioni la sua difesa non ha incassato gol. Ma se c’è un dato che può indurre a pensieri positivi per il futuro è l’intesa tra Castro e Orsolini, al netto del fatto che l’allenatore non ha potuto presentarli spesso insieme. Quando li si è visti, però, la connessione tra i due è sembrata all’altezza delle aspettative che si hanno in questa annata, dove è difficile ripetere l’exploit del quinto posto dell’anno scorso, ma non è neanche così impossibile.

La cosa interessante nel rapporto tra i due è che, a dispetto di quel che si potrebbe pensare, è più l’argentino a risultare prezioso per Orso, un aspetto che non sempre si vede da parte di un nuovo acquisto. A testimoniarlo ci sono tre gol di questa stagione, tutti siglati dall’esterno italiano. Quello di Cagliari, dove Santiago ha partecipato con un velo per il numero di Orsolini, conclusosi in rete. Quello a Roma, originato da un lancio a lunga gittata da parte di Castro, con il solito rientro sul piede forte da parte del compagno. Infine, l’imbucata in profondità in Coppa Italia con il Monza, azione velocissima conclusa con un morbido cucchiaio.

Chiellini in FIGC? Buffon: «Sarebbe perfetto, è preparato e curioso; è stato anche dei primi a continuare gli studi giocano, ora sono sempre di più»

Chiellini futuro presidente della FIGC? La candidatura di Gianluigi Buffon, suo ex compagno alla Juve: «É preparato e curioso»

Nell’intervista rilasciata a La Stampa Gigi Buffon, ha parlato di come vede i giovani di oggi, parlando anche di come molti calciatori oggi si laureino di più che ai suoi tempi. Inoltre, parlando di calciatori laureati, l’ex portiere della Juve, ha parlato anche di Giorgio Chiellini, suo ex compagno e ora dirigente bianconero e su un suo potenziale futuro da presidente della FIGC.

SOCIAL SEMPRE PIU’ DOMINANTI – «Sta a noi adattarci: non so se fosse meglio prima, so solo che oggi va così. I giovani non possono che essere condizionati dalla modernità galoppante: fare paragoni con i nostri tempi può non avere senso come non ha senso paragonare le epoche calcistiche».

GIOVANI DI OGGI E DI IERI – «Sono figli dei tempi come lo eravamo noi quando eravamo ragazzi. Di sicuro c’è una cosa: i troppi messaggi social impoveriscono il modo di parlare. Peccato: l’italiano è una lingua unica, per ogni azione o situazione c’è un sostantivo preciso, un aggettivo calzante, una sfumatura».

L’IMPORTANZA DELLO STUDIO PER GLI ATLETI – «Sono d’accordo: si tratta di una questione di metodo. Rimanere concentrati per 90’ non è semplice, lo studio ti dà un assist importante».

AUMENTO DEI LAUREATI TRA I CALCIATORI – «Capita perché prevale la consapevolezza di pensare a un domani senza pallone. Spesso la carriera è corta».

COME VEDREBBE CHIELLINO A CAPO DELLA FIGC – «Lo vedo benissimo. Giorgio è preparato, curioso, le sfide sono fatte per lui: sarebbe una bella prima volta per un giocatore presidente».

Serie C, gli auguri social di tutte le sessanta squadre – VIDEO

Serie C, gli auguri social di tutte le 60 squadre coinvolte, comprese le seconde squadre di Atalanta, Juve e Milan

La Serie C ha voluto coinvolgere i 60 club della Lega Pro per mandare sui social gli auguri a tutti i tifosi che hanno seguito la terza lega del calcio italiano.

VIDEO – «Anche quest’anno abbiamo voluto coinvolgere le nostre squadre per regalarvi degli auguri molto particolari, con creatività e simpatia come ingredienti principali: palleggi con cappellini di Babbo Natale, mascotte, esibizioni canore… non spoileriamo altro, ma vi invitiamo solo a guardare il video fino agli ultimi secondi: fidatevi, non ve ne pentirete».

Italia Buffon: «Non eravamo scarsi, ma ecco cosa non ha funzionato all’Europeo; con Vialli e Riva ho in comune questo»

Le parole di Gigi Buffon sul ruolo di capo delegazione della Nazionale, del flop agli Europei e del suo ruolo come successore di Riva e Vialli.

Gigi Buffon, nell’intervista concessa a La Stampa, ha parlato del suo ruolo di capo delegazione della Nazionale, del flop agli Europei e del suo ruolo come successore di Riva e Vialli.

CAPO DELEGAZIONE: COSA HA DETTO ALLA SQUADRA PER RIMUOVERE IL FLOP DEGLI EUROPEI – «Non ricordo cosa ho detto, non ricordo il mio discorso quando ci siamo ritrovati a settembre a Coverciano dopo l’eliminazione contro la Svizzera a Berlino. Dico quello che mi suggeriscono le viscere, non mi sono mai preparato. Anzi, mi capita spesso di domandarmi: ora vado là, davanti a loro, e come ne esco Una parola, due e non mi fermo più».

L’ITALIA SI É SENTITA TRADITA DALLA NAZIONALE – «Non eravamo scarsi, ma competitivi: qualcuno mi ha preso per matto dopo aver ascoltato la mia riflessione una volta atterrati a Fiumicino. Ma è ciò che penso».

COSA NON HA FUNZIONATO – «Alchimia, non è scattata. E l’Italia vince non perché è la più forte, ma perché si crea qualcosa di magico nelle difficoltà: è sempre andata così quando abbiamo ottenuto un successo».

SUCCESSORE DI RIVA E VIALLI – «Io sono io. Non potevo e non posso pensare di interpretare la nuova esperienza come lo ha fatto chi mi ha preceduto: non potrei reggere il paragone. Una cosa, però, la posso dire: credo che a Gigi e Gianluca mi accomuni la credibilità e una certa autorevolezza. La mia vita è 80 per cento serenità, scherzo, voglia di vivere, entusiasmo… Sono bizzarro. Ma i ragazzi nello spogliatoio sanno che, quando scatta il 20 per cento di serietà, cambia la musica: mi faccio comprendere, riesco a contagiarli».

Capello: «Il tecnico di solito sente l’atmosfera dello spogliatoio, certo fa effetto vedere Conte e Fonseca agli opposti»

Le parole di Fabio Capello sulla differenza di approccio tra Fonseca, che dà 3 giorni di riposo ai suoi, e Conte che fa una doppia seduta

Fabio Capello su La Gazzetta dello Sport, ha fatto il confronto tra Paulo Fonseca e Antonio Conte e l’approccio diverso tra il tecnico del Milan e del Napoli in vista di questi giorni natalizi, con il primo che ha concesso tre giorni di riposo e il secondo che ha programmato una doppia seduta. Di seguito le sue parole.

CONTE FA DOPPIA SEDUTA, FONSECA DA’ 3 GIORNI DI RIPOSO – «Dall’esterno non si può dire. Solamente il tecnico respira l’atmosfera dello spogliatoio della sua squadra e decide di conseguenza. Poi certo, fa effetto vedere due allenatori utilizzare una strategia completamente diversa tra loro, ma di sicuro Conte e Fonseca avranno le loro buone ragioni».

CONTE PUNISCE LA SQUADRA PER LA GARA DI GENOVA – «Non lo so, ma contro il Genoa il Napoli ha sofferto parecchio. Bisogna precisare però che tutte le squadre di testa hanno vinto sì, ma faticando parecchio. Anche l’Atalanta contro l’Empoli. Il Napoli ha fatto un ottimo primo tempo, poi nella ripresa è stato decisivo Meret, altrimenti niente tre punti. Sono comunque segnali importanti, perché vincere quando l’avversario ti mette alle corde dà morale e compattezza al gruppo».

Blob Calcio 2024: il mese di maggio. Perché il Milan non va su De Zerbi? Juric deve decidere cosa fare. Bologna da Champions E Spalletti parla di chi è arrivato dopo di lui al Napoli…

Blob Calcio 2024, tutto quello che c’è da sapere e gli eventi più importanti nel mondo del calcio per il mese di maggio

Il meglio dell’anno in una serie di frasi. Tra previsioni azzeccate, sbagliate, ricordi e polemiche. Ecco il mese di maggio.

Arrigo Sacchi: «Puntare su un profilo giovane, su un allenatore che ha voglia di emergere e che ha già dimostrato il suo valore. Mi pare che nella rosa dei nomi esaminata dai dirigenti del Milan ci fosse quello di De Zerbi. Ecco, lui sarebbe un tecnico che potrebbe fare bene. Ha fatto esperienze importanti, anche dal punto di vista umano, che ne hanno favorito la maturazione. Penso al periodo che ha trascorso in Ucraina. E poi è andato in Inghilterra, dove ha conosciuto il campionato più affascinante del mondo. La Serie A la conosce benissimo, a Sassuolo è stato bravo e ha migliorato i giocatori che gli sono stati messi a disposizione. E poi, dato fondamentale da tenere in considerazione, De Zerbi dà un gioco alle squadre».

Billy Costacurta: «Sono una persona paziente, credo ci voglia tempo per capire le reali intenzioni. Per certi versi il silenzio può essere una strategia: non comunicano il nuovo allenatore per paura di perderlo. O come quando dicono che le decisioni vengono prese insieme: sì, ma alla fine chi comanda davvero? Allo stesso tempo non credo si debba necessariamente dire tutto, ma dare del pirla a Cardinale è crudele. Basta vedere la sua storia, come nasce e cosa è diventato. Davanti a lui giù il cappello e complimenti, poi si inizia a parlare».

Urbano Cairo: «Parlare oggi di giocatori che hanno ‘tradito’ secondo me non ha senso. Chiedete a Juric. Quando lo scorso anno mi chiese di prendere Ilic gli risposi che l’avrei fatto se fosse rimasto con noi. I contratti finiscono… se non ne fai un altro, è evidente. Vagnati rinnoverà il contratto con noi e ci penserà. Quando Juric avrà fatto le sue valutazioni vedremo».

Massimo Cellino: «Brescia e il Brescia hanno potenzialità per stare lì, meritano la Serie A. Tutto l’ambiente deve crederci di più, non deve avere paura di puntare in alto».

Luciano Spalletti: «Tre allenatori in genere non si cambiano neanche in cinque anni. Come si fa in pochi mesi ad assimilare tante cose da uomini che hanno metodi e caratteri diversi? I giocatori, talvolta, devono essere confortati, convinti di essere forti. Basta un nulla per demotivarsi. Ragazzi giovani come Zirkzee, Kvara per esempio vanno coltivati, difesi e sostenuti ogni giorno».

Diego Milito: «Lautaro non fa la differenza in Europa? Non scherziamo! Un giocatore straordinario che segna, lotta ed è un leader. In ogni stagione fa meglio della precedente. Ha già segnato a Barcellona e Liverpool, ha deciso la semifinale di Champions contro il Milan. Ma di cosa stiamo parlando? É cresciuto in tutto. Senza dimenticare che non è mai facile fare il capitano dell’Inter»

Lautaro Martinez: «Inzaghi ci lascia giocare liberi e allenare con felicità. Ci divertiamo, e non solo perché adesso si vince. In questi tre anni è cresciuto anche lui assieme a noi, nella tecnica, nella tattica, nel modo con cui parla alla squadra. Abbiamo fatto un salto tutti insieme. È una persona tranquilla ma, quando si arrabbia, si arrabbia sul serio… Quando lo chiamiamo “demone” per scherzare, lui si gira e ride…».

Papu Gomez: «Non molla una palla e ti punta sempre, pensa sempre in avanti, per fare gol. Può fare male ad una squadra come il Bayer Leverkusen che a volte lascia campo aperto».

Lewis Ferguson: «Abbiamo iniziato a suonare la musica della Champions League prima della partita contro il Napoli. Io ero già infortunato, arrivato dalla riabilitazione, e quando ho varcato il cancello del centro di allenamento ho sentito la musica. Mi sono messo a ridere tra me e me. Ho pensato: “Che squadra pazza”. Ma la verità è che è stata sicura di sé, lo siamo stati tutti. E sapevamo di avere una squadra forte e di poter raggiungere l’obiettivo. La città è felice».

Buffon: «La mia vita è fatta di scelte, alcune giuste altre sbagliate, ma con un filo conduttore; ho rinunciato ai soldi per questa cosa»

Le parole di Buffon, capo delegazione dell’Italia, sui motivi che lo hanno spinto a scrivere il suo nuovo libro, che racconta la sua vita tra gioie e errori

In una lunga intervista rilasciata a La Stampa Gigi Buffon ha voluto parlare del suo libro Cadere, rialzarsi, cadere, rialzarsi e di cosa lo ha spinto a scriverlo. Di seguito le parole dell’ex portiere della Juve e attuale capo delegazione della nazionale italiana.

COSA HA VOLUTO SPIEGARE NEL SUO LIBRO – «La mia è una vita fatta di scelte. Qualcuno le capisce, altri no: ma le scelte fatte hanno sempre una logica, un filo conduttore».

QUANDO É IN PACE CON SE STESSO – «Quando sono me stesso: sempre. Non riuscirei a vivere in un modo diverso, sto bene se faccio qualcosa che mi mette in discussione e che può accrescere la mia autostima: spesso ho pagato in prima persona, ma non ho mai messo in mezzo gli altri, la squadra, la società».

CREDIBILITÁ – «Per la credibilità devi rinunciare anche ai soldi. E io, spesso, l’ho fatto».

LA CREDIBILITÁ PORTA ALLA LIBERTÁ – «Si, me la sono guadagnata. Anche ammettendo o raccontando i miei errori, le mie debolezze».

NON NASCONDERE LE PROPRIE FRAGILITÁ PUO’ AIUTARE GLI ALTRI SE SI É UN PERSONAGGIO FAMOSO – «Non lo so. So solo che aiuta me. I supereroi non esistono, l’ho toccato con mano in questi anni».

NIENTE SUPEREROI – «Siamo tutti uomini medi e ognuno di noi può tirare fuori gesti virtuosi o scivolare in azioni deprecabili. Come diceva Andreotti: non vedo giganti accanto a me, condividere le fragilità è un segreto della vita. Di tutti».

Premier League, il regalo di Gary Neville a Jamie Carragher, leggenda del Liverpool: «Jamie, ‘Blue’ per sempre» – VIDEO

Premier League, il regalo particolare di Gary Neville a Jamie Carragher, leggenda del Liverpool: «Sarai ‘Blue’ per sempre»

Simpatico siparietto andato in onda su SportBible: Gary Neville, ex calciatore del Manchester United e ora noto opinionista calcistico, ha fatto un regalo speciale al suo ex avversario e ora collega Jamie Carragher, leggenda del Liverpool.

In uno scambio di doni l’ex United gli ha fatto un regalo molto particolare: un mattone del nuovo stadio dell’Everton, altra squadra di Liverpool, su cui ci sarà scritto «Jamie Carragher, Blue per sempre», strappando una risata di tutti i presenti, compreso uno con la fama di duro come Roy Keane.

Blob Calcio 2024: il mese di aprile. Motta andrà alla Juve, l’Inter è la più forte, DE Rossi è un grande allenatore ma anche De Zerbi…

Blob Calcio 2024, tutto quello che c’è da sapere e gli eventi più importanti nel mondo del calcio per il mese di aprile

Il meglio dell’anno in una serie di frasi. Tra previsioni azzeccate, sbagliate, ricordi e polemiche. Ecco il mese di aprile

Dusan Vlahovic: «Quando sono arrivato ho avuto la fortuna di giocare con Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci. Sono due persone fantastiche, mi hanno aiutato ad integrarmi nella squadra. Ho parlato con Del Piero, Buffon, Marchisio, mi hanno spiegato cosa significa giocare alla Juventus. Li ringrazio tutti. Sogno di vincere con la Juventus la Champions, lavoro duro e darò il meglio per vincere quella competizione».

Guido Vaciago: «Ad oggi nemmeno i protagonisti, ovvero lo stesso Allegri, Cristiano Giuntoli, Maurizio Scanavino e, in ultima analisi, John Elkann, hanno la certezza di cosa accadrà. Di certo la sensazione sempre più diffusa e netta è che l’intenzione sia quella di cambiare la guida tecnica, ma scambiare la sensazione per un fatto consolidato può essere un errore. La società non ha ancora comunicato ad Allegri le proprie intenzioni perché non è obbligata a farlo, visto che l’allenatore ha ancora un anno di contratto, ma è ovvio che questo può essere a modo suo un segnale».

Carlo Pizzigoni: «Io parto sempre dall’uomo. Nel percorso di Thiago Motta c’entra molto l’idea che lui a 15 anni è nel settore giovanile del Barcellona. Nelle conferenze stampa di quest’anno col Bologna non regala tanto, perché è rimasto scottato dalle prime interviste fatte al Genoa, quando gli misero delle etichette idiote. Però qualche volta si lascia andare e i riferimenti sono sempre a quel mondo del Barcellona di Guardiola e di Cruyff. Lui ha quei tipi di riferimenti. E lui ha questa grandezza di pensiero, sia quando giocava che adesso che allena»

Marco Tardelli: «Uso un esempio dei miei tempi: si pensa il contrario, ma pure Maradona ha avuto bisogno dei compagni per fare diventare grande il Napoli, e dunque anche loro. Ognuno risolve i problemi dell’altro: una grande squadra nasce così. Un esempio più attuale? L’Inter vicina allo scudetto: un grande gruppo, anzitutto».

Massimo Moratti: «C’è una notevole superiorità rispetto alle altre squadre, così com’è successo la stagione passata con il Napoli: le squadre avversarie hanno sicuramente avuto dei problemi, non sono state all’altezza dell’Inter che, tranne il regalo di due anni fa, i suoi punti li ha conquistati con grande merito»

Fabio Capello: «Per giocare in quel ruolo devi già essere un allenatore in campo, perché hai la visione d’insieme: lanci l’attacco e proteggi la difesa, tenendo d’occhio la posizione di compagni e avversari. De Rossi era un calciatore con un’intelligenza tattica superiore e non mi stupisce che oggi stia avendo risultati in panchina».

Vincenzo Montella: «Che avesse le stimmate del grande allenatore lo si capiva anche quando giocava. Daniele però è riuscito a fare tutto in pochissimo tempo, il suo arrivo ha avuto un impatto incredibile sui giallorossi. La sua Roma è coraggiosa ma sempre logica, ha grande equilibrio».

Massimo Gramellini: «De Rossi aggiunge alla competenza quella credibilità che ti consegna soltanto la passione. Osservandolo si capisce che, quando perde la Roma, non ci dorme la notte. E forse è anche per questo che, da quando l’allena lui, la Roma non perde quasi più»
Riccardo Cucchi: «La fase difensiva è importante. Ma lo è di più quella offensiva. Nessuna ossessione tattica e grande qualità tecnica individuale. Aggiungiamo una percentuale di precisione nei passaggi che sfiora e supera il 90% e l’assenza di sceneggiate. Ed esce Real Madrid-Manchester City
».

Filippo Galli: «Il suo Brighton è una delle squadre che preferisco guardare. Roberto è un allenatore formatore, che migliora i singoli lavorando sul collettivo. Propone un calcio diverso da quello della tradizione italiana, speculativo, difensivo a oltranza».

Migliori maglie 2024: le scelte di un noto portale di maglie storiche: ci sono due italiane, la seconda è una vera sorpresa – FOTO

Migliori maglie 2024: la scelte delle divise più belle di questa stagione fatte dal noto portale Classic Football Shirt e dagli addetti ai lavori

Il noto portale Classic Football Shirts, specializzato nella vendita di maglie calcistiche vintage da tutto il mondo, con un post su Instagram ha reso note le scelte per le migliori divise del 2024, facendo scegliere a calciatori, calciatrici e addetti ai lavori arrivando alla fine a 18 dei migliori kit di questa stagione.

Tra queste ci sono due indossate da squadre Italiane: per ItalianBach e FTBL la terza maglia della Juve – blu notte con dettagli di logo Adidas vintage e vecchio simbolo dorati – è la migliore della stagione, ma la sorpresa è in Serie C: per Copa90 infatti la migliore divisa dell’anno è quella casalinga della Triestina della Kappa. Tra le altre sorprese, da segnalare quella del Versailles: sia in casa che in trasferta Kappa ha fatto un gran lavoro.

In dei post precedenti il portale aveva già rivelato le prime 30 tra le migliore maglie: con Juventus e Triestina ci sono anche – senza nessun ordine particolare – la prima del Napoli, la terza della Sampdoria,il Milan Bologna, e Palermo, tutti e tre da trasferta.

Arsenal, periodo di fiocchi azzurri e rosa per i Gunners: la domanda (e la reazione) ad Arteta in conferenza stampa – VIDEO

Arsenal, nei prossimi mesi tanti fiocchi azzurri o rosa in casa Gunners: l’ilare domanda di un giornalista ad Arteta su questo – VIDEO

L’Arsenal ha battuto il Crystal Palace 5-1 e tra i gol segnati c’è anche quello di Kai Havertz, che ha esultando mettendosi il pallone sotto la maglia per simulare un pancione, esultanza usata pochi giorni prima da Gabriel Jesus, sempre contro il Palace, in Coppa di Lega. Dopo la partita in chiusura di conferenza stampa un giornalista ha fatto una domanda molto ironica su tutte le gravidanze in casa Gunners al tecnico Arteta: ecco come è andata.

DOMANDA – «Ho notato che in settimana Gabriel Jesus ha festeggiato il gol mimano un pancione, la stessa cosa che ha fatto oggi Kai Havertz, inoltre anche la moglie di Odegard è incinta: c’è qualcosa che devi dirci su cosa stai facendo a questi ragazzi?».

RISPOSTA – «(ride, ndr.) Buon natale a voi e alle vostre famiglie»

Blob Calcio 2024: il mese di marzo. Giuntoli e Allegri vanno d’accordo, Motta ha un futuro all’Inter, il Napoli si riprenderà e gli arbitri non vanno per un motivo semplice

Blob Calcio 2024, tutto quello che c’è da sapere e gli eventi più importanti nel mondo del calcio per il mese di marzo

Il meglio dell’anno in una serie di frasi. Tra previsioni azzeccate, sbagliate, ricordi e polemiche. Ecco il mese di marzo.

Arrigo Sacchi: «Il mercato non è stato fatto bene. E non mi riferisco alle qualità individuali, visto che Pulisic ha offerto un ottimo rendimento e Loftus-Cheek dopo un inizio difficile è cresciuto. Ma sarebbe servito un difensore centrale affidabile e soprattutto un centravanti valido, che facesse rifiatare Giroud. Purtroppo è difficile integrare tanti stranieri insieme. E ho l’impressione che molti acquisti non siano stati decisi o almeno condivisi da Pioli e, se davvero fosse così, sarebbe un errore grave. In generale credo che il modo in cui è stata composta la rosa non sia quello giusto, non ho visto un progetto come era accaduto nel recente passato, ma una serie di operazioni slegate una dall’altra. E così è difficile creare una squadra competitiva».
Fabrizio Biasin: «Giuntoli e Allegri vanno d’amore e d’accordo. Giuntoli vuole fare quello che ha fatto a Napoli, costruendo la Juve dal punto di vista dell’ordine e dell’organizzazione. Nella seconda stagione proverà a costruire la sua Juve, con il suo mercato e con il suo allenatore, che non è ne Allegri ne tutti quelli che vengono associati come Conte o Zidane. Io credo che Giuntoli porterà il suo allenatore
».

Marco Materazzi: «Thiago è concreto senza inutili bollicine, intelligente, preparato. Poteva prendere in corsa il Psg, lì aveva la strada spianata ma ha voluto farsi le ossa a Genova, Spezia e ora a Bologna: si è costruito passo dopo passo e ha evitato salti nel buio, come il Napoli post-scudetto. Anche questo fa capire che testa abbia, il suo Bologna è forte come lui. Spero che non vada in una grande d’estate e resti lì in Emilia per un po’, così noi continuiamo a vincere con Inzaghi e poi un giorno, chissà quando, potrà essere lui a prendere il posto di Simone».

Andrea Cambiaso: «Cerco sempre di esternare i miei pensieri, le mie emozioni. Lo faccio in modo sincero e diretto. Ma sono cosciente che il calcio in Italia è una malattia e ogni volta che si apre bocca si rischia di scontentare o ferire qualcuno. Per questo il regno dei luoghi comuni è il più tranquillo: “Speriamo di far bene”, “Il mister mi dice dove giocare”, “Gli avversari sono temibili”. Se stai in quel recinto non hai problemi. E io stesso talvolta non sfuggo a questa comodità»

Faouzi Ghoulam: «Col Sassuolo abbiamo rivisto un Napoli brillante. Ho visto determinazione, organizzazione e naturalezza nelle giocate: la mano di Calzona. Un allenatore molto preparato, che riesce ad ottenere il massimo dai calciatori: è molto esigente ma sa parlarci, ha grandi doti umane. É l’allenatore giusto, con una visione moderna e propositiva del calcio. Può fare un grande lavoro e sono convinto che sia la migliore scelta per il presente ma anche in chiave futura: sarebbe perfetto per aprire un nuovo ciclo».

Julio Cesar: «Potrei citare Inzaghi che sta gestendo tutto in una maniera fantastica, ma molto di quello che stiamo vivendo è nato nella finale di Champions. Per tutti il Manchester City avrebbe dovuto stravincere e invece ha rischiato… L’eredità di quella partita è stata importante a prescindere dal risultato: in quel momento tutto il mondo si è accorto di quanto questa Inter sia diventata matura. Prima di tutti, però, se n’è accorta l’Inter stessa: questa convinzione accompagna ora la squadra. In più, ha giocatori forti e funzionali in tutti i ruoli».

Eraldo Pecci: «É un momento delicato, nel quale ci sono molti errori da parte dei direttori di gara. Il ricambio generazionale non è facile e la qualità media dei fischietti non è alta. Però spezzo una lancia a favore degli arbitri: secondo me il regolamento, invece di aiutarli, li danneggia. Nel calcio non si può correre con le mano dietro la schiena o saltare con le braccia legate al corpo. C’è l’impressione che chi scrive le regole non capisca molto di pallone, o quantomeno non ci abbia mai giocato…»

Milan, le ultime sulle condizioni di Musah: ecco come sta il centrocampista

L’ex Valencia è reduce da un infortunio e ci sono nuovi aggiornamenti sui tempi di recupero

Secondo Tuttosport, ci sono novità importanti che riguardano le condizioni di Yunus Musah, centrocampista del Milan reduce da un infortunio e che sta cercando di recuperare il prima possibile.

A differenza di cosa si pensava fino a qualche tempo, il giocatore ha bruciato le tappe e potrebbe unirsi al gruppo che si allenerà a Milanello il 26 dicembre in vista della gara contro la Roma.

Milan, Adani: «Cardinale ha mostrato inferiorità e frustrazione, vi spiego»

Lele Adani è intervenuto per parlare delle dichiarazioni di Cardinale contro l’Inter. Ecco il suo pensiero

Lele Adani ha parlato durante la trasmissione Viva El Futbol su Twitch delle dichiarazioni di Gerry Cardinale. Il proprietario del Milan aveva attaccato l’Inter di Zhang, con tanto di risposta di Marotta. Queste le parole di Adani:

LA VISIONE IMPRENDITORIALE – «C’è una visione o una chiamata imprenditoriale, ma non può esserci visione sportiva se vai a chiamare in causa l’altra squadra che fa questo vincendo. Se tu sei lucido, in una visione imprenditoriale non devi mai mostrare frustrazione: quando tu citi l’Inter che sta vincendo facendo cose giuste, mostri frustrazione e senso di inferiorità, che è esattamente la cosa contraria che dovrebbe fare un imprenditore».

CLICCA QUI PER LEGGERE L’INTERVISTA COMPLETA DI ADANI SU INTER NEWS 24

Cagliari, al lavoro verso la sfida contro l’Inter: le ultime su Mina e Zito Luvumbo

I rossoblu si preparano alla grande sfida contro l’Inter di Inzaghi: queste le ultime sui top infortunati

Il Cagliari si appresta ad ospitare l’Inter di Simone Inzaghi all’Unipol Domus. La squadra si è allenata come di consueto alla Crai Sport Center prima della pausa natalizia. Di seguito il report dell’allenamento odierno:

CAGLIARI – «Vigilia di Natale in campo per i rossoblù di mister Davide Nicola, impegnati al CRAI Sport Center nella preparazione alla gara di sabato 28 dicembre contro l’Inter. Esercizi di attivazione ad iniziare la seduta odierna, spazio poi a delle esercitazioni tecniche seguite da una serie di partitelle a più squadre giocate a campo ridotto.

Lavori personalizzati per Zito Luvumbo e Yerry Mina: il difensore deve smaltire un fastidio al polpaccio sinistro.

La ripresa degli allenamenti è fissata per giovedì 26, al mattino.»

De Laurentiis: «Un 2024 a metà. Antonio Conte? Anima nuova per il Napoli. L’anno scorso la colpa fu di…»

De Laurentiis, presidente del Napoli, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione tra gli errori della stagione precedente e Antonio Conte

A Radio CRC, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione tra l’anno scorso e questa stagione.

ERRORI DI ADL – «Innanzitutto Buon Natale a voi. Dividiamo l’anno nei primi sei mesi e nei secondi sei mesi che si stanno concludendo. Dopo 14 anni di successi, unica squadra sempre in Europa, c’è stato bisogno di un blocco, la prendo così, filosoficamente. Gli errori li ho fatti io, mi prendo tutte le responsabilità, non voglio accusare nessuno altrimenti la lista sarebbe troppo lunga, io sono l’imprenditore puro che investe il proprio denaro, tra i pochi, ed è giusto prendermi tutte le responsabilità nei confronti dei nostri straordinari tifosi».

ARRIVO CONTE – «Nella seconda parte ho trovato l’uomo Antonio Conte, a cui faccio gli auguri con la sua splendida famiglia, mi ha aiutato facendomi capire che c’era bisogno di ristrutturare. Avevo ancora molti calciatori dello Scudetto, ma c’era bisogno di instaurare con loro e con i nuovi un’aria nuova, da grande competizione per giocarcela con tutti. Ringrazio lui, Oriali che è venuto ad aiutarlo, tutto il suo staff, i migliori auguri ed il ringraziamento per l’amore e l’impegno quotidiano con i ragazzi perché sono anche ragazzi da indirizzare. Abbiamo anche i nostri giovani con i loro staff e gli allenatori, la Primavera che sta facendo molto bene, anche a loro un grande augurio per proseguire così. Un nuovo acquisto che mi sta vicino e mi sta dando la sua disponibilità, voglia e capacità, Giovanni Manna, finalmente un giovane vicinissimo a me, e questo giovanotto viene anche da una mia seconda identità perché oltre ad essere italiano io sono anche molto svizzero e lui è stato un cultore dello sport in Svizzera e sta dando il meglio di se vicino ad una persona esigente per non andare più duro come il sottoscritto».

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