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Chelsea-Fulham: dove vederla, orario e probabili formazioni

A Stamford Bridge la sfida di Premier League Chelsea-Fulham: le ultimissime di formazione con orario e dove vederla in tv

A Stamford Bridge a Londra si giocherà la gara valevole per la 18ª giornata di Premier League tra Chelsea-Fulham. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

CHELSEA (4-2-3-1): Sanchez; Gusto, Fofana, Colwill, Cucurella; Lavia, Caicedo; Madueke, Palmer, Pedro Neto; Jackson.

FULHAM (4-3-3): Leno; Tete, Diop, Cuenca, Robinson; Berge, Lukić, Wilson; Pereira, Iwobi, Jiménez.

Orario e dove vederla in tv

Chelsea-Fulham si gioca alle ore 16:00 di giovedì 26 dicembre per la diciottesima giornata di campionato di Premier League. Verrà trasmessa in esclusiva su Sky Sport Uno e Sky Sport Calcio. La partita sarà visibile in streaming per i clienti Sky su Sky Go o per i clienti NOW TV sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Genoa, la scelta più forte di Vieira non è se far giocare o meno Balotelli, ma avere scelto Leali al posto di Gollini

Genoa, la scelta più forte di Patrick Vieira non è se far giocare o meno Mario Balotelli, ma avere scelto Leali al posto di Gollini. Il focus

La scelta più pesante di Patrick Vieira non è stata quella di portare rancore per i litigi passati e “non vedere” di conseguenza Mario Balotelli. Certo, l’ex bomber della Nazionale ha avuto poco spazio, ma di fatto aveva una preparazione da recuperare. E chissà che i pochi minuti finali di Genoa–Napoli, con il palo annesso, non cambino prima o poi la situazione. L’intervento più importante del tecnico francese, oltre a una proposta tattica diversa, è avvenuta esattamente dall’altra parte del campo, nel ruolo del portiere.

Con Vieira, Gollini non ha più avuto la titolarità e Leali ha approfittato dell’occasione. Gollini era reduce da un’operazione, ma al ripristino della condizione fisica adeguata non ha corrisposto il recupero del suo posto tra i pali. E a onor del vero, chi lo ha sostituito si è effettivamente ben comportato: Leali è stato assolutamente decisivo per conquistare il punto a San Siro contro il Milan, soprattutto nell’intervento decisivo sul “fuoco amico” della deviazione di Badelj. Gara finita tra i due o vedremo ancora un ribaltone?

Calciomercato Lazio, sirene per Castrovilli a gennaio: ecco quale squadra avrebbe puntato il centrocampista

Il calciatore biancoceleste potrebbe lasciare la Lazio già nella sessione di calciomercato di gennaio

Gaetano Castrovilli, centrocampista della Lazio, sarebbe vicino a salutare la Capitale. Arrivato dalla Fiorentina in estate, il calciatore non starebbe trovando tanto spazio a seguito di diverse situazioni.

Per questo secondo Alfredo Pedullà, non è da escludere una cessione imminente del classe 1997- Su di lui c’è l’Udinese che avrebbe effettuato un sondaggio. Attualmente non c’è nulla di concreto, ma non è comunque una pista da escludere.

Calciomercato Juventus, Rashford in bianconero? Ecco quanto c’è di vero sull’attaccante inglese

Le ultime sul possibile approdo del calciatore del Manchester United alla Juventus: gli aggiornamenti

Marcus Rashford è prossimo alla cessione. Ormai non è una novità che il classe 1997 lascerà il Manchester United, anche se bisogna ancora capire in quale squadra verrà ceduto. Nicolò Schira ha fatto il punto della situazione.

L’attaccante è stato anche accostato al calciomercato Juventus che vorrebbe sfruttare l’occasione per migliorare il reparto offensivo. È ancora presto per sbilanciarsi, ma sicuramente il giocatore non rimarrà a Manchester.

Genoa, la scelta più forte di Vieira non è se far giocare o meno Balotelli, ma avere scelto Leali al posto di Gollini

Il Genoa a sorpresa toglie Gilardino dalla panchina e offre una chance in Serie A all’ex centrocampista Vieira

La scelta più pesante di Patrick Vieira non è stata quella di portare rancore per i litigi passati e “non vedere” di conseguenza Mario Balotelli. Certo, l’ex bomber della Nazionale ha avuto poco spazio, ma di fatto aveva una preparazione da recuperare. E chissà che i pochi minuti finali di Genoa-Napoli, con il palo annesso, non cambino prima o poi la situazione. L’intervento più importante del tecnico francese, oltre a una proposta tattica diversa, è avvenuta esattamente dall’altra parte del campo, nel ruolo del portiere. Con Vieira, Gollini non ha più avuto la titolarità e Leali ha approfittato dell’occasione.

Gollini era reduce da un’operazione, ma al ripristino della condizione fisica adeguata non ha corrisposto il recupero del suo posto tra i pali. E a onor del vero, chi lo ha sostituito si è effettivamente ben comportato: Leali è stato assolutamente decisivo per conquistare il punto a San Siro contro il Milan, soprattutto nell’intervento decisivo sul “fuoco amico” della deviazione di Badelj. Gara finita tra i due o vedremo ancora un ribaltone?

La Fiorentina ha smesso di fare una cosa in zona gol. Per questo stanno calando prestazioni e punti?

La Fiorentina è una delle squadre più sorprendenti questo campionato calcio di Serie A, ma ora arriva il difficile

Due sconfitte consecutive, tra Bologna e Udinese, hanno smorzato l’entusiasmo in casa viola. Palladino è stato molto preciso nell’analisi della sconfitta di lunedì davanti al proprio pubblico, dicendo che dopo l’immediato 1-0 di Kean dal dischetto, la squadra ha smesso di giocare. Stanno mancando un po’ le energie, forse, il che non è strano per una squadra che ha anche la Conference League tra gli impegni da onorare, operazione riuscita benissimo con la qualificazione diretta.

C’è un piccolo indizio a suggerire come la stanchezza sia anche mentale. Nella prima parte della stagione, tra quanto fatto in Italia e in Europa, ci sono stati molti gol “sporchi”: la Viola è una squadra che sa segnare molto sulle respinte e lo ha fatto con tanti interpreti diversi: Martinez Quarta, Adli, Kean, Colpani, Gosens, Sottil e Mandragora, decisivo nell’ultima gara in Portogallo nelle battute finali un cross basso deviato dal portiere. Ma quanto è successo in coppa non lo si vede da un bel po’ in Serie A, dove un tap-in vincente manca da 7 giornate. E se fosse proprio questa prontezza di riflessi la cosa più urgente da ritrovare

La serenità dell’Empoli: un attacco da retrocessione, una difesa da scudetto. E le big guardano con interesse a Ismajli…

I toscani solo attualmente undicesimi in classifica con 19 punti conquistato in 17 partite di campionato

Con 19 punti in 17 giornate l’Empoli può certamente essere molto soddisfatto dell’impronta che Roberto D’Aversa sta dando alla stagione. Il tecnico ha ampiamente supportato con i fatti quel desiderio di riscatto che durante l’estate aveva pronunciato. E i numeri gli stanno dando ragione attraverso un’apparente contraddizione, che nel saldo della differenza reti trova la giusta misura.

L’Empoli segna poco, anche se le sue punte stanno funzionando, chi più chi meno (e peccato che Pellegri sia andato incontro a un infortunio che lo escluderà a lungo). Con 16 gol ha esattamente la cifra del Cagliari e uno in meno del Venezia, due club in questo Natale virtualmente retrocessi. Ma dietro, i toscani solo 19 reti, la stessa cifra di chi sta conducendo il campionato. Se il reparto si comporta come quello dell’Atalanta è perché anche alcune individualità stanno spiccando. Su tutti Ismajli, che potrebbe anche ricevere la proposta per entrare a far parte di una big. Sarà la Juve la più accreditata della sua possibile destinazione?

Blob Calcio 2024: il mese di ottobre. De Rossi via è una vergogna, Conte è il migliore, la Juve ha fatto la rivoluzione e il ritorno di Balotelli

Blob Calcio 2024, tutto quello che c’è da sapere e gli eventi più importanti nel mondo del calcio per il mese di ottobre

Il meglio dell’anno in una serie di frasi. Tra previsioni azzeccate, sbagliate, ricordi e polemiche. Ecco il mese di ottobre.

Flavio Insinna: «Mandare via De Rossi è stata una vergogna. Mi dispiace molto perché è una persona seria che ama la Roma. Non c’è stato rispetto».

Radja Nainggolan: «Anche io ho avuto la fascia. E avevo davanti Totti e De Rossi… e allora? Io ho tanta personalità, mi fischiano o mi applaudono fa lo stesso, mi entra da un orecchio e mi esce dall’altro. Io non ho mai sofferto le negatività intorno a me. Pellegrini è intelligente. È un buon giocatore: dovrebbe pensare un po’ meno a quello che dice di lui la gente».

Marco Parolo: «Inter-Napoli? Difficile trovare qualcosa in cui il Napoli sia superiore, soprattutto singolarmente. Forse a centrocampo è al livello dei nerazzurri e poi il modo in cui Conte sfrutta Lukaku riduce la differenza pure davanti».

Edin Dzeko: «Chi vince il campionato? Io spero l’Inter, è ancora la migliore, anche se quest’anno i miei ex compagni stanno dando maggiore attenzione alla Champions. E poi il Napoli è già entrato nella “modalità Conte”: lui porta sempre tutti al massimo delle possibilità. Sì, ci siamo sfiorati diverse volte: è stato un peccato non essere stato allenato da lui».

Roberto D’Aversa: «É il migliore a ricostruire, lo dice la sua storia. Lui non vuole partecipare, vuole vincere. Lo può fare, perché ha una squadra forte e non ha le coppe. Non me ne voglia il mio amico Inzaghi, ma faccio il tifo per Antonio».

Christian Vieri: «Questo è Antonio. Poi, ha anche la fortuna, fra virgolette, di non partecipare alle coppe europee. La squadra è libera, può lavorare tutta la settimana, ed è l’ideale in una fase di costruzione, di ripartenza. Sì, non ho dubbi: il Napoli lotterà per lo scudetto».

Walter Sabatini: «Daniel Maldini è molto forte. Lo dissi a papà Paolo tempo fa. Ha personalità, prende rischi ed è propositivo».

Claudio Ranieri: «Quella della Juventus è stata una vera rivoluzione, anche culturale. Si è lasciato un modo di giocare per abbracciarne un altro. A prescindere dai gusti, il cambiamento è stato notevole. La Juve di Motta era un punto interrogativo dopo tutti i cambiamenti, anche negli uomini. Thiago è stato rapido a trasmettere e convincere la squadra delle proprie idee. E adesso si ha la certezza che la Juventus lotterà con l’Inter e con il Napoli. Conte è un vincente, è partito forte e alla lunga non giocare le Coppe qualche vantaggio glielo darà visti i calendari intasati delle altre».

George Weah: «La Juventus è la squadra per cui tifo. Io da piccolo impazzivo per Platini, avevo in testa solo lui. Ma quando giocavo contro la Juve facevo sempre gol perché quello era il mio lavoro. Voglio solo che Timothy abbia una bella carriera, mia moglie è stata la prima che lo ha sostenuto. Io gli ho detto di essere disciplinato e paziente, perché la pazienza è una virtù. Io stavo in panchina, poi è arrivato il mio momento e ho giocato, spero che lui abbia una carriera come la mia. Una carriera meravigliosa, deve lavorare sodo. Sono stato molto felice quando ha firmato per la Juventus, ma lui può crescere ancora».

Giancarlo Marocchi: «Intanto vorrei che la giocassero. Io ho come l’impressione che l’Inter proverà a giocarla e a vincere più della Juve, perché la Juve con Motta tende a fregarsene del campionato, che avrebbe bisogno di una grandissima partita. Cioè questo è un derby d’Italia, questa è la partita e sarebbe bello se si giocasse, ma ho come l’impressione che la Juve la stiano costruendo, non avendo un attacco eccezionale al quale ti puoi affidare, va costruita questa squadra…».

Cesare Prandelli: «Balotelli ha ragione: ora non serve parlare, dev’essere giudicato per quello che farà in campo. Deve capire che quest’ultima chance è la più importante per farsi ricordare. Non mi fraintenda, è già nella storia dell’Italia, nei ricordi più belli. Ma tutti vorremmo un gol meraviglioso al debutto. Sarebbe una favola. Difficile, lo so, ma se chiudiamo gli occhi le favole ci accompagnano sempre».

Blob Calcio 2024: il mese di settembre. L’inizio di Juve Milan, Inter e Napoli, ci lascia Schillaci, Platini ha un’idea rivoluzionaria per migliorare il gioco

Blob Calcio 2024, tutto quello che c’è da sapere e gli eventi più importanti nel mondo del calcio per il mese di settembre

Il meglio dell’anno in una serie di frasi. Tra previsioni azzeccate, sbagliate, ricordi e polemiche. Ecco il mese di settembre.

Fabio Capello: «Cosa manca alla Juve? Il tempo, innanzitutto il tempo. Come ho già detto, l’Inter è una macchina rodata che viaggia a pieni giri. Può avere qualche piccolo intoppo, ma ha certezze acquisite come basi. Inzaghi l’allena da tre anni, ha fatto una finale di Champions e vinto uno scudetto. La Juve, invece, è ancora in costruzione. Koopmeiners è arrivato da qualche giorno e non si allenava da parecchio. L’ultima partita ufficiale, se non sbaglio, l’aveva giocata mesi fa… Discorso simile per Conceiçao e Gonzalez, anche loro all’esordio a Torino. Mentre Thuram si è fatto male subito e Douglas Luiz deve crescere di condizione. Insomma, non abbiamo ancora visto la vera Juve di Motta fatta e finita, sebbene le premesse facciano ben sperare».

Mauro Tassotti: «La squadra ha poco equilibrio, si spacca in due e prende gol in contropiede. Credo che si voglia difendere più di reparto rispetto allo scorso anno quando si vedeva l’uomo contro uomo. Ma non so quanto tempo abbiano avuto a disposizione per lavorarci: Pavlovic ed Emerson sono arrivati dopo e non è che le cose nascono così. Intesa e perfezione dei movimenti non si ottengono schioccando le dita, ci vogliono tempo e applicazione. E soprattutto devono difendere da squadra: e se il Milan vuole avere una trazione offensiva, serve che gli stessi giocatori d’attacco aiutino in fase difensiva. E non parlo solo di Leao: nel calcio moderno si difende e si attacca in undici. I difensori non sono in grado di difendere in parità se non in inferiorità numerica, serve l’aiuto di tutti».

Zvonimir Boban: «Rispetto tanto il lavoro fatto da Fonseca allo Shakhtar, al Lilla e al suo inizio a Roma. È appena arrivato a Milano e bisogna dargli tempo, ma quello che mi preoccupa è che non abbia ancora la certezza che questa squadra può e deve giocare solamente con il 4-3-3, con Bennacer davanti alla difesa e non in panchina. Così le mezzali possono dare equilibrio e aiuto agli esterni super offensivi come Leao e Pulisic. Reijnders non può giocare a due in mezzo, Loftus non è creativo per fare il dieci. Sono due mezzali, sono dei cursori e portatori di palla, non veri organizzatori di gioco. Fonseca è all’inizio, è intelligente e spero si possa correggere perché al di là dei risultati il problema è il gioco, che per ora non esiste».

Olivier Giroud: «Ibra è Ibra, anche da dirigente. Conosce molto bene il calcio e il Milan soprattutto. Se scegli Zlatan, come ha fatto RedBird, devi fidarti: Ibra deve avere carta bianca».

Wesley Sneijder: «Un vecchio proverbio olandese dice: “Ogni inizio è… difficile”. Questo, poi, lo è particolarmente: c’è molta pressione sull’Inter che ha vinto uno scudetto storico e ha tutto per ripetersi. In generale, la squadra non si è potuta allenare con continuità, e questo vale soprattutto per Lautaro, anche così si spiega la partita negativa di Monza. Credetemi, però: non c’è nessun allarme, niente di cui preoccuparsi. La squadra è forte, ha radici solide. Ma è anche vero che quest’anno ha rivali più agguerrite».

Antonio Conte: «Il vantaggio è che puoi allenare la squadra per tutta la settimana, lo svantaggio è che non è competitiva come quelle che giocano in Europa. Detto questo, continuiamo a lavorare, lo facciamo per avverare i sogni ma la realtà dice che siamo molto lontani per fare voli pindarici».

Zdenek Zeman: «Alla Juventus Schillaci si impose immediatamente e penso che chi ebbe modo di vederlo e di conoscerlo non abbia mai avuto dubbi che riuscisse a dimostrare ciò che si portava dentro. Una fame per il gol che lo aiutava a divorare i palloni: non aveva un solo modo di far gol, ne conosceva tanti; e non c’era uno schema che preferisse a un altro, lui la porta la sentiva anche se non la vedeva».

Michel Platini: «La soluzione per il calcio? Bisognerebbe forse togliere un giocatore e giocare in dieci. Nel Novecento si è iniziato a giocare in undici, ma allora i giocatori correvano meno, erano più lenti ed anche meno forti fisicamente».

Il poker di gol capolavoro dell’Inter. Le reti più belle con Inzaghi non le fanno gli attaccanti…

Il poker di gol capolavoro dell’Inter. Le reti più belle con Simone Inzaghi non le fanno gli attaccanti… Il focus sui nerazzurri

Di gol l’Inter ne ha fatti tanti e almeno 4 sono iscrivibili alla categoria del capolavoro. Quattro assi di un poker, ecco il meglio sotto il profilo realizzativo maturato in questa prima parte di stagione. Doverosa annotazione: non sono gli attaccanti a creare le perle ed anche questo certifica il valore della squadra.


1) Barella in Inter-Atalanta.
Pavard va a lottare su un pallone al limite dell’area. Barella capisce tutto in anticipo, arriva di gran carriera sul punto di caduta della sfera e prima che tocchi terra la colpisce con un sinistro al volo imprendibile. Molto di meglio non si può fare.

2) Bisseck in Verona-Inter. Mkhitaryan a Correa che prolunga di tacco, Bisseck riceve spalle alla porta, si gira e in caduta mette sotto la traversa. Esempio di un gol improvviso e improvvisato, eseguito come si deve e anche di più.
3) Dimarco in Inter-Parma. Triangolo all’indietro con Mkhitaryan, Dimarco riceve palla, dribbling con tacco di sinistro e tiro di destro. Se il terzino sinistro di Inzaghi viene considerato tra i migliori d’Europa è anche perché sa inventare prodezze di questo genere.
4) Barella in Inter-Parma. Stessa gara, altra meraviglia. Tutto nasce da un lancio di Mkhitaryan, grande ispiratore della serata. Il centrocampista della Nazionale se ne va a campo aperto, si allunga il pallone e quando arriva in area di rigore fa una finta a rientrare, per poi spiazzare il portiere. Più che un gol, sembra un volo.

Blob Calcio 2024: il mese di agosto. L’Europeo fa ancora male, Osimhen al Milan è il sogno proibito, Vlahovic farà tanti gol e il pronostico di Capello su Guardiola

Blob Calcio 2024, tutto quello che c’è da sapere e gli eventi più importanti nel mondo del calcio per il mese di agosto

Il meglio dell’anno in una serie di frasi. Tra previsioni azzeccate, sbagliate, ricordi e polemiche. Ecco il mese di agosto

Miroslav Klose: «Ho seguito il torneo e onestamente secondo me ci si aspettava un livello più alto dalla competizione. C’era grande attesa per alcune partite che poi non sono state davvero emozionanti. Forse ha prevalso troppo la tattica».

Lorenzo Casini: «L’Europeo è stato un disastro, che purtroppo parte da lontano. L’Italia manca dalla fase finale dei Mondiali del 2014 e dai Giochi olimpici dal 2008. La vittoria di Euro 2020 ha illuso molti, purtroppo. Si è allentato troppo il legame tra settore giovanile, dilettantismo e professionismo, perché molti talenti si perdono o abbandonano o non arrivano in serie A. L’anno scorso abbiamo riformato il campionato Primavera, per esempio, con risultati positivi, e il numero della seconde squadre di A è passato da uno a tre in due anni. Ma non basta».

Karol Linetty: «All’inizio abbiamo incontrato delle difficoltà. Soprattutto dal punto di vista del gioco difensivo, ad esempio nelle scalate: il nostro concetto non è più stare uomo su uomo, ora lavoriamo sugli spazi e ci posizioniamo a zona. Dopo un inizio di studio, abbiamo capito di più le idee del mister: con il Lione molte scalate sono riuscite, abbiamo iniziato a parlarci di più tra di noi per aiutarci. La comunicazione ha funzionato. Lo si è visto in campo, anche nei movimenti con la palla: iniziamo a giocare meglio, ora andiamo avanti».

Piotr Zielinski: «Al centrocampo aggiungerò le mie giocate, di qualità, ma anche esperienza perché a 30 anni qualcosa l’ho vista… Voglio dare all’Inter più gol e assist possibili».

Beppe Bergomi: «Mai sentirsi arrivati. Quest’anno l’Inter non può scegliere: la stagione scorsa, in Champions, c’è stata qualche rotazione in più, stavolta sarà diverso. E i 19 punti di vantaggio sul Milan vanno azzerati, come se non esistessero. È quella la chiave».

Samuel Chukwueze: «Vorrei chiudere gli occhi, riaprirli e vedere Osimhen qui al Milan. Gli dico sempre: “Sicuro che non vuoi venire?” e lui: “Samuel, lo sai che è difficile…”».

Daniele De Rossi: «Baldanzi? Ci credo ciecamente. Mi piace tanto, ha tanta qualità e ritmo, poi intensità. Quando gioca sulla fascia può mancargli un po’ di gamba per attaccare come piace a me, invece lì in mezzo è imprevedibile, è attivo e sempre pericoloso. Sta crescendo tantissimo e diventerà decisivo negli ultimi sedici metri che forse è l’ultima cosa che gli manca per diventare un giocatore fortissimo. Centrocampista, esterno, trequartista: è intelligente, ha qualità, è sempre frizzante, vivo. Mi piace tanto».

Arrigo Sacchi: «In questi anni, alla guida di una squadra come l’Atalanta, che non è mai stata tra le grandi del nostro campionato, Gasperini ha fatto cose straordinarie. Di lui ammiro l’aggressività, che inevitabilmente comporta anche rischi».

Massimo Zampini: «L’Atalanta è impressionante per come sul mercato ha risposto ai problemi. Si è rotto Scamacca e il giorno dopo ha preso Retegui, adesso il blitz su Bellanova addirittura prima di Torino-Atalanta. Ho l’impressione che si presenti col cash».

Sandro Veronesi: «Dusan possiede colpi unici. Adesso gli manca soltanto una stagione in cui segna con continuità per dieci mesi, come Lautaro lo scorso anno e Osimhen nel 2022-23. Sono convinto che questo clima di competitività e solidarietà interna che si respira alla Juventus esalterà Vlahovic».

Fabio Capello: «Si parla di un possibile addio di Guardiola a fine della stagione, la cosa renderà la squadra più cattiva, determinata e vogliosa perché Guardiola vorrà lasciare un ricordo che è già grande e che vuole sia enorme. Il City ha tutto per far bene: esperienza, forza, determinazione, qualità. E sembra che Haaland stia ancora meglio dello scorso anno».

Milan Roma, la decisione di Fonseca su Theo Hernandez: ecco cosa succederà con il terzino francese

Si avvicina l’ultima sfida dell’anno per Milan e Roma. In casa rossonera ci sono novità su Theo Hernandez

Il 29 gennaio 2024 alle ore 20:45 andrà in scena la sfida di Serie A Milan Roma. Un match interessante che dunque chiuderà il 2024 delle due squadre. Secondo calciomercato.com, Paulo Fonseca avrebbe preso preso una decisione definitiva sull’impiego di Theo Hernandez.

PAROLE – «Se davvero, dunque, la questione fisica è il principale motivo dell’allontanamento dagli 11 titolari, ecco che Theo non più alcuna voglia di aspettare e ha deciso di lanciare un segnale importante a tutto il mondo Milan e al proprio allenatore in particolare. In vista della partita contro la Roma (domenica 29 dicembre, ore 20.45, a San Siro), Fonseca ha programmato qualche giorno di riposo – ieri compreso – fissando la data della ripartenza degli allenamenti al 26 dicembre, permettendo così ai giocatori di passare questi giorni di festività assieme alle proprie famiglie. Theo, tuttavia, vuole dimenticare il prima possibile questo momento complicato e desidera ritornare alla forma migliore nel minor tempo possibile. Per questo motivo, il francese ha scelto ieri di presentarsi comunque a Milanello (insieme ad altri compagni, tra cui l’appena tornato in gruppo Ismael Bennacer), rinunciando a un giorno di ferie e svolgendo una seduta personalizzata – con l’aiuto di un membro dello staff rossonero – per dare seguito al proprio programma stilato per ritrovare lo smalto dei tempi migliori. Una scelta di carattere e di determinazione in vista di una serie di impegni di assoluto livello per il Milan, pronta ad affrontare prima la Roma (dove Fonseca potrebbe rispolverare Theo dal 1′, complice anche la possibile assenza di Leao) e poi la Juventus nella semifinale della Supercoppa Italiana».

Calciomercato Inter, Pedullà fa impazzire i tifosi: c’è questo nome nella testa della dirigenza nerazzurra

Il calciomercato Inter ha messo nel mirino questo profilo per le prossime sessioni. Ecco chi è

Manca poco a gennaio, il mese del calciomercato. L’Inter è tra le squadre messe meglio e dunque si può concedere il lusso di programmare con calma. Secondo Alfredo Pedullà, c’è questo nome che piace tantissimo ai nerazzurri.

CALCIOMERCATO INTER – «Ci sono due club che viaggiano con un vantaggio siderale sulla concorrenza, almeno sei mesi, sto parlando di Atalanta e Inter. La Dea lavora in anticipo che è una meraviglia, magari farà qualcosa già tra poche settimane (piacciono Frendrup e Cherki). Non partecipo al luogo comune che “se vanno via da Bergamo diventano calciatori normali” per il semplice motivo che prenderei Ederson (seguito dal Manchester United per la prossima estate) e Lookman tra cinque minuti senza alcun tipo di scrupolo. 

L’Inter studia profili dal sicuro avvenire: Nico Paz sarebbe la pedina in grado di aggiungere qualità e fantasia a un organico già ricco, arriverebbe un difensore soltanto se l’emergenza dovesse diventare un fastidio. Probabilmente l’Inter rinvierà a luglio perché all’interno di qualsiasi ciclo prima o poi bisogna rinfrescare. Esattamente come dentro quella bellissima villa dove spesso devi dare un colpo di vernice alle pareti».

Milan, Pellegatti: «Tutta la verità su Allegri. Attenzione a questa cosa…»

L’ex tecnico rossonero è tra i possibili sostituti di Fonseca in caso di esonero dell’allenatore portoghese

Massimiliano Allegri al Milan? Più di una volta si è fatto il nome dell’ex allenatore proprio dei rossoneri e della Juventus in correlazione ad un esonero di Fonseca. A parlarne è stato il noto giornalista di fede milanista Carlo Pellegatti su YouTube.

PAROLE – «Da quello che so io non ci sono mai stati contatti del Milan con Allegri, parlando ogni tanto con lui. Poi attenzione, può anche dirmi una cosa non vera per questioni di opportunità, magari c’è una trattativa in corso… ma è giusto, non è che lo deve dire a me».

Zirzkee Juventus, i bianconeri non mollano l’attaccante: ecco il piano e la situazione

I bianconeri insistono sull’ex Bologna, pupillo di Thiago Motta in rossoblu. Ecco la situazione

oZirkzee Juventus, tutto è ancora possibile. A riferirlo è Alfredo Pedullà che per Sportitalia.com ha fatto il punto della situazione in casa bianconera lasciando aperta la pista che porterebbe all’attuale attaccante del Manchester United.

IL COMMENTO – «Siccome un attaccante non può bastare, anche se restasse Milik bisognerebbe dare un compagno di viaggio attendibile per Vlahovic, altrimenti il rischio di malinconia e smarrimento è dietro l’angolo. Proprio per questo la Juve continua a seguire le evoluzioni legate a Zirkzee (e non solo)».

Milan, Scaroni: «Vi spiego le parole di Cardinale. Esonero Fonseca? La verità è questa»

Il numero uno del Milan è intervenuto per affrontare affrontare alcuni temi delicata in casa rossonera

Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha rilasciato una lunga e interessante intervista a Il Corriere della Sera. Sono diversi gli argomenti interessanti tra cui le dichiarazioni di Cardinale contro l’Inter e il possibile esonero di Fonseca. 

SCARONI SULLA LEGA CALCIO – «Credo, al di là delle dispute giuridiche sull’eleggibilità di Simonelli, che la volontà di cambiare espressa da 14 club su 20 non potrà che finire per prevalere”. Il nuovo presidente della Lega Serie A ha sciolto i propri legami con Mediaset e Mondadori, e quindi con la proprietà del Monza, ma non sono mancate polemiche». 

ESONERO FONSECA MILAN – «Ma no, tutti gli auguriamo che vinca tanto»

LE PAROLE DI CARDINALE SULL’INTER – «Cardinale, da uomo di sport e non solo businessman, faceva riferimento alla passata proprietà dell’Inter e non certo al club nerazzurro. Sul campo ci affrontiamo e vogliamo batterci, come nell’ultimo derby, magari a volte ci prendiamo in giro bonariamente, ma è evidente che fuori c’è stima e c’è una collaborazione leale con l’Inter, figuriamoci se possiamo non avere rispetto: condividiamo lo stadio da sempre e assieme stiamo lavorando per costruirne uno nuovo. Milano è poi una realtà sui generis in cui i tifosi per fortuna possono andare a vedere il derby mischiandosi assieme, in un clima sereno».

Barcellona, focus sul mercato: Dani Olmo in bilico ma Flick pensa a Kante. Le ultime in casa blaugrana

Barcellona, focus sul mercato: Dani Olmo in bilico ma il tecnico Flick pensa a Kante. Le ultimissime in casa blaugrana

In casa Barcellona non diminuiscono i problemi finanziari che hanno limitato le scelte di calciomercato del club. Nelle ultime ore ha fatto scalpore la situazione legata a Dani Olmo, che rischia di dover lasciare il club nella prossima finestra di mercato, nel caso in cui la società non dovesse riuscire a iscriverlo nella lista da consegnare alla Liga entro fine anno. A inizio stagione il club blaugrana aveva tesserato Olmo fino al 31 dicembre, sfruttando l’infortunio di Christensen, ma in queste ore il suo status deve essere aggiornato e l’esito della vicenda è ancora un punto interrogativo.

Nel caso in cui arrivasse il via libera, con la Liga che però chiede al club ancora 60 milioni di euro circa, i dirigenti potrebbero cercare un nuovo centrocampista e secondo Sport, il preferito sarebbe N’Golo Kante, francese ora all’Al Ittihad in Arabia Saudita. Occhi puntati anche su Leon Goretzka del Bayern Monaco. Nomi che piacciono ma che oggi, come detto, non potrebbero essere trattati.

Cagliari, ma è meglio Nicola o Ranieri? Il focus sui due allenatori e il confronto dopo le prime giornate

Cagliari, ma è meglio Nicola o Ranieri? Il focus sui due allenatori e il confronto dopo le prime giornate di Serie A

Il Cagliari è arrivato a due partite dal giro di boa con 14 punti ed una preoccupante terzultima posizione in classifica in Serie A. Chi ha fatto meglio tra Davide Nicola e Claudio Ranieri dopo le prime 17 giornate di Serie A? 

Se parliamo a livello di punti il tecnico capitolino ha fatto peggio conquistano un punto in meno, ovvero tredici. A livello realizzativo invece la situazione è di parità dati i 16 gol realizzato tanto dalla versione 2023-24 quanto dalla 2024-del Cagliari. Invece per quanto riguarda le marcature subite sta facendo meglio la squadra di Nicola, la quale ha subito 28 gol contro i 31 della formazione guidata da Claudio Ranieri.

Inter, parla Marotta: «L’Inter è tornata a essere una delle protagoniste più autorevoli. Sull’inchiesta sulle curve…»

Il presidente e ad dei nerazzurri, Beppe Marotta, ha rilasciato alcune dichiarazioni in una lunga intervista a Sky

Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha concesso un’intervista al direttore di Sky Sport, Federico Ferri, tracciando un bilancio sul 2024 e fissando gli obiettivi futuri. Diversi i temi toccati, dal campo al fuori campo, come l’inchiesta ultras che coinvolge anche la Curva Sud del Milan. Un estratto delle sue parole:

L’ANNO DELL’INTER E DI MAROTTA – «È l’anno dell’Inter nella quale c’è l’operatività di Marotta, quindi si coniugano queste due situazioni».

A CHE LIVELLO È ARRIVATA L’INTER? – «L’Inter è tornata a essere una delle protagoniste più autorevoli. La storia e il palmares di questo club ci dice che i trofei sono tanti, le Champions vinte sono tante, gli scudetti vinti sono 20 e quindi siamo tornati in quel palcoscenico consono alla storia. Con la nuova proprietà stiamo dando continuità a questa situazione».

LA CRESCITA DI INZAGHI – «Inzaghi ha dimostrato di essere un grande professionista e una persona molto intelligente. È arrivato in punta di piedi, non ha fatto proclami ed è cresciuto man mano che otteneva risultati. È cresciuto soprattutto in un aspetto, che era ala consapevolezza delle proprie capacità che è riuscito a trasmettete ai giocatori. Uno dei suoi aspetti fondamentali è il riconoscimento di essere un leader di questa squadra e e di inculcare quelli che sono i concetti vincenti, la cultura del lavoro, il senso di appartenenza. queste componenti, supportati dal management, ha fatto sì che si è creato una simbiosi che ci ha portato lontano».

CHE DIRIGENTE SONO PER L’ALLENATORE? – «Il mio ruolo è cambiato, la prima cosa è il rispetto dei ruoli. Nell’Inter c’è un allenatore, un direttore sportivo, in primis devo rispettare questi ruoli. Il nostro è un gioco di squadra, il confronto tra di noi è quotidiano, ognuno di noi porta la sua esperienza. I dialoghi? Se vuoi inculcare più timore, la sede e l’ufficio alla Pinetina rappresentano un vantaggio, altrimenti va bene un ristorante o un albergo in città».

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Infortunio Koopmeiners, domani giornata decisiva: le ultime verso Juventus Fiorentina

Infortunio Koopmeiners, domani giornata decisiva: cosa filtra dalla Continassa e le ultime verso Juventus Fiorentina

In casa Juventus si continua a monitorare con attenzione le condizioni fisiche dell’ex calciatore dell’Atalanta, Teun Koopmeiners. L’olandese è uscito nell’intervallo dell’ultima partita di campionato contro il Monza e i successivi esami non hanno evidenziato lesioni.

Per questo motivo come riferito da Tuttosport il giocatore verrà valutato con molto attenzione dal tecnico bianconero Thiago Motta e dal suo staff domani alla ripresa degli allenamenti. Una sorta di primo provino per capire se potrà essere convocabile per il match contro la Fiorentina.

Mercato Lazio, occhi sul portiere classe 2002: e adesso Provedel… Ecco lo scenario

Mercato Lazio, occhi sul portiere classe 2002: e adesso Provedel… Ecco lo scenario in casa biancoceleste

Secondo Il Messaggero, nel corso della prossima stagione potrebbe esserci un avvicendamento tra i due portieri della Lazio, Mandas e Provedel, con il greco che potrebbe prendere il posto da titolare, e l’ex Spezia verso la cessione la prossima estate.

Per questo motivo in casa Lazio si sta seguendo Leandro Brey, portiere argentino classe 2002 del Boca Juniors. Vedremo se ci saranno sviluppi in questo senso.

La Fiorentina ha smesso di fare una cosa in zona gol. Per questo stanno calando prestazioni e punti?

La Fiorentina ha smesso di fare questo in zona gol: è questo il motivo del calo delle prestazioni e dei punti? Il focus in casa viola

Due sconfitte consecutive, tra Bologna e Udinese, hanno smorzato l’entusiasmo in casa Fiorentina. Palladino è stato molto preciso nell’analisi della sconfitta di lunedì davanti al proprio pubblico, dicendo che dopo l’immediato 1-0 di Kean dal dischetto, la squadra ha smesso di giocare. Stanno mancando un po’ le energie, forse, il che non è strano per una squadra che ha anche la Conference League tra gli impegni da onorare, operazione riuscita benissimo con la qualificazione diretta.

C’è un piccolo indizio a suggerire come la stanchezza sia anche mentale. Nella prima parte della stagione, tra quanto fatto in Italia e in Europa, ci sono stati molti gol “sporchi”: la Viola è una squadra che sa segnare molto sulle respinte e lo ha fatto con tanti interpreti diversi: Martinez Quarta, Adli, Kean, Colpani, Gosens, Sottil e Mandragora, decisivo nell’ultima gara in Portogallo nelle battute finali un cross basso deviato dal portiere. Ma quanto è successo in coppa non lo si vede da un bel po’ in Serie A, dove un tap-in vincente manca da 7 giornate. E se fosse proprio questa prontezza di riflessi la cosa più urgente da ritrovare…

Blob Calcio 2024: il mese di luglio. La Spagna campione, il calciomercato ridisegna le squadre, il dibattito su chi sarà l’anti-Inter, il coraggio di Italiano ad arrivare dopo Motta

Blob Calcio 2024, tutto quello che c’è da sapere e gli eventi più importanti nel mondo del calcio per il mese di luglio

Il meglio dell’anno in una serie di frasi. Tra previsioni azzeccate, sbagliate, ricordi e polemiche. Ecco il mese di luglio.


Arrigo Sacchi: «Alcuni stanno tracciando una strada, attraverso il gioco: Gasperini, Sarri, Italiano, De Zerbi. Ma il problema è alla base. Servono allenatori che guardano al futuro. Serve formare i maestri, soprattutto nei settori giovanili, nelle scuole calcio. Altrimenti succede come l’altra sera: professionisti strapagati che non sanno cosa fare col pallone tra i piedi».
Giovanni Malagò: «Solo in questo sport esiste una legge non scritta, che poi è il prezzo da pagare quando una disciplina è così popolare. In caso di disfatta la responsabilità non è solo di chi va in campo ma anche dei dirigenti».
Emanuele Giaccherini: «Vedere la Spagna in finale mi fa pensare alle nostre sfide. Soprattutto a quella del 2016, quando interrompemmo la loro egemonia e vendicammo la sconfitta di quattro anni prima in finale. Passano le generazioni, ma la Spagna trova sempre dei campioni. Adesso ha Yamal. Nico Williams, Rodri…»
Andrea Stramaccioni: «L’Inter partirà davanti per solidità, forza e continuità del progetto. Escluse Atalanta e Roma, le rivali hanno tutte cambiato guida tecnica: questo porta entusiasmo ma spesso richiede anche tempi di rodaggio…».
Cesare Prandelli: «L’anti-Inter sarà l’Atalanta di Gasperini, che può e deve sognare in grande. Inzaghi parte favorito, del resto ha stravinto l’ultimo campionato con tre mesi d’anticipo. Tutte le altre rivali dovranno lavorare molto per avvicinarsi ai nerazzurri»
Adriano Galliani: «Colpani? Non dico né che si muoverà né che non si muoverà. Faccio mercato da 50anni, quello che non capita in un mese, succede in un minuto. Ho preso Luca Marrone alle 20.00 e 45 secondi dell’ultimo giorno di mercato e fu decisivo con un gol nella finale playoff. Izzo è arrivato alle 19.58 dell’ultimo giorno di trattative e si è comportato benissimo. Posso dire che per Colpani non c’è nessuna trattativa in corso, poi cosa succederà non lo so».
Fabio Cannavaro: «Il Milan sta portando un concetto internazionale da noi ancora poco diffuso: comprare buoni giocatori per rivalutarli, venderli e autofinanziarsi. Soprattutto gli americani fanno così. Fonseca viene da una scuola importante, ha un bel sistema di gioco ma nella Roma non ha chiuso benissimo. Sono curioso. Anche perché Pioli ha lasciato un’eredità importante».
Antonio Benarrivo: «Fonseca si è fatto un nome in giro per l’Europa, in Italia alla guida della Roma non aveva incantato, ma ora ha una grande opportunità. Morata è un gran bel centravanti, lo ha appena dimostrato all’Europeo. Ma sono convinto che la forza del Milan sia sugli esterni: se Pulisic e Leao ingranano, allora i rossoneri possono infastidire l’Inter. Certo, la difesa va un po’ sistemata, ma credo che qualche intervento di mercato lo faranno».
Marco Branca: «Thuram lo conosco un po’ meno: mi sembra soprattutto un uomo di fatica. Douglas Luiz ha forza, coraggio, qualità tecniche. E Koopmeiners è molto bravo: molto. Sarebbe un cervello non indifferente per il controcampo».
Luca Toni: «Non so se saranno 30, 25 o 20 i gol di Dusan il prossimo anno. Ma senz’altro Thiago Motta aiuterà Vlahovic a giocare maggiormente con la squadra. Al di là delle reti, che Vlahovic ha sempre segnato, sono convinto che il serbo sarà più centrale nel gioco della Juve. Motta è un allenatore che fa giocare bene il centravanti, lo fa legare con la squadra».
Gigi Maifredi: «Ci vuole un coraggio grande così ad arrivare dopo Motta. E Italiano lo ha dimostrato. Poi, sa, il suo primo garante è Sartori, un fuoriclasse: lo dice la storia, mica io. Lo scorso anno vide la squadra a fine agosto e capì che mancava un pezzo importante nel sistema: e prese Freuler. Un genio: con la sua tutela, Italiano dovrà ridimostrare di avere qualità».
Samuele Ricci: «Io sono dell’opinione che il Toro merita di lottare per l’Europa. È vero, negli ultimi anni l’abbiamo sempre sfiorata ma, secondo me, basterebbe qualcosina in più da parte di tutti, in primis da parte di noi calciatori. Ad esempio, un anno fa potevamo fare molto di più avendo perso tantissimi punti per strada»
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Mercato Milan, occhio alla mossa in uscita: quel giocatore può partire già a gennaio! Le ultime

Mercato Milan, attenzione alla mossa in uscita: quel giocatore può lasciare i rossoneri già a gennaio! Le ultimissime

Il mercato Milan sta per entrare finalmente nel vivo. A pochi giorni dall’apertura della finestra invernale non sembrano avere una fine le voci su Noah Okafor. Secondo quanto riportato da Gazzetta la sua avventura nel Milan potrebbe chiudersi molto a breve.

Il calciatore classe 2000, infatti, sia per infortuni che per mancanza di costanza non è mai riuscito ad imporsi nella sua esperienza in rossonero. Lo svizzero ha grandi ammiratori in Germania e in Inghilterra, situazione quindi da monitorare.

Casadei, tre club di Serie A sull’ex Inter ma la richiesta del Chelsea spaventa! Ecco lo scenario possibile

Casadei, tre club di Serie A piombano sull’ex Inter ma la richiesta del Chelsea spaventa tutti! Ecco lo scenario possibile per il futuro

Cesare Casadei continua ad essere un desiderio di calciomercato per alcune squadre in Serie A, soprattutto per Monza, Lazio e Bologna. Il giovane centrocampista era stato ceduto dai nerazzurri al Chelsea per una cifra attorno ai 15 milioni. Dopo un giro di prestiti al Reading e al Leicester, il ragazzo è tornato ai Blues, dove lo spazio non è però molto.

Anche per questo motivo il club londinese sarebbe entrato nell’ordine delle idee di cedere il centrocampista italiano classe 2003. Ma per farlo ha fatto delle richieste economiche importanti: lo venderebbe a titolo definitivo per una cifra vicina ai 30 milioni di sterline (circa 36 milioni di euro). Una richiesta che ha spaventato tutti i club italiani interessati a lui. Così si apre a sorpresa un nuovo scenario, come riferito dall’Ansa, che vedrebbe un suo ritorno al Leicester.

Mercato Juve, Gyokeres lascia lo Sporting Lisbona? Dalla Spagna non hanno dubbi: cosa succederà a gennaio

Mercato Juve, Gyokeres lascia lo Sporting Lisbona? Dalla Spagna non hanno più dubbi: c’è un top club! Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato da Fichajes.net, Viktor Gyokeres, oggetto del desiderio anche del mercato Juve, potrebbe lasciare molto presto lo Sporting Lisbona durante la prossima sessione invernale di calciomercato.

Il Manchester United sarebbe decisamente interessato all’attaccante svedese, tanto da essere pronto ad avvicinarsi alla cifra richiesta dal club portoghese. In questo momento, la valutazione del goleador svedese è di circa 75 milioni di euro e il club inglese è pronto a portarlo in Premier League. I bianconeri hanno trovato l’attaccante del futuro?

Calciomercato Cagliari, occhi sull’attaccante del Palermo per gennaio? Le ultimissime

Calciomercato Cagliari, occhi sull’attaccante del Palermo Matteo Brunori già per gennaio? Le ultimissime in casa rossoblù

Secondo quanto riportato da La Nuova Sardegna, il Cagliari ha individuato in Matteo Brunori uno dei possibili rinforzi per la finestra di calciomercato di gennaio. Un rinforzo utile a conseguire una tranquilla salvezza.

L’attaccante, oggi in forza al Palermo, potrebbe lasciare i rosanero nella sessione invernale, ma il suo arrivo in Sardegna sarebbe legato a uno scambio con Gianluca Lapadula. Una trattativa complessa, che potrebbe portare a un cambio di maglia per i due bomber. Situazione da monitorare con attenzione.

Manchester United, Amorim sicuro: «Voglio solo vincere le partite. Nei grandi club non hai molto tempo»

Manchester United, parla il neo tecnico Ruben Amorim: «Voglio solo vincere le partite. Nei top club non hai tempo». Le dichiarazioni

Nella conferenza stampa Ruben Amorim, tecnico del Manchester United ha parlato anche dei suoi obiettivi stagionali. Ecco le parole riprese da TMW:

ANALISI– «Voglio solo vincere le partite perché so che c’è un progetto a lungo termine e che siamo concentrati su quello. Ma so anche che nei grandi club non hai molto tempo e devi vincere le partite. Ho un’idea chiara della responsabilità che ho qui, ma sto cercando di gestire la squadra per non avere infortuni. Se li abbiamo è un problema enorme, per questo cerchiamo di vincere gestendo i giocatori».

CLASSIFICA – «È una domanda difficile a cui rispondere. Dobbiamo sapere che non possiamo permettere che questo diventi normale. Capisco che diciamo che è un momento difficile, ed è colpa mia. Dal primo giorno in cui sono arrivato, è colpa mia perché sono responsabile della squadra. Non possiamo pensare a questo, dobbiamo pensare a migliorare, senza pensare a quello che è successo in passato. Il presente è questo, e sappiamo cosa dobbiamo fare per il futuro affinché questo non si ripeta. Se lo sapessi, risolverei tutti i problemi di questa squadra di calcio».

PREOCCUPATO? – «So cosa farò, questo è molto chiaro per me. Ecco perché mi sento così rilassato, perché sono molto frustrato come i tifosi, ma so cosa fare. Dobbiamo risolvere alcuni problemi passo dopo passo, trovando risposte per tutto. È è un momento molto difficile, capiscono i tifosi, e noi lo combatteremo».

CALENDARIO – «Voglio solo vincere, non mi interessa il Natale. Dobbiamo vincere la prossima partita, questa è l’unica cosa che conta. Penso che sia molto bello per i tifosi e noi siamo privilegiati, quindi possiamo giocare a Santo Stefano per dare un po’ di felicità ai tifosi. E vogliamo vincere un’altra partita».

Aldo Serena parla di Lautaro: «Vorrei vedere il compagno di reparto, Thuram, dargli una mano seria, non l’abbraccio dopo una rete…»

Aldo Serena parla di Lautaro Martinez: «Vorrei vedere il compagno di reparto, Thuram, dargli una mano seria». Le parole

Aldo Serena, ex attaccante di Inter, Juve e Milan, ha parlato a Sky Sport dell’attaccante argentino Lautaro Martinez e della sua astinenza da gol. Ecco le dichiarazioni dell’ex bomber italiano:

PAROLE – «Certo che sta crescendo il desiderio di sbloccarsi, anche queste decisioni di andare in autonomia anziché cercare il compagno più vicino sono normali per uno a cui sta mancando il gol. Nelle interviste Lautaro parla di giocare per la squadra, io vorrei vedere il compagno di reparto, Thuram, dargli una mano seria, non l’abbraccio dopo una rete. Dargli un bell’assist come faceva l’anno scorso, invece ora Thuram è lievitato e sta capendo la gioia enorme di diventare il capocannoniere, il riferimento unico della squadra. Deve tornare l’altruista di un tempo».

Montolivo commenta le ultime in casa Milan: «E’ difficile da gestire questo momento»

Riccardo Montolivo a Sky commenta il momento in casa rossonera: «E’ difficile da gestire questa situazione». L’analisi

Riccardo Montolivo dagli studi Sky Sport ha parlato della contestazione dei tifosi della Curva Sud del Milan nei confronti della squadra durante la partita di Serie A contro il Genoa e anche in occasione della cena di gala di lunedì sera. Le dichiarazioni dell’ex centrocampista:

MONTOLIVO – «Di contestazioni ne ho vissute: 3 cambi di proprietà in 7 anni di esperienza. Ti porta via una marea di energie ed è difficile da gestire».

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