Pagina 125 – Calcio News 24

Lautaro Martinez sicuro: «Sarà una partita molto difficile, hanno tanti giocatori di valore, e c’è un trofeo da alzare»

Lautaro Martinez: «Sarà una partita molto difficile, hanno tanti giocatori di valore, e c’è un trofeo da alzare». Le sue parole

La conferenza stampa di Lautaro Martinez apre la vigilia di Lazio‑Inter, finale di Coppa Italia 2025/26. Il capitano nerazzurro ha presentato il match parlando accanto al suo allenatore, Cristian Chivu, soffermandosi sulle sensazioni del gruppo e sull’importanza dell’appuntamento che attende l’Inter.

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QUALE SARA’ LA CHIAVE DOMANI SERA? – «Sicuramente anche noi ci aspettiamo una partita diversa da quella di sabato. Loro sono molto organizzati tatticamente, sarà una partita molto difficile, hanno tanti giocatori di valore, e c’è un trofeo da alzare. Bisogna essere pronti a tutto ciò che ci aspetta, ci sarò anche tutto lo stadio pieno con tutta la loro gente che sabato non c’era, sarà una partita bellissima».

PIU’ FORTE LA SENSAZIONE DI POTER ENTRARE NELLA STORIA, COME LA SECONDA INTER A FARE IL DOUBLETE DOPO QUELLO DEL 2010, O PIU’ LA FAME DI CONQUISTARE TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA VINCERE DOPO L’ANNO SCORSO? – «La fame di vincere i titoli e i trofei, perché tutte competizioni che si iniziamo vogliamo arrivare fino in fondo. Abbiamo la possibilità di giocare un’altra finale. E’ da due anni che non riuscivamo a da arrivare, domani sarà la possibilità di riportare a casa la coppa che manca da due anni. Questa del doublete è una statistica, una cosa che è successa una volta sola ma noi siamo tranquilli, la nostra testa è totalmente su questa coppa».

L’IMPORTANZA DEL SEGNALE DATO DALLA SQUADRA ANCHE DURANTE LA MIA ASSENZA PER INFORTUNIO – «Sì ma anche prima, perché non è che i risultati non arrivavano perché non c’ero io in campo, ma perché un calo lo puoi avere in una stagione, lo abbiamo avuto tutti gli anni. Era importante uscire da quel momento, ci siamo riusciti nel momento corretto, abbiamo fatto lo sprint finale e siamo riusciti a conquistare lo scudetto che per noi era un obiettivo da inizio anno. Oggi abbiamo la possibilità di conquistare il secondo».

QUANTO E’ DIFFICILE MANTENERE LA NOSTRA CONCENTRAZIONE? – «Certo, siamo professionisti e rispettiamo il campionato, rispettiamo l’Inter. Dobbiamo essere noi stessi e lavorare seriamente fino all’ultima gara. La partita di sabato è la dimostrazione che lo scudetto è stato un obiettivo raggiunto, ma l’importante è continuare a crescere».

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Sarri a cuore aperto: «Sono orgoglioso della stagione e dell’atteggiamento della squadra anche se hanno sbagliato alcune gare. Mi hanno fatto tornare la felicità»

Sarri, tecnico della Lazio, parla in conferenza a cuore aperto: «Sono orgoglioso della stagione e dell’atteggiamento della squadra»

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della finale di Coppa Italia Frecciarossa contro l’Inter. Il tecnico biancoceleste ha presentato il match, analizzando temi, insidie e stato d’animo della squadra a un giorno dall’appuntamento decisivo.

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CATALDI E DUBBIO IN MEDIANA – «Ha fatto il primo allenamento con noi, sta meglio ma le condizioni mediche sono un conto e quelle atletiche un altro. Non può fare uno spezzone lungo di partita. Ho otto dubbi dopo la gara di sabato, abbiamo fatto male a livello collettivo e non individuale. Abbiamo avuto retropensieri e abbiamo fatto un brutta prestazione».

CONDIZIONE – «Quando si gioca così spesso non ci si può allenare bene, ma i miei si sono preparati bene, o avevano fatto anche prima di sabato. Spero che domani saremo diversi da tutti i punti di vista».

ORGOGLIO – «Sono orgoglioso della stagione e dell’atteggiamento della squadra anche se hanno sbagliato alcune gare. Mi hanno fatto tornare la felicità, hanno fatto un grande percorso attraversando il deserto senz’acqua. Siamo migliori rispetto all’inizio della stagione e siamo contenti di noi come uomo».

VINCERE LA COPPA – «Ne ho perse due di Coppe ai rigori, quella che rimpiango di più è quella persa con il Chelsea persa contro il City. Questo trofeo sarebbe dei giocatori e del pubblico, dobbiamo farlo per loro, è complicato per loro non andare allo stadio. Personalmente non mi cambia la vita la coppa, ma sarebbe bello per i ragazzi ed il pubblico».

COME AFFRONTARE LA FINALE – «Dopo pranzo ho preparato la riunione di stasera e faccio difficoltà a trovare le parole, sarebbero tutte retoriche: sappiamo tutti quant’è importante. Serve umiltà ma anche ai giocatori, lo so io come i miei giocatori. La riunione sarà superflua, sanno cosa servirà contro l’Inter, dobbiamo crederci fino alla follia!».

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Juventus formata solo da calciatori cresciuti nel settore giovanile: come giocherebbe e da chi sarebbe composta la Top 11 – VIDEO di Marco Baridon

Juventus, come giocherebbe e da chi sarebbe composta la Top 11 dei giocatori cresciuti nel settore giovanile – VIDEO di Marco Baridon

Il lavoro svolto dalla Juventus nel settore giovanile ha smesso da tempo di essere una semplice scommessa per trasformarsi in una realtà consolidata. Il vivaio bianconero, attraverso il percorso tra Primavera e Next Gen, continua a sfornare profili di caratura internazionale, capaci di imporsi nei principali campionati europei. Abbiamo analizzato i migliori talenti degli ultimi dieci anni, schierandoli in un ipotetico 3-5-2 che bilancia perfettamente solidità, estro e fisicità.

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La formazione titolare: tra certezze e promesse

In porta troviamo Edoardo Motta, oggi estremo difensore titolare della Lazio e simbolo dell’eccellenza della scuola portieri juventina. La linea difensiva a tre garantisce un mix di potenza e tecnica: la leadership di Tarik Muharemovic e l’eleganza di Dean Huijsen, difensore con il vizio del gol, si integrano con la fisicità di Radu Dragusin, ormai protagonista assoluto in Premier League.

Il centrocampo a cinque è il cuore pulsante della squadra. Sulle fasce agiscono Matias Soulé, giocatore dotato di un talento purissimo, e Samuel Mbangula, rivelazione della passata stagione sotto la guida di Thiago Motta. La regia è affidata a Nicolò Fagioli, supportato dal dinamismo di Idrissa Touré e dalla qualità tattica di Enzo Barrenechea.

In attacco, la coppia è composta dal fantasista Kenan Yildiz, attuale numero 10 e volto del futuro del club, e da Moise Kean, il primo vero prodotto del nuovo corso capace di affermarsi precocemente ad alti livelli.

Una panchina di assoluto valore

A testimoniare l’incredibile profondità del lavoro svolto a Vinovo e al J-TC c’è una panchina ricca di alternative di lusso. Oltre ai portieri Daffara e Israel, il reparto arretrato vanta nomi come De Winter, Barbieri, Savona e Pedro Felipe. In mezzo al campo, la qualità è garantita da Fabio Miretti, dal talento emergente di Adzic, dalla solidità di Nicolussi Caviglia e dall’accelerazione di Samuel Iling-Junior.

Questa selezione non rappresenta soltanto un esercizio tattico, ma è la prova tangibile di come la Juventus sia riuscita a costruire un patrimonio tecnico ed economico inestimabile, in grado di sostenere la prima squadra e, allo stesso tempo, alimentare l’intero sistema calcistico mondiale.

Real Madrid, Florentino Perez tuona: «Non mi dimetto! Ho chiesto di indire nuove elezioni del consiglio direttivo»

Real Madrid, Florentino Perez ha rilasciato queste dichiarazioni per fare chiarezza attorno alla sua figura di presidente

Il mondo del calcio spagnolo e internazionale è stato scosso nelle ultime ore da una mossa improvvisa ai vertici del club più titolato al mondo. Il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, ha convocato una conferenza stampa straordinaria per rispondere ufficialmente alle indiscrezioni e alle speculazioni che hanno travolto la sua figura e la stabilità della società madrilena.

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Perez rilancia: elezioni anticipate e ricandidatura

Contrariamente a quanto ipotizzato da alcune testate giornalistiche, che parlavano di un possibile passo indietro imminente, il numero uno delle “Merengues” ha esordito con una smentita categorica che non lascia spazio a interpretazioni: Non mi dimetto ha dichiarato con fermezza davanti ai cronisti presenti.

Lontano dal voler abbandonare il timone del club, Perez ha annunciato l’apertura di una nuova fase democratica per la società, decidendo di accelerare i tempi per il rinnovo delle cariche. Ho chiesto alla commissione elettorale di avviare la procedura per indire le elezioni del consiglio direttivo, alle quali il nostro consiglio direttivo si candiderà ha spiegato il dirigente. Una mossa strategica che punta a consolidare il consenso attorno al suo operato e a blindare la pianificazione sportiva e finanziaria dei prossimi anni.

La verità sulle condizioni di salute

Un altro punto focale dell’intervento ha riguardato la sfera personale del presidente. Perez ha infatti voluto smentire seccamente le voci allarmistiche circolate negli ultimi giorni circa un suo presunto declino fisico. Con un tono diretto, ha chiarito la situazione per rassicurare i soci e l’opinione pubblica: Dicono che sono malato, che ho una malattia terminale. Ne approfitto per dire che sto benissimo di salute e continuo a essere il presidente del Real Madrid.

Le dichiarazioni di Florentino Perez mettono fine, almeno temporaneamente, al clima di incertezza che aleggiava attorno al Santiago Bernabéu. Con la conferma della sua ricandidatura e la rassicurazione sulla sua integrità fisica, il presidente lancia una sfida aperta ai suoi possibili oppositori, confermando la volontà di guidare il Real Madrid verso nuovi successi internazionali. L’attenzione si sposta ora sulla commissione elettorale, che dovrà definire le date di una consultazione che si preannuncia decisiva per il futuro della Casa Blanca.

Inchiesta arbitri: nessun nuovo indagato dopo il vertice in Procura a Milano. Gli ultimi sviluppi e il punto della situazione

Inchiesta arbitri: non c’è nessun nuovo indagato dopo il vertice svoltosi in Procura a Milano. Ecco costa sta succedendo

L’inchiesta che sta scuotendo i vertici del calcio italiano non sembra destinata, almeno per ora, ad allargarsi ulteriormente. Secondo quanto riferito dall’Ansa, nel pomeriggio si è tenuto un vertice cruciale tra il procuratore di Milano, Marcello Viola, e il pm Maurizio Ascione, titolare dell’indagine sul sistema arbitrale condotta dalla Guardia di Finanza. L’esito dell’incontro è chiaro: al momento non vi è la necessità di iscrivere nuove persone nel registro degli indagati, né di convocare dirigenti di club.

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Il punto sulle indagini: Rocchi e il filone delle “bussate”

L’inchiesta resta dunque concentrata sui cinque profili già noti, tra cui spicca l’ormai ex designatore Gianluca Rocchi. Gli inquirenti si prenderanno ora circa due settimane per analizzare minuziosamente il materiale raccolto, composto da intercettazioni e testimonianze recenti. La Procura punta a ricostruire con precisione i fatti già presenti negli atti, che vedono Rocchi accusato di tre capi d’imputazione per concorso in frode sportiva.

Le contestazioni riguardano presunte pressioni esercitate sulla sala Var, la cosiddetta “bussata”, avvenuta in occasione di Udinese-Parma della passata stagione, oltre a sospette designazioni di fischietti considerati “graditi” o “meno graditi” all’Inter. In questo filone risulta indagato anche l’ex supervisore Var Andrea Gervasoni.

Nessuna novità dal fronte Inter e San Siro

Un altro punto focale riguarda la presunta “combine” a San Siro del 2 aprile 2025. Sebbene Rocchi concorra nel reato con altri soggetti, dalla Procura viene ribadito che non ci sono ulteriori indagati oltre ai cinque già cristallizzati. Anche l’audizione di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, non ha prodotto elementi tali da generare nuove esigenze investigative.

L’obiettivo degli inquirenti è chiudere il cerchio entro la pausa estiva, decidendo se procedere con le contestazioni di frode sportiva o se modificare l’impianto accusatorio. Per ora, il registro degli indagati resta fermo, in attesa che il nucleo operativo metropolitano della Gdf termini la scansione del materiale probatorio già in possesso. Il calcio italiano resta in attesa di capire se queste presunte pressioni sulle designazioni porteranno a un processo o a un’archiviazione parziale.

Chivu prende la parola al Quirinale: «Dobbiamo essere di esempio per tutti i bambini e tutte le bambine che ci seguono»

Chivu, allenatore dell’Inter, ha parlato in Quirinale alla vigilia della finale di Coppa Italia contro la Lazio. Le sue dichiarazioni

La vigilia della finalissima di Coppa Italia si è aperta con un appuntamento di altissimo valore istituzionale. Le delegazioni di Lazio e Inter, composte da atleti, staff tecnici e vertici societari, sono state ricevute al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’incontro, divenuto ormai una tradizione prestigiosa per il calcio italiano, ha visto la partecipazione attiva dei rappresentanti della Lega Serie A, sottolineando il legame profondo tra le istituzioni dello Stato e il mondo dello sport.

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Il cerimoniale e i valori dello sport

Dopo l’intervento del tecnico biancoceleste Maurizio Sarri, la platea ha ascoltato le parole di Cristian Chivu. L’allenatore dell’Inter, visibilmente emozionato nel rivolgersi alla massima carica dello Stato, ha messo l’accento sulla responsabilità educativa che grava sulle spalle dei professionisti del calcio, specialmente nei confronti delle nuove generazioni.

Il discorso di Chivu ha evidenziato come la finale non sia soltanto un evento agonistico, ma un’occasione per celebrare i principi di lealtà e impegno sociale sanciti dalla Costituzione Italiana.

Le parole di Cristian Chivu al Presidente Mattarella

Durante il suo intervento, il tecnico nerazzurro ha voluto rendere omaggio alla figura del Presidente, definendolo un esempio di valori:

«Buon pomeriggio a tutti. Grazie per l’invito in un luogo così simbolico come il Quirinale. Presidente, lei non rappresenta soltanto la massima carica dello Stato italiano, che ricopre con grande merito ed impegno, ma è anche un uomo di sport e di molti valori. Per noi dell’Inter è un motivo di grande orgoglio essere qui per celebrare la finale della Coppa Italia che ci vedrà sfidare la Lazio domani sera all’Olimpico. La Repubblica Italiana riconosce il valore educativo e sociale dell’attività sportiva e per noi è una responsabilità importante essere qui oggi proprio perché come allenatori ed atleti dobbiamo essere portatori di valori. E abbiamo il compito di essere da esempio per tutti i bambini e tutte le bambine che ci seguono. Domani sia noi che la Lazio cercheremo di onorare questa grandissima competizione mettendo in campo la migliore versione di noi stessi. Grazie Presidente, grazie mille di tutto»

Attesa per la finale allo Stadio Olimpico

Conclusa la cerimonia, l’attenzione si sposta ora sul campo. L’atto conclusivo della competizione si giocherà domani sera nella cornice dello Stadio Olimpico di Roma. La sfida tra Inter e Lazio promette spettacolo, ma lo spirito dell’incontro odierno ricorda a tutti che, oltre al trofeo, conta l’esempio di correttezza e sportività che le due squadre sapranno offrire davanti a milioni di spettatori.

Giudice Sportivo Serie A: indagini in corso per Cagliari Udinese, pioggia di ammende, Milan decimato dalle squalifiche! Tutte le decisioni dopo la 36ª giornata

Giudice Sportivo Serie A: tutte le decisioni dopo la 36ª giornata del campionato 2025/26. Ecco i provvedimenti che sono stati presi

Il Giudice Sportivo, dott. Gerardo Mastrandrea, ha reso note le decisioni relative alla diciassettesima giornata di ritorno del campionato di Serie A Enilive. Il comunicato ufficiale n. 91, scaturito dalla riunione del 12 maggio 2026, delinea un quadro disciplinare complesso che spazia dalle ammende alle società fino alle squalifiche pesanti per calciatori e allenatori.

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Caso Cagliari-Udinese: indagini in corso

L’attenzione principale è rivolta alla sfida tra Cagliari e Udinese. Il Giudice, letto il referto arbitrale e il rapporto della Procura Federale, ha disposto un supplemento di istruttoria per acquisire ulteriori elementi, anche tramite testimonianze o documenti audio/video, in merito a quanto accaduto durante il match tra Dossena e Davis. La decisione su eventuali sanzioni ai tesserati coinvolti resta dunque con riserva.

Sanzioni alle società: pioggia di ammende

Sul fronte dei club, il Lecce subisce la sanzione più pesante con un’ammenda di € 12.000,00 per il lancio reiterato di petardi e fumogeni nel recinto di gioco. Seguono il Parma, multato di € 5.000,00 per il lancio di accendini, e l’Hellas Verona, che dovrà versare € 2.000,00 a causa del lancio di numerosi rotoli di carta. Pur rilevando l’uso di materiale pirotecnico anche tra i sostenitori di Fiorentina, Inter, Lazio e Milan, il Giudice ha deciso di non adottare provvedimenti sanzionatori nei loro confronti, ricorrendo le attenuanti previste dal CGS.

Squalifiche calciatori: Milan decimato

La lista degli squalificati per una giornata è lunga e penalizza pesantemente alcune big. In casa Milan, salteranno il prossimo turno per recidività in ammonizione tre pedine fondamentali: Rafael Leão, Pervis Estupiñán e Alexis Saelemaekers. Stop di un turno anche per Alessio Romagnoli (Lazio), espulso per fallo grave, e per Felipe Loyola (Pisa). Tra gli altri fermati dal Giudice figurano Politano (Napoli), Hien (Atalanta), Lucumì (Bologna) e Gineitis (Torino).

In ambito allenatori, si segnala l’ammonizione per Cesc Fàbregas (Como), giunto alla sua settima sanzione, e per Paolo Sammarco dell’Hellas Verona. Entrano invece in diffida giocatori di peso come Henrikh Mkhitaryan (Inter) e Nikola Krstović (Atalanta), che al prossimo giallo dovranno scontare un turno di stop.

Baldini annuncia: «Per le due amichevoli dell’Italia contro Lussemburgo e Grecia convocherò solo giocatori dell’Under 21»

Baldini, ct ad interim dell’Italia, ha annunciato che convocherà solo giocatori dell’Under 21 per le amichevoli con Lussemburgo e Grecia

In un momento di profonda transizione per il calcio italiano, la figura di Silvio Baldini emerge come un punto di rottura necessario. Nominato CT ad interim della Nazionale maggiore dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso, l’attuale tecnico dell’Under 21 ha presentato la sua strategia in occasione del prestigioso Premio Maestrelli. La sua non è una semplice supplenza, ma una vera e propria missione ideologica volta alla valorizzazione dei giovani.

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La scelta coraggiosa: in campo con i ragazzi dell’Under 21

Baldini ha sorpreso tutti annunciando una decisione radicale per le prossime amichevoli internazionali: “Essendo l’allenatore dell’Under 21 e con mister Gattuso che si è dimesso, per le due amichevoli contro Lussemburgo e Grecia convocherò solo giocatori dell’Under 21. È un atto con una logica, non di coraggio. Il CT che verrà dopo il 22 giugno deve sapere il livello di questi ragazzi. È inutile che metta insieme tante persone, tra cui i calciatori che non hanno centrato la qualificazione al Mondiali, poiché non avranno le motivazioni e vorranno staccare la spina. Bisogna saper scegliere le persone giuste. Al momento della proposta, ho detto al presidente Gravina ‘Accetto, ma porto l’U21’. Voglio valorizzare il mio lavoro e far vedere chi sono questi ragazzi”.

Identità e regole: la ricetta per il futuro

Il tecnico toscano non si è limitato alle scelte tattiche, ma ha affrontato il tema della crisi del sistema Italia, criticando l’ossessione per il risultato immediato che spesso soffoca il talento emergente. Secondo Baldini, per costruire un gruppo vincente è necessario ripartire dalla disciplina e dal collettivo.

“Tutti questi ragazzi hanno bisogno di capire che per essere giocatori completi si deve giocare per il collettivo, bisogna essere gruppo. Per essere un gruppo bisogna avere e rispettare le regole, non sono imposizioni ma disciplinare le persone. Parliamo tutti che bisogna far giocare i giovani, avere coraggio, ma poi dicono che conta il risultato. Se non vinci, il percorso non conta. È dura insegnare che non si gioca solo per il risultato. Sapete bene che conta vincere, non partecipare, il secondo è il primo dei perdenti: se andiamo avanti con questo pensiero ditemi voi come facciamo a far crescere i giovani, ad avere coraggio, a non avere paura e ad accettare in quel momento lì di non fare una bella partita, non è facile coniugare le due cose. Sono tanti anni che alleno e sono capitato in un posto dove non mi sarei mai aspettato di capitare”.

Un percorso coerente tra campo e vita

Infine, Baldini ha riflettuto sul proprio cammino professionale e umano, rivendicando quella coerenza che lo ha sempre contraddistinto, anche a costo di scelte drastiche: Tutti hanno la propria storia, io ho un percorso, non dico complicato, ma ho vissuto sin da bambino certe situazioni e sono sempre stato in guardia, mi sono difeso. Quando ci sono certe situazioni so che do il peggio di me stesso, allora meglio andarsene”.

Con la nomina del nuovo presidente della FIGC e del futuro CT fissata per il 22 giugno, le sfide contro Lussemburgo e Grecia rappresenteranno un test fondamentale per capire se il futuro dell’Italia possa davvero poggiare sulle spalle dei talenti che Baldini ha curato con tanta dedizione.

Derby di Roma, il caso arriva in Parlamento: interrogazione al Ministro Piantedosi. La ricostruzione di quanto sta accadendo!

Derby di Roma, il caso in Parlamento: verrà interrogato il Ministro Piantedosi dopo il caos generato da Lega Serie A e Prefettura

Il caos legato alla programmazione di Roma-Lazio valica i confini del rettangolo di gioco e approda nelle aule istituzionali. La decisione di posticipare la stracittadina, inizialmente prevista per domenica 17 maggio, ha innescato un durissimo scontro tra la Lega Serie A e le autorità cittadine, portando al deposito di una interrogazione parlamentare indirizzata al Ministero dell’Interno, guidato da Matteo Piantedosi.

Le critiche sulla gestione dell’ordine pubblico

Al centro della polemica c’è l’incapacità di coordinare due grandi eventi sportivi nella Capitale: il derby e la finale degli Internazionali di tennis. Il deputato Filiberto Zaratti, capogruppo di AVS nella commissione Affari costituzionali della Camera e primo firmatario dell’interrogazione, ha espresso dure critiche in una nota ufficiale:

“Dopo il varo di ben quattro decreti sicurezza, il nostro paese non sembra in grado di gestire l’ordine pubblico in occasione di due eventi sportivi, uno dei quali, gli Internazionali di tennis, programmato da tempo”.

Il Viminale sarà chiamato a rispondere domani, durante il question time in commissione, per chiarire le motivazioni che hanno portato a questo stallo organizzativo.

Diritti TV e corsa Champions: il nodo del ricorso al TAR

Lo slittamento a lunedì sera non è solo una questione di logistica urbana, ma un problema economico e sportivo di vasta scala. La Lega Calcio, infatti, difende la regolarità della 37ª giornata e la tutela dei diritti televisivi, minacciando di procedere per via legale. Zaratti ha sottolineato la complessità del momento:

“All’ultimo momento la Prefettura ha disposto lo spostamento al lunedì dell’atteso derby Roma-Lazio, mentre la Lega Calcio proponeva la domenica intorno alle 12, prima del tennis: una follia che infatti è stata respinta ma pende il ricorso al Tar che la Lega minaccia – in ballo ci sono anche i diritti televisivi. In vista ci sono anche partite della 37esima giornata di campionato determinanti per la qualificazione alla Champion League e che devono tenersi contemporaneamente secondo le regole della Federcalcio. Chiediamo che il Viminale domani durante il question time in commissione spighi questo corto circuito”.

Il principio della contemporaneità delle gare è fondamentale per garantire l’integrità della corsa alla Champions League. Con il ricorso al TAR pendente e l’attenzione del Parlamento, il Ministero dell’Interno dovrà fornire risposte chiare su un “corto circuito” che rischia di paralizzare il finale del campionato italiano.

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Sarri prende posizione sul derby Roma Lazio: «È meglio per tutti che si giochi lunedì sera!»

Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato così di quando sia meglio giocare il derby della Capitale contro la Roma. Le sue dichiarazioni

In un clima di crescente incertezza istituzionale, il tema dominante in casa Lazio resta la definitiva collocazione del derby contro la Roma. La stracittadina, da sempre un appuntamento critico per la gestione dell’ordine pubblico, è finita al centro di un braccio di ferro tra Lega Serie A e Prefettura. Sulla questione è intervenuto direttamente Maurizio Sarri, approfittando della prestigiosa cornice del Quirinale durante l’incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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Le ragioni di Sarri: tutela del riposo e interessi economici

Il tecnico biancoceleste ha espresso una posizione priva di ambiguità, schierandosi apertamente a favore dello spostamento della gara al lunedì sera. Secondo Sarri, la soluzione del posticipo sarebbe preferibile sotto molteplici aspetti, non ultimo quello legato alla tutela dello spettacolo e della salute degli atleti, considerando le temperature di metà maggio.

L’allenatore ha motivato così la sua visione: «È meglio giocare il derby lunedì sera, è meglio per tutti. È meglio per il calcio, per noi che abbiamo un giorno di riposo in più ma anche perché trovo che quattro squadre che si stanno giocando 80 milioni di Champions non lo debbano fare alle 12.30 di maggio».

La polemica sul lunch match e la corsa Champions

Le dichiarazioni di Sarri toccano un nervo scoperto del sistema calcio italiano: la gestione dei calendari in relazione agli interessi economici dei club. Il riferimento agli “80 milioni di Champions” sottolinea quanto sia alta la posta in palio per le società coinvolte nella lotta per l’Europa che conta. Disputare un match di tale intensità alle 12.30, in una fase della stagione così avanzata, viene percepito dal tecnico come una penalizzazione tecnica ed economica.

Mentre la società monitora anche i movimenti di calciomercato — con l’interesse di diverse squadre per Gila e la suggestione Bayo per rinforzare l’attacco — la priorità resta il campo. La presa di posizione di Sarri mette al centro la necessità di garantire condizioni eque e una reale contemporaneità delle gare, evitando che scelte logistiche o televisive possano alterare l’equilibrio di un turno di campionato potenzialmente decisivo per le sorti della stagione.

Vladimir Weiss nuovo ct della Slovacchia: ufficiale il suo ritorno alla guida della Nazionale! Come era andata la sua prima avventura

Vladimir Weiss è ufficialmente il nuovo ct della Slovacchia: torna alla guida della Nazionale e prende il posto di Calzona

La Slovacchia volta pagina e si affida all’usato sicuro per ripartire dopo le recenti delusioni internazionali. La federcalcio slovacca (Sfz) ha ufficializzato che sarà Vladimir Weiss il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Il tecnico slovacco subentra a Francesco Calzona, che aveva rassegnato le proprie dimissioni il mese scorso al termine di un quadriennio caratterizzato da luci e ombre.

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Il ritorno del “condottiero”: la carriera di Weiss

Per Vladimir Weiss, 60 anni, si tratta di un ritorno molto atteso e carico di significati. Il tecnico aveva già guidato la selezione del suo Paese tra il 2008 e il 2012, firmando quello che resta uno dei capitoli più gloriosi della storia sportiva slovacca: la storica qualificazione e il raggiungimento degli ottavi di finale ai Mondiali 2010.

Weiss torna sulla panchina della Nazionale forte di un curriculum recente straordinario. Dal 2021 fino a quest’anno, ha infatti ricoperto il ruolo di allenatore dello Slovan Bratislava, stabilendo un dominio assoluto in patria: sotto la sua gestione, il club ha vinto il campionato ogni anno, confermandosi come la forza egemone del calcio locale. La federazione punta dunque sulla sua esperienza e sulla sua mentalità vincente per ridare entusiasmo a un ambiente abbattuto.

L’eredità di Calzona e l’amarezza Mondiale

Il cambio della guardia si è reso necessario dopo l’addio di Francesco Calzona. L’ex collaboratore di Maurizio Sarri e Luciano Spalletti ha lasciato l’incarico in seguito al fallimento dell’obiettivo principale del suo mandato: la mancata qualificazione ai Mondiali 2026. Il colpo di grazia è arrivato durante i play-off, dove la Slovacchia ha subito una bruciante sconfitta contro il Kosovo, restando fuori dalla rassegna iridata per la quarta volta consecutiva.

Nonostante il buon percorso a Euro 2024, dove la Nazionale slovacca era stata eliminata agli ottavi di finale dall’Inghilterra solo dopo i tempi supplementari, il verdetto delle qualificazioni mondiali ha reso inevitabile il ribaltone tecnico. Spetterà ora a Weiss ricostruire dalle macerie, con l’obiettivo di riportare la Slovacchia a competere con le grandi potenze del calcio europeo.

Nuovo allenatore Milan, scatta il toto-nomi in caso di separazione da Allegri: tre italiani e una suggestione straniera per il Diavolo

Nuovo allenatore Milan, è scattato il toto-nomi nel caso in cui le strade tra Massimiliano Allegri e i rossoneri dovessero separarsi

Il clima in casa Milan è tesissimo. Il proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, è apparso estremamente deluso dagli ultimi risultati e da una gestione della seconda parte di stagione considerata insoddisfacente. In questo scenario, l’intero ambiente rossonero si trova sotto esame: sebbene la qualificazione in Champions League resti l’obiettivo minimo e determinante, il suo raggiungimento potrebbe non bastare a scongiurare la terza rivoluzione tecnica e dirigenziale in soli tre anni.

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Ritiro a Milanello e futuro incerto per Allegri

Per cercare di invertire la rotta, Massimiliano Allegri ha deciso di portare la squadra in ritiro a Milanello a partire da domani. La missione è chiara: battere il Genoa a tutti i costi per evitare di chiudere l’annata con un bilancio storico negativo. Tuttavia, la posizione del tecnico livornese resta precaria. Nonostante una clausola preveda il rinnovo automatico del contratto fino al 2028 in caso di piazzamento tra le prime quattro, la sua permanenza nella prossima stagione è tutt’altro che garantita.

Un ruolo chiave in questa fase lo gioca Zlatan Ibrahimovic. Il senior advisor di RedBird, dopo un periodo più defilato, sta tornando al centro del villaggio. Secondo le ultime indiscrezioni, lo svedese non sarebbe convinto della conferma di Allegri, indipendentemente dal traguardo Champions raggiunto.

Totonomi per la panchina: da Italiano a Conte

Se la fiducia espressa dall’AD Furlani dovesse rivelarsi solo di facciata, il Milan ha già pronte delle alternative. Il nome più caldo resta quello di Vincenzo Italiano, profilo gradito all’attuale management a prescindere da possibili nuovi innesti dirigenziali. Più complicate le piste estere: Francesco Farioli, attuale tecnico del Porto, piace moltissimo ma è blindato da una clausola di 15 milioni di euro e sta già pianificando il futuro con il presidente Villas-Boas.

Sullo sfondo restano le suggestioni legate a Ibrahimovic. Lo svedese potrebbe tentare di ricucire lo strappo con Antonio Conte, mossa che infiammerebbe una tifoseria attualmente in rivolta, oppure puntare sull’ex compagno Mark van Bommel, già cercato in passato. Le prossime settimane saranno decisive per capire quale volto avrà il Milan del futuro.

Cassano esalta Fabregas: «Spero possa andare via dall’Italia, questo Paese non lo merita. Qui facciamo ridere!»

Cassano, ex attaccante, ha parlato così a Viva El Futbol di Cesc Fabregas, che ha appena raggiunto l’Europa con il Como

Il campionato di Serie A ha trovato nel Como una delle realtà più affascinanti della stagione, e gran parte del merito viene attribuito alla guida tecnica di Cesc Fabregas. Lo spagnolo, passato dal campo alla panchina con una naturalezza disarmante, è finito al centro di un elogio sperticato da parte di Antonio Cassano. L’ex attaccante barese, durante l’ultimo appuntamento con Viva el Futbol insieme a Daniele Adani, ha analizzato l’impatto dell’ex fuoriclasse del Barcellona sulla realtà lariana.

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L’elogio alla competenza di Cesc Fabregas

Secondo Cassano, la metamorfosi del club lombardo è unicamente merito del lavoro svolto dal tecnico spagnolo, capace di trasformare un gruppo di giocatori in una squadra di alto livello. Il lavoro fatto da Fabregas ha fatto sì che il Como diventasse grande. Con qualsiasi altro allenatore, il Como non avrebbe fatto questo. Il collante più importante è il suo allenatore, il 95% dei suoi giocatori devono ringraziare Cesc. Società, gente, devono dire tutti grazie a Como e Fabregas”, ha dichiarato con fermezza l’opinionista.

L’analisi di Cassano sottolinea come la competenza tattica e la capacità di gestione umana di Fabregas siano state fondamentali per il salto di qualità dei singoli componenti della rosa.

La critica al calcio italiano

Tuttavia, come spesso accade con gli interventi di Cassano, l’elogio si è trasformato in una durissima critica verso l’intero sistema calcio in Italia. “Fantantonio” ha auspicato un futuro all’estero per il tecnico del Como, ritenendo il contesto nostrano non all’altezza della sua visione moderna.

“Spero vivamente che possa andare via dall’Italia, perché questo paese non lo merita, noi facciamo ridere qui. Il calcio qui è alla deriva, spero possa andare via. La sua comunicazione, la sua competenza… era un top come giocatore e da allenatore è già clamorosamente fenomenale”.

Queste dichiarazioni hanno immediatamente riacceso il dibattito sulla qualità del calcio italiano e sulla capacità del nostro Paese di trattenere allenatori innovativi e di caratura internazionale. Mentre il Como si gode i frutti della propria scelta tecnica, le parole di Cassano suonano come un monito per una Serie A che, a suo dire, fatica a valorizzare le eccellenze mondiali che decidono di mettersi alla prova nel Bel Paese.

Abodi sul caos Lega Serie A Prefettura: «È brutto per l’opinione pubblica che ci si trovi davanti ad un giudice. Queste scelte vanno fatte a monte!»

Abodi ha detto la sua sul caos che si è generato tra Lega Serie A e Prefettura di Roma per lo slittamento del derby della Capitale

Il finale di stagione della Serie A è travolto da un vero e proprio caso istituzionale che riguarda la programmazione del Derby della Capitale. Al centro della contesa c’è la collocazione oraria di Roma-Lazio, match decisivo per la corsa alla prossima Champions League, la cui data è diventata oggetto di un durissimo braccio di ferro tra la Lega Calcio e la Prefettura di Roma.

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Il provvedimento e l’effetto domino

Inizialmente, la Lega aveva fissato la stracittadina per domenica alle 12.30, prevedendo la contemporaneità con altri quattro incontri che vedono impegnate le dirette concorrenti dei giallorossi. Tuttavia, per ragioni di ordine pubblico legate alla concomitanza con la finale degli Internazionali di Tennis, la Prefettura ha disposto lo spostamento a lunedì sera. Tale decisione ha innescato un inevitabile effetto domino, costringendo allo slittamento anche le sfide di Juventus, Milan, Napoli e Como, inizialmente previste nello stesso slot domenicale.

L’affondo del Ministro Abodi

Sulla questione è intervenuto il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che non ha risparmiato critiche alla gestione organizzativa dell’evento. «Capisco il presupposto della contemporaneità con altre partite che concorrono al raggiungimento di un obbiettivo e l’esigenza della Lega Serie A di mettere tutti insieme ma si doveva immaginare prima di non fare il derby in questa giornata. Però ormai le cose sono fatte», ha dichiarato il Ministro, sottolineando la mancanza di programmazione.

Abodi ha poi espresso rammarico per il fatto che la vicenda sia finita nelle aule di tribunale: «È brutto per l’opinione pubblica che ci si trovi davanti ad un giudice. Queste scelte vanno fatte a monte, ogni tentativo di risolverle a valle crea degli imbarazzi e soprattutto fa capire come non ci sia armonia. Il calendario del campionato è pieno di condizionalità purtroppo si vede che è sfuggita quella della finale degli Internazionali di tennis».

Ricorso al TAR: la Lega non arretra

La Lega Serie A ha risposto prontamente depositando un ricorso d’urgenza al TAR del Lazio. L’obiettivo è quello di annullare il provvedimento prefettizio e ripristinare la programmazione originaria della domenica mattina. Secondo via Rosellini, la tutela della regolarità del campionato e il rispetto della contemporaneità sono priorità assolute che non possono essere sacrificate. Si attende ora la decisione dei giudici amministrativi, che determinerà se il weekend calcistico subirà una rivoluzione senza precedenti o se si tornerà al piano iniziale.

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Rigore Rensch Britschgi Parma Roma, Dino Tommasi a Open VAR conferma: «Il difensore lo abbraccia, il penalty è evidente!»

Rigore Rensch Britschgi Parma Roma, Dino Tommasi a Open VAR ha confermato la validità del penalty concesso ai giallorossi

Il match tra Parma e Roma, conclusosi con la vittoria giallorossa per 3-2 grazie a un rigore siglato da Malen in pieno recupero, continua a far discutere. Come di consueto, l’appuntamento con Open VAR su DAZN ha gettato luce sulle dinamiche arbitrali della sfida, rendendo pubblici i dialoghi tra il direttore di gara Chiffi e la sala video di Lissone. A commentare gli episodi è stato Dino Tommasi, il designatore capo subentrato nelle ultime settimane a Gianluca Rocchi.

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Il rigore su Rensch: l’intervento decisivo del VAR

L’episodio chiave è senza dubbio il contatto tra Britschgi e Rensch all’interno dell’area ducale. In campo, Chiffi aveva inizialmente optato per un fallo in attacco, ma la sala VAR, presieduta da Mazzoleni e Paganessi, ha subito richiamato l’attenzione dell’arbitro: Rigore, ci sono tutti gli elementi di punibilità”.

Dopo la revisione sul monitor (On Field Review), Chiffi ha ribaltato la sua valutazione iniziale, espellendo Britschgi per doppia ammonizione e assegnando il penalty. Il fischietto di Padova ha motivato così la decisione: Trattenuta reciproca, ma alla fine il difensore fa cadere l’attaccante”.

Sulla questione, Dino Tommasi è stato categorico, elogiando la cooperazione tra i direttori di gara: Il difensore lo abbraccia, il rigore è evidente. Chiffi non aveva pieno fuoco sull’azione, è ottimo la lavorazione della Sala VAR”.

Contatto Valenti-Mancini: decisione confermata

L’analisi si è poi spostata su un altro momento controverso: l’intervento di Valenti su Mancini nell’area parmense, precedentemente giudicato regolare. Anche in questo caso, il designatore ha promosso l’operato della terna: Giusta decisione e molto buono il check, l’intervento del difensore è palese, ottima lettura di campo di Chiffi. Intervento rischioso ma regolare.

L’analisi di Tommasi conferma una linea di giudizio volta a premiare la tempestività del VAR quando la visuale dell’arbitro è ostruita, garantendo però autonomia nelle letture di campo definite “chiare”. La vittoria della Roma a Parma rimane dunque legittimata dai vertici arbitrali, nonostante le proteste dell’ambiente crociato per il finale incandescente.

Sarri lascia la Lazio a fine stagione? Tanti sondaggi per il tecnico, la posizione dei biancocelesti e dove potrebbe trasferirsi

Sarri saluta la Lazio al termine della stagione? La posizione dei biancocelesti e dove potrebbe andare l’allenatore

Il futuro di Maurizio Sarri torna a infiammare le cronache del calciomercato italiano. Nonostante il tecnico toscano sia legato alla Lazio da un contratto a lungo termine, valido fino al 2028 con un ingaggio da 2,5 milioni di euro annui più bonus, la sua permanenza a Formello non è più considerata scontata. Le dinamiche interne e il valzer delle panchine che si prospetta per la prossima estate hanno riaperto scenari che sembravano chiusi.

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Sondaggi esplorativi: l’indiscrezione di mercato

Secondo Nicolò Schira, la posizione dell’allenatore biancoceleste sarebbe sotto la lente d’ingrandimento di diverse società di vertice. Al momento non si segnalano trattative in fase avanzata, ma si registra un proliferare di richieste di informazioni e sondaggi esplorativi. Segnali che, a pochi mesi dalla chiusura della stagione, indicano come il profilo di Sarri rimanga uno dei più apprezzati per chi intende proporre un calcio propositivo e organizzato.

Napoli, Atalanta e Milan: le possibili destinazioni

Il ventaglio delle pretendenti è di assoluto prestigio. Il Napoli monitora la situazione, sebbene ogni mossa sia subordinata all’eventuale addio di Antonio Conte. Un ritorno di Sarri all’ombra del Vesuvio avrebbe un impatto mediatico e sentimentale enorme, visto il legame mai spezzato con la piazza.

Occhi puntati anche sull’Atalanta: a Bergamo, il nome del tecnico laziale godrebbe della profonda stima di Cristiano Giuntoli (possibile nuovo ds). Tuttavia, questo incastro dipenderà dalle decisioni che il club orobico prenderà in merito alla propria guida tecnica attuale. Infine, sullo sfondo resta l’ombra del Milan: i rossoneri potrebbero fiondarsi sul “Comandante” qualora il rapporto con Massimiliano Allegri dovesse interrompersi prematuramente a fine campionato.

La posizione della Lazio tra vincoli e ambizioni

La società di Claudio Lotito si sente protetta dalla scadenza contrattuale fissata al 2028, elemento che pone il club in una posizione di forza in ogni eventuale negoziazione. Tuttavia, la stagione in corso, segnata da tensioni e obiettivi pesanti, impone una riflessione profonda: per continuare insieme servirà una convinzione totale da entrambe le parti. Il mercato delle panchine corre veloce e il nome di Maurizio Sarri si candida ufficialmente a essere uno dei tormentoni della prossima estate.

Calciomercato Inter: Pavard annuncia l’addio al Marsiglia e ‘prenota’ il ritorno in nerazzurro. La sua idea è stata svelata!

Calciomercato Inter: Pavard ha annunciato l’addio al Marsiglia e ha le idee chiare per il futuro. Vuole giocarsi le sue chances in nerazzurro

Il futuro di Benjamin Pavard sembra avere una direzione tracciata verso Milano. Il difensore francese, attualmente in forza all’Olympique Marsiglia, ha espresso chiaramente la volontà di tornare a vestire la maglia dell’Inter. Nonostante il club provenzale stia attraversando una fase di transizione e non abbia ancora nominato un nuovo direttore sportivo, Pavard ha già maturato la decisione di separarsi dai biancoblù al termine della stagione. L’obiettivo del calciatore è cristallino: dimostrare nuovamente il proprio valore nel club nerazzurro, con cui è ancora legato da due anni di contratto. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Il retroscena dell’addio e l’arrivo di Akanji

La separazione tra Pavard e l’Inter era avvenuta in modo rocambolesco nell’ultimo giorno della scorsa sessione estiva di mercato. Su decisione della dirigenza interista, il Campione del Mondo 2018 si era trasferito all’OM con la formula del prestito con opzione. Contestualmente, la squadra oggi guidata da Cristian Chivu aveva concluso “sul gong” l’acquisto di Manuel Akanji dal Manchester City per completare il reparto arretrato. A distanza di un anno, però, le gerarchie e le volontà sembrano essere cambiate, con il francese pronto a riprendersi il posto a San Siro.

I numeri di Pavard tra Inter e Marsiglia

L’impatto di Benjamin Pavard nella sua prima parentesi milanese è testimoniato dai numeri e dai trofei. Nelle sue 70 presenze con l’Inter, il difensore ex Bayern Monaco e Stoccarda ha messo a referto un gol (pesantissimo, realizzato in Champions League contro il Bayern) e quattro assist. Il suo contributo è stato fondamentale soprattutto per la conquista dello Scudetto nella stagione 2023/24, dove si era distinto per duttilità e intelligenza tattica.

Anche l’annata in Francia è stata tutt’altro che negativa sotto il profilo individuale. Con la maglia del Marsiglia, il classe ’96 ha collezionato 36 presenze, condite da una rete e tre passaggi vincenti. Tuttavia, nonostante la titolarità e il buon rendimento, il legame con la società francese è destinato a concludersi a breve. Pavard sente che la sua missione in Italia non è ancora terminata e il suo imminente ritorno ad Appiano Gentile rappresenta una delle prime grandi manovre dell’estate nerazzurra.

La stella del calcio si ritira dopo il Mondiale: scarpette al chiodo a 35 anni

Ci sono giocatori che spariscono lentamente, quasi senza rumore, e altri che anche quando non sono più al centro del calcio europeo continuano a trascinarsi dietro un certo tipo di nostalgia. Basta nominare il loro sinistro, una partita, un Mondiale, e la memoria corre subito lì.

Adesso quella storia potrebbe davvero essere vicina alla fine.

Dalla Colombia stanno circolando indiscrezioni pesanti sul futuro di uno dei talenti più riconoscibili della sua generazione. Non si parla di cambio squadra o di un ultimo contratto in Arabia, ma proprio di ritiro.

Una decisione che sarebbe già stata comunicata internamente e che avrebbe una data simbolica molto precisa: la fine del prossimo Mondiale.

Il giocatore in questione è James Rodríguez che, secondo AS Colombia, starebbe pianificando di lasciare il calcio dopo la Coppa del Mondo che prenderà il via tra meno di un mese.

L’ultimo Mondiale prima dell’addio

James compirà 35 anni proprio durante il torneo e avrebbe già informato il Minnesota United della sua intenzione di chiudere la carriera dopo quella competizione. Al momento non esistono annunci ufficiali del giocatore, e questo va chiarito, ma il tema in Colombia viene trattato con sempre meno leggerezza.

Per chi ha seguito James dagli anni del Porto e del Monaco, fino all’esplosione mondiale in Brasile nel 2014, fa effetto vedere come il discorso si sia spostato dal ‘dove giocherà ancora’ al ‘quando smetterà’. Eppure il calcio funziona così, soprattutto per quei giocatori che hanno vissuto molto presto il picco massimo.

La carriera di James Rodriguez

Non è stato soltanto un buon trequartista. Per un periodo è stato uno dei volti del calcio mondiale. Il Mondiale brasiliano lo trasformò in una specie di fenomeno popolare, con quel sinistro elegante, i gol da fuori area, la sensazione che ogni pallone potesse diventare qualcosa di speciale.

Poi la carriera ha preso strade meno lineari. Real Madrid, Bayern, Everton, passaggi complicati, momenti in cui sembrava perso e altri in cui riappariva all’improvviso come se il talento non se ne fosse mai andato davvero.

Per molti tifosi il suo ritiro non sarebbe solo la fine di un giocatore, ma la chiusura di un’epoca precisa del calcio, quella dei numeri dieci ancora abbastanza liberi da giocare a modo loro.

Il Mondiale, se tutto venisse confermato, diventerebbe il suo ultimo giro completo davanti agli occhi del mondo. E forse non è nemmeno un caso che James voglia fermarsi proprio lì, nel posto dove la sua leggenda è iniziata.

Carvajal escluso dai pre-convocati della Spagna per i Mondiali: è la fine di un’era

Carvajal è stato escluso dai pre-convocati della Spagna per i Mondiali: è la fine di un’era per il difensore del Real Madrid

Il percorso di avvicinamento della nazionale spagnola alla Coppa del Mondo 2026 si apre con una notizia clamorosa. Dani Carvajal, colonna storica della selezione iberica e del Real Madrid, è stato ufficialmente escluso per la prossima rassegna iridata. La notizia ha segnato un punto di rottura netto con il recente passato della Roja.

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La decisione di Luis de la Fuente

Il commissario tecnico Luis de la Fuente ha diramato la lista dei 55 giocatori pre-selezionati, il primo passo formale richiesto dalla FIFA per la composizione delle rose mondiali. Il nome del terzino destro, protagonista assoluto degli ultimi trionfi della Spagna e dei Blancos, non figura nell’elenco dei convocabili. Carvajal è dunque fuori dalla lista, una scelta tecnica che sembra privilegiare un ricambio generazionale più radicale in vista della difesa delle ambizioni spagnole sul palcoscenico globale.

Nonostante l’esperienza e la leadership che il difensore ha sempre garantito all’interno dello spogliatoio, il CT ha preferito puntare su profili più giovani o con caratteristiche fisiche differenti, ritenuti più funzionali al nuovo scacchiere tattico che la Spagna intende proporre nel 2026.

La fine di un’era per la Roja

L’esclusione di Carvajal rappresenta, a tutti gli effetti, la fine di un’era. Con lui se ne va uno degli ultimi baluardi di una generazione capace di mantenere la Spagna ai vertici del calcio mondiale per oltre un decennio. Il terzino madrileno è stato per anni il punto di riferimento sulla corsia di destra, distinguendosi per la capacità di abbinare una fase difensiva impeccabile a costanti inserimenti offensivi.

Con questa decisione, Luis de la Fuente lancia un messaggio chiaro: la nuova Spagna guarda al futuro, cercando di costruire un’identità che prescinda dai nomi storici. Per Carvajal, che ha segnato la storia recente della selezione con la sua grinta e la sua bacheca ricca di trofei, si chiudono definitivamente le porte della nazionale proprio alla vigilia dell’appuntamento più importante. Resta ora da capire come la squadra reagirà a questa assenza di peso e chi sarà chiamato a raccogliere l’eredità di uno dei terzini più vincenti della storia del calcio spagnolo.

Roma Lazio lunedì sera? De Siervo: «Non credo proprio». L’annuncio dell’ad della Lega Serie A dopo lo slittamento della Prefettura

Roma Lazio spostata a lunedì sera? De Siervo fa questo annuncio dopo lo slittamento indetto dalla Prefettura di Roma

Il finale di stagione della Serie A si trasforma in una battaglia legale senza precedenti. Al centro del contendere c’è la programmazione della 37ª giornata, stravolta dalla decisione della Prefettura di Roma di posticipare il derby tra Roma e Lazio a lunedì 18 maggio alle 20:45 per motivi di ordine pubblico. Una scelta che ha scatenato la durissima reazione della Lega Serie A, pronta a dare battaglia per difendere la regolarità del campionato.

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Le parole di De Siervo: “Nulla è deciso”

L’amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo, ha espresso tutto il suo scetticismo sulla definitività del provvedimento. Intercettato dall’AGI presso la stazione Termini in occasione dell’arrivo del trofeo della Coppa Italia, l’AD ha frenato bruscamente sugli entusiasmi legati allo slittamento: È ormai deciso che il derby di Roma si giocherà lunedì? Non credo proprio”.

De Siervo ha poi anticipato le prossime mosse di via Rosellini, sottolineando come la questione sia trattata con la massima cautela istituzionale: Arriverà una nota formale ragionata, pesata misurando le parole. Per forza di cose sarà garantita la contemporaneità”, ha aggiunto il dirigente, ribadendo l’importanza dei principi sportivi sopra quelli organizzativi esterni.

Il ricorso al TAR e il nodo della contemporaneità

La Lega Serie A sta predisponendo un ricorso d’urgenza al Tar del Lazio per impugnare il provvedimento prefettizio. Il cuore della protesta risiede nella necessità di garantire la contemporaneità delle gare decisive per la classifica nelle ultime due giornate di campionato. Se il derby dovesse slittare al lunedì, l’effetto domino costringerebbe a riprogrammare anche altre quattro sfide chiave: Pisa-Napoli, Como-Parma, Genoa-Milan e Juventus-Fiorentina.

Spostare cinque partite al lunedì sera comporterebbe critiche organizzative, disagi per i tifosi e potenziali problemi di ordine pubblico anche su scala nazionale. Per ora, il calendario della 37ª giornata resta invariato: la Lega attende infatti il pronunciamento dei giudici amministrativi prima di ufficializzare qualunque modifica. Se il tribunale dovesse confermare la decisione della Prefettura, l’intero blocco delle partite coinvolte verrebbe trascinato nel prime time del lunedì, riscrivendo completamente il weekend calcistico italiano.

Serie A, è caos dopo la decisione della Prefettura di spostare il derby di Roma! La Lega fa ricorso al TAR, cosa sta succedendo

Serie A nel caos dopo la decisione della Prefettura di spostare il derby di Roma a lunedì alle 20.45! La Lega ha fatto ricorso al TAR, cosa accade

Il finale di stagione della Serie A si sposta dai campi di calcio alle aule di tribunale. La Lega Serie A ha infatti ufficializzato la presentazione di un ricorso al TAR per impugnare formalmente la decisione della Prefettura di Roma, che nelle scorse ore aveva disposto lo spostamento del Derby Roma-Lazio da domenica alle 12.30 a lunedì alle 20.45. Un provvedimento, quello prefettizio, nato per ragioni di ordine pubblico legate alla concomitanza con gli Internazionali di Tennis, ma che ha innescato un terremoto sull’intero calendario della 37ª giornata.

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L’effetto domino sulle altre gare: Juventus, Milan e Napoli coinvolte

La decisione della Prefettura non riguarda solo la Capitale, ma ha generato un effetto domino che stravolge la programmazione di altre quattro sfide cruciali per la classifica. Per garantire il principio della contemporaneità, fondamentale nelle ultime giornate di campionato, lo slittamento del Derby comporterebbe il rinvio a lunedì sera anche di Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan, Pisa-Napoli e Como-Parma.

Il ricorso punta a ripristinare il programma originale, difendendo la validità delle scelte organizzative assunte precedentemente in accordo con i broadcaster.

Le motivazioni della Lega e i rischi per la regolarità

Il nodo del contendere risiede nella gestione della sicurezza nella Capitale. Se la Prefettura considera la sovrapposizione tra il Derby e il tennis un rischio ingestibile, la Lega Serie A sostiene che i calendari debbano essere rispettati per tutelare la regolarità del campionato. Uno slittamento collettivo a lunedì sera priverebbe il torneo del classico palcoscenico domenicale, creando disagi logistici imponenti per le tifoserie impegnate nelle trasferte.

In attesa del pronunciamento del TAR, la situazione resta in totale stallo. Club come Juventus, Milan e Napoli attendono di sapere con certezza quando scendere in campo, mentre i preparativi per le dirette televisive sono forzatamente sospesi. Se il ricorso venisse accolto, si tornerebbe alla programmazione domenicale; in caso contrario, la Serie A vivrebbe un lunedì sera senza precedenti, con cinque partite decisive giocate in contemporanea sotto le luci dei riflettori.

Roma Lazio, la prefettura sposta il derby a lunedì alle 20:45! Si va verso lo slittamento di tutte le gare della lotta Champions

Roma Lazio, la prefettura sposta il derby a lunedì alle 20:45! Possono slittare anche tutte le gare della lotta Champions League

Il derby Roma Lazio si giocherà lunedì 18 maggio 2026 alle ore 20.45. La decisione è arrivata dopo le valutazioni del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare attenzione ai temi legati all’ordine pubblico e alla mobilità urbana nella Capitale.

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A comunicarlo è stata la Prefettura di Roma attraverso una nota ufficiale: «Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma-Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45».

In attesa delle comunicazioni ufficiali della Lega Serie A, lo slittamento del derby dovrebbe coinvolgere anche le altre gare legate alla corsa Champions League, inizialmente programmate per domenica alle 12.30.

Le partite interessate sarebbero Roma-Lazio, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina, Pisa-Napoli e Como-Parma, tutte potenzialmente in contemporanea lunedì alle 20.45. Resta ora da capire se verranno modificati anche altri incontri della giornata rispetto al calendario già comunicato.

Sergio Ramos, ritorno a casa romantico e svolta storica: accordo per l’acquisto del Siviglia!

Sergio Ramos, ritorno a casa romantico e svolta storica: accordo per l’acquisto del Siviglia! Diventerà proprietario, i dettagli

Svolta clamorosa in casa Siviglia. Sergio Ramos, ex difensore del club andaluso e leggenda del calcio spagnolo, avrebbe completato il percorso per acquistare la società e diventarne il nuovo proprietario. Secondo quanto emerso, l’accordo di principio sarebbe stato raggiunto dopo un incontro tenutosi questa mattina in un hotel di Siviglia, alla presenza dello stesso Ramos, del fratello René Ramos, di Martín Ink, CEO di Five Eleven Capital, e degli azionisti di maggioranza del club.

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La trattativa, entrata nella fase decisiva dopo una lunga sessione negoziale durata circa nove ore, avrebbe portato alla fumata bianca dopo un ulteriore vertice di due ore. Ora restano da completare gli ultimi passaggi ufficiali, legati alla documentazione, agli avvocati e all’autenticazione notarile, prima della comunicazione definitiva.

Sergio Ramos Siviglia, trattativa iniziata a gennaio

Il processo era partito a metà gennaio con i primi contatti formali tra il gruppo interessato all’acquisizione e i principali azionisti del Siviglia FC. Successivamente è stata firmata una lettera d’intenti, che ha aperto un periodo di negoziazione esclusiva valido fino al 31 maggio.

Durante questa fase, gli acquirenti hanno incaricato KPMG di esaminare i conti del club attraverso una due diligence approfondita. Un passaggio considerato decisivo, soprattutto dopo che in passato un altro gruppo di investimento aveva scelto di ritirarsi proprio in seguito alle verifiche finanziarie.

Sergio Ramos Siviglia, ruolo centrale anche nelle decisioni sportive

Sergio Ramos e il fratello René hanno lasciato l’hotel sorridenti, senza rilasciare dichiarazioni ai media presenti, ma con un gesto di approvazione che ha alimentato ulteriormente le indiscrezioni sull’accordo ormai raggiunto.

Restano ancora da definire i ruoli operativi nel nuovo assetto societario. Tra le figure chiave dovrebbe esserci Marc Boixasa, direttore sportivo dell’ecosistema Five Eleven, con esperienza al City Football Group e all’Al-Hilal. Il ruolo di direttore operativo sarebbe invece affidato a Jesús Zamorano, ex LaLiga.

Per Ramos non si tratterebbe soltanto di un ingresso da proprietario: l’ex capitano della Spagna dovrebbe avere un peso rilevante anche nelle scelte sportive e strategiche del nuovo Siviglia.

Juventus, presentata la prima maglia per il 2026-27: «Radici profonde, sguardo rivolto al futuro» – FOTO

Juventus, presentata la prima maglia per il 2026-27: «Radici profonde, sguardo rivolto al futuro». Il comunicato del club e quando verrà indossata

La Juventus ha presentato la prima maglia per la stagione 2026/26, divisa che i bianconeri indosseranno già nel prossimo weekend, nella sfida contro la Fiorentina. Di seguito la descrizione della maglia dal comunicato ufficiale.

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IL COMUNICATO – «Radici profonde, sguardo rivolto al futuro. Juventus e adidas svelano oggi il nuovo Kit Home per la stagione 2026/27, una divisa che reinterpreta i simboli storici del Club attraverso una lente moderna e raffinata. Il cuore del nuovo kit è rappresentato da un’interpretazione contemporanea delle celebri strisce verticali bianche e nere. Per la nuova stagione, il design gioca su precisione geometrica e spaziature pulite, offrendo un’espressione audace e sicura di sé. Un richiamo diretto alla storia del nostro Club, ma con un’energia perfetta per le sfide del calcio contemporaneo. A elevare il design della maglia è il ritorno del classico colletto a polo, un elemento distintivo che si ispira alle storiche divise indossate dalle leggende della Juventus, simbolo di un’eleganza che da sempre contraddistingue la nostra storia. A completare l’estetica della nuova divisa sono le sottili finiture dorate che impreziosiscono lo stemma del club, il logo adidas performance e la numerazione dei giocatori. Il kit si completa con pantaloncini arricchiti da dettagli dorati coordinati e motivi a strisce nere, – e calzettoni bianchi, per offire un look in campo inconfondibilmente bianconero. La nuova maglia non è solo un omaggio allo stile, ma un concentrato di tecnologia applicata alle massime prestazioni. Realizzata con tessuti leggeri e ingegnerizzati in 3D che si adattano al corpo, garantisce ai giocatori massimo comfort e libertà di movimento. Grazie all’introduzione della nuova tecnologia adidas CLIMACOOL+, la gestione della traspirazione è ottimizzata da zone di ventilazione in mesh posizionate strategicamente per massimizzare il flusso d’aria durante tutta la durata della gara. Il nuovo Kit Home 2026/27 è disponibile da oggi presso tutti gli Juventus Official Store, online sullo Store Ufficiale e nei punti vendita adidas selezionati».

Xabi Alonso apre alla Premier League, è nella lista del Chelsea! Come sono andate le sue ultime avventure al Bayer Leverkusen e al Real Madrid

Xabi Alonso apre alla Premier League, è nella lista del Chelsea! Ecco come sono andate le sue ultime esperienze al Bayer Leverkusen e al Real Madrid

Il futuro di Xabi Alonso potrebbe essere in Premier League. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, il tecnico spagnolo avrebbe aperto alla possibilità di trasferirsi in Inghilterra nella prossima estate, dopo i primi contatti avuti con i suoi agenti. Il Chelsea sarebbe tra i club interessati e avrebbe inserito il suo nome in una lista ristretta di candidati per la panchina. Nessuna decisione definitiva è stata ancora presa, ma la disponibilità dell’ex allenatore del Bayer Leverkusen è un elemento che può pesare nelle prossime valutazioni. Ma come sono andate finora le sue esperienze da allenatore?

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Xabi Alonso, la crescita alla Real Sociedad B

La carriera in panchina di Xabi Alonso è iniziata dalla Real Sociedad B, tappa fondamentale per la sua formazione da allenatore. Con il filial basco ha raccolto una media di 1,46 punti a partita in 98 gare, con 40 vittorie, 23 pareggi e 35 sconfitte.

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Il risultato più importante è arrivato nella stagione 2020/21, quando ha conquistato la promozione in Segunda División, riportando la seconda squadra della Real Sociedad nel secondo livello del calcio spagnolo dopo quasi 60 anni. L’anno successivo, però, è arrivata la retrocessione, chiudendo un ciclo comunque prezioso per la sua crescita tecnica.

Xabi Alonso, la favola storica al Bayer Leverkusen

Il salto più importante è arrivato con il Bayer Leverkusen. Arrivato il 5 ottobre 2022, Alonso prese una squadra in enorme difficoltà, seconda dal fondo in Bundesliga dopo otto giornate. La reazione fu immediata: sesto posto finale, qualificazione in Europa League e semifinale europea.

La stagione 2023/24 ha poi consegnato il suo nome alla storia del club. Il Leverkusen ha vinto la prima Bundesliga della propria storia, chiudendo il campionato da imbattuto, ha conquistato la DFB-Pokal e ha raggiunto la finale di Europa League, poi persa contro l’Atalanta. In quel ciclo la squadra ha firmato anche una serie record di 51 partite consecutive senza sconfitte. Il bilancio complessivo è stato di 140 partite, 89 vittorie, 32 pareggi e 19 sconfitte, con una media di 2,14 punti a gara.

Xabi Alonso, Real Madrid breve ma con media alta

La parentesi al Real Madrid è stata più breve e complicata. Alonso ha lasciato il club il 12 gennaio 2026, con una media di 2,24 punti a partita in 34 gare: 24 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. Numeri importanti, ma non sufficienti a consolidare la sua posizione. In Liga il Real era alle spalle del Barcellona, mentre in Champions League il percorso era considerato discontinuo.

Il quadro è quindi chiaro: alla Real Sociedad B ha costruito le basi, al Leverkusen ha scritto la pagina più brillante, al Real Madrid ha ottenuto la media migliore ma senza titoli. Ora la Premier League può rappresentare la nuova grande occasione.

La Ternana è fallita! Asta deserta e futuro segnato: il club non si iscriverà alla prossima Serie C

La Ternana è fallita! Asta deserta e futuro segnato: il club non si iscriverà alla prossima Serie C, il comunicato del sindaco di Terni

La Ternana non ha ricevuto alcuna offerta entro la scadenza fissata alle ore 12:00 del 12 maggio 2026 per la procedura d’asta fallimentare presso il Tribunale di Terni. Come riportato da TernanaNews, non sono arrivate proposte valide per l’acquisizione del club rossoverde, chiudendo così senza esito positivo il tentativo di salvataggio della società.

Nelle ore precedenti era emersa la disponibilità dell’imprenditore Fabio Splendori e di una possibile cordata, ma l’offerta non è stata formalizzata nei tempi previsti a causa del mancato via libera da parte di un altro imprenditore coinvolto nell’operazione. La situazione economico-finanziaria del club, già complicata dalla pesante posizione debitoria e dal rischio di una penalizzazione superiore ai dieci punti da parte della FIGC, ha reso impraticabile la prosecuzione dell’attività tra i professionisti.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La Ternana non si iscriverà quindi al prossimo campionato di Serie C, aprendo la strada a una riammissione. Con l’asta andata deserta, il titolo sportivo risulta perso. I rossoverdi potrebbero ripartire dall’Eccellenza attraverso l’articolo 52 comma 10 NOIF, oppure dalla Serie D in caso di acquisizione di un titolo sportivo da un’altra società.

IL COMUNICATO DI BANDECCHI, SINDACO DI TERNI – «Sono dolente di dover comunicare che ad oggi qualunque tentativo di salvare la Ternana Calcio da parte mia e da parte del Comune di Terni è fallito. Di conseguenza la cordata che ha lavorato intensamente sino a dieci minuti fa, e che ringrazio per l’attenzione che ha messo verso la squadra della città e per gli sforzi che sarebbe stata disponibile a fare, ha deciso di non presentare l’offerta.
L’insicurezza dovuta alla gestione dei debiti, aggiunta all’interlocuzione avuta con la FIGC per oltre dieci punti di penalizzazione dai quali la Ternana non sarebbe stata esonerata, non rendono possibile nessun salvataggio nell’attuale categoria.
Spero che qualche altra persona interessata possa presentare entro i minuti che restano l’offerta all’asta giudiziaria; se così non fosse, il titolo calcistico della Ternana sarà perso
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Baschirotto si è operato: intervento al al retto femorale perfettamente riuscito! Il comunicato della Cremonese

Baschirotto si è operato: intervento al al retto femorale perfettamente riuscito! Il comunicato della Cremonese e le novità sui tempi di recupero

Arrivano aggiornamenti importanti in casa Cremonese sulle condizioni di Federico Baschirotto, difensore centrale ed ex Lecce, costretto a fermarsi dopo l’infortunio accusato nella sfida contro la Lazio. Il giocatore grigiorosso, protagonista della stagione della squadra di Marco Giampaolo, aveva lasciato il campo a causa di un problema muscolare emerso dopo un contrasto di gioco.

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Gli esami svolti nei giorni successivi avevano evidenziato una lesione di alto grado al retto femorale, un infortunio serio che ha costretto Baschirotto a chiudere in anticipo il proprio campionato. Un’assenza pesante per la Cremonese, impegnata nel momento più delicato della stagione e ancora pienamente coinvolta nella corsa salvezza.

Cremonese, il comunicato ufficiale sulle condizioni di Baschirotto

Nella mattinata di oggi il club grigiorosso ha diffuso un nuovo aggiornamento attraverso il proprio sito ufficiale, confermando l’intervento chirurgico sostenuto dal difensore. Questa la nota della società: «Nelle scorse ore Federico Baschirotto è stato sottoposto a intervento chirurgico per risolvere la lesione di alto grado al retto femorale. L’operazione è perfettamente riuscita e il calciatore inizierà ora il previsto percorso riabilitativo».

L’operazione è dunque riuscita, ma per il centrale inizierà adesso una fase lunga e delicata di recupero. Lo staff medico seguirà passo dopo passo il percorso riabilitativo, con l’obiettivo di riportare il giocatore nelle migliori condizioni possibili in vista della prossima stagione.

Cremonese, assenza pesante nella corsa salvezza

La perdita di Baschirotto rappresenta una tegola importante per la Cremonese, che si trova a -1 dal Lecce e dovrà affrontare il rush finale senza uno dei riferimenti della propria retroguardia. La squadra grigiorossa dovrà ora trovare nuove soluzioni difensive per provare a conquistare la permanenza in Serie A, trasformando anche questa difficoltà in una spinta ulteriore nel finale di campionato.

Milan, rivoluzione in vista? Ibrahimovic può tornare ad avere un ruolo centrale nel progetto!

Milan, rivoluzione in vista? Ibrahimovic può tornare ad avere un ruolo centrale nel progetto! Occhio al futuro dirigenziale dei rossoneri

Il Milan si prepara a un possibile nuovo ribaltone al termine della stagione. Indipendentemente dall’esito della corsa al quarto posto e dalla qualificazione alla prossima Champions League, ai vertici del club rossonero sarebbe già partita una fase di riflessione profonda. La società, guidata dal patron Gerry Cardinale, valuta infatti interventi importanti sull’area sportiva e sul management, dopo un’annata segnata da risultati altalenanti, tensioni interne e un rendimento inferiore alle aspettative.

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Milan, Furlani e Tare sotto osservazione

Secondo quanto ipotizzato dal Corriere della Sera, tra le figure sotto esame ci sarebbero Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, e Igli Tare, direttore sportivo arrivato la scorsa estate per dare maggiore struttura all’area tecnica. Il loro futuro potrebbe dipendere dalle valutazioni finali di Cardinale, che negli Stati Uniti starebbe ragionando su una possibile revisione complessiva dell’organigramma rossonero.

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La stagione del Milan non ha dato le risposte attese, nonostante l’arrivo di Massimiliano Allegri, tecnico scelto per riportare stabilità e competitività. La qualificazione alla Champions League resta l’obiettivo minimo, ma potrebbe non bastare da sola a evitare cambiamenti profondi.

Milan, Ibrahimovic può tornare protagonista

In questo scenario potrebbe tornare centrale la figura di Zlatan Ibrahimovic. L’ex attaccante svedese, socio di Cardinale dal dicembre 2023 e coinvolto in diverse attività di RedBird, ha vissuto una stagione più defilata rispetto al passato. Nell’annata precedente era stato un collegamento diretto tra società e squadra, oltre ad aver seguito, insieme a Jovan Kirovski, lo sviluppo del progetto Milan Futuro.

Il rendimento negativo della scorsa stagione, chiusa fuori dalla Champions League e con due allenatori, Paulo Fonseca e Sergio Conceiçao, aveva spinto Ibrahimovic a restare maggiormente nelle retrovie dopo l’arrivo di Tare e Allegri.

Ora, però, il suo nome torna d’attualità. Se Cardinale decidesse di ridisegnare l’area sportiva, Ibrahimovic potrebbe recuperare un ruolo più operativo e centrale nel nuovo corso rossonero.

Playoff Serie B, Evacuo non ha dubbi: «Monza e Palermo superiori, ma occhio alla mina vagante»

Il bomber dei record, Evacuo, analizza la post-season: il flop in regular season delle favorite, l’inspiegabile retrocessione dello Spezia e altro

Intervistato da Tuttosport, l’ex attaccante Felice Evacuo risponde così sui Playoff di Serie B.

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LA FAVORITA «Il Monza che arriva da una retrocessione e il Palermo, costruito per vincere. Hanno rose superiori alle altre».

DA CHI SI ASPETTAVA DI PIU’ «Sicuramente dal Monza. A tre giornate dalla fine la sconfitta di Mantova ha cambiato le carte in tavola. Il Palermo, invece, aveva già abbandonato da tempo l’idea della promozione diretta».

LA SORPRESA «La mina vagante uscirà dalla sfida tra Catanzaro e Avellino».

L’AVELLINO «Aveva iniziato il campionato rispettando le aspettative ed era rimasto in linea con gli obiettivi fino alle tre sconfitte consecutive nel turno infrasettimanale, decisive per l’esonero di Biancolino. In quel momento la squadra ha avuto una regressione soprattutto mentale».

BALLARDINI «È un allenatore che negli ultimi anni ha lavorato quasi sempre in Serie A. Ha una grandissima esperienza e può rappresentare una garanzia tecnica da cui ripartire in futuro, ma bisognerà capire quali saranno gli obiettivi della società per il prossimo anno».

LA JUVE STABIA «Rischiare l’esclusione dalla Serie B per problemi societari fa un po’ sorridere. La Juve Stabia, in due anni, è riuscita addirittura a consolidarsi nei play-off. Sarebbe un peccato veder svanire tutto per questioni extracampo».

IL SUD «Credo che Avellino, ma anche il Benevento lo ha dimostrato in passato, abbiano proprietà solide, capaci di sostenere anche un salto in Serie A. Però salire di categoria non significa solo investire sul mercato, vedi il Pisa: servono organizzazione, strutture e una società pronta sotto ogni aspetto, perché la Serie A è un mondo completamente diverso».

IL MODENA «È stata a lungo nelle zone alte in regular season e si giocherà le sue chance. Credo che la classifica rispecchi i valori del campionato. L’unica vera sorpresa è stato il Frosinone, nessuno si aspettava la promozione diretta».

LA RETROCESSIONE DELLO SPEZIA «Come accadde al Bari dopo la finale persa contro il Cagliari, il contraccolpo psicologico si è sentito, ma immaginare addirittura una retrocessione era impensabile, soprattutto considerando la qualità della rosa».

ABATE E AQUILANI SONO PRONTI PER LA A «Entrambi. Sono due allenatori bravi, che hanno confermato le aspettative sia lo scorso anno sia in questa stagione».

Conceicao racconta: «Allenare il Milan non è facile, la società non mi ha protetto dai rumors»

Conceicao racconta: «Allenare il Milan non è facile, la società non mi ha protetto dai rumors». Le parole del tecnico portoghese

Sergio Conceiçao, oggi allenatore dell’Al-Ittihad, è tornato a parlare della sua esperienza al Milan sulle pagine di Repubblica. Il tecnico portoghese ha ricordato l’arrivo dopo l’esonero di Paulo Fonseca, la vittoria della Supercoppa italiana contro Juventus e Inter e le difficoltà successive.

Secondo Conceiçao, il clima attorno al club è diventato presto instabile, con voci sul suo futuro già dopo un pareggio contro il Cagliari. L’ex rossonero ha poi sottolineato l’importanza di maggiore protezione societaria e ha indicato Pulisic e Gabbia tra i leader dello spogliatoio.

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LA CHIAMATA DEL MILAN – «Ero stato chiamato per portare a termine un lavoro in cui Fonseca aveva trovato difficoltà, pur essendo anche lui un grandissimo allenatore. Ho trovato un gruppo che voleva lavorare: c’era la Supercoppa italiana in Arabia, abbiamo battuto Juve e Inter e l’abbiamo vinta».

I PRIMI PROBLEMI – «Giocavamo ogni tre giorni, ci allenavamo in partita. Tanti video, poco lavoro in campo. Ma non mi lamento. Quando ho firmato, conoscevo il calendario. Sono comunque stati sei mesi positivi. Abbiamo fatto due finali. Una l’abbiamo persa (quella di Coppa Italia contro il Bologna, ndr), è vero, ma sarebbe potuta andare diversamente. Non è facile fare l’allenatore del Milan. É una squadra storicamente abituata a giocare stagioni di altissimo livello, e a vincere le finali di Champions. Al tempo stesso, il momento era complicato. Al Porto era diverso, avevo un presidente che è rimasto in carica per decenni e si è ritirato da più titolato al mondo. La società è ben strutturata e organizzata. Il passaggio non è stato facile. A Milano, dopo la vittoria della Supercoppa, è bastato un pareggio col Cagliari perché cominciassero a girare voci su chi avrebbe preso il mio posto. E nessuno le ha smentite».

GIOCATORI POCO PROTETTI – «Ho frequentato spogliatoi per venticinque anni e so che l’instabilità ambientale arriva anche lì. Non era facile giocare con i tifosi che disertavano la curva. E con i social, quello che si diceva di noi arrivava ai calciatori. Ci sarebbe servita grande protezione da parte del club. Chi erano i leader dello spogliatoio? Leader è chi dà l’esempio, anche nel modo di comportarsi fuori dal campo, dal riposo alla nutrizione. Pulisic e Gabbia erano leader per l’esempio che davano, ma non erano gli unici».

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