Pagina 126 – Calcio News 24

Lazio Inter, Luis Alberto: «Difesa e velocità le armi di Coppa. E attenti a Pedro»

Il Mago Luis Alberto, protagonista dell’ultima finale vinta nel 2019: «Noi eravamo più forti, ma Sarri è un valore aggiunto». Le sue parole

Da un paio d’anni Luis Alberto regala la sua arte in Qatar. Con la Lazio ha vinto tre trofei e a La Gazzetta dello Sport racconta il suo particolare interesse per la finale con l’Inter di domani sera.

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PROMESSA «E lo farò, non scappo: amo la Lazio, è stata la mia vita e nel mio cuore, nel profondo, sono ancora lì all’Olimpico. Sarà sempre parte di me».

DOVE NASCE IL LEGAME «Hanno avuto fiducia in me quando nessuno ci credeva. Dopo i primi cinque mesi volevo smettere, ero andato nel pallone, luce spenta. Ne sono uscito grazie a un mental coach e a Igli Tare, che filmava i miei allenamenti e li mandava al mio agente. All’inizio parlava male, non capiva come mai non riuscissi a fare quello che so fare, poi, dopo un incontro a casa mia, ci siamo chiariti. Dopo quel giorno, i video hanno iniziato a essere differenti: “Vedi? Questo è il Luis Alberto che conosco…”».

IL RICORDO DELL’ULTIMA COPPA ITALIA NEL 2019 «Lo scatto dopo il gol liberatorio di Correa all’ultimo minuto, sotto la curva nord, tutti insieme. Mai più fatto uno sprint così in vita mia».

LA LAZIO DI OGGI «Noi eravamo una famiglia, tutti amici. Per certi aspetti non credo sia più replicabile. Si era creata una magia difficile da raccontare. Io e Milinkovic giocavamo a memoria, Immobile segnava bendato, Leiva gestiva… e Radu me ne diceva di tutti i colori perché rientravo poco in difesa. Sentirci era quasi comico: mi insultava per tutta la partita. La verità è che mi sono divertito come un bambino. Le stagioni 2017-18 e 2019-20 sono state le migliori».

ERA IL PIU’ FORTE DELLA SERIE A «Non sta a me dirlo. Di sicuro io ero nel “prime”».

UNA BIG L’HA CERCATA «Una sì, non dico quale. E poi il Siviglia, che spero non retroceda. Ma non mi hanno mai lasciato andare. Era come litigare con la ragazza di cui sei innamorato».

IL FEELING CON SIMONE INZAGHI «Ad Auronzo, in ritiro, estate 2017. È stato un padre, mi convinse a fare il regista: giocai tutto il precampionato in quella posizione, poi mi schierò dietro Ciro in finale di Supercoppa. Lì è iniziata la mia storia. Simone mi diceva sempre di giocare libero e sereno, sapeva come prendermi».

ANDARE VIA DALLA LAZIO «Un lutto sportivo enorme, difficile da sopportare. Ci ho messo un po’ a elaborarlo».

SARRI «All’inizio non ci potevamo vedere. Un paio di volte sono volati stracci, male parole, insulti vari. Ma il nostro rapporto è iniziato lì: io ho capito lui e lui ha capito me. Amo chi mi dice le cose in faccia. Il nostro legame andava oltre. Senza di lui non so dove sarebbe la squadra. È il valore aggiunto e meriterebbe un trofeo».

LA CONTESTAZIONE «Giocare in uno stadio vuoto non è facile, il gioco ne risente. Meno male che in finale i tifosi ci saranno. Guardi noi, nel 2019-20: senza il Covid avremmo vinto lo scudetto, è sicuro. Giocavamo senza pressioni e con la gente alle spalle. Ricordo Caicedo e il pareggio storico con l’Atalanta, da 3-0 a 3-3. Siamo rimasti imbattuti non so per quanto. Con l’Olimpico vuoto si perse la magia».

LA FINALE DI COPPA ITALIA «L’Inter punterà a dominare il gioco e a segnare parecchio. Amo Zielinski poi, è incredibile. Chiunque abbia giocato con lui ti dice che è un fenomeno, come Calhanoglu. Della Lazio mi piace Taylor, gioca a due o tre tocchi e sa fare anche gol. Ma se devo dire uno che può tirar fuori il colpo… dico il mio amico Pedro».

LA LAZIO SA SEGNARE POCO. «Ma sa difendere: la chiave può essere questa infatti. Una buona ripartenza, la velocità di Maldini o Pedrito… e il gol. E poi c’è super Motta, un predestinato: magari parasse altri quattro rigori come in semifinale. Quando l’ho visto contro l’Atalanta ho esultato come un pazzo».

SE LA LAZIO LA CHIAMASSE (Ride) «Non mi chiamano. Ma magari torno da mister…».


Maresca erede di Guardiola? È l’unico candidato per il Manchester City! La rivelazione

Maresca erede di Guardiola? È l’unico candidato per il Manchester City! La rivelazione di Fabrizio Romano sul futuro del tecnico

Enzo Maresca avanza come possibile futuro allenatore del Manchester City. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, il club inglese considera il tecnico italiano il candidato ideale per raccogliere l’eredità di Pep Guardiola, ancora sotto contratto per un’altra stagione. La decisione finale dipenderà dal futuro dello stesso Guardiola, mentre Maresca resta in attesa.

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PAROLE – «🚨💙 ESCLUSIVO: Manchester City vede Enzo Maresca come l’UNICO CANDIDATO per il futuro incarico di allenatore 🇮🇹
“Mi sento pronto per il prossimo incarico”, dice Maresca e Man City vede Enzo come manager ideale per ogni volta che Pep decide di andare via 👀
Guardiola ha un altro anno sul contratto e sarà Pep a decidere il suo futuro, mentre Maresca continua a aspettare Man City.
».

Torino, Marchegiani vota la continuità: «D’Aversa merita la conferma. E per la porta dico Falcone»

L’ex numero uno granata, Luca Marchegiani, analizza il momento della squadra: dalla fiducia al tecnico alle scelte di mercato

Luca Marchegiani ha giocato nell’ultimo Torino che ha alzato un trofeo, la Coppa Italia del 1993. Portiere di caratura internazionale, da anni voce tecnica di Sky, su Tuttosport analizza la situazione in casa granata.

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D’AVERSA MERITA LA CONFERMA «Sì. Da quello che ho visto, mi sembra che la squadra abbia fiducia nell’allenatore. I risultati non sono stati sempre eccezionali, ma quando era il momento di farli, il Toro li ha fatti. Per il modo in cui la squadra ha interpretato le partite, mi sembra che D’Aversa sia entrato nella testa dei giocatori. Se fossi un dirigente guarderei anche questo aspetto».

DI COSA HA BISOGNO IL TORO «L’intelaiatura della squadra è buona, servirebbe forse qualche cambio di livello in più. Secondo me il Toro avrebbe bisogno di continuità, di insistere con i giocatori che ha. Poi se ci fossero occasioni di mercato… Petrachi tra l’altro è bravo come ds, i giocatori buoni li sa prendere».

PALEARI «Paleari lo conosco da tanto, da quando era al Cittadella. È un ragazzo che ammiro, che ha saputo migliorarsi in questi anni. È stato bravo a rendersi adeguato alle varie situazioni che ha dovuto affrontare nella sua carriera, questo gli ha permesso di farsi trovare pronto quando è stato chiamato in causa. Si è dimostrato affidabile anche durante la settimana tanto da essere confermato pure dopo il cambio di allenatore».

FALCONE «Falcone è un portiere che merita uno step di crescita. Ha avuto un percorso simile a quello di Paleari, ha giocato in C, poi è stato bravo a farsi trovare pronto. Oggi guardandolo vedo un portiere di 31 anni che migliora anno dopo anno: questo è sinonimo di serietà, ma anche di talento. Meriterebbe di giocare in un club come il Toro. E sono sicuro al 100% che al Toro farebbe bene».

COME RECUPERARE IL TIFO «Creando entusiasmo. E l’entusiasmo si può creare anche con le giuste scelte di mercato. Poi penso che serva un passo dell’uno verso l’altro, tra tifosi e società, è l’unico modo per risolvere questa situazione. Non è interesse della tifoseria staccarsi dalla squadra, io tra l’altro la conosco bene, è una delle tifoserie più calorose del mondo. Non è neanche interesse della proprietà non avere l’apporto dei tifosi allo stadio. Sono momenti che prima o poi devono finire, alla lunga diventano difficili da gestire».

IL DERBY ALL’ULTIMA «Non credo che la stagione debba essere salvata da una partita, è vero che c’è stato un momento difficile, ma il livello della squadra è più o meno quello che dice la classifica attuale. Certo che sembra la sceneggiatura di un film: derby all’ultima giornata con il Toro che ha la possibilità di regalarsi una grande soddisfazione vincendo, considerato anche che il successo manca da tanto. E allo stesso tempo con una vittoria farebbe inevitabilmente uno sgambetto alla Juve per la corsa alla Champions».

I SUOI DERBY «Ne ho vinto solo uno giocando: nel ’91, 2-1 con gol di Policano e autogol di Fortunato. L’anno dopo vincemmo 2-0, ma non giocai io».

Vieri presenta la finale: «Inter dominante con Chivu, ma la Lazio di Sarri ha l’orgoglio per colpire»

Christian Vieri, il doppio ex accende la sfida di Coppa Italia di domani tra Inter e Lazio: l’elogio a Lautaro da record, il nodo Bastoni e non solo

Christian Vieri, 52 anni, ha unito a suon di gol Lazio e Inter, protagoniste della finale di Coppa Italia domani sera all’Olimpico. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato.

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LAUTARO NELLA STORIA DELL’INTER «Potrà diventare il più grande cannoniere di sempre. Prenderà Spillo Altobelli e, perché no, anche Meazza: gli mancano un centinaio di reti (110, ndr), ma non si fermerà certo qua. Farà ancora tantissimi anni a questi livelli, ha la mentalità di quelli che non si fermano. Quando mi chiedono cosa abbia di diverso rispetto agli altri attaccanti, io rispondo sempre allo stesso modo: fa gol. Lautaro fa gol in ogni modo. E poi è un vincente nato: è ovvio che sia il giocatore più pericoloso per Sarri, anche perché ha l’occasione storica di alzare due trofei a distanza di cinque giorni. Non capita spesso in una carriera».

COSA HA DI DIVERSO CHIVU «Tante cose, ma comincio da una. Non pensa, a differenza di molti in Italia, che sia sempre tutto un dramma. Non era un dramma la fine della scorsa stagione, anche se la finale di Champions è andata come è andata. Il Psg è ancora lì quest’anno, fortissimo, e ha eliminato una squadra allucinante come il Bayern. In questo sport gli avversari contano, soprattutto se possono spendere centinaia di milioni… E non era un dramma neanche perdere quei punti a inizio stagione, anzi servivano per trovare la giusta via».

VINCERA’ ANCORA «Chivu ha ereditato un’Inter dominante da Inzaghi, ha conservato certe caratteristiche e ha avuto la possibilità di aggiungere giovani forti come Pio e Sucic. Lui comunica dritto per dritto e ha dimostrato di avere un carattere forte per trattare con giocatori di personalità, senza timore di mandare in panchina qualcuno: la gestione è sempre la cosa più difficile e a lui riesce bene. Anche per questo dominerà ancora».

IL MERCATO «Finora Marotta, Ausilio e Baccin hanno fatto mercati da 10: mi aspetto qualche altro colpo in stile Akanji, che è stato pagato niente e ha sistemato la difesa. Il merito di Chivu è sia psicologico che tecnico perché ha costruito una macchina da gol, che gioca ancora una volta il più bel calcio della Serie A, ma la società gli ha dato una rosa super. Sono giocatori che non ha nessuno e che tirano sempre la carretta, da Dimarco a Dumfries, fino a Calha, che mancherà in questa finale. E poi Zielinski, tornato a questi livelli anche per un colpo di genio dell’allenatore».

COSA DEVE FARE BASTONI «Deve decidere lui, con il cuore e con la testa, nessuno può mettersi nei suoi panni e ogni sua scelta meriterà rispetto da tutti. Ha subìto un trattamento che non meritava, farà le sue valutazioni. Per l’Inter è strategico, ma non ci sono giocatori insostituibili. Perfino Messi ha lasciato il Barcellona».

HA SEGNATO UNO DEI GOL PIU’ IMPORTANTI DELLA LAZIO «A Birmingham, finale di Coppa delle Coppe. Sono legatissimo a quel trofeo e anche a quella maglia: a Roma sono stato da Dio, avevamo una squadra incredibile e un allenatore gentiluomo come Eriksson. C’era Sinisa, e questa è anche la sua partita. Se non mi fossi fatto male al ginocchio subito, avremmo vinto pure lo scudetto, ne sono sicuro. La Lazio è una parte importantissima della mia storia».

LA LAZIO DI OGGI «È una squadra fatta di uomini veri: la contestazione dei tifosi non riguarda certo loro, ma la società. I giocatori vanno applauditi perché, vi assicuro, è deprimente giocare davanti a 5mila persone. Anche il lavoro di Sarri è stato sottovalutato: ha tenuto insieme tutto con grandissima dignità ed esperienza, è diventato il punto di riferimento provando a isolare i suoi, ma non è facile. Però il lavoro paga sempre, altrimenti non sarebbe di nuovo in finale di Coppa Italia. Il ritorno del pubblico, però, può essere il fattore chiave: il popolo laziale ha voglia di tifare. Escludo che i giocatori affronteranno la partita con la stessa attitudine di sabato».

Allenamento Inter, sorpresa nella rifinitura alla vigilia della finale di Coppa Italia con la Lazio: Thuram in gruppo!

Allenamento Inter, sorpresa nella rifinitura alla vigilia della finale di Coppa Italia con la Lazio: Thuram in gruppo! Cosa filtra sulle scelte di Chivu

Sorpresa positiva per l’Inter alla vigilia della finale di Coppa Italia contro la Lazio, in programma domani sera allo Stadio Olimpico di Roma. Durante l’allenamento di rifinitura ad Appiano Gentile, Marcus Thuram, attaccante francese classe 1997, si è allenato regolarmente con il gruppo. A riferirlo è Sky Sport, che ha raccontato la presenza del numero 9 nerazzurro nei primi minuti della seduta aperti ai media.

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Thuram Inter, contrattura alle spalle: il francese può essere convocato

Il problema accusato nella seduta di ieri sembrava poter complicare i piani di Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, a soli due giorni dall’ultimo atto della competizione. La contrattura, però, appare in via di smaltimento e, salvo sorprese, Thuram sarà a disposizione per la finale. Resta da capire se il tecnico romeno deciderà di utilizzarlo dal primo minuto oppure a gara in corso, valutando anche il rischio di una ricaduta.

Nella giornata di ieri si era già preparato Ange-Yoan Bonny, attaccante francese e possibile alternativa in caso di forfait. Il suo nome resta comunque caldo, soprattutto se lo staff tecnico dovesse scegliere un approccio prudente con Thuram.

Thuram Inter, Pio Esposito arruolabile: Calhanoglu verso il forfait

Buone notizie anche per Francesco Pio Esposito, giovane centravanti nerazzurro, non ancora al 100% ma ormai da tre giorni al lavoro con il gruppo. L’attaccante sarà quindi arruolabile per la sfida contro la Lazio, anche se difficilmente partirà dall’inizio.

Situazione diversa per Hakan Calhanoglu, centrocampista turco dell’Inter, che non si è mai allenato con i compagni e non sarà disponibile per la finale. Il giocatore viaggerà comunque con la squadra, restando vicino al gruppo in una serata dal peso importante.

In attacco il punto fermo resta Lautaro Martinez, capitano nerazzurro, rientrato dopo l’ennesimo problema al soleo e già capace di incidere con un gol e due assist in meno di 100 minuti. Accanto a lui, Chivu dovrà scegliere tra la gestione di Thuram e la candidatura di Bonny.

Calciomercato Juve, asse caldo col Real Madrid: anche Brahim Diaz nel mirino dei bianconeri!

Calciomercato Juve, asse caldo col Real Madrid: anche Brahim Diaz nel mirino dei bianconeri! È l’alternativa a Bernardo Silva

Il calciomercato Juventus entra in una fase sempre più delicata, con la dirigenza bianconera pronta a muoversi su più tavoli per rinforzare la rosa in vista della prossima stagione. Secondo quanto riportato da Tuttosport, nelle agende del club sarebbe previsto un contatto diretto con i vertici del Real Madrid, destinato ad aprire scenari interessanti sul fronte delle entrate. L’asse con i blancos potrebbe infatti diventare uno dei più caldi dell’estate, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo.

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Calciomercato Juventus, Brahim Diaz alternativa a Bernardo Silva

Uno dei nomi seguiti con maggiore attenzione è quello di Brahim Diaz, trequartista del Real Madrid ed ex Milan, indicato come possibile alternativa a Bernardo Silva, grande obiettivo della Juventus per alzare qualità e imprevedibilità sulla trequarti. Il giocatore conosce bene la Serie A e tornerebbe volentieri in Italia, Paese in cui ha già vissuto un’esperienza importante.

La prospettiva di vestire la maglia bianconera e avere un ruolo centrale nel progetto tecnico potrebbe rappresentare un elemento decisivo. La Juventus vuole capire costi, margini dell’operazione e disponibilità del giocatore ad accettare una nuova sfida. Luciano Spalletti, allenatore bianconero, potrebbe valorizzarne la rapidità nelle giocate, la capacità di muoversi tra le linee e la qualità nell’ultimo passaggio.

Calciomercato Juventus, Gonzalo Garcia resta un nome da seguire

Il confronto con il Real Madrid non dovrebbe limitarsi a Brahim Diaz. Sul tavolo potrebbe tornare anche il nome di Gonzalo Garcia, giovane attaccante considerato un profilo di prospettiva e di grande interesse per il futuro. La Juventus è alla ricerca di elementi capaci di aumentare le soluzioni offensive, unendo talento, freschezza e margini di crescita.

Il summit servirà quindi a comprendere le condizioni poste dal club spagnolo, sia per il trequartista sia per il centravanti. La dirigenza bianconera vuole muoversi con attenzione, ma l’obiettivo è chiaro: costruire una squadra più competitiva e offrire a Spalletti rinforzi funzionali per alzare il livello tecnico della rosa.

Effetto Malen sulla Roma: i numeri spaventosi di un bomber senza limiti

Con 14 reti in giallorosso, di cui 13 in sole 16 gare di campionato, Malen ha conquistato la Capitale. E in nazionale si conferma una colonna

L’approdo di Donyell Malen nella Capitale ha letteralmente trasformato il potenziale offensivo della Roma. L’attaccante olandese si è calato alla perfezione nei rigidi schemi tattici del calcio italiano, spazzando via qualsiasi dubbio legato a un eventuale e prolungato periodo di adattamento. La sua rapidità di esecuzione, unita a un cinismo spietato sotto porta, lo ha reso fin dal primo giorno il terminale offensivo ideale per la manovra della squadra, oltre che il nuovo beniamino indiscusso della tifoseria giallorossa. La Gazzetta dello Sport gli dedica oggi un approfondimento.

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I numeri in giallorosso: medie da fuoriclasse

I dati statistici, d’altronde, non mentono mai e fotografano un rendimento ai limiti della perfezione. Fino a questo momento della stagione, Malen ha collezionato ben 14 reti complessive con la maglia della Roma. Il dettaglio che impressiona maggiormente è quello relativo al campionato: le 13 marcature realizzate in appena 16 presenze testimoniano una media gol vertiginosa, un ritmo da Scarpa d’Oro che lo proietta tra i migliori centravanti d’Europa. A questo bottino formidabile si aggiunge un’importantissima firma continentale: la rete pesante messa a segno negli ottavi di finale di Europa League nel sentitissimo incrocio italiano contro il Bologna, a conferma della sua freddezza nei momenti cruciali della stagione.

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La colonna portante degli Oranje

La definitiva consacrazione romana è in realtà il naturale proseguimento di un percorso di altissimo livello costruito con la maglia della sua Nazionale. Malen è oggi un pilastro dell’Olanda, con cui ha raggiunto il prestigioso traguardo delle 51 presenze, arricchite da 13 gol.

La sua avventura con gli Oranje sembra nata sotto una buona stella fin dal principio. L’esordio assoluto, datato 6 settembre 2019, fu infatti un battesimo del fuoco superato a pieni voti: sceso in campo nella supersfida contro la Germania, bagnò il debutto segnando subito una rete nel pirotecnico successo olandese per 4-2.

Una continuità di rendimento internazionale

Un filo conduttore che unisce il passato al presente. L’attaccante continua a essere una pedina inamovibile per i selezionatori olandesi. L’ultima apparizione internazionale, infatti, è recentissima: risale allo scorso 31 marzo, nell’amichevole dal sapore internazionale pareggiata per 1-1 contro la rocciosa retroguardia dell’Ecuador.

La Roma, oggi, si gode e protegge il suo gioiello, consapevole di avere tra le mani un attaccante moderno, duttile e in grado di scardinare da solo le difese avversarie.

Verso la finale di Coppa Italia, Brocchi avvisa l’Inter: «La Lazio non sarà quella di sabato»

L’ex centrocampista, Brocchi, analizza l’atto conclusivo della Coppa Italia tra Inter e Lazio: i meriti psicologici di Chivu, il pragmatismo di Sarri

Cristian Brocchi, allenatore della Zeta Como della Kings Leaguie ed ex calciatore, dice la sua su Tuttosport a proposito della finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter, club nei quali ha militato.

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IL PRECEDENTE IN CAMPIONATO – «Sarà una partita completamente diversa anche se l’Inter resta nettamente superiore. La Lazio sabato ha fatto molto male e dovrà mettere in campo tante cose diverse rispetto a quanto si è visto in campionato, sicuramente a partire dall’approccio alla partita».

IL PENSIERO DEL DERBY – «Per la prima volta i giocatori non avranno in testa il derby perché sarà una serata troppo bella, troppo importante per disperdere le energie su altro. La Lazio ci è arrivata per merito a questo appuntamento in una stagione difficile a partire dal mercato, tanto che quella che andrà in campo sarà la squadra meno sarriana delle squadre allenate da Sarri che è stato bravissimo a cucire un abito su misura ai giocatori che aveva a disposizione».

SARRI – «Ha fatto un grande lavoro anche perché la Lazio ha giocato buona parte della stagione senza la spinta del suo pubblico che incide in maniera esponenziale come dimostra la grande vittoria ottenuta sul Milan in un Olimpico pieno».

CHIVU – «Io ritengo che l’Inter negli ultimi anni sia la squadra più forte in Italia. Detto questo, Cristian ha fatto un grande lavoro perché è riuscito a tenere botta dal punto di vista caratteriale dopo aver trovato una squadra ferita nell’animo, sfiduciata e giù di morale. In quel contesto lui è riuscito a infondere nei giocatori tutto quello che serviva per riuscire a tornare a vincere il campionato».

CHIVU PROPONE UN ATTACCO FORTE – «Sono d’accordo con lui perché il calcio è cambiato nell’interpretazione della gara, nelle richieste che fanno gli allenatori ai giocatori; è cambiato perché si sono evolute tante aree all’interno del sistema squadra, dalla preparazione, all’analisi dei dati. E il fatto che quasi ovunque abbiano vinto le squadre con il migliore attacco segna una tendenza marcata».

DOVE VA MIGLIORATA L’INTER – «Sicuramente va ringiovanita un po’ la rosa e soprattutto va preso qualche giocatore che permetta a Chivu di cambiare strategia. Nico Paz? Lui ha fatto benissimo come sotto punta in un 4-2-3-1: se arriva lui come lo metti, dove lo metti? Tutto dipende da cosa ha in testa Chivu».

CHI VINCE LA COPPA ITALIA – «Sicuramente l’Inter è favorita, però io sono stato cinque anni alla Lazio e abbiamo vinto tre coppe contro pronostico: contro la Samp di Cassano e Pazzini, contro la Roma e contro l’Inter che avrebbe fatto il Triplete…».

Playoff Serie B, notte da dentro o fuori al Braglia: il Modena sfida la Juve Stabia

Playoff Serie B, Sottil suona la carica chiedendo una gara da “pirati”, Abate non ha paura e cerca l’impresa. In campo debutta il pallone dorato

I playoff di Serie B si accendono allo stadio “Braglia” con una gara secca che promette scintille. Modena e Juve Stabia si affrontano nel primo turno degli spareggi promozione: un dentro o fuori senza appelli. I padroni di casa godono di un doppio vantaggio: il fattore campo e la possibilità di qualificarsi anche in caso di pareggio al termine dei tempi supplementari (non sono previsti i rigori). La formazione campana, al contrario, ha un solo risultato a disposizione per superare il turno: la vittoria. La presentazione del match da parte del Corriere dello Sport.

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Il Modena all’assalto: la ricetta di Sottil

Nonostante la possibilità di gestire due risultati su tre, Andrea Sottil rifiuta categoricamente ogni calcolo. L’allenatore emiliano, orgoglioso di riportare la piazza ai playoff dopo dodici anni, ha chiesto ai suoi cattiveria agonistica: «Dobbiamo avere furore, scendere in campo senza fare calcoli ma giocando per vincere. Deve essere una partita da pirati: vado all’assalto e prendo il risultato». Il tecnico schiererà la miglior formazione possibile, recuperando giocatori acciaccati come Sersanti e Pyyhtia, ma dovrà rinunciare a due pilastri: il regista Gerli e il portiere Chichizola, fermati da infortuni. In attacco le chiavi sono affidate a Manuel De Luca, a cui Sottil ha chiesto di essere «più sorridente e meno schematico» per risultare letale.

La carica di Abate e i 500 da Castellammare

Di fronte ci sarà una Juve Stabia agguerrita, spinta dall’entusiasmo di una qualificazione ampiamente meritata e dal supporto di oltre 500 tifosi in trasferta. Ignazio Abate non teme l’impresa: «Non ci tremeranno le gambe, siamo pronti a vendere cara la pelle». Il tecnico ribalta la prospettiva, trasformando l’obbligo di vincere in un’arma a proprio favore: «Non avere alternative al successo ci costringerà ad andare dritti per la nostra strada senza esitazioni. Abbiamo 120 minuti per giocarci le nostre armi». Formazione confermata con i rientri dei titolarissimi e Okoro lanciato dal primo minuto.

Il nuovo show televisivo

A impreziosire la posta in palio, ci sarà una cornice degna di un grande evento sportivo. La Lega B ha lanciato il nuovo “Kombat Ball” color oro e ha potenziato la produzione per offrire un’esperienza immersiva da casa: debuttano i droni per le panoramiche aeree, la “Opposite Cam” e le telecamere mobili a bordocampo. Uno spettacolo totale per una notte in cui è vietato sbagliare.

Il Como si prende l’Europa: il piano di Suwarso tra nuovo Sinigaglia e sostenibilità. Le sue parole

Il presidente del Como, Suwarso, fissa gli obiettivi per il futuro: restyling dello stadio, il nodo Nico Paz e la strategia sui giovani

Il progetto Como è cresciuto in maniera esponenziale e ha già raggiunto l’obiettivo Europa, mai centrato prima nella sua storia. Le prossime due giornate diranno in quale competizione continentale il club giocherà il prossimo anno. A La Gazzetta dello Sport ha parlato Mirwan Suwarso, presidente del Como da meno di due anni.

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EUROPA – «Sì, finalmente ne possiamo parlare».

L’IDEA DELLA MAGLIETTA “COMO SI DICE EUROPA?”Di Fabregas, l’ha fatta fare lui».

LE COPPE AL SINIGAGLIA – «Speriamo, dovremmo riuscire a completare il progetto di ristrutturazione alla fine dell’estate. I lavori possono già iniziare subito dopo la partita col Parma domenica».

SE VINCE L’INTER LA COPPA ITALIA SARA’ EUROPA LEAGUE – «(Ride) A parte gli scherzi, vogliamo arrivare più in alto possibile, ma in realtà ci prendiamo quello che la vita ci dà. Non è importante che sia Champions o meno, l’unico nostro obiettivo è fare meglio dell’anno precedente».

MERCATO – «In questo momento siamo tranquilli, dobbiamo solo aspettare che la stagione finisca e capire ciò di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo anche vedere cosa ci offre il mercato ma non dobbiamo più costruire da zero, abbiamo già un’identità forte. Ci saranno operazioni, ma il grosso della rosa c’è. Poi ci sono 23 giocatori che ritornano dal prestito a cui bisognerà trovare la migliore sistemazione possibile in modo da rendere sostenibile il prossimo mercato».

SI DICE CHE É FACILE CON TANTI SOLDI – «Non ci interessa cosa dice la gente. È chiaro che le risorse aiutano, ma il calcio è pieno di esempi dove questa equazione non è arrivata fino in fondo. Il focus non è vedere come si spendono i soldi ma rendere un club profittevole e sostenibile. E l’obiettivo è quello di farlo nei prossimi due o tre anni».

NICO PAZ RIMANE CON LA CHAMPIONS – «No, dipende tutto dal Real Madrid».

GLI ITALIANI – «Siamo sempre alla ricerca di italiani. La prima stagione in A ne abbiamo comprati quattro. Il problema è che sono molto costosi e non possiamo pagarli in modo dilazionato. Stiamo crescendo quattro o cinque giovani che spero presto possano fare il salto in prima squadra. Certo che me ne piacciono tanti, Orsolini, Bastoni, Dimarco… ma non ce li possiamo permettere. Anche Venturino è forte, Cambiaghi, Pellegrini della Lazio».

L’ACCOGLIENZA DELL’ITALIA – «Sicuramente porte aperte. Il vostro è un Paese molto ospitale, come l’Indonesia per certi versi. Ho trovato anche ottimi esempi imprenditoriali. E anche tanti amici, persone che ci hanno ispirato. Penso ai Percassi, Marotta, Fenucci, Lotito, De Laurentiis. I club dentro il campo competono ma fuori ci sono le idee per supportarsi a vicenda e per far crescere il campionato. Rispetto alle esperienze avute altrove, in Italia c’è molta vicinanza e spirito di collaborazione».

Malagò pronto per la FIGC: ieri l’incontro con la Meloni, ora la candidatura ufficiale! Le prossime mosse

Malagò pronto per la FIGC: ieri l’incontro con la Meloni, ora la candidatura ufficiale! Le prossime mosse verso le votazioni presidenziali

Giovanni Malagò rinvia ancora di qualche ora la formalizzazione della sua candidatura alla presidenza della Figc. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, la scelta nasce da una «questione di stile»: in questi giorni l’ex presidente del Coni ha preferito lasciare la scena istituzionale alla visita a Roma di Kirsty Coventry, presidente del Cio, tornata in Italia a poco più di due mesi dalla conclusione dei Giochi di Milano Cortina.

Malagò Figc, il ruolo istituzionale accanto a Coventry

A spiegare la scelta è stato lo stesso Malagò, oggi numero uno della Fondazione Milano Cortina, a margine della presentazione del concorso di Piazza di Siena: «È giusto che la scena sia della presidente Coventry, un attestato di stile». Nella giornata di ieri, Malagò ha accompagnato Coventry a Palazzo Chigi, dove la presidente del Cio ha incontrato la premier Giorgia Meloni.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Alla presidente del Consiglio è stato consegnato il Collare dell’Ordine Olimpico d’Oro, massima onorificenza dello sport olimpico internazionale, come riconoscimento per il sostegno del Governo nell’organizzazione dei Giochi. Premiati anche Matteo Salvini, Andrea Abodi, Giancarlo Giorgetti, Fabio Massimo Saldini e Giuseppe Fasiol con il Collare Olimpico d’argento. Oggi, invece, è previsto l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Malagò Figc, la candidatura attesa nelle prossime ore

Solo dopo la partenza di Coventry per Auckland, Malagò tornerà a occuparsi pubblicamente della corsa alla presidenza federale. Il deposito della candidatura, con relativo programma, è atteso tra questo pomeriggio e domani mattina. I termini scadono domani e l’obiettivo resta quello di presentarsi con il consenso più ampio possibile.

Il quadro politico-sportivo appare favorevole. Malagò può già contare sulla spinta della Serie A, sul sostegno di calciatori e allenatori e su una quota significativa della Lega Dilettanti, dopo la posizione assunta dal Comitato regionale lombardo. La Lega Pro ha scelto di attendere i programmi completi, mentre la Serie B si esprimerà domani. In ogni caso, Malagò resta in vantaggio su Giancarlo Abete nella corsa verso il voto del 22 giugno.

Roma Lazio, resta il nodo orario: non è ancora detto che si giocherà domenica alle 12:30! Oggi il vertice per l’ordine pubblico

Roma Lazio, resta il nodo orario: non è ancora detto che si giocherà domenica alle 12:30! Oggi il vertice per l’ordine pubblico: la situazione

Resta ancora da definire con certezza quando si giocherà il derby Roma Lazio, sfida cruciale della 37ª giornata di Serie A. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, la partita incide direttamente anche sulla programmazione delle gare di Napoli, Milan, Juventus e Como, tutte coinvolte nella corsa Champions League e quindi obbligate, da regolamento, a scendere in campo in contemporanea.

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La Lega Serie A ha accelerato i tempi, pubblicando il calendario prima del consueto martedì: Roma Lazio e le altre gare collegate alla zona Champions sono state fissate per domenica 17 maggio alle 12.30. Nel programma è stato inserito anche Pisa Napoli con un asterisco: «Qualora non si rendesse necessaria la contemporaneità, la gara si disputerà domenica alle ore 18». L’obiettivo era fare chiarezza per le tifoserie, permettendo loro di organizzarsi in un giorno festivo.

Derby Roma Lazio, ordine pubblico e ipotesi rinvio a lunedì

Il tema dell’ordine pubblico, però, resta centrale. Oggi in prefettura si terrà un comitato provinciale per la sicurezza e l’idea sul tavolo sarebbe quella di spostare il derby a lunedì 18 maggio. Prefettura e questura preferirebbero l’orario delle 18, anche se non viene esclusa del tutto una fascia serale.

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La Lega Serie A, però, non gradisce lo slittamento e sarebbe pronta a difendere la propria posizione anche nelle sedi competenti. L’amministratore delegato Luigi De Siervo ha definito l’ipotesi del lunedì «fantasiosa o impercorribile», sottolineando che coinvolgerebbe molte squadre e centinaia di migliaia di persone in un giorno feriale.

Derby Roma Lazio, De Siervo propone di spostare il tennis

De Siervo ha anche rilanciato una soluzione alternativa: «Posticipare la finale degli Internazionali». Secondo l’ad della Lega, la contemporaneità delle gare con gli stessi obiettivi serve a tutelare la regolarità del campionato, motivo per cui il lunch match resterebbe la scelta più adatta.

Sul fronte opposto, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha definito la scelta delle 12.30 «poco lungimirante», mentre Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale, ha spiegato che la città può gestire grandi eventi in simultanea, ma che la logica suggerirebbe di separarli. La decisione definitiva è attesa nelle prossime ore.

Furlani contestato, l’ad del Milan chiarisce la propria reazione alla coreografia della Curva Sud: «Non stavo ridendo, era solo tensione»

Furlani contestato, l’ad del Milan chiarisce la propria reazione alla coreografia fatta dalla Curva Sud durante il match con l’Atalanta

Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, vive una fase particolarmente delicata, diviso tra il ruolo di dirigente e la sua passione da tifoso rossonero. Il tema dei conti resta centrale: ciò che nel mondo finanziario può essere considerato un punto di forza, nel calcio italiano rischia spesso di trasformarsi in motivo di contestazione. Il Milan è oggi un club con bilanci in ordine e una gestione orientata alla sostenibilità, nel rispetto della linea indicata da RedBird, che chiede alla società di autofinanziarsi.

Furlani Milan, il precedente dello scudetto 2022 e la nuova fase RedBird

La storia recente dimostra che risultati sportivi e solidità finanziaria possono convivere. Lo scudetto del 2022, conquistato con Stefano Pioli in panchina, rese il Milan vincente sul campo e virtuoso nei conti. In quel periodo Furlani era manager di Elliott, proprietà che aveva rilanciato il club dopo la difficile gestione cinese, investendo circa 500 milioni di euro tra sostegno societario e mercato.

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Oggi, però, il quadro è cambiato. Il Milan deve sostenersi attraverso ricavi commerciali, cessioni e premi legati alla Champions League. Per rafforzare l’area sportiva, Furlani ha scelto un direttore sportivo esperto e ha puntato su Massimiliano Allegri, tecnico considerato garanzia di risultati. Il mercato estivo, da oltre 180 milioni di euro, ha portato anche acquisti pesanti come Nkunku e Jashari, fin qui però sotto le aspettative.

Furlani Milan, la protesta della Curva e la spiegazione sul sorriso

I risultati deludenti, con il Milan ancora distante dall’Inter e ora in difficoltà nella corsa alla Champions League, hanno inevitabilmente acceso la contestazione. Furlani si aspettava di finire nel mirino e ha scelto comunque di essere presente a San Siro. In Curva Sud è comparso lo striscione «GF OUT», mentre un video lo ha ripreso mentre accennava un sorriso.

Alla Gazzetta dello Sport, l’ad rossonero ha chiarito il senso di quell’espressione: «Era un’espressione di stress, la tensione era altissima vista anche la posta in palio della partita». Una spiegazione accompagnata dal ricordo del suo legame personale con il Milan, squadra di cui è tifoso fin da bambino.

Infortunati Parma, stagione finita per Bernabé! Si opera anche Ondrejka: il comunicato

Infortunati Parma, stagione finita per Bernabé! Si opera anche Ondrejka: il comunicato del club e le ultime sulle loro condizioni fisiche

Dopo la sconfitta nell’ultimo turno di campionato contro la Roma, arrivano altre notizie negative per il Parma. Il club gialloblù ha infatti comunicato attraverso il proprio sito ufficiale che Adrian Bernabé, centrocampista spagnolo, e Jakob Ondrejka, esterno svedese, dovranno sottoporsi a intervento chirurgico.

Nel caso di Bernabé, gli esami diagnostici e le visite specialistiche hanno evidenziato la necessità di un’operazione per risolvere una problematica relativa al canale inguinale. Diversa la situazione di Ondrejka, per il quale l’intervento era già stato programmato: il giocatore dovrà rimuovere la placca inserita dopo la frattura del perone della gamba sinistra subita la scorsa estate.

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Questo il comunicato del Parma: «Parma Calcio comunica che Adrian Bernabé è stato sottoposto ad esami diagnostici e a visite specialistiche che hanno evidenziato la necessità di un intervento chirurgico volto alla risoluzione della problematica relativa al canale inguinale. Il suddetto intervento verrà eseguito nei prossimi giorni. Jakob Ondrejka, invece, verrà sottoposto ad intervento di rimozione della placca inserita durante l’operazione necessaria per ridurre la frattura del perone della gamba sinistra della scorsa estate. Si tratta di un intervento già programmato e verrà eseguito nel corso di questa settimana».

Benatia riparte dall’Arabia Saudita? L’Al Ittihad pensa all’ex Marsiglia come nuovo ds: contatti già avviati!

Benatia riparte dall’Arabia Saudita? L’Al Ittihad pensa all’ex Marsiglia come nuovo ds: contatti già avviati! La situazione sull’ex Juve

Mehdi Benatia potrebbe ripartire dall’Arabia Saudita dopo l’addio al Marsiglia. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano su X, l’ex difensore di Juventus e Roma sarebbe stato contattato dall’Al Ittihad per il ruolo di nuovo direttore calcistico. Il club saudita valuta il suo profilo, mentre Ramon Planes sarebbe pronto a lasciare per un progetto europeo.

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PAROLE – «🚨🇸🇦 ESCL: Mehdi Benatia è stato contattato per diventare il nuovo direttore calcistico dell’Al Ittihad.
Ramon Planes è pronto a lasciare e unirsi a un progetto europeo, Benatia è un nome nella lista dell’Al Ittihad.
»

Cardinale dice stop! Il numero uno del Milan è deluso: dirigenti e progetto, tutti sotto esame!

Cardinale dice stop! Il numero uno del Milan è deluso: dirigenti e progetto, tutti sotto esame! Il patron pronto a decidere sul futuro

Il Milan vive un momento delicatissimo e Gerry Cardinale, proprietario del club rossonero, è pronto a far sentire il proprio peso nelle valutazioni sul futuro. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il numero uno di RedBird è rimasto deluso dalla sconfitta contro l’Atalanta, dal calo verticale della squadra e da alcune scelte di mercato compiute dalla dirigenza. La parola d’ordine, però, resta una: unità. Prima di qualsiasi decisione definitiva, il Milan deve provare a centrare l’obiettivo stagionale, ovvero la qualificazione alla prossima Champions League.

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Milan, Furlani Tare Moncada e Ibrahimovic sotto osservazione

Il finale di campionato sarà decisivo anche per capire chi farà parte del Milan del futuro. Fino a poche settimane fa la permanenza di Giorgio Furlani, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Zlatan Ibrahimovic sembrava quasi scontata, ma ora il quadro è cambiato. Cardinale vuole capire cosa non abbia funzionato e quali responsabilità vadano attribuite all’area sportiva. Dopo il successo nel derby dell’8 marzo, il proprietario non si aspettava una flessione così pesante: appena 7 punti nelle ultime 8 giornate, un rendimento che ha rimesso tutto in discussione.

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Milan, Allegri resta stimato ma serve condivisione

Il rapporto con Massimiliano Allegri, allenatore rossonero, resta solido. Cardinale stima il tecnico, sotto contratto fino al 2027 con possibile rinnovo automatico al 2028 in caso di qualificazione alla Champions League. Per andare avanti insieme, però, servirà una visione condivisa sul progetto tecnico. Allegri è ambizioso e vuole garanzie per tornare competitivo ai massimi livelli.

Milan, Champions decisiva per conti e ambizioni

Il Milan è ancora padrone del proprio destino: con due vittorie contro Genoa e Cagliari la qualificazione tra le prime quattro sarebbe certa. Per Cardinale, entrare in Champions League è fondamentale per il brand, per il bilancio e per la credibilità del progetto. Restare fuori significherebbe ridimensionare le ambizioni e aprire scenari pesanti, anche sul mercato, con il rischio di dover cedere uno o due big.

Le decisioni arriveranno dopo il 24 maggio. Fino ad allora, l’obiettivo è salvare il salvabile: restare compatti, reagire e provare a evitare una rivoluzione totale.

Lautaro Martinez resta all’Inter, ne siete proprio sicuri? Pressing totale sul Toro

Lautaro Martinez è il capitano dell’Inter, ha un contratto lungo e dentro San Siro viene trattato come uno di quelli da non toccare. Però il mercato, quando arrivano certi nomi dalla Spagna, non guarda troppo ai sentimenti.

Da Madrid è rimbalzata una voce pesante. L’Atletico starebbe cercando il dopo Griezmann e, tra i profili evocati, sarebbe spuntato proprio il Toro. Non come trattativa fatta, ma come idea forte, di quelle che servono a capire l’ambizione di un club.

Pressing Atletico su Lautaro Martinez

A lanciare il nome è stato Paco Gonzalez, direttore di Tiempo de Juego, su Cadena COPE. La frase riportata è molto chiara: per lui Lautaro sarebbe un attaccante enorme per l’Atletico, perfetto per personalità, grinta e peso offensivo.

Il punto, però, è che tra un parere tecnico e una trattativa vera passa un mondo. L’Inter ha blindato Lautaro fino al 2029, rinnovo ufficializzato dal club nell’agosto 2024, e questo dà ai nerazzurri una posizione forte al tavolo.

Per l’Atletico, quindi, non basterebbe il gradimento. Servirebbero soldi veri, una proposta alta e, soprattutto, la disponibilità dell’Inter ad aprire un discorso che oggi non risulta avviato.

Al momento, va ripetuto, non ci sono elementi per parlare di addio. C’è una suggestione spagnola, c’è una valutazione tecnica autorevole, c’è un contratto lungo che protegge l’Inter.

E la volontà, espressa anche dal calciatore in più occasioni, è quella di proseguire insieme per diverso tempo ancora. Il muro per Lautaro è altissimo, vedremo se l’ex Simeone riuscirà a scavalcarlo.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 12 maggio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Conte dopo Napoli Bologna: «Se non puoi vincere, non devi perdere. Ora prendiamoci la Champions»

Le parole del tecnico del Napoli Antonio Conte dopo il ko casalingo contro il Bologna: la corsa Champions si complica

Al termine della sfida persa contro il Bologna nella 36ª giornata di Serie A, il tecnico del Napoli Antonio Conte ha analizzato la prestazione della squadra ai microfoni di DAZN, soffermandosi sugli errori in fase di pressione, sulla crescita di alcuni singoli e sull’obiettivo Champions da conquistare nelle ultime due gare stagionali.

Sulla partita e sull’atteggiamento della squadra – «Quando vai a pressare devi andare forte, sennò fai solo fatica. Potevamo essere più cattivi nella pressione, cercavamo di prenderli molto alti. Non è la prima volta che ci ritroviamo sotto 2-0, significa che non è un caso. Abbiamo recuperato la partita anche giustamente e abbiamo provato a vincerla spingendo tanto, però poi se non puoi vincere non devi perdere e c’è stata la beffa finale. Non penso che la meritassimo, ma ci sta. Adesso dobbiamo recuperare energie e conquistare la Champions in queste due partite. I ragazzi hanno messo voglia e determinazione, però a volte gli altri ci mettono la coda e il Bologna ce l’ha messa».

Sul rendimento di Hojlund – «Non dimentichiamo che è l’unico attaccante che abbiamo in rosa e sta giocando sempre lui. Avrebbe dovuto avere la possibilità anche di riposare, è giovane e ha tanta energia. Ci sono momenti in cui deve attaccare la profondità e altri in cui deve proteggere palla. Ha solo 23 anni, ha grandi margini e lavora tanto per la squadra».

Sulla crescita di Alisson – «Alisson sta crescendo di partita in partita, cerchiamo di esaltare le sue caratteristiche. Sta facendo molto bene, viene dallo Sporting dove non aveva mai iniziato una partita. Tramite il lavoro sta crescendo e ha margini, ma quando ti conoscono diventa tutto più difficile».

Italiano dopo Napoli Bologna: «Rowe bravissimo, con Bernardeschi tutto tornato a posto. Il mio futuro? Vediamo il da farsi»

L’allenatore del Bologna, Vincenzo Italiano, ha voluto dire la sua dopo la vittoria ottenuta stasera in campionato contro il Napoli

Intervenuto nel corso del postpartita di Napoli Bologna, il tecnico dei felsinei, Vincenzo Italiano, ha commentato così la vittoria ottenuta nel 36° turno di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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IL GOL DI ROWE E LA POLEMICA DI BERNARDESCHI DOPO IL CAMBIO – «Mi ha confidato che ha sul contratto che tutte le volte che lo sostituisco deve tirare qualche bottiglietta. Tutto è ritornato a posto e sono contento per Rowe, gli avevo detto che poteva entrare gli ultimi 25 minuti e portare imprevedibilità. Quando uno con la sua qualità entra, deve metterla a disposizione. E’ stato bravissimo sul gol e siamo stati premiati, dopo un primo tempo giocato molto bene. Siamo molto contenti di questa vittoria».

RAMMARICO PER NON AVERE AVUTO ROWE E BARNARDESCHI AL TOP DA INIZIO STAGIONE? – «Sapevamo di Berna, di dargli un po’ di tempo. Sapevamo anche di Rowe, gli inglesi fanno più fatica degli altri. L’abbiamo aspettato e dopo 3/4 mesi è sbocciato. E’ un ragazzo di grande qualità e l’ha dimostrato da dicembre in poi. Berna ha ancora dati impressionanti a livello fisico e il sinistro va ancora bene. Quest’anno non abbiamo stupito come lo scorso, ma sprazzi di bel Bologna li abbiamo visti e vogliamo fare bene in questo finale».

LA CRESCITA DI CASTRO – «Stiamo parlando dal 2004, da due anni titolare in una squadra che l’anno scorso ha fatto la Champions. E’ in crescita sotto tutti i punti di vista e ha ancora margini enormi di miglioramento. Se tiene saldi i piedi per terra, può diventare davvero un centravanti importante».

DOMANI CHIEDERO’ UN BOLOGNA DA EUROPA NELL’INCONTRO CON LA SOCIETA’? – «Che sia domani ancora non lo so. Che ci sarà sicuramente, per fare il punto della situazione e per i programmi futuri come si è fatto lo scorso anno. Società top e ambiente top, mi dispiace per qualche mugugno ultimamente ma ci sta. Vediamo presto il da farsi».

Atletico Madrid, che tegola per Johnny Cardoso! Distorsione di alto grado e intervento necessario, il comunicato ufficiale e le sue condizioni

Atletico Madrid, Johnny Cardoso dovrà sottoporsi ad intervento chirurgico. Ecco le sue condizioni e quanto rimarrà fuori

Finale di stagione amaro per Johnny Cardoso. Il centrocampista statunitense dell’Atletico Madrid dovrà fermarsi per un lungo periodo a causa di un serio infortunio occorso durante l’ultima sessione di allenamento. La notizia, che era nell’aria dopo i primi accertamenti clinici, è stata confermata: il calciatore dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico per risolvere il problema alla caviglia destra.

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La dinamica dell’infortunio e la diagnosi

L’incidente è avvenuto nella giornata di giovedì scorso, durante una normale seduta di lavoro sul campo. Cardoso ha subito un trauma che è apparso sin da subito di entità rilevante. Gli esami strumentali approfonditi hanno evidenziato una distorsione di alto grado con coinvolgimento articolare, una diagnosi severa che rende il passaggio in sala operatoria l’unica strada percorribile per garantire un recupero funzionale completo e duraturo.

L’operazione servirà a stabilizzare l’articolazione colpita e a riparare i legamenti interessati dal forte trauma distorsivo. Solo dopo l’intervento sarà possibile stabilire con maggiore precisione la tabella di marcia per il ritorno in campo.

Il supporto del club e dei tifosi

La società ha voluto manifestare immediatamente la propria vicinanza al giocatore attraverso una nota ufficiale colma di affetto: Ti mandiamo tanto incoraggiamento e tanta forza, Johnny, e ti auguriamo una pronta e riuscita guarigione dall’infortunio. Un messaggio che riflette l’importanza non solo tecnica, ma anche umana, del calciatore all’interno dello spogliatoio.

Moviola Napoli Bologna, il Var corregge Piccinini e assegna il rigore su Mirande: l’episodio dubbio del match

Moviola Napoli Bologna, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 36ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Napoli Bologna, valido per la 36ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Piccinini.

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LA MOVIOLA

La moviola di Napoli Bologna, gara valida per il 36° turno di Serie A e vinta dalla formazione felsinea, ruota soprattutto attorno all’episodio del primo tempo che ha portato al calcio di rigore assegnato agli ospiti. La partita, diretta dall’arbitro Piccinini, ha visto un intervento decisivo del Var, chiamato a correggere la valutazione iniziale del direttore di gara.

Moviola Napoli Bologna, il contatto tra Di Lorenzo e Miranda

L’episodio principale arriva al 32’. Miranda, esterno del Bologna, entra nell’area del Napoli e anticipa Giovanni Di Lorenzo, difensore e capitano azzurro, sulla palla. Nel tentativo di intervenire, il giocatore del Napoli tocca il piede destro dell’avversario, che cade a terra chiedendo il calcio di rigore.

In un primo momento Piccinini lascia proseguire il gioco, ritenendo il contatto non sufficiente per assegnare il penalty. Pochi istanti dopo, però, arriva il richiamo dalla sala Var, che invita il direttore di gara a rivedere l’azione al monitor.

Moviola Napoli Bologna, rigore assegnato dopo revisione

Dopo l’on field review, Piccinini cambia la propria decisione e assegna il calcio di rigore al Bologna. La valutazione finale premia dunque la dinamica del contatto: Miranda arriva per primo sul pallone e il tocco di Di Lorenzo sul piede destro viene considerato punibile. Episodio pesante nell’economia del match e scelta centrale nella moviola della sfida.

Diretta gol Serie A: Napoli Bologna 2-3, Rowe regala la vittoria nel recupero

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 36esima giornata di campionato: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per la 36esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26.

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90+2′ GOL DEL BOLOGNA – Meraviglioso gol di Rowe che si coordina in mezza rovesciata e batte Milinkovic Savic.

48′ GOL DEL NAPOLI – I partenopei trovano il pareggio con la rete di Alisson su assist di Hojlund.

45+2′ – GOL DEL NAPOLI – Di Lorenzo accorcia le distanze con un destro che bacia la traversa e si insacca in rete.

34′ GOL DEL BOLOGNA – Orsolini trasforma il calcio di rigore procurato da Miranda per il fallo di Di Lorenzo: Milinkovic Savic intuisce ma non riesce a parare.

10′ GOL DEL BOLOGNA – Bernardeschi riceve palla dall’angolo dell’area di rigore avversaria e batte Milinkovic Savic con un bellissimo tiro in diagonale che si insacca sotto al 7!

Formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutiérrez; Giovane, Hojlund, Alisson Santos. Allenatore: Conte

BOLOGNA (4-3-3): Pessina; Joao Mario, Helland, Lucumì, Miranda; Ferguson, Freuler, Pobega; Orsolini, Castro, Bernardeschi. Allenatore: Italiano

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Formazioni ufficiali

MILAN (3-5-2): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Ricci, Rabiot, Bartesaghi; Leão, Gimenez. A disp.: Pittarella, Terracciano; Athekame, Estupiñan, Odogu; Fofana, Jashari; Füllkrug, Nkunku. All.: Allegri.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Kolašinac; Zappacosta, De Roon, Éderson, Zalewski; De Ketelaere, Raspadori; Krstović. A disp.: Rossi, Sportiello; Ahanor, Kossounou, Obrić; Bakker, Bellanova, Musah, Pašalić, Samardžić; Scamacca, Sulemana, Vavassori. All.: Palladino

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90’+10′ GOL MALEN – Rensch va a terra nel contatto con Britschgi: rigore per i giallorossi e rosso al difensore del Parma. Malen non sbaglia.

90’+4′ GOL RENSCH – Mischia in area di rigore, Rensch è più lesto di tutti a ribadire in rete la sfera con un bel piazzato.

88′ GOL KEITA – Il Parma la ribalta! Keita sguscia via mandando a vuoto Mancini, poi conclusione chirurgica che manda fuori tempo Svilar.

47′ GOL STREFEZZA – Si apre la ripresa con il pareggio del Parma! Nicolussi Caviglia recupera e serve centralmente Strefezza: controllo e destro all’angolino che fulmina Svilar.

22′ GOL MALEN – Dybala imbuca per Malen, che lascia partire una sassata che battezza l’angolino.

Formazioni ufficiali

PARMA (3-5-2): Suzuki; Circati, Troilo, Valenti, Del Prato, Ordonez, Keita, Nicolussi Caviglia, Valeri, Strefezza, Elphege. All. Cuesta

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Dybala, Soulé; Malen. All. Gasperini


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TERMINATA 0-0, FIORENTINA MATEMATICAMENTE SALVA

Formazioni ufficiali

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Ndour, Fagioli, Mandragora; Parisi, Braschi, Solomon. Allenatore: Paolo Vanoli

GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Zatterstrom; Ellertson, Amorim, Frendrup, Martin; Vitinha, Ekhator; Colombo. Allenatore: Daniele De Rossi


SEGUI QUI LA DIRETTA DI CREMONESE PISA

86′ GOL OKEREKE – Diagonale vincente e tris Cremonese. Dilagano i grigiorossi.

51′ GOL BONAZZOLI – Raddoppia la Cremonese! Bonazzoli non ci pensa due volte dopo aver ricevuto il pallone e la sua conclusione vale il 2-0.

31′ GOL VARDY – Avanti la Cremonese con il giocatore più atteso. Jamie Vardy fulmina Semper e porta avanti i grigiorossi.

Formazioni ufficiali

CREMONESE (4-4-2): AuderoTerracciano, Luperto, Bianchetti, Pezzella; Barbieri, Maleh, Grassi, Vandeputte; Vardy, Bonazzoli. Allenatore: Marco Giampaolo

PISA (3-5-2): Semper; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov; Touré, Akinsanmiro, Loyola, Vural, Leris; Stojilkovic, Moreo. Allenatore: Oscar Hiljemark


SEGUI QUI LA DIRETTA DI VERONA COMO

72′ GOL DOUVIKAS – Kempf trova Douvikas, che non sbaglia davanti a Montipò e porta avanti il Como.

Formazioni ufficiali

VERONA (3-5-2): Montipò; Edmundsson, Nelsson, Valentini; Belghali, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Frese; Suslov, Bowie. All. Sammarco

COMO (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Kempf, Diego Carlos, Valle; Da Cunha, Perrone; Diao, Nico Paz, Jesus Rodriguez; Douvikas. All. Fabregas

SEGUI QUI LA DIRETTA DI LECCE JUVENTUS

Formazioni ufficiali

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Ngom, Ramadani; Pierotti, Coulibaly, Banda; Cheddira. All. Di Francesco
A disposizione: Früchtl, Samooja, Ndaba, Sala, Stulié, NºDri, Perez, Helgason, Gandelman.Jean, Camarda, Gorter, Marchwinski, Kovac

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Koopmeiners, Cambiaso; Conceiçao, Yildiz; Vlahovic. All. Spalletti
A disposizione: Perin, Pinsoglio, Holm, Gatti, Zhegrova, Boga, Adzic, Kostic, Thuram, Openda, Miretti, David

SEGUI QUI LA DIRETTA DI LAZIO INTER

Formazioni ufficiali

LAZIO (4-3-3): 40 Motta; 77 Marusic, 13 Romagnoli, 34 Gila, 3 Pellegrini; 26 Basic, 6 Rovella, 7 Dele-Bashiru; 22 Cancellieri, 14 Noslin, 9 Pedro. A disposizione: 77 Furlanetto, 99 Giacomone, 2 Gigot, 4 Patric, 17 Nuno Tavares, 18 Isaksen, 19 Dia, 20 Ratkov, 21 Belahyane, 23 Hysaj, 24 Taylor, 25 Provstgaard, 27 Maldini, 28 Przyborek, 29 Lazzari. Allenatore: Maurizio Sarri.

INTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 31 Bisseck, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 17 Diouf, 8 Sucic, 23 Barella, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto; 9 Thuram, 10 Lautaro. A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 2 Dumfries, 6 De Vrij, 7 Zielinski, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 16 Frattesi, 25 Akanji, 32 Dimarco, 36 Darmian, 43 Cocchi, 48 Mosconi. Allenatore: Cristian Chivu.


SEGUI QUI LA DIRETTA DI CAGLIARI UDINESE

Formazioni ufficiali

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zé Pedro, Mina, Dossena; Palestra, Adopo, Gaetano, Folorunsho, Obert; Esposito, Mendy. A disposizione: Sherri, Ciocci, Kilicsoy, Deiola, Rodriguez, Raterink, Belotti, Albarracin, Sulemana, Zappa, Trepy, Malfitano. Allenatore: Fabio Pisacane

UDINESE (3-5-2): Okoye; Solet, Kristensen, Mlacic; Kamara, Atta, Karlstrom, Piotrowski, Ehizibue; Buksa, Zaniolo. A disposizione: Nunziante, Sava, Padelli, Zarraga, Gueye, Davis, Bertola, Bayo, Arizala, Camara, Zemura, Miller Allenatore: Kosta Runjaic


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70′ GOL PEDERSEN – L’ha ribaltata il Torino: altra incornata, questa volta di Pedersen e granata che mettono la freccia.

66′ GOL SIMEONE – La pareggia il Torino nel segno del Cholito, che di testa non lascia scampo a Muric.

52′ GOL THORSTVEDT – Sassuolo avanti con la gran botta del centrocampista.

Torino (3–4-1-2): Paleari; Marianucci, Coco, Ebosse; Lazaro, Prati, Gineitis, Obrador; Vlasic; Njie, Simeone. A disposizione: Israel, Siviero, Ilkhan, Ilic, Maripan, Pedersen, Kulenovic, Adams, Casadei, Nkounkou, Biraghi, Tameze, Savva, Gabellini, Zapata. Allenatore: D’Aversa. 

Sassuolo (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Lipani, Muharemovic, Doig; Thorstvedt, Matic, Coulibaly; Volpato, Pinamonti, Laurientè. A disposizione: Satalino, Zacchi, Nzola, Berardi, Romagna, Garcia, Moro, Frangella, Vranckx, Iannoni, Bakola, Pedro Felipe, Kone. Allenatore: Grosso.

Pagelle Napoli Bologna: Alisson non basta, Rowe e Miranda cambiano la partita. I VOTI

Pagelle Napoli Bologna: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Napoloi Bologna: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic 5,5; Di Lorenzo 6, Rrahmani 6,5, Buongiorno 5,5; Politano 6 (84′ Spinazzola sv), Lobotka 5,5 (76′ Gilmour sv), McTominay 5,5, Gutierrez 6,5 (87’Mazzocchi sv); Giovane 6 (76′ Elmas sv), Alisson Santos 7; Hojlund 6,5. All. Conte.

BOLOGNA (4-3-3): Pessina 5,5; Joao Mario 5 (64′ Zortea 6), Helland 5,5 (81′ Heggem sv), Lucumi 5,5, Miranda 7,5; Ferguson 6 (81′ Sohm sv), Freuler 5, Pobega 6 (81′ Moro sv); Orsolini 7, Castro 5,5, Bernardeschi 7,5 (73′ Rowe 7,5). All. Italiano.

Convocati Brasile, l’indiscrezione sui preconvocati di Ancelotti: c’è Neymar! Anche 3 dalla Serie A

Convocati Brasile, l’indiscrezione sui preconvocati di Ancelotti per il Mondiale: c’è Neymar! Anche 3 dalla Serie A, la lista completa

Dal Brasile arrivano le prime indiscrezioni sui 55 preconvocati di Carlo Ancelotti per il Mondiale 2026, che si disputerà tra Canada, Messico e Stati Uniti. Al momento non è previsto un comunicato ufficiale, ma diversi media brasiliani, tra cui Uol Esporte, hanno già diffuso l’elenco preliminare dei calciatori inseriti nelle valutazioni del commissario tecnico italiano.

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Il nome più atteso è quello di Neymar Jr, attaccante del Santos e simbolo della nazionale verdeoro. La sua presenza tra i preconvocati non garantisce ancora la partecipazione al torneo, ma rappresenta un segnale importante in vista della decisione definitiva. Anche Fabrizio Romano, su X, ha confermato che Neymar fa parte della lista preliminare e che la scelta finale sulla sua convocazione verrà presa la prossima settimana.

Brasile, solo tre giocatori dalla Serie A nella lista

Sono soltanto tre i calciatori provenienti dalla Serie A inseriti nell’elenco: Wesley, esterno destro della Roma, Carlos Augusto, laterale sinistro dell’Inter, e Gleison Bremer, difensore centrale della Juventus. Restano invece fuori altri profili conosciuti nel campionato italiano, come Dodò della Fiorentina, oltre ad Alisson Santos e Neres del Napoli.

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Brasile, l’elenco dei 55 preconvocati

Portieri

  • Alisson (Liverpool)
  • Ederson (Fenerbahce)
  • Bento (Al-Nassr)
  • Hugo Souza (Corinthians)
  • John (Nottingham Forest)
  • Carlos Miguel (Palmeiras)

Difensori centrali

  • Marquinhos (PSG)
  • Thiago Silva (Porto)
  • Gabriel (Arsenal)
  • Bremer (Juventus)
  • Leo Pereira (Flamengo)
  • Ibanez (Al-Ahli)
  • Alexsandro (Lille)
  • Fabricio Bruno (Cruzeiro)
  • Beraldo (PSG)
  • Vitor Reis (Girona)
  • Murillo (Nottingham Forest)

Esterni destri

  • Wesley (Roma)
  • Danilo (Flamengo)
  • Paulo Henrique (Vasco da Gama)
  • Vitinho (Botafogo)

Esterni sinistri

  • Alex Sandro (Flamengo)
  • Douglas Santos (Zenit San Pietroburgo)
  • Luciano Juba (Bahia)
  • Caio Henrique (Monaco)
  • Kaiki (Cruzeiro)
  • Carlos Augusto (Inter)

Centrocampisti

  • Casemiro (Manchester United)
  • Bruno Guimaraes (Newcastle)
  • Fabinho (Al-Ittihad)
  • Andrey Santos (Chelsea)
  • Danilo (Botafogo)
  • Paquetà (Flamengo)
  • Gabriel Sara (Galatasaray)
  • Joao Gomes (Wolverhampton)
  • Andreas Pereira (Palmeiras)
  • Joelinton (Newcastle)
  • Gerson (Cruzeiro)
  • Matheus Pereira (Cruzeiro)

Attaccanti

  • Vinicius Jr (Real Madrid)
  • Raphinha (Barcellona)
  • Cunha (Manchester United)
  • Luiz Henrique (Zenit)
  • Martinelli (Arsenal)
  • Joao Pedro (Chelsea)
  • Estevao (Chelsea)
  • Neymar Jr (Santos)
  • Endrick (Lione)
  • Rayan (Bournemouth)
  • Antony (Betis Siviglia)
  • Igor Thiago (Brentford)
  • Pedro (Flamengo)
  • Richarlison (Tottenham)
  • Igor Jesus (Nottingham Forest)
  • Kaio Jorge (Cruzeiro)

Brasile, Neymar resta il grande tema verso il Mondiale

La presenza di Neymar nella lista preliminare è il punto che più accende il dibattito in Brasile. Ancelotti dovrà valutare condizione fisica, rendimento e centralità tecnica prima di prendere la decisione finale. La lista dei 55 rappresenta soltanto il primo passaggio verso la costruzione del gruppo che proverà a riportare il Brasile al vertice del calcio mondiale.

Fiorentina, risolto il contratto di Lamptey: addio dopo appena due presenze! Il comunicato

Fiorentina, risolto il contratto di Lamptey: addio dopo appena due presenze! Il comunicato del club toscano con tutti i dettagli

La Fiorentina ha risolto consensualmente il contratto di Tariq Lamptey, terzino anglo-ghanese arrivato la scorsa estate dal Brighton. L’esperienza del giocatore in maglia viola si chiude dunque con effetto immediato, dopo una stagione particolarmente sfortunata e condizionata dai problemi fisici.

Lamptey ha raccolto appena due presenze con la Fiorentina, per un totale di soli 25 minuti giocati. Il suo percorso a Firenze è stato infatti interrotto da un grave infortunio al ginocchio, che ne ha compromesso il rendimento e la possibilità di ritagliarsi spazio nella rosa viola.

La separazione tra le parti arriva quindi in modo consensuale, chiudendo anticipatamente un’avventura mai realmente decollata. Per Lamptey si apre ora una nuova fase della carriera, alla ricerca del pieno recupero fisico e di una nuova opportunità.

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IL COMUNICATO – «ACF Fiorentina comunica di aver risolto, consensualmente, il contratto che legava il Club al calciatore Tariq Lamptey».

Atalanta, Percassi non si nasconde: «Se il matrimonio con Giuntoli si dovesse realizzare saremmo molto felici. D’Amico? Rapporto straordinario ma tante squadre lo chiamano»

L’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, non si nasconde sul possibile addio del ds Tony D’Amico e del conseguente arrivo di Giuntoli

Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, ha parlato a Sky Sport a margine del premio Gianni Di Marzio, soffermandosi sul futuro dirigenziale del club. Il rapporto con Tony D’Amico resta ottimo, ma una separazione a fine stagione è possibile.

Tra i nomi per l’eventuale sostituzione c’è Cristiano Giuntoli, ex dirigente di Napoli e Juventus, considerato da Percassi uno dei migliori profili del calcio italiano. Spazio anche ai temi Conference League, Raffaele Palladino ed Ederson, per il quale al momento ci sarebbero solo interessamenti e nessuna offerta ufficiale.

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GIUNTOLI? – «Vedremo se il matrimonio si potrà realizzare. Se così fosse saremmo molto contenti».

SU D’AMICO – «Con D’Amico ho un rapporto personale straordinario quello che ha fatto in questi anni lo conosco nel dettaglio. Con lui l’Atalanta è arrivata quinta, quarta, terza e quest’anno molto probabilmente settima. Come molti nostri giocatori, è normale che lui possa essere corteggiato. Mancano due partite, il nostro rapportò potrebbe anche concludersi ma non finirà la stima che abbiamo nei suoi confronti. Se dovesse essere cercheremo di prendere un sostituto all’altezza. Giuntoli rappresenta uno dei migliori dirigenti del calcio italiano, che si è formato nelle categorie inferiori. Sono ben consapevole però che ha tante squadre che lo chiamano».

PREMIO E FINALE DI COPPA ITALIA – «Questo premio mi gratifica moltissimo, ringrazio tutte le persone che in questi anni mi hanno dato tantissimo, oltre ad aver dato tanto all’Atalanta. La qualificazione passa dalla finale di Coppa Italia. Se tifiamo Inter? Siamo molto interessati, sempre nerazzurri sono (ride, ndr)».

PALLADINO – «Per noi la prassi è quella di sedersi quando finirà il campionato, liberi da altre distrazioni»

EDERSON? – «Non abbiamo offerte ufficiali, solo interessamenti da altre squadre. Penso che sia difficile che le squadre si muovano prima della fine dei campionati. Gli interessi per i nostri giocatori sono normali ma li valuteremo al momento opportuno».

Milan, ritiro a Milanello dopo il KO con l’Atalanta: Furlani prova a ricompattare l’ambiente

Milan, giornata pesante dopo il ko contro l’Atalanta: contestazione dei tifosi, summit dei dirigenti e squadra in ritiro da mercoledì

Il Milan prova a reagire dopo una delle giornate più complicate della sua stagione. La sconfitta contro l’Atalanta a San Siro ha aggravato un clima già molto teso, segnato da una prestazione deludente e dalla forte contestazione dei tifosi rossoneri. Nel mirino della protesta è finito soprattutto Giorgio Furlani, amministratore delegato del club, diventato il principale bersaglio del malcontento di una piazza sempre più preoccupata per il finale di campionato.

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Milan, Champions League appesa alle ultime due partite

La classifica ora obbliga il Milan a non sbagliare più. La squadra di Massimiliano Allegri, allenatore rossonero, deve vincere le ultime due gare di campionato per continuare a sperare nella qualificazione alla prossima Champions League. Qualsiasi passo falso rischierebbe di compromettere definitivamente la corsa all’Europa che conta, trasformando una stagione già difficile in un nuovo fallimento sportivo.

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Secondo quanto riferito da Peppe Di Stefano a Sky Sport 24, nella giornata odierna Furlani ha convocato intorno alle 12 uno staff meeting a Casa Milan. All’incontro hanno partecipato dirigenti, dipendenti del club e anche Igli Tare, direttore sportivo rossonero. L’obiettivo è stato quello di ricompattare l’ambiente, trasmettere unità e provare a dare un segnale interno in vista delle ultime sfide decisive.

Milan, ritiro a Milanello da mercoledì

La società ha deciso di intervenire anche sulla gestione del gruppo squadra. Dopo il ko contro l’Atalanta, il Milan andrà infatti in ritiro a Milanello a partire da mercoledì 13 maggio. Una scelta forte, arrivata nel tardo pomeriggio, con l’intenzione di isolare la squadra dalle pressioni esterne e ritrovare concentrazione.

Come riportato da Milannews24, il ritiro servirà a lavorare con maggiore intensità sul piano mentale e tecnico, in vista di un finale di campionato fondamentale. Il Milan cerca compattezza, risposte immediate e una reazione all’altezza della sua storia.

Italiano pre Napoli Bologna: «Un po’ di delusione va accettata. Rowe in panchina? Non si è allenato al massimo»

L’allenatore del Bologna, Vincenzo Italiano, ha voluto dire la sua poco prima del calcio d’inizio del match di campionato contro il Napoli

Intervenuto nel corso del prepartita di Napoli Bologna, il tecnico dei felsinei, Vincenzo Italiano, ha presentato così il match che chiuderà la 36^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Le sue parole ai microfoni di Dazn.

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STADIO CHE MI PORTA BENE – «Quando inizia una partita, inizia un match dove devi cercare di portare a casa la vittoria se riesci ad essere più bravo dell’avversario. Se vuoi essere competitivo, devi fare prestazione. Ci sono tre partite da onorare e un avversario del genere richiede massima applicazione».

QUANTA VOGLIA ABBIAMO DI TORNARE A FAR BENE? – «Stupire arrivando sempre a fare cose grandiose non è facile. Nell’ultimo periodo, dopo l’eliminazione in Europa League e dopo aver balbettato un po’ in campionato, c’è stata un po’ di delusione e va accettata ma quest’anno qualcosa di bello l’abbiamo regalato. Adesso tre partite non facili, speriamo di farne nostra qualcuna».

ROWE IN PANCHINA? – «Si è allenato non al massimo, col Cagliari ha preso una botta al collo del piede. vediamo se a gara in corso ci può dare lo spunto che a lui e Berna e Orso sono due di grande livello».

Conte svela: «L’infortunio di De Bruyne? Testa a testa in allenamento e 4 punti allo zigomo, Di Lorenzo rappresenta il Napoli»

L’allenatore del Napoli, Antonio Conte, ha voluto dire la sua poco prima del calcio d’inizio del match di campionato contro il Bologna

Intervenuto nel corso del prepartita di Napoli Bologna, il tecnico dei partenopei, Antonio Conte, ha presentato così il match che chiuderà la 36^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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L’INFORTUNIO DI DE BRUYNE – «In allenamento ha avuto una collisione testa contro testa e si è aperto allo zigomo. Gli hanno messo 4 punti, ha fatto degli esami. Non c’è trauma cranico, ma non gioca».

IL RITORNO DI DI LORENZO – «Giovanni rappresenta un po’ il Napoli dell’ultimo ciclo che è iniziato da tantissimo tempo. E’ l’unico ad aver vinto tutto quello che si è vinto nell’ultimo periodo. Giocatore carismatico e, dopo 15 giorni che è tornato ad allenarsi con noi, era giusto che tornasse titolare».

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