Pagina 127 – Calcio News 24

Calendario Serie A, ufficializzati gli orari del 37° turno: gli anticipi e i posticipi

Calendario Serie A, ufficializzati gli orari del 37° turno: gli anticipi e i posticipi. Tanti match in contemporanea tra lotta retrocessione e Champions

La Lega Serie A ha comunicato il programma della 37ª giornata del campionato 2025/26, penultimo turno di una stagione ancora ricca di verdetti da assegnare. Il tema principale riguarda la corsa alla Champions League, con quattro squadre pienamente coinvolte e chiamate a giocare in contemporanea. Juventus, Milan, Roma e Como scenderanno infatti in campo domenica 17 maggio alle ore 12.30, in una fascia oraria scelta per garantire parità competitiva nella lotta ai piazzamenti europei.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Serie A, corsa Champions: tutte in campo alle 12.30

La Juventus affronterà la Fiorentina, il Milan sarà impegnato sul campo del Genoa, la Roma giocherà il derby contro la Lazio, mentre il Como ospiterà il Parma. Quattro partite decisive, con punti pesanti in palio e una classifica ancora aperta nella zona alta. Alla stessa ora è stata inserita anche Pisa-Napoli, ma con un asterisco: qualora non fosse più necessaria la contemporaneità per gli azzurri, la squadra di Antonio Conte giocherà alle 18.00. Il Napoli, infatti, può chiudere prima il discorso legato alla qualificazione contro il Bologna.

Serie A, salvezza in contemporanea alle 20.45

Massima attenzione anche alla lotta salvezza. Cagliari, Lecce e Cremonese giocheranno tutte domenica 17 maggio alle 20.45, rispettivamente contro Torino, Sassuolo e Udinese. Anche in questo caso la Lega ha scelto la contemporaneità per evitare vantaggi o condizionamenti legati ai risultati delle dirette concorrenti.

Serie A, il programma completo della 37ª giornata

Domenica 17/05/2026, ore 12.30: Como-Parma
Domenica 17/05/2026, ore 12.30: Genoa-Milan
Domenica 17/05/2026, ore 12.30: Juventus-Fiorentina
Domenica 17/05/2026, ore 12.30: Pisa-Napoli*
Domenica 17/05/2026, ore 12.30: Roma-Lazio

Domenica 17/05/2026, ore 15.00: Inter-Verona

Domenica 17/05/2026, ore 18.00: Atalanta-Bologna

Domenica 17/05/2026, ore 20.45: Cagliari-Torino
Domenica 17/05/2026, ore 20.45: Sassuolo-Lecce
Domenica 17/05/2026, ore 20.45: Udinese-Cremonese

* Se non sarà necessaria la contemporaneità, Pisa-Napoli si giocherà domenica alle 18.00.

De Bruyne out, salta Napoli Bologna per un infortunio rimediato in rifinitura: il comunicato del club

De Bruyne out, salta Napoli Bologna per un infortunio rimediato in rifinitura: il comunicato del club sulle condizioni del belga

Brutta notizia per il Napoli in vista del Monday Night contro il Bologna, gara valida per la 36ª giornata di Serie A. Kevin De Bruyne, centrocampista belga e uno dei giocatori più attesi della formazione azzurra, non sarà infatti a disposizione per la partita a causa di un infortunio rimediato nelle ore precedenti al match.

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A comunicare il forfait è stata direttamente la SSC Napoli attraverso una nota ufficiale, nella quale il club ha chiarito le condizioni del giocatore: «Kevin De Bruyne non farà parte del match per un trauma contusivo, con ferita lacero-contusa all’arcata sopraccigliare destra, procuratosi nel corso della rifinitura».

Un’assenza pesante per il Napoli, che perde così una pedina di grande qualità proprio alla vigilia di una sfida importante contro il Bologna. Le condizioni di De Bruyne saranno valutate nei prossimi giorni, ma il centrocampista non prenderà parte alla gara.

Ranieri non ha dubbi: «Contento per De Rossi, un ragazzo di valore con ottime idee. Nazionale? Non è possibile stare così lontano dai grandi eventi»

L’ex allenatore ed ex senior advisor della Roma, Claudio Ranieri, torna a parlare dopo il suo addio ai giallorossi: le sue dichiarazioni

Claudio Ranieri, dopo la fine della sua avventura alla Roma, è tornato a parlare in occasione della terza edizione del premio Gianni Di Marzio. Come riportato da gianlucadimarzio.com, l’allenatore ha ricordato il forte legame con Di Marzio, suo tecnico ai tempi di Catanzaro e Catania, sottolineandone l’importanza anche per l’inizio della sua carriera in panchina.

Ranieri si è poi soffermato su Daniele De Rossi e Attilio Lombardo, protagonisti delle salvezze di Genoa e Sampdoria, elogiandone il lavoro. Spazio anche alla semifinale di Champions League tra PSG e Bayern Monaco, definita spettacolare, e alla Nazionale, che secondo il tecnico deve tornare protagonista nei grandi eventi.

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SU GIANNI DI MARZIO – «Gianni è stato mio allenatore per tre anni a Catanzaro, abbiamo vinto un campionato di Serie B, poi siamo stati a Catania, dove abbiamo vinto il campionato di B. Devo essere riconoscente a lui e alla sua famiglia per l’inizio della mia carriera da allenatore».

SU DE ROSSI E LOMBARDO – «Penso bene di entrambi. Daniele sta facendo bene, si è integrato subito e sono contento perché è un ragazzo di valore con ottime idee. De Rossi era già un allenatore in campo insieme a Pizarro. Non ho nulla da consigliargli, tanto il calcio è un mare: bisogna saper navigare in tutte le condizioni».

PSG BAYERN MONACO – «Siamo italiani per cui critichiamo tutto, ma io mi sono divertito molto. Due squadre che attaccavano e se le davano di santa ragione con grandi campioni e una velocità pazzesca, qualcuno ha criticato le difese ma io non sono d’accordo».

LEICESTER – «Andrò tra qualche giorno. Dispiace per la Serie C, prima era una squadra yo-yo tra Serie B e A, dispiace molto vederla in C».

SULLA NAZIONALE – «Seguo sempre il calcio, dobbiamo risollevarci, non è possibile stare così lontano dai grandi eventi».

Formazioni ufficiali Napoli Bologna: le scelte di Conte e Italiano per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Napoli Bologna: le scelte di Conte e Italiano per il match di Serie A, valido per la 36ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Napoli Bologna: ecco le scelte di Conte e Italiano per il match di Serie A, valido per la 36ª giornata 2025/26

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NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutiérrez; Giovane, Hojlund, Alisson Santos. Allenatore: Conte

BOLOGNA (4-3-3): Pessina; Joao Mario, Helland, Lucumì, Miranda; Ferguson, Freuler, Pobega; Orsolini, Castro, Bernardeschi. Allenatore: Italiano

Infortunio Pulisic: passa la paura per il Milan, l’esito degli esami dopo il forfait con l’Atalanta. Le condizioni dell’americano

Infortunio Pulisic: l’esito degli esami dell’attaccante del Milan dopo il forfait con l’Atalanta. Le condizioni dell’americano

Il finale di stagione del Milan continua a essere un percorso a ostacoli, tra risultati altalenanti e un’infermeria che non accenna a svuotarsi del tutto. L’ultima doccia fredda per l’ambiente rossonero era arrivata a poche ore dal fischio d’inizio del match contro l’Atalanta, quando Christian Pulisic era stato costretto al forfait improvviso. L’attaccante statunitense aveva accusato un fastidio al gluteo durante la rifinitura prepartita a Milanello, inducendo lo staff medico a una scelta precauzionale per evitare guai peggiori.

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Le rassicurazioni sulle condizioni dell’americano

Dopo ore di apprensione per uno degli uomini più determinanti della rosa di Allegri, arrivano finalmente notizie positive. Secondo quanto appreso da Milannews24, gli accertamenti clinici a cui si è sottoposto il calciatore nelle ultime ore hanno dato esito rassicurante: gli esami hanno infatti escluso lesioni.

Questa diagnosi permette allo staff tecnico di tirare un sospiro di sollievo e di pianificare con ottimismo il rientro del numero 11. L’obiettivo è chiaro: lavorare intensamente nei prossimi giorni per permettere a Pulisic di essere regolarmente a disposizione per la cruciale trasferta contro il Genoa, in programma domenica prossima allo stadio Luigi Ferraris.

Pulisic fondamentale per la corsa Champions

Il recupero dell’americano non è solo una notizia medica, ma un tassello strategico vitale. Il Milan si trova attualmente in una situazione di classifica delicatissima e si giocherà gran parte del proprio futuro nelle ultime due giornate di campionato. La lotta per la qualificazione alla prossima Champions League non ammette ulteriori passi falsi e avere a disposizione la qualità, il dribbling e l’esperienza internazionale di Pulisic può fare la differenza tra il successo e il fallimento stagionale.

In un momento in cui l’attacco rossonero fatica a trovare la via della rete con continuità, il ritorno del “Capitan America” rappresenta una notizia fondamentale per ridare brio alla manovra offensiva. Il Milan avrà bisogno della sua migliore versione per sbancare Marassi e mantenere vive le speranze europee fino all’ultimo respiro.

Dossena Davis, va fatta chiarezza! L’Udinese fa quadrato attorno al giocatore e chiede giustizia – VIDEO di Elia Serra

Dossena Davis, va fatta chiarezza sull’episodio avvenuto durante la sfida tra Cagliari e Udinese – VIDEO di Elia Serra

Il panorama calcistico italiano è scosso dal delicato caso che vede coinvolti Alberto Dossena e Keinan Davis. Al centro della vicenda c’è la pesante accusa di razzismo rivolta dal centravanti dell’Udinese nei confronti del difensore del Cagliari, un episodio che sarebbe avvenuto sul rettangolo di gioco durante l’ultima sfida di campionato. Attualmente, l’intero ambiente sportivo resta col fiato sospeso in attesa delle decisioni ufficiali degli organi competenti.

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Le posizioni di Cagliari e Udinese

La vicenda ha assunto una rilevanza che va ben oltre il risultato del campo, coinvolgendo direttamente i vertici societari. Il Cagliari sta monitorando con estrema cautela l’evolversi della situazione, consapevole che la reputazione del proprio tesserato è in gioco. Dall’altra parte, l’Udinese ha immediatamente fatto quadrato attorno a Davis, esprimendo piena vicinanza al calciatore inglese e sollecitando le autorità affinché venga fatta totale chiarezza.

In casi di tale gravità, il Giudice Sportivo è chiamato a un compito complesso: analizzare referti arbitrali, prove audio-video e testimonianze dirette per stabilire la verità dei fatti, evitando che il dibattito si riduca a sterili processi mediatici.

La reazione dello spogliatoio friulano: Zaniolo e Kamara in prima linea

La solidarietà verso Keinan Davis è stata unanime all’interno dello spogliatoio bianconero. Figure di spicco come Nicolò Zaniolo e Hassane Kamara hanno alzato la voce nei giorni scorsi, sottolineando l’importanza di non lasciare zone d’ombra. Entrambi i calciatori hanno espresso con forza la necessità di arrivare a una ricostruzione chiara dei fatti e a una sentenza esemplare qualora le accuse venissero confermate. Le loro dichiarazioni hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema, quello del razzismo, che impone tolleranza zero.

Possibili scenari e conseguenze

Per Alberto Dossena, il rischio è quello di una squalifica pesante che potrebbe compromettere la sua stagione e quella del Cagliari. Per Keinan Davis, invece, resta la volontà di vedere tutelata la propria dignità professionale e umana. Il verdetto del Giudice Sportivo rappresenterà un passaggio fondamentale non solo per i due club coinvolti, ma per l’intera Serie A, chiamata ancora una volta a dimostrare fermezza contro ogni forma di discriminazione. La decisione è attesa a breve e potrebbe segnare un precedente importante nella gestione disciplinare degli insulti razzisti in campo.

Thuram tiene l’Inter col fiato sospeso verso la finale di Coppa Italia: come cambiano i nerazzurri e i numeri senza l’attaccante

Thuram è in dubbio per la finale di Coppa Italia tra Inter e Lazio: come cambiano i nerazzurri senza di lui e i numeri stagionali

L’avvicinamento dell’Inter alla finalissima di Coppa Italia contro la Lazio è stato scosso da una notizia che tiene in ansia l’intero popolo nerazzurro. Marcus Thuram, perno fondamentale dell’attacco di Cristian Chivu, è in forte dubbio a causa di un problema fisico accusato nelle ultime ore. Una defezione che, se confermata, costringerebbe lo staff tecnico a ridisegnare completamente la fase offensiva proprio nell’appuntamento più importante della stagione nazionale.

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I numeri dell’Inter senza Thuram: un bilancio in chiaroscuro

L’importanza del francese non è solo tattica, ma certificata dai dati. Analizzando l’andamento della squadra in sua assenza durante l’attuale annata, emerge un quadro interessante: l’Inter ha raccolto 6 vittorie e due sconfitte. Se da un lato la profondità della rosa ha permesso di sopperire alla sua mancanza in diverse occasioni, dall’altro i due stop pesano come macigni.

Le uniche partite in cui i nerazzurri sono usciti dal campo senza punti, privi del numero 9, sono state quelle contro Napoli e Milan. Questi dati suggeriscono che nei big match l’assenza della fisicità e degli strappi di Thuram diventa un fattore critico, difficile da compensare.

Assetto tattico e soluzioni alternative

Senza l’attaccante francese, Chivu perde l’uomo capace di legare il centrocampo all’attacco e di creare superiorità numerica attraverso il dribbling in velocità. La soluzione più probabile per la sfida contro la Lazio vede l’inserimento di un profilo più statico come Pio Esposito o di un attaccante più mobile come Bonny.

L’Inter dovrà puntare maggiormente sul gioco corale e sulla spinta dei quinti di centrocampo, cercando di rifornire l’area di rigore con cross rasoterra per sfruttare il senso del gol degli altri interpreti. Tuttavia, mancherà quell’elemento di imprevedibilità che Thuram garantisce nei momenti di stallo della manovra.

Obiettivo Coppa Italia: l’ultimo ostacolo

Nonostante l’incertezza, l’ambiente resta focalizzato sull’obiettivo. La Coppa Italia rappresenta un trofeo fondamentale per nobilitare una stagione vissuta con grande intensità e già arricchita dallo Scudetto. La sfida contro la Lazio si preannuncia tattica e spigolosa: recuperare Thuram, anche solo per uno spezzone di gara, sarebbe il miglior “acquisto” possibile per Chivu. In caso contrario, i nerazzurri dovranno dimostrare di aver imparato la lezione dai passi falsi nei derby e contro i partenopei, trovando nuove vie per scardinare la retroguardia avversaria e alzare il trofeo al cielo.

Elezioni FIGC, la Lega Pro frena: «Noi aspettiamo i programmi, abbiamo deciso di non schierarci ora». Cosa succede

Elezioni FIGC, la Lega Pro ha deciso di non schierarsi in questo momento nella scelta del successore di Gabriele Gravina

Il percorso verso la successione di Gabriele Gravina entra nella sua fase cruciale, ma il quadro delle alleanze politiche all’interno del calcio italiano resta ancora parzialmente fluido. In vista delle elezioni per il prossimo presidente della FIGC, fissate per il 22 giugno, la Lega Pro ha scelto una linea di prudenza e attesa.

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Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA, la componente guidata da Matteo Marani ha ufficializzato l’intenzione di non concedere alcun endorsement preventivo. La Serie C preferisce infatti analizzare nel dettaglio le proposte progettuali prima di orientare il proprio pacchetto di voti, che storicamente risulta spesso decisivo per gli equilibri federali.

La strategia della Lega Pro: “Aspettiamo i programmi”

Fonti interne alla Lega Pro sono state molto chiare nel definire la posizione attuale del movimento: «Noi aspettiamo i programmi, abbiamo deciso di non schierarci ora». Si tratta di una scelta tattica che punta a dare centralità ai temi concreti e alle riforme necessarie per la terza serie, piuttosto che ai semplici schieramenti di bandiera.

Nel frattempo, la macchina organizzativa della Federazione non si ferma. Mercoledì rappresenta il termine ultimo per il deposito ufficiale delle candidature. Nonostante le dimissioni presentate nelle scorse settimane, Gravina sta continuando a gestire le attività ordinarie in regime di prorogatio, garantendo la continuità amministrativa fino al giorno del voto.

I candidati: Malagò sfida Abete

Il panorama elettorale sembra ormai delineato verso una corsa a due. Da una parte c’è Giovanni Malagò: l’ex presidente del CONI si presenta come il candidato di punta della Serie A, che lo ha indicato all’unanimità come l’uomo del rilancio. Malagò ha già consolidato una base di consenso importante, avendo incassato l’appoggio ufficiale di Assoallenatori (AIAC) e Assocalciatori (AIC).

Dall’altra parte della barricata si profila la figura di Giancarlo Abete, attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti (LND). Abete rappresenta l’esperienza e la profonda conoscenza delle dinamiche federali, potendo contare sulla forza numerica della base dilettantistica.

Con il termine per le candidature ormai imminente, la mossa della Lega Pro congela momentaneamente i rapporti di forza, obbligando i due contendenti a esplicitare al più presto le proprie strategie per ottenere il via libera definitivo dai club della Serie C.

Supercoppa italiana, si torna alla gara secca! De Siervo svela sulla sede: «Niente Arabia Saudita, c’è l’ipotesi USA». L’annuncio dell’ad

Supercoppa italiana, l’ad della Lega Serie A Luigi De Siervo ha parlato così della sede della prossima finale. Le sue parole

Il calcio italiano si prepara a una stagione di profondi cambiamenti, a partire dai suoi appuntamenti più iconici. Durante l’ultima puntata della trasmissione radiofonica “La politica nel pallone”, in onda su Gr Parlamento, l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha fatto il punto sul futuro della Supercoppa Italiana. La notizia principale riguarda il ritorno alla gara secca, abbandonando la formula della Final Four che aveva caratterizzato le ultime edizioni.

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Supercoppa: Inter-Lazio tra ipotesi USA e ritorno in Italia

Sebbene manchino ancora i dettagli logistici, i protagonisti della prossima sfida sono già certi: a contendersi il trofeo saranno Inter e Lazio. Il nodo principale resta la sede, con diverse opzioni sul tavolo della Lega dopo la parentesi mediorientale.

«La sede della prossima finale di Supercoppa Italiana? È un tema complicato, abbiamo dei contratti, sapevamo che quest’anno non si sarebbe disputata in Arabia Saudita, le altre offerte ricevute evidentemente sono bloccate per problemi geopolitici. Ne discuteremo in assemblea, si aprono tutte le possibilità: c’è l’ipotesi Stati Uniti, un’altra ipotesi internazionale e quella di disputarla per un anno in Italia», ha spiegato De Siervo. La decisione definitiva dipenderà dunque dall’evoluzione degli scenari esteri e dalle opportunità commerciali che emergeranno nelle prossime settimane.

Riforme e governance: l’ora di Giovanni Malagò

Oltre agli eventi di campo, De Siervo ha affrontato il tema della crisi istituzionale che attraversa il sistema calcistico nazionale, indicando in Giovanni Malagò l’uomo della provvidenza per guidare la Federazione. Secondo l’AD, la Serie A ha trovato una rara unità d’intenti nel sostenere l’ex presidente del CONI per il rilancio del sistema:

«La Serie A, in una misura che non ricordo da anni, con una decisione chiara ha individuato l’ex presidente del CONI Giovanni Malagò come persona autorevole e capace di prendere una eredità importante per rilanciare il calcio italiano e di farlo all’interno di un programma di riforme ormai necessario e non più differibile. Credo che da qui ad un mese riusciremo ad avere un nuovo presidente della FIGC, con cui tutti si metteranno a disposizione per fare squadra perché tutti abbiamo l’obbligo di aiutare il calcio italiano a tornare dove merita nelle prime posizioni delle competizioni internazionali».

Il ricordo di Sinisa Mihajlovic

In chiusura, De Siervo ha annunciato un’iniziativa carica di emozione prevista per la prossima finale di Coppa Italia. Il trofeo sarà infatti scortato in campo da due leggende del passato, Christian Vieri e Alen Boksic, per onorare la memoria di un campione che ha segnato la storia di entrambi i club finalisti: «Prima della finale di Coppa Italia Vieri e Boksic porteranno la Coppa e quindi ci sarà un bel ricordo di Sinisa Mihajlovic, indimenticato giocatore di Lazio e Inter, oltre che grande allenatore a cui tutti noi pensiamo spesso».

Finali Coppe Europee 2026: Maurizio Mariani fischietto della Conference, chi dirigerà Champions ed Europa League

Finali Coppe Europee 2026: Mariani sarà il fischietto della Conference, ecco chi dirigerà Champions ed Europa League

Il calcio italiano si conferma protagonista ai massimi livelli della classe arbitrale europea. La UEFA ha ufficializzato le designazioni per le finali delle competizioni continentali della stagione 2025/26, riservando un prestigioso riconoscimento alla scuola arbitrale del nostro Paese. Sarà infatti l’italiano Maurizio Mariani a dirigere la finale di Conference League, in programma il 27 maggio a Lipsia.

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Un team tutto italiano per Crystal Palace-Rayo Vallecano

La sfida che assegnerà il trofeo tra gli inglesi del Crystal Palace e gli spagnoli del Rayo Vallecano vedrà una direzione di gara quasi interamente tricolore. Oltre a Mariani, la terna sarà completata dagli assistenti Daniele Bindoni e Alberto Tegoni. Anche la gestione della sala tecnologica parlerà italiano: sono stati infatti nominati Marco Di Bello in qualità di addetto al VAR e Daniele Chiffi nel ruolo di assistente VAR. Si tratta di una designazione che premia la continuità e l’affidabilità dei fischietti italiani nelle fasi cruciali dei tornei internazionali.

Champions League ed Europa League: le scelte della UEFA

Per l’appuntamento più atteso dell’anno, la finale di Champions League tra PSG e Arsenal, la UEFA ha scelto la solidità del tedesco Daniel Siebert. Il match, che promette spettacolo tra le stelle parigine e il collettivo di Arteta, si disputerà il 30 maggio nella suggestiva cornice di Budapest.

Per quanto riguarda l’Europa League, l’ultimo atto tra Friburgo e Aston Villa, previsto per il 20 maggio a Istanbul, sarà affidato al francese Francois Letexier. Il fischietto transalpino è chiamato a gestire una sfida ad alta intensità tra la rivelazione tedesca e la formazione di Birmingham, tornata stabilmente nell’élite del calcio europeo.

Spazio al calcio femminile: Tess Olofsson per la finale di Oslo

Non meno importante la designazione per la Champions League femminile, che vedrà affrontarsi le due potenze assolute del movimento: Barcellona e Olympique Lione. La gara, programmata per il 20 maggio a Oslo, sarà diretta dalla svedese Tess Olofsson, arbitro di grande esperienza internazionale. Con queste nomine, la UEFA delinea ufficialmente la mappa dei direttori di gara che avranno il compito di garantire la regolarità e lo spettacolo nelle serate più importanti della stagione sportiva.

Quattro anni di errori per il Milan: Furlani colpevole principale del fallimento rossonero – VIDEO di Alberto Petrosilli

Milan, 4 anni di errori: Furlani colpevole principale del fallimento rossonero – VIDEO analisi di Alberto Petrosilli

Il Milan attraversa uno dei periodi più turbolenti della sua storia recente. Dopo quattro stagioni caratterizzate da promesse, contraddizioni e evidenti passi indietro, il banco degli imputati vede un unico grande protagonista: Giorgio Furlani. L’amministratore delegato rossonero è oggi il volto di una gestione accusata di aver allontanato il club dalla propria identità, destabilizzando l’ambiente proprio nel momento in cui servirebbe massima coesione.

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Una gestione societaria nel caos

Gli errori che hanno segnato il percorso del Milan post-Scudetto 2022 non sembrano più frutto del caso. La transizione da un club vincente a una società perennemente attraversata da tensioni interne è stata rapida e dolorosa. Furlani ha imposto una linea manageriale che molti ritengono distante dalla tradizione milanista, privilegiando logiche di controllo economico a scapito di un progetto tecnico solido.

Il risultato è una squadra che appare priva di continuità, costretta ogni anno a ripartire da zero senza una direzione chiara. La solidità necessaria per competere ai massimi livelli è stata sostituita da una fragilità strutturale che mina le prospettive future.

Le ombre su Allegri e Tare

L’esempio più eclatante di questa confusione gestionale è emerso durante la volata per la Champions League. Mentre la squadra si giocava un obiettivo vitale, sono filtrate indiscrezioni logoranti relative a possibili ribaltoni dirigenziali e tecnici, con le voci su Massimiliano Allegri e Igli Tare ormai lontani dal progetto rossonero. Un club forte protegge i propri tesserati nei momenti delicati; al contrario, il Milan ha alimentato dubbi e pressioni, dimostrando l’incapacità di fare quadrato attorno ai propri uomini.

Il “monito” di Paolo Maldini

In questo scenario, diventano di stretta attualità le critiche mosse da Paolo Maldini al momento del suo addio. L’ex direttore tecnico aveva denunciato la mancanza di rispetto verso la storia e le figure simboliche del club, una tesi che oggi appare come una profezia realizzata.

Maldini sembrava aver compreso in anticipo che il Milan stava smarrendo la propria percezione globale, trasformandosi in un’entità orientata quasi esclusivamente alla gestione finanziaria. Le continue rivoluzioni e una comunicazione spesso dannosa suggeriscono l’immagine di una società che lavora contro sé stessa. Al centro di questo clima, la figura di Giorgio Furlani resta la più discussa: dopo quattro anni, il progetto rossonero non è cresciuto, ma si è drammaticamente complicato.

Inchiesta arbitri, ascoltato in Procura il legale della FIGC Giancarlo Viglione. Gli ultimissimi sviluppi

Inchiesta arbitri, è stato ascoltato in Procura il legale della FIGC Giancarlo Viglione. Cosa sta succedendo nella vicenda

Prosegue senza sosta a Milano l’inchiesta sul sistema arbitri che coinvolge figure di spicco del settore, tra cui spicca il nome dell’ex designatore Gianluca Rocchi, attualmente indagato per l’ipotesi di concorso in frode sportiva. La giornata odierna ha segnato un nuovo passaggio burocratico e investigativo di rilievo: l’avvocato Giancarlo Viglione, legale della FIGC e responsabile delle Relazioni istituzionali nonché dell’Ufficio legislativo federale, è stato ascoltato come testimone.

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Il focus sulle “bussate” alla sala VAR

Viglione è stato ricevuto negli uffici del pubblico ministero Maurizio Ascione per una lunga audizione. Al centro del colloquio ci sarebbe il filone relativo alle cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone, un’espressione che nel gergo dell’inchiesta indica le presunte interferenze esterne durante i processi decisionali tecnologici. Questo rappresenta uno dei due tronconi principali su cui si sta concentrando l’attenzione della Procura di Milano.

L’indagine degli investigatori punta a fare luce su due dinamiche distinte ma potenzialmente connesse:

  1. Le presunte designazioni pilotate di fischietti considerati “graditi” o “sgraditi” da parte di alcune società, con riferimenti specifici all’Inter.
  2. Le presunte pressioni nella gestione del VAR, con segnalazioni sospette giunte dalla sala operativa per influenzare la conferma o la modifica delle decisioni arbitrali prese in campo.

Il ruolo della FIGC e i protocolli normativi

L’audizione di Giancarlo Viglione, che è bene precisare non risulta indagato nel procedimento, ha avuto un carattere prettamente tecnico e normativo. Il confronto con il PM si sarebbe focalizzato sul quadro regolamentare della Federazione, analizzando i protocolli operativi e la funzione degli ispettori federali.

Un nodo cruciale riguarda la gestione della sala VAR di Lissone, una struttura che, pur essendo il cuore tecnologico dell’arbitraggio, dipende dalla Lega Serie A. Gli inquirenti intendono capire se le maglie dei regolamenti attuali siano state forzate per permettere interferenze non consentite. Il clima resta pesantissimo e le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per comprendere l’entità di quello che molti già definiscono un nuovo terremoto per il calcio italiano.

Ligue 1, fine di un’era: lo scettro dei bomber non parlerà parigino

Ligue 1, il capocannoniere non sarà parigino. Fine di un’era in questa stagione del campionato francese, tutti i dettagli

Per oltre dieci anni, la classifica marcatori della Ligue 1 è stata una questione strettamente privata, un feudo esclusivo del Paris Saint-Germain. Ma l’attuale stagione 2025-2026 è ormai destinata a riscrivere la storia recente del calcio transalpino: per la prima volta in più di un decennio, il re dei bomber non indosserà la maglia del club della capitale. A una sola giornata dal termine del campionato, Estéban Lepaul guarda infatti tutti dall’alto con i suoi 20 centri stagionali, pronto a spezzare un’egemonia che sembrava ormai inscalfibile.

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Un decennio di tirannia del gol

Per comprendere la reale portata di questo cambiamento, è sufficiente scorrere l’albo d’oro recente. L’ultimo “intruso” capace di conquistare lo scettro del gol in Francia prima di questo strapotere fu Alexandre Lacazette, che nella stagione 2014-15 mise a referto 27 reti. Da quel momento, il PSG ha letteralmente monopolizzato la vetta affidandosi ai suoi fuoriclasse assoluti:

  • 2015-16: L’uragano Zlatan Ibrahimovic (38 gol).
  • 2016-18: Il biennio del Matador Edinson Cavani (35 e 28 gol).
  • 2018-24: L’incredibile dinastia di Kylian Mbappé, dominatore assoluto per ben sei stagioni consecutive (con un picco di 33 reti nel 2018-19).
  • 2024-25: L’eredità raccolta da Ousmane Dembélé (21 gol) nel primo anno del nuovo corso parigino.

L’exploit di Lepaul e il nuovo equilibrio

L’impresa di Estéban Lepaul non rappresenta soltanto un traguardo personale straordinario, ma è anche il simbolo di un campionato che, dal punto di vista offensivo, sta trovando nuovi protagonisti fuori dalla sfarzosa ombra della Torre Eiffel. Con una sola partita ancora da disputare (più il recupero Lens-Psg), il suo bottino di 20 reti lo pone a un passo dalla matematica consacrazione.

Questa inversione di tendenza certifica una Ligue 1 che sta fisiologicamente mutando pelle. Se le stelle multimilionarie del PSG hanno scritto la storia del torneo a suon di record, l’imminente trionfo di Lepaul restituisce al campionato francese quel sapore di imprevedibilità e romanticismo sportivo che mancava da troppo tempo. Il lungo monopolio è giunto al capolinea.

Bosnia, l’era Barbarez entra nel vivo: la lista del Mondiale presenta un mix di veterani e volti nuovi

Bosnia, la lista dei convocati del ct Barbarez per i Mondiali. Quali giocatori ha scelto per la competizione

La Bosnia ed Erzegovina riparte da un’icona. La nomina di Sergej Barbarez come Coach non è stata solo una scelta tecnica, ma un segnale di forte identità per tutto il movimento calcistico bosniaco. Barbarez, leggenda del calcio nazionale, ha il compito di costruire il morale di un gruppo che cerca stabilità e una nuova filosofia di gioco. La sua lista dei convocati riflette questa dualità: il rispetto per la vecchia guardia e la necessità impellente di sangue nuovo per alzare il livello competitivo al Mondiale.

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Le certezze: Dzeko, Kolasinac e i pilastri

In una squadra che punta a essere la sorpresa dopo avere eliminato l’Itali, l’esperienza è l’ancora di salvezza. Edin Dzeko, intramontabile capitano, resta il punto di riferimento assoluto del reparto offensivo, affiancato da veterani del calibro di Sead Kolasinac in difesa. La spina dorsale dei “Dragons” conta anche sulla sicurezza di Nikola Vasilj tra i pali e sulla fisicità di Ermedin Demirovic. Barbarez sa che per competere a certi livelli, la leadership di questi uomini nello spogliatoio è fondamentale tanto quanto il loro apporto sul campo.

La “linea verde” e le scommesse tattiche

Ciò che colpisce maggiormente della nuova lista è la presenza massiccia di giovani talenti e giocatori in ascesa. Nomi come Benjamin Tahirovic, Amar Dedic e il giovane talento Esmir Bajraktarevic rappresentano il futuro prossimo della Nazionale. L’inserimento di giocatori come Samed Baždar e Nidal Čelik dimostra la volontà dello staff tecnico di monitorare ogni risorsa disponibile, dai campionati locali alle seconde generazioni cresciute all’estero. Il centrocampo guadagna dinamismo con Amir Hadžiahmetović e la qualità di Ivan Bašić, pedine che Barbarez intende utilizzare per una manovra più fluida e verticale.

Mondiale 2026: sognare in grande

Il claim della campagna, “We are Dragons”, accompagnato dall’hashtag #DreamBigDreamBiH, non è solo marketing. Barbarez sta cercando di costruire una squadra “cattiva” agonisticamente, capace di difendere con ordine e colpire con la qualità dei suoi singoli. Svizzera, Canada e Qatar sono gli avversari del girone: non sarà facile accedere ai turni a eliminazione diretta, ma la vittoria in rimonta sulla Nazionale di Gattuso ha raccontato la determinazione di una rappresentativa che ha una determinazione fuori dal comune.

Serie A, ufficiali data e orario di Roma Lazio! Si giocherà in contemporanea ad altre quattro partite, l’annuncio di De Siervo!

Serie A, sono state ufficializzate data e orario di Roma Lazio e in contemporanea di altre quattro partite, l’annuncio di De Siervo!

Il sipario sulla Serie A 2025/26 sta per calare, ma la tensione resta altissima per gli ultimi verdetti ancora in bilico. Sebbene la vetta e la coda della classifica abbiano già emesso sentenze definitive — con l’Inter campione d’Italia e il duo Pisa-Verona aritmeticamente retrocesso in Serie B — la lotta per l’Europa e la salvezza infiamma le battute finali. In questo contesto di incertezza, la Lega Serie A ha sciolto le riserve sulla programmazione della 37ª giornata, ufficializzando l’orario del match più atteso nella Capitale.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Equilibrio tra sport e ordine pubblico: il Derby della Capitale

L’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha annunciato che il derby tra Roma e Lazio si disputerà domenica 17 maggio alle ore 12:30. Una scelta figlia di un complesso incastro logistico, necessario per coordinare la stracittadina con la concomitanza della finale degli Internazionali di tennis al Foro Italico e la gestione della sicurezza urbana.

Intervenuto alla trasmissione ‘La politica nel pallone’ su Gr Parlamento-Radio Rai, De Siervo ha spiegato le motivazioni dietro questa decisione: Cercando di tenere insieme, in un punto di equilibrio, tutte le esigenze, dall’ordine pubblico alla finale degli Internazionali di tennis fino alle esigenze di contemporaneità previste per le ultime due giornate di campionato, sono convinto che la soluzione delle 12.30 di domenica, che peraltro come detto riguarderà altre quattro partite, potrebbe contemplare l’interesse di tutti”.

Domenica di fuoco: cinque match in contemporanea

Il lunch match domenicale non sarà un evento isolato. Per garantire la regolarità del campionato e il rispetto dei criteri di contemporaneità nelle sfide decisive, la Lega ha stabilito che altre quattro partite si giocheranno nello stesso slot orario. Oltre a Roma-Lazio, i riflettori saranno puntati su scontri fondamentali per la zona Champions:

  • Como-Parma
  • Genoa-Milan
  • Juventus-Fiorentina
  • Pisa-Napoli

Questa programmazione mira a tutelare l’integrità della competizione, evitando vantaggi strategici a squadre impegnate negli stessi obiettivi stagionali. Mentre l’Inter osserva i festeggiamenti dall’alto, la domenica del 17 maggio si preannuncia come lo spartiacque definitivo per le ambizioni continentali di Juventus, Roma e Milan. Per i tifosi capitolini, la sfida di mezzogiorno rappresenterà non solo l’onore cittadino, ma un tassello cruciale per l’accesso alla prossima Champions League.

Argentina, la lista dei pre-convocati per il Mondiale: c’è Messi, escluso Dybala! Scaloni chiama diversi giocatori della Serie A

Argentina, Scaloni ha reso nota la lista dei pre-convocati per il Mondiale: c’è Messi, escluso Dybala! Tanti giocatori della Serie A

A un mese esatto dal calcio d’inizio dei Mondiali 2026, il commissario tecnico dell’Argentina, Lionel Scaloni, ha rotto gli indugi presentando la lista dei 55 pre-convocati. Si tratta del primo passo formale stabilito dalla FIFA per la difesa del titolo iridato, un roster che mescola certezze granitiche, graditi ritorni e giovani promesse pronte a esplodere sul palcoscenico più importante del mondo.

Il rebus Lionel Messi e lo zoccolo duro dei Campioni

L’attenzione è inevitabilmente catalizzata da “Sua Maestà” Lionel Messi. Nonostante l’inclusione in lista, la “Pulce” non ha ancora ufficializzato la sua partecipazione a quella che sarebbe la sua sesta Coppa del Mondo. Il capitano ha sempre mantenuto un profilo prudente, dichiarando che avrebbe giocato solo se si fosse sentito al massimo della forma competitiva.

Accanto a lui, Scaloni ha blindato i pilastri della Scaloneta: dai guantoni di Dibu Martínez alla leadership difensiva di Cuti Romero e Otamendi, fino alla qualità in mediana di De Paul, Enzo Fernández e Mac Allister. In attacco, le certezze portano i nomi di Lautaro Martínez e Julián Álvarez.

Sorprese e volti nuovi: la linea verde di Scaloni

La lista non è priva di novità interessanti. Spiccano le convocazioni di giovani talenti come Giuliano Simeone e Nico Paz, entrambi protagonisti di un’ottima stagione. Ma le vere sorprese sono rappresentate dalle “apparizioni” di Santiago Beltrán, portiere rivelazione del River Plate, e del giovane talento del Boca Juniors, Tomás Aranda. In ottica italiana, confermata l’attenzione per il campionato di Serie A con le chiamate di Soulé, Castro e Pellegrino.

La corsa ai 26: i nodi da sciogliere

Dall’attuale elenco di 55 nomi, Scaloni dovrà estrarre i 26 selezionati definitivi entro il 30 maggio. Se 22 posti sembrano già assegnati ai veterani del Qatar e ai nuovi punti fermi (come Balerdi e José López), resta apertissima la battaglia per gli ultimi quattro slot. Giocatori del calibro di Acuña, Lo Celso e il giovanissimo Mastantuono dovranno convincere il tecnico in queste ultime settimane per garantirsi un volo verso il sogno mondiale. L’obiettivo è chiaro: mantenere il trono e portare l’Argentina ancora una volta sul tetto del mondo.

La lista completa

EMILIANO MARTÍNEZ – Aston Villa
GERÓNIMO RULLI – Olympique de Marsella
JUAN MUSSO – Atlético de Madrid
WALTER BENÍTEZ – Crystal Palace FC
FACUNDO CAMBESES – Racing Club
SANTIAGO BELTRÁN – River Plate

AGUSTÍN GIAY – Palmeiras
GONZALO MONTIEL – River Plate
NAHUEL MOLINA – Atlético de Madrid
NICOLÁS CAPALDO – Hamburgo SV
KEVIN MAC ALLISTER – Union Saint Gilloise
LUCAS MARTINEZ QUARTA – River Plate
MARCOS SENESI – Bournemounth
LISANDRO MARTÍNEZ – Manchester United
NICOLÁS OTAMENDI – SL Benfica
GERMÁN PEZZELLA – River Plate
LEONARDO BALERDI – Olympique de Marsella
CRISTIAN ROMERO – Tottenhman Hotspur
LAUTARO DI LOLLO – Boca Juniors
ZAID ROMERO – Getafe CF
FACUNDO MEDINA – Olympique de Marsella
MARCOS ACUÑA – River Plate
NICOLÁS TAGLIAFICO – Olympique de Lyon
GABRIEL ROJAS – Racing Club

MÁXIMO PERRONE – Calcio Como 1907
LEANDRO PAREDES – Boca Juniors
GUIDO RODRÍGUEZ – Valencia CF
ANÍBAL MORENO – River Plate
MILTON DELGADO – Boca Juniors
ALAN VARELA – FC Porto
EZEQUIEL FERNÁNDEZ – Bayer Leverkusen
RODRIGO DE PAUL – Inter de Miami
EXEQUIEL PALACIOS – Bayer Leverkusen
ENZO FERNÁNDEZ – Chelsea
ALEXIS MAC ALLISTER – Liverpool
GIOVANI LO CELSO – Real Betis Balompié
NICOLÁS DOMÍNGUEZ – Nottingham Forest
EMILIANO BUENDIA – Aston Villa
VALENTÍN BARCO – Racing Club de Estrasburgo

LIONEL MESSI – Inter de Miami
NICOLÁS PAZ – Calcio Como 1907
FRANCO MASTANTUONO – Real Madrid
THIAGO ALMADA – Atlético de Madrid
TOMÁS ARANDA – Boca Juniors
NICOLÁS GONZÁLEZ – Atlético de Madrid
ALEJANDRO GARNACHO – Chelsea
GIULIANO SIMEONE – Atlético de Madrid
MATÍAS SOULÉ – AS Roma
CLAUDIO ECHEVERRI – Girona Fútbol Club
GIANLUCA PRESTIANNI – SL Benfica
SANTIAGO CASTRO – Bologna FC
LAUTARO MARTÍNEZ – Internazionale de Milán
JOSÉ MANUEL LÓPEZ – Palmeiras
JULIÁN ÁLVAREZ – Atlético de Madrid
MATEO PELLEGRINO – Parma Calcio

Barcellona campione: ecco come Flick ha schiantato la Liga (soprattutto il Real Madrid)

Barcellona ha vinto la Liga, festeggiando davanti ai rivali del Real Madrid: l’analisi della stagione trionfale dei blaugrana in campionato

Quali sono state le tappe in cui il Barcellona si è convinto che sarebbe riuscito a bissare il trionfo in Liga dell’anno scorso? Ecco i tre momenti chiave che hanno indirizzato il titolo verso la Catalogna

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1. L’esordio autoritario al Maiorca

La stagione blaugrana si è aperta con una dichiarazione d’intenti: un secco 3-0 esterno al Maiorca. In una gara tesa, segnata dalle espulsioni di Morlanes e Muriqi, il Barcellona ha mostrato subito la sua nuova gemma. Lamine Yamal, a soli 17 anni, ha trascinato i compagni servendo l’assist per il vantaggio di Raphinha e chiudendo i conti al 94′ con un sinistro chirurgico. Una vittoria schiacciante che ha issato i campioni in carica immediatamente in vetta alla classifica, posizione difesa poi per quasi tutto l’arco del torneo.

2. La rimonta d’oro contro l’Atletico Madrid

Il vero test di maturità è arrivato alla 19ª giornata nel match contro i Colchoneros. Sotto nel punteggio a causa del gol di Baena, il Barcellona ha firmato la sua quinta rimonta stagionale, ribaltando l’Atletico con i gol di Raphinha, Dani Olmo e Ferran Torres. Fondamentale il brivido al 79′, quando Thiago Almada ha sprecato il possibile 2-2; da quel pericolo scampato è nata la consapevolezza di un gruppo capace di piegare anche le big nei momenti di massima sofferenza.

3. Lamine Yamal abbatte il Villarreal

La 26ª giornata è stata il teatro della consacrazione definitiva di Lamine Yamal. Con la prima tripletta della carriera tra i professionisti, il numero 10 ha abbattuto il Villarreal (4-1), portando il Barcellona a +4 sul Real Madrid. Una prestazione mostruosa fatta di dribbling ubriacanti e tiri a giro sotto l’incrocio, che lo hanno proiettato in cima alla classifica marcatori interna con 18 centri e 12 assist complessivi. Quel successo ha rappresentato lo strappo decisivo verso il titolo, mettendo fine all’equilibrio che regnava fino a quel momento.

La coda finale: il trionfo nel Clasico

A suggellare questa cavalcata trionfale è arrivata la notte di ieri, con il Clasico terminato 2-0 per il Barcellona. Una vittoria che non ha solo regalato tre punti simbolici, ma ha ribadito la superiorità tattica della squadra di Flick sulle stelle del Real Madrid.

Infortunio Thuram: l’attaccante dell’Inter è a rischio per la finale di Coppa Italia con la Lazio. Le sue condizioni dopo l’allenamento

Infortunio Thuram: quali sono le condizioni dell’attaccante dell’Inter dopo l’allenamento odierno e cosa filtra in vista della finale di Coppa Italia

Il quartier generale dell’Inter è scosso da una notizia che potrebbe cambiare i piani tattici in vista dell’ultimo atto della stagione. Cresce la preoccupazione in casa nerazzurra per le condizioni fisiche di Marcus Thuram, colonna portante dell’attacco della squadra guidata da Cristian Chivu. Il calciatore francese avrebbe infatti accusato un problema fisico durante la seduta di allenamento odierna, accendendo immediatamente un campanello d’allarme tra i tifosi e la dirigenza.

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Esami strumentali e monitoraggio costante

Secondo le prime ricostruzioni, l’entità del danno non è ancora chiara, ma il fastidio avvertito dal centravanti è stato tale da rendere necessaria la massima attenzione. Thuram si sottoporrà infatti a esami strumentali nella giornata di domani, test che risulteranno decisivi per stabilire se si tratti di un semplice affaticamento o di una lesione più profonda.

Il verdetto dei medici sarà fondamentale per definire la disponibilità del giocatore per la finale di Coppa Italia contro la Lazio, un appuntamento cruciale che ora vede la presenza del nerazzurro fortemente in dubbio.

L’importanza tattica di Thuram per Chivu

L’eventuale forfait del figlio d’arte rappresenterebbe un colpo durissimo per lo scacchiere tattico di Chivu. In questa annata, Thuram si è consacrato come uno dei leader tecnici dello spogliatoio, capace di spostare gli equilibri grazie a una combinazione unica di potenza fisica e intelligenza tattica. Senza i suoi strappi e il suo prezioso lavoro di sponda per i compagni, l’Inter perderebbe una delle sue armi offensive più efficaci proprio nel momento clou della stagione.

Lo staff medico, d’accordo con l’allenatore, ha già fatto sapere che non verranno presi rischi inutili: la salute dell’atleta resta la priorità, anche a costo di rinunciare a lui per la finalissima. L’intero ambiente interista resta dunque col fiato sospeso, in attesa di un comunicato ufficiale che possa fare luce sui reali tempi di recupero. Per l’Inter, la speranza è che si tratti solo di un falso allarme, ma le prossime 24 ore saranno determinanti per il destino della squadra in coppa.

Adani durissimo sul Milan: «Stiamo commentando settimanalmente una squadra che dovrebbe scucirsi lo stemma che ha sulla maglia. Ha meno attributi di chi lotta per salvarsi!»

Adani ha attaccato duramente il Milan dopo la sconfitta interna contro l’Atalanta. Queste le sue dichiarazioni a La Nuova DS

Il Milan sprofonda in una crisi che sembra non avere fine. L’ultimo pesantissimo ko interno contro l’Atalanta — il quarto nelle ultime sei sfide di Serie A — ha fatto scivolare i rossoneri al quarto posto, agganciati dalla Roma e superati dalla Juventus. Con la qualificazione in Champions League seriamente compromessa a due giornate dal termine, l’ambiente di San Siro è esploso in una contestazione feroce contro proprietà e dirigenza.

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L’analisi di Adani: il peso dell’addio di Maldini

Durante la trasmissione La nuova DS su Rai 1, Daniele Adani ha analizzato il momento drammatico della squadra di Massimiliano Allegri. Secondo l’opinionista, il declino ha una data d’inizio precisa: il 19 maggio 2023, coincidente con l’allontanamento di Paolo Maldini. Il Milan si è fermato il 19 maggio 2023. Ha perso la guida di Maldini e penso che sia lì il problema, ha dichiarato Adani, sottolineando come la società abbia smarrito la propria visione tecnica e storica.

Per l’ex difensore, il club deve ritrovare figure che incarnino la grandezza del brand: Bisogna partire da gente che rispetta la storia del Milan, che abbia quella grandezza, quella visione, quello sbocco. Adani ha poi evidenziato il crollo nel ranking UEFA, dove i rossoneri occupano ora la trentesima posizione nonostante un passato glorioso dietro solo al Real Madrid.

Mercato e guida tecnica: il fallimento di Allegri

La critica si è poi spostata sulla gestione del gruppo e sulle scelte dell’area tecnica. Nonostante investimenti massicci, i risultati sono deficitari: Il Milan ha speso sul mercato oltre 300 milioni. Se compri per 300 milioni vuol dire che: hai comprato male o hai fatto rendere male. Adani ha puntato il dito contro l’inefficacia offensiva, nonostante una rosa internazionale, e la fragilità difensiva: Oggi 3 gol dall’Udinese, 2 dal Sassuolo, 3 stasera nel momento clou del campionato”.

Un attacco durissimo alla squadra

Il commento finale è un atto d’accusa verso l’atteggiamento dei calciatori, giudicato indegno della maglia indossata. Stiamo commentando settimanalmente una squadra che dovrebbe scucirsi lo stemma che ha sulla maglia, perché pesa nei risultati e nella forma. Lì gioca una squadra che ha meno attributi di chi lotta per salvarsi, ha concluso Adani, evidenziando come la mancanza di un piano tattico e di orgoglio stia dissipando il prestigio di una società che ha incantato il mondo intero.

Lewandowski stupisce tutti per il suo futuro: «Potrebbe esserci un’opzione in un campionato di livello inferiore»

Lewandowski, attaccante del Barcellona, ha parlato così del suo futuro. Queste le dichiarazioni dell’obiettivo di Juve e Milan

Il Barcellona ha appena messo in bacheca l’ennesimo titolo della Liga, ma l’euforia dei festeggiamenti è stata parzialmente smorzata da un annuncio che sposta l’attenzione dai trofei al calciomercato. Al centro della scena c’è Robert Lewandowski, il centravanti polacco che ha ricoperto un ruolo fondamentale nella scalata al successo blaugrana, ma che ora sembra intenzionato a chiudere il suo capitolo in terra catalana. Nonostante una condizione atletica ancora eccellente, il bomber ha lasciato intendere che il suo percorso con il club di Laporta sia giunto ai titoli di coda.

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Le dichiarazioni shock sul futuro

Durante le celebrazioni per la vittoria del campionato, il numero 9 non si è nascosto dietro frasi di circostanza, affrontando il tema del proprio domani con una sincerità che ha gelato una parte della tifoseria. Le parole di Lewandowski tracciano infatti un solco profondo rispetto alla sua permanenza in Spagna: «Il mio futuro? Non so ancora cosa farò. Potrebbe esserci un’opzione in un campionato di livello inferiore. Ho quasi 38 anni, ma mi sento bene fisicamente, quindi ci sto pensando. Ascolterò ancora qualche offerta e poi prenderò una decisione».

Queste affermazioni hanno immediatamente scatenato i media internazionali, aprendo il dibattito su quale possa essere la destinazione finale di una carriera straordinaria.

L’ombra della Serie A e il dubbio sui campionati inferiori

In Italia, l’eco delle sue parole è arrivata fortissima. Grandi club come Juventus e Milan sono alla ricerca di un profilo esperto e carismatico per rinforzare i rispettivi reparti offensivi, e il nome del polacco era circolato con insistenza. Tuttavia, il riferimento a un «campionato di livello inferiore» ha sollevato un polverone mediatico: l’attaccante si riferiva alla Serie A, considerandola meno competitiva della Liga, oppure stava strizzando l’occhio a mete esotiche come l’Arabia Saudita o la MLS statunitense?

Verso la decisione finale

Nonostante la carta d’identità segni quasi 38 anni, Lewandowski resta una garanzia assoluta in termini di gol e professionalità. Il Barcellona dovrà ora valutare come sostituire una colonna portante del proprio scacchiere tattico, mentre il giocatore peserà le offerte ricevute. La sensazione è che il velo di incertezza verrà sollevato a breve, una volta conclusi gli impegni istituzionali legati alla vittoria della Liga, definendo se vedremo il polacco ancora protagonista in Europa o se sceglierà di diventare l’uomo copertina di una nuova frontiera calcistica.

Roma Lazio, l’assessore Onorato rivela: «Si giochi lunedì alle 21. Non bisogna aver paura dei possibili incidenti tra tifosi!»

Roma Lazio, l’assessore Onorato ha fatto questa rivelazione su quando si debba giocare il derby della Capitale

Il finale di stagione della Serie A entra nel vivo e la Capitale si prepara a vivere uno dei momenti più intensi dell’anno. La corsa all’Europa è più accesa che mai, con la Roma di Gian Piero Gasperini in piena lotta per un piazzamento nella prossima Champions League. In questo scenario, l’attesa è tutta per le decisioni della Lega Serie A in merito alla programmazione del derby della Capitale.

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L’ipotesi dell’orario e le criticità organizzative

Secondo le ultime indiscrezioni di Calcio e Finanza, la collocazione più accreditata per la stracittadina sarebbe quella di domenica alle 12.30, ricalcando quanto già avvenuto nella gara d’andata. Se da un lato questa scelta favorirebbe i broadcaster e la gestione dell’ordine pubblico in concomitanza con la finale degli Internazionali di Tennis, dall’altro solleva forti perplessità tra le tifoserie.

Sul tema è intervenuto Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda del Comune di Roma, auspicando una gestione più fluida: «Roma ha dimostrato di saper gestire in simultanea qualunque evento, non ci spaventano per la finale degli Internazionali d’Italia e il derby. La finale degli Internazionali si sapeva da anni, è giunta l’ora che i calendari vengano fatti incastrando sport che ormai non sono più secondari. Logica vorrebbe che un giorno si faccia la finale e quello dopo si giochi il derby. Se si dovesse spostare a lunedì il derby, che si faccia alle 21.00 per dare la possibilità a tutti coloro che lavorano di poter tornare a casa o di andare allo stadio. A Roma non dobbiamo aver paura di fare un derby di sera a causa di possibili incidenti, è ora che chi pensa di andare allo stadio per fare degli scontri sia assicurato alla giustizia. Ci aspettiamo da parte del Governo parole molto nette su questo».

Olimpiadi 2036 e il futuro dello Stadio Flaminio

Oltre al calcio giocato, il dibattito sportivo romano si sposta sulle grandi infrastrutture e sulla visione a lungo termine della città. Onorato ha commentato con entusiasmo la possibile candidatura per i Giochi Olimpici 2036: «Mi sembra di capire che questa candidatura è matura, il Comune di Roma è pronto a fare la sua parte», sottolineando la necessità di un accordo sinergico tra Coni, Governo e Campidoglio.

Infine, l’assessore ha fatto il punto sulla questione dello Stadio Flaminio, individuato come possibile futura casa della Lazio: «Siamo super sereni: le documentazioni presentate dalla Lazio, se ho capito bene, sono complete e credo che nei prossimi giorni ci sarà la conferenza dei servizi. Poi saranno le diverse autorità coinvolte a dire se lo stadio, dal punto di vista tecnico, è compatibile o meno». La palla passa ora alle autorità competenti per la valutazione tecnica della struttura.

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Milan in crisi, un’altra stagione di frizioni: da Furlani a Tare e Allegri, ora rischiano tutti. Chi lascerà i rossoneri al termine del campionato

Milan in crisi, ora Furlani Tare e Allegri rischiano. Cosa succederà per i rossoneri al termine della stagione

Quella che doveva essere la stagione della rinascita si è trasformata nell’ennesimo fallimento sportivo e societario. Per il terzo anno consecutivo, il Milan si trova ad affrontare la contestazione della tifoseria a ridosso del finale di campionato. Nonostante l’insediamento di Igli Tare come direttore sportivo e il ritorno di Massimiliano Allegri in panchina, le frizioni interne hanno bloccato la crescita del club, confermando che, pur cambiando i protagonisti, il risultato non muta.

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Rottura totale tra Tare e Furlani

L’esperienza di Tare in rossonero sembra destinata a concludersi dopo una sola stagione. Il rapporto con l’amministratore delegato Giorgio Furlani è apparso compromesso sin dal primo giorno, a causa di visioni divergenti. Al centro dello scontro ci sono le operazioni di mercato: gli acquisti di Jashari e Nkunku, costati circa 80 milioni di euro, hanno innescato contrasti insanabili. La tensione è esplosa definitivamente a gennaio, quando Furlani ha concluso l’affare Mateta senza consultare né l’area tecnica né l’allenatore.

Furlani sotto accusa: petizione e rischio dimissioni

La posizione di Giorgio Furlani è sempre più precaria. La tifoseria lo indica come il principale responsabile del declino degli ultimi anni, supporto confermato da una petizione online che ha superato le 40.000 firme. All’interno di Red Bird, cresce il fronte di chi vorrebbe votare la sfiducia all’attuale AD, soprattutto se la squadra dovesse fallire la qualificazione alla prossima Champions League. Indiscrezioni suggeriscono che Furlani, provato dalla contestazione anche sul piano personale, stia valutando l’ipotesi delle dimissioni nonostante un contratto valido fino al 2028.

Il futuro di Allegri e la suggestione Azzurra

Infine, resta incerto il destino di Massimiliano Allegri. Nonostante una clausola di rinnovo automatico legata all’Europa, l’addio a fine stagione appare lo scenario più probabile. Pesano il crollo nel girone di ritorno — con soli 25 punti in 17 match — e le divergenze strategiche con la società. Sullo sfondo si profila un’opportunità prestigiosa: il ruolo di CT della Nazionale Italiana, condizionato dai futuri assetti federali e dalla possibile nomina di Malagò alla presidenza della FIGC. Per il Milan si prospetta l’ennesima estate di rivoluzioni.

Spalletti fa piazza pulita: 8 giocatori in uscita, c’è anche Thuram

Quando una squadra continua a prendere gol alla prima occasione, perde equilibrio in mezzo al campo e non riesce più a capire chi siano davvero i titolari intoccabili, significa che qualcosa sta per cambiare sul serio.

Alla Juventus questa sensazione gira ormai da settimane, forse da mesi, e dentro il club starebbero ragionando su una rivoluzione molto più pesante di quanto sembrasse fino a poco tempo fa.

Non sarebbe solo questione di mercato, ma proprio di gerarchie. Di giocatori che dovevano trascinare e invece hanno lasciato dubbi, altri che non hanno convinto fisicamente, altri ancora che sembrano fuori dal progetto prima ancora dell’inizio della preparazione estiva.

Secondo quanto riferito dall’account LineaJuve24 su X, Luciano Spalletti avrebbe già individuato diversi profili considerati sacrificabili o comunque non centrali nel nuovo corso bianconero.

Tra i nomi che starebbero seriamente rischiando l’uscita ci sarebbero Michele Di Gregorio, Khephren Thuram, Andrea Cambiaso, Fabio Miretti, Jonathan David, Lois Openda, Edon Zhegrova e Juan Cabal.

Da Di Gregorio a Thuram: chi rischia davvero

Il caso che sta facendo più discutere è quello del portiere. Arrivato tra aspettative alte dopo le stagioni al Monza, non avrebbe dato quelle garanzie continue che la Juventus si aspettava. La sensazione, soprattutto nelle ultime settimane, è che ogni tiro pulito degli avversari diventi automaticamente un problema.

E con il nome di Alisson che continua a circolare come sogno vero, la posizione dell’ex Inter si sarebbe complicata parecchio.

Ma il nome che sorprende davvero è quello di Khephren Thuram. La Juventus puntava forte su di lui, pensava di aver preso un centrocampista dominante per fisicità e continuità. Invece, tra problemi fisici e prestazioni altalenanti, il rendimento sarebbe rimasto lontano dalle aspettative.

Non una bocciatura totale forse, ma abbastanza da renderlo sacrificabile davanti a offerte pesanti.

Anche Cambiaso sarebbe sotto osservazione seria. La crescita di David Puczka nella Next Gen avrebbe cambiato alcune valutazioni interne e il club potrebbe decidere di monetizzare uno dei giocatori con più mercato, soprattutto all’estero.

Le bocciature più pesanti

Diverso il discorso per Miretti, Jonathan David, Openda, Zhegrova e Cabal che. secondo la citata fonte, sarebbero invece vicini a una separazione quasi definitiva. Situazioni differenti tra loro, ma accomunate dalla stessa idea: il progetto tecnico starebbe andando in un’altra direzione.

Mourinho Real Madrid, trattative serrate per il ritorno dello Special One! Dipende tutto da Florentino Perez, cosa sta succedendo davvero

Mourinho Real Madrid, trattative in corso per il suo ritorno sulla panchina dei blancos! Dipende tutto da Florentino Perez, cosa succede

Nonostante le smentite di rito e le prudenti dichiarazioni pubbliche fornite dalle parti interessate, le voci su un possibile ritorno di José Mourinho sulla panchina del Real Madrid si fanno sempre più insistenti. Secondo Fabrizio Romano, lo Special One, il suo entourage e il club spagnolo sarebbero in trattative dirette da settimane per definire i termini di quello che sarebbe un clamoroso ritorno al Santiago Bernabéu.

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Contatti continui: l’agenda della Casa Blanca

Le manovre diplomatiche tra il tecnico portoghese e la dirigenza Merengue non si sono mai interrotte. Le indiscrezioni trapelate indicano che le discussioni siano ancora in corso e riprenderanno presto, segno di una volontà reciproca di esplorare la fattibilità del progetto. La posizione della società sembra essere chiara: il ritorno di Mou è al 100% in agenda, rappresentando la prima opzione per la successione in panchina di Arbeloa in vista del nuovo ciclo sportivo.

Mourinho, che ha già guidato i Blancos tra il 2010 e il 2013 lasciando un segno indelebile in termini di mentalità e trofei, è considerato il profilo ideale per gestire uno spogliatoio ricco di giovani talenti e stelle affermate.

L’ultima parola a Florentino Pérez

Come spesso accade nelle dinamiche di potere del club più titolato al mondo, ogni decisione strategica di tale portata deve passare per l’ufficio del massimo dirigente. Sebbene l’apparato dirigenziale stia lavorando ai fianchi per limare i dettagli economici e contrattuali, la fumata bianca definitiva dipende da Florentino Pérez.

Il presidente del Real Madrid sta valutando attentamente l’impatto mediatico e sportivo di un secondo mandato dello Special One. La piazza madrilena, dal canto suo, appare divisa tra la nostalgia per il carisma del portoghese e la curiosità verso nuovi profili. Tuttavia, la solidità del legame tra Pérez e Mourinho potrebbe essere il fattore determinante per superare gli ultimi ostacoli. Se le trattative dovessero andare in porto, si tratterebbe dell’operazione di calciomercato più significativa per il settore allenatori dell’ultimo decennio.

Barcellona, il presidente Yuste ‘spoilera’ il futuro di Flick: «È felice qui e si è adattato molto bene al club. Il suo rinnovo sarà molto semplice»

Barcellona, il presidente Yuste ha parlato così del futuro di Hansi Flick dopo la vittoria della Liga del club blaugrana

Il Barcellona vive giorni di pura estasi sportiva. Dopo la conquista della Liga, l’ambiente blaugrana respira un’aria di stabilità e programmazione che sembrava smarrita. A fare il punto sul momento d’oro della società è intervenuto Rafael Yuste, attuale presidente ad interim del club, che ai microfoni di RAC1 e Catalunya Radio ha tracciato il solco tra il passato e un presente radioso, fondato sull’eredità di Cruyff e sulla valorizzazione del vivaio.

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La rivoluzione culturale e il DNA blaugrana

Yuste ha esordito sottolineando come la percezione del successo sia cambiata radicalmente a Barcellona, merito di una filosofia che mette il trofeo davanti alla singola vittoria nel Clasico: C’erano tempi in cui bastava battere il Real Madrid e il titolo di campione non contava, e ora le cose sono cambiate. Cruyff ha cambiato la mentalità.” Il pilastro di questa egemonia ritrovata resta la celebre accademia, definita dal presidente come il vero motore identitario della squadra: La Masia è il cuore pulsante del Barça, e questo significa che i giocatori che ne provengono hanno il DNA del Barça; vengono imbevuti dell’etica del lavoro e dei valori del Barça. È una fabbrica di sogni; attualmente c’è un forte legame tra i tifosi e La Masia.”

Hansi Flick verso il rinnovo: “Questione di dettagli”

L’argomento più caldo resta però il futuro della panchina. L’impatto di Hansi Flick sulla Liga è stato devastante e la società non ha intenzione di farsi sfuggire l’architetto del titolo. Yuste ha confermato che il tecnico tedesco ha trovato a Barcellona la sua dimensione ideale: Flick? È felice a Barcellona e si è adattato molto bene al club e al Paese, e questo significa che sta provando sensazioni mai provate prima, il che gli renderà più facile rimanere. Il rinnovo sarà molto semplice.”

Il presidente ha poi rassicurato i tifosi sulla tempistica dell’annuncio ufficiale, spiegando che l’intesa è ormai totale: Ieri si è visto che è molto felice a Barcellona. Si è adattato molto bene al club. Ci sono ancora alcuni dettagli da definire, ma quando Deco e lui saranno entrambi pronti, lo renderemo pubblico. Con una Masia prolifica e un tecnico in totale simbiosi con la piazza, il futuro del Barcellona appare oggi più solido che mai.

Monchi Espanyol, ufficiale: l’ex Roma è il nuovo direttore sportivo del club spagnolo! Il comunicato e tutti i dettagli

Monchi Espanyol, l’ex Roma è diventato ufficialmente il nuovo direttore sportivo del club spagnolo! Il comunicato che svela tutti i dettagli

L’RCD Espanyol ha ufficializzato un innesto di caratura internazionale per la propria area dirigenziale. Il club di Barcellona ha infatti annunciato la nomina di Ramón Rodríguez Verdejo, universalmente noto come Monchi, nel ruolo di nuovo direttore sportivo. Al dirigente spagnolo sarà affidata la guida totale del Dipartimento Sportivo, con l’obiettivo di elevare la competitività della squadra e consolidare il progetto tecnico nella massima serie.

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Una nuova gerarchia sotto la guida di Monchi

L’approdo di Monchi rappresenta un segnale di forte ambizione da parte della proprietà. Secondo quanto comunicato dalla società, le attuali aree sportive manterranno i propri direttori esecutivi, i quali però dovranno ora rispondere direttamente alla nuova figura di riferimento. Monchi lavorerà a stretto contatto con i vertici societari, riportando al CEO Mao Ye Wu e ad Alan Pace, presidente del club e leader del gruppo di investimento Velocity Sports Partners/ALK Capital. Questo nuovo assetto mira a snellire le decisioni strategiche e a implementare quel modello di mercato che ha reso celebre il dirigente in tutta Europa.

Il “Re Mida” del Siviglia approda a Barcellona

La carriera di Monchi parla per lui. Considerato uno dei dirigenti più riconosciuti e prestigiosi del calcio europeo, ha legato indissolubilmente il suo nome ai trionfi del Siviglia. Iniziata la carriera da ds nel luglio 2000, ha guidato il club andaluso in due fasi (2000-2017 e 2019-2023), portandolo a sollevare ben 11 trofei internazionali e nazionali. Il palmarès accumulato a Siviglia è impressionante: sette UEFA Europa League, due Copa del Rey, una Supercoppa UEFA e una Supercoppa spagnola, oltre alla storica promozione in LaLiga.

Esperienze internazionali e ambizioni future

Oltre ai successi in Spagna, Monchi ha maturato esperienze significative fuori dai confini nazionali, prima alla Roma e successivamente all’Aston Villa. In Inghilterra, in particolare, ha contribuito a trasformare il club di Birmingham in una realtà capace di ottenere costantemente qualificazioni europee e di competere regolarmente nei gironi della Champions League. Ora, con il suo arrivo all’Espanyol, l’obiettivo è replicare quei successi, puntando su una rete di scouting capillare e su una gestione finanziaria rigorosa ma orientata ai risultati sul campo. Per i tifosi biancoblu, l’ingaggio di Monchi segna l’inizio di una nuova, promettente era.

Pioli torna in panchina? L’ombra di Giuntoli all’Atalanta lo intriga: perché puntare o no su di lui. PRO e CONTRO dell’approdo alla Dea

Pioli è un’opzione per l’Atalanta in caso di addio a fine stagione di Palladino. PRO e CONTRO dell’approdo alla Dea del tecnico emiliano

Il valzer delle panchine per la stagione 2026/2027 entra nel vivo e uno dei nomi più caldi è quello di Stefano Pioli. Il tecnico emiliano, reduce da un’esperienza lampo alla Fiorentina interrottasi lo scorso 4 novembre dopo un avvio shock da zero vittorie in dieci giornate, è attualmente alla ricerca di un progetto ambizioso per riscattarsi. I viola lo avevano riportato in Serie A in estate con un triennale, prelevandolo dall’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo, ma il rapporto si è consumato precocemente.

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L’ombra di Giuntoli e l’opzione Bergamo

Il futuro di Pioli potrebbe tingersi di nerazzurro. L’Atalanta, infatti, si appresta a vivere una rivoluzione totale. Con l’addio di Raffaele Palladino (subentrato a Juric dopo l’era Gasperini), la famiglia Percassi è pronta ad affidare le chiavi dell’area tecnica a Cristiano Giuntoli. Il nuovo dirigente, in arrivo per sostituire Tony D’Amico, sta valutando diversi profili. Sebbene Pioli sia una pista concreta, la concorrenza è serrata: sul taccuino di Giuntoli figurano anche Vincenzo Italiano e Thiago Motta.

Proprio su quest’ultimo, Giuntoli aveva speso parole importanti durante il loro addio alla Juventus nel marzo 2025: Il nostro rapporto rimarrà di grande stima e rispetto reciproco, potrà fare l’allenatore a grandi livelli e gli auguro tutto il bene. Tuttavia, l’esperienza e l’equilibrio tattico di Pioli restano carte pesanti da giocare al tavolo delle trattative orobiche.

Perché puntare su Stefano Pioli? Pro e contro

Scegliere l’ex tecnico del Milan comporta valutazioni profonde. Perché sì: Pioli è un allenatore di provata esperienza internazionale, capace di gestire pressioni elevate e valorizzare i giovani, come dimostrato nello storico scudetto rossonero del 2022. La sua capacità di adattamento tattico sarebbe ideale per una rosa strutturata come quella bergamasca. Perché no: il recente e fallimentare trascorso alla Fiorentina ha sollevato dubbi sulla sua capacità di impatto immediato in situazioni di crisi. Inoltre, la sua filosofia di gioco, meno aggressiva rispetto ai canoni tradizionali dell’Atalanta “gasperiniana”, potrebbe richiedere un tempo di transizione che la piazza non sempre è disposta a concedere.

Una carriera tra campo e panchina

Dopo una lunga carriera da difensore con maglie prestigiose come quelle di Juventus e Fiorentina, Pioli ha costruito un curriculum da allenatore tra i più ricchi in Italia. Dalla gavetta con Salernitana e Modena fino alle vette di Lazio, Inter, Milan e l’avventura saudita, il tecnico cerca ora il rilancio definitivo in una piazza che punta stabilmente all’Europa.

Stefano Sensi, rinascita a Cipro e clausola da 300 mila euro: merita una seconda chance in Italia? I tifosi si dividono

Stefano Sensi, l’ex Inter e Sassuolo brilla con l’Anorthosis Famagosta: tra nostalgia, dubbi fisici e suggestioni italiane

Stefano Sensi è tornato a far parlare di sé. Non in Serie A, non sotto i riflettori delle big italiane, ma a Cipro, con la maglia dell’Anorthosis Famagosta. Il centrocampista classe 1995 sta vivendo una stagione di grande continuità: i numeri raccontano 8 gol e diversi assist tra campionato e coppe, con un rendimento che ha riacceso l’attenzione anche in ottica mercato. Secondo le ultime indiscrezioni, nel suo contratto sarebbe presente una clausola rescissoria estiva da circa 300 mila euro, cifra che potrebbe attirare club di Serie A e Serie B.

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Il tema, come sempre quando si parla di Sensi, divide. Nei commenti dei tifosi emerge un filo comune: la tecnica non si discute, il fisico resta il grande punto interrogativo. C’è chi lo definisce “tecnicamente fortissimo”, chi ricorda che senza i tanti infortuni avrebbe potuto avere un percorso stabile anche in Nazionale, e chi invece frena subito: “Non all’Inter”, “È di cristallo”, “Non ha fisico per giocare a certi livelli”.

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Non mancano però le aperture. Alcuni tifosi lo vedrebbero bene in una squadra ambiziosa, magari neopromossa o in cerca di qualità a basso costo. Spuntano nomi come Cagliari, Torino, Venezia e Modena, segno che il profilo intriga soprattutto come occasione intelligente, più che come scommessa da copertina.

Il punto resta sempre lo stesso: Sensi, quando sta bene, ha letture, piede e personalità da categoria superiore. Il campionato cipriota ha ritmi diversi rispetto all’Italia, ma la continuità ritrovata pesa. E con una clausola così bassa, il suo nome potrebbe tornare presto sul tavolo di diverse dirigenze italiane. La domanda dei tifosi resta aperta: occasione da cogliere o rischio troppo alto?

Malinovskyi verso il Trabzonspor: futuro in Turchia dopo l’addio a zero al Genoa: la rivelazione di Romano

Malinovskyi verso il Trabzonspor: futuro in Turchia dopo l’addio a zero al Genoa: la rivelazione di Romano sul centrocampista ucraino

Il futuro di Ruslan Malinovskyi sembra ormai vicino a una svolta. Il centrocampista ucraino, ex Atalanta, lascerà il Genoa a fine stagione alla scadenza del contratto. Secondo quanto rivelato da Fabrizio Romano su X, il Trabzonspor sarebbe in trattativa avanzata per ingaggiarlo a parametro zero. Il club turco avrebbe offerto a Malinovskyi un contratto triennale, con colloqui ormai entrati nella fase finale.

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PAROLE – «🚨🇹🇷 ESCLUSIVA: Il Trabzonspor è in trattative avanzate per ingaggiare Ruslan Malinovskyi come agente libero.
Contratto triennale offerto e colloqui nelle fasi finali con il centrocampista ucraino che può lasciare il Genoa a giugno.
».

Arbitro Lazio Inter, a Guida la direzione della finale di Coppa Italia 2025/26: la designazione completa

Arbitro Lazio Inter, a Guida la direzione della finale di Coppa Italia 2025/26: la designazione completa per la sfida di mercoledì sera

L’attesa è ormai agli sgoccioli. Mercoledì 13 maggio, nella cornice dello Stadio Olimpico di Roma, andrà in scena la finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter, una sfida che assegnerà il trofeo nazionale e che promette grande intensità sul piano tecnico, emotivo e ambientale. In vista dell’ultimo atto della competizione, l’AIA ha ufficializzato la squadra arbitrale chiamata a dirigere una gara dal peso specifico altissimo.

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Lazio Inter, Marco Guida scelto per dirigere la finale dell’Olimpico

A fischiare il calcio d’inizio della finalissima sarà Marco Guida, arbitro della sezione di Torre Annunziata. Il direttore di gara avrà il compito di gestire una partita delicata, nella quale ogni episodio potrebbe risultare decisivo per l’assegnazione della Coppa Italia. La scelta dell’AIA punta dunque su un profilo di esperienza, abituato a dirigere gare di alto livello e incontri con forte pressione mediatica.

Al suo fianco ci sarà una squadra arbitrale completa, pronta a supportarlo in ogni fase del match. Sulle corsie laterali agiranno gli assistenti Alassio e Baccini, chiamati a seguire con attenzione soprattutto le situazioni di fuorigioco e le azioni sviluppate sulle fasce.

Lazio Inter, attenzione anche alla sala VAR

Il ruolo di Quarto Ufficiale sarà affidato a Zufferli, mentre particolare attenzione sarà rivolta anche alla sala video. Al VAR ci sarà Mazzoleni, con Di Paolo nel ruolo di AVAR. La tecnologia sarà quindi uno degli strumenti fondamentali per supportare le decisioni più delicate, soprattutto in una finale in cui il margine d’errore dovrà essere ridotto al minimo.

Lazio Inter, la sestina arbitrale completa

Questa la squadra designata per la finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter:

Arbitro: Marco Guida
Assistenti: Alassio e Baccini
Quarto Ufficiale: Zufferli
VAR: Mazzoleni
AVAR: Di Paolo

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