Pagina 133 – Calcio News 24

Pagelle Torino Sassuolo: Pedersen e Zapata spaccano la partita, Simeone sempre una sentenza VOTI

Pagelle Torino Sassuolo: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Torino Sassuolo: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

TORINO: Paleari 6; Marianucci 6, Coco 6, Ebosse 6.5; Lazaro 6 (59′ Pedersen 7), Prati 5.5 (68′ Ilkhan 6), Gineitis 6, Obrador 6 (86′ Nkounkou SV); Vlasic 6.5; Njie 6 (59′ Zapata 7), Simeone 7 (86′ Kulenovic SV). All. D’Aversa 7

SASSUOLO: Muric 6; Walukiewicz 6, Lipani 6.5 (63′ Koné 6), Muharemovic 5.5, Doig 6 (75′ Garcia 6); Thorstvedt 7, Matic 6 (84′ Bakola SV), Coulibaly 6; Volpato 6 (63′ Berardi 6), Pinamonti 5.5 (75′ Nzola 6), Laurientè 5.5. All. Grosso 5.5

Moviola Torino Sassuolo: gli episodi dubbi del match diretto da Galipò. Cos’è successo all’Olimpico

Moviola Torino Sassuolo: gli episodi dubbi del match diretto da Galipò, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

La sfida del Grande Torino, conclusasi con un’entusiasmante vittoria in rimonta dei padroni di casa per 2-1 contro il Sassuolo, ha richiesto polso fermo e grande lucidità. L’arbitro Simone Galipò è stato chiamato a dirigere un match intenso, caratterizzato da numerosi scontri fisici, ricorrendo spesso ai cartellini per non far degenerare il clima sul terreno di gioco.

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Un primo tempo corretto e il primo giallo a Lipani

I primi 45 minuti sono scivolati via senza particolari episodi da segnalare, con una conduzione di gara fluida che ha lasciato scorrere il gioco. L’unico vero intervento sanzionatorio del primo tempo si è verificato al 38′, quando il direttore di gara ha giustamente estratto il primo cartellino giallo all’indirizzo di Luca Lipani. Il centrocampista del Sassuolo si è reso protagonista di un brutto intervento, rendendo l’ammonizione una decisione inevitabile e corretta.

Ripresa infuocata: pioggia di ammonizioni

Nel secondo tempo, complice la stanchezza e la voglia di ribaltare il risultato, il tasso di agonismo si è alzato vertiginosamente. Al 50′ Galipò è dovuto intervenire per richiamare verbalmente Sebastian Walukiewicz dopo un brutto fallo. Appena un minuto più tardi (51′), è scattata un’ammonizione sacrosanta per il difensore granata Luca Marianucci: il suo contrasto estremamente duro non ha lasciato dubbi, con il giocatore che ha incassato il provvedimento pur mostrando un evidente nervosismo.

Il metro di giudizio severo ma coerente del fischietto siciliano è proseguito al 63′, momento in cui ha mostrato il giallo a Matteo Prati (Torino) per un’irregolarità a centrocampo, confermando una scelta disciplinare ineccepibile. Anche i successivi interventi goffi, come quello di Nikola Vlasic al 72′, sono stati puntualmente sanzionati.

Il finale e il bilancio della terna arbitrale

Nei concitati minuti finali, con il punteggio fermo sul 2-1, c’è stato spazio per l’ultima annotazione sul taccuino. All’86’, il marcatore neroverde Kristian Thorstvedt è stato punito con un cartellino giallo evidente. Nonostante le plateali proteste del norvegese, la decisione arbitrale dal campo è sembrata assolutamente giustificata. Giallo al 93′ anche per Gineitis.

Nel complesso, la prestazione di Simone Galipò risulta ampiamente sufficiente. L’assenza di episodi critici in area di rigore e la mancata necessità di interventi correttivi da parte del VAR certificano una gestione della gara autorevole e attenta in ogni sua singola fase.

L’Al Hilal vince la King’s Cup: trionfo per Simone Inzaghi, decisivo Theo Hernandez per la conquista del titolo

L’Al Hilal vince la King’s Cup: successo per Simone Inzaghi grazie al gol decisivo di Theo Hernandez in finale

Il calcio italiano continua a esportare vincenti e la bacheca di Simone Inzaghi si arricchisce di un nuovo, prestigiosissimo trofeo internazionale. Il tecnico piacentino, infatti, ha vinto la King’s Cup alla guida del suo Al Hilal, confermandosi ancora una volta un autentico e infallibile specialista nelle finali e nelle competizioni a eliminazione diretta. La finalissima, andata in scena in una cornice di pubblico spettacolare e carica di tensione agonistica, ha visto la formazione di Inzaghi imporsi per 2-1 contro l’Al Kholood, al termine di un match vibrante, combattuto e ricco di capovolgimenti di fronte.

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La partenza in salita: il vantaggio dell’Al Kholood

La partita decisiva non era affatto iniziata nel migliore dei modi per la corazzata guidata dall’allenatore italiano. Nonostante tutti i pronostici della vigilia pendessero nettamente a favore dell’Al Hilal, l’Al Kholood ha dimostrato fin dai primissimi minuti di voler vendere cara la pelle, mettendo in campo grande grinta e un’ottima organizzazione tattica. A gelare temporaneamente l’entusiasmo dei tifosi della squadra di Riyad è stato il gol di Ramiro Enrique. L’attaccante argentino ha saputo sfruttare al meglio un’indecisione della retroguardia per insaccare il pallone in rete, costringendo i ragazzi di Inzaghi a una complessa e faticosa gara di rincorsa fin dalle prime battute.

L’uno-due letale: Al Dawsari e il sigillo di Theo Hernandez

Tuttavia, le grandi squadre sanno come reagire ai momenti di difficoltà. Negli ultimi, infuocati minuti della prima frazione di gioco, l’Al Hilal ha ribaltato le sorti dell’incontro con un micidiale uno-due che ha letteralmente spezzato le gambe agli avversari. Il tanto atteso sorpasso si è concretizzato in pochissimo tempo. Al 42′ ci ha pensato la classe e l’esperienza della leggenda locale Al Dawsari a ristabilire la parità. Ma il vero colpo del ko è arrivato nel recupero: al 45’+2′, proprio a ridosso del rientro negli spogliatoi, è arrivata la rete decisiva firmata da Theo Hernandez. Il fuoriclasse francese ha trovato la giocata vincente per siglare la rimonta definitiva.

Nella ripresa, la squadra ha gestito il punteggio con la classica maestria tattica di Inzaghi, portando a casa un successo meritato che certifica il dominio assoluto dell’Al Hilal in questa stagione.

Parma Roma: Gasperini recupera Malen, Cuesta deve rinunciare a Bernabè. Il motivo dell’assenza del centrocampista spagnolo

Parma Roma: le condizioni di Malen e Bernabè in vista del match del Tardini. Cosa filtra sui due infortunati

Il Parma ospiterà la Roma al Tardini nella 36^ giornata di Serie A. I giallorossi si presentano alla gara volenterosi di imporre il proprio gioco e di portare a casa punti preziosi per nella corsa Champions League.

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Le notizie da casa Roma: il recupero di Malen in attacco

La corsa verso l’Europa che conta non ammette rallentamenti e la formazione capitolina sa di non poter assolutamente fallire questo appuntamento. In un clima di grande pressione agonistica, mister Gasperini può sorridere tirando un importante sospiro di sollievo sul fronte medico. Le ultime sessioni di allenamento hanno infatti sciolto i dubbi sulle condizioni di Malen, rassicurando tutto l’ambiente romanista: l’attaccante ha superato le recenti criticità fisiche e sarà regolarmente a disposizione per la delicata trasferta emiliana, offrendo così al proprio tecnico una fondamentale freccia in più per provare a scardinare la retroguardia avversaria sin dal primo minuto di gioco.

Emergenza in casa Parma: Carlos Cuesta perde il suo faro a centrocampo

Di tutt’altro tenore è invece lo stato d’animo differente che si respira nel centro sportivo della compagine crociata. Il tecnico Carlos Cuesta sta preparando la gara con una forte preoccupazione tattica, consapevole che dovrà rinunciare a un big del suo scacchiere. Una perdita di enorme spessore che complica notevolmente la vigilia e costringe l’allenatore a rivedere interamente i piani per cercare di contrastare le geometrie della Roma.

Il grande assente della serata sarà il leader tecnico della squadra ducale. Bernabé infatti non ci sarà contro la Roma. Fatale, per il talentuoso centrocampista spagnolo, è stato un fastidio muscolare impossibile da ignorare: gli accertamenti medici hanno purtroppo confermato il riacutizzarsi dell’infiammazione all’ileopsoas. Lo staff tecnico gialloblù sta ora lavorando incessantemente per valutare tutte le opzioni a disposizione e trovare l’alternativa da schierare in regia, nel disperato tentativo di mantenere solida e compatta la diga mediana contro un avversario di altissimo livello.

Monza, è scattato l’obbligo di riscatto di Cutrone: ‘colpo’ già in casa per i lombardi, decisivo…l’assist per Petagna!

Monza, è scattato l’obbligo di riscatto di Cutrone: decisivo l’assist per Andrea Petagna. Ecco tutti i dettagli

Il calciomercato del Monza fa registrare un colpo importantissimo e ufficiale, un’operazione maturata direttamente sul rettangolo di gioco a suon di prestazioni e giocate decisive. Da questa sera, infatti, Patrick Cutrone è un giocatore del Monza. L’attaccante, arrivato precedentemente con la formula del prestito, ha sbloccato la clausola contrattuale che lega ora il suo futuro in maniera definitiva e indissolubile al club brianzolo. Una notizia eccellente che consolida il reparto offensivo e premia la grande costanza del centravanti italiano.

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L’azione decisiva: l’assist per Andrea Petagna

Il momento chiave per il futuro sportivo dell’attaccante è arrivato nel vivo dell’ultima sfida di campionato. Con l’assist per Petagna, un passaggio illuminante rivelatosi assolutamente valido per il momentaneo 1-1, il giocatore ha compiuto il passo decisivo per il proprio cartellino. La perfetta intesa vincente con il compagno di reparto non ha solamente permesso alla squadra di raddrizzare le sorti di una partita che si era fatta complicata, ma ha fatto scattare in automatico l’obbligo di riscatto previsto dai precedenti accordi tra le società.

I dettagli dell’accordo: centrato l’obiettivo personale

Per comprendere a fondo la dinamica burocratica di questa operazione, è necessario analizzare i dettagli del contratto stipulato al momento del suo arrivo in Brianza. L’accordo per il trasferimento temporaneo prevedeva l’obbligo di acquisizione a titolo definitivo legato a due specifici obiettivi. La condizione era estremamente chiara: il riscatto sarebbe scattato in caso di promozione della squadra, oppure al raggiungimento di un bottino personale di 8 tra gol e assist.

Essendo stati centrati questa sera proprio gli otto contributi attivi (sommando le reti segnate e i passaggi vincenti forniti ai compagni), l’attaccante ha blindato la sua permanenza senza dover nemmeno attendere il verdetto finale della classifica.

Un colpo in prospettiva per il progetto Monza

Questa ufficialità certifica la grande ambizione della dirigenza, da sempre attenta a costruire un organico altamente competitivo. Avere un attaccante del calibro di Cutrone di proprietà significa poter programmare il futuro con una certezza in più nel cuore dell’area di rigore, puntando su un elemento dal rendimento ormai garantito.

Bologna, come è cambiata la squadra dopo l’addio di Beukema: il confronto con la passata stagione evidenziato da questi numeri!

Bologna, il confronto con la passata stagione relativo a Sam Beukema. Come sono cambiati i rossoblù dopo il suo addio al Napoli

La cessione di Sam Beukema nel corso del mercato estivo 2025 ha segnato profondamente gli equilibri della Serie A. Dopo due annate memorabili al Bologna, coronate dallo storico accesso in Champions League e dal trionfo in Coppa Italia, il centrale olandese è sbarcato al Napoli per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, registrando una delle operazioni in uscita più ricche nella storia del club emiliano.

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L’adattamento tattico e il primo trofeo in azzurro

Voluto fortemente dalla dirigenza campana per blindare il reparto arretrato, il difensore ha dovuto fare i conti con un’annata partenopea ricca di emergenze e variazioni di sistema. Acquistato per giocare in uno schieramento a quattro, l’ex felsineo ha mostrato grandissima intelligenza e duttilità, reinventandosi brillantemente come braccetto destro in una difesa a tre. Nonostante il ruolo inedito, ha collezionato oltre 30 presenze stagionali arricchite da due reti tra campionato e coppe. Le sue ottime prestazioni hanno aiutato la squadra a restare in piena lotta per il secondo posto e gli hanno permesso di sollevare la Supercoppa Italiana, festeggiando subito un trofeo all’ombra del Vesuvio.

I rimpianti del Bologna: i numeri della difesa

Se in Campania si godono il nuovo baluardo, in Emilia l’assenza del fuoriclasse si fa sentire pesantemente. La dirigenza felsinea ha provato a tamponare la partenza acquistando Torbjørn Heggem e Martin Vitik, ma il rendimento collettivo evidenzia un calo evidente. Alla 35ª giornata dello scorso campionato, il muro difensivo guidato dall’olandese e da Lucumí vantava appena 38 reti al passivo e una differenza reti di +15. Quest’anno, invece, i gol subiti sono saliti a 41, con la differenza reti crollata drasticamente a +1 e un sensibile aumento dei match persi. Anche a livello di continuità fisica, il distacco è netto: un anno fa Beukema aveva disputato 34 gare su 35, mentre oggi i suoi eredi si fermano a 24 (Heggem) e 19 (Vitik) presenze.

Il confronto statistico: l’azzurro domina sui rossoblù

Analizzando i parametri difensivi dell’attuale stagione, la superiorità del centrale in forza al Napoli rispetto ai due colleghi del Bologna è schiacciante su tutti i fronti:

  • Duelli difensivi vinti: Beukema 71% (Vitik 69.4% – Heggem 68.2%)
  • Duelli aerei vinti: Beukema 56.52% (Vitik 52.44% – Heggem 38.8%)
  • Intercetti ogni 90 minuti: Beukema 4.21 (Vitik 3.6 – Heggem 3.67)
  • Azioni progressive ogni 90 minuti: Beukema 9.32 (Vitik 8.52 – Heggem 5.65)
  • Passaggi completati ogni 90 minuti: Beukema 49.87 (Vitik 39.84 – Heggem 42.63)

Sassuolo, Carnevali rivela: «La volontà è quella di continuare con Grosso, l’obiettivo è vedersi presto per programmare»

Sassuolo, Giovanni Carnevali ha rilasciato queste dichiarazioni prima del match contro il Torino, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Giovanni Carnevali a Sky prima di Torino Sassuolo.

CREDERE NELLA CONFERENCE E IL FUTURO DI GROSSO«Mancano tre partite e l’obiettivo è fare più punti possibili, quando finiranno queste tre partite vedremo cosa avremo in mano sperando aver raccolto il massimo. Per mister Grosso la volontà è quella di poter continuare con lui, ci mancherebbe altro. È un allenatore di qualità che potrebbe avere chiamate di club importanti, ha un contratto con noi, l’obiettivo è di vedersi presto per programmare perché la forza di questa società è stata sempre programmare».

MIRACOLO SASSUOLO «L’input parte dalla famiglia Squinzi. Abbiamo avuto un modo di lavorare che in tutto questo tempo non è mai cambiato. Per noi è un onore riuscire a fare quello che stiamo facendo. L’obiettivo nostro è crescere ma diventa complicato perché i giocatori che fai crescere poi dovranno andare in grandi club e ti tocca ricominciare ma questo è il nostro percorso e noi siamo felici».

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Torino, D’Aversa gasa l’ambiente: «Il derby è uno stimolo importante. I tifosi hanno apprezzato quanto fatto ma siamo ambiziosi e non vogliamo accontentarci»

Torino, D’Aversa ha rilasciato queste dichiarazioni prima del match contro il Sassuolo, valido per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Roberto D’Aversa a DAZN prima di Torino Sassuolo.

PERIODO DEL TORINO – «Abbiamo uno stimolo molto importante: quello del derby. Abbiamo fatto un percorso importante, eravamo a tre punti dalla zona retrocessione ma siamo stati bravi con i ragazzi a uscirne. Nel calcio bisogna ragionare sul presente e sul futuro: dobbiamo cercare di finire in bellezza e non buttare via quello che abbiamo fatto in questo periodo. Ognuno di noi deve cercare di trovare le proprie motivazioni da mettere a servizio della squadra»

RAPPORTO CON I TIFOSI «I tifosi sicuramente hanno apprezzato quello che abbiamo fatto, però siamo ambiziosi, non ci accontentiamo di quello che abbiamo fatto ma dobbiamo cercare di finire bene il nostro percorso. Dobbiamo avere l‘ambizione di cercare di migliorare. I ragazzi da quando sono arrivato non mi hanno mai deluso dal punto di vista del quotidiano. Il club ha fatto una scelta iniziale e per quello che dovevamo fare penso che l’obiettivo siamo riusciti a raggiungerlo. Radice era un allenatore carismatico, curava molto i rapporti umani. Era una persona con ottime intuizioni, era un allenatore completo».

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Il Napoli ritrova Di Lorenzo titolare: come sono andate le partite senza il capitano. Il bilancio azzurro non lascia dubbi

Il Napoli è pronto a rischierare Di Lorenzo titolare: il bilancio riguardante le partite senza il capitano in campo. Come sono andate

Antonio Conte ha deciso di aggrapparsi alle proprie certezze assolute e agli uomini di maggiore esperienza. La notizia che fa sorridere l’intero ambiente Napoli è senza alcun dubbio l’imminente rientro sul rettangolo verde di Giovanni Di Lorenzo. Il terzino azzurro si appresta a calcare nuovamente il prato dopo un lungo e sofferto stop durato oltre tre mesi. Se nella recente trasferta sul campo del Como il giocatore aveva solo riassaporato il clima partita restando in panchina, contro il Bologna il suo impiego è destinato a concretizzarsi. Per la rosa si tratta di un’iniezione di fiducia vitale: nel momento più caldo della stagione, torna a disposizione uno dei massimi riferimenti tecnici e morali.

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Il recupero clinico e le statistiche durante l’assenza

Il complesso iter riabilitativo, necessario per smaltire la distorsione di secondo grado al ginocchio sinistro e la conseguente e delicata operazione al piede, può dirsi concluso. Negli ultimi giorni, Di Lorenzo ha forzato positivamente i ritmi di allenamento, dimostrando di essere atleticamente pronto. Durante il periodo di degenza del proprio leader, il Napoli ha comunque tenuto botta, collezionando un bilancio di 9 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, ma il rientro del capitano garantisce un upgrade fondamentale.

L’ex CT della Nazionale starebbe infatti valutando seriamente di schierarlo titolare. L’obiettivo è quello di ricomporre il muro arretrato a tre completato da Rrahmani e Buongiorno: la vera difesa titolare studiata in estate, ma vista raramente all’opera quest’anno a causa dell’incessante emergenza infortuni.

Le scelte in mediana e l’attacco stellare

Per superare l’ostica formazione guidata da Vincenzo Italiano, il Napoli punterà sui suoi interpreti migliori. Le chiavi della mediana saranno affidate alla geometria e all’intensità del collaudato duo formato da Lobotka e McTominay. Nel reparto avanzato, mister Conte si affiderà al formidabile e imprevedibile tridente composto da Hojlund, Alisson e De Bruyne per scardinare la retroguardia felsinea.

Resta da sciogliere soltanto un ultimo enigma tattico sulla corsia di sinistra: è aperto il serrato ballottaggio tra Gutierrez e Spinazzola, i quali si contenderanno fino all’ultimo istante la maglia da titolare per agire a tutta fascia.

Elezioni FIGC, il ministro Abodi sull’ineleggibilità di Malagò e sul futuro del calcio italiano. Cosa ha detto!

Elezioni FIGC, il ministro Abodi ha parlato così dell’ineleggibilità di Malagò e del futuro del calcio italiano. Le sue parole

Il cammino verso le elezioni della FIGC continua a tenere banco, in un clima di grande attesa per le decisioni che definiranno a breve i nuovi vertici del calcio italiano. Tra i nodi nevralgici dell’attuale dibattito istituzionale c’è la posizione di Giovanni Malagò, potenziale candidato alla presidenza federale, la cui corsa potrebbe essere clamorosamente ostacolata dalle stringenti regole amministrative legate al “pantouflage”.

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Il nodo pantouflage e la necessità di autoriforma

A margine dell’evento Junior Enterprise Italy May Meeting, svoltosi presso il Centro Congressi Auditorium Aurelia, il ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, è intervenuto direttamente sulla presunta ineleggibilità di Malagò. La questione tecnica ruota attorno al rispetto del cosiddetto cooling off period o “pantouflage”, una precisa norma che regola e talvolta congela i passaggi tra incarichi istituzionali. In merito a questa delicata dinamica, il ministro ha voluto chiarire la propria visione: «È un tema al quale do l’importanza che si deve dare all’aspetto formale. Io continuo ad essere interessato al fatto che si creino le condizioni affinché questo mondo si autoriformi e io cercherò di dare i miei contributi».

Le elezioni del 22 giugno e il rispetto dei ruoli

L’attenzione di tutto il movimento sportivo è inevitabilmente proiettata verso le imminenti consultazioni elettorali per la presidenza della Federazione, un passaggio politico considerato cruciale per l’agognato rinnovamento del sistema. Abodi ha ribadito la totale centralità del voto democratico, sottolineando l’importanza delle dinamiche assembleari: «Tutto ciò che ruota intorno a questi fattori, che vanno tenuti in conto e che porteranno all’elezione del 22 giugno, sono importanti e saranno l’espressione della volontà assembleare». Il rappresentante del Governo ha poi assicurato piena collaborazione istituzionale futura, specificando: «Io rispetterò il presidente, ma rispetterò soprattutto la sua azione e quella del consiglio federale».

Il vertice governativo: giovani talenti e salvaguardia dei tornei

Andando oltre la mera tornata elettorale, il ministero dello Sport sta lavorando alacremente per riformare strutturalmente l’intero calcio professionistico. A testimonianza di questo impegno, Abodi ha annunciato importanti novità derivanti dai recenti incontri di vertice, svelando un imminente piano d’azione congiunto: «L’altro giorno ho avuto incontri con il commissario Micallef, insieme con il vicepresidente Fitto e il ministro Foti. Abbiamo affrontato tutte le questioni che riguardano il calcio professionistico. Prepareremo un documento comune perché voglio dar seguito alle questioni che riguardano la valorizzazione dei giovani talenti dei vivai e la salvaguardia dei campionati. Spero produca effetti che mi auguro si possano vedere in un tempo ragionevolmente breve».

Formazioni ufficiali Torino Sassuolo: le scelte di D’Aversa e Grosso per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Torino Sassuolo: le scelte di D’Aversa e Grosso per il match di Serie A, valido per la 36ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Torino Sassuolo, valida per la 36ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Torino (3–4-1-2): Paleari; Marianucci, Coco, Ebosse; Lazaro, Prati, Gineitis, Obrador; Vlasic; Njie, Simeone. A disposizione: Israel, Siviero, Ilkhan, Ilic, Maripan, Pedersen, Kulenovic, Adams, Casadei, Nkounkou, Biraghi, Tameze, Savva, Gabellini, Zapata. Allenatore: D’Aversa. 

Sassuolo (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Lipani, Muharemovic, Doig; Thorstvedt, Matic, Coulibaly; Volpato, Pinamonti, Laurientè. A disposizione: Satalino, Zacchi, Nzola, Berardi, Romagna, Garcia, Moro, Frangella, Vranckx, Iannoni, Bakola, Pedro Felipe, Kone. Allenatore: Grosso.

Moratti racconta: «Ecco come andò per Ibrahimovic al Barcellona. Cantona era disposto a venire all’Inter. Mourinho al Real Madrid sarebbe una rivincita»

Moratti, ex presidente dell’Inter, si è espresso così a proposito di alcune trattative sfumate e portate a termine nella sua avventura in nerazzurro

Nel corso della recente puntata del podcast sportivo Sky Calcio Unplugged, alla presenza dell’ex bomber Julio Cruz, Massimo Moratti è tornato ad analizzare l’universo nerazzurro. Lo storico patron ha toccato svariate tematiche, mescolando lucide visioni sul calciomercato odierno a gustosi aneddoti legati alla sua trionfale epopea dirigenziale.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il fascino di Nico Paz e l’ammirazione per mister Chivu

Sui futuri investimenti, l’ex presidente suggerisce una linea molto chiara: L’esperienza vuole che sia bene spendere per uno forte. Perché ti ripaga con il suo gioco e se lo vuoi vendere mantiene il valore. Osservando la nostra Serie A, il suo pupillo gioca sulle sponde del Lario: Io credo che in Italia in questo momento ci sia Nico Paz del Como. È proprio un piacere vederlo. Un apprezzamento ribadito con fermezza: Per parlare di quello che è il nostro cortile, insomma, diciamo che Paz mi sembra fortissimo.

L’intervista si è poi spostata sull’attuale guida tecnica dell’Inter. Rievocando l’eroismo del romeno da calciatore, ha sottolineato: Chivu riusciva a mantenere un atteggiamento che era sicuro di sé, cioè tranquillo. In realtà era coraggiosissimo. Spaventoso il ricordo dell’infortunio al cranio: Si è spaccato la testa con un buco vero, dopo un mese di operazioni si è rimesso a giocare. Mi ha detto ultimamente che mentre giocava, quando colpiva la palla di testa, per cinque secondi vedeva buio. Sulla sua attuale avventura da mister, la promozione è totale: “All’Inter facciamo crescere Chivu, che è bravissimo. Aggiungendo poi: Non mi son mai posto il problema di capire se potesse fare l’allenatore o no. Però quando l’ha fatto l’ha fatto bene. Poi benissimo all’Inter”.

Le certezze in rosa: rinnovi a vita per Lautaro e Barella

Per blindare l’ossatura della squadra, Moratti non ha dubbi. Sul capitano argentino ha dichiarato: Lautaro Martinez è ancora giovane nel modo di fare, ha un fisico leggero, è intelligente e ha un carattere da capitano… è certamente l’uomo su cui conto di più. Piena stima anche per Barella: Lo trovo un altro giocatore da tenere per il carattere che ha e perché nel momento buono si esprime sempre al meglio.

L’affare Ibrahimovic, la suggestione Cantona e il destino di Mourinho

Impossibile non citare lo storico scambio con i catalani: C’era amicizia col presidente del Barcellona. Io gli ho detto ‘Guarda che Ibrahimovic è uno che vince sempre… è un vincente nato’. E invece abbiamo vinto noi tutto. Un capolavoro di mercato che generò persino compassione per l’interlocutore: Mi ricordo il mio imbarazzo con quest’uomo… su questo giocatore non gli era andata bene perché Ibrahimovic col problema di Messi non si era trovato”.

Il rammarico più doloroso resta l’assalto mancato alla leggenda del Manchester United in seguito alla famosa rissa. L’intuizione dirigenziale fu rapida: Io invece ho detto ‘Fantastico, perché questo vuol dire che me lo squalificano e lo prendiamo noi‘”. Nonostante l’approccio diretto (Incontrammo il giorno dopo Cantona, era disposto a venire a Milano), l’operazione sfumò. Il verdetto è malinconico: Io penso che se l’avessimo preso subito noi vincevamo il campionato il primo anno… era veramente un giocatore eccezionale. Infine, un augurio per Mourinho: Mi farebbe molto piacere se lo prendesse il Real Madrid, perché per lui sarebbe una rivincita”.

Juventus verso Lecce: Spalletti ritrova tutti tranne Cabal e Milik, ufficializzata la lista dei convocati

Juventus, ecco le convocazioni per la sfida contro il Lecce: Spalletti perde solo Cabal e Milik, tutti gli altri disponibili

La Juventus si prepara alla delicatissima trasferta di Lecce, valida per la 36ª giornata di Serie A. Sabato 9 maggio, alle 20:45, i bianconeri affronteranno al Via del Mare una delle ultime gare esterne della stagione, con l’obiettivo di blindare la qualificazione europea e dare un segnale di solidità in un momento decisivo. Luciano Spalletti ha diramato la lista dei convocati, chiamando il gruppo a una prova di carattere e maturità.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’elenco comprende praticamente tutta la rosa a disposizione. In porta ci saranno Perin, Di Gregorio e Pinsoglio. In difesa Spalletti potrà contare su Holm, Bremer, Gatti, Kelly, Kalulu, Cambiaso e Kostic. A centrocampo ampia scelta con Locatelli, Koopmeiners, Adzic, Thuram, Miretti e McKennie. L’attacco è ricco di alternative: Conceição, Vlahovic, Yildiz, Zhegrova, Boga, Openda e David offrono soluzioni diverse per ogni scenario tattico.

Le uniche assenze sono quelle di Juan Cabal e Arkadiusz Milik, entrambi fuori dalla lista per la trasferta pugliese. Per il resto, Spalletti avrà a disposizione un ventaglio completo di opzioni per affrontare una sfida che può indirizzare in modo definitivo il finale di stagione bianconero.

Serie A, ufficiali le Licenze UEFA: il Como sceglie il Mapei Stadium per le gare europee

Serie A, pubblicata la lista degli stadi idonei UEFA: Como costretto a migrare al Mapei Stadium. Tutti i dettagli

Il Como non potrà giocare al Sinigaglia in caso di qualificazione alle Coppe Europee. La FIGC ha infatti ufficializzato il rilascio delle Licenze UEFA per la stagione 2026/27, e il club lariano ha indicato come impianto alternativo il Mapei Stadium di Reggio Emilia, casa del Sassuolo. Una scelta obbligata, vista l’impossibilità dello stadio cittadino di rispettare gli standard richiesti dall’UEFA.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Tra le 18 squadre di Serie A che hanno ottenuto la Licenza, mancano Lecce e Pisa, mentre tutte le altre — ad eccezione del Como — hanno confermato il proprio stadio abituale. Le Licenze UEFA certificano infatti l’idoneità degli impianti a ospitare gare europee, sulla base di criteri strutturali, logistici e di sicurezza.

L’assegnazione riguarda anche il calcio femminile: oltre ai club maschili, l’UEFA ha concesso la Licenza a 9 squadre femminili. Juventus, Milan, Inter, Roma, Sassuolo e Parma utilizzeranno gli stessi impianti delle rispettive prime squadre maschili. La Lazio Women ha indicato il Fersini di Formello, la Fiorentina il Viola Park e il Napoli l’Arechi di Salerno. Un quadro che conferma la crescente attenzione verso la conformità degli impianti e la pianificazione europea dei club italiani.

Mourinho pronto a tornare al Real Madrid? Minestre riscaldate o ricette vincenti? Il grande dilemma dei ritorni in panchina

Minestre riscaldate o ricette vincenti? Il valzer delle panchine: da Allegri e Sarri al tris di Ranieri, fino al possibile ritorno di Mourinho al Real

I grandi allenatori tornano e il calcio impazzisce: dal bis di Allegri al ritorno di Sarri, il valzer delle panchine promette colpi di scena e persino voci su Mourinho che potrebbero riaccendere il Real Madrid.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il calcio moderno ama i ritorni: allenatori che sembravano chiusi in un capitolo della loro carriera ritornano sulle panchine più calde e spesso cambiano il destino di una stagione. Negli ultimi anni la Serie A ha visto esempi clamorosi: Massimiliano Allegri è rientrato al Milan dopo anni e ha già dimostrato di saper gestire la pressione del bis; la sua storia di ritorni non è nuova, avendo già fatto la spola tra club e successi.

Allo stesso tempo Maurizio Sarri è tornato alla Lazio a distanza di poco più di un anno dall’addio, un segnale che le società preferiscono spesso la certezza del conosciuto alla scommessa totale. Claudio Ranieri, invece, ha firmato un “tris” alla Roma che ha portato entusiasmo e una qualificazione europea, dimostrando come un tecnico di esperienza possa rivitalizzare ambienti in crisi.

Questo “domino delle panchine” non è un fenomeno solo italiano: nomi come Carlo Ancelotti e Zinedine Zidane hanno scritto pagine importanti tornando ai club che li avevano consacrati, con risultati alterni ma spesso di grande impatto internazionale. Senza dimenticare i ritorni di Spalletti, Lippi, Trapattoni e Sacchi, tra gli altri.

Perché i club richiamano vecchie conoscenze? La risposta è semplice: esperienza, immediata credibilità e la capacità di gestire spogliatoi complessi. Un ritorno porta con sé memoria tattica, autorità e spesso la fiducia dei tifosi, elementi che contano quando la stagione è già compromessa.

Lo scenario estivo si annuncia infuocato: tra rinnovi, addii e trattative, il toto‑allenatori è già aperto e le società studiano mosse di corto e lungo periodo per non farsi trovare impreparate. Non mancano le voci di mercato che riguardano tecnici di caratura mondiale; sebbene alcune siano più suggestioni che piste concrete, alimentano il dibattito e la tensione mediatica attorno ai club.

I ritorni funzionano quando c’è chiarezza di ruolo e progetto. Richiamare un tecnico di successo può essere la mossa giusta, ma senza un piano strutturato rischia di essere solo un colpo d’effetto. I club vincenti sanno bilanciare memoria e innovazione: riportare un allenatore non deve essere un rifugio nostalgico, ma una scelta strategica con obiettivi chiari.

Rissa con Valverde, le scuse di Tchouameni: «Ciò che è successo in settimana in allenamento è inaccettabile. Mi dispiace per l’immagine che abbiamo dato del club»

Rissa con Valverde, arrivano le scuse di Tchouameni: «Ciò che è successo in settimana in allenamento è inaccettabile»

Aurélien Tchouaméni calciatore francese e centrocampista del Real Madrid ha commentato pubblicamente la ‘rissa‘ avuta con Valverde nella giornata di ieri. Ecco cosa ha detto:

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NOTA DI TCHOUAMENI – «Ciò che è successo questa settimana in allenamento è inaccettabile. lo dico pensando all’esempio che siamo chiamati a dare ai giovani, che si tratti di calcio o di scuola. Indipendentemente da chi abbia ragione o torto, dovremmo sempre cercare la soluzione più calma per risolvere un conflitto. Soprattutto, mi dispiace per l’immagine che abbiamo dato del club. So che tifosi, staff, compagni, dirigenza… tutti sono profondamente delusi da come è andata questa stagione. Ma la frustrazione non può giustificare tutto»

«Episodi del genere, anche se possono accadere in qualsiasi spogliatoio, non sono degni del Real Madrid. Soprattutto perché il Real Madrid è il club più discusso al mondo. Ad ogni modo, ora non è più il momento di capire chi ha fatto cosa, chi ha detto cosa o chi avesse ragione o torto. Riconosco la sanzione del club e la accetto. Restiamo una famiglia, con disaccordi a volte, ma dobbiamo sempre mettere i nostri obiettivi davanti a tutto. Ho chiesto scusa al gruppo, e voglio estendere le mie scuse anche a tutti i madridisti».

Real Madrid, primi contatti per il clamoroso ritorno di José Mourinho: sul tavolo anche l’ipotesi Kroos in dirigenza

Mourinho bis sempre più concreto: il Real Madrid avvia i contatti e valuta anche il rientro di Kroos nei quadri societari

La seconda stagione consecutiva senza trofei è uno schiaffo difficile da digerire per il Real Madrid. L’annata iniziata con Xabi Alonso in panchina e una rosa profondamente ringiovanita non ha prodotto i risultati sperati, fino al punto di costringere il club all’esonero dello spagnolo. L’arrivo di Álvaro Arbeloa non è bastato a rianimare un gruppo esplosivo e in evidente difficoltà, aprendo la strada a un nuovo cambio di rotta in estate.

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In vista della prossima stagione, Florentino Pérez ha ripreso a valutare i profili per la panchina. E, come riportato da Fabrizio Romano, il nome più caldo resta quello del grande ex José Mourinho. L’attuale tecnico del Benfica, legato al club portoghese da un altro anno di contratto ma con clausola rescissoria, non si è mai sbilanciato pubblicamente, ma la sua volontà è chiara: davanti a una proposta ufficiale del Real Madrid, non direbbe di no. Finora aveva sempre negato contatti diretti, ma la situazione è cambiata.

Secondo Romano, i primi contatti sono stati avviati tramite intermediari e l’entourage del tecnico. Jorge Mendes ha aperto alla possibilità di un ritorno a Valdebebas, e i rapporti tra Real Madrid e Benfica sono ottimi: le Águias non ostacolerebbero un addio, purché venga pagata la clausola. Nei colloqui preliminari si è già discusso di strategie future, del piano tecnico per la stagione 2026/27 e del budget per il mercato.

Ora la decisione finale spetta a Florentino Pérez, che dovrà scegliere se affondare il colpo per il “Mourinho bis” o virare su altre soluzioni. Le alternative, però, appaiono deboli: la permanenza di Arbeloa è considerata quasi impossibile, mentre un tentativo per Jürgen Klopp è destinato a rimanere un’ipotesi remota, visto il suo impegno totale nel progetto Red Bull e la volontà di non tornare in panchina.

Intanto, un altro grande ex potrebbe tornare a far parte del club: Toni Kroos. Il tedesco, il cui ritiro ha paradossalmente coinciso con l’inizio del periodo più complicato dello spogliatoio blanco, è stato individuato per un ruolo di raccordo tra squadra e dirigenza, utile anche a ricucire le tensioni interne degli ultimi mesi. La tentazione è forte: dopo il Mondiale, arriverà la sua decisione.


Tensione altissima a Strasburgo: Emegha sotto accusa, occhiali da sole e una frase che scatena la rabbia dei tifosi

Caos a Strasburgo: Emegha si presenta con gli occhiali da sole per calmare i tifosi, poi la frase che fa esplodere la contestazione

La serata di giovedì resterà nella memoria dello Strasburgo, ma per motivi tutt’altro che positivi. La sconfitta interna per 1‑0 contro il Rayo Vallecano ha sancito l’eliminazione in semifinale di Conference League, dopo il ko dell’andata in Spagna. Una prestazione opaca, che ha fatto esplodere la rabbia degli ultras presenti al Meinau: al fischio finale, mentre la squadra provava ad avvicinarsi per salutare il pubblico, dagli spalti sono piovuti insulti e gesti di contestazione, in un clima tesissimo.

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Nel mirino dei tifosi è finito soprattutto Emanuel Emegha, capitano abituale ma assente per questa partita. L’olandese, vestito di nero e con gli occhiali da sole, si è avvicinato al settore caldo per provare a calmare gli animi, ma la sua presenza ha avuto l’effetto opposto. Una parte del pubblico non gli ha mai perdonato l’annuncio del suo imminente trasferimento al Chelsea, trapelato a inizio stagione. Nonostante il titolo di giocatore del mese e il ruolo chiave nel percorso europeo, Emegha è ora bersaglio di chi fino a poco tempo fa lo applaudiva.

A peggiorare la situazione, una frase catturata dalle telecamere — “Io non ho giocato, è colpa loro” — che molti tifosi hanno interpretato come un atteggiamento poco da capitano. Un dettaglio che ha alimentato ulteriormente la frattura tra l’attaccante e una parte della tifoseria, in una notte già segnata da delusione e tensione.

Criscito continua la scalata nel vivaio rossoblù: dopo l’U17 arriva la panchina della Primavera del Genoa

Genoa, fiducia totale a Criscito: dalla crescita con l’U17 alla responsabilità della Primavera nella prossima stagione

Per Domenico Criscito è tempo di una nuova promozione all’interno del mondo rossoblù. Dopo aver chiuso la stagione dell’U17 al secondo posto dietro la Juventus — con i playoff ancora da disputare — l’ex capitano del Genoa guiderà la Primavera a partire dalla prossima annata, raccogliendo il testimone di Jacopo Sbravati. Una scelta che conferma la volontà del club di investire su una figura considerata carismatica, competente e potenzialmente destinata, un giorno, alla panchina della prima squadra.

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La società vede in Criscito un allenatore del futuro e vuole accompagnarne la crescita senza bruciare le tappe. Nonostante l’ottimo lavoro svolto con l’U17 e la parentesi in cui, lo scorso novembre, aveva guidato la prima squadra insieme a Murgita nel successo contro il Sassuolo, il Genoa ha preferito non accelerare: nessuna ipotesi di conferma in Serie A, ma un percorso graduale e strutturato nel settore giovanile, dove il classe ’86 potrà continuare a formarsi e consolidare la propria identità tecnica.

Il progetto sui giovani resta centrale nella visione rossoblù. Nella recente sfida contro il Como, De Rossi aveva a disposizione ben quattro prodotti del vivaio — Grossi, Ndulue, Ouedraogo e Doucouré — frutto del lavoro coordinato con Roberto Trapani, responsabile del settore giovanile. Intanto, a Pegli sono già rientrati dai prestiti Leonardo Consiglio, Matteo Barbini e Chec Bebel Doumbia, tutti classe 2006‑2007: tre profili che si stanno allenando con la prima squadra per essere valutati in vista del futuro. Un segnale ulteriore di quanto il Genoa creda nel proprio vivaio e nella continuità tecnica che Criscito è chiamato a rappresentare.

Messi parla di Cristiano Ronaldo: «Quello che è successo è stata una bellissima rivalità sportiva. Qualcosa di naturale nel mondo del calcio»

Messi su Cristiano Ronaldo: «Quello che è successo è stata una bellissima rivalità sportiva. Qualcosa di naturale nel mondo del calcio»

Leo Messi è tornato a parlare della sua storica rivalità con Cristiano Ronaldo in un’intervista concessa al giornalista argentino Pollo Álvarez. Le sue parole:

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PAROLE «Quello che è successo è stata una bellissima rivalità sportiva».

«Era qualcosa di naturale nel mondo del calcio. Io ero al Barcellona e lui al Real Madrid, e competevamo per tutto sia collettivamente che individualmente, quindi la gente ci paragonava sempre. Ma il nostro rapporto è sempre stato buono e rispettoso, e tutto quello che è successo è stato puramente atletico. Non c’era niente di personale».

«Non ci incontravamo spesso se non nelle partite o alle cerimonie di premiazione, e siamo sempre stati in buoni rapporti. Adesso siamo in fasi diverse delle nostre vite, ma quello che è successo è stata una bellissima rivalità sportiva».

Rissa Valverde Tchouaméni, il Real Madrid chiude il caso: mea culpa e stangata da 500mila euro

Rissa Valverde Tchouaméni, linea durissima dopo lo scontro in allenamento: scuse pubbliche e multa record da 500mila euro

Il Real Madrid ha ufficialmente chiuso il caso che aveva scosso l’ambiente blanco alla vigilia del Clásico. La clamorosa rissa in allenamento tra Federico Valverde e Aurélien Tchouaméni, culminata con il ricovero del centrocampista uruguaiano, aveva aperto un procedimento disciplinare interno. Ora il club ha emesso il suo verdetto, ponendo fine a giorni di tensione e speculazioni.

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Nel comunicato diffuso oggi, il Real ha reso noto che i due giocatori si sono presentati davanti all’istruttore incaricato del procedimento. Entrambi hanno espresso un “totale pentimento”, chiedendo scusa prima l’uno all’altro, poi al club, ai compagni, allo staff tecnico e ai tifosi. Una presa di responsabilità piena, che ha rappresentato il primo passo verso la normalizzazione di un episodio che aveva rischiato di incrinare gli equilibri dello spogliatoio.

Per dare un segnale forte, la società ha deciso di infliggere una multa di 500.000 euro a testa, una sanzione economica pesantissima che chiude formalmente il caso. Con questo provvedimento, il Real Madrid ha dichiarato concluso il procedimento disciplinare, ribadendo la volontà di proteggere la disciplina interna e di voltare pagina rapidamente in vista dei prossimi impegni.

Deulofeu torna a correre dopo oltre tre anni: il primo passo verso una nuova rinascita

Gerard Deulofeu, il giorno più atteso è finalmente arrivato: di nuovo in campo a tre anni dal grave infortunio

Per Gerard Deulofeu è arrivato un piccolo, grande passo avanti: dopo 3 anni e 3 mesi senza poter giocare — e soprattutto senza poter nemmeno allenarsi sul campo — l’ex numero 10 dell’Udinese è tornato a correre. Un gesto semplice solo in apparenza, quasi un piccolo miracolo se si considera la gravità dell’infortunio e le pesanti complicazioni che ne hanno segnato il recupero, al punto da mettere seriamente in dubbio la prosecuzione della sua carriera.

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Sebbene oggi sia svincolato, Deulofeu continua a lavorare nelle strutture dell’Udinese, seguito passo dopo passo dallo staff medico friulano che non lo ha mai abbandonato. È proprio a Udine che la sua parabola sembrava essersi spezzata definitivamente: il 22 gennaio 2023, nei minuti finali della sfida di Marassi contro la Sampdoria, arrivò l’infortunio che avrebbe cambiato tutto, trasformando un problema fisico in un calvario lungo più di tre anni.

Oggi, però, il primo segnale di rinascita è arrivato. Deulofeu ha ricominciato a muoversi sul campo, a sentire l’erba sotto i piedi, a riassaporare una normalità che sembrava perduta. Un passo piccolo ma enorme, che riaccende una speranza che molti credevano ormai svanita.

Milan, possibile ritorno da titolare per Loftus-Cheek contro l’Atalanta. Le ultime

Allegri valuta alcune novità per San Siro: il centrocampista inglese Loftus-Cheek può riprendersi una maglia dal primo minuto

Arrivano indicazioni importanti da Milanello in vista della sfida tra Milan e Atalanta. Secondo quanto riferito da Peppe Di Stefano in diretta su Sky Sport 24, Ruben Loftus-Cheek potrebbe tornare titolare nella gara di domenica sera a San Siro.

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Per il centrocampista inglese si tratterebbe di un ritorno importante dopo mesi complicati. L’ultima presenza dal primo minuto risale infatti a Milan-Parma, gara nella quale l’ex Chelsea riportò una frattura alla mascella in seguito a uno scontro con il portiere avversario.

Allegri studia nuove soluzioni

Secondo quanto raccontato da Di Stefano, Loftus-Cheek potrebbe non essere l’unica novità di formazione pensata da Massimiliano Allegri per il match contro l’Atalanta. Il tecnico rossonero starebbe infatti valutando diversi cambiamenti in vista di una sfida molto delicata per il campionato.

Un dettaglio significativo riguarda proprio Allegri, che sarebbe rimasto a lungo a Milanello anche dopo la conclusione dell’allenamento odierno. Con lui, a colloquio, anche il direttore sportivo Igli Tare, segnale di un confronto continuo sulle strategie tecniche e sulle scelte per il finale di stagione.

L’impressione è che il Milan voglia preparare ogni dettaglio per arrivare al meglio alla sfida contro una delle squadre più intense del campionato.

Conferenza stampa Fabregas: «Como vicino all’Europa, ma serve ancora uno sforzo»

Conferenza stampa Fabregas: il tecnico dei lariani ha presentato la sfida del prossimo turno di Serie A contro il Verona

Alla vigilia della sfida contro il Hellas Verona, l’allenatore del Como, Cesc Fàbregas, è intervenuto in conferenza stampa affrontando diversi temi: dalla corsa europea alla gestione della rosa, passando per la crescita dei giovani del settore giovanile.

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«Europa possibile?» — La risposta di Fàbregas

«Numericamente mancano due punti, siamo molto vicini all’Europa sì, ma bisogna fare quel pezzettino in più. Speriamo che accada, sì. Sicuramente servirà fare una squadra molto forte, corta, poi a gennaio c’è sempre la carta bianca da usare, anche se quest’anno non l’abbiamo fatto. Io preferisco iniziare meno, con tanta forza, due per ruolo, dopo a gennaio vediamo dove siamo e quanto si potrà spingere. Io penso sia importante mantenere la competitività e l’unione. Per il gruppo vero che essendo egoista da allenatore con 30 giocatori sarebbe top, ma per l’ambiente è peggio. Ci sono 10-15 giocatori che non giocano mai. Si incazzano. Si può entrare in un periodo più difficile. Non mi piace, l’ho vissuto come giocatore. Si deve inventare, come Vojvoda alto e da esterno che ha giocato mille partite. La penso così, però manca tanto».

Parole che confermano la volontà del tecnico spagnolo di costruire una squadra competitiva ma allo stesso tempo equilibrata, evitando una rosa troppo ampia che possa compromettere l’armonia dello spogliatoio.

«Verona sottovalutato?» — L’analisi sul prossimo avversario

«Sì, però c’è dignità. Nessuno vuole perdere una partita per perderla. Sei triste e dispiaciuto perché sei retrocesso ma nessuno ci regala niente. In un blocco basso con la Juventus hanno creato contropiedi, poi si sono difesi tutta la partita. Noi dobbiamo essere preparati ad una partita simile di settimana scorsa. Oggi fare un gol a un blocco basso è la cosa più difficile. Dobbiamo avere fame, di prestazione e di fare gol. Bisogna andare positivi, ma se andiamo al campo pensando sia una partita facile…».

Fàbregas ha quindi invitato i suoi a mantenere alta la concentrazione, sottolineando le difficoltà che può creare una squadra chiusa e pronta a ripartire.

«Spazio ai giovani?» — Fiducia nel vivaio lariano

«Sono molto contento. Quando usiamo tutti questi ragazzi mi sembra che ci sia valore. Soprattutto vedo U17 e Primavera, se possibile verrà con noi Cassano dell’U17, è venuto ad allenarsi con noi in settimana e ci è piaciuto molto. Per spunti positivi. Mi ha regalato grandissime soddisfazioni, è un playmaker, ieri ha fatto la partita con noi e Perrone era col naso rotto. Under 17 gioca i playoff e mi spiace, ma se posso portarlo lo faccio. Non posso dire sia pronto, ma capisce il calcio che vogliamo portare qua. Tantissimi ragazzi si allenano con noi in settimana, ma quando vediamo un giocatore che risalta noi siamo aperti. Lui è di Como poi».

Grande attenzione quindi anche al settore giovanile, con il tecnico del Como che continua a monitorare da vicino i talenti emergenti del club.

PSG, regalo speciale ai dipendenti: viaggio e biglietti gratis per la finale di Champions League

Il PSG conferma il sostegno al proprio staff: iniziativa già adottata anche nella scorsa stagione per la finale di Champions League

Il Paris Saint-Germain ha deciso di premiare ancora una volta il proprio staff con un’iniziativa speciale in vista della finale di Champions League. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il club francese offrirà viaggi gratuiti e biglietti omaggio ai membri dello staff per assistere alla finalissima europea in programma a Budapest.

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Una scelta che conferma la volontà del PSG di coinvolgere tutte le componenti del club in un appuntamento storico e prestigioso. Non soltanto giocatori e dirigenti, dunque, ma anche dipendenti e collaboratori avranno la possibilità di vivere da vicino l’evento più importante della stagione europea.

Un’iniziativa già vista lo scorso anno

Il Paris Saint-Germain aveva già adottato una misura simile nella passata stagione. Sempre secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, circa 500 dipendenti del club erano stati invitati alla finale disputata a Monaco, usufruendo dello stesso pacchetto offerto dalla società: trasporto, viaggio e biglietti completamente coperti dal club.

Non solo. I dipendenti erano stati anche inclusi nel bonus collettivo riservato alla squadra, un gesto particolarmente apprezzato all’interno dell’ambiente parigino e considerato come un segnale di forte unità tra tutte le aree del club.

Con questa nuova iniziativa, il PSG vuole dunque ribadire l’importanza del lavoro quotidiano svolto dietro le quinte, premiando chi contribuisce ogni giorno alla crescita della società, anche lontano dai riflettori del campo.

Bayern Monaco, tegola Alphonso Davies: lesione al bicipite femorale

Il club bavarese conferma l’infortunio di Alphonso Davies: stop di diverse settimane dopo la lesione al bicipite femorale

Brutte notizie in casa Bayer Monaco. Il club tedesco ha infatti comunicato ufficialmente l’infortunio di Alphonso Davies, costretto a fermarsi per un problema muscolare al bicipite femorale sinistro.

Attraverso una nota diffusa nelle ultime ore, il Bayern ha spiegato che il laterale canadese ha riportato una lesione che lo terrà lontano dal campo per un periodo non breve. “Davies sarà ai box per diverse settimane”, ha annunciato il club bavarese, senza però specificare con precisione i tempi di recupero.

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Si tratta di un’assenza pesante per la formazione tedesca, considerando l’importanza dell’esterno classe 2000 nello scacchiere tecnico del Bayern. La sua velocità, la spinta offensiva e la capacità di creare superiorità numerica rappresentano infatti caratteristiche fondamentali per il gioco dei bavaresi.

Nelle prossime ore il giocatore proseguirà il percorso di recupero sotto la supervisione dello staff medico del club.

Inchiesta arbitri, Schenone ascoltato dalla Procura: riflettori sulle designazioni legate all’Inter

Inchiesta arbitri, tre ore di audizione per il dirigente nerazzurro Schenone: gli investigatori vogliono chiarire alcune scelte arbitrali della scorsa stagione

Continua a far discutere l’inchiesta della Procura di Milano sul tema delle designazioni arbitrali in Serie A. Secondo quanto riportato da Sky Sport, nella mattinata di oggi è stato ascoltato Giorgio Schenone, comparso davanti al Pubblico Ministero Maurizio Ascione in qualità di persona informata sui fatti.

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L’audizione, durata circa tre ore, si inserisce nel quadro dell’indagine che punta a fare luce su alcune presunte designazioni arbitrali considerate “combinate” o comunque oggetto di pressioni e preferenze. Nel dettaglio, sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero gli episodi legati al 2 aprile scorso a San Siro.

Tra i temi affrontati dagli investigatori figurerebbe la designazione di Andrea Colombo per la sfida tra Inter e Bologna, scelta che, secondo quanto emerso, sarebbe stata particolarmente gradita all’ambiente nerazzurro. Parallelamente, si starebbe indagando anche sulla presunta esclusione di Daniele Doveri dalle gare decisive del finale di stagione dell’Inter.

Le intercettazioni e il nome di Schenone

Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda alcune intercettazioni tra Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni. In una conversazione emergerebbe la frase “loro non lo vogliono più vedere”, riferita presumibilmente a Doveri. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il “Giorgio” citato nelle intercettazioni possa essere proprio Schenone e quale sia stato il suo eventuale ruolo nella vicenda.

Nel primo pomeriggio, inoltre, è stato ascoltato anche Dino Tommasi, altro nome ritenuto importante per chiarire i contorni dell’indagine.

Bayern Monaco su De Ketelaere: il belga apre al trasferimento, contatti previsti con l’Atalanta

Il club tedesco accelera per il De Ketelaere: accordo personale vicino, ma manca ancora l’intesa con la Dea

Il futuro di Charles De Ketelaere potrebbe presto tingersi di rosso. Secondo quanto riportato dal giornalista Sacha Tavolieri, il Bayern Monaco avrebbe mosso passi concreti per assicurarsi il talento offensivo dell’Atalanta in vista della prossima stagione.

La società bavarese starebbe infatti intensificando il proprio interesse nei confronti del classe 2001, reduce da una stagione molto positiva in Italia. Sempre secondo Tavolieri, i dirigenti del Bayern avrebbero già ottenuto un primo importante segnale da parte del giocatore: De Ketelaere avrebbe dato il proprio via libera al trasferimento in Germania. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto in operazioni di questo livello, dove la volontà del calciatore può risultare decisiva.

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Dal punto di vista contrattuale, la trattativa non sembrerebbe presentare ostacoli particolari. I termini personali tra il Bayern e il giocatore, infatti, non dovrebbero rappresentare un problema, con il club tedesco pronto a offrire un progetto tecnico di alto livello e un ruolo importante all’interno della rosa.

Bayern e Atalanta ancora lontane: serviranno nuovi incontri

Nonostante l’apertura del giocatore, la trattativa è ancora nelle sue fasi iniziali. Al momento, infatti, Bayern e Atalanta non hanno ancora avviato negoziati ufficiali per discutere cifre e formula dell’eventuale operazione. Le parti, però, dovrebbero aggiornarsi nelle prossime settimane, quando sono previsti nuovi colloqui per capire la fattibilità dell’affare.

L’Atalanta, dal canto suo, sa bene di avere tra le mani uno dei profili più interessanti del panorama europeo. Dopo un periodo complicato al Milan, De Ketelaere è riuscito a rilanciarsi con continuità e prestazioni convincenti a Bergamo, attirando nuovamente l’attenzione dei grandi club internazionali.

Il Bayern Monaco vede nel belga un elemento ideale per aumentare qualità e imprevedibilità nel reparto offensivo. La duttilità tattica del giocatore, capace di agire da trequartista, seconda punta o esterno offensivo, rappresenta una caratteristica molto apprezzata dalla dirigenza bavarese.

Per il momento non esistono ancora cifre ufficiali sull’operazione, ma la sensazione è che il club tedesco sia pronto ad affondare il colpo nelle prossime settimane. Molto dipenderà dalla richiesta economica dell’Atalanta e dalla volontà delle società di trovare un’intesa rapidamente.

La pista Bayern-De Ketelaere è dunque concreta e potrebbe presto trasformarsi in una delle trattative più calde dell’estate europea.

L’offerta della Juve non basta: no definitivo, salta il primo parametro zero

La Juventus sembrava ad un passo dal primo grande acquisto a parametro zero per la prossima stagione, uno di quei nomi destinati a rafforzare la difesa senza spendere un euro di cartellino. Invece quell’idea sembra essersi arenata su numeri concreti e non su questioni tattiche o tecniche, ma su condizioni economiche che non hanno trovato sintonia tra le parti coinvolte.

Secondo il giornalista Alfredo Pedullà, per Marcos Senesi i contatti sono andati avanti “fino a 15‑20 giorni fa”, ma alla fine la trattativa non è mai decollata davvero. La differenza nei numeri è stata la variabile che ha fatto pendere l’ago della bilancia altrove: la Juventus non avrebbe mai superato un’offerta di circa 3‑3,3 milioni di euro netti a stagione, mentre il giocatore e il suo entourage ne avrebbero chiesti 5‑6 a stagione, più bonus, non trovando quindi un accordo soddisfacente.

La Juve ci ha provato, Senesi ha detto no

Il classe 1997 è stato sul taccuino dei dirigenti juventini per diverso tempo, ma quel ruolo di primo nome in cima alla lista dei desideri della difesa bianconera si è dissolto nella concretezza del mercato.

Sempre secondo fonti giornalistiche riportate da Mirko Di Natale, la Juve non ha mollato del tutto la presa, arrivando anche a presentare una proposta di contratto fino al 2030 che si avvicinava alle cifre offerte dalla concorrenza inglese, ma senza riuscire a beffare club di Premier League interessati allo stesso giocatore.

La società ha deciso che certe richieste non rispecchiano il valore percepito, o perlomeno non lo fanno alla cifra richiesta dal giocatore. Dunque, l’affare è saltato, lasciando spazio a scenari alternativi per rinforzare la retroguardia bianconera nei prossimi mesi.

Elezioni FIGC: Malagò in vantaggio su Abete, oggi l’incontro decisivo con la Lega Pro. Svelati i prossimi passi

Elezioni FIGC: Malagò avanti su Abete, oggi andrà in scena l’incontro decisivo con la Lega Pro. Ecco i prossimi passi

Il cammino verso le elezioni del presidente della FIGC entra sempre più nel vivo, delineando una corsa a due per raccogliere l’eredità istituzionale lasciata dalle recenti dimissioni di Gabriele Gravina. L’agenda politica del calcio italiano prevede per la giornata odierna uno snodo cruciale: i due unici aspiranti alla poltrona di via Allegri, Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, saranno protagonisti di un importante vertice in videoconferenza con i delegati della Lega Pro, attualmente guidata da Matteo Marani.

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I programmi elettorali e le scadenze ufficiali

Durante questo atteso faccia a faccia telematico, gli sfidanti illustreranno ai vertici della Serie C i cardini dei rispettivi progetti sportivi, affrontando a viso aperto le innumerevoli criticità che affliggono il movimento calcistico nazionale. Sia Abete che l’ex presidente del CONI stanno ultimando la stesura dei programmi ufficiali da allegare alla documentazione formale. Tutte le carte dovranno essere inderogabilmente depositate entro la fatidica scadenza del 13 maggio, una volta sciolta ogni riserva. Le urne federali si apriranno ufficialmente poche settimane dopo, nella giornata del 22 giugno.

Scacchiere politico: la pole position di Malagò

Analizzando le alleanze e la distribuzione dei pesi elettorali, Giovanni Malagò sembra attualmente godere di una netta posizione di vantaggio. A spingere la sua rincorsa c’è l’appoggio ormai consolidato della Serie A, che detiene il 18% dei voti, unito al blocco compatto formato da calciatori e allenatori, che assicura un determinante 30% complessivo. Inoltre, il manager capitolino confida di attrarre a sé una fetta importante dei consensi provenienti dalla Lega Nazionale Dilettanti, il vero colosso della federazione con il suo 34% di peso specifico.

L’ago della bilancia: l’orientamento di B e C

Nel corso della settimana, i due candidati hanno già sondato il terreno con i rappresentanti della Serie B (il cui peso si attesta al 6%). Sebbene il torneo cadetto esprimerà un verdetto definitivo solo nei prossimi giorni, numerosi presidenti avrebbero già fatto trasparire un forte gradimento verso il profilo di Malagò. Resta dunque un’incognita la posizione della Serie C, forte del suo 12% e finora rimasta neutrale. Il summit di oggi rappresenta uno degli ultimissimi crocevia per convincere gli indecisi, prima di assistere alle candidature definitive o alla nascita di inaspettate alleanze strategiche.

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