Pagina 827 – Calcio News 24

Italia Under 21, sfida alla Romania all’esordio dell’Europeo: sono tanti gli “italiani” tra i nostri avversari, giocano in Serie A e in B

Italia Under 21, tutto sugli avversari degli azzurri nella prima partita dell’Europeo contro la Romania. Tutti i dettagli in merito

È una serata da non sbagliare per l’Italia Under 21, che oggi affronta la Romania nella gara d’esordio dell’Europeo. La nazionale rumena guidata dall’ex attaccante “italiano” Daniel Pancu è, dopo la nostra, quella con il contingente più nutrito di giocatori che militano nei campionati italiani. Sono ben cinque i talenti che conoscono a menadito il nostro calcio.

Tra i pali ci sarà Marian Sava, portiere che in questa stagione ha collezionato 12 presenze in Serie A con la maglia dell’Udinese. Il Lecce “presta” alla causa l’attaccante Patrick Burnete e il secondo portiere Rafaila. Dalla Serie B arriva invece l’estro dell’ala Rares Ilie, protagonista con il Catanzaro. La storia più suggestiva è però quella di Matteo Dutu: difensore nato a Roma, cresciuto nel settore giovanile della Lazio e ora punto di forza della Primavera del Milan, con cui ha anche esordito tra i professionisti nel Milan Futuro in Serie C. Questa familiarità con il nostro ambiente rende la Romania un avversario ancora più ostico, capace di interpretare al meglio le situazioni tattiche. Per l’Italia sarà dunque una prova di maturità, in cui serviranno non solo qualità, ma anche la massima concentrazione

Rolando Bianchi: «Il Torino ha una storia magica, lo seguo ancora. Baroni? Ecco cosa dobbiamo aspettarci» – ESCLUSIVA 

Rolando Bianchi in esclusiva ripercorre i suoi anni al Torino in occasione del ritorno al Filadelfia, pensiero anche sul nuovo tecnico Marco Baroni  

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Filadelfia). «Rolando alè, Rolando Bianchi. Rolando alè, Rolando Bianchi». Il coro che si leva dalle tribune del Filadelfia è lo stesso che i tifosi intonavano dai seggiolini dello Stadio Olimpico Grande Torino. Tanto, tantissimo, da quel 19 maggio del 2013 – giorno dell’addio al Toro di Rolando Bianchi – sembra cambiato. Tranne la fame sottoporta del bomber di Albano Sant’Alessandro, che si tratti di una partita di Serie A o di un’amichevole tra ex calciatori e artisti granata l’istinto killer è sempre il medesimo. 

Gol in campo, autografi e selfie fuori. A fare da padrone della seconda edizione de ‘La partita della Leggenda’ organizzata lo scorso venerdì 6 giugno è stato proprio l’ex bomber del Torino. Poco prima di testare il rettangolo verde del Filadelfia Bianchi ha avuto anche modo di esprimere alcune dichiarazioni per le colonne di CalcioNews24. Dal nobile scopo dell’evento (portare il Museo del Grande Torino nel centro sportivo un tempo di Valentino Mazzola) alle dinamiche attuali legate al club calcistico piemontese. Le sue dichiarazioni: 

Domanda scontata, ma che emozione è – in granata come ai vecchi tempi – tornare a Torino, la tua casa per tanti anni?

«E’ sempre bello. Poi io il Filadelfia l’avevo visto pre ristrutturazione, vederlo per la prima volta adesso è un bel colpo d’occhio! Perchè ti fa rivivere un po’ quelle che sono le radici di questa grande e gloriosa società. Di questa storia unica, quasi tragica ma bellissima, passionale. Quindi…questo sentimento è sempre, sempre, forte». 

Oggi ci saranno tantissimi tifosi per uno scopo nobile: riportare il Museo del Grande Torino qui nella sua casa al Fila…

«Sicuramente insomma, lo dicevo prima. Il Torino ha una storia magica, magnifica. Va utilizzata questa storia per far capire i valori che ha il Torino, da trasmettere ai ragazzi del Toro oggi. Come ho detto è una storia che ti entra davvero nel cuore. Io ho vissuto cinque anni qui e mi ha colpito la passione che la gente ha nei confronti del Toro, nei confronti del suo vissuto. L’attaccamento che c’è qui realmente è unico».

Proprio al Fila dalla Lazio è arrivato Marco Baroni, cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo allenatore sulla panchina del Toro?

«Mah…Baroni secondo me è un allenatore che ha un ottimo vissuto, un allenatore che ha sempre fatto bene, mi piace. Una persona molto avanti, che ha fatto il suo percorso. E’ sicuramente un tecnico molto attento, maniacale nella cura del lavoro: e questo aiuta. Poi naturalmente bisognerà vedere la continuità che riuscirà a mantenere a Torino, che è fondamentale per riuscire a raggiungere gli obiettivi»

Rolando Bianchi con Antonino Asta, due ex Torino
Rolando Bianchi con Antonino Asta, due ex Torino

Tu seguirai il Toro immaginiamo? Da casa come allo stadio…

«Sì sì, seguo il Toro! Ho fatto anche alcuni commenti per il Torino. Quindi mi fa davvero piacere seguirlo. Perchè alla fine…è sempre una squadra nella quale ho giocato e alla quale rimango legatissimo».

Si ringrazia Rolando Bianchi per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.

Milan, ufficiale la cessione di Reijnders al Manchester City: il comunicato

Il comunicato ufficiale del Milan sulla cessione di Tijjani Reijnders al Manchester City. Tutti i dettagli in merito all’operazione

Il Milan ha ufficializzato la cessione di Tijjani Reijnders al Manchester City tramite un comunicato pubblicato sul proprio sito.

COMUNICATO MILAN – «AC Milan comunica di aver ceduto, a titolo definitivo, il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Tijjani Reijnders al Manchester City FC. Il Club ringrazia Tijjani per l’impegno profuso e la professionalità sempre dimostrata, e gli augura le migliori soddisfazioni personali e professionali».

Sacchi non perdona Ranieri e lancia l’appello alla FIGC: «Alla Nazionale non si può dire di no, è un dovere morale per chiunque. Io per l’Italia rinunciai al Real Madrid»

Le parole di Arrigo Sacchi, ex allenatore, sul rifiuto di Claudio Ranieri di allenare l’Italia fino al Mondiale del 2026. I dettagli

Quando si parla di rivoluzione nel calcio italiano, il nome di Arrigo Sacchi è il primo a venire in mente. Il “Profeta di Fusignano”, architetto dell’indimenticabile Milan degli Immortali, portò la sua visione calcistica radicale anche sulla panchina dell’Italia dal 1991 al 1996. Fu un quinquennio memorabile e controverso, un tentativo audace di scardinare le certezze storiche del calcio all’italiana per imporre un sistema proattivo, basato sul pressing ossessivo, sulla difesa a zona e sul collettivo come unico dogma. Il suo percorso raggiunse l’apice nell’epica cavalcata fino alla finale del Mondiale di USA ’94, persa solo ai calci di rigore contro il Brasile di Romario, un traguardo che resta il punto più alto della sua gestione. Nonostante non abbia alzato trofei in azzurro, l’eredità di Sacchi è stata immensa, cambiando per sempre la mentalità di un’intera generazione di allenatori e giocatori. Conclusa la carriera sul campo, non ha mai smesso di essere un maestro e un punto di riferimento. Oggi è uno degli opinionisti più ascoltati e intransigenti, e dalle colonne de La Gazzetta dello Sport affronta il tema caldissimo della successione a Luciano Spalletti.

IL NO DI RANIERI – «Non conosco le motivazioni profonde, ma ritengo che alla Nazionale non si possa dire di no. È un dovere morale rispondere alla chiamata, perlomeno io la vedo così. La Nazionale è la squadra di tutti gli italiani e dunque, per un allenatore, dovrebbe rappresentare il massimo traguardo. Che cosa c’è di più alto e di più nobile che poter essere a capo di un progetto che coinvolge l’intero Paese?»
COSA DEVE FARE LA FIGC – «Immagino che il presidente Gravina e i dirigenti federali siano rimasti a bocca aperta dopo aver appreso della decisione di Ranieri, ma questo non è il momento di fermarsi a ragionare su ciò che è stato: bisogna rimboccarsi le maniche e trovare al più presto la miglior soluzione possibile. Purtroppo il mio amico Ancelotti è andato in Brasile, altrimenti sarebbe stato l’uomo ideale per questo ruolo».
LA SUA ESPERIENZA DA CT – «Io, pur di allenare la Nazionale, rinunciai a due miliardi di lire nel 1991. Eh sì, perché ne prendevo tre dal Milan e la Federcalcio me ne offriva soltanto uno. E c’era pure il Real Madrid che aveva messo sul tavolo addirittura cinque miliardi perché andassi in Spagna. Non ebbi alcun dubbio: scelsi la Nazionale. Avevo l’ambizione di portare il mio Paese sul tetto del mondo, e nel 1994 ci andai vicinissimo. Se solo non ci avessero messo a giocare in quel forno che era la costa est degli Stati Uniti, e fossimo andati in California come il Brasile, chissà come sarebbe andata… E comunque abbiamo perso la finale ai calci di rigore e i miei ragazzi sono stati tutti degli eroi. Non finirò mai di ringraziarli: hanno dato tutto per l’Italia, per i tifosi. Vorrei che quell’atteggiamento ce l’avessero i giocatori di oggi, invece mi sembra che non ci sia quell’attaccamento alla maglia che è il primo ingrediente per arrivare al successo».
PIOLI E MANCINI – «Pioli pare sia stato contattato, ma ora allena in Arabia e poi forse è in parola con una squadra di club. Non so… E Roberto Mancini è senza panchina, questo è vero…»

Maresca: «L’Italia è ferma. Siete troppo lenti e non credete nei giovani, le altre scuole corrono. C’è una frase di Cruijff che spiega il mio calcio. A Parma è andata male, ma i giovani di oggi li ho lanciati io…»

Le parole di Enzo Maresca, allenatore del Chelsea, sui problemi dell’Italia con il rischio della non qualificazione ai Mondiali

Enzo Maresca, allievo di Pep Guardiola e attuale tecnico del Chelsea, ha costruito la sua carriera su un calcio moderno e di possesso, trionfando in Championship col Leicester City e vincendo quest’anno la Conference League. Oggi ha parlato con il Corriere della Sera rilasciando un’intervista a Paolo Condò.

UN GIOCATORE SI GIUDICA PER GLI 87 MINUTI CHE PASSA SENZA PALLA – «É una massima di Johan Cruijff. L’ho fatta scrivere due estati fa sui muri dello spogliatoio del Leicester, e abbiamo vinto la Championship. Naturalmente l’ho fatto anche al Chelsea, e non è andata male nemmeno quest’anno».
NESSUNO HA DETTO CHE I FUORICLASSE VINCONO CON UNA GIOCATA – «Magari ne avranno discusso tra loro, ma a me non è arrivata mezza protesta. La frase va capita. Non minimizza l’importanza del talento, ma sottolinea come ci si possa rendere utili anche la volta che vedi poco la palla».
IL CHELSEA SQUADRA GIOVANISSIMA – «L’idea di farmi crescere assieme alla squadra c’è stata, perché ho fatto bene al Leicester e perché vengo dalla scuola di Guradiola, ovviamente».
ANCHE IN NAZIONALE SI VA LENTI – «Certo. Le rappresentative raccolgono il lavoro dei club, come si fa a chiedere di ringiovanire se i giovani non giocano? Il Chelsea ha speso per allestire una rosa di talenti verdissimi, ma questo non ci ha impedito di battere il record dei ragazzi dell’academy che hanno esordito in prima squadra. Sono stati nove. Abbiamo tutti fiducia in loro, e nel lavoro di chi li ha svezzati».
PARMA – «Breve ma fondamentale, dagli errori si impara e lì ne commisi. Però venni preso per un programma di tre anni e cacciato dopo tre mesi: la squadra ci mise comunque i tre anni previsti per tornare in A, e i giovani su cui lavoravo allora, Bernabé, Bonny, Mihaila, sono considerati giovani ancora adesso. Si vede che con me erano dei bambini».
DE BRUYNE AL NAPOLI – «Conosco Kevin come le me tasche, si adatterà in fretta alle richieste di Conte e aggiungerà tanto al Napoli. Come tutti i grandi campioni, ha un orgoglio smisurato. Non contesto certo i giocatori oltre i 30 anni di un simile livello. Semplicemente, cerco di mettergli attorno l’energia dei ragazzi».

Porto, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Porto, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Porto è inserito nel girone A del Mondiale per Club insieme ad Al Ahly, Inter Miami e Palmeiras.

L’orgoglio invincibile del Nord

Per comprendere l’anima del Futebol Clube do Porto, non basta guardare la sua bacheca scintillante. Bisogna scendere nelle strade della seconda città del Portogallo, sentire l’orgoglio indomito dei suoi abitanti e capire che, per loro, il Porto non è solo una squadra di calcio, ma un simbolo di resistenza e identità contro la capitale Lisbona. Fondato il 28 settembre 1893 da un commerciante di vino Porto, António Nicolau de Almeida, il club ha vissuto una prima fase effimera per poi rinascere nel 1906 grazie all’entusiasmo di José Monteiro da Costa, tornato da un viaggio in Inghilterra folgorato dal “football”.

I colori, l’azzurro e il bianco, non furono scelti a caso. Rappresentano i colori della bandiera portoghese all’epoca della monarchia costituzionale, un legame profondo con la nazione, ma con un’identità fieramente locale. Il soprannome più celebre, “Dragões” (Dragoni), è relativamente recente. Fu introdotto negli anni ’80 e si ispira alla creatura mitologica presente nello stemma della città, simbolo di forza e invincibilità. L’idea fu dell’ex calciatore e dirigente José Maria Pedroto, che volle dare alla squadra un simbolo combattivo che ne incarnasse lo spirito. Oggi, il drago campeggia fiero sullo stemma del club e lo Estádio do Dragão è un fortino temuto in tutta Europa.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Ma il soprannome che racconta la vera essenza della gente di Porto è “Tripeiros“. Letteralmente “mangiatori di trippa”, questo nomignolo ha radici storiche profonde. Risale al XV secolo, quando, per sostenere le spedizioni navali dell’Infante Dom Henrique (Enrico il Navigatore), gli abitanti di Porto donarono tutta la carne buona agli equipaggi, tenendo per sé solo le interiora e la trippa. Quello che era nato come un sacrificio è diventato un distintivo d’onore, simbolo della generosità e della resilienza di un popolo. Essere un “tripeiro” significa essere uno che non molla mai, esattamente come la squadra che lo rappresenta.

Tra le cose che forse non sai, c’è la storia della prima, grande coppa europea vinta dal Porto: la Coppa delle Coppe 1983-84 fu sfiorata, perdendo in finale contro la Juventus di Platini. Ma fu il preludio all’epopea. Un aneddoto divertente riguarda la celebre finale di Coppa dei Campioni del 1987 contro il Bayern Monaco: il tacco con cui l’algerino Rabah Madjer segnò il gol del pareggio fu un gesto talmente iconico e inaspettato da entrare nel vocabolario del calcio come “Tacco di Madjer”. Infine, una curiosità che lega il club all’Italia: José Mourinho, prima di diventare lo “Special One”, era l’assistente e traduttore di Bobby Robson sulla panchina del Porto. Fu lì che iniziò la sua leggenda.

Il giocatore che ci farà innamorare: Pepê

Se c’è un giocatore che incarna la fantasia, la velocità e la versatilità del Porto moderno, quello è Eduardo Gabriel Aquino Cossa, meglio noto come Pepê. Brasiliano classe 1997, è un vero e proprio jolly offensivo, un concentrato di energia e talento puro. Comprato dal Grêmio come ala funambolica, capace di dribbling ubriacanti e accelerazioni brucianti, nel corso della sua esperienza al Porto si è trasformato in un giocatore totale.

Pepê è il tipo di calciatore che ti incolla allo schermo. Può partire dalla fascia per convergere e calciare, puntare il fondo per il cross, ma all’occorrenza è stato schierato persino come terzino fluidificante, dimostrando un’intelligenza tattica e uno spirito di sacrificio non comuni. È la sua imprevedibilità a renderlo letale: non sai mai se tenterà la giocata individuale, se cercherà il dialogo con i compagni o se si inventerà un tiro dalla distanza. In un calcio sempre più schematizzato, Pepê rappresenta la libertà e la gioia del calcio di strada brasiliano, lucidate dalla disciplina tattica europea. Sarà la sua vivacità a scardinare le difese più arcigne al Mondiale per Club.

Il giovane più interessante: Alan Varela

Arrivato dal Boca Juniors con la pesante etichetta di “nuovo Mascherano“, il centrocampista argentino Alan Varela, classe 2001, ha impiegato pochissimo tempo per prendere in mano le chiavi del centrocampo del Porto. È un “volante” moderno, un mediano che unisce una straordinaria intelligenza tattica a una qualità notevole nel palleggio. La sua capacità di leggere le linee di passaggio avversarie, di recuperare palloni e di far ripartire l’azione con precisione e lucidità è impressionante per la sua età.

QUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Varela non è il classico mediano di sola rottura. Ha visione di gioco, sa giocare a testa alta e non disdegna la verticalizzazione. La sua calma e la sua personalità lo fanno sembrare un veterano. In un centrocampo che dovrà vedersela con avversari di grande spessore tecnico e fisico, la sua intelligenza e il suo senso della posizione saranno cruciali per dare equilibrio alla squadra. Il Mondiale per Club sarà per lui la consacrazione definitiva sul palcoscenico internazionale, un’occasione per dimostrare di essere pronto per i massimi livelli del calcio mondiale.

L’allenatore: Martin Anselmi, il nuovo Bielsa

Dal 27 gennaio 2025 Martin Anselmi. è ufficialmente il tecnico del Porto, con un contratto valido fino al 2027. Questa è la sua prima esperienza come capo allenatore in Europa.
Stile di gioco e caratteristiche: è noto per un calcio propositivo e moderno. Il modulo più utilizzato negli ultimi due anni è il 3-4-3. In Argentina è stato definito il “nuovo Bielsa” per la sua filosofia di gioco. Curiosità: non è stato un calciatore professionista. Ha una laurea in giornalismo. Una volta, agli inizi della sua carriera, per filmare le partite della sua squadra giovanile, la moglie doveva salire su un albero con treppiede e telecamera, perché non c’erano le tribune.

Il punto più alto raggiunto nella sua storia

Il Porto ha vinto due Coppe dei Campioni/Champions League, ma è la seconda, quella del 2004, a rappresentare il punto più alto e, per certi versi, irripetibile della sua storia. Quella vittoria fu un capolavoro assoluto di un giovane allenatore emergente, un certo José Mourinho. Partendo da outsider, quel Porto eliminò squadroni come il Manchester United (con la celebre corsa dell’ex interista Mourinho a Old Trafford), il Lione e il Deportivo La Coruña, per poi trionfare in finale a Gelsenkirchen contro il Monaco con un netto e indiscutibile 3-0.

Fu la vittoria dell’organizzazione tattica, della coesione del gruppo e dell’intelligenza di un allenatore che stava riscrivendo le regole del gioco. Giocatori come Deco, Ricardo Carvalho e Maniche diventarono stelle di livello mondiale. Quel trionfo non fu solo una vittoria sportiva, ma la dimostrazione che, con le idee, la programmazione e una mentalità d’acciaio, si può arrivare sul tetto d’Europa anche senza essere una superpotenza economica. È quella l’impresa che ispira ancora oggi ogni tifoso del Porto.

Dove può arrivare

È difficile prevedere con certezza il cammino del Porto. Realisticamente, il Porto ha le carte in regola per superare la fase a gironi e raggiungere i quarti di finale. Arrivare in semifinale sarebbe già un grandissimo risultato, richiederebbe di superare una delle big europee o sudamericane. La vittoria finale è un obiettivo molto ambizioso, data la presenza di squadre come Real Madrid e Manchester City.In sintesi, il Porto può fare un buon Mondiale per Club, con l’obiettivo minimo di superare la fase a gironi e la possibilità di spingersi fino ai quarti di finale. Tutto ciò che andrà oltre sarà un successo straordinario per la squadra di Martín Anselmi.

Gattuso, De Rossi e Cannavaro: uno sarà il Ct dell’Italia. É la scelta gusta? Pro e contro di ognuno di loro

Italia, tutto sul nuovo commissario tecnico dopo l’esonero di Spalletti ed il rifiuto di Ranieri con le possibilità Gattuso, De Rossi e Cannavaro

Dopo il passo indietro di Claudio Ranieri, la FIGC si trova di fronte a un bivio che profuma di storia e di nostalgia. La rosa dei candidati per la panchina dell’Italia si restringe a tre eroi del Mondiale 2006: Gennaro Gattuso, Daniele De Rossi e Fabio Cannavaro. Tre uomini che hanno condiviso lo spogliatoio e il trionfo di Berlino, ma che da allenatori rappresentano tre percorsi e tre filosofie profondamente diverse. La scelta non è semplice e divide gli addetti ai lavori, con ogni candidato che porta con sé solide ragioni per essere scelto e altrettanti dubbi.

Gennaro Gattuso: il sergente di ferro tra garanzie e limiti

Pro: La carriera di Gennaro Gattuso allenatore è l’immagine speculare del calciatore che è stato: intensa, pragmatica e basata sulla forza del collettivo. Il suo punto di forza più evidente, certificato da quasi ogni spogliatoio che ha guidato, è la capacità di compattare l’ambiente e creare un “gruppo granitico”. In un contesto come la Nazionale, dove il tempo per lavorare sulla tattica è limitato, avere un motivatore in grado di toccare le corde giuste dei giocatori è un valore aggiunto inestimabile. La vittoria della Coppa Italia con il Napoli nel 2020 è la prova concreta che il suo calcio, pur non essendo spettacolare, può essere tremendamente efficace nelle competizioni a eliminazione diretta. Esperti come Fabio Capello hanno spesso lodato la sua abilità nel trasmettere “fame e appartenenza”, doti che in azzurro sono da sempre considerate fondamentali.
Contro: Il principale punto debole di “Ringhio” è il rovescio della medaglia della sua forza. La critica più frequente mossa da analisti e addetti ai lavori riguarda una certa rigidità tattica e una manovra offensiva che, a tratti, è apparsa limitata e prevedibile. Nelle sue esperienze all’estero, come a Valencia o Marsiglia, si è visto come la sola “grinta” non sia bastata per superare ostacoli complessi. In una Nazionale che negli ultimi anni, con Mancini prima e Spalletti poi, ha cercato di costruire un’identità basata sul possesso e sulla proattività, un ritorno a un calcio più diretto e meno elaborato potrebbe rappresentare un passo indietro dal punto di vista dell’evoluzione del gioco.

Daniele De Rossi: l’innovatore dal futuro scritto ma dall’esperienza tutta da scrivere

Pro: L’impatto di Daniele De Rossi sulla Roma è stato folgorante e ha mostrato a tutti il potenziale di un allenatore moderno, preparato e con idee chiare. La sua principale qualità è la flessibilità. Ha dimostrato di saper adattare la squadra all’avversario, passando da una costruzione dal basso a un approccio più verticale, valorizzando il talento a disposizione. Gli addetti ai lavori, primo fra tutti un’icona come Arrigo Sacchi, ne hanno lodato “l’intelligenza calcistica e la volontà di proporre un calcio europeo”. La sua gestione del gruppo, empatica ma ferma, ha rivitalizzato giocatori che sembravano persi, un’abilità cruciale per un CT che deve gestire equilibri delicati tra campioni affermati.
Contro: Il dubbio su De Rossi è tanto semplice quanto pesante: la sua carriera da primo allenatore è ancora troppo breve. Una metà di stagione eccezionale a Roma, per quanto indicativa, non costituisce un campione di prova sufficiente per reggere l’urto e la pressione disumana della panchina della Nazionale. Un conto è gestire un club, con il lavoro quotidiano, un altro è guidare un paese intero in un Europeo o un Mondiale. La critica più logica, e condivisa da molti dirigenti ed ex allenatori, è che un’investitura così importante potrebbe essere prematura, rischiando di “bruciare” un talento che sembra destinato a una grande carriera, ma che forse necessita di qualche altro anno di rodaggio.

Fabio Cannavaro: il capitano mondiale di fronte alla sua scommessa più grande

Pro: Fabio Cannavaro è un’icona. Pallone d’Oro, capitano dell’Italia campione del mondo, il suo nome ha un peso specifico enorme a livello globale. Questo carisma e questa credibilità internazionale rappresentano un biglietto da visita ineguagliabile. In teoria, nessuno meglio di lui sa cosa significhi giocare e vincere con la maglia azzurra. Il suo punto di forza potenziale risiede nella sua leggendaria competenza difensiva. L’idea di affidargli la panchina si basa sulla speranza che possa costruire una fase difensiva imperforabile, tornando alla tradizione che ha reso grande l’Italia. Il successo ottenuto in Cina, con la vittoria del campionato, dimostra che in determinati contesti ha saputo imporsi.
Contro: Questa è la ragione più forte e quasi insormontabile contro la sua candidatura. Mentre le esperienze in Cina hanno un valore relativo, il suo unico vero banco di prova nel calcio europeo, al Benevento in Serie B, si è risolto in un fallimento cocente. La squadra non ha mai avuto un’identità chiara e i risultati sono stati disastrosi. L’opinione unanime degli addetti ai lavori è che, ad oggi, Cannavaro non abbia ancora dimostrato di essere un tecnico pronto per il calcio d’élite in Europa, men che meno per una delle nazionali più prestigiose al mondo. Affidargli l’Italia sarebbe, al momento, una scommessa enorme, un vero e proprio salto nel vuoto basato più sul suo passato da calciatore che sulle sue reali e certificate competenze da allenatore.

Slovacchia-Spagna U21: dove vederla e orario

Al Tehelné pole andrà in scena la sfida tra Slovacchia-Spagna U21: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

Al Tehelné pole di Bratislava, Slovacchia-Spagna U21 si affrontano nella prima giornata della fase a gironi degli Europei di categoria.

Orario e dove vederla

Slovacchia-Spagna U21 si gioca mercoledì 11 giugno 2025 alle ore 18:00. La partita sarà trasmessa in in streaming gratis per tutti su UEFA.TV.

Palmeiras, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore

Palmeiras, guida completa alla squadra: storia, giocatore chiave, giovane talento e allenatore. Alla scoperta delle protagoniste del Mondiale per Club

Il Palmeiras è inserito nel girone A del Mondiale per Club insieme ad Al Ahly, Inter Miami e Porto.

Un’anima italiana nel cuore del Brasile

Per capire l’essenza del Palmeiras, bisogna tornare indietro nel tempo, a un’epoca in cui il calcio in Brasile era ancora un affare per pochi e l’identità nazionale si stava forgiando anche attraverso lo sport. Fondato il 26 agosto 1914 da un gruppo di immigrati italiani a San Paolo, il club non si chiamava Palmeiras, bensì Palestra Italia. Un nome che era un omaggio diretto e orgoglioso alle proprie radici, un pezzo di patria portato oltreoceano. I colori sociali? Il verde e il bianco, come la bandiera italiana, con l’aggiunta del rosso in onore della Casa Savoia.

Il legame con l’Italia è così profondo da averne segnato il destino. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il governo brasiliano di Getúlio Vargas, schieratosi con gli Alleati, impose la nazionalizzazione di tutte le associazioni che portavano nomi stranieri. Il Palestra Italia fu costretto a cambiare nome per non essere sciolto. La scelta cadde su Palmeiras, un omaggio sia alla palma, simbolo di vittoria, sia a un’antica squadra di San Paolo, l’Associação Atlética das Palmeiras, che aveva cessato le attività. Il rosso della bandiera italiana venne rimosso, lasciando solo il verde e il bianco che ancora oggi identificano il club. I soprannomi del Palmeiras raccontano la sua storia e le sue battaglie. Il più celebre è senza dubbio “Verdão” (il grande verde), un riferimento cromatico immediato.

MONDIALE PER CLUB 2025: DATE, GIRONI, CALENDARIO, RISULTATI

Ma è il soprannome “Porco” (maiale) ad avere la storia più affascinante. Inizialmente usato in senso dispregiativo dai tifosi rivali del San Paolo per insultare gli “italiani sporchi”, il termine è stato clamorosamente riappropriato e trasformato in un simbolo di orgoglio dalla tifoseria palmeirense negli anni ’80. Oggi, il grido “Porco!” risuona fiero nello stadio e la mascotte del club è proprio un maiale. Un altro soprannome storico è “Periquito” (parrocchetto), dovuto al colore verde brillante delle prime maglie.

Tra gli aneddoti che pochi conoscono, c’è quello legato al primo derby contro i rivali storici del Corinthians, nel 1917: il Palestra Italia vinse entrambe le prime sfide, gettando le basi per una delle rivalità più sentite del calcio brasiliano, il Derby Paulista. Un’altra curiosità riguarda l’inaugurazione dello Stadio Pacaembu di San Paolo nel 1940: fu proprio il Palestra a giocare la partita inaugurale, vincendo 6-2 contro il Coritiba. E ancora, una “sliding door” clamorosa: un giovanissimo Jorginho, futuro campione del mondo con l’Italia nel 2006, fu scartato a un provino con il Palmeiras. Il destino, a volte, gioca strani scherzi.

Il giocatore che ci farà innamorare: Raphael Veiga

In una squadra ricca di talento, l’uomo capace di accendere la fantasia dei tifosi di tutto il mondo è Raphael Veiga. Trequartista mancino, dotato di una tecnica sopraffina e di una visione di gioco illuminante, Veiga è il cervello e il cuore del Palmeiras. La sua capacità di dettare i tempi della manovra, di servire assist al bacio per i compagni e di essere letale sui calci piazzati lo rende un giocatore totale.

Ma non è solo la sua classe a conquistare. È la sua eleganza nei movimenti, la sua calma olimpica anche nelle situazioni più tese e la sua capacità di decidere le partite con una giocata improvvisa. In un calcio sempre più fisico e veloce, Veiga rappresenta la bellezza del gesto tecnico, il piacere di un controllo orientato perfetto o di un lancio che taglia in due la difesa avversaria. Sarà lui il direttore d’orchestra a cui il Palmeiras si affiderà per scardinare le difese più chiuse e per sognare in grande al Mondiale per Club.

Il giovane più interessante: Estevão Willian, “Messinho”

Se Veiga è il presente, il futuro ha già un nome e un cognome: Estevão Willian, per molti semplicemente “Messinho“. Ala destra classe 2007, è l’ultimo gioiello sfornato da un settore giovanile che negli ultimi anni ha prodotto talenti del calibro di Endrick (già al Real Madrid) e Gabriel Jesus. Estevão è un concentrato di talento purissimo: dribbling fulminante, agilità da funambolo e un sinistro che sa essere tanto potente quanto preciso.

SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE PER CLUB: TUTTE LE PARTECIPANTI

Nonostante la giovanissima età, gioca con la sfrontatezza e la personalità di un veterano. La sua capacità di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica lo rende un’arma tattica imprendibile. Il Chelsea, che ha già sborsato una cifra superiore ai 60 milioni di euro per assicurarselo sul calciomercato a partire dal post Mondiale per club, ha scommesso su di lui per il futuro. Questo torneo sarà il suo primo grande palcoscenico internazionale a livello di club, l’occasione per mostrare al mondo perché in Brasile sono convinti di aver trovato un nuovo potenziale fuoriclasse.

L’allenatore: Abel Ferreira, il condottiero portoghese

L’architetto dei recenti successi del Palmeiras è il portoghese Abel Ferreira. Arrivato in Brasile nel 2020, ha saputo creare una macchina da guerra, una squadra solida, organizzata e con una mentalità vincente. Ex difensore, Ferreira ha trasmesso alla sua squadra una straordinaria solidità difensiva, ma senza rinunciare a un gioco propositivo e a tratti spettacolare.
Il suo carisma è travolgente.

Vive le partite con una passione viscerale dalla panchina, riuscendo a trasmettere ai suoi giocatori una carica agonistica fuori dal comune. Tatticamente è un camaleonte, capace di adattare la squadra all’avversario e di leggere le partite come pochi. Ha già scritto la storia del club, diventando uno degli allenatori più vincenti di sempre. La sua leadership sarà fondamentale per affrontare le potenze europee nel Mondiale per Club.

Il punto più alto raggiunto nella sua storia

Scegliere un singolo momento di gloria nella storia di un club così vincente è impresa ardua. Il Palmeiras è la squadra che ha vinto più campionati brasiliani (12). Tuttavia, il biennio 2020-2021 rappresenta probabilmente l’apice della sua storia recente. La conquista di due Coppe Libertadores consecutive, un’impresa riuscita a pochissimi club, ha proiettato il Palmeiras in una dimensione leggendaria. La prima, vinta in una finale al cardiopalma contro il Santos al Maracanã, e la seconda, conquistata contro il Flamengo a Montevideo, hanno dimostrato la forza e la resilienza di un gruppo straordinario.

Ma per i tifosi più legati alla storia, un altro momento occupa un posto speciale nel cuore: la vittoria della Copa Rio nel 1951. Considerata dalla FIFA come il primo torneo per club a livello mondiale, quella coppa, vinta in finale contro la Juventus, è un vanto che il club ha sempre difeso con orgoglio e che oggi, con la nuova formula del Mondiale per Club, assume un valore ancora più simbolico.

Dove può arrivare

Il Palmeiras arriva al Mondiale per Club 2025 con l’ambizione di non essere una semplice comparsa. Inserito in un girone complicato con il Porto, l’Al Ahly e l’Inter Miami di Leo Messi, il “Verdão” ha tutte le carte in regola per superare la prima fase. La solidità difensiva impartita da Ferreira, la classe di giocatori come Raphael Veiga e la freschezza dei giovani talenti come Estevão costituiscono un mix potenzialmente esplosivo. Superato il girone, in una competizione a eliminazione diretta tutto può succedere.

Storicamente, le squadre sudamericane hanno sempre dato del filo da torcere a quelle europee. L’obiettivo realistico è raggiungere gli ottavi e giocarsi le proprie carte fino in fondo. Con la sua storia, il suo talento e la guida del suo condottiero portoghese, il Palmeiras ha il diritto di sognare e di provare a riportare sul tetto del mondo quel titolo che, in una forma primordiale, fu suo più di settant’anni fa.

Brasile, Ancelotti: «Zero gol subiti? Sono italiano, c’è un anno per lavorare. Neymar? Ecco cosa ho in mente per lui»

Le parole di Carlo Ancelotti, allenatore del Brasile, dopo la sua seconda partita alla guida dei verdeoro. Tutti i dettagli in merito

Carlo Ancelotti, ex allenatore di Real Madrid e Milan, ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria per 1-0 contro il Paraguay nella sua seconda partita alla guida del Brasile.

PRESTAZIONE – «È stata una buona partita, l’abbiamo controllata bene nel primo tempo. Siamo calati di ritmo nel secondo, ma in assoluto abbiamo disputato una buona prova. Dobbiamo lavorare. Abbiamo un anno per farlo bene».

ZERO GOL SUBITI IN DUE PARTITE – «Beh, sono italiano… Casemiro e Bruno Guimarães hanno dato il massimo. Sono contento».

NEYMAR – «E’ venuto a trovarci in albergo prima della partita. Neymar può giocare in qualsiasi parte del campo. Ci sono una settantina di giocatori da osservare per il Mondiale 2026. Non abbiamo ancora una lista definitiva di 25 o 26 giocatori».

Polonia-Georgia U21: dove vederla e orario

Al Tehelné pole andrà in scena la sfida tra Polonia-Georgia U21: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

Al Tehelné pole di Bratislava, Polonia-Georgia U21 si affrontano nella prima giornata della fase a gironi degli Europei di categoria.

Orario e dove vederla

Polonia-Georgia U21 si gioca mercoledì 11 giugno 2025 alle ore 21:00. La partita sarà trasmessa in in streaming gratis per tutti su UEFA.TV.

Calciomercato Napoli, fatta per De Bruyne: c’è l’accordo definitivo, fissate le visite mediche!

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Napoli, con la trattativa chiusa per l’arrivo di Kevin De Bruyne a parametro zero

È fatta: Kevin De Bruyne sarà un nuovo giocatore del Napoli. Come confermato da Fabrizio Romano su X, il club partenopeo ha raggiunto l’accordo totale con il fuoriclasse belga. Le visite mediche sono previste per domani.

Dopo il via libera definitivo arrivato nelle ultime ore, De Bruyne firmerà un contratto di due anni con opzione per un terzo. Si tratta di un colpo sensazionale per il Napoli di Antonio Conte, che accoglie un giocatore di livello mondiale e dimostra le sue ambizioni in vista della nuova stagione. L’arrivo di De Bruyne rappresenta una svolta importante nel mercato azzurro, destinata a infiammare i tifosi.




Portogallo-Francia U21: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Tehelné pole andrà in scena la sfida tra Portogallo-Francia U21: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

Al Tehelné pole di Bratislava, Portogallo-Francia U21 si affrontano nella prima giornata della fase a gironi degli Europei di categoria.

Le probabili formazioni

FRANCIA UNDER 21 (4-3-3): Meslier; Nkounkou, Badé, Kalulu, Diakité; Le Fée, Caqueret, Thuram; Gouiri, Kalimuendo, Barcola. Ct: Ripoll

Orario e dove vederla

Portogallo-Francia U21 si gioca mercoledì 11 giugno 2025 alle ore 21:00. La partita sarà trasmessa in in streaming gratis per tutti su UEFA.TV.

Brasile, primo successo per Ancelotti contro il Paraguay: Vinicius regala il Mondiale ai verdeoro

Tutto sulla seconda partita di Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile, con i verdeoro che hanno vinto per 1-0 sul Paraguay. I dettagli in merito

Carlo Ancelotti ha ricevuto il regalo perfetto per festeggiare il suo 66° compleanno: la qualificazione del Brasile ai Mondiali del 2026. Nel suo debutto davanti ai tifosi brasiliani, l’allenatore italiano ha visto la sua Seleção imporsi per 1-0 sul Paraguay all’Arena Neo Química di San Paolo, gremita da oltre 46.000 spettatori. Nonostante i 13 gradi, il calore del pubblico ha riscaldato l’atmosfera in una notte speciale.

Il gol decisivo è arrivato sul finire del primo tempo, quando Vinicius Jr ha sfruttato un perfetto assist di da Cunha. A completare la festa, la sconfitta del Venezuela per 2-0 contro l’Uruguay ha sancito matematicamente la qualificazione del Brasile alla sua 23ª Coppa del Mondo. Un ottimo inizio per l’ex Milan, già entrato nel cuore dei brasiliani.

Italia-Romania U21: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadium Malatinský andrà in scena la sfida tra Italia-Romania U21: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

Allo Stadium Malatinský di Trnava, Italia U21 di Carmine Nunziata affronta la Romania nella prima giornata della fase a gironi degli Europei di categoria.

Le probabili formazioni

ITALIA (4-3-1-2): Desplanches; Kayode, Ghilardi, Pirola, Ruggeri; Pisilli, Prati, Bianco; Baldanzi; Gnonto, Ambrosino. All. Nunziata.

Orario e dove vederla

Italia-Romania U21 si gioca mercoledì 11 giugno 2025 alle ore 21:00. La partita sarà trasmessa in diretta tv in chiaro per tutti su Rai 2 e in streaming su RaiPlay.

Le prime pagine sportive nazionali – 11 giugno

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Serie B, che caos! Il Tfn ha accettato il ricorso della Salernitana: a rischio rinvio il play out! La Sampdoria osserva… I dettagli

Serie B, che caos! Il Tfn ha accettato il ricorso della Salernitana: a rischio il play out! La Sampdoria adesso osserva e…

Nuova svolta nel caos che ha travolto la Serie B. Secondo Telenord, il Tribunale Federale Nazionale avrebbe accolto il ricorso presentato dalla Salernitana contro la sospensione del play-out con il Frosinone, fissando un’udienza d’urgenza per il 13 giugno. Dopo essersi rivolti al CONI, i legali del club granata hanno deciso di agire anche sul fronte della giustizia sportiva, contestando il comunicato della Lega Serie B che sanciva il rinvio dello spareggio salvezza con i ciociari.

Questa decisione potrebbe avere conseguenze anche sulla doppia sfida con la Sampdoria, le cui date restano al momento confermate (andata il 15 giugno, ritorno il 20 giugno), ma con incertezza sulle squadre che effettivamente scenderanno in campo. Non si esclude un possibile slittamento al 18 e 24 giugno. Nuovi aggiornamenti sono attesi…

Inter, Correa saluta i nerazzurri: «Sono sicuro che continuerete a vincere trofei e giocare finali»

Inter, Correa saluta così i nerazzurri: «Sono sicuro che continuerete a vincere trofei e giocare finali». Le dichiarazioni dell’attaccante

Joaquin Correa ha iniziato la sua avventura all’Inter con una doppietta contro l’Hellas Verona, ma il suo percorso in nerazzurro è stato segnato da pochi momenti di gloria e diversi periodi di difficoltà. Dopo essere stato acquistato dalla Lazio nell’estate del 2021, ha concluso la sua esperienza milanese con il passaggio al Botafogo a parametro zero. Prima di voltare pagina, l’argentino ha voluto dedicare un saluto ai tifosi interisti, condividendo sui social una compilation dei suoi gol accompagnata da un messaggio speciale:

IL MESSAGGIO – «Ciao Inter, ciao Neroazzurri! Porterò con me tanti bei ricordi così come momenti negativi che mi hanno fatto crescere come giocatore e soprattutto persona. Sono sicuro continuerete a vincere trofei, giocare finali e portare in alto il nome di questa società. Con determinazione e orgoglio, come abbiamo fatto noi in questo anni! Un grande in bocca al lupo».

Calciomercato Cagliari, ecco il nuovo nome per rinforzare la squadra rossoblù! Tutti i dettagli

Calciomercato Cagliari, c’è il nuovo nome per rinforzare la squadra rossoblù! Tutti i dettagli e le ultimissime di mercato

A partire dal primo luglio, il Cagliari entrerà nel vivo della sessione di calciomercato, con ancora incertezza sulla conferma di Bonato nel ruolo di direttore sportivo. Secondo le ultime indiscrezioni, il club rossoblù ha messo gli occhi su Samuele Birindelli, terzino classe ’99 destinato a lasciare il Monza dopo la retrocessione in Serie B.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Birindelli potrebbe rivelarsi una pedina utile per rafforzare la fascia destra della squadra sarda. Il difensore, cresciuto nel Pisa, sarebbe un’alternativa sia per Gabriele Zappa come terzino, sia per Nadir Zortea nel ruolo di esterno a tutta fascia. Nell’ultima stagione ha collezionato 23 presenze tra tutte le competizioni, siglando anche tre reti.

Calciomercato Como, Baturina è il primo rinforzo: 25 milioni per il croato, contratto fino al 2030

Calciomercato Como, Baturina è il primo rinforzo per Fabregas: 25 milioni per il croato, contratto fino al 2030. Ultime

Il Como ha chiuso l’accordo con la Dinamo Zagabria per Martin Baturina. Secondo Fabrizio Romano, il giovane talento croato si trasferirà in Italia per 25 milioni di euro, di cui 18 milioni come parte fissa più eventuali bonus. Dopo alcuni giorni di trattativa, la dirigenza lombarda ha finalizzato l’operazione, dando a Fabregas il suo primo acquisto da allenatore. Baturina, che aveva rifiutato l’Inter, si appresta a firmare con il Como fino al 2030, dopo aver completato le visite mediche nei prossimi giorni.

A 22 anni, il centrocampista è già considerato il “nuovo Modric“, con 180 presenze tra Dinamo Zagabria e Dinamo II. In Nazionale ha collezionato 12 presenze e un gol, mentre nell’ultima stagione ha totalizzato 12 assist e 6 reti in 45 partite, contribuendo all’eliminazione del Milan dagli ottavi di Champions. Dotato di grande tecnica e visione di gioco, con un contratto attuale fino al 2028.

Liverpool, colpo Wirtz! Accordo con il Leverkusen e visite imminenti: tutti i dettagli

Liverpool, colpo Florian Wirtz! C’è l’accordo con il Bayer Leverkusen e le visite sono imminenti: tutti i dettagli

Florian Wirtz è ormai prossimo a diventare un nuovo giocatore del Liverpool. Secondo Fabrizio Romano, i Reds hanno raggiunto un accordo verbale con il Bayer Leverkusen per un trasferimento da 150 milioni di euro, inclusi bonus.

L’intesa con il giocatore era già stata trovata due settimane fa, con Wirtz entusiasta di approdare ad Anfield dopo aver vinto la Bundesliga con il Leverkusen nella stagione 2023/24. Restano da definire gli ultimi dettagli burocratici prima delle visite mediche e della firma sul contratto pluriennale. Si tratta di un investimento significativo per il Liverpool, che punta a rafforzare la squadra sotto la guida di Arne Slot.

San Siro, Sala: «Sullo stadio continuiamo a lavorare e alla fine sarà una questione di soldi. Io voglio favorire…»

San Siro, il sindaco Giuseppe Sala fa il punto: «Per il nuovo stadio sarà una questione di soldi! Non vogliamo che…». Le dichiarazioni

Ai microfoni di RTL 102.5, il sindaco Giuseppe Sala è tornato a parlare del futuro del nuovo San Siro, un tema cruciale per Inter e Milan. Il primo cittadino ha ribadito la centralità del progetto, sottolineando l’importanza di trovare una soluzione che soddisfi entrambe le società e la città. Le parole:

SALA – «Sullo stadio continuiamo a lavorare e alla fine sarà una questione di soldi, come è normale che sia. Io voglio favorire il fatto che i club rimangano a San Siro, a Milano. Non voglio regalare niente a nessuno, c’è un’accusa e ricorsi sul fatto che stiamo regalando le aree e che il Comune di Milano potrebbe ricavare più soldi dalle aree. Lo dico io, certo che potrebbe farlo, basta che dica non c’è più lo stadio ma ci sono tante residenze. Se la vendi per le residenze l’area te la comprano ad un prezzo più alto. Ma noi non vogliamo che Inter e Milan vadano a San Donato o a Rozzano. Rimane il fatto che io amo il mio lavoro ma c’è uno che fa le cose e dieci che fanno ricorso».

Manchester City, ufficiale l’arrivo di Cherki dal Lione: sarà disponibile per il Mondiale per Club

Manchester City, adesso è ufficiale il trasferimento di Cherki dal Lione: il francese sarà disponibile per il Mondiale per Club

Il Manchester City continua a rafforzare la squadra e ufficializza l’arrivo di Rayan Cherki dal Lione. Il giovane trequartista francese, nato nel 2003, si unisce al gruppo di Pep Guardiola per circa 40 milioni di euro (34 milioni di sterline) e ha siglato un contratto quinquennale valido fino al 2029. I Citizens hanno comunicato l’accordo con una nota ufficiale.

Cherki è il terzo acquisto estivo per i Citizens, dopo il terzino sinistro Rayan Aït-Nouri (dal Wolverhampton) e il portiere Marcus Bettinelli (dal Chelsea). Sarà subito disponibile per il Mondiale per Club, in programma nelle prossime settimane. Dopo una stagione brillante con il Lione, in cui ha totalizzato 12 gol e 20 assist, Cherki ha confermato il suo talento emergente, meritandosi la convocazione nella Nazionale maggiore.

Brasile-Paraguay: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Estadio Maracana andrà in scena la sfida tra Brasile-Paraguay: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Estadio Maracana di Rio de Janeiro si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Brasile-Paraguay. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Militao, Marquinhos, Arana; Bruno Guimaraes, Gerson; Rodrygo, Lucas Paquetá, Vinícius; Endrick.

PARAGUAY (4-4-2): Fernandez; Juan Caceres, Balbuena, Alderete, Alonso; Galarza, Gomez, Cubas, Enciso; Almiron, Sanabria.

Orario e dove vederla in tv

Brasile-Paraguay si gioca alle ore 02:45 di mercoledì 11 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta in streaming e gratis per tutti sulla piattaforma ONEFOOTBALL. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Mercato Inter, Ausilio prova il colpo: occhi sul difensore del Parma! C’è la mossa del ds nerazzurro

Mercato Inter, il ds nerazzurro Ausilio prova il colpo a sorpresa: occhi sul difensore del Parma! C’è la mossa ma…

Leoni è ormai uno dei nomi più chiacchierati nel calciomercato dell’Inter per rinforzare il reparto difensivo. Il talentuoso difensore classe 2006 del Parma rispecchia perfettamente i criteri stabiliti dalla proprietà Oaktree per gli investimenti futuri. Con l’arrivo di Cristian Chivu sulla panchina nerazzurra, il club sta cercando di accelerare la trattativa per il giovane centrale, pur mantenendo aperte altre opzioni come strategia di tutela, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport.

MERCATO INTER – «Con il Parma – va ricordato – il dialogo è aperto anche per Giovanni Leoni, difensore che con Chivu si è affermato con continuità e per il quale l’Inter vorrebbe ritentare all’affondo fallito un anno fa, quando il ragazzo giocava nella Sampdoria. Il d.s. Ausilio però intanto si sta cautelando battendo anche altre piste. E si è messo sulle tracce di Christian Mosquera, difensore spagnolo di origini colombiane classe 2004 del Valencia».

Calciomercato Napoli, accordo raggiunto con il Milan per quel calciatore! Cessione vicinissima

Calciomercato Napoli, accordo raggiunto con il Milan per quel calciatore! Cessione vicinissima: tutti i dettagli

Secondo Fabrizio Romano, Yunus Musah è ormai prossimo alla cessione, con Milan e Napoli che hanno trovato un accordo per il trasferimento. Nella giornata odierna, il centrocampista statunitense ha dato il suo via libera per un possibile approdo alla squadra guidata da Antonio Conte. In serata, la trattativa ha subito un’accelerazione decisiva, portando alla sua rapida conclusione

Inzaghi Palermo, c’è l’accordo con il Pisa! Il tecnico è pronto al trasferimento in rosanero

Inzaghi Palermo, c’è l’accordo con il Pisa! Il tecnico è pronto al trasferimento in rosanero in Serie B. Le ultimissime

Pippo Inzaghi è sempre più vicino alla panchina del Palermo. Oggi è stato raggiunto l’accordo tra il club rosanero e il Pisa per liberare l’allenatore, sancendo così un passo decisivo verso il suo trasferimento in Sicilia.

L’ex bomber del Milan ha scelto di aderire al progetto del Palermo, con l’intenzione di chiudere ufficialmente il suo rapporto con il Pisa nella giornata di domani. Dopo aver guidato i toscani alla promozione, Inzaghi ha deciso di restare in Serie B, pur avendo avuto la possibilità di misurarsi in Serie A. Il suo nuovo obiettivo sarà replicare il successo ottenuto, cercando di riportare il Palermo nella massima categoria.

Stati Uniti-Svizzera: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Geodis Park andrà in scena la sfida tra Stati Uniti-Svizzera: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Geodis Park di Nashville si giocherà la sfida amichevole tra Stati Uniti-Svizzera. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Stati Uniti (4-2-3-1): Freese; Freeman, Richards, Robinson, Arfsten; Cardoso, De La Torre; McGlynn, Tillman, Luna; Agyemang. Ct: Pochettino.

Svizzera (3-4-2-1): Kobel; Elvedi, Akanji, Rodriguez; Widmer, Freuler, Xhaka, Aebischer; Ndoye, Amdouni; Embolo. Ct: Yakin.

Orario e dove vederla in tv

Stati Uniti-Svizzera si gioca alle ore 02:00 di mercoledì 11 giugno per una sfida amichevole. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT (canale 253) e in streaming su SKY GO e NOW.

Calciomercato, Sesko nel mirino dell’Arabia Saudita: alcuni club sono sulle tracce dello sloveno e l’Arsenal…

Calciomercato, Benjamin Sesko è finito nel mirino dell’Arabia Saudita: molti club sono sulle tracce dello sloveno e l’Arsenal adesso…

L’Arsenal è da tempo interessato a Benjamin Sesko e sarebbe già in trattativa con il RB Lipsia per il suo trasferimento, anche se al momento non è stato raggiunto alcun accordo. Tuttavia, la concorrenza si è intensificata: alcuni club sauditi hanno avviato contatti per il talento sloveno, aumentando la pressione sul giocatore e sulla società tedesca. Nonostante le offerte provenienti dall’Arabia Saudita, Sesko preferisce restare in Europa, un fattore che potrebbe favorire l’Arsenal e altri club europei.

Il Lipsia, consapevole del valore dell’attaccante 22enne, chiede circa 80 milioni di euro per lasciarlo partire, rendendo la trattativa complessa. Nel frattempo, i Gunners valutano anche alternative per il ruolo, tra cui lo svedese Gyokeres, protagonista di un’ottima stagione con lo Sporting Lisbona. La corsa per Sesko si annuncia così serrata.

Gyokeres Juventus: c’è l’ incontro con gli intermediari! Adesso i bianconeri alzano il pressing! Le novità

Gyokeres Juventus: c’è l’ incontro e le telefonate con gli intermediari! Ora i bianconeri alzano il pressing! Le novità e le ultime

La Juve intensifica i suoi sforzi per portare Viktor Gyokeres a Torino. L’attaccante dello Sporting Lisbona, protagonista di una stagione brillante, è nel mirino del mercato dei bianconeri, che devono però fronteggiare la forte concorrenza del Manchester United.

Secondo Tuttosport, la scorsa settimana la dirigenza juventina avrebbe avuto un incontro a Londra con gli intermediari del giocatore, cui sarebbero seguiti nuovi contatti telefonici nel weekend. La Juve è determinata a tentare il colpo, senza lasciare nulla di intentato nella corsa al talento svedese.

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