Il razzismo continua sui campi di Serie A: dall’Olimpico al Dall’Ara, quale soluzione?

Il razzismo continua sui campi di Serie A: dall’Olimpico al Dall’Ara, quale soluzione?
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La prima pagina di Tuttosport pone il focus sul razzismo, ancora una volta protagonista sui campi italiani. Lazio e Bologna colpevoli

Non si placa il problema del razzismo sui campi italiani. Nonostante lo scalpore creatosi dopo i cori razzisti rivolti a Koulibaly in Inter-Napoli, sono bastate tre gare di Coppa Italia per far tornare il tema al centro delle notizie. Sulla prima pagina di Tuttosport si pone l’attenzione su Moise Kean, vittima di cori durante la gara vinta dalla Juventus contro il Bologna. «Kean zittisce gli idioti, un gol ai buu», titola il quotidiano torinese. Ma non è stato l’unico episodio della giornata, con i cori antisemiti e razzisti intonati dai tifosi della Lazio in occasione della gara contro il Novara, poi minimizzati dalla dirigenza biancoceleste. Un problema che continua a essere centrale, con l’Inter che sconterà proprio oggi la prima delle due gare a porte chiuse conseguente alla decisione del giudice sportivo.

««Io personalmente non ho sentito nessun coro, ma qualora ci fosse stato la Lazio condanna ogni forma di antisemitismo. Non metto in discussione né la buona fede e né l’udito di chi ha ascoltato, il 98% dello stadio non li ha sentiti. Bisogna valutare le dimensioni del fenomeno. Penso ci sia una forma di psicosi che trasforma episodi marginali e minoritari in questioni gigantesche» ha detto Arturo Diaconale, portavoce laziale. Cori idioti, come detto, anche a Bologna, ma, secondo La Gazzetta dello Sport, non si è trattato di cori razzisti perché lo stesso buuu si è ripetuto in forma uguale nei confronti di altri bianconeri non di colore, da Bernardeschi a Khedira. E nelle azioni lontano dalla porta, quando Kean difendeva o portava palla, non si è mai sentito alcun ululato spiacevole. Non è dello stesso avviso che il Bologna: la società ha comunicato che ci saranno sanzioni nei confronti dei trasgressori. Intanto, su Twitter, le condanne social da più parti. Occorre trovare una soluzione: il governo deve intervenire ma, come sottolineato da Allegri, abbandonando i facili slogan e passando ai fatti.