Roma, cercasi gol di Dzeko e colleghi

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Sconfitta piuttosto indolore quella incassata dalla Roma sul campo dell’Atletico Madrid: la qualificazione resta a portata di mano. Intanto però si è bloccato Dzeko

La Roma di Eusebio Di Francesco perde nella quinta gara della fase a gironi di Champions League in casa dell’Atletico Madrid ma non compromette le probabilità di qualificazione agli ottavi di finale: il gruppo C vede ora al comando il Chelsea di Conte con 10 punti all’attivo, Roma seconda a quota 8 con l’Atletico Madrid di Simeone distanziato di due punti, colpevole di non aver mai battuto il Qarabag. Ai giallorossi basterà vincere l’ultima gara del raggruppamento – all’Olimpico contro gli azeri – per certificare il passaggio alla fase a gironi: sarà prima se il Chelsea non dovesse battere i Colchoneros allo Stamford Bridge, in virtù del vantaggio accumulato negli scontri diretti, sara invece seconda in caso di successo degli inglesi. Intanto si è fermato il bomber Edin Dzeko.

I numeri di Edin Dzeko

Sette reti in campionato, tutte consecutive: rispettivamente contro Inter, Verona (2), Benevento (2), Udinese e Milan. In un lasso di tempo che va dal ventisei agosto al primo ottobre: da quel momento Edin Dzeko ha disputato altre sei gare di Serie A, tutte rigidamente per novanta minuti, senza mai andare in rete. Di fatto, in campionato, il centravanti bosniaco non trova la via del gol da quasi due mesi. Cinquantatré giorni per l’esattezza, dato che non supererà i due mesi all’asciutto qualora il digiuno dovesse interrompersi domenica sul campo del Genoa. Sono tre invece le sue firme in Champions League: una nella trasferta sul campo del Qarabag, poi la doppietta a Londra nel rocambolesco 3-3 con il Chelsea. Siamo in data 18 ottobre, ossia gli ultimi gol di Dzeko im maglia giallorossa: assenza dal tabellino che dunque perdura da oltre un mese. I risultati della Roma ne hanno risentito solo in parte, ma la svolta ora appare necessaria.

L’attacco della Roma

Prendiamo come base il campionato, competizione estesa su un numero di partite e su un lasso di tempo abbastanza ampi da poter rendere significative le statistiche: la Roma, potenzialmente seconda forza della classifica qualora dovesse riuscire a battere la Sampdoria nel recupero di campionato, o comunque vada realtà di altissima classifica, presenta soltanto il sesto attacco del torneo. Sono 23 le reti all’attivo per i giallorossi, peggio in ordine di Juventus (37), Napoli (34), Lazio (32), Sampdoria (27) ed Inter (25). La Roma segna alla media di 1.91 reti a partita, poca roba se paragonata alla media tendente al tre presentata dalla Juventus di Allegri e dal Napoli di Sarri. La sensazione è che – se gli obiettivi sono quelli massimi – non possa bastare e che alla Roma occorra in tal senso una rapida inversione di tendenza. Dato peraltro che non trova coerenza con quello inerente alla fase difensiva, lì dove la Roma di Di Francesco – al netto della gara in meno, che in questo caso rappresenta ovviamente un vantaggio comparato – si impone come la difesa meno battuta del campionato di Serie A. Otto i gol subiti in dodici gare, alla media di 0.66 a partita, statistica potenzialmente da scudetto, a patto che si progredisca in termini di prolificità della produzione offensiva.

Roma, la necessità di Dzeko

I capitolini sono stati abili a restare in altissima classifica, ed anzi a migliorare la loro posizione, attingendo il massimo possibile dalla propria tenuta difensiva: in più di un’occasione è bastato un gol per avere la meglio sugli avversari, nonostante prestazioni tutt’altro che convincenti. La questione: è un equilibrio che può reggere? Difficile dirlo. I numeri invece raccontano di un divario piuttosto significativo dalle realtà più prolifiche: Juventus, Napoli e Lazio possono innanzitutto contare sull’apporto di bomber al momento più redditizi di Edin Dzeko (7 reti): Dybala (12), Mertens (10), Immobile (15). Nel caso della Juventus addirittura il secondo marcatore, Higuain con otto firme, va in rete con maggiore costanza rispetto al bosniaco. Chiamato dunque a ritrovare quella vena realizzativa che ne ha contraddistinto l’anno solare. Da sottolineare anche lo scarso apporto dei suoi colleghi di reparto: la Roma vanta sulla carta un attacco senz’altro più profondo in termini di disponibilità rispetto al Napoli, vedi i vari Perotti, El Shaarawy, il misterioso Schick (acquisto più pagato nella storia del club ma di cui ancora non si hanno tracce), Defrel, Gerson e lo stesso Cengiz Under. Ad onor del vero però nessuno ha superato i tre gol, quando siamo ad un terzo del campionato. Se la Roma saprà incentrare il suo successo su questo equilibrio, tanto di cappello. Non è detto però che possa essere sufficiente.