Spalletti si coccola Keita: «Cazzeggia ma gli vogliamo tutti bene»

Spalletti si coccola Keita: «Cazzeggia ma gli vogliamo tutti bene»
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Luciano Spalletti si gode la vittoria, pesantissima, contro l’Empoli grazie al gol di Keita che proietta i nerazzurri a +9 sul quinto posto

L’Inter chiude il proprio 2018 con una vittoria al Castellani contro l’Empoli che consolida ulteriormente il terzo posto. Keita Balde ha deciso il match e Spalletti, ai microfoni di Sky, ha lodato il senegalese: «E’ un ragazzo splendido, nei modi di fare è sempre gioioso ed è quello che cazzeggia più di tutti. E’ bravo a parlare l’italiano e il romanesco, si diverte a stuzzicare i compagni col linguaggio. Ho trovato tutta un’altra persona rispetto a quello che si diceva dopo il periodo con la Lazio». Sulla partita, invece, il tecnico nerazzurro ha detto: «Sono partite che possono mettersi male se non le affronti nel modo giusto. Non abbiamo impattato bene, non siamo stati brillanti nel fare il possesso e nel liberare le vampate sulle fasce. Meglio nella ripresa, dove loro hanno speso fatica e noi, nonostante le condizioni, siamo riusciti a creare problemi. Anche se loro riuscivano ad andare meglio negli spazi e diventava difficile tornare sottopalla e ti portano ad essere sbilanciati coi terzini. Vittoria fondamentale e penso anche giusta». 

Su Nainggolan e Lautaro Martinez: «Radja è stato scelto perché ci mancava qualche vampata, lui alza il livello della gestione e del comportamento anche quando ti salta addosso non facendoti ripartire. L’ho messo perché poteva darmi una mano, è una valutazione da allenatore. Poi gli vogliamo bene, anche se il padre deve brontolare. Lui è un ragazzo sensibile, di persona ha tutte le qualità di chi si comporta bene. A volte viene attratto da altre cose, giocando nell’Inter se ne hai molte cose davanti al calcio non arrivi a certe classifiche. A lui vanno smucchiate alcune… Lautaro è una punta centrale, e quando gli chiedi di fare rientri sul mediano perde le sue qualità, non è Keita che riparte da metà campo e fa 60 metri non facendoti recuperare. Per lui è più difficile, poi è bravo a determinare una scossa perché ha quelle qualità, è un ragazzo forte»