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Torino, Vanoli racconta Salama: il ramadan, l’odio sui social, le qualità tecniche. Chi è il nuovo esterno granata

Torino, nella conferenza stampa alla vigilia del Monza, Paolo Vanoli ha avuto modo di soffermarsi sull’ultimo arrivato in casa granata, Amine Salama

Nel novero dei nuovi acquisti in salsa di calciomercato invernale in casa Torino, Amine Salama è senz’ombra di dubbio l’oggetto più misterioso. Calciatore francese classe 2000 (venticinque candeline da spegnere a luglio), di lui – prima dell’approdo all’ombra della Mole – i tifosi granata in toto conoscevano pochissimo. Ora, dopo un graduale inserimento in gruppo, per l’esterno di Parigi potrebbe essere arrivato il momento del debutto: magari nella sfida di Serie A in arrivo domani contro il Monza.

Proprio nella conferenza di vigilia del match in terra brianzola, il mister dei piemontesi ha avuto modo di soffermarsi sulla sua nuova freccia dell’arco. A partire dal ramadan, che Salama come la stragrande maggioranza dei giocatori mussulmani seguirà dal primo marzo sino al 29 del mese. «Abbiamo la struttura per stare dietro questi ragazzi, l’anno scorso avevo Dembele. Il nutrizionista farà un lavoro importante. Sono situazioni da gestire individualmente. Però siamo molto attenti…è una cosa importante» ha spiegato l’allenatore di Varese. 

Vanoli ha poi preso la palla al balzo per discernere un argomento senz’altro delicato, sempre concernente l’arrivo di Salama a Torino. «Sono stato in silenzio quando è arrivato perché mi ha dato fastidio l’accanimento social nei suoi confronti, non era il sostituto di Duvan». Il riferimento qui è al clima di diffuso pessimismo con cui il numero 15 – complice un curriculum non così entusiasmante – è stato accolto in città. 

Come sottolineato dall’ex Venezia, Salama non è difatti da considerare quale ‘rimpiazzo’ dell’infortunato Zapata (colpo peraltro mai confezionato dal club di Urbano Cairo a gennaio), bensì dell’altro lungodegente sabaudo Nije. Le critiche social menzionate invece hanno indotto l’atleta a chiudere momentaneamente i suoi account ufficiali sulle piattaforme online, per quanto una parte dei giudizi negativi riversati nei suoi confronti si è poi scoperto provenissero dai sostenitori della sua (ormai) ex squadra: il Reims.

Vanoli Torino
Mp Empoli 13/12/2024 – campionato di calcio serie A / Empoli-Torino / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: Paolo Vanoli Torino

La chiosa, infine, di Vanoli, sulle prerogative tecniche del calciatore: «E’ un ragazzo con gamba e tiro, è giovane e lo abbiamo preso perché si è fatto male Njie. Anche lui potrà dimostrare e aiutare la squadra. In questi due giorni ha avuto qualche fastidio alla schiena, lo valuteremo in rifinitura». Insomma, solo l’ultimo allenamento in programma in queste ore al Filadelfia potrà eventualmente dare il semaforo verde per il ‘Gran Premio’ di Monza. Per Salama diventa ora imperativo sfruttare ogni curva a disposizione: c’è la fiducia della panchina da ripagare e un posto in rosa da aggiudicarsi. 

LEGGI QUI LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI PAOLO VANOLI PRE MONZA TORINO

D’Aversa Empoli: «Con la Juve avevo chiesto una prova d’orgoglio; Genoa sfida difficile, dovremo evitare di fare questo»

Le parole di Roberto D’Aversa, tecnico dell’Empoli, in conferenza stampa in vista della partita dei toscani contro il Genoa

Roberto D’Aversa ha parlato in conferenza stampa in vista della partita dell’Empoli contro il Genoa. Di seguito le sue parole.

VITTORIA STORICA IN COPPA ITALIA CONTRO LA JUVE – «Avevo chiesto l’orgoglio dopo la disfatta contro l’Atalanta, ma adesso dobbiamo affrontare un campo difficile e con una situazione incerottata. Dobbiamo ripartire da qui».

CHE PARTITA SARA’ CONTRO IL GENOA – «Loro nelle ultime tre partite in casa hanno fatto risultato pieno, hanno trovato un certo equilibrio. Il loro stadio spinge molto, puoi avere la sensazione di essere superiore in alcuni momenti ma poi cambia tutto. Ho in mente la partita che abbiamo fatto con Lecce l’anno scorso, la spinta del pubblico ha cambiato tutto. Noi abbiamo delle qualità, la partita di mercoledì ci deve servire per crederci e per essere compatti. Non abbiamo caratteristiche di attendere, abbiamo fatto meglio quando siamo stati aggressivi. Non sarà l’aspetto tattico ma i duelli a determinare questa partita. Anche nella partita di Torino si è ragionato sul passaggio del turno, ma anche lì abbiamo recriminato sul risultato del novantesimo».

CURA DETTAGLI – «La cura dei dettagli è naturalmente importante. Nella partita dell’andata c’è stato un episodio che ha determinato il risultato, il dettaglio fa la differenza. Ma lo fa anche nella vita normale, non solo nel calcio».

CONDIZIONI ISMAJLI – «Ismajli non ci sarà, la gioia del passaggio del turno non ci restituisce gli indisponibili. Dobbiamo dare l’anima, anche per dare continuità a quello che è successo in settimana. Ragiono sulla realtà dei fatti, abbiamo preso cinque gol in campionato, quello che è successo mercoledì non deve distoglierci dalla salvezza».

COSA LASCIA LA VITTORIA DI COPPA ITALIA – «La partita di mercoledì ci deve dare la spinta, ma dobbiamo anche pensare che domenica abbiamo preso cinque gol. La maschera della felicità dobbiamo metterla da parte, affronteremo una squadra in forma in uno degli stadi più caldi d’Europa».

REAZIONE ALLE DIFFICOLTA’ – «La lotteria dei rigori i miei ragazzi l’hanno affrontata senza il fardello di dover passare per forza. Quando ci siamo riuniti prima che cominciassero i rigori ci siamo detti che eravamo a un certo punto e non potevamo mollare. Avremmo meritato di vincerla, quella partita. Determina molto il fatto che aver schierato due giocatori nel proprio ruolo come Ismajli e Marianucci significa tanto. Non voglio creare alibi, ma chiaramente avere delle difficoltà è normale quando ti mancano certi giocatori».

MIGLIORARE IL CINISMO – «Per il mio modo di ragionare non parlo di fortuna o sfortuna, a volte bisogna essere più precisi e cattivi nel far gol. Un aspetto che ho rivisto in settimana è la voglia di non prendere gol, essere aggressivi, quelle sono situazioni che determinano un risultato».

Formazioni ufficiali Atalanta Venezia, le scelte dei tecnici

Formazioni ufficiali Atalanta Venezia, le scelte dei due allenatori per il match valido per la 27ª giornata del campionato di Serie A

Alle 15:00 la sfida valida per la 27ª giornata di Serie A tra Atalanta Venezia. Di seguito le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori.

ATALANTA (3-4-3): Carnesecchi; Posch, Djimsiti, Kolasinac; Cuadrado, de Roon, Éderson, Zappacosta; De Ketelaere, Retegui, Lookman. A disp. Rui Patricio, Rossi, Toloi, Sulemana, Pasalic, Bellanova, Ruggeri, Samardzic, Palestra, Brescianini, Maldini. All. Gasperini.

VENEZIA (3-5-2): Radu; Schingtienne, Idzes, Candé; Zerbin, Kike Pérez, Nicolussi Caviglia, Busio, Ellertsson; Oristanio, Maric. A disp, Joronen, Grandi, Yeboah, Marcandalli, Conde, Fila, Bjarkason, Duncan, Carboni, El Haddad, Doumbia. Alle. Di Francesco.

Nicola Cagliari: «Con il Bologna partita di quelle che piacciono a me, avremo spazio per scatenarci in ripartenza»

Nicola Cagliari, le parole del tecnico rossoblù in conferenza stampa in vista del prossimo impegno dei sardi contro il Bologna

Davide Nicola ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida del Cagliari contro il Bologna. Di seguito le parole del tecnico rossoblù.

SFIDA DI BOLOGNA – «Sono diverse partite che giocano a buoni ritmi come contro il Milan, vedere come ha giocato con loro mostra la loro forza e che hanno delle buone alternative. Dovremo cercare di mettere il nostro nel confrontarci perché attaccano continuamente, cercano subito gli attaccanti. Dovremo essere bravi in possesso e non».

JUVENTUS – «Noi siamo convinti del fatto che non dovremmo perdere il nostro punto di vista, ora sfideremo una squadra che lotta per la Champions. Dovremo fare le giuste valutazioni contro il Bologna, l’obiettivo è fare più punti possibili per progredire e crescere. Serve una prestazione all’altezza del Bologna, dobbiamo migliorare nela velocità e nelle singole scelte».

RIPARTENZE – «Non studiamo una sola strategia, in ogni partita dobbiamo farne 3 o 4 diverse. Dovremmo essere bravi a prendere lo spazio se staremo a baricentro basso, le ripartenze sono una caratteristica di Luvumbo. E’ guarito ed ha dimostrato che può agire sull’esterno o tra le linee, sa attaccare bene lo spazio. Abbiamo fatto delle prove per il Bologna date le loro caratteristiche, è normale che concedano alla velocità dato che sono una squadra amolto aggressiva. Sono un buon esempio di gioco, mi piace vederli giocare e questa è anche la nostra idea. Hanno 3 anni di esperienza nel giocare a certi livelli, Italiano gli ha dato più verticalità, sono molto pericolosi. Possiamo migliorare le cose che ci siamo detti e da questa partita vedremmo se saremo migliorati nella qualità e quantià del gioco».

CLASSIFICA – «Me la aspettavmo così, da qui ci sono dodici partite fino alla fine e penso che ci saranno diverse partite interessanti per cambiarla a nostro favore. Alcuni hanno overperformato fin qui ma la cosa non è un demerito, statisticamente valutiamo la produzione di gioco, io come gli altri allenatori. Noi ad ora dovremmo avere più punti, non li abbiamo perché dobbiamo migliorare la precisione nel gioco o il trasformare le poche azioni che abbiamo quando la produzione è bassa. Ci serve mantenere l’equilibri tra le due fasi, cosa in cui siamo migliorati».

PALOMINO – «Si sente parte del gruppo ed avevamo detto che la cosa con il Talleres non si sarebbe concretizzata. Non possiamo disperdere variando sempre la formazione, la fiducia va conquistata quando puoi giocare. La fiducia in lui è grandissima, da qui alla fine serviranno tutti date le possibili squalifiche e gli infortunio. In un gruppo hai bisogno di tutti anche solo per due volte».

PRATI, MARIN, VIOLA E GAETANO EE – «Nel primo tempo con la Juventus non sarebbe bastato un regista, avevamo una strategia chiara e gli abbiamo lasciato il primo palleggio. L’unico rammarico c’è nel come abbiamo preso il gol. Nel secondo abbiamo aggiunto un giocatore sulla loro prima linea anche per prendere gli spazi, cosa che potevamo fare anche nel primo ma loro hanno fatto bene. Peccato nel finale per le occasioni avute, in un caso non abbiamo preso lo spazio e dopo non abbiamo messo Coman in una situazione più pericolosa. Singoli? Abbiamo un’identità e alcuni hanno giocato più di altri, ognuno avrà il suo minutaggio, conta quello che si fa in campo ».

CENTROCAMPO E ULTIME DUE PARTITE – «Gaetano? Abbiamo ancora dei problemi, è importante non perdere nessuno, a volte vale la pena rischiare ed altre no. Difficile avere più quantità che nella partita con la Juventus, noi abbiamo la quantità necessaria ma non la qualità. Nelle ultime due partite abbiamo usato un centrocampo a tre, facendo bene a Bergamo; la Juve è stata più brava nel palleggio. Quando non riesci bene in pressione devi scivolare di più e provare ad intercettare. Abbiamo provato ad impedire il palleggio ma poi non avevamo sempre il giocatore in marcatura e lavorare bene cercando di rompere la linea difensiva. Abbiamo pagato le ripartenze ma a Bologna abbiamo già scelto la nostra strategia, ci esprimiamo bene ma dobbiamo migliorare nel tenere il baricentro. Serve il coraggio e la capacità di occupare bene il campo».

TATTICA – «Tutte le soluzioni sono possibili,, bisogna considerare che Italiano cambia spesso molti uomini. Ha varie alternative tra attaccanti e trequartisti, anche nel ruolo di terzini hanno diversi ballottaggi. Non penso che siano stanchi data la partita giocata con il Milan, sarà utile giocare a certi ritmi, vedremo quali riusciremo ad imporgli».

ANDATA – «Il Bologna presenta difficoltà data la grande aggressività che hanno, dovremmo essere bravi nel palleggio ed occupare bene gli spazi. Sono pericolosi perchè quando recuperano palla e fanno transizione poi servono bene gli attaccanti. Dovremo essere bravi nel distenderci perché loro sono bravi a metterti in difficoltà, sono una squadra che ti stressa sempre a livello difensivo. Quando avremo noi la palla dovremo predisposti poi ad uscire con il pallone ma anche a difenderci, sarà una gara veloce e combattuta. E’ un tipo di partita che mi diverte e dovremmo essere bravi nelle interpretazioni».

Kimmich, addio al Bayern Monaco? Il ds Eberl: «Nessuno al di sopra del club, abbiamo ritirato l’offerta per il rinnovo»

Kimmich pronto ad abbandonare il Bayern Monaco: il club ritira l’offerta per il rinnovo: ecco le parole di Max Eberl, ds dei bavaresi

Joshua Kimmich dirà addio al Bayern Monaco in estate: a rivelarlo è stato il ds dei bavaresi Max Eberl a Sky Sport DE, dopo la vittoria contro lo Stoccarda di ieri sera. Di seguito le sue parole.

FUTURO – «In generale, nessuno è al di sopra del club, e se un giocatore decide diversamente, decide diversamente. E poi il Bayern andrà avanti comunque».

OFFERTA PER IL RINNOVO RITIRATA – «Sì, è di dominio pubblico. Se la verità è pubblica, è così. Stiamo negoziando, parliamo. Non abbiamo mai dato una posizione su come stanno andando le trattative. Parliamo tra di noi ed è questo l’aspetto più importante».

ASPETTARE IL CALCIATORE É STATA UNA STRATEGIA SBAGLIATA – «Lo si vedrà quando ci sarà il risultato. Quando il risultato sarà pronto, allora potrete dare il voto (riferendosi ai media, ndr)».

SI SENTONO INGANNATI DAL CALCIATORE – «No, non ci sentiamo affatto ingannati da Joshua Kimmich. Joshua sta giocando una stagione straordinaria, ha avuto finora una performance incredibile. Nel club sappiamo tutti cosa abbiamo con Joshua. Il rapporto con noi è intatto? Assolutamente».

Monza Torino, Vanoli ritrova un big in attacco: a centrocampo annuncia quell’assenza…

Monza Torino si avvicina, Paolo Vanoli in conferenza annuncia il rientro di un attaccante granata, nel centrocampo invece pesa ancora un’assenza…

Monza Torino è il prossimo incontro di Serie A. Intervenuto quest’oggi in previsione della gara contro i brianzoli in conferenza stampa il tecnico ha annunciato il rientro di Che Adams dopo i problemi antecedenti alla gara col Milan. Al contrario a centrocampo è ancora indisponibile Tameze. Ecco un estratto delle sue parole:

Mister Vanoli, come sta il Torino?

«Bene. Quando fai una vittoria importante con il Milan crescono autostima e gioia e così lavori meglio. Stiamo tutti bene a parte Tameze, ma è vicino al rientro. Poi Salama negli ultimi due giorni ha avuto un fastidio alla schiena».

In attacco c’è tanta concorrenza…

«Mah…l’obiettivo è costruire una rosa con concorrenza, è un obiettivo anche in prospettiva futura. Quando hai doppi ruoli, devi esprimerti meglio per avere la fame di giocare. E’ ciò che cerco di fare. Adams l’avevo detto settimana scorsa. Nella settimana prima del Milan aveva avuto un piccolo fastidio all’adduttore, siamo stati bravi ed è la fortuna di avere due ottimi attaccanti di giocarsi il posto ed avere la fortuna di alternali. Tonny (Sanabria, ndr) ha fatto molto bene»

LEGGI QUI LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI PAOLO VANOLI PRE MONZA TORINO

Torino, Vanoli in conferenza pre Monza: «Sosa e Adams ok, partita che vale sei punti. Ilic? Vi dico cosa ci siamo detti»

Vanoli in conferenza stampa pre Monza Torino, ecco le parole del tecnico granata alla vigilia del match di Serie A tra brianzoli e piemontesi

Giornata di vigilia per Paolo Vanoli, ergo, giornata di conferenza stampa. Il tecnico varesino interviene oggi dinanzi ai cronisti riuniti nel ventre dello Stadio Olimpico Grande Torino. Il motivo? Semplice, presentare la sfida di Serie A in programma domani – alle 12e30 in punto – Monza Torino. Vediamo dunque qui riportate le parole integrali di mister Paolo Vanoli, così l’allenatore in conferenza stampa a circa ventiquattro ore dal ‘Gran Premio’ che andrà in scena in terra brianzola. Microfoni aperti a partire dalle 12e30:

Vanoli in conferenza stampa pre Monza Torino:

Mister Vanoli, come sta il Torino?

«Bene. Quando fai una vittoria importante con il Milan crescono autostima e gioia e così lavori meglio. Stiamo tutti bene a parte Tameze, ma è vicino al rientro. Poi Salama negli ultimi due giorni ha avuto un fastidio alla schiena»

In attacco c’è tanta concorrenza…

«Mah…l’obiettivo è costruire una rosa con concorrenza, è un obiettivo anche in prospettiva futura. Quando hai doppi ruoli, devi esprimerti meglio per avere la fame di giocare. E’ ciò che cerco di fare. Adams l’avevo detto settimana scorsa. Nella settimana prima del Milan aveva avuto un piccolo fastidio all’adduttore, siamo stati bravi ed è la fortuna di avere due ottimi attaccanti di giocarsi il posto ed avere la fortuna di alternali. Tonny (Sanabria, ndr) ha fatto molto bene»

Come ha visto la squadra in settimana?

«Te l’ho detto, le vittorie portano sempre autostima e l’autostima fa lavorare meglio. Ho detto ai ragazzi che Monza non dobbiamo dimenticarci come abbiamo vinto contro il Milan, dovremo aggiungere qualcosa in più sotto l’aspetto anche tecnico»

Sanabria, Adams o entrambi domani?

«Sanabria, Adams oppure entrambi, sono elastico in queste cose. Sono contento di Sanabria, lo vedevo in buone condizioni e ha avuto un’opportunità. Ha dimostrato che fino alla fine dell’anno può darci una mano. Ho la fortuna di poter scegliere»

Mister Vanoli, come si lavora per aumentare la capacità offensiva. Il Torino fatica a segnare?

«Abbiamo una percentuale di realizzazione più alta. Vuol dire che creiamo anche poco ma quando creiamo riusciamo a segnare. Dobbiamo creare più occasioni, poi c’è l’aspetto individuale per concretizzare. Io penso che tante volte abbiamo creato potenziali occasioni che non vengono calcolate.

Questa deve essere una strada percorrere, la voglia sempre di andare in avanti. Da quando sono qua ho detto che a me piace un calcio più diretto e meno di palleggio, in questa seconda parte cambiando il modulo abbiamo aggiunto qualcosa e abbiamo margini di crescita. I nuovi possono darci soluzioni diverse e qualitative»

A che punto è Elmas nel recupero? E come cresce il feeling con Vlasic?

«Elmas sta crescendo, ho detto che era quello con più qualità di tutti ma allo stesso tempo anche con una condizione inferiore agli altri. La mia capacità è avere le sue performance senza portarlo al limite: a volte si arrabbia perché lo sostituisco e io gli dico: ‘perchè lunedì e martedì devi correre’. a volte si pensa che la condizione si abbia solo giocando ma in realtà la si migliora facendo lavori a secco.

Ci ha portato professionalità e qualità, tutti sanno le sue qualità. Poi penso che i giocatori qualitativi si riconoscono tra di loro,Vlasic e Sanabria sono due giocatori tecnici. Sono tutti sulla stessa direzione. Poi come sai non mi accontento mai, da Vlasic vorrei qualche gol in più»

A centrocampo ci sono tantissime scelte: ha il pensiero di un centrocampo a tre?

«Sì, assolutamente. E’ un reparto che dopo gennaio, con l’arrivo di Casadei e la permanenza di Ilic, si è arricchito. Ma devo pensare al bene della squadra: quello che deve funzionare. Io non posso pensare al bene di un giocatore. Sono sette giocatori per due posti, il bello come ho sempre detto avviene in settimana. La concorrenza stimola e io ho questa opportunità»

Come sta Salama? Ho visto che è mussulmano, sta facendo il Ramadan?

«Abbiamo quattro giocatori mussulmani: Elmas, Dembélé, Njie che è infortunato e Salama. Abbiamo la struttura per stare dietro questi ragazzi, l’anno scorso avevo Dembele: il nutrizionista farà un lavoro importante. Sono situazioni da gestire individualmente. Però siamo molto attenti, che è una cosa importante. 

Ma questo non penso che destabilizza lo stato di forma. Sono stato in silenzio quando è arrivato perché mi ha dato fastidio l’accanimento social nei suoi confronti, non era il sostituto di Duvan. Volevo vedere le sue potenzialità in allenamento. E’ un ragazzo con gamba e tiro, è giovane e lo abbiamo preso perché si è fatto male Njie. Anche Salama potrà dimostrare e aiutare la squadra. In questi due giorni ha avuto qualche fastidio alla schiena, lo valuteremo in rifinitura. Però si sta allenando bene, sono sicuro che arriverà il suo momento»

A centrocampo ci sono tantissime scelte: ha il pensiero di un centrocampo a tre?

«Sì, assolutamente. E’ un reparto che dopo gennaio, con l’arrivo di Casadei e la permanenza di Ilic, si è arricchito. Ma devo pensare al bene della squadra: quello che deve funzionare. Io non posso pensare al bene di un giocatore. Sono sette giocatori per due posti, il bello come ho sempre detto avviene in settimana. La concorrenza stimola e io ho questa opportunità»

Ma per Paolo Vanoli c’è ancora spazio per sognare?

«Mi sono concentrato sul primo obiettivo da raggiungere. Poi c’è un macro-obiettivo, un sogno, e che sarà in prospettiva futura il mio sogno. Per arrivarci dopo ci servono step. Io credo non abbiamo ancora raggiunto quello della salvezza, pensiamo a Monza perché vale sei punti»

Sosa sta bene?

«Si si ha recuperato»

Nelle gerarchie di Vanoli tra Sosa o Biraghi chi è avanti nel ballottaggio?

«Su Biraghi…ho avuto la fortuna di vederlo all’Inter, quindi lo conoscevo. Ma è stato un giocatore importante anche per la Fiorentina. Abbiamo aggiunto esperienza, abbiamo aggiunto tecnico e contro il Milan ha fatto una buona prestazione. E questo, sono convinto, può aiutare Sosa a dare di più. Quando ti giochi un posto, devi avere una mentalità forte per dimostrare di essere più forte del compagno. E questo aiuta la squadra a crescere. Sosa e Biraghi sono due giocatori veramente importanti»

C’è stato un dialogo Vanoli-Ilic. Come sta?

«Bene…sapete cosa abbiamo passato durante il mercato, appena è rientrato gli ho parlato dicendogli le cose in faccia: perchè io sono una persona vera. E’ un giocatore importante, ma deve solo capire come diventarlo. Adesso se prima aveva qualche bonus da parte dell’allenatore, ora deve conquistarsi la fiducia dell’allenatore e soprattutto dei suoi compagni. Ha potenzialità, ma sapete che a me non servono giocatori che fanno bene due partite e quattro no. A me serve la continuità. Sono convinto che possa dare ancora qualcosa di importante al Torino»

Termina qui la conferenza stampa di Paolo Vanoli pre Monza Torino

Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid: la lotta è su 3 fronti. Due giorni di fuoco ne La Liga, poi sarà Champions. Ecco i punti di forza della squadra di Flick

La Liga, duello a tre tra Barcellona, Real Madrid e Atletico: ecco i punti di forza e quelli deboli dei catalani di Flick

Il calcio spagnolo continua ad essere competitivo, e non è facile dire quale squadra domini tra le tre grandi di Spagna ne La Liga. Il futuro è ancora incerto, senza un vero padrone in vista: Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid si stanno confrontando in 3 ambiti: campionato, Copa del Rey e Champions League. Una serie di incroci suggestivi, che in questo turno di campionato vedranno le squadre scendere in campo secondo questo ordine. Oggi alle 18.30 Betis-Real Madrid, poi alle 21 Atletico Madrid-Athletic Bilbao. Domani chiude il Barcellona in casa, alle 16.15 contro il Real Sociedad.

La Gazzetta dello Sport fa un’analisi delle tre squadre e sui blaugrana propone questa lettura: dopo un inizio brillante, con due vittorie nei Clásicos con un punteggio complessivo di 9-2, e una battuta d’arresto in campionato, il Barcellona ha ritrovato la via del successo grazie al gioco offensivo e ai gol, con 120 reti segnate nelle competizioni. La squadra è tornata in cima alla Liga e affronta con ottimismo la Champions League, dove sfiderà il Benfica. Il pareggio 4-4 contro l’Atletico ha mostrato le due facce del Barça: sotto 2-0 dopo 6 minuti, è riuscito a recuperare e a passare avanti 4-2, ma ha poi concesso il pareggio a causa di una difesa troppo alta. La squadra, comunque, si distingue per alcuni giocatori di grande valore come Lewandowski (33 gol stagionali), Lamine Yamal e Pedri, che continuano a brillare. La difesa del Barcellona rimane un punto debole, ma la squadra mantiene un gioco offensivo molto produttivo.

Tovalieri: «Mi chiamavano Cobra, questo è il motivo. Quella volta che segnammo io e Maradona. Ho fatto un gol più difficile di quello di Arnautovic. A Bari inventammo il trenino…»

Le parole di Sandro Tovalieri, leggendario bomber di provincia degli anni ’80 e ’90, soprannominato il Cobra

Magari non tutti si ricordano chi sia stato Sandro Tovalieri, bomber degli anni ’80-90. Ma quel che è certo è che chi lo ha in mente lo associa al suo soprannome, indicativo delle sue caratteristiche da attaccante: Cobra. Ecco il racconto della sua carriera fatto a La Gazzetta dello Sport.

LA NASCITA DEL SOPRANNOME – «Nasce a Bari, metà anni 90. Cobra perché è un animale pericoloso, morde e fugge: i compagni di squadra dicevano che in area di rigore io ero così».

LE SUE CARATTERISTICHE – «Ero un 9 puro, lucido, istintivo, letale. Quando inquadravo la porta non sbagliavo un tiro. Mazzone mi urlava: “Nun te move!…Cobra, stai sempre in area… Nun te move!».

IL GOL NEL CUORE – «Il primo in Serie A, Napoli-Roma 1-1. A fine partita alzo la testa e guardo il tabellone del San Paolo con i nomi dei due marcatori: Tovalieri e Maradona».

LA RETE PIU’ BELLA – «In un Bari-Genoa, cross di Gautieri, Bortolazzi rinvia calciando altissimo, io aspetto che la parabola scenda e tiro al volo. Hai presente Arnautovic l’altra sera? Il mio aveva un coefficiente di difficoltà ancora più alto».

L’ESULTANZA DEL TRENINO – «L’idea fu di Guerrero, il colombiano. Che ridere: ci impiegammo tre mesi per impararlo, perché non eravamo sincronizzati. Però poi ce lo copiarono tutti. Lo facevano anche i tifosi del Bari in curva e nei campionati dilettanti: dopo il gol tutti accucciati a fare il trenino».

LIEDHOLM – «Il Barone mi stimava. All’epoca giocavo nella Primavera, segnavo un sacco di gol. Nell’anno dello scudetto, 1982-83, un giorno, Roma-Genoa, mi portò in panchina: ero poco più che un ragazzino, ma ero spavaldo come lo si è a quell’età. La Roma vinse 2-0, alla fine gli dissi ridendo: “Mister, cinque minuti alla fine me li poteva far fare”. E lui rispose: “Sii contento così, perché avrai un gran futuro”».

Guerra in Ucraina, De Zerbi risponde a Trump: «Dica quello che vuole, la Russia ha invaso, io ero lì e so la verità»

Guerra in Ucraina, Roberto De Zerbi risponde a Donald Trump e alle parole del presidente americano: «La Russia ha invaso l’Ucraina, è la verità»

Roberto De Zerbi, tecnico dell’Olympique Marsiglia, ha parlato in conferenza stampa in vista dell’impegno dell’OM contro il Nantes di domenica sera. Il tecnico italiano ha commentato anche le dichiarazioni di Donald Trump sulla guerra in Ucraina, in cui il presidente americano ha negato le responsabilità dell’invasione russa. Di seguito le sue parole.

GUERRA IN UCRAINA – «In questi giorni ho letto che Trump ha detto che la Russia non ha invaso l’Ucraina, ma io ero in Ucraina e conosco la verità, poi ognuno può pensare quello che vuole e vedere le cose a modo suo».

FUTURO – «Ho sempre detto che dopo il Marsiglia non allenerò altre squadre in Francia, ma questo non vuol dire che voglio andarmene domani o a fine anno, vorrei restare due, tre o quattro anni, non lo so».

Fiorentina Lecce, i Flop della sfida. Zaniolo nervoso, Beltran sfortunato, Morente combina poco, Rebic entra ma non dà la svolta

Fiorentina Lecce, i peggiori in campo nella sfida al Franchi di ieri sera sia per i viola che tra le fila dei salentini

Fiorentina Lecce ha visto i viola vincere 1-0 grazie al gol costruito dalla coppia che rappresenta gli unici 7 in pagella secondo le valutazioni de La Gazzetta dello Sport: il brasiliano Dodo (autore della sgasata con cross) e il tedesco Gosens (che ha messo in porta il suggerimento del compagno con un bel colpo di testa). Chi, al contrario, non ha funzionato, nelle due squadre? Ecco gli insufficienti più gravi secondo la Rosea: per la Viola sono i 5,5, per i salentini sono i 5 in pagella.

FIORENTINA

ZANIOLO: «Cerca più volte di liberare il sinistro, ma non ci riesce mai. In più prende un giallo che gli farà saltare il Napoli: troppo nervoso».

CATALDI: «In regia lavora in costruzione, ma non sempre riesce a dare la vivacità che servirebbe alla manovra della Viola. Sostituito».

BELTRAN: «Si abbassa spesso per prendere il pallone. Manda il rigore sul palo, sfortunato sulla traversa».

LECCE

BERISHA: «Cerca di muoversi tra le linee di centrocampo e attacco, ma il suo lavoro è anonimo. Si prende anche un giallo evitabile: serata no».

GUILBERT: «Gara di solo contenimento, perde un pallone molto rischioso e non vede Gosens alle sue spalle sul gol».

MORENTE: «Largo a destra cerca di dare ampiezza ma combina poco o niente. Quando si sposta a sinistra non cambia marcia».

REBIC: «Anche stavolta il suo ingresso non dà la svolta al Lecce. A volte sembra un corpo estraneo alla squadra».

Monza Torino, Claudio Sala: «É la mia partita del cuore, I granata possono centrare l’Europa se faranno questo. Elmas è forte, Vanoli mi ricorda un mio allenatore»

Monza Torino, le parole di Claudio Sala, doppio ex della sfida: dai primi passi nel calcio mossi con i brianzoli alla consacrazione in granata

Monza Torino di domani sarà la partita del cuore di Claudio Sala. L’ala definita il Poeta del gol negli anni ’70 è nato in Brianza, ha giocato con i biancorossi e ha avuto in granata la consacrazione definitiva, giocandovi dal 1969 al 1980. Sala è uno degli eroi dello scudetto del 1976, nella squadra guidata da Gigi Radice lui era il capitano e l’uomo che serviva assist in continuazione a Graziani e Pulici. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

MONZA-TORINO – «Sarà la mia domenica speciale: il Toro è unico, mi ha dato tutto, il Monza è nel cuore. Qui sono rinato quando, giovanissimo, l’Inter mi ha lasciato a casa».

IL MONZA NELLA SUA CARRIERA – «C’entra. Conosco un giocatore del mio paese, si chiama Canzi: mi fa fare un provino al Monza. Va talmente bene che dopo un quarto d’ora il tecnico mi toglie dal campo per non far vedere le mie qualità agli osservatori di altri club. Così mi tessera il Monza, dove ho esordito a 18 anni. Da qui è iniziata la mia bella storia e poi la mia avventura».

EUROPA POSSIBILE PER I GRANATA – «Il campionato è lungo, mancano 12 partite: i discorsi per tutti gli obiettivi sono aperti. A marzo il Toro ha un calendario favorevole con Monza, Parma ed Empoli prima della sosta. A questo punto, diventano fondamentali i tre punti a Monza».

ELMAS – «Moltissimo, gli faccio i complimenti per il gol di Bologna: eccezionale. Finta, scavetto e palla in rete, è un calciatore di grande livello».

IL MERCATO INVERNALE – «Si sta costruendo una squadra sempre più valida e sempre più forte. Adesso ci auguriamo che accada quel qualcosa che spinga il Toro a fare uno scatto in più in termini di risultati».

CHI RICORDA VANOLI – «Direi mister Giagnoni, per la sua capacità di unire e perché aveva portato un pizzico di serenità».

Esonero Conceiçao, Sacchi: «Non è tutta colpa sua, ma il Milan a Bologna non era una squadra. La crisi nasce dalle idee di quest’estate. Ma i dirigenti che fanno?»

L’ex allenatore rossonero Arrigo Sacchi ha parlato del momento non positivo in casa rossonera e di Conceicao. Le parole

DOPO BOLOGNA – «Questo Milan non è una squadra. Lo dico con dispiacere, perché sapete quanto bene voglia a questa società, ma purtroppo non si può sfuggire all’evidenza. A Bologna c’erano undici giocatori sparpagliati per il campo, senza nulla che li tenesse uniti, senza un gioco, senza un’idea»

LE RESPOSABILITA’ – «Sarebbe ingiusto attribuire tutte le responsabilità della situazione attuale al tecnico portoghese, che è arrivato poco dopo Natale. Così come sarebbe stato ingiusto dare tutte le colpe a Paulo Fonseca per i risultati arrivati nella prima parte di stagione. Gli errori, come sempre, vanno divisi, in parti più o meno uguali, tra i dirigenti, l’allenatore e i giocatori»

BASTA CON CONCEICAO – «Non penso che la società veda un futuro con lui, ma questa è la mia impressione. Io, da osservatore esterno e da innamorato del Milan, segnalo alcune cose: in estate i rossoneri volevano un allenatore, Lopetegui, bocciato dai tifosi. Hanno virato su Fonseca. Hanno acquistato cinque giocatori stranieri. Poi hanno mandato via Fonseca, hanno preso Conceiçao e hanno ingaggiato altri cinque calciatori. Il risultato è il medesimo: il Milan non è mai diventato una squadra».

CI VOGLIONO LE IDEE – «Perché per costruire una squadra serve un club che abbia le idee chiare, e queste idee devono essere trasmesse all’allenatore il quale ha il compito di farle recepire ai giocatori. Faccio un esempio: Berlusconi, quando m’ingaggiò, mi disse che desiderava vincere e convincere attraverso un gioco spettacolare. Io gli spiegai che cosa avevo in mente e lui mi appoggiò in ogni momento. Aveva già acquistato Gullit e Van Basten, io gli chiesi tre ragazzi che venivano dal Parma, Mussi, Bianchi e Bortolazzi, uno che aveva fatto molta panchina all’Udinese, Colombo, e volli a tutti i costi Ancelotti, sul quale il presidente aveva dubbi per i problemi fisici. Gli dissi: “Lei mi compri Ancelotti e noi vinceremo lo scudetto”. Mi accontentò e io fui di parola. E l’anno successivo, prima di comprare Rijkaard, lo mandai a seguire per due settimane da un mio uomo di fiducia. I dirigenti di oggi si comportano in questo modo? Non lo so, ma qualche dubbio mi viene. Per fare una buona squadra servono uomini affidabili. In campo e fuori».

Calciomercato Milan, cessione inevitabile per un giocatore rossonero: lascerà il club a giugno

Calciomercato Milan, Theo Hernandez è destinato a lasciare i rossoneri a giugno: niente rinnovo e cessione inevitabile vista la scadenza al 2026

Il destino di Theo Hernandez con la maglia del Milan ormai è segnato. Come riferito dalla Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, Theo lascerà sicuramente i rossoneri a giugno. Il terzino francese, con il contratto in scadenza nel 2026 e nessuna volontà di rinnovare, è destinato alla cessione nella prossima finestra di mercato.

Il Milan infatti non ha nessuna intenzione di rinnovare il contratto alle cifre richieste dal classe ’97 che ammonterebbero a circa 7 milioni di euro a stagione. Perciò, la società rossonera per evitare la cessione a zero nel 2026 cederà il francese a giugno.

Atalanta Venezia, Lookman a un passo da un traguardo importante: i dettagli

L’attaccante nigeriano Ademola Lookman contro il Venezia potrebbe raggiungere quota 13 gol

Oggi ci sarà grande curiosità nel capire se e quanto l’Atalanta riuscirà a mettere pressione su Napoli–Inter. In caso di vittoria alle ore 15, aggancerebbe i nerazzurri in vetta alla classifica: una situazione che alle 20 sarà cambiata in qualche modo, ma certificherebbe ulteriormente l’ingresso della Dea nello sprint per il titolo.

L’attenzione sarà rivolta principalmente su Ademola Lookman, che ritroverà lo stadio di casa dopo il rigore fallito con il Bruges, peraltro perdonatogli dalla tifoseria, pronta nel dedicargli uno striscione affettuoso nei giorni successivi. Per il nigeriano la giornata odierna potrà essere quella giusta per centrare un record: per ora ha segnato 12 reti in questo torneo, gliene manca solo uno per toccare quota 13, il suo massimo nei principali campionati europei, raggiunto nel 2022-23 con l’Atalanta). L’attaccante ha preso parte a 11 gol in gare casalinghe (7reti, 4assist), meno solo del fiorentino Moise Kean (12) in questo campionato

Napoli-Inter, i temi della sfida: il pareggio va bene a entrambi? Le scelte di formazione di Conte e la sfida tra gli ex compagni: Lukaku vs Lauraro

Napoli-Inter, alle 18 allo stadio Maradona andrà in scena il big match tra gli azzurri di Conte e i nerazzurri di Inzaghi

«Ore 18, Napoli–Inter. Resa dei conti per lo scudetto? Non esageriamo»: comincia così il pezzo d’apertura de La Gazzetta dello Sport a firma Luigi Garlando a proposito della sfida che oggi calamiterà l’attenzione del mondo intero. Questi sono i temi principali della partita.

1) Ripartenza o fuga. «Dopo tre pareggi e il tonfo in riva al lago di Como, Conte avrebbe bisogno come il pane di una vittoria ricostituente: battere i campioni in carica, superarli in classifica e ritrovarsi di nuovo solo in vetta, restituirebbe piena consapevolezza e butterebbe benzina sul fuoco del sogno popolare». Una vittoria per dell’Inter darebbe il senso di uno strappo forte. Mentre la divisione della posta in fondo potrebbe andare bene a entrambi, rinviando nel lungo periodo la verità sui rapporti di forza.

2) C’è Gilmour per Billing. Ecco cosa farà Conte: «La rinuncia a una delle due mezz’ali vitaminiche (Billing) rientra nel tentativo di migliorare la qualità del 3-5-2 che nelle ultime uscite è stata abbastanza scadente. Se il cambio di modulo ha dato compattezza e ha fatto la gioia del rifiorito Raspadori, ci hanno perso Di Lorenzo, meno abilitato a spingere; Politano, chiamato a una copertura più sfiancante; e McTominay che assalta la porta da più distante».

3) Lautaro e Lukaku a casa di D10s. I protagonisti saranno i due centravanti? Non è assolutamente detto. «A San Siro, Lautaro e Lukaku furono bullizzati da Buongiorno e Acerbi. Il duello dei bomber deluse. Vediamo stasera. Big Rom non segna dal 25 gennaio, il Toro ne ha dette un paio al Padreterno e stasera gioca nello stadio del D10s»

QUOTE NAPOLI INTER- Al Maradona va in scena il match più atteso di tutto il campionato: lo scontro diretto tra Napoli e Inter, coi nerazzurri di Inzaghi attualmente a +1 in classifica. La quota OVER 0.5 (almeno un gol realizzato nella partita) è data a 8.00 invece che a 1.05 da Sisal grazie alla super quota maggiorata offerta ai nuovi clienti e valida solo tramite link. Su Goldbet la stessa giocata è quotata a 1.03, mentre su Planetwin365 a 1.01.

Quote Napoli Inter

Milan, si restringe la lista di Cardinale per il ruolo di Ds: sono due i nomi in corsa

Il presidente rossonero Gerry Cardinale prepara la short list per il ruolo di direttore sportivo del club: sono due i nomi rimasti in corsa

Il mese di marzo sarà decisivo per la scelta del prossimo direttore sportivo del Milan. Infatti, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport nell’edizione odierna, si sta assottigliando la lista dei possibili nomi per la carica di nuovo direttore sportivo rossonero dopo l’addio dell’ex ds D’Ottavio a fine 2024.

Secondo il quotidiano nella lista del presidente rossonero Gerry Cardinale sarebbero rimasti solo due nomi in corsa: Fabio Paratici, che sarà operativo da luglio dopo aver scontato la squalifica, e Igli Tare, ex Lazio.

Juventus, tutti i nomi in lizza in caso di addio di Thiago Motta a fine stagione: la lista completa

Juventus, i nomi in lizza per l’eventuale post Thiago Motta. La lista completa e aggiornata in caso di cambio in panchina: da Conte a Gasperini

Il futuro di Thiago Motta sulla panchina della Juventus è in bilico dopo l’eliminazione dalle coppe e secondo a quanto riporta la Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, l’ex Bologna potrebbe lasciare i bianconeri a giugno anche se arrivasse a centrare il quarto posto e la qualificazione alla prossima Champions League.

I due profili che piacciono alla società bianconera in caso di addio sono Gian Piero Gasperini in uscita dall’Atalanta e Antonio Conte del Napoli. Sullo sfondo restano vive anche le opzioni Igor Tudor e Roberto De Zerbi del Marsiglia.

Calciomercato Milan, Moncada in contatto con la Fiorentina per uno scambio: i dettagli

Calciomercato Milan, i rossoneri devono risolvere la questione Adli con la Fiorentina: Moncada propone lo scambio con Sottil

Il Milan si sta già muovendo sul mercato in vista della prossima stagione e stando a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, i rossoneri si stanno muovendo per risolvere la situazione legata al futuro di Yacine Adli. Il centrocampista è in prestito con diritto di riscatto alla Fiorentina e la società rossonera si sta muovendo su quel fronte.

Infatti, il responsabile dell’area tecnica rossonera Moncada ha avuto dei contatti con la Fiorentina nelle ultime settimane: l’idea è quello di uno scambio alla pari con Sottil, in prestito al Milan con un diritto di riscatto fissato sugli 11 milioni di euro.

Calciomercato Juventus, il punto sulla rosa bianconera in vista della prossima stagione: ecco chi parte e chi resta

Calciomercato Juventus, in vista della prossima stagione molti rischiano di lasciare la Juventus a giugno: i dettagli

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, saranno diversi i giocatori bianconeri che rischiano di lasciare la Juventus a giugno. Il quotidiano ha fatto il punto sulla rosa bianconera, specificando i nomi di coloro che resteranno a Torino, di chi è a rischio cessione e di chi, invece ,sarà messo sicuramente sul mercato e partirà.

Non verranno ceduti Di Gregorio, Pinsoglio, Bremer, Cabal, Kelly, Alberto Costa, Kalulu, Locatelli, Thuram, Adzic, Koopmeiners, McKennie e Conceicao. I giocatori a rischio cessione sono: Perin, Gatti, Veiga, Savona, Weah, Nico Gonzalez, Kolo Muani, Yildiz e Mbangula. I giocatori che verranno messi sul mercato: Cambiaso, Rouhi, Douglas Luiz, Vlahovic e Milik

Milan, indizi sul prossimo allenatore rossonero: contatti già avviati per la prossima stagione tra Furlani e un altro allenatore di Serie A

Il Ds rossonero Giorgio Furlani ha messo Cesc Fabregas in cima alla lista delle preferenze per la panchina rossonera

Non filtra ottimismo in casa Milan per la situazione legata alla panchina di Conceicao. Infatti, secondo a quanto riporta la Gazzetta dello Sport, sono state già avviate le prime discussioni per quanto riguarda la scelta del nuovo tecnico per la prossima stagione. Molto probabilmente Sergio Conceicao non verrà confermato sulla panchina rossonera anche se gli è stata ribadita la fiducia da qui al termine dell’annata.

Il nome che è trapelato nelle ultime ore è quello di Cesc Fabregas. I contatti con l’allenatore del Como sono già partiti, con Furlani che cerca di anticipare la nutrita concorrenza per l’allenatore spagnolo. Le due alternative a Fabregas sarebbero Maurizio Sarri e Roberto De Zerbi.

Roma, Ranieri su Burdisso: «Accostiamo chiunque nell’organigramma societario della Roma? Su Gourna Duath…»

L’allenatore giallorosso ha parlato nella conferenza stampa pre match contro il Como di fabregas. Le parole

Il tecnico della Roma Claudio Ranieri è intervenuto nella conferenza stampa pre gara contro il Como ed ha risposto anche ad una domanda sull’ex giocatore giallorosso Nicolas Burdisso e un suo possibile ritorno nella capitale da dirigente. A seguire le sue parole.

BURDISSOM E GOURNA DUATH – «L’ho visto anche a San Siro. Che facciamo che chiunque venga all’Olimpico lo accostiamo nell’organigramma societario della Roma? Guorna Duath è arrivato e piano piano lo sto conoscendo. Naturalmente ora la squadra è come un orologio, funziona alla perfezione. Aspetto di inserirlo nell’ingranaggio. Loro sono arrivati da poco e devono entrare in sintonia con gli altri».

SUCCESSORE – «Mi hanno preso anche con questa mansione ma sarà il presidente a dire questo o quello. Il mio compito è dare un ampio ventaglio di persone che possono guidare la Roma. Questo è quello che io farò. I ragazzi si stanno impegnando e sanno che siamo tutti sotto esame. Per cui loro si devono impegnare. Hanno sofferto molto l’inizio del campionato ma stanno raccogliendo ora quello che è nelle loro disponibilità. Ogni settimana voi potete dire un nome diverso sul prossimo allenatore, così siamo tutti contenti».

Lazio, Baroni alla vigilia del match contro il Milan: «Le critiche fanno parte del gioco, noi siamo una bella squadra che fa un buon calcio. Su Castellanos…»

L’allenatore biancoceleste ha parlato alla vigilia del match contro il Milan di Conceicao. Le parole

Il tecnico biancoceleste Marco Baroni è intervenuto in conferenza stampa in vista del big match col Milan, valido per il 27° turno di Serie A, ed ha commentato così le critiche ricevute nell’ultimo periodo dalla sua Lazio e da alcuni giocatori. A seguire le sue parole.

CRITICHE – «Le critiche fanno parte del gioco, noi siamo una bella squadra che fa un buon calcio. Non siamo ancora una grande squadra, ma stiamo lavorando ogni giorno per diventarlo. Noi qua dentro siamo ambiziosi nella crescita passo dopo passo, i confronti con queste partite importanti contro queste grandi squadre ci stimolano. Noi andiamo a cercare questi stimoli, lo vogliamo tutti, dal gruppo squadra ai tifosi».

COPPA ITALIA – «Siamo sempre fiduciosi e ottimisti, siamo dispiaciuti perché ci tenevamo per i tifosi e per la società. La rabbia è un sentimento che non ti porta mai da nessuna parte, può stare lì momentaneamente ma devi avere dei sostegni forti. Dobbiamo pensare alle cose che possiamo migliorare e cambiare»

ASSENZA CASTELLANOS – «Il gol è responsabilità del collettivo, non del singolo. Abbiamo spesso sottolineato come in tanti sono andati in gol, certamente Taty è un giocatore importante. Noi dobbiamo sempre avere una grande produzione offensiva, la chiave è nel collettivo non nelle individualità. Abbiamo bisogno di questo, c’è fiducia e c’è convinzione. La squadra sa quello che deve fare».

Fiorentina, Gosens dopo la vittoria sul Lecce: «Per me è una vittoria meritata, molto importante. Si vede che mancano…»

L’esterno viola ha parlato nel post partita della gara vinta contro il Lecce. Le parole

Il giocatore viola Robin Gosens ha parlato nel post partita del match vinto dalla Fiorentina sul Lecce di Giampaolo. Intervenuto ai microfoni di DAZN, Gosens, MVP della gara, ha commentato la gara. A seguire le sue parole.

PARTITA – «Per me è una vittoria meritata, molto importante. Abbiamo visto in questi giorni un po’ tutto nero, con questa vittoria sicuramente mettiamo pressione: alza sicuramente l’autostima della squadra. Si vede sempre il gruppo quando mancano i giocatori più importanti: abbiamo lottato l’uno per l’altro, speriamo che questa vittoria ci porti comunque più autostima e continuità».

Fiorentina, Ndour dopo la partita contro il Lecce: «Siamo entrati in campo con la cattiveria giusta. Ho sempre seguito la Serie A…»

Il giocatore viola ha parlato nel post partita della vittoria sul Lecce di Giampaolo. Le parole

Il giocatore viola Cher Ndour ha parlato nel post partita del match vinto dalla Fiorentina sul Lecce di Giampaolo. Intervenuto ai microfoni di DAZN, Ndour ha commentato la gara. A seguire le sue parole.

PARTITA – «Siamo entrati in campo con la cattiveria giusta, venivamo da tre sconfitte consecutive. Abbiamo meritato la vittoria, giocando da squadra e sono veramente felice di aver giocato dal primo minuto quest’oggi».

SERIE A – «Pur giocando all’estero, la Serie A l’ho sempre seguita. Sicuramente, è un campionato molto fisico e devo trovare il massimo della forma perché non trovavo 90 minuti in campo da tanto tempo. Sono contento della mia risposta e spero di poter continuare così. Da quando sono arrivato, oggi ho avuto la possibilità di scendere sul terreno di gioco con uno schema diverso. Mi sto conoscendo con i compagni e con l’andare dei giorni conto di poter migliorare e crescere».

Inter, Thuram sulle sfide contro la Juve: «Volevamo vincere, ma non ci siamo riusciti. Giocare contro mio fratello Khéphren è stato…»

L’attaccante nerazzurro ha parlato del match contro la Juventus e della sfida contro suo fratello Kephren. Le parole

L’attaccante nerazzurro Marcus Thuram, ha parlato ai microfoni di DAZN alla vigilia della sfida contro il Napoli soffermandosi anche sulla gara contro la Juventus, in cui ha affrontato suo fratello minore Khéphren. A seguire le sue parole.

FRATELLI – «Giocare contro mio fratello è stato un momento speciale, mi ha fatto un effetto strano perché da piccoli abbiamo condiviso tanti allenamenti. È stata un’esperienza particolare e molto bella».

JUVENTUS – «Abbiamo perso una grande chance di portare a casa tre punti contro un avversario che conosciamo bene. Volevamo vincere, ma non ci siamo riusciti. Ora dobbiamo ripartire, lavorare e continuare a lottare per ottenere risultati positivi».

NAPOLI – «Non lo so, ci saranno ancora tante partite, ma sarà uno scontro diretto tra la prima e la seconda in classifica. E sarà molto importante».

Juventus, Chiellini sul momento dei bianconeri: «Vivemmo un momento simile alla situazione di oggi nel 2015, ecco chi fu determinante in quel caso…»

L’ex difensore bianconero Giorgio Chiellini ha parlato del momento negativo della squadra buianconera e dell’allenatore Thiago Motta. Le parole

Giorgio Chiellini, nella dirigenza bianconera da qualche mese, è intervenuto in un evento all’Università Luiss di Roma, ed ha condiviso la sua opinione sulla situazione della Juventus. L’ex difensore ha parlato di Giuntoli e dell’allenatore Thiago Motta. A seguire le sue parole.

DIFFICOLTA‘ – «Nel 2015 abbiamo vissuto una situazione simile. Partimmo malissimo e ad ottobre perdemmo in casa del Sassuolo, dove fui anche espulso. Era un periodo di scarsa lucidità, ma fu fondamentale l’intervento di Buffon, che ci spingeva a dare qualcosa di più. Gigi ha valori profondi, è riuscito a toccare le corde giuste e a riportarci sulla giusta strada. Oltre a questo, ci fu anche il lavoro quotidiano, ma furono soprattutto le sue parole a ridarci orgoglio e farci risalire».

RUOLO ATTUALE – «Ho sempre cercato di essere un esempio di dedizione, costanza, abnegazione e resilienza per i miei compagni, soprattutto per i più giovani. Ho sempre cercato di guadagnare il rispetto per quello che facevo, anche prima che per quello che dicevo. In un ambiente come il nostro, dove tutto si muove velocemente, è fondamentale costruire un rapporto umano solido con tutti. Talvolta ci sono confronti pubblici, soprattutto in momenti di emergenza, ma i problemi si risolvono soprattutto in privato. Per me, dopo i 30 anni, non è stato facile rappresentare un gruppo di 25 persone con età, culture e storie diverse, anche se con lo stesso obiettivo. Ma non è semplice, considerando che solo 11 giocatori su 25 scendono in campo, meno della metà, e che ci sono gerarchie da rispettare. Ogni anno, poi, la rosa cambiava di 7-8 giocatori, quindi spesso si ricominciava da capo. Essere il punto di collegamento tra vecchi e nuovi non era facile, cercavo di capire le persone per estrarne il meglio».

THIAGO MOTTA – «Pazienza ed equilibrio sono essenziali in ogni aspetto. Io sono arrivato da poco, lo studio e la conoscenza sono fondamentali, così come l’umiltà di ascoltare e migliorare continuamente».

Roma, Ranieri sul prossimo allenatore: «Mi hanno preso anche con questa mansione. Ecco chi sarà a prendere la decisione definitiva»

L’allenatore giallorosso ha parlato in conferenza stampa del prossimo allenatore della Roma. Le parole

Il tecnico giallorosso Claudio Ranieri è intervenuto in conferenza stampa in vista della gara contro il Como. L’allenatore testaccino ha risposto anche a una domanda sul prossimo allenatore della Roma. A seguire le sue parole.

ALLENATORE – «Mi hanno preso anche con questa mansione ma sarà il presidente a dire questo o quello. Il mio compito è dare un ampio ventaglio di persone che possono guidare la Roma. Questo è quello che io farò. I ragazzi si stanno impegnando e sanno che siamo tutti sotto esame. Per cui loro si devono impegnare. Hanno sofferto molto l’inizio del campionato ma stanno raccogliendo ora quello che è nelle loro disponibilità. Ogni settimana voi potete dire un nome diverso sul prossimo allenatore, così siamo tutti contenti».

Roma, Ranieri su Hummels: «Sta a lui prendere la scelta sul futuro. Se ha ancora voglia di correre e sacrificarsi»

L’allenatore giallorosso ha parlato in conferenza stampa del rinnovo del difensore tedesco. Le parole

Il tecnico giallorosso Claudio Ranieri è intervenuto in conferenza stampa in vista della gara contro il Como. L’allenatore testaccino ha risposto anche a una domanda sull’impiego di Hummels. A seguire le sue parole.

HUMMELS – «Io al ragazzo non chiedo del suo futuro. Io gli ho detto che un giocatore come lui è un esempio per tanti giovani. Sta a lui prendere la scelta. Se ha ancora voglia di correre e sacrificarsi. Dobbiamo giocare tre partite a settimana e cerco di mettere quelli giusti per affrontare gli avversari. Io non faccio conto su nome, cognome e stipendio. Lui è tornato ed è normale che avesse pagato un pochino l’inizio. Ma per me lui è disponibile».

Napoli, Floro Flores sul big match contro l’Inter: «Il Napoli può vincere, anche l’Inter ha le sue difficoltà. Ma occhi all’Atalanta…»

L’ex giocatore azzurro ha parlato del big match di domani contro l’Inter di Inzaghi. Le parole

L‘ex attaccante del Napoli, Antonio Floro Flores, ha parlato ai microfoni di Radio Marte ed ha parlato del big match di domani in programma alle 18 allo stadio Maradona contro l’Inter. A seguire le sue parole.

NAPOLI-INTER – «Il Napoli può vincere, domani perché anche l’Inter ha le sue difficoltà, lo hanno dimostrato le gare con Genoa e Fiorentina, ha perso un po’ di lucidità. In questo momento però mi preoccupa molto l’Atalanta: le squadre di Gasperini da marzo in poi in genere volano».

NAPOLI – «Non so come faccia ad essere in affanno, il Napoli, con il solo campionato da giocare… Non c’è nemmeno la Coppa Italia. Non penso sia una questione atletica, ha ragione Conte: è un fatto mentale. Mancano elementi importanti come Neres, perché uno che salta sempre l’uomo non lo trovi ogni giorno, ma se prima il Napoli è riuscito a sopperire con la fame e con la voglia, ora sembra in pausa di riflessione: è in standby, come due fidanzati che dopo un litigio si prendono un periodo di pausa».

STAGIONE – «Per carità è una cosa fisiologica nell’arco di una stagione, non puoi pensare di andare sempre a cento all’ora. Bisogna portare a casa il risultato: darebbe una notevole spinta morale, perché hai già vinto con Juve e Atalanta. Puoi dare un’accelerata alla stagione, ma la partita è aperta ad ogni risultato. E’ la partita perfetta, quella che tutti vorrebbero giocare: mentalmente non devi preparare nulla, è impossibile arrivare scarichi ad una sfida del genere. Poi c’è un grande allenatore che sa come dare i giusti imput, chi più di Conte, che è un vincente, sa come affrontarla».

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