Pagina 123 – Calcio News 24

Yildiz svela: «La Juventus è nel mio cuore, stagione molto lunga e dura. Ho chiesto a Vlahovic di restare»

Yildiz non ha dubbi: «La Juventus è nel mio cuore, stagione molto lunga e dura. Ho chiesto a Vlahovic di restare». Le parole

(Inviato allo Stadium Megastore di TorinoA margine del Meet & Greet organizzato per la presentazione della nuova maglia della Juventus insieme a Koopmeiners e Pinsoglio, Kenan Yildiz si è soffermato ai microfoni di Juventusnews24 per analizzare il momento della squadra e la stagione in corso.

L’attaccante turco‑tedesco ha parlato con grande lucidità del percorso dei bianconeri, del clima nello spogliatoio e delle ambizioni per il finale di campionato, offrendo spunti interessanti sul lavoro quotidiano alla Continassa. Ecco le sue parole:

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FINALE DI STAGIONE– «Noi siamo tranquilli, abbiamo due partite importanti. Noi facciamo il nostro lavoro con il mister»

COME STAI E MESSAGGI SPALLETTI – «E’ stata una stagione molto lunga e dura. Non è ancora finita per questo andiamo duro e anche il mister è sempre con noi e ci dice di andare al 100% e fare il massimo»

JUVENTUS – «La Juventus è nel mio cuore. Ringrazio lui (Elkann ndr) che ha detto queste cose. Io darò sempre il massimo per me, per la squadra e per la Juve che è nel mio cuore»

HAI CHIESTO A VLAHOVIC DI RESTARE? – «Sì ma questo non posso dirlo io (ride ndr)».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI YILDIZ SU JUVENTUSNEWS24

Il Liverpool mette gli occhi su Barcola: è lui l’erede designato per il post-Salah


I Reds valutano l’esterno offensivo del Paris Saint-Germain per il mercato estivo. L’addio dell’egiziano impone un grande colpo: i numeri e le prospettive dell’affare

In casa Liverpool la consapevolezza è ormai totale: la prossima sessione estiva di calciomercato dovrà necessariamente portare in dote un rinforzo di primissimo livello nel reparto offensivo. Con il recente calo di forma di Mohamed Salah e, soprattutto, la conferma ufficiale del suo imminente addio ad Anfield al termine del contratto, la dirigenza inglese è chiamata a non farsi trovare impreparata. Sostituire un’icona storica non sarà un’impresa semplice, ma il club di Oltremanica sembra aver già individuato un profilo intrigante per raccogliere questa pesante eredità.

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L’identikit perfetto: Bradley Barcola

Secondo le ultime indiscrezioni, i Reds stanno valutando con estrema attenzione il profilo di Bradley Barcola, talentuoso esterno d’attacco attualmente in forza al Paris Saint-Germain. I primi dialoghi esplorativi potrebbero iniziare a breve, complici i crescenti dubbi sul futuro del giocatore sotto la Torre Eiffel. Il nazionale francese ha finora collezionato numeri di tutto rispetto in questa stagione, mettendo a referto 12 reti e 5 assist tra Ligue 1 e Champions League. Nonostante le ottime statistiche, il giocatore ha bisogno di maggiore continuità e di sentirsi protagonista assoluto, un’esigenza che potrebbe spingerlo verso la Premier League.

L’interesse britannico è stato confermato anche dall’autorevole giornalista David Lynch, storicamente molto vicino alle vicende del Liverpool: «Bradley Barcola è una delle opzioni per le corsie esterne valutate in vista dell’estate. Sappiamo che piace molto al club e che c’è la concreta possibilità che finisca sul mercato».

Un investimento a lungo termine

Ma quanto è davvero fattibile l’operazione dal punto di vista tecnico ed economico? Secondo l’indice di fattibilità stilato dagli analisti di CaughtOffside (il “Transfer Fit”), l’affare sfiora l’eccellenza con un punteggio di 19 su 25. L’unico vero scoglio della trattativa è rappresentato dal costo del cartellino, che si preannuncia particolarmente oneroso viste le pretese economiche del PSG. Tuttavia, l’età gioca fortemente a suo favore: a 23 anni, Barcola possiede ampi margini di miglioramento. Anche a fronte di un esborso importante, si tratterebbe di un investimento a lungo termine assolutamente sensato, capace di garantire al Liverpool un futuro campione su cui fondare il nuovo ciclo offensivo.

Non solo Dossena-Davis, Harwood-Bellis accusato di discriminazione: insulti alla balbuzie di Luke Ayling


Il difensore del Southampton avrebbe deriso il difetto di pronuncia del rivale del Middlesbrough durante una semifinale infuocata

La semifinale playoff di Championship tra Southampton e Middlesbrough si è trasformata in un caso spinoso dopo le presunte offese discriminatorie di Taylor Harwood-Bellis all’indirizzo di Luke Ayling. Durante un primo tempo ad altissima tensione al St Mary’s, dopo lo 0-0 della gara di andata, gli animi si sono surriscaldati. Ayling, visibilmente furioso dopo aver appena ricevuto un cartellino giallo, ha affrontato a muso duro il capitano del Southampton.

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Secondo quanto riportato da The Athletic, diversi giocatori del “Boro” avrebbero sentito chiaramente Harwood-Bellis fare un commento beffardo sulla balbuzie di Ayling. L’ex difensore del Leeds ha immediatamente segnalato il presunto insulto all’arbitro Andy Madley. Nel Regno Unito, in base all’Equality Act del 2010, la balbuzie può essere classificata come disabilità. In passato, Ayling si era coraggiosamente aperto sulle sue battaglie con questo disturbo, spiegando come influisca sulla sua sicurezza di fronte ai media, nello spogliatoio e persino in situazioni di vita quotidiana come ordinare al drive-through.

Seguendo alla lettera i protocolli della FA, l’arbitro Madley si è avvicinato alle panchine per informare i due allenatori dell’accusa di linguaggio discriminatorio. Questa rivelazione ha innescato un violento alterco a bordo campo tra il tecnico del Southampton, Tonda Eckert, e lo staff del Middlesbrough, che sono stati a fatica separati.

Al fischio finale, il direttore di gara ha raccolto le dichiarazioni ufficiali di entrambi i giocatori. Qualora l’episodio dovesse essere confermato nel referto arbitrale, la Football Association aprirà un’indagine formale che potrebbe costare un duro provvedimento disciplinare per Harwood-Bellis. Nonostante il brutto scontro, i due giocatori sono stati poi visti chiarirsi e persino abbracciarsi sul terreno di gioco.

Sul campo, il Southampton ha strappato il biglietto per la finale di Wembley grazie a un cross di Shea Charles finito in rete a quattro minuti dal termine dei tempi supplementari. La festa, tuttavia, è stata rovinata dalle polemiche: Eckert ha abbandonato furiosamente la conferenza stampa post-partita rifiutandosi di rispondere alle incalzanti domande sullo “Spygate 2.0”, lo scandalo nato dopo che un membro dello staff dei Saints era stato sorpreso a spiare gli allenamenti del Middlesbrough.

Abeijón in esclusiva a Cagliarinews24: «Io sono sempre felice quando il mio Cagliari va bene, sono felice anche per i tifosi rossoblù»

Abeijón ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Cagliarinews24: «Sempre felice quando il mio Cagliari va bene». Le sue parole

Nelson Abeijón ha indossato la maglia del Cagliari per sette stagioni, intervallate da un’esperienza al Como, diventando uno degli idoli più amati dalla tifoseria rossoblù. L’ex centrocampista uruguaiano ha parlato con noi di Fabio Pisacane, dell’attuale stagione del Cagliari e dei connazionali Juan Rodriguez e Agustin Albarracin, oggi parte del progetto tecnico del club.

Nell’intervista esclusiva concessa a CagliariNews24, Abeijón ha raccontato il suo legame speciale con l’isola e con i colori rossoblù. Le sue parole:

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Il Cagliari ha vissuto un’annata particolare tra vittorie con big come Roma e Juventus e sconfitte con le piccole. Come valuti la stagione dei sardi?

«Sì, è stata un’annata con vittorie importanti contro le squadre grandi, poi con le piccole è arrivata qualche sconfitta, ma ottenere la salvezza è l’aspetto primario per i rossoblù! Per il momento si sono viste delle belle partite, sono soddisfatto per quello che ho visto. Io sono sempre molto felice quando il mio Cagliari va bene, sono felice anche per i tifosi rossoblù».

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo hai scelto di allenare ed hai vissuto delle esperienze tra Oriental, Deportivo Maldonado, Club Atlético Cerro e nella squadra in cui sei cresciuto, il Nacional. Ora cosa vorresti fare?

«In questo momento mi piacerebbe tantissimo poter lavorare per il Cagliari! Potrei fare delle cose dall’Uruguay, ma potrei anche tornare in Sardegna. Per me non sarebbe solo una cosa bellissima, sarebbe proprio un onore. Sono passati gli anni ma io nel cuore mi sento ancora sardo!».

La nostra Nazionale non si è qualificata ai mondiali per la terza volta e non sta più sfornando giocatori di talento. Secondo te perché non ci sono più giocatori italiani come Totti, Del Piero e Zola?

«La domanda sulla Nazionale italiana è bella, anche a me sembra strano che non si sia qualificata agli ultimi tre Mondiali. Ho avuto la fortuna in quel periodo in cui ho giocato nel calcio italiano di vedere in campo tantissimi grandi giocatori, è strano non ce ne siano ora. La selezione azzurra ha bisogno di ricostruire una formazione da capo. Serve riportare l’Italia alla Coppa del Mondo, deve esserci sempre in un torneo del genere!».

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA SU CAGLIARINEWS24

Real Madrid nel caos, l’attacco frontale a Florentino: «Spogliatoio di ragazzini viziati, è l’ora di un’alternativa. No a Mourinho»


Che dibattito a Radio MARCA sul Real Madrid: l’identikit del nuovo presidente, le crepe di una squadra esplosiva e il ticket Xabi Alonso-Raúl per rinascere

La crisi istituzionale e sportiva del Real Madrid continua a far tremare le fondamenta del Santiago Bernabéu. Ai microfoni del programma La Tribu su Radio MARCA, il giornalista Látigo Serrano ha lanciato un durissimo atto d’accusa contro la gestione di Florentino Pérez, delineando un quadro a tinte fosche ma, paradossalmente, ideale per una vera rivoluzione ai vertici del club.

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L’attuale momento di debolezza, unito ai recenti fallimenti sportivi, rappresenta secondo Serrano l’occasione perfetta per l’emergere di una candidatura forte e alternativa. “I niños cayetanos (i giovani dell’alta borghesia spagnola, ndr) hanno il momento ideale per presentarsi. Se avessi io i 187 milioni di euro necessari per la garanzia finanziaria, mi candiderei subito, foss’anche solo per perdere“, ha provocatoriamente dichiarato il giornalista.

Le sue parole non fanno sconti a una squadra reduce da un clamoroso biennio senza trofei. Il bersaglio principale è un ambiente interno descritto come tossico: “Il Madrid viene da due anni di zero tituli, ha uno spogliatoio pieno di ragazzini viziati e un presidente ormai in declino“. Serrano assicura che un eventuale sfidante avrebbe un arsenale di argomenti a disposizione: “Chi si candida può tirare fuori così tanta sporcizia da quello spogliatoio che ci sarebbe materiale per allestire un buffet“.

L’analisi si sposta poi sulla figura di Florentino Pérez, la cui ultima e tesa conferenza stampa è stata etichettata come “intollerabile“. Secondo Serrano, il declino presidenziale è certificato anche dalla questione allenatore: l’unica vera carta elettorale rimasta in mano a Pérez sarebbe il ritorno di José Mourinho, semplicemente “perché nessun altro vuole allenare il Real Madrid in questo momento“.

Ma quale sarebbe la ricetta per risollevare i Blancos? Serrano ha in mente un progetto tecnico ben preciso, capace di restituire identità e orgoglio alla piazza madrilena: “Basta presentarsi e dire: il mio direttore sportivo è Raúl González e il mio allenatore è Xabi Alonso“. Un ticket che rappresenterebbe un taglio netto col passato e una visione riconoscibile per il madridismo. Il giornalista chiude con un appello accorato ai grandi imprenditori: il Real Madrid ha un disperato bisogno di elezioni vere e di una concorrenza democratica che, dalle parti di Chamartín, manca ormai da troppo tempo.

Italia fuori dai Mondiali 2026: il calcio è diventato uno sport “solo per ricchi”

L’analisi spietata sull’Italia di Zazzaroni: la crisi della Nazionale non è sfortuna, ma il risultato di un sistema giovanile basato sul censo e non sul talento

Il 31 marzo 2026 ha segnato l’ennesima, dolorosa pagina della storia azzurra: per la terza volta consecutiva, l’Italia non prenderà parte ai Mondiali di calcio. Ridurre questo dramma sportivo a un rigore sbagliato o alla cattiva sorte sarebbe però un alibi inaccettabile. Nel suo ultimo lavoro, Ivan Zazzaroni (direttore del Corriere dello Sport – Stadio e del Guerin sportivo) scava tra le macerie di questa disfatta, dimostrando come il tonfo della Nazionale sia solo il capolinea di una filiera malata, che da anni preferisce lucidare le foglie anziché curare le radici.

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“Giocano solo i ricchi”: le barriere del talento

Il calcio italiano, storicamente formidabile strumento di mobilità sociale, ha subito una mutazione genetica. Oggi è diventato un servizio a pagamento. La denuncia di Zazzaroni è netta: «Giocano solo i ricchi». Non è una provocazione, ma un amaro paradosso. In un sistema che ha moltiplicato le poltrone dirigenziali e inaridito i vivai, l’accesso allo sport è bloccato da ostacoli economici insormontabili.

Le storiche fucine di talenti hanno lasciato il posto a scuole calcio gestite come franchising. Le rette annuali pesano sui bilanci familiari al pari di un affitto, allontanando il pallone dai campi di periferia e dagli oratori per confinarlo in recinti d’élite. I bambini sono stati degradati a clienti, rendendo il talento un fattore puramente accessorio.

Il confronto con l’Europa e la via d’uscita

L’autore evidenzia le lacune del sistema italiano confrontandolo con le eccellenze europee:

  • La Spagna: fa della coerenza tecnica e filosofica della sua cantera un modello intoccabile.
  • La Germania: investe su una programmazione metodica, capillare e accessibile a tutti.

In Italia, invece, si bruciano le tappe e i giovani vengono spesso ridotti a mere pedine per le plusvalenze a bilancio. Si dimentica che il talento puro necessita di tempo, protezione e, soprattutto, di quella “fame” che attecchisce solo nello spazio libero del gioco.

L’opera di Zazzaroni è un vibrante atto d’accusa contro l’avidità delle istituzioni, ma traccia anche la rotta per la rinascita. Per tornare a vincere domani, occorre restituire al calcio la sua dimensione di bene pubblico oggi. Bisogna smantellare le barriere economiche, riportare i ragazzi al centro del progetto e restituire ai bambini il sacrosanto diritto all’errore e al divertimento.

La Serie A e la Prefettura al lavoro: possibile anticipo del derby di Roma alle ore 12 di domenica. Cosa sta succedendo

Il derby Roma Lazio viaggia spedito verso l’anticipo: Serie A e Prefettura studiano la soluzione delle ore 12 di domenica

Novità rilevanti sull’orario del prossimo derby di Roma. Secondo Sky Sport, Lega Serie A e Prefettura stanno lavorando per anticipare Roma‑Lazio a domenica 17 maggio alle ore 12. Parallelamente, è stata inoltrata una richiesta alla Federazione Italiana Tennis e Padel per posticipare la finale maschile degli Internazionali d’Italia dalle 15 alle 17:30, così da evitare sovrapposizioni critiche per l’ordine pubblico.

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Al momento manca ancora il via libera definitivo della Prefettura, motivo per cui è in corso una mediazione tra tutte le parti coinvolte. L’obiettivo è trovare una soluzione che garantisca sicurezza e gestione ottimale degli eventi, considerando l’afflusso previsto sia allo Stadio Olimpico sia al Foro Italico.

Nulla è stato deciso in via ufficiale: si tratta di un’ipotesi su cui si sta lavorando per conciliare esigenze organizzative e richieste delle autorità. Le prossime ore saranno decisive per capire se l’anticipo del derby diventerà realtà.


Carrick verso la conferma: il Manchester United apre i colloqui per il rinnovo del progetto tecnico

Manchester United, arriva la scelta definitiva: partono i colloqui per blindare Michael Carrick. Tutti gli aggiornamenti

Il Manchester United ha scelto la strada da seguire per il proprio futuro. Secondo Sky Sports UK, la dirigenza è pronta ad avviare colloqui formali con Michael Carrick per confermarlo come allenatore anche nella prossima stagione. Le discussioni ufficiali dovrebbero partire nei prossimi giorni, con largo anticipo rispetto all’ultima gara di Premier League contro il Brighton del 24 maggio, segnale di una volontà chiara e ormai definita.

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Il rilancio dei Red Devils porta infatti la firma dell’ex centrocampista, arrivato inizialmente come semplice “traghettatore”. Da quel momento, il rendimento della squadra ha subito un’impennata impressionante: 10 vittorie e 3 pareggi in 15 partite. Numeri che hanno restituito identità e solidità allo United, ma soprattutto hanno garantito la qualificazione aritmetica alla prossima Champions League, un traguardo che vale un tesoretto stimato in circa 100 milioni di sterline per le casse del club.

Oltre ai risultati, la proprietà è rimasta colpita dalla profonda conoscenza di Carrick della storia del club e dalla sua gestione mediatica impeccabile. Nel frattempo, le alternative si sono progressivamente assottigliate, rendendo la scelta quasi inevitabile. Ora manca solo la formalità: mettere tutto nero su bianco. Il futuro del Manchester United ripartirà dal suo ex numero 16, diventato in pochi mesi il nuovo punto di riferimento tecnico del progetto.

Guirassy verso l’addio al Dortmund: il Milan osserva da vicino la situazione dell’attaccante

Guirassy in uscita dal Borussia Dortmund: il Milan monitora il dossier per un possibile assalto estivo. Le ultimissime notizie

Il futuro di Serhou Guirassy potrebbe presto prendere una direzione completamente nuova. Il centravanti guineano ha infatti comunicato al Borussia Dortmund la volontà di lasciare il club al termine della stagione, come riportato da Sky Sport DE. Reduce da una stagione da 16 gol in Bundesliga, Guirassy ritiene concluso il suo ciclo in giallonero e vuole misurarsi con una nuova sfida nel momento più maturo della sua carriera.

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Il suo nome torna così con forza tra gli obiettivi del Milan, che già in passato aveva monitorato il giocatore ai tempi del trasferimento al Rennes, senza però affondare il colpo. Ora, con l’attaccante deciso a cambiare aria e forte di 59 gol in 95 partite nelle ultime due stagioni, i rossoneri figurano tra i club pronti a valutare un tentativo concreto per portarlo a San Siro.

La situazione contrattuale, però, non è semplice. Guirassy è legato al Dortmund fino al 2028 e il club tedesco non intende cederlo senza un’offerta di alto livello. Esiste una clausola rescissoria da 50 milioni di euro, ma è valida solo per sette top club europei: Real Madrid, Barcellona, Liverpool, Manchester City, Chelsea, Manchester United e Arsenal. Nessuna di queste società, al momento, ha manifestato interesse reale.

La corsa all’attaccante coinvolge invece Tottenham, Fenerbahçe e lo stesso Milan, che dovranno trattare direttamente con il Dortmund per provare a sbloccare l’operazione. Con Guirassy deciso ad aprire un nuovo capitolo della sua carriera, l’estate si preannuncia caldissima: la sensazione è che la sua situazione possa diventare uno dei temi più seguiti del mercato, con il Milan pronto a monitorare ogni sviluppo.

Massini (vicepresidente vicario dell’AIA): «Commissariamento? Aspettiamo il parere del Collegio di Garanzia»

Massini svela (vicepresidente vicario dell’AIA): «Commissariamento? Aspettiamo il parere del Collegio di Garanzia»

Il vicepresidente vicario dell’AIA, Francesco Massini, ha chiarito la posizione dell’associazione in merito al possibile commissariamento, ribadendo la volontà di attendere il responso del Collegio di Garanzia. “Aspettiamo il parere del Collegio di Garanzia”, ha dichiarato, spiegando — come riportato da ANSA — che l’AIA ha scelto di non procedere nell’immediato: “Eravamo pronti ad andare a elezioni, ma Gravina ha chiesto di aspettare dieci giorni, che sono quelli nei quali deve pronunciarsi il Collegio”.

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Una situazione dunque ancora sospesa, in attesa del verdetto che arriverà nei prossimi giorni. Come ricordato da Massini, ogni decisione verrà presa solo dopo aver ascoltato il parere del Collegio di Garanzia, mentre il prossimo Consiglio Federale, fissato per il 26 maggio, rappresenterà un passaggio chiave nella definizione del futuro dell’associazione, come riportato da Sky Sport.

Massini ha poi commentato il momento particolarmente delicato che sta attraversando l’AIA, sottolineando il clima di incertezza e tensione. “Siamo in attesa. L’AIA è un organo importante della federazione, una giornata come quella di oggi è un momento di grande tristezza e amarezza”, ha concluso, fotografando lo stato d’animo che accompagna questa fase di transizione.

Kean verso il recupero ma resta in dubbio: la Fiorentina studia due piani tattici per la sfida alla Juve

Juve Fiorentina, Moise Kean resta un’incognita: l’ex bianconero stringe i tempi. Ecco come può cambiare la viola

L’impatto di un singolo giocatore sull’economia di una squadra è spesso terreno di discussione tra tifosi e analisti, ma quando entrano in gioco i numeri, il dibattito si sposta dal campo delle opinioni a quello dei fatti. Nel caso della Fiorentina e del recente percorso di Moise Kean, i dati delineano uno scenario quasi paradossale, che merita una riflessione approfondita: la squadra sembra ottenere risultati migliori proprio nelle partite in cui l’attaccante non è presente.

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L’analisi del rendimento con e senza Kean evidenzia due realtà opposte. In assenza del centravanti, la Fiorentina ha raccolto 8 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte, un ruolino di marcia che racconta di una squadra capace di trovare un equilibrio diverso, forse più corale, forse più cinico. Il gioco scorre attraverso canali alternativi, la responsabilità offensiva si distribuisce su più interpreti e la solidità difensiva si traduce in una media punti da alta classifica.

Il quadro cambia radicalmente quando Kean è in campo, da titolare o subentrato. Con lui, i viola hanno ottenuto 8 vittorie, 9 pareggi e 16 sconfitte. Il numero di successi resta identico, ma l’impennata delle sconfitte è evidente: sedici ko rappresentano un peso specifico enorme, suggerendo che la presenza dell’attaccante possa in alcuni contesti alterare gli automatismi che rendono la squadra più compatta e fluida nella costruzione della manovra.

Naturalmente, il calcio non è una scienza esatta. Questi numeri risentono di variabili come il valore degli avversari, gli infortuni, i momenti di forma e le rotazioni obbligate. Tuttavia, la discrepanza resta significativa e impone una riflessione sul ruolo di Kean all’interno del progetto tecnico. Il suo peso specifico, in termini di continuità di risultati, deve ancora trovare una piena consacrazione.

Per l’attaccante, la sfida dei prossimi mesi sarà proprio questa: invertire la tendenza, dimostrare che il suo talento può rappresentare un valore aggiunto e non un elemento di squilibrio per una squadra che, numeri alla mano, ha dimostrato di saper correre anche senza di lui. Un obiettivo che passa dalla continuità, dalla fiducia e dalla capacità di integrarsi in un sistema che, quando funziona, sa essere estremamente competitivo.

Via dal Milan senza Champions? No, non è Allegri: 40 milioni per il titolarissimo

A Milanello il tema ormai gira attorno sempre allo stesso punto, anche quando si parla di mercato: senza Champions cambiano i conti e quando succede nessuno è davvero intoccabile.

Vale per i dirigenti, per gli allenatori e, soprattutto, per quei giocatori che hanno mercato fuori dall’Italia e possono portare soldi immediati senza trattative infinite.

Per questo nelle ultime ore dall’Inghilterra stanno arrivando segnali che dentro il mondo Milan vengono osservati con attenzione vera. Perché qui non si parla di semplici sondaggi generici o telefonate esplorative fatte tanto per muoversi in anticipo.

C’è un club che avrebbe iniziato a informarsi concretamente sulle condizioni dell’operazione e un altro che, invece, resta sullo sfondo ma con un peso completamente diverso.

Quando si muove la Premier, le società italiane sono costrette ad ascoltare.

Il nome sul tavolo è quello di Pavlovic

Il giocatore in questione sarebbe Strahinja Pavlovic, arrivato al Milan per dare fisicità e aggressività a una difesa che nell’ultima stagione ha vissuto parecchi momenti complicati.

Secondo La Gazzetta dello Sport, il primo club a muoversi sarebbe stato il Crystal Palace, interessato a capire i margini di manovra dell’operazione, mentre sullo sfondo andrebbe registrato anche l’interesse concreto del Manchester United.

Il Milan, almeno oggi, non avrebbe intenzione di privarsene. La valutazione si aggira sui 40 milioni di euro, cifra alta, ma non fuori mercato per squadre inglesi che cercano un centrale giovane, strutturato fisicamente e già abituato a palcoscenici europei.

Il vero nodo resta la Champions League

Tutto però ruota attorno alla qualificazione europea. Perché senza Champions il Milan sarebbe costretto a fare valutazioni diverse rispetto a quelle immaginate qualche mese fa.

Non necessariamente una svendita, ma almeno una cessione importante potrebbe diventare necessaria per sistemare bilanci e investimenti futuri.

E qui Pavlovic entrerebbe in quella fascia di giocatori che possono generare plusvalenze pesanti senza smontare completamente la squadra. È anche il motivo per cui certe voci non vengono liquidate subito.

Bonucci svela: «Il mio futuro in Nazionale? A fine contratto vedremo, ma voglio continuare! Al Mondiale tiferò Argentina»

L’ex difensore e ora collaboratore tecnico nello staff della Nazionale, Leonardo Bonucci, ha risposto così sul proprio futuro

Leonardo Bonucci, presente a Roma per la finale di Coppa Italia tra Inter e Lazio, ha parlato della partita e delle sue riflessioni sul momento della Serie A e sul suo futuro. L’ex difensore, ora collaboratore nello staff tecnico della Nazionale, ha condiviso il suo punto di vista a Sport Mediaset.

Per quanto riguarda la finale di stasera, Bonucci ha sottolineato come ogni finale sia unica, con possibilità imprevedibili: “La Lazio dovrà stare attenta in difesa, l’Inter concede qualcosa in ripartenza”. Sulle difficoltà del Milan nella lotta per la Champions, ha dichiarato: “Il Milan è quello più in difficoltà, ma ha un percorso favorevole”.

Sul suo futuro nella Nazionale, Bonucci ha confermato che continuerà a lavorare al fianco del CT Baldini. Ha inoltre rivelato di voler avviare il corso per la licenza UEFA Pro a settembre, e ha anche espresso il suo supporto all’Argentina per l’ultimo Mondiale di Messi.

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SULLA FINALE DI COPPA ITALIA TRA LAZIO E INTER – «Le finali sono partite particolari, in 90 minuti può davvero succedere di tutto e le percentuali si azzerano. La Lazio dovrà prestare molta attenzione nella fase difensiva perché l’Inter, in ripartenza, qualcosa concede. Ogni finale fa storia a sé. Quello che è successo sabato non conta più, mi aspetto una gara molto equilibrata».

CORSA CHAMPIONS – «È bello vedere ancora così tanto in gioco a questo punto della stagione. Oggi, per risultati e calendario, il Milan è quello più in difficoltà. La componente mentale incide tanto e contro l’Atalanta è mancata. Detto questo, i rossoneri hanno un percorso sulla carta più favorevole rispetto alle altre».

SUL MIO FUTURO IN NAZIONALE – «Il mio contratto prevede di aiutare il CT Baldini nello scouting, e sto continuando a farlo. Domenica ero a Parma per lavoro. A fine contratto valuteremo il da farsi, ma ho voglia di continuare questo percorso. A settembre inizierò anche il corso per la licenza UEFA Pro».

MONDIALE? – «Tiferò Argentina, sarà emozionante vedere l’ultimo Mondiale di Messi».

Maldini riparte dalla Turchia? È un’idea del Fenerbahce per la dirigenza! L’indiscrezione

Maldini riparte dalla Turchia? È un’idea del Fenerbahce per la dirigenza! L’indiscrezione a sorpresa sul futuro della bandiera del Milan

In un periodo di crisi per il Milan, i tifosi continuano a invocare il nome di Paolo Maldini, l’ultimo dirigente capace di portare il club alla vittoria con lo scudetto del 2021/2022. Le contestazioni contro la proprietà e i risultati deludenti hanno riacceso la nostalgia per una figura che rappresenta identità e competenza, spesso invocata nei cori dei tifosi e tramite l’esposizione della mitica maglia numero 3.

Tuttavia, il futuro dell’ex capitano potrebbe sorprendere. Maldini, nonostante i rumors su un possibile ruolo in Nazionale con la nuova FIGC, sarebbe stato recentemente in contatto con il presidente del Fenerbahçe, Ali Koç, durante un incontro a Milano. Secondo quanto riportato dal giornalista Maurizio Pistocchi, il club turco sta considerando seriamente l’idea di affidarsi all’esperienza dell’ex direttore tecnico rossonero per rinforzare la propria struttura e ridurre il gap con il Galatasaray, che ha dominato la scena calcistica turca negli ultimi anni.

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Il club turco sembra vedere in Maldini una figura strategica per rilanciare la propria competitività. Nonostante la possibilità di un ritorno al Milan, con la figura di Giorgio Furlani sempre più indebolita dalla contestazione, Maldini sembra orientato a valutare anche altre opzioni internazionali. In passato, l’ex capitano rossonero aveva escluso un impiego in Italia ma non all’estero, affermando: “Milan, Nazionale o niente? È una regola che vale soprattutto per l’Italia, non riuscirei mai a vedermi in un club diverso dal Milan.”

Il semplice interesse del Fenerbahçe, storico club turco, testimonia la grande credibilità che Maldini conserva a livello internazionale. Il tutto arriva anche in un momento delicato per il Fenerbahçe, che sta vivendo elezioni interne e difficoltà economiche legate a sanzioni UEFA per un superamento del tetto di spesa.

La situazione è ancora in fase di sviluppo, ma con il profilo di Maldini che continua a essere al centro di speculazioni, è chiaro che il futuro dell’ex rossonero potrebbe andare oltre i confini italiani.

Paura per Torreira, l’ex Samp e Fiorentina aggredito con un pugno fuori da un centro commerciale: la ricostruzione

Paura per Torreira, l’ex Samp e Fiorentina aggredito con un pugno fuori da un centro commerciale: la ricostruzione su quanto accaduto a Istanbul

Momenti di paura per Lucas Torreira, vittima di un’aggressione a Istanbul. Il centrocampista uruguaiano del Galatasaray, fresco vincitore del suo quarto titolo di campione di Turchia sabato scorso, è stato coinvolto in un episodio spiacevole fuori da un bar in un centro commerciale nel quartiere di Kasimpasa, nella zona di Beyoglu.

Secondo quanto riportato da Haberler, Torreira, ex giocatore di Pescara, Sampdoria, Fiorentina, oltre che di Arsenal e Atletico Madrid, è stato colpito con un pugno da un malintenzionato. L’aggressore ha cercato di fuggire in taxi, ma è stato fermato dalle forze dell’ordine, intervenute prontamente dopo l’incidente. Alcuni amici di Torreira e le guardie di sicurezza sono riusciti a sedare la situazione.

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Il centrocampista ha riportato escoriazioni e un gonfiore all’occhio sinistro, ma è stato in grado di denunciare l’aggressore. L’aggressore, come confermato da Haberler, è stato oggetto di un ordine restrittivo emesso nei suoi confronti.

Un episodio che ha rovinato la gioia per il trionfo di Torreira con il Galatasaray, ma che per fortuna non ha avuto gravi conseguenze.

Convocati Lazio per l’Inter, presenti Pedro e Cataldi: la lista completa di Sarri per la finale di Coppa Italia

Convocati Lazio per l’Inter, presenti Pedro e Cataldi: la lista completa di Sarri per la finale di Coppa Italia di stasera all’Olimpico

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha comunicato la lista dei convocati per la finale di Coppa Italia contro l’Inter, che si terrà stasera alle ore 21:00 allo Stadio Olimpico.

I biancocelesti affronteranno i nerazzurri, con Mattia Zaccagni che ha recuperato dalla botta al piede ricevuta durante l’allenamento e sarà a disposizione. Pedro è leggermente infortunato, ma potrà giocare uno spezzone nella ripresa, mentre Danilo Cataldi, reduce da una tendinopatia agli adduttori, avrà la possibilità di scendere in campo se necessario. La squadra è pronta per questa importante sfida.

Di seguito la lista completa dei convocati:

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Portieri: Furlanetto, Giacomone, Motta;

Difensori: Gigot, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Patric, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Belahyane, Cataldi, Dele-Bashiru, Przyborek, Rovella, Taylor;

Attaccanti: Cancellieri, Dia, Isaksen, Maldini, Noslin, Pedro, Ratkov, Zaccagni.

Lewandowski, strada tracciata per l’addio al Barcellona! Trattative per il rinnovo totalmente in stand-by: la verità sulle chance di vederlo in Serie A

Lewandowski, strada tracciata per l’addio al Barcellona! Trattative per il rinnovo in pausa: l’Arabia Saudita o l’MLS tra le mete più probabili

Il futuro di Robert Lewandowski con il Barcellona sembra sempre più incerto. Secondo Fabrizio Romano, le trattative per il rinnovo del contratto sono in stand-by, e se non arriverà una nuova proposta, l’attaccante polacco lascerà il club a parametro zero. Diverse società della Saudi Pro League e della MLS sono interessate, ma il suo elevato costo potrebbe impedire un suo trasferimento in Italia. Il suo futuro, comunque, è sempre più lontano dal Barça.

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PAROLE – «🚨 Robert Lewandowski e il Barça, le trattative per il nuovo contratto sono completamente in stand-by e l’addio estivo è ormai vicinissimo.
Se non arriverà una nuova proposta, Lewandowski lascerà come agente libero.
Club della Saudi Pro League e della MLS interessati, club italiani tentati ma troppo costoso.
È altamente improbabile vederlo restare a questo punto
».

Baldanzi ha convinto tutti: il Genoa accontenta De Rossi, fissato l’incontro con la Roma per discutere del riscatto!

Baldanzi ha convinto tutti: il Genoa accontenta De Rossi, fissato l’incontro con la Roma per chiedere uno sconto sul riscatto! Il punto

Non è un mistero che Daniele De Rossi nutra una grande stima per Tommaso Baldanzi, tanto che il Genoa ha deciso di accontentare il suo allenatore e acquistarlo in prestito con diritto di riscatto lo scorso gennaio. Il classe 2003 ha impressionato in appena 7 presenze, mettendo a segno 2 assist e conquistando un rigore decisivo nella sfida salvezza contro il Pisa, tanto da convincere la società a riscattarlo.

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Secondo quanto raccolto da TMW, il Genoa non ha dubbi sulle qualità del giovane fantasista e già la prossima settimana dovrebbe incontrare la Roma per trattare il prezzo del suo trasferimento definitivo. Gli accordi attuali prevedono un riscatto da 10 milioni di euro, ma il club rossoblù spera di ottenere uno sconto, puntando a chiudere l’operazione intorno ai 9 milioni. In caso di riscatto, Baldanzi firmerebbe un contratto fino al 2030.

Tuttavia, il futuro del 23enne è legato a doppio filo a quello di Daniele De Rossi, che ha già ricevuto alcune offerte da club di Serie A. Il tecnico, tuttavia, vorrebbe rimanere a Genova anche per un altro anno, a condizione che vengano garantiti alcuni rinforzi, tra cui il riscatto di Baldanzi. Se la dirigenza, guidata da Diego Lopez, dovesse ignorare il suo parere, potrebbe entrare in discussione anche la permanenza di De Rossi sulla panchina del Genoa.

In sintesi, la situazione di Baldanzi è decisamente delicata e dipende dall’equilibrio delle richieste di De Rossi e dalle future decisioni della dirigenza rossoblù.

Ancelotti non ha dubbi: «Per vincere il Mondiale dobbiamo essere squadra. Neymar? La sua convocazione dipende da lui»

Ancelotti: «Per vincere il Mondiale dobbiamo essere squadra. Neymar? La sua convocazione dipende da lui». Le parole del ct del Brasile

Intervistato dal The Guardian, il ct del Brasile, Carlo Ancelotti, ha parlato così in vista dei Mondiali.

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NEYMAR – «Dipende da lui, non da me. Come per tutti i giocatori, sarà fondamentale la forma fisica. Il talento e’ indiscusso, dobbiamo valutare solo la condizione fisica».

VINICIUS – «La responsabilità che si porta sulle spalle per il Brasile è enorme, soprattutto ultimamente – spiega – Questa responsabilità può essere un peso per lui. Il nostro compito in nazionale è quello di alleggerirlo, in modo che possa giocare con gioia, energia e tutte le sue qualità. Vedo Vinícius come lo vedevo al Real Madrid: un giocatore spettacolare e una persona spettacolare, capace di vincere una partita da solo. Sarà molto importante per il Brasile ai Mondiali. Ma deve essere il numero 1, la stella? Non abbiamo bisogno di un numero 1. Non possiamo concentrare tutto su un solo giocatore. Dobbiamo pensare come una squadra. Questo è l’unico modo per vincere la Coppa del Mondo».

Malagò e Abete hanno presentato ufficialmente le proprie candidature: al via la corsa alla presidenza FIGC

Malagò e Abete hanno presentato ufficialmente le proprie candidature: al via la corsa alla presidenza FIGC. Il 22 giugno le elezioni

Giovanni Malagò ha ufficialmente depositato la sua candidatura alla presidenza della Federcalcio, come annunciato ieri sera all’ANSA. Il presidente del CONI ha fatto pervenire la documentazione tramite un suo delegato, mentre Giancarlo Abete, suo rivale, ha presentato la sua candidatura personalmente.

Ora la FIGC ha tempo fino al 22 maggio per pubblicare l’accettazione delle candidature. Le elezioni per scegliere il nuovo presidente si terranno il 22 giugno 2026.

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La corsa alla presidenza della Federazione si fa sempre più interessante, con due figure di spicco come Malagò e Abete in lizza. L’attuale panorama delle elezioni vede un periodo di forte attesa, con le trattative e le discussioni che si intensificheranno nei prossimi giorni.

Nel frattempo, entrambe le parti si preparano per affrontare una campagna elettorale che potrebbe determinare il futuro della FIGC e delle sue politiche sportive.

Kalulu verso il rinnovo: la Juventus prepara l’incontro decisivo e studia come blindare il suo jolly difensivo

Rinnovo Kalulu, la Juventus adesso accelera: summit imminente e piano per blindare il centrale fino al 2031

La Juventus del futuro passa inevitabilmente dalla solidità della sua retroguardia, e in questo quadro tattico il nome di Pierre Kalulu è diventato uno dei punti fermi più inattesi e allo stesso tempo più preziosi. Arrivato tra lo scetticismo generale, con l’etichetta di chi doveva rilanciarsi dopo un periodo opaco, il francese ha ribaltato ogni previsione grazie a una serie di prestazioni impeccabili che lo hanno trasformato in un titolare indiscutibile. Proprio per questo, il suo rinnovo è destinato a diventare una delle priorità assolute della dirigenza bianconera nei prossimi mesi.

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Kalulu è ormai il fedelissimo di Luciano Spalletti, l’interprete ideale per una difesa moderna, aggressiva e capace di impostare. La sua continuità è stata impressionante: senza la contestata simulazione di Bastoni in Inter‑Juventus, l’ex rossonero non avrebbe saltato nemmeno un secondo di stagione. Un dato che certifica non solo la sua integrità fisica, ma anche la fiducia totale che lo staff tecnico ripone nella sua capacità di lettura e nella sua duttilità, qualità che lo rendono prezioso sia da centrale sia da terzino.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il rinnovo non è una semplice formalità, ma il riconoscimento della crescita esponenziale del difensore a Torino. L’attuale contratto scade nel 2029, ma alla Continassa si ragiona su un prolungamento fino al 2030 o addirittura al 2031, con adeguamento dell’ingaggio per allinearlo al suo nuovo status di titolare inamovibile. Una scelta strategica che risponde alle esigenze di Spalletti, deciso a mantenere intatta l’ossatura della squadra che sta riportando la Juventus ai vertici del calcio italiano.

In un mercato sempre più volatile, blindare i propri punti di riferimento è la strada maestra per costruire un ciclo duraturo. Il rinnovo di Kalulu rappresenta così il primo tassello di un mosaico più ampio: la Juventus non vuole lasciarsi sfuggire i protagonisti della sua rinascita tecnica, confermando come l’intuizione estiva sul difensore francese sia stata uno dei colpi più riusciti degli ultimi anni.


Il Lione di Fonseca rischia l’esclusione dalle coppe: la UEFA indaga sulle presunte violazioni finanziarie

UEFA contro il Lione di Paulo Fonseca: violazioni finanziarie e rischio esclusione dalle competizioni. Tutti i dettagli

Il Lione rischia seriamente l’esclusione dalle competizioni UEFA della prossima stagione a causa di presunte violazioni degli accordi finanziari sottoscritti con l’organismo europeo la scorsa estate. Una situazione esplosiva che arriva nel momento in cui la squadra di Paulo Fonseca, oggi quarta in Ligue 1 a una giornata dal termine, è ancora pienamente in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League. Un successo contro il Lens garantirebbe almeno i preliminari, con la possibilità di accedere direttamente alla League Phase. In ogni caso, il club ha già la certezza di un posto europeo tra Europa League e Conference League.

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Secondo quanto riportato dal Telegraph, il nodo riguarda il mancato rispetto dei parametri economici imposti dalla UEFA. Lo scorso luglio il Club Financial Control Body aveva sanzionato il Lione — insieme a club come Chelsea e Aston Villa — per violazioni delle norme sulla sostenibilità finanziaria. Tra le condizioni imposte figurava un aumento di capitale da 60 milioni di euro entro metà luglio 2025, da convertire in equity entro ottobre. Secondo le indiscrezioni, il club non avrebbe adempiuto pienamente a questo impegno, aprendo così la strada a possibili sanzioni più pesanti.

Il quadro economico resta infatti estremamente delicato: il Lione ha registrato perdite per 186 milioni di euro nella sola seconda metà del 2025. Dopo il ridimensionamento del progetto multi‑club di John Textor, il controllo della società è passato all’imprenditrice americana Michele Kang e al fondo Ares Management. La nuova proprietà sostiene che parte delle criticità derivi da operazioni concluse in passato con altri club della rete Eagle Football — tra cui Botafogo e RWD Molenbeek — e non correttamente riportate nei bilanci. Per evitare provvedimenti più severi, il club sta ora lavorando a un piano di austerità e alla cessione di diversi giocatori nel prossimo mercato estivo, nel tentativo di rientrare nei parametri UEFA e salvaguardare la partecipazione alle coppe.


Totti: «Ritorno a Roma? No, in questo momento non ci pensiamo. Ranieri in Nazionale? Può essere l’uomo giusto, perché no»

Totti svela: «Ritorno a Roma? No, in questo momento non ci penso. Ranieri in Nazionale? Può essere l’uomo giusto». Le parole

Francesco Totti sceglie la via della prudenza e dribbla le indiscrezioni sul suo possibile ritorno alla Roma. “Ora non ci pensiamo”, ha dichiarato l’ex numero 10 giallorosso, evitando di alimentare un tema che da settimane agita l’ambiente romanista e che lo riguarda da vicino, vista la sua storia e il suo legame con il club.

Intervenuto ai microfoni di SportMediaset per presentare Lazio‑Inter, finale della Coppa Italia 2025/26, Totti ha toccato anche altri argomenti caldi del momento. Tra questi, l’ipotesi di un suo ritorno a Trigoria, ma non solo: l’ex capitano ha affrontato anche il tema del futuro di Claudio Ranieri, reduce dalla nota diatriba con Gian Piero Gasperini e dal successivo allontanamento dalla società capitolina.

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COPPA ITALIA – «E’ una finale e si affrontano due belle squadre. L’Inter è strafavorita perché ha distrutto il campionato e arriva in un momento di forma strepitosa, ma nel calcio non si sa mai. Vinca il migliore»

CORSA CHAMPIONS – «Il campionato è avvincente, penso che chiunque possa inciampare. L’importante è che qualcuno lo faccia e la Roma riesca a vincere queste due partite»

GASPERINI – «Penso abbia fatto un buon percorso, come primo anno è stato positivo. Mettiamo da parte tutto quello che è successo e pensiamo a queste due partite, poi la società e il mister si metteranno seduti e valuteranno la cosa migliore»

RITORNO A ROMA? – «No, in questo momento non ci pensiamo. Pensiamo alla Roma è basta, è la priorità. Poi tutto quello che verrà è la conseguenza»

RANIERI ITALIA – «Non so se è vero, ma se ha la voglia e la possibilità di allenare la Nazionale… Può essere l’uomo giusto, perché no».

Muric dice addio al Sassuolo: «Non intendo giocare qui la prossima stagione. La mia esperienza si chiude per motivi personali»

Muric saluta i neroverdi: «Non intendo giocare per il Sassuolo il prossimo anno. L’esperienza si chidue per motivi personali»

Le parole di Arijanet Muric hanno scosso l’ambiente neroverde e aperto un fronte inatteso sul futuro del portiere kosovaro. “Non intendo giocare per il Sassuolo nella prossima stagione. Con la fine del prestito, finisce anche il mio tempo qui”, ha dichiarato il classe ’98, lasciando pochi margini di interpretazione. Un messaggio diretto, che anticipa un addio ormai inevitabile al termine dell’annata.

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Muric ha poi chiarito ulteriormente la sua posizione, spiegando: “Ho informato il club che non voglio rimanere qua dopo questa stagione per motivi personali”. Una presa di posizione netta, che arriva al termine di una stagione in cui il portiere si è ritagliato un ruolo da titolare, diventando un punto di riferimento per la squadra nonostante le difficoltà collettive.

In Serie A, Muric ha collezionato 32 presenze, subendo 43 gol ma mettendo a referto anche 6 clean sheet. Alto 1 metro e 98, si è distinto soprattutto nelle uscite alte e nella reattività tra i pali, qualità che lo hanno reso uno dei profili più interessanti della rosa. Ora, con l’addio annunciato, il Sassuolo dovrà valutare come sostituire un portiere che, pur in prestito, aveva garantito affidabilità e presenza.


Lotito: «Tifosi? Rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. Sul derby scelta oculata e responsabile»

Lotito sicuro: «Tifosi? Rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. Sul derby scelta responsabile»

Anche Claudio Lotito è intervenuto sulla decisione di modificare orario e data del Derby della Capitale, un tema che continua a far discutere l’ambiente romano. Il presidente biancoceleste ha espresso la sua posizione ai microfoni di Sport Mediaset, aggiungendo un ulteriore tassello al dibattito che accompagna una scelta ritenuta delicata per l’impatto su tifosi e programmazione. Le dichiarazioni arrivano alla vigilia della finale di Coppa Italia contro l’Inter:

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DERBY – «Un derby contemporaneamente alla finale del tennis è sicuramente un rischio maggiore. Sia in termini di presenza del pubblico, sia in termini di qualche persona scriteriata che volesse fare un gesto inconsulto e quindi ha un palcoscenico che potrebbe allettarlo ancora di più. Se il prefetto ha scelto così l’ha fatto a ragion veduta, conosce benissimo Roma. Immaginate se venisse fatto un gesto inconsulto in quel momento cosa succederebbe. Come oggi, domani, ci sono 150 paesi collegati. Penso sia stata una scelta oculata e responsabile».

TIFOSI – «Loro rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. È una realtà, ti danno una spinta in più e una motivazione in più. Chi gioca, sa che ci sono tante persone che spingono e hanno la voglia di identificarsi nelle loro gesta, devono dare il massimo e il 300% delle loro potenzialità per accontentare ed esaudire i sogni dei tifosi»

PRESIDENZA FIGC «Non ho nulla contro la sua candidatura, ma da persona che lavora in questo mondo da tanti anni vi dico che avrei prima fatto tutte le riforme, e poi avrei scelto Malagò. Anzi, l’avrei anche messo come commissario se questa era la volontà. Così è come prendere un cavallo e poi la stalla, che faccio? Tengo il cavallo per strada? È questo il tema secondo me. Non è un problema di persone, ma come al solito in questo paese, ciò conta più degli aspetti concreti. Il sistema così com’è è sbagliato, e non è un uomo solo al comando a cambiare le cose. Le leggi le fa il Parlamento, non la Federazione, quindi sarebbe stato più giusto che il Parlamento si assumesse la responsabilità di disegnare un nuovo assetto e una nuova organizzazione, e il calcio avrebbe potuto poi scegliere il presidente».

Lukaku lascia Napoli e torna in Belgio per il recupero: scelta concordata con club e federazione

Napoli, Romelu Lukaku vola in Belgio per proseguire le cure: decisione condivisa tra club e nazionale. Gli aggiornamenti

Arrivano novità importanti sul percorso riabilitativo di Romelu Lukaku. Il centravanti del Napoli continuerà il proprio recupero in Belgio, presso il centro federale della Nazionale, una scelta maturata in pieno accordo tra il club azzurro e la federazione belga. Una decisione condivisa che conferma la volontà di garantire al giocatore il miglior contesto possibile per completare la riatletizzazione.

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Per Antonio Conte si tratta però di una perdita pesante nel momento più delicato della stagione. L’allenatore dovrà infatti rinunciare al gigante belga nelle ultime due giornate di Serie A, proprio mentre il Napoli è impegnato in una corsa serratissima per blindare un posto in Champions League. L’assenza di Lukaku priva la squadra di un riferimento offensivo fondamentale, sia dal punto di vista tecnico che caratteriale.

La classifica racconta un equilibrio sottile: gli azzurri sono secondi con 70 punti, ma Juventus, Milan e Roma inseguono a distanza ravvicinata — due e tre lunghezze appena. Margini minimi che non consentono passi falsi e che rendono ancora più pesante l’assenza del numero 9. Il finale di stagione si preannuncia dunque ad alta tensione, con il Napoli chiamato a difendere la propria posizione senza uno dei suoi uomini simbolo.


Rodri verso la permanenza a Manchester? Il City stringe i tempi, il Real osserva senza intervenire

Il futuro di Rodri adesso prende forma: il Manchester City vuole blindarlo subito, il Real Madrid resta alla finestra

La situazione legata al futuro di Rodri ha vissuto un’accelerazione nelle ultime ore, grazie all’indiscrezione rilanciata da Matteo Moretto sul social X. Secondo il giornalista, il Real Madrid non ha ancora mosso passi ufficiali verso il Manchester City per il centrocampista spagnolo, nonostante l’interesse concreto e ormai noto da settimane. Una frenata che cambia gli scenari e che avvicina il giocatore a una permanenza in Premier League.

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Nel frattempo, il Manchester City ha intensificato i contatti con l’entourage del giocatore. Come riportato da Moretto, il club inglese sta lavorando da settimane al rinnovo e ora è pronto ad accelerare per blindare il suo perno di centrocampo. L’obiettivo è chiaro: trattenere Rodri almeno per un’altra stagione, respingendo ogni tentativo di avvicinamento da parte dei blancos e consolidando la struttura tecnica della squadra di Guardiola.

La decisione definitiva, secondo quanto emerso, è ormai vicina. Il City vuole chiudere rapidamente l’accordo, mentre il Real Madrid osserva senza aver ancora formalizzato alcuna mossa. Una situazione che, al momento, sposta l’ago della bilancia verso la permanenza del centrocampista a Manchester, in attesa dell’ultimo passaggio che potrebbe mettere fine alle voci di mercato attorno a uno dei giocatori più determinanti del calcio europeo.

Cafu sulla crisi del Milan: «Quale squadra, nell’arco di una stagione, non attraversa un momento di difficoltà?»

Cafu sul Milan: «Quale squadra, nell’arco di una stagione, non attraversa un momento di difficoltà?». La sua intervista

Nel Milan di oggi, con la qualificazione Champions appesa a un filo a due giornate dalla fine, quanto sarebbe pesato un leader carismatico come Marcos Cafu. L’ex terzino brasiliano, protagonista anche alla Roma, ha parlato alla Gazzetta dello Sport, offrendo la sua visione sul momento rossonero. Le parole dell’ex terzino brasiliano:

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MOMENTO MILAN – «Quale squadra, nell’arco di una stagione, non attraversa un momento di difficoltà? Il problema del Milan è che questo momento sia arrivato proprio nel rush finale del campionato e quindi lo si nota di più»

CALO FISIOLOGICO «Credo sia più un calo fisiologico. La sfortuna è che nell’ultimo periodo gli errori dei singoli non si sono concentrati in una sola partita, ma sono stati spalmati su più gare. Il concetto è semplice: meglio perdere una volta per undici errori dei calciatori, che undici incontri per l’errore di un solo giocatore».

LA CONTESTAZIONE «Partiamo dal principio che contestare è un diritto sacrosanto dei tifosi, almeno finché la protesta resta nei confini della civiltà, cosa che per esempio non era capitata ai miei tempi alla Roma dopo un’eliminazione in Coppa Italia per opera dell’Atalanta (settembre 2000, ndr). Tifoserie come quella giallorossa o dello stesso Milan sono molto calde, ma bisogna anche ricordarsi che nessun tifoso vuole il male della propria squadra, per cui i fischi o i cori vanno intesi solo come un modo per spronare l’ambiente».

ALLEGRI CONFERMATO SENZA CHAMPIONS? «Io non penso che il tecnico possa essere giudicato solo da come andranno le prossime due partite. La stagione va analizzata nel suo complesso e, se torniamo solo a tre o quattro settimane fa, nessuno avrebbe mai messo in discussione Max. Da come la vedo io, poi, il livello delle pretendenti a un posto in Champions si è alzato, perciò non è un traguardo così scontato…».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI CAFU SU MILANNEWS24

Inchiesta arbitri, stop sul filone della frode sportiva: tutto verte sulla faida interna al mondo arbitrale!

Inchiesta arbitri, stop sul filone della frode sportiva: tutto verte sulla faida interna al mondo arbitrale! Ecco cosa aspettarsi

L’inchiesta della Procura di Milano sulla presunta frode sportiva legata al mondo arbitrale si ferma. Come riportato dal Corriere dello Sport, nella giornata di ieri il pm titolare Maurizio Ascione ha fatto il punto con il Procuratore Generale Marcello Viola e con il Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza. Dalla Procura filtra una linea chiara: «Non c’è necessità di convocare altri testi, né verrà aggiornato il registro degli indagati».

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Inchiesta arbitri, Schenone e Pinzani non cambiano il quadro

Nei prossimi giorni verranno riordinate le carte, riletti i verbali e ricostruiti i passaggi principali dell’indagine. Allo stato attuale, però, non sarebbero emersi fatti nuovi. In particolare, sul filone delle presunte designazioni «combinate», gradite o meno all’Inter, le audizioni di Giorgio Schenone, referee manager nerazzurro, e di Riccardo Pinzani, all’epoca coordinatore dei rapporti tra AIA e club, non avrebbero portato a «nuove esigenze investigative».

Il pm Ascione ha ascoltato anche Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, in una testimonianza definita più informale che ufficiale. Il tema centrale sarebbe rimasto quello delle eventuali pressioni su Gianluca Rocchi, dei rapporti tra dirigenti, del ruolo di Lissone e della questione legata a VAR e ispettori federali.

Inchiesta arbitri, il fronte AIA resta aperto

Se il capitolo sulla presunta frode sportiva sembra rallentare, resta invece apertissimo il fronte interno al mondo arbitrale. L’inchiesta avrebbe fatto emergere un quadro segnato da tensioni, divisioni e lotte di potere all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri. Una situazione distante dall’immagine di garanzia, terzietà e rigore che dovrebbe caratterizzare il comparto arbitrale.

In questo contesto, il presidente federale Gabriele Gravina dovrà affrontare un passaggio delicato. Dopo la ratifica della decadenza di Zappi, squalificato per 13 mesi, verrà letta la mail del vicario Massini, nella quale viene descritto uno scenario molto complesso dentro l’AIA. Un quadro che potrebbe alimentare ulteriormente l’ipotesi del commissariamento.

Il PSG mette gli occhi su Julian Alvarez: è lui il grande obiettivo di Luis Enrique! Il piano

Il PSG mette gli occhi su Julian Alvarez: è lui il grande obiettivo di Luis Enrique! Il piano dei parigini per l’attacco

La stagione del Paris Saint-Germain entra nella sua fase più calda. La squadra di Luis Enrique, allenatore spagnolo dei parigini, è ancora impegnata su più fronti e questa sera affronterà il Lens in uno scontro diretto che può indirizzare definitivamente la corsa alla Ligue 1. Il PSG comanda la classifica con 73 punti, mentre il Lens segue a quota 67 quando mancano due partite alla fine, compresa quella di stasera. Ai parigini potrebbe bastare anche un pareggio per chiudere aritmeticamente il discorso titolo.

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PSG, la Ligue 1 prima della finale di Champions League

L’obiettivo immediato è dunque mettere al sicuro il campionato, prima di spostare tutte le energie sulla finale di Champions League. Il PSG sfiderà l’Arsenal a Budapest, in una partita che può regalare al club francese un altro trofeo europeo dopo il netto successo ottenuto nella scorsa stagione contro l’Inter di Simone Inzaghi.

La squadra di Luis Enrique ha confermato anche quest’anno di avere pochi rivali per qualità, profondità della rosa e continuità di rendimento. La finale contro i Gunners rappresenterà un nuovo banco di prova per misurare le ambizioni di un gruppo costruito per restare stabilmente ai vertici del calcio europeo.

PSG, Julian Alvarez nome caldo per il mercato

Una volta chiusa la stagione, l’attenzione si sposterà inevitabilmente sul mercato. Il PSG vuole rinforzare ulteriormente una rosa già ricca di talento, con particolare attenzione al reparto offensivo. Secondo quanto riportato da ESPN, uno dei profili individuati dal club francese sarebbe Julian Alvarez, attaccante argentino di proprietà dell’Atletico Madrid.

Il classe 2000 rappresenterebbe un innesto di altissimo livello per aumentare le soluzioni offensive a disposizione di Luis Enrique. Tecnica, mobilità, intensità e abitudine alle grandi partite rendono Alvarez un profilo ideale per un PSG che vuole continuare a crescere e competere per tutti i trofei.

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