Pagina 801 – Calcio News 24

Fiorentina, Commisso l’appello ai tifosi: «Continuate a seguirci, faremo una Viola più forte! Kean? Mi auguro che…»

Fiorentina, Commisso l’appello ai tifosi: «Continuate a seguirci, faremo una Viola più forte! Kean? Mi auguro che…»

Intervenuto ai micrcofoni di Tgr Rai Toscana, Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, è intervenuto in una breve dichiarazione in occasione della festa dei tifosi organizzata a San Pancrazioni.

Le parole del patron italo-americano, seppur brevi, non lasciano dubbi ad interpretazioni, con l’appello ai tifosi a rimanere affianco alla Viola anche nella prossima stagione, e un messaggio per Kean, al centro dell’interesse di diversi club, ma che Commisso vorrebbe trattenere alla Fiorentina.

DICHIARAZIONI – «“Continuate a sostenerci, noi faremo una Fiorentina sempre più forte” ha detto il numero uno viola, attualmente negli Stati Uniti. Avete visto gli acquisti che stiamo facendo… Speriamo che resti anche Kean».

Gundogan lascia il City? Guardiola ne parla in in conferenza stampa: «Va al Galatasaray? Non so nulla, ma allo stesso tempo…»

Gundogan lascia il City? Guardiola ne parla in in conferenza stampa: «Va al Galatasaray? Non so nulla, ma allo stesso tempo…»

Il futuro di Ilkay Gundogan al Manchester City sembra sempre più incerto. Dopo una stagione in cui ha superato i 3000 minuti giocati, ora per il centrocampista tedesco la situazione è cambiata radicalmente. L’arrivo di Tijjani Reijnders e il ritorno dall’infortunio di Rodri riducono infatti le sue possibilità di giocare con continuità nel club inglese.

Secondo le ultime indiscrezioni riportate da ESPN, nelle ultime ore si sono intensificati i contatti tra Gundogan e il Galatasaray, squadra turca che punta a rinforzare la propria rosa in vista della prossima partecipazione alla Champions League. Il giocatore, 34 anni, avrebbe già mostrato apertura verso l’ipotesi di un trasferimento in Turchia, paese con cui ha un forte legame personale grazie alle origini turche dei suoi genitori.

La situazione attuale al Manchester City non sembra favorire la permanenza di Gundogan. Le recenti dichiarazioni di Pep Guardiola, che ha parlato di una necessità di tagliare la rosa entro la fine del mercato, alimentano ulteriormente i dubbi sul futuro del centrocampista. Gundogan, tornato a Manchester appena dodici mesi fa dopo l’esperienza al Barcellona, ha infatti ancora un solo anno di contratto con i Citizens.

Il tecnico del City si è infatti espresso sull’argomento nella conferenza stampa in vista del match contro l’Al Ain per il Mondiale per Club, rilasciando queste dichiarazioni.

DICHIARAZIONI – «Non so nulla. Non ho parlato con lui, e se non dovesse far parte della squadra, non sarebbe qui. Ma allo stesso tempo, abbiamo attualmente una rosa lunga, troppi giocatori, quindi non possiamo affrontare la stagione con 26 o 27 giocatori perché ce ne sarebbero molti senza giocare, e passo dopo passo forse alcuni si muoveranno. Ma al momento, Ilkay è assolutamente parte dei miei piani e della squadra».

Calciomercato Juve, per Kolo Muani serve accelerare! Una big inglese punta a soffiare l’attaccante ai bianconeri. Il punto

Calciomercato Juve, per Kolo Muani serve accelerare! Una big inglese punta a soffiare l’attaccante ai bianconeri. Il punto

Il calciomercato Juventus si complica sul fronte Randal Kolo Muani. L’attaccante francese, arrivato in prestito dal PSG, si è reso protagonista di un ottimo avvio nel Mondiale per Club, attirando su di sé l’interesse di diversi club europei. Tra questi, spicca il Chelsea, pronto a sfidare la Juve per garantirsi le prestazioni del numero 20 bianconero.

Secondo quanto riportato da L’Équipe, i Blues avrebbero già avviato contatti concreti con il Paris Saint-Germain, proprietario del cartellino del giocatore. L’obiettivo del club londinese è chiaro: portare l’ex Eintracht Francoforte in Premier League, sfruttando il momento positivo del francese per anticipare la concorrenza.

La Juventus dal canto suo non intende mollare facilmente. Il club bianconero, soddisfatto del rendimento di Kolo Muani, vorrebbe prolungare il prestito anche per la prossima stagione. La dirigenza juventina considera il classe 1998 un tassello importante per l’attacco, grazie alla sua velocità, forza fisica e duttilità tattica.

Tuttavia, il futuro di Kolo Muani resta incerto. Nonostante il giocatore si trovi bene a Torino e abbia espresso apprezzamento per l’ambiente e il progetto bianconero, non ha ancora preso una decisione definitiva. Le offerte provenienti dalla Premier League, soprattutto da un club ambizioso come il Chelsea, potrebbero far vacillare le sue certezze.

Il PSG, nel frattempo, osserva la situazione con attenzione. Il club francese potrebbe approfittare dell’interesse crescente per monetizzare e reinvestire sul mercato. Tutto dipenderà anche dalla volontà del giocatore, che ha ancora margini di crescita importanti e vuole un ruolo da protagonista.

Con il calciomercato Juventus in continua evoluzione, la sfida per Kolo Muani è ufficialmente aperta. La concorrenza della Premier League si fa sentire, e la Vecchia Signora dovrà muoversi in fretta per non perdere un talento prezioso.

Calciomercato Serie B, quante squadre su Kofler! Il difensore del Sudtirol pronto al salto di categoria? Su di lui anche Sassuolo ed Hellas

Calciomercato Serie B, quante squadre su Kofler! Il difensore del Sudtirol pronto al salto di categoria? Su di lui anche Sassuolo ed Hellas

Il calciomercato di Serie B si accende con uno dei nomi più promettenti del campionato: Raphael Kofler. Il giovane difensore del Sudtirol, classe 2005, è finito nel mirino di diverse squadre di Serie A dopo un’annata da protagonista. Originario di Merano, Kofler si è affermato come uno dei punti fermi della difesa allenata da Fabrizio Castori, contribuendo alla salvezza della squadra altoatesina con prestazioni solide e in costante crescita.

Nell’ultima stagione di Serie B, Kofler ha collezionato 29 presenze, di cui 22 da titolare, per un totale di 1950 minuti giocati. Le sue caratteristiche fisiche – è alto 1,93 m – lo rendono un difensore centrale moderno, efficace nei duelli aerei e affidabile in fase di impostazione. La sua stagione è stata impreziosita anche da un gol, segnato nella trasferta contro la Juve Stabia, dimostrando anche una certa pericolosità sulle palle inattive.

Il suo rendimento non è passato inosservato. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, ci sarebbero quattro club di Serie A interessati al difensore del Sudtirol. In particolare, Sassuolo e Hellas Verona sembrano pronti a puntare su di lui per rinforzare il reparto arretrato. Oltre a loro, anche Pisa e Cremonese, fresche di promozione nella massima serie, stanno monitorando la situazione.

Il profilo di Kofler risponde perfettamente all’identikit del giovane di prospettiva su cui investire in ottica futura: italiano, con esperienza in Serie B, e margini di crescita evidenti. Il Sudtirol potrebbe dunque trovarsi di fronte a una cessione importante, con Kofler pronto al salto di categoria.

Con il calciomercato di Serie B in pieno fermento, la prossima destinazione di Raphael Kofler potrebbe già scrivere un nuovo capitolo della sua carriera.

Rangnick, che frecciata al Manchester United: «Chi decide? Perché? Sono stati spesi 800 milioni per arrivare al 15° posto»

Rangnick, che frecciata al Manchester United: «Chi decide? Perché? Sono stati spesi 800 milioni per arrivare al 15° posto»

Attuale CT dell’Austria, Ralf Rangnick ex allenatore del Manchester United nel periodo tra il 2021 e il 2022 come coach a intermin ha parlato a Sport, tirando in ballo la situazione attuale dei Red Davils, con l’arrivo di Amorim e i risultati ottenuti.

SITUAZIONE – «Da quando me ne sono andato, hanno speso 700, 800 milioni di sterline e la squadra è arrivata al 15° posto. Hanno cambiato allenatore molte volte. Ora c’è ancora Amorim, che è un ottimo allenatore, ma se alla fine non dovesse funzionare, ne arriverà un altro, con il suo nuovo sistema di gioco o filosofia, porterà altri giocatori… E questo ci riporta a quanto dicevamo all’inizio su Johan Cruyff. Deve esserci qualcuno che decida quale sia la pianificazione».

COSA FARE – «Penso che dobbiamo tornare al 2013, quando Sir Alex ha lasciato il club. E quando lui era ancora lì, era la mente di tutto. Probabilmente ha anche portato molte persone importanti al club. E quando se ne è andato, alcune di queste persone probabilmente hanno lasciato il club con lui. Da allora, penso che il club abbia un problema di leadership: chi prende davvero le decisioni e perché le prende?».

DUBBI – «Sono davvero le persone migliori per quel ruolo? Posso solo dire che, nei sei mesi in cui sono stato lì, era difficile capire, anche per me come allenatore principale, chi stesse prendendo le decisioni. Con chi potevo parlare? Se volevamo acquistare nuovi giocatori, era difficile. C’erano delle persone, ma alla fine era tutto complicato».

Calciomercato estero, Deco apertissimo sulle strategie del Barcellona: «Ecco chi resta e chi lascia. Garcia titolare, Fati? Siamo aperti»

Calciomercato estero, Deco apertissimo sulle strategie del Barcellona: «Ecco chi resta e chi lascia. Garcia titolare, Fati? Siamo aperti»

Intervistato a La Vanguardia, Deco, ds del Barcellona, ha svelato quali saranno le operazioni in uscita del club catalano, in vista dell’apertura del calciomercato estivo.

Il dirigente dei blaugrana ha così parlato del colpo Joan Garcia e di quali saranno le scelte sulla rosa della prossima stagione, con i destini di Fati, Araujo e De Jong.

JOAN GARCIA – «Lo scorso anno e quello precedente si è infortunato Ter Stegen e avevamo solo Iñaki Peña a disposizione. Abbiamo buoni portieri nel settore giovanile, ma sono molto giovani. Ci siamo affidati a Szczesny, che ha dato un rendimento spettacolare. Quando ci sono queste opportunità non puoi lasciartele sfuggire, altrimenti andranno altrove».

FATI – «Con l’età che ha e la carriera davanti non può permettersi un altro anno senza giocare. Siamo aperti a non ostacolare la sua partenza. Il Monaco ha parlato con noi. Il giocatore vuole un prestito».

ARAUJO – «Vogliamo migliorare la squadra, non peggiorarla. Se ci lascia, perdiamo un pezzo importante. Ha vissuto una stagione difficile, con critiche ingiuste. È uno dei migliori difensori centrali del mondo. Non vuole andarsene. Vuole tornare al suo miglior livello».

DE JONG (in scadenza)- «Vogliamo che resti con noi. Ha ancora un anno di contratto e analizzeremo la situazione con calma».

Presidente Coni, la metafora calcistica di Stefano Mei: «Malagò è stato Maradona, ma adesso abbiamo bisogno di Sacchi…»

Presidente Coni, la metafora calcistica di Stefano Mei: «Malagò è stato Maradona, ma adesso abbiamo bisogno di Sacchi…»

La corsa per la presidenza del CONI del post-Malagò entra nel vivo, e Stefano Mei, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), scende in campo con una dichiarazione che è al contempo un’investitura e un manifesto programmatico. In un’intervista rilasciata oggi a La Gazzetta dello Sport, Mei non solo ha ufficializzato la sua candidatura alla Giunta Nazionale, ma ha delineato con una metafora potente la visione per il futuro dello sport italiano, schierandosi al fianco del candidato presidente Luciano Rossi.

«Ci metto la faccia e non mi nascondo»,ha esordito Mei, sottolineando la necessità di una svolta nella governance del Comitato Olimpico e il suo appoggio a Bonfiglio. Il cuore del suo messaggio è un appello alla collegialità, un cambio di paradigma rispetto all’era attuale.

Passeremo da un leader, Giovanni Malagò, che ha ottenuto risultati straordinari, a una gestione che dovrà essere collettiva», ha spiegato.

Per rendere l’idea, Mei ha usato un paragone calcistico tanto geniale quanto efficace, capace di fotografare la transizione auspicata: «Sarà come passare dal Napoli di Maradona al Milan di Sacchi». Un’immagine che riconosce la grandezza dell’attuale presidenza, paragonata al genio assoluto e trascinante di un singolo fuoriclasse, ma che al contempo indica la via per il futuro: un modello basato sull’organizzazione, sul gioco di squadra e sulla forza del sistema, proprio come il Milan rivoluzionario degli Arrigo Sacchi.

In questo nuovo “collettivo”, dove i presidenti federali dovranno «far quadrato», Mei vuole essere protagonista. La sua candidatura alla Giunta, spiega, è una conseguenza logica di questa visione e un dovere verso l’atletica, sport che per peso e prestigio “merita” di avere un ruolo centrale nella costruzione del nuovo corso. Un passo avanti coraggioso per un futuro del CONI all’insegna della coralità.

Calciomercato Juve, il Flamengo detta le regole e lancia la sfida. Il ds Boto: «Il prezzo di Wesley è questo. E ho un sogno: prendere un attaccante bianconero. Mai dire mai…»

Calciomercato Juve, il Flamengo detta le regole e lancia la sfida. Il ds Boto: «Il prezzo di Wesley è questo. E ho un sogno: prendere un attaccante bianconero. Mai dire mai…»

Il calcio brasiliano si prende la scena al Mondiale per Club. Flamengo, Fluminense e Palmeiras avanzano con forza nel torneo, confermando la superiorità tecnica e tattica delle squadre sudamericane in questa fase della stagione.

Un dominio che non sorprende il direttore sportivo del Flamengo, José Boto, che a La Gazzetta dello Sport ha analizzato le ragioni del successo.

WESLEY INTERESSA A JUVE E ROMA – «Ufficialmente non c’è nulla, mentre ufficiosamente… Però non bastano 20 milioni come sento dire, almeno una trentina. Wesley è pronto per l’Europa. Vedremo dopo il Mondiale, ma non siamo obbligati a cederlo».

L’ALLENATORE IDEALE – «Per vincere prenderei Conte. Ma per lo stile del Flamengo l’ideale sarebbe De Zerbi, che ho conosciuto allo Shakhtar: è un genio. Ma spero resti Filipe Luis: dorme poco e lavora tanto come De Zerbi però è più calmo».

CHI PRENDERE DALLA JUVE DOPO DANILO E ALEX SANDRO – «Per quello che ci serve adesso, penserei a Vlahovic. Il problema non sarebbero i soldi, ma convincere i big a venire in Brasile. Nel calcio mai dire mai…»

Calciomercato Pisa, nel mirino questi grandi giocatori per Alberto Gilardino. Le novità estive

Calciomercato Pisa: Gilardino nuovo allenatore e tanti nomi caldi per rinforzare la rosa. Qual è il piano della squadra nerazzurra?

Il calciomercato Pisa entra nel vivo con grandi novità sia in panchina che in campo. Dopo la partenza del tecnico della promozione, passato al Palermo (Filippo Inzaghi), il club toscano ha deciso di puntare su Alberto Gilardino, ex allenatore del Genoa, per guidare la squadra nella prossima stagione di Serie A. Una scelta ambiziosa, che conferma le intenzioni della società di lottare per le posizioni di vertice.

Sul fronte acquisti, secondo quanto riportato da calciomercato.com, il calciomercato Pisa si concentra su diversi obiettivi per rafforzare la difesa. Tra i nomi in cima alla lista figura Pawel Dawidowicz, centrale polacco classe 1995 in scadenza con l’Hellas Verona. Altro profilo interessante è Leo Ostigard, norvegese del 1999, ex Napoli e Genoa, attualmente al Rennes dopo un’esperienza in prestito all’Hoffenheim. Il club ha già chiuso per il giovane brasiliano Mateus Lusuardi (classe 2004) proveniente dal Frosinone.

Dal club ciociaro potrebbe arrivare anche un rinforzo a centrocampo: si tratta di Isak Vural, centrocampista turco classe 2006. In mezzo al campo piace anche Oussama Targhalline, marocchino classe 2002 di proprietà del Feyenoord.

Per quanto riguarda l’attacco, il Calciomercato Pisa segue con attenzione diversi profili. Tra i nomi più caldi troviamo Gennaro Borrelli (classe 2000) del Brescia, Antonio Sanabria (1996) del Torino e Giovanni Simeone (1995) del Napoli, figlio di Diego Pablo Simeone, che vestì la maglia del Pisa tra il 1990 e il 1992. Piace anche Lorenzo Colombo, giovane attaccante del Milan classe 2002, reduce da un prestito all’Empoli e seguito anche dalla Cremonese.

Tra i rinforzi esterni, nel calciomercato Pisa rientra anche Liberato Cacace (classe 2000), nazionale neozelandese dell’Empoli seguito anche dal Cagliari. Sulle fasce interessa Alessio Zerbin (classe 1999), di proprietà del Napoli ma reduce da una buona stagione in prestito al Venezia. I toscani guardano ancora in casa Napoli per Pasquale Mazzocchi, terzino destro esperto classe 1995.

Il calciomercato del Pisa promette colpi interessanti: la squadra vuole costruire una rosa competitiva per affrontare al meglio la nuova stagione di Serie A con ambizioni importanti.

Calciomercato Cremonese, difesa e centrocampo tra sogni e grandi colpi per la salvezza. L’indiscrezione

Calciomercato Cremonese: Nicola in pole per la panchina, obiettivi chiari per rinforzare difesa e centrocampo

Il Calciomercato Cremonese si prepara a entrare nel vivo dopo la separazione da Giovanni Stroppa, pronto a ripartire dalla panchina del Venezia. I grigiorossi sono ora alla ricerca di un nuovo tecnico per guidare il progetto della prossima stagione e il nome in cima alla lista è quello di Davide Nicola, profilo esperto e abituato a lavorare in contesti competitivi.

Parallelamente alla questione allenatore, la dirigenza è attiva anche sul fronte del rafforzamento della rosa. Il calciomercato Cremonese guarda con particolare attenzione al reparto difensivo, dove ci sono diversi nomi sul taccuino.

Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, uno degli obiettivi principali è Federico Bonini, difensore centrale classe 2001 del Catanzaro, autore di una stagione positiva. Tra i giovani prospetti seguiti c’è anche Nosa Obaretin, classe 2003 di proprietà del Napoli, reduce da un prestito al Bari e ora nel mirino anche del Lugano in Svizzera. Un altro profilo interessante è Alessandro Marcandalli (classe 2002), di rientro al Genoa dopo un buon campionato disputato in prestito al Venezia; anche il Palermo è interessato al suo cartellino.

Per quanto riguarda le fasce difensive, il Calciomercato Cremonese valuta più opzioni. A destra piacciono Davide Faraoni, in scadenza con l’Hellas Verona, e Gabriele Zappa (classe 1999) del Cagliari. Per la corsia sinistra invece l’obiettivo è Tommaso Augello, anch’egli del Cagliari, ma seguito anche dal Palermo.

A centrocampo l’interesse dei grigiorossi si concentra su Ebrima Darboe, centrocampista gambiano della Roma classe 2001, reduce da una stagione in prestito al Frosinone. Il giocatore è considerato un elemento interessante per dare qualità e dinamismo alla mediana della squadra.

Il calciomercato Cremonese si preannuncia ricco di movimenti e con l’obiettivo dichiarato di costruire una squadra solida, competitiva e pronta a lottare per la salvezza in Serie A. In attesa della scelta definitiva per la panchina, il club è già molto attivo per garantire al futuro allenatore una rosa completa e all’altezza delle ambizioni.

Calciomercato Genoa, doppio colpo in vista per la squadra rossoblu: nel mirino Pessina e un grande attaccante

Calciomercato Genoa: occhi su Colpani e Pessina del Monza per rinforzare il centrocampo. I rossoblu sognano un doppio colpo importante

Il Calciomercato Genoa comincia a prendere forma e le prime indiscrezioni parlano di un forte interesse del club rossoblù per due centrocampisti del Monza: Andrea Colpani e Matteo Pessina. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Repubblica di Genova, il Genoa starebbe valutando concretamente questi due profili per dare più qualità ed esperienza alla mediana nella stagione 2025/26.

Andrea Colpani, classe 1999, è reduce da un’annata in prestito alla Fiorentina, dove ha mostrato buone doti tecniche e capacità di inserimento. Il centrocampista tornerà ora al Monza, ma difficilmente rimarrà in Serie B. Su di lui c’è l’interesse di diversi club di A, tra cui anche il Sassuolo, ma il calciomercato Genoa sembra deciso a fare un tentativo concreto per assicurarsi le sue prestazioni. Colpani sarebbe un innesto ideale per il sistema di gioco di Vieira, grazie alla sua versatilità e propensione offensiva.

L’altro nome importante finito sul taccuino del calciomercato Genoa è quello di Matteo Pessina, capitano del Monza e giocatore dalla grande esperienza, anche internazionale. Il classe 1997 ha già vestito la maglia della Nazionale e rappresenterebbe un colpo di spessore per il centrocampo rossoblù. Pessina avrebbe espresso il desiderio di rimanere in Serie A nonostante la retrocessione del Monza, e il calciomercato Genoa potrebbe offrirgli la giusta occasione per continuare a giocare ad alti livelli.

Con l’obiettivo di alzare il tasso tecnico della rosa, la dirigenza del Grifone sta lavorando su più fronti per rinforzare ogni reparto. Tuttavia, il centrocampo resta una priorità assoluta e i profili di Colpani e Pessina si inseriscono perfettamente nel piano strategico della società, che punta su giocatori italiani, giovani ma già esperti.

Il Calciomercato Genoa si prospetta molto attivo, con il club determinato a confermare quanto di buono fatto nella scorsa stagione e a costruire una squadra ancora più competitiva per il futuro. L’interesse per Colpani e Pessina dimostra l’ambizione della società ligure di crescere ulteriormente, puntando su calciatori di qualità e con un forte spirito di appartenenza.

Mondiale per Club, chi è Moez Ben Said, l’eroe di Tunisi che ha stregato Los Angeles

Mondiale per Club, ecco chi è Moez Ben Said. Un giocatore che ha stupito tutti quanti. La situazione

Ci sono momenti che definiscono una carriera, attimi in cui un giocatore trascende il proprio ruolo per diventare un eroe. Per Moez Ben Said, portiere dell’Espérance Sportive de Tunis, quell’attimo è arrivato sotto le luci accecanti di Los Angeles, nei minuti finali di una partita che valeva un pezzo di storia.

Il suo rigore parato a Denis Bouanga non è stato solo un gesto tecnico, ma il sigillo su una vittoria epica e la consacrazione di un portiere che ha costruito il suo successo sulla perseveranza.La scena è di quelle destinate a rimanere impresse nella memoria dei tifosi tunisini. Minuto 88 di Los Angeles FC-Espérance Tunis, gara inaugurale del nuovo e prestigioso Mondiale per Club FIFA 2025.

I padroni di casa, spinti dal loro pubblico, ottengono un calcio di rigore che sembra poter annullare il vantaggio tunisino e negare una vittoria storica. Sul dischetto si presenta l’uomo più atteso, la stella del LAFC Denis Bouanga.

Ma di fronte a lui c’è un uomo con una missione. Ben Said non si lascia ipnotizzare: intuisce la direzione, si distende con un riflesso felino e respinge il tiro, ammutolendo lo stadio e regalando ai suoi compagni e a un’intera nazione una notte da sogno. Quel gesto non ha solo salvato il risultato, ha proiettato l’Espérance ai quarti di finale e ha presentato al mondo il suo affidabile guardiano.

Ma chi è Moez Ben Said? Lungi dall’essere una sorpresa dell’ultimo minuto, è un portiere esperto, di 32 anni, che ha raggiunto la piena maturità calcistica. La sua non è la storia di un predestinato, ma di un atleta che si è guadagnato ogni centimetro del campo. Prima di diventare un pilastro dei “Sanguin et Or”, ha difeso la porta di altri club importanti del campionato tunisino, su tutti l’US Monastir, dove le sue prestazioni solide e costanti hanno attirato l’attenzione del club più titolato del paese.

Il suo percorso all’Espérance Tunis, tuttavia, non è stato privo di ostacoli. Arrivare in una squadra abituata a vincere significa confrontarsi con una pressione enorme e, soprattutto, con una concorrenza di altissimo livello. Per anni, la porta del club è stata il regno incontrastato di una leggenda vivente come Moez Ben Cherifia, un’icona difficile da scalzare.

Come se non bastasse, negli ultimi tempi è emerso il talento cristallino del giovane Amenallah Memmiche, considerato da molti il futuro del calcio tunisino. In questo contesto, Ben Said non ha mai mollato. Ha lavorato in silenzio, con professionalità, sfruttando ogni occasione per dimostrare il suo valore.

La sua determinazione gli ha permesso non solo di ritagliarsi uno spazio importante, ma anche di guadagnarsi diverse chiamate nella nazionale tunisina, le “Aquile di Cartagine”, a testimonianza del suo status nel panorama calcistico africano.La parata di Los Angeles è, in questo senso, il culmine del suo viaggio. In una notte, su un palcoscenico mondiale, ha zittito gli scettici e riaffermato la sua leadership.

Ha dimostrato di essere un portiere da grandi appuntamenti, capace di esaltarsi quando la palla scotta di più. Non è più solo il portiere che ha preso il posto di una leggenda o che fa da chioccia a un giovane promettente.

Oggi, Moez Ben Said è l’eroe che ha parato un rigore a Bouanga, l’uomo che ha regalato una vittoria storica all’Espérance. È la prova vivente che nel calcio, come nella vita, la perseveranza, alla fine, paga sempre.

Maurizio Ganz: «Passare dall’Inter al Milan è stato un bel casino. Fare altr sport mi ha aiutato a diventare un bomber. Ecco perché ho giocato in 14 squadre…»

Maurizio Ganz e quella che è stata la sua storia: non senza qualche retroscena. Ecco la situazione raccontata dall’ex attaccante

“El segna semper lü”. Pochi soprannomi nel calcio italiano sono stati così iconici e rappresentativi come quello di Maurizio Ganz, il bomber per antonomasia degli anni ’90 e dei primi 2000. Un attaccante che ha fatto dell’area di rigore il suo regno incontrastato, trasformando in oro ogni pallone vagante con un fiuto del gol quasi ineguagliabile. La sua carriera è legata indissolubilmente a Milano, dove ha compiuto la rara impresa di diventare un beniamino per entrambe le sponde del Naviglio, segnando gol pesantissimi prima con la maglia dell’Inter e poi con quella del Milan.

Simbolo di un calcio grintoso e concreto, Ganz ha lasciato il segno ovunque sia andato, da Bergamo a Brescia, fino a diventare, una volta appesi gli scarpini al chiodo, un apprezzato allenatore e opinionista. La sua voce, sempre schietta e diretta, torna a farsi sentire nell’intervista rilasciata proprio oggi a La Gazzetta dello Sport.

L’INFANZIA IN FRIULI – «Fino ai 13 anni il mio sport era la combinata nordica: sci di fondo e salto dal trampolino. Otto mesi così e negli altri quattro giocavo a calcio. Me la cavavo meglio con il pallone, però ho imparato tanto anche dalle altre discipline: la resistenza fisica e mentale dallo sci di fondo, a combattere la paura saltando dal trampolino».

IL PASSAGGIO DALL’INTER AL MILAN – «Fu un bel casino. Nell’Inter c’erano Ronaldo, Zamorano, Recoba più Moriero e Djorkaeff. Io preferii andare via. Mi volevano il Milan e il Lecce. Scelsi i rossoneri. Alla terza gara con la nuova maglia c’è il derby di Coppa Italia: vinciamo 5-0. Io gioco titolare e segno il secondo gol. I tifosi del Milan cantano: “risegna semper lü».

13 SQUADRE DIVERSE – «Quattordici, c’è anche la Nazionale, anche se solo da riserva. Non lo so perché, ma tutte mi hanno lasciato qualcosa e ovunque c’è un momento da ricordare. Alla Sampdoria l’esordio tra i professionisti, a Monza il debutto in B, a Parma la prima promozione, a Brescia fui capocannoniere in B, all’Atalanta convinsi Sacchi a convocarmi in azzurro. Fui il primo acquisto dell’era Moratti all’Inter. Al Milan vinsi l’unico scudetto. All’Ancona un’altra promozione. A Venezia firmai la prima rete degli anni Duemila, il 5 gennaio nell’anticipo contro la Lazio. Alla Pro Vercelli, segnando nella penultima partita della carriera, ho raggiunto quota 170 gol nei campionati».

ALLENATORE DEL MILAN FEMMINILE – «Importante, perché mi ha formato come uomo più che come tecnico. Mi sono divertito, ho riscoperto il gusto di giocare per pura passione. Il Milan non ha mai avuto la squadra per vincere: la Juve era troppo superiore e poi anche la Roma ha costruito una rosa più competitiva. Però siamo arrivati secondi e abbiamo fatto la Champions. Abbiamo perso ai rigori una Coppa Italia proprio contro la Roma e al 90′ una Supercoppa contro la Juve. É stato un bel percorso».

Mondiale per club, «Bere prima di avere sete»: i segreti della Juve per affrontare il clima degli Stati Uniti

Mondiale per Club e quei segreti intorno alla Juve in questa esperienza negli Stati Uniti. Ecco la situazione

Marco Freschi, medico sociale: «La cosa più importante è questa». Le proibitive condizioni climatiche del Mondiale per Club 2025 negli Stati Uniti sono un tema centrale. Con temperature che superano i 30 gradi e un tasso di umidità elevato, la salute e la performance degli atleti sono messe a dura prova, costringendo le squadre a strategie di idratazione e gestione delle energie. Sull’argomento è intervenuto anche il medico sociale della Juventus, Marco Freschi, che in un’intervista a La Gazzetta dello Sport ha analizzato i rischi.

LE PRECAUZIONI PER LA GARA DI OGGI DELLE 12 – «La cosa più importante è arrivare con un’adeguata idratazione, cosa che si prepara nelle 48 ore precedenti. Devono essere previste bevute frequenti e non solo quando si ha sete e devono essere bilanciati i sali perché in una condizione di alta umidità si perde tantissimo con il sudore. In particolare gli elettroliti potassio e magnesio devono essere integrati già nelle giornate precedenti oltre che durante la gara. Esistono degli strumenti che misurano il tasso di sudorazione e anche il tipo, noi li abbiamo in via sperimentale ma non qui negli Usa. Anche la nutrizione ha un ruolo fondamentale: si fa attenzione ai carboidrati in particolare nel pasto pre gara, noi diamo anche qualcosa che contenga zuccheri semplici e sali, come frutta, cetrioli e anguria»

CAMBIANO I CARICHI DI LAVORO PREPARTITA – «No, quelli vengono modulati in base alla distanza tra le partite. Non si possono abbassare troppo altrimenti ne risente la prestazione. Noi finora nel ritiro in West Virginia non abbiamo ancora sofferto il caldo vero».

Huijsen, il volo di un gigante. Francis Hernandez: «Stiamo considerando normale ciò che non lo è assolutamente»

Huijsen e le parole di Francis Hernandez. Il giudizio nei confronti del nuovo difensore del Real Madrid

Ci sono debutti che pesano più di altri. Quello con la maglia del Real Madrid, su un palcoscenico globale come il Mondiale per Club, potrebbe far tremare le gambe a chiunque. Non a Dean Huijsen.

A vent’anni, questo gigante di 195 centimetri ex Juve è sceso in campo contro l’Al Hilal con la sicurezza di un veterano, confermando ciò che chi lo conosce ripete da tempo: il suo talento è immenso, ma la sua mentalità è persino superiore.

Non ha cercato la gloria, ma la solidità. Ha ordinato, rubato palloni, anticipato. Ha dimostrato di aver capito la lezione più importante: al Madrid non si brilla, si risponde presente. Un percorso iniziato idealmente nel 2014, quando a 9 anni vide Sergio Ramos volare a Lisbona e scelse il suo destino.

Un destino che lo ha portato a Madrid passando per le prestigiose cantere di Málaga e Juventus, e maturando in piazze esigenti come Roma e Bournemouth.

Ma prima di conquistare la fiducia di Xabi Alonso, Huijsen è stato oggetto di un altro “acquisto” strategico, quello della nazionale spagnola. A raccontare i retroscena a MARCA è una voce autorevole, Francis Hernández, ex responsabile del settore giovanile della Federcalcio spagnola (RFEF).

Hernández svela come la RFEF si sia mossa per assicurarsi un talento che, all’epoca, era già un punto fermo delle selezioni olandesi.

«Arrivò un momento in cui capii che bisognava fare un passo verso di lui. Andammo in Italia e ci sedemmo con lui e la sua famiglia. Presentammo loro il nostro progetto sportivo, pur essendo consapevoli che la situazione era complessa, perché in quel momento era il capitano della nazionale olandese Under-19».

La filosofia di Hernández, però, non è mai stata quella di forzare una scelta. «Ho sempre rinnegato la parola “convincere”, perché credo che i giocatori debbano giocare dove vogliono giocare», assicura. Una volta percepita la volontà del ragazzo, il resto è stata una corsa contro il tempo per completare la sua nazionalizzazione e integrarlo nel progetto della Sub-21 di Santi Denia, nonostante avesse due anni in meno rispetto ai compagni.

Ciò che ha colpito Hernández più del talento tecnico è stata la caratura umana e mentale del giocatore. Una forza interiore che gli ha permesso di affrontare ogni sfida con una tranquillità disarmante, dal debuttare con la Spagna tra i fischi del pubblico olandese a prendere in mano la difesa del Real Madrid.

«Il ragazzo ha accettato la sfida con grande entusiasmo, con molta naturalezza e con quella personalità che possiede, che è una vera e propria ferocia. Stiamo normalizzando qualcosa che, posso assicurare, non è affatto normale.»

Questa esplosione “anomala” lo ha portato a essere nominato tra i migliori giovani della Premier League e, infine, a vestire la maglia del club della sua vita. La sua prestazione al debutto lo conferma: 78 tocchi, 88% di passaggi riusciti, sei duelli vinti e, dato più impressionante, zero dribbling subiti. Numeri che descrivono un difensore moderno, non solo roccioso ma anche costruttore. Huijsen offre un’uscita palla pulita, rompe le linee avversarie avanzando palla al piede e ha una visione di gioco atipica per un centrale.Il suo profilo si adatta perfettamente alle esigenze del calcio contemporaneo e, secondo Hernández, la sua capacità di apprendimento è la sua più grande garanzia di successo.

«Non ho dubbi che si integrerà alla perfezione, vista l’evoluzione che abbiamo osservato in questi anni. Ha affrontato ogni sfida, con modelli e idee di gioco totalmente diverse, con allenatori diversi… e ha sempre risposto presente. È un giocatore completo, domina molteplici aspetti del gioco e questo lo rende perfettamente adattabile a qualsiasi idea.»Il volo del gigante è appena iniziato. E ha già convinto tutti.

Caldo record, tecnologia, favole e temporali: il primo Mondiale per Club a 32 squadre si sta rivelando un concentrato di calcio e di storie ai limiti dell’incredibile

Mondiale per Club, le caratteristiche (e i retroscena) che hanno contraddistinto la competizione. Ecco il racconto

Dalle panchine negli spogliatoi ai giocatori semi-professionisti che sfidano i colossi del calcio, ecco la Top 5 delle stranezze che hanno segnato finora il torneo Mondiale per Club negli Stati Uniti.

1. Le riserve del Dortmund davanti al monitor (con aria condizionata)Il caldo torrido della Florida ha costretto il Borussia Dortmund a una soluzione senza precedenti. Durante la partita contro gli Urawa Red Diamonds a Jacksonville, con temperature e umidità ai limiti della praticabilità, le riserve e i giocatori non impiegati hanno seguito l’intero primo tempo dagli spogliatoi. Anziché accomodarsi in panchina, hanno preferito il comfort dell’aria condizionata, assistendo alla gara da un monitor per sfuggire alla calura e preservare le energie. Una scena surreale che fotografa perfettamente una delle maggiori sfide di questo torneo.

2. Tempeste e attesa fulmini: quando il meteo è l’avversario in più. Più che i novanta minuti, la vera incognita di molte partite è stata la durata dell’attesa. Diversi incontri, tra cui Inter Miami-Pachuca e Palmeiras-Al Ahly, sono stati interrotti o posticipati a causa di allerte meteo, in particolare per il rischio di fulmini. Gli stadi sono stati parzialmente evacuati e i giocatori costretti a lunghe pause negli spogliatoi, trasformando il programma in un puzzle di difficile gestione e mettendo alla prova la pazienza di atleti e tifosi.

3. La favola dell’Auckland City: magazzinieri e operai contro le stelle. È senza dubbio la storia più romantica del torneo. L’Auckland City, rappresentante dell’Oceania, è una squadra semi-professionista. I suoi giocatori, per vivere, fanno tutt’altro: il portiere Conor Tracey, ad esempio, lavora come magazziniere per un’azienda farmaceutica e ha dovuto chiedere ferie non retribuite per partecipare. Vederli schierati contro corazzate come il Bayern Monaco è l’essenza stessa del calcio: un Davide contro Golia moderno, dove il vero trofeo è l’esperienza di una vita.

4. La “Ref-Cam”: il rigore visto con gli occhi dell’arbitro. Una delle novità tecnologiche più curiose è stata la “Ref-Cam”, una bodycam indossata dall’arbitro che ha permesso ai telespettatori di vivere le azioni salienti dalla sua prospettiva. Le immagini del rigore concesso all’Al Ahly contro l’Inter Miami, viste ad altezza d’uomo e a pochi metri dal dischetto, hanno offerto un punto di vista inedito e immersivo, portando il pubblico direttamente al centro dell’azione e delle infuocate proteste dei giocatori.

5. Spoiler Mondiale: la FIFA svela per errore le nuove maglie. Prima ancora del calcio d’inizio, la FIFA stessa si è resa protagonista di una curiosa gaffe. Nel pubblicare il materiale promozionale del torneo, ha accidentalmente svelato in anteprima i design di diverse maglie per la stagione 2025/26 di club come Inter e Borussia Dortmund, anticipando di settimane i lanci ufficiali.

Un piccolo “spoiler” che ha fatto il giro del web, mandando in visibilio i collezionisti e gli appassionati di stile e marketing calcistico.

Calciomercato Sassuolo, da Berardi ai nuovi acquisti: ecco le prossime mosse della squadra neroverde

Calciomercato Sassuolo: obiettivi chiari in ogni reparto, tra sogni e ritorni eccellenti. Quale sarà il futuro anche dei cosiddetti big?

Il Calciomercato Sassuolo entra nel vivo con tante trattative in corso e idee precise per rinforzare la rosa in vista della nuova stagione. La prima conferma arriva dalla panchina: sarà ancora Fabio Grosso a guidare i neroverdi nel prossimo campionato, con l’obiettivo di rilanciare il club e tornare a lottare per posizioni di prestigio.

Per la porta, il nome caldo del calciomercato Sassuolo è quello di Jonathan Klinsmann, classe 1997 e figlio dell’ex attaccante tedesco Jürgen Klinsmann. Attualmente in forza al Cesena, il portiere statunitense è tra i principali obiettivi del Calciomercato del Sassuolo.

In difesa, il club emiliano guarda con attenzione a diversi profili giovani e promettenti. Piace Nicolò Bertola, centrale classe 2003 dello Spezia, anche se la concorrenza dell’Udinese è forte. Altro nome monitorato è Saba Goglichidze, georgiano dell’Empoli, seguito anche da big come Roma, Lazio, Fiorentina e Parma. Per le fasce, si seguono Alessandro Zanoli (2000), terzino destro del Napoli reduce da un prestito positivo al Genoa, e Mattia Zanotti (2003), ex Inter ora al Lugano.

Sul lato sinistro difensivo, piacciono Derrick Kohn, tedesco di origine ghanese del Galatasaray, reduce da un prestito al Werder Brema, e Mehdi Dorval, algerino del Bari che ha attirato anche l’interesse di club internazionali come l’Ajax.

Il calciomercato Sassuolo si muove anche a centrocampo, dove uno degli obiettivi è Drissa Camara, ivoriano del Parma seguito anche da Cagliari e Genoa. Inoltre, si valuta il possibile ritorno di Hamed Junior Traoré, ex Sassuolo attualmente al Bournemouth dopo una parentesi in prestito all’Auxerre.

Per l’attacco, si parla di Alfon Gonzalez, esterno spagnolo classe 1999 in uscita dal Celta Vigo a parametro zero. Tuttavia, il vero sogno del calciomercato Sassuolo è riuscire a trattenere due pedine fondamentali come Domenico Berardi e Armand Laurienté, elementi chiave per la fase offensiva della squadra.

Il calciomercato Sassuolo si preannuncia attivo e ambizioso, con l’obiettivo di costruire una squadra competitiva, ricca di giovani talenti e guidata da un allenatore che crede nel gioco offensivo. Tanti i nomi sul taccuino, ma la priorità resta quella di mantenere la qualità in rosa e puntare su un progetto di crescita sostenibile.

Immobile, trattativa nel vivo con il Bologna. Gli ultimi tasselli prima della fumata bianca

Immobile, il Bologna ci crede: trattativa in corso per il ritorno in Italia. La situazione intorno al centravanti ex Lazio

Il Bologna continua a sognare Ciro Immobile. Il club rossoblù sta lavorando intensamente per portare l’attaccante della Nazionale italiana sotto le Due Torri, e il quotidiano Corriere dello Sport Stadio rilancia con forza la notizia: “Bologna vota Ciro” è il titolo di apertura, che conferma l’interesse concreto della società felsinea.

La trattativa per Immobile è tutt’altro che semplice, ma il club emiliano non molla. Il direttore sportivo Sartori e l’agente del giocatore sono al lavoro per trovare un’intesa economica sostenibile. Il nodo principale riguarda lo stipendio percepito da Immobile al Besiktas, che si aggira intorno ai sei milioni di euro netti a stagione: una cifra ben oltre i parametri salariali del Bologna. Nonostante ciò, la dirigenza spera in una mediazione per rendere possibile il trasferimento.

Ciro Immobile, ex Lazio, dal canto suo, ha espresso chiaramente la volontà di tornare in Italia e ha dato il proprio assenso al Bologna. Il feeling con il progetto rossoblù è evidente e il giocatore sarebbe entusiasta di mettersi a disposizione di Vincenzo Italiano per la nuova stagione. L’obiettivo è trovare la quadra economica entro breve tempo, per permettere all’attaccante di unirsi alla squadra durante il ritiro estivo.

Immobile si avvicina al Bologna? Le ultime

Il quotidiano sportivo parla apertamente di “Missione Immobile” e sottolinea come il club di Joey Saputo non abbia intenzione di abbandonare la pista. Anzi, l’entourage dell’attaccante è al lavoro per rendere sostenibile l’operazione sotto tutti i punti di vista.

Un altro elemento che spinge il Bologna verso Immobile è la poca convinzione nel puntare su un centravanti giovane e costoso. Acquistare un attaccante da 25 milioni di euro non rientra nelle strategie del club, soprattutto se c’è la possibilità di assicurarsi un profilo esperto, italiano e motivato come Ciro Immobile.

In sintesi, Immobile rappresenta la prima scelta per l’attacco del Bologna, sia dal punto di vista tecnico che umano. La trattativa è complessa ma aperta, e nelle prossime settimane potrebbero esserci sviluppi decisivi. La città di Bologna è pronta ad accogliere il bomber: ora la palla passa alla dirigenza.

Mondiale per Club Real Madrid, Xabi Alonso vuole i 3 punti: «Abbiamo bisogno di vincere col Pachuca. Recuperi? C’è Rudiger»

Mondiale per Club, Xabi Alonso vuole i 3 punti. Le dichiarazioni in conferenza stampa del tecnico del Real Madrid

Dopo il pareggio per 1-1 contro l’Al-Hilal di Simone Inzaghi, Xabi Alonso, nuovo tecnico del Real Madrid, ha parlato in conferenza stampa degli obiettivi dei Blancos in vista della sfida contro il Pachuca nella seconda giornata del Mondiale per Club.

OBIETTIVO – «Ci aspetta una partita intensa, vogliamo giocare bene e vincere. Abbiamo bisogno di vincere e di chiudere con una sensazione migliore rispetto a quella di qualche giorno fa».

VINICIUS – «Non credo che debba essere recuperato, lo vedo bene. Ma tutti vogliamo spingerlo per farlo diventare decisivo, come tante volte lo è stato. È così diverso per l’imprevedibilità con cui può tornare. E quando riesce a connettersi con la sua essenza, è… Contro il Pachuca speriamo che sia fondamentale e per la stagione, sicuramente».

INFORTUNI – «Mbappé? Sta meglio e siamo ottimisti per poterlo avere contro il Salzburgo. Rüdiger ha ricevuto il via libera medico ed è stato convocato. Sarà un giocatore molto importante. Bisogna andare gradualmente, ma siamo contenti. Per il resto, non ci sono cambiamenti significativi nel bollettino medico rispetto a qualche giorno fa. Sono infortuni lunghi e serve pazienza».

Mondiale per Club, sospiro di sollievo per il Bayern Monaco: l’infortunio di Musiala non è grave. Cosa scrivono in Germania sul gioiello di Kompany

Mondiale per Club, sospiro di sollievo per il Bayern Monaco: l’infortunio di Musiala non è grave. Cosa scrivono in Germania sul gioiello di Kompany

Tira un sospiro di sollievo il Bayern Monaco e il suo allenatore, Vincent Kompany. L’infortunio che ha costretto Jamal Musiala a lasciare il campo durante la partita del Mondiale per Club contro il Boca Juniors non è grave. Il giocatore dovrebbe tornare ad allenarsi già nella giornata di oggi.

La preoccupazione era salita alle stelle quando il talentuoso 22enne, subentrato nel corso del match, era stato costretto a chiedere nuovamente il cambio dopo appena 25 minuti a causa di un problema al polpaccio. Un campanello d’allarme che aveva fatto temere il peggio, considerando la storia recente del giocatore.

Gli esami medici effettuati al rientro della squadra a Orlando, in Florida, hanno però escluso lesioni strutturali, confermando le sensazioni positive espresse da Kompany nel post-partita, il quale aveva sperato non fosse «nulla di grave». Sebbene manchi ancora una comunicazione ufficiale da parte del club, le informazioni, anticipate dalla Bild e confermate da Kicker, hanno rassicurato l’ambiente bavarese.

Questo stop arriva in un momento delicato per Musiala, che era appena rientrato dopo uno stop di due mesi e mezzo a causa di uno strappo muscolare. Il suo ritorno era stato a dir poco trionfale: nella partita precedente contro l’Auckland City, vinta per 10-0, aveva realizzato una tripletta in soli 30 minuti, dimostrando di essere in forma smagliante.

Quella contro il Boca Juniors era la sua 48ª presenza stagionale, contando anche gli impegni con la nazionale tedesca. Con il Bayern già qualificato per la fase a eliminazione diretta, Musiala potrebbe essere gestito con cautela nel prossimo incontro del girone contro il Benfica, previsto per martedì.

Mondiale per Club, «Bere prima di avere sete»: i segreti della Juve per affrontare il clima degli Stati Uniti. Marco Freschi, medico sociale: «La cosa più importante è questa»

Mondiale per Club, «Bere prima di avere sete»: i segreti della Juve per affrontare il clima degli Stati Uniti. Marco Freschi, medico sociale: «La cosa più importante è questa»

Le proibitive condizioni climatiche del Mondiale per Club 2025 negli Stati Uniti sono un tema centrale. Con temperature che superano i 30 gradi e un tasso di umidità elevato, la salute e la performance degli atleti sono messe a dura prova, costringendo le squadre a strategie di idratazione e gestione delle energie. Sull’argomento è intervenuto anche il medico sociale della Juventus, Marco Freschi, che in un’intervista a La Gazzetta dello Sport ha analizzato i rischi.

LE PRECAUZIONI PER LA GARA DI OGGI DELLE 12 – «La cosa più importante è arrivare con un’adeguata idratazione, cosa che si prepara nelle 48 ore precedenti. Devono essere previste bevute frequenti e non solo quando si ha sete e devono essere bilanciati i sali perché in una condizione di alta umidità si perde tantissimo con il sudore. In particolare gli elettroliti potassio e magnesio devono essere integrati già nelle giornate precedenti oltre che durante la gara. Esistono degli strumenti che misurano il tasso di sudorazione e anche il tipo, noi li abbiamo in via sperimentale ma non qui negli Usa. Anche la nutrizione ha un ruolo fondamentale: si fa attenzione ai carboidrati in particolare nel pasto pre gara, noi diamo anche qualcosa che contenga zuccheri semplici e sali, come frutta, cetrioli e anguria».

CAMBIANO I CARICHI DI LAVORO PREPARTITA – «No, quelli vengono modulati in base alla distanza tra le partite. Non si possono abbassare troppo altrimenti ne risente la prestazione. Noi finora nel ritiro in West Virginia non abbiamo ancora sofferto il caldo vero».

Calciomercato Napoli, in Turchia sono sicuri: Il Galatasaray ha l’accordo con i partenopei per Osimhen! Ultimatum al giocatore

Calciomercato Napoli, in Turchia sono sicuri: Il Galatasaray ha l’accordo con i partenopei per Osimhen! Ultimatum al giocatore

L’incertezza che circonda il futuro di Victor Osimhen comincia a creare malumori in casa Galatasaray. Secondo quanto riportato dal quotidiano turco Sabah, il club di Istanbul sta perdendo la pazienza in attesa di una decisione definitiva da parte dell’attaccante nigeriano. Al momento, l’unica certezza sembra essere l’addio dell’ex Lille al Napoli, ma la mancanza di sviluppi concreti sta rallentando i piani dei turchi.

La dirigenza del Galatasaray avrebbe già preso contatto diretto con Osimhen, ribadendogli il ruolo chiave che ricoprirebbe nella rosa della prossima stagione. Inoltre, il club avrebbe comunicato di aver raggiunto un’intesa di massima con il Napoli per il trasferimento, sfruttando la clausola rescissoria da 75 milioni di euro, valida esclusivamente per l’estero tra il 1° e il 15 luglio. Un dettaglio importante che apre alla possibilità di un’operazione concreta.

Galatasaray in pressing: serve una risposta immediata

Il prolungarsi dell’attesa sta però creando seri problemi alla pianificazione del mercato estivo del Galatasaray, impegnato nella costruzione di una rosa competitiva per affrontare la prossima edizione della Champions League. Il club si aspetta una risposta definitiva da parte di Osimhen al termine delle sue vacanze estive, per chiudere la trattativa in modo chiaro e risolutivo.

Nel frattempo, Osimhen ha già declinato ripetutamente l’offerta dell’Al-Hilal, club saudita che ha tentato con insistenza di portarlo in Medio Oriente. L’attaccante nigeriano, invece, sembrerebbe più attratto da un’esperienza in Premier League, opzione che considera più adatta alla sua crescita professionale.

Futuro Osimhen: tra clausole, Premier League e Galatasaray

La situazione resta fluida, ma la posizione del Galatasaray è chiara: il tempo delle attese è finito. Il club vuole una risposta da Osimhen, consapevole del valore strategico dell’operazione. La palla ora passa al giocatore, che dovrà decidere se accettare l’ambizioso progetto turco o aspettare eventuali sviluppi dalla Premier League.

Calciomercato Milan, intrigo Chiesa! Ostacoli ingaggio e concorrenza, ma Allegri fa pressione. La situazione

Calciomercato Milan, intrigo Chiesa! Ostacoli ingaggio e concorrenza, ma Allegri fa pressione. La situazione

Secondo quanto riportato da La Repubblica, il futuro di Federico Chiesa potrebbe presto riportarlo in Italia, lontano dal Liverpool e sempre più vicino alla Serie A. A fare sul serio sarebbero Milan e Napoli, due club storici pronti a rilanciare il talento azzurro nel campionato italiano. Il nome di Chiesa sta infiammando il calciomercato estivo, soprattutto alla luce dell’interesse di due allenatori chiave: Massimiliano Allegri, nuovo tecnico rossonero, e Antonio Conte, alla guida del Napoli.

Attualmente legato al Liverpool da un contratto fino al 2028, Chiesa percepisce un ingaggio elevato, pari a 7,5 milioni di euro netti a stagione. Un ostacolo economico non indifferente per le italiane, che rende necessario un importante taglio dello stipendio per favorire il trasferimento. La disponibilità del giocatore a venire incontro alle esigenze economiche dei club sarà quindi decisiva per l’eventuale buona riuscita dell’affare.

Il ritorno in Serie A: nuova sfida per Chiesa

Per Chiesa, il rientro in Italia rappresenterebbe una nuova opportunità di rilancio. Dopo una parentesi inglese non del tutto brillante in termini di continuità, il ritorno in Serie A potrebbe offrirgli un ambiente più familiare per tornare protagonista.

Il Milan cerca un esterno offensivo in grado di garantire velocità, dribbling e imprevedibilità, qualità che Chiesa incarna perfettamente. Dall’altra parte, il Napoli di Conte è in piena fase di ricostruzione e ha bisogno di profili determinanti per il gioco verticale e aggressivo del tecnico salentino.

Milan e Napoli su Chiesa: operazione complicata ma aperta

Nonostante la complessità dell’operazione, il trasferimento di Chiesa non è da escludere. Il Liverpool potrebbe essere disposto a trattare in caso di offerta congrua, specialmente se sarà lo stesso giocatore a manifestare il desiderio di tornare in Italia. Il ruolo di Chiesa sarà quindi centrale: la sua volontà di ridursi l’ingaggio e di rilanciarsi in un nuovo progetto tecnico potrà sbloccare una trattativa che, al momento, resta difficile ma concreta.

Calciomercato Bologna, ancora ferma la pista per Ciro Immobile. C’è un nodo da sciogliere per riportare in Italia l’attaccante

Calciomercato Bologna, ancora ferma la pista per Ciro Immobile. C’è un nodo da sciogliere per riportare in Italia l’attaccante

Dopo il brillante cammino della scorsa stagione, iniziato con il debutto in Champions League, la conquista della Coppa Italia e l’accesso all’Europa League, il Bologna non ha alcuna intenzione di fermarsi. L’obiettivo è chiaro: costruire, in questo calciomercato, una rosa competitiva, capace di affrontare al meglio i quattro impegni stagionali. In quest’ottica, la dirigenza rossoblù sta valutando con attenzione il possibile arrivo di Ciro Immobile, anche se la trattativa si preannuncia tutt’altro che semplice.

I contatti tra Giovanni Sartori, direttore sportivo del Bologna, e Alessandro Moggi, agente del centravanti campano, sono continui e produttivi. Da entrambe le parti emerge una volontà condivisa: Immobile sarebbe ben disposto a rilanciarsi in Serie A proprio a Bologna, mentre lo staff tecnico rossoblù lo considera l’attaccante ideale da inserire nel nuovo reparto offensivo accanto a Santiago Castro e Thijs Dallinga. Tuttavia, ci sono ostacoli economici significativi da superare, legati soprattutto al contratto attuale del giocatore con il Besiktas e al suo elevato ingaggio.

Il Bologna, sfumato l’obiettivo Edin Dzeko, punta forte sul numero 17 ex Lazio, autore di 207 gol in biancoceleste. Immobile rappresenterebbe l’elemento d’esperienza in un attacco giovane, considerato che Castro è un classe 2004 e Dallinga un 2000. Puntare su un altro giovane comporterebbe un rischio in termini di adattamento e un investimento superiore ai 10 milioni di euro, mentre l’arrivo di Immobile garantirebbe subito rendimento e leadership. Senza contare il valore aggiunto della sua esperienza: parliamo del detentore del record di gol in una stagione di Serie A (36 nel 2019/20), che gli valse la Scarpa d’Oro.

Dal punto di vista tecnico e umano, l’idea Bologna lo intriga: Vincenzo Italiano è un allenatore che apprezza, per stile di gioco e capacità relazionale. Immobile ritiene che questo ambiente possa ridargli stimoli e motivazioni.

Ma il nodo resta l’aspetto economico. Nonostante l’apertura del giocatore a una riduzione dell’ingaggio, i 6 milioni percepiti in Turchia restano lontani dai 2 milioni del tetto massimo a Casteldebole (attualmente raggiunto solo da Orsolini). Inoltre, a differenza di Dzeko, Immobile ha ancora un contratto in essere: servirà quindi anche un accordo con il Besiktas sul prezzo del cartellino.

In sintesi, la trattativa avanza ma è ancora in salita. La volontà reciproca c’è, ma il Bologna dovrà agire con attenzione, evitando forzature economiche che possano compromettere l’equilibrio del progetto.

Calciomercato Udinese, in uscita passi avanti per Bijol al Leeds. In entrata arriva Bertola e si punta Sargent

Calciomercato Udinese, in uscita passi avanti per Bijol al Leeds. In entrata arriva Bertola e si punta Sargent

In attesa di sviluppi sulla trattativa con gli investitori americani, l’Udinese sta già programmando la rosa da affidare a mister Kosta Runjaic per la prossima stagione. Al centro delle strategie di mercato ci sono tre nomi chiave: Jaka Bijol, Lorenzo Lucca e Oumar Solet. Le loro eventuali cessioni garantiranno importanti introiti che saranno reinvestiti sul mercato.

Per Bijol è ormai tutto definito: il difensore sloveno ex CSKA Mosca passerà al Leeds United per una cifra intorno ai 22 milioni di euro, somma che rappresenta una boccata d’ossigeno per le casse friulane. In fase avanzata anche i contatti per Lucca, centravanti sul quale il Napoli ha mostrato forte interesse. I partenopei stanno tentando di abbassare i 35 milioni richiesti dalla famiglia Pozzo offrendo le contropartite Lindstrom e Cajuste, ma per ora l’intesa è lontana. Discorso diverso per Solet, il cui contratto sarà prima esteso di un anno, per poi valutare eventuali offerte.

Sul fronte acquisti, l’Udinese ha già chiuso per Nicolò Bertola, difensore in scadenza con lo Spezia, rinforzo prezioso per un reparto arretrato in fase di ricostruzione. Nel mirino anche Jay Idzes, reduce da un’ottima stagione al Venezia: il profilo dell’indonesiano piace molto, anche se la concorrenza è elevata. Sempre dal Venezia si guarda con interesse a Gianluca Busio per il centrocampo, possibile sostituto di Lovric in caso di partenza. Tuttavia, l’ingaggio dell’americano, che guadagna oltre 1 milione annuo, rappresenta un ostacolo.

Per l’attacco, il grande obiettivo è Josh Sargent, bomber del Norwich con caratteristiche differenti da Lucca ma con ottimo rendimento in Championship. La dirigenza bianconera vorrebbe affiancarlo a Davis, che nonostante i numerosi infortuni resta una scommessa su cui puntare.

Inter Urawa: l’importanza di Lautaro Martínez sui calci piazzati. Chivu o Inzaghi? Nessuna differenza, il Toro segna sempre così

Inter Urawa: l’importanza di Lautaro Martínez sui calci piazzati. Chivu o Inzaghi? Nessuna differenza, il Toro segna sempre così

L’Inter ha dimostrato una notevole efficacia sui calci d’angolo nel corso della stagione, trasformando le palle inattive in una vera e propria arma strategica.

I gol provenienti da corner sono ben 16, una quota decisamente significativa. E, fatto ancora più importante, con Chivu le cose stanno andando esattamente come durante la gestione Inzaghi, come ha dimostrato la rete di ieri sera che determinato il momentaneo pareggio con l’Urawa nella seconda giornata del Mondiale per Club.

In questo contesto, il contributo del capitano, Lautaro Martínez, si è rivelato non solo prolifico ma anche spettacolare, evidenziando la sua importanza cruciale per la squadra nerazzurra.

Analizzando le reti nate da azioni da corner, emerge un quadro che va oltre il semplice colpo di testa. Lautaro ha lasciato il segno in modi diversi, a testimonianza della sua completezza tecnica e del suo istinto predatorio in area di rigore.

Contro il Genoa, ha sbloccato la partita con un’incornata velenosa sul primo palo, deviata in modo decisivo.

In Champions League contro il Bayern Monaco, ha mostrato la sua prontezza di riflessi, ribadendo in rete di destro una palla vagante nata dagli sviluppi di un angolo.

La perla più preziosa, tuttavia, è arrivata nel Mondiale per Club contro l’Urawa Reds: una spettacolare rovesciata che ha lasciato senza scampo il portiere avversario, un gesto tecnico di altissima difficoltà che unisce coordinazione, coraggio e precisione.

Questi tre gol da calcio d’angolo, inseriti nel contesto di una stagione che lo ha visto superare le 20 marcature totali, dimostrano come Lautaro non sia solo il finalizzatore principe dell’Inter, ma anche un leader capace di trascinare la squadra con giocate decisive e memorabili.

La sua abilità nel leggere le traiettorie e nell’attaccare il pallone lo rende un pericolo costante per le difese avversarie, trasformando ogni corner in una potenziale occasione da gol e confermandolo come uno degli attaccanti più letali e versatili del panorama calcistico internazionale.

Juve, Danilo torna a parlare del suo addio: «Nella vita succedono delle cose, ma sarò per sempre bianconero. Ho sentito Locatelli e…»

Juve, Danilo torna a parlare del suo addio. Queste le dichiarazioni dell’ex capitano dei bianconeri intervistato da La Stampa

Impegnato nel Mondiale per Club con il Flamengo, con cui è andato a segno nella sfida contor il Chelsea vinta 3-1 dai brasiliani, Danilo è stato intervistato da La Stampa ed ha avuto modo di parlare del suo addio alla Juventus a gennaio..

ADDIO ALLA JUVE – «Nella vita a volte succedono delle cose e va come deve andare…».

JUVE – «Ho visto la partita con l’Al Ain e sono stato veramente orgoglioso dell’approccio dei miei ex compagni e di come hanno giocato. Poi per me parlare della Juventus mi emoziona sempre, non smetterò mai di dirlo: il Flamengo è il mio amore da bambino, la Juventus è il mio amore da grande. Tudor è un bravissimo allenatore, i ragazzi stanno dimostrando che possono fare grandi cose, anche al Mondiale».

LOCATELLI – «L’ho sentito subito dopo la partita col Venezia quando ha segnato il rigore decisivo, per dirgli quanto fossi orgoglioso di lui. Portare la squadra in Champions dopo tutto quello che era successo non era per niente facile. Ma la Juve ha preso un’altra direzione e spero possa essere quella migliore, bella, vincente, perché i tifosi della Juve se lo meritano. Sarò per sempre juventino».

WESLEY – «Penso sia pronto anche per una squadra come la Juve. Ma poi bisognerebbe dargli il tempo di ambientarsi, questo è importante».

Torino, Cairo incontra Vagnati e Baroni: ecco come procede il mercato granata

Torino, il presidente Urbano Cairo incontra il dt Davide Vagnati e il nuovo tecnico Marco Baroni, ecco come procede il calciomercato granata 

Il conto alla rovescia in casa Torino parla chiaro e recita -16 giorni. La data del countdown segnata in rosso sul calendario è martedì 8 luglio, giorno in cui Marco Baroni e i suoi calciatori si ritroveranno tra le mura dello Stadio Filadelfia per dare il via alla preparazione verso la stagione 2025-2026. 

Chi con ogni probabilità imboccherà l’entrata del centro sportivo che si affaccia su Via Spano il medesimo giorno è il direttore tecnico Davide Vagnati, colui il quale è chiamato a tessere le redini del calciomercato granata. Proprio a tal riguardo, il manager nato a Genova è costantemente in contatto con lo stesso Baroni e con il presidente del club Urbano Cairo. I tre non a caso hanno guardato insieme la recente partita del Torino Under 17 contro il Milan, terminata con la vittoria del campionato di categoria da parte dei giovani piemontesi. 

Dunque dove metterà le mani Vagnati? Attualmente due sembrerebbero le priorità sul taccuino del dt del Torino. La prima: la ricerca degli esterni sulla trequarti da schierare nel 4-2-3-1 con cui scenderà in campo il Toro a partire dal prossimo agosto. La seconda, complice la sempre più vicina cessione di Vanja Milinković-Savić, la scelta del nuovo portiere. 

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Cairo e Vagnati a Torino

Iniziando dalla prima, non riscattato Elmas e con il tandem Lazaro-Nije insufficiente per coprire da solo un ruolo così catartico nei dettami di gioco baroniani, attualmente sarebbe Cyril Ngonge del Napoli il nome in cima alla lista dei desideri. Tra i pali invece – a patto che il portiere serbo lascerà effettivamente il Piemonte nei prossimi giorni – Elia Caprile (anch’egli partenopeo seppur in forza al Cagliari) potrebbe rappresentare una valida alternativa. Voci, rumors e forse poco di più, figlie di un mercato che (e non solo per Vanja) prima di poter annoverare nuovi acquisti dovrà contabilizzare alcune cessioni.

GUARDA QUI IL FILMATO: MARCO BARONI E DAVIDE VAGNATI AL FILADELFIA, LE PRIME PAROLE DEL NUOVO ALLENATORE DEL TORINO. IL VIDEO

Carboni Inter, la rete contro l’Urawa al Mondiale per club cambia tutto? L’argentino manda un messaggio al neo tecnico Chivu

Carboni Inter, la rete contro l’Urawa al Mondiale adesso cambia tutto? Il giovane argentino manda un messaggio al neo allenatore Chivu

Valentin Carboni è tornato in grande stile dopo otto mesi di stop per la rottura del crociato, segnando il gol decisivo contro l’Urawa Red Diamonds e riaccendendo l’attenzione sul suo futuro in casa Inter. La prestazione brillante del giovane attaccante argentino, cresciuto nel vivaio nerazzurro sotto lo sguardo di Cristian Chivu, ha rilanciato le discussioni in vista del prossimo calciomercato.

Al momento, la dirigenza non ha ancora definito se il classe 2005 resterà in rosa come quinto attaccante o se verrà girato nuovamente in prestito. Tuttavia, il suo exploit manda un chiaro segnale a chi dovrà prendere la decisione: Carboni è pronto a riprendersi il suo spazio.

CARBONI INTER – «Dall’anima nerazzurra, a Valentin Carboni, che col suo destro ieri ha regalato all’Inter la vittoria e ha festeggiato al meglio il ritorno in campo, che mancava addirittura dallo scorso ottobre, quando, con l’Olympique Marsiglia, si era gravemente infortunato. Il figlio d’arte ha realizzato così la prima marcatura ufficiale con l’Inter dei grandi, mandando allo stesso tempo un messaggio a Chivu, che potrebbe anche pensare a lui come punta di riserva per la prossima stagione».

Calciomercato Napoli, vicina la cessione di Rafa Marin: c’è fiducia per la chiusura, le ultime

Calciomercato Napoli, a un passo la cessione di Rafa Marin al Villarreal: c’è fiducia per la chiusura, le ultimissime

Il Villarreal è vicino a chiudere l’accordo per Rafa Marin, difensore classe 2002 del Napoli. Dopo una stagione poco brillante con appena 139 minuti giocati in Serie A, il club azzurro sarebbe disposto a lasciarlo partire. Marin non ha trovato spazio sotto la guida di Conte, restando ai margini del progetto tecnico.

Il club spagnolo, fresco di qualificazione alla prossima Champions League, lavora alla formula del trasferimento: prestito da 1 milione di euro con diritto di riscatto a 15 milioni e una clausola del 10% su un’eventuale futura rivendita. Secondo Fabrizio Romano, c’è ottimismo per la chiusura dell’operazione già nella prossima settimana.

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