Play Off Serie C: Poker del Catania alla Reggina e vola alla Fase Nazionale come “Testa di Serie”

Play Off Serie C: Poker del Catania alla Reggina e vola alla Fase Nazionale come “Testa di Serie”
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Vittoria meritata per la squadra di Sottil che domina la Reggina (anche se i calabresi protestano per un rigore non concesso). Il Catania serve il poker agli amaranto e si appresta ad affrontare la Fase Nazionale da “Testa di Serie”. I rossazzurri se la vedranno contro una tra Monza, Arezzo, FeralpiSalò, Potenza e Carrarese, ma per sapere l’abbinamento dovrà attendere i sorteggi di domani. Esce a testa alta la squadra di Cevoli.

Il Catania elimina la Reggina al Secondo Turno di Play Off Serie C di Girone rifilando ai calabri un pesante 4-1, ed oltre a staccare il pass per i Play Off Nazionali si qualifica quale “Testa di Serie” essendo la migliore piazzata tre le sei qualificate. Gli etnei avranno così il diritto di giocare la gara di ritorno del primo turno Nazionale al Massimino, evitando al sorteggio Pisa, Imolese, Catanzaro e Viterbese, anch’esse Teste di Serie. Siciliani molto aggressivi, avanti al 17’ con la rete di Sarno. Pareggio degli ospiti con Salandria. I rossazzurri trovano il nuovo vantaggio dopo la mezzora grazie ad una sfortunata deviazione di Gasparetto. Il tris arriva nella ripresa con Di Piazza. I siciliani se la vedranno in trasferta il 19 maggio contro una tra Monza, Arezzo, FeralpiSalò, Potenza e Carrarese (domani il sorteggio). Recrimina la Reggina per un fallo di mano in area non fischiato sul punteggio di 3-1.

FORMAZIONI IN CAMPO – Il Catania arriva alla sfida in piena confusione gestionale. Dopo il pareggio interno nell’ultima gara interna della regular season, sulla panchina etnea c’è stato l’allontanamento di Walter Novellino ed il richiamo alle armi di Andrea Sottil, esonerato dopo la pesante sconfitta contro la Viterbese. Gli etnei provano a dare un senso a questo campionato, tentando anche di riconquistare una tifoseria alimentata da un evidente malcontento per il campionato conclusosi al quarto posto. Sottil si gioca l’accesso al turno successivo sfornando un tridente pesante con Sarno, Marotta, Di Piazza. In mediana, c’è la sorpresa Bucolo al posto di Lodi. La Reggina si presenta al Massimino con il morale a mille dopo aver agguantato un pareggio importante contro il Monopoli grazie ad un magistrale colpo di Ungaro a pochi minuti dalla fine. Il tecnico Cevoli si affida al 3-5-2 con Doumbia e Bellomo in attacco con Strambelli pronto ad inserirsi. Non ce la fa Kirwan.

BUON RITMO GARA – Nonostante il match importante, il pubblico accorso al Massimino non è imponente, anche a causa della prevendita iniziata solo ieri mattina e al tempo decisamente non in linea con le temperature di Maggio. Passano appena trenta secondi ed è subito rissa tra le due squadre per un intervento al limite di Strambelli su Sarno. Ayroldi prova a calmare gli animi ammonendo entrambi. Gli etnei partono affrontando l’avversario con evidente aggressività nel tentativo di sbloccare subito la gara, contando soprattutto sul centrocampo muscolare imbastito da Sottil. La Reggina, in effetti, fa fatica impostare la fase di ripartenza, ma al contempo la difesa amaranto regge bene l’urto degli affondi locali.

BOTTA E RISPOSTA – Al 17’ la sfida del Massimino si sblocca: spettacolare progressione dell’ex di turno Sarno che, dopo aver dribblato in velocità alcuni avversari, scarica un violento destro su cui Confente non può far nulla. Non c’è nemmeno il tempo di battere il pallone a centrocampo che la Reggina trova il pareggio: sull’out di sinistra Doumbia pennella un pallone in area per Salandria che, dimenticato dalla difesa etnea, ha il tempo di piazzare di testa la sfera per la rete dell’1-1. I nervi saltano e anche sulle panchine se le dicono di tutti i colori, ribadendo, semmai ce ne fosse la necessità, l’importanza del match e la rivalità tra i due club. La reazione all’immediato pari degli ospiti non si fa attendere e al 21’ su un bel cross dalla sinistra di Marchese, l’attaccante Marotta incorna di testa ma non trova lo specchio della porta. Il Catania continua a lavorare bene sugli esterni, ma con il passare dei minuti la profusione offensiva pare affievolirsi. Al 30’ su corner di Sarno svetta di testa Silvestri e Confente fa un miracolo intervenendo in tuffo, mentre Di Piazza si addormenta non riesce a ribadire in tap in la corta respinta del portiere calabro.

GASPARETTO SBAGLIA PORTA – Gli etnei ci credono e al 35’ tornano nuovamente in vantaggio: Marchese continua nel suo grande lavoro da esterno servendo al centro area un pallone su cui si avventa Di Piazza riuscendo appena a spizzare di testa. In minimale tocco è però decisivo perché la sfera innocua colpisce il petto di Gasparetto e termina in rete tra lo stupore dei compagni di squadra. Lo sfortunato infortunio della retroguardia non disunisce la squadra di Cevoli e al 40’ Bellomo, dopo aver dribblato due uomini, scarica in porta con violenza, ma l’estremo difensore Pisseri è attento e devia la sfera in corner. Al 43’ gol annullato per fuorigioco a Gasparetto, che sperava così di farsi perdonare lo sfortunato autogol, ma il difensore è al di là della linea della retroguardia avversaria al momento del tocco di testa di Zibert.

NERVI TESI E VOGLIA DI PASSARE IL TURNO – Nella ripresa, Cevoli mette subito dentro Baclet al posto di Procopio, con il chiaro intendo di aumentare l’offensività della propria compagine. Causa ed effetto: passano pochi secondi e Pisseri è costretto all’intervento decisivo per mandare sopra la traversa la conclusione del reattivo Strambelli. Al 53’ il pari reparto Confente non ha nulla da invidiare al dirimpettaio e fa un vero miracolo uscendo sui piedi dell’attaccante Marotta dopo essere stato ben imbeccato da Di Piazza, eccellente nel notare il compagno lasciato isolatissimo dalla difesa amaranto. Al 57’ arriva il tris etneo: De Falco perde un pallone sanguinoso a centrocampo e fa partire il contropiede locale. Marotta filtra per Di Piazza in area con l’attaccante che ha la possibilità di piazzare il diagonale su cui Confente non può fare nulla.

AMARANTO IN GINOCCHIO – La Reggina, nonostante il pesante passivo, non molla e al 60’ reclama per un evidente tocco di mano di Sarno sugli sviluppi di una punizione battuta da Strambelli, non ravvisato dall’arbitro Ayroldi. Due minuti dopo, lo stesso Sarno prova a sorprendere Confente con una conclusione di controbalzo dalla lunga distanza, ma il portiere amaranto è attento e si rifugia in corner. Cevoli si gioca il tutto per tutto ed inserisce Marino ed Ungaro per Zibert e Strambelli, ma mentalmente i calabresi sembrano aver ammainato la bandiera. Nemmeno aver cambiato l’intero reparto avanzato, con l’ingresso di Tulissi e Martiniello sortisce gli effetti sperati.

MAROTTA…ED E’ POKER – Standing ovation per le prime sostituzioni di Sottil che fa riposare Bucolo, Sarno e Di Piazza ed inserisce Carriero, Llama e Curiale. Al 80’ è game over al Massimino: il neo entrato Davis Curiale si libera della marcatura dei difensori amaranto e serve un pallone rasoterra per Marotta che solo spingere in rete. I minuti finali sono di mera accademia e Sottil decide di preservare Lodi per la fase Nazionale, inserendo nei minuti conclusivi Angiulli e Manneh. Dopo i minuti di recupero, il pubblico locale può festeggiare l’accesso alla terza fase del torneo. La Reggina saluta il sogno Serie B onorando comunque l’impegno.

 

TABELLINO

CATANIA-REGGINA 4-1

MARCATORI: 17’ Sarno (C), 19’ Salandria (R), 35’ aut. Gasparetto (C), 57’ Di Piazza (C), 80’ Marotta (C).

CATANIA (4-3-3): Pisseri; Calapai, Aya, Silvestri, Marchese; Biagianti, Bucolo (74’ Carriero), Rizzo (85’ Angiulli); Sarno (74’ Llama), Marotta (85’ Manneh), Di Piazza (74’ Curiale). A disposizione: Bardini, Lovric, Baraye, Valeau, Lodi, Brodic, Liguori. Allenatore: Sottil.

REGGINA (3-5-2): Confente; Conson, Gasparetto, Solini; Salandria, Zibert (63’ Marino), De Falco, Strambelli (63’ Ungaro), Procopio (46’ Baclet); Bellomo (71’ Tulissi), Doumbia (71’ Martiniello). A disposizione: Farroni, Vidovsek, Ciavattini, Redolfi, Pogliano, Seminara, Sandomenico. Allenatore: Cevoli.

ARBITRO: Ayroldi di Molfetta.

AMMONITI: Sarno, Curiale (C), Strambelli, De Falco, Tulissi (R).