Roma, i tre mesi di inferno. Dal 7 marzo una discesa senza fine

Roma, i tre mesi di inferno. Dal 7 marzo una discesa senza fine
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Una crisi senza fine, quella della Roma, che ha inizio il 7 marzo. Dopo l’eliminazione in Champions col Porto una totale calata a picco

Sei marzo 2019. Al Do Dragão si gioca il ritorno degli ottavi di finale di Champions League, con la Roma che è ospite del Porto. Forte del 2-1 dell’andata, i giallorossi hanno la seria possibilità di proseguire il loro cammino europeo. Invece no. Una brutta partita e una serie di errori arbitrali decretano l’eliminazione dalla coppa. È l’inizio della fine. Il giorno dopo, il 7 marzo, Eusebio Di Francesco viene esonerato, sfiduciato da squadra e società. Da tutti, tranne che da Monchi.

Anche il direttore sportivo spagnolo lascia, ferito dalla situazione. È l’otto marzo. Viene successivamente ufficializzato Claudio Ranieri, Massara è promosso di grado e si cerca la rincorsa al quarto posto. Da quel momento non funzionerà più niente: i risultati tardano ad arrivare, il piazzamento europeo si allontana ogni giornata di più. La stagione termina con un amaro sesto posto (che vale i preliminari di Europa League) e col doloroso addio di Daniele De Rossi. Solo delusioni e turbamenti dal 26 maggio in poi: Massara rescinde il contratto, l’ufficialità di Petrachi tarda ad arrivare, i rifiuti di Conte e Gasperini prima di arrivare a Paulo Fonseca. Dulcis in fundo la vicenda Totti, che domani (quasi sicuramente) decreterà il suo addio alla Roma. La speranza finale, da martedì in poi, è che questa discesa senza fine possa finalmente arrestarsi.