La clamorosa crescita di Zaccagni: mai Nazionale fu più meritata

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© foto www.imagephotoagency.it

L’ennesima prestazione sontuosa di Zaccagni ha finalmente convinto Mancini a convocarlo in Nazionale: un elogio alla purezza dell’intelligenza calcistica

C’è voluto probabilmente più tempo del necessario, ma finalmente l’Italia pallonara sta scoprendo Mattia Zaccagni. La convocazione postuma in Nazionale è il giusto riconoscimento alla crescita vertiginosa di un ragazzo che ha saputo costruire se stesso in anni di gavetta.

Il “tuttocampista” dell’Hellas Verona è uno di quei giocatori arrivati al grande palcoscenico un passo alla volta. Cresciuto nel piccolo Bellaria, il club scaligero lo acquistò diciottenne e lo svezzò in Primavera. Poi i prestiti in Lega Pro con Venezia e Cittadella, la Serie B da protagonista con i colori gialloblù e infine l’affermazione da titolare anche al gradino superiore.

Merito anche di Ivan Juric che ha sempre dimostrato di credere fortemente nelle qualità del venticinquenne nato a Cesena. E soprattutto abile nel ritagliare un ruolo che gli calzasse a pennello e ne esaltasse le qualità associative. Già, perché se c’è un fondamentale nel quale Zaccagni davvero eccelle, è la straordinaria capacità nel coinvolgere i propri compagni ed esaltarne le prestazioni.

Tempi di gioco e lettura delle situazioni, scelte inesorabilmente perfette. Che sia mezzala, trequartista o attaccante di movimento, il romagnolo sa sempre cosa fare e quale sia la soluzione migliore per la squadra. Mai un pensiero egoista e, anzi, con quel sottile gusto per l’assist a farsi apprezzare sovente.

Il passaggio vincente per Favilli contro la Juventus fu semplicemente illuminante, attitudine più volte mostrata anche nella serata di San Siro, quella della definitiva consacrazione da parte di Roberto Mancini. Tecnica, talento e personalità ma anche sostanza, perché Zaccagni ha nel suo personalissimo bagaglio forza, determinazione, corsa e capacità di interdizione.

Esempio lampante di quel che significa essere un calciatore moderno, duttile e concreto. L’intelligenza calcistica in persona. Ma insomma, qualche difetto ce l’ha? Uno, in particolare: 10 reti in circa 170 presenze da professionista sono un dato ampiamente migliorabile e, statene certi, lo farà…