Pagina 101 – Calcio News 24

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 1 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Image
Image
Image

Kolo Muani Juventus, il dossier torna caldo: contatti riaperti e apertura del giocatore al ritorno

Juventus, si riaccende la pista Kolo Muani: nuovi contatti per riportarlo a Torino dopo i tentativi falliti. I possibili scenari

La Juventus è tornata a muoversi con decisione sul mercato alla ricerca di un nuovo attaccante. Le incertezze legate al futuro di Dusan Vlahovic e la stagione ben al di sotto delle aspettative di Jonathan David spingono il club a valutare un innesto di peso per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, tra le piste tornate d’attualità c’è quella che porta a Randal Kolo Muani. La Juventus avrebbe infatti riallacciato i contatti dopo i tentativi falliti della scorsa estate — quando il mancato accordo portò alla rottura — e della sessione invernale di gennaio.

L’attaccante francese rientrerà al Paris Saint‑Germain dopo il prestito al Tottenham e avrebbe manifestato apertura a un ritorno in bianconero. La sua ultima stagione con gli Spurs si è chiusa con 41 presenze, arricchite da 5 gol e 4 assist: numeri non travolgenti, ma che confermano un profilo utile e funzionale in un sistema di gioco strutturato.

A Torino il dossier è tornato sul tavolo. La Juventus osserva, valuta e riflette: questa volta, le condizioni potrebbero essere più favorevoli rispetto al passato.

Nuova governance Milan: a Calvelli le deleghe di Furlani per garantire continuità operativa

Milan, Calvelli eredita le deleghe di Giorgio Furlani: continuità operativa al centro del nuovo assetto dei rossoneri

La rivoluzione in casa Milan è ormai entrata nel vivo. Dopo l’annuncio del totale azzeramento dei vertici sportivi e societari al termine del campionato — con gli addii di Giorgio Furlani, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Massimiliano Allegri — il club rossonero si prepara ad affrontare una fase di transizione tanto delicata quanto decisiva.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Nei giorni scorsi si è riunito ufficialmente il Consiglio di Amministrazione, inviando un messaggio chiaro all’ambiente: la macchina organizzativa di via Aldo Rossi è già stata predisposta per garantire continuità e stabilità in un momento di profondo cambiamento.

Un assetto già operativo per garantire continuità

L’obiettivo della proprietà è assicurare massima efficacia decisionale su tutti i fronti aperti. Come riportato da Gianluca Di Marzio, il CdA ha preso atto di una struttura societaria già pienamente funzionante, pensata per agire con rapidità e autonomia sui dossier più urgenti che riguardano il futuro del club.

Calvelli al centro della nuova governance

La figura chiave di questa fase sarà Massimo Calvelli. Già presente nel CdA negli ultimi mesi, Calvelli ha ereditato tutte le deleghe che in precedenza appartenevano all’ex amministratore delegato Giorgio Furlani.

Queste responsabilità si aggiungono a quelle del presidente Paolo Scaroni, con cui Calvelli lavorerà in stretta sinergia per garantire stabilità gestionale fino all’ingresso dei nuovi dirigenti. Una coppia chiamata a traghettare il Milan attraverso una delle fasi più complesse degli ultimi anni.

Lazio, smentita ufficiale del club: nessuna offerta da 450 milioni di JP Morgan

Lazio, arriva la smentita secca della società biancoceleste: nessun interesse di JP Morgan per l’acquisizione del club

La Lazio è intervenuta con una nota ufficiale per smentire quanto riportato oggi da Il Tempo nell’articolo firmato da Luigi Bisignani, secondo cui JP Morgan avrebbe presentato un’offerta da 450 milioni di euro per l’acquisizione del club biancoceleste.

La società capitolina ha definito la notizia totalmente infondata, respingendo con decisione ogni ipotesi di trattativa o interesse da parte della banca statunitense. Un chiarimento netto, volto a spegnere sul nascere indiscrezioni che avevano rapidamente alimentato il dibattito attorno al futuro del club.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

COMUNICATO «La S.S. Lazio, con riferimento all’articolo pubblicato in data odierna dal quotidiano ‘Il Tempo’ a firma di Luigi Bisignani, contenente il riferimento a una presunta offerta da 450 milioni di euro formulata da JP Morgan per l’acquisizione della Società, smentisce in maniera categorica quanto riportato.

Tale notizia è del tutto priva di fondamento, non essendo mai pervenuta alla Società alcuna proposta, manifestazione di interesse o interlocuzione riconducibile a JP Morgan avente ad oggetto l’acquisizione del Club. Si tratta pertanto di un’informazione non veritiera, presentata come fatto senza alcun riscontro oggettivo.

Per tale ragione, la S.S. Lazio chiede al quotidiano ‘Il Tempo’ di procedere con la pubblicazione di una tempestiva rettifica, con analoga evidenza rispetto alla notizia diffusa, al fine di ripristinare una corretta informazione nei confronti dei propri lettori, dei tifosi, del mercato e di tutti gli stakeholder della Società.

La Società segnalerà inoltre alla Consob l’ennesima diffusione di informazioni prive di riscontro riguardanti presunte operazioni sul capitale della S.S. Lazio, suscettibili di alterare la regolare formazione del prezzo del titolo e di generare disorientamento tra gli investitori.»

Cambiaso lascia la Juve? Stagione a due facce: ecco perché i bianconeri valutano la sua cessione

Andrea Cambiaso, possibile sacrificio estivo dei bianconeri: numeri e rendimento indicano una verità difficile da ignorare

Il futuro di Andrea Cambiaso alla Juventus non è più così scontato. Il laterale azzurro, fino a pochi mesi fa considerato un punto fermo del progetto tecnico, potrebbe clamorosamente lasciare Torino già nella prossima estate.

Le esigenze economiche del club — chiamato a finanziare la ricostruzione attraverso almeno una cessione eccellente — lo hanno inserito, insieme a Gleison Bremer, nel gruppo dei potenziali sacrificabili.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

A pesare sulla sua posizione non ci sono solo le valutazioni di bilancio, ma anche l’andamento dell’ultima stagione, caratterizzato da luci e ombre. Dal punto di vista della presenza, Cambiaso è stato un titolare quasi inamovibile: 36 partite in Serie A con 3 gol e 4 assist, più 9 presenze in Champions League con un altro assist.

Numeri importanti, dietro i quali però si nasconde un rendimento altalenante. Il classe 2000 ha alternato momenti di grande brillantezza a fasi di evidente difficoltà, attirando critiche da parte di tifosi e addetti ai lavori per la mancanza di continuità.

Questa combinazione di fattori — incertezza tecnica e necessità di monetizzare — potrebbe presto trasformarsi in una trattativa concreta.

Dalla Spagna rimbalzano infatti voci insistenti sul forte interesse del Barcellona, alla ricerca di profili duttili per le corsie esterne e pronto a valutare un affondo nelle prossime settimane.

La linea della Continassa è chiara: nessuno è davvero incedibile di fronte a un’offerta adeguata. Se i blaugrana dovessero presentarsi con una proposta convincente, la Juventus potrebbe prendere seriamente in considerazione l’idea di salutare Cambiaso, aprendo la strada a una cessione eccellente destinata a finanziare il nuovo ciclo bianconero.

Fabregas svela: «Inter? Si è parlato tanto ma io non ho mai detto niente. Nico Paz è cresciuto tantissimo»

Fabregas: «Inter? Si è parlato tanto ma io non ho mai detto niente. Nico Paz è cresciuto tantissimo». Le sue dichiarazioni

L’allenatore del Como, Cesc Fàbregas, ha rilasciato un’intervista a Sky Sport per celebrare la storica prima qualificazione del club lombardo alla Champions League. Tra i temi affrontati anche gli accostamenti alla panchina dell’Inter circolati al termine della scorsa stagione, un argomento che aveva alimentato più di una voce sul futuro del tecnico spagnolo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

INTER «Ero tornato da Londra e mi ricordo quando parlò il presidente Suwarso: è una cosa successa l’anno scorso, si è parlato tanto ma io non ho mai detto niente. Non c’è niente da dire di più: siamo già grandi, io sono al Como, sono felice e niente di più. La vita va come deve andare, prendiamo sempre la scelta che pensiamo migliore per tutti»

NICO PAZ «Quella partita in casa contro la Juventus è stata una vittoria fantastica. È un’immagine bellissima con un giocatore che ci ha fatto crescere più velocemente, un ragazzo che ha fatto emozionare tante volte il “Sinigaglia” e anche me come allenatore. È cresciuto tantissimo. È stata davvero un’emozione forte, ma è un’emozione che ho sempre provato con lui, abbiamo un rapporto importante. Lui si fida di me, io mi fido di lui e alla fine lottiamo sempre insieme»

UEFA, Arda Guler è la sorpresa dell’anno: premiato come Rivelazione della Champions

Champions League, consacrazione definitiva per Arda Guler: nominato giocatore rivelazione dell’edizione 2025/26

Si è chiusa ieri sera l’edizione 2025/26 della Champions League con il trionfo del Paris Saint‑Germain di Luis Enrique, capace di imporsi ai rigori sull’Arsenal di Mikel Arteta dopo 120 minuti intensi e combattuti. Decisivi, dal dischetto, gli errori di Eberechi Eze e Gabriel Magalhães, che hanno condannato i Gunners e consegnato ai parigini il secondo titolo europeo consecutivo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Con la finale ormai agli archivi, è tempo di bilanci. La UEFA ha infatti annunciato il vincitore del premio come Rivelazione della Stagione: a conquistarlo è stato Arda Güler, protagonista di una Champions sorprendente e ben oltre le aspettative iniziali. In un Real Madrid pieno di campioni, il talento turco è riuscito a ritagliarsi spazio e centralità, diventando una risorsa preziosa nei momenti più delicati della stagione.

Emblematica la sua prestazione nel ritorno dei quarti contro il Bayern Monaco: con il Real in difficoltà e i bavaresi padroni del gioco, il classe 2005 è stato l’ultimo ad arrendersi, firmando una splendida doppietta che ha tenuto vive le speranze di qualificazione della squadra di Arbeloa.

Nel complesso, Güler ha chiuso la sua Champions con 2 gol e 4 assist, ma il suo impatto va ben oltre i numeri. Spesso impiegato in una posizione più arretrata rispetto al suo ruolo naturale, si è adattato con rapidità, diventando fondamentale nella prima costruzione della manovra.

Lo conferma anche un dato significativo: 10,9 km percorsi ogni 90 minuti, cifra che testimonia un lavoro enorme in fase di non possesso senza rinunciare alla qualità palla al piede.Una stagione che lo consacra come uno dei talenti più luminosi del calcio europeo.


Fenerbahce, il candidato presidente Safi: «Leao? L’ho incontrato ma dopo 10 minuti ho capito che non sarà il nostro bomber»

Fenerbahce, Safi: «Leao? L’ho incontrato ma dopo 10 minuti ho capito che non sarà il nostro bomber». Le sue dichiarazioni

Il candidato alla presidenza del Fenerbahçe, Hakan Safi, dopo aver assistito alla finale di Champions League al fianco di Paolo Maldini, ha rivelato di aver incontrato anche Rafael Leao, numero 10 del Milan.

Le sue dichiarazioni, rilanciate dai media turchi, arrivano a poche ore di distanza dalle parole del portoghese, che ha annunciato il proprio addio ai rossoneri, alimentando ulteriormente le voci sul suo futuro e sul possibile interesse del club di Istanbul.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «Leao? L’ho incontrato nei giorni scorsi, ma dopo 10 minuti ho capito che non sarà il nostro nuovo bomber. Abbiamo chiesto e abbiamo indagato e così siamo arrivati a questa conclusione»

Stellini replica a De Bruyne: «Non ha trasmesso gioia e entusiasmo. Sono colpito da Modric»

Stellini risponde a Kevin De Bruyne: «Non ha trasmesso gioia e entusiasmo. Sono colpito da Modric». Le sue dichiarazioni

Dopo le dichiarazioni al vetriolo di Kevin De Bruyne sul suo primo anno al Napoli e sul rapporto mai decollato con Antonio Conte, è arrivata la risposta di Cristian Stellini. Il vice allenatore azzurro, tramite il Corriere dello Sport, ha replicato alle parole del belga, intervenendo su una vicenda che continua a far discutere e che ha segnato una stagione complicata per il club partenopeo.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «Ha poco senso che a Napoli arrivino giocatori che hanno 33 anni e che pensano all’estetica piuttosto che al risultato di una stagione. Se devono arrivare calciatori con questa esperienza, che almeno trasmettano gioia ed entusiasmo ai giovani di vivere una piazza come Napoli. Lui non lo ha fatto. Gli auguro di vivere esperienze più simili a ciò che vuole, magari già in Nazionale»

ESEMPIO MODRIC – «Sono colpito di come Modric si sia inserito nel Milan. Ha guidato i compagni con leadership ed entusiasmo pur in una squadra molto pragmatica, senza mai dare giudizi su dirigenza e allenatore. Essere professionisti significa anche capire cosa serve fare per rendere l’ambiente in cui giochi il migliore possibile»

Liverpool, annuncio ufficiale: niente rinnovo per Konaté, partirà a parametro zero. «Non è un addio facile, ma è tempo di una nuova sfida»

Liverpool, c’è l’annuncio: niente rinnovo per Konaté, partirà a zero. «Non è un addio facile, ma è tempo di una nuova sfida»

Il Liverpool si prepara a salutare uno dei pilastri della propria difesa: Ibrahima Konaté lascerà Anfield al termine del contratto, in scadenza questa estate. Dopo cinque anni in maglia Reds, il centrale francese chiuderà un ciclo ricco di successi e presenze, diventando uno dei protagonisti dell’era recente del club.

Arrivato dall’RB Lipsia nel 2021, Konaté ha collezionato 183 partite, sette gol e un palmarès che comprende la Premier League 2024‑25, la FA Cup, due Carabao Cup e il Community Shield. Un addio che il Liverpool accompagna con gratitudine e rispetto, riconoscendo il contributo di un giocatore che ha lasciato un segno profondo dentro e fuori dal campo. Il comunicato del club.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

COMUNICATO – Il Liverpool FC può confermare che Ibrahima Konate lascerà il club alla scadenza del suo contratto quest’estate.

Il difensore centrale lascerà Anfield alla fine di giugno, concludendo il suo periodo quinquennale con i Reds.

Firmato dall’RB Leipzig nell’estate del 2021, Konate ha collezionato un totale di 183 presenze e segnato sette gol.

Il nazionale francese partirà con una medaglia da vincitore della Premier League per il suo ruolo nel trionfo del Liverpool nel 2024-25, oltre ai successi in FA Cup, Carabao Cup (due volte) e FA Community Shield.

Konate partirà con la nostra gratitudine e il nostro apprezzamento per il contributo che ha dato e tutto il club gli augura il meglio per il futuro”.

PAROLE KONATE – Caro Liverpool,

cinque anni fa sono arrivato da giovane giocatore con grandi sogni. Oggi parto con ricordi che rimarranno con me per il resto della mia vita.

Rappresentare questo club è stato un onore. Abbiamo condiviso momenti incredibili insieme… alti e bassi, trofei, sfide, amicizie durature e momenti strazianti che rimarranno con noi per sempre,niente di più doloroso della perdita di nostro fratello Diogo.

Perdere mio padre quest’anno è stato uno dei periodi più difficili della mia vita, ma nonostante le difficoltà, il mio impegno per questo club non è mai cambiato. Nei momenti più difficili, ho dato tutto quello che avevo per questodistintivo.

Ai miei compagni di squadra, agli allenatori, allo staff e a tutti coloro che lavorano dietro le quinte, grazie per avermi aiutato a crescere ogni giorno.

E ai tifosi… grazie per il vostro amore, la vostra energia e il vostro incredibile supporto. Anfield è davvero un posto speciale e giocare davanti a te non ho mai dato per scontato.

Sono profondamente rattristato di non aver avuto la possibilità di salutare tutti voi nell’ultima partita. In quel momento, non sapevo che sarebbe stata l’ultima volta che avrei indossato questa maglietta davanti a voi.

Dal profondo del cuore, grazie per tutto. Vi amo tutti e porterò Liverpool con me ovunque io vada.

Non è un addio facile, ma è tempo di una nuova sfida e di un nuovo capitolo.

A presto, inshallah. YNWA.”

Il Genoa accoglie Spalletti: no, non Luciano! Suo figlio Federico pronto a diventare scout del Grifone

Il Genoa accoglie il figlio di Luciano Spalletti, Federico, pronto a diventare scout del Grifone. I dettagli

Il mondo del calciomercato e della ricerca di talenti in Italia si prepara a registrare un importante movimento dietro le quinte. Federico Spalletti, figlio dell’attuale allenatore della Juventus Luciano Spalletti, è in procinto di intraprendere una nuova e stimolante avventura professionale. Secondo Nicolò Schira, il giovane dirigente lascerà a breve la base operativa bianconera per trasferirsi ufficialmente al Genoa. Sotto l’ombra della Lanterna, andrà a rinforzare in modo strutturale e strategico l’area scouting del club ligure, una mossa che testimonia le ambizioni rossoblù nella ricerca di profili futuribili.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’addio alla Juventus: un percorso iniziato con Cristiano Giuntoli

Il percorso dirigenziale di Federico alla Continassa si avvia dunque alla conclusione. La sua avventura nel mondo juventino era iniziata nel 2024. All’epoca, fu il Football Director Cristiano Giuntoli in persona a volerlo fortemente all’interno del rinnovato organigramma societario. Giuntoli, da sempre attento alla costruzione di una rete di osservatori capillare e moderna, gli aveva affidato un ruolo di grande rilievo nel Settore Giovanile juventino, con il delicato e cruciale compito di scovare i migliori talenti in circolazione. Durante questo periodo a Torino, Spalletti Jr. ha potuto affinare le proprie metodologie di ricerca analitica, lavorando a stretto contatto con i vertici di una delle realtà più esigenti d’Italia.

Il passato all’Udinese: una palestra d’eccellenza per i talent scout

Il fiuto per il talento di Federico non è certo nato per caso. Prima del suo approdo alla corte della Vecchia Signora, aveva già maturato un’importante e formativa esperienza professionale lavorando come osservatore per l’Udinese. La società friulana è da sempre considerata un’assoluta eccellenza in Italia ed Europa per quanto riguarda la ricerca, lo sviluppo e la valorizzazione dei giovani calciatori. Quella vissuta in Friuli è stata una vera e propria palestra lavorativa, che gli ha permesso di sviluppare un occhio critico e una profonda conoscenza delle dinamiche del mercato giovanile globale, viaggiando e visionando innumerevoli prospetti.

Il nuovo capitolo al Genoa: le strategie future del Grifone

Ora, archiviata definitivamente la sua prestigiosa parentesi in bianconero, Federico Spalletti è pronto a rimettersi in gioco con grande entusiasmo. Portando le sue consolidate competenze al servizio del Grifone, avrà il compito di potenziare il network di osservatori del club genovese. Il Genoa punta forte sulle sue capacità per anticipare la concorrenza e scovare i campioni del domani, confermando la ferrea volontà della proprietà di investire massicciamente nello scouting come pilastro per la sostenibilità e i successi del futuro.

Kvaratskhelia eletto UEFA Champions League Player of the Season: trionfo assoluto con il PSG e numeri da top player assoluto per il georgiano!

Kvaratskhelia è stato eletto UEFA Champions League Player of the Season dopo il successo con il Psg: come è andata la sua annata

Il talento cristallino di Khvicha Kvaratskhelia continua a brillare senza sosta nel firmamento del calcio europeo. L’attaccante georgiano è stato ufficialmente nominato UEFA Champions League Player of the Season, un riconoscimento prestigioso che certifica il suo dominio assoluto nell’ultima edizione del massimo torneo continentale. Dopo aver incantato l’Italia, l’esterno offensivo ha definitivamente conquistato l’Europa calcistica con la maglia del Paris Saint-Germain, dimostrandosi un vero e proprio fattore determinante per i successi del club transalpino.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il clamoroso bis europeo dopo l’addio al Napoli

La consacrazione internazionale del fuoriclasse è ormai totale. Dal suo discusso e milionario addio alla Serie A, avvenuto nella finestra di mercato del gennaio 2025, l’ex beniamino del Napoli ha saputo compiere un ulteriore e vertiginoso salto di qualità. Approdato all’ombra della Torre Eiffel, Kvaratskhelia ha abbracciato questo speciale premio individuale dopo aver centrato un’impresa straordinaria per continuità e importanza: la vittoria di due Champions League in due anni. Un clamoroso bis in Europa con la squadra parigina, conquistando il trofeo per due volte consecutive su due tentativi, che lo proietta di diritto nell’Olimpo dei più grandi interpreti di questo sport a livello globale.

I numeri straordinari della competizione: gol e assist da leader

Il premio assegnato dai massimi vertici della UEFA arriva al termine di un percorso straordinario e privo di qualsiasi sbavatura. Le statistiche personali del fantasista georgiano testimoniano una leadership tecnica e caratteriale indiscutibile. Kvaratskhelia ha infatti chiuso la prestigiosa rassegna continentale mettendo a referto 16 presenze totali, impreziosite da un bottino eccezionale di 10 gol e 6 assist. Numeri impressionanti che evidenziano non soltanto la sua innata e spietata vena realizzativa sotto porta, ma anche la preziosissima capacità di dialogare con i compagni, creando costantemente superiorità numerica grazie ai suoi inarrestabili dribbling.

Le notti magiche in Europa: le prestazioni da incorniciare

A rendere assolutamente inoppugnabile la scelta per il trofeo di miglior giocatore del torneo sono state, senza dubbio, le sue devastanti prestazioni nei momenti più delicati e decisivi della fase a eliminazione diretta. Quando il pallone scottava, l’ex azzurro ha sempre risposto presente:

  • Gli Ottavi di finale: Una memorabile tripletta complessiva contro il Chelsea nel doppio confronto ha letteralmente annientato le speranze di passaggio del turno del club londinese.
  • I Quarti di finale: Un pesantissimo e decisivo gol al Liverpool ha permesso ai francesi di piegare la resistenza inglese e spianare la strada verso le fasi finali.
  • La Semifinale: La straordinaria doppietta realizzata contro il Bayern Monaco nella combattutissima doppia sfida ha staccato il pass definitivo per la finalissima.

Una cavalcata epica, fatta di giocate spettacolari e incisività assoluta, che consegna definitivamente Khvicha Kvaratskhelia alla storia immortale della UEFA Champions League.

Spalletti pensa ai fedelissimi, voci su Juan Jesus: perché potrebbe portarlo (di nuovo) con sé. C’è una motivazione precisa

Spalletti potrebbe portare alla Juve Juan Jesus: il motivo è tattico, cosa c’è dietro l’interesse dei bianconeri per il brasiliano

Il calciomercato della Juventus si accende con una suggestione a sorpresa dettata direttamente da Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, per rinforzare il reparto arretrato bianconero, avrebbe espressamente richiesto l’acquisto di Juan Jesus – lo riporta il Corriere dello Sport. Non si tratta affatto di una scelta casuale, ma di una mossa di mercato studiata nei minimi dettagli, fondata su una caratteristica ben precisa del difensore brasiliano: la sua straordinaria duttilità tattica.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il legame nato alla Roma e l’evoluzione a Napoli

La stima dell’allenatore nei confronti del calciatore affonda le sue radici nel passato. Nell’unica stagione in cui lo ha allenato alla Roma, Juan Jesus ha ampiamente dimostrato di essere un vero e proprio jolly per lo scacchiere del mister. Analizzando i numeri di quell’annata, su 33 presenze totali, il brasiliano è stato schierato per ben 12 volte nell’inedita posizione di terzino sinistro, e in un’occasione è stato persino utilizzato come esterno di centrocampo.

Questa notevole capacità di adattamento non è svanita nel tempo: anche durante la sua successiva e vincente esperienza al Napoli, il giocatore ha iniziato l’avventura all’ombra del Vesuvio coprendo il ruolo di esterno difensivo, per poi stabilirsi in maniera definitiva e autoritaria come difensore centrale.

Le esigenze della Juventus e il piano tattico di Spalletti

Per la moderna e fluida idea di calcio di Spalletti, disporre di un profilo con simili caratteristiche rappresenta un vantaggio inestimabile. Nel corso di questa stagione, l’allenatore ha alternato frequentemente il modulo, passando con disinvoltura dalla difesa a 3 a quella a 4. Proprio per questo motivo, la dirigenza bianconera sta valutando con grande attenzione l’innesto del centrale sudamericano, individuando in lui l’uomo perfetto per attuare queste continue metamorfosi a partita in corso senza dover necessariamente sprecare cambi o stravolgere l’equilibrio della squadra.

Analizzando a fondo le sue doti, emerge chiaramente come Juan Jesus rappresenti il profilo ideale per le attuali esigenze difensive della rosa. Il difensore può infatti agire in molteplici posizioni:

  • Centrale puro in una classica linea a quattro.
  • Terzino sinistro di contenimento, bloccato per garantire copertura.
  • Braccetto di sinistra in una retroguardia composta da tre elementi.
  • Esterno a tutta fascia, avanzando il raggio d’azione per fare il quarto o il quinto di centrocampo all’occorrenza.

In un calcio moderno in cui la staticità dei ruoli è un concetto ormai superato, l’eventuale arrivo del brasiliano alla Juventus garantirebbe a Spalletti quel perfetto mix di affidabilità, grande esperienza e duttilità assolutamente necessario per affrontare una stagione lunga e densa di obiettivi.

Cessione Lazio: il clamoroso retroscena sull’offerta da 450 milioni di JP Morgan e il rischio Salernitana

Cessione Lazio: svelato il retroscena sull’offerta da 450 milioni di JP Morgan. La ricostruzione della vicenda

La Lazio sta attraversando uno dei momenti più complessi e delicati della sua storia recente, trovandosi di fronte a un vero e proprio bivio strutturale. Il club capitolino appare infatti intrappolato in una profonda crisi d’identità che rischia seriamente di ridimensionarne le ambizioni future, sia all’interno dei confini nazionali che sul palcoscenico europeo. A pesare come un macigno sul clima generale è la spaccatura, che sembra ormai insanabile, tra il presidente Claudio Lotito e la tifoseria organizzata. Questa durissima e perenne battaglia intestina non fa altro che minare la serenità dell’intero ambiente, bloccando di fatto il processo di crescita sportiva e societaria.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’offerta monstre di JP Morgan: 450 milioni sul tavolo

In un contesto ambientale così turbolento, spuntano indiscrezioni che avrebbero potuto riscrivere radicalmente le prospettive della squadra. Il quotidiano Il Tempo ha infatti svelato un incredibile retroscena finanziario legato alle vicende societarie biancocelesti. Secondo le informazioni riportate, in passato è stata recapitata sul tavolo della dirigenza una proposta d’acquisto a dir poco formidabile: un’offerta da ben 450 milioni di euro presentata da Enrico Monti, per conto del colosso bancario internazionale JP Morgan, per rilevare la totalità delle quote della società.

Una cifra astronomica, che avrebbe garantito l’ingresso di un gigante della finanza mondiale nel calcio italiano. Tuttavia, di fronte a questa somma imponente, lo stesso Lotito ha rispedito al mittente la proposta, decidendo con assoluta fermezza di mantenere il controllo totale del club. Una scelta forte, che ribadisce la volontà del patron di non cedere il passo a investitori esterni.

L’ombra del dramma Salernitana: un epilogo da evitare

La resistenza a oltranza del patron laziale potrebbe però rivelarsi un pericoloso boomerang a lungo termine. Il quotidiano romano sottolinea infatti un aspetto cruciale per il futuro finanziario della squadra: bisognerebbe a tutti i costi evitare un epilogo simile al dramma Salernitana. Il club granata campano, anch’esso precedentemente gestito da Lotito, fu costretto a un frettoloso passaggio di proprietà a causa delle norme federali, venendo infine svenduto a condizioni nettamente sfavorevoli rispetto ai parametri economici iniziali.

Oggi, un rischio del genere rappresenterebbe un colpo letale per la sponda biancoceleste del Tevere. La Lazio non può assolutamente permettersi un deprezzamento del proprio valore o una transizione forzata e svantaggiosa: per garantire un progetto all’altezza delle aspettative, occorrerà ritrovare stabilità prima che le tensioni compromettano definitivamente il valore del club.

Milan senza dirigenti, la FIGC telefona in sede! Reminder per la scadenza del 16 giugno, ecco cos’è successo

Milan senza dirigenti, la FIGC ha effettuato una telefonata in sede per ricordare la scadenza del 16 giugno, i dettagli

Il momento storico che sta attraversando il Milan è senza dubbio tra i più complessi e delicati della sua storia recente. Attualmente, il club rossonero si trova in una situazione di vuoto dirigenziale assoluto, apparendo come una realtà calcistica letteralmente senza né capo né coda. In mezzo a questo scenario, regna un mare magno di incertezza e malcontento che preoccupa non poco la tifoseria e gli addetti ai lavori. Le recenti decisioni della proprietà hanno azzerato l’intero organigramma sportivo: sono stati infatti licenziati in blocco l’Amministratore Delegato, il Direttore Tecnico, il Direttore Sportivo e l’allenatore.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il futuro dei top player: i big sul piede di partenza

Questa rivoluzione totale ha inevitabilmente generato un effetto domino all’interno dello spogliatoio. Il progetto sportivo è in una fase di stallo totale, e un futuro che non è mai stato così nebuloso sta spingendo diversi calciatori sul piede di partenza. L’esempio più lampante è rappresentato dal fuoriclasse portoghese Rafael Leao, le cui incertezze aprono a possibili scenari di mercato. Senza una chiara guida tecnica e manageriale, trattenere i gioielli della rosa diventa un’impresa sempre più ardua.

La chiamata dai vertici: la scadenza del 16 giugno

In tutto questo caos sportivo e societario, c’è però il bisogno assoluto di sopperire a tutte le formalità necessarie per far andare avanti un club professionistico: guai a dimenticarsene. A lanciare un importante retroscena è la giornalista Monica Colombo, sulle pagine del Corriere della Sera. Secondo quanto riportato, nei giorni scorsi è arrivata una provvidenziale telefonata di reminder da parte dei vertici dei palazzi del governo calcistico italiano.

L’obiettivo della chiamata istituzionale è stato quello di ricordare a una società che, in questo delicato frangente, si ritrova di fatto senza vertici e rappresentanti ufficiali di riferimento, un appuntamento vitale e improrogabile: entro la scadenza perentoria del 16 giugno va presentata tutta la documentazione necessaria per iscriversi al prossimo campionato di Serie A.

Ricostruzione e urgenze amministrative

Magari si è trattata di una precisazione inutile, considerando il blasone e la solidità del club meneghino, ma in una fase di ristrutturazione così profonda e radicale, le puntualizzazioni non possono di certo fare male. Ora la proprietà dovrà necessariamente accelerare i tempi per nominare i nuovi dirigenti, adempiere alle rigide scadenze burocratiche ed evitare che la paralisi sportiva si trasformi in un clamoroso ostacolo amministrativo.

Luis Suarez e l’Uruguay: addio ai Mondiali 2026 e tramonto di un’era per la Celeste

Luis Suarez non è stato convocato dall’Uruguay per i Mondiali 2026: è la fine di un’era per la Celeste

L’assenza di Luis Suárez ai Mondiali del 2026 rappresenta un crocevia storico per il calcio sudamericano e internazionale. Per amor di verità e per inquadrare correttamente la situazione, è importante precisare che non si è trattato di una semplice mancata convocazione per scelta tecnica da parte del CT Marcelo Bielsa. Il Pistolero ha infatti annunciato il suo ritiro ufficiale dalla Nazionale uruguaiana nel settembre del 2024, chiudendo la sua straordinaria epopea in un’ultima, commossa partita a Montevideo contro il Paraguay. Non è stato escluso, ma ha scelto lucidamente il momento in cui far calare il sipario, lasciando un vuoto incolmabile.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Una storia viscerale: i trionfi e le battaglie del Pistolero

La storia d’amore tra Suárez e la Celeste è stata intensa, feroce, a tratti controversa, ma guidata da un attaccamento impareggiabile alla propria bandiera. Con la garra che lo ha sempre contraddistinto, ha trascinato un intero Paese, prendendo parte a ben quattro edizioni della Coppa del Mondo (2010, 2014, 2018 e 2022). Impossibile non ripercorrere le tappe fondamentali del suo viaggio:

  • Il miracolo in Sudafrica (2010): Il celebre e discusso salvataggio di mano sulla linea di porta contro il Ghana, un gesto istintivo e disperato che gli costò l’espulsione, ma che regalò all’Uruguay un’insperata semifinale mondiale.
  • Il dominio in Sudamerica (2011): La conquista della Copa América, un torneo dominato a suon di reti in cui venne meritatamente incoronato come miglior giocatore assoluto della competizione.
  • La vetta dei marcatori: L’addio con il record intoccabile di miglior marcatore di tutti i tempi della storia uruguaiana.

La fine della “Generación Dorada”

L’assenza di Suárez al Mondiale nordamericano del 2026 non decreta soltanto l’uscita di scena di un fuoriclasse, ma certifica la fine della Generación Dorada. Insieme a compagni storici e leggendari come Edinson Cavani, Diego Godín e Fernando Muslera, l’attaccante ha riportato il piccolo Uruguay nell’Olimpo delle superpotenze calcistiche.

Oggi, il nuovo ciclo guidato da Bielsa guarda al futuro, affidando il peso dell’attacco a nuovi talenti come Darwin Núñez, chiamati a raccogliere un’eredità che definire pesante è un eufemismo. L’Uruguay perde il suo condottiero più passionale, ma la leggenda di Luis Suárez rimarrà per sempre incisa a fuoco nella storia di questo sport.

Annuncio bomba del ct della Nigeria su Osimhen: «Non convocato perché potrebbe cambiare squadra!»

Il ct della Nigeria ha fatto questo annuncio su Victor Osimhen: «Non convocato perché potrebbe cambiare squadra!». Cosa sta succedendo

Il calciomercato internazionale è sempre pronto a regalare colpi di scena e, questa volta, l’indiscrezione più roboante arriva direttamente dal ritiro della nazionale nigeriana. Il commissario tecnico della Nigeria, Eric Chelle, ha rilasciato alcune dichiarazioni sorprendenti in conferenza stampa, svelando un retroscena che potrebbe stravolgere a breve il futuro di Victor Osimhen. L’allenatore francese ha infatti deciso di escludere il fuoriclasse dalle convocazioni per i prossimi impegni internazionali, motivando la scelta con ragioni che esulano dalle classiche questioni di natura tattica o legate alla condizione fisica.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le amichevoli contro Polonia e Portogallo e i problemi logistici

La nazionale delle Super Eagles si appresta a scendere in campo per due test match molto importanti e probanti. Tuttavia, la preparazione della squadra è stata pesantemente condizionata da svariati ostacoli organizzativi. A fare chiarezza sulla situazione ci ha pensato lo stesso commissario tecnico, illustrando le difficoltà del momento: Ora abbiamo due partite contro Polonia e Portogallo ed ho molti problemi perché alcuni giocatori non hanno il visto. Ma a catalizzare l’attenzione dei media sportivi non è stata la questione burocratica, bensì il capitolo dedicato in modo specifico all’ex idolo del Napoli, la cui assenza fa inevitabilmente molto rumore.

Le dichiarazioni del CT: le trattative fermano la stella nigeriana

Il vero terremoto mediatico si è materializzato quando l’allenatore ha spiegato i veri motivi della mancata convocazione della sua punta di diamante. Le parole pronunciate in sala stampa non lasciano spazio a interpretazioni e certificano l’esistenza di caldissime manovre in corso. Il CT ha infatti confessato apertamente: La cosa più importante è che ci mancherà anche Victor Osimhen, questo perché lui potrebbe cambiare squadra e in questo momento preferiamo che resti a casa sua, perché se gioca adesso potrebbe non essere al 100%”.

Addio imminente al Galatasaray?

Questa rivelazione ufficiale suona come una vera e propria bomba sul futuro del potente centravanti. Attualmente in forza al Galatasaray, il giocatore sembra dunque vicinissimo a un nuovo, clamoroso trasferimento, confermando le voci di un suo possibile addio alla Turchia. Il rischio legato a una potenziale e imminente trattativa ha spinto lo staff tecnico a proteggere il calciatore, ritenendo controproducente un suo impiego immediato con la maglia della Nazionale verde-bianca. Il timore è che un infortunio possa far saltare l’operazione o che il bomber non sia sufficientemente sereno per esprimere il massimo del suo potenziale, costringendo la Nigeria a privarsi del suo leader in attesa della firma con un nuovo top club.

Calciomercato Torino: rivoluzione tricolore. Tutti i nomi del nuovo progetto ‘Made in Italy’ di Cairo

Calciomercato Torino: il nuovo progetto del club granata prevederà l’inserimento di allenatore e giocatori Made in Italy. Tutti i dettagli

Il futuro del Torino parlerà sempre più italiano. In vista della stagione sportiva 2026-27, la dirigenza granata ha tracciato una linea d’azione estremamente chiara: costruire una squadra più giovane, economicamente sostenibile e caratterizzata da una forte impronta nazionale. Secondo quanto riportato da La Stampa, il patron Urbano Cairo e il responsabile dell’area tecnica Gianluca Petrachi stanno pianificando una profonda rivoluzione tecnica e identitaria. L’obiettivo primario è invertire la netta tendenza dell’ultimo campionato, concluso con appena cinque giocatori italiani in rosa a fronte di ben ventuno stranieri.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La panchina: corsa a due tra Aquilani e Abate

Il primo fondamentale tassello di questo rinnovamento riguarderà la guida tecnica. La società è alla ricerca di un profilo giovane, portatore di idee tattiche moderne e abituato a lavorare con i talenti in rampa di lancio. Attualmente, la scelta sembra essersi ristretta a due principali candidati: Alberto Aquilani e Ignazio Abate. Entrambi i tecnici emergenti rappresentano la sintesi perfetta del nuovo corso auspicato dalla dirigenza.

Obiettivo attacco: Sebastiano Esposito in cima alla lista

Il nome più caldo per ridisegnare il reparto offensivo è quello di Sebastiano Esposito. Il classe 2002, reduce da una stagione altamente positiva al Cagliari, incarna l’identikit societario ideale: talento italiano con ampi margini di sviluppo. Con la permanenza di Duván Zapata e Che Adams tutt’altro che certa, la società valuta attentamente anche l’inserimento di Andrea Pinamonti per non farsi trovare impreparata.

Porta e difesa: da Falcone all’esperienza di Baschirotto

Le manovre del club si estendono a tutto il rettangolo verde. Per blindare la porta, il preferito è Wladimiro Falcone, sinonimo di affidabilità nel massimo campionato. Sulle fasce esterne intriga il profilo di Tommaso Barbieri (retrocesso con la Cremonese ma di grande prospettiva), mentre al centro della retroguardia si segue Niccolò Fortini della Fiorentina e si monitora la leadership dell’esperto Federico Baschirotto. Appare invece fuori portata il difensore viola Pietro Comuzzo: la valutazione di 18 milioni di euro rende l’operazione inaccessibile. La dirigenza cercherà, inoltre, di trattenere Luca Marianucci dal Napoli.

Il rientro dei prestiti e il vivaio

Un ruolo cruciale nel nuovo progetto sarà ricoperto dai giovani cresciuti nel vivaio granata. Torneranno alla base Alessandro Dellavalle (dopo l’esperienza al Modena), Dalla Vecchia (dall’Entella) e soprattutto l’esterno Alessio Cacciamani, protagonista di un’ottima annata alla Juve Stabia proprio sotto l’ala protettiva di Abate. Durante il prossimo ritiro estivo verranno infine valutati prospetti interessanti come Aaron Ciammaglichella, Siviero, Acquah, Perciun e il talentuoso classe 2008 Carrascosa. Il nuovo Toro Made in Italy è ufficialmente ai nastri di partenza.

Milan, Leao annuncia l’addio: scambio con il nuovo bomber

Le parole che molti tifosi del Milan temevano di sentire sono arrivate direttamente da Rafael Leao. Non una richiesta di cessione esplicita, ma qualcosa che ci si avvicina parecchio. Il portoghese, intervenuto ai microfoni di SportTv, ha infatti lasciato intendere che il suo ciclo in rossonero è arrivato alla conclusione.

“Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare. È stato un club che mi ha aiutato molto a crescere, che mi ha sostenuto nei momenti difficili. E sono felice di essere riuscito a scrivere il mio nome nella storia del club”. Parole che suonano quasi come un bilancio finale.

Poi il passaggio che ha inevitabilmente acceso il mercato: “Tutti hanno i loro sogni, le loro sfide, le cose che desiderano, gli obiettivi che vogliono raggiungere. E anch’io desidero provare una nuova sfida in un nuovo campionato“. Difficile interpretarle in modo diverso.

Da tempo attorno a Leao ruotano diversi club inglesi. La Premier League rappresenta probabilmente la destinazione più naturale per un giocatore con le sue caratteristiche. Velocità, uno contro uno, campo aperto. Un calcio che sembra cucito addosso alle qualità del numero dieci rossonero.

Leao in Premier porta Zirzkee: l’olandese di nuovo nel mirino

Tra le società che continuano a monitorare la situazione c’è il Manchester United. I Red Devils cercano da tempo un giocatore in grado di aumentare il livello offensivo della squadra e Leao è uno dei profili che maggiormente intrigano la dirigenza inglese.

Zirkzee  esulta
Scambio Leao-Zirkzee dipende dall’allenatore (Instagram Joshua Zirzkee) – Calcionews24.com

Quando un club come lo United entra in scena, gli scenari possono cambiare molto rapidamente. Ed è qui che riaffiora una vecchia suggestione. Joshua Zirkzee piace al Milan da parecchio tempo.

Già ai tempi del Bologna era considerato uno dei profili ideali per il progetto rossonero e il suo nome non è mai uscito realmente dai radar del club. Se Leao dovesse davvero avvicinarsi al Manchester United, l’ipotesi di un’operazione che coinvolga anche l’attaccante olandese tornerebbe inevitabilmente d’attualità.

Non si parla di trattative vere e proprie. Piuttosto di uno scenario che potrebbe prendere forma nelle prossime settimane. C’è però una variabile che al momento pesa più di tutte. Il Milan non ha ancora definito chi guiderà la squadra nella prossima stagione. E il futuro tecnico influenzerà inevitabilmente anche le strategie di mercato.

Alcuni allenatori preferiscono un centravanti associativo come Zirkzee, altri cercano caratteristiche differenti. Prima bisognerà capire chi siederà sulla panchina rossonera. Poi arriveranno le decisioni sui grandi nomi della rosa. Ma una cosa appare ormai evidenti: con le dichiarazioni di oggi il matrimonio tra Leao e il Milan è arrivato alla fine.

Udinese, archiviata l’indagine su Oumar Solet: non ci fu violenza sessuale

Udinese, è stata archiviata l’indagine su Oumar Solet: non ci fu violenza sessuale per quanto riguarda il difensore dei friulani

Una notizia di cronaca giudiziaria destinata a stravolgere le imminenti dinamiche del calciomercato italiano. Il procedimento penale a carico di Oumar Solet, difensore centrale francese in forza all’Udinese, è stato definitivamente chiuso. Ad annunciarlo all’agenzia ANSA sono stati i legali del calciatore, gli avvocati Filippo Morlacchini e Stefano Laporta, i quali hanno espresso pubblicamente la loro viva soddisfazione per l’esito ampiamente liberatorio. Questa decisione del tribunale assume una notevole importanza non solo a livello personale per l’uomo, ma anche e soprattutto per il futuro della carriera del quotato difensore di 26 anni, sbarcato in Friuli nel gennaio del 2025 e divenuto in breve tempo uno dei profili più interessanti del nostro campionato.

Le tappe della vicenda giudiziaria: dalla denuncia all’archiviazione

L’indagine a carico del tesserato bianconero era stata avviata a seguito di una delicata denuncia presentata da una donna di circa 30 anni nel mese di maggio 2025. I fatti al centro dell’inchiesta risalivano al termine di una serata trascorsa in un locale con il giocatore e alcuni amici, conclusasi successivamente nell’abitazione dell’atleta.

Dopo mesi di accertamenti scrupolosi, già nel febbraio scorso la Procura di Udine aveva depositato una richiesta di archiviazione, rilevando in modo chiaro come gli elementi raccolti non sono sufficienti a sostenere un rinvio a giudizio per l’ipotesi di violenza sessuale contestata. Nonostante la persona offesa, agendo per il tramite del suo avvocato difensore, si fosse opposta con fermezza alla richiesta, sollecitando ulteriori indagini e approfondimenti, il giudice per le indagini preliminari (GIP) ha messo la parola fine al caso lo scorso 28 maggio, disponendo l’archiviazione definitiva del procedimento giudiziario.

Calciomercato Inter: via libera per il colpo in difesa

La fine di questa parentesi extra-campo riaccende immediatamente i riflettori sulle trattative estive e sul futuro sportivo del difensore transalpino. Molte big della Serie A, tra cui spicca in primissima fila l’Inter, stavano infatti attendendo con trepidazione l’esito formale della vicenda giudiziaria per decidere se affondare o meno il colpo.

La dirigenza nerazzurra ha individuato da tempo nel centrale dell’Udinese il rinforzo ideale per blindare il proprio pacchetto arretrato. Forti di un contratto in scadenza nel 2027, i vertici del club meneghino sono ora pronti a sedersi al tavolo delle negoziazioni per cercare di acquistarlo. Senza più le pesanti incognite processuali a frenare le valutazioni e gli investimenti societari, l’assalto delle big è ufficialmente partito: l’obiettivo Solet è quantomai concreto e il suo futuro potrebbe presto tingersi di nuovi colori.

Emerson Palmieri alla Juventus: ma quanto ha giocato davvero nelle ultime stagioni? I numeri non mentono

Emerson Palmieri alla Juventus: ecco quanti minuti ha giocato nelle ultime stagioni il terzino italo-brasiliano. Tutti i dettagli e l’analisi completa

Il calciomercato della Juventus si prepara a entrare nel vivo seguendo precise indicazioni tecniche. Per rinforzare la corsia mancina, il club bianconero ha messo prepotentemente gli occhi su Emerson Palmieri. L’esperto esterno sinistro italo-brasiliano rappresenta infatti una diretta richiesta di Luciano Spalletti. Il neo tecnico juventino considera il difensore un suo fedelissimo e un elemento tatticamente estremamente affidabile, memore del periodo vissuto insieme nella Capitale, quando l’allenatore toscano gli svoltò letteralmente la carriera ai tempi della Roma.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il mercato bianconero: pragmatismo senza la Champions League

È innegabile che questo nome non scaldi particolarmente i cuori dei tifosi bianconeri, abituati a sognare colpi a effetto e profili più giovani. Tuttavia, la realtà finanziaria e sportiva attuale impone alla dirigenza un doveroso pragmatismo. Senza i prestigiosi introiti economici e l’inevitabile appeal garantiti dalla qualificazione in Champions League, la Vecchia Signora non può permettersi che tutti gli acquisti rientrino nella primissima fascia internazionale. L’opzione legata a un usato sicuro diventa quindi una necessità logica per rinforzare la rosa in modo intelligente, puntando su giocatori funzionali al sistema di gioco.

I numeri di Emerson Palmieri: costanza ed esperienza

Attualmente legato all’Olympique Marsiglia da un contratto valido fino al 2027, il 31enne laterale porterebbe in dote a Torino una grandissima esperienza internazionale e un’innegabile costanza di rendimento. Il suo curriculum recente evidenzia una notevole continuità atletica, come confermano i dati statistici delle sue ultime stagioni:

  • Stagione 2025/26 (Marsiglia): Un’annata disputata da titolare inamovibile in Francia, collezionando 37 presenze totali e 3 assist. Nel dettaglio, ha messo a referto 28 gettoni in Ligue 1, 5 apparizioni in Champions League, 3 in Coupe de France e 1 nel Trophée des Champions.
  • Stagione 2024/25 (West Ham): In Inghilterra ha raccolto 32 presenze complessive, impreziosite da 2 gol e 1 assist nel difficile palcoscenico della Premier League.
  • Stagione 2023/24 (West Ham): Un’annata da vero stakanovista con ben 47 apparizioni, di cui 36 in campionato (condite da 1 rete e 3 assist) e 8 nella faticosa campagna di Europa League.

Pronto per una nuova avventura in Serie A

In sintesi, l’identikit tracciato dalla dirigenza porta a un profilo di assoluta garanzia per la fascia sinistra. Il giocatore si sente ancora al top della condizione per rimettersi in gioco nel campionato italiano e accetterebbe con grandissimo entusiasmo la destinazione torinese. L’obiettivo? Rilanciare la propria carriera in Italia e riabbracciare finalmente il suo “papà” calcistico sotto la Mole.

Konate lascia il Liverpool a parametro zero! Spiragli per la Serie A? Si apre questo scenario per il futuro del francese

Konate via dal Liverpool a parametro zero! Il difensore potrebbe arrivare in Serie A, ecco cosa sta accadendo

Il calciomercato internazionale è pronto a registrare un clamoroso scossone, capace di stravolgere i piani strategici di molte big europee. Quando tutto sembrava ormai perfettamente apparecchiato per il prolungamento del matrimonio sportivo tra il Liverpool e il suo perno difensivo, la trattativa si è bruscamente e definitivamente arenata. Ibrahima Konate si appresta così a salutare la Premier League alla naturale scadenza del suo accordo, fissata per il prossimo 30 giugno 2026. Questa inaspettata rottura lo trasforma istantaneamente in uno dei parametri zero più ambiti e pregiati a livello mondiale.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

I retroscena della rottura: dai dettagli al gelo totale

I contorni di questo inatteso addio sono stati svelati dai noti esperti di mercato Fabrizio Romano e Matteo Moretto. Durante la scorsa primavera, precisamente nel mese di aprile, l’intesa tra l’entourage del difensore transalpino e la dirigenza dei Reds appariva ormai a un passo dalla definitiva fumata bianca. A separare le parti c’era esclusivamente il delicato nodo legato ad alcuni bonus specifici da inserire nel nuovo contratto. Quei dettagli economici, tuttavia, si sono trasformati in scogli insormontabili, portando a una rottura totale e irreversibile dei negoziati.

Juventus e Inter in prima fila: l’identikit perfetto

La ghiotta prospettiva di poter ingaggiare un fuoriclasse come Konate senza dover pagare il costo del cartellino ha immediatamente acceso i radar della Serie A, con Inter e Juventus in primissima fila. Entrambe le dirigenze italiane sono da tempo alla ricerca di un leader difensivo di assoluto spessore internazionale, anagraficamente giovane ma già dotato di una grandissima esperienza ad alti livelli. Il classe 1999 rappresenta il profilo perfetto per l’identikit tracciato dai due club italiani per rinforzare i rispettivi pacchetti arretrati.

Il nodo economico: stipendio da top player e commissioni pesanti

Tuttavia, la strada che potrebbe condurre Konate nel campionato italiano appare tutt’altro che in discesa. Pur risparmiando i milioni per il trasferimento, l’operazione comporterebbe dei costi complessivi spaventosi. Le altissime richieste del difensore franco-maliano – che si articolano tra un ingaggio top, ricchissimi bonus alla firma e le pesanti commissioni pretese dagli agenti – si scontrano duramente con la rigida sostenibilità finanziaria dei club nostrani.

Per vedere l’ex Lipsia in Italia servirà inevitabilmente un passo indietro del giocatore sulle proprie pretese economiche. Senza uno sconto drastico sulla busta paga, il futuro del centrale sarà quasi certamente altrove: le ricche corazzate straniere, dotate di ben altra solidità economica, sono già pronte ad approfittare della situazione per blindare il forte difensore transalpino.

Calciomercato Lazio: il futuro di Mario Gila cambia rotta. L’intrigo dietro al difensore spagnolo, cosa sta succedendo

Calciomercato Lazio: intrigo dietro a Mario Gila, può cambiare rotta per il futuro del difensore spagnolo. Cosa sta accadendo

Secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport, il destino calcistico di Mario Gila sta subendo un inaspettato e clamoroso ribaltone. Dopo aver disputato un’ottima annata a livello personale – affermandosi come una delle pochissime note liete in una stagione altrimenti molto travagliata per la Lazio – il difensore spagnolo sembrava il candidato numero uno a lasciare Formello. L’obiettivo iniziale della società era chiaro: monetizzare la sua cessione per finanziare i colpi in entrata richiesti dal neo allenatore Rino Gattuso.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Considerando il contratto in scadenza il prossimo anno e una trattativa per il rinnovo che si è ormai definitivamente arenata senza alcuna possibilità di ripresa, la vendita immediata appariva la via più logica per il club capitolino. Eppure, le strategie di mercato stanno clamorosamente mutando.

Il nodo della valutazione e la pesante clausola del Real Madrid

Nelle ultime ore, la dirigenza laziale sta accarezzando un’idea quasi estrema: trattenere il giocatore fino alla naturale conclusione del vincolo contrattuale, rinunciando così a un sicuro incasso estivo. Alla base di questa potenziale retromarcia ci sono fattori strettamente economici. La Lazio valuta il proprio tesserato almeno 20 milioni di euro, ma finora le offerte recapitate alla segreteria di Formello sono state giudicate decisamente troppo basse.

A pesare in modo decisivo su questo stallo è una specifica postilla contrattuale stipulata al momento del suo arrivo in Italia. I biancocelesti, che acquistarono il centrale per 5,5 milioni, devono infatti riconoscere una percentuale del 50% sulla futura rivendita al Real Madrid. Calcoli alla mano, una cessione a 20 milioni porterebbe nelle casse di Lotito solamente 10 milioni di euro. Una cifra considerata troppo esigua per privarsi di una certezza difensiva.

La scelta di Gattuso e la frenata del Milan

Dinanzi a questo complicato scenario finanziario, la società, su forte indicazione dello stesso mister Gattuso, starebbe decidendo di blindare la retroguardia confermando non solo lo spagnolo, ma anche Romagnoli, erigendoli a perni di una rosa che dovrà tornare a essere competitiva.

Se non dovesse palesarsi un’offerta letteralmente irrinunciabile, Gila giocherebbe un altro anno a Roma per poi liberarsi a parametro zero. Le pretendenti, intanto, non mancano: ci sono stati primi contatti con club di Premier League e Liga. In Italia, dopo che l’Inter ha virato su profili come Solet e Muharemovic, i fari erano puntati sul Milan. L’ex ds rossonero, Igli Tare, conosceva alla perfezione il difensore iberico e aveva garantito al Diavolo una forte pole position. Tuttavia, la recente cacciata del dirigente – avvenuta a seguito del tracollo interno contro il Cagliari che è costato ai rossoneri l’accesso alla Champions League – ha rimescolato tutte le carte. Senza una chiara guida tecnica e societaria, il Milan rischia concretamente di veder sfumare un affare che sembrava già in pugno.

Icardi stuzzica la Juventus: l’argentino può tornare di moda per l’attacco bianconero! L’incastro con Vlahovic

Icardi stuzzica la Juventus: l’argentino può tornare di moda per l’attacco bianconero! Occhio all’incastro con Vlahovic e Kolo Muani

La Juventus torna a guardare a un volto noto del calcio italiano: Mauro Icardi. Secondo quanto riportato da La Stampa, l’ex centravanti dell’Inter sarebbe nei piani di Luciano Spalletti nel caso in cui non si riuscisse a trattenere Dusan Vlahovic o a riportare a Torino Randall Kolo Muani.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Nella ricerca di giocatori dal sicuro rendimento, da Alisson a Kim, passando per Emerson Palmieri, Spalletti avrebbe dunque rispolverato la vecchia idea di gennaio, quando Icardi era stato accostato ai bianconeri, allora alla ricerca di un bomber. Sei mesi fa non se ne fece nulla, ma ora che l’argentino potrebbe svincolarsi dal Galatasaray, i discorsi potrebbero cambiare. «È vero che il rosarino ha abbozzato qualche discorso sul rinnovo con i campioni di Turchia ma il richiamo dell’Italia potrebbe fargli cambiare idea e far saltare tutto: da parametro zero troverebbe il placet della Juve che, in vista del prossimo anno, potrebbe prendere non un attaccante ma addirittura due», scrive La Stampa.

Al momento, Icardi non è la prima scelta bianconera. La priorità della Juve resta trattenere Vlahovic con un prolungamento ponte, mentre altri nomi caldi sono vecchie conoscenze come Randall Kolo Muani, in rientro al Psg dal Tottenham con un costo di circa 40 milioni di euro, e Jean-Philippe Mateta, rilanciato dal successo in Conference League con il Crystal Palace, che ha alzato il prezzo del cartellino.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Qualora i primi obiettivi dovessero sfuggire, la Juventus avrebbe l’asso nella manica Icardi: un attaccante che conosce alla perfezione il campionato italiano e che potrebbe inserirsi senza problemi. Inoltre, l’ex centravanti dell’Inter rappresenterebbe un bomber di scorta, pronto a essere schierato quando la squadra bianconera fatica a concretizzare la mole di gioco in occasioni e tiri verso la porta avversaria. Come sottolinea La Stampa, «I tempi in cui Spalletti lo mise alla porta all’Inter sono ormai preistoria».

L’eventuale arrivo di Icardi darebbe quindi alla Juventus un’alternativa solida in avanti, rafforzando le scelte tattiche di Spalletti in vista della prossima stagione, con il chiaro obiettivo di puntare su esperienza e affidabilità nei momenti chiave della stagione.

Braccio di ferro tra Allegri e Milan per l’addio: la buonuscita bassa e l’ipotesi causa per danni d’immagine

Braccio di ferro tra Allegri e Milan per l’addio: la buonuscita ritenuta bassa e l’ipotesi causa per danni d’immagine da parte del tecnico

Il capitolo finale del rapporto tra il Milan e Massimiliano Allegri si sta rivelando più complesso del previsto. Dopo una stagione chiusa con il fallimento in Champions League e l’esonero da parte del club, la società rossonera e il tecnico sono ora alle prese con la trattativa per la risoluzione consensuale del contratto, un accordo che sulla carta conviene a entrambe le parti (al Milan per risparmiare, ad Allegri per cogliere l’opportunità Napoli) ma che, secondo quanto riportato da Il Giornale, è partito tra resistenze opposte e posizioni ancora distanti.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Allegri percepisce un contratto da 5 milioni netti per un’altra stagione. Il Milan, secondo il quotidiano, avrebbe inizialmente messo sul tavolo una buonuscita minima, pari a circa 500mila euro. Una proposta giudicata lontana dalle aspettative dell’allenatore e del suo entourage, considerando il costo complessivo dell’accordo ancora in essere.

Per il club rossonero, il nodo principale resta economico. Il costo lordo del contratto annuale di Allegri e del suo staff ammonterebbe a circa 14 milioni di euro, cifra che verrebbe inserita tra gli oneri non ricorrenti dell’esercizio in corso. Risparmiarne anche solo una parte permetterebbe di coprire almeno parte dello stipendio del prossimo allenatore.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Furlani 31 05

Il quadro è reso più complesso dalla situazione interna al club. In questo momento manca una figura con pieni poteri decisionali sul dossier: l’amministratore delegato Giorgio Furlani, pur mantenendo firma, è stato sollevato dalle deleghe operative. L’unico dirigente in grado di condurre la trattativa risulta essere Massimo Calvelli, membro del CdA e uomo RedBird, impegnato con Zlatan Ibrahimovic e Gerry Cardinale nella scelta delle figure dirigenziali del nuovo Milan.

Al centro della disputa resta anche la posizione di Allegri, che non ha ancora comunicato formalmente se voglia fermarsi per un anno o continuare subito ad allenare. Il Napoli è pronto a proporre un contratto immediato.

Secondo l’entourage del tecnico, la gestione della chiusura del rapporto potrebbe aprire uno spazio anche legale: il comunicato del licenziamento firmato da RedBird è stato reso pubblico il 25 maggio, mentre la Pec formale è arrivata quattro giorni più tardi.

La partita resta quindi aperta: Milan e Allegri hanno interesse a trovare un’intesa, ma distanza economica e tensioni legate all’esonero rendono il dossier particolarmente delicato. Nei prossimi giorni si capirà se le parti riusciranno a trovare un accordo soddisfacente.

Tardelli duro: «Poca credibilità nella dirigenza della Juve, Comolli non aveva fatto un mercato stellare?! Bisogna costruire su Vlahovic»

L’ex difensore della Juventus e della Nazionale, Marco Tardelli, ha criticato aspramente la stagione e il precedente mercato dei bianconeri

Marco Tardelli, campione del Mondo 1982 con l’Italia e bandiera della Juventus, ha parlato a Tuttosport sul deludente esito della stagione 2025/26, con i bianconeri sesti e fuori dalla prossima Champions League.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

DELUSIONE PER IL CAMPIONATO – «A dire la verità, la Juve non mi ha mai dato la sensazione di essere realmente padrona del proprio destino. Hanno sbagliato due partite fondamentali e purtroppo nel calcio può capitare di incappare in passi falsi che non riesci a spiegarti, nemmeno a mente fredda. Penso che derivi un po’ tutto dai problemi che aleggiano in società. C’è poca credibilità nelle figure dirigenziali che guidano il club, la squadra. Non sentono la passione e l’amore che dovrebbero avere per la maglia bianconera».

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

CRITICHE AL MERCATO – «Ma come, Comolli non l’ha già fatto la scorsa estate il mercato “stellare”?! Quello che posso dire è che i giocatori più forti scelgono le squadre che giocano la Champions League. Punto. È l’unico trofeo che conta davvero. L’estate scorsa sono arrivati David e Openda: dovevano essere due colpi favolosi. Si sono spesi un sacco di soldi per costruire una squadra che non c’è… Ma voglio dirlo: Spalletti in questo non ha alcuna colpa».

Vlahovic Cremonese Juve1

VLAHOVIC AL CENTRO DEL PROGETTO – «Per me la squadra andrebbe costruita attorno a Vlahovic. Se sta bene fisicamente, è un giocatore pronto, affidabile, sicuro. I suoi goal li fa e li ha sempre fatti. La discriminante la fa il gioco: il serbo si esalta quando i bianconeri giocano per lui. Viceversa fa più fatica. Perderlo sarebbe un danno, perché non mi sembra che in rosa ci siano profili dallo spessore tecnico sufficiente per sostituirlo. Poi è chiaro che nel discorso economico molto (se non tutto) dipenderà dalle sue volontà. Vlahovic dovrebbe anche essere sincero con se stesso e ammettere che negli ultimi anni è stato tutto fuorché un fenomeno. È in debito con la Juve e farebbe bene a restituire qualcosa indietro, accettando le condizioni del club in merito al suo adeguamento di ingaggio. Se non gli basta la fiducia di Spalletti, allora è chiaro che la Juve deve liberarsene».

MANCANZA DI LEADERSHIP – «Penso che a questa squadra manchi la giusta dose di leadership. Non vedo giocatori sufficientemente strutturati e definiti in questo senso. Alcuni di questi si sono resi protagonisti con dichiarazioni che non mi sono piaciute per niente. Manca qualcuno che dia l’esempio in campo come nello spogliatoio. Un po’ quello che ha fatto Modric nel Milan per gran parte della stagione. Oggi è molto più difficile diventare un punto di riferimento per il gruppo squadra. Il perché, per come la vedo io, dipende in parte anche dal fatto che nella rosa bianconera non ci sia più uno zoccolo duro azzurro. È diventato difficile farsi ascoltare, imporsi. Qualcuno ci ha provato, ma con scarsi risultati».

Le dichiarazioni di Tardelli offrono uno spaccato chiaro delle criticità della Juventus, tra problemi societari, gestione del mercato e necessità di leader in campo, elementi centrali per il futuro della squadra bianconera nella prossima stagione.

Italia, Venturino lascia il ritiro per infortunio: Baldini chiama Berti al suo posto! La nota

Italia, Venturino lascia il ritiro per infortunio: Baldini chiama Berti al suo posto! La nota della Federazione e gli aggiornamenti da Coverciano

Questa mattina Lorenzo Venturino ha lasciato il raduno di Coverciano, risultando indisponibile per le prossime due gare della nazionale. La decisione è stata presa in accordo con il suo club, come confermato dal comunicato ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Al suo posto, il commissario tecnico Baldini ha deciso di aggregare stabilmente al gruppo Tommaso Berti, che sarà quindi convocato per le sfide contro Lussemburgo e Grecia. La chiamata rappresenta un’importante occasione per Berti, pronto a mettersi in mostra nelle prossime gare ufficiali.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Riguardo agli altri giocatori del raduno, il comunicato precisa:
«Il calciatore Lorenzo Venturino, ritenuto indisponibile per le prossime due gare, ha lasciato questa mattina il raduno di Coverciano in accordo con il proprio club. Al suo posto, il Ct Baldini ha deciso di aggregare stabilmente al gruppo Tommaso Berti, che risulta quindi convocato per le gare contro Lussemburgo e Grecia. Resterà in squadra fino al 2 giugno anche Niccolò Fortini, mentre Dominic Vavassori e Gabriele Guarino fanno rientro ai rispettivi club».

Con questo aggiornamento, la nazionale si prepara a gestire al meglio le assenze e a presentare una rosa competitiva per le due partite decisive. La scelta di convocare Berti conferma la volontà dello staff tecnico di mantenere continuità e qualità all’interno del gruppo, garantendo allo stesso tempo spazio ai giovani talenti.

La prossima settimana sarà quindi cruciale per valutare l’adattamento del nuovo inserimento e monitorare le condizioni dei calciatori rimasti, in vista degli impegni ufficiali di giugno.

Bastoni via? L’Inter pensa a Ndicka per sostituirlo: la Roma fa il prezzo

Bastoni via? L’Inter pensa a Ndicka per sostituirlo: la Roma fa il prezzo per il difensore ivoriano: occhio a cosa può accadere in estate

Il futuro di Bastoni e l’interesse per Evan Ndicka tengono banco in casa nerazzurra.
Un incastro di mercato tutto da definire quello dell’Inter, tra conferme e possibili colpi in entrata. Come sottolinea il Corriere della Sera, la situazione è «troppo per racchiudere tutto nel semplice sondaggio». Nel mirino dei nerazzurri c’è Evan Ndicka, difensore della Roma, la cui trattativa potrebbe accelerare qualora il futuro di Alessandro Bastoni prendesse direzioni diverse da quelle attese entro giugno.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il centrale italiano è stato seguito a lungo dal Barcellona, ma il club catalano ha deciso di interrompere i contatti dopo approfondimenti che hanno sollevato dubbi nel tecnico Hansi Flick. Nel frattempo, il Real Madrid avrebbe deciso di tornare a puntare su José Mourinho, che secondo fonti spagnole starebbe valutando il profilo di Bastoni per rinforzare la difesa dei Blancos.

Sul futuro del giocatore è intervenuto il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, a Dazn: «Noi per principio non siamo dei venditori. Se un giocatore va via, è perché anche lui ha espresso la volontà di andare via. Bastoni non ha assolutamente espresso la volontà di andare via. È contento di restare qui con noi, quindi noi non abbiamo la necessità di doverlo cedere. Penso che starà ancora con noi».

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Nonostante le rassicurazioni, i nerazzurri mantengono una certa cautela. Oltre alle trattative per Bisseck in uscita verso il Bayern Monaco e gli acquisti di Muharemovic e Solet, l’Inter monitora Ndicka, arrivato a Roma nel 2021 a parametro zero dopo l’esperienza con l’Eintracht Francoforte. La Roma valuta il centrale tra 30 e 35 milioni, cifra leggermente inferiore a quanto richiesto per il centrocampista Manu Koné, altro obiettivo dei nerazzurri.

A complicare la situazione dei giallorossi ci sono i vincoli del settlement agreement con l’UEFA, che obbligano il club a rispettare i paletti di bilancio entro il 30 giugno. Questo scenario potrebbe spingere il nuovo direttore sportivo, con ogni probabilità Tony D’Amico, proveniente dall’Atalanta, a sacrificare qualche pedina prima di concentrarsi sugli acquisti.

L’Inter si prepara quindi a gestire una fase delicata del mercato estivo, puntando a rinforzare la difesa senza indebolire la squadra e mantenendo saldo il nucleo di giocatori chiave come Bastoni, elemento imprescindibile per il progetto nerazzurro di Cristian Chivu.

Follia a Parigi: guerriglia urbana e scontri tra tifosi e polizia durante la festa per la vittoria della Champions League

Follia a Parigi: guerriglia urbana e scontri tra tifosi e polizia durante la festa per la vittoria della Champions League contro l’Arsenal

Scene di ordinaria follia a Parigi nella notte successiva alla vittoria del Paris Saint-Germain in Champions League, con il successo ottenuto contro l’Arsenal, che ha permesso ai parigini di bissare il titolo dello scorso anno. Nella capitale francese si è verificata una vera e propria guerriglia tra tifosi e polizia, con feriti, danni e centinaia di arresti. Secondo il Ministero dell’Interno, alle 01:30 sono stati registrati 416 arresti, di cui 283 nell’area metropolitana di Parigi.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Tra i fatti più gravi, un agente di polizia sarebbe stato investito da un veicolo in fuga, mentre altri sei agenti sono rimasti feriti, uno in modo grave. Due persone sarebbero in gravi condizioni dopo un incidente sulla tangenziale di Parigi, un’altra sarebbe caduta nella Senna a seguito di un arresto cardiaco, e un individuo è stato accoltellato vicino a Place de la République.

Scontri e danni in tutta la Francia

Non solo la capitale è stata teatro di violenze: altre città francesi hanno registrato episodi di scontri e danneggiamenti. Veicoli, biciclette, cassonetti, negozi, sinagoghe e autobus sono stati distrutti o incendiati a seguito di lanci di molotov e mortai. Le forze dell’ordine sono intervenute in particolare nei pressi del Parco dei Principi, dove veniva trasmessa la finale, e nella zona della Bastiglia, trovandosi di fronte a barricate costruite con bici e monopattini. In risposta, alcuni individui hanno tentato di attaccare il commissariato nell’VIII arrondissement.

Il precedente e la parata imminente

Non si tratta di un evento isolato. Lo scorso anno, quando il PSG vinse la prima Champions League contro l’Inter, i festeggiamenti erano sfociati in scontri che causarono due morti, nove agenti feriti e 559 arresti. La tensione resta alta in vista della parata dei giocatori prevista per il 31 maggio a Campo di Marte, seguita dalla visita al Palazzo dell’Eliseo, con circa 100.000 persone attese per le strade di Parigi.

Le autorità hanno già annunciato misure di sicurezza straordinarie per garantire l’ordine pubblico e contenere eventuali nuovi episodi di violenza, mentre il Paris Saint-Germain festeggia il successo sul campo tra applausi e preoccupazioni per i disordini fuori dagli stadi.

Allegri e De Bruyne: la prima grande sfida al Napoli tra i dubbi del belga e il retroscena con Conte

Allegri e De Bruyne: la prima grande sfida al Napoli del nuovo allenatore sarà quella di convincere il centrocampista belga a restare

Nemmeno il tempo di arrivare ufficialmente al Napoli che Massimiliano Allegri si trova di fronte a una situazione complessa. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la prima sfida del nuovo tecnico sarà quella di convincere Kevin De Bruyne a restare dopo le dichiarazioni contro Antonio Conte. Il passato tra il fuoriclasse belga e il suo ex allenatore non è mai stato semplice: il rapporto era caratterizzato da incomprensioni tattiche e frustrazioni in campo, difficili da nascondere durante le partite.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

De Bruyne ha raccontato a Nieuwsblad la sua esperienza: «Ho trovato il mio livello abbastanza buono all’inizio e anche quando sono rientrato dall’infortunio ero su un livello discreto. È stato ovviamente difficile per me perché Conte ha una visione del calcio molto diversa dalla mia, non giriamoci intorno. Non ho mai potuto giocare veramente nel mio ruolo. È andata così. Ma ho sempre dato il 100%». Tuttavia, il belga non si è limitato a questo, ma ha espresso critiche dirette alla gestione tattica di Conte: «Giochiamo in modo molto difensivo. Se segni un gol a partita con un 5-4-1… è poco. All’inizio dell’anno giocavamo davvero molto bassi. Il nostro capocannoniere ha 10 gol, quindi sì, le statistiche offensive non erano certo esaltanti, ma a livello di qualità e di calcio l’ho trovato abbastanza accettabile. Se sono contento che Conte vada via? Per me sì. Secondo me non doveva restare».

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le parole di De Bruyne fanno emergere dubbi sul suo futuro in azzurro: «Il mio futuro? Ritengo importante avere un confronto sul modo di giocare. Quest’anno ho capito che il modo di giocare è per me molto importante. Devo anche continuare a divertirmi, e purtroppo questo mi è mancato un po’. Ho ancora un anno di contratto, ma voglio avere un colloquio. L’anno scorso sono state dette certe cose: ‘Giocheremo in un certo modo, faremo questo e quello’, ma poi poco di tutto questo si è concretizzato, e questo chiaramente dispiace».

L'ex allenatore del Milan, Massimiliano Allegri

Per Allegri, quindi, il lavoro al Napoli dovrà iniziare subito. Il tecnico non ha ancora firmato il biennale con opzione proposto dal presidente Aurelio De Laurentiis, ma la prima grande grana è già presente. La speranza di Allegri era quella di costruire il gioco offensivo attorno a De Bruyne, così come aveva fatto con Luka Modric al Milan. Il contratto del belga, uno dei più pesanti della rosa (10 milioni lordi più 5 di bonus), non facilita la situazione, in un momento in cui il club punta a contenere il monte ingaggi.

Scegliendo il Napoli, De Bruyne aveva rinunciato a offerte più vantaggiose dagli Stati Uniti e dall’Arabia Saudita, con l’obiettivo di restare in Europa e competere in Champions League. Tuttavia, l’esperienza sotto Conte non gli ha permesso di divertirsi pienamente. Ora Allegri, pur essendo un allenatore vincente, dovrà convincere De Bruyne che il progetto partenopeo può garantirgli anche soddisfazioni e divertimento. Il futuro del fuoriclasse belga è tutt’altro che scontato.

×