Pagina 100 – Calcio News 24

Panchina Milan, si entra nella fase decisiva: Glasner al centro del summit

Panchina Milan, casting in fase caldissima: il summit decisivo con Glasner svelato da Fabrizio Romano. Tutti i dettagli

Il casting per la nuova guida tecnica del Milan entra ufficialmente nel vivo, con sviluppi significativi anche sul fronte dirigenziale.

Come rivelato da Fabrizio Romano sul suo canale YouTube, la società rossonera ha accelerato le operazioni e ha già programmato un vertice decisivo per valutare la fattibilità della scelta e impostare le basi del progetto per la prossima stagione.

La dirigenza vuole stringere i tempi: l’obiettivo è individuare rapidamente il profilo giusto e avviare il nuovo ciclo tecnico senza ulteriori rallentamenti.

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Fabrizio Romano«Il Milan incontrerà domani Oliver Glasner come rivelato settimana scorsa… e programma anche un meeting faccia a faccia con Matthias Jaissle.

Sono entrambi candidati legati a Ralf Rangnick, da capire quale strada sceglierà di prendere il Milan anche a livello dirigenziale. Intanto, prima vedrà Glasner domani e poi in settimana anche Jaissle, che è sotto contratto con l’Al-Ahli e può avere costi di indennizzo proibitivi.

L’Al-Ahli è un club importante in Arabia Saudita, bisognerebbe negoziare per Jaissle e da quello che mi raccontano l’Al-Ahli non renderebbe la vita semplicissima a livello di compensazione, di indennizzo, se il Milan dovesse scegliere di andare per Jaissle.

L’incontro con Glasner sarà all’estero, non in Austria, ma ci sarà questa prima interview, come la chiamano all’estero, tra Glasner e la dirigenza del Milan per capire da entrambe le parti se scatta la scintilla».

Napoli, attivata oggi la clausola di riscatto da 16 milioni di euro per Alisson Santos

Napoli, operazione Alisson Santos definitivamente chiusa: allo Sporting Lisbona vanno 16 milioni dopo il via libera definitivo

Il Napoli ha completato anche gli ultimi passaggi burocratici per il riscatto di Alisson Santos. Come riportato da Fabrizio Romano, nella giornata odierna sono stati scambiati e validati tutti i documenti necessari per formalizzare definitivamente l’operazione.

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Da questo momento il difensore brasiliano è a tutti gli effetti un calciatore del Napoli al 100%, con il club che ha esercitato il diritto di riscatto assicurandosi il giocatore in maniera permanente.

L’affare garantirà allo Sporting un incasso di circa 16 milioni di euro, cifra confermata dopo la ricezione della documentazione conclusiva che ha dato il via libera definitivo al trasferimento.

Rinnovo Vlahovic, la Juve tenta l’ultimo incontro: sensazioni negative sul futuro del serbo

Juventus, è iniziato il conto alla rovescia per il rinnovo dell’attaccante Dusan Vlahovic: poche speranze di accordo con il bianconero

Giorni decisivi in casa Juventus per il futuro del reparto offensivo. È infatti previsto un nuovo — e probabilmente ultimo — incontro tra la dirigenza bianconera e l’entourage di Dusan Vlahovic per discutere il rinnovo del contratto in scadenza il 30 giugno.

Nonostante il peso tecnico del serbo, filtra poco ottimismo sulla sua permanenza a Torino, come riportato da Sky Sport.

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La Juve rilancia per Kolo Muani

Lo stallo sul fronte Vlahovic ha spinto il club a riattivare immediatamente i contatti per Randal Kolo Muani. L’attaccante francese è rientrato al PSG dopo il prestito al Tottenham, dove ha chiuso la stagione con soli 5 gol complessivi.

I costi dell’operazione restano elevati e non c’è ancora un’intesa, ma le parti continuano a dialogare. Il classe ’98 è un vecchio obiettivo della Juventus, che aveva provato a portarlo a Torino sia la scorsa estate sia nella sessione invernale di gennaio.

Rashford Arsenal, pista sempre più concreta: i Gunners pronti a farsi avanti dopo il mancato riscatto del Barcellona

Arsenal su Marcus Rashford: possibile assalto dopo lo stop del Barcellona sul riscatto dell’attaccante inglese. Tutti i dettagli

L’Arsenal valuta seriamente l’idea di presentare un’offerta per Marcus Rashford, su precisa richiesta di Mikel Arteta, deciso a rinnovare il reparto offensivo.

L’attaccante del Manchester United, reduce da un prestito positivo al Barcellona, potrebbe tornare in Premier League anche a causa delle difficoltà economiche del club catalano, che fatica a esercitare il riscatto da 26 milioni di sterline.

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Secondo il Daily Mail, l’entourage del giocatore ritiene che i Gunners possano “bussare alla porta” qualora il prezzo fosse ritenuto sostenibile. L’incertezza ha attirato anche Chelsea e Bayern Monaco, pronti a monitorare la situazione del 28enne, ormai vicino a un addio definitivo allo United.

Le voci su Rashford arrivano mentre Arteta chiede un mercato estivo “ambizioso” dopo la finale di Champions persa contro il PSG. Il tecnico ha sollecitato la dirigenza a investire con decisione per mantenere la squadra ai massimi livelli competitivi.

A Barcellona, intanto, Deco ha elogiato l’impatto dell’inglese nel sistema di Flick, ma l’acquisto di Anthony Gordon per 80 milioni ha ulteriormente ridotto il margine di manovra del club, lasciando Rashford in un limbo.

Il suo nome rientra in una strategia più ampia dell’Arsenal, che segue anche Victor Valdepeñas, Tino Livramento, Sandro Tonali e il talento del Leicester Jeremy Monga. Con un fatturato previsto vicino ai 770 milioni di sterline, la proprietà Kroenke è pronta a sostenere il progetto.

L’obiettivo principale resta un attaccante di livello come Julian Álvarez, ma Rashford — autore di 14 gol con il Barcellona — rappresenta un’opzione di esperienza e versatilità.


Chiesa strizza l’occhio al ritorno in Serie A: il Como valuta il colpo per aumentare i “formati in Italia”

Federico Chiesa, scenario italiano sempre vivo: il Como adesso valuta il suo nome per completare la quota “local”

Aria di cambiamento in casa Liverpool. Dopo il biennio con Arne Slot, i Reds valutano una profonda ristrutturazione della rosa e tra i possibili partenti torna a figurare Federico Chiesa, già vicino all’addio nelle scorse sessioni di mercato.

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Secondo Cronache di Spogliatoio, sul giocatore si è acceso il concreto interesse del Como, che deve aumentare il numero di calciatori “formati localmente” in vista della Champions League.

Le regole UEFA impongono infatti una rosa da 25 elementi con almeno 8 giocatori cresciuti nei vivai nazionali, limite che restringe a 17 il numero degli stranieri utilizzabili.

In quest’ottica, Chiesa rappresenta un profilo ideale per il progetto lariano, insieme ai nomi già circolati di Cambiaso, Marcandalli, Comuzzo e Miretti.

La stagione dell’azzurro a Liverpool conferma il suo ruolo marginale: 33 presenze, ma minutaggio ridotto e appena 3 gol e 3 assist complessivi. Numeri che alimentano l’idea di un trasferimento e rendono il Como una destinazione sempre più credibile.

Boga schietto: «Quando ti chiama un club come la Juve non ci pensi troppo, ho percepito fin da subito la fiducia di Spalletti»

L’attaccante della Juventus, Jeremie Boga, ha parlato delle sue emozioni e sensazioni per il ritorno in Italia nella sessione invernale di mercato

L’attaccante della Juventus, Jeremie Boga, racconta a NCI Sport la sua soddisfazione per il ritorno in Italia e l’approdo in una società storica. Boga sottolinea l’impatto positivo del tecnico Spalletti, la fiducia ricevuta e l’ambiente organizzato e professionale che lo aiuta a crescere quotidianamente.

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PAROLE – «Se tornare in Italia andando alla Juventus sia stata una buona idea? Assolutamente sì. Quando ti chiama un club come la Juventus non ci pensi troppo. Si tratta di una società storica, che ha vinto tantissimo. La Juve ha avuto e continua ad avere grandi giocatori. E possiamo contare su un allenatore di alto livello. Appena si mette piede alla Juventus si percepisce subito di essere in una grande società. Lo si nota negli allenamenti, nell’organizzazione quotidiana, in ogni dettaglio. Spalletti? È un tecnico molto preparato e con grande esperienza. Sa come gestire i giocatori e come parlare con loro. Fin dal mio arrivo ho percepito la sua fiducia. Gli piace il mio modo di giocare e mi dà molti consigli. È davvero una persona straordinaria».

Francia in ansia per le condizioni di Saliba: infortunio peggiorato dopo la finale col PSG, ora il Mondiale è a rischio!

Francia in ansia per le condizioni di Saliba: infortunio peggiorato dopo la finale col PSG, ora il Mondiale è a rischio! Le ultime

È un duro colpo per la Nazionale francese. Secondo quanto riportato da Foot Mercato, a poco più di due settimane dall’inizio dei Mondiali 2026, il commissario tecnico Didier Deschamps ha ricevuto una notizia preoccupante: William Saliba potrebbe rimanere fuori per diverse settimane a causa di un aggravamento di un infortunio.

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Il difensore di 25 anni, protagonista nell’Arsenal fresco campione d’Inghilterra, avrebbe complicato la propria condizione scendendo in campo sabato nella finale di Champions League persa contro il PSG a Budapest. Nonostante la sconfitta, Saliba ha stretto i denti per supportare l’allenatore Mikel Arteta e i compagni di squadra, mettendo però a rischio la sua presenza al Mondiale. Attualmente, il giocatore accusa ancora dolore e le sue condizioni destano preoccupazione presso la FFF (Federcalcio francese), in un momento cruciale di preparativi per la partenza verso USA, Messico e Canada.

Con 31 presenze già collezionate con i Bleus, Saliba rappresenta una pedina fondamentale per la difesa francese. Il suo eventuale forfait costringerà Deschamps a rivedere le proprie scelte tattiche e a considerare alternative affidabili per il reparto difensivo. Fortunatamente, la Francia dispone di diverse opzioni di livello internazionale. Tra i principali sostituti spicca Ibrahima Konaté, difensore ex Liverpool pronto a guidare la linea arretrata. Altre possibilità includono Maxence Lacroix, Lucas Hernandez e Jules Koundé, tutti candidati per occupare il ruolo lasciato libero da Saliba.

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L’attenzione degli staff medici e tecnici è ora concentrata sul recupero del difensore, con una vera e propria corsa contro il tempo per consentirgli di essere disponibile già per le prime partite della Coppa del Mondo. La presenza di Saliba è ritenuta strategica non solo per le qualità difensive, ma anche per l’equilibrio tattico dell’intera squadra, soprattutto in gare ad alto livello contro avversari di prima fascia.

Il caso Saliba aggiunge tensione all’ultimo mese di preparazione della Francia, che dovrà fare i conti con eventuali modifiche della lista dei titolari in difesa, senza compromettere la competitività della squadra guidata da Deschamps, ancora favorita tra le contendenti al titolo mondiale.

McTominay ringrazia Conte: «È stato importante giocare finalmente da mezzala, il mio ruolo naturale. Mi ha aiutato tantissimo»

Il centrocampista del Napoli, Scott McTominay, ha fatto un bilancio sui suoi anni in Italia, ringraziando l’ex allenatore Antonio Conte

Il centrocampista del Napoli, Scott McTominay, ha raccontato a GQ Magazine la propria esperienza nella squadra partenopea, sottolineando l’importanza di uscire dalla zona di comfort per crescere professionalmente. L’ex giocatore ha spiegato come sentirsi finalmente nel proprio ruolo naturale di mezzala lo abbia aiutato a esprimere al meglio le proprie qualità, sia in fase offensiva che difensiva. Dopo aver assaporato lo scudetto, McTominay punta a ripetersi e a contribuire nuovamente al successo del club.

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PAROLE – «Ogni volta che esci dalla tua zona di comfort entri in un luogo spaventoso. Ma è anche un posto meraviglioso, perché ti dà spazio per crescere. La carriera è breve e bisogna godersela, altrimenti passa in un lampo. È stato importante giocare finalmente nel mio ruolo naturale di mezzala, dove posso sia attaccare sia difendere. Mi sono sentito subito a mio agio. Anche l’allenatore e lo staff tecnico mi hanno aiutato tantissimo a crescere e a capire meglio il gioco. Alla fine è stato il risultato del lavoro quotidiano. Lo scudetto? Speri sempre che il duro lavoro venga ripagato e che dimostri di poter aiutare una squadra a vincere il campionato. Ora però voglio ripetermi. Ho assaporato quel successo e non voglio fermarmi».

Pazienza piange la scomparsa di Oikonomou: «Un ragazzo per bene, introverso e pulito. Sono mortificato» – ESCLUSIVA

Pazienza piange la scomparsa di Oikonomou: «Un ragazzo per bene e pulito. Sono mortificato». Il ricordo del suo ex compagno al Bologna

Il mondo del calcio piange la scomparsa di Marios Oikonomou, ex difensore del Bologna, tragicamente coinvolto in un incidente stradale in Grecia pochi giorni fa. La notizia della sua morte ha scosso tifosi, ex compagni e addetti ai lavori, lasciando un vuoto nel panorama calcistico europeo.

In un’intervista esclusiva ai nostri microfoni di CalcioNews24.com, l’ex centrocampista Michele Pazienza, compagno di squadra di Oikonomou ai tempi del Bologna, ha voluto ricordare il collega con grande emozione. Nonostante il loro tempo insieme in squadra fosse limitato, Pazienza ha sottolineato la bontà e la serietà di Oikonomou, rimarcando quanto fosse un ragazzo pulito e corretto dentro e fuori dal campo.

PAROLE – «L’ho vissuto poco, perché in quella stagione ero fuori rosa. Però le sensazioni che ho avuto vivendolo anche per quelle poche volte dentro gli spogliatoi erano di un ragazzo introverso, riservato, semplice e con quella voglia di mostrare la propria professionalità e voglia di essere attraverso dei gesti semplici. Un ragazzo per bene, semplice, un ragazzo pulito. Questo è il ricordo che io ho di lui. Chiaramente sono mortificato per questa tragedia e sono veramente dispiaciuto per quello che gli è successo».

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Pazienza Bologna

Il ricordo di Pazienza evidenzia anche il senso di profonda tristezza e mortificazione per la tragedia, confermando il dolore provato da chi lo ha conosciuto personalmente. La scomparsa di Oikonomou rappresenta non solo una perdita per chi lo ha avuto vicino, ma anche per il mondo del calcio, che ricorda la sua carriera tra Serie A e Serie B, tra Cagliari, Bari, Spal, Sampdoria e Bologna, dove aveva lasciato un segno importante.

Il calcio greco e italiano rendono omaggio al giovane calciatore, ricordando non solo le sue qualità tecniche, ma anche il suo carattere gentile e professionale, che lo aveva reso un compagno di squadra stimato da tutti. La tragica vicenda richiama l’attenzione sulla sicurezza stradale e sulla fragilità della vita, lasciando un messaggio di ricordo per chi ha condiviso momenti di campo e di spogliatoio con Oikonomou.

La comunità calcistica si unisce al dolore della famiglia, degli amici e dei tifosi, celebrando la carriera e la personalità di un ragazzo che, pur breve, ha saputo lasciare un’impronta indelebile in Italia e all’estero.

Il Como blinda Da Cunha e respinge l’assalto dell’Atalanta: fatta per il rinnovo, resta il dubbio su Alberto Moreno e Sergi Roberto

La società lariana pianifica la prossima stagione dopo la storica qualificazione in Champions League: Da Cunha rinnova

Il Como si prepara a muovere i primi passi sul mercato estivo dopo la storica qualificazione in Champions League, con la società che ha già iniziato a occuparsi del capitolo rinnovi. Come riportato da Gianluca Di Marzio, il primo tassello messo a posto è quello di Lucas Da Cunha, giovane centrocampista che ha convinto la dirigenza lariana.

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«Già raggiunto l’accordo per quello di Lucas Da Cunha, che prolungherà il proprio contratto fino al 2031, con due anni in più rispetto all’attuale scadenza», si legge. Il talento francese ha attirato l’interesse di club importanti, in particolare dell’Atalanta, con Maurizio Sarri che spinge per portarlo in nerazzurro. Nonostante le attenzioni esterne, Da Cunha ha scelto di firmare il rinnovo e di restare al Como, confermando così la propria volontà di continuare a crescere nella squadra che gli ha dato fiducia.

Il discorso legato ai rinnovi non si limita però al centrocampista francese. Rimane ancora da definire il futuro di Sergi Roberto e Alberto Moreno, entrambi in scadenza di contratto a fine giugno. Per i due esterni spagnoli, fondamentali per esperienza e qualità, la società ha già programmato incontri nelle prossime settimane. L’obiettivo sarà capire se ci sono le condizioni per proseguire insieme. La decisione finale dipenderà anche dalle garanzie di impiego richieste dai calciatori, elementi che potrebbero influire sulle trattative e sul piano tecnico di mister e dirigenti.

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Il Como punta quindi a costruire una rosa competitiva e coerente con le ambizioni europee, mantenendo equilibrio tra continuità e innesti di qualità. Il rinnovo di Da Cunha rappresenta il primo passo di una strategia mirata a consolidare il nucleo giovane e talentuoso della squadra, mentre le decisioni su Moreno e Sergi Roberto definiranno gli equilibri sugli esterni, fondamentali per il gioco offensivo e difensivo della formazione lariana.

La prossima finestra di mercato sarà decisiva per il Como, chiamato a proteggere i propri gioielli e allo stesso tempo a programmare rinforzi mirati, in modo da affrontare al meglio il debutto in Champions League e continuare la crescita del progetto tecnico ed economico del club.

Oikonomou non ce l’ha fatta, addio all’ex difensore del Bologna, vittima di un tragico incidente in Grecia: la ricostruzione

Oikonomou non ce l’ha fatta, addio all’ex difensore che in Italia ha indossato le maglie di Bologna, Cagliari, Samp, Spal e Bari

È morto Marios Oikonomou, ex difensore greco, a soli 33 anni. La tragica notizia giunge dopo il grave incidente stradale del 23 maggio scorso a Giannina, città natale del calciatore, dove Oikonomou era rimasto coinvolto mentre era alla guida del suo scooter. Trasportato d’urgenza in codice rosso, aveva subito gravi lesioni alla testa a seguito dello scontro con un’auto in manovra, che lo avevano costretto a un delicato intervento di craniectomia decompressiva. Dopo giorni in terapia intensiva, il suo cuore ha cessato di battere nella tarda mattinata di oggi.

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Oikonomou aveva vestito la maglia di numerose squadre italiane, tra cui Cagliari, Bari, Spal e Sampdoria, ma è stato al Bologna, tra il 2014 e il 2017, che ha vissuto gli anni migliori, conquistando anche la promozione in Serie A. Le sue qualità difensive lo portarono anche a collezionare sei presenze con la nazionale greca, sottolineando il suo valore anche a livello internazionale.

Oikonomou Spal

Dopo l’esperienza italiana, Oikonomou aveva chiuso la carriera nel 2024 con il Panaitolikos, in Grecia, dopo aver giocato anche con Aek Atene e il Copenaghen, con cui vinse il campionato danese nel 2022. Tornato a Giannina, aveva scelto di vivere nuovamente nella città dove tutto ebbe inizio, giocando in passato per il PAS Giannina, il club della sua città.

Il ricordo di Oikonomou è legato non solo alle statistiche e ai trofei, ma anche alla sua determinazione e alla sua capacità di imporsi come leader difensivo sia in Italia sia all’estero. Il Bologna, in particolare, rimane la squadra dove ha lasciato il segno più profondo, diventando un pilastro della retroguardia e contribuendo al successo sportivo della società emiliana.

L’incidente che ha stroncato la vita del calciatore ha suscitato grande dolore nel mondo del calcio, con messaggi di cordoglio da parte di tifosi e club che hanno avuto il privilegio di averlo tra le loro fila. La carriera di Oikonomou, purtroppo interrotta tragicamente, lascia un’eredità di professionalità e impegno in campo, un esempio per le giovani generazioni di calciatori.

Il mondo del calcio greco e internazionale piange la scomparsa di un atleta che aveva ancora molto da dare, ricordando un difensore capace di fare la differenza e sempre pronto a lottare per la squadra, dentro e fuori dal campo.

Palestra non si nasconde: «Mi sono sempre sentito pronto per una big, mi porterò nel cuore per tutta la vita la piazza di Cagliari»

L’esterno dell’Atalanta, Marco Palestra, di rientro dal prestito al Cagliari, ha parlato del proprio futuro dal ritiro della Nazionale a Coverciano

Intervenuto in conferenza stampa dal ritiro di Coverciano, Marco Palestra ha parlato della sua esperienza in prestito al Cagliari e del proprio futuro, con le tante voci di mercato che lo accostano a diverse big tra cui l’Inter.

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PRONTO PER UNA BIG? – «Mi sono sempre sentito pronto».

IL CAGLIARI – «Mi porterò nel cuore tutta la vita questa piazza e questa stagione, sono stato accolto benissimo fin dal primo giorno. Sapevo che avrei potuto fare bene, ma un conto è immaginarlo, un altro è viverlo».

L’ULTIMA DI CAMPIONATO CONTRO IL MILAN – «Abbiamo fatto la nostra gara, a prescindere da cosa si giocano gli avversari noi pensiamo vincere. Siamo contenti di aver concluso bene».

OBIETTIVI – «Ora sono concentrato sui due impegni azzurri, importanti per il ranking e perché dobbiamo ripartire. Per il prossimo anno chiedo di crescere, di migliorare e di lottare per obiettivi sempre più alti».

Padovano torna a parlare della morte di Denis Bergamini: «Mai creduto al suicidio. Aspettiamo la magistratura, ma è stata ridata dignità alla sua famiglia»

Padovano torna a parlare della morte di Denis Bergamini, suo ex compagno e caro amico ai tempi del Cosenza: le sue parole

Intervistato in esclusiva da JuventusNews24, l’ex attaccante Michele Padovano ha tracciato un bilancio sulla stagione appena conclusa per i bianconeri di Luciano Spalletti. Ci ha tenuto poi a chiudere con un commento riguardante la richiesta da parte della Procura Generale di una condanna di 23 anni di reclusione per Isabella Internò, ex fidanzata del noto calciatore e suo amico e compagno ai tempi del Cosenza, Denis Bergamini, scomparso prematuramente all’età di 27 anni.

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SULLA STAGIONE DELLA JUVENTUS – «Come ho sempre detto dall’inizio del campionato a me questa squadra è sempre parsa incompleta. Aveva delle buone individualità però mancava nell’asse soprattutto centrale di giocatori esperti della fascia 26-32 anni, giocatori che nei momenti difficili prendono la partita in mano e la indirizzano dove vogliono loro. Questi giocatori qui la Juve non li aveva e addirittura all’interno della stessa partita a volte vedevamo un primo tempo eccezionale e un secondo disastroso. Oltre questa manca anche il carattere, caratteristica che dovrebbe sempre essere presente in squadre come la Juventus».

Vlahovic Cremonese Juve1

SU VLAHOVIC E IL MERCATO DELLO SCORSO ANNO – «Per quanto riguarda Vlahovic dico che alla Juve non si è mai aspettato nessuno se non per 2-3 mesi. Nel mio periodo inizialmente Zidane fece un pò di fatica ma noi in allenamento vedevamo che avevamo a che fare con un campione sotto tutti i punti di vista e quindi lo abbiamo aspettato. Tutti questi anni però non si aspetta nessuno, tantomeno alla Juventus, quindi io credo che Vlahovic in bianconero abbia terminato il suo tempo. Openda e David delusioni grosse, soprattutto il secondo. Un anno fa io avevo caldeggiato il suo acquisto perchè è un giocatore che ha sempre fatto gol e sinceramente mi sarei aspettato un atteggiamento e risultati diversi da questo giocatore. Non sono arrivati e quindi vedremo. Credo che andranno a prendere un giocatore importante dando via qualche altro che ha mercato».

INDAGINE SULLA MORTE DI DENIS BERGAMINI, LA PROCURA GENERALE HA CHIESTO UNA CONDANNA A 23 ANNI DI RECLUSIONE PER L’EX FIDANZATA ISABELLA INTERNÒ: COSA NE PENSO? – «Io rispetto la magistratura perché credo che sia giusto così. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso. In primo grado c’è stata una condanna a 16 anni. Io non gioisco per le condanne, tantomeno a quella di Isabella, ci mancherebbe altro, però comunque è stata ridata dignità alla famiglia di Bergamini che ha insistito in tutti questi anni affinché il processo si facesse e a noi che lo conoscevamo, gli abbiamo sempre voluto bene, e non abbiamo creduto nemmeno per un secondo al discorso del suicidio. Aspettiamo che la magistratura si pronunci in tutti e tre i gradi di giudizio, dopodiché metteremo una pietra sopra ad una vicenda che è durata troppo, 35 anni per stabilire la verità… Però come si dice meglio tardi che mai».

L’INTERVISTA COMPLETA A PADOVANO SU JUVENTUSNEWS24.COM

Contratto pronto, Rabiot dice sì al Napoli

Adrien Rabiot è uno dei nomi che stanno agitando il mercato del Napoli e la situazione rischia di diventare particolarmente delicata anche per il Milan. Il centrocampista francese, reduce dalla stagione vissuta in rossonero con Massimiliano Allegri in panchina, è finito infatti tra gli obiettivi valutati dal club azzurro per rinforzare il centrocampo.

Dietro questa pista c’è soprattutto la figura dell’allenatore. Il rapporto tra Allegri e Rabiot è noto da anni e non si è certo raffreddato negli ultimi mesi. Il tecnico continua a considerarlo uno dei giocatori più affidabili per equilibrio, intensità e capacità di adattarsi a diversi sistemi di gioco.

Per questo motivo il suo nome è tornato con forza nei discorsi di mercato legati al Napoli. Secondo TuttoSport, il francese avrebbe dato disponibilità ad ascoltare la proposta azzurra. Non significa che l’operazione sia chiusa o che il trasferimento sia imminente, ma il gradimento verso il progetto napoletano sarebbe concreto.

Allegri spinge per Rabiot

L’idea del Napoli sarebbe quella di mettere sul tavolo un contratto triennale. Una formula che permetterebbe di distribuire meglio il peso economico dell’operazione e di offrire al giocatore garanzie tecniche importanti.

Rabiot allegri
Allegri vuole Rabiot (Instagram AC Milan) – Calcionews24.com

Allegri lo conosce perfettamente e sa cosa può dare all’interno di una squadra che punta a restare competitiva sia in campionato sia in Europa. Non è il classico centrocampista che accende il pubblico con giocate spettacolari ogni domenica, ma è uno di quelli che gli allenatori chiedono sempre di avere in campo.

La questione, inevitabilmente, coinvolge anche il Milan. Rabiot ha avuto un ruolo importante durante la stagione rossonera e la sua eventuale partenza aprirebbe interrogativi non banali sulla costruzione del nuovo centrocampo.

Molto dipenderà dalle strategie del club e dalle valutazioni economiche che verranno fatte nelle prossime settimane. Il Napoli sembra disposto a muoversi con decisione, mentre da Milano filtra ancora una certa prudenza.

L’ingaggio resta il nodo principale. Rabiot ha sempre avuto richieste elevate e qualsiasi trattativa passa inevitabilmente da questo aspetto. Però il legame con Allegri rappresenta un fattore che pesa parecchio e che potrebbe incidere sulle scelte finali del giocatore.

Per ora non si parla di accordi definitivi. Il Napoli però si è mosso, il gradimento del francese esiste e il rapporto costruito negli anni con Allegri continua a essere uno degli elementi più forti dentro una trattativa che, giorno dopo giorno, sta diventando sempre meno teorica.

Giovanni Simeone al centro del Torino, sarà il totem del progetto futuro dei granata

Giovanni Simeone sarà il perno centrale del progetto futuro del Torino. L’argentino è il totem dei granata

Mentre dall’Argentina arrivano immagini social che ritraggono Giovanni Simeone in abiti autunnali, lontano dal grande caldo che avvolge l’Italia in questi giorni, la testa dell’attaccante è già proiettata al futuro. Sul telefono del giocatore scorrono infatti le cartoline di Pinzolo, la splendida località trentina che a partire dal 13 luglio ospiterà il ritiro pre-campionato del Torino. Nel nuovo scacchiere granata che prenderà forma, il Cholito rappresenterà un cardine assoluto: la strategia societaria, orchestrata dalla proprietà e dal direttore sportivo Gianluca Petrachi, pone il centravanti argentino saldamente al centro del progetto tecnico. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

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Le parole di Cairo e l’anno del boom realizzativo

L’ex attaccante del Napoli dovrà essere una garanzia per il futuro, proprio come sottolineato dal presidente Urbano Cairo al termine della stagione appena conclusa, commentando il bel pareggio in rimonta nel derby. Il patron ha delineato chiaramente le basi strutturali da cui ripartire: «Pensando alla programmazione del prossimo anno, abbiamo alcuni punti fermi importanti».

E a proposito del numero 9 sudamericano, il vertice del club ha aggiunto con grande fierezza: «Simeone è un mio pallino, io l’ho voluto fortissimamente e ha fatto molto bene durante la stagione». Il serrato corteggiamento dell’estate scorsa e il conseguente sforzo economico (a febbraio è scattato il definitivo obbligo di riscatto dal Napoli) sono stati ampiamente ripagati dal rendimento in campo: con 11 reti, il Cholito è stato il capocannoniere indiscusso del Toro e il settimo miglior marcatore dell’intera Serie A.

La rinascita sotto la Mole e il nuovo ruolo di leader

L’approdo in Piemonte ha rigenerato il giocatore, facendogli ritrovare quella vitale continuità sotto porta vissuta ai tempi di Genoa, Cagliari e Fiorentina. Basti pensare che, in una sola annata granata, ha quasi doppiato i gol in campionato realizzati nell’intero triennio al Napoli (fermo a 6 reti in Serie A). Numeri così importanti gli mancavano dalla cavalcata di Verona del 2021-22, conclusa con 17 gol.

Nel Torino che verrà, Petrachi ha in mente di inserire molti profili giovani. Ecco perché la leadership, l’esperienza e l’innegabile carisma di Simeone diventeranno risorse preziose ed essenziali. L’argentino aiuterà la nuova nidiata di talenti a crescere e a esprimere il proprio potenziale. A prescindere dall’allenatore che verrà scelto nei prossimi giorni per guidare la squadra, il Cholito è destinato a rimanere «un punto fermo importante». Un vero e proprio totem intoccabile per le ambizioni del club.

Spalletti a Young Reporter: «Quando vado a letto e vinco una partita disegno le facce dei bambini che sorridono. Le sconfitte diventano tali solo se non ti insegnano niente» – VIDEO

Spalletti, allenatore della Juve, ha risposto alle domande dei Young Reporter. Queste le dichiarazioni del tecnico bianconero

A Young Reporter, Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei piccoli tifosi della Juventus.

SCONFITTE – «Le sconfitte diventano tali solo se non ti insegnano niente. Se ti insegnano qualcosa, se riesci ad avere una reazione, a fare dei ragionamenti e ricerchi una soluzione vuol dire che ti ha insegnato almeno una cosa».

SOGNO DA GRANDE – «Io ne avevo due o tre. Ho fatto diversi mestieri mentre giocavo a calcio. Però fare il pilota d’aereo mi sembrava una cosa bellissima».

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VITTORIA IN UNA PARTITA DIFFICILE COSA FACCIO – «Io quando vado a letto e vinco una partita prendo un blocco e disegno tutte le facce dei bambini che sorridono. Mi è successo di conquistare il successo in diverse partite. Non mi ricordo tutte queste vittorie, ma dei ragazzi sorridenti sì».

DECISIONE PIU’ DIFFICILE – «Ne ho prese diverse. Io penso sempre di avere a che fare con persone grandi, con uomini. Questo perché penso che a parlare alle persone mature, al cuore e all’intelligenza di queste ci faccia diventare probabilmente più bravi di quello che è il nostro livello».

L’INTERVISTA COMPLETA A SPALLETTI

Muric riscattato dal Sassuolo, ma ora inizia il rebus: le parole del portiere aprono un bivio per il suo futuro

Muric è stato riscattato dal Sassuolo, ma ora si apre un bivio per il suo futuro viste le sue dichiarazioni di qualche mese fa.

Il calciomercato del Sassuolo fa registrare un movimento ufficiale di grande spessore, destinato a far discutere nelle prossime settimane. La dirigenza neroverde ha infatti deciso di esercitare il diritto di opzione per Arijanet Muric, acquisendo l’intero cartellino del portiere kosovaro a titolo definitivo dall’Ipswich Town – lo riporta Fabrizio Romano. Si tratta di un’operazione finanziaria di assoluto rilievo, conclusa sulla base di 7 milioni versati nelle casse della compagine inglese. Tuttavia, dietro a questa mossa della dirigenza emiliana si nasconde un intricato giallo legato alla reale permanenza dell’estremo difensore in Italia.

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I numeri della stagione in maglia neroverde

Nel corso di questa annata calcistica, l’ex portiere del Burnley e del Manchester City si è ritagliato uno spazio importante nello scacchiere della squadra. Analizzando nel dettaglio le statistiche della sua stagione, il classe 1998 ha difeso la porta del club emiliano collezionando ben 32 presenze complessive. Il suo personale ruolino di marcia racconta di 43 gol subiti e di un bottino impreziosito da 6 clean sheet. Prestazioni di livello internazionale che, evidentemente, hanno convinto i vertici del Sassuolo a compiere un investimento considerevole pur di non perdere il controllo sul giocatore.

La rottura e le dichiarazioni: separazione inevitabile?

Nonostante la massiccia spesa del club emiliano, il futuro di Muric in maglia neroverde appare tutt’altro che scontato. A rendere lo scenario particolarmente spinoso sono le inequivocabili parole pronunciate dallo stesso giocatore solamente qualche mese fa a Gianluca Di Marzio, che delineano una profonda distanza tra le intenzioni della società e la volontà del ragazzo. Il portiere aveva infatti dichiarato senza troppi giri di parole:

“Non intendo giocare per il Sassuolo nella prossima stagione. Con la fine del prestito, finisce anche il mio tempo qui. Ho informato il club che non voglio rimanere qua dopo questa stagione per motivi personali”.

Quali scenari per il futuro sul mercato?

Di fronte a una presa di posizione così perentoria, sorge spontaneo domandarsi quale sarà la sua prossima destinazione. La mossa del Sassuolo cela con ogni probabilità una lucida strategia di calciomercato. Esercitando il riscatto a 7 milioni di euro, la società si è assicurata la totale proprietà del cartellino per gestire in prima persona un’eventuale cessione.

Considerando la caratura del portiere della nazionale del Kosovo, è lecito immaginare che il club sia già al lavoro per trovargli una nuova sistemazione, puntando magari a registrare un’immediata plusvalenza estiva. Il valzer dei portieri è ufficialmente iniziato, e il profilo di Muric si candida a essere uno dei pezzi pregiati di questa sessione di trattative.

L’Atletico Madrid blinda Julian Alvarez! Respinto (per ora) il maxi-assalto del Barcellona. Cerezo: «Resterà qui per molte stagioni»

Atletico Madrid blinda Julian Alvarez dopo il maxi-assalto del Barcellona. Cerezo ha parlato così dell’argentino

Il calciomercato internazionale si infiamma con una clamorosa indiscrezione che coinvolge due delle principali potenze de LaLiga spagnola. Nelle ultime ore, infatti, le luci dei riflettori si sono accese sul futuro di Julian Alvarez, divenuto in breve tempo uno dei pilastri inamovibili nello scacchiere tattico di Diego Pablo Simeone. Nonostante le forti sirene di mercato provenienti dalla Catalogna, la dirigenza dei Colchoneros ha deciso di erigere un vero e proprio muro a protezione del proprio gioiello.

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L’assalto blaugrana: 100 milioni sul tavolo

Secondo quanto emerso nei giorni scorsi, l’Atlético Madrid ha ricevuto una proposta ufficiale a dir poco faraonica. Il Barcellona avrebbe infatti messo sul piatto una maxi offerta da 100 milioni di euro per tentare di strappare il centravanti ex Manchester City ai rivali storici. Una cifra monstre, che testimonia la ferrea volontà del club blaugrana di tornare a dominare sia in Spagna che in Europa assicurandosi un attaccante di assoluto livello mondiale. Tuttavia, la faraonica proposta economica non è bastata a far vacillare le certezze del club madrileno.

Le dichiarazioni di Enrique Cerezo: l’argentino non si tocca

A spegnere definitivamente le speranze della società catalana e a tranquillizzare la calda tifoseria del Cívitas Metropolitano è intervenuto in prima persona il numero uno del club. Il presidente Enrique Cerezo ha rilasciato dichiarazioni inequivocabili, ribadendo la centralità assoluta de “La Araña” nel progetto tecnico presente e futuro.

Senza lasciare alcuno spazio a interpretazioni o a possibili aperture negoziali, il patron biancorosso ha tuonato: «Julián Álvarez è un giocatore dell’Atlético de Madrid e non solo per questa stagione ma per molte altre». Un messaggio perentorio che chiude la porta a qualsiasi pretendente, confermando come il campione del mondo argentino sia considerato letteralmente incedibile.

La strategia per il futuro: ambizione e nuovi colpi

Oltre a blindare il proprio fuoriclasse offensivo, il presidente ha voluto rassicurare l’ambiente anche per quanto riguarda le prossime mosse in entrata. L’obiettivo della dirigenza è quello di continuare ad alzare l’asticella della competitività, costruendo una rosa in grado di lottare su tutti i fronti.

Svelando le strategie del club, Cerezo ha infatti aggiunto: «Lavoriamo continuamente per portare i migliori giocatori nella nostra squadra. C’è ancora molto tempo per cercare, vedere e portarli qui».

Con queste parole, l’Atlético Madrid dimostra non solo una solidità economica invidiabile, simboleggiata dal lusso di poter rifiutare 100 milioni di euro, ma anche un’ambizione sfrenata. Il futuro di Julián Álvarez è saldamente tinto di biancorosso.

Davide Ancelotti è il nuovo allenatore del Lille. Le sue prime parole: «È un orgoglio e un onore, questo progetto mi si addice»

Davide Ancelotti è il nuovo allenatore del Lille. Le sue prime parole e il comunicato ufficiale del club francese

Il Lille ha ufficializzato una svolta importante per la propria panchina: Davide Ancelotti è il nuovo allenatore della prima squadra. Il tecnico italiano, di 36 anni, ha firmato un contratto della durata di due anni, preparandosi a guidare i transalpini nella prestigiosa vetrina della Ligue 1 e della UEFA Champions League per la stagione 2026-2027.

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Il percorso: dal Milan ai vertici in Europa

Quello di Davide Ancelotti è un destino da allenatore tracciato fin dall’età di 20 anni. Cresciuto calcisticamente nel celebre settore giovanile del Milan, ha deciso molto presto di concentrarsi sulla panchina. Laureatosi con lode all’università con una tesi sulle abilità motorie dei calciatori, ha costruito una carriera internazionale di altissimo profilo.

Ha iniziato come preparatore fisico al Paris Saint-Germain, dove ha incrociato per la prima volta Olivier Létang, per poi ricoprire lo stesso ruolo al Real Madrid (2013-2015). Promosso ad assistente allenatore, ha maturato esperienze fondamentali al Bayern Monaco, al Napoli e, dopo aver ottenuto la licenza UEFA A primeggiando nel suo corso, all’Everton in Premier League. Dal 2021 al 2025 è tornato al Real Madrid, contribuendo a un ciclo straordinario impreziosito da due Champions League, un Mondiale per Club e una Coppa Intercontinentale.

Dal Botafogo al LOSC: tattica moderna e leadership

Nel 2025, Ancelotti ha deciso di mettersi in proprio: da assistente della nazionale brasiliana è passato ad allenare il Botafogo. A Rio de Janeiro ha guidato la squadra al sesto posto, centrando un’importante qualificazione in Copa Libertadores, prima di tornare a supportare la Seleção in vista dei Mondiali 2026.

Il neo allenatore del Lille si distingue per un approccio tattico estremamente moderno, basato sull’uso della scienza applicata allo sport e su eccellenti doti psicologiche. La sua profonda umanità, unita alla capacità di parlare sei lingue e di sviluppare i giovani talenti, lo ha reso il profilo ideale per la società francese.

Le dichiarazioni ufficiali

Il presidente Olivier Létang ha accolto così il nuovo tecnico: “Davide è un grande professionista, che possiede tutte le qualità e le abilità dell’allenatore moderno. Lo conosco da molti anni e ho seguito i suoi progressi al massimo livello con cura, sulla scia del grande tecnico Carlo Ancelotti. La sua visione del calcio e il suo approccio alla professione di allenatore sono rigorosi e molto attuali allo stesso tempo. Siamo stati molto sedotti dalla sua energia e determinazione. Colpito dalla sua maturità ed esperienza. E siamo convinti che sia pronto e abbia tutte le competenze per supportare e sviluppare il progetto sportivo del LOSC, grazie alle sue qualità tecniche ed esperienza, oltre ai valori umani che trasmette. Davide corrisponde ai valori che sono nostri, li condivide e conosce perfettamente il progetto che stiamo sviluppando da più di 5 anni per LOSC. Siamo estremamente felici di accogliere Davide e di dargli il benvenuto a Les Dogues.

Da parte sua, Davide Ancelotti ha dichiarato: “Sono molto orgoglioso e felice, e ringrazio il Presidente Olivier Létang per la sua fiducia e per questa opportunità. Parlavamo molto insieme, trovavo una connessione umana, idee e valori allineati. Il progetto LOSC mi si addice, con un’identità chiara, requisiti e duro lavoro. È un club serio, ambizioso e competitivo, regolarmente presente sulla scena europea. È un onore per me rappresentare oggi LOSC.

De Ketelaere e il Mondiale 2026: il Belgio per il rilancio dopo l’annata all’Atalanta

De Ketelaere in cerca di rilancio al Mondiale 2026 con il suo Belgio dopo la stagione con l’Atalanta. L’analisi sul suo momento

Charles De Ketelaere si prepara a vivere l’avventura del Mondiale 2026 con la maglia del Belgio, animato da un forte e legittimo desiderio di rilancio. La sua terza stagione tra le fila dell’Atalanta, pesantemente condizionata dalla sfortuna e dai problemi fisici, non ha infatti brillato come in passato, chiudendosi per la primissima volta senza raggiungere la doppia cifra tra gol e assist. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

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I numeri della stagione e il peso degli infortuni

Il bilancio personale dell’ultima annata si è fermato a 5 reti e 7 assist, registrando un fisiologico calo rispetto ai numeri straordinari delle due stagioni precedenti (concluse rispettivamente con 14 gol e 11 assist, e 13 gol e 13 assist). Il percorso del fantasista è stato frammentato da una condizione fisica non ottimale: prima un fastidio muscolare a fine settembre, poi il ben più serio infortunio al menisco interno del ginocchio destro. Quest’ultimo lo ha costretto a finire sotto i ferri, causandogli un mese di stop tra febbraio e marzo, proprio nel momento cruciale della stagione bergamasca.

A mancare non è stata la presenza in campo — in Serie A ha persino superato il proprio record personale accumulando 2.190 minuti giocati — bensì la consueta brillantezza fisica e mentale. A sprazzi è mancata quella capacità di trovare la giocata decisiva e creare superiorità numerica che aveva convinto la Dea a puntare su di lui nel 2023.

Il ruolo centrale nel progetto di Maurizio Sarri

Le recenti fatiche non intaccano in alcun modo la grande stima della società. Il talento belga, infatti, sarà uno dei pilastri inamovibili del nuovo progetto tecnico affidato a Maurizio Sarri. Le sue enormi qualità lo renderanno vitale anche nell’interpretazione del nuovo modulo 4-3-3, confermandolo come uno dei pochi interpreti in Italia capaci di destrutturare le difese avversarie.

La vetrina del Mondiale con i Diavoli Rossi

L’imminente rassegna iridata rappresenta il trampolino perfetto per ritrovare l’entusiasmo. Inserito in un girone decisamente alla portata con Egitto, Iran e Nuova Zelanda, il Belgio del nuovo ct Rudi Garcia ha tutte le carte in regola per spingersi avanti. De Ketelaere è apparso molto sereno in ritiro, pronto per gli ultimi test amichevoli contro la Croazia (dove sfiderà il compagno di club Mario Pasalic) e la Tunisia.

Rispetto ai soli 15 minuti giocati a Qatar 2022, oggi l’ex Milan è un leader maturo, forgiato dall’esperienza in Champions League e dalla vittoria dell’Europa League. Una crescita tattica e umana ribadita con forza dallo stesso giocatore: «Sono cresciuto come giocatore – aveva detto a marzo -, mi piace stare all’Atalanta. Sono super felice lì». Un sentimento reciproco che fa ben sperare i tifosi nerazzurri.

L’addio di un’icona: James Milner si ritira a 40 anni. L’eredità lasciata da un professionista perfetto

James Milner si ritira a 40 anni. La storia di un professionista perfetto che ha scritto capitoli indimenticabili in Premier League

L’annuncio del ritiro di James Milner dal calcio giocato segna la fine di un’era per la Premier League e per il calcio internazionale. Non stiamo parlando del giocatore più appariscente o del fantasista capace di rubare l’occhio con giocate funamboliche, ma dell’assoluta e perfetta incarnazione del professionista moderno: inesauribile, tatticamente intelligente e leader silenzioso.

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Una carriera all’insegna della longevità

La storia calcistica di Milner è iniziata subito con un record: a soli 16 anni e 356 giorni, vestendo la maglia del Leeds United, divenne l’allora più giovane marcatore nella storia della Premier League. Da quel momento, ha costruito una carriera monumentale attraversando oltre vent’anni di calcio ad altissimi livelli. Dopo le esperienze formative e di grande crescita con Newcastle e Aston Villa, è arrivata la definitiva consacrazione.

Il passaggio al Manchester City gli ha permesso di sollevare i primi trofei importanti, ma è con il Liverpool di Jürgen Klopp che Milner ha vissuto il suo vero periodo d’oro. Ad Anfield è diventato il cuore pulsante e l’assoluto jolly tattico – capace di giocare ovunque, da mezzala a terzino – di una delle squadre più dominanti d’Europa. L’ultimo capitolo della sua epopea lo ha visto protagonista con il Brighton, dove ha portato la sua immensa leadership al servizio dei più giovani.

Un palmarès da leggenda

La bacheca di “Mr. Reliability” (il Signor Affidabilità, come lo chiamano in Inghilterra) parla da sola e lo consacra nell’Olimpo dei più vincenti d’Oltremanica:

  • 3 Premier League (due con il Manchester City, una storica con il Liverpool nel 2020)
  • 1 UEFA Champions League (conquistata con i Reds nel 2019)
  • 1 Coppa del Mondo per Club FIFA
  • 1 Supercoppa UEFA
  • 2 FA Cup
  • 2 Coppe di Lega inglesi (Carabao Cup)
  • 2 Community Shield

L’eredità del professionista perfetto

Oltre ai tantissimi trofei, Milner lascia in eredità numeri impressionanti in termini di presenze in Premier League, posizionandosi ai vertici assoluti della classifica all-time del campionato inglese. Chiude una carriera lunghissima senza mai aver alzato la voce per una polemica, correndo più di tutti nei test fisici estivi persino a quasi quarant’anni e dimostrando che il talento puro, senza un’etica del lavoro maniacale e una cura ossessiva del proprio corpo, non basta per restare sulla cresta dell’onda per due decenni. Il calcio saluta oggi un vero e proprio monumento di dedizione, sacrificio e costanza.

Calciomercato Lazio, in 9 in scadenza nel 2027! Il piano rinnovi di Lotito e il nodo del bilancio FIGC

Calciomercato Lazio, 9 giocatori sono in scadenza di contratto nel 2027. Il piano rinnovi e qual è la situazione in casa biancoceleste

La Lazio si prepara alla nuova annata calcistica sotto la guida di Rino Gattuso con un nodo cruciale da sciogliere: la gestione di ben nove giocatori in scadenza nel 2027. Si tratta di mezza squadra, una situazione delicata per il neo tecnico, che ha assoluto bisogno di allenare una rosa concentrata e priva di distrazioni legate al calciomercato. Per evitare di perdere elementi preziosi a parametro zero e non appesantire le finanze, la dirigenza biancoceleste sta studiando un piano di intervento mirato: proporre a diversi elementi un prolungamento contrattuale di un anno, fissando la nuova scadenza al 2028. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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I paletti della FIGC e i conti di Lotito

Ogni mossa operativa è strettamente legata all’indicatore della FIGC sul costo del lavoro allargato. La commissione di vigilanza sui bilanci si esprimerà tra un mese, dopo lo slittamento della deadline di maggio. L’esito dei controlli decreterà la natura del mercato estivo: via libera agli acquisti in caso di esito positivo, oppure “saldo zero” (obbligo di cedere per comprare) in caso di restrizioni. Se scattasse il blocco, anche i rinnovi di contratto subirebbero condizionamenti, potendo essere concessi solo alle cifre attuali per non peggiorare i conti.

Il presidente Claudio Lotito sta facendo il possibile per scendere sotto la rigida soglia dello 0,7% e garantirsi un mercato libero. Un aiuto potrebbe arrivare dalle recenti modifiche al Titolo VI delle NOIF, che consentono di utilizzare le riserve di utili per riequilibrare gli squilibri, sebbene resti da valutare la loro effettiva disponibilità dopo aver chiuso la semestrale al 31 dicembre 2025 con un passivo di 20,4 milioni.

Provedel, Gila e Romagnoli: i big in bilico

I casi più complessi per Lotito e per il ds Fabiani riguardano tre giocatori con molto mercato. Ivan Provedel è stato sondato dall’Inter (alla ricerca di un vice Martinez), ma piace anche al Bologna e alla Fiorentina (in caso di addio di De Gea); il portiere, però, vorrebbe garanzie di impiego. Mario Gila è un obiettivo primario del Napoli, senza dimenticare l’interesse di Milan, Inter e della nuova Atalanta di Maurizio Sarri. La società è disposta a trattenerlo un altro anno pur col rischio di perderlo a zero. Infine, Alessio Romagnoli prenderà una decisione a giorni, attendendo un affondo dai qatarioti dell’Al-Sadd.

Da Gigot a Cataldi: chi resta e chi parte

Il piano di rinnovo annuale appare più fattibile per gli altri sei profili: Lazzari, Patric, Gigot, Pellegrini, Cataldi e Cancellieri. Se Patric spera di chiudere la carriera a Roma e Cataldi si è ripreso le chiavi del centrocampo, Gigot ritrova Gattuso (già suo allenatore al Marsiglia) e potrebbe accettare una spalmatura dell’ingaggio superiore ai 2 milioni. Lazzari, trattenuto in passato nonostante il corteggiamento del Sassuolo, e Cancellieri potrebbero invece finire sulla lista dei sacrificabili per fare cassa. Iniziare la stagione con 9 giocatori in scadenza è un lusso che la Lazio non può permettersi.

Calciomercato Napoli, poker di colpi per Allegri: stilata la lista dei desideri per accontentare Max. Tutti i nomi!

Calciomercato Napoli, Massimiliano Allegri verrà accontentato grazie a questi colpi in vista dell’estate. Tutti i nomi nella lista dei desideri

Il calciomercato del Napoli è pronto a entrare nel vivo. L’attesa è tutta per l’annuncio ufficiale di Massimiliano Allegri come nuovo allenatore, un tassello fondamentale che darà il via a una profonda ricostruzione tecnica. Con i Mondiali attualmente in corso, il club partenopeo lavora d’anticipo per evitare la consueta impennata dei prezzi post-torneo internazionale. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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Il sogno Rabiot a centrocampo per il dopo Anguissa

Il nome più caldo per il centrocampo azzurro è quello di Adrien Rabiot. Il mediano transalpino, attualmente in forza al Milan, è considerato un vero e proprio totem per Allegri. Dopo essersi incrociati con successo alla Juventus e ritrovati in rossonero un anno fa, il tecnico livornese lo vorrebbe anche sotto il Vesuvio.

L’operazione è strettamente legata al futuro di Frank Anguissa, che potrebbe salutare Napoli a un anno dalla scadenza del suo accordo. Rabiot comporrebbe con McTominay una straordinaria coppia di mezzali ai lati di Lobotka. Gli ostacoli, tuttavia, non mancano: il contratto del francese con il Diavolo scadrà nel 2028 e il suo pesante ingaggio da 5,5 milioni di euro si scontra con la politica azzurra di contenimento degli stipendi. La volontà del giocatore sarà decisiva, ma molto dipenderà anche dalla riorganizzazione del club milanese, attualmente senza vertici direttivi e guida tecnica.

Rivoluzione in difesa: assalto a Gila e ballottaggio a destra

Nel reparto arretrato, l’imminente addio a zero di Juan Jesus costringe la società a intervenire. L’obiettivo primario è Mario Gila: il centrale spagnolo della Lazio, valutato circa 25 milioni di euro, ha un contratto in scadenza nel 2027 e non rinnoverà. Questa situazione rappresenta un’occasione propizia per tentare di ammorbidire le pretese di Claudio Lotito.

Per la fascia destra, da alternare a Di Lorenzo, il ds Manna valuta due profili. Il primo è l’israeliano Anan Khalaili (Union Saint-Gilloise), valutato 25 milioni. Nelle ultime ore, però, si è fatto largo l’interesse per Dodò. Il brasiliano della Fiorentina, valutato intorno ai 15 milioni di euro e non intenzionato a rinnovare oltre il 2027, piace molto anche alla Roma, pronta a innescare un duello di mercato.

La questione portiere: piace Kovar, rebus Meret

Infine, massima attenzione alla porta. Il club segue da vicino Matej Kovar, 26enne titolare della Repubblica Ceca e attualmente in forza al PSV Eindhoven (che lo ha riscattato a gennaio per 7 milioni). Il suo profilo si intreccia con l’attuale pacchetto arretrato: se Vanja Milinkovic-Savic ha un contratto blindato fino al 2030, resta un rebus il futuro di Alex Meret. In scadenza nel 2027 e reduce da una stagione frammentata dagli infortuni, il destino del portiere italiano sarà indirizzato direttamente dalle prossime valutazioni di Allegri.

Divorzio definitivo con Thiago Motta: scatta la clausola per la risoluzione. Finisce un capitolo (buio) per la Juventus

Thiago Motta e la Juve separano definitivamente le proprie strade: scatta la clausola per la risoluzione del contratto dell’allenatore

L’era di Thiago Motta sulla panchina della Juventus è ormai in archivio da oltre un anno, ma solo adesso la semplice separazione si trasformerà in un addio formale e definitivo. SecondoLa Gazzetta dello Sport, il contratto dell’allenatore italo-brasiliano, originariamente in scadenza nel 2027, verrà risolto in via anticipata in questo mese di giugno 2026. Questa operazione sarà resa possibile grazie all’esercizio di una specifica clausola inserita nell’accordo firmato nell’estate del 2024.

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Il nuovo organigramma e il risparmio economico

Sembra trascorsa un’eternità da quei giorni, considerando i profondi stravolgimenti che hanno ridisegnato la dirigenza della Continassa. Le precedenti figure chiave, ovvero l’amministratore delegato Maurizio Scanavino e il direttore tecnico Cristiano Giuntoli, hanno lasciato spazio al nuovo plenipotenziario Damien Comolli. Toccherà proprio al dirigente francese definire le pratiche burocratiche per liquidare Motta: il tecnico riceverà un indennizzo di poco inferiore al suo attuale stipendio netto annuo di 3,5 milioni di euro. Questa mossa strategica permetterà al club bianconero di risparmiare una quota consistente sul bilancio lordo.

Fiducia a Spalletti: nessun “anno zero” per la Vecchia Signora

L’ufficialità di questa risoluzione contrattuale arriva in un momento amaro per la Juventus, ancora scossa dalla recente e dolorosa mancata qualificazione in Champions League. Per una crudele ironia della sorte, l’incubo vissuto nel marzo della passata stagione, che costò l’esonero a Motta (allontanato da quinto in classifica dopo un fatale ko a Firenze), si è ripetuto. Un disastroso harakiri contro la Fiorentina e il successivo pareggio nel derby hanno infatti condannato l’attuale tecnico Luciano Spalletti al sesto posto finale.

Tuttavia, nonostante risultati sportivi speculari (fuori ai quarti di Coppa Italia e ai playoff di Champions), il patron John Elkann ha deciso di imboccare la via della stabilità. Non ci sarà nessun “anno zero”: la proprietà ha ribadito massima fiducia al duo formato da Comolli e Spalletti, con quest’ultimo, subentrato al dimissionario Igor Tudor a fine ottobre, fresco di importante prolungamento contrattuale fino al 2028.

Dal punto di vista prettamente economico, il club torinese alleggerirà finalmente le proprie casse, chiudendo il paradosso vissuto in autunno, quando si trovò a stipendiare tre allenatori contemporaneamente (Spalletti, Tudor e lo stesso Motta).

Il futuro di Thiago Motta in attesa della panchina giusta

E il futuro dell’ex allenatore del Bologna? In questo lungo anno e mezzo sabbatico, Thiago Motta ha declinato diverse offerte provenienti dall’Italia e dall’estero, non ritenendole all’altezza. Attualmente si gode il suo ritiro a Cascais, in Portogallo. Tra il tempo trascorso con la famiglia, la passione per la moto e i frequenti viaggi di studio in Spagna e Inghilterra, il tecnico continua ad aggiornarsi costantemente, in attesa del giusto progetto tecnico per tornare protagonista in panchina.

La Nazionale più giovane di sempre a Coverciano, il metodo Baldini: regole, empatia e disciplina

La Nazionale più giovane di sempre a Coverciano, il metodo del ct ad interim Baldini: regole, empatia e disciplina. Tutto sul ritiro dell’Italia

La Gazzetta dello Sport ci porta all’interno del ritiro della Nazionale a Coverciano, illustrando il metodo e le regole adottate dal commissario tecnico ad interim Silvio Baldini. L’obiettivo è valorizzare l’Italia più giovane di sempre, con un’età media di appena 20 anni e mezzo, puntando su empatia, condivisione e disciplina, piuttosto che su imposizioni rigide.

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«L’Italia più giovane di sempre – età media 20 anni e mezzo – non ha bisogno di regole, ma di buon senso. O, meglio, le regole sono quelle di una convivenza costruita sull’empatia e, quindi, sulla voglia di condivisione, degli spazi, degli interessi», racconta la Gazzetta. A Coverciano, casa degli azzurri, la giornata inizia presto ma non oltre le nove, con la colazione diventata un momento collettivo. I cellulari vengono lasciati nel cassetto delle camere, doppie o triple per i tre portieri, come scelta condivisa dai ragazzi, aumentando la concentrazione e la socializzazione.

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«Qui non ci sono regole, ma se uno sgarra va a casa…», racconta Baldini, che guida il gruppo dell’Under 21 integrato da Gigio Donnarumma, capitano carismatico e punto di riferimento per la squadra. Il portiere campione d’Europa a Wimbledon ha scelto di esserci, convinto che l’esempio trascina: «Avrebbero fatto lo stesso anche gli altri del gruppo che non ha conquistato il pass per l’America, ma sapevano che il tecnico avrebbe puntato sui suoi…».

Pio Esposito Italia Estonia (1)

Il gruppo comprende ventiquattro ragazzi tra i quali spiccano nomi come Pio Esposito, Pisilli e Palestra, unici oltre a Donnarumma ad aver già debuttato con la Nazionale maggiore. Ma l’Italia più giovane vive anche sull’adrenalina dei diciottenni del Borussia Dortmund Inacio, Ruggeri e Mane, sull’intraprendenza difensiva di Chiarodia del Borussia Mönchengladbach e sulla vivacità di Koleosho, esterno d’attacco parigino.

A centrocampo emergono le geometrie di Lipani del Sassuolo e Dagasso del Venezia, accompagnate dalla fisicità del fiorentino Ndour e dall’intelligenza tattica di Faticanti, stella della Next Gen bianconera. Ventiquattro giovani pronti a correre, mantenere il ritmo alto e rispettare l’unica regola scolpita sul campo: «Se si perde il pallone bisogna correre».

Con questa impostazione, Baldini punta a creare una convivenza armoniosa tra i ragazzi, favorire lo sviluppo dei talenti e consolidare lo spirito di squadra, preparando l’Italia a due impegni decisivi contro Lussemburgo e Grecia, con la speranza di vedere emergere curiosità, energia e determinazione in ogni giovane azzurro.

La corte di tutta l’Inter a Palestra: dalla frase detta da Chivu al pressing in Nazionale

La corte di tutta l’Inter a Palestra: dalla frase detta da Chivu al termine del match col Cagliari al pressing dei compagni di Nazionale

L’Inter ha individuato il primo rinforzo per la prossima stagione: si tratta di Marco Palestra, esterno attualmente in forza al Cagliari ma di proprietà dell’Atalanta. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la trattativa è aperta, ma per convincere i bergamaschi alla cessione servirà un’offerta importante.

L’entusiasmo attorno a Palestra nasce da più fronti. L’allenatore Cristian Chivu, colpito dalle qualità dell’esterno, lo ha seguito a San Siro e ne ha apprezzato subito le doti: «L’allenatore che l’ha abbracciato con stupore a San Siro e, da avversario, gli ha sussurrato soltanto: “Sei proprio forte…». Anche i compagni di Nazionale hanno contribuito al pressing positivo, accennando scherzosamente allo spogliatoio nerazzurro come un futuro possibile per il giovane talento italiano. La dirigenza e la proprietà americana condividono la stessa convinzione: servirebbe un unico colpo di mercato di grande impatto, e Palestra rappresenta la scelta ideale.

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Chivu ha affrontato più volte la questione in riunioni al decimo piano di viale della Liberazione: «Almeno così ha deliberato Cristian Chivu, che ha affrontato l’argomento in un paio di riunioni… l’allenatore vorrebbe uno sforzo economico per arrivare all’esterno italiano». Dirigenza e proprietà sono pronti a sostenere l’investimento, convinti che Palestra possa radicarsi rapidamente nel gruppo e incidere nel medio-lungo periodo. L’esempio citato in società è quello di Nicolò Barella, arrivato dal Cagliari con un costo elevato e ora pilastro della squadra.

Il nodo principale rimane economico. L’Atalanta è aperta al dialogo, ma non intende concedere sconti né accettare contropartite come Davide Frattesi. La valutazione del giocatore potrebbe oscillare tra 40 e 50 milioni di euro, in base alla legge della domanda e dell’offerta. L’Inter dovrà quindi predisporre una proposta robusta, superiore agli investimenti degli ultimi anni. L’ultimo esterno pagato oltre 40 milioni dai nerazzurri è stato Achraf Hakimi, elemento con caratteristiche simili, utilizzato con licenza offensiva.

Palestra, duttile e moderno, può essere impiegato sia da ala in tridente sia come laterale in un 3-5-2, e potrebbe anche far rifiatare Dimarco a sinistra. Prima di formalizzare il passaggio da Bergamo a Milano, però, sarà necessario convincere l’Atalanta con argomenti concreti, rendendo l’operazione complessa ma prioritaria per il progetto tecnico nerazzurro.

Il ritorno di Totti alla Roma può diventare realtà: Gasperini spinge! I ruoli dell’ex capitano tra aiuto alla squadra e all’area mercato

Il ritorno di Totti alla Roma, con Gasperini può diventare realtà: il tecnico giallorosso spinge, ecco che compiti ha già pensato per l’ex capitano

L’ipotesi di un ritorno di Francesco Totti in un ruolo dirigenziale alla Roma sta guadagnando sempre più concretezza. Secondo la Gazzetta dello Sport, a favorire questa possibilità sarebbe in prima persona Gian Piero Gasperini, che considera l’ex capitano una figura preziosa per la costruzione della nuova struttura societaria e per il supporto alla squadra sul campo. L’ex numero 10, simbolo dello scudetto 2001, potrebbe entrare in contatto diretto con la dirigenza americana dei Friedkin, per definire un ruolo operativo ben più ampio rispetto a incarichi simbolici legati al centenario del club. L’ufficializzazione del nuovo direttore sportivo Tony D’Amico potrebbe rappresentare l’occasione giusta per avviare i colloqui decisivi con Totti.

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Il coinvolgimento dell’ex trequartista è pensato non solo come presenza rappresentativa, ma come elemento concreto nella gestione quotidiana della società, con un focus sul supporto tecnico e strategico al gruppo guidato da Gasperini. A tal proposito, il tecnico ha dichiarato:
«Io un’idea di cosa far fare a uno come lui c’è l’ho».

L'allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini

Secondo Gasperini, Totti potrebbe assumere un ruolo operativo essenziale, fungendo da filtro tra giocatori e club, contribuendo a valutare giovani talenti in giro per l’Europa, e collaborando nel recupero di giocatori in difficoltà o nell’individuazione delle necessità del team. L’ex capitano, insomma, non verrebbe relegato a compiti meramente simbolici o di rappresentanza come era accaduto nella sua precedente esperienza in dirigenza nel club giallorosso.

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In passato, il club aveva proposto a Totti un biennale come Century ambassador con un ingaggio di circa 500-600mila euro annui, cifra giudicata dall’ex numero 10 inferiore alle aspettative, soprattutto in considerazione di altri impegni professionali che potrebbero entrare in conflitto con il nuovo ruolo. Ora, con l’apertura di nuovi tavoli di lavoro per pianificare il futuro della squadra e consolidare l’assetto societario, i Friedkin potrebbero proporre a Totti un ingaggio più alto, vicino al milione di euro annuo, accompagnato da funzioni dirigenziali prestigiose.

Il ritorno di Totti rappresenterebbe per Gasperini un prezioso supporto fuori dal campo, consentendogli di concentrarsi maggiormente sulle scelte tecniche e sullo sviluppo della rosa. La presenza dell’ex capitano combinerebbe esperienza, conoscenza del club e credibilità, rafforzando l’immagine della Roma e agevolando la gestione dei progetti sportivi e societari, con un occhio attento al futuro dei giovani talenti.

Fuggi fuggi Milan, non solo Leao! Anche Rabiot e Maignan possono andar via, e Modric riflette

Fuggi fuggi Milan, non solo Leao! Anche Rabiot e Maignan possono andar via, con Modric che riflette in merito al proprio futuro

La stagione si chiude con grandi scossoni in casa Milan, dopo la mancata qualificazione alla prossima Champions League. La società ha già operato sul fronte dirigenziale: l’esonero di Massimiliano Allegri, insieme all’uscita del direttore sportivo Igli Tare e dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, apre la strada a una vera e propria rivoluzione tecnica e societaria. Ma le novità riguardano anche la rosa, con numerosi giocatori destinati a partire.

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Il primo a ufficializzare la propria volontà di cambiare aria è stato Rafael Leao, al termine di sette stagioni in rossonero. “Desidero provare una nuova sfida in un nuovo campionato. Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare”, ha dichiarato il portoghese, ormai lontano dai riflettori di San Siro e intenzionato a valutare opzioni in Premier League, nonostante alcune offerte dalla Turchia (Galatasaray e Fenerbahce) e possibili interessi dalla Spagna, con il Barcellona sullo sfondo. Il club punta a incassare almeno 50 milioni dalla sua cessione.

Non solo Leao: come sottolinea il Corriere dello Sport, anche il futuro di Luka Modric appare incerto. Il contratto del croato scade a giugno e l’assenza di Allegri e di Tare, principali garanti della sua scelta estiva di trasferirsi al Milan, rende la permanenza complicata. Anche Adrien Rabiot potrebbe lasciare, con offerte previste da almeno 15 milioni, soprattutto per seguire Allegri a Napoli, confermando un cambio radicale in centrocampo.

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In porta, Mike Maignan valuterà eventuali opportunità europee, nonostante un contratto lungo da circa 5 milioni netti annui e la recente convinzione a rimanere per avviare un nuovo ciclo. Il club intende esaminare ogni proposta per realizzare plusvalenze utili a bilanciare le mancate entrate da Champions e piazzare gli esuberi non strategici.

In sintesi, tra via Aldo Rossi e Milanello si prepara un’estate di profonda ristrutturazione. La società dovrà affrontare non solo la ricerca di nuovi protagonisti, ma anche una revisione tattica e finanziaria della squadra, con l’obiettivo di ripartire verso un progetto competitivo e sostenibile, capace di riportare il Milan ai vertici nazionali ed europei. Gli scenari sono aperti, ma la linea sembra chiara: solo giocatori di qualità e fedeltà al progetto tecnico potranno vestire la maglia rossonera nella prossima stagione.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 1 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Kolo Muani Juventus, il dossier torna caldo: contatti riaperti e apertura del giocatore al ritorno

Juventus, si riaccende la pista Kolo Muani: nuovi contatti per riportarlo a Torino dopo i tentativi falliti. I possibili scenari

La Juventus è tornata a muoversi con decisione sul mercato alla ricerca di un nuovo attaccante. Le incertezze legate al futuro di Dusan Vlahovic e la stagione ben al di sotto delle aspettative di Jonathan David spingono il club a valutare un innesto di peso per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione.

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Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, tra le piste tornate d’attualità c’è quella che porta a Randal Kolo Muani. La Juventus avrebbe infatti riallacciato i contatti dopo i tentativi falliti della scorsa estate — quando il mancato accordo portò alla rottura — e della sessione invernale di gennaio.

L’attaccante francese rientrerà al Paris Saint‑Germain dopo il prestito al Tottenham e avrebbe manifestato apertura a un ritorno in bianconero. La sua ultima stagione con gli Spurs si è chiusa con 41 presenze, arricchite da 5 gol e 4 assist: numeri non travolgenti, ma che confermano un profilo utile e funzionale in un sistema di gioco strutturato.

A Torino il dossier è tornato sul tavolo. La Juventus osserva, valuta e riflette: questa volta, le condizioni potrebbero essere più favorevoli rispetto al passato.

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