Pagina 102 – Calcio News 24

Follia a Parigi: guerriglia urbana e scontri tra tifosi e polizia durante la festa per la vittoria della Champions League

Follia a Parigi: guerriglia urbana e scontri tra tifosi e polizia durante la festa per la vittoria della Champions League contro l’Arsenal

Scene di ordinaria follia a Parigi nella notte successiva alla vittoria del Paris Saint-Germain in Champions League, con il successo ottenuto contro l’Arsenal, che ha permesso ai parigini di bissare il titolo dello scorso anno. Nella capitale francese si è verificata una vera e propria guerriglia tra tifosi e polizia, con feriti, danni e centinaia di arresti. Secondo il Ministero dell’Interno, alle 01:30 sono stati registrati 416 arresti, di cui 283 nell’area metropolitana di Parigi.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Tra i fatti più gravi, un agente di polizia sarebbe stato investito da un veicolo in fuga, mentre altri sei agenti sono rimasti feriti, uno in modo grave. Due persone sarebbero in gravi condizioni dopo un incidente sulla tangenziale di Parigi, un’altra sarebbe caduta nella Senna a seguito di un arresto cardiaco, e un individuo è stato accoltellato vicino a Place de la République.

Scontri e danni in tutta la Francia

Non solo la capitale è stata teatro di violenze: altre città francesi hanno registrato episodi di scontri e danneggiamenti. Veicoli, biciclette, cassonetti, negozi, sinagoghe e autobus sono stati distrutti o incendiati a seguito di lanci di molotov e mortai. Le forze dell’ordine sono intervenute in particolare nei pressi del Parco dei Principi, dove veniva trasmessa la finale, e nella zona della Bastiglia, trovandosi di fronte a barricate costruite con bici e monopattini. In risposta, alcuni individui hanno tentato di attaccare il commissariato nell’VIII arrondissement.

Il precedente e la parata imminente

Non si tratta di un evento isolato. Lo scorso anno, quando il PSG vinse la prima Champions League contro l’Inter, i festeggiamenti erano sfociati in scontri che causarono due morti, nove agenti feriti e 559 arresti. La tensione resta alta in vista della parata dei giocatori prevista per il 31 maggio a Campo di Marte, seguita dalla visita al Palazzo dell’Eliseo, con circa 100.000 persone attese per le strade di Parigi.

Le autorità hanno già annunciato misure di sicurezza straordinarie per garantire l’ordine pubblico e contenere eventuali nuovi episodi di violenza, mentre il Paris Saint-Germain festeggia il successo sul campo tra applausi e preoccupazioni per i disordini fuori dagli stadi.

Allegri e De Bruyne: la prima grande sfida al Napoli tra i dubbi del belga e il retroscena con Conte

Allegri e De Bruyne: la prima grande sfida al Napoli del nuovo allenatore sarà quella di convincere il centrocampista belga a restare

Nemmeno il tempo di arrivare ufficialmente al Napoli che Massimiliano Allegri si trova di fronte a una situazione complessa. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la prima sfida del nuovo tecnico sarà quella di convincere Kevin De Bruyne a restare dopo le dichiarazioni contro Antonio Conte. Il passato tra il fuoriclasse belga e il suo ex allenatore non è mai stato semplice: il rapporto era caratterizzato da incomprensioni tattiche e frustrazioni in campo, difficili da nascondere durante le partite.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

De Bruyne ha raccontato a Nieuwsblad la sua esperienza: «Ho trovato il mio livello abbastanza buono all’inizio e anche quando sono rientrato dall’infortunio ero su un livello discreto. È stato ovviamente difficile per me perché Conte ha una visione del calcio molto diversa dalla mia, non giriamoci intorno. Non ho mai potuto giocare veramente nel mio ruolo. È andata così. Ma ho sempre dato il 100%». Tuttavia, il belga non si è limitato a questo, ma ha espresso critiche dirette alla gestione tattica di Conte: «Giochiamo in modo molto difensivo. Se segni un gol a partita con un 5-4-1… è poco. All’inizio dell’anno giocavamo davvero molto bassi. Il nostro capocannoniere ha 10 gol, quindi sì, le statistiche offensive non erano certo esaltanti, ma a livello di qualità e di calcio l’ho trovato abbastanza accettabile. Se sono contento che Conte vada via? Per me sì. Secondo me non doveva restare».

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le parole di De Bruyne fanno emergere dubbi sul suo futuro in azzurro: «Il mio futuro? Ritengo importante avere un confronto sul modo di giocare. Quest’anno ho capito che il modo di giocare è per me molto importante. Devo anche continuare a divertirmi, e purtroppo questo mi è mancato un po’. Ho ancora un anno di contratto, ma voglio avere un colloquio. L’anno scorso sono state dette certe cose: ‘Giocheremo in un certo modo, faremo questo e quello’, ma poi poco di tutto questo si è concretizzato, e questo chiaramente dispiace».

L'ex allenatore del Milan, Massimiliano Allegri

Per Allegri, quindi, il lavoro al Napoli dovrà iniziare subito. Il tecnico non ha ancora firmato il biennale con opzione proposto dal presidente Aurelio De Laurentiis, ma la prima grande grana è già presente. La speranza di Allegri era quella di costruire il gioco offensivo attorno a De Bruyne, così come aveva fatto con Luka Modric al Milan. Il contratto del belga, uno dei più pesanti della rosa (10 milioni lordi più 5 di bonus), non facilita la situazione, in un momento in cui il club punta a contenere il monte ingaggi.

Scegliendo il Napoli, De Bruyne aveva rinunciato a offerte più vantaggiose dagli Stati Uniti e dall’Arabia Saudita, con l’obiettivo di restare in Europa e competere in Champions League. Tuttavia, l’esperienza sotto Conte non gli ha permesso di divertirsi pienamente. Ora Allegri, pur essendo un allenatore vincente, dovrà convincere De Bruyne che il progetto partenopeo può garantirgli anche soddisfazioni e divertimento. Il futuro del fuoriclasse belga è tutt’altro che scontato.

Il Como sogna un attacco da Champions: contatti col Rennes per il bomber Lepaul! E si pensa anche ad Esposito

Il Como sogna un attacco da Champions: contatti col Rennes per il bomber Lepaul! E si pensa anche ad Esposito del Cagliari: il piano

Il Como guarda al futuro con l’obiettivo di rinforzare il proprio reparto offensivo in vista della prossima Champions League. Dopo la storica qualificazione, il tecnico Cesc Fabregas vuole completare la rosa con elementi capaci di garantire gol e qualità in attacco.

“Il giusto premio per il grande lavoro svolto. Soprattutto in attacco servono rinforzi, visto che Alvaro Morata ha chiuso la stagione con zero gol in Serie A”, spiega Tuttosport. Tra i nomi monitorati c’è Sebastiano Esposito del Cagliari, apprezzato anche da Torino e Lazio. L’attaccante italiano sarebbe prezioso anche in chiave liste, vista la scarsità di elementi nostrani nel club lombardo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Non solo italiani: il Como ha messo gli occhi su Esteban Lepaul, capocannoniere della Ligue 1, attualmente al Rennes e valutato almeno 30 milioni di euro. Sempre in Francia, i dirigenti biancoblù seguono il fantasista Matias Fernandez-Pardo del Lille, possibile sostituto di Nico Paz del Real Madrid, nel caso in cui il prestito dell’argentino non venisse rinnovato a causa del rifiuto di José Mourinho.

Con questi obiettivi di mercato, il Como punta a consolidare la squadra in vista della stagione europea, cercando giocatori capaci di garantire rendimento immediato e talento per affrontare al meglio la Champions League.

Spalletti detta la linea per il mercato della Juve: basta algoritmi! I nomi richiesti dal tecnico

Spalletti detta la linea per il mercato della Juve: basta algoritmi! I nomi richiesti dal tecnico alla proprietà per la prossima stagione

La Juventus ha deciso di cambiare radicalmente strategia sul mercato, abbandonando la logica degli acquisti “algoritmici” che nelle scorse stagioni ha portato a risultati deludenti. Giocatori come Loïs Openda ed Edon Zhegrova, che avevano convinto solo nei numeri, si sono rivelati poco incisivi in campo. Luciano Spalletti, determinato a evitare altri errori, ha tracciato una linea netta: da ora si punta solo su giocatori di sicura affidabilità.

“Adesso voglio partecipare anche io alla costruzione di una Juve più forte”, ha sottolineato il tecnico, ribadendo la sua presa di posizione sia prima che dopo il derby contro il Torino e durante il recente incontro con John Elkann e l’amministratore delegato Damien Comolli. Secondo La Gazzetta dello Sport, la scelta di Spalletti è chiara: la Juventus ha bisogno di rinforzi tecnicamente validi e con personalità, pronti a integrarsi subito nello spogliatoio.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le regole d’ingaggio del tecnico prevedono tre punti fondamentali: conoscenza del campionato, favorendo calciatori già abituati alla Serie A; fedeltà tecnica, dando priorità ai suoi ex allievi; fattore umano, valutando la personalità prima delle statistiche.

La società sembra aver accolto con convinzione questa inversione di rotta rispetto allo shopping internazionale della scorsa estate. Tra i nomi in cima alla lista ci sono: per i pali, il possibile ritorno di Alisson, ora libero dopo l’esonero di Arne Slot dal Liverpool; in difesa, il centrale sudcoreano Kim Min-jae del Bayern Monaco, scelto per sostituire Bremer; sulla fascia sinistra, dopo la conferma del passaggio di Andy Robertson al Tottenham, il profilo scelto è Emerson Palmieri del Marsiglia, considerato da Spalletti un “figlio calcistico”.

Con questa strategia, la Juventus mira a costruire una squadra più solida e affidabile, capace di competere ai massimi livelli della Serie A e in Europa, puntando su esperienza, leadership e giocatori pronti a dare subito il loro contributo.

Leao boom: «Al Milan ho dato tutto, voglio una nuova sfida!»

Leao boom: «Al Milan ho dato tutto, voglio una nuova sfida!». Le parole inequivocabili dell’attaccante dal Portogallo, in estate sarà addio

Dall’estate del 2019 fino a oggi, la storia di Rafa Leao al Milan giunge al termine, con l’attaccante portoghese pronto a nuove sfide. Intervistato da SportTv in Portogallo, Leao ha spiegato: “Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare. E’ stato un club che mi ha aiutato molto a crescere, che mi ha sostenuto nei momenti difficili. Sono felice di essere riuscito a scrivere il mio nome nella storia del club. Desidero provare una nuova sfida in un nuovo campionato. E se questo dovesse accadere, ne sarei molto felice e soddisfatto, perché significherebbe che ho fatto il mio lavoro nel migliore dei modi”.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Rafa, già lontano da Milano e attualmente a Lisbona, ha chiarito come il Mondiale con la Nazionale sia al momento la priorità: “No, in questo momento la cosa più importante è il Mondiale, aiutare la Nazionale e fare bene. Poi, quando arriverà il momento, valuterò le mie opzioni per proseguire la mia carriera e continuare a competere ai massimi livelli del calcio europeo”.

Arrivato dal Lilla per 24 milioni nell’estate 2019, Leao ha iniziato sotto la guida di Marco Giampaolo senza impressionare. La svolta è arrivata con Stefano Pioli, con cui ha conquistato lo Scudetto 2022, ricevendo il titolo di Miglior giocatore del campionato e diventando leader tecnico e simbolo dei tifosi. La stagione successiva lo ha visto protagonista fino alla semifinale di Champions League.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Negli ultimi anni, però, Leao non ha più raggiunto certe vette: stagioni deludenti, pur mantenendo un buon contributo realizzativo. Sotto le gestioni di Fonseca, Conceiçao e Allegri, il portoghese non ha sempre inciso in maniera decisiva, tornando talvolta svogliato nelle ultime partite, accompagnato dai fischi del pubblico.

Con 291 presenze e 80 gol con la maglia rossonera, Rafa Leao chiude così il suo capitolo milanese, lasciando un’eredità fatta di talento, leadership e momenti di gloria, pronto a scrivere una nuova pagina della sua carriera altrove.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 31 maggio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Image
Image
Image

Dal Barcellona al PSG, la firma di Luis Enrique non cambia: undici anni dopo è ancora un gigante europeo

Luis Enrique, continuità di grandezza: undici anni dopo il trionfo col Barcellona domina ancora l’Europa. Un grande allenatore

Ci sono allenatori che vincono. E poi ci sono quelli che cambiano il destino dei club. Luis Enrique appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

A undici anni dal suo primo trionfo europeo con il Barcellona, il tecnico spagnolo ha trasformato il Paris Saint‑Germain in una delle squadre più dominanti del calcio continentale, riportandolo per il secondo anno consecutivo all’ultimo atto della Champions League e confermandosi come uno degli allenatori più influenti della sua generazione.

Arrivato a Parigi nell’estate 2023, Luis Enrique ha raccolto un’eredità complicata. Il PSG veniva da anni di delusioni europee nonostante investimenti enormi e una collezione di stelle — da Messi a Neymar fino a Mbappé. Lo spagnolo ha scelto una strada diversa: meno individualismi, più squadra.

Ha costruito un gruppo giovane, aggressivo, organizzato, capace di interpretare il calcio moderno attraverso pressing, possesso e rotazioni continue. Una rivoluzione identitaria che ha cambiato il volto del club.

I risultati sono arrivati subito. Nella prima stagione ha vinto la Ligue 1 e portato il PSG fino alle semifinali di Champions. L’anno successivo è arrivata la consacrazione definitiva: la prima Champions League della storia del club, conquistata con il clamoroso 5‑0 rifilato all’Inter nella finale di Monaco di Baviera, il margine più ampio mai registrato in una finale della competizione.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La vera impresa di Luis Enrique, però, non è stata solo vincere: è stato farlo dopo l’addio delle superstar dell’era qatariota. Senza Mbappé, molti immaginavano un PSG ridimensionato. Lui ha costruito invece una squadra ancora più competitiva, valorizzando talenti come Doué, Joao Neves, Dembélé, Vitinha, Nuno Mendes e Kvaratskhelia.

Il risultato è stato un gruppo più equilibrato e meno dipendente dai singoli. Non a caso il PSG 2025/26 ha chiuso con il 69,4% di possesso palla, il dato più alto nei top‑5 campionati europei e il migliore in Ligue 1 negli ultimi vent’anni.

Dal suo arrivo, il club ha conquistato tre Ligue 1 consecutive, due Coppe di Francia, tre Supercoppe e soprattutto quella Champions che per oltre un decennio era stata un’ossessione. In due stagioni complete ha centrato una semifinale e due finali consecutive: una continuità mai vista nella storia parigina.

Luis Enrique nella storia

Il trionfo del 2025 ha permesso a Luis Enrique di entrare in un club riservato a pochissimi: è diventato il settimo allenatore a vincere la Champions con due club diversi, dopo il successo con il Barcellona nel 2015.

Con questo ulteriore trionfo europeo è arrivato a tre Champions League vinte, entrando in un gruppo ristrettissimo che comprende Ancelotti, Paisley, Zidane e Guardiola. È il quinto allenatore della storia a raggiungere almeno tre Coppe dei Campioni/Champions.

I numeri di una carriera straordinaria

Il suo palmarès parla da solo:

  • Champions League: 3
  • Campionati spagnoli: 2
  • Ligue 1: 3
  • Coppe di Francia: 2
  • Supercoppe francesi: 3
  • Supercoppe UEFA: 2
  • Mondiale per Club: 1
  • Coppa Intercontinentale: 1

Con il PSG ha guidato il club a due finali consecutive, portandolo da semifinalista a campione d’Europa e poi di nuovo finalista: una continuità che pochissime squadre possono vantare nel calcio moderno.

Luis Enrique ha sempre spiegato che il successo nasce dalla cultura del lavoro quotidiano: organizzazione, intensità, cura dei dettagli e capacità di creare gruppi prima ancora che squadre. È probabilmente questa la sua eredità più grande.

Perché i cicli finiscono, le coppe passano, ma gli allenatori che cambiano la mentalità di un club restano nella storia. E Luis Enrique, ormai, quella storia la sta scrivendo da tempo.


Mercato Juve, stop totale per Alisson: ora si valutano due alternative di alto profilo

Mercato Juve, Alisson ormai è irraggiungibile: la Vecchia Signora è costretta a cambiare obiettivo. Due nomi in pole per la porta

Il calciomercato della Juventus subisce una frenata pesante e inattesa nella corsa al nuovo numero uno. La pista che portava ad Alisson è infatti definitivamente sfumata: il Liverpool ha eretto un muro invalicabile, comunicando di non avere alcuna intenzione di liberare il portiere brasiliano.

Una chiusura totale che congela i piani bianconeri e lo stesso desiderio del giocatore, che nelle ultime settimane aveva spinto con decisione per riabbracciare Spalletti.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Con la porta sbarrata dal club inglese, la dirigenza juventina è ora costretta a riattivare immediatamente il piano B.

Il cambio tra i pali è considerato indispensabile: l’ultimo biennio di Michele Di Gregorio non ha offerto le garanzie richieste per gli obiettivi della Vecchia Signora, spingendo lo staff tecnico a chiedere un profilo di carisma internazionale e affidabilità assoluta.

In cima alla lista dei sostituti è balzato il nome di Giorgi Mamardashvili. Il georgiano, reduce da stagioni di altissimo livello, è considerato uno dei portieri più brillanti e futuribili del panorama europeo: un investimento ideale per il presente e per gli anni a venire.

Resta viva anche la pista che porta a David De Gea, valutato come soluzione d’esperienza a parametro zero.

Lo spagnolo garantirebbe leadership, solidità e un bagaglio internazionale enorme, qualità che la Juventus considera preziose per guidare una retroguardia in piena ricostruzione.


Lazio, rivoluzione totale: il caos infortuni spinge al ribaltone nell’intero staff medico

Infortuni senza fine nel corso della stagione, la Lazio ha deciso! Azzerato tutto: rivoluzione completa nello staff medico

La Lazio si prepara a una vera e propria rivoluzione interna per lasciarsi alle spalle un’annata disastrosa sul piano medico‑atletico.

I vertici biancocelesti hanno deciso di intervenire in modo drastico dopo una stagione segnata da 53 infortuni complessivi, un numero che ha compromesso rendimento, continuità e serenità dell’intero gruppo.

Come riportato da Il Messaggero, i troppi stop muscolari, le polemiche sulle tempistiche delle diagnosi e la gestione poco chiara di alcuni casi di pubalgia hanno convinto la società di Claudio Lotito a pianificare una riorganizzazione profonda dell’intera area sanitaria.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Scontro interno e caso Ordine dei Medici

Le tensioni nello staff medico sono ormai arrivate al punto di rottura. A far esplodere definitivamente la situazione è stato l’esposto presentato all’Ordine dei Medici dai dottori Fabio Rodia e Ivo Pulcini contro il collega Leo.

Un conflitto durissimo che accelererà una rivoluzione totale: non solo i medici sociali, ma anche il gruppo dei fisioterapisti sarà coinvolto nel riassetto.

Inoltre, la partnership con la clinica Villa Mafalda, inaugurata appena un anno fa, sembra già destinata a chiudersi: la dirigenza sta valutando nuove strutture sanitarie di riferimento per il futuro.

Le richieste di Gattuso e il nodo Formello

La riorganizzazione non riguarderà soltanto lo staff medico. La società interverrà anche sulle strutture di Formello, ritenute parte del problema.

Per prevenire ulteriori infortuni, sono stati ingaggiati nuovi specialisti agronomici incaricati della rizollatura completa dei campi d’allenamento, finiti sotto accusa durante l’ultima stagione per la loro presunta incidenza sui continui traumi muscolari.

Si tratta di un punto cruciale anche per il nuovo allenatore Gennaro Gattuso, che ha chiesto massima attenzione sulle condizioni dei terreni e valuterà personalmente la situazione all’inizio del ritiro estivo.

Pagelle PSG Arsenal: i Top e i Flop della finale di Champions League

Pagelle PSG Arsenal: i Top e i Flop protagonisti del match, valido per la finale di Champions League 2025/26

Pagelle PSG Arsenal: i migliori e i peggiori del match, valido per la finale di Champions League 2025/26.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

I migliori e peggiori in campo (Top e Flop) della finale di Champions League 2025/26 tra PSG e Arsenal, decisa ai calci di rigore dopo l’1-1 dei 120 minuti.

Top

Ousmane Dembélé (PSG): si dimostra freddissimo in una situazione delicatissima. L’Arsenal stava controllando il match, ma lui dal dischetto non sbaglia (64′) spiazzando David Raya e riportando il PSG in carreggiata. Quel gol ha ridato linfa e coraggio ai compagni.

Khvicha Kvaratskhelia (PSG): fino alla sua sostituzione (all’82’ per Barcola) è il più pericoloso tra i parigini. Spina nel fianco costante sulla fascia, colpisce anche un palo clamoroso (77′) che avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro ben prima dei rigori. Prima si guadagna il calcio di rigore poi trasformato da Dembélé. Una prestazione da campione in una serata iniziata con fatica, anche per il problema al polpaccio che lo ha lomitato.

Kai Havertz (Arsenal): il tedesco la sblocca in avvio, con grande cinismo e bravura, depositando sotto la traversa un pallone che lui porta in area. Continua poi a creare non pochi grattacapi alla difesa parigina, in particolare nel primo tempo (con un salvataggio provvidenziale di Marquinhos nel finale). Si conferma letale in questi palcoscenici, entra nella lista di chi ha segnato in finale con due maglie diverse (Chelsea e Arsenal), come Cristiano Ronaldo e Mandzukic.

David Raya (Arsenal): ottima prova del portiere spagnolo. È provvidenziale in più uscite, negando in un paio di occasioni il gol al PSG. Anche durante la lotteria dei rigori è riuscito a pararne uno, non abbastanza però per vincere. Ha dato comunque grande sicurezza al reparto arretrato.

Matvej Safonov (PSG): il portiere subisce il gol ad inizio gara, poi però non commette altre sbavature e si rende autore di interventi preziosi, soprattutto a metà primo tempo e durante i minuti di recupero, prima dei supplementari. Ai rigori non para, ma deve essere bravo nell’ipnosi visto che Eze e Gabriel calciano fuori dallo specchio.

Flop

Eberechi Eze (Arsenal): entrato al 90′ per Zubimendi, il suo errore dal dischetto risulta fatale per le sorti dell’Arsenal. Non è l’unico colpevole, ma l’inglese ha la sfortuna di compiere l’errore decisivo, in una sequenza tirata dove ogni sbaglio costa carissimo.

Nuno Mendes (PSG): fortunatamente per lui l’errore non è risultato decisivo, in quanto il PSG ha poi vinto, ma anche lui si era fatto parare il tiro da David Raya. Prestazione comunque non esaltante con parecchi appoggi errati.

Martin Ødegaard (Arsenal): una partita non all’altezza delle aspettative per un simbolo dell’Arsenal. Viene sostituito al 69′, non riuscendo ad incidere o a servire palloni degni di nota. La spinta offensiva dei Gunners cala bruscamente dopo l’uscita del norvegese.

Fabian Ruiz (PSG): non riesce a dare l’apporto in fase offensiva che ci si aspettava. Spreca di testa l’occasione dell’1-1 anticipando l’accorrente Kvaratskhelia (42′). Viene poi sostituito, da Emery, stanco.

Il PSG torna sul tetto d’Europa: Arsenal battuto ai rigori e seconda Champions consecutiva

Parigi festeggia la Champions League: Arsenal sconfitto ai rigori, il PSG resta campione d’Europa dopo il successo contro l’Inter dell’anno scorso

Il PSG di Luis Enrique conquista la seconda Champions League consecutiva, superando l’Arsenal ai calci di rigore dopo una finale intensa e ricca di tensione.

Decisivo l’errore di Gabriel dal dischetto, che consegna ai parigini un trofeo storico: solo il Real Madrid, prima di loro, era riuscito a vincere la Coppa dalle Grandi Orecchie per almeno due stagioni di fila.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Eppure la serata era iniziata in salita. Dopo appena 6 minuti, l’Arsenal era passato in vantaggio grazie al gol di Kai Havertz.

Il Paris Saint‑Germain, però, non ha mai perso il controllo del gioco: ha continuato a palleggiare, a costruire e a spingere fino a trovare il pareggio al 65’, quando Ousmane Dembélé ha trasformato un calcio di rigore. Da lì in avanti, poche vere occasioni e finale inevitabilmente ai rigori.

La sequenza dei rigori

Il primo a presentarsi sul dischetto è Gonçalo Ramos, subito imitato da Gyökeres. Per il PSG segna anche Doué, mentre arriva il primo errore della serie: Eze calcia largo.

Raya tiene in vita l’Arsenal parando il tentativo di Nuno Mendes, poi Rice non sbaglia. Dopo i primi tre rigori, un errore per parte.

Il Paris però non trema: vanno a segno Hakimi e Beraldo, mentre Gabriel Magalhães sbaglia il penalty decisivo.

Il PSG è di nuovo campione d’Europa!


Moviola PSG Arsenal: tutti gli episodi della finale di Champions League

Moviola PSG Arsenal: alle 18 va in scena la finale di Champions League nello stadio di Budapest. Ecco tutti gli episodi della sfida

La moviola della finalissima di Champions League PSG Arsenalche si gioca a Budapest, alla Puskas Arena. Una finale che prevede spettacolo tra due squadre che hanno fatto una grande stagione. Calcionews24 segue la moviola della sfida diretta da Siebert.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PRIMO TEMPO

Neanche un minuto di gioco e Hakimi commette il primo intervento scorretto su Trossard. Proteste di Fabian Ruiz, autore di una spinta su Saka. Qualche contatto nella prima parte di gara provoca piccole recriminazioni, Siebert fischia puntualmente senza estrarre cartellini. Mani di Saka in area: l’inglese svirgola totalmente il pallone in modo goffo, nessun provvedimento dall’arbitro e dal Var.

Il Psg non accetta alcune perdite di tempo sulle rimesse. Una botta in testa al portiere Safonov porta a un’interruzione piuttosto lunga. Situazione assurda attorno alla mezzora: Nuno Mendes rimane a terra in area per un contatto fortuito, si contorce per il dolore alla caviglia senza che i suoi compagni arrestino la manovra offensiva. Litigio tra Hakimi e Havertz su un laterale, l’ex Inter alza un po’ il gomito, il tedesco cercava di portare via la palla. Extra-time corposo, anche per il cooling break: 6 minuti.

Partita estremamente corretta: solo 4 a testa i falli commessi dalle due squadre, favoriti anche dal lungo giro-palla dei francesi che ha evitato contrasti e situazioni vibranti. Siebert fischia la fine impedendo all’Arsenal di battere un calcio d’angolo.

SECONDO TEMPO

Fatale il primo giallo per l’ennesima perdita di tempo sui falli laterali: a riceverlo è Mosquera. Contro-fallo su una rimessa di Joao Neves. Al 54′ altra ammonizione per l’Arsenal: Saka interviene su Doue, il fallo c’è, il cartellino forse è eccessivo.

Al 62′ Mosquera commette fallo da rigore netto su Kvara: vistosi superato lo atterra, nessun dubbio sulla decisione di Siebert: il Psg chiede inutilmente il secondo giallo per l’autore della scorrettezza: Arteta decide di sostuire il giocatore per evitare guai ulteriori. La partita resta vivace con il passare dei minuti, senza mai uscire dai binari di un atteggiamento corretto da parte di entrambi i contendenti.

Nel recupero ammonito Joao Neves che ferma una ripartenza di Havertz, cartellino inevitabile. Anche nella ripresa c’è lo stesso recupero della prima frazione di gioco, 6 minuti, anche se l’infortunio occorso a Raya e il cambio di Dembélé portano a determinare il fischio finale 60 secondi dopo il previsto.

I 90 minuti vedono il seguente bilancio: 9 falli del Psg, 12 quelli dell’Arsenal. Direzione di Siebert molto sicura.

TEMPI SUPPLEMENTARI

All’inizio dei supplementari piove qualche oggetto su Madueke alla battuta di un corner sotto la curva dei tifosi parigini. Protesta enfatica di Timber per una manata su Joao Neves, sembra esserci anche se l’entità del danno non è eccessiva.

Giallo per Gyokeres che perde il pallone su un tackle di Marquinhos e va a commettere un classico fallo tattico su Gonçalo Ramos per evitare che prenda campo. Al 102′ Madueke scatta in area di rigore e finisce a terra allacciandosi con Nuno Mendes che è leggermente indietro, Siebert fa ampi cenni che non c’è assolutamente nulla: dopo oltre un minuto di gioco le proteste ripetute provocano i gialli per Rice e Arteta, resta un episodio molto dubbio.

Sono 2 i minuti che prolungano i 15 del primo supplementare, nel quale va segnalato che la squadra di Luis Enrique non ha commesso neanche un fallo. Secondo tempo supplementare con squadre stanche, succede poco e per il direttore di gara tedesco non ci sono episodi particolari fino al 118′ per il fallo speso da Nuno Mendes per non far andare via Madueke, cartellino doveroso.

Arteta chiede un mani su un tiro di Gyokeres, il replay evidenzia che non c’è nulla. Dopo 60 secondi oltre il 120′ si va ai rigori: 28 i falli complessivi, 11 dei parigini e 7 in più dei londinesi.

PSG Arsenal 1-1: i francesi vincono ai calci di rigore! Decisivo l’errore di Gabriel 

Appuntamento alle 18 alla Puskas Arena di Budapest per PSG Arsenal, la finale di Champions League 2025/26: seguila live con noi

Alle ore 18:00 va in scena PSG Arsenal, la finalissima di Champions League che si giocherà a Budapest. Una finale che promette spettacolo con due squadre che faranno di tutto per vincere il trofeo. L’ultima italiana a riuscirci è stata l’Inter di Mourinho nel 2010. Calcionews24 segue il LIVE qui:

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

CRONACA

ARSENAL – Errore di Gabriel 

PSG – Gol di Lucas Beraldo 

ARSENAL – Gol di Gabriel Martinelli 

PSG – Gol di Achraf Hakimi 

ARSENAL – Gol di Declan Rice

PSG – Errore di  Nuno Mendes

ARSENAL – Errore di Eberechi Ez

PSG – Gol di Desire Doue

ARSENAL – Gol di Viktor Gyökeres 

PSG – Gol di Goncalo Ramos

SI DECIDE TUTTO AI RIGORI!

FINE PARTITA! SI VA AI SUPPLEMENTARI!

65′ PAREGGIO PSG! – Splendido rigore di Ousmane Dembele proprio all’angolino basso di sinistra. Davvero imparabile per David Raya!

INIZIA LA RIPRESA!

45′ FINE PRIMO TEMPO – Squadre negli spogliatoi per l’intervallo.

6′ GOL DELL’ARSENAL – Gunners avanti in contropiede. Palla rubata dopo un rimpallo fortunoso, Havertz si presenta davanti a Safanov e lo batte con un mancino alto sotto la traversa.

1′ Fischio d’inizio – Si comincia!

PSG Arsenal, il tabellino e le formazioni ufficiali:

MARCATORI: 6′ Havertz (ARS)

PSG (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; João Nevers, Vitinha, Fabian Ruiz; Doué, Dembélé, Kvaratskhelia. Allenatore: Luis Enrique.
A disposizione: Chevalier, Marin, Beraldo, Zabarnyi, Ramos, Kang-in-Lee, Hernandez, Mayulu, Fernandez, Barcola, Zaïre-Emery, Mbaye.

ARSENAL (4-2-3-1): Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Hincapié; Rice, Lewis-Kelly; Ødegaard, Saka, Trossard; Havertz. Allenatore: Mikel Arteta.
A disposizione: Kepa, Jesus, Eze, Martinelli, Timber, Gyökeres, Nørgaard, Madueke, Merino, Calafiori, Zubimendi, Dowman.

Alajbegovic, messaggio chiaro alle big italiane: «Inter, Napoli, Juve, Roma sono top»

Kerim Alajbegovic strizza l’occhio alle big della nostra Serie A: “Inter, Napoli, Juve, Roma sono top”. Le sue dichiarazioni

Kerim Alajbegovic, esterno offensivo bosniaco di proprietà del Salisburgo e tra i protagonisti del playoff Mondiale che ha visto l’Italia cadere in casa della Bosnia, apre con decisione alla possibilità di approdare in Serie A.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il talento classe 2007 non si nasconde e, ai microfoni del Corriere dello Sport, ribadisce più volte il suo interesse per il nostro campionato: “La Serie A è bella. Sì, mi piace. Sono pronto per un top club. In Serie A ci sono tante grandi squadre forti. Vedremo cosa succederà.

Ma sì, lo ripeto: la Serie A mi piace. Vediamo. Inter, Napoli, Juve, Roma sono top. Vediamo cosa succede, dai. Sono pronto per un top club in Serie A o in un altro campionato importante”.

Nato a Colonia e cresciuto nei settori giovanili di Colonia e Bayer Leverkusen, Alajbegovic ha appena concluso la sua prima stagione da professionista con il Salisburgo, totalizzando 44 presenze e 13 gol.

In nazionale maggiore ha già collezionato 9 presenze, impreziosite da una rete, confermandosi uno dei prospetti più interessanti del calcio balcanico.


PSG Arsenal, la partita di Kvaratskhelia: il focus dentro alla prestazione dell’attaccante

PSG Arsenal, la partita di Kvaratskhelia: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante nella finale di Champions League

Khvicha Kvaratskhelia è senza alcun dubbio tra le stelle di questa edizione 2025/26 della Champions League. Dopo aver brillato in semifinale contro il Bayern Monaco, ecco la partita dell’ex attaccante del Napoli alla Puskas Arena nell’attesissima finale di Champions League tra PSG e Arsenal.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PRIMO TEMPO

I primi palloni li tocca in zona centrale nella propria metà campo per aiutare la paziente costruzione da dietro della sua squadra. Subito dopo il vantaggio di Havertz, Kvara prova a sfondare al centro senza riuscire a passare.

Al 10′ riceve palla da Ruiz, Rice accorcia prontamente su di lui. All’11 Hincapie lo anticipa in corner su una situazione interessante nata da un rimpallo in area. Al 18′ si sposta sulla destra per legare il gioco ma buca il colpo di tacco per chiudere un triangolo con Dembélé.

Prima parte di gara anonima, in coerenza con il Psg che non riesce a sviluppare gioco: lo si vede anche nell’uno vs uno con Mosquera, Kvara fa una serie di finte e cerca un numero andando a incartarsi un po’.

Nell’attacco continuo del Psg, i Gunners sono tutti dietro la linea della palla e Kvara cerca di muoversi molto, non riesce però a toccare molti palloni. Il georgiano non va oltre piccole giocate di scarico sul compagno più vicino, spesso quasi da fermo.

Al 43′ in area Ruiz lo anticipa su un pallone vagante, Kvara stava caricando il destro per calciare al volo. Primo tempo insufficiente, del resto la formazione di Luis Enrique non ha creato vere occasioni.

SECONDO TEMPO

Inizia subito con un’incursione nell’interno, Kvara continua a muoversi in una zona diversa dal solito. Al 51′ buona accelerazione in diagonale volta a servire Dembélé. Al 57′ arriva finalmente sul fondo, cross troppo lungo.

Due minuti dopo tenta di lanciare Nuno Mendes, si conferma quanto Kvicha non riesca a esprimere il movimento abituale, troppe giocate fatte camminando, probabilmente è condizionato da un problema al polpaccio (visibile la fasciatura).

Al 61′ ancora entra in area e guadagna un angolo. Al 62′ inventa un triangolo con Dembélé, Mosquera casca nella trappola e commette fallo da rigore netto su Kvara: la giocata del campione nasce improvvisa e propizia il pareggio.

Mosquera esce per Timber, Kvicha perde l’uomo che lo ha controllato maggiormente, perdendo il duello decisivo. Al 77′ Kvara va via a Saliba, fuga di 50 metri e conclusione in area di rigore con deviazione di Lewis-Skelly, sfera che va a stamparsi sul palo.

All’81’ il numero 7 entra in area e viene fermato perché si trova addirittura tre uomini a togliergli lo spazio. Un minuto dopo Barcola lo sostituisce, nonostante una ripresa da parte del georgiano sicuramente positiva e in crescita: la scelta di Luis Enrique stupisce un po’.

De Bruyne: «Felice per l’addio di Conte? Sì! Per me non era necessario restasse»

De Bruyne svela a sorpresa sull’ex tecnico del Napoli: «Felice per l’addio di Conte? Sì! Per me non era necessario restasse»

In un’intervista concessa a Nieuwsblad, Kevin De Bruyne ha parlato apertamente della sua esperienza al Napoli. Il centrocampista belga, ex Manchester City, ha fatto capire di non aver gradito in particolare le scelte tattiche e il tipo di gioco proposto da Conte, lasciando intendere un certo malumore per come è stato impiegato nel corso della stagione.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE SU CONTE – «Felice per l’addio di Conte? Sì. Per me non era necessario restasse. Ci erano state fatte delle promesse sul modo di giocare, ma effettivamente queste non sono mai state rispettate. Per me bisogna sempre esprimere un calcio divertente, e questo mi è mancato un po‘»

GIOCO DI CONTE – «Facciamo un calcio molto difensivo, si cerca di vincere con un solo gol di scarto con il 5-4-1. Le statistiche non possono essere granché: il nostro capocannoniere (Hojlund, ndr) ha segnato solamente 10 reti. All’inizio la stagione è andata piuttosto bene, e anche dopo l’infortunio ho giocato a buon livello»

DIFFICOLTA’ CON CONTE – «Ha una visione diversa dalla mia, non posso ignorarlo e per questo ho avuto delle difficoltà. Non ho mai potuto giocare nel mio ruolo. Anche se comunque non è andata male, ho sempre dato il 100% e ho giocato parecchio anche al rientro dall’infortunio»

Havertz nella storia della Champions: come CR7 e Mandzukic, a segno in due finali con maglie diverse

Kai Havertz entra nel club dei grandi: gol in finale di Champions League con due squadre, come CR7 e Mandzukic

Con il gol segnato al 6’ contro il PSG, Kai Havertz entra in un club esclusivo della storia della Champions League: è infatti il terzo giocatore capace di andare a segno in una finale con due squadre diverse.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il tedesco classe 1999 aveva già lasciato il segno nell’ultimo atto del 2021, quando con la maglia del Chelsea firmò il gol decisivo contro il Manchester City a Oporto. Ora si ripete con l’Arsenal, confermando la sua attitudine a incidere nei momenti più pesanti.

Havertz raggiunge così due nomi di assoluto prestigio: Cristiano Ronaldo, a segno con Manchester United e Real Madrid, e Mario Mandzukic, protagonista con Bayern Monaco e Juventus. Un traguardo che certifica ancora una volta la capacità del tedesco di lasciare il segno nelle notti più importanti del calcio europeo.

Slot in cima alle preferenze del Milan dopo l’addio al Liverpool: le ultime sulla panchina

Slot in cima alle preferenze del Milan dopo l’addio al Liverpool: le ultime sulla panchina dei rossoneri e sulla dirigenza

Il Milan prosegue nel suo ambizioso progetto di rinnovamento, con la dirigenza concentrata sulla definizione delle figure chiave che guideranno il club nella prossima stagione. Dopo l’addio di Massimiliano Allegri, la società rossonera sta valutando attentamente le opzioni per la panchina e l’assetto dirigenziale, con l’obiettivo di costruire un nuovo ciclo vincente.

Negli ultimi giorni, il nome di Arne Slot, allenatore olandese, ha guadagnato sempre più terreno come candidato principale per assumere la guida tecnica del Diavolo. I contatti tra le parti sono già stati avviati e proseguono i dialoghi per verificare la fattibilità dell’operazione. Slot, noto per il suo approccio tattico moderno e aggressivo, potrebbe rappresentare il profilo ideale per imprimere un’identità chiara e competitiva alla squadra rossonera.

Parallelamente, il club sta lavorando al nuovo assetto dirigenziale. In cima alla lista dei possibili direttori sportivi figura Ramon Planes, dirigente spagnolo con una consolidata esperienza internazionale. Planes viene considerato un profilo strategico per rafforzare l’area sportiva del Milan, coordinando il mercato e supportando l’allenatore nella costruzione della squadra.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le trattative, seppur in fase avanzata, non hanno ancora portato a decisioni definitive. I nomi di Slot e Planes rappresentano attualmente le opzioni più concrete e plausibili per il futuro rossonero, con la dirigenza che valuta attentamente ogni aspetto tecnico, economico e strategico prima di procedere.

Nei prossimi giorni sono attesi aggiornamenti importanti su entrambi i fronti, sia per quanto riguarda la panchina che la struttura dirigenziale. L’obiettivo del Milan è chiaro: combinare competenza, esperienza e innovazione per garantire continuità, competitività in Serie A e in Europa, e imprimere una nuova identità alla squadra. La scelta definitiva dei nuovi protagonisti rappresenterà un passo fondamentale per la costruzione di un progetto solido e duraturo, capace di riportare il club tra le grandi potenze del calcio internazionale.

Donnarumma in conferenza: «Da capitano ho voluto chiamare Baldini, la mancata qualificazione è stata una mazzata»

Il portiere e capitano della Nazionale italiana, Gianluigi Donnarumma, è intervenuto in conferenza stampa dal ritiro di Coverciano

Il capitano della Nazionale italiana, Gianluigi Donnarumma, ha parlato dalla sala stampa di Coverciano in vista delle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia, commentando la delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali e la ripartenza azzurra.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

«La mancata qualificazione al Mondiale è stata una mazzata. Portarci dietro questa ferita in futuro ci farà bene: si deve ripartire dal dolore e lo faremo alla grande. Dopo la mancata qualificazione sono stato due o tre giorni senza allenarmi perché è stata una botta forte.

Dopo l’ultimo rigore mi è caduto il mondo addosso, è stata una mazzata incredibile, più delle altre volte. Penso che si fosse creato qualcosa di magico grazie a mister Gattuso, al presidente e a Gigi. Quello che fa più male è ciò che è accaduto a loro. Dobbiamo ripartire da quello, poche volte ho visto un gruppo così voglioso di riportare l’Italia al Mondiale.

La disponibilità ad essere convocato? Da capitano mi sono sentito in dovere di fare una chiamata al mister e di dare la mia disponibilità, poi è stato lui a decidere. Tengo a precisare che tutti i miei compagni sarebbero venuti con grande piacere perché hanno voglia di ripartire e di riportare l’Italia dove merita.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

I giovani convocati? Sono qui per dare una mano e per far capire che la maglia azzurra è troppo importante. Cerco di portare esperienza pur essendo giovane anche io. Questi ragazzi hanno un grande futuro e ci potranno dare una bella mano, nel primo allenamento di ieri mi hanno impressionato sotto tutti i punti di vista. Ho conosciuto anche il mister, un uomo di grandi valori.

Guardiola ct? Con il mister sono stato bene, ha fatto la storia al City e speravo potesse continuare. Ma la sua volontà era quella di fermarsi. Non ho parlato con lui della possibilità di allenare la Nazionale, le scelte non spettano a me ma al nuovo presidente. Sicuramente chi verrà dovrà dare tutto per la maglia azzurra e per raggiungere determinati obiettivi».

Donnarumma sottolinea così l’importanza di ricostruire una squadra coesa, valorizzare i giovani e affrontare le sfide future con determinazione. L’esperienza e il senso di responsabilità del portiere saranno fondamentali per guidare la nuova Italia verso gli obiettivi internazionali.

Gerrard approva l’esonero di Slot: «Era il momento giusto per cambiare»

L’ex capitano e leggenda del Liverpool, Gerrard, analizza il ribaltone in panchina ai microfoni di TNT Sports: «Saremo sempre grati a Slot».

Il clamoroso esonero di Arne Slot ha inevitabilmente scosso l’ambiente del Liverpool e ha finito per rubare la scena calcistica inglese, oscurando persino le attenzioni rivolte all’attesa finale di Champions League. A margine proprio dell’atto conclusivo del massimo torneo europeo, Steven Gerrard, icona indiscussa e storico ex centrocampista dei Reds, è intervenuto in veste di opinionista ai microfoni di TNT Sports per commentare la drastica decisione presa dalla dirigenza di Anfield.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Le sue parole, cariche di pragmatismo, hanno offerto una chiave di lettura lucida sul momento vissuto dal club, partendo però dai doverosi ringraziamenti per il traguardo raggiunto in passato.

Il peso dell’eredità e il trionfo al primo anno

Gerrard ha esordito rendendo omaggio al tecnico olandese, capace di compiere un’impresa storica al suo debutto in Inghilterra dopo il pesante addio del suo predecessore: “Vincere la Premier League è una sfida di una difficoltà estrema, e io lo so forse meglio di molti altri. Non dobbiamo mai dimenticarlo. Per questo motivo, Slot avrà per sempre un posto di diritto nei libri di storia del nostro club e sarà ricordato con affetto. Raccogliere il testimone di Jürgen Klopp era una missione quasi impossibile, eppure lui è stato semplicemente fantastico nella sua prima stagione”.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il crollo del gioco e la necessità di una scossa

L'ex allenatore del Liverpool, Arne Slot
Il Liverpool e Slot si separano con effetto immediato – CalcioNews24.com

Tuttavia, l’analisi di Gerrard si è fatta molto più severa quando si è trattato di valutare l’annata appena conclusa. Nonostante il quinto posto in campionato (sufficiente per strappare un pass per la prossima edizione della Champions League) e i quarti di finale raggiunti sia in FA Cup che in Europa, la qualità del gioco espresso sul prato verde non è stata ritenuta all’altezza degli standard di Anfield:

  • Identità smarrita: «È stato molto difficile guardare il Liverpool quest’anno. Nelle ultime dieci partite, ma direi per la maggior parte della stagione, la squadra non sembrava affatto il Liverpool».
  • Confusione tattica: «Il loro stile di gioco era faticoso da osservare. Li ho visti slegati, come un castello di sabbia che si sgretola senza coesione».
  • La decisione finale: «Quando ho saputo dell’esonero, all’inizio sono rimasto scioccato. Ma se ci si ferma ad analizzare a mente fredda la situazione, credo davvero che questo fosse il momento giusto per separarsi».

Uno sguardo al futuro: l’ipotesi Iraola

Infine, la leggenda inglese ha proiettato lo sguardo verso la prossima stagione. Per Gerrard non rappresenta affatto una sorpresa che la dirigenza dei Reds sia già in fase avanzata nella ricerca del nuovo manager. Tra i papabili successori, l’ex capitano ha menzionato Andoni Iraola, ritenendolo un allenatore dotato del potenziale e delle idee tattiche necessarie per rimettere in carreggiata il Liverpool e restituire entusiasmo alla piazza.

Formazioni ufficiali PSG Arsenal: le scelte di Luis Enrique e Arteta per la finale di Champions League

Formazioni ufficiali PSG Arsenal: le scelte di Luis Enrique e Arteta per la finale di Champions League alla Puskas Arena di Budapest

La finale di Champions League 2026 è pronta a regalare emozioni alla Puskás Aréna di Budapest, con Paris Saint-Germain e Arsenal protagonisti. I parigini, campioni in carica, hanno superato Chelsea, Liverpool e Bayern Monaco dopo aver passato i playoff contro il Monaco, mentre i Gunners di Mikel Arteta hanno dominato la fase a gironi con otto vittorie su otto, eliminando poi Bayer Leverkusen, Sporting Lisbona e Atletico Madrid. Dopo percorsi così diversi, entrambe le squadre si preparano per l’appuntamento più importante dell’anno, pronte a contendersi il titolo europeo e a scrivere un nuovo capitolo nella storia del calcio continentale.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PSG (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; João Nevers, Vitinha, Fabian Ruiz; Doué, Dembélé, Kvaratskhelia. Allenatore: Luis Enrique.
A disposizione: Chevalier, Marin, Beraldo, Zabarnyi, Ramos, Kang-in-Lee, Hernandez, Mayulu, Fernandez, Barcola, Zaïre-Emery, Mbaye.

ARSENAL (4-2-3-1): Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Hincapié; Rice, Lewis-Kelly; Ødegaard, Saka, Trossard; Havertz. Allenatore: Mikel Arteta.
A disposizione: Kepa, Jesus, Eze, Martinelli, Timber, Gyökeres, Nørgaard, Madueke, Merino, Calafiori, Zubimendi, Dowman.

Mauro Berruto preoccupato: «Il calcio oggi rappresenta un abisso morale, finanziario e anche di risultati sportivi. Non vedo percezione della grandezza del problema!» – VIDEO

Mauro Berruto, deputato ed ex allenatore di pallavolo, ha parlato così dello stato attuale del calcio italiano. Le sue dichiarazioni

Il momento storico del calcio italiano è segnato da profonde criticità strutturali, e le voci autorevoli del panorama nazionale non mancano di sottolinearne la gravità. A margine dell’evento ufficiale di presentazione della Nuova Carta Etica dello Sport, una figura di spicco come Mauro Berruto, deputato della Repubblica ed ex commissario tecnico della Nazionale italiana maschile di pallavolo, ha espresso una severa e lucida disamina sullo stato di salute del movimento calcistico. Le sue dichiarazioni, rilasciate ai microfoni di Calcio+TV , non lasciano spazio a sconti o a facili ottimismi, evidenziando una crisi che va ben oltre il semplice terreno di gioco.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Interpellato sulle attuali dinamiche del mondo del pallone, Berruto ha lanciato un vero e proprio allarme rivolto alle istituzioni sportive e ai club, accusati di mancare di una visione programmatica e collettiva:

«Non stupisco nessuno se dico che il calcio oggi rappresenta un abisso morale, finanziario e anche di risultati sportivi. Ma questa è la conseguenza. Sono molto preoccupato perché non vedo percezione della grandezza del problema, non vedo volontà di soluzioni e soprattutto – una cosa che sarebbe fondamentale – non pensare solo al metro quadrato che sta sotto i piedi. Le componenti devono incominciare a ragionare in una maniera diversa dal passato, rivolta non solo all’interesse di categoria. Se non succede questo, la soluzione credo sia molto lontana. Tutti i cambiamenti hanno bisogno di tempo, il lavoro della Carta Etica richiederà attenzione, manutenzione perché siamo lontani dai principi raccolti. La Carta Etica è una bussola, un indicatore ma siamo di fronte ad un Paese ancora lontano».

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

I valori e i 13 punti della Nuova Carta Etica dello Sport

Le forti parole dell’ex allenatore si inseriscono perfettamente nel contesto valoriale promosso da Etica e SPORT, un’importante associazione di cultura sportiva nata nel 2014 con il fine di tutelare e promuovere i sani principi dell’agonismo. Durante la manifestazione è stata illustrata LA NUOVA CARTA ETICA DELLO SPORT, un documento programmatico fondamentale redatto grazie alla consulenza di Stefano Tallia e Pasquale Quaranta.

Questo vero e proprio manifesto si articola in 13 punti essenziali che mirano a riformare la base culturale del sistema sportivo moderno. I delicati temi trattati spaziano dal rispetto delle regole civili alla necessità di una vera inclusione sociale, passando per l’imprescindibile parità di genere e la tutela della salute fisica e mentale degli atleti. Il documento si chiude infine con un forte e universale appello legato al binomio tra Sport e Pace.

L’associazione richiede un impegno attivo e rigoroso a tutti i firmatari: chi sottoscrive questa carta, infatti, si impegna formalmente a diffonderne i contenuti in ogni ambito della società e, soprattutto, a darle concreta attuazione nella vita sportiva quotidiana, trasformando queste nobili linee guida in solide realtà.

Benitez si candida per l’Italia: «Sarebbe intrigante». Poi promuove Allegri al Napoli

Benitez, allenatore, ha parlato così della possibilità di sedersi sulla panchina dell’Italia. Le sue dichiarazioni

Rafa Benitez non si nasconde e lancia un chiaro messaggio alla Federazione Italiana: la panchina della Nazionale azzurra è un obiettivo più che gradito. L’esperto allenatore spagnolo, che vanta un passato in Serie A con Inter e Napoli (prima delle avventure con Real Madrid, Newcastle, Everton, Celta Vigo e Panathinaikos), ha da poco concluso il suo ultimo incarico in Grecia ed è pronto per una nuova affascinante sfida sportiva.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Ai microfoni di Sky Sport, Benitez ha affrontato diversi temi caldi del nostro campionato, a partire proprio dalla panchina dell’Italia, attualmente al centro di numerose voci che includono persino suggestioni legate a Pep Guardiola. Interrogato sulla possibilità di ricevere una chiamata dalla FIGC, lo spagnolo ha risposto con un sorriso: «Ci sto lavorando, sto migliorando il mio italiano… L’idea di diventare il commissario tecnico di una nazionale è sicuramente molto intrigante. Se mi piacerebbe? Assolutamente sì».

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Lo sguardo di Benitez si sposta poi inevitabilmente sulle sue ex squadre, protagoniste assolute di questa stagione 2025/26. A Napoli, dopo due anni intensi, si è appena chiuso il ciclo di Antonio Conte. Per sostituirlo, il presidente Aurelio De Laurentiis ha scelto Massimiliano Allegri, reduce dal doloroso esonero dal Milan. Una mossa che non sorprende affatto lo spagnolo: «Conosco bene De Laurentiis, è un uomo molto intelligente e sa perfettamente che Allegri possiede l’esperienza giusta per una piazza del genere. Non è affatto facile trovare un sostituto che sia allo stesso altissimo livello di Conte, ma il presidente lo ha trovato».

Infine, un pensiero all’Inter, capace di conquistare un fantastico Double (Scudetto e Coppa Italia) sotto la guida di Cristian Chivu, trionfatore alla sua prima vera campagna nerazzurra dopo la breve parentesi al Parma. Benitez, che allenò il difensore rumeno nel 2010 ereditando la rosa del Triplete di Mourinho, ammette di essere rimasto colpito: «Da giocatore era estremamente intelligente, ma all’inizio non avrei mai immaginato potesse diventare un allenatore. Tuttavia, quando unisci l’intelligenza tattica a una squadra così forte, tutto diventa più semplice. Quando cerchi di inventare troppe cose nuove la situazione si complica, ma i titoli si vincono esattamente così: con una rosa competitiva e un tecnico intelligente».

Giuly shock: «Ho esultato al rigore sbagliato da Trezeguet nella finale del 2006»

Giuly ha rilasciato un’intervista, nella quale ha parlato così del rigore sbagliato da David Trezeguet nella finale Mondiali del 2006

Il tempo non ha cancellato l’amarezza. In una recente intervista concessa al podcast Kampo, l’ex nazionale francese Ludovic Giuly è tornato a parlare della sua dolorosa esclusione dalla Coppa del Mondo 2006, decisa dall’allora commissario tecnico dei Bleus, Raymond Domenech. A vent’anni di distanza (quasi), l’ex giocatore di Lione, Barcellona, Monaco e Roma si è aperto su una delusione che lo tormenta ancora oggi, non avendo mai digerito la scelta di essere stato fatto fuori dalla lista dei Mondiali proprio quando si trovava, probabilmente, nella forma migliore di tutta la sua carriera.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Ciò che brucia di più, spiega Giuly, è la totale assenza di motivazioni: «La cosa peggiore in tutta questa storia è che non ho mai ricevuto alcuna spiegazione. Se almeno Domenech mi avesse detto: ‘Ascolta Ludo, non ti porto perché il tuo segno zodiacale non mi va a genio, o semplicemente perché non ti sopporto…’». Invece, all’ex monegasco fu riservato solo un gelido silenzio. Una frustrazione più che giustificabile per un attaccante che in quella stagione aveva appena conquistato traguardi storici con il Barcellona. Giuly ricorda persino la reazione incredula dei suoi compagni di squadra in Catalogna: «Samuel Eto’o mi disse di smetterla di dire stronzate. Poi arrivò Ronaldinho e mi ripeté la stessa cosa: ‘Smettila, non è vero, deve essere per forza uno scherzo’».

Ma la vera rivelazione arriva parlando del torneo in Germania. «Non ho guardato nemmeno una partita di quel Mondiale», ha confessato l’ex ala destra. La ferita era troppo profonda per poter sostenere i propri connazionali: «Non volevo assolutamente che vincessero». Fino ad arrivare al punto di tifare apertamente per il loro fallimento. Durante la finalissima di Berlino contro l’Italia di Gigi Buffon, Giuly si è spinto oltre: «Ho pregato affinché David Trezeguet sbagliasse il suo rigore». E quando il pallone calciato dallo juventino ha sancito di fatto la sconfitta dei francesi, Giuly si è lasciato andare a una scena surreale: «Ho urlato di gioia insieme a tutti i membri della mia famiglia e ci siamo abbracciati».

Le parole fortissime di Ludovic Giuly riportano alla mente le dichiarazioni rilasciate in passato da Laurent Koscielny, che saltò il trionfale Mondiale del 2018 a causa di un grave infortunio patito poco prima del torneo. Il difensore ammise ai microfoni di Canal+: «Quella Coppa del Mondo resterà una macchia nera nella mia vita. È un sentimento strano: volevo che si qualificassero, ma allo stesso tempo volevo che perdessero. C’è un lato profondamente egoista in tutto questo, ma è così».

Ruben Dias è il giusto erede di Bisseck all’Inter? Il confronto tattico nasconde questa grande verità

Ruben Dias può essere il giusto erede di Bisseck all’Inter? Il confronto tattico attraverso numeri e dati stagionali

L’eventuale cessione di Yann Bisseck potrebbe costringere l’Inter a intervenire pesantemente sul mercato estivo. Tra i nomi che stuzzicano maggiormente la fantasia dei tifosi nerazzurri spicca quello di Rúben Dias, colonna inamovibile del Manchester City e uno dei difensori più completi e affidabili del panorama europeo. Ma il fuoriclasse portoghese sarebbe davvero il sostituto ideale del talento tedesco per lo scacchiere tattico di mister Cristian Chivu?

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Rúben Dias: leadership assoluta e geometrie

Il centrale portoghese incarna perfettamente il ruolo di difensore da top club. Non basa il suo gioco su scatti brucianti o recuperi spettacolari, ma fa di un impeccabile posizionamento, della spiccata intelligenza tattica e della capacità di leggere le situazioni in anticipo le sue armi vincenti. Con i Citizens ha giostrato prevalentemente in una difesa a quattro, dimostrando però una notevole versatilità adattandosi anche a una linea a tre. Nella Champions League 2025/26, Dias ha registrato una precisione nei passaggi del 94% (444 completati su 470), confermando una straordinaria affidabilità nella delicata fase di costruzione dal basso.

Yann Bisseck: atletismo, strapotere fisico e potenziale

Se Dias rappresenta la sicurezza assoluta, Yann Bisseck è il prototipo del difensore moderno: un mix letale di fisicità e conduzione del pallone. Alto quasi due metri, il tedesco è devastante negli spazi aperti, nelle coperture preventive e nelle dirompenti progressioni palla al piede, esaltate nel suo ruolo di braccetto destro nella retroguardia a tre. I suoi numeri europei evidenziano un profilo decisamente più esplosivo e dinamico: ben 28 palloni recuperati, 15 tackle, 14 dribbling tentati e una precisione di passaggio del 92,72%.

Il confronto statistico in Champions League 2025/26

StatisticaRúben DiasYann Bisseck
Partite UCL77
Minuti giocati506558
Precisione passaggi94%92,72%
Palloni recuperati2328
Tackle715
Passaggi completati444380
Dribbling114
Assist01
Velocità massima31,91 km/h33,08 km/h

L’impatto sul progetto Inter: certezze contro prospettiva

Guardando ai dati, emerge una profonda differenza: Dias è un autentico regista difensivo, mentre Bisseck è un elemento di fortissimo impatto fisico e atletico.

Qualora l’Inter dovesse sacrificare il tedesco, l’acquisto di Dias garantirebbe un formidabile leader assoluto, portando in dote enorme esperienza internazionale e carisma a un reparto che potrebbe subire un rinnovamento. Tuttavia, salutando Bisseck, i nerazzurri perderebbero un giocatore in grado di spaccare le partite con i suoi strappi e, soprattutto, un atleta con enormi margini di crescita. In un mondo ideale, il club li vorrebbe trattenere entrambi; ma a fronte di una proposta economica irrinunciabile per l’ex Aarhus, pochi difensori al mondo offrirebbero le eccezionali e immediate garanzie del centrale di Pep Guardiola.

La Sla lo porta via a 49 anni: addio all’ex nazionale

Ci sono notizie che superano il calcio. Che mettono in secondo piano risultati, classifiche e trofei. Quando se ne va un uomo che ha combattuto per anni contro una malattia devastante, il pallone diventa quasi un dettaglio.

Nelle ultime ore il calcio greco si è fermato per salutare Paraskevas Antzas, ex difensore della Nazionale ellenica e dell’Olympiakos, morto a soli 49 anni dopo una lunga battaglia contro la SLA, la sclerosi laterale amiotrofica.

Una malattia che negli ultimi mesi aveva aggravato in modo drammatico le sue condizioni di salute. Per chi ha seguito il calcio europeo tra gli anni Novanta e Duemila, Antzas era un volto conosciuto.

Difensore centrale vecchio stampo, forte fisicamente, difficile da superare nei duelli e dotato di una leadership naturale che gli aveva permesso di diventare uno dei riferimenti del calcio greco della sua generazione.

Antzas, una carriera costruita tra Olympiakos e Nazionale

La parte più importante della sua carriera è stata legata all’Olympiakos. Con la maglia biancorossa ha conquistato sette campionati greci e tre Coppe nazionali, diventando uno dei protagonisti di un ciclo che ha dominato il calcio ellenico per oltre un decennio.

Ha disputato anche numerose partite in Champions League, confrontandosi con alcuni dei migliori attaccanti europei dell’epoca. Parallelamente è arrivata anche la Nazionale. Con la Grecia ha collezionato 26 presenze, partecipando agli Europei del 2008.

Antzas
È morto l’ex nazionale greco Antzas (Instagram Hellasfooty) – Calcionews24.com

Non riuscì invece a far parte della storica spedizione che conquistò l’Europeo del 2004, nonostante avesse contribuito al percorso di qualificazione.

La malattia e il dolore della famiglia

La SLA gli era stata diagnosticata circa un anno e mezzo fa. Da allora le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino al ricovero in terapia intensiva nell’ospedale della sua città natale, Drama, dove si è spento il 25 maggio.

A colpire particolarmente sono state le parole della madre, che ai media greci ha raccontato il dolore vissuto dalla famiglia durante gli ultimi mesi. Ha descritto il figlio come “un ragazzo d’oro” e ha spiegato come la malattia abbia cambiato completamente la sua vita in pochissimo tempo.

Parole che restituiscono tutta la sofferenza di una battaglia combattuta lontano dai riflettori. L’Olympiakos, la federazione greca e l’UEFA hanno voluto ricordarlo con messaggi di cordoglio. Tutti hanno sottolineato lo stesso aspetto: oltre al calciatore, se ne va una persona molto rispettata da compagni, avversari e tifosi.

Glasner il candidato numero uno alla panchina del Milan? Una storia di rinascita e leadership silenziosa: ecco chi è

Glasner il candidato numero uno alla panchina del Milan? Una storia di rinascita e leadership silenziosa: ecco chi è il tecnico austriaco

Oliver Glasner è uno degli allenatori più interessanti nel panorama europeo, e negli ultimi giorni il suo nome è emerso con forza come possibile guida del Milan. La sua carriera non si misura solo in trofei e risultati, ma anche in una storia personale che ha forgiato un tecnico intenso, equilibrato e capace di costruire rapporti profondi con i propri giocatori.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

La vita di Glasner ha conosciuto un momento drammatico nel 2011, quando un’emorragia cerebrale lo costrinse a un lungo intervento e a un percorso di recupero estenuante. L’esperienza lo ha reso consapevole che la vita va oltre il calcio, plasmando il tecnico che oggi predilige la leadership silenziosa, lontana da slogan e copertine. Glasner convince i calciatori con credibilità e metodo, costruendo ambienti solidi e compatibili con il progetto di un club in ricostruzione come il Milan.

Tatticamente, Glasner è moderno e aggressivo. Il suo sistema preferito è il 3-4-2-1, ma il tecnico austriaco adatta il modulo alle esigenze della squadra. Le sue squadre si distinguono per intensità, pressing, velocità nelle transizioni e verticalità, come dimostrato all’Eintracht Francoforte, vincitore dell’Europa League, e al Crystal Palace, dove ha ottenuto risultati significativi anche senza budget da top club.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il Milan, alle prese con una profonda rivoluzione societaria e tecnica, osserva Glasner con grande attenzione: non cerca solo un allenatore, ma un leader in grado di guidare la ricostruzione tecnica e mentale, valorizzare giovani talenti e ottenere risultati anche in contesti complessi. La sua esperienza internazionale e la capacità di lavorare con continuità e metodo lo rendono ideale per affrontare la pressione di un club storico come il Milan.

Se dovesse approdare in rossonero, Glasner affronterebbe la sfida più grande della sua carriera, convivendo con aspettative enormi e una storia di successi da rispettare. La sua esperienza personale insegna che le difficoltà possono essere superate: per il Milan, la scelta di Glasner potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo ciclo basato su serietà, disciplina e visione strategica.

Guardiola prossimo ct dell’Italia? Abodi non chiude all’ipotesi: «Non è un sogno impossibile!»

Guardiola prossimo ct dell’Italia? Abodi non chiude all’ipotesi: «Non è un sogno impossibile!». Le parole del Ministro dello Sport

L’Italia guarda al futuro della Nazionale con grande attenzione, tra dubbi e suggestioni sul prossimo commissario tecnico. Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, intervenuto a Sky Tg24, ha commentato la situazione dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali, sottolineando la necessità di un vero cambio di passo nel calcio italiano.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Abodi ha evidenziato la priorità di investire sui giovani e sul modello tecnico: «Credo che la priorità delle priorità riguardi i giovani. La politica, l’assetto della FIGC, il format dei campionati, la Giustizia Sportiva. Sono tutti importanti, devono contribuire alla credibilità del sistema, ma tutto ruota intorno al modello tecnico, alla ricerca e all’allenamento del talento, che è stato spesso mortificato sull’altare del metodo di gioco».

Guardiola Palermo Manchester City

Il Ministro ha inoltre aperto a ipotesi importanti per la panchina azzurra, compresa quella di Pep Guardiola: «Bisogna capire se lui vuole permettersi l’Italia, ce n’è tanta nel suo percorso di vita e credo nei suoi sentimenti. Fa parte delle opzioni possibili, non è certamente un sogno impossibile. È un allenatore molto importante, il commissario tecnico è un mestiere diverso e bisogna capire se uno straordinario tecnico voglia diventare anche uno straordinario ct».

Abodi ha spiegato come la scelta del nuovo ct debba essere parte di un progetto organico, con collaborazione tra club, Lega e FIGC: «Un allenatore da solo non fa una Nazionale, bisognerà associare un progetto di alto livello, dovrebbe fare emozionare oltre che responsabilizzare. Dovrebbe essere uno stimolo per recuperare il filo dell’eccellenza che abbiamo sacrificato all’incapacità della classe dirigente, sia dei club che delle leghe e della FIGC».

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il Ministro ha anche commentato le difficoltà del contesto italiano nel valorizzare il talento nazionale: «Stiamo entrando in una specie di sortilegio, dobbiamo trovare il metodo giusto, non penso si sia perso il talento ma si è soltanto addormentato, lo stiamo trascurando».

Infine, Abodi ha toccato la questione degli stadi e della loro modernizzazione, in vista di future competizioni come gli Europei 2032, evidenziando come Roma, Milano e Torino siano già coinvolte nei lavori e come la costruzione di strutture adeguate sia fondamentale per aumentare la competitività del calcio italiano: «Vedrete un’accelerazione nei prossimi mesi che consentirà di dire che ce l’abbiamo fatta ancora una volta, ma non sarà un evento. Sarà la stabilità di un modello di stadio che darà all’Italia una maggiore competitività».

Il Liverpool e Slot si separano con effetto immediato: il comunicato ufficiale. Iraola il favorito per la panchina

Il Liverpool e Slot si separano con effetto immediato: il comunicato ufficiale. Iraola il favorito per prendere il suo posto sulla panchina

Il Liverpool ha ufficializzato la separazione da Arne Slot, annunciando che il tecnico lascerà il club inglese con effetto immediato. La società ha comunicato che il processo per individuare il suo successore è già avviato.

«Il Liverpool FC può confermare che Arne Slot lascerà il suo incarico di allenatore con effetto immediato e che il processo di nomina del suo successore è già in corso».

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

La notizia conferma i rumor che circolavano nelle ultime settimane, alimentati dai ritardi nell’annuncio di Andoni Iraola circa il suo futuro al Milan e dalle indiscrezioni sul possibile approdo dello stesso tecnico al Crystal Palace o al Bayer Leverkusen. Questi tentennamenti hanno lasciato intuire che i giochi non fossero ancora fatti, e oggi la decisione del Liverpool chiarisce definitivamente gli scenari.

La stagione dei Reds è stata al di sotto delle aspettative: quinto posto in Premier League, eliminazione ai quarti di Champions League e FA Cup, e uscita al quarto turno della Carabao Cup. Nonostante la vittoria del campionato nella prima stagione di Slot, i segnali di disaccordo con la squadra erano evidenti già a dicembre, come testimoniato dallo sfogo di Mohamed Salah, che portò a un’assenza dai convocati per la partita di Champions contro l’Inter.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il rapporto tra la proprietà e il tecnico olandese, dunque, non ha retto alle difficoltà sportive e alle dinamiche interne allo spogliatoio. Al suo posto, il Liverpool valuta ora seriamente il profilo di Andoni Iraola, considerato ideale per rilanciare il club grazie alla sua esperienza internazionale e alla capacità di imprimere un gioco aggressivo e moderno, adattabile al calcio inglese.

La decisione segna la fine di un ciclo e apre a una fase di transizione che potrebbe rivoluzionare la struttura tecnica dei Reds. Nei prossimi giorni si attendono ulteriori aggiornamenti sul nuovo allenatore, con l’obiettivo di preparare al meglio la prossima stagione e riportare il Liverpool ai vertici del calcio europeo.

Canada, i convocati del ct Marsch per i Mondiali: presenti Davies e David!

Canada, i convocati del ct Marsch per i Mondiali: presenti Davies e David! Il terzino del Bayern Monaco recupera in tempo, la lista completa

Arrivano notizie incoraggianti per il Canada in vista del Mondiale 2026. Nella lista dei 26 convocati diramata dal ct Jesse Marsch figura anche Alphonso Davies, che nelle ultime settimane aveva destato preoccupazioni a causa di un problema muscolare con il Bayern Monaco. Il capitano canadese ha recuperato nei tempi previsti e farà parte della spedizione, pur non essendo ancora al massimo della forma.

Tra i convocati spiccano anche due giocatori noti al calcio italiano: Ismael Koné del Sassuolo e Jonathan David della Juventus, chiamati a guidare una nazionale intenzionata a migliorare il rendimento del 2022, quando concluse il torneo con tre sconfitte nella fase a gironi. Il Canada, che co-ospiterà la competizione insieme a Stati Uniti e Messico, punta a fare una grande figura davanti al proprio pubblico, contando sull’esperienza dei suoi leader e sul supporto della torcida di casa.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La lista completa dei convocati:

Crepau, Goodman, St. Clair, Bombito, Cornelius, Davies, De Fougerolles, Jones, Johnston, Laryea, Sigur, Waterman, Ahmed, Buchanan, Choiniere, Eustaquio, Flores, Koné, Millar, Osorio, Saliba, Shaffelburg, J. David, P. David, Larin, Oluwaseyi.

×