Pagina 108 – Calcio News 24

Scossa Milan: Allegri a un passo dall’addio, Cardinale e Ibrahimovic spingono per il cambio

Milan, linea dura della proprietà rossonera: Massimiliano Allegri vicino all’esonero dopo il confronto con Cardinale e Ibra

è più nero che rosso. L’immagine di Ibrahimovic e Cardinale che lasciano San Siro scortati e senza rilasciare dichiarazioni fotografa la tensione seguita alla pesantissima sconfitta contro il Cagliari, una gara che doveva segnare un nuovo inizio e che invece si è trasformata in uno dei momenti più dolorosi della storia recente rossonera. Cardinale ha deciso di restare a Milano, rinviando la partenza per proseguire le consultazioni con i suoi uomini di fiducia, Calvelli e Ibrahimovic, chiamati a definire le scelte decisive. La priorità riguarda la posizione, sempre più fragile, di Massimiliano Allegri.

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Nel summit pre‑partita, Ibrahimovic aveva già espresso la sua posizione: per lui il Milan deve ripartire senza Allegri. Lo svedese, da mesi in rotta con il tecnico, ha ribadito a Cardinale le sue accuse, dalla mancanza di un’identità offensiva ai rapporti deteriorati con giocatori chiave come Leao e Pulisic. La sua linea è chiara: esonero immediato. Parallelamente, si prepara una rivoluzione dirigenziale. Cardinale vuole affidare a Ibrahimovic e Calvelli la scelta del nuovo direttore sportivo e del nuovo amministratore delegato. Le decisioni sono praticamente prese: Igli Tare sarà sollevato dall’incarico, Giorgio Furlani lascerà dopo quattro anni e Geoffrey Moncada non vedrà rinnovato il contratto.

Nel frattempo Allegri, deluso ma non intenzionato a dimettersi, era atteso a un confronto diretto con Cardinale. Ma la giornata di riflessioni interne a RedBird ha portato alla svolta: il club ha deciso di accogliere la linea di Ibrahimovic. Allegri sarà esonerato. La comunicazione al tecnico è imminente e sancisce la fine di una seconda esperienza in rossonero chiusa tra contestazioni, risultati deludenti e un rapporto ormai logoro con l’ambiente.

Atalanta, accordo raggiunto: Maurizio Sarri sarà il nuovo allenatore della Dea

Maurizio Sarri alla guida dell’Atalanta: intesa chiusa e annuncio atteso a breve. Continua il clamoroso valzer delle panchine

L’Atalanta ha scelto la strada per il proprio futuro: sarà Maurizio Sarri a guidare la Dea nella prossima stagione. Lo riporta Sky Sport. Dopo la parentesi firmata da Raffaele Palladino – capace di condurre la squadra alla qualificazione in Conference League dopo un avvio complicato sotto Ivan Juric – il club nerazzurro ha deciso di affidarsi all’ex tecnico di Napoli, Juventus e Lazio. Sarri è ormai prossimo a chiudere la sua esperienza biancoceleste, con Gattuso pronto a subentrargli sulla panchina capitolina.

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Per Sarri si tratta di una nuova avventura in Italia, l’ennesima tappa di una carriera che lo ha visto sfiorare lo Scudetto con il Napoli e conquistarlo con la Juventus nel 2019‑20. Dopo l’ultima esperienza alla Lazio, il tecnico ha scelto l’Atalanta come nuovo punto di ripartenza, convinto dal progetto e dalla possibilità di lavorare in un ambiente ambizioso e strutturato.

Il progetto Dea e il ritorno del binomio con Giuntoli

A Bergamo, Sarri ritroverebbe Cristiano Giuntoli, ormai prossimo a insediarsi come nuovo direttore sportivo nerazzurro. Un legame professionale forte, costruito negli anni di Napoli e culminato in risultati di altissimo livello. Il binomio è pronto a ricomporsi anche in nerazzurro, con l’obiettivo di dare continuità al percorso di crescita della Dea e aprire un nuovo ciclo tecnico.


Dybala re degli assist: gli 8 gioielli della Joya che hanno trascinato la Roma


Con le due decisive invenzioni nell’ultima sfida di Verona, Dybala si consacra come miglior rifinitore stagionale dei giallorossi

Paulo Dybala non è solo il faro tecnico della Roma, ma è diventato l’insostituibile creatore di gioco della squadra. Con la maglia numero 21 sulle spalle, l’argentino ha toccato quota 8 assist in stagione in tutte le competizioni, staccando il resto del gruppo e issandosi in vetta alla speciale classifica dei passaggi vincenti.

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La consacrazione assoluta in questo ruolo è arrivata proprio ieri, nel prezioso 0-2 sul campo del Verona, dove l’ex Juventus ha servito entrambi i palloni decisivi. Ma il suo intero campionato è un autentico manuale di rifinitura. Ecco, nel dettaglio, l’anatomia degli otto assist che hanno illuminato la stagione romanista:

  • Il colpo di genio (Verona-Roma 0-2): una ripartenza a campo aperto, l’uno contro uno in area e poi l’illuminazione: un tacco no-look che smarca perfettamente El Shaarawy, bravissimo a insaccare con il cucchiaio.
  • La lucidità (Verona-Roma 0-2): pochi minuti prima, sul rigore fallito da Malen, Dybala è il più veloce ad avventarsi sulla respinta di Montipò. Invece di calciare da posizione defilata, rimette in mezzo un pallone d’oro che lo stesso Malen deve solo spingere a porta vuota.
  • Il cecchino dalla bandierina (Roma-Lazio 2-0 e Roma-Parma 2-1): il mancino della Joya su palla inattiva è una sentenza. Due assist arrivano da calcio d’angolo: la pennellata a uscire per l’imperioso colpo di testa di Mancini nel Derby, e la traiettoria tesa che manda a segno Hermoso contro i ducali.
  • Il sarto della profondità (Lecce-Roma 0-2 e Torino-Roma 0-2): quando c’è da verticalizzare, Dybala taglia in due le difese. Al Via del Mare innesca Ferguson rasoterra dopo uno scambio con Cristante; a Torino inventa un assist in diagonale dal limite che manda Malen dritto a tu per tu con il portiere.
  • L’apriscatole europeo (Roma-Stoccarda 2-0): in Europa League, l’argentino riceve da Rensch e, con una visione periferica eccezionale, premia l’inserimento in area di Pisilli, che a tu per tu fulmina il portiere sotto la traversa.
  • I tempi di gioco (Parma-Roma 2-3): su un ribaltamento di fronte innescato da Koné, la palla arriva a Dybala che serve Malen con la tempistica perfetta: l’olandese stoppa in corsa e dal limite fa partire il tiro vincente.

Che si tratti di calci piazzati millimetrici, imbucate repentine o giocate di pura fantasia, l’attacco della Roma ha un solo, indiscusso direttore d’orchestra.

Caos West Ham: la retrocessione svela i malumori. Todibo si rifiuta di giocare, Nuno ai saluti


Il West Ham scende in Championship dopo 15 anni. Tra ammutinamenti nello spogliatoio e l’addio del tecnico portoghese, la crisi è totale

Il West Ham è ufficialmente retrocesso in Championship, abbandonando la Premier League per la prima volta negli ultimi quindici anni. Nonostante la netta e orgogliosa vittoria per 3-0 contro il Leeds nell’ultima e decisiva giornata, il contemporaneo successo del Tottenham sull’Everton (grazie al gol di Joao Palhinha per gli uomini di Roberto De Zerbi) ha condannato inesorabilmente i londinesi alla caduta.

Tuttavia, il fallimento sportivo è solo la punta dell’iceberg. Dietro il baratro in cui sono sprofondati gli Hammers emergono retroscena inquietanti su uno spogliatoio ormai ingestibile, ben simboleggiato dal clamoroso caso di Jean-Clair Todibo.

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L’ammutinamento di Todibo

Secondo quanto riportato dal portale britannico The Athletic, il difensore francese si è categoricamente rifiutato di partecipare alla vitale partita di domenica. Ha assistito al match dalla tribuna del London Stadium dopo aver giurato di non voler mai più scendere in campo agli ordini dell’allenatore Nuno Espirito Santo.

La rottura definitiva si è consumata nei giorni precedenti, con una dinamica esplosiva:

  • La miccia: nella penultima gara di campionato contro il Newcastle (persa 3-1), Nuno ha sostituito Todibo al 26′ del primo tempo, con la squadra già sotto di due reti, per inserire l’attaccante Taty Castellanos (poi andato in gol).
  • Lo scontro: il ventiseienne, autore di 23 presenze stagionali in Premier, ha reagito con rabbia alla sostituzione precoce, litigando animatamente con il manager davanti a tutti.
  • L’epilogo: dopo essersi lamentato duramente anche con il preparatore dei portieri Rui Barbosa, il centrale ha preteso la sua autoesclusione dai convocati per il match finale contro il Leeds.

Rivoluzione estiva all’orizzonte

Il futuro di Todibo sembra ormai segnato: dopo aver collezionato attriti anche con i precedenti tecnici di questa turbolenta stagione (Julen Lopetegui e Graham Potter), un suo addio nel mercato estivo è quasi una certezza.

Eppure, il suo “nemico” in panchina potrebbe precederlo alla porta. Nuno Espirito Santo, subentrato a settembre proprio a Potter, ha perso l’appoggio dello spogliatoio ed è atteso a un colloquio con la dirigenza che dovrebbe sancirne l’esonero. “Non si tratta di me in questo momento”, ha dichiarato il portoghese nel post-partita, glissando sul suo futuro. “Siamo in una situazione molto difficile e il West Ham deve tornare al più presto in Premier League. Ora dobbiamo solo attraversare questo periodo di tristezza, comprendendo appieno la frustrazione e la rabbia dei tifosi. So che ci saranno tante speculazioni su tutti noi, ma oggi non è il giorno giusto per pensarci”.

Panchina Lazio, accelerata su Gattuso: intesa raggiunta e firme attese a breve

Lazio, svolta in panchina: l’ex ct dell’Italia Gennaro Gattuso vicino alla firma per aprire il nuovo corso biancoceleste

La Lazio sembra ormai pronta a voltare pagina in panchina. Dopo una stagione complicata e con la separazione da Maurizio Sarri sempre più vicina, il club biancoceleste avrebbe deciso di puntare su Gennaro Gattuso per inaugurare un nuovo ciclo tecnico. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’accordo tra le parti sarebbe in arrivo e le firme potrebbero arrivare a breve, segnando l’inizio ufficiale del nuovo progetto.

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La scelta di Lotito per il dopo Sarri

Il presidente Claudio Lotito avrebbe individuato in Gattuso il profilo giusto per rilanciare l’ambiente dopo mesi di tensioni e risultati altalenanti. La situazione legata a Sarri – sempre più distante dal club – ha accelerato le valutazioni interne, spingendo la società a muoversi con decisione per non farsi trovare impreparata davanti a un cambio ormai inevitabile. La trattativa con Gattuso, infatti, sarebbe già indirizzata verso la chiusura.

Una nuova occasione per Gattuso

Per l’ex commissario tecnico dell’Italia si tratterebbe di un ritorno immediato in Serie A dopo la deludente parentesi con la Nazionale, conclusa tra critiche e rimpianti. La panchina biancoceleste rappresenterebbe per lui una chance importante per rimettersi in gioco in un contesto ambizioso, esigente e carico di pressione, ma anche ricco di opportunità per rilanciare la propria carriera.

Juventus e Milan a duello: nel mirino il bomber che arriva dalla Spagna

Quando parli di attaccanti in odore di mercato, normalmente ti immagini nomi fatti e rifatti, profili caldi nei salotti di Serie A.

In questo caso, però, si parla di un centravanti che gioca fuori dall’Italia, ma che da quelle parti ha fatto vedere numeri interessanti e ora finisce nel mirino di due grandi storiche del nostro campionato.

Le ultime indicazioni parlano di richieste di informazioni arrivate da Milan e Juventus sul profilo del centravanti norvegese dell’Atletico Madrid Alexander Sorloth, che con i Colchoneros nella stagione 2025‑26 ha segnato una ventina di gol in tutte le competizioni e che potrebbe essere sul punto di lasciare la Spagna nella prossima finestra estiva.

Duello per Sorloth tra Juve e Milan

Sorloth 25 maggio 2026 calcionews24

Il nome di Sorloth circola nelle chiacchiere di mercato, perché Milan e Juventus avrebbero chiesto dettagli sulla sua situazione, più che una trattativa vera e propria in senso stretto, cercando di capire se l’Atletico Madrid sarebbe disposto ad ascoltare offerte.

L’attaccante norvegese, 30 anni, non è sempre stato titolare fisso nella formazione di Diego Simeone, ma quando è stato chiamato in causa ha dimostrato di essere affidabile davanti alla porta e di sapersi adattare anche ai turni in Champions League, con reti pesanti nelle fasi a eliminazione diretta.

Una scelta che può cambiare l’attacco

In fin dei conti, l’idea di vedere un nome come quello di Sorloth vestire rossonero o bianconero non è da escludere, ma non è neanche certo che si arrivi a una conclusione.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se questo duello tutto italiano su un bomber in uscita dalla Liga prenderà forma concreta o resterà un semplice capitolo di una sessione di calciomercato che si preannuncia lunga e densa di sorprese.

Torino, inizia il casting per la panchina: verso l’addio con D’Aversa, 5 nomi per il nuovo allenatore. Ultimissimi sviluppi

Torino, chi sarà il sostituto di D’Aversa? È iniziato il casting per la panchina dei granata, ecco chi sono i nomi in lista

Il futuro della panchina granata entra nel vivo e in casa Torino è giunto il momento delle decisioni cruciali in vista della prossima stagione sportiva. Nonostante un finale di campionato estremamente positivo, l’idea principale della dirigenza è quella di separarsi dall’attuale tecnico D’Aversa. Il club nutre una profonda e sincera gratitudine verso l’allenatore, vero artefice di una preziosa salvezza conquistata con il ragguardevole bottino di 18 punti in 12 partite. Tuttavia, l’intenzione societaria è tracciata: si vuole puntare con decisione su un profilo emergente, con l’obiettivo di proporre un’identità di gioco spiccatamente più offensiva. Per definire la situazione e sancire l’epilogo, è previsto a strettissimo giro l’incontro decisivo tra Cairo, Petrachi e D’Aversa. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Il casting per la panchina: da Aquilani al possibile ritorno di Juric

Mentre si prepara il terreno per i saluti, la ricerca del nuovo allenatore è ufficialmente partita. Sul taccuino del direttore sportivo abbondano le alternative. A intrigare particolarmente la dirigenza sono le idee giovani: piacciono molto Alberto Aquilani e Ignazio Abate, tecnici promettenti ma attualmente legati da vincoli contrattuali rispettivamente con Catanzaro e Juve Stabia.

Allo stesso tempo, non si scartano soluzioni più esperte e di rottura. Tra i profili attentamente seguiti resta caldo quello di Ivan Juric. Il nome dell’allenatore croato, che ha già guidato con autorevolezza la compagine piemontese tra il 2021 e il 2024, rappresenta un’opzione concreta e conosciuta dall’ambiente, seppur non sia l’unico in lizza.

Le suggestioni Gattuso e De Rossi, e l’ombra di Ventura

Il valzer delle panchine regala anche sogni di mercato. Tra i nomi maggiormente graditi alla presidenza figurano Gennaro Gattuso e Daniele De Rossi. La strada però è in salita: permangono forti difficoltà per arrivare all’ex CT e all’attuale guida tecnica del Genoa, che deve ancora sciogliere le riserve sul suo imminente futuro.

Sullo sfondo, infine, emerge un affascinante scenario societario. Durante il recente derby contro la Juventus, sugli spalti dell’Olimpico Grande Torino è stato notato Gian Piero Ventura. L’ex selezionatore azzurro mantiene un ottimo rapporto con Petrachi e Cairo. Una vicinanza che alimenta le indiscrezioni: non si esclude, in un prossimo futuro, un suo diretto coinvolgimento nella società granata con un ruolo dirigenziale.

La Fiorentina contatta Fabio Grosso, è il preferito di Paratici: perché può essere l’allenatore giusto per la Viola

Fiorentina ha contattato Fabio Grosso, è il preferito di Paratici dopo l’esperienza alla Juventus: perché può essere il nome giusto per la Viola

Panchina Fiorentina, si accende il mercato in vista della prossima stagione. La dirigenza toscana ha deciso di rompere gli indugi, muovendo passi concreti e ufficiali per individuare la nuova guida tecnica. Secondo Fabrizio Romano, il club gigliato ha formalmente avvicinato Fabio Grosso, designandolo come obiettivo principale per affidargli il ruolo di nuovo allenatore. I contatti tra le parti sono attualmente in corso e il profilo dell’attuale tecnico del Sassuolo risulta essere estremamente apprezzato da Fabio Paratici, che ne caldeggia fortemente l’ingaggio per rilanciare le ambizioni della piazza.

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Idee e gioventù: perché è lui il profilo perfetto

L’allenatore ideale per risollevare le sorti della formazione toscana è stato individuato proprio nell’ex terzino Campione del Mondo. Sotto il profilo tattico e caratteriale, Fabio Grosso rappresenta un manager moderno, innovativo e dalla mentalità spiccatamente offensiva. È un tecnico giovane ma già maturo, capace di proporre idee calcistiche fresche e di valorizzare al massimo il materiale umano e i giovani a sua disposizione. A certificare le sue enormi doti è la grandissima stagione appena disputata alla guida del Sassuolo. Sulla panchina neroverde, l’allenatore ha costruito una squadra solida, spettacolare e in grado di esprimere un gioco corale di altissimo livello per tutto l’arco dell’anno.

La rinascita necessaria dopo l’incubo retrocessione

Il rilancio della Viola passa obbligatoriamente da una profonda ricostruzione psicologica prima ancora che tecnica. L’ambiente fiorentino ha un disperato bisogno di voltare pagina e ritrovare serenità dopo una stagione incredibilmente travagliata, vissuta pericolosamente nelle zone basse della classifica. Il raggiungimento della salvezza aritmetica, agguantata con estrema fatica e grande apprensione solamente nel finale di campionato, ha lasciato pesanti scorie. Scegliere un profilo affamato e in rampa di lancio come quello del mister romano significa tracciare una linea di demarcazione netta col recente passato, gettando le basi per un progetto a lungo termine. La società e i tifosi esigono un’identità forte e un ritrovato entusiasmo: tutti elementi che l’attuale tecnico neroverde ha dimostrato di saper garantire.

Vlahovic tra doppia cifra e rimpianti: come sarebbe andata se…Intanto quel gesto nel derby della Mole profuma di addio

Vlahovic ha lanciato un indizio significativo sul suo futuro alla Juventus dopo la doppietta nel derby della Mole contro il Torino

Il pareggio per 2-2 maturato nel Derby della Mole lascia in eredità alla Juventus sentimenti contrastanti e molteplici interrogativi per il futuro. Sotto i riflettori c’è indubbiamente Dusan Vlahovic, vero trascinatore della sfida contro il Torino grazie a una pregevole doppietta. Le prestazioni del bomber, tuttavia, accrescono il rammarico di Luciano Spalletti: in una stagione pesantemente condizionata dagli stop fisici, in cui le assenze (25) hanno superato le presenze (23), l’attaccante serbo è comunque riuscito a raggiungere la doppia cifra.

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Statistiche impressionanti e rimpianti in casa bianconera

Il rendimento offensivo del classe 2000 è stato a dir poco letale. Con un bottino di 10 reti stagionali, il centravanti ha mantenuto una strabiliante media di un gol ogni 117 minuti, pur essendo sceso in campo dal primo minuto solamente in 14 occasioni. Di fronte a simili numeri, lo staff tecnico e la tifoseria non possono fare a meno di chiedersi quale sarebbe stato l’esito del campionato se il perno dell’attacco fosse rimasto sano per tutto l’anno.

Il rebus sul futuro e il presunto saluto ai compagni

Archiviate le questioni di campo, le attenzioni si concentrano ora sulle strategie dirigenziali. Il destino del terminale offensivo serbo è avvolto dall’incertezza, ma un gesto plateale ha scatenato le indiscrezioni di mercato. Subito dopo aver siglato la rete del momentaneo doppio vantaggio, il bomber si è lasciato andare a un lunghissimo e sentito abbraccio con Federico Gatti. Una scena densa di emozioni che l’ambiente ha interpretato come un possibile commiato.

Distanza sul contratto: o si scende a patti o sarà cessione

Il nodo cruciale rimane la complessa trattativa per il rinnovo contrattuale, con l’attuale intesa in scadenza il 30 giugno. Le posizioni tra entourage e società appaiono ancora distanti. Per siglare il nuovo accordo, il giocatore è disposto a rinunciare agli attuali 12 milioni annui, ma richiede una base garantita di 8 milioni di euro. I vertici del club, al contrario, sono fermi su una rigorosa politica di contenimento dei costi: l’offerta massima non sfonderà il tetto dei 7 milioni di euro (ingaggio equiparato a quello di Kenan Yildiz). La dirigenza non ammette deroghe e, in mancanza di una fumata bianca, la strada della cessione in un campionato estero diventerà un’ipotesi inevitabile.

Mondiali 2026, la lista della Spagna fa discutere: fuori tutti i giocatori del Real Madrid!

Mondiali 2026, il ct De La Fuente ha reso nota la lista dei convocati della Spagna. Ecco quali giocatori sono stati scelti

Il commissario tecnico Luis de la Fuente ha svelato la lista ufficiale dei convocati della Spagna per l’attesissimo Mondiale 2026. Una selezione che, come da tradizione quando si tratta della Roja, è destinata a far scorrere fiumi d’inchiostro, tra clamorosi tagli e scelte tecniche decisamente coraggiose per tentare l’assalto al trofeo calcistico più ambito.

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Il caso: nessun giocatore del Real Madrid in lista

Il dettaglio che salta immediatamente all’occhio, e che sta già infiammando il dibattito in terra iberica, è a dir poco storico: nessun giocatore del Real Madrid prenderà parte alla spedizione nordamericana. Un’assenza totale di calciatori Blancos che rappresenta un vero e proprio terremoto mediatico. De la Fuente ha preferito percorrere altre strade, delineando una rottura netta con i blocchi tradizionali e premiando giocatori funzionali alla sua idea di gioco, a prescindere dal blasone del club di appartenenza.

Le sorprese tra i pali: dentro Joan Garcia, fuori Remiro

Le novità non mancano neppure nel reparto dei portieri, dove si registra un’esclusione eccellente. A restare a casa è infatti Alex Remiro: l’estremo difensore della Real Sociedad è stato tagliato dalla terna finale. Al suo posto, per fare da scudiero agli inamovibili Unai Simón e David Raya, il selezionatore ha deciso di premiare l’incredibile parabola di Joan Garcia, che si guadagna con pieno merito il biglietto per gli Stati Uniti, il Canada e il Messico.

Il rientro di Gavi e la conferma di Eric Garcia

Scorrendo le scelte nei vari reparti, spiccano alcune certezze e ritorni fondamentali. In difesa si segnala la presenza di Eric Garcia, che si riprende definitivamente la scena internazionale confermandosi un elemento molto apprezzato dal CT per la sua duttilità e precisione in fase di impostazione.

Ma la notizia più bella per i tifosi spagnoli riguarda il centrocampo: è finalmente l’ora del grande riscatto per Gavi. Dopo le enormi sofferenze legate ai passati infortuni al ginocchio, il gioiello del Barcellona torna protagonista in una competizione maggiore, pronto a prendere per mano la mediana insieme a Pedri, Fabián Ruiz e Rodri.

A completare un roster ricco di talento puro, un attacco stellare guidato da Lamine Yamal e Nico Williams, con innesti a sorpresa come Victor Muñoz e il grande ritorno di Borja Iglesias. La Spagna lancia il suo guanto di sfida al mondo: il talento abbonda, ora parlerà il campo.

La caduta dei ‘giganti’: Juve e Milan fuori, in Champions ci va il Como! La fotografia della crisi del nostro calcio

La caduta dei ‘giganti’: Juve e Milan fuori, in Champions ci va il Como! Il finale di stagione in Serie A fotografa la crisi del nostro calcio

La stagione 2025/26 di Serie A si è chiusa con verdetti pesantissimi nella corsa alla Champions League. L’esclusione di Juventus e Milan dalla massima competizione europea non rappresenta soltanto un fallimento sportivo per due delle grandi storiche del nostro campionato, ma diventa anche il simbolo di una crisi più ampia del calcio italiano. Una crisi che va avanti da anni e che ha trovato la sua manifestazione più evidente nella terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali, dopo il ko ai rigori contro la Bosnia nella finale playoff durante la gestione di Rino Gattuso.

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Serie A, il crollo delle big e il problema della Nazionale

Per decenni la Nazionale italiana si è fondata sui blocchi delle grandi squadre: la Juventus, il Milan, l’Inter. Erano quei club a fornire l’ossatura tecnica, mentale e internazionale dell’Italia. Oggi lo scenario appare molto diverso. Nelle ultime convocazioni di Gattuso, il riferimento principale era diventato il blocco dell’Inter, comunque non sufficiente per superare l’ostacolo Bosnia. Dalla Juventus erano presenti pochi elementi, come Gatti, Cambiaso e Locatelli, mentre dal Milan non è arrivato alcun contributo significativo.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’ultima giornata di campionato ha consegnato il finale più amaro possibile per bianconeri e rossoneri: entrambe fuori dalla Champions League, entrambe destinate all’Europa League. Un dato che fa rumore e che richiama una distanza storica enorme: era dalla stagione 1991/92 che Juventus e Milan non mancavano insieme l’accesso alla principale competizione europea.

Serie A, il Como in Champions e il paradosso del talento italiano

A sfruttare il crollo delle due grandi è stato il Como di Cesc Fabregas, protagonista di una qualificazione storica alla Champions League, la prima nella storia del club. Un’impresa impressionante, soprattutto considerando il percorso dei lariani: dalla Serie B all’Europa più importante nel giro di appena due anni.

Il risultato del Como racconta programmazione, investimenti mirati, idee chiare e una proposta di gioco riconoscibile. Allo stesso tempo, però, apre un altro tema centrale: la quasi totale assenza di calciatori italiani nel progetto tecnico dei lariani. Una critica ricorrente, ma anche un segnale del momento che vive il nostro sistema.

Il calcio italiano deve interrogarsi. Se le big storiche non producono più un blocco forte per la Nazionale e se i modelli emergenti crescono soprattutto attraverso talenti stranieri, il problema non è soltanto dei singoli club. È strutturale. Servono idee, coraggio, investimenti sui giovani e una visione diversa. Altrimenti il rischio è continuare a celebrare imprese isolate senza risolvere la crisi profonda del movimento.

L’Inter blinda Chivu e progetta il futuro: in arrivo 5 rinforzi dal mercato, il budget iniziale sarà di 50 milioni!

L’Inter blinda Chivu e progetta il futuro: in arrivo 5 rinforzi dal mercato, il budget iniziale sarà di 50 milioni! Tutti i nomi sul taccuino

L’Inter campione d’Italia riparte da Cristian Chivu. Dopo lo scudetto conquistato al primo anno sulla panchina nerazzurra, il tecnico romeno è pronto a firmare il rinnovo di contratto fino al 30 giugno 2028. Il club premierà il lavoro dell’allenatore con un aumento dell’ingaggio: dagli attuali 2 milioni a circa 3 milioni di euro netti a stagione, più bonus legati ai risultati. Una scelta di continuità forte, che conferma la piena fiducia della società nel tecnico e nel percorso iniziato dopo l’addio di Simone Inzaghi.

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Inter, niente difesa a quattro: avanti con il sistema collaudato

Nelle prime riunioni operative con la dirigenza è stata accantonata l’ipotesi di cambiare sistema di gioco. L’Inter non passerà alla difesa a quattro, ma continuerà con il 3-5-2, modulo che ha dato garanzie e che resta la base del progetto tecnico. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il budget iniziale per il mercato estivo sarà di circa 50 milioni di euro, cifra che potrà aumentare attraverso le cessioni.

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L’obiettivo è inserire tre titolari: un difensore centrale e due centrocampisti. A questi dovrebbero aggiungersi altri due innesti utili per migliorare le rotazioni, soprattutto in vista del ritorno competitivo in Champions League, dopo la delusione dell’eliminazione ai playoff contro il Bodo/Glimt.

Inter, Koné e Curtis Jones per il centrocampo: Palestra resta nel mirino

Il primo nome per la mediana è Manu Koné. La richiesta della Roma, circa 50 milioni di euro senza contropartite, è considerata alta dai nerazzurri, ma la trattativa resta viva. L’altro profilo seguito è Curtis Jones, centrocampista del Liverpool, che avrebbe già aperto al trasferimento a Milano.

Sulla destra piace sempre Marco Palestra, esterno di proprietà dell’Atalanta reduce dal prestito al Cagliari. L’Inter lo vorrebbe a prescindere dal futuro di Denzel Dumfries, legato a una clausola da 25 milioni valida a luglio.

In difesa piacciono Tarik Muharemovic del Sassuolo e Oumar Solet dell’Udinese, ma potrebbero arrivare entrambi solo in caso di cessione di Bisseck o, più difficilmente, di Bastoni. In porta, con Sommer in uscita, fiducia a Josep Martinez, affiancato da un profilo esperto come Ivan Provedel o Kepa Arrizabalaga.

Napoli, caccia al dopo Conte: tra Italiano e Allegri c’è anche la tentazione Iraola!

Napoli, caccia al dopo Conte: tra Italiano e Allegri c’è anche la tentazione Iraola! Tutti i nomi per il prossimo allenatore, chi è in vantaggio

Il futuro della panchina del Napoli è diventato uno dei temi centrali del mercato allenatori. Dopo l’addio di Antonio Conte, il club azzurro deve scegliere la nuova guida tecnica per una stagione dal peso enorme: quella del Centenario. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il presidente Aurelio De Laurentiis vuole affidarsi a un profilo sicuro, capace di mantenere il Napoli ai vertici del calcio italiano e di provare a ritrovare competitività anche in Champions League.

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Napoli, De Laurentiis cerca una guida forte per il Centenario

Il lavoro di Conte ha lasciato una base importante, soprattutto sotto il profilo della mentalità. Il presidente azzurro lo ha sottolineato chiaramente: «abbiamo oltre 30 giocatori tra quelli che ci sono e che torneranno. E non è detto che quelli che non andavano bene per Conte, invece, non potranno essere molto utili al prossimo allenatore. Abbiamo una squadra molto forte, basteranno pochissimi innesti per essere competitivi».

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Per questo il Napoli vuole chiudere in tempi rapidi. La rosa è considerata già solida e il prossimo tecnico dovrà valorizzare il gruppo esistente, inserendo pochi rinforzi mirati.

Napoli, Allegri resta il grande sogno

Il nome forte resta quello di Massimiliano Allegri. Il tecnico è ancora legato al Milan, ma De Laurentiis osserva con attenzione l’evoluzione della situazione rossonera. In caso di rottura definitiva, Allegri tornerebbe immediatamente in cima alla lista. Il rapporto tra lui e il presidente del Napoli è di lunga data, così come quello con il direttore generale Giovanni Manna, conosciuto negli anni alla Juventus.

Più defilata, invece, la pista Maurizio Sarri: il tecnico si è tirato indietro e sembra destinato all’Atalanta, una scelta che avrebbe deluso il club azzurro.

Napoli, Italiano resta in lista: attenzione a Iraola

L’altro nome molto caldo è Vincenzo Italiano. L’allenatore incontrerà il Bologna per fare il punto, ma una chiamata del Napoli potrebbe cambiare gli scenari. Il suo calcio aggressivo, sviluppato tra 4-3-3 e 4-2-3-1, si sposerebbe bene con l’attuale rosa azzurra.

Attenzione anche alla possibile sorpresa: Andoni Iraola, in scadenza con il Bournemouth. Pista complessa, ma non impossibile. De Laurentiis ha spesso stupito con scelte internazionali: il dopo Conte può riservare un nuovo colpo a effetto.

Senesi, niente Juve! Accordo verbale col Tottenham, ci aveva provato anche il Liverpool

Senesi, niente Juve! Accordo verbale col Tottenham, ci aveva provato anche il Liverpool: le ultime sulla trattativa per il difensore

Novità sul futuro di Marcos Senesi, difensore argentino del Bournemouth accostato anche alla Juventus negli ultimi mesi. Secondo Matteo Moretto, il Tottenham avrebbe raggiunto un accordo verbale per il suo trasferimento e starebbe già preparando un contratto quadriennale. Gli Spurs avrebbero anticipato diversi club europei, compreso il Liverpool.

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PAROLE – «Il Tottenham ha un accordo verbale per il trasferimento di Marcos Senesi. Esiste un accordo verbale in corso tra le parti e il club londinese sta già lavorando a un contratto di quattro anni per il difensore argentino. Gli Spurs precedono diversi giganti europei; persino il Liverpool ha mostrato interesse nelle ultime settimane».

Simonelli rivela: «La Supercoppa Italiana si giocherà a dicembre, non faremo più derby nel finale di campionato». Poi si esprime sugli scontri pre Torino-Juve

Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha detto la sua sulla programmazione della Serie A, sulla Supercoppa Italiana e non solo

Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 all’indomani dell’ultima giornata di campionato, segnata dalle qualificazioni in Champions League di Roma e Como e dal caos legato al derby di Torino. Tra i temi affrontati, anche la sede della prossima Supercoppa Italiana e la possibilità futura di disputare gare di campionato all’estero.

Sulla Supercoppa, Simonelli ha spiegato: «La Supercoppa italiana si giocherà il 22-23 dicembre, penso lo decideremo oggi in un consiglio di Lega. Non abbiamo la finestra in Arabia per i Giochi asiatici, non ci sono ipotesi in quell’area per ovvi motivi legati alle guerre. Penso oggi decideremo anche dove giocare».

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Poi il passaggio sulle partite fuori dall’Italia: «In futuro ci sarà la possibilità di esaminare anche partite di campionato all’estero. Questo fa parte dei programmi codificati oggi anche da Uefa e Fifa. Mentre prima non esisteva alcuna disposizione, oggi si può fare seguendo una procedura che è quella che abbiamo seguito in maniera estemporanea per proporre Milan-Como a Perth». Il presidente ha aggiunto: «E’ una cosa che secondo me si farà, so che non è amata dai tifosi ma è una maniera per far conoscere la Serie A all’estero e quindi ottenere maggiori ricavi dai diritti tv esteri».

Simonelli Serie A, derby e calendari: «Ne terremo conto»

Tra gli argomenti centrali anche la gestione dei derby nelle ultime giornate, dopo le problematiche emerse prima con Roma Lazio e poi con Torino Juventus. Il presidente della Lega ha chiarito che il tema sarà valutato nella costruzione dei prossimi calendari, pur senza trasformarlo in una regola assoluta.

Sul punto, Simonelli ha dichiarato: «Non programmare più derby nel finale di campionato? Ne terremo conto nelle oltre 400 variabili, sportive e non, di chi fa i calendari. Non è un parametro che va inserito e che inseriremo, ogni volta che sorge qualcosa si cerca di migliorare, la perfezione non è di questo mondo».

Il nuovo calendario della stagione 2026/27 sarà presentato il 5 giugno a Parma, durante il Festival della Serie A: «I nuovi calendari saranno ufficializzati il 5 giugno a Parma, durante il Festival di Serie A. Sarà il secondo anno che daremo il calendario il prima possibile, anche i tifosi vogliono organizzare le trasferte».

Sul derby della Capitale, giocato in contemporanea con gli Internazionali d’Italia, ha aggiunto: «Il derby di Roma? Il fatto di averlo in contemporanea con gli Internazionali ha dato problemi che sono stati gestiti secondo le necessità della Lega».

Simonelli Serie A, caos derby di Torino: la presa di posizione sulle curve

Simonelli è poi tornato sui disordini prima del derby di Torino, iniziato in ritardo dopo gli scontri all’esterno dello stadio e il ferimento di un tifoso. Il presidente ha assunto una posizione molto netta sul rapporto tra club, calciatori e frange organizzate del tifo.

Queste le sue parole: «Non ho mai capito la sudditanza dei club o dei giocatori verso le curve». Poi ha aggiunto: «È surreale che una parte minoritaria di tifosi si arroghi il diritto di decidere se una partita si possa o meno giocare. I tifosi sono quelli di tutto lo stadio, non solo quelli delle curve. È una cosa che a me non piace».

Infine, il messaggio di solidarietà: «Dispiace che un branco di teppisti e delinquenti possa rovinare il campionato. Esprimo solidarietà al tifoso ferito e alle forze dell’ordine, a cui va il ringraziamento anche per come hanno garantito l’ordine pubblico».

Il Venezia sogna in grande sul mercato: non solo Fullkrug! Occhi su Kostic, Basic ed El Shaarawy: il piano

Il Venezia sogna in grande sul mercato: non solo Fullkrug! Occhi su Kostic, Basic ed El Shaarawy: il piano dopo la promozione in Serie A

Il Venezia studia un colpo d’esperienza per rinforzare il reparto offensivo in vista del ritorno in Serie A. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il club arancioneroverde avrebbe messo nel mirino Niclas Fullkrug, centravanti tedesco attualmente al Milan ma destinato a rientrare al West Ham al termine della stagione. I rossoneri, infatti, hanno già deciso di non esercitare il diritto di riscatto fissato a 5 milioni di euro, pattuito a gennaio con gli inglesi dopo l’arrivo dell’attaccante in prestito gratuito.

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Venezia, Fullkrug pista da seguire per l’attacco

Per il Venezia si tratta al momento di un’idea, ma la situazione viene monitorata con attenzione. Fullkrug conosce ormai il campionato italiano e potrebbe rappresentare un profilo utile per una squadra neopromossa, alla ricerca di esperienza, fisicità e peso in area di rigore. Il tedesco classe 1993, però, ha vissuto mesi complicati al Milan: dal suo arrivo a gennaio ha collezionato 19 presenze complessive, per un totale di 618 minuti, con appena tre gare da titolare.

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In Serie A ha segnato una sola rete, ma pesante: il gol decisivo nella vittoria per 1-0 contro il Lecce. Il suo futuro resta comunque aperto. Una volta rientrato al West Ham, potrebbe lasciare nuovamente la Premier League: oltre al Venezia, anche il Wolfsburg sarebbe interessato ad aprire una trattativa.

Venezia, non solo Fullkrug: occhi su Basic, Kostic ed El Shaarawy

Il mercato del Venezia non si limita all’attacco. Il club arancioneroverde segue anche alcuni profili in scadenza di contratto, potenzialmente acquistabili a parametro zero. Tra questi ci sono Toma Basic, centrocampista croato della Lazio, Filip Kostic, esterno serbo della Juventus, e Stephan El Shaarawy, attaccante della Roma cercato anche dal Genoa.

Sul fronte uscite, invece, è ormai avviata la cessione di Issa Doumbia allo Sporting Lisbona. Il centrocampista italiano classe 2003 dovrebbe trasferirsi in Portogallo per 20 milioni di euro più 6 milioni di bonus, garantendo al Venezia una plusvalenza importante per finanziare il mercato estivo.

Messi tiene l’Argentina col fiato sospeso: infortunio con l’Inter Miami a pochi giorni dal Mondiale!

Messi tiene l’Argentina col fiato sospeso: infortunio con l’Inter Miami a pochi giorni dal Mondiale! Attesa per gli esami strumentali

Cresce la preoccupazione in casa Argentina per le condizioni di Leo Messi, a poche settimane dall’inizio dei Mondiali. Il numero 10 dell’Inter Miami ha lasciato il campo al 73’ della sfida di MLS contro i Philadelphia Union, vinta 6-4 dalla squadra della Florida.

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Messi Argentina, il problema al bicipite femorale

Messi, raramente sostituito durante le partite, si era già fermato al 71’, toccandosi il bicipite femorale sinistro. Il campione argentino non si è diretto subito verso la panchina, ma ha di fatto chiesto il cambio dopo aver avvertito il fastidio muscolare. Prima dello stop aveva comunque inciso sulla gara, servendo due assist nel primo tempo.

Messi Argentina, attesa per gli esami

Al momento non è stata comunicata alcuna diagnosi ufficiale sull’infortunio. La situazione sarà monitorata con grande attenzione, anche perché Messi aveva già avuto problemi al bicipite femorale in almeno altre due occasioni durante la sua esperienza all’Inter Miami. L’Argentina resta in attesa di aggiornamenti, con il Mondiale ormai sempre più vicino.

Capello duro: «Juve e Milan, doppio suicidio, una serata umiliante! Sul Como non mi sono sbagliato»

Capello duro: «Juve e Milan, doppio suicidio, una serata umiliante! Sul Como non mi sono sbagliato». L’analisi dell’ex allenatore

Intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Fabio Capello ha analizzato così i verdetti dell’ultima giornata di Serie A 2025/26.

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MILAN E JUVE FUORI DALLA CHAMPIONS – «La notizia dell’ultima giornata è sicuramente l’esclusione dalla prossima Champions League di Milan e Juventus, entrambe vittime di un doppio suicidio. I bianconeri avevano fatto il patatrac contro la Fiorentina in casa una settimana fa, i rossoneri li hanno «copiati» ieri sera a San Siro contro il Cagliari. Ho visto una squadra, quella di Allegri, senza forza, senza volontà, senza idee. Come, del resto, è stato per gran parte del girone di ritorno. E va aggiunto che, contro il Cagliari, sono pure stati fortunati che sia finita soltanto 1-2. I milanisti guardavano gli avversari giocare: è mai possibile una cosa simile a certi livelli e, per giunta, in una partita che è una finale? Fisicamente la squadra è spenta, ma almeno ci potevano mettere l’anima, potevano combattere: invece nessuna azione di pressing, nessuna aggressione, niente di niente».

SERATA TRISTE E UMILIANTE PER IL MILAN – «Alla fine, mi viene da usare un solo aggettivo per descrivere la serata rossonera: triste. Ne aggiungo un altro: umiliante. Sì, perché deve essere stato umiliante per i tifosi, che hanno seguito la squadra con passione per una stagione intera, assistere a uno spettacolo del genere. Non è possibile vedere un Milan in queste condizioni: tutta la squadra mi è sembrata passiva. Ripeto: il risultato e la prestazione sono stati scioccanti».

CHE FARE ADESSO? – «Una bella riunione per capire che cosa si vuole fare e dove si vuole andare. Tutto il girone di ritorno dei rossoneri non è stato bello e questo è un aspetto che va analizzato. Rivoluzione? Sì, ma a patto che alla base ci siano delle idee, perché altrimenti è inutile fare le rivoluzioni. Si deve innanzitutto capire dove mettere le mani, e non sarà un lavoro semplice. Aggiungo una sola cosa: da quando sono andati via dalla società Maldini e Massara si è visto poco Milan. E credo di essermi spiegato»

JUVE – «La mancata qualificazione della Juve è figlia dell’imperdonabile sconfitta contro la Fiorentina, su questo non c’è alcun dubbio. Ma anche in questo caso si dovrà riflettere e fare chiarezza per costruire il futuro. Direi che pure a Torino serve una bella riunione, perché i soldi sono stati spesi e i risultati non si sono visti».

ROMA – «Applaudo Gasperini, perché so quanto è complicato avere successo in un ambiente come quello della Roma: meraviglioso sotto certi aspetti, ma sicuramente snervante. Si è guadagnato la Champions League e lo ha fatto anche (se non soprattutto) grazie a un centravanti come Malen, che mi piace tantissimo. Lui ha segnato gol fondamentali, è un attaccante rapido che non sta mai fermo e si muove molto bene senza palla. Con lui là davanti tutta la squadra ha cominciato a giocare in un certo modo e i risultati si sono visti»

COMO – «E poi c’è il Como, che non definirei una sorpresa. Per me è la conferma di quello che ha fatto vedere nell’arco del campionato. Quando ha battuto la Juventus io avevo detto che, secondo me, chiunque avesse ambizioni di entrare in zona Champions, avrebbe dovuto fare i conti con la squadra di Fabregas. Non mi sono sbagliato. Il Como gioca un calcio internazionale: fanno possesso-palla, ma lo fanno in verticale, i movimenti sono sempre corretti, corrono tutti e tutti si aiutano. C’è qualità e c’è ritmo nelle partite del Como, e di questo bisogna dare merito a Fabregas. E poi, giocando in questo modo, subiscono pochissimi gol: hanno la migliore difesa del campionato. Anche questo non è un dettaglio da poco».

RETROCESSIONE – «L’ultimo verdetto riguarda la retrocessione. Il Lecce si è salvato, la Cremonese va in Serie B. I pugliesi hanno saputo fare tesoro del punto di vantaggio che avevano, e lo hanno difeso sapendo che una vittoria li avrebbe condotti in porto sani e salvi».

Frattesi e l’Inter, tutto pronto per l’addio: il primo ad essere deluso è lui stesso! La rivelazione

Frattesi e l’Inter, tutto pronto per l’addio: il primo ad essere deluso è lui stesso! La macchina per la cessione si è già messa in moto

Quando l’Inter ha scelto Cristian Chivu per aprire un nuovo ciclo tecnico, uno dei temi più discussi riguardava il possibile cambio modulo. Una trasformazione che, almeno sulla carta, avrebbe potuto favorire Davide Frattesi, centrocampista arrivato in nerazzurro con grandi aspettative e mai davvero riuscito a conquistare un ruolo da titolare fisso. Dopo le difficoltà vissute con Simone Inzaghi, molti pensavano che il nuovo corso potesse restituirgli spazio, fiducia e continuità. Invece, a tre anni dal suo arrivo all’Inter, l’addio in estate sembra ormai uno scenario sempre più probabile.

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Frattesi Inter, una stagione senza gol e assist in Serie A

Il rendimento dell’ultima stagione ha aumentato i dubbi sul futuro di Frattesi. Il centrocampista ha chiuso il campionato con zero gol e zero assist in Serie A, un dato molto lontano dall’impatto che aveva avuto nei suoi primi mesi nerazzurri, quando era spesso riuscito a incidere anche partendo dalla panchina. A parlarne è il Corriere dello Sport.

«Frattesi in Italia e in Europa fino a dodici mesi fa aveva sempre garantito scariche d’adrenalina preziose alla squadra, per tenerla viva nei momenti di difficoltà e aiutarla a raggiungere anche i traguardi più ambiziosi. Il sogno di diventare un titolare non si è mai realizzato, ma non per questo la piazza lo ha considerato meno importante. Almeno fino a quando Davide è rimasto se stesso».

Frattesi Inter, rapporto complicato e mercato già in movimento

Il rapporto con Inzaghi si era incrinato nella parte finale della scorsa stagione, ma l’arrivo di Chivu non ha cambiato la situazione. Tra problemi fisici, scelte tecniche e possibili incomprensioni, Frattesi non è riuscito a ritrovare centralità.

«La delusione dell’ultima parte della scorsa stagione aveva poi sfaldato completamente il rapporto con Inzaghi, non con la piazza. Anzi. I tifosi si aspettavano che con Chivu potesse ritrovare continuità e stimoli, ma – tra problemi fisici e inevitabilmente anche incomprensioni con il nuovo allenatore – non è stato così. Frattesi ha chiuso questa stagione con zero gol e zero assist in Serie A. Il primo a essere deluso è lui stesso, come in qualche modo testimonia anche l’atteggiamento quasi dismesso mostrato durante i festeggiamenti del doblete. Il ragazzo è sembrato quasi un corpo estraneo, certe immagini non sono passate inosservate. Solo altrove potrà ritrovare il sorriso e l’energia che gli hanno sempre permesso di fare la differenza. Toccherà al club e al suo entourage trovare una sistemazione: la macchina si è già messa in moto».

L’estate può quindi diventare il momento della separazione. L’Inter dovrà valutare offerte e incastri di mercato, mentre Frattesi cerca una nuova occasione per tornare protagonista.

Milan, sarà rivoluzione dopo il fallimento Champions: Cardinale cambia tutta la dirigenza! Via Furlani, Moncada e Tare

Milan, sarà rivoluzione dopo il fallimento Champions: Cardinale cambia tutta la dirigenza! Via Furlani, Moncada e Tare: le mosse dei rossoneri

Sarà una vera rivoluzione in casa Milan dopo il fallimento della stagione e il mancato accesso alla prossima Champions League. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il ko contro il Cagliari a San Siro ha certificato una crisi profonda, non soltanto tecnica ma anche societaria, economica e ambientale. Il club rossonero, per la seconda stagione consecutiva, resterà fuori dall’Europa più importante: un verdetto che apre inevitabilmente la fase delle valutazioni annunciate da Gerry Cardinale.

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Milan, tutti sotto esame dopo il fallimento Champions

La sensazione è che il proprietario di RedBird sia pronto a intervenire in modo radicale. Le tensioni interne delle ultime settimane, i continui rimpalli di responsabilità e le divisioni tra le varie aree del club hanno contribuito a un finale di stagione disastroso. In pubblico sono arrivati appelli all’unità, ma all’interno del Milan il clima è apparso sempre più frammentato.

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La contestazione dei tifosi ha colpito duramente la squadra e la dirigenza. Dopo aver sostenuto i rossoneri fino al triplice fischio, la curva ha manifestato tutta la propria rabbia. Zlatan Ibrahimovic, presente sugli spalti e poi accompagnato fuori, è finito nel mirino insieme agli altri dirigenti. Cardinale, rimasto in tribuna fino al termine della partita, ha osservato e ascoltato prima di lasciare lo stadio.

Milan, Furlani, Tare e Moncada verso l’addio

Il cambiamento dovrebbe partire dall’organigramma. La posizione di Giorgio Furlani, amministratore delegato in carica dal dicembre 2022, appare ormai compromessa. Al suo posto potrebbe arrivare presto un nuovo ad. In bilico anche Igli Tare, direttore sportivo e principale responsabile dell’ultimo mercato, e Geoffrey Moncada, direttore tecnico e figura molto vicina a Ibrahimovic.

Secondo la Gazzetta, i destini dei dirigenti potrebbero essere definiti già nelle prossime ore. Cardinale, arrivato a Milano prima della sfida con il Cagliari, ha avuto contatti con diversi uomini chiave del club, tra cui Massimo Calvelli, possibile figura centrale nella riorganizzazione interna, e la chief brand officer Montini.

Ora il Milan si prepara a giorni intensi. Anche la posizione di Massimiliano Allegri resta da valutare: il tecnico è considerato uno dei responsabili della caduta verticale della squadra. Ma la rifondazione, questa volta, potrebbe coinvolgere davvero tutti.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 25 maggio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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De Laurentiis chiama, Inzaghi non risponde: prosegue la caccia al sostituto di Conte

Il telefono del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha squillato con un nome molto chiaro nel display: Simone Inzaghi.

Un tecnico che per ADL non è nuova comparsa nell’elenco dei desideri, anzi è spesso stato accostato al progetto azzurro quando si è trattato di guardare a chi potesse guidare la squadra dopo momenti intensi.

Questa volta però la chiamata, per quanto diretta, non ha avuto la risposta che il numero uno partenopeo avrebbe sperato di ricevere, semplicemente perché Inzaghi, al momento, non è disponibile a tornare in Italia e continuerebbe almeno un altro anno con il proprio club attuale.

Inzaghi e la pista Napoli per il post Conte

Inzaghi soldi arabia 25 maggio 2026 calcionews24

Il patron campano avrebbe sondato la disponibilità di Inzaghi a guidare il Napoli, affiancandolo a un progetto che, dopo l’esperienza di Conte, cerca un timoniere con esperienza e personalità.

Il tecnico ex Inter, però, è legato al proprio attuale club, l’Al‑Hilal, per almeno un’altra stagione, con un contratto decisamente importante dal punto di vista economico.

Il fatto che Inzaghi non si liberi ora non vuol dire che abbia definitivamente escluso Napoli o che non rimanga un’opzione futura, semplicemente ha priorità e impegni che lo tengono lontano da questo tipo di scelta nel breve periodo. E la caccia di De Laurentiis continua.

Diretta gol Serie A: Torino Juve 2-2, i bianconeri sono in Europa League insieme al Milan

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 38esima giornata di campionato: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per la 38esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26.

La classifica aggiornata in tempo reale:

INTER – 87
NAPOLI – 76
ROMA – 73
COMO – 71
JUVENTUS – 71
MILAN – 70
ATALANTA – 59
BOLOGNA – 56
LAZIO – 54
UDINESE – 50
SASSUOLO – 49
PARMA– 45
TORINO – 44
FIORENTINA – 42
GENOA – 41
CAGLIARI – 43
LECCE – 38
CREMONESE – 34
VERONA – 21
PISA – 18

Milan Cagliari 1-2 (segui qui il live)

Lecce Genoa 1-0 (6′ Banda)

Hellas Verona Roma 0-2 (57′ Malen, 90+4′ El Shaarawy)

Cremonese Como 1-4 (36′ Rodriguez, 51′ Douvikas, 55′ Bonazzoli, 74′ Da Cunha, 81′ Da Cunha)

Torino Juventus 2-2 (segui qui il live)

SEGUI IL LIVE DI NAPOLI UDINESE QUI

24′ GOL DEL NAPOLI – Hojlund porta avanti gli azzurri su assist di De Bruyne.

Formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez; Elmas, Alisson Santos; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte.
A disposizione: Contini, Milinkovic-Savic, Juan Jesus, Gilmour, De Bruyne, Giovane, Vergara, Mazzocchi, Beukema, Anguissa.

UDINESE (3-4-2-1): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Piotrowski, Karlstrom, Zemura; Miller, Atta; Davis. Allenatore: Kosta Runjaic.
A disposozione: Nunziante, Sava, Padelli, Zarraga, Gueye, Bertola, Bayo, Buksa, Mlacic, Camara.


SEGUI IL LIVE DI PARMA SASSUOLO QUI

80′ GOL PELLEGRINO – Almqvist trova e serve Pellegrino, incornata vincente che batte Turati.

Formazioni ufficiali

Parma (3-5-2): Corvi; Circati, Troilo, Valenti; Britschgi, Ordóñez, Nicolussi Caviglia, Keita, Valeri; Mikolajewski, Pellegrino. Allenatore: Carlos Cuesta

Sassuolo (4-3-3): Turati; Coulibaly, Macchioni, Idzes, Garcia; Thorstvedt, Lipani, Koné; Berardi, Pinamonti, Laurienté. Allenatore: Fabio Grosso

SEGUI IL LIVE DI LAZIO PISA QUI

LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Basic, Belahyane, Dele-Bashiru; Cancellieri, Nosli, Pedro. A disp.: Pannozzo, Giacomone, Gigot, Patric, Isaksen, Dia, Ratkov, Hysaj, Provstgaard, Maldini, Przyborek, Lazzari, Farcomeni. All.: Maurizio Sarri

PISA (3-5-2): Semper; Calabaresi, Canestrelli, Bozhinov; Leris, Akinsamiro, Aebischer, Vural, Angori; Moreo, Stojilkovic. A disp.: Nicolas, Scuffetta, Hojholt, Meister, Cuadrado, Tourè, Durosinmi, Iling-Junior, Stengs, Loyola, Piccinini, Albiol, Bettazzi. All.: Oscar Hiljemark

SEGUI IL LIVE DI BOLOGNA INTER QUI

FORMAZIONI UFFICIALI

BOLOGNA (4-3-3): 1 Skorupski; 29 De Silvestri, 5 Helland, 26 Lucumì, 33 Miranda; 19 Ferguson, 8 Freuler, 4 Pobega; 10 Bernardeschi, 9 Castro, 11 Rowe. A disposizione: 13 Ravaglia, 25 Pessina, 6 Moro, 14 Heggem, 17 Joao Mario, 20 Zortea, 21 Odgaard, 22 Lykogiannīs, 23 Sohm, 24 Dallinga, 30 Dominguez. Allenatore: Vincenzo Italiano.

INTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 31 Bisseck, 6 De Vrij, 30 Carlos Augusto; 17 Diouf, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 94 Esposito, 10 Lautaro. A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 15 Acerbi, 22 Mkhitaryan, 36 Darmian, 43 Cocchi, 48 Mosconi, 57 Kaczmarski, 58 Topalovic, 95 Bastoni. Allenatore: Cristian Chivu.


SEGUI QUI IL LIVE DI FIORENTINA ATALANTA

82′ PAREGGIO ATALANTA – Autogol di Pietro Comuzzo, non ci voleva. Nel tentativo di intercettare un passaggio, ha segnato un auto-goal clamoroso.

39′ GOL FIORENTINA – Brescianini regala un cioccolatino davanti alla porta a Roberto Piccoli che ringrazia ed insacca nel sette di destra.

FORMAZIONI UFFICIALI

FIORENTINA (4-3-3): Christense; Dodo, Comuzzo, Rugani, Gosens; Brescianini, Mandragora, Fabbian; Harrison, Piccoli, Gudmunsson. Allenatore: Paolo Vanoli.

ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello; Scalvini, Hien, Ahanor; Bellanova, Pasalic, De Roon, Musah; Samardzic, Sulemana; Raspadori. Allenatore: Raffaele Palladino.

La delusione di Allegri dopo Milan Cagliari: «Abbiamo meritato la posizione che abbiamo, sono arrabbiato»

L’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata nell’ultimo turno di campionato contro il Cagliari

Massimiliano Allegri ha parlato ai microfoni di DAZN pochi minuti dopo il fischio finale di Milan Cagliari, gara valida per la 38ª giornata della Serie A 2025/26. La sconfitta contro i rossoblù ha certificato l’esclusione dei rossoneri dalla prossima Champions League, aprendo inevitabilmente una fase di riflessione sul futuro tecnico e societario del club.

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Allegri Milan, l’analisi del risultato

Il tecnico livornese ha analizzato con amarezza la prestazione della squadra, riconoscendo le responsabilità del gruppo nel mancato raggiungimento dell’obiettivo europeo. Allegri ha spiegato così il ko contro il Cagliari: «Purtroppo il risultato non si può cambiare. Abbiamo meritato la posizione che abbiamo. Dopo il gol ci siamo sciolti, abbiamo difeso molto male. Ai ragazzi non ho nulla da rimproverare, abbiamo fatto tutto il possibile per entrare in Champions».

Parole nette, che fotografano il momento del Milan: una squadra arrivata all’ultima giornata con la possibilità di centrare la qualificazione, ma incapace di gestire la pressione della partita decisiva.

Allegri Milan, futuro e valutazioni della società

Sul proprio futuro, Allegri ha preferito non sbilanciarsi, concentrandosi soprattutto sulla delusione per il risultato mancato: «In questo momento sono dispiaciuto, arrabbiato, perché siamo fuori dalla Champions. Dopo averla rimessa in piedi contro il Genoa nessuno si aspettava una sconfitta del genere. Con amarezza bisogna accettarlo, valutando tutta l’annata».

Il tecnico ha poi provato a spiegare la caduta rossonera: «Andare a trovare un motivo non lo so. Abbiamo sicuramente sbagliato qualcosa, il risultato fa pendere l’opinione da una parte o dall’altra. Bisognerà essere molto lucidi nel valutare tutta l’annata».

Allegri Milan, nervosismo e passività nei momenti decisivi

Secondo Allegri, la componente emotiva ha inciso molto sulla prestazione del Milan, soprattutto dopo i gol subiti: «Sicuramente la parte nervosa della partita ha segnato molto. Siamo stati troppo passivi nei due gol. A Genova avevamo fatto meglio, ma questa è stata una partita più nervosa».

Infine, sulle possibili decisioni della società, il tecnico ha rimandato ogni discorso alle prossime valutazioni interne: «Questo non lo so, il pensiero adesso va solo al risultato che non abbiamo raggiunto. Poi verranno fatte delle valutazioni, ci sono stati errori sotto ogni punto di vista, ma ora non ha senso parlarne».

Per il Milan si apre ora una fase delicatissima, tra bilanci, responsabilità e decisioni sul futuro.

Gasperini, missione Champions compiuta! La gioia del tecnico nel postpartita: «Una locomotiva forte ci ha portato a questo risultato»

L’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, ha commentato così la vittoria ottenuta contro il Verona che vale la qualificazione in Champions

Missione compiuta al primo tentativo per Gian Piero Gasperini. Alla sua prima stagione sulla panchina della Roma, il tecnico ha riportato i giallorossi in Champions League dopo sette anni d’assenza. Decisiva la vittoria per 2-0 sul campo del Verona, firmata da Malen e da Stephan El Shaarawy, in gol proprio nella sua ultima partita con la maglia romanista.

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Al termine della gara, Gasperini ha commentato così il risultato ai microfoni di DAZN: «È stata una bellissima serata – ha detto Gasperini a DAZNdifficile perché il Verona ha fatto la partita che ultimamente ha fatto sempre. C’era sempre il rischio che una palla inattiva potesse portare al gol».

Gasperini Roma, il rapporto con squadra e tifosi

Il tecnico ha poi sottolineato la crescita del gruppo e il legame costruito con l’ambiente giallorosso nel corso della stagione. Una base fondamentale per arrivare al traguardo Champions: «Devo dire che ho trovato da subito un gruppo che ha messo grande applicazione, c’era la volontà di fare una stagione di livello. Siamo partiti molto bene, abbiamo conquistato anche la critica ma soprattutto la credibilità verso i nostri tifosi. Abbiamo sempre avuto lo stadio pieno. Un’annata difficile per altri aspetti ma non per il rapporto con giocatori e pubblico, una locomotiva forte che alla fine ha portato a questo risultato».

Gasperini Roma, i momenti chiave della stagione

Gasperini ha poi ripercorso i passaggi più importanti dell’annata, soffermandosi sui pochi momenti di difficoltà e sul salto di qualità arrivato nella seconda parte del campionato: «Di momenti difficili ne abbiamo avuti veramente pochi, il più difficile è stato dopo la sconfitta con l’Inter a Milano. Asticella? All’andata abbiamo perso tanti scontri diretti, ma al ritorno abbiamo sempre avuto la sensazione di essere cresciuti e di poterci giocare le nostre chance. Malen ci ha fatto fare un salto di qualità incredibile in attacco ma contemporaneamente abbiamo perso una quantità di giocatori importanti: davanti eravamo in difficoltà ma chi ha giocato ha sempre dato il massimo, aspettavamo di fare il filotto. Tra noi dicevamo sempre che dovevamo fare un filotto di 6-7 vittorie, che è quello che fanno le grandi squadre, e noi l’abbiamo fatto nel momento giusto».

Gasperini Roma, i complimenti a Fabregas e al Como

In Champions League, insieme alla Roma, ci sarà anche il Como di Cesc Fabregas. Durante il collegamento con l’allenatore spagnolo, Gasperini ha voluto dedicargli parole di stima: «Complimenti mister! Sono veramente contento per il Como, quest’anno è stata un’espressione di calcio, a parte quando si buttano in terra (ride, ndr), ma siete stati bravissimi e un grande esempio di calcio, vedere giocare il Como è sempre stato molto piacevole».

Per la Roma si chiude così una stagione di rilancio, culminata con il ritorno nell’Europa che conta. Per Gasperini, invece, arriva un risultato pesantissimo già al primo anno: una qualificazione che certifica il valore del lavoro svolto e apre nuove prospettive per il progetto giallorosso.

Serie A, tutti i verdetti dell’ultimo turno: Juve e Milan in Europa League, Roma e Como in Champions! Si salva il Lecce

Serie A, tutti i verdetti dell’ultimo turno: Juve e Milan in Europa League, Roma e Como in Champions! Il Lecce è salvo, la Cremonese in B

L’ultima giornata di Serie A ha consegnato verdetti pesantissimi, tra sorprese, delusioni e risultati destinati a incidere sul futuro di diversi club. In attesa della conclusione di Torino Juventus, con i bianconeri momentaneamente avanti 2-1, la squadra di Luciano Spalletti è già aritmeticamente fuori dalla prossima Champions League. Una delusione enorme per la Juventus, che nonostante il vantaggio nel derby non può più rientrare tra le prime quattro a causa dei risultati maturati sugli altri campi.

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Serie A, il Milan crolla a San Siro contro il Cagliari

Clamorosa anche l’esclusione dalla Champions League del Milan, sconfitto in casa da un Cagliari già salvo. I sardi hanno espugnato San Siro con il risultato di 2-1, rendendo amarissimo il finale di stagione rossonero. Non è bastato il gol di Saelemaekers per evitare il ko: il Cagliari ha colpito con Borrelli e Rodriguez, firmando una vittoria prestigiosa e pesantissima per la classifica del Diavolo.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Per il Milan si tratta di una caduta fragorosa, arrivata nel momento decisivo della stagione. Il mancato accesso alla massima competizione europea apre ora inevitabilmente riflessioni profonde sul futuro tecnico, societario e di mercato.

Serie A, Roma e Como festeggiano la Champions League

A sorridere sono invece Roma e Como. I giallorossi hanno battuto 2-0 l’Hellas Verona, conquistando il pass per la prossima Champions League grazie alle reti di Malen ed El Shaarawy. Un successo netto, che certifica il grande finale di stagione della squadra capitolina.

Impresa storica anche per il Como di Cesc Fabregas, capace di travolgere 4-1 la Cremonese e conquistare una qualificazione clamorosa alla prossima Champions League. Un traguardo straordinario per i lariani, protagonisti di una stagione memorabile.

Serie A, Lecce salvo e Cremonese retrocessa

Nella lotta salvezza, il Lecce centra l’obiettivo battendo 1-0 il Genoa grazie al gol di Banda. Retrocede invece la Cremonese, condannata dal pesante ko contro il Como. Un’ultima giornata ricca di emozioni, che ridisegna la geografia europea e la zona retrocessione della Serie A.

Monza, colpo playoff a Catanzaro: 2-0 al Ceravolo nella finale d’andata

Monza, colpo playoff a Catanzaro: 2-0 al Ceravolo nella finale d’andata: com’è andata la sfida che vale la promozione in Serie A

Il Monza si prende il primo atto della finale playoff di Serie B. La squadra brianzola espugna il Ceravolo con un netto 2-0 contro il Catanzaro, mettendo una seria ipoteca sulla promozione in vista della gara di ritorno. Un successo pesante, costruito con pazienza dopo una sfida equilibrata e sbloccata solo nella ripresa.

Monza, avvio forte e traversa di Birindelli

La partenza del Monza è stata subito aggressiva. Al 3’ Birindelli ha sfiorato il vantaggio con una conclusione dalla distanza terminata sulla traversa. Il Catanzaro ha risposto con Pittarello, vicino al gol del pareggio, ma senza riuscire a concretizzare le occasioni create.

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Monza, Hernani e Caso firmano il successo

Nella ripresa l’equilibrio è rimasto alto, fino alla giocata decisiva di Hernani, autore di una rete di grande qualità che ha sbloccato il match. Nel finale, con il Catanzaro sbilanciato in avanti, il Monza ha colpito ancora in contropiede con Caso all’89’. Venerdì, al ritorno, i brianzoli potranno permettersi anche una sconfitta per 2-0 per chiudere i conti.

Torino Juve, scontri prima del derby: tifoso bianconero ferito e partita rinviata. Si inizia alle 21:45, cos’è successo

Torino Juve, scontri prima del derby: tifoso bianconero ferito e partita rinviata. Si inizia alle 21:45, la ricostruzione su quanto accaduto

Il clima del derby della Mole si è acceso in modo pesantissimo ancora prima del fischio d’inizio. Le ore precedenti alla sfida tra Torino e Juventus sono state segnate da gravi scontri tra le tifoserie nelle aree vicine allo stadio, trasformando il prepartita in un contesto di forte tensione. Le forze dell’ordine sono intervenute per contenere i disordini e stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica degli episodi. Il bilancio più grave riguarda un tifoso bianconero di 45 anni, soccorso dal personale sanitario del 118 di Azienda Zero dopo aver riportato un serio trauma cranico. L’uomo è stato trasportato inizialmente in codice rosso all’ospedale Mauriziano, prima del trasferimento al CTO di Torino per ulteriori accertamenti specialistici.

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Torino Juve, i tifosi bianconeri chiedono la sospensione

La tensione si è poi spostata anche all’interno dello stadio, in particolare nel settore ospiti. I tifosi della Juventus, scossi per quanto accaduto all’esterno dell’impianto, hanno intonato il coro «Sospendete la partita», chiedendo un intervento immediato per ragioni di sicurezza. Manuel Locatelli e alcuni giocatori bianconeri si sono recati sotto il settore ospiti per provare a parlare con i sostenitori e comprendere meglio la situazione. Anche Damien Comolli è intervenuto sul tema, esprimendo forte preoccupazione per quanto avvenuto prima della gara: «E’ molto triste. Siamo preoccupati per quello che sta avvenendo fuori. Alcuni dei tifosi sono andati in ospedale. Sicuramente andrò a trovarli dopo la partita».

Torino Juve, match sospeso e poi riprogrammato alle 21.45

Mentre le altre partite sono cominciate regolarmente, Torino Juve è stata inizialmente sospesa per motivi di sicurezza. Secondo quanto emerso, alcuni tifosi bianconeri avrebbero minacciato di invadere il campo in caso di fischio d’inizio. La Questura, però, avrebbe chiarito che non sussistevano le condizioni per annullare definitivamente la gara. Dopo ulteriori confronti, la partita è stata riprogrammata alle 21.45. Comolli si è recato sotto la curva per parlare direttamente con i tifosi, molti dei quali hanno poi lasciato lo stadio in segno di protesta. Nel frattempo è ripreso il riscaldamento delle squadre: il derby della Mole si giocherà, ma in un clima inevitabilmente segnato da quanto accaduto nel prepartita.

Conte dice addio al Napoli, l’annuncio in conferenza con De Laurentiis: «Ringrazio il presidente per l’opportunità, decisione presa un mese fa»

Antonio Conte dice addio al Napoli, l’annuncio in conferenza stampa col presidente Aurelio De Laurentiis dopo la vittoria contro l’Udinese

È finita l’avventura di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Dopo due stagioni, uno scudetto e una Supercoppa Italiana, il tecnico ha confermato l’addio al termine dell’ultima gara di campionato contro l’Udinese, insieme al presidente Aurelio De Laurentiis. Una separazione maturata nelle ultime settimane e raccontata dallo stesso allenatore con parole forti, tra orgoglio, autocritica e la convinzione di non essere riuscito a compattare definitivamente l’ambiente azzurro.

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CONTE SULL’ADDIO AL NAPOLI – «Dopo Bologna quello che ho avvertito erano delle situazioni che non mi piacevano e anche lì ci vogliono le palle per dirle le cose. Io di fare campionati anonimi non l’ho mai fatto e mai lo farò. Ero pronto anche a farmi da parte, sicuramente qualche acquisto non è entrato in sintonia col vecchio gruppo e si erano create delle dinamiche molto difficili che era giusto denunciare. Ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo con cui ci siamo parlati in modo chiaro, ci siamo chiariti, dicendoci che dovevamo remare sulla stessa barca col vento contro e siamo ripartiti. Ho chiamato un mese fa il presidente, non ho voluto sapere niente e gli ho detto ‘in virtù dell’amicizia che abbiamo, percepisco che il mio percorso qui sta per terminare’. La decisione era presa da parte mia. Sul Napoli ho fallito in una cosa: non sono riuscito a portare compattezza al Napoli e se non si riesce a farlo diventa difficile combattere contro le altre squadre. Ho visto tanti veleni e chi li sparge è un fallito. Il Napoli non ha bisogno dei falliti, di chi ha bisogno di un like. Ha bisogno di gente seria che ha voglia di voler bene alla squadra, così come il tifoso che paga il biglietto, invece queste persone dovrebbero allontanarsi perché sono nocive. Io ho fallito sotto questo punto di vista e ho capito che non sarei riuscito mai a compattare l’ambiente. Per me era fondamentale, dunque ho alzato le mani. Ci metto la faccia, come ho sempre fatto. C’è da parte mia la soddisfazione, il prestigio e l’onore di aver allenato il Napoli: ringrazio il presidente per quest’opportunità, l’ho vissuta in maniera passionale come piace a me. Il tifoso del Napoli mi ha capito e questa è la cosa più importante».

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Conte Napoli, il passaggio sull’Inter e il bilancio dei due anni

Conte ha poi allargato il discorso alla critica, all’ambiente e alla stagione dell’Inter, riconoscendo i meriti dei nerazzurri e ribadendo la necessità di costruire compattezza attorno al Napoli. Il tecnico ha sottolineato come l’annata azzurra sia stata positiva, nonostante le difficoltà, gli infortuni e le tensioni interne.

CONTE SU CRITICHE E INTER – «Il fatto di non avere la totalità della condivisione è un fatto tipico italiano, non è un fatto solo napoletano. Poi c’è la critica, c’è la critica costruttiva, il giusto, perché noi siamo sottoposti a critica costruttiva. Il problema è che io dico sempre che in questi due anni, anche l’anno scorso, l’anno scorso, ci sta per me scusami, che si diceva di dire che Ancelotti era bollito quando è venuto qua e Ancelotti ha risolto di là».

CONTE SULLO SCUDETTO DELL’INTER – «Bisogna dare merito all’Inter, che è una grande squadra, una squadra che comunque l’anno scorso ha vinto la Champions e ha giocato una grande forza. Ha meritato di vincere, non è un unico sport. Obiettivamente la grande squadra. In Europa quest’anno però ha fatto meno dell’anno scorso. Però ha fatto più nomi. Bisogna riconoscere la vittoria a degli altri, avere rispetto, perché se vogliamo avere rispetto, lo dobbiamo dare. Quindi l’Inter ha meritato. Con infortuni o senza infortuni, non so quanto, magari saremmo arrivati fuori dalla Champions, con gli infortuni ci hanno compattato ancora di più. Abbiamo voluto scoprire anche ragazzi nuovi. Ripeto, noi quello che abbiamo fatto sono stati due anni fantastici. Per me, io sono uno del fare i fatti, ma due anni fantastici in termini di positività. No, ma noi stiamo positivi. Ti sto dicendo, ti sto spiegando il perché comunque e mi auguro in futuro che questa cosa qui possa dare la spinta ai pallidi di cercare di non andare sempre a massacrare il Napoli per avere il like sul post o per fare le televisioni di revisione continuo. Però quando sono bello a parlare male di X, di Y e Z. E ripeto, Napoli non ha bisogno di pallidi. Napoli è una città che può competere a grandi livelli se si compatta. Se non si compatta, mi dispiace perché io ho preso un gruppo che era stato traumatizzato, arrivato al decimo posto, ho trovato un gruppo traumatizzato da tutto quello che era successo in quell’anno e solo io quello che ho dovuto fare per rimettere in sesto anche il livello psicologico. Quindi adesso va bene perché l’onda va dalla parte giusta. Mi auguro anche l’anno prossimo si continui nella tradizione perché è giusto che Napoli continui ad avere quell’ambizione, continui a combattere per grandi traguardi. Io quello che posso dire, ringrazio il Presidente, ripeto, perché la sua famiglia mi ha dato questa grandissima opportunità, ne sarò sempre fiero e orgoglioso perché è stata un’esperienza stupenda, stupenda. Presi mi ha detto se ci ripensi fino ultimo giorno sarò a tua disposizione, è sempre stata una mia decisione. Ringrazierò sempre presidente, Napoli è in mani sicure».

Conte Napoli, futuro in Nazionale e le parole di De Laurentiis

Nel corso della conferenza, Conte ha risposto anche alle domande sul proprio futuro, soffermandosi sulla possibilità Nazionale e sul tema del prossimo commissario tecnico. L’allenatore ha chiarito di non avere accordi in corso e ha inserito anche il nome di Pep Guardiola tra i profili eventualmente ideali per rilanciare l’Italia.

CONTE SUL FUTURO – «Si parla di chiacchiere, sulla nazionale mi sembra di essere stato molto chiaro, ho detto, chiaramente, se fossi il presidente della Federazione, tra i nove dei candidati, perché ho detto, tra tutti gli allenatori, sicuramente ci metterei Antonio Conte, anche perché l’ho già fatto questo mestiere. Deve esserci ancora il presidente federale, poi leggo che si è fatto anche il nome di Guardiola, ma è pronta la Federazione ad avere un top allenatore? E avere un top allenatore significa comunque onori e oneri. C’è uno status. Quindi, giusto per chiarirvi proprio le idee, perché sento che… Quindi, in questo momento c’è zero, niente. Non so se ci sarà in futuro, perché, ripeto, se la nazionale vuole toglierci dalle problematiche… Ma deve essere un problema di Malagò. Se si vuole avere un allenatore top in nazionale, si vuole prendere, il mio consiglio è prendere Guardiola. Ci sono i fondi per prendere Guardiola? Ma perché ho sentito qualcuno che ha proposto Guardiola. Io sono il primo a dire che si chiama Guardiola. Non c’è niente, non ho niente… Ripeto, vedete che tutte le panchine sono tutte riempite, quindi non ribadisco una questione. Non so cosa accadrà in futuro».

A chiudere è stato Aurelio De Laurentiis, che ha confermato la disponibilità a lasciare ancora uno spiraglio aperto, pur preparandosi a individuare la soluzione migliore per il futuro del Napoli. Il presidente ha poi allargato il discorso alla struttura del calcio italiano, al rapporto tra Lega Serie A e FIGC e alla necessità di riformare il sistema.

DE LAURENTIIS SULL’ADDIO DI CONTE E IL CALCIO ITALIANO – «Ci può sempre ripensare, quindi io gli ho dato la mia disponibilità. Domani pomeriggio mi confermerà che il dato è tratto, allora ci muoveremo e vedremo qual è la soluzione migliore per il calcio Napoli. Tenete presente che abbiamo una trentina di calciatori capaci, quindi con pochissimi nuovi innesti la squadra sarà estremamente competitiva anche rispetto ai nostri competitors. Il problema non è tanto cosa farà il Napoli, io ho detto a Giovanni Manna tutti hanno preso una bella gatta da pelare. Perché il problema di come rifondare il calcio italiano, non è un problema da nulla. Il problema dei rapporti tra la Lega di Serie A che finanzia tutto il sistema calcio e la Federazione, non è un problema da nulla. E potrebbe anche accadere che la Lega Calcio di Serie A decida a un certo punto di fare come in Inghilterra e per facilitare i compiti alla Federazione, uscire dalla Federazione stessa. Ma lei si rende conto che per il fatto che Claudio Lotito all’epoca controllava anche i voti della Serie B, voi vi siete dimenticati che a un certo punto la A e la B stavano insieme. E lui si è inventato a un certo punto questo maledetto para-cadute. Ma perché noi dobbiamo fare un campionato con un campionato a sinistra della classifica e un campionato di retrocessioni a destra della classifica? Secondo me è una cosa che non funziona. Non funziona, perché se tu vieni con un gruppo di grande fisicità che rischia di spaccare le ossa, i miei calciatori, e a me non mi sta tanto bene. Se poi tu vieni in Serie A dalla B e pensi che investendo 10 o 15 milioni di mercato tu puoi competere, no, tu rompi soltanto le scatole, perché poi ci sta pure che magari uno becca una giornata noia e perde anche contro una squadra del genere. Questo secondo me è completamente sbagliato. Guardate il campionato inglese, la straordinarietà, adesso al di là del fatturato, ma i livelli delle squadre sono estremamente alti, tant’è che molto spesso, ecco l’Arsenal che era settimo, ottavo per anni, quest’anno è diventato primo. E ci sono le piccole squadre di piccole città che hanno vinto anche il campionato, ma perché? Perché investono parecchi milioni di sterline nei calciatori».

Tare annuncia: «Modric? Penso che rimarrà. Il mio futuro? Siamo pagati per fare risultati, da domani pianificheremo tutto»

Il direttore sportivo del Milan, Igli Tare, ha parlato così del suo futuro e di quello di Luka Modric prima del match contro il Cagliari

Intervenuto nel corso del prepartita di Milan Cagliari, il direttore sportivo dei rossoneri, Igli Tare, ha risposto così alle domande relative al proprio futuro e a quello di Luka Modric. Le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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SUL RITIRO DELLA SQUADRA – «Abbiamo cercato di chiuderci dalle voci, è successo la scorsa settimana e anche in questa. La partita di stasera è fondamentale per l’obiettivo che ci siamo dati all’inizio della stagione e vogliamo festeggiare con i nostri tifosi».

SUL RINNOVO DI MODRIC – «Io penso che alla fine rimarrà, è un tifoso del Milan, ci tiene tanto a questa squadra. Sono convinto che alla fine rimarrà».

SUL SUO FUTURO – «Noi siamo pagati per fare risultati. Come ha detto Allegri è importante concentrarci tutti insieme per raggiungere dei traguardi. Da domani pianificheremo tutto ciò che riguarda il futuro».

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