Pagina 1199 – Calcio News 24

Allenamento Atalanta, le ultime novità verso Udine. Miglioramenti per Juan Cuadrado? La situazione

Allenamento Atalanta, le ultime novità a Zingonia per quanto riguarda gli infortuni. Cosa filtra in vista della gara contro l’Udinese?

Atalanta subito a lavoro con l’allenamento mattutino di oggi. Ecco le novità tra infortuni, sessioni a Zingonia a due giorni dalla sfida contro l’Udinese.

ALLENAMENTO ATALANTA: LA SITUAZIONE

Continua la preparazione dei nerazzurri in vista della sfida di campionato contro l’Udinese: oggi mister Gasperini ha diretto un allenamento pomeridiano al Centro Bortolotti. Domani, venerdì 10 gennaio, la squadra si allenerà nel primo pomeriggio a Zingonia a porte chiuse; a seguire la partenza per Udine. Scamacca, Retegui e Juan Cuadrado si stanno allenando individualmente: in miglioramento, ma ancora sotto la lente dell’Atalanta che non vuole forzare i tempi di recupero

Lotito Lazio: «Sul mercato vedremo chi arriverà; Derby? Chi l’ha vista sa che tolto l’inizio è stato a senso unico»

Lotito Lazio, le parole del presidente biancoceleste sugli obiettivi di calciomercato e sul derby perso contro la Roma

Claudio Lotito fuori dal senato ha parlato ai giornalisti presenti della situazione della Lazio, dal mercato al derby perso dai biancocelesti. Di seguito le sue parole.

MERCATO – «Si festeggerà avendo, prima di tutto, la consapevolezza di aver preso una società che oltre vent’anni fa era tecnicamente fallita e oggi mi pare ha una prospettiva completamente diversa e soprattutto adesso sta costruendo l’academy e ha presentato il progetto dello stadio e quindi diciamo è un valore assoluto dal punto di vista di quelle che sono le prospettive del club in termini di certezze risultati, sportivi e economici. Mercato? Non è una questione di nomi, non facciamo la collezione delle figurine panini. Facciamo quello che serve compatibilmente con quelle che sono le risorse a disposizione. Stiamo facendo le cose senza ricorrere al credito. Indice di liquidità? Abbiamo un problema tecnico, dobbiamo fare le cose con equilibrio. Gli spogliatoi hanno degli equilibri che non vanno snaturati. Conta avere la persona in funzione alle necessità e non il nome. Creare le condizioni di spirito di gruppo, umiltà e sacrificio. Tutti per uno e uno per tutti. La ferocia agonistica si acquista con la consapevolezza di appartenere a un grande club. La Lazio è diventata un punto di arrivo e non di partenza. Se arriverà qualcuno? Vedremo, tutto è possibile».

DERBY – «I primi 20’ non abbiamo avuto la concentrazione dovuta, poi chi l’ha vista ha notato che era a senso unico. Nel calcio vieni punito se non sei concentrato. Poi abbiamo avuto anche tante occasioni che abbiamo sprecato, ma non significa che la prestazione nel suo complesso ha rilevato un posizionamento sportivo superiore al risultato. Il campo troppo spesso non è garantista delle qualità e dei meriti consumati nella prestazione. Giustamente siamo andati sotto e si sono messi dietro la metà campo. Non mi è piaciuto l’atteggiamento, quando stavamo andando in porta, di buttare il pallone. Non accade manco in prima categoria. Se ho parlato con Castellanos dopo il rosso? Da me esistono delle regole, le persone devono essere conformi ai dettami che cerco di inculcare e non a caso, nell’academy, verrà eretta anche una chiesa. Teniamo ai valori e al rispetto delle regole, il calcio ha l’obbligo di essere un punto di riferimento in tal senso. Non dobbiamo dimenticare e relegare lo sport solo al risultato sportivo e economico, deve essere didascalico e moralizzatore».

Atletico Madrid, i Colchoneros guardano in casa bianconera per un rinforzo a centrocampo

Atletico Madrid, i Colchoneros cercano un rinforzo a centrocampo e tra gli obiettivi c’è anche calciatore della Juve: le ultime

Secondo quanto riportato da Sport, a gennaio la Juve cercherà di trovare una sistemazione per Arthur e l’ultimo club interessato al centrocampista brasiliano è l’Atletico Madrid.

Il club spagnolo è a caccia di un innesto di qualità in mezzo al campo e starebbe pensando ad un prestito con diritto di riscatto per il calciatore bianconero, ma l’ostacolo maggiore rimane l’alto ingaggio.

Napoli su Frattesi: Non è contento del suo impiego, ma la valutazione dell’Inter frena la trattativa

Il Napoli su Frattesi: il centrocampista dell’Inter non è soddisfatto del suo impiego e spinge per la cessione e i partenopei ci provano, ma…

Frattesi Napoli, su Sky Sport il giornalista Francesco Modugno ha fornito alcuni aggiornamenti legati alla situazione del centrocampista dell’Inter, a partire però dalla trattativa che vede coinvolto l’azzurro Kvaratskhelia e il Psg (i cui soldi potrebbero finanziare proprio l’operazione Frattesi). Ecco un estratto delle parole: 

KVARATSKHELIA NAPOLI – «Perché resta complessa la situazione del calciatore con la società. Il suo contratto non è stato rinnovato e per quanto sia centrale non è più fondamentale per il progetto, la situazione è da monitorare. Con i soldi che il Napoli incasserebbe dal georgiano potrebbero anche starci altri interventi sul mercato, tra questi uno a centrocampo dove Conte avrebbe bisogno di un giocatore con caratteristiche diverse rispetto a quelle che hanno i giocatori già a sua disposizione». 

FRATTESI NAPOLI – «Con Pellegrini il discorso era già andato avanti, sia con la Roma che col calciatore. Ma si è parlato anche dell’interesse della società partenopea per Davide Frattesi. Il calciatore nerazzurro non è contento del suo impiego all’Inter e si parla di un possibile addio già a gennaio. Per lui il Napoli si è mosso, ma c’è la valutazione dell’Inter superiore ai 40 mln e c’è un discorso del club nerazzurro sul non voler rinforzare una diretta avversaria nella lotta per lo scudetto».

Genoa, emergenza in attacco contro il Parma: tre assenze per Vieira, chance per Balotelli?

Genoa con l’emergenza in attacco: tre assenti in vista della prossima partita contro il Parma: chance per Balotelli contro i ducali?

Il Genoa prepara la sfida contro il Parma, ma come riportato dall’Ansa il tecnico Patrick Vieira è alle prese con una emergenza in attacco. Oltre ai lungodegenti Messias ed Ekuban si aggiunge anche Vitinha tra gli indisponibili.

Contro i ducali ci sarà quindi un’occasione per Mario Balotelli di scendere in campo? Nell’ultima uscita dei rossoblù è rimasto in panchina fino al 90′, ma l’emergenza potrebbe costringere il tecnico a dargli una chance. Buone notizie invece sul fronte Malinovskyi: ha ricominciato a calciare il pallone in allenamento.

Il Napoli rischia una penalizzazione per violazione della clausola compromissoria: ecco di cosa si tratta

ll Napoli rischia una penalizzazione per la violazione della clausola compromissoria: ecco di cosa si tratta e cosa rischia

Il Napoli rischia tre punti di penalizzazione in classifica per la violazione della clausola compromissoria per avere presentato e poi ritirato un ricorso per l’elezione di Simonelli a presidente della Lega Serie A. Ma di cosa si tratta? Di seguito la spiegazione data da Calcio & Finanza.

CLAUSOLA COMPROMISSORIA – «Secondo quanto prevede l’articolo 30 “Efficacia dei provvedimenti federali, vincolo di giustizia e clausola compromissoria” dello Statuto FIGC:

  • I tesserati, le società affiliate e tutti i soggetti, organismi e loro componenti, che svolgono attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevanti per l’ordinamento federale, hanno l’obbligo di osservare il presente Statuto e ogni altra norma federale e degli organismi internazionali a cui la FIGC è affiliata.
  • I soggetti di cui al comma precedente, in ragione della loro appartenenza all’ordinamento settoriale sportivo o dei vincoli assunti con la costituzione del rapporto associativo, accettano la piena e definitiva efficacia di qualsiasi provvedimento adottato dalla FIGC, dalla FIFA, dalla UEFA, dai suoi organi o soggetti delegati, nelle materie comunque riconducibili allo svolgimento dell’attività federale nonché nelle relative vertenze di carattere tecnico, disciplinare ed economico.
  • Le controversie tra i soggetti di cui al comma 1 o tra gli stessi e la FIGC, per le quali non siano previsti o siano esauriti i gradi interni di giustizia federale secondo quanto previsto dallo Statuto del CONI, sono devolute, su istanza della parte interessata, unicamente alla cognizione del Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI, in conformità con quanto disposto dallo Statuto e dai relativi regolamenti e atti attuativi, nonché dalle norme federali. Non sono comunque soggette alla cognizione del Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI le controversie decise con lodo arbitrale in applicazione delle clausole compromissorie previste dagli accordi collettivi o di categoria ai sensi della normativa vigente o da regolamenti federali aventi a oggetto rapporti meramente patrimoniali, le controversie decise in via definitiva dagli Organi della giustizia sportiva federale relative ad omologazioni di risultati sportivi o che abbiano dato luogo a sanzioni soltanto pecuniarie di importo inferiore a 10.000 Euro, ovvero a sanzioni comportanti: a) la squalifica o inibizione di tesserati, anche se in aggiunta a sanzioni pecuniarie, inferiore a 90 giorni ovvero a 12 turni di campionato; b) la perdita della gara; c) l’obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse o con uno o più settori privi di spettatori o la squalifica del campo per un numero di turni inferiore a 90 giorni ovvero a 6 gare interne.
  • Fatto salvo il diritto ad agire innanzi ai competenti organi giurisdizionali dello Stato per la nullità dei lodi arbitrali di cui al comma precedente, il Consiglio Federale, per gravi ragioni di opportunità, può autorizzare il ricorso alla giurisdizione statale in deroga al vincolo di giustizia. Ogni comportamento contrastante con gli obblighi di cui al presente articolo, ovvero comunque volto a eludere il vincolo di giustizia, comporta l’irrogazione delle sanzioni disciplinari stabilite dalle norme federali.
  • In deroga alle disposizioni di cui ai commi precedenti, avverso i provvedimenti di revoca o di diniego dell’affiliazione può essere proposto ricorso alla Giunta Nazionale del CONI entro il termine perentorio di 60 giorni dalla comunicazione del provvedimento.
  • In ogni caso, devono essere osservati i Principi di Giustizia Sportiva emanati dal Consiglio Nazionale del CONI e le norme statutarie e regolamentari federali di loro attuazione.

Inoltre, per questa vicenda e la clausola compromissoria va citato anche l’articolo 34 “Violazione del vincolo di giustizia” del Codice di Giustizia Sportiva:

  • I soggetti tenuti all’osservanza del vincolo di giustizia di cui all’art. 30, comma 2 dello Statuto, ove pongano in essere comportamenti comunque diretti alla elusione o alla violazione del predetto obbligo, incorrono nell’applicazione di sanzioni non inferiori: alla penalizzazione di almeno tre punti in classifica per le società; alla inibizione o squalifica non inferiore a sei mesi per i calciatori e per gli allenatori nonché ad un anno per tutte le altre persone fisiche.
  • Fatte salve eventuali diverse disposizioni, in aggiunta alle sanzioni indicate al comma 1, deve essere irrogata una ammenda nelle seguenti misure:
    a) da euro 20.000,00 ad euro 50.000,00 per le società di serie A;
    b) da euro 15.000,00 ad euro 50.000,00 per le società di serie B;
    c) da euro 10.000,00 ad euro 50.000,00 per le società di serie C;
    d) da euro 500,00 ad euro 20.000,00 per le altre società;
    e) da euro 10.000,00 ad euro 50.000,00 per le persone fisiche appartenenti alla Lega Nazionale Professionisti Serie A e alla Lega Nazionale Professionisti Serie B;
    f) da euro 5.000,00 ad euro 50.000,00 per le persone fisiche appartenenti alla Lega Italiana Calcio Professionistico;
    g) da euro 500,00 ad euro 20.000,00 per le persone fisiche appartenenti al settore dilettantistico.
  • Nel caso di ricorso all’autorità giudiziaria da parte di società e tesserati avverso provvedimenti federali in materie riservate agli organi di giustizia sportiva o devolute all’arbitrato, si applicano le sanzioni previste dai commi 1 e 2 nella misura del doppio».

Theo Hernandez, cade l’accusa di violenza sessuale: accuse inventate, le ultime

Assolto Theo Hernandez dall’accusa di violenza sessuale: accuse completamente infondate a inventate contro il terzino del Milan

Come riferito da Sportface, arrivano ottime notizie su Theo Hernandez, terzino del Milan, per quanto riguarda la questione delle accuse di abusi sessuali ricevute da una giovane ragazza nelle ultime settimane.

Una ragazza aveva accusato, senza portare prove, il terzino del Milan, sostenendo di aver subito abusi sessuali. Per un tribunale spagnolo la giovane ha inventato tutto “sfruttando” la notorietà del giocatore e condannando la ragazza a 6 mesi di detenzione.

Udinese Tchatchoua: primi contatti con il Verona, le ultime

Udinese, primi contatti con il Verona Tchatchoua: ecco quanto chiedono gli scaligeri per il terzino destro

L’Udinese ha messo nel mirino Jackson Tchatchoua, esterno destro del Verona. Come riportato da Gazzetta.it, le due dirigenze hanno avviato i primi contatti lo scorso sabato in occasione della sfida al Bentegodi finito 0-0.

Non è ancora arrivata un’offerta formale da parte dei friulani, ma si continua a lavorare per arrivare in tempi brevi a presentare il miglior prezzo: la valutazione degli scaligeri si aggira sugli 8 milioni di Euro.

Calciomercato Napoli, accordo raggiunto con il Bournemouth per Billing

Calciomercato Napoli, raggiunto un accordo per Philip Billing: il centrocampista danese può arrivare, ecco la formula

Il Napoli vicino a chiudere un altro colpo nel calciomercato di gennaio: come riportato da Gianluca Di Marzio i partenopei sono vicini a chiudere con il Bournemouth per Philip Billing.

Centrocampista danese classe 1996 alto 1.91 cm è il potenziale nuovo rinforzo nel centrocampo di Antonio Conte: accordo tra le due parti per un prestito con diritto di riscatto fissato tra i 9 e 10 milioni.

Torino, fiammata per Casadei: così Cairo sorpassa il Napoli

Torino, rilancio per Cesare Casadei con il Chelsea: i granata sorpassano la concorrenza per il centrocampista, i dettagli

Il Torino sta preparando una nuova offerta per Cesare Casadei, compresa un’importante clausola di rivendita per il Chelsea. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, i granata con questa mossa si sarebbero messi in prima fila per accaparrarsi l’ex Inter.

Il Napoli non è disposto a eguagliare le condizioni dettate dal Chelsea e quindi si sono messi a cercare altre profili, sempre guardando in Premier League. Per quanto riguarda altre squadre interessate, come la Lazio, stanno valutando altri profili.

Milan Cagliari, cambia la quaderna arbitrale: ecco il nuovo quarto uomo per la sfida di San Siro

Milan Cagliari, cambio nella quaterna arbitrale della sfida a San Siro: ecco chi sarà il nuovo quarto uomo

L’AIA ha deciso che l’arbitro per la sfida tra il Milan ed il Cagliari di Serie A 2024-2025 sarà il signor Matteo Marchetti della sezione di Ostia Lido, ma cambia un pezzo della quaterna arbitrale, ovvero il quarto uomo. Di seguito il comunicato.

«Si comunica che l’arbitro Daniele Perenzoni designato come Quarto Ufficiale per la gara Milan – Cagliari, valida per 20ª giornata del Campionato di Serie A 2024/25, sarà sostituito dal collega Daniele Rutella».

Napoli, Gianluca Conte: «Noi Match Analyst non trascuriamo nulla, mio fratello Antonio non vuole niente meno dell’eccellenza»

Le parole di Gianluca Conte, fratello di Antonio e Match Analyst del Napoli, sul suo ruolo nella squadra e cosa gli chiede il fratello

Gianluca Conte, fratello di Antonio e Match Analyst del Napoli, ha parlato a Radio CRC del suo ruolo nello staff dei partenopei. Di seguito le sue parole.

«La match analysis è molto importante per studiare un avversario e trovare strategie giuste per metterlo in difficoltà. Viene suddivisa in match studio e team studio: il primo riguarda il post match, quindi vengono analizzati pregi e difetti della partita disputata; il secondo invece riguarda lo studio dell’avversario della prossima gara, quindi tutte le varie componenti in fase di possesso e non possesso.

Noi facciamo un’analisi dei singoli avversari: ogni giocatore è preparato ad affrontare il proprio diretto avversario. Il calcio moderno è fatto di tanti duelli individuali, quindi puntiamo a predisporre un giocatore a capire pregi e difetti dell’avversario. Questo avviene con analisi specifiche e video in cui emergono queste qualità, così che il giocatore sa che tipo di avversario va ad affrontare e può adeguarsi al tipo di atteggiamento da assumere durante la partita.

Noi non trascuriamo nulla. Abbiamo degli analisti come Giuseppe Maiuri ed Ettore Prota che ci danno una grossa mano, e poi con lo staff cerchiamo di trovare le giuste strategie per poter mettere in difficoltà gli avversari. Non viene trascurato nulla, perché il mister vuole l’eccellenza da parte nostra. Cerchiamo di fornire la maggior parte delle informazioni, così che se il mister vuole approfondire dettagli in particolare gli vengono presentati con video o analisi. Tutto lo staff predispone un tipo di preparazione alla gara nei minimi dettagli. Bisogna studiare l’avversario a 360° gradi ed entrare nella testa del tecnico dell’altra squadra per poter trovare la contromossa, nel caso in cui ci siano variazioni tattiche.

Un consiglio per chi vuole approcciare alla match analysis? Bisogna avere tanta passione per fare questa professione. Io sono anche allenatore UEFA pro e quindi lavoro anche sul campo. La match analysis richiede tantissimo tempo e tanto impegno, bisogna stare a stretto contatto con l’allenatore e cercare di trovare i giusti video e le giuste immagini. Sembra semplice all’apparenza, ma non lo è, però con l’esperienza che si accumula negli anni si migliora».

Venezia, Raimondo lascia il club: torna al Bologna e da lì… ufficiale

Venezia, finito in anticipo il prestito di Antonio Raimondo: il calciatore torna al Bologna, che è pronto a rigirarlo subito in prestito

Antonio Raimondo saluta il Venezia: il calciatore arrivato in prestito in estate dal Bologna torna ai rossoblù, ma la sua permanenza in Emilia è solo temporanea, perchè il club ha deciso di girarlo di nuovo in prestito alla Salernitana. Di seguito il comunicato dei lagunari.

«Venezia FC comunica che l’attaccante Antonio Raimondo farà ritorno al Bologna FC 1909, società proprietaria del suo cartellino, concludendo anticipatamente il prestito concordato durante la sessione estiva di mercato. Arrivato in laguna la scorsa estate, Raimondo, classe 2004, ha collezionato un totale di 10 presenze tra campionato e Coppa Italia. Buona fortuna, Antonio».

La Fiorentina rimane al Franchi durante i lavori di restauro: la decisione del comune di Firenze

La Fiorentina continuerà a giocare allo Stadio Franchi durante i lavori di restauro dell’impianto: la decisione del comune

Il comune di Firenze ha deciso che la Fiorentina continuerà a giocare allo Stadio Franchi durante i lavori di restauro dell’impianto. Di seguito il comunicato del Comune.

«Si giocheranno allo stadio Artemio Franchi le partite dell’ACF Fiorentina durante i lavori. Dopo le decisioni assunte in Prefettura il 3 dicembre scorso adesso c’è anche una delibera della sindaca Sara Funaro approvata dalla Giunta di Palazzo Vecchio. Il provvedimento dà attuazione all’esito dell’ultima riunione svoltasi in Prefettura, constatando il permanere delle condizioni che hanno determinato l’adozione degli atti per la stagione 2024/2025 e dà mandato alle direzioni e ai servizi competenti di adottare tutti gli atti necessari a questo obiettivo.

In Prefettura, il 3 dicembre scorso, è stato deciso che ACF Fiorentina avrebbe continuato a giocare al Franchi durante i lavori, questa delibera di indirizzo dà quindi mandato agli uffici comunali competenti di mettere in campo tutte le azioni conseguenti. – spiega la sindaca Sara Funaro – L’intenzione è di mantenere ACF Fiorentina al Franchi, non solo per la stagione 2025/2026, ma anche per le stagioni successive, ovviamente in ogni fase e step dei lavori con differenti capienze e parti di stadio utilizzabili. Con la delibera si stabilisce che gli uffici provvederanno a una variante del progetto per completare il primo lotto entro il 2026. Obiettivo è quello di completare la curva Fiesole e metà della Maratona, tutelando la ‘finestra’ del centenario della squadra che ricorre proprio in questa stagione. Inoltre, la delibera dà mandato agli uffici anche di stipulare una nuova convenzione con ACF Fiorentina, per la stagione 2025/2026 con successive valutazioni da fare nei prossimi mesi in ragione della prosecuzione delle interlocuzioni in corso di svolgimento».

Icardi Wanda Nara, nuovo capitolo: la lunga lettera dell’argentino: «Tradimenti, figli… ecco tutta la verità» – FOTO

Icardi Wanda Nara, nuovo capitolo delle telenovela tra l’attaccante ex Inter e Sampdoria e la ex compagna: la lettera di Mauro

Prosegue con nuovi colpi di scena la telenovela sulla coppia Mauro Icardi Wanda Nara. L’attaccante del Galatasaray, ex di Inter e Sampdoria, ha scritto un lungo post su Instagram dove affronta punto per punto tutte le accuse della ex compagna.

ICARDI WANDA NARA, LA LETTERA DELL’EX INTER – «Come tutti sanno, non è nel mio stile divulgare qualcosa che riguardi i miei figli, poiché abbiamo rispettato la richiesta di un giudice o di un difensore minorile, però mi vedo obbligato a rispondere a tutte le bugie crudeli della madre delle mie figlie, per non far credere con il mio silenzio alle sue perverse falsità. Fino a quando vogliamo vivere nella menzogna?»

«1. Mi hanno cacciato dal mio appartamento con una falsa denuncia di violenza»

«2. Sono stato sfrattato la mattina di un sabato di Santa Barbara al momento di operarmi per il mio infortunio al ginocchio con altre false denunce di violenza e possesso di armi, e la perquisizione ha dato esito negativo…Non avevo armi, non ho fatto violenza a nessuno e stavo dormendo solo»

«3. Dovevo dedicarmi alle mie figlie il 13 dicembre e mi hanno spento il telefono fino al 17 dicembre perché la madre stava in viaggio con il “fidanzato” in Europa i quali hanno confermato in una diretta che avevano una relazione da tre anni, mentre era sposata con me e giurava a me e alle sue figlie che era “un amico”…(Però continua a dare la colpa ad altre persone, che ipocrisia no?)».

«Quando sono finite le sue ‘vacanze’, voleva impormi di consegnare le mie figlie, che da 20 giorni stava manipolando con chiamate perché loro stesse le dicevano che non volevano andarsene da casa di papà. Che erano felici vivendo in un ambiente familiare, divertente, con bambini della loro età dove nessuno faceva commenti cattivi e irrispettosi sulla loro madre»

«6. Come se fosse poco… Ha assicurato alle sue figlie che sarebbe venuta a prenderle il 5 gennaio, l’hanno aspettata vestite e piene di aspettative e un’altra volta non è venuta… E solo il 6 gennaio dopo che i miei avvocati sono intervenuti sono riuscito a ottenere che prendesse le sue figlie in una stazione di servizio come richiesto»

«7. Io non parlo mai male alle mie figlie della loro mamma. Né racconto che ha deciso di rompere la famiglia per la persona che è stato il suo amante per tre anni e che ha finto di riciclare come ‘fidanzato’… e per il quale si è trasferita in Argentina per 2 anni quando le bimbe andavano a scuola in Turchia! Di fatto… Non è stata in Argentina solo i 3 mesi in cui il suo fidanzato era in galera». 

«8 Che sappia il signor ‘Fidanzato’ che è stato tanto ingannato quanto me…perché a gennaio 2023 si è incontrata con il giocatore senegalese a Dubai, mentre il 25 gennaio 2023 era il compleanno di suo figlio che stava con i suoi fratelli, sorelle e familiari  e stavano festeggiando e lei è arrivata alle 23:30… cioè 30 minuti prima che il compleanno di suo figlio finisse. Lavorare, poteva farlo in Europa…infatti lo ha fatto con grande successo in Italia… Perché le nostre figlie non hanno mai vissuto in Argentina»

«10. La signora mi vuole ridicolizzare in pubblico…Però a me inorgoglisce aver lottato e pregato fino all’assurdo per salvare la nostra famiglia come le mie figlie molte volte mi hanno chiesto e chiedono».

«11. Nell’affanno di ridicolizzarmi non le importa il danno che fa ai suoi figli e alle sue figlie quando la sessualità della loro madre, del loro padre e patrigno diventa virale e i bambini devono guardare con vergogna i loro amici… Chiarendo che la sua rabbia e la sua guerra sono più importanti dei suoi figli…»

«12. Per finire, dopo 20 giorni senza vedere le sue figlie, la prima cosa che fa è manipolarle a tal punto di dire barbarità delle quali ho la prova che sono bugie, esporle a tanto odio che lei stessa prova per la persona che ad oggi è al mio fianco, facendo credere a due bimbe di 8 e 9 anni che la nostra famiglia si è rotta per colpa sua. Però non ha il coraggio di dire alle sue figlie la verità… che è stata lei che ha deciso di separarsi e ufficializzare una relazione extraconiugale che durava da 3 anni. Chi vuole mentire? A chi vuole ingannare? Basta bugie per l’amor di Dio»

«13. Il colmo di tutto è che le mie figlie hanno sempre saputo che Eugenia era La China. Infatti la cercavano su YouTube e Spotify per ascoltare le sue canzoni delle quali sono diventate fan e ne ho le prove…che però scelgo di non diffondere per la integrità delle mie figlie»

«14. Tutto quello che pubblico e dico, lo faccio obbligato dalle bugie e diffamazioni che fa la madre delle mie figlie, senza che le importi il benessere e la salute mentale delle stesse»

«15. Mi fa male il cuore sapere che la loro madre le sta manipolando psicologicamente… Però confido nella giustizia. Sono sicuro di andare nella giusta direzione, mi hanno portato davanti alla giustizia e hanno voluto sporcarmi, però con la verità vinceremo sempre»

Matic Como, il Lione fa muro, Saget: «Non vogliamo che vada via»

Il Como ha messo nel mirino Matico come rinforzo a centrocampo, ma il Lione fa muro: la replica del tecnico Pierre Sage

Il Como ha come grosso obiettivo di calciomercato Nemanja Matic del Lione. Il club francese però, nonostante la necessità di vendere per ripianare i conti, fa muro sul centrocampista ex Roma. Di seguito le parole, riportate da MaxyFoot del tecnico Pierre Sage che ha blindato il calciatore serbo.

«È un giocatore molto importante per noi, non vogliamo che vada via. Non è questa la strategia del club e penso che non lo sia nemmeno per lui»

Cassano su Rashford: «Giocatore fantastico, ma in Italia non se lo può permettere nessuno»

Le parole di Cassano su Marcus Rashford, in uscita dal Manchester United e nel mirino di Juve e Milan: «In Italia non se lo possono permettere»

Antonio Cassano ha parlato a Viva el Futbol di Marcus Rashford, calciatore in uscita dal Manchester United e finito nel mirino di Juve e Milan. Di seguito le sue parole.

«Parliamo di un giocatore fantastico, a me fa impazzire. Non tre anni fa, cinque anni fa o dieci anni fa, ma un anno e mezzo fa aveva chiuso la stagione con 28 gol segnati facendo l’attaccante esterno. Parliamo di un giocatore fantastico. Si è rotto qualcosa lì al Manchester United, prima con Ten Hag e ora soprattutto con Amorim. Il problema è che prende 12 milioni di euro a stagione. Chi si può permettere in Italia una cifra del genere? Non se lo può permettere nessuno in Italia. Sarebbe fantastico sia per il Milan che per la Juventus, però io non penso che possa arrivare nel nostro campionato»

Okafor Milan, luce verde per il trasferimento al Lipsia: le ultime

Milan, luce verde al trasferimento di Noah Okafor? L’attaccante svizzero piace al Lipsia che sta preparando l’offerta per convincere i rossoneri

Luce verde in casa Milan per il trasferimento di Noah Okafor. Come riportato da Fabrizio Romano il Lipsia ha pronta l’offerta vincente a per convincere i rossoneri.

L’offerta è quella di un prestito con diritto di riscatto fissato ad una cifra tra i 10 e 12 milioni. Un’offerta che avrebbe raccolto il gradimento della dirigenza rossonera, pronta quindi a far partire lo svizzero.

Calciomercato Inter, dall’Inghilterra la bomba Zinchenko: i nerazzurri preparano l’offerta

Calciomercato Inter, dall’Inghilterra l’indiscrezione sul mercato dei nerazzurri: piace Zinchenko dell’Arsenal: a breve potrebbe arrivare l’offerta

Dall’Inghilterra arriva la importanti notizie sul calciomercato dell’Inter: secondo quanto riportato dal Sun il club nerazzurro sarebbe piombato su Zinchenko. Il profilo del laterale ucraino dell’Arsenal piace alla società che vorrebbe anticipare il colpo già in questa finestra di mercato.

Il giocatore 28enne è in scadenza nel 2026, la tesi che avvalora questa notizia è che l’ucraino nel corso di questa stagione ha trovato poco spazio tra le fila della formazione di Arteta e dunque non sarebbe impossibile una sua partenza. Con solamente due partite da titolare all’attivo in questa stagione Zinchenko si candida a lasciare l’Arsenal visto anche che il suo attuale allenatore avrebbe messo nel mirino un big del Milan, si tratta di Theo Hernandez.

Gallo Lecce, le condizioni del difensore in vista dell’Empoli: ecco come sta

Gallo Lecce, brutte notizie per il difensore dei salentini: alle prese con un infortunio muscolare, ci sarà contro l’Empoli? Il comunicato

Brutte notizie per il Lecce in vista del prossimo impegno contro l’Empoli: si ferma infatti Antonino Gallo, alle prese con un fastidio muscolare. Di seguito il comunicato del club.

«L’U.S. Lecce comunica che il calciatore Antonino Gallo, a seguito di un fastidio muscolare accusato in allenamento, si è sottoposto a risonanza magnetica, presso lo Studio Radiologico Quarta Colosso di Lecce, che ha evidenziato una lesione di basso grado al bicipite femorale della coscia destra».

Elon Musk vuole il Liverpool? ecco quando dovrebbe spendere

Elon Musk vuole entrare nel mondo del calcio? Il miliardario americano sarebbe interessato a comprare il Liverpool: ecco quanto sarebbe la spesa

Negli ultimi giorni è impazzata in Inghilterra la notizia che Elon Musk, miliardario americano entrato nel gruppo di governo del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sarebbe interessato ad acquistare il Liverpool, anche se al momento non sono stati fatte offerte formali a Fenway Sports Group, compagnia che ha la proprietà del club inglese. In una intervista a Slingo, Rob Wilson, esperto di finanza calcistica, ha parlato di quanto potrebbe essere la cifra che il miliardario dovrebbe tirare fuori per acquistare i Reds.

«Il valore dell’LFC è attualmente di circa 4-4,5 miliardi di sterline. È un po’ indietro rispetto al suo rivale, il Manchester United. Un Liverpool rivitalizzato, con nuovi investimenti, successi sul campo, nuovi sponsor e una base di dipendenti (inclusi i giocatori) più redditizia, potrebbe vedere il club progredire verso un valore che supera i 5 miliardi di sterline nel breve termine. Proprio come lo United, una valutazione di 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti per il club, o 8-8,5 miliardi di sterline nel Regno Unito, non sarebbe fuori questione se tutto si allineasse correttamente e si capitalizzasse su nuove opportunità e successi nei trofei».

Giampaolo si racconta a 360°: «Ho due sogni nel cassetto, allenare i ragazzi da casa e la barca»

Le parole di Marco Giampaolo, tecnico del Lecce, a Radio Serie A, che si racconta a 360° tra passato, presente e futuro

Marco Giampaolo si racconta a 360° a Radio Serie A: il tecnico del Lecce racconta passato, presente con i salentini e sogni per il futuro. Di seguito le sue parole.

PERIODO LONTANO DAL CAMPO – «Sono stato due anni a casa e non mi sono mai annoiato, non è che non dormivo perché dovessi allenare una squadra e quindi ho trascorso il primo anno a fare cose diverse rispetto a pensare al calcio. Poi superato il primo periodo, mi sono messo a far cose che mi piacevano e non ho fatto altro che aspettare la chiamata che potesse rimettermi in gioco. La mia preoccupazione era farmi trovare pronto e preparato nel momento in cui fosse arrivata la chiamata ma mi preparavo, studiavo, aggiornavo per essere pronto nel momento in cui fosse arrivata una proposta. Ma l’ho vissuta serenamente».

CONFRONTO CON I CALCIATORI – «Sono aperto al confronto, è stimolante quando un calciatore mi chiede perché è interessante e vuol capire, il mio compito è chiarire un problema, non voglio che i calciatori facciano così con la testa (annuisce, n.d.r) e poi non abbiano capito nulla. Sono aperto al dialogo e al colloquio, la mia porta è sempre aperta. Rispetto al passato, è soggettivo chi vuole chiedere e capire e chi no».

DORGU E BASCHIROTTO – «Dorgu è molto giovane, è un ragazzo di grandi qualità fisiche e tecniche, ancora bisogna capire qual sia la sua collocazione precisa in campo, quella più naturale. In questo momento credo di sapere quale sia ma questo non significa che lui non possa avere delle evoluzioni. Però è un giocatore forte che ha grande autostima, grande personalità, un bel motore, poi ovviamente dalla sua ha l’età e non può far altro che migliorare. Baschirotto, è sempre al campo, anche quando c’è il giorno di riposo. E’ arrivato in Serie A grazie al rispetto dei suoi principi di sacrificio. Lui dice “io sono arrivato in A perché ho sempre fatto così, perché altrimenti non ci sarei mai arrivato” e questo diventa la sua forza. Ha una disponibilità al lavoro straordinaria, è un capitano giusto e presente, con il quale io ho un ottimo rapporto, è molto importante per questo Lecce e quasi determinante. E’ un punto di riferimento non soltanto calcisticamente, ma lo è con tutta la sua sfera».

SOPRANNOME MAESTRO – «Dipende da che accezione si dà al termine, se maestro in senso di rispetto, o maestro perchè ti prendono in giro (ride, n.d.r). Probabilmente per le mie caratteristiche, ma non mi sento un maestro, sono un organizzatore di squadre, di collettivo, che non si limita agli 11, ma allargo la sfera a tutti i calciatori che ho sempre allenato affinché ognuno si riconoscesse in un compito, in un ruolo e non ho mai pensato ad un calcio o un’organizzazione individuale, come quella di oggi in Italia. Il fatto di pensare di giocare in un modo collettivo e il dover comunque trasferire dei messaggi, probabilmente ha fatto arrivare a questa definizione, ma io non mi ci sono mai riconosciuto. Ai tempi, ho smesso di giocare molto presto, non avevo forse neanche 30 anni e ho iniziato girare, a guardare gli allenatori dell’epoca, ero rimasto molto affascinato dal grande Milan di Sacchi, ma non avevo mai avuto la possibilità di andarlo a vedere ma conservavo dei vhs e quindi guardavo. Poi all’epoca sono andato a vedere Spalletti, Del Neri – il primo ad essere audace per alcuni principi e concetti, – ed erano gli allenatori di riferimento nel 96/97/98/2000».

JUVE – «Nel 2009 è risaputo che dovessi andare alla Juve, però avevo 38/39 anni, non avevo una carriera da grande calciatore alle spalle, semi sconosciuto e avere l’opportunità lì era qualcosa di impensabile. La delusione fu tanta, ma cercai di metterla da parte e di dimenticarla, poi ho avuto delle vicissitudini negative che qualcuno ha giustificato con la delusione di non essere andato, ma non è così. E’ stata un’opportunità».

MILAN – «Non ho mai parlato di quell’esperienza e non voglio parlarne. Mentre quella della Juve non è mai stata un’opportunità perché non sono mai andato, quella del Milan è stata una grande opportunità, però poi per tante circostanze e tanti aspetti non si è concretizzata, non ha avuto un esito positivo. Posso dire che Calha era forte, glielo dicevo sempre, anche quando magari lui aveva un pizzico di autostima in meno perchè era un giocatore in evoluzione. “Hakan tu sei forte e in futuro puoi diventare un grande play davanti alla difesa” e parliamo di quasi 5 anni fa e magari lui non era ancora pronto perché poi il calciatore deve convincersi, e lui preferiva giocare tre quarti o fase offensiva, cosa che poi ha fatto negli anni. Poi posso dire che più sali di qualità e categoria, più i giocatori sono professionali. La cosa che mi sono portato dietro da quell’esperienza è la grande professionalità dei calciatori che mi sono venuti sempre dietro, e questo è fondamentale e me lo porto dietro, la loro disponibilità è la soddisfazione più grande per un allenatore, non ho mai sentito la squadra distante».

SAMPDORIA – «E’ durata 3 anni e 3 anni sono tanti in un club. Abbiamo sempre giocato un bel calcio, perché ho avuto la fortuna di allenare calciatori che si sono rivelati poi forti e mi sono divertito, passatemi il termine, perché è un qualcosa che racconti a posteriori. Il primo anno di assestamento, di conoscenza, ho rischiato che mi mandassero via perché se non avessi vinto il derby forse non lo racconterei, passato quello sono stati anni in crescendo, ho allenato squadre forti e nei 3 anni ci siamo tolti soddisfazioni e mi sono divertito. Facevamo un calcio dentro il quale mi riconoscevo profondamente».

LECCE – «L’obiettivo è salvarsi il prima possibile, il campionato è durissimo e i competitor sono agguerriti, le squadre dietro giocano bene, il campionato è duro e difficilissimo e l’obiettivo è quello perché la lotta è bella tosta. Il Lecce è una squadra abbastanza giovane e molti giocatori possono sfruttare il fatto che essendo giovani possono avere margine o ambizioni diverse. Qualche giocatorino interessante c’è, qualcuno è più esperto, affidabile e garantisce un livello di prestazione sempre buono, qualcuno magari una domenica sì e l’altra un po’ meno, però questo fa parte del processo di crescita e dei buoni profili ci sono. E poi il Lecce ha dimostrato di saper scegliere i calciatori, il settore giovanile è un fiore all’occhiello, tanti calciatori nel settore giovanile poi magari hanno uno sfogo naturale in prima squadra e questo è la storia recente che lo dice».

RAFIA – «Ha tante qualità, un difetto ce l’ha e ci sto lavorando, cioè che tiene troppo la palla, la tocca 50 volte e la potrebbe pulire ogni tanto invece si incasina da solo, va a cercare il dribbling, lotta, poi lo perde, una volta la perde, una volta no, tutto lavoro sprecato. Adesso lo limito, gli dico “due tocchi per te, libero per gli altri” così una volta, due volte, capisce (ride, n.d.r). E’ un ragazzo generoso, intelligente e mi piace. Berisha ha qualità, viene dal settore giovanile, c’è poi un altro profilo giovane che è Helgason che ha giocato poco ma ha delle qualità, Krstović è pesante e ha forza».

SOGNI NEL CASSETTO – «Calcisticamente quello che ho fatto ho fatto, ho avuto la possibilità di allenare grandi club, una volta non ci sono andato, una volta mi han mandato via, e quindi penso che quell’opportunità non arriverà più, quindi allenerò fino a quando ne avrò e poi quando non ne avrò più andrò ad allenare i ragazzi a casa mia e quella è una cosa che voglio fare e che farò. Nella mia vita privata devo comprarmi solo la mia barca perché il mare è un aspetto fondamentale. Ho questi due piccoli sogni da realizzare».

Roma, si delinea il futuro della dirigenza giallorossa: arriva Antonello, la posizione di Ghisolfi invece…

Roma, si comincia a delineare il futuro della dirigenza giallorossa per la prossima stagione: arriva Antonello dall’Inter, poi Ranieri e come ds…

Si incomincia a delineare il futuro della dirigenza della Roma per il futuro. Come riportato da Tuttosport, il primo tassello sarà Alessandro Antonello, che dal 1 febbraio dovrebbe lasciare l’Inter per ricoprire la carica di CEO dei giallorossi, rimasta vacante dopo le dimissioni di Lina Souloukou.

Si va poi verso la conferma di Ghisolfi nel ruolo di direttore sportivo, nonostante un interessamento anche per Sartori. E da giugno anche Claudio Ranieri entrerà con un ruolo specifico nell’area tecnico. Tra i primi compiti che il trio dovrà affrontare c’è la decisione sul nuovo allenatore.

Cucchi a Lazionews24.com: «La Lazio ha sbagliato l’approccio al Derby, Ranieri ha vinto 5 volte non per caso»

Le parole di Riccardo Cucchi in un’intervista esclusiva a Lazionews24.com: «La sconfitta con la Roma è diversa da quella con l’Inter»

Riccardo Cucchi ha parlato in esclusiva a Lazionews24.com sulla sconfitta della Lazio al Derby. Di seguito un estratto delle sue parole.

Il derby di domenica per la Lazio è andato male sotto tutti i punti di vista, sia tattici che di approccio, ma cos’è che rimproveri principalmente alla squadra e a Baroni? Questa squadra, alla luce delle sconfitte nel derby e con l’Inter, non è pronta per giocare con le grandi? E che differenza c’è tra le due sfide?

«La cosa che rimprovero principalmente alla squadra è il modo in cui è entrata in campo e si è approcciata al derby, perchè partite di quel genere non si giocano assolutamente in quel modo, specialmente nei primi 20 minuti iniziali in cui la Roma ha preso poi le redini della sfida e dove tra l’altro ha realizzato i due gol che hanno deciso il match. C’è da dire questo però, che bisogna fare i complimenti a Ranieri per il modo in cui ha preparato la squadra giallorossa a una gara cosi delicata come la stracittadina. E l’aver vinto cinque derby su cinque non è assolutamente una casualità. Le partite perse con Roma e Inter? Sono completamente differenti, perchè i nerazzurri nonostante la sconfitta con il Milan li reputo la rosa più forte del campionato, la Roma non ha lo stesso organico della squadra meneghina. Sono due sconfitte giuste ma non farei un dramma, visto che la squadra biancoceleste ha un organico nuovo, giovane, che sta nascendo e che farà molto bene e darà soddisfazioni».

In cos’altro secondo te Ranieri è stato più bravo di Baroni e in quale zona principale del campo la Roma è stata brava più dei biancocelesti? La partita di domenica è stata la conferma che i derby si preparano da soli?

«Ranieri, il fatto che abbia vinto cinque derby consecutivi, non è assolutamente un caso e domenica sera lo ha dimostrato. Per Baroni la pecca è stata il fatto che questa è stata per lui la prima stracittadina, come anche per tanti calciatori biancocelesti. Il tecnico giallorosso inoltre ha avuto la meglio anche dal punto di vista tattico, perchè la Roma durante la partita ha dimostrato di essere una squadra chiusa e compatta e che ha saputo sfruttare le sue occasioni bene e ha saputo dare una lettura netta alla gara. I derby si preparano da soli? Beh no. assolutamente no, sono sfide che si devono preparare al meglio perchè non c’è mai nulla di scontato e non sempre la squadra più forte alla vigilia prevale sulla rivale. E alla vigilia ad essere la favorita era la Lazio».

Secondo te quale è stato il suo primo pensiero al fischio finale, considerando l’andamento della partita, e cosa lascia a lui e alla squadra a livello morale questa sconfitta? Quale consapevolezza?

«Beh, sicuramente grande rammarico perchè ci tengo a sottolineare e a ricordare che l’inizio è stato sbagliato, ma la Lazio nel secondo tempo ha affrontato la partita molto meglio. E quindi c’è amarezza sicuramente nella testa e nei pensieri del mister e della squadra specialmente per i primi minuti. Della partita un altra cosa che mi è piaciuta è stato il saluto finale tra Ranieri e Baroni e il rispetto che hanno avuto entrambi l’uno verso l’altro, nonostante l’adrenalina finale del derby, in cui Ranieri ha detto al tecnico biancoceleste “mi dispiace per ciò che è accaduto”. Il tecnico testaccino ha avuto dalla sua parte la fortuna di aver l’esperienza di come si gestiscono partite così delicate avendo allenato tante big, ma sicuramente questa sfida ha insegnato molto anche a Baroni. Ne sono sicuro».

Quale calciatore ti ha deluso maggiormente da cui ti aspettavi invece potesse avere un approccio diverso e da chi ti aspettavi maggiore leadership?

«Io non metterei in croce nessun calciatore in particolare, anche perchè ripeto, il secondo tempo la squadra ha giocato veramente bene. Non è assolutamente da dimenticare e sottovalutare che Svilar ha salvato in diverse circostanze la porta della Roma. La forza della Lazio in questi mesi è stata il fatto che non c’è un leader, ma è una squadra collettiva con un gruppo ampio e uguale in cui tutti hanno dato il loro contributo per la crescita di questo gruppo».

L’INTERVISTA A RICCARDO CUCCHI IN ESCLUSIVA SU LAZIONEWS24.COM

Kvaratskhelia Napoli, il PSG non molla e ci prova a gennaio e i partenopei pensano ad un sostituto

Kvaratskhelia Napoli, il PSG ci vuole riprovare già a gennaio e propone una contropartita tecnica: intanto i partenopei valutano dei sostituti

Il futuro di Kvicha Kvaratskhelia potrebbe essere lontano da Napoli. Con la crescita di David Neres il georgiano non è più intoccabile e, come riportato da Fabrizio Romano, il PSG non ha ancora mollato la presa sull’esterno e ci vuole provare già a gennaio. I parigini vorrebbero mettere nel mezzo anche una contropartita, compresa anche Milan Skriniar: l’ex Inter potrebbe essere comodo alla difesa napoletana in cerca di rinforzi.

Intanto i partenopei, come riportato da Gazzetta.it, prendono i contatti con Edon Zhegrova, ala kosovara del Lille, come possibile sostituto. Anche Gianluca Di Marzio ha parlato dell’apertura del Napoli al PSG, ma l’affare si farà solo alle condizioni di De Laurentiis.

Fusi: «Toro Juve? Vi racconto gli aneddoti dei miei derby della Mole. Per lo scudetto dico Inter, ma le altre…» – ESCLUSIVA 

Luca Fusi racconta in esclusiva gli aneddoti di Toro Juve, retroscena sul derby della Mole vissuto da ambo le sponde del Po, poi Serie A e Nazionale

Luca Fusi è un doppio ex di Toro Juve. Parliamo di uno dei quarantaquattro giocatori nella storia dei derby della Mole ad aver indossato la maglia di ambo le compagini: quella granata, così come quella bianconera. Nato a Lecco il 7 marzo del 1963, ha difatti militato dal 1990 al 1994 nel Torino, per poi approdare in casa della Vecchia Signora dov’è ha dato seguito al proprio percorso fino al ’96. 

Bene, proprio in previsione della stracittadina piemontese in programma questo sabato, abbiamo avuto il piacere ed il privilegio di intrattenere una ‘chiacchierata’ con l’ex centrocampista. Gli aneddoti sulla partita sabauda, ma anche un commento sulla nostra Serie A, la lotta scudetto e (naturalmente) la Nazionale italiana. L’intervista a Luca Fusi in esclusiva per le colonne di CalcioNews24 a poco più di 48 dal calcio d’inizio di Toro Juve:  

Buongiorno Luca Fusi, iniziamo subito dalla nostra Serie A. C’è qualcosa che l’ha particolarmente impressionata e o colpita di questa prima parte di campionato?

«Il grande equilibrio che c’è in cima alla classifica. Questo equilibrio che rende tutto molto interessante e che ogni domenica dà la possibilità di avere anche dei risultati magari sorprendenti. Questo lo rende un campionato sicuramente molto interessante, rispetto anche a  quello che è stato negli anni passati».

Sabato è in arrivo Toro Juve. Si ricorda come viveva la settimana dei derby da giocatore? 

«Il derby è una partita importante soprattutto dalla parte del Torino. In questi ultimi anni è tornata in auge visto che i granata non albergano grandi obiettivi di classifica. Vincere il derby o comunque fare una bella prestazione per il Torino è diventato molto importante, per far capire ai propri tifosi ad esempio che la squadra c’è, ha voglia di lottare e fare bene. Da parte dei bianconeri è una partita che vale tre punti. Anche se anche in questo momento la juve sta vivendo un periodo difficile, quindi un successo nel derby potrebbe essere molto importante. Soprattutto in ottica di entusiasmo per il futuro».

Le sue parole lasciano intendere l’esistenza di due stili diversi per affrontare il derby sulle due sponde del Po?  

«Certo, usciva lo spirito granata, usciva la voglia di Toro! Quella voglia di onorare al meglio la maglia nei derby del passato. C’era un’attesa spasmodica in tutto l’ambiente granata. In questi ultimi anni non si è più riusciti ad avere questa grossa motivazione, questa grande voglia di far vedere lo spirito granata. Vediamo se da questa partita riuscirà a rivedere lo spirito Toro, anche per cambiare questa tendenza degli ultimi anni tutti a favore dei bianconeri».

Domani il Toro farà un allenamento al Filadelfia prima del derby, ci sa dire cosa significa per lei questo stadio? Impianto un tempo del Grande Torino…

«Il Filadelfia è stato il nostro campo di allenamento fino all’ultimo secondo della mia permanenza al Toro. Era sicuramente un ambiente particolare: dall’entrata in campo, agli spogliatoi, all’uscita dal tunnel. Oggi è cambiato un po’ tutto sicuramente. Anche il fatto di aver dato la possibilità ai tifosi di essere presenti prima della partita però può dare uno slancio in più nel tentativo di fare il meglio possibile»

Ci sa dire un compagno per parte che viveva con particolare ardore ed entusiasmo Toro Juve?

«Dalla parte granata ce ne sono stati tantissimi! Fare anche solo un nome diventa facile (ride, ndr). Da Policano a Bruno e Cravero…in quella partita trovavano grandi motivazioni e di conseguenza gli altri. Dai bianconeri dico Antonio Conte. Uno di quelli che attraverso la prestazione e i gol ha contribuito più volte a portare il derby dalla parte della Juve». 

Passiamo all’angolo della Vecchia Signora, si aspettava questo momento difficile? Pesa anche alla prematura eliminazione in Supercoppa…

«Dopo una partenza positiva con dei segnali incoraggianti ci può stare una flessione, un momento di calo. Anche visto i tanti impegni che ha avuto la rosa, con l’aggiunta di tanti infortuni. E’ logico che deve riprendere il cammino, fare qualcosa di più. L’ambiente bianconero ha bisogno di obiettivi importanti e di risposte importanti. Per Motta è comunque il primo anno…non è facile raggiungere subito gli obiettivi. Vediamo»

Chi gode di una migliore classifica della Juve sono Atalanta, Napoli ed Inter. Domanda secca: la favorita di Luca Fusi per il tricolore?

«Io credo che l’Inter sia la squadra ad avere un qualcosa in più delle altre. Poi è logico che dipenderà molto anche da quello che sarà l’andamento in Coppa dei nerazzurri. Logicamente l’Atalanta – ma soprattutto il Napoli – sono pronte ad approfittare dei tanti impegni dell’Inter in Champions. Non dico che l’Inter si possa disinteressare del campionato, ma che magari faccia prevalere proprio il discorso Champions». 

Concludiamo con uno sguardo sulla nazionale. Dopo un 2024 caratterizzato da un Europeo in chiaroscuro cosa augura al gruppo di Spalletti nell’anno nuovo? 

«C’è stata una crescita nell’ultimo periodo con l’inserimento di tanti giovani. Penso che sia importante dare fiducia ai nostri giovani, a partire dai settori giovanili di ogni società per arrivare poi nuovamente ad avere una Nazionale di livello. Con ragazzi promettenti appunto, cresciuti nei nostri vivai»

In conclusione, sabato troveremo anche Luca Fusi davanti al televisore per Toro Juve? 

«Sì, sicuramente. E aggiungo una cosa…»

Ci dica…

«Credo che tiferò per il Torino, visto il mio passato(ride, ndr)»

Si ringrazia Luca Fusi per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.

Marocchino: «La Juve non è completa, Motta sta sbagliando con il modulo. Ora l’obiettivo…»

Le parole di Domenico Marocchino, ex centrocampista della Juve, sul momento dei bianconeri di Thiago Motta. I dettagli

Domenico Marocchino ha parlato del momento della Juve in esclusiva a JuventusNews24.

Qual è il problema di questa Juve? Perchè la squadra non riesce a gestire?

«Questo può dipendere dalle caratteristiche dei giocatori e a volte anche dalle lettura della partita. La rosa della Juventus, comunque, è ristretta in alcui ruoli. Questo fa si che, nella lettura della partita, l’allenatore non modifichi in certe situazioni quella che è la propria idea».

Condivide chi ha criticato i cambi di Vlahovic e Mbangula? Sono stati il fattore decisivo per la sconfitta?

«In linea di massima sono considerazioni abbastanza giuste, poi l’allenatore parte con un’idea. Però questa idea, in certi contesti, va messa a fuoco in un modo diverso. Non ci sono giocatori che possono stare al posto di Vlahovic per un determinato numero di minuti. Mi spiego meglio: all’85’ magari ci poteva stare il cambio con Nico Gonzalez, ma non al 60′. Poi non è un dramma cambiare filosofia durante la partita, mi pare che il 4-2-3-1 sia portato quasi all’esasperazione».

L’INTERVISTA INTEGRALE DI MAROCCHINO SU JUVENTUS NEWS 24

FANTACALCIO – LA MAGIA DEL NATALE

C’è un personaggio a cui credono solo più le persone che amano i giochi come il fantacalcio.
Un personaggio arrivato d’inverno, a fine dicembre.
Un personaggio con carisma, dal look sgargiante.
Un personaggio partito da un paese lontano, non da solo, ma con tanti operosi assistenti.
Un personaggio in grado di dare la felicità a grandi e piccini.
Ma soprattutto un personaggio capace di trasformare dei pacchi in stupendi regali.

Grazie Babbo Conceicao per questi nuovi Theo e Leao del Milan, così belli e luccicanti.
Se hai fatto sorridere persino Ibra-grinch-ovic puoi davvero tutto.

Morte Fabio Cudicini, Sogliano: «Per me un fratello maggiore e un grandissimo portiere. Vi racconto il suo addio a sorpresa nel 1972»

Le parole di Riccardo Sogliano, ex compagno di squadra di Fabio Cudicini al Milan, dopo la scomparsa dell’ex portiere. I dettagli

Ieri ci ha lasciato il Ragno Nero, come veniva chiamato Fabio Cudicini, mitico portiere del Milan, che ricordava per stile e figura il grandissimo Lev Jascin, l’unico numero 1 insignito del Pallone d’Oro. Su La Gazzetta dello Sport lo ricorda un compagno di squadra in rossonero, Riccardo Sogliano.

CHE COMPAGNO É STATO – «Un fratello maggiore. L’ho vissuto soltanto per una stagione al Milan, ma ne ho apprezzato lo stile, la serietà, la dedizione al lavoro. Era una persona a modo. Come portiere non serve il mio giudizio per confermare che era un fenomeno».
1971-72: VITTORIA DELLA COPPA ITALIA – «All’Olimpico, in finale contro il Napoli. Autorete di Panzanato e gol di Rosato. Io, però, non cero: infortunato. Fu l’ultima partita di Cudicini. Alla vigilia nessuno gli credeva quando diceva che avrebbe smesso, e invece fu di parola. Aveva dato tutto e ottenuto la cosa più importante: il rispetto del pubblico, dei compagni e degli avversari».

Dario Canovi: «Per evitare che Falcao andasse all’Inter si mossero Andreotti e pure il Papa… Ecco come Cerezo è finito alla Sampdoria»

Le parole di Dario Canovi, storico procuratore calcistico, sulle trattative di calciomercato più importanti in Serie A. I dettagli

C’è stato un caso clamoroso nella storia del calciomercato. Ed è successo nel 1983, quando il romanista Falcao rischiò di passare all’Inter, affare saltato per interventi “pesanti”, a partire da quello di Giulio Andreotti (ma non fu l’unico…). A raccontarlo su La Gazzetta dello Sport Dario Canovi, decano dei procuratori, che da avvocato seguì la trattativa con Colombo, legale del campione brasiliano.

IL SUO RUOLO – «Io ero molto amico di Mazzola, che era stato uno dei fondatori dell’Associazione italiana calciatori di cui ero l’avvocato. Colombo chiese l’intervento dell’Aic e venne a trovarmi a casa mia, da lì in poi vissi 50 giorni accanto a lui».
IL CONTRATTO – «Sandro tornando dalla Svizzera, felice per aver centrato un clamoroso colpo di mercato, si fermò in un bar per telefonare a Fraizzoli e dargli la notizia dell’accordo, perché all’epoca non c’erano i cellulari, ma fu gelato: “Blocca tutto e raggiungimi in ufficio, ti devo parlare”».
LE PRESSIONI – «Anche se l’Inter fece un passo indietro, l’accordo tra la Roma e Falcao per rinnovare il contratto ancora non c’era. Fu fatto sapere alla signora Azise, la mamma di Paulo Roberto, che anche Papa Wojtyla voleva che lui restasse a Roma. Lei telefonò al figlio: “Non vorrai mica dare un dispiacere al Santo Padre, vero?».
VIOLA E COLOMBO – «Continuavano il tira e molla, mandandosi messaggi sui giornali. La trattativa si concluse negli uffici di Andreotti, con la firma del nuovo contratto e una stretta di mano tra il Senatore e Colombo immortalata da una foto. Alle loro spalle, sullo sfondo, c’ero anch’io».
CEREZO ALLA SAMP – «Andammo a casa di Paolo Mantovani a Genova. Non poteva replicare l’offerta di Berlusconi e offrì circa la metà: 800 milioni. Toninho si mostrò dubbioso e chiese di telefonare alla moglie Rosa. Tornò poco dopo: “Presidente, mi ha detto che se non accetto mi lascia. E io amo molto mia moglie…”. Nel viaggio di ritorno gli dissi: “Meno male che Rosa ti ha dato il consiglio giusto”. Mi rispose: “Dario, non c’ho parlato: ho trovato occupato…».

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