Pagina 1256 – Calcio News 24

Haj Mohamed Parma, i ducali al lavoro per il suo rinnovo

Il Parma al lavoro per il rinnovo di Haj Mohamed: il fantasista ha convinto Pecchia e ora la società vuole blindarlo

il Parma ha trovato in Haj Mohamed un valore aggiunto alla squadra di Pecchia: dopo le trafile nel settore giovanile, il tunisino ha esordito contro il Lecce mettendo a segno un assist ed è stato decisivo nella vittoria contro la Lazio grazie ad un gran gol.

Per questo motivo, come riportato da TMW, la dirigenza del Parma sta lavorando al suo rinnovo: il profilo è in linea con la linea verde del club e sono già iniziati gli incontri con l’agente del calciatore per prolungare il suo contratto con un ritocco dell’ingaggio.

Kroos: «Il calcio Italiano è in forma, ci sono alcune squadre che possono arrivare in fondo; mi sarebbe piaciuto giocare in quella squadra»

Le parole di Toni Kroos dopo aver ricevuto il premio di Golden Player Man 2024: ecco cosa ha detto sul calcio italiano

Toni Kroos ha ricevuto ieri il premio Golden Player Man 2024 di Tuttosport come miglior giocatore della stagione. Di seguito le sue parole al quotidiano torinese.

PREMIO – «È fighissimo. Vorrei ringraziare Tuttosport per questo premio speciale, e poi la giuria che ha deciso di spendere i propri voti per me. Tra di loro ci sono grandi campioni mondiali che conoscono il calcio profondamente, è questo rende il tutto ancor più speciale. Per me significa tanto, è un grande onore, un trofeo che rende ancor più bello il mio fine carriera».

COME STA DA RITIRATO – «Sono felice e molto impegnato in questo momento: ogni giorno mi occupo della mia fondazione e dell’Icon League, ma non le nascondo che ogni tanto il calcio mi manca. Sono ancora nell’ambiente con l’Academy di Madrid, ma in una veste completamente diversa rispetto a prima. Ho lasciato uno sport che praticavo da quando avevo sei anni; quindi, è inevitabile che la mia vita sia tutta costruita attorno al calcio. Il ritiro mi ha messo un po’ di tristezza, ma è stata una mia decisione. Volevo chiudere un capitolo della mia vita per aprirne un altro. Sono soddisfatto di quello che ho vinto, fatto e vissuto, non solo dentro al campo. Però sì, ci sono giorni in cui ci penso…».

IN UNA INTERVISTA HA DETTO CHE SE FOSSE STATO UN TENNISTA GIOCHEREBBE ANCORA – «I tennisti si gestiscono da sé: possono scegliere come e quando allenarsi o recuperare. Sta a loro pianificare le proprie trasferte in giro per il mondo, e in più possono portarsi sempre dietro i propri cari. Sono liberi, insomma. Nel calcio non funziona così. Sei parte di una squadra, e in quanto tale devi sottostare a delle regole: è il club a comunicarti orari e luoghi in cui ti dovrai far trovare. Ti dicono come e quando allenarti, cosa mangiare. Viaggi due o tre volte alla settimana e sei costretto a lasciare a casa la tua famiglia. Una lavatrice… Diciamo che dopo tanti anni di carriera, questo è stato uno dei motivi che mi ha portato ad imboccare la via del ritiro».

I TRE SUCCESSI A CUI É PIU’ LEGATO – «Il trionfo nel mondiale brasiliano del 2014 è stato folle, un sogno. Poi, devo mettere per forza le tre Champions League di fila vinte con Zidane. Eravamo fortissimi, praticamente imbattibili. Ma il momento più speciale di tutti è stato quello del mio addio al Bernabeu. Quando competi a questi livelli sei assorto da mille pensieri, ti alleni giorno dopo giorno per preparare una partita e poi un’altra e poi un’altra ancora… Il tempo vola e tu rischi di non renderti conto né di dove sei e né di cosa tu stia facendo. Quella sera ho alzato lo sguardo verso gli spalti e ho ricevuto un amore indescrivibile. Ho realizzato per davvero che cosa sono stato in grado di trasmettere alla gente in questi dieci anni. È stato bellissimo».

MINEIRAZO – «Prima di entrare in campo, eravamo certi che sarebbe stata una sfida durissima contro una squadra super motivata e convinta di poter vincere il mondiale in casa. Al 35’, sul 5-0, ricordo che ci siamo guardati tutti: non potevamo credere a quello che stava accadendo. A fine primo tempo, con la gara ormai in tasca, ci siamo ripromessi di continuare a giocare e di mostrare rispetto nei confronti del Brasile e dei suoi tifosi, ma senza umiliarli. Lowe, del resto, fu chiaro con noi: ‘Il primo che fa il fenomeno lo sbatto fuori’. L’umore della folla è passato velocemente dall’estasi iniziale alla delusione per poi diventare qualcosa di ancor più negativo. Dal campo si percepiva benissimo».

MOMENTI PIU’ COMPLESSI – «Forse la partita da cui è stata più dura riprendersi è la finale di Champions persa nel 2012 contro il Chelsea. Giocavamo in casa e abbiamo deluso i nostri tifosi. A posteriori potrà sembrare assurdo, ma non potevo immaginare che poi quella coppa l’avrei vinta sei volte…»

ANCELOTTI – «È stato lui a portarmi a Madrid, mi ha voluto fortemente nel 2014 dopo il Mondiale. Loro avevano appena vinto la Champions e lui mi chiamò dicendomi che mi voleva per portare la squadra a un livello superiore. Per me passare dal Bayern al Real non era un salto da poco. Lui l’ha reso molto più semplice, mi ha motivato. Il nostro rapporto è sempre stato speciale e mi piace l’idea che la mia storia al Real si iniziata e finita con lui alla guida».

COSA HA PENSATO QUANDO É TORNATO NEL 2021 – «A dir la verità non ce lo aspettavamo minimamente. Per noi è stata una grandissima notizia, anche perché nello spogliatoio molti – a cominciare da Carvajal, Marcelo, Modric, Ramos e Nacho, i senatori insomma – avevano già avuto l’opportunità di lavorare con lui. Quando ti conosci sai già come prenderti. Poi lui dalla sua prima esperienza al Real è un tecnico diverso, si è evoluto e questo ci incuriosiva molto. Ci abbiamo messo un attimo a capire il suo calcio e a recuperare il rapporto che c’era prima».

CALCIO ITALIANO – «Penso che negli ultimi anni il livello si sia alzato moltissimo. Lo vediamo soprattutto nelle competizioni europee. L’Inter è arrivata in finale un paio di anni fa, l’Atalanta ha vinto l’Europa League contro il Leverkusen neocampione di Germania, il Milan ha battuto il Real al Bernabeu. Ci sono diversi club che possono giocarsela fino alla fine…».

GIOCARE IN SERIE A – «Durante i miei anni in Spagna so che c’è stato l’interesse di alcune squadre di Serie A, ma io non ho mai pensato di lasciare i Blancos. Il calcio italiano mi è sempre piaciuto: è tecnico, intenso e molto tattico. Ma il Real è il Real…».

DOVE GLI SAREBBE PIACIUTO GIOCARE – «Non conoscendo bene gli ambienti, mi verrebbe difficile sceglierne una. Forse, in questo momento non mi sarei visto male nell’Inter. Giocano con fiducia, calma e qualità, cercando di imporre il proprio gioco contro chiunque. Sono davvero forti».

The Best FIFA Men’s Player, questa sera la premiazione: Vinicius contro Rodri, chi vincerà?

The Best FIFA Men’s Player, questa sera la premiazione: è di nuovo Vinicius contro Rodri, dopo le polemiche sul pallone d’oro, chi vincerà?

Questa sera a Doha sarà annunciato il vincitore del The Best FIFA Men’s Player. Atto secondo del duello a distanza tra Rodri e Vinicius dopo la vittoria dello spagnolo al Pallone d’Oro che ha scatenato la rabbia del Real Madrid, che aveva disertato la premiazione. I due sono i favoriti per la vittoria e questa sera si saprà chi sarà il vincitore. Tra gli italiani solo Ancelotti e Donnarumma, candidati come miglior tecnico e portiere, mentre per la Serie A c’è solo Mike Maignan: niente Inter e niente Atalanta, né nella categoria giocatori con nomi come Lautaro – 7° al pallone d’oro – o Lookman – Pallone d’Oro Africano – né nella categoria allenatori con Inzaghi e Gasperini, vincitore della Europa League.

Categoria miglior calciatore

Dani Carvajal (Spagna, Real Madrid)
Erling Haaland (Norvegia, Manchester City)
Federico Valverde (Uruguay, Real Madrid)
Florian Wirtz (Germania, Bayer Leverkusen)
Jude Bellingham (Inghilterra, Real Madrid)
Kylian Mbappé (Francia, Paris Saint-Germain/Real Madrid)
Lamine Yamal (Spagna, Barcellona)
Lionel Messi (Argentina, Inter Miami)
Rodri (Spagna, Manchester City)
Toni Kroos (Germania, Real Madrid/ritirato)
Vinícius Jr (Brasile, Real Madrid)

Categoria miglior allenatore

Carlo Ancelotti (ITA), Real Madrid
Lionel Scaloni (ARG), Argentina
Luis de la Fuente (SPA), Spagna
Pep Guardiola (SPA), Manchester City
Xabi Alonso (SPA), Bayer Leverkusen

Categoria miglior portiere

Andriy Lunin (Ucraina, Real Madrid)
David Raya (Spagna, Arsenal)
Ederson (Brasile, Manchester City)
Emiliano Martínez (Argentina, Aston Villa)
Gianluigi Donnarumma (Italia, Paris Saint-Germain)
Mike Maignan (Francia, Milan)
Unai Simón
(Spagna, Athletic Club)

Ronaldo si candida alla presidenza della federcalcio brasiliano: «Abbiamo perso la nostra essenza, voglio fare la mia parte»

Ronaldo il Fenomeno si candida alla presidenza della federcalcio brasiliana: il messaggio sui social dell’ex Inter

L’ex stella di Inter e della Nazionale Brasiliana – due volte Campione del Mondo con i verdeoro – Ronaldo, con un lungo messaggio su Instagram, ha annunciato la sua volontà di candidarsi alla federcalcio brasiliana. Di seguito le sue parole.

MESSAGGIO – «È stato il calcio brasiliano ad aprirmi le porte del mondo intero. Non da giocatore, non parlo della mia storia. Il nostro calcio è molto più grande di me. Parlo di indossare la campana, del peso che porta. Essere il calcio brasiliano in ogni angolo del pianeta, rappresentare l’antica passione nazionale che andava ben oltre i suoi confini.

Sì, siamo ancora l’unica squadra cinque volte campione del mondo, ma al momento anche il nostro concetto di eccellenza è molto al di sotto delle nostre potenzialità.

Abbiamo perso l’essenza? Cos’altro è andato perduto? Non posso tornare in campo come molti di voi mi chiedono. E, onestamente, non credo nemmeno che le nostre più grandi sconfitte degli ultimi anni siano avvenute all’interno delle quattro linee. Non sono stati trasmessi in televisione. Dobbiamo guardare fuori dai riflettori. Nelle istituzioni. Per la mentalità dei nostri atleti. Per le nostre relazioni.

Sto osservando tutto questo da molto tempo. Ho smesso di giocare, ma non sono mai uscito dal gioco. È stato come ampliare la visione. Cambia posizione. Connesso con persone e aziende, con legami duraturi, ho avuto molte conversazioni importanti dietro le quinte. Le mie motivazioni per questa candidatura sono ormai innumerevoli e forse la più grande è la convinzione di poter davvero contribuire a riconquistare il rispetto per il calcio brasiliano.

Parlo di gestione. Cambiare le nostre strutture, preservando ciò che ci sostiene, riformando ciò che ci fa crollare come istituzione. Mi auguro una CBF amata dai brasiliani, rispettata in tutto il mondo. Una trasformazione senza precedenti e potente, che dialoga con l’intero settore – club, federazioni, atleti, sponsor e tifosi – e restituisce ai protagonisti il ​​ruolo che meritano. Rilevante ed essenziale. Viaggerò in ogni angolo del Brasile, ascolterò tutte quelle persone che hanno bisogno di essere ascoltate – oggi e sempre – e presenterò alle Federazioni un progetto di investimenti privati ​​mai visto prima per la crescita sostenibile dello sport in ogni stato del Paese . Continuare a generare business, lavoro e intrattenimento, con l’innovazione. Ricostruire la credibilità della massima entità del calcio brasiliano, con la nostra vecchia passione in tempi nuovi».

Neymar sull’addio al PSG: «I tifosi venivano sotto casa mia, volevano aggredirmi, in quelo momento ho deciso che dovevo andare via»

Neymar ha raccontato i suoi anni al PSG, il rapporto con i tifosi, le minacce subite e la decisione di lasciare i francesi: le sue parole

Neymar in una intervista a RMC Sport ha parlato della sua esperienza al PSG, del rapporto con i tifosi e del motivo dietro al suo addio ai parigini. Di seguito le sue parole.

ESPERIENZA AL PSG – «E’ stata positiva e negativa allo stesso tempo. Buona perché penso di aver vissuto il miglior momento della mia carriera, calcisticamente parlando. Cattiva perché sono stato spesso e a lungo infortunato. Sicuramente c’è un po’ di tristezza, ma non dimenticherò i grandi momenti vissuti, soprattutto la finale di Champions League. Avremmo potuto vincere, ma in quelle partite contano i dettagli. Ho scritto la mia storia in Ligue 1 ed è stato positivo per la mia carriera».

MOTIVO PER CUI É ANDATO VIA – «Semplicemente non ero felice. Il club e l’allenatore non contavano più su di me e me ne avevano parlato. Ho dovuto prendere una decisione e ho dedico di accettare l’offerta dell’Al Hilal, che mi è piaciuta. Ho potuto conoscere il club, la culture e il campionato locale. Non mi aspettavo di ricevere un simile benvenuto. Io e la mia famiglia siamo convinti di aver preso la decisione giusta».

RAPPORTO CON I TIFOSI – «Il primo anno è stato magnifico. Sono stato accolto molto bene sia dai tifosi del club che da tutta la Francia. Gli ultimi 2-3 anni invece le cose sono andate diversamente e il modo in cui sono stato trattato non è stato bello. E’ accaduta la stessa cosa a Messi. Io ho sempre dato tutto in campo e, pur non portando rancore, sono dispiaciuto per come mi hanno trattato i tifosi. Venivano a casa mia e volevano entrare per insultarmi o colpirmi. A mio avviso hanno oltrepassato il limite. Li ho sempre rispettati, ma da quel momento ho smesso di essere rispettoso: è stata davvero dura. Rispetto il PSG e farò sempre il tifo affinché ottenga i risultati migliori. Tuttavia mi ha intristito la maniera in cui sono stato trattato, anche se ora è finita e fa parte di una cosa del passato».

SENTIMENTI CONTRASTANTI – «Il PSG è il club in cui ho trascorso più tempo nella mia carriera: ben sei anni. Ho vissuto grandi momenti e ho giocato il mio miglior calcio, perciò sono contento e ho la coscienza pulita. Non serbo rancore nei confronti del club, ma soltanto verso alcuni dei suoi dirigenti e dei suoi tifosi. Purtroppo il mio rapporto con i sostenitori del Psg è uno dei momenti più tristi».

Mudryk positivo all’antidoping: «Mai assunto consapevolmente niente di proibito»

Mudryk positivo all’antidoping, il comunicato del calciatore: «So di non aver fatto nulla di sbagliato, fiducioso di poter tornare presto in campo»

Mykhaylo Mudryk è stato trovato positivo all’antidoping. Dopo il comunicato del Chelsea sulla vicenda è arrivato anche quello del calciatore ucraino che ha voluto fare chiarezza sulla vicenda. Di seguito le sue parole.

«Posso confermare di essere stato informato che un campione fornito alla FA conteneva una sostanza vietata. Questa notizia è stata un completo shock, poiché NON ho mai assunto consapevolmente sostanze proibite né infranto alcuna regola. Sto collaborando strettamente con il mio team per capire come possa essere successo. So di non aver fatto nulla di sbagliato e resto fiducioso di poter tornare presto in campo. Non posso aggiungere altro al momento a causa della riservatezza del procedimento, ma lo farò non appena possibile».

Palermo, la panchina di Dionisi traballa e il colpo decisivo glielo potrebbe dare la sua ex squadra

Palermo, la dirigenza non è soddisfatta degli ultimi risultati e ora Dionisi rischia: sarà decisiva la prossima partita contro la sua ex squadra

Il Palermo di Alessio Dionisi sta affrontando un periodo delicato: nelle ultime cinque partite ha vinto solo una volta, pareggiato due e perse due che hanno portato la squadra fuori dalla zona playoff di Serie B. Il clima è di contestazione e sfiducia intorno ai rosanero sta facendo ragionare la dirigenza su un possibile esonero del tecnico.

Decisivo, come riportato da la Gazzetta dello Sport, il prossimo impegno sarà decisivo e, ironia della sorte, Dionisi si troverà ad affrontare la sua ex squadra, il Sassuolo. Una sconfitta potrebbe portare il City Group a decidere di dare il benservito al tecnico.

Gabrielloni: «Como-Roma, gol e assist e adesso San Siro contro l’Inter: è un sogno. Fabregas è fondamentale per noi. Io come Mancini? C’è una certa differenza…»

Le parole di Alessandro Gabrielloni, attaccante del Como, dopo la rete decisiva realizzata nella sfida contro la Roma. I dettagli

A 30 anni Alessandro Gabrielloni si è preso la soddisfazione di segnare in Serie A con il Como dopo averlo fatto in tutte le categorie. É lui ad avere sbloccato nei minuti di recupero la gara di domenica con la Roma, per poi servire a Nico Paz il pallone del raddoppio. Il giocatore ha parlato con La Gazzetta dello Sport.

FABREGAS – «È una persona onesta, molto diretta, che dà ma pretende anche tanto dai suoi ragazzi. Base fondamentale per crescere insieme a tutta la squadra».
L’ASSIST DEL 2-0 – «Ero ancora contento del gol e ho sentito fosse giusto che qualcun altro provasse quella gioia. Un segnale che siamo un grande gruppo».
LA LAUREA CON I PANTALONI DEL COMO – «Eh…(ride). Era durante il primo lockdown e la tesi si poteva discutere solo da remoto. Ero a casa, seduto, sotto non mi si vedeva…».
NATO A JESI COME MANCINI – «C’è un po’ di differenza… Però, dai, sento tanto l’affetto dei miei concittadini, mi scrivono. È un grande motivo d’orgoglio di essere seguito da tutta una città».
LA PIZZA CHE GLI HANNO DEDICATO – «Cotto, funghi e pomodorini, ma non l’ho ancora assaggiata».
PRIMA DA TITOLARE A SAN SIRO CONTRO L’INTER – «Mah, vedremo. Se giocherò dall’inizio, se entrerò… Già esserci è un sogno».

Mudryk trovato positivo all’antidoping: cosa succede e cosa rischia

Mykhaylo Mudryk, esterno del Chelsea, trovato positivo all’antidoping: cosa rischia il calciatore ucraino? La posizione della società

Mykhaylo Mudryk è stato trovato positivo all’antidoping. Questo è quanto riportato dal Daily Mail, che fa riferimento ad una partita dello scorso ottobre del Chelsea. Non si sa ancora a quale sostanza proibita sia stato trovato positivo, ma il calciatore, che ha già richiesto le controanalisi, rischia una squalifica di 4 anni, come accaduto l’anno scorso allo juventino Pogba. Di seguito la nota del club sulla vicenda.

«Il Chelsea Football Club può confermare che la Football Association ha recentemente contattato il nostro giocatore Mykhailo Mudryk riguardo un risultato anomalo emerso da un test delle urine di routine. Sia il Club che Mykhailo supportano pienamente il programma di test della FA e tutti i nostri giocatori, incluso Mykhailo, vengono sottoposti regolarmente ai test. Mykhailo ha confermato categoricamente di non aver mai fatto uso consapevolmente di sostanze proibite. Sia Mykhailo che il Club collaboreranno ora con le autorità competenti per stabilire la causa del risultato anomalo. Il Club non rilascerà ulteriori commenti in merito».

Arrivato al Chelsea nel gennaio del 2023 dallo Shakhtar per 70 milioni in questa stagione – in cui con Maresca in panchina i Blues si trovano al secondo posto della Premier League – sta trovando poco spazio nell’ampia rosa dei londinesi: mai titolare in campionato – 7 presenze, appena 146 minuti – e titolare in Conference League in quattro occasioni, in cui ha segnato 3 gol.

Roma, a giugno sarà rivoluzione: addio anche a senatori e nuovi arrivi, il piano

Le ultime sulle strategie della Roma per il prossimo calciomercato estivo dopo il pessimo inizio di stagione. Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de Il Messaggero, la Roma starebbe meditando una vera e propria rivoluzione per il calciomercato estivo. Tanti calciatori anche importanti come Cristante, Dybala, Celik, Pellegrini, Mancini, El Shaarawy, Paredes e Zalewski sarebbero infatti destinati a dire addio.

Stesso discorso per dei nuovi acquisti che non hanno convinto come Hermoso, Le Fee, Saud, Soulé, Baldanzi e Dovbyk. Gli unici certi della permanenza sono Svilar, Ndicka, Pisilli e Koné.

Italiano-Pradè, Renzo Ulivieri: «É successo anche a me col Bologna. Su quel che è successo domenica penso questo…»

Le parole di Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Allenatori, sul caso scoppiato tra Italiano-Pradè al termine di Bologna-Fiorentina

Al termine di Bologna-Fiorentina domenica c’è stata una polemica durissima tra il ds Pradè e Italiano, con l’accusa che l’ex viola abbia esultato in maniera spropositata e irrispettosa. Sul fatto interviene Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Allenatori da quasi 20 anni. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

ESULTANZA E FUGA – «A me era capitato di scappare di corsa come ha fatto Vincenzo Italiano: capitò quando col Bologna si vinse la partita contro il Chievo che ci diede la promozione. Scappai perché immaginai l’invasione, e avevo paura che mi portassero via il cappotto, quello portafortuna che conservo ancora. Sono tutte cose e reazioni che ci possono stare in certi momenti… Pradè dice che ha esagerato nel manifestare? Forse dovremmo essere tutti più misurati, d’accordo: ma io non me la sento di dirglielo a Italiano…».
«Non voglio fare il democristiano, lungi da me, ma allo stesso tempo non me la sento nemmeno di dire a un dirigente che non può riprendere un allenatore che gioisce. Vede, io capisco il momento: il lutto che ha colpito Palladino è qualcosa che tocca tutti, ovviamente Raffaele per primo e improvvisamente. Ma se ci fosse stata una mancanza di rispetto prima della gara, a mente fredda, capirei di più la delusione del dirigente. Il fatto che accada dopo non significa mancanza di rispetto ma è che sei pervaso e stravolto dalla tensione, dall’attesa del triplice fischio, dal fatto che aspetti solamente che la gara finisca, che magari la stai anche vincendo e allora…».

FANTACALCIO – IL PEGGIORE DEI DISTURBI

Se tifi Milan e ti sei eccitato alla traversa di Morata.
Se sei della Roma e hai brindato tutta la sera al gol di Nico Paz.
Se sei tifoso del Cagliari e hai applaudito estasiato dalle parate di Carnesecchi.

Se ami il Venezia e hai esultato come Oppini per il rigore di Vlahovic.
Allora potresti soffrire di una grave patologia psichiatrica.
Oppure giochi al fantacalcio. Ed è molto peggio.

Bologna, oggi la ripresa degli allenamenti. Prossimi avversari Torino e Verona, Italiano non farà turnover

Le ultime sulle possibili scelte di Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, in vista delle sfide contro Torino e Verona in Serie A

Il Bologna ha ottenuto 3 punti importanti nello scontro diretto con la Fiorentina, accorciando una classifica che adesso lo vede al settimo posto ma con una gara da recuperare. La concreta speranza di recuperare posizioni c’è, visto come i rossoblù stanno procedendo, soprattutto tra le mura amiche dove nell’ultimo mese hanno ottenuto due vittorie in campionato, da sommare alla goleada in Coppa Italia contro il Monza.

Oggi, alle ore 11, c’è la ripresa degli allenamenti al Galli. Italiano prepara la trasferta di Torino, dover affronteranno la formazione di Vanoli, per poi chiudere l’anno al Dall’Ara contro il Verona. É molto probabile, come scrive oggi il Corriere dello Sport, che l’allenatore non faccia turnover, dato che si gioca una volta alla settimana: «Con un Dominguez in più, a mettere in discussione le gerarchie». Sarà anche interessante capire se il tecnico dirà qualcosa in settimana a proposito della polemica a fine gara del ds della Fiorentina Pradé, che lo ha accusato duramente per l’esultanza contro la sua ex squadra.

De Roon: «Grazie Atalanta! Orgoglioso di essere cittadino onorario di Bergamo. Mi ricordo quando arrivai all’Atalanta nel 2015 e…»

Marten De Roon, capitano dell’Atalanta, è diventato cittadino onorario di Bergamo. Le toccanti parole dell’olandese

Marten De Roon è diventato cittadino onorario di Bergamo, e tramite i canali ufficiali dell’Atalanta, ha rilasciato qualche dichiarazione tra emozioni e orgoglio.

LE PAROLE – «10 anni fa sono arrivato dall’Olanda sperando di fare bene in questa città che non conoscevo. Non conoscevo l’Italiano, non conoscevo nessuno. Fino ad un certo punto quando i miei compagni mi dissero “vieni con noi” mi misero su un cestello dell’autoscala a 7/8 metri in un piazzale di tifosi in delirio. In quel momento pensai “dove sono adesso”. La città di Bergamo ora è diventata la nostra casa: i nostri figli sono nati qui. Grazie alla gente di questa città, grazie al suppoto nei momenti difficili, grazie all’Atalanta che mi ha ripreso durante il periodo in Inghilterra, grazie a Gian Piero Gasperini che mi ha formato come calciatore. Il calcio sarà sempre il calcio, ma qui ha un significato molto più grande. Orgoglioso di rappresentare l’Atalanta in Italia, in Europa e nel mondo. La Dea fa sognare le persona, e con la mentalità dei bergamaschi. Nella buona e nella cattiva sorte il “Mola Mia” ritorni sempre. Ritornare a Bergamo nel 2017 ha cambiato la mia vita: volevo a tutti i costi tornare. Ho capito subito che Bergamo e l’Atalanta fossero il mio posto. Mi sento bergamasco dentro e sono orgoglioso di farne parte. Qui si dice sempre “Prima uomini poi calciatori”, e cerco di essere sempre più normale che posso. La mentalità dei bergamaschi è molto simile a quella che penso io».

Roma, sorpresa Dybala: contatti tra l’agente e il Galatasaray, può esserci l’addio a gennaio

Le ultime sul futuro di Paulo Dybala, attaccante argentino della Roma, nel mirino del Galatasaray per il calciomercato di gennaio

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio di Sky Sport, l’agente di Paulo Dybala avrebbe incontrato la dirigenza del Galatasaray nelle ultime ore per ascoltare una proposta in vista del calciomercato di gennaio. L’offerta al giocatore si aggira intorno ai 10 milioni di euro netti a stagione.

Nonostante l’importante proposta economica, la volontà dell’argentino sarebbe però quella di non salutare la Roma già a gennaio, a meno che la società non decida pubblicamente di venderlo e quindi liberarlo. Il Galatasaray vorrebbe un’operazione senza indennizzo, dal momento che l’ex Juve è in scadenza di contratto al 30 giugno 2025 e il rinnovo scatterebbe solo a determinate presenze. Un possibile rinnovo a diverse condizioni è un argomento che finora non è mai stato affrontato tra la Roma e l’argentino.

Barcellona, Yamal fermo un mese. Per Flick è un problema serio, i numeri senza di lui sono nettamente più bassi

Tutti i numeri sull’assenza di Lamine Yamal dal Barcellona di Flick dopo l’ultimo infortunio rimediato in Liga. I dettagli in merito

Il Barcellona è in piena crisi di risultati, o meglio, quel che fa in Champions League non riesce a ripeterlo in Liga, dove ha sciupato il vantaggio accumulato precedentemente con soli 5 punti nelle ultime 5 giornate. La sconfitta di domenica sera in casa contro il Leganes è stata clamorosa. In più, piove sul bagnato: Lamine Yamal è uscito malconcio dall’ultima gara e il comunicato del club parla di «una lesione di primo grado del legamento tibio-peronale».

La previsione è di uno stop di un mese o poco meno. Il che significa che non sarà presente nel big-match con l’Atletico Madrid, squadra che ha gli stessi punti del Barça ma con una gara in meno. E non potrà essere presente alla Supercoppa che, come per la Serie A, si giocherà nel mese di gennaio. Nonostante la giovanissima età, Yamal è già assolutamente indispensabile per la squadra. Prova ne è che nelle 6 gare saltate con il primo infortunio, i blaugrana hanno raccolto solo 5 punti dei 18 a disposizione. Toccherà a Flick trovare le contromisure per riuscire a supplire a un vuoto pesante.

Voti Lazio-Inter: la serata esagerata di Dumfries, gli incubi di Marusic e Nuno Tavares

Tutti i voti ed i giudizi ai protagonisti della sfida di Serie A Lazio-Inter, terminata con il punteggio di 0-6. I dettagli in merito

«Il ritorno dell’Inter mannara»: il titolo del Corriere della Sera dedicato alla sfida di ieri sera all’Olimpico contro la Lazio, che ha visto i nerazzurri vincere 6-0 neanche fossero al Foro Italico, è assai eloquente. Chi sono stati i migliori e i peggiori della sfida? Prendiamo in esame tre quotidiani.

I TOP – Per il Corriere dello Sport il migliore in campo è stato l’olandese Dumfries, meritevole dell’8 in pagella e del seguente giudizio: «Una tromba d’aria contro Tavares. É stato lui a vorticare sulla fascia, a spaventare Provedel, ad armare Dimarco e ad incornare per il quarto gol. Partitissima». Concorda sul voto La Gazzetta dello Sport, che va oltre scrivendo di avere visto la versione migliore dell’olandese mai vista: «La miglior partita da quando ha il nerazzurro addosso. Un gol, un rigore procurato, un assist, una sensazione di totale strapotere fisico e tecnico proprio contro Tavares: buon Natale, Denzel». Si allinea il Corriere della Sera: «Tema: quando l’attacco è la miglior difesa. Svolgimento: stende Tavares, alla prima sgasata, vola dentro l’area piccola e si guadagna il rigore, fa il cross per il gol al volo di Dimarco e poi si mette in proprio per la frustata di testa del 4-0, saltando proprio addosso a Nuno. Serata esagerata».
I FLOP – Per la testata politica è Marusic a non averci capito nulla, ricevendo un 4 in pagella: «Al posto di Lazzari per contenere Dimarco: missione incompiuta perché sul 2-0 si accentra troppo e a quel punto gli serve la scala per arrivare sul cross diretto all’azzurro. Da centrale fa da spettatore ad altri tre gol. Da incubo». Anche per la Rosea è lui il peggiore, con lo stesso voto: «Comincia guardingo, poi, quando la partita cambia, va subito in confusione. Sul gol di Dimarco è colpevolmente fuori posizione e lascia solo l’interista. Nella ripresa da centrale finisce anche per peggiorare la situazione». Coerentemente alla scelta su Dumfries, invece, il Corriere dello Sport stronca chi avrebbe dovuto controllarlo. Nuno Tavares riceve così l’impietoso 4: «Troppa pochezza. Spappolato da Dumfries. Era partito in tromba, con slalom e tiro. Poi il crollo. Non ha chiuso sul cross dello 0-2 e ancora prima non l’aveva messo in fuorigioco. Schiacciato sul gol».

Juve Women-Valerenga: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Vittorio Pozzo la sfida di Champions League Juve Women-Valerenga: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Vittorio Pozzo di Biella si giocherà la gara valevole per la sesta giornata dei gironi di Champions League tra Juve Women-Valerenga. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

JUVENTUS (3-4-3): Payraud-Magnin; Lenzini, Rosucci, Boattin; Thomas, Schatzer, Caruso, Krumbiegel; Cantore, Girelli, Beccari. All. Canzi.

VALERENGA (3-4-3): Enblom; Horte, Olsen, Thomsen, Thorsnes; Tvedten, Stolen Gode, Bjelde; Heioarsdottir, Saevik, Brekken. All. Lexerod.

Orario e dove vederla in tv

Juve Women-Valerenga si gioca alle ore 21:00 di mercoledì 17 novembre per la sesta giornata dei gironi di Champions League. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Van Basten: «L’allenatore conta, ma il mio Milan era pieno di campioni. Ultimamente l’Inter comanda ma si può tornare grandi. Leao? Forte, ma…»

Le parole di Marco Van Basten, ex attaccante olandese del Milan, sul momento del club rossonero dopo gli ultimi risultati

La presenza di Marco Van Basten ha scaldato i cuori del popolo rossonero per la festa dei 125 anni. L’olandese si è raccontato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

IL LEGAME CON IL MILAN – «Se hai giocato qui a Milano, con la maglia del Milan, è difficile non sentire il feeling con la città, con lo stadio, con i tifosi e con la storia di questo grande club. Per me i colori rossoneri, il pubblico e la società resteranno sempre qualcosa di speciale. Anche se vivo in Olanda, quando gioca la prima cosa che controllo è il risultato del Milan».
IL DNA EUROPEO DEL CLUB – «Era l’unità di una società che aveva al comando due dirigenti esperti e del calibro di Berlusconi e Galliani. Berlusconi aveva una visione e l’ha portata avanti scegliendo bene allenatori e giocatori. Negli anni abbiamo avuto una squadra super: con Tassotti, Baresi, Costacurta, Maldini e Filippo Galli avevamo la difesa migliore d’Europa. A centrocampo con Ancelotti c’erano Donadoni, Rijkaard, Colombo, Evani e Albertini; in attacco io, Gullit, Virdis, Massaro ecc. La mentalità era quella di vincere sempre, a tutti i costi. Anche se ci trovavamo sotto a pochi minuti dalla fine. Il tecnico è importante, ma se hai un nucleo di campioni è tutto più facile».
IL GOLF CON GLI EX – «Donadoni è tra i migliori e quando vengo in Italia, è bello ritrovare i miei ex compagni su un campo da golf e stare insieme. Con Gullit ho giocato in Olanda ed è bravo. Mi hanno detto che è forte anche Shevchenko: lui e Donadoni sono intorno all’1 di handicap».
L’INFORTUNIO ALLA CAVIGLIA – «È stato difficile accettare di dover smettere di fatto a 28anni. Ho visto Maldini, Costacurta, Baresi, Tassotti che hanno giocato quasi fino a 40 anni e per loro è stata una bella cosa. Sarebbe piaciuto tanto anche a me, ma mi sarei accontentato anche di 7-8 stagioni in più. Purtroppo non è stato possibile».
COSA SERVE AL MILAN OGGI – «Il Milan è un grande club, ha uno stadio fantastico e una tifoseria super. Purtroppo negli ultimi anni l’Inter ha “comandato” (6 derby vinti di fila prima di quello di settembre, ndr) e per i milanisti è stato un colpo al cuore.Tempi difficili… Sono convinto che il Milan tornerà a vincere. Magari potrebbe aiutare avere più italiani. Avete dei giocatori bravi che però le vostre squadre utilizzano poco e la Nazionale ne risente. In Spagna, per esempio, valorizzano di più i talenti».
LEAO – «È bravo, salta spesso uno-due avversari in dribbling e ha spunti che non si vedono spesso. Leao è uno dal grande potenziale e sta a lui mostrarlo appieno. Può crescere ancora tanto e fare meglio».

Roma femminile-Galatasaray: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Tre Fontane la sfida di Champions League Roma Femminile-Galatasaray: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Tre Fontane di Roma si giocherà la gara valevole per la sesta giornata dei gironi di Champions League tra Roma femminile-Galatasaray. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Roma (3-5-1-1): Ceasar; Cissoko, Kumagai, Minami; Aigbogun, Pandini, Giugliano, Greggi, Glionna; Dragoni; Giacinti. Allenatore: Spugna.

Galatasaray (3-4-3): Yaman; Öztürk, Karatas, Wardlow; Akkurt, Bakarandze, Ecem Esen, Karabulut; Diallo, Staskova, Usme. Allenatore: Ülgen.

Orario e dove vederla in tv

Roma Femminile-Galatasaray si gioca alle ore 21:00 di martedì 17 dicembre per la sesta giornata dei gironi di Champions League. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Calciomercato Atalanta, fari puntati su Frendrup e Suslov per completare il centrocampo. Le ultime

Calciomercato Atalanta, osservati Frendrup e Suslov per il centrocampo. Si allarga la lista degli obiettivi nerazzurri in vista di gennaio

Per il calciomercato Atalanta si tratta di priorità quella di rinforzare il centrocampo, e oltre all’interesse nei confronti di Bondo del Monza, ci sono altri due obiettivi in vista di gennaio con l’obiettivo di completare il reparto.

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, l’Atalanta segue sia Frendrup del Genoa (su richiesta di Gasperini) che una vecchia conoscenza del mercato nerazzurro ovvero Suslov del Verona: precedentemente ricercato dalla Dea in estate.

Calciomercato Napoli, non solo Danilo: due nomi per sostituire Buongiorno

Le ultime sugli obiettivi di calciomercato del Napoli in difesa per sostituire Alessandro Buongiorno dopo l’infortunio. I dettagli

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il Napoli sarebbe pronto a fiondarsi con ancora più convinzione sul mercato dopo l’infortunio di Alessandro Buongiorno.

Il primo obiettivo degli azzurri è infatti Danilo della Juve, con cui si è iniziato a discutere di un ipotetico scambio con Raspadori. L’alternativa è invece l’ex Lazio Luiz Felipe che arriverebbe a parametro zero. Molto complessa la pista inglese che porta a Jakub Kiwior dell’Arsenal.

Atalanta, Percassi premiato come miglior presidente d’Europa

Il premio assegnato ad Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta, per quanto fatto alla guida del club nerazzurro. I dettagli

Antonio Percassi ha vinto il premio di Best European President of the Year alla cerimonia del Golden Boy. Di seguito l’annuncio dell’Atalanta.

COMUNICATO – «L’Atalanta continua a fare incetta di riconoscimenti. Dopo l’Amministratore Delegato Luca Percassi, insignito del premio di Best Manager of the Year succedendo nell’albo d’oro ad Adriano Galliani e Giuseppe Marotta, è stata la volta del Presidente Antonio Percassi. La giuria del Golden Boy Legends, premio giunto alla sua quinta edizione e inserito nel contesto dell’European Golden Boy, ha eletto il numero 1 nerazzurro come Best European President of the Year, vale a dire miglior Presidente a livello europeo. Un riconoscimento prestigiosissimo che in passato è stato assegnato – fra gli altri – ad Andrea Agnelli e Florentino Perez.

La cerimonia di premiazione si è tenuta lunedì 16 dicembre al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.

La giuria, che contava ben quattro Palloni d’Oro, era composta da personaggi del calibro di Hristo Stoichkov, Lothar Matthäus, Andriy Schevchenko, Pavel Nedved, Sebastian Veron, Alessandro Costacurta, Manuel Rui Costa, Cesc Fabregas, Massimo Mauro, Stephane Chapuisat, Lina Souloukou e Diana Langes Swarovski».

Villarreal-Rayo Vallecano: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Estadio de la Ceramica andrà in scena la sfida di LaLiga Villarreal-Rayo Vallecano: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Estadio de la Ceramica di Villarreal si giocherà la gara valevole per la 17ª giornata de LaLiga tra Villarreal-Rayo Vallecano. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Villarreal (4-4-2): Conde; Femenia, Albiol, Costa, Cardona; Parejo, Comesana, Akhomach, Rodriguez; Pepe, Perez. Allenatore: Marcelino.

Rayo Vallecano (4-4-2): Batalla; Ratiu, Lejeune, Chavarria, Balliu; De Frutos, Valentin, Garcia, Gumbau; Palazon, Camello. Allenatore: Perez.

Orario e dove vederla in tv

Villarreal-Rayo Vallecano si gioca alle ore 21:30 di mercoledì 18 dicembre per la diciassettesima giornata di campionato spagnolo. Verrà trasmessa in esclusiva su DAZN sul canale 214 del satellite di Sky. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Giannichedda: «Gli alti e bassi della Juve ci stanno Koopmeiners? Tornerà quello dell’Atalanta, ma…»

Le parole di Giuliano Giannichedda, ex centrocampista della Juve, sull’inizio di stagione dei bianconeri in Serie A. I dettagli

Giuliano Giannichedda ha parlato in esclusiva a JuventusNews24 del momento della Juve.

Dalla grande vittoria con il City al quarto pareggio di fila in campionato: come si spiegano questi alti e bassi nei risultati?

«E’ una Juve in trasformazione, come si sapeva quest’anno ci sono stati tanti cambiamenti, dall’allenatore ai giocatori giovani. Qualcuno può fare di più, quando manca continuità e ci sono alti e bassi è dovuto anche alla giovane età dei calciatori. Poi, non avendo tutta la rosa a disposizione, i tanti infortuni, quelli che giocano da sempre possono avere, a livello di atteggiamento, un calo mentale dopo una gara come quella contro il City. In tanti non sono abituati ancora a giocare a certi livelli».

Da chi ci si aspetta qualcosa di più è Koopmeiners, che idea si è fatto dei suoi primi mesi alla Juve?

«Koopmeiners non è uno che fa la differenza segnando 10 gol facendo il trequartista classico. Koopmeiners è un giocatore di sostanza, che nella prima pressione va sempre in avanti. Ha cambiato tanto quest’anno, una cosa è giocare con Gasperini e una cosa è giocare per un altro tecnico, giocare nell’Atalanta è una cosa e giocare nella Juve è un’altra. Anche lui ha avuto problemi, nel momento migliore si è fatto male e ora sta tornando quasi quello dell’Atalanta. Però non è che ad ogni gara uno è forte e a quella dopo no, serve equilibrio, c’è un programma stabilito».

L’INTERVISTA INTEGRALE A GIANNICHEDDA SU JUVENTUS NEWS 24

Le prime pagine sportive nazionali – 17 dicembre

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Lazio, Baroni: «La sconfitta è colpa mia. Il problema è stato la testa, non può succedere»

Le parole di Marco Baroni, allenatore della Lazio, nel post partita della sfida di Serie A contro l’Inter. Tutti i dettagli in merito

Marco Baroni ha parlato a Dazn nel post partita di Lazio-Inter di Serie A.

RIGORE CONCESSO – «Parlo della partita. Sono dispiaciuto per la squadra e per i tifosi. Mi assumo la responsabilità della sconfitta. Abbiamo fatto anche bene 40 minuti, ma non è sufficiente. La squadra ha ceduto dal punto di vista nervoso, ci siamo disuniti, concedendo cose che non puoi concedere. Vuol dire che non sono stato bravo nel gestire la situazione dal punto di vista emotivo. Ho parlato alla squadra, ora c’è da lavorare e da ripartire».

SBANDATA DOPO IL PRIMO GOL – «Non vuol dire, non deve accadere, non può accadere. Potrei stare qui a parlare delle situazioni poco fortunate, compreso il 3-0. Ma la squadra non può disunirsi così. Mi dispiace, lo abbiamo fatto perdendo dal punto di vista nervoso. Magari c’è stanchezza, ma la squadra non può disunirsi così. Mi assumo la responsabilità, sono certo che sia un incidente di percorso contro una grande squadra a cui non puoi concedere questi spazi».

STRUTTURA DEL CENTROCAMPO – «Quando giochiamo con un giocatore offensivo tra le linee la squadra crea situazioni importanti, anche con la mobilità degli esterni. Quando vi ho detto del cedimento dal punto di vista nervoso è perché abbiamo tante partite, ma non si possono perdere così le distanze. Io devo ricondurre a questo per forza, è la prima volta che avviene e non lo puoi fare con una squadra che ruba palla e arriva in porta. Non c’è modulo in questa maniera, la squadra non era centrata nelle distanze. Solitamente non lo facciamo, è il motivo per cui riusciamo a tenere anche quattro giocatori offensivi».

Inter, Inzaghi: «Non abbiamo ancora fatta niente, tanti volevano che sbagliassimo. Orgoglioso di una cosa»

Le parole di Simone Inzaghi, allenatore dell’Inter, dopo la sfida di Serie A dei nerazzurri contro la Lazio. Tutti i dettagli in merito

Simone Inzaghi ha parlato ai microfoni di DAZN nel post partita di Lazio-Inter di Serie A.

SEGNALE DELLA SQUADRA E SODDISFAZIONE – «Soprattutto aver battuto una squadra che era in un momento ottimo. I primi 20 minuti non ci siamo disuniti, abbiamo tenuto bene le distanze, poi abbiamo alzato il baricentro e il tasso tecnico. Dopo i primi due gol, col terzo è diventato tutto più semplice. Grazie a questi ragazzi che da 3 anni e mezzo mi danno un impegno grandissimo, sono orgoglioso di essere il loro allenatore. Sappiamo che non abbiamo fatto nulla, abbiamo fatto una vittoria importante contro un’ottima squadra che veniva da un grandissimo momento».

CHE MESSAGGIO ABBIAMO LANCIATO? – «Noi i più forti? Questo lo dirà il campo, noi volevamo fare una grande gara. L’abbiamo preparat6a bene in 4 giorni, sapevamo le loro qualità. I ragazzi sono stati bravi a recuperarla. Abbiamo una partita da recuperare, e ce la porteremo dietro. Poi con la Supercoppa ce ne sarà un’altra, quindi sarà tutto complicato, però cercheremo di mettere sempre questo impegno. In campionato abbiamo avuto una grande continuità nell’ultimo mese e mezzo ma nonostante questo la classifica la vedete tutto, con altre squadre che stanno facendo un ottimo cammino compresa la Lazio».

SOLIDITÀ RIFENSIRVA RITROVATA – «Nel gol col Parma mi ero arrabbiato per come avevamo difeso, che non lo meritavamo. Poi bisogna fare un plauso a questi ragazzi, è da un mese che giochiamo sempre e in difesa abbiamo delle difficoltà nelle rotazioni senza Acerbi e Pavard. Oggi ho dovuto fare dei calcoli, è entrato Carlos Augusto da terzo e l’ha fatto con grandissima intelligenza»

UNA COSA IN CUI SONO STATO BRAVO? – «La cosa di cui sono più orgoglioso è quello che mettono in campo i giocatori in questi miei 3 anni e mezzo. Mettono un impegno folle. Io lo richiedo sempre, poi giocando a questi ritmi lo devono sempre mettere in campo e lo dimostrano ogni giorno. Anche negli allenamenti, è una squadra che non molla, un grandissimo gruppo. Sto cercando di cambiare il più possibile perché meritano tutti di giocare. Poi sanno che la gente era dal 20 settembre, quando abbiamo perso l’ultimo derby che aspettava, sono passati due mesi e mezzo. C’era tanta gente che non vedeva l’ora che incappassimo come è successo a Leverkusen. E’ stato detto tanto, fortunatamente ho dei ragazzi che ascoltano poco e pedalano».

Moviola Lazio-Inter, l’episodio chiave del match

Moviola Lazio-Inter, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 16ª giornata del campionato di Serie A 2024/2025

L’episodio chiave della moviola del match Lazio-Inter valido per la 16ª giornata della Serie A 2024/25. Dirige la sfida l’arbitro Chiffi.


L’EPISODIO CHIAVE

PRIMO TEMPO

Nel primo quarto di gara è l’Inter a commettere decisamentre più falli. Ammonito Calhanoglu in ritardo su Rovella, anche se l’interista proclama la sua innocenza (per Marelli giallo severo, il fallo c’è ma è la dinamica a ingannare il direttore di gara). Secondo cartellino per Bastoni che apre l’alettone sull’accelerazione di Isaksen. I nerazzurri chiedono un giallo per Pedro su Barella ai 20 metri dalla porta di Provedel, Chiffi non è d’accordo. Al 36′ gol annullato a De Vrij per entrata pericolosa su Gigot da parte di Lautaro , che oltretutto era in fuorigioco. Il check Var controlla un eventuale tocco di braccio del laziale precedente: Chiffi va al monitor a controllare e decreta il rigore, trasformato poi da Calhanoglu. Giallo a Rovella per proteste dopo l’assegnazione. Ammonizione per Bisseck che sul corner spinge Zaccagni.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa Lautaro finisce sui cartelloni pubblicitari, ma non c’è alcun fallo da parte di Marusic. Il risultato di 0-4 maturato moltro presto smorza molto i toni agonistici e determina ben poche situazioni dove deve intervenire l’arbitro. Giallo per Darmian su Zaccagni che lo scherza con una finta e successivamente anche per lo stesso laziale poco prima di venire sostituito. A 2 minuti dalla fine sul cerchio di centrocampo Thuram prova a dribblare anche Chiffi ma viene “fermato”.

Lazio-Inter: 3 cose che non hai notato

Tre curiosità sulla sfida Lazio-Inter, partita valida per la 16esima giornata del campionato di calcio di Serie A 2024/2025

Sei gol non sono propriamente una situazione ricorrente da vedere, a maggior ragione in una partita tra due squadra pari in classifica e dopo che per mezzora sono gli sconfitti ad avere fatto la partita e a essersi comportati meglio. Ma l’Inter all’Olimpico ha chiarito una volta per tutte le sue intenzioni sul torneo, che la vede momentaneamente terzo ma con una gara da recuperare. Ecco tre episodi della gara.

  1. La reattività. Anche nella prima fase di gara, dove la Lazio è riuscita a occupare meglio il campo e a tenere quantomeno bassi gli avversari. Ma è proprio in questi momenti che si percepisce la forza dei nerazzurri, che sono bravissimi ad entrare in partita nelle migliori condizioni attraverso la reattività: sulle respinte, sulle situazioni un po’ sporche, sulle palle contese iniziano a vincere i duelli e acquisiscono forza. Non è un caso che un giocatore esperto come Pedro lo abbia capito in fretta e sia andato d’impeto a provare a fermare Barella al limite dell’area, causando una punizione che è stata l’unica volta che si è visto un interista disperarsi un po’, quando Calhanoglu ha trovato la barriera sulla traiettoria disegnata (secondo lui) bene.
  2. Tra un gol e l’altro. La partita è stata decisa dall’uno-due al termine del primo tempo, quando tra il rigore trasformato da Calhanoglu e il raddoppio di Dimarco sono trascorsi solo 4 minuti. A sottolineare l’assoluta spietatezza della formazione di Inzaghi c’è esattamente quel che è presente in mezzo: non la reazione della Lazio, ma una chiusura provvidenziale di Nuno Tavares su Dumfries, che non è riuscito ad arrivare con la giusta tempestività al tiro per la leggera debolezza dell’assist di Lautaro. Ma il quadro era già disegnato, la Lazio si capiva che era stordita e l’Inter aveva pronto il pugno del ko.
  3. Lucio Battisti. I tifosi della Lazio, quando già c’erano proporzioni da goleada, si sono messi a cantare e tifare anche più forte di prima. Fa emozione sentire Battisti così forte e potente, ancor più in funzione di orgoglio e consolazione per esorcizzare e curare una disfatta.
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