Pagina 1411 – Calcio News 24

Franco Baresi: «I giocatori del Milan sanno chi sono e cosa ho fatto, non c’è bisogno di spiegarglielo. Berlusconi un innovatore, gli elicotteri all’Arena servivano a una cosa»

Franco Baresi, storica leggenda del calcio italiano e dei rossoneri, ha rilasciato una lunga intervista a Sportweek. Ecco le sue dichiarazioni

Sportweek, inserto settimanale de La Gazzetta dello Sport, dedica la copertina odierna a Franco Baresi. Lo storico capitano rossonero e calciatore della Nazionale italiana, numero 6 sulla maglia, inaugura la neonata Hall of Fame del Milan e si racconta, tra passato e presente.


VIAGGIARE – «Imparare è una scelta. Le conoscenze accumulate viaggiando mi hanno arricchito sotto tutti i punti di vista. Mi è servito ascoltare gente che ne sa più di me, e ciò che ho appreso me lo sono portato dietro anche nel lavoro. Ecco, se c’è una cosa che mi rende diverso dall’uomo che ero da giovane, è l’attenzione verso gli altri. La persona viene sempre prima dell’atleta, ma è una chiave di lettura spesso ignorata. Poche volte si chiede a chi ci sta di fronte come sta, se è soddisfatto o addirittura felice».


UN UOMO DI POCHE PAROLE – «C’è dentro un po’ di tutto. Di sicuro sono cresciuto in una famiglia semplice, unita, di campagna, con valori sani. Imporsi a Milano, in tutt’altro ambiente, non è stato facile».


PASSIONE – «Ogni bambino deve seguire la propria passione e crederci fino in fondo. Io l’ho fatto. Avevo una strada da seguire e l’ho fatto. Poi ci vuole il talento w la fortuna di trovare le persone giuste che tirino fuori il meglio da te. Il primo giorno che sono entrato a Milanello avevo 14 anni: davanti a un centro sportivo che già allora era all’avanguardia, mi sembrò di essere entrato in Paradiso. A 16, 17 anni, giocai la mia prima finale in rossonero, al Viareggio: lo presi come un segno del destino. E infatti dopo ne sono arrivate tante altre».

PERCHÉ NON VA A MILANELLO OGGI – (ride) «Perché non è il mio ruolo. Non è compito mio. Ma questa estate, in tournée, ho conosciuto Fonseca, sono stato coi giocatori, e ho constatato che nei miei confronti c’è sempre stato un grande rispetto da parte di tutti. I calciatori di questo Milan sanno chi sono e cosa ho fatto nel Milan. Conoscono la storia, e questo è importante».


BERLUSCONI – «Fu il vero innovatore. Non dimenticherò mai gli elicotteri all’Arena, nel luglio dell’86. Lui era appena diventato presidente e voleva dare una scossa, un segnale forte non solo all’ambiente Milan, ma a quello di tutto il calcio italiano».

BILANCIO PERSONALE – «Io sono felice di quello che ho avuto. Non mi posso lamentare».

Paura per Flachi: l’ex Sampdoria operato per infarto. Le sue condizioni

Paura per Francesco Flachi: l’ex bomber della Sampdoria è stato operato per infarto. Le sue condizioni e ultime sull’ex attaccante

Sono stati attimi di paura per Francesco Flachi, storico bomber della Sampdoria oggi allenatore del PSM Rapallo squadre che milita in Promozione. L’ex giocatore blucerchiato ha accusato un malore giovedì, mentre allenava la sua squadra, ed è stato portato all’ospedale di Lavagna dove è stato poi operato per infarto, come riportato Il Secolo XIX.

Fortunatamente nessuna complicazione per l’ex attaccante, le cui condizioni sono infatti subito migliorate. Nella giornata di lunedì l’ex Sampdoria e Fiorentina sarà sottoposto a un altro piccolo intervento, dopodiché potrà tornare alla vita di tutti i giorni. Sospiro di sollievo per tutti.

Calciomercato Milan, intrigo Leao: c’è la rottura con i rossoneri? Le ultime sulla posizione del club

Calciomercato Milan, intrigo Rafael Leao: c’è la rottura con i rossoneri? Le ultimissime sulla posizione del Diavolo

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, nel Milan non c’è preoccupazione riguardo ad una possibile rottura di Rafael Leao con il club rossonero nonostante la panchina contro l’Udinese, nel match di Serie A.

L’allenatore e il club sono fiduciosi che Leão tornerà presto al meglio, correndo e accendendo il gioco. Il club, consapevole della decisione odierna, non è preoccupato che questa tensione possa portare a una rottura. Il Milan continua a sostenere il portoghese con lo stesso affetto che lui dice di provare in nazionale, e le sue azioni lo confermano senza alcun dubbio. Lo accettano così com’è, con i suoi umori e le sue prestazioni incostanti.

Infortunio Nico Gonzalez, a rischio anche per la sfida con l’Inter? Ansia in casa Juve: ecco quando potrà tornare in campo

Infortunio Nico Gonzalez, l’argentino a rischio per la sfida con i nerazzurri? C’è ansia in casa bianconera: ecco quando tornerà in campo

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport riporta alcune novità sugli infortunati di casa Juventus. Tra questi c’è sicuramente l’ex Fiorentina Nico Gonzalez, fermatosi nei primi minuti del match di Champions League giocato e vinto dai bianconeri a Lipsia e indisponibile anche contro la Lazio.

Secondo il quotidiano, l’argentino però sarebbe anche rischio anche per la partita contro l’Inter. I tempi di recupero sono ancora incerti, ma che dovrebbero aggirarsi sulle due settimane. Ciò lo porterebbe a saltare il match di San Siro della prossima settimana. Situazione da monitorare.

Mercato Inter, occhi su Maldini: le big della Serie A piombano su di lui! Il Milan si è cautelato così

Mercato Inter, occhi su Daniel Maldini: le big di Serie A piombano su di lui! Il Milan si è cautelato così dopo la cessione al Monza

Uno dei nomi più caldi in casa Inter ultimamente è quello di Daniel Maldini. Le voci hanno cominciato a farsi forti dopo l’avvistamento di Ausilio all’U-Power Stadium in Monza-Roma. Monza che, come ricorda la Gazzetta dello Sport, lo ha acquistato a titolo definitivo la scorsa estate, prelevandolo dal Milan che si è riservato il 50% per la sua rivendita. La rosea conferma con i nerazzurri siano sulle tracce del figlio d’arte, così come anche la Juventus.

CALCIOMERCATO INTER – «In caso di futura rivendita infatti i rossoneri avrebbero il 50% della cifra con cui i brianzoli dovessero venderlo. E non sono state inserite nemmeno particolari clausole su eventuali squadre interessate. Su Maldini ovviamente si stanno concentrando diverse attenzioni. Il suo modo di giocare tra le linee, il suo modo di intendere il calcio e di inventare – come ha detto il ct Luciano Spalletti – rende appetibile il suo futuro. Tra chi lo starebbe seguendo con più interesse ci sarebbero i top club italiani. Sarebbe curioso che un Maldini finisse nella Torino bianconera o nella Milano nerazzurra. Ma il mercato è globale in tutti i sensi, anche in quelli emotivi».

Walter Sabatini: «Vivo con sensi di colpa, ammiro Bertinotti e detesto Netanhayu. In un calcio omologato è facile essere personaggi. Vi spiego cosa significhi scoprire un campione»

Walter Sabatini, storico dirigente del calcio italiano, si è raccontato al Corriere della Sera. Ecco le sue dichiarazioni in una densa intervista

L’ultimo incarico di Walter Sabatini, storico dirigente del calcio italiano ed ex giocatore, è stato alla Salernitana fino allo scorso giugno. Si è raccontato al Corriere della Sera in una densa intervista, nella quale parla di tutta la sua vita. Le dichiarazioni:


L’INFANZIA – «Felice, ma mi porto dietro ancora oggi il senso di colpa per aver rifiutato davanti ai miei amici la merenda che mi offriva mio nonno».

I SENSI DI COLPA – «L’immagine che racchiude tutto è quella di Aureliano Buendia in Cent’anni di solitudine, il mio libro preferito: il condannato e gli uomini del plotone d’esecuzione hanno la mia faccia».


IL FIGLIO CHIAMATO SANTIAGO PER L’AMORE PER IL SUDAMERICA – «Sì. Gli dico sempre che per essere un uomo libero deve conoscere le cose. Studia scienze politiche, vuole fare il direttore anche lui».


UNA PERSONA CHE AMMIRA – «Fausto Bertinotti: sono sempre stato attratto dalla sua competenza, dalla sua cultura ed eleganza. Sono molto attratto anche dagli ebrei, ma con grande rammarico oggi sono costretto a dire che non ho più stima di Israele: Netanhayu si sta comportando come i peggiori nazisti».


SI É SENTITO PRIGIONIERO DEL PERSONAGGIO – «In qualche misura sì. Del resto in un calcio così omologato si fa presto a essere personaggi. Penso al mio amico Sinisa Mihajlovic: la morte dei più giovani mi addolora sempre di più e mi fa venire un senso di vergogna».


IL PIACERE DI SCOPRIRE UN CAMPIONE – «É un piacere intellettuale, lo sento come una bottiglia che si rompe dentro. Guardo una partita con la speranza di rimanere abbagliato dalla bellezza di una giocata, il calcio è vera arte».


TESTA DI… – «Ero una testa di c…: un grande calciatore che non capiva il calcio o non voleva capirlo»

Milan Udinese, l’analisi di Vernazza: «Lo sfogo di Fonseca alla vigilia? Ecco la traduzione: se non vince oggi il dibattito sul suo esonero riprende forza»

Milan Udinese, l’analisi del giornalista della Gazzetta Vernazza: «Lo sfogo di Fonseca alla vigilia? Ecco la traduzione». Le parole

Sebastiano Vernazza, firma de La Gazzetta dello Sport, offre questa analisi della conferenza stampa di Paulo Fonseca, che ha fatto tanto rumore alla vigilia di Milan–Udinese:

PAROLE – «Ieri a Milanello, l’allenatore rossonero ha ruggito: «Non mi frega un c… dei nomi dei giocatori». Traduzione: non mi faccio influenzare dal curriculum e dalle priorità acquisite negli anni, mi sono stufato delle insubordinazioni. L’ammutinamento di Leao e Hernandez alla pausa rinfrescante contro la Lazio. La tarantella dei rigori sbagliati a Firenze, con l’esautorazione di Pulisic, il tiratore designato, da parte di Hernandez, Tomori e Abraham. I complimenti di Leao a Martinez ct del Portogallo, una critica di riflesso a Fonseca. Che ieri ha mostrato la faccia scura. La pazienza è finita, fa capire Fonseca, i “tupamaros” si accomodino pure fuori dal campo. L’avversario di oggi a San Siro non sarà per nulla morbido, l’Udinese è una squadra ruvida, e buon per i rossoneri che “Arsenio Lupin” Thauvin, il trequartista fantasioso, non ci sarà perché infortunato. Non è scritto che il Milan vinca, anzi. Una sconfitta o un pari opaco riaprirebbe il tam tam sull’esonero di Fonseca».

Douglas Luiz Juve, il commento di Repubblica sul brasiliano: «Rigorini imbarazzanti e se non gioca neanche stavolta…»

Douglas Luiz Juve, il commento di Repubblica sul neo acquisto bianconero: «Rigorini imbarazzanti e se…». L’analisi del quotidiano

Il commento di Repubblica sul rendimento di Douglas Luiz con la Juve. Il quotidiano ha parlato così del nuovo acquisto bianconero, anche in vista della gara di stasera contro la Lazio.

L’ANALISI – «E’ il momento di prendersi il presente, dopo un avvio di stagione da dimenticare, segnato da bocciature tecniche e rigorini imbarazzanti a bucare l’imbattibilità difensiva della Juve. Se Douglas Luiz non gioca stavolta, con sei indisponibili tra infortuni e squalificati, risulta davvero difficile pensare a un’altra occasione. E’ stato l’acquisto più caro dell’estate in bianco e nero: ieri era protagonista in Premier League, oggi poco più che un oggetto misterioso in Serie A. Sono i numeri ad essere spietati insieme agli episodi come i due rigori causati. 222 minuti complessivi, una sola volta titolare contro l’Empoli, sette spezzoni raccolti qua e là. Gli errori in area di rigore sono dovuti a cali di concentrazione, a scarso controllo del corpo e eccessiva irruenza. Episodi che gli hanno fatto toccare il fondo, condizione necessaria per risalire».

Roma Inter, Juric rivoluziona il modulo contro i nerazzurri? Le idee del tecnico giallorosso sono chiare: le ultime

Roma Inter, Juric rivoluziona tutto contro i nerazzurri? Le idee del tecnico giallorosso per la sfida contro gli uomini di Inzaghi: le ultime

L’edizione odierna di Tuttosport ha fatto il punto sulle possibili scelte di Ivan Juric per la formazione della Roma da schierare domani sera contro l’Inter di Inzaghi, per la sfida dell’8′ giornata di Serie A. Il tecnico ritrova due pedine importanti come Dybala e Dovbyk, entrambi recuperati, e pensa ad un possibile cambio modulo per sorprendere i nerazzurri.

ROMA INTER – «L’ex granata, da allenatore del Torino, nelle ultime due uscite contro l’Inter, aveva provato ad abbandonare il 3-4- 2-1 solito per la difesa a 4. Un’idea che potrebbe riproporre anche domani sera nonostante in settimana abbia lavorato su entrambe le soluzioni. Per ora resta in pole il modulo con i tre centrali e in quel caso sarebbe Hermoso a dover duellare con Thuram, alzando Angelino sulla linea dei centrocampisti. Ci sarà tempo ancora nella rifinitura di oggi per sciogliere le ultime riserve, ma intanto può contare su una formazione quasi al completo perché Le Fée si allena da giorni regolarmente e da ieri anche senza tutore, mentre Dovbyk e Dybala hanno recuperato dai rispettivi problemi (infiammazione al ginocchio per l’ucraino e affaticamento al flessore per l’argentino). Entrambi partiranno dal primo minuto e con la Joya, sulla trequarti, ci sarà Lorenzo Pellegrini che vuole provare a dimenticare l’avvio horror tra Roma e Nazionale».

Milan Udinese, Fonseca pronto a cambiare la difesa! Rivoluzione in corso e indiscrezioni sconfessate

Milan Udinese, Fonseca ha le idee chiare ed è pronto a cambiare la difesa! Rivoluzione in corso e indiscrezioni sconfessate. Le ultime

Come riportato dal giornalista della Gazzetta dello Sport, Luca Bianchin, , potrebbero esserci importanti novità di formazione in vista della sfida di oggi pomeriggio tra Milan e Udinese per quanto riguarda il reparto difensivo.

Gabbia non è infatti al 100% e non verrà rischiato: dal primo minuto tornerà Thiaw al centro della difesa. Da decidere il partner del tedesco: se Pavlovic, candidato ad una maglia da titolare, dovesse giocare terzino sinistro al posto dello squalificato Theo Hernandez in mezzo ci sarà Tomori; se Fonseca opterà invece per Terracciano in fascia, Pavlovic agirà al centro. Ultime riflessioni in casa rossonera.

Luca Toni: «Il mio Brescia con Baggio e Guardiola era una magia. Come Mazzone riuscì a farmi segnare. Il suo schema era l’1-3-3, ve lo spiego. Pep in Italia? Io dico che…»

L’attaccante campione del mondo 2006 è intervenuto per parlare di diversi argomenti tra cui Guardiola

Luca Toni ha recentemente cenato con Roberto Baggio e Pep Guardiola, suoi compagni di un Brescia che nei primi anni Duemila ha rappresentato qualcosa d’importante nel calcio italiano. A La Gazzetta dello Sport ha raccontato l’evento, racchiuso in una foto scherzosa che lo vede inginocchiato con accanto i due amici, in modo da non risultare troppo più alto di loro…

IL BRESCIA DELL’EPOCA – «Il Brescia di Robi e Pep non era una semplice squadra, era magia. Quel Brescia ha un posto speciale nel mio cuore. Nel 2002 ci salvammo all’ultima giornata, ma lottammo tutta la stagione con il sorriso sulle labbra. E sempre uniti».

IL PRIMO GIORNO DI GUARDIOLA – «Mi viene in mente Mazzone che si rivolge a Pep dicendogli: “Io non ti volevo”. Schietto, ma divertente: alla Carletto. Mazzone aveva dato la parola a Giunti che avrebbe puntato su di lui in mezzo al campo e per questo accolse Pep così. Dopo il primo allenamento di Guardiola, aveva capito che si sarebbe dovuto scusare con Giunti. Prima che un allenatore, era un padre: gli volevamo bene tutti».

MAZZONE E IL CANE – «I cagnolini di un compagno li aveva mandati via in malo modo, per quello di Robi si era affrettato a cercargli un biscottino e una pallina: “Fatelo giocare, quel cane…”. Mazzone era sensibile: quando percepiva troppa leggerezza, si arrabbiava. Ma nelle difficoltà sdrammatizzava sempre. Io ho vissuto un periodo in cui la palla non entrava. Mazzone mi prese da parte: “Luca, tu vai troppo al casino”. Lui chiamava il casinò così, senza l’accento. “No, mister: non vado mai”. E lui: “Allora comincia ad andare, vacci subito!”. Scoppiamo a ridere e tornai a segnare. Mazzone è stato l’artefice di quel Brescia assieme a Corioni. L’altra sera abbiamo fatto un brindisi al presidente. Io mi sono sentito sempre un po’ in debito con Corioni: al Brescia mi comprò per 28 miliardi di lire, è l’unico presidente che non ci ha guadagnato con me»

LO SCHEMA DI MAZZONE – «1-3-3. Mazzone alla lavagna sintetizzava i reparti con i numeri: la difesa era l’1, il centrocampo il 2 e l’attacco il 3. Lo schema tipo era palla dalla difesa (1) a me (3) che dovevo smistarla per Robi (3). Il centrocampo (cioè il numero 2) spesso veniva saltato: da qui 1-3-3. Era un calcio semplice, ma organizzato. Mazzone e il suo vice Menichini curavano ogni dettaglio. Carletto mi ripeteva: “Luca, cerca di guadagnare delle punizioni dal limite perché su tre calci piazzati, almeno uno Robi lo segna. Se invece tu tiri tre volte in porta, non è detto che fai un gol…».

ABOLIRE IL FALSO NUEVE – «Era una battuta, mi hanno preso troppo sul serio. Piuttosto a Pep ho detto: “Non ti annoi a vincere sempre, senza mai una critica o un esonero? Vieni in Italia, almeno dopo una partita andata male qualche fischio lo prendi”. Si è messo a ridere, come tutta la sera. Non so dove, ma prima o poi ci riusciamo a riportarlo qui… Sarà più dura convincere Baggio a fargli da vice: mi sembra distaccato dal calcio».

Torino, obiettivo Simeone del Napoli per l’attacco: la situazione e la risposta dei partenopei

Il Torino è alla ricerca di un attaccante dopo il grave infortunio di Duvan Zapata: si pensa al centravanti argentino

Inutile girarci attorno, l’infortunio di Duvan Zapata ha complicato enormemente i piani del Torino. Sarà duro compito di Vanoli sopperire alla mancanza del bomber nonché capitano dei granata per praticamente tutta la stagione.

La rottura del crociato contro l’Inter è stata una pessima notizia sia naturalmente per il colombiano ma anche per la società piemontese che ora è obbligata, con l’inizio del calciomercato di riparazione a gennaio, a cercare un sostituto.

Come riporta Tuttosport, il nome in questione potrebbe essere quello di Giovanni Simeone. Il Napoli però è stato chiaro, chiudendo al prestito e aspettandosi 15 milioni per lasciar andare il proprio centravanti di riserva.

Una cifra altissima per un Toro che come sottolinea il quotidiano piemontese è a corto di budget. Cairo infatti non chiarisce le sue intenzione e dunque al momento Vagnati dovrà lavorare tra prestiti e occasioni.

Daniel Maldini: «Rifletto su me stesso e non penso al cognome. Il Monza è il mio posto nel mondo e c’è fiducia nei miei confronti. Vi dico i miei obiettivi di stagione»

Il fantasista del Monza ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport dove tocca varie tematiche sul suo presente e futuro

Risposte secche e concetti forti: Daniel Maldini, intervistato da La Gazzetta dello Sport in una settimana che lo ha visto debuttare in azzurro, si è confessato a cuore aperto.

COSA RAPPRESENTA IL MONZA – «Il mio posto nel mondo. Mi sono sentito subito a casa, i risultati si sono visti e si stanno vedendo. Avevo bisogno di stare tranquillo, ma anche di avere più responsabilità. Perché percepirle mi fa stare bene e mi fa sentire vivo e presente. Fa piacere sapere che l’allenatore e i compagni hanno fiducia in te».

TOGLIERE IL COGNOME DALLA MAGLIA COME JORDI CRUIJFF – «Mai. E più ci pensi, peggio è. Sono pensieri che lascio agli altri».

VERONA E VENEZIA SCONTRI DIRETTI IMPORTANTI – «Speriamo di sì in senso positivo. Anche se veniamo da partite fatte bene come l’ultima contro la Roma. Confidiamo di continuare così e di trovare quella scintilla che ci manca. In A ogni gara è da 1×2, non c’è una squadra cuscinetto e si può fare punti con tutti».

COSA PORTA L’ESPERIENZA – «Mi aiuta a bloccare il tempo, a riflettere su quello che è più giusto fare per il mio bene».

SAREBBE FELICE SE… – «Se il Monza si salvasse, magari in anticipo, e se io andassi in doppia cifra di gol o di assist… o anche combinati».

NONNO CESARE – «Sarebbe stato felice per me».

Roma Inter, Edin Dzeko: «Ecco quale scelgo, l’Olimpico è il mio stadio. Non ho capito la mia cessione l’anno scorso. La finale di Champions troppo dolore, dico questo…»

Roma Inter è una gara speciale per Edin Dzeko. Ecco le dichiarazioni del doppio ex per il match di Serie A

Roma–Inter è la gara del cuore di Edin Dzeko, l’attaccante che nei due club si è espresso ad altissimi livelli. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato, ecco alcuni estratti.

COME SI FA A ESSERE ANCORA DZEKO ALLA MIA ETÀ? – «Ma oggi gli allenatori non guardano più se uno è vecchio o giovane. Conta il campo. E io sento di poter fare ancora la differenza. Per riuscirci, oggi sono molto più attento rispetto a 10 anni fa. Mangio bene, riposo bene, lavoro prima e dopo l’allenamento (appunto, ndr). La vera differenza è nel recupero, è più lento, ci metto 1-2 giorni in più».

SE DOVESSI SCEGLIERE UN ROMA INTER  – «Il primo dopo il passaggio all’Inter, vittoria per 3-0 e un mio gol. Ma no, non per quello. Da fuori magari non s’è visto, ma avevo il fuoco dentro, sentivo i tifosi di entrambe le squadre dalla mia parte. Tornavo nel mio stadio, l’Olimpico è il mio stadio: un’emozione fortissima, mai provata».

L’ADDIO ALL’INTER NEL 2023 – «Ma se scelsero così, vuol dire che erano d’accordo tutti, allenatori e dirigenti. A me è sembrata una decisione strana, perché un giocatore che è stato titolare in tutte le partite importanti, compresa la finale di Champions, potevi tenerlo a zero e avere quattro punte in rosa. Mi sembrò molto strano, ecco. Poi col tempo l’ho capito e l’ho rispettato, anche perché all’Inter mi hanno trattati benissimo. Sono stati due anni importanti, certo quella Champions…».

RIPENSA ALLA CHAMPIONS – «Certo. É un grande rimpianto. Ogni tanto su Instagram mi appare l’azione del gol del City, io scrollo subito, non riesco a guardare. Vedendo quella partita, intendo dire vivendola da dentro, ho avuto forte la sensazione che avremmo potuto farcela. Ed è questo che mi lascia un senso di amarezza».

LA DIFFERENZA TRA VINCERE E NON RIUSCIRCI  – «Sicuramente alla Roma sentivo che sarebbe stato più difficile vincere rispetto a quel che invece ho avvertito nell’Inter. Sullo scudetto sfumato in nerazzurro, dico che è mancata un po’ di convinzione, arrivata dopo Istanbul. E poi quell’anno abbiamo cercato di tenere in piedi tutte e due le competizioni, Champions e campionato. Mi riferisco alla gara di Liverpool, ci portò via tante energie per il mese successivo: avessimo dato più attenzione alla Serie A, sarebbe andata diversamente. Potevo festeggiarla pure io, la seconda stella…».

CHI VINCE IL CAMPIONATO – «Io spero l’Inter, è ancora la migliore, anche se quest’anno i miei ex compagni stanno dando maggiore attenzione alla Champions. E poi il Napoli è già entrato nella “modalità Conte”: lui porta sempre tutti al massimo delle possibilità. Sì, ci siamo sfiorati diverse volte: è stato un peccato non essere stato allenato da lui».

Zambrotta: «Vlahovic va servito e può fare 30 gol. Motta al Barcellona era diverso, oggi è molto più tranquillo. Giuntoli è stato bravo a capire un giocatore. Ma occhio a Conte…»

L’ex laterale difensivo della Juventus è intervenuto per parlare di vari argomenti riguardanti i bianconeri

Da terzino della Juventus, Gianluca Zambrotta ha servito grandi centravanti come Inzaghi e Trezeguet. Trasferitosi al Barcellona, ha avuto come compagno di squadra Thiago Motta. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato per presentare la sfida odierna dei bianconeri con la Lazio e non solo.

CONTE – «É stato il mio capitano alla Juve quando sono arrivato e l’ho avuto in Nazionale: era un trascinatore e un motivatore, un uomo spogliatoio. Sempre sul pezzo, non voleva mai perdere. Queste caratteristiche le ha tenute da tecnico e cerca sempre di far uscire il massimo dai giocatori. Di Lorenzo voleva andar via e adesso…».

JUVE-LAZIO – «Bella partita. La Juve è in emergenza e il periodo è complesso con sette partite prima della prossima sosta. Però Motta è un ottimo allenatore: ho giocato con lui a Barcellona e sono andato a trovarlo quando allenava a Bologna. É giovane ma di grande personalità, non ha paura di portare avanti le sue idee e le sue scelte. Dice le cose in faccia e lancia i giovani, che è un bene per la Juve. E poi ha Vlahovic: era partito con difficoltà, ma ora si è ritrovato. Yildiz è giovane e deve far esperienza, ma ha sicuramente qualità».

VLAHOVIC DA 30 GOL – «Spero per lui e per la Juve che arrivi a questi gol. A Lipsia in Champions League ne ha fatti due straordinari, da attaccante vero. Ha qualità da top, ma ha bisogno di tempo e di palle giocabili, sebbene lui se le procuri anche. Ma sì, può fare 25-30 gol».

MOTTA AL BARCELLONA – «Molto estroverso, essendo brasiliano: grande qualità e intelligenza tattica. Da allenatore è completamente diverso: lo vedo più pacato e tranquillo. Da calciatore era… fumantino».

KALULU – «Sicuramente è stato bravo Giuntoli. Ha capito subito le qualità del giocatore e che poteva essere importante: può fare il terzino o il centrale, ha personalità, non molla mai ed è sempre sul pezzo. Non so quali siano stati i pensieri del Milan, forse lo ha ceduto per questioni di mercato».

PIACE LA NUOVA CHAMPIONS – «Sì, con più squadre capita di vedere match con 7 gol. La Uefa ha voluto spettacolarizzare la competizione, in più abbiamo cinque italiane. Sarà interessante vedere la classifica a fine turno: non basta l’1-0, serve fare più gol e incassarne meno. É più spettacolare».

Torino, Vanoli punta il Cagliari: ballottaggio di formazione e il super dato sui biglietti del settore ospiti

Cagliari Torino si avvicina, ballottaggio di formazione per Paolo Vanoli, mentre stupisce il dato sui biglietti venduti nel settore ospiti 

Finalmente ci siamo, dopo due interminabili settimane legate alla ‘consueta’ sosta per le Nazionali, Paolo Vanoli è ora pronto a scendere in campo. Nel mirino Cagliari Torino, match offerto dal palinsesto della giornata numero 8 di Serie A. Una sfida che molto potrà dirci sullo stato di forma della compagine granata, chiamata a raddrizzare la rotta dopo i due ko consecutivi inanellati contro Lazio ed Inter. 

Eccezion fatta per la pausa concessa nell’ultimo weekend, Vanoli ha sfruttato i 14 giorni a sua disposizione per lavorare con i calciatori (pochi) rimasti in quel di Torino. Nulla di trascendentale sia chiaro, ma il tecnico ha colto l’occasione per esaminare da vicino alcuni dei giovani dell’arsenale sabaudo: Dembelè e Balcot su tutti. Così come per interfacciarsi con i senatori del club: vedi Masina ed in particolar modo Vlasic, dal quale ci si aspetta un posizionamento forse più arrembante dopo l’infortunio del collega Zapata. 

Pochi i dubbi di formazione in previsione della gara dell’Unipol Domus a tal proposito. Davanti a Milinkovic-Savic ci sarà infatti il tridente Vojvoda, Coco, Masina, mentre a centrocampo Sosa è in vantaggio su Pedersen, così come Linetty (papabile nuovo capitano del Toro) su Tameze. Al loro fianco Lazaro, Ilic e naturalmente Ricci. Le neo-coppia d’attacco Adam-Sanabria a terminare l’undici iniziale per il prossimo Cagliari Torino. 

In ogni caso, per quanto Vanoli sia solito consegnare (alla stampa come ai suoi calciatori) la formazione ufficiale solo a pochi istanti dal calcio d’inizio, è probabile che preziosi consigli potranno arrivare dalla conferenza stampa che si svolgerà questo pomeriggio alle 14. A proposito, in Sardegna il tecnico non sarà lasciato solo, anzi. Si attestano ormai soltanto a poco più ad una manciata i biglietti disponibili per il settore ospiti, con circa 400 tifosi piemontesi attesi nella regione insulare. Non male considerando aereo, viaggio e distanza. Insomma, ora è veramente tutto pronto: appuntamento domenica alle 18 per Cagliari Torino. 

Leao in panchina, Capello: «Segnale forte di Fonseca su chi comanda, è giusto che prenda decisioni forti. I compagni devono fare questo con Rafa. E lui deve saper reagire»

L’ex Milan Fabio Capello ha commentato la decisione del tecnico portoghese di estromettere Leao dai titolari

Leao escluso da Fonseca nell’undici di partenza che opporrà il Milan all’Udinese. Il provvedimento naturalmente fa discutere. Ne parla Fabio Capello, opinionista de La Gazzetta dello Sport, ex allenatore che in carriera ha affrontato casi anche più spinosi di quello del portoghese. Ecco la sua intervista al quotidiano.

FONSECA DURO – «Dopo il ko di Firenze, in molti avevano rimproverato all’allenatore rossonero proprio il peccare di autorevolezza. E sinceramente, vedendo il caos sui rigori, il dubbio era legittimo. Ecco, la conferenza stampa di ieri è un segnale in questo senso: ora basta, io sono il tecnico e prendo le decisioni, i calciatori si adeguino. E non pensate che Fonseca sia andato in conferenza a fare lo show tanto per fare, sono sicuro che prima aveva usato parole altrettanto dure all’interno dello spogliatoio».

LEAO IN PANCHINA – «Se Fonseca ritiene che sia un bene per il Milan, è giusto che prenda anche decisioni forti come tenere fuori uno dei giocatori più importanti della squadra. Non so se lo faccia per motivi comportamentali, se non abbia digerito certe frasi di Leao in nazionale o semplicemente per ragioni tecnico-tattiche o turnover, ma è comunque legittimo. Anzi, io credo che Paulo meriti a priori un bravo per il coraggio».

LA REAZIONE DI RAFA – «A questi livelli i giocatori devono essere capaci di recepire i messaggi dell’allenatore e reagire in modo positivo. Io mi aspetto, però, che siano anche i compagni di squadra a spiegare a Leao cosa va e cosa non va, come può migliorare, soprattutto in certi atteggiamenti un po’ così».

CHUKWUEZE TITOLARE, PULISIC TREQUARTISTA – «Sicuramente prende scelte coraggiose, poi sarà il campo a dire se aveva ragione o meno. Il discorso è sempre quello: un tecnico deve seguire le sue idee, anche se qualcuno da fuori non le capisce o condivide».

Juventus, promessa tra Danilo e i bianconeri: il retroscena sul rinnovo, ecco cos’è stato deciso e perché

Ci sono novità sul rapporto tra il difensore brasiliano e la Juventus dopo lo scarso minutaggio

Da titolare inamovibile con Massimiliano Allegri a semplice riserva con Thiago Motta. Lo status di Danilo alla Juventus è cambiato e lo stesso difensore brasiliano se n’è accorto fin da subito.

Le richieste del tecnico bianconero non sembrano sposarsi con le qualità dell’ex Real Madrid e questo ha inevitabilmente portato ad un cambiamento tra le parti, come riferisce anche Tuttosport nell’edizione odierna.

Danilo ha infatti voluto far togliere la clausola di rinnovo automatico dal suo contratto, un modo per cercare di accumulare maggior minutaggio rispetto a quello avuto nelle prime giornate.

La clausola infatti avrebbe portato Danilo a prolungare il proprio contratto dopo un numero di partite, situazione che non avrebbe fatto altro che complicare i piani della società sul suo futuro.

Per quanto riguarda il rinnovo infatti se ne riparlerà solo a fine stagione, ora quello che interessa a Danilo è sfruttare i momenti più importanti per tornare a scalare le gerarchie come un tempo.

Inter, Barella o Frattesi contro la Roma? Inzaghi studia questa soluzione in vista dei vari impegni

Il tecnico dell’Inter ragiona in vista della partita contro la Roma e non solo: la scelta a centrocampo

Il dubbio amletico di Simone Inzaghi è tra Nicolò Barella e Davide Frattesi: i due centrocampisti dell’Inter e della Nazionale italiana si giocano infatti una maglia da titolare nella gara contro la Roma.

L’ex Cagliari ha smaltito di recente l’infortunio e ha tantissima voglia di tornare in campo, basti pensare che la sua ultima partita è stata il derby perso con il Milan del 22 settembre 2024.

Mentre Nicolò recuperava il problema fisico, Frattesi ha avuto più spazio ed è andato a segno contro l’Udinese nella vittoria per 3-2, oltre a trovare continuità anche in Nazionale dove vanta tre gol in tre partite tra Francia e Israele, andata e ritorno.

Come racconta La Gazzetta dello Sport, il calendario dei meneghini comincia a farsi intrigante poiché dopo la trasferta all’Olimpico contro la Roma ci sarà la delicata sfida di Champions League con lo Young Boys in Svizzera e soprattutto il big match casalingo contro la Juventus.

Per questo l’idea di Inzaghi è quella di alternare Barella e Frattesi a gara in corso, una sorta di staffetta che permetterebbe sia maggior minutaggio sulle gambe del primo sia ancora più continuità per l’ex Sassuolo, chiaramente ad oggi tra i due quello col ritmo partita più alto.

Milan, Leao non è più intoccabile: la decisione e il motivo dietro la scelta di Fonseca

Rafael Leao sempre più verso la panchina nel match del Milan contro l’Udinese: ecco cosa c’è dietro

Titolo forte in prima pagina de La Gazzetta dello Sport su Rafael Leao, esterno offensivo del Milan. Il quotidiano sportivo apre con un “Leao sei fuori” per annunciare la panchina del lusitano contro l’Udinese.

Fonseca è stato chiarissimo in conferenza stampa annunciando senza troppi giri di parole la sua decisione circa l’ex Lille. Una scelta che però non nasconde dietro motivi comportamentali, a differenza di come molti possono chiedere.

Questo però non nasconde una richiesta sottintesa del Milan nei confronti di Leao ovvero di dimostrare maggiormente il proprio valore. Sul suo inizio di stagione infatti pesa e non poco il fatto che Rafa non ha ancora segnato da titolare.

L’unica rete di Leao fin qui è arrivata dalla panchina nel 2-2 contro la Lazio, partita del “caso cooling break” con il portoghese e Theo Hernandez protagonista. Insomma, Fonseca ha avvisato: «Chi sbaglia paga e il nome non conta»

Le prime pagine sportive nazionali – 19 ottobre

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola.

Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Serie B, Iemmello recupera il Bari: pareggio esterno per il Catanzaro al San Nicola

L’anticipo della Serie B vede un pareggio tra il Bari Catanzaro al San Nicola. Ecco com’è andata

Un gol e un punto a testa nella sfida tra Bari Catanzaro, valevole per la nona giornata di Serie B. I galletti erano riusciti ad andare in vantaggio grazie al gol di Dorval al trentesimo, salvo poi venir raggiunti da Iemmello al 74esimo.

Una gara equilibrata come dimostrano i 16 tiri a 18 in favore dei giallorossi per un pareggio che tutto sommato si può definire giusto. Entrambe le squadre muovono la classifica con il Bari a 11 punti e il Catanzaro a 9.

Champions League, Rummenigge: «Nuovo format? Questo è il mio parere»

Karl-Heinz Rummenigge ha parlato delle novità presenti nella nuova Champions League. Le sue parole

Karl-Heinz Rummenigge è stato Intervistato dal magazine Kicker e ha parlato della nuova Champions League col girone unico. Questo il parere dell’ex calciatore tra le altre anche dell’Inter.

CHAMPIONS – «La vecchia fase a gironi era noiosa perché le cose erano chiare dopo la quarta giornata. Adesso è più difficile per i buoni club qualificarsi e ciò che è più difficile diventa più emozionante. La vecchia fase a gironi era prevedibile quanto la vecchia piccola Coppa del Mondo per club FIFA, il vincitore si sapeva già. Adesso bisogna guardare anche ai gol segnati, come il Bayern Monaco con la Dinamo Zagabria o il Borussia Dortmund col Celtic. Per la prima volta, i gol fatti diventano un fattore»

Roma, Pellegrini rincuorato da parte dei tifosi: il messaggio nei confronti del capitano giallorosso

Lorenzo Pellegrini è al centro di molte critiche in casa Roma, ma c’è una parte di tifo dalla sua parte

Momento complicato per Lorenzo Pellegrini, centrocampista capitano nonché tifoso della Roma. Nessuno più di lui a livello emotivo sta patendo questa situazione dove ogni volta che tocca palla, l’Olimpico insorge con fischi assordanti.

C’è però una parte di tifoseria che ha mostrato supporto e nella notte di ieri ha affisso un sentito striscione vicino a casa sua che recita: «Mai un passo indietro, al tuo fianco. Daje Lollo!»

Naturalmente Pellegrini ha apprezzato molto e l’ha reso noto pubblicando una storia Instagram con la foto dello striscione e due cuore vicino, uno giallo e uno rosso.

Milan Juventus, tutte le informazioni sui biglietti: il costo e i dettagli sul match di San Siro

C’è tanta attesa per la sfida tra Milan Juventus a San Siro: ecco le informazioni generali per chi vorrà andare a San Siro

Manca ancora parecchio al 23 novembre, ma Milan Juventus è sempre segnata con un cerchio rosso sul calendario degli appassionati di calcio. I rossoneri hanno già reso noto attraverso il proprio sito i prezzi, i dettagli e le informazioni circa i biglietti per assistere al match.

IL COMUNICATO – Il prossimo 23 novembre a San Siro, con fischio d’inizio alle ore 18.00, andrà in scena la super sfida della 13ª giornata di Serie A tra Milan e Juventus: una classicissima del calcio italiano, con il primo confronto ufficiale tra le due squadre che risale al 28 aprile del 1901.

BIGLIETTI
I biglietti per Milan-Juventus sono disponibili online su booking.acmilan.com, al Ticket Office di Casa Milan, al Flagship Store di via Dante e sui circuiti Vivaticket, secondo le seguenti modalità:

  • Autumn Pack: dalle ore 12.00 di venerdì 18 ottobre alle 23.59 di domenica 20 ottobre, i possessori dell’Autumn Pack potranno acquistare un biglietto.
  • Fase abbonati: dalle ore 12.00 di venerdì 18 ottobre alle 23.59 di domenica 20 ottobre, gli abbonati potranno acquistare un biglietto aggiuntivo.
  • Vendita libera: a partire dalle ore 15.00 di lunedì 21 ottobre e fino a esaurimento disponibilità.

PREZZI
Il prezzo dei biglietti per Milan-Juventus parte da 74€ nella fase abbonati.

CLUB 1899
Se sei un privato, puoi acquistare online i biglietti Premium con Hospitality per tutte le gare casalinghe del Milan nella Serie A 2024/25. Vai su booking.acmilan.com, scegli il match che ti interessa e acquista la tua experience preferita per vivere una giornata esclusiva. Se hai un’azienda o una partita IVA, sorprendi i tuoi clienti e crea opportunità di business nelle aree più importanti di San Siro. I posti più esclusivi dello stadio con un raffinato servizio di ristorazione per vivere momenti indimenticabili. Contattaci per scoprire i benefit.

Liga, colpaccio del Valladolid in casa dell’Alaves: termina 3-2 nell’anticipo spagnolo

Gol e spettacolo nel match tra Alaves Valladolid, anticipo della Liga di questo venerdì spagnolo

Vittoria pesantissima in prospettiva del Valladolid che nell’anticipo del venerdì della Liga batte 3-2 contro l’Alaves. Un risultato pirotecnico che premia la squadra di Pezzolano contro quella di Garcia.

Ad aprire le danze è stato il club di casa con Martinez con la risposta di Sylla su rigore. Il penalty per il Valladolid si rivede al 72esimo, questa volta realizzata dal marocchino Selim Amallah.

A chiudere la partita quattro minuti dopo è stato Anuar che beffa Sivera. L’Alaves non vuole mollare e al 97esimo Garcia riduce lo svantaggio, salvo poi farsi espellere per doppia ammonizione.

Ligue 1, pari e patta tra Monaco e Lille: nessun gol e un rosso allo Stade Louis II

Nessun gol nell’anticipo del venerdì tra il Monaco padrone di casa e il LIlle: pareggio a Montecarlo

È finita senza gol la sfida tra Monaco Lille, anticipo del venerdì di Ligue 1. Pareggio che lascia un po’ di rammarico ad entrambe le squadre per motivi diversi, anche se i monegaschi avrebbe meritato ai punti.

Infatti i biancorossi hanno chiuso con ben 14 tiri contro i soli 3 del Lille, che però ha potuto per più di mezz’ora sperare di vincere in virtù di un cartellino rosso sventolato a Teze, classe 1999 del Monaco.

L’espulsione al 61esimo sembrava poter favorire il Lille, ma gli ospiti sono sembrati scendere in campo solamente per raccogliere un punto.

Bundesliga, Guirassy salva il Borussia Dortmund: gol nel finale contro il St. Pauli

La Bundesliga si apre con la vittoria del Borussia Dortmund contro il St. Pauli per 2-1: com’è andata la partita

Il Borussia Dortmund di Sahin risponde presente nell’anticipo del venerdì di Bundesliga in occasione del match interno contro il St. Pauli, valevole per la settima giornata di campionato tedesco.

In un primo tempo con il possesso completamente dalla parte dei gialloneri nonostante qualche ripartenza interessante degli ospiti, un bel colpo di testa di Bensebaini al 43esimo ha aperto le danze.

Il BVB non riesce chiuderla ed ecco che al 78esimo Smith segna un gol bellissimo che riporta in parità la partita. Sul più bello, all’83esimo, ci pensa l’ex obiettivo del calciomercato Milan Guirassy.

Fiorentina Milan, Rocchi: «Vi spiego il rigore Dodo-Theo Hernandez. Agli arbitri ho detto queste cose»

Rocchi è tornato sull’episodio tra Dodo e Theo Hernandez, costato il rigore in Fiorentina Milan

Il designatore degli arbitri di Serie A e Serie B Rocchi è intervenuto in uno speciale su Sky Sport per parlare del rigore assegnato alla Fiorentina nella sfida contro il Milan, precisamente il contatto tra Dodo e Theo Hernandez. 

EPISODIO DODO THEO HERNANDEZ –  «Chi arriva primo vince. Dodo ha il diritto di giocare il pallone per primo ovviamente. Ai ragazzi del VAR devi dare un’idea: se due giocatori arrivano sul pallone e uno prende l’altro, devono valutare se c’è un fallo o solo un contatto. Io ho detto due cose ai ragazzi: state attenti alle esagerazioni sui contatti e alle reazioni e devono capire la dinamica di un fallo»,

Napoli, Birindelli: «Conte ha bisogno di giocatori come lui. Empoli? Ecco perché sono tornato qui ad allenare la Primavera»

L’attuale allenatore dell’Empoli Primavera ha parlato di Antonio Conte, il suo Napoli e non solo

Alessandro Birindelli, allenatore della dell’Empoli Primavera, è intervenuto a Radio Goal in diretta su Kiss Kiss Napoli. Tantissimi argomenti trattati, da Antonio Conte alla sua esperienza in Toscana.

CONTE – «Credo che il dna Juventus per chi ha vissuto quegli anni importanti, sia dentro di lui. Sia Lippi che Trapattoni per lui sono stati maestri importanti, allenatori focosi e che hanno vinto tantissimo. Gli è rimasto questo fuoco dentro che sta portando sul campo, sia sul piano caratteriale che su quello tattico. Nessuno può discutere il lavoro di Antonio Conte perché i risultati sono sotto gli occhi di tutti”»

EMPOLI – «Sono cresciuto qui calcisticamente, per me è una famiglia che mi ha cresciuto come ragazzo e come uomo. Sono tornato ad allenare il settore giovanile riportando quegli insegnamenti che ho avuto io da quelli che chiamo maestri di vita conosciuti qui. Da queste parti c’è la possibilità di far crescere i giovani senza l’ansia del risultato, i ragazzi vengono preparati calcisticamente per poter essere poi pronti a fare il salto in prima squadra. Fazzini? Un centrocampista che sa fare tutto, lo potrei paragonare a Frattesi e Barella, perché ha qualità e quantità, sa anche inserirsi. Ma come tutti deve trovare il giusto percorso di crescita, come sta già facendo, e la sua maturazione passa da questa annata dove dovrà far vedere qualcosa in più rispetto allo scorso anno, anche se dal punto di vista delle prestazioni direi che fin qui non si può discutere»

DI LORENZO – «Ha dimostrato di essere un professionista e soprattutto di avere dei valori. L’anno scorso è stata una stagione sfortunata per tutti, ma Conte ha bisogno di calciatori così che rispecchino a pieno i valori che pretende Antonio dai propri calciatori, lui è perfetto per questo allenatore»

×